martedì 5 gennaio 2021

Al 117mo Congresso preghiera 'inclusiva': un orante ignorante o inquietante?

Vedi, in calce, la nostra nota con approfondimenti sull'Amen.

Il 117mo Congresso si apre con una preghiera “inclusiva”
Da sempre, tutte le sessioni del Congresso si aprono con una preghiera. Perché la concezione americana di libertà religiosa è diversa dalla nostra. In effetti, sebbene anche da noi le due Camere abbiano cappellani, non ho mai avuto sentore di una simile preghiera “ufficiale” di apertura delle legislature o delle sedute, neppure quando l’Italia era, formalmente, uno Stato confessionale. E chissà che non sia anche questo uno dei motivi per cui non lo è più.
In ambito statunitense, quella che era in origine una preghiera interconfessionale cristiana è divenuta interreligiosa. E chissà che, a questo punto, non sia davvero preferibile il nostrano silenzio: una libertà religiosa “diversa” non è necessariamente “migliore”.
Ma se fin qui siamo al “tutto normale” o quasi, la seduta del 3 gennaio 2021, destinata al giuramento e all’insediamento della nuova Camera dei Rappresentanti, è stata inaugurata da una preghiera veramente particolare perfino per quelle latitudini.

L’orante è un deputato, tale Emanuel Cleaver, che a quanto pare è stato un pastore metodista per trentasette anni (1972-2009) a Kansas City. Ma è soprattutto un Democratico, come mostra il testo da lui partorito.
“Eterno Iddio, … ci inginocchiamo dinanzi al Tuo Trono di Grazia mentre ci lasciamo alle spalle l’anno 2020, turbolento sul piano politico e sociale. Adesso ci riuniamo, in quest’aula importante, per aprire un altro capitolo del nostro governo rappresentativo da montagne russe. I membri di quest’augusto Corpo riconoscono la Tua supremazia e perciò ammettono che senza il Tuo aiuto e la Tua pazienza noi entriamo in questo nuovo anno confidando in modo pericoloso nella nostra natura fallibile. O Dio, in un momento in cui molti credono che la luce splendente della democrazia abbia cominciato a indebolirsi, donaci un sovrappiù di impegno e fedeltà ai suoi princìpi; che oi, membri del 117.mo Congresso, possiamo dare nuovo alimento alla lampada della libertà, in modo che generazioni non ancora nate siano testimoni della sua fiamma immortale. E che noi, piccola comunità che sta guarendo, possiamo tenere a freno le nostre tendenze tribali e rendere più pronti i nostri spiriti, in modo da avvertire la Tua Presenza sacerdotale perfino in momenti di disaccordo acceso. Che possiamo sentire la Tua presenza a tal punto che il nostro servizio qui non venga contaminato da consorterie o atti indegni di quest’alto ufficio; e che i nostri spiriti si risveglino in una luce così fulgida che possiamo vedere noi stessi e la nostra attività politica come realmente siamo: contaminati dall’egoismo, pervertiti dal pregiudizio e invasi dall’ideologia. Ora possa il Dio che ha creato il mondo e tutto ciò che è in esso benedirci e custodirci, possa mostrarci lo splendore del suo volto e mostrarsi misericordioso verso di noi, possa sollevare dinanzi a noi la luce del Suo aspetto a donarci pace: pace nelle nostre famiglie, pace da un capo all’altro del Paese e – se posso osare chiederlo, o Signore – pace perfino in quest’aula. Ora e per sempre. Lo chiediamo nel nome del Dio dei monoteisti, di Brahma e del dio conosciuto con molti nomi da molte fedi diverse. A-men and a-woman”.
Chiusura intraducibile, perché intende il classico “amen”* come “un uomo”, sottintende il sesso maschile e quindi si affretta ad aggiungere “e una donna”.

Giustamente è stato fatto notare che la figura divina descritta in quest’orazione è prettamente cristiana: a parte la benedizione deprecativa che impiega, in sostanza, la formula mosaica e a tacer d’altro ancora, né il Dio degli Ebrei né quello dei Musulmani sono anche sacerdoti (anzi…!).

Ma proprio per questo la conclusione suona così esilarante... e pure inquietante.

Da un pastore, di qualsivoglia denominazione cristiana, con un minimo di studi biblici alle spalle, ci si potrebbe aspettare che sappia che “Amen”, nonostante l’omofonia con “a man” è un termine ebraico e non significa “un uomo”, quindi non ha senso piegarlo alle contorsioni del c.d. linguaggio inclusivo. E fin qui siamo alla satira di costume, ancora poco male. Il problema è la vera e propria blasfemia. Che presumo involontaria, ma debbo credere consapevole.

