Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

mercoledì 21 dicembre 2022

Quarta domenica di Avvento: evitare il fuoco

Un altro tassello del nostro impegno nella diffusione e nel ripristino della Tradizione cattolica. A pochi giorni dalla Quarta Domenica di Avvento, pubblichiamo, nella nostra traduzione da OnePeterFive una nutriente meditazione di Fr. John Zuhlsdorf.

Quarta domenica di Avvento: evitare il fuoco
Fr. John Zuhlsdorf, 16 dicembre 2022

Fornisco un po’ di elementi per entrare nel contesto della quarta domenica di Avvento e della lettura dell’Epistola.
Originariamente, per via del legame che c’è tra il sabato e la domenica delle Quattro Tempora, la quarta domenica di Avvento non aveva una chiesa stazionale. Alla fine, per armonizzare questa domenica con altre domeniche importanti, le si assegnò come stazione la Basilica dei Dodici Apostoli. La quarta domenica di Avvento arriva sulla scia del sabato delle Quattro Tempora con le sue letture della veglia e le meditazioni notturne. Nell’antica Chiesa di Roma il sabato delle Quattro Tempora era il giorno delle ordinazioni sacerdotali a San Pietro in Vaticano: le cerimonie si protraevano fino alla domenica mattina. All’epoca si prendeva le cose sul serio. In un certo senso, questa domenica è un prolungamento del sabato delle Quattro Tempora.

Novena di Natale - VI Giorno. O Óriens

Oggi è il sesto giorno della Novena di Natale [vedi]. Oltre che col testo base di cui al link, anche quest'anno la stiamo percorrendo ogni giorno con una delle Antifone "O" nella meditazione di dom Guéranger.

21 dicembre – V Antifona
O Óriens splendor lucis ætérnæ, et sol iustítiæ: veni, et illúmina sedéntes in ténebris, et umbra mortis O Oriente, splendore della luce eterna! Sole di giustizia! vieni, ed illumina coloro che giacciono nelle tenebre e nell’ombra della morte!

O divin Sole, o Gesù, tu vieni a strapparci alla notte eterna: sii per sempre benedetto! Ma come provi la nostra fede, prima di risplendere ai nostri occhi in tutta la tua magnificenza! Come ti compiaci di velare i tuoi raggi, fino all’istante segnato dal Padre tuo celeste, nel quale devi effondere tutti i tuoi fuochi! Ecco che attraversi la Giudea, ti avvicini a Gerusalemme, e il viaggio di Maria e Giuseppe volge al termine. Sul cammino, incontri una moltitudine di uomini che vanno in tutte le direzioni, e che si recano ciascuno alla sua città d’origine per soddisfare all’Editto del censimento. Di tutti quegli uomini nessuno pensa che tu gli sia vicino, o divino Oriente! Maria, Madre tua, è ritenuta una donna comune; tutt’al più, se notano la maestà e la modestia incomparabile dell’augusta regina, sentiranno vagamente lo stridente contrasto fra la suprema dignità e l’umile condizione; ma hanno presto dimenticato quel felice incontro. Se guardano con tanta indifferenza la madre, rivolgeranno forse un pensiero al figlio ancora racchiuso nel suo seno? Eppure quel figlio sei tu stesso, o Sole di giustizia! Accresci in noi la Fede, ma accresci anche l’amore. Se quegli uomini ti amassero, o liberatore dell’universo, tu ti faresti sentire ad essi; i loro occhi non ti vedrebbero ancora, ma almeno s’accenderebbe loro il cuore nel petto, ti desidererebbero e solleciterebbero il tuo arrivo con i loro voti e i loro sospiri. O Gesù, che attraversi così quel mondo che tu hai fatto, e che non forzi l’omaggio delle tue creature, noi vogliamo accompagnarti per il resto del tuo viaggio; baciamo sulla terra le orme benedette dei passi di colei che ti porta nel seno, e non vogliamo lasciarti fino a quando non siamo arrivati con te alla dolce Betlemme, a quella Casa del Pane in cui finalmente i nostri occhi ti vedranno, o Splendore eterno, nostro Signore e nostro Dio.
(Dom Prosper Gueranger, L’Anno Liturgico. Volume I. Avvento-Natale-Quaresima-Passione, Alba, 1956, pp. 308-312, 314-317)

martedì 20 dicembre 2022

Mons. Schneider: la messa tradizionale, anche a costo di un «esilio liturgico»

