venerdì 18 gennaio 2013

FSSPX: per quanto ancora lo statu quo? Un intervento di Mons. Di Noia

Aggiornamento: Pochi minuti fa su Le Forum Catholique, una importante precisazione, che ridimensionerebbe e renderebbe più positiva la comunicazione di Mons. Di Noia. Certo è da verificare; ma non possiamo ignorarla.
Dalle mie informazioni, è falso. di XA (2013-01-18 18:54:03) Ecco i fatti : Mons. Fellay, a fine novembre 2012, ha ricevuto una lettera personale (e non a titolo ufficiale dalla CED) di Mons. Di Noia con possibilità – se lo ritenesse necessario - di farla pervenire a tutti i membri della FSSPX. La FSSPX ha deciso, in effetti, di inviare la comunicazione di più pagine ai suoi membri. Il che è stato fatto questa settimana.
Che dire? Ci sono molte luci in questo testo, ma anche alcune incognite. E tuttavia qualcosa si è mosso e non è poco. Vedremo che effetto potrà sortire.

Riposte Catholique 18 gennaio 2013 - L'espulsione di Mons. Williamson annuncia ineluttabilmente una scissione nella FSSPX. Tuttavia, ciò non rinserra i ranghi della maggioranza dei suoi preti intorno a Mons. Fellay, la cui linea di condotta è poco leggibile. 

Lo statu quo può durare a lungo ? Per la FSSPX la scelta finirà con l'imporsi o con l'essere imposta, scelta tra riconoscimento canonico e rottura (senza grandi conseguenze immediate per le sue forme di  apostolato e seminari, ma ormai senza uscita dal punto di vista umano).

Ogni prete della Fraternità San Pio X ha appena ricevuto una lunga lettera di Mons. Di Noia, Vice-Presidente della Commissione Ecclesia Dei. Il rappresentante del Papa prende atto dell'immutato disaccordo tra la Santa Sede e la FSSPX : la Santa Sede pensa che occorre interpretare i testi del Concilio alla luce della Tradizione ; la FSSPX pensa che alcuni insegnamenti del Vaticano II sono erronei. L'intero problema, immutato, è di rendere gestibile questo disaccordo.

Con l'aiuto dei testi di San Paolo, Sant'Agostino, San Tommaso, Mons. Di Noia propone dunque un nuovo approccio, spirituale. Egli chiede che le due parti procedano, ognuna dal canto suo, ad un esame di coscienza in tema di umiltà, dolcezza, pazienza, carità. La FSSPX pensa che ciò non possa escludere, tenuto conto delle questioni dottrinali in gioco, il rigore della confessione della fede. In proporzione, il frazionamento della fede, della catechesi, delle pratiche sacramentali, porta molta acqua al suo mulino. Per contro, è vero, si potrebbe dire che il continuo degrado della situazione della fede cattolica è un invito pressante a lasciare il suo splendido isolamento e a ricongiungersi ai ranghi ufficiali dei soccorritori negli stessi luoghi pieni di rovine.

L'abbozzo della soluzione concreta è lasciato, senza dubbio volontariamente, in una certa indeterminatezza da Mons. Di Noia. Di sfuggita egli ricorda che Roma attende da Mons. Fellay una risposta al documento consegnatogli il 14 giugno scorso. Ma, peraltro, egli propone alla FSSPX un processo che ha le caratteristiche di una transazione :
  1. Da una parte, la FSSPX ritroverebbe il carisma positivo dei suoi primi anni a Friburgo e ad Écône (essa si adopererebbe a riformare ciò che dev'esserlo innanzitutto attraverso la formazione di preti tradizionali destinandoli per un magistero conforme alla loro formazione).
  2. Ma d'altra parte, la FSSPX, che continua a ritenere che alcuni passaggi dell'insegnamento del Vaticano II non possono essere conciliati col magistero anteriore, potrà discuterli, con la riserva :
    • di evitare di ricorrere per principio ai mass media;
    • di non ergersi a magistero parallelo;
    • di presentare sempre le obiezioni in maniera positiva e costruttiva;
    • di fondare tutte le sue analisi su basi teologiche profonde e ampie.
Restrizioni che appartengono al tipo di riserve puramente formali. Si fa riferimento all'Istruzione Donum veritatis sulla vocazione ecclesiale del teologo  (24 maggio 1990). Certamente ciò tende a voler ridurre le contestazioni del Vaticano II, nella forma che esse possono prendere, a semplici divergenze teologiche, ma ciò significa anche ammettere divergenze pubbliche nello sfondo.

Cosa può proporre di più la Santa Sede ? La FSSPX può ritenere che non le si conceda abbastanza ?

Sicuramente essa può tentare di guadagnare ancora un po' di tempo. Ma lo statu quo istituzionale (FSSPX né scomunicata né riconosciuta) non può protrarsi all'infinito. Quando cesserà, essa dovrà gestire una situazione nuova, sia quella dopo-rottura per una durata ormai indefinita, sia quella successiva al riconoscimento canonico. Ciò significa che lo statu quo interno alla Fraternità è esso stesso a dover essere modificato.
[Traduzione a cura di Chiesa e post-concilio]

97 commenti:

Luisa ha detto...

"Per contro, è vero, si potrebbe dire che il continuo degrado della situazione della fede cattolica è un invito pressante a lasciare il suo splendido isolamento e a ricongiungersi ai ranghi ufficiali dei soccorritori negli stessi luoghi pieni di rovine."

Parole che siamo stati in tanti a dire quando l`accordo era nell`aria.
Mi ricordo come chi lo faceva, ad es. su Mil, si faceva trattare di criptolefebvriano, tradiprotestante e altre carinerie del genere.
Quante volte abbiamo detto, accorati: la Chiesa ha bisogno di voi e voi avete bisogno della Chiesa, perchè il Successore di Pietro è a Roma e non altrove.
E ora abbiamo mons. Di Noia che parla di "continuo degrado della situazione della fede cattolica" e di "luoghi pieni di rovine".
Un linguaggio chiaro che descrive una realtà, quella realtà che quando sono i cattolici tradizionali a descriverla provoca reazioni epidermiche e non solo dei progressisti.

Certo poi che ci chiedevamo come quel "rientro" potesse farsi in modo che la FSSPX non venisse soffocata, paralizzata, impedita di agire e crescere, dai suoi nemici che nella Chiesa sono legione.
Quella domanda conserva tutta la sua attualità.

Anonimo ha detto...

"Con l'aiuto dei testi di San Paolo, Sant'Agostino, San Tommaso, Mons. Di Noia propone dunque un nuovo approccio, spirituale. Egli chiede che le due parti procedano, ognuna dal canto suo, ad un esame di coscienza in tema di umiltà, dolcezza, pazienza, carità. La FSSPX pensa che ciò non possa escludere, tenuto conto delle questioni dottrinali in gioco, il rigore della confessione della fede. In proporzione, il frazionamento della fede, della catechesi, delle pratiche sacramentali, porta molta acqua al suo mulino. Per contro, è vero, si potrebbe dire che il continuo degrado della situazione della fede cattolica è un invito pressante a lasciare il suo splendido isolamento e a ricongiungersi ai ranghi ufficiali dei soccorritori negli stessi luoghi pieni di rovine."

Mi pare un inequivocabile riconoscimento che i problemi nella Chiesa ci sono, a prescindere dalla FSSPX. E, contemporaneamente anche l'ammissibilità delle sue posizioni, purché temperate da una impostazione meno intransigente; il che, penso, non esclude la fermezza sulle questioni fondamentali.

Immagino il polverone all'interno della Fraternità: molte anime diverse sono toccate in maniera diversa da questa proposta, che a prima vista appare accoglibile. Chi è più addentro potrà coglierne meglio tutti i risvolti.

Ma quel che è certo è che la questione non può continuare a lungo senza uno sbocco. E le anime hanno bisogno di sana dottrina e di vita sacramentale senza deviazioni di nessun tipo... Al di là di tutto, credo che questo sia il motivo più valido a sostegno di un cedimento della Fraternità, che non sarebbe un compromesso, ma riconoscere finalmente il suo posto nei ranghi, anche se non silenziata, com'è giusto che sia e senza che le giuste aspettative in questo senso possano correre il rischio di essere disattese.

Stefano78 ha detto...

Quella domanda conserva tutta la sua attualità.

A mio avviso le condizioni, dal punto di vista della SPX, ci sarebbero state all'indomani del famoso discorso del Papa alla Curia...

Amicus ha detto...

Bisognerebbe poter leggere l'intera lettera di mons. Di Noia - che essendo "lunga", conterrà dell'altro - per poterne dare un giudizio oculato.
Di quanto è stato qui pubblicato in forma di parziale riassunto, ciò che mi lascia sospettoso è la condizione "di evitare di ricorrere per principio ai mass media" : la FSSPX dovrebbe mettere ben in chiaro la questione, per non farsi imbavagliare e così lasciare i fedeli nel buio.
Per il resto, nulla di nuovo: i neomodernisti, che sperano di aver rassicurato gli ebrei almeno in parte, tentano un nuovo approccio e propongono un nuovo accordo, sperando di modificare geneticamente la FSSPX nel lungo periodo così come han fatto con altri istituti 'Ecclesia Dei'.
Da parte sua la FSSPX sa benissimo che, una volta riconosciuta canonicamente, dovrà ingaggiare una lotta mortale con gente tipo Muller e Koch, e resistere alle pressioni subdole e logoranti che verranno esercitate su di essa. Su questo punto, è bene non farsi illusioni: i neomodernisti, se concederanno qualcosa (l'accordo), è solo per cercar di riprendersi tutto con gli interessi. D'altronde ribadisco quanto ho scritto mesi fa: il rischio è degno di esser corso, per i motivi già ampiamente discussi. Un generale che non vuol correre mai rischi, non potrà neppure mai vincere una guerra.

Anonimo ha detto...

Caro Amicus,
se tutti la pensassero come te, -realisticamente, ma con fiducia nel Soprannaturale - il dramma, ché tale è, sarebbe risolto!

Certo, non conoscendo tutti i risvolti, si può solo sperare ma non trarre conclusioni, perché nulla è scontato.

Anonimo ha detto...

