sabato 7 dicembre 2019

Liturgia Novus Ordo: in arrivo la Riforma della Riforma

Vorrei ricordarvi il mio libro: Maria Guarini, «La questione liturgica. Il rito Romano usus antiquior e il Novus Ordo Missae dal Vaticano II all'epoca dei due papi’» Ed. Solfanelli, pag.168, Euro 13 [qui]. In relazione ad alcuni commenti devo precisare che la "Riforma della riforma" del titolo è intesa non nel senso ratzingeriano di restaurazione della sacralità perduta, ma in senso ironico di ulteriore degrado e allontanamento dal Rito perenne.

Apprendo [qui] che nella 2° domenica del tempo ordinario 2020, e cioè da Gennaio, andrà in vigore la nuova Messa introdotta dai Nuovi Messali.
Vergo di seguito alcune osservazioni essenziali a caldo, in attesa di conoscere in maniera più diretta i testi.
Da ricerche in rete trovo che ne parla in anticipo un documento diocesano, dal linguaggio infarcito di fumoserie 'pastorali', da cui estraggo il brano che segue. Acrobazie linguistiche che meriterebbero una confutazione a parte perché molto rivelatrici della mens conciliare centrata sull'Assemblea e della nuova ecclesiologia - e conseguente teologia antropocentrica e non più Cristocentrica - che sottende la nuova messa. Risulteranno tuttavia in parte decriptate da quanto andrò chiarendo di seguito. Cito:
"La liturgia, hanno evidenziato i vescovi, coinvolge l’intera assemblea nell’atto di rivolgersi al Signore: «Richiede un’arte celebrativa capace di far emergere il valore sacramentale della Parola di Dio, attingere e alimentare il senso della comunità, promuovendo anche la realtà dei ministeri... Per dare sostanza a questi temi, si è evidenziata l’opportunità di preparare una sorta di «riconsegna al popolo di Dio del Messale Romano» con un sussidio che rilanci l’impegno della pastorale liturgica." [qui]
Oltre ai cambiamenti già noti riguardanti il Pater noster e il Gloria, ci saranno cambiamenti nei Prefazi dei Santi e della beata Vergine Maria e il Confiteor (1) avrà la variante: "confesso a Dio onnipotente e a voi fratelli e sorelle" (per non escludere il sesso femminile) poi è stato confermato il versato per tutti e non per molti [sul "pro multisvedi, invece, Benedetto XVI ai vescovi tedeschi, mons. Hauke qui e un sacerdote qui]
Ma la sostituzione che maggiormente inquieta è quella delle parole che precedono la Consacrazione, cioè quelle della cosiddetta Epiclesi (2); per cui, anziché dire: Scenda o Signore il Tuo Santo Spirito, su questi doni che ti offriamo, perché diventino il Corpo e il Sangue di Gesù Cristo nostro Salvatore, si dirà : SCENDA O SIGNORE LA TUA "RUGIADA"......
Ora, nella Bibbia la rugiada è sempre stata usata, di volta in volta, come metafora dello Spirito, della misericordia divina o comunque di elemento fecondante dell'azione divina; ma perché usare la metafora quando è già in uso il riferimento specifico allo Spirito Santo? Inoltre la nuova espressione ricorda immediatamente il Sl 133 (il canto delle ascensioni: il pellegrinaggio a Gerusalemme) "Ecco quant'è buono e quant'è soave che i fratelli vivano insieme! ...è come la rugiada che scende dall'Ermon sui monti di Sion; là infatti il SIGNORE ha ordinato che sia la benedizione, la vita in eterno". Ed ecco che subdolamente, anche qui, sia pure non direttamente affermato, viene evocata la riunione fraterna (a scapito del sacrificio) e allontanata ancor più la Presenza Reale, sostituita dal Dove sono due o più nel mio nome, io sono in mezzo a loro, che è vero e significativo, ma non è la stessa cosa rispetto a quanto specificamente accade come Actio di Cristo Signore nella Santa Messa.

Ѐ una variazione analoga alla sostituzione dell'Offertorio sacrificale con la berakah ebraica [qui].