Perché per un cristiano – di qualunque sfumatura, denominazione o adulterazione – l’Amen è Cristo (Ap III,14).

Che una qualunque preghiera ad una qualunque divinità possa chiudersi, non con un appello finale a questa divinità, ma con la centralità dell’uomo (e della donna, mi raccomando!), è un’assurdità rispetto alla stessa religione naturale e si spiega soltanto con l’inversione luciferina che domina incontrastata sulla nostra epoca.

Che poi un cristiano riduca il proprio Dio al “dio monoteistico”, vi aggiunga Brahma, peraltro scordandosi Shiva e Visnù, e per buona misura postuli che la stessa divinità sia conosciuta da tutte le credenze… incredibile ma vero, ancora non basta. Perché, a suggello di un simile coacervo, non poteva restare l’Amen.

Il Cleaver avrà voluto “soltanto” essere alla moda, non dubito.[1] Ma già solo per questo, come poteva percepire il valore della Roccia evocata dalla parola “amen”? Non poteva. Non doveva. E forse, ahilui, nemmeno voleva.

Quindi, ecco la nuova garanzia di avveramento della preghiera: l’uomo e la donna. Come nel Giardino dell’Eden, verrebbe da dire… beninteso, a frutto già mangiato, ma le orecchie ancora piene della promessa “diventerete come Dio”.

Indipendentemente dalle intenzioni di chicchessia – che lascio al Dio vivo e vero scrutare, a Cristo unico Signore giudicare – la sostituzione dell’uomo al Dio Incarnato è il marchio di fabbrica di colui che si fa adorare come “Grande Architetto dell’Universo”. E dunque il pur ridicolo “a-man and a-woman” non può essere soltanto irriso, purtroppo: esso obiettivamente funge, per così dire, da sacramentale satanico: auspica che si compia il sommo desiderio del Ribelle e pone sotto il suo influsso – già più di quanto non sia… – l’intera Camera.
Guido Ferro Canale - stralcio da Radio Spada
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[1] Solo al momento di chiudere scopro una sua dichiarazione al Kansas City Star, secondo cui si trattava di una battuta che intendeva alludere al numero record di deputatesse e alla prima donna cappellano nella storia della Camera. Il che, a mio avviso, è quasi peggio: da nessuna parte l’umorismo stona quanto al termine di una preghiera… e se le battute sono così sottili che vengono fraintese da tutti, o non erano affatto battute (come mi permetto di pensare, dato che il tono sembrava serissimo) o il loro autore deve ricalibrare la propria ironia per tener conto almeno del fatto che, in contemporanea, i Democratici stavano proponendo di adottare un regolamento parlamentare riscritto appunto in maniera “inclusiva”.
* Nota di Chiesa e post-concilio. Per saperne di più sull'Amen
Gli ebrei hanno dato un valore profondo a questa parola, formando un acrostico, cioè altre parole le cui iniziali sono riprese dalle consonanti della parola aramaica/ebraica "amen". In ebraico le iniziali sono: lettera alef  א lettera mem מ lettera nun נ . Queste tre consonanti formano tre parole: lettera alef = "el" (si legge: El) significa Dio lettera mem = "melek" (si legge: Melek) significa re lettera nun = "naaman" (si legge: Naaman) significa fedele.
I maestri ebrei solevano dire: quando non hai assolutamente tempo per pregare come prescrive la legge, pronuncia la parola "amèn" che racchiude tutta la preghiera e la fede.
Nella preghiera ufficiale pubblica si usava la lingua ebraica. "Amèn", il cui riferimento ad emunà verità, certezza, deriva dal verbo "aman" che nel significato fondamentale significa "essere fermo/stabile".
In aramaico come in ebraico esiste una forma del verbo che si chiama "causativo" e si traduce "fare essere / far sì che ancorato alla corrispondente radice verbale". La forma causativa del verbo "aman" significa "fare stabile, rendere sicuro, rendere fermo" da cui deriva il senso finale di "prestar fede, credere", nel senso di aderire radicarsi stabilizzarsi. Amen.
Da qui deriva il senso profondo che la fede è una iniziativa di Dio il quale causativamente "fa stabile, rende fermo/sicuro" e di conseguenza "Gli si presta fede", in una parola "Gli si crede". Pertanto ogni qualvolta un credente dice "amèn", deve avere la consapevolezza che non recita una formula di chiusura di preghiera, ma fa un'autentica, completa professione di fede. In quella parolina è racchiusa tutta la densità e intensità del "Credo".

