Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

venerdì 22 gennaio 2016

Venerdì 22 gennaio. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla Preghiera di Riparazione. Ecco le consuete preghiere, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che [trovate qui].

Su Riscossa Cristiana potrete trovare alcuni avvisi [qui].

Ultimamente si vanno moltiplicando le iniziative “interreligiose”, con invenzioni di cerimonie e preghiere comuni con seguaci di false religioni. In particolare è sempre più incalzante il cosiddetto “dialogo” con i luterani, in vista del 2017, 500esimo anniversario dello sciagurato scisma luterano, che diede vita alla più grave ferita nel corpo della Chiesa, che è Una, Santa, Cattolica e Apostolica e da cui derivò il declino spirituale e morale dell’Europa.
Queste iniziative possono indurre in un gravissimo errore, quello di credere che “tutte le religioni sono uguali”. Un errore sul quale si gioca il bene più prezioso, la salvezza dell’anima.
Siamo quindi tutti invitati a pregare per l’unità dei cristiani, purché rettamente intesa, ossia per il ritorno di quanti vivono nell’errore all’unica vera Fede, all’unica chiesa di Cristo.

Può esserci di grande utilità leggere le chiare parole che a questo proposito disse Pio XI nell’Enciclica Mortalium animos:

giovedì 21 gennaio 2016

Il card. Sarah si adegua sul cambiamento del Rito della “Lavanda dei Piedi” nella Liturgia della Messa in Coena Domini

Un recente titolo di Sandro Magister recita: In Vaticano c'è un "Sismografo" che provoca piccoli terremoti. Così lo definisce:
"Il Sismografo" non figura tra le voci ufficiali della Santa Sede. Ma è una sua emanazione. È diretto e curato da giornalisti della Radio Vaticana e ricade sotto la supervisione della segreteria di Stato, almeno fino a quando tale incombenza passerà alla neonata segreteria per la comunicazione presieduta da monsignor Dario Viganò, già direttore del Centro Televisivo Vaticano.
La ragion d'essere de "Il Sismografo" è di rilanciare a getto continuo, nel loro testo integrale, gli articoli riguardanti il papa e la Santa Sede che escono sui media di tutto il mondo, cattolici e non, parecchie decine ogni giorno, in varie lingue: italiana, inglese, francese, spagnola, portoghese.
Oggi, giovedì 21 gennaio, l'emanazione della Santa Sede lancia una nuova picconata del Grande Riformatore [qui]. Riprendo di seguito la sua Lettera sul cambiamento del Rito della “Lavanda dei Piedi” nella Liturgia della Messa in Coena Domini. Il cambiamento, prima che il Messale Romano riguarda il Cæremoniale Episcoporum così come era stato riformato nel 1984, ma comporterà una mutazione che evidenzia sì il "comandamento dell'amore", ma a scapito del mandatum riferito ai chierici e collegato con la istituzione del sacerdozio.
Al venerato Fratello Signor Cardinale Robert Sarah Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti

Signor Cardinale,
come ho avuto modo di dirLe a voce, da qualche tempo sto riflettendo sul Rito della “Lavanda dei piedi”, contenuto nella Liturgia della Messa in Coena Domini, nell’intento di migliorarne le modalità di attuazione, affinché esprimano pienamente il significato del gesto compiuto da Gesù nel Cenacolo, il suo donarsi “fino alla fine” per la salvezza del mondo, la sua carità senza confini.

“Sacerdoti per il Terzo Millennio”