Io non ho idea di come sarà accolto anche questo ennesimo tradimento nelle parrocchie, compresa la mia. Ma personalmente non riesco ad accoglierlo perché cominciano ad essere troppe le variazioni svianti e dunque non posso fare a meno di ricordare, perché ancor più pregnante ora, quanto già affermato in un precedente articolo e da me espresso anche [qui]:
... Ricordiamo il pericolosissimo oblio del carattere sacrificale della Messa cattolica [qui]. Oblio che conduce lentamente ma inesorabilmente all'eresia. Su questo punto non dovremmo mai dimenticare il grande lavoro di Michael Davies sulla Riforma anglicana, che sottolinea il pericolo dei “taciuti” in liturgia: la riforma anglicana di Cranmer, togliendo dalla Messa tutti i riferimenti espliciti al Sacrificio propiziatorio, introdusse vincente, nel giro di una generazione, il Protestantesimo in Inghilterra, portandola definitivamente all'eresia.
Ma ...col dimenticare che la Messa è il Sacrificio di Cristo sulla Croce, si perde inesorabilmente la coscienza della Presenza sostanziale di Cristo nella Santissima Eucarestia: se non c'è più la Vittima, non c'è nemmeno più la Presenza di Gesù Cristo, perché Cristo si rende presente nell'Eucarestia come Vittima. Una Messa percepita sempre più come ricordo dell'Ultima Cena rischia veramente di non essere più la Messa cattolica. Innegabilmente l'ultima riforma della messa, quella del 1969, l'ha fatta assomigliare sempre più alla Santa Cena protestante, anglicana o luterana che sia. 
Ricordo anche un'altra significativa citazione di Michael Davies in Cambiare il rito per cambiare la fede :
«In una opera in difesa della bolla di Papa Leone XIII “Apostolicae curae”, che dichiarava invalide le ordinazioni anglicane, i vescovi cattolici inglesi mettono giustamente l'accento sulle omissioni del Prayer Book riguardo alla santa cena. L'abbiamo ripetutamente ricordato: nel nuovo rito anglicano della messa, quello del Prayer book del 1549, non troveremo affermate delle eresie, ma omesse verità di fede essenziali. Le omissioni, il “taciuto”, in liturgia è sempre grave, perché rinunciare ad affermare con completezza e chiarezza tutte le verità di fede implicate, può portare a un vuoto di dottrina nei sacerdoti e nei fedeli che nel futuro apre il campo all'eresia: in parole semplici oggi sei cattolico con una messa eccessivamente semplificata, domani senza saperlo ti ritrovi protestante perché la forma della tua preghiera non ha nutrito più la tua fede. Ecco cosa dicono i vescovi cattolici inglesi: “Per dire le cose brevemente, se si compara il primo Prayer Book di Edoardo VI con il messale (cattolico), vi si scoprono sedici omissioni, il cui scopo era evidentemente quello di eliminare l’idea di sacrificio” (Il Cardinale arcivescovo e i Vescovi della provincia di Westminster, A Vindication of the Bull Apostolicae Curae, Londra 1898, p. 154)».
Lo avevo già detto in occasione delle contaminazioni amazzoniche [qui] e lo ripeto. Capite che fine farà l'Actio perenne di Cristo Signore, il Suo Santo Sacrificio rinnovato sull'Altare fino alla fine dei tempi? Capite qual è il rischio tremendo e anche terrificante che stiamo correndo, tenendo conto che il problema di contrastare frontalmente la probabile diffusione dei riti catto-amazzonici nelle chiese è diventato urgentissimo, perché è evidente che il regime (come si può non definirlo satanico?) non perderà tempo a diramare ordini in tal senso alle parrocchie. La CONTAMINAZIONE della Messa cattolica è già iniziata. E non solo per questa avvisaglia; ma per tutto quanto già la insidia su diversi fronti [qui i prodromi di ciò che registriamo ora]. Dunque è necessario moltiplicare gli strumenti informativi nonché difensivi, sia personali che comunitari.
Il potere non aspetterà per condizionare subdolamente le menti inermi dei poveri parrocchiani della domenica, non dovremo certo attendere di vedere un segnale ufficiale pubblicato, di cambiamento deleterio della celebrazione, perché esso è già in atto! Ponete attenzione a ciò che stanno facendo in attuazione delle novità sinodali e in più con le variazioni dei Nuovi Messali: c'è da far drizzare i capelli e non più dilazionare una resistenza ATTIVA (che temo precederà una vera fuga dalle chiese).  Credo che davvero sia  arrivato il momento della verità. Ma che fare se tutti (o quasi com'è prevedibile) i sacerdoti si adegueranno?