36 commenti:

Anonimo ha detto...

Un orante nè ignorante, nè inquietante. Semplicemente imbecille.

Anonimo ha detto...

In un tweet di oggi Trump ricorda che il Vicepresidente degli Stati Uniti può giocare un ruolo importante nella certificazione del voto.
La giornata di domani probabilmente sarà ricordata per molto tempo, in un senso o nell'altro.

Anonimo ha detto...

Ipotesi, forse azzardata:
Nancy Pelosi di nuovo speaker della Camera dei Rappresentanti ha proposto l'abolizione dei nomi padre, madre, figlio , figlia, zio, zia...da sostituire con nomi neutri. Ora non so, non ho capito se i due fatti quello della Pelosi e quello di Emanuel Cleaver si siano succeduti l'uno a l'altro, se così fosse, entrambi sapevano quello che stavano dicendo, la Pelosi ( donna) ha fatto piazza pulita della famiglia, con il voler abolire i sostantivi che da sempre ed ovunque sono diversi per ogni componente dell'albero genealogico; Cleaver (uomo)ha confermato che rimangono solo un uomo e una donna, ma la pronuncia si presenta come con un inciampo; in realtà credo che sia stata voluta una sorta di sovrapposizione uomo/donna, cioé l'androgino. Un elemento che compare più volte è quello della luce ('sollevare dinanzi a noi la luce del Suo aspetto') che potrebbe anche intendersi Lucifero. Nessuna meraviglia che siano cristiani e gnostici, diversi protestanti lo erano e lo sono e a questo punto anche i cattolici. Bisogna distinguere tra gnosi pura e spuria diceva Don Ennio Innocenti. Oggi e in questi casi, visto l'andazzo, sicuramente spuria e della peggior specie.

bedwere ha detto...

Atrans!

Anonimo ha detto...

Ipotesi azzardata II:

Avendo N.P. (leggi N. Pelosi) proposto, suggerito, ingiunto di sostituire i sostantivi che indicano le relazioni dell'albero genealogico con sostantivi neutri, avendo E.C. (leggi E. Cleaver) sostituito Amen con a-man-men/a-woman-women, simbolicamente ed implicitamente, hanno tracciato il programma in via di attuazione: manipolazione del DNA con lo scopo di arrivare all'androgino attraverso, per il momento, questo vaccino, sfruttando il panico indotto dalla presente epidemia e dall'esaltazione per la pretesa vincita delle elezioni (in forza dei brogli elettorali).
A questo punto ben altra valenza viene ad assumere la parola deep associata a state e church non più unicamente profondo ma, natura profonda, quindi siamo davanti allo scardinamento della natura profonda della Chiesa e dello Stato, cioè davanti ad uno scardinamento genetico di entrambi, Chiesa e Stato.

Anonimo ha detto...

'...quindi siamo davanti allo scardinamento della natura profonda della Chiesa e dello Stato...'

correggo e completo l'ipotesi azzardata II / III:

...quindi siamo davanti a coloro che si occupano, vogliono, sono determinati a scardinare la genetica della Chiesa e dello Stato, cioè a tagliare alla Chiesa e allo Stato le loro più profonde radici quelle umane, la loro umanità che è causa e fine della loro esistenza. Umanità che ora si provvederà a rafforzare, fondendo insieme geneticamente maschio e femmina, nell'androgino e colorandolo/a con un marroncino-rossiccio-giallognolo sfumato.

In seguito, se l'androgino dovesse deludere le aspettative degli Oscurati, la robotica, da loro perfezionata, sta fin d'ora sostituendo in toto la creatura vetero globale, creata appunto dalla mitica vetero divinità mai esistita, infatti ormai si sa, con ignoranza certa, che in principio fu il 'Meccanismo'.

Anonimo ha detto...

Cade il primo domino la Pensilvania dichiara nulla la vittoria di Biden trovate 210.000 schede false

Anonimo ha detto...

@Anonimo 7.54

Dove ha trovato questa notizia considerato che uno stato non ha alcun potere di annullare un risultato ormai certificato

Anonimo ha detto...

Bergamaschi, bergafemmine.
Comaschi, cofemmine...

Anonimo ha detto...


# Anonimo 7.54

una notizia così esplosiva ma del tutto inverosimile, data senza fonte per di più,
si presenta con tutte le note della falsa notizia.
Messa in giro da chi?

Rr ha detto...