Dopo l’uscita, ormai tre anni fa, di “Monsignor Lefebvre. Un Vescovo nella tempesta” [qui], la Fraternità Sacerdotale San Pio X ha voluto realizzare un nuovo audiovisivo per parlare del vero e proprio “cuore” della sua opera: la formazione di sacerdoti autenticamente cattolici, chiamati a continuare “ciò che la Chiesa ha sempre fatto”.
È nato così “Sacerdoti per il Terzo Millennio” che, con la viva voce dei seminaristi, illustra la formazione di questi giovani che si preparano a salire all’altare per rinnovare il Sacrificio di Nostro Signore.
Il film, girato nel Seminario di Zaitzkofen (Germania) e doppiato in italiano con le voci dei seminaristi italiani, sarà visibile, a partire dal prossimo 2 febbraio, sia sul sito internet www.sanpiox.it, sia su Gloria.tv da cui sarà liberamente scaricabile.
La data del 2 febbraio, giorno in cui la Chiesa ricorda la Presentazione al Tempio di NSGC, è stata scelta non casualmente; in quel giorno i seminaristi dell’anno di spiritualità vestono per la prima volta quell’abito talare che, a Dio piacendo, porteranno per sempre.
In attesa di quel giorno, possiamo render visibile anche da questa pagina un breve trailer del film accompagnato da una intervista di don Pierpaolo Petrucci, Superiore del Distretto italiano, che ne racconta genesi e finalità. Intervista che pubblichiamo di seguito, dal sito del Distretto italiano della Fraternità [qui]

Il piccolo numero degli eletti, La mancanza di fede alla parusìa e il messaggio dell'Apocalisse


IL PICCOLO NUMERO DEGLI ELETTI, LA MANCANZA DI FEDE ALLA PARUSIA E IL MESSAGGIO DELL’APOCALISSE

I
Il piccolo numero relativo degli eletti 
rispetto al maggior numero dei dannati

Introduzione

In questo tempo di crisi religiosa, che attanaglia specialmente il cattolicesimo, molti interpretano la parabola di Luca (XVIII, 6 ss.) in modo strettamente letterale e la applicano alla maniera di esistere della Chiesa verso la fine del mondo (grande apostasia, anticristo e parusia). Ne deducono, quindi, che la Chiesa allora (e analogicamente nella crisi odierna) non sarà più visibile[1] nella sua gerarchia (Papa e Vescovi); essa si ridurrà a pochissime anime pie, che manterranno la vera fede in maniera totalmente nascosta. Questa concezione, però, cozza contro la natura della Chiesa come è stata istituita da Cristo e si avvicina impressionantemente al concetto luterano di Chiesa, condannato dal magistero ecclesiastico, come società invisibile composta  di soli santi[2]. 

Per capire il significato genuino della parabola di Luca (XVIII, 6 ss.) è bene esporre  l’analogia che intercorre tra la dottrina del piccolo numero di coloro che si salveranno (Mt., VII, 13) e quella sul piccolo numero di coloro che manterranno la fede verso la fine del mondo.

mercoledì 20 gennaio 2016

Sulla sorte dei Tribunali Ecclesiastici d'Italia e delle cause pendenti.

Interessante condivisione di Guido Ferro Canale, un giurista che ha già detto la sua sul Mitis Iudex e successivo rescritto del 7 dicembre. [qui]. È una riflessione preliminare, discorsiva, che l'Autore si riserva di approfondire.

Non c'è pace tra gli ulivi e non c'è risveglio dagli incubi, a quanto pare!
Ho appena posato gli occhi sulla circolare CEI relativa all'applicazione del Mitis Iudex:
Telegrafico riassunto delle puntate precedenti: con l'entrata in vigore della riforma, che restituisce ai Vescovi la competenza a giudicare, ci si è interrogati sulla sorte dei Tribunali Ecclesiastici Regionali d'Italia. A molti, "e di questi cotai son io medesmo", la soluzione migliore sembrava ritenere che fosse venuta meno la loro competenza *esclusiva*, ma che potessero continuare ad operare accanto alle costituende strutture diocesane. Dopotutto, il rescritto dice 
"Le leggi di riforma del processo matrimoniale succitate abrogano o derogano ogni legge o norma contraria finora vigente, generale, particolare o speciale, eventualmente anche approvata in forma specifica (come ad es. il Motu Proprio Qua cura, dato dal mio Antecessore Pio XI in tempi ben diversi dai presenti)."
E siccome, nel dubbio tra abrogazione o deroga, si opta per la deroga - il diritto canonico tende a conservare le leggi anteriori armonizzandole con le nuove, non a cestinarle; si può dire che applichi il principio noto come "Chesterton's fence" - l'impianto del "Qua cura" poteva benissimo restare in piedi.