E dunque in conclusione non posso non chiedermi ancora una volta se chi ne ha autorità si limiterà ad intervenire con interviste. libri e conferenze invece che con un'azione, tanto anomala perché inedita, quanto ormai ineludibile. E ripeto: "Sacerdoti in ascolto, se ci siete battete un colpo. Intanto possiamo confrontarci privatamente. (Maria Guarini - romaperenne@gmail.com) 
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1. A proposito del Confiteor noto nel mio libro la precedente variazione: confesso  "A voi fratelli" anziché  tibi pater (al sacerdote) e la attribuisco alla nuova enfasi antropocentrica sull'Assemblea e alla dimensione comunitaria che tende ad escludere quella di ogni persona che, invece, non può essere sottovalutata nel rapporto col Signore, che è diretto, personale, prima che comunitario (la comunità è fatta di persone ed è conseguente del loro essere unite in Cristo, non è un io-collettivo). Su questo c'è un capitolo a parte. A proposito del Confiteor, cito: "La nuova liturgia è fatta per il “noi”, non per l’“io”. E questo è caratteristico del pensiero rivoluzionario moderno: mettere il “noi” al posto dell’“io”. Nella liturgia riformata c’è posto solo per il “noi”. Mentre nell’eterno compare l’io (e la liturgia terrestre è comunione con la liturgia celeste), nella nuova liturgia esso è assente. L’io nella liturgia tradizionale appare subito nella dimensione in cui compare nel Cristianesimo: il senso del peccato. Ciò è visibile fin dal doppio Confiteor della Messa tradizionale, che indica la persona. L’io del Confiteor mostra che il Confiteor del popolo è un Confiteor dell’io, non del noi. [...] La comunità è una invenzione clericale: coloro che vengono a Messa cercano Dio, non il “noi”. Se avessero la Messa tradizionale vi si inserirebbero subito, ove si fosse un clero capace di introdurre al Mistero (Gianni Baget Bozzo, L’Anticristo – “il principe delle tenebre opera nella storia da piccole fessure ...”, Mondadori, Milano 2001, pp. 46-55.) 
2. In ogni caso, a proposito dell'epiclesi (invocazione e conseguente azione dello Spirito Santo). Se l'Oriente cristiano pensa all'epiclesi, su cui pongono l'accento alcuni Padri greci dopo lo scisma, ritenendola necessaria perché avvenga la transustanziazione, è ben più convincente l'accentuazione di Sant'Ambrogio sulle "parole efficaci" (sermo operatorius) di Gesù della formula consacratoria: si tratta di parole che operano direttamente ciò che significano perché pronunciate da Lui, presente nella persona del Sacerdote. Lui, che è il Verbo, la Seconda Persona della Santissima Trinità, incarnatasi nell'uomo Gesù di Nazareth, nel quale è contemporaneamente presente il Padre il Figlio e lo Spirito Santo.

52 commenti:

Gederson ha detto...

Cara Mic,

Può indicarmi per gentilezza un testo sul cambiamento del Gloria?


Grazie,

Gederson Falcometa

Anonimo ha detto...

Oltre l'odio inveterato verso la Chiesa, hanno una superbia senza confini. Entrambi, odio e superbia, hanno colpito la loro mente, oscurandola prima, infettandola poi, succhiandone infine, durante ricorrenti crisi di possessione del demone Terra Bruciata, l'intero senno.

mic ha detto...

Gederson,
nel nuovo testo del Gloria il «pace in terra agli uomini di buona volontà»
diventa «pace in terra agli uomini, amati dal Signore».
Evidente il "cambiamento di paradigma" il relazione alla responsabilità personale e al rischio del peccato da cui, insieme alla buona volontà, ci salva la Grazia...

Anonimo ha detto...

Care sentinelle ,
grazie per l'allerta , terremo le orecchie bene aperte e non appena avvertiremo in qualche tempio l'umidore della loro rugiada scapperemo a gambe levate per non entrarvi piu'.

Anonimo ha detto...

https://www.veritatemincaritate.com/2019/12/s-ambrogio-custodire-la-verginita/

Molto bello e dal minuto 10 in poi è meraviglioso...

Anonimo ha detto...

Nella Chiesa che frequento per la Messa domenicale , la meno peggio rispetto a tutto il circondario dove tutti i Sacerdoti vestono "Ciotti , " il fratello e sorelle " gia' c'era e per quanto riguarda il Confiteor non lo fanno recitare piu' , sono passati alla seconda versione " Signore pieta' , Cristo pieta', Signore pieta' " .

Felice ha detto...

A parte tutte le novità senza senso (ma è tutto il Novus Ordo ad essere una novità senza senso), mi sembra che le parole per una valida consacrazione ci siano. O sbaglio?

Unam Sanctam ha detto...

http://traditiomarciana.blogspot.com/2018/11/la-traduzione-del-gloria-problematiche.html

Anonimo ha detto...

Perché non si ritirano in un eremo a far penitenza per i loro peccati? Per noi è più salutare stare senza di loro.

Anonimo ha detto...

"amati dal Signore"

E...con Signore si aprono tutte le possibili interpretazioni su chi sarà mai questo signore. Uno, nessuno, centomila. Chissà!?

Anonimo ha detto...

Scappiamo a gambe levate dice un commento...e dove andiamo? Non sarebbe il caso di affrontare in pieno rito, o appena finito, la questione ed opporsi apertamente come fece san Paolo?