C`è chi deve evitare i media e c`è chi fa la cover di Vanity Fair:

http://www.vanityfair.it/news/italia/13/01/15/padre-georg-papa-ratzinger-cover-vanity-fair-foto

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-01-18/padre-georg-indurre-tentazione-140734.shtml?uuid=AbAVodLH

Anonimo ha detto...

Beh, come dice Tornielli nell'articolo, essere belli non è un peccato...

Anonimo ha detto...

Ogni prete della Fraternità San Pio X ha appena ricevuto una lunga lettera di Mons. Di Noia, Vice-Presidente della Commissione Ecclesia Dei.

Colpisce questo interpellare la responsabilità personale. Ma il rovescio della medaglia non è forse un modo per esautorare Mons. Fellay?

Già lo fu la mossa di scindere la responsabilità dei singoli vescovi sfruttando biecamente l'infausta fuga di notizie sulla lettera interna... In fondo il Superiore stava già cercando di ricompattare i ranghi e lo ha fatto nel Capitolo.

O mi sbaglio?

Marco P. ha detto...

Non si parla, almeno in questo articolo che riassume la lettera, della fondamentale questione della S. Messa

Domenicano ha detto...

Mic, Fellay a sto punto manco lui sa dove andare. Di Noia dimostra di avere a cuore i preti (e non i pretoni) della Fraternità e quindi fa bene a fare così: prima che si crei uno scisma Williamson-Fellay, e ne l mezzo ci finirebbero i sacerdoti- lui si adopera perché questi si sgancino dagli intrighi di palazzo e facciano la loro scelta.

Complimenti al Papa: ha rovinato la Curia con 3 tedeschi (Georg, Mueller, Koch), ma l'ha salvata con un americano. E per l'America butta bene in Vaticano (Deo gratias).

Anonimo ha detto...

Non sono convinta, Domenicano.
Credo che se la Fraternità perde la sua unità, ne può risentire l'efficacia della pastorale.
A meno che non facciano confluire tutto in un nuovo istituto.
Ma questo significa ridisegnare anche le responsabilità e le autorità. Chi può farlo? Il Papa di certo; ma occorre la piena collaborazione di tutti coloro che possono esservi coinvolti, i quali non sono pecore sciolte, ma costituiscono un gregge una volta ben compaginato, ora un po' meno; e costituiscono pur sempre una realtà ben definita!

Jacobus ha detto...

Pare che Di Noia voglia partire dalla riconciliazione politica per poi proseguire in quella teologica. Forse è l'unica strada percorribile.

don Camillo ha detto...

In curia e dal Papa non c'é stato neanche un segnale di incoraggiamento per la Tradizione, ma solo docce fredde: "Luce dal Mondo", Assisi3, Palombella, Levada, Pozzo, Müller, il grande raggiro di Fellay, bavagli per la San Pietro, bacchettate per la Buon Pastore, vessazioni, rimozioni, intimidazioni per i preti diocesani e licenziamenti per i professori di religione allineati, e Di Noia scrive la letterina con cui chiede FIDUCIA!?!? Ci vuole un bel coraggio! Dopo il MP che Benedetto XVI di fatto non ha voluto far applicare neanche alla sua diocesi e ai suoi parroci, per la Tradizione c'è stata solo inganno e amarezza. Se mi é consentito di dare un consiglio, qual'ora non ci sia un'evidente volontà del Papa di ritornare su i suoi passi, direi ai miei cari confratelli di non muoversi da dove sono. Li attenderebbe solo una grande trappola. Se ne riparlerà se Dio vorrá con il nuovo Papa.

Anonimo ha detto...

Voi siete troppo ottimisti e ingenui, ma le ambiguità nella Chiesa restano; se la Chiesa avesse fatto anche solo qualche passo concreto per risolvere qualcosa, invece abbiamo un eretico a capo dell'ex Sant'Uffizio, e come può difenere la fede? Infatti si vede come lo fa!! Ogni 2 giorni qualche pseuo pastore della Chiesa attuale tira fuori i suoi soliti discorsi assurdi... E perchè la FSSPX, che è perfettamente cattolica molto più di questa gente dovrebbe mischiarsi a tali ultramodernisti? 1)Si potrebbe dire "per dare una mano per il ritorno della Chiesa alla tradizione, per dare una mano a sistemare le cose". Ma siete sicuri che la Chiesa vuole effettivamente sistemare gli errori fatti? La verità è che la FSSPX sarebbe soffocato, perchè il potere ce lo avrebbero sempre i modernisti, e questo è il loro obiettivo...
2) L'altro giorno si parlava della proposta di accogliere i protestanti nella Chiesa senza chiedere loro di rinunciare ai propri errori, e allora mi domando questa apparente benevolenza nei confronti della FSSPX, sempre che sia benevolenza, e non ci credo, nell'ipotesi miglior è giustificata dallo stesso intento ecumenico che si ha nei confronti dei protestanti. E allora che cosa ci guadagnerebbe la San Pio X ad essere posta alla pari con degli eretici? Cioè riconoscere i Tradizione, ma anche l'eresia significa comunque continuare a rinnegare la Verità, dire che essa è tutto e niente. Sottinteso: opo essere stati ingannati più volte, meglio evitare di esserlo ancora.

Federico ha detto...

bacchettate, vessazioni, rimozioni, intimidazioni....". Don Camillo,cosa pensa che accada a tutti quelli che,come me, combattono per far celebrare la Santa Messa in tante parti d'italia e del mondo? Ottenere una messa in una Diocesi è solo l'inizio di un estenuante combattimento.Però lo facciamo. Per la fraternità un accordo significherebbe certamente il moltiplicarsi di tutte quelle difficoltà che lei ricorda. Ma tant'é. La Chiesa è stata sfasciata da dentro, e da dentro bisogna ricostruirla.

Anonimo ha detto...

Se si continua a puntare lo sguardo sugli errori, non c'è soluzione. Chi erra non è la Chiesa, cioè la Catholica come la chiama Sant'Agostino, ma uomini di Chiesa sviati e svianti.
La Fraternità potrebbe portare un raddrizzamento. E' impegnativo e anche forse rischioso. ma è giusto tirarsi indietro?

Anonimo ha detto...

"di evitare di ricorrere per principio ai mass media"


ma se è proprio da lì che la 'santa' sede fa sentire la sua voce ufficiosa/ufficiale!!!!
vedi Muller....Koch...

E' sempre bene guardarsi le spalle dai modernisti, lo chiedeva già s. Pio X...
puzza di trappola....
Perché scrivere ai preti e non al legittimo superiore?

Luisa ha detto...

Non è mons. Di Noia ad aver scritto a tutti i sacerdoti della Fraternità, secondo il gestore di Forum Catholique è Mons. Fellay ad aver ricevuto una lettera PERSONALE di Mons. di Noia libero a lui di distribuirla o meno ai suoi sacerdoti, ciò che appena fatto.

http://www.leforumcatholique.org/message.php?num=701288

Areki ha detto...

Penso che la cosa più saggia sia Pregare e attendere, anzi pregare e basta.....
In questa vicenda deve vincere solo lo Spirito Santo e la Verità Cattolica che è sempre la stessa.

Luisa ha detto...

Non so chi ha messo in circolazione quella lettera, siamo sicuri che non avrebbe dovuto restare nella confidenzialità?
Siamo sicuri che chi l`ha fatta uscire dalla confidenzialità lo ha fatto a fin di bene?
Mah!

Amicus ha detto...

Non dobbiamo lasciarci andare al pessimismo, nonostante tutto.
Chissà perché, mi viene in mente l'episodio narrato nel Libro del Profeta Daniele (14,23), in cui il famoso drago venerato dai pagani si squarcia e muore, dopo aver divorato il cibo offertogli dal Profeta medesimo.
E credo che i cosiddetti 'fratelli maggiori' abbiano ragione di temere che accada lo stesso al leviatano conciliare, una volta che questo abbia inglobato ufficialmente la FSSPX...

Silente ha detto...

Non entro nel merito delle dinamiche interne della Fraternità, perchè non ne ho la competenza. Però delle dichiarazioni di questa lettera di Mons. Di Noia, mi hanno colpito due punti.
Il primo: "la Santa Sede pensa che occorre interpretare i testi del Concilio alla luce della Tradizione". Ammesso che sia vero (e innumerevoli fatti lo mettono in dubbio), è un mantra frusto e logoro, non supportato da uno straccio di ragionamento e dimostrazione. Non sono a conoscenza di nessuna dichiarazione postconciliare che abbia ribadito la dottrina di sempre della subordinazione del Magistero alla Tradizione, che è Rivelazione.
Il secondo: l'invito a: "presentare sempre le obiezioni in maniera positiva e costruttiva". Pura ipocrisia. Come si fa a presentare "in maniera positiva e costruttiva" la doverosa, necessaria e obbligata critica a errori come il "subsistit in", la libertà religiosa, la nuova giudeologia, la collegialità e tutte le altre deviazioni contenute nel concilio?

bernardino ha detto...

Bravo Areki, e' l'unica cosa saggia.
Inutile continuare a credere ai fantasmi.
Pregare....pregare...pregare
La Madonna aiutera' la Chiesa di Suo Figlio e la salvera'. E' una promessa che ci ha fatto.
Nostro Signore ci ha assicurato, che alla fine i Suoi figli, se hanno fede in Lui, li salvera'.
l'inferno lo ha creato per chi lo rinnega e non si pente.

Cesare Baronio ha detto...

Sarebbe interessante se lo stesso atteggiamento censorio verso il dissenso, peraltro fondatissimo, in materia dottrinale applicato alla Fratenrità San Pio X fosse invece richiesto ai cosiddetti teologi, moralisti, esegeti e liturgisti di area progressista: che si imponesse loro di non ricorrere alla stampa (non di rado sedicente cattolica) per propagandare i loro farneticamenti, e che se hanno qualcosa da obiettare verso il Magistero lo facessero su basi teologiche profonde ed ampie. Basterebbe questo per metterli a tacere del tutto.

Anche se, duole ricordarlo, a quel punto dovrebbero tacere anche in Vaticano, dopo i deliri di mons. Muller sulla Presenza Reale, la Verginità della Madre di Dio e l'appartenenza degli eretici alla Chiesa Cattolica. O dopo i deliri sugli Ebrei padri nella fede e sulla irrevocabilità della Nostra Aetate...