O Maria, concepita senza peccato, prega per noi che a Te ricorriamo

Il 20 gennaio 1842, nella Chiesa di Sant'Andrea delle Fratte a Roma, la Vergine Ss.ma si degnava di apparire all'ebreo Alfonso Ratisbonne, che era entrato nella chiesa con una medaglia miracolosa appena donatagli per deridere la credulità dei cattolici.
Ratisbonne era ateo, massone e apparteneva al ramo argentino dei Rothschild. Dinanzi alla evidentissima apparizione, si convertì all'istante e spese il resto della sua vita in Israele nel vano tentativo di convertire il suo popolo. Come è suggestivamente scritto in una lapide posta a lato dell'altare dell'apparizione, "Il est tombé juif, il se releva chrétien" (caduto giudeo, si è rialzato cristiano").
Infatti la Madre di Dio, come Ratisbonne stesso racconta, non gli rivolse parole: gli fece cenno con la mano di inginocchiarsi, e quindi, di rialzarsi. Il tutto, senza alcun dialogo.
Questa apparizione gloriosa è legata ovviamente a quella di Rue du Bac a Parigi avvenuta dodici anni prima a Santa Caterina Labouré, il 27 novembre 1830, nella quale la suora ricevette la visione della Medaglia Miracolosa. E infatti giustamente S. Andrea delle Fratte è la Chiesa italiana dove si diffonde la Medaglia Miracolosa.
Invitiamo tutti coloro che possono ad andare oggi: possono pregare per le loro esigenze personali e dei loro cari, ma anzitutto pregare per la Chiesa, per l'Italia, per il mondo, per la nostra civiltà, per la nostra terra, per i nostri bambini. Ce n'è più che mai bisogno. Anzi, è indipensabile.
Il significato anche simbolico di questa apparizione non può sfuggire a nessuno ed è un chiaro messaggio agli uomini odierni. Anche perché, proprio in questo altare, san Massimiliano Maria Kolbe celebrò la sua prima Messa.
È una delle apparizione mariane degli ultimi due secoli che si inquadra pienamente nella metastoria degli ultimi tempi. (Massimo Viglione)

don Mauro Tranquillo. Europa cristiana?

Se noi cerchiamo di sapere perché l’Europa debba definirsi cristiana, se lo sia necessariamente o se possa anche non esserlo, o perché e quando lo sia diventata, dobbiamo anzitutto riferirci al concetto di Europa, e in seguito vedere in quale senso un continente possa dirsi cristiano.

Se l’Europa è un concetto puramente geografico, allora va considerata come il più piccolo e insignificante dei continenti, dai confini incerti, una sorta di protuberanza dell’Asia. Chiaramente il concetto di Europa non può essere ridotto a questo, richiama piuttosto una storia, anzi un’idea. Deve dirsi un concetto eminentemente culturale.

Per lungo tempo l’Europa, intesa come la regione geografica che oggi chiamiamo così, non si è concepita come unità a sé stante. Dobbiamo cercare dove nasca l’idea che ha unito questa regione, e ne ha fatto l’entità che oggi tutti chiamano con tale nome.

L'ultimo video del Papa e la visita alla sinagoga

Negli ultimi giorni Papa Bergoglio ci ha regalato un paio di eclatanti interventi contro il concetto stesso di religione rivelata (dire contro la religione cattolica sarebbe ancora riduttivo), esattamente come ci dice san Paolo ai Tessalonicesi: il figlio della perdizione è definito qui adversatur et extollitur supra omne quod dicitur Deus, aut quod colitur: colui che è contrario e s’innalza sopra tutto ciò che è chiamato Dio e che è adorato.