Anonimo ha detto...

Si può di nuovo condividere su fb .

gsimy ha detto...

il testo latino dice

Hæc ergo dona, quæsumus,
Spíritus tui rore sanctífica


quindi la sostituzione di 'effusione' con 'rugiada' è solo una resa più fedele della traduzione, cosa che era già stata recepita, per esempio, nella nuova traduzione inglese

poi è anche un recupero di elementi tipici della liturgia romana antica, che già usano il termine 'rugiada' riferendosi alla spirito
per esempio nell'epiclesi della preghiera di ordinazione episcopale

Comple in Sacerdote tuo ministerii tui summam, et ornamentis totius glorificationis instructum, coelestis unguenti rore sanctifica

PS i padri greci parlano di epiclesi anche prima dello scisma, vedi san Cirillo di Gerusalemme

Anonimo ha detto...

Devozione al Cuore Immacolato di Maria e' in diretta
Grazie a Dio !
https://it-it.facebook.com/MadonnadeiBoschi/videos/908927389502110/

Pietro C. ha detto...

Sono in Georgia e, vedendo in una chiesa (ortodossa) del posto il modo silente e reverenziale con cui i fedeli, a lume di candela, seguono il rito, ho la netta sensazione che un modo del tutto simile è quello antico e "di sempre" seguito dalla prima chiesa. Solo uno stravolgimento impresso dalla vanità del Principe delle Tenebre ha potuto stabilire il suo contrario inabissando il Cattolicesimo in una crisi apparentemente senza fine.

Anonimo ha detto...

CONTAMINAZIONE della Messa cattolica - sia nel rito NO sia in quello **tridentino **! - è già iniziata.
Cosa intendete? Il Rito tridentino non dovrebbe essere ormai stabilito per sempre, in modo da non essere più modificabile?

Anonimo ha detto...

.e dove andiamo?
dA CHI celebra Sempre & Solo il rito tridentino, senza modifiche .

Anonimo ha detto...

E vai con la pubblicità per la l'eterodossia orientale!!!

Non basta la bella liturgia, ci vuole pure la retta fede, ed è qui che casca l'asino, sia in occidente che in oriente.

Diego ha detto...

Il nostro Capo ha permesso che le loro menti si ottenebrassero, che diventassero ignoranti e poveri delle cose di Dio affinché perdessero la capacità di comprendere il Rito Antico. Se non comprendi qualcosa non puoi cambiarla. Il Rito Antico non è caduto in disuso ma viene celebrato oggi più nel mondo delle cose invisibili che in quello delle cose visibili. Per noi è notte ma agli antipodi è pieno giorno e non per questo diciamo che il sole è oscurato. Consacriamoci alla Beata Vergine Maria e sia lodato Gesù Cristo!

mic ha detto...

Per gsimy
il testo latino dice
Hæc ergo dona, quæsumus,
Spíritus tui rore sanctífica
quindi la sostituzione di 'effusione' con 'rugiada' è solo una resa più fedele della traduzione...


In realtà il testo latino non dice "dona la rugiada... ma letteralmente: santifica questi doni con la rugiada del tuo Spirito. La traduzione ufficiale: "santifica questi doni con l'effusione del tuo Spirito perché diventino per noi il corpo... "

E dunque se il nuovo testo dice semplicemente (e verificheremo) dona la rugiada... non mi pare esprima la stessa vis pedagogica ma soprattutto performativa del testo latino.

Quanto all'epiclesi (invocazione e conseguente azione dello Spirito Santo), rimando a quanto già espresso nella nota 1.
Se l'Oriente cristiano pensa all'epiclesi, su cui pongono l'accento alcuni Padri greci dopo lo scisma, ritenendola necessaria perché avvenga la transustanziazione, è ben più convincente l'accentuazione di Sant'Ambrogio sulle "parole efficaci" (sermo operatorius) di Gesù della formula consacratoria: si tratta di parole che operano direttamente ciò che significano perché pronunciate da Lui, presente nella persona del Sacerdote. Lui, che è il Verbo, la Seconda Persona della Santissima Trinità, incarnatasi nell'uomo Gesù di Nazareth, nel quale è contemporaneamente presente il Padre il Figlio e lo Spirito Santo.

mic ha detto...

Proprio oggi la Chiesa ricorda Sant'Ambrogio. Chiediamo la sua intercessione perché recuperi la fedeltà al parlare onnipotente del Signore nel suo "Sermo operatorius"...

Aloisius ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Aloisius ha detto...