In occasione della Conferenza sull’identità cattolica organizzata fatta dalla rivista The Remnant l’1 e 2 ottobre 2022 a Pittsburgh (Stati Uniti), mons. Athanasius Schneider ha rilasciato diverse dichiarazioni. Troveremo qui le parole più significative del Vescovo ausiliare di Astana (Kazakhstan), sulla Messa tradizionale e sulla persecuzione a cui è sottoposta a Roma e nelle diocesi. Indice articoli sulla Traditionis custodes e successivi.

Su LifeSiteNews del 4 ottobre si potevano leggere queste parole tratte dal suo convegno di Pittsburgh: 
«Il potere attuale odia ciò che è santo, e quindi perseguita la Messa tradizionale».
Parole forti integrate da questo saggio appello: «ma la nostra risposta non dev’essere né rabbia né pusillanimità, ma una profonda sicurezza nella verità e pace interiore, gioia e fiducia nella Divina Provvidenza». Il presule ha anche affermato: «dichiarare la Messa riformata di papa Paolo VI espressione unica ed esclusiva della lex orandi del rito romano — come sta facendo Papa Francesco — viola la tradizione bimillenaria di tutti i romani pontefici, che non hanno mai mostrato una così rigida intolleranza».

Libertà religiosa ed educazione cattolica: catechismo o insegnamento religioso? Magistero o eterna ricerca della verità?

 Libertà religiosa ed educazione cattolica:
catechismo o insegnamento religioso?
Magistero o eterna ricerca della verità?

Gederson Falcometa

Ho un conto Instagram per motivi di lavoro. Lì seguo diverse pagine cattoliche e l’altro giorno ho visto un messaggio di un membro che diceva: “I miei genitori non mi hanno mai battezzato, perché hanno preferito aspettare che crescessi per poter scegliere la mia religione. Però oggi, da adulta, ho saputo che mia nonna che mi ha battezzato di nascosto ai miei genitori”.
Considerando che i genitori si sono posti la domanda se battezzarla o no, possiamo presumere che si tratti di una coppia cattolica progressista coerente. Infatti, se la persona umana ha diritto alla libertà religiosa, il battesimo e l’educazione di un bambino nella fede cattolica comportano il rifiuto del detto diritto della persona umana alla libertà religiosa.
In questo caso, grazie alla nonna, l’interessata ha ricevuto il battesimo, ma i suoi genitori, tra catechismo e insegnamento religioso, hanno preferito l'insegnamento religioso. Questo è più coerente con l’insegnamento della Dignitatis Humanae (DH).

Questo problema, forse, può spiegare il comportamento di certi prelati che portano i bambini nelle moschee. E anche quei prelati che donano dei terreni ad altre religioni per la costruzione dei loro templi (prevalentemente musulmani). In questo senso, il dialogo interreligioso finisce per essere un dialogo in vista della conferma della propria posizione religiosa. Oltre che una tentazione, visto che voglio conoscere altre religioni per sapere se la mia è migliore delle altre, ed essere così sicuro che la mia scelta è stata quella giusta. Se una persona, in base al suo giudizio o principalmente al suo sentimento soggettivo, trova qualcosa di meglio in un’altra religione, si converte.
Questo è possibile solo perché con il concilio Vaticano II, e DH, la Chiesa è stata posta sullo stesso piano delle altre religioni.

Novena di Natale - V Giorno. O clavis David

Oggi è il quinto giorno della Novena di Natale [vedi]. Oltre che col testo base di cui al link, anche quest'anno la stiamo percorrendo ogni giorno con una delle Antifone "O" nella meditazione di dom Guéranger.

20 dicembre – IV Antifona
O clavis David et sceptrum domus Israël; qui áperis, et nemo claudit; claudis, et nemo áperit: veni, et educ vinctum de domo cárceris, sedéntem in ténebris, et umbra mortis O chiave di David e scettro della casa d’Israele, che apri, e nessuno può chiudere; che chiudi, e nessuno può aprire: vieni e trai dalla prigione il misero che giace nelle tenebre e nell’ombra della morte.