In effetti il concetto di “religione” (se si può ancora usare questo termine) che emerge dallo scandaloso video di Papa Bergoglio per l’intenzione di preghiera di gennaio [vedi, nel blog] potrebbe essere coerentemente condiviso solo da uno dei personaggi che vi appaiono. Abbiamo un ebreo, un musulmano, un prete “cattolico” e una monaca buddista: solo l’ultima di questi, che crede nel nulla immanente, potrebbe condividere l’idea di una religione che non ha più contenuti rivelati ma presuppone una divinità diffusa all’interno dell’uomo, che si può manifestare in forme esteriori totalmente indifferenti e ugualmente valide.

martedì 19 gennaio 2016

La crisi della Chiesa, la vera battaglia e la sacra liturgia

Bello cogliere da oltreoceano, nell'interessante Editoriale di Rorate Caeli: “A Ross Douthat, come correzione fraterna” di don Richard Cipolla pubblicato di seguito, non solo il nostro stesso sentire, ma anche la conferma a nostre reiterate affermazioni. Meno convincente, tuttavia, il 'peana' finale.
Vedi, nel blog la Lettera di Douthat alle Accademie cattoliche [nostra traduzione italiana] : una precedente reazione ad un'altro articolo critico Il complotto per cambiare il cattolicesimo [pubblicato nella traduzione italiana qui].
Non posso qui non ribadire le preoccupate perplessità sui cosiddetti 'conservatori del concilio', come potremmo definire anche alcune figure di riferimento della gerarchia ecclesiale. Esse si sono levate focalizzando il discorso sui noti temi caldi del sinodo, sottolineando che non si può sganciare la morale dalla verità dalla quale la morale scaturisce e affermando che la pastorale non può essere sganciata dalla dottrina; ma ignorano completamente le distorsioni innescate dai punti controversi del Concilio. Non saprei dire se per prudenza e conseguente attendismo strategico – vista l’aria che tira – o per assuefazione da mitridatizzazione.
E quindi c’è da chiedersi se e quando potranno venire al pettine i nodi generati proprio da quei semi di trasformazione subdolamente indotta in chiave di una 'continuità' dichiarata ma in termini sofisti: i punti controversi di alcuni documenti conciliari oggi ben individuati, sui quali tuttavia è di fatto preclusa ogni discussione e rifiutato il confronto. Ne parlavo ampiamente qui.

La crisi della Chiesa, la vera battaglia e la sacra liturgia 
A Ross Douthat, come correzione fraterna
di Frà Richard G. Cipolla, Dottore in filosofia

È sicuramente vero, come è stato osservato su Rorate Caeli, che l’Erasmus Lecture scritta per First Things da Ross Douthat [qui] ha provocato un certo sommovimento nei circoli tradizionalisti cattolici. Anche l’articolo di Monsignor Pope che lamentava il mancato aumento di partecipanti alla Messa Tradizionale nella Chiesa ha attratto la loro attenzione, ma non possedeva la stessa profondità e la stessa enfasi sulla drammaticità della situazione della lezione di Douthat. Molti di noi hanno avuto l’opportunità di ammirare i suoi editoriali sul New York Times e si sono chiesti spesso come abbia potuto ottenere il suo posto nel bel mezzo dell’establishment ultraprogressista di quel periodico. La sua scaramuccia con i teologi cattolici (mi sono trattenuto dal mettere la parola teologi tra virgolette per essere più obiettivo, nonostante io sia convinto che non possano più esistere teologi cattolici, poiché un teologo cattolico deve trovarsi immerso nella Tradizione, cosa che oggi sembra non succedere più) è un esempio dell’autentico ruolo dei laici nella Chiesa incoraggiato dal Concilio Vaticano II.

lunedì 18 gennaio 2016

Messe Antiquior - Università Cattolica di Milano

Diamo comunicazione che nei prossimi giorni saranno celebrate due Sante Messe Tridentine presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.
Mercoledì 20 gennaio 2016, ore 17.45
Santa Messa nella Festa dei Santi Fabiano, papa, e Sebastiano, martiri.
Giovedì 21 gennaio 2016, ore 12.00
Santa Messa nella Festa di Sant’Agnese, vergine e martire.
Come di consueto, il luogo delle celebrazioni sarà la Cappella San Francesco sita al primo piano dell'edificio monumentale di Largo Gemelli, lungo l'ambulacro 3 e presso la sommità della scala D.
Con l'auspicio di vedervi numerosi, cordialmente vi salutiamo.
Gli studenti organizzatori
messatridentina.unicatt@gmail.com