Anonimo h. 18.53 scrive:
"...sono passati alla seconda versione " Signore pieta' , Cristo pieta', Signore pietà"

Vero, sta nei foglietti domenicali da almeno un anno.
Nella mia Parrocchia lo fanno recitare così già da oltre un anno
Inoltre c'è un sacerdote molto incline a modifiche a suo piacimento, che fa recitare alcune preghiere riservate al celebrante.

Nonrimane che rifugiarsi sempre più spesso presso quei pochi che celebrano la santa Messa col rito antico.
Aloisius

Anonimo ha detto...

Grazie Mic per il tuo infaticabile non semplicemente tradere praeterita ma tradere aeterna.

Anonimo ha detto...

Carissimi teniamo gli occhi molto aperti...
Dalle indiscrezioni che arrivano dal nuovo messale ecco i cambiamenti che ci saranno:
▪Sarà obbligatoria per la QUARESIMA l'orazione sul popolo.
▪Tutte le antifone riviste ed essenzializzate secondo la nuova traduzione della bibbia.
▪Prefazi nuovi per i dottori della chiesa.
▪Preghiere eucaristiche con traduzione diversa. Ad es. è cambiato il riferimento ai discepoli..
▪Introduzione della Messa con la musica...
▪Confesso a voi fratelli e *sorelle*..
▪Cambia l'inno del Gloria:
".. pace in terra agli uomini amati dal Signore"
▪Pater noster: "... Come *ANCHE* noi li rimettiamo ai nostri debitori, *e non abbandonarci alla tentazione.*
▪Ecco colui che toglie i peccati del mondo. Beati gli invitati alla cena dell' *agnello* .
Al posto del *SIGNORE*
▪ La seconda preghiera eucaristica più usata: "SANTIFICA CON *L'EFFUSIONE* DEL TUO SPIRITO" sarà sostituita con:
".. santifica questi doni con la *rugiada* del tuo Spirito.
(qui elencati, sono solo alcuni dei cambiamenti della 3°edizione del nuovo messale).
Il più grave secondo me è l'ultimo punto elencato; mi chiedo se lo Spirito Santo è causa principale della transustanziazione la Messa sarà ancora valida?
A me sembra una invocazione New Age... M.D.

Anonimo ha detto...

"Io porrò inimicizia tra te e la donna,
tra la tua stirpe
e la sua stirpe:
questa ti schiaccerà la testa
e tu le insidierai il calcagno".

Tutto il senso della storia umana in queste parole divine.

Anonimo ha detto...

In Italia e all’estero, il movimento della tradizione cattolica è inarrestabile, dappertutto, nei piccoli e nei grandi centri. I fedeli – intendo coloro che conoscono la verità cattolica e quindi sanno distinguerla dall’errore e dall’eresia – si accorgono che il ‘pasto’ della cosiddetta pastorale è una polpetta avvelenata e reagiscono, riunendosi e ricorrendo alla tradizione cattolica conservata nel Catechismo e nella Liturgia, in specie quella che Benedetto XVI ha liberalizzato. Invece, la teologia della liberazione o la sua versione indigenista, come abbiamo visto dai recenti atti compiuti in Vaticano – accentua il relativismo religioso,– si veda la Dichiarazione di Abu Dhabi – svuota la fede, fa fuggire verso le sette e porta all’idolatria; ma chi conosce l’insegnamento cattolico reagisce,seguendo “coloro che custodiscono la fede cattolica trasmessa dagli Apostoli”.
Perché l’antica liturgia, all’improvviso, dovrebbe essere considerata dannosa e addirittura proibita, se ha formato generazioni di santi? Semmai dovrebbero i vescovi interrogarsi, come mai dopo tanti anni di nuova liturgia, questa non attrae più e la gente abbandona la Chiesa. I giovani sono sempre di meno nelle chiese, invece aumentano nella liturgia tradizionale, che non hanno mai conosciuta, e, per assurdo, c’è chi li accusa di essere nostalgici.

mic ha detto...

Nelle diocesi italiane invece i vescovi soffocano qualunque richiesta del VO e a malapena resistono i centri messa esistenti da tempo.

Anonimo ha detto...

Oggi festa dell'Immacolata Concezione.

E' stato concesso, malgrado la festa coincida con una domenica di Avvento, di poter celebrare la Santa Messa in onore della Beata Vergine, l'Immacolata.
Una lettera del cardinal Robert Sarah, prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, ha sciolto il dubbio sulla "precedenza" (per lo meno in Italia, ambrosiani esclusi, ma non del tutto): l’Immacolata prevale sulla Domenica di Avvento.
La scelta si deve a ragioni pastorali che vengono dalla devozione popolare per l'Immacolata (in Italia è "giorno di precetto").