Anonimo8.14:
La Costituzione americana afferma che sono le assemblee legislative dei singoli Stati a legiferare in tema di elezioni statali e federali.
NON i governatori o i Segretari di Stato.
Quindi, SE l'assemblea legislativa della PA decide che i Grandi Elettori scelti dal Governatore e Segretario di Stato, i pro Biden, non hanno legittimità, Perché le elezioni sono state falsate da irregolarità, violazioni di legge, brogli, i Grandi Elettori sono” decertifocati”.
La Costituzione americana pone su un piano più alto le assemblee legislative, i”parlamenti”, sia statali, sia federali, Rispetto ai governi statali.
Perché? Perché la Nazione da cui le 13 colonie secessionarono, aveva un Parlamento ed un esecutivo rappresentato da una monarchia costituzionale. Così come. Il Parlamento inglese prevaleva sul monarca costituzionale, cosi i parlamenti statali e federali prevalgono sui governatori e presidenti.
È il motivo per cui Biden NON è ancora Presidente eletto.

Anonimo ha detto...

E' proprio questa l'insidia della "religiosissima America". La parodia del religioso, già di origine massonica e settaria, che ora include persino stregoneria, satanismo, sette magico-sessuali, eccetera. Credo che questo pentolone maleodorante, relativista e nichilista sotto l'aspetto della pseudo- religiosità, sia più pericoloso, per il cristianesimo, dello stesso ateismo di Stato. Come una contraffazione è più pericolosa di una negazione frontale.
Martino Mora

Anonimo ha detto...

Luca Ronconi:
Ricapitoliamo.
Omero da proibire in quanto razzista.
La Molisana da boicottare perché fascista.
Grease idem: è palesemente sessista.
Amen and Awomen.
La società del politicamente corretto ci sta portando a un livello sconvolgente di fanatismo e idiozia. Gli storiografi si sono sempre chiesti come si sia arrivati alla follia omicida e genocida. Ecco iniziava così, con l'aberrazione culturale.

Anonimo ha detto...

Non vorrei dire una sciocchezza, ma la religiosità americana è una religiosità deistica; e dunque puramente formale e cerimoniale.

Ecco perché dei veri anticristi come Biden e Obama possono salutare il popolo dicendo: 'Dio vi benedica!' tranquillamente e senza indurre alcuno scandalo colà...

Che strano paese e che strana e scimmiesca (satanica?) religiosità (a mio parere).

Mala tempora... sed peiora ha detto...

IL DEEP STATE HA VINTO

Oggi si chiuderà definitivamente la vicenda delle elezioni americane. Come previsto dal calendario infatti, alle nove del mattino del 6 gennaio si riuniranno a Washington in seduta congiunta i rappresentanti della camera e del senato americani, per ratificare il risultato elettorale, e per dichiarare ufficialmente chi sarà il nuovo presidente.

Vi sono molti siti, e molti canali YouTube, che nelle scorse settimane hanno continuato a pubblicare articoli e video nei quali sostenevano che il vice presidente Mike Pence – che presiederà la seduta odierna – possa sovvertire il risultato elettorale, rifiutandosi semplicemente di certificare il voto di alcuni stati.

Ma le cose non stanno così. La procedura funziona in questo modo: il presidente della seduta (Pence) procede a un “roll call”, ovvero chiama gli stati uno per uno, in ordine alfabetico, e chiede al rappresentante di ciascuno stato quale sia il candidato che ha vinto le elezioni in quello stato.

Se nessuno ha da obiettare, lo stato viene definitivamente assegnato al candidato indicato. Ma è sufficiente che un solo senatore e un solo deputato sollevino un’obiezione sul risultato finale, perché l’assegnazione di quello Stato venga sospesa, e il risultato venga messo ai voti.

Quindi noi sappiamo già che ci saranno almeno sei casi - Arizona, Georgia, Pennsylvania, Michigan, Nevada e Wisconsin – nei quali ci saranno almeno un senatore repubblicano (probabilmente Ted Cruz) e un deputato repubblicano che contesteranno il risultato finale. Si aprirà quindi una discussione su ciascuno di questi stati, che si concluderà con una votazione.

Ma è qui che le speranze di Donald Trump vanno in briciole: affinché il risultato di un certo stato venga ribaltato, è necessario che votino in quel senso sia il senato che la camera, che però votano separatamente. E quindi impensabile che la camera, a maggioranza democratica, decida di ribaltare il risultato di un qualunque stato a favore di Donald Trump, figuriamoci tutti e sei. E fra le fila degli stessi senatori ci sono moltissimi repubblicani che hanno già dichiarato che non faranno mai una cosa del genere. (In realtà, sono solo 13 su 52 i senatori rep che hanno deciso di dare battaglia).