O figlio di David, erede del suo trono e della sua potenza, tu percorri, nella tua marcia trionfale, una terra sottomessa un tempo al tuo avo, e oggi asservita dai Gentili. Riconosci da ogni parte, sul tuo cammino, tanti luoghi testimoni delle meraviglie della giustizia e della misericordia di Dio tuo Padre verso il suo popolo, nel tempo di quell’antica Alleanza che volge verso la fine. Presto, tolta la virginea nube che ti ricopre, intraprenderai nuovi viaggi su quella stessa terra, vi passerai beneficando e guarendo ogni languore ed ogni infermità, e tuttavia senza avere dove posare il capo. Oggi almeno il seno materno ti offre ancora un asilo dolce e tranquillo nel quale non ricevi che le testimonianze dell’amore più tenero e più rispettoso. Ma, o Signore, bisogna che tu esca da quel beato ritiro; bisogna che tu, o Luce eterna, risplenda in mezzo alle tenebre, poiché il prigioniero che sei venuto a liberare languisce nella sua prigione. Egli giace nell’ombra della morte, e vi perirà se non vieni prontamente ad aprirne le porte con la tua Chiave onnipotente! Il prigioniero, o Gesù, è il genere umano, schiavo dei suoi errori e dei suoi vizi. Vieni a spezzare il giogo che l’opprime e lo degrada! Il prigioniero è il nostro cuore troppo spesso asservito a tendenze che esso sconfessa. Vieni, o divino Liberatore, a riscattare tutto ciò che ti sei degnato di rendere libero con la tua grazia, e a risollevare in noi la dignità di fratelli tuoi.
(Dom Prosper Gueranger, L’Anno Liturgico. Volume I. Avvento-Natale-Quaresima-Passione, Alba, 1956, pp. 308-312, 314-317)

lunedì 19 dicembre 2022

Francesco e l'"indietrismo": una teoria unificata

L'"indietrismo" come sistema: se n'è giò parlato in più occasioni. Di seguito un interessante tentativo di analisi e sistematizzazione di questioni non solo liturgiche ma, come dice l'autore, politiche, nel senso ampio del termine, pubblicato su Crisis magazine. Ci chiediamo, salva reverentia, qual è il motivo di questa ormai annosa ossessione di papa Bergoglio sugli "indietristi/tradizionalisti/pelagiani pii". Qui l'indice di numerosi articoli dal versante liturgico e qui da quello più specificamente politico.

Una teoria unificata dell’ “indietrismo”
di Darrick Taylor su Crisis magazine, 30/11/2022

Papa Francesco ha presentato molte delle sue iniziative chiave da papa come sforzi per “far muovere la Chiesa in avanti”, come si suol dire. Come probabilmente saprete anche voi, egli si oppone con veemenza a tutto ciò che porta la Chiesa “indietro”.
Negli ultimi mesi ha iniziato a usare un neologismo italiano – “indietrismo” o “backwardism” [l’autore ha cercato di rendere in traduzione inglese, che qui lasciamo invariata, il neologismo italiano citato, n.d.t.]- per descrivere quei cattolici che si oppongono al progresso nella Chiesa. Il torrente di abusi e invettive di Francesco è stato piuttosto consistente e corrisponde sempre più alle sue azioni,
soprattutto da quando è iniziato il giro di vite sulla Messa in latino nel 2021.
Questo attacco verbale è rivolto a coloro che “rifiutano il Vaticano II”, anche se non chiarisce mai del tutto chi rifiuta cosa esattamente. Sicuramente intorno a Francesco c’è chi considera l’esistenza della vecchia liturgia come un simbolo della Chiesa pre-Vaticano II, che la Chiesa postconciliare si è lasciata alle spalle. Data la scelta delle nomine alla Pontificia Accademia per la Vita, è probabile che questo includa coloro che non vogliono che la dottrina della Chiesa sulla contraccezione si “sviluppi”. A quanto pare, egli vede le cose allo stesso modo, o almeno vuole dare l’impressione di farlo.