Speriamo che la Fraternità non ceda alle lusinghe dei novatori e accetti una pacificazione con Roma solo se potrà essere certa di proseguire il proprio apostolato senza il bavaglio di una fittizia Carità. La quale, giova ricordarlo, è fondata sulla Verità e non sul compromesso con l'errore.

hpoirot ha detto...

se il Di Noia, il papa o chi per essi volessero veramente ristabilire la Tradizione nella Chiesa

* perché non fanno un bell'elogio di Gherardini (invece di Martini)?
* perché non nominano gente come Ranjith o Schnaider a posti importanti (invece di Koch-Muller)?
* perché non lodano pubblicamente i lavori che criticano il Concilio come il libro di de Mattei?
* perché non mettono in rilievo le realtà almeno un po' Tradizionali come la san Pietro o ben più Tradizionali come il Cristo Re, l'IBP?
* perché non prendono chiaramente la difesa dei sacerdoti isolati in diocesi per il loro 'tradizionalismo'?

... invece di scrivere subdolamente lettere a Sparta per farle leggere a Atene?? sperano cosi' nella divisione dei singoli verso la legittima autorità ?

E' SOLO UN'ALTRO TRAPPOLONE!! UN IMMENSO TRAPPOLONE!! ma non credo ci sia niente da temere: la SPX é molto accorta...

Anonimo ha detto...

Concordo pienamente col saggio commento di Baronio.
Avevo postato alcuni commenti in cui dicevo qualcosa di molto simile, (nei precedenti di threads) ma, o si sono persi per strada o sono stati oscurati dalla Redazione (in tal caso non si è ben capito il motivo).
Vorrei far presente a C. Baronio che sul suo blog non è tecnicamente possibile postare, (ho guardato in tutti i punti delle pagina web) e poichè a me ed altri (Murmex) sarebbe gradito fare commenti, veda se può indicarci con chiarezza il punto visibile della pagina, o dei posts, dove inserirli.
Spero che lì si potrà avere la giusta libertà di espressione, quando nei commenti non si reca alcuna offesa ad alcuno, ma si esamina la triste realtà attuale senza preconcetti nè visioni filtrate da preconcetti di sorta, parlando e confrontandosi col rispetto per le persone, ma al di sopra di qualsiasi rispetto umano, in omaggio - testimonianza chiara e franca- alla Verità eterna: "Amicus Plato sed magis amica Veritas".

Anonimo ha detto...

Speriamo che la Fraternità non ceda alle lusinghe dei novatori e accetti una pacificazione con Roma solo se potrà essere certa di proseguire il proprio apostolato senza il bavaglio di una fittizia Carità. La quale, giova ricordarlo, è fondata sulla Verità e non sul compromesso con l'errore.

Posso capire il timore di compromessi, ma non li do per scontati e confido nel discernimento di Mons. Fellay. Io ci credo nella possibilità che la Fraternità possa conservare la sua pastorale, una volta perfezionata la regolarizzazione canonica. Sono perfettamente allineata con la visuale di Amicus, consapevole delle difficoltà e persino del combattimento che non cesserebbe (realismo), ma fiduciosa nell'aiuto del Signore (Soprannaturalità), che impedirà qualunque rischio di omologazione o silenziamento.

Non so se la mia conclusione è giusta e affido chi ha responsabilità nel decidere al Signore e alla Sua e nostra Madre.

Luisa ha detto...

Ed io continuo a domandarmi CHI ha fatto uscire quella lettera e PERCHÈ lo ha fatto.
Siamo in presenza dell`ennesima fuoriscita di una corrispondenza privata, sappiamo l`uso deprecabile che di quelle lettere è stato fatto, e non solo da parte vaticana.
Non ne parlano Porte Latine o DICI, non ne hanno parlato i diretti interessati, e cioè Mons. Fellay e Di Noia.
Che possa essere l`ennesima manovra vaticana per seminare zizzania nella FSSPX, potrebbe essere vero, come non potrebbe affatto esserlo.
Ri...mah!

Cesare Baronio ha detto...

Per Anonimo delle 7:45

Ho inserito un post nel mio blog in cui spiego come si possono pubblicare commenti ai miei articoli...

Baronio

Luisa ha detto...

Comunque leggendo l`inizio dell`articolo, il tono è dato!
Chi ha passato quella lettera al blog SP, non sembra essere un amico di Mons. Fellay:

.."ciò non rinserra i ranghi della maggioranza dei suoi preti intorno a Mons. Fellay, la cui linea di condotta è poco leggibile."

È piuttosto la linea quel blog a essere poco chiara.
Non è la prima volta che mi interrogo su certe sue prese di posizione.
E quel che segue non fa che confermare la mia impressione:

"Lo statu quo può durare a lungo ? Per la FSSPX la scelta finirà con l'imporsi o con l'essere imposta, scelta tra riconoscimento canonico e rottura (senza grandi conseguenze immediate per le sue forme di apostolato e seminari, ma ormai senza uscita dal punto di vista umano)."

Blog SP, pour qui tu roules?

Luisa ha detto...

Scusate se insisto ma a me quelle fughe di notizie o lettere private non piacciono per niente, troppi sono i nemici di un accordo Santa Sede-FSSPX e non sono tutti modernisti..
Il blog RORATE COELI aggiunge questo:

"We can add that it is not exactly a new/urgent letter, but that it was sent in early December 2012. And we cannot confirm all contents presented by Riposte Catholique, since, while accurate, they seem to be interpolated with some interpretation of what they could mean (that is, the content is not presented verbatim)".

Non sono la sola ad interrogarmi sulle intenzioni del blog Summorum Pontificum.

Anonimo ha detto...

Non sono la sola ad interrogarmi sulle intenzioni del blog Summorum Pontificum.

Io stessa ieri mi sono interrogata a posteriori, avendo dato credito a quel blog che appare tradizionale, sull'opportunità di dare rilevanza a questa notizia, che si rivelerebbe quanto meno imprecisa. Mi sono poi ricordata che lo stesso blog aveva dato visibilità alla famosa lettera interna dei 3 vescovi che ha consentito al Vaticano di affilare le armi e abbiamo visto com'è andata a finire...

Mi spiace se involontariamente ho contribuito anch'io al solito polverone. L'unica cosa su cui sono tranquilla è che, polverone o non polverone, la realtà è quella che è: anche tra noi c'è chi si mostra realista e fiducioso nel Soprannaturale e chi mette in campo una sfiducia assoluta, atteggiamento che non trovo cristiano ma solo umano perché, se giustamente occorre cautela nei confronti degli uomini che sbagliano, al di là di quegli uomini Roma resta Roma e il Signore è fedele alle sue promesse.

Detto questo, ancora una volta non resta che pregare e sperare che prevalgano le buone volontà secondo la volontà del Signore.

Anonimo ha detto...

Romano dice,

Scusate, ma il principio di non ricorrere al mass media, per far pubblico il vero stato morale dei scandali nella chiesa, è una richiesta IMMORALE...

la Santa Sede, gestito per 50 anni di uomini che hanno poco coscienca per evitare scandali, vogliono che nessuno li rimprovera quando le fanno.

Un approccio spirituale: mi pare Mons. di Noia, non sa che dice...

Scusate, ma il tono della sua letter è interamente illogico e piene di falsa umiltà...

infatti egli propore un umiltà che tace in riguarda alla verità e le salvezza delle anime: S. Tommaso dice bene che in tempi di gravi scandali si deve parlare in pubblico...

Guarda, non faccio parte di FSSPX e non sono stato mai sotto una pena ecclesiastica, ma sono del parare che questa richiesta di Mons. di Noia è assurda e pagana!

Luisa ha detto...

La lettera di Mons. Di Noia conta otto pagine!
È sempre più chiaro che il blog SP ne ha fatto una sintesi, diciamo, personale.
Qui un articolo di Jean. Marie Guénois, vaticaniste del Figaro, metto il suo ultimo paragrafo:

"La dernière partie de la lettre propose deux axes pour sortir du blocage actuel car la Fraternité Saint Pie X n'a pas d'avenir dans «l'autonomie». Reconnaître tout d'abord - et Rome le fait là comme jamais encore - le «charisme» propre de Mgr Lefebvre et de l'œuvre qu'il a fondée qui est celui de la «formation des prêtres» et non celui de la «rhétorique âpre et contre-productive» ou de «se donner la mission de juger et de corriger la théologie» ou encore «de corriger publiquement les autres dans l'Église». Et, deuxième axe - totalement nouveau puisqu'il recourt à un document, Donum Veritatis qui avait été publié, en 1990, pour encadrer la dissidence de théologiens progressistes!: considérer qu'il est légitime, dans l'Église catholique, d'avoir des «divergences» théologiques mais que ces «objections» doivent être exprimées en interne, et non sur la place publique, pour «stimuler le magistère» à mieux formuler son enseignement. Et non sous la forme d'un «magistère parallèle.»

http://www.lefigaro.fr/actualite-france/2013/01/18/01016-20130118ARTFIG00650-rome-tente-une-nouvelle-mediation-avec-les-lefebvristes.php

Amicus ha detto...

Sono andato a leggere l'articolo di Jean Marie Guénois (il link di Luisa non mi funziona, comunque il testo è anche su Tradinews), e da quello che scrive sembra venga proposto un bavaglio quasi totale alla FSSPX: si prevedono critiche solo interne, mentre nulla dovrà trapelare sui media. Sempre che ciò che scrive Guénois sia esatto - il che è da dimostrare - sarebbe un palese ed inaccettabile tentativo da parte vaticana di silenziare ogni critica al superconcilio e al neomodernismo dilagante. Ma bisognerebbe leggere la lettera in esteso (da un pezzo ho imparato a diffidare dei giornalisti): fino ad allora, ogni giudizio serio è impossibile.

Anonimo ha detto...