Per questo motivo, si rischia al massimo di avere una sessione di certificazione molto più lunga del previsto, che si trascinerà probabilmente fino a notte fonda, ma il risultato appare scontato. Nelle prossime 24 ore Joe Biden sarà ufficialmente dichiarato il nuovo presidente degli Stati Uniti.

A questo si aggiunga che proprio mentre scriviamo sta per confermarsi la vittoria dei due senatori democratici in Georgia, contro i loro sfidanti repubblicani. Uno dei due, Warnock, è già dato per vincitore, mentre il secondo, Ossoff, è in vantaggio di 50,2 a 49,8% sull’avversario repubblicano, con il 99% dei voti già contati.

Questo significa che in senato ci saranno, in tutta probabilità, 50 senatori democratici e 50 repubblicani. Con la parità assoluta, il voto decisivo diventa quello del vicepresidente, Kamala Harris. I democratici avranno quindi quella che viene definita una “supermajority”, ovvero il controllo completo di Casa Bianca, camera e senato. Per i prossimi due anni potranno fare quello che vorranno, almeno fino alle elezioni di mid-term del 2022, dove si tornerà a votare per la camera e per un terzo del senato.

Ora qui non si tratta di parteggiare per l’uno o l’altro candidato, o per l’uno o l’altro partito: si tratta semplicemente di riconoscere la realtà oggettiva dei fatti. Sic stantibus rebus, il Deep State ha vinto.

Le conseguenze di questa vittoria, purtroppo, cominceremo a vederle molto presto in tutto il mondo. A partire proprio dalle politiche nazionali sulla gestione del Covid.
Massimo Mazzucco

mic ha detto...

Anonimo 17:11
L'America è un grande disomogeneo paese con una realtà complessa, non liquidabile così sommariamente. È attraversata da molte forze contrastanti, spesso cavalcate strumentalmente come accade ovunque. E ci sono anime diverse, insieme a quella cattolica: sana e forte, non solo quella taroccata (alla Biden & C.)

Anonimo ha detto...

Se volete seguire il discorso di Trump in questo momento drammatico per la democrazia americana e per tutti i paesi occidentali,pronunciato in diretta davanti a una folla oceanica di sostenitori venuti da ogni parte degli USA,collegatevi adesso qui
https://www.twitch.tv/mazzoninews

Anonimo ha detto...

Tutto verissimo c'è poco da stare allegri ,queste elezioni americane sono state un disastro sotto tutti i punti di vista.Purtroppo ha stravinto la parte più radicale dei democratici e lo stesso Biden ,che poi è un mestierante della politica rappresentante della parte moderata di quel partito ,dovrà sottostare alle Harris ed a BLM che presto presenteranno il conto per il loro appoggio che è stato determinante .Certo in America non è come in Itaglia dove i magistrati possono fare e disfare a loro piacimento però è innegabile che si invertirà la politica di Trump e molte buone cose che aveva fatto o iniziato a fare saranno immediatamente cancellate.Però dei brogli se ne parlerà a lungo e sarà una lezione da imparare per il prossimo giro.Gli USA non sono ancora pronti per sottostare alla dittatura del politicamente corretto ,malgrado queste elezioni.

Anonimo ha detto...

In questo momento immagini dal Congresso... parla Pence !

Anonimo ha detto...

Gentile Rr

Io non chiedevo delucidazioni sulla Costituzione essendo professore di Diritto costituzionale comparato semplicemente desideravo sapere quale era la fonte.

mic ha detto...

solo un appunto a Mazzucco 17:18

è bene essere realisti ma la partita non si chiude oggi... Certo è dura e non scontata; ma sarà finita quando sarà finita perché quel che è certo è che Trump non mancherà di giocarsi tutte le carte possibili.

Anonimo ha detto...

Concordo pienamente.

Anonimo ha detto...

Nell'immagine del baldanzoso signore pronto al selfie nello studio della 'Speaker a vita' del Congresso, Nancy Pelosi, c'è tutto quello che ci serve per capire.

Non certo quello che accade ora a Washington o, almeno, non solo.

Mi riferisco alla definitiva 'desacralizzazione' di ogni potere, del compiersi definitivo di ogni meccanismo rivelatorio della nudità di ogni 'regalità' che intenda ancora ammantarsi e autosostenersi in qualche modo.

Questo scatto spiega plasticamente i senso dell'odio per Trump, la sua sordità: il tycoon si lascia detestare non perchè aveva vinto o perchè non si arrende, ma perchè ha ha rivelato -da dilettante, da outsider- la 'menzogna romantica' della democrazia, di ogni democrazia.