Dal Segreto di Maria di San Luigi Maria Grignion de Montfort

Perché Maria è il Paradiso e il mondo di Dio

19. Non c'è, né ci sarà mai creatura alcuna in cui Dio sarà più grande, al di fuori di Lui stesso e in Lui stesso, che nella divina Maria, senza eccettuare i Beati, i Cherubini e i più alti Serafini, nel Paradiso stesso. Maria è il Paradiso di Dio e il suo mondo ineffabile, dove il Figlio di Dio è entrato per operarvi meraviglie, per custodirlo, per compiacervisi. Egli ha creato un mondo per l'uomo pellegrino, ed è questo che abitiamo; ha creato un mondo per l'uomo beato, ed è il Paradiso; ma ne ha creato un altro per Lui stesso e gli ha dato nome Maria: mondo, questo, sconosciuto a quasi tutti i mortali qui in terra, e incomprensibile anche a tutti gli Angeli, i Beati Comprensori del Cielo, i quali, meravigliati di vedere Dio così alto e così distante da tutti loro, così separato e così nascosto nel suo mondo, la divina Maria, esclamano giorno e notte: "Santo, Santo, Santo!".

La Santissima Trinità ha in Maria il proprio paradiso, un luogo di riposo senza creature ribelli e scettiche (non lo furono gli angeli, dato che Lucifero, pur privo di peccato originale, non fece la volontà di Dio; e non lo furono gli uomini, dato che in Adamo il genere umano si giocò l'Eden dando più credito a un serpente che a Dio...). La creatura senza peccato originale non è priva di libertà, ma l'ha esercitata rendendosi umile e facendo la volontà di Dio: ecco il paradiso per la Trinità. Così lei, una creatura, ha potuto darci il Verbo incarnato, Nostro Signore Gesù Cristo concepito nel grembo della Beata Sempre Vergine: una comunione lunga nove mesi ha segnato la gravidanza e il permanere della grazia nella Piena di Grazia l'ha portata a restare anche sotto la croce redentrice. Così ora Ella è Assunta in cielo, anima e corpo ed è un paradiso speciale, tutto per Dio, che persino i serafini contemplano, esclamando Santo Santo Santo!

Che meraviglia! Non dobbiamo "capire tutto". Ci basti intuirlo e contemplarlo.

Lasciamoci pervadere dallo stupore di un cuore innamorato che dice amore e se ne abbevera.

Sia lodato Gesù Cristo!


Fino a che punto ! ha detto...

Care sorelle e cari fratelli
Pare che L'EVENTO BLASFEMO di Bologna previsto per oggi sia stato annullato per intervento di alcune autorità (che ringraziamo).
Tuttavia invitiamo tutti ad un piccolo atto di coraggio, se è rimasto ancora un po' di cristiano amor proprio e SEGNALARE a Facebook il link sotto.
È giunto il momento di dire BASTA a tutte le offese verso i nostri affetti più cari.
Forza cristiani, siate degni di cotanto Amore!
https://www.facebook.com/dachiandremo/photos/a.101031218007048/130991245011045/?type=3&theater&ifg=1

Pietro C. ha detto...

Ammetto che ci sia sofferenza nelle suddette righe ma le risposte di pancia non sono mai razionali. Ho per caso detto di divenire ortodossi? No, ho detto che un certo stile, un modo di celebrare e di stare in chiesa è antico e che tal modo è stato perso nel Cattolicesimo. Il resto manifesta solo problemi che non mi appartengono.

Anonimo ha detto...

Sono i Vescovi che hanno e continuano a frenare la ricrescita dell'erba fresca , sono i Vescovi che sembrano seguire una traccia gia' tracciata e che vogliono portare a compimento .( " zitti zitti e chiotti chiotti " si dice dalle mie parti ).
Continuano imperterriti a presentare novita' su novita' Dov'e' l'ardore iniziale del giorno della consacrazione sacerdotale , l'ardore di essere stati scelti ! Affidiamoli alla Madonna , soprattutto oggi , perche' si riaccenda in loro l'ardore di essere pescatori di anime !

Un lettore ha detto...

Parlare nell'epiclesi della rugiada che deve scendere, significa parlare della negazione cosciente della transustanziazione, perché si sostituisce lo Spirito Santo, principio dogmatico dell'incarnazione (Cf.Lc1,26ss) con una mera immagine simbolica. Si rinuncia il termine teologicamente certo e si cede a un termine poetico allegorico che seduce il pensiero del fedele a un mondo immaginario delle favole. Qui si deride volutamente il sacro, il Sancta sanctorum.
(questa è la risposta di un mio caro amico consacrato di cui non faccio nome)

Felice ha detto...