Visto che avete ripreso il commento di Guénois, riporto una reazione da Le Forum Catholique:

L'ultimo paragrafo: di Pèlerin (2013-01-19 12:02:01)

Sono il solo a trovare curiosa la presentazione fatta nell'ultimo paragrafo. Si comincia (un giornalista colto) col dire:
1/ la FSSPX non ha futuro nell'autonomia.
Ma qualcuno la pretende o l'ha mai pretesa?
=> Pone l'equivalenza : discutere di ciò che separa (e non puntare al contrario e contro tutto) torna a interpretare "l'elettrone libero autonomo".
"Analisi" contorta e premessa falsa.

Si dice
2/ «formazione dei preti» e non la «retorica aspra controproducente» o di «darsi la missione di giudicare e correggere la teologia»...
Come si possono formare dei preti fuori da una teologia affidabile e tradizionale. Mi sembra (ho appena riletto quasi tutto) che l'opera "La messa di sempre" smonti questo argomento.
La causa: modifiche sostanziali sul piano teologico che comportano l'effetto: le manifeste evoluzioni nella liturgia.
Se la Chiesa crede come prega, diventa complicato pregare bene se si ignora ciò che si è supposto credere.
Si per l'autore di questo articolo, l'analisi di Mons. Lefebvre non rivela che "retorica", è un po' inquietante. Che il giornalista ci creda o no, si tratta di un nuovo processo manipolatorio che tende a squalificare il pensiero dell'avversario.

Anonimo ha detto...

Concordo con Amicus che per esprimere un giudizio meditato, occorrerebbe conoscere il testo integrale della lettera...

Luisa ha detto...

Ecco il problema di quelle divulgazioni deplorevoli, danno il là ad ogni sorta di interpretazione e strumentalizzazione.
NON ABBIAMO LETTO QUELLA LETTERA di otto pagine ma solo resoconti parziali, frasi fra virgolette, sintesi fatta da un blog dell`oggettività del quale non mi fido(SP) e un articolo di Guénois.
A che cosa servono quelle fughe manovrate, a mio avviso non a fin di bene ( se il bene è l`accordo finale che arriverà, spero, ma in un clima sereno e dopo consultazioni INTERNE), se non a rimescolare un calderone già abbastanza caldo se non bollente?
Chi ha interesse a far fuoriuscire corrispondenze private ?
Chi ha interesse a raccoglierle e diffonderle mettendole alla propria salsa con tanto di commento acido fin troppo rivelatore dei pensieri e sentimenti che lo anima (SP)?

Anonimo ha detto...

Scusate, ma il principio di non ricorrere al mass media, per far pubblico il vero stato morale dei scandali nella chiesa, è una richiesta IMMORALE...

Rifletto che non mi sembra una richiesta assoluta, nel senso che dice : ricorrere "per principio" ai mass media. Non ricorrere affatto ai mass-media sarebbe un controsenso, innanzitutto perché essi sono entrati in campo alla grande proprio a partire degli eventi conciliari, allo cui svolgimento nonché all'affermazione di alcune correnti e contenuti hanno non poco contribuito.
Ricorrervi con prudenza sarebbe auspicabile anche da parte di esponenti mitrati della Curia che ne fanno tribune improprie e del tutto atipiche...

Luisa ha detto...

Per chi legge l`inglese qui un`intervista di Mons. Di Noia a NCR, all`inizio gennaio, la lettera data di fine novembre,inizio dicembre.

http://www.ncregister.com/daily-news/archbishop-dinoia-ecclesia-dei-and-the-society-of-st.-pius-x/#ixzz2IQTKukvl

Luisa ha detto...


"Scusate, ma il tono della sua letter è interamente illogico e piene di falsa umiltà..."


Ma scusi, anonimo, lei l`ha letta la lettera?

Anonimo ha detto...

Chi ha interesse a far fuoriuscire corrispondenze private ?
Chi ha interesse a raccoglierle e diffonderle mettendole alla propria salsa con tanto di commento acido fin troppo rivelatore dei pensieri e sentimenti che lo anima (SP)?


La risposta mi pare ovvia e di certo Luisa la sottende: si tratta di coloro, che all'interno della Fraternità (ma ce ne sono anche fuori) sono contrari all'accordo con Roma a qualunque condizione. Però sarebbe bene venissero allo scoperto invece di remare contro nell'ombra, perché ho l'impressione che si coprano dietro il timore dei "compromessi", che Mons. Fellay ha ampiamente dimostrato di non accettare, per respingere la Roma post-conciliare tout court...

Ma la Roma perenne (come ha ben detto Mons. Fellay e come pensiamo anche noi), non è la Roma esclusivamente post-conciliare: la Chiesa non è né esclusivamente pre-concilio né esclusivamente post-concilio. La Chiesa e la Chiesa e, Deo adiuvante, tornerà a risplendere.

Non è un ginepraio da poco. Ma bisognerà pur tentare di venirne fuori senza aspettare la manna dal cielo o un irrealistico totale rinnegamento del concilio. Non c'è da pretendere; ma da rimboccarsi le maniche e ricostruire, chi può e riesce a farlo.

Anonimo ha detto...

il continuo degrado della situazione della fede cattolica è un invito pressante a lasciare il suo splendido isolamento e a ricongiungersi ai ranghi ufficiali dei soccorritori negli stessi luoghi pieni di rovine.

Secondo logica, ci sarebbe da chiedersi come facciano a lavorare in tandem due soccorritori che non condividono le cause del disastro: Tuttavia, una volta che ci si trova di fronte ad un disastro (ed è già positivo che lo si riconosca da parte Di Noia che immagino non sarà l'unico), ci si rimboccano le maniche e si pensa a ricostruire: l'importante è essere d'accordo su progetto e materiali da costruzione. Qui troverei positivo l'accenno di Di Noia alla formazione di Sacerdoti, per di più tradizionali per un magistero tradizionale... Ma occorrerà legger tutto per comprendere meglio.

Anonimo ha detto...

L'intervento di Di Noia si riallaccia, evidentemente, alla conciliante dichiarazione Ecclesia Dei sullo stato delle cose con la Fraternità San Pio X del 27 ottobre 2012, pubblicata anche qui.

http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2012/10/dichiarazione-della-pontificia.html

Anonimo ha detto...

Chissà se Mons. Fellay aveva già ricevuto questa lettera, che non credo abbia il senso negativo dato da SP, quando ha pronunciato il discorso del 28 dicembre?

hpoirot ha detto...

ricordo ancora l'uscita della Dominus Jesus e le critiche di vari amici più o meno conservatori ...

"ecco! ... visto! ... avete fatto tutto sto casino e ora il papa mette a posto tutto. Avete disubbidito e consacrato 4 vescovi per niente! cosa sono pochi anni nella storia della Chiesa, sempre i soliti ribelli, dovevate avere pazienza..."

Oggi, a distanza di 12 anni , la situazione é identica: stanno conciliarizzando la chiesa a manetta. Ricordo che sia per Mons.Fellay che per Mons.Tissier la crisi durerà ancora qualche decennio...

Io comunque ho già dato: tornero' ottimista quando vedro' interventi fermi e decisi... non parole.

Luisa ha detto...

mic, quella lettera è arrivata fine novembre, inizio dicembre, su questo chi diffonde non la lettera ma un resoconto, è d`accordo.

Luisa ha detto...

Chi non vuole l`accordo dentro la FSSPX, chi dal di fuori non lo vuole e salta su ogni occasione per seminare discordia e indebolire Mons. Fellay, chi scommette su una divisione della Fraternità, dà il peggio di sè stesso in quel senso, e agisce forse anche per far "rientrare" sacerdoti che romperebbero con la Fraternità.
Mi ripeto, le motivazioni e gli intenti di un blog detto "tradizionlista" come SP, in diverse occasioni mi sono sembrate oscure o,spero di sbagliarmi, fin troppo chiare, la loro introduzione alla loro "sintesi" della lettera di mons. Di Noia, che era e doveva restare PRIVATA, ha un colore fin troppo chiaro e quel colore non mi piace.

Ghergon ha detto...

Attenzione, la Chiesa Cattolica non è una cloaca di satana che può solo preparare trappole e veleni al prossimo. Queste sono opinioni personali molto pericolose. Sono eresie luterane.
La Verità dimostra invece che pur con tutti i suoi dissesti la Chiesa Cattolica Apostolica Romana in cui si deve, D'OBBLIGO, far rifiorire la Fede è quella dove c'è il legittimo Pastore, mentre la FSSPX nell'indefinibile limbo un cui si trova, non rappresenta univocamente il cattolicesimo malgrado il suo bagaglio di tradizione, poichè tre Vescovi solitari non faranno mai la Chiesa che Gesù desidera.
Ci vuole la Pietra di fondamento per far la Chiesa. Si accordino al più presto e si affidino al Signore e lottino se è il caso.
Li si appoggerà con la preghiera e con tutti i mezzi.

Anonimo ha detto...

Attenzione, la Chiesa Cattolica non è una cloaca di satana che può solo preparare trappole e veleni al prossimo. Queste sono opinioni personali molto pericolose. Sono eresie luterane.

La Chiesa di certo no, Ghergon, ma su alcuni uomini di Chiesa non metterei la mano sul fuoco...

Sul fatto che la Chiesa sia dove c'è il legittimo Pastore siamo tutti d'accordo. Lo dichiara anche la FSSPX!

Nessuno può rappresentare univocamente il cattolicesimo, né tanto meno la FSSPX, che del resto lo ha mai preteso né lo pretende (tranne forse qualche cosiddetto "duro e puro", ma spero non siano in tanti), come non lo pretende chiunque di noi ama e difende la Tradizione pur non appartenendo alla FSSPX.

Luisa ha detto...



"Attenzione, la Chiesa Cattolica non è una cloaca di satana che può solo preparare trappole e veleni al prossimo. Queste sono opinioni personali molto pericolose. Sono eresie luterane."

E chi l`ha detto?
Forse che HerculeP ha detto questo?
Non mi sembra, invece che NELLA Chiesa ci siano anche uomini che tendono trappole e veleni, e non limito alla FSSPX, non lo escluderei, anzi!
C`è anche chi ha teso trappole al Papa.
Nelle relazioni Vaticano-FSSPX i veleni e le trappole non son mancati, negarlo è far prova di irenismo o voler tacere una triste realtà.
D`accordo sul resto del messaggio, anche se la difesa della Tradizione da parte di troppi sedicenti Custodi è fatta solo a parole, se e quando è fatta, pervertire il senso della parola "Tradizione" è anche un modo di tradirla e allontanarne i cattolici.