L'idea cioè che la legittimazione del 'rex' moderno e contemporaneo, della sua 'auctoritas' derivi 'dal popolo'.

Eccolo, infatti, il 'popolo'....

Eccolo entrare con felpe, barbe lunghe, cappelli con teste e corna di bufalo; con telefonini... per mettere i piedi sulla scrivania e sulle del caporione che ha visto sempre in televisione.

Emergono alcune cose.

1. Al direttore de La Stampa Massimo Giannini sfugge un termine 'gli apparati', rimasti 'spiazzati' dagli eventi.

A questo è ridotto ogni potere mondano, Federal District al Vaticano, alla burocrazia muncipale di Roccacannuccia: agli 'apparati'. Attorno ad essi ruota, da quasi un secolo -ma in fondo da sempre- il dibattito, sempre più: sulle loro 'riforme', sullo spostamento delle tessere del puzzle alle ricerca di sempre più cervellotiche forme per evanescenti sostanze e scopi.

2. Qualcuno intuì che lo spegnimento del senso di ogni Logos, che il suo venir sottomesso a ciechi interessi di dominio sarebbe stato la rovina; il sacro ormai, in ogni sua forma o come legittimazione dell'auctoritas, si sta spegnendo, come dimostra il dissolversi di ogni confine, recinto.

Il diritto stesso è entrato in questo vortice: non a caso, in America è esplosa la questione del voto e delle sue modalità, un fondamentale che sta mancando ovunque, anche in Italia, da anni.

3. Fatto fuori il Logos, la guerra va adesso per simboli, di cui la memetica dei social è la versione per le masse, for dummies. E va per contrapposizione di 'linguaggi sincopati': slogan, epiteti e 'marchiature eterne' ('fascista').

E al 'rutto sovranista' si contrapporrà sempre più 'lo sbadiglio progressista'.

Tutto molto in continua, inarrestabile evanescenza...
Sebastiano Mallia su Fb

Anonimo ha detto...


Pence ha dichiarato che secondo la Costituzione non ha i poteri per decidere la reiezione di candidati eletti, anche se ha detto che darà spazio alle legittime contestazioni.
Qualche esperto, riporta LSNews, sostiene che Pence, come vicepresidente, questi poteri li avrebbe. Li ha o non li ha? Ha avuto paura, come subito l'ha accusato Trump?
Ci illuminerebbe l'opinione di un esperto, anche se questa può essere una di quelle classiche questioni (destinate forse a restar teoriche) sulle quali i giusristi si possono accapigliare senza poter influire sulla pratica.
Adesso c'è stata questa "occupazione" del Congresso (direi, per quanto se ne sa, più occupazione che assalto) da parte di qualche decina di esagitati. Fatto senza precedenti, seduta interrotta.
Qualcuno parla di spari sentiti, le notizie sono ancora frammentarie. La polizia non è riuscita a impedire l'irruzione. Certo, per i poliziotti americani sno tempi difficili, poveracci. Fanno un lavoro improbo, rischiano la pelle e poi vengono ingiustamente demonizzati. Trump avrebbe invitato la gente ad andare a casa.
Ma il clima di odio, in tutti questi anni, chi l'ha creato, forse i repubblicani?
In America il clima sembra sempre di più da guerra civile incombente.
Ma il vento della guerra civile l'hanno seminato i democratici, i media a loro asserviti.
E le leggi infami, votate alla corruzione dei costumi e della cultura (i regolamenti per imporre nei documenti la demenziale neo-lingua non sessista), l'inoculazione della Rivoluzione Sessuale nelle istituzioni, nel tessuto della società americana, tutte queste cose gravi, orrende, chi le ha fatte, Trump? Sono cose che gridano vendetta di fronte a Dio e la punizione divina prima o poi arriverà, purtroppo per il popolo americano e per tutti noi, visto che i nostri governanti fanno le stesse cose.

Anonimo ha detto...

https://onepeterfive.com/please-pray-for-the-united-states-of-america/

Anonimo ha detto...

C’è una narrazione che parte dalla negazione di Wuhan e si conclude con la certificazione dell’elezione di Biden. E l’Occidente che accetta di tramontare pur di credere a una menzogna politicamente corretta che racconta a se stesso. (Andrea Sandri)

Anonimo ha detto...

"...da parte di qualche decina di esagitati..."