"Santifica questi doni con la rugiada del tuo spirito" è la traduzione letterale del testo latino, come la cena dell'Agnello (beati qui ad coenam Agni vocati sunt). Per quanto riguarda il Gloria credo sia bene fregarsene, usando la precedente traduzione, e per il Pater fare quello che già fanno tanti preti: recitarlo in latino.

Olivetanus ha detto...

Conferenza Episcopale Italiana CONSIGLIO PERMANENTE Roma, 23-25 settembre 2019

COMUNICATO FINALE

Messale. Il Consiglio Permanente ha approvato un Messaggio relativo alla pubblicazione della terza edizione italiana del Messale Romano. Con esso i Vescovi intendono invitare ogni comunità a riscoprire la bellezza e la fecondità della celebrazione dell’Eucarestia.
Il libro del Messale – che sarà disponibile in primavera –...

https://www.chiesacattolica.it/documenti-segreteria/comunicato-finale-del-consiglio-episcopale-permanente-sessione-23-25-settembre-2019/

Anonimo ha detto...

@ Pietro C. 11:48
Di pancia???
e quando mai?
Sono considerazioni dettate appunto dalla conoscenza razionale delle magagne dell' "Ortodossia", anche se, è
vero che essa possiede una bella liturgia, che però non è certo suo appannaggio.
Infatti basta riferirsi al rito tridentino, che, a differenza da quanto da lei asserito, non è certo perso nel Cattolicesimo, anzi!
Piuttosto è palesemente di pancia la sua posizione, e i problemi che su cui lei sorvola le appartengono comunque.

manfredi ha detto...

Finora non conosco tutta la frase dell' epiclesi nella nuova traduzione italiana. Se è stato pubblicato, dove si può accedere? Grazie la vostra pazienza e attenzione

Dio sia Benedetto ! ha detto...

Traducendolo in lingua volgare, questo vuole ricordare semplicemente che NON spetta ai Vescovi decidere "se" è opportuno affiancare al rito ordinario, anche quello straordinario.

Questo lo ha già deciso il Papa.

Ai Vescovi spetta, caso mai, il "come" introdurre e garantire il vecchio rito, insieme al nuovo, visto che entrambi sono tesori della Chiesa e devono viaggiare affiancati quando i fedeli lo richiedono.

http://passioneefede.blogspot.com/2015/06/sacra-sindone-ma-senza-messa-in-latino.html

Nota mia : Questo articolo del 2015 rende piu' forte il contrasto con la "Amorevole obbedienza della Vergine Maria " !

gsimy ha detto...

https://liturgico.chiesacattolica.it/approvato-messaggio-del-consiglio-permanente-relativo-alla-pubblicazione-della-terza-edizione-italiana-del-messale-romano/

Pietro C. ha detto...

Grazie a Maria Guarini che ospita gentilmente i miei interventi e che, credo, conosca la mia onestà intellettuale. Mi spiace per chi, come sembra il caso sopra, tenda a buttarla in "caciara" cadendo su piani personali, come pare, con forse la presunzione di conoscermi quando io non ho l'onore di avere altrettanto. Saluti georgiani dalle belle chiese di qui!

Giovanni ha detto...

E' eroico e masohista chi ha resistito sinora. Io sono già andato via, ritornato alla Tradizione Cattolica celebrata dalla Fraternità San Pio X°, io cerco di salvarmi l'anima e non il consenso di parroci, vescovi e papa(!?). Nel giudizio finale ci sarà DIO, non persone umane. Non frequentare
le "cattive compagnie", con cui non ho più nulla in comune, dà tranquillità e letizia nella preghiera,
non si dà più questua e 8 per mille all'ormai sedicente chiesa cattolica, occupata da opportunisti e
almeno si assiste ad un vero rito della Tradizione Cattolica. Sono in compagnia di 2000 anni di Santi e martiri. Quelli che si lamentano e restano lì sono già diventati come loro, parole, parole,parole....

Anonimo ha detto...

Il vero problema è la nuova messa non le nuove traduzioni!

Anonimo ha detto...

Forse MG conosce la sua onestà intellettuale. Si appelli pure a lei, se ne sente il bisogno, ma per chi legge il blog quel che conta è solo quanto qui viene scritto.
E lei non venga qua a girarla sul personale, che io non so neanche chi sia lei e non mi interessa neppure saperlo.
Essendo tutti fuori dal contesto dei rapporti di conoscenza interpersonali, qui ci si limita a commentare argomentando.
E io argomentavo appunto su questo giudizio ardito e lapidario di Pietro C.:
"Solo uno stravolgimento impresso dalla vanità del Principe delle Tenebre ha potuto stabilire il suo contrario inabissando il Cattolicesimo in una crisi apparentemente senza fine."
E io dicevo, e qui ripeto: forse che l' "Ortodossia" ne è esente e salva in virtù delle belle e toccanti celebrazioni al lume di candela?
No, perché v'è da tener conto anche degli aspetti dottrinali al cui riguardo lì vi sono molti ben noti problemi.
Piaccia o no è così.