Luisa ha detto...

Per chi legge il francese:

http://www.fecit-forum.org/forum.php?id=24734

viandante ha detto...

Sulla base di quanto si conosce non é facile esprimere giudizi, meglio essere prudenti.
Detto ciò, ma non é una novità, la situazione é resa difficile da vari fattori che nel tempo si sono sviluppati e che come risultato hanno portato a perdita di fiducia nei confronti di Roma, ma anche ad un atteggiamento a volte troppo emotivo (sia pro che contro). Atteggiamenti che vanno comunque tenuti in considerazione.
La cosa più importante é però che la FSSPX (ma a lei associo tutti i sacerdoti che celebrano o che vorrebbero celebrare la Messa di sempre) possano svolgere il loro apostolato senza impedimenti di sorta (luogo, orario, date, attività pastorali, ecc).
Credo che molto pragmaticamente non si possano pretendere cambiamenti di fondo immediati. Quindi, in modo molto terre à terre, creda quel che creda Roma, l'importante é che la FSSPX e gli altri tradizionalisti possano svolgere il loro lavoro! Mi sembra che é da lì che sia sorta la questione di Mons. Lefèbre: il non poter celebrare la Messa di sempre e il non poter garantire un vescovo tradizionalista ai suoi sacerdoti e seminaristi. Quindi una regolamentazione é necessaria, purché dia una minima garanzia che si possa fare apostolato senza ostacoli.
Ma per tornare a questi presunti stralci della lettera di Mons. Di Noia (che se non altro ha più spessore dei suoi colleghi germanofoni) ho due appunti da fare:
1) La pastorale oggi si fa anche sui media, e certi discorsi dottrinali hanno (certo che lo devono avere) anche un risvolto pastorale. Quindi certe limitazioni sembrano un po' grottesche da parte di coloro che amano twittare ed aprirsi al mondo ed alle sue tecnologie.
2)Presentare le proprie obiezioni in modo corretto. Ma come si sono svolti i colloqui dottrinali? Non mi sembra che nessuno sia finito all'ospedale... Scherzi a parte, più che il modo a certi interlocutori dà fastidio la sostanza!

Silente ha detto...

Chieso scusa dell'O.T. Il sito tradizionalista Pontifex è stato bloccato da un attacco di hacker-terroristi, di probabile matrice laicista-omosessualista. Questo attacco fa seguito alla grave aggressione personale subita recentemente dal direttore del sito, prontamente silenziato dalla stampa di regime, e ai vergognosi attacchi mediatico-politici conseguenti al noto volantino esposto in una parrocchia ligure, il cui testo era stato ricavato da un post di Pontifex, colpevole semplicemente di dire la verità, "opportune et importune". Mi aspetto da questo, e da altri siti tradizionalisti, almeno qualche parola di solidarietà e qualche riflessione sul crescente clima di intolleranza anticattolica (almeno nei confronti dei cattolici "veri") ormai dilagante, provocato e voluto dai fautori della "dittatura del relativismo" e delle note lobbies. La soglia della polemica verbale è stata ormai superata. Siamo adesso aqli attacchi fisici e, in molti casi, anche giuridici, come dimostrato da recenti sentenze di tribunali europei. Non credo che questo tema possa essere ignorato o sottaciuto da tutti noi. Riflettiamoci e, soprattutto, agiamo.

Ghergon ha detto...

"E chi l`ha detto?
Forse che HerculeP ha detto questo?"

Qualche anonimo lo ha detto e davvero non se ne può più di sentire questa solfa delle "trappole", questo allarmismo, questo gridare "al lupo al lupo" prima di sapere come stanno le cose. E' il perfetto volere del nemico che la FSSPX se ne rimanga raminga chissà dove, e allora non si faccia il gioco del nemico, si ami la Chiesa e la Sua Gloria...che ci sia gente malevola contro la vera Fede è fin troppo evidente...ma da quando la missione che Cristo ha affidato agli uomini è diventata facile?

Gederson Falcometa ha detto...

«formazione dei preti» e non la «retorica aspra controproducente» o di «darsi la missione di giudicare e correggere la teologia»...

È importante osservare che Mons. Lefebvre ha solo mantenuto la formazione tradizionale dei preti. Se non se può formare preti dopo il concilio, como se faceva prima, qualcosa ha cambiato, e questo cambiamento se osserva esattamente nella teologia. A questo punto, se deve osservare che alcuni (o la maggior parte) dei primi sacerdoti formati da Mons. Lefebvre erano seminaristi venuti da altri seminari e che hanno ricercato Mons. Lefebvre per fondare un seminari tradizionale proprio a causa di questo cambiamento nella teologia (il più grande esempio è Padre Schimidiberger, allievo del maestro Ratzinger). Ora, queste parole e le proposte di Don Di Noia, sembrano un revisionismo del tradizionalismo, soprattutto se si considera che è stato pubblicato su Le Figaro, si veda:

“...il "carisma" proprio di Mons. Lefebvre e dell'opera da lui fondata, che è la "formazione sacerdotale" e non "retorica dura e controproducente" o "si arrogano il compito di giudicare e corretta teologia", o anche "pubblicamente per correggere gli altri nella Chiesa. " Rome tend de nouveau la main aux lefebvristes - http://www.lefigaro.fr/actualite-france/2013/01/18/01016-20130118ARTFIG00650-rome-tente-une-nouvelle-mediation-avec-les-lefebvristes.php

Nel testo di Risposte Catholique se parla di Sant’Agostino e di Santo Tommaso , ma i due (come S. Beda, Sant’Ambrogio, Sant’Anselmo e altri Padri) hanno commentato l'episodio in cui S. Paolo ha corretto S. Pietro in modo positivo, come ora questo è diventato negativo e il compito di correggere gli altri nella Chiesa, sembra nelle parole di Don Di Noia, una funzione solo del magistero? Che cosa dire delle opere degli Padre della Chiesa ? Se desidera sostituire la polemica per l’irenismo? La stragrande maggioranza delle opere dei Padri della Chiesa sono correzioni pubblica degli errante che al diventare pubblico il suo errore devono essere pubblicamente corretti. Ma questo secondo i commentadore tradizionale, adesso non se può mai corrigere* gli prelati.

Per quanto riguarda il ricorso ai mezzi di comunicazione di massa, in un primo momento né Don Lefebvre, né Don Mayer hanno ricorso a questi mezzi. Hanno appellato direttamente al Magistero, specialmente in ciò che riguarda la questione della liturgia, dove ci sono tanti lettere al cardinale Ottaviani (e anche a Paolo VI e ai cardinale, se non me ricordo male) in risposta ha una rchiesta di parere in merito del NOM. Dopo questo è apparso "Il breve esame critico", firmato dal cardinale Ottaviani e per il cardinale Bacci, che ha ricordato recentemente il Cardinale Stickler non avere ricevuto risposta fino ad oggi. Notevole anche la Lettera di mons. Antonio de Castro Mayer a Papa Paolo VI sul tema della libertà religiosa (che può essere letto all'indirizzo : http://disputationes-theologicae.blogspot.com.br/2011/06/liberta-religiosa-la-chiara-posizione.html) che non è stato risposto fino ad oggi e tante l'altre cose che non hanno risposta. Quindi la domanda è che cosa i cattolici dovrebbero fare, quando se ricorre al magistero e questo non risponde? Secondo Don Di Noia, sembra che devono evitare i mass media, una dura retorica controproducente, se arrogare il compito di giudicare e corrigere la teologia o anche “pubblicamente per corriggere gli altri nella Chiesa o sia non devono fare nulla.

Gederson Falcometa ha detto...

E che cosa lui vuole dire con "retorica dura e controproducente" ?

In primo luogo, non si può semplicemente ridurre le critiche tradizionalisti a una “retorica dura e controproducente”. Se non fosse per queste critiche la Messa tridentina non ci sarebbe davvero mai posto nella Chiesa. Ma facciamo adesso un esempio pratico: in dicembre 2011 abbiamo potuto leggere il testo di mons. Ocariz sul Concilio e le questioni che lo circondano, così dobbiamo chiedere:

Tutte le critiche che sono state mosse nei suoi confronti fuorono una retorica dura e controproducente? Allora, se doveva presenterare obiezioni in maniera positiva e costruttiva a tutti che ha parlato il Vicario del Opus Dei?

Mi sembra che mons. Di Noia ha bisogno di essere più chiaro, perché non si può ridurre la critica tradizionalista a una retorica dura e controproducente. E in ciò che riguarda gli ultimi punti, ci sono posizioni nel concilio, che non hanno una base teologica profonda e ampia, alcuni di questi punti sono stati ammessi pubblicamente come novità (che di per sé va contro la dottrina tradizionale cattolica) e che chiaramente in alcuni casi sono in contrasto con insegnamento che ha preceduto il Concilio. Allora, quale il senso di chiedere una base teologica profonda e ampie per le crittiche a questi punti, se le diverse definizioni del concilio (tutti le novità, come della libertà religiosa, il subsistit in, la collegialità...), non li hanno?

Parlare di um magistero parallelo é facile, ma prima ha bisogno di spiegare come il magistero attuale ha fatto delle decisioni del Magistero precedenti (alcuni dei quali dove era stato impiegato il più alto livello di autorità) diventare un “magistero parallelo”. Cesare Baronio nel testo che commenta la risposta di Arnaldo Xavier da Silveira a Don Muller, ha parlato nel suo blog di "eretici informali", ovviamente eretici informali deriva di un magistero informale, ma quale é il magistero informale? Il magistero conciliare? O il magistero precedente al concilio?

viandante ha detto...

Condivido quanto detto da Silente su Pontifex.
Uno scalino alla volta la degradazione prosegue. Inutile attendersi solidarietà dalla gerarchia. Al massimo qualche distinguo per prenderne le distanze...
È quel che é accaduto a Parigi con la manifestazione organizzata da Civitas contro i matrimoni gay.

Luisa ha detto...


Qualche anonimo lo ha detto e davvero non se ne può più di sentire questa solfa delle "trappole", questo allarmismo, questo gridare "al lupo al lupo" prima di sapere come stanno le cose."