Gli americani visti ieri non sembravano punto né agitati, né esagitati ma, forse non sanno degli infiltrati, non avendo avuto nella loro storia molte occasioni per approfondire la loro presenza. Le manifestazioni della sinistra, noi sappiamo, hanno sempre, quando il corteo si è fatto corposo, il gran finale 'allo sfascio' e sappiamo che anche le altre manifestazioni che sarebbero placide dall'inizio alla fine, vengono trasformate in un fuggi fuggi nel 'gran finale ferro e fuoco' a cui si dedicano gli infiltrati. Un tempo detti anche facinorosi. Su questi incidenti ora si abbandonerà voluttuosa la narrazione della stampa di regime. Riconoscendo in questi incidenti se stessa, la sinistra li esecrerà naturalmente come fascisti che agiscono in odio alla demokràzia, viceversa quando è lei che li provoca compassionevole si china sui compagni che sbagliano causa infanzia indigente e senza rete statale soccorritrice. Passiamo oltre, noi su questi tempi noi siamo veterani.

Anonimo ha detto...

Scorrendo le notizie mi balzano all’occhio le numerose prese di posizione di giovani giornalisti, intellettuali e politici contro ciò che sta succedendo a Washington perché “la violenza non risolve nulla” e “la democrazia innanzitutto” ecc ecc... sottolineo: giovani.

Un tempo si diceva che si nasce incendiari e si muore pompieri... ora che nascono pompieri cosa moriranno? Annegati?

PS prima che partano i pipponi moralisti nei miei confronti:

1- chiamare violenza quel che è successo ieri è quantomeno esagerato, altrimenti BLM dovrebbe essere terrorismo;

2- se mi unissi invece al coro dei pompieri (non quello di “Altrimenti di arrabbiamo”) di cui sopra, scrivendo una nota degna della Segreteria di Stato vaticana, della mia - autorevolissima - presa di posizione fregherebbe a qualcuno? Forse inciderebbe sull’andamento dei fatti al Campidoglio? Cerchiamo di capire anche chi siamo e qual è il nostro ruolo nel mondo, che spesso tendiamo un po’ a sopravvalutarci, ecco...

3- ovviamente tutti siamo preoccupati per il futuro degli USA perché, piaccia o no, noi siamo una loro colonia dal punto di vista politico, economico, militare e dei costumi (culturale mi pareva troppo forte); probabilmente siamo a un punto di non ritorno? Chi lo sa, invidio chi ha già le idee chiare!

Anonimo ha detto...

Chi si straccia le vesti per gli occupanti del Congresso (tra i quali peraltro le immagini dimostrano molti infiltrati) non osannava i Black lives matter, ben più violenti e organizzati?

Anonimo ha detto...


Peggio di così non poteva andare per Trump e la verità sulle elezioni

L'invasione del Congresso, a quanto pare, è stata più grave di quello che sembrava sul primo momento . Ci sono stati
quattro morti, solo uno dei quali per arma da fuoco. Gli altri per infarto? Parlano di "cause mediche". VAndalismo, devastazione di uffici,
impiegati e parlamentari chiusi nei loro uffici.
Il risultato? Tutti si sono ricompattati contro l'inaudito assalto e i rappresentanti repubblicani che volevano contestare l'eelezione di Biden hanno rinunciato a farlo. Ecco il risultato! I brogli resteranno
per sempre presunti, discorso chiuso, finito. Per di più adesso Trummp rischia la rimozione, in base ad un articolo della Costituzione americana, che si vorrebbe applicare.
A giudicare dalle foto e dai filmati, i personaggi in costume che avrebbero guidato l'invasione (se l'hanno guidata) sembrano appartenere a quei gruppetti di estremisti di destra genericamente chiamati "patrioti". Ma siamo sicuri che non ci sia stato qualche infiltrato? Per guidare le folle ignare verso certi obiettivi, sfruttando lo stato emotivo del momento, non occorrono molte persone, bastano pochi professionisti delle agitazioni di piazza, quelli che agiscono senza comparire mai, apparendo all'improvviso tra gli estremisti più accesi.
Queste sono solo supposizioni, si capisce. La situazione è chiaramente sfuggita di mano.
Trump non ha incitato i suoi ad assalire Capitol Hill. Però questa manifestazione è stata un errore, era molto più importante la contestazione in aula dei numerosi brogli elettorali imputati ai dem. Sarebbe rimasta agli atti.
Comunque sia, la presidenza Biden nasce sotto pessimi auspici. L'invasione del Campidoglio mostra che è caduto un tabù, che il clima si è arroventato in modo assai pericoloso e non certo per colpa di Trump ma del modo nel quale è stato combattuto, da quattro anni a questa parte. I conclamati brogli elettorali, denunciati da decine di deposizioni giurate e dalle analisi di esperti di computer, sono stati la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Se Biden, come dice, vuole essere il presidente di tutti, deve fare una politica ben diversa da quella che risulta dal suo programma elettorale. Liquidare l'episodio di ieri come una mattana di esagitati seguaci di Trump sarebbe sicuramente un errore. L'episodio dimostra che l'odio di una parte consistente del popolo americano per un Congresso che fa le leggi infami che sappiamo, comprese quelle sulla neolingua orwelliana per cancellare le differenze dei sessi (!), ha raggiunto livelli di guardia.