Felice ha detto...

Giustissimo! Siamo qui a preoccuparci per nulla! Questi continui restauri dimostrano che la nuova Messa, a cinquant'anni di distanza dalla sua creazione, appare già vecchia. La Messa di sempre invece no. Il motivo è semplice: la nuova è opera deli uomini, e come tale destinata a fre la fine degli uomini: invecchiano, muoiono e vengono dimenticati. La Messa di sempre invece è opera di Dio, per questo è sempre nuova, giovane, bella.

Anonimo ha detto...

Il rito tridentino è già stato modificato col Summorum Pontificum introducendo le letture in volgare invece che in latino

Anonimo ha detto...

letta la notizia data da gsimy circa l'approvazione terza ed. messale ecc...(ieri ore 18) chiedo: la prossima sostituzione dello Spiprito Santo con la "rugiada" è modifica indifferente o pericolosa per la validità della Consacrazione ?

Anonimo ha detto...

letta la notizia data da gsimy circa l'approvazione terza ed. messale ecc...(ieri ore 18) chiedo: la prossima sostituzione dello Spirito Santo con la "rugiada" è modifica indifferente o pericolosa per la validità della Consacrazione ?

mic ha detto...

Se penso a San Tommaso, le parole essenziali alla forma sacramentale sono: Hoc est corpus meum e hic est calix sanguinis mei.
Il Novus Ordo ha tante variazioni e tagli che non sono irrilevanti sia perché incidono sul culto perfetto da rendere al Signore (riguardano lo ius divinum al culto) sia sull'interiorizzazione incompleta e dunque falsata da parte dei fedeli delle verità di fede deformate o espunte. Tuttavia, come spiegato nell'articolo e in altre molteplici occasioni, non penso che anche le ultime nefande variazioni incidano sulla validità nel senso che la Presenza reale del Signore come vittima sacrificale non viene meno...
Ma comunque, secondo me, il NO resta pur sempre un 'monstrum' rispetto al Rito antico che, se ne avessi la possibilità, non esiterei a scegliere in assoluto.

gsimy ha detto...

'Se penso a San Tommaso, le parole essenziali alla forma sacramentale sono: Hoc est corpus meum e hic est calix sanguinis mei.'

veramente san Tommaso ritiene parte della forma anche il complemento delle parole del Calice
in più vi sono molti che estendono la facoltà consacratoria anche all'anafora (es. l'ambrosiano 'con quali parole celesti il sacerdote consacra?')

Anonimo ha detto...

A gsmiy, condivido mic. Riportare il parere di chi pubblica il messale riveduto per la terza volta in pochi decenni (costoro amano dilapidare le offerte dei fedeli per sciocchezze? oppure il progetto è sostanzialmente velenoso…) direi che non fa testo. http://www.nostreradici.it/banchetto_anafore.htm
Quanto al da lei citato Ippolito mi pare che neppure faccia molto testo...storico e tradizionale...in quanto anche le anafore di Mari e Addai come la tradizione apostolica del presunto Ippolito sono da valutare molto, in quanto rivalutate su il parere del solo don Botte e ….Paolo VI.
https://www.academia.edu/565718/Che_cos_è_la_Traditio_apostolica_di_Ippolito_In_margine_ad_una_recente_pubblicazione_in_Rivista_di_Storia_del_Cristianesimo_II_1_2005_pp._219-237

Terzo punto che non fa testo: le anafore che ho citato sono tutte molto ricche di affermazioni sulla seconda venuta di Cristo (invece nel NO suvito dopo la Transustanziazione abbiamo la richiesta di una generica venuta, che nega l'avvenuta neo Venuta), sulla passione, morte e risurrezione (che nel NO ridotto allo stato deplorevole attuale manco si cita), sul peccato da cui siamo redenti da Cristo(di cui oggi non si sente parola nel NO anzi nelle omelie si sente che cambiare"non significa tornare sulla retta via") , per cui le modifiche sono da rigettare in TOTO senza disquisire oltre, o si applica in toto l'anafora e si analizza prima a chi risale e se è autenticamente cattolica, senza presumere e senza autori del XX secolo che abbiano a che fare col post concilio, o se ne fa nulla. Basta demolire, basta cambiare, basta sprecare i soldi delle offerte dei fedeli, basta modernismi e neo modernismi ed applicazioni postconciliari, torniamo al certo.

Gederson Falcometa ha detto...

Grazie Mic.

Gederson Falcometa ha detto...

Grazie Unam Sanctam.