Ma per favore!
Di quel che io, e penso non essere la sola, non ne posso più, sono gli abusi sempre e ancora tollerati, è l`incoerenza fra parole a atti, è la connivenza dei cosidetti Custodi della dottrina e liturgia con chi le sta devastando.
Come le cose stanno, lo si sa, e ancora non si sa tutto, ma quel che sappiamo basta e avanza!
La lascia indifferente, Ghergon, che il Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti partecipi ad un "complotto" mirato a mettere il Papa davanti al fatto compiuto dell`approvazione della pseudo-liturgia del cnc? A me no.
La lascia indifferente che quei sedicenti Custodi della Liturgia continuino gioiosamente e liberamente a stravolgere gli spazi sacri per adeguarli a ciò che, secondo loro, ha voluto il Concilio?
Resta impassibile davanti alle manovre-strategie, nemmeno più occulte e convergenti che sembrano portare la Chiesa su vie in palese rottura con la Tradizione?
Già nel passato, e qui ritorno alla FSSPX, a Mons. Lefebvre è stato teso un tranello, forse che i suoi discepoli lo hanno dimenticato?
Vogliamo negare che nella Chiesa e fuori della Chiesa( ebrei) la Fraternità ha dei nemici che non "reculeront" davanti a nessuna manovra, menzogna, inganno, complotto, pur di evitare il suo "rientro"?
Che poi quei subdoli o dichiarati nemici trovino degli alleati in seno alla Fraternità, è vero ed è triste.
La situazione della e nella Chiesa è complessa e complicata, negare l`evidenza delle forze oscure in atto è far prova di irenismo, è voler anestetizzare le menti, zittire le coscienze, è voler addormentare l`attenzione dei cattolici, distoglierli dalla loro responsabilità che è anche quella di dire ai propri Pastori che non se ne può più, che non siamo ciechi, sordi e muti!

Anonimo ha detto...

ottimo Gederson, e anche Luisa.

dice Gederson:

Se desidera sostituire la polemica per l’irenismo? La stragrande maggioranza delle opere dei Padri della Chiesa sono correzioni pubblica degli errante

questo sconcertante indirizzo della Chiesa conciliare, l'IRENISMO (deviazione mostrata anche da Ghergon) coincide proprio con il rilievo fatto da mons. Williamson, che ho postato poco fa (non ancora pubblicato):

la fede viene prima dell’unità. Non la divisione, ma la perdita della fede è il male supremo

evidente che Ghergon come tanti, è un conservatore conciliare/ista, che preferisce la falsa pace alla vera fede, sulla quale TUTTI veniamo interpellati, E messi alla prova dal Signore stesso, come i santi e i martiri d'ogni tempo
(cfr. Chi non raccoglie con me, disperde)

hpoirot ha detto...

brava Luisa! mi hai tolto le parole di bocca.

Gederson Falcometa ha detto...

"Vogliamo negare che nella Chiesa e fuori della Chiesa( ebrei) la Fraternità ha dei nemici che non "reculeront" davanti a nessuna manovra, menzogna, inganno, complotto, pur di evitare il suo "rientro"?"

Luisa,

L'afflusso di forze nascoste in Vaticano è innegabile, ma è anche innegabile che per queste forze è megliore la FSSPX essere dentro che fuori della Chiesa. Perché è ovvio che se queste forze nascoste esercitano una certa influenza sulla Chiesa, questo afflusso sarà anche esercitata sulla Fraternità San Pio X attraverso gli uomini della Chiesa. Sulla scacchiera su cui il gioco si svolge, sono solo pedine che si oppongono alla regolarizzazione della FSSPX il resto lo vuole per distruggere la FSSPX.

La cosa è molto più grave di quanto si pensasse, perché la Chiesa è protetta dalla promessa di Cristo a Pietro, non la FSSPX.



Anonimo ha detto...

Per Silente:
La soglia della polemica verbale è stata ormai superata. Siamo adesso agli attacchi fisici e, in molti casi, anche giuridici, come dimostrato da recenti sentenze di tribunali europei. Non credo che questo tema possa essere ignorato o sottaciuto da tutti noi. Riflettiamoci e, soprattutto, agiamo.

Questo tema non è né ignorato né sottaciuto a noi, anche se non avevamo sottolineato la debacle di Pontifex. Personalmente, pur condividendo molti contenuti di quel sito, ho spesso notato la insistenza su interviste -più o meno tranchant- rilasciate da vescovi emeriti e dunque che non hanno più nulla da perdere né una loro pastorale da portare avanti o da difendere...

Quanto all'"agiamo", mi chiedo come se non, al momento, continuare a fare quel che facciamo da sempre: informare correttamente, denunciare, sottolineare le verità cattoliche diluite o oltrepassate, nella preghiera e cercando di essere coerenti. E farlo con equilibrio, in modo che chi legge possa cogliere il cuore del messaggio e non l'emotività reattiva che può accompagnarlo...

Se qualcuno individuasse altri strumenti, sarò felice di accogliere i suggerimenti.

Anonimo ha detto...

MIL finalmente si è deciso a dare la notizia, ma fornisce la versione di Tornielli e chiude lo spazio dei commenti!

http://vaticaninsider.lastampa.it/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/lefebvriani-lefebvrians-lefebvrianos-21496

Non vi manca la citazione di Guénois, come "autorevole vaticanista francese" ignorando quanto Le Figaro sia progressista...

Gederson Falcometa ha detto...

"Se qualcuno individuasse altri strumenti, sarò felice di accogliere i suggerimenti."

Io non suggeriscono altri strumenti, ma che nella situazione attuale che cerchiamo punti fissi (sarà possibile?). Sarebbe molto importante se abbiamo avuto accesso a una buona regola commentatori di San Vincenzo de Lerino.

Anonimo ha detto...

Ringrazio della segnalazione.

Noto che il messaggio di Tornielli è confezionato, ad usum Curiae, come dimostrano le solite pennellate e sottolineature ad hoc in questo senso e dunque a senso unico anti-lefebvriano, ricordando lo stile-Guénois...
Vedi conclusione:

"... Nella seconda parte del documento si sottolinea l’importanza dell’unità della Chiesa e dunque la necessità di evitare «l’orgoglio, la collera, l’impazienza». Il «disaccordo su dei punti fondamentali» non deve escludere di dibattere delle questioni controverse con uno «spirito di apertura». Infine, la terza parte della lettera, propone due vie d’uscita per uscire dallo stallo attuale. La prima è il riconoscimento del carisma di monsignor Lefebvre, e dell’opera da lui fondata, che era quello della «formazione di preti» e non quello della «retorica controproducente», né quello di «giudicare e correggere la teologia» o ancora di «correggere pubblicamente gli altri nella Chiesa». La seconda – presente nel documento Donum Veritatis pubblicato nel 1990 a proposito della dissidenza dei teologi progressisti – consiste nel considerare legittime, nella Chiesa cattolica le «divergenze» teologiche, ricordando però che le obiezioni devono essere espresse internamente, non pubblicamente, per «stimolare il magistero» a formulare meglio i suoi insegnamenti. E non devono dunque mai prendere la forma di un «magistero parallelo»."

Anonimo ha detto...

Di quel che io, e penso non essere la sola, non ne posso più, sono gli abusi sempre e ancora tollerati, è l`incoerenza fra parole a atti, è la connivenza dei cosidetti Custodi della dottrina e liturgia con chi le sta devastando.
Come le cose stanno, lo si sa, e ancora non si sa tutto, ma quel che sappiamo basta e avanza!


Il dramma è che nostro strumento degli strumenti, colui che dovrebbe "confermarci" nella fede, lancia messaggi contradditori, da un lato conferma "altri" e fa nomine terribili come le ultime, dall'altro ci offre qualche 'sprazzo' di restaurazione subito soffocato dal peana sul concilio, unica bussola su cui orientarsi. Comportamenti e discorsi, come minimo, destabilizzanti, se non si segue una "rotta" sicura rimanendo attaccati al Magistero perenne, che può comprendere anche i documenti conciliari depurati, però, di tutte le ambiguità o patenti rotture, dimostrate ma non riconosciute... sembra un dialogo tra sordi!

Luisa ha detto...

"La prima è il riconoscimento del carisma di monsignor Lefebvre, e dell’opera da lui fondata, che era quello della «formazione di preti» e non quello della «retorica controproducente», né quello di «giudicare e correggere la teologia» o ancora di «correggere pubblicamente gli altri nella Chiesa»

"consiste nel considerare legittime, nella Chiesa cattolica le «divergenze»teologiche, ricordando però che le obiezioni devono essere espresse internamente, non pubblicamente, per «stimolare il magistero» a formulare meglio i suoi insegnamenti. E non devono dunque mai prendere la forma di un «magistero parallelo»."

La retorica controproducente!?!
E chi la fa quella retorica unilaterale, unidirezionale, martellante, egemonica, dittatoriale, da decenni?
E che cosa ha prodotto nella Chiesa se non scempio e sfacelo?

Quelle divergenze teologiche-obiezioni, nella Chiesa, sono forse state fatte internamente o piuttosto su libri, dalle cattedre, nei seminari, dagli amboni?
Non hanno forse preso la forma di un magistero parallelo, quello sì vero, reale dalle conseguenze catastrofiche?

Marco Marchesini ha detto...

Sinceramente non mi sembra che la proposta di Mons. Di Noia sia da rigettare. Alla fine la Santa Sede deve permettere le critiche al Concilio nella misura in cui lo permette anche la Donum Veritatis (mi fa piacere vederla citata da Mons. Di Noia) e come è stato concesso anche all'Istituto del Buon Pastore.

Certamente la FSSPX o risolverà i propri problemi canonici uscendo dall'attuale limbo, oppure si ricongiungerà a mons. Williamson di cui non condivido le posizioni estreme, però ha una sua strada chiara.

Anonimo ha detto...

Condivisibile riflessione di Marco.

Per quanto riguarda il Buon Pastore sembra attestata e non contestata (se non interverranno elementi nuovi) la resistenza ai cambiamenti statutari richiesti da mons. Pozzo sull'uso "esclusivo" del Rito romano antico.