Anonimo ha detto...

Non dimentichiamo che questa è l'era della Ipocrisia e delle narrazioni su ordine di Scuderia.

Anonimo ha detto...

https://rumble.com/vchx3p-6-1-2021-mesaggio-di-trump-ai-sostenitori-che-sono-a-washington-mn69.html

Rumble — Trump invita i suoi sostenitori a lasciare la capitale in pace.

Anonimo ha detto...

Già durante la campagna elettorale per la elezione del presidente americano io avevo previsto che Trump non sarebbe mai stato rieletto, poiché le élites avrebbero fatto di tutto perché non fosse rieletto.
La Pelosi con la sua dichiarazione aveva sigillato la mia ferma convinzione.
Ho compreso da subito che la contestazione del risultato non avrebbe avuto nessun successo, che le testimonianze, le irregolarità, le supposizioni di frodi concertate da Dominion, non avrebbero sortito nessun effetto.
Sarebbero occorse delle prove eclatanti, incontrovertibili, inerenti particolarmente alle eventuali e di tanto in tanto conclamate influenze straniere sulle elezioni americane.
Non è mai arrivato niente del genere, anche se è stato annunciato un kraken più volte... fra poco... fra un paio di giorni... e poi mai...
Il rapporto Ratcliffe, che doveva essere consegnato il 18 dicembre non lo si nomina nemmeno più.
Trump ha ingaggiato una battaglia eroica contro il deep state, che era fin dal principio destinata a sconfitta certissima, data la vera e propria ONNIPOTENZA del deep state.
Non è stata una battaglia inutile.
L'unica soluzione efficace per Trump sarebbe stata la proclamazione della legge marziale, nel caso le influenze straniere fossero risultate reali.
La dimostrazione del 6 gennaio a Washington non è stata una buona idea.
Un regalo per la Befana - coi fiocchi - per il deep state!
Adesso la commedia è finita.
Dal 3 novembre, quanti sogni ad occhi aperti abbiamo fatto!
Dopo i bei sogni, ecco l'incubo!
Il Nuovo Ordine Mondiale alle porte e la vittoria definitiva di coloro che hanno "per padre il diavolo".
E, di grazia, non ricominciamo adesso ancora con i sogni!
Ormai deve accompagnarci solo un sano realismo.
Certo, possiamo chiedere a Gesù Cristo tutto quello che vogliamo, ma, anche in questo caso, è meglio non chiedere delle cose fantasiose. Che lo Spirito Santo ci dia Lume e Fortezza!

Anonimo ha detto...

Giuliano Guzzo:
Twitter e Facebook hanno bloccato gli account di Donald Trump.
Ci sta, diranno molti dopo i fatti oggettivamente tragici di ieri e le sue sparate. D'accordo.
Peccato che altri ex Presidenti degli Stati Uniti - che nel loro mandato (e mica secoli fa) hanno appoggiato o ingaggiato guerre, spesso basate su balle, quasi sempre costate la vita a svariate migliaia di innocenti - nessun social li abbia mai sfiorati.
Prima che qualche titano del pensiero mi ricordi che Twitter e Facebook sono privati, ringrazio e ribatto che sì, è vero.
Basta che non si racconti la storiella che sono liberi.

Anonimo ha detto...

L'ASSALTO AL CAMPIDOGLIO, UNA STRATEGIA PER SCREDITARE TRUMP - Fulvio Grimaldi
Come è possibile che dei manifestanti entrino indisturbati nel Campidoglio, una delle strutture più controllate del mondo? Il giornalista Fulvio Grimadi non ha dubbi, si è trattato di una strategia per delegittimare Trump.

Viator ha detto...

PER LEI NON SI INGINOCCHIERÀ NESSUNO
Si chiamava Ashli Babbit la giovane donna uccisa a sangue freddo all'interno della sede del Congresso, dove era entrata per protestare in sostegno del presidente Trump. Per lei non si inginocchierà nessuno, perché SE L'È CERCATA, perché NON È NERA, perché SOSTENEVA TRUMP.
Riposi in pace. Amen.