La verità e il nome di Dio - Giorgio Agamben

In questo indice sono rintracciabili diversi precedenti dello stesso autore
La verità e il nome di Dio 

È da quasi un secolo che i filosofi parlano della morte di Dio e, come spesso accade, questa verità sembra oggi tacitamente e quasi inconsapevolmente accettata dall’uomo comune, senza che ne siano tuttavia misurate e comprese le conseguenze. Una di queste – e certamente non la meno rilevante – è che Dio – o, piuttosto, il suo nome – era la prima e ultima garanzia del nesso fra il linguaggio e il mondo, fra le parole e le cose. Di qui l’importanza decisiva nella nostra cultura dell’argomento ontologico, che stringeva insolubilmente insieme Dio e il linguaggio, e del giuramento pronunciato sul nome di Dio, che obbligava a rispondere della trasgressione del vincolo fra le nostre parole e le cose.
Se la morte di Dio non può che implicare il venir meno di questo vincolo, ciò significa allora che nella nostra società il linguaggio è diventato costitutivamente menzogna. Senza la garanzia del nome di Dio, ogni discorso, come il giuramento che ne assicurava la verità, non è più che vanità e spergiuro. È quanto abbiamo visto apparire in piena luce in questi ultimi anni, quando ogni parola pronunciata dalle istituzioni e dai media era soltanto vacuità e impostura.

Novena di Natale - IV giorno. O Radix Jesse

Oggi è il quarto giorno della Novena di Natale [vedi]. Oltre al testo base di cui al link anche quest'anno la stiamo percorrendo ogni giorno con una delle Antifone "O" nella meditazione di dom Guéranger.

19 dicembre – III Antifona
O radix Iesse qui stas in signum populórum, super quem continébunt reges os suum, quem gentes deprecabúntur: veni ad liberándum nos, iam noli tardáre O rampollo di Jesse, che sei come uno stendardo per i popoli; davanti la quale i re ammutoliranno e le genti offriranno le loro preghiere: vieni a liberarci, e non tardare.

Eccoti dunque in cammino, o Figlio di Jesse, verso la città dei tuoi avi. L’Arca del Signore s’è levata ed avanza, con il Signore che è in essa, verso il luogo del suo riposo. «Quanto sono belli i tuoi passi, o Figlia del Re, nello splendore dei tuoi calzari» (Cant. 7, 1), quando vieni a portare la salvezza alle città di Giuda ! Gli Angeli ti scortano, il tuo fedele Sposo ti circonda di tutta la sua tenerezza, il cielo si compiace in te, e la terra trasalisce sotto il dolce peso del suo Creatore e della sua augusta Regina. Avanza, o Madre di Dio e degli uomini, Propiziatorio onnipotente in cui è racchiusa la divina Manna che preserva l’uomo dalla morte! I nostri cuori ti seguono e ti accompagnano, e al seguito del tuo Regale antenato, giuriamo «di non entrare nella nostra casa, di non salire sul nostro letto, di non chiudere le nostre palpebre e di non concederci riposo fino a quando non abbiamo trovato nei nostri cuori una dimora per il Signore che tu porti, una tenda per il Dio di Giacobbe». Vieni dunque, così velato sotto i purissimi fianchi dell’Arca santa, 0 rampollo di Jesse, finché ne uscirai per risplendere agli occhi del popolo, come uno stendardo di vittoria. Allora i re vinti taceranno dinanzi a te, e le genti ti rivolgeranno i loro omaggi. Affrettati, o Messia; vieni a vincere tutti i nostri nemici, e liberaci!
(Dom Prosper Gueranger, L’Anno Liturgico. Volume I. Avvento-Natale-Quaresima-Passione, Alba, 1956, pp. 308-312, 314-317)

domenica 18 dicembre 2022

Dominica Quarta Adventus ("Rorate") - Le sette antifone "O": originale latino e traduzione

Continuiamo a proporre i testi che appartengono alla vena aurea dei tesori che La Catholica ci ha tramandato e che noi disseppelliamo per rimeditarli e perché non siano consegnati all'oblìo e possano nutrire anche questa generazione e quelle che verranno. Di seguito trovate tutte Le Antifone "O" riunificate.
Vi ricordo: Dominica Prima Adventus [qui] con La Mistica dell'avvento; Dominica secunda Adventus con La Pratica dell'Avvento [qui]; Dominica Tertia Adventus con La Storia dell'Avvento [qui].