Marco Marchesini ha detto...

Mons. Pozzo non poteva certo costringere l'Istituto a modificare i propri statuti che erano stati approvati dalla Santa Sede. Sarebbe stato un tentativo subdolo di cambiare le carte in tavola.

Quello che davvero non mi piace sono le polemiche personali che non giovano a nessuno e sono deleterie. Questi istituii devono essere uniti, forti e rispettosi degli accordi con la Santa Sede. Diversamente non vedo come possano andare avanti.

Anonimo ha detto...

Questi istituii devono essere uniti, forti e rispettosi degli accordi con la Santa Sede.

Troppe forti personalità in competizione: molto umano ma poco cristiano.
E' per questo che non abbiamo preso in considerazione l'ultimo articolo di Disputationes Teologicae, che pure ci er stato segnalato, proprio per non entrare in queste sgradevoli situazioni.
Qui torna a proposito il richiamo di Mons. Di Noia, che non riguarda solo la Fraternità, ma tutt'e due le parti, alla umiltà, dolcezza, pazienza, carità... alla necessità di "andare oltre" e puntare al sodo.

Luisa ha detto...

Gederson ha scritto una frase che mi ha colpito, non l`ho mai vista formulata in quel modo e dovrebbe far riflettere.
Che cosa ne pensi, HP, se mi leggi?
Ecco la frase:,

"La cosa è molto più grave di quanto si pensasse, perché la Chiesa è protetta dalla promessa di Cristo a Pietro, non la FSSPX.

viandante ha detto...

Gederson ha ragione su questo punto. Sposa di Cristo é la Chiesa e non la FSSPX. Ma questo lo sa anche la FSSPX.
Quindi facciamo attenzione che la brutta fine che hanno fatto o stanno facendo molti istituti religiosi (es Gesuiti, Francescani ecc.) non é impossibile neanche per la Fraternità.
Invece il non prevalebunt si riferisce alla Chiesa. Questo mi sembra evidente.
È per questo che si deve pregare perché al comando della nave torni un papa integerrimo e capace. Non ha senso cercare scialuppe!
Essere guardinghi sì, accettare al limite di essere esclusi scorrettamente pure, ma non escludendosi da soli.
Sono dei distinguo secondo me fondamentali per rimanere cattolici.
Ciò non significa non vedere che alla guida della nave attualmente vi siano persone che forse dovrebbero essere altrove.
Cosa fare?
Primo: chiedere a colui che tutto può di sedare la tempesta allontanando i nemici della Chiesa.
Secondo: pregare perché il papa (chiunque egli sia) si converta sempre più a Cristo (ne abbiamo bisogno tutti, quindi anche lui) per poi confermare tutti noi nella fede.
Terzo: chiedere la misericordia divina su tutti noi invocando la grazia di vivere cristianamente secondo quanto é nelle nostre capacità e possibilità.
Quindi, ripeto, ha ragione Gerdson: nella Chiesa c'è dell'altro, c'è la sua promessa e c'é la Grazia di Dio. Non guardiamo solo alla zizzania che pure lì attorno trova terreno fertile.

hpoirot ha detto...

"La cosa è molto più grave di quanto si pensasse, perché la Chiesa è protetta dalla promessa di Cristo a Pietro, non la FSSPX."

La frase ha colpito subito anche me cara Luisa, e in senso piuttosto negativo devo dire. La SPX E' nella Chiesa! Non solo ne fa parte ma é anche una parte indispensabile nella misura in cui rappresenza 1965 anni di Tradizione immutabile.

La frase sembra invece suggerire che ci siano due Chiese, quella ufficiale e la SPX. Secondo me la chiesa parallela c'é eccome (lo dice anche la beata Caterina Emmerich) ma la dicotomia non é Vaticano-FSSPX ma piuttosto forze buone (tradizionali) e forze cattive (progressiste).

Le forze tradizionali si concentrano nella SPX ma essa non ha né un tesoro tutto suo (trasmette il tesoro del passato) né l'esclusiva di questo tesoro.

In fine credo che (paradossalmente e contrariamente a cio' che insinua la frase) la "promessa non prevalebunt" si attuerà (almeno per cio" ceh riguarda i nostri tempi) anche GRAZIE alla SPX che é probabilmente il piccolo strumento della Provvidenza per mantenere viva una fiammella della Chiesa di sempre.

giuseppe ha detto...

Si troverebbe in rete il testo integrale della lettera di Mgr Di Noia, ma i link non corrispondono.
http://paparatzinger6blograffaella.blogspot.it/2013/01/lettera-di-mons-di-noia-ai-lefebvriani.html

AGI e Radio Vaticana riferisono peraltro che si è trattato di una iniziativa di Benedetto XVI, mentre altrove si legge una dichiarazione riduttiva del P. Lombardi secondo cui si tratterebbe di una iniziativa "personale" di Mons. Di Noia.

Insomma si ripresenta una certa situazione, dalla quale emerge che il Romano Pontefice considera ammissibile un dissenso teologico su alcuni punti discutibili del Concilio, e auspica solo che le discussioni si svolgano nel dovuto modo, con spirito costruttivo, rispettando l'autorità magisteriale del succesore di San Pietro, come peraltro già accade ad opera di molti nella stessa Chiesa.
Contro questa volontà del Santo Padre permane il contrasto di quanti tendono a fare del Concilio un "super-dogma" da recepire acriticamente in blocco.

A questo punto appare davvero incredibile il tentennamento di coloro che nella SPX non si decidono. Davvero aspettano che tutti li si accolga "a braccia aperte"? Davvero hanno paura, e di che cosa? Davvero non si rendono conto dell'assurdità di questi tentennamenti... se tali sono?

Ghergon ha detto...

Chi mi conosce sa che sono anni che mi batto per la tradizione anche in internet, ben prima di molti tradizionalisti del motu proprio, come l'anonimo che mi da del conciliarista e che pensa di aver capito tutto...Si firmi se vuole dare una parvenza di credibilità alle sue parole.

giuseppe ha detto...

Funziona li link al testo in inglese:

http://ilsismografo.blogspot.it/2013/01/vaticano-full-text-of-advent-letter.html#more

Luisa ha detto...



Oh ma quanto è bravo Padre Lombardi, sempre pronto a spegnere il fuoco e calmare le inquietudini di modernisti, ebrei, e di tutti coloro che non vedono di buon occhio il"rientro" della FSSPX!
La lettera di Di Noia?
Ma è solo una sua iniziativa personale!

Domanda di Senèze del giornale La Croix (altro media grandissimo amico della Fraternità)

"Quel est le statut de ce texte? "
Risposta di Lombardi:

« Il ne s’agit pas d’un document officiel de la Commission Ecclesia Dei, mais d’un appel personnel du vice-président, Mgr Di Noia »

http://www.la-croix.com/Religion/Actualite/Mgr-Di-Noia-tend-la-main-a-la-Fraternite-Saint-Pie-X-_NG_-2013-01-19-901155

http://www.riposte-catholique.fr/riposte-catholique-blog/breves/la-croix-le-p-lombardi-mgr-di-noia-et-la-fsspx#.UPw-LOgWe9b

Luisa ha detto...

Avete notato come questo passaggio della lettera, o del suo resoconto, è censurato da media e vaticanisti vari?

"La FSSPX pensa che ciò non possa escludere, tenuto conto delle questioni dottrinali in gioco, il rigore della confessione della fede. In proporzione, il frazionamento della fede, della catechesi, delle pratiche sacramentali, porta molta acqua al suo mulino. Per contro, è vero, si potrebbe dire che il continuo degrado della situazione della fede cattolica è un invito pressante a lasciare il suo splendido isolamento e a ricongiungersi ai ranghi ufficiali dei soccorritori negli stessi luoghi pieni di rovine.

Linguaggio ecclesialmente scorretto.

Anonimo ha detto...

Non capisco e trovo sconcertanti le affermazioni di Lombardi, che sgancia il Papa dall'iniziativa di Di Noia.

Ma chi rappresenta il monsignore, se il suo compito specifico gli è stato affidato proprio dal Papa?

Luisa ha detto...

Non è la prima volta che Padre Lombardi fa delle dichiarazioni che sembrano riflettere più la sua opinione personale che quella del Papa, mi ricordo ad esempio quando il card. Canizares nel 2009 aveva annunciato la formazione, per volontà del Papa, di una Commissione di studio sulla Liturgia per porre fine agli abusi e ridarle sacralità e dignità, apriti cielo, arriva subito il "pompiere" Padre Lombardi per rassicurare i progressisti che nessuna misura sarebbe imposta dall`alto!
Ci ricordiamo delle sue diverse dichiarazioni durante le discussioni Santa Sede-FSSPX, non lasciavano nessun dubbio sulle sue opinioni, un perfetto portavoce della Commissione e dei suoi sentimenti verso la Fraternità.
Comunque ecco che cosa succede quando persone che non sono amiche della Fraternità decidono di divulgare non una corrispondenza privata ma dei resoconti parziali e faziosi.


Luisa ha detto...

Qui il testo in francese:

http://www.riposte-catholique.fr/summorum-pontificum-blog/documents-summorum/la-lettre-de-mgr-augustine-di-noia-a-mgr-bernard-fellay#.UPxhWegWe9Y

Luisa ha detto...

Ho letto la lettera, non vedo frasi riportate dal blog SP e quelle che sembrano richieste specifiche alla Fraternità sono in realtà paragrafi dell`Istruzione Donum Veritatis sulla vocazione ecclesiale( CDF 1990), rivolte dunque a tutti i teologi, Di Noia insiste molto sulla formazione telogica.

Gederson Falcometa ha detto...