Intróitus
Is. 45, 8 - Roráte coeli désuper, et nubes plúant iustum: aperiátur terra, et gérminet Salvatórem.
Ps. 18, 2 - Coeli enárrant glóriam Dei: et ópera mánuum eius annúntiat firmaméntum.
Piovete dall’alto o cieli, e madateci il giusto, o nubi: si apra la terra e dia frutti di salvezza. I cieli narrano la gloria di Dio, e il firmamento narra l’opera delle sue mani.

Eccoci entrati nella Settimana che precede immediatamente la Nascita del Messia: fra sette giorni al più tardi, egli verrà; e secondo la lunghezza del tempo dell'Avvento, la quale varia ogni anno, può accadere che la venuta tanto desiderata abbia luogo fra sei giorni, fra tre giorni o anche domani. La Chiesa conta le ore di attesa; veglia giorno e notte, e i suoi Uffici hanno preso una solennità insolita dal 17 dicembre. Alle Laudi, essa varia ogni giorno le Antifone; ai Vespri, esprime con tenerezza e maestà i suoi desideri di Sposa con brucianti esclamazioni verso il Messia, nelle quali gli da per ciascun giorno un titolo magnifico attinto dal linguaggio dei Profeti.

Oggi [1] essa da gli ultimi tocchi per commuovere i suoi figli. Li trasporta nella solitudine e mostra loro Giovanni Battista, sulla cui missione li ha già istruiti nella terza Domenica. La voce di quell'austero Precursore risuona nel deserto e si fa sentire fin nelle città, predicando la penitenza, la necessità di purificarsi nell'attesa di colui che sta per apparire. Ritiriamoci in disparte durante questi giorni; o se non possiamo farlo a causa delle nostre occupazioni esteriori, ritiriamoci nel segreto del nostro cuore e confessiamo la nostra iniquità, come quei veri Israeliti che venivano, pieni di compunzione e di fede nel Messia, a completare ai piedi di Giovanni Battista l'opera di preparazione per riceverlo degnamente quando fosse apparso. Ora, ecco la santa Chiesa che, prima di aprire il libro del Profeta, ci dice all'ordinario, ma con solennità sempre maggiore:

Novena di Natale III giorno - O Adonái

Oggi è il terzo giorno della Novena di Natale [vedi]. Oltre che col testo base di cui al link, anche quest'anno la stiamo percorrendo ogni giorno con una delle Antifone "O" nella meditazione di dom Guéranger.

18 dicembre – II Antifona
O Adonái et Dux domus Israël, qui Móysi in igne flammæ rubi apparúisti, et ei in Sina legem dedísti: veni ad rediméndum nos in brácchio exténto O Adonai, Signore, capo della casa d’Israele, che sei apparso a Mosè nella fiamma del roveto ardente e gli hai dato la legge sul Sinai, vieni a riscattarci nella forza del tuo braccio.

O Supremo Signore, Adonai, vieni a riscattarci, non più nella tua potenza, a nella tua umiltà. Una volta ti sei manifestato a Mosè, tuo servo, in mezzo ad una divina fiamma; hai dato la Legge al tuo popolo tra fulmini e lampi. Ora non è più tempo di spaventare, ma di salvare. Per questo la tua purissima Madre Maria, conosciuto, al pari dello sposo Giuseppe, l’editto dell’Imperatore che li obbligherà ad intraprendere il viaggio di Betlemme, si occupa dei preparativi della tua prossima nascita. Dispone per te, o divino Sole, gli umili panni che copriranno la tua nudità, e ti ripareranno dal freddo in questo mondo che tu hai fatto, nell’ora in cui apparirai nel profondo della notte e del silenzio. Così ci libererai dalla servitù del nostro orgoglio, e il tuo braccio si farà sentire più potente quando sembrerà più debole e più immobile agli occhi degli uomini. Tutto è pronto, o Gesù! I tuoi panni ti attendono. Parti dunque presto e vieni a Betlemme, a riscattarci dalle mani del nostro nemico.
(da: P. Guéranger, L'anno liturgico. - I. Avvento - Natale - Quaresima - Passione, trad. it. P. Graziani, Alba, Edizioni Paoline, 1959, p. 309.)