Caro Marco,

La Istruzione Donum Veritatis me sembra pericolosa. Guarda quello che ha detto l'autore di lei (il cardinale Ratzinger) nel Osservatore Romano, 27 giugno 1990, p. 6:

“[l’Istruzione “Donum Veritatis”] afferma - forse per la prima volta con questa chiarezza - che ci sono delle decisioni del magistero che non possono essere un’ultima parola sulla materia in quanto tale, ma sono in un ancoraggio sostanziale nel problema,innanzitutto anche un’espressione di prudenza pastorale, una specie di disposizione provvisoria. Il loro nocciolo resta valido, ma i singoli particolari sui quali hanno influito le circostanze dei tempi, possono aver bisogno di ulteriori rettifiche. Al riguardo si può pensare sia alle dichiarazioni dei Papi del secolo scorso sulla libertà religiosa, come anche alle decisioni antimodernistiche dell’inizio del secolo”. Citato nell'articolo "La « tesi Ocariz » contraddetta anche dalla « tesi Ratzinger »" http://disputationes-theologicae.blogspot.com.br/2012/02/la-tesi-ocariz-contraddetta-anche-dalla.html

Per questo (e altre cose), la proposta di Don Di Noia sembra pericoloso per la FSSPX.

Luisa ha detto...

Ho letto le due versioni,francese e inglese, a parte questa frase:

"C’est avec joie que j’ai appris la satisfaction que vous a donnée notre dernière déclaration en date du 28 octobre"

( È con gioia che ho appreso la soddisfazione che vi ha dato la nostra ultima dichiarazione del 28 ottobre)

che non c`è nella versione inglese, le due versioni corrispondono, ma non c`è traccia della frase riportata da SP quando ha per la prima volta parlato di quella lettera e cioè:

""Per contro, è vero, si potrebbe dire che il continuo degrado della situazione della fede cattolica è un invito pressante a lasciare il suo splendido isolamento e a ricongiungersi ai ranghi ufficiali dei soccorritori negli stessi luoghi pieni di rovine."

C`era ed è stata censurata nelle due versioni?
Possibile, il redattore di SP sa da dove è spuntata quella frase.

La lettera di Mons. Di Noia cita diversi paragrafi della Donum Veritatis che si rivolge a TUTTI I TEOLOGI.
Leggendo quelle parole mi son detta che quel documento è un altro dei tanti documenti della Chiesa restati lettera morta.
Chi in effetti nella Chiesa se non i teologi, nei loro libri, dalle loro cattedre, nei seminari, dagli amboni, nelle conferenze e nei simposi, ha seminato la ribellione, la confusione, creato un magistero parallelo?




Anonimo ha detto...

ci sono delle decisioni del magistero che non possono essere un’ultima parola sulla materia in quanto tale, ma sono in un ancoraggio sostanziale nel problema,innanzitutto anche un’espressione di prudenza pastorale, una specie di disposizione provvisoria. Il loro nocciolo resta valido, ma i singoli particolari sui quali hanno influito le circostanze dei tempi, possono aver bisogno di ulteriori rettifiche. Al riguardo si può pensare sia alle dichiarazioni dei Papi del secolo scorso sulla libertà religiosa, come anche alle decisioni antimodernistiche dell’inizio del secolo

Un po' difficile da digerire, se abbiamo presenti le motivazioni, sostenute da Rhonheimer, addotte nel discorso del 22 dicembre, sul fatto che i primi martiri sono morti per affermare la "libertà religiosa", ma non ne erano consapevoli in ragione del cambiamento semantico di espressioni come "libertà di coscienza"...

Così ho scritto a questo proposito:

"Il problema è anche che questa asserita riforma nella continuità arriva a gabellare la testimonianza dei Martiri per una rivendicazione di libertà – stando alle asserzioni di Rhonheimer che riprende appunto il citato discorso del 2005 – col pretesto che allora non esisteva lo stesso concetto di libertà di coscienza di oggi. «E precisamente in rapporto a questo insegnamento dei papi del XIX secolo che si trova il punto di discontinuità, sebbene si manifesti nello stesso tempo una continuità più profonda ed essenziale, come spiega Benedetto XVI nel suo discorso: “Il Concilio Vaticano II, riconoscendo e facendo suo con il decreto sulla libertà religiosa un principio essenziale dello stato moderno, ha ripreso nuovamente il patrimonio più profondo della Chiesa”.
Questo principio essenziale dello stato moderno e nello stesso tempo la riscoperta di questo patrimonio profondo della Chiesa costituiscono, secondo Benedetto XVI, il chiaro rigetto di una religione di stato: “I martiri della Chiesa primitiva sono morti per la loro fede in quel Dio che si era rivelato in Gesù Cristo, e proprio così sono morti anche per la libertà di coscienza e per la libertà di professione della propria fede”».

Si tratta di un'affermazione sorprendente perché la testimonianza dei martiri non è altro che la confessione della loro Fede in Cristo Signore per la quale hanno dato la vita. Essi seguivano - non rinnegandola - una Persona, non un ideale libertario di cui si può rischiare di fare un assoluto. Di assoluto c’è solo Dio. Ed è Cristo-Dio che i martiri cristiani hanno testimoniato con la vita, non la loro libertà di religione... Inoltre sembra estremamente pericoloso questo rovesciamento di fronte che induce ad interpretare gli eventi del passato con le categorie odierne. Non vorrei fosse un effetto della “tradizione vivente in senso storicistico”, centrata sul presente e le sue contingenze e che non solo oltrepassa il passato senza tener conto dell’eodem sensu eademque sentenzia; ma, addirittura, anziché interpretare il presente alla luce del dogma rivelato, reinterpreta anche il Magistero perenne alla luce di quello transeunte e trasferisce la sua contingenza al Dogma svuotandolo di tutta la sua pregnante e feconda vitalità che è la stessa in tutte le epoche."

Anonimo ha detto...

... se non sbaglio nei primi secoli, nell'Impero Romano esisteva la libertà religiosa, solo che stricto sensu risultava in qualche modo revocata ai cristiani, i quali si rifiutavano di riconoscere la divinità dell'imperatore. Ragione di più per sottolineare la loro fedeltà alla Persona del Signore piuttosto che ad un'ideale astratto.

Anonimo ha detto...

Per questo (e altre cose), la proposta di Don Di Noia sembra pericoloso per la FSSPX.

Forse non è così pericolosa. I termini della questione non mutano, muta l'approccio. Vedremo che valutazione potranno trarne nell'ambito della Fraternità.

A me sembra che le citazioni paoline dei Padri e San Tommaso, appaiono irrilevanti nella misura in cui non prendono in considerazione il rapporto tra la fede e la verità. In mancanza di altre possibili sottolineature, questo elemento non sembrerebbe altro che l'esortazione all'obbedienza servile.

Ma spero di sbagliarmi.

Anonimo ha detto...

Il problema che sta alla base del rischio evidente di un "dialogo tra sordi" è la sfasatura culturale ma innanzitutto cognitiva, tra la teologia tomista della FSSPX e quella modernista della Santa Sede.

E dunque il problema sta nel trovare il modo di colmare il fossato che questa differenza ha prodotto. Se possibilità c'è, va forse individuata tra le pieghe della Lettera di Di Noia...

Anonimo ha detto...

dice domenicano:

Pare che Di Noia voglia partire dalla riconciliazione politica per poi proseguire in quella teologica.

Quando si parla di "riconciliaziione politica", siamo nel mondo dei compromessi, già si è pronti a negoziare sulla Verità, non ci sono paletti precisi, si può cedere su tutto, indefinitamente.
Quindi non si può immaginare come si possa -in seguito- ritornare alle verità teologiche, in-deformabili
per loro natura.
Se uno in una trattativa "cede" per fini politici, già inizia a scivolare su un piano inclinato. La risalita sarà sempre più difficile:
è ciò che accade da mezzo secolo, e nella FSSPX già inizia lo stesso fenomeno da qualche mese (o anno, lo sa meglio chi segue le cose da vicino).

Anonimo ha detto...

correggo, la frase che ho ripreso era di Jacobus:

che Di Noia voglia partire dalla riconciliazione politica per poi proseguire in quella teologica.

Anonimo ha detto...

La lettera così conclude e smentisce clamorosamente Padre Lombardi:

Avendo ricevuto da Pietro l'incarico di essere strumento di riconciliazione della Fraternità sacerdotale, oso far mie le parole dell'apostolo Paolo che ci esorta a « vivere fedelmente la vocazione ricevuta, con ogni umiltà, mansuetudine e pazienza, sopportandovi a vicenda con amore, cercando di conservare l'unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace ».

Luisa ha detto...

Metto, in francese, il link ad un commento postato su Forum Catholique da un blogger di cui leggo e apprezzo sempre i commenti:

http://www.leforumcatholique.org/message.php?num=701615

Luisa ha detto...

E anche questo:

http://www.leforumcatholique.org/message.php?num=701637

Gederson Falcometa ha detto...

Cara Mic,

Le proposte di Don Di Noia sono più pericolosi per il cambiamento di approccio, che sembra inducere esattamente l'obbedienza servile. Ciò che caratterizza la FSSPX è il mantenimento della polemica, se accetta le proposte di Don Di Noia, sembra che metterà entrambi i piedi nell'irenismo. Recentemente il Cardinale Cañizares (approfittando delle circostanze?) attribui alla testimonianza di mons. Fellay una riduzione critica del NOM solo al suo utilizzo fatta da mons. Lefebvre. All'interno di queste proposte, M. Fellay potrebbe pubblicamente smentire il Cardinale Cañizares? Mi sembra che per la parte romana, questo non è auspicabile, poi la strada è aperta a una reinterpretazione di Mons. Lefebvre e della sua opera. Inoltre, le parole del Cardinale Cañizares è un presagio di ciò che doveva venire, in caso di consumazione dell'accordo: le autorità ricorsero ai mezzi di comunicazione contro la FSSPX e lei avrà ancora il diritto pubblico alla legittima difesa o dovrà se riportare solo al magistero (che solo può corrigere gli altri nella Chiesa)?

Gederson Falcometa ha detto...

In ciò che riguarda l'Istruzione Donum Veritatis, vi consiglio di leggere il libro " Natura e compito della teologia: il teologo nella disputa contemporanea“ di Joseph Ratzinger, dove della pagina 111, Joseph Ratzinger (adesso Benedetto XVI) commenta il decreto Lamentabili di San Pio X dove arriva a dire:

“In questa sede per la prima volta venne formulato ufficialmente um assioma da lungo tempo dato per scontato, che esprime tecnicamente um dato fondamentale della fede cristiana. Nella sua formulazione evidenzia um’insufficiente riflessione del rapporto fra rivelazione e storia, precisamente nell’affermazione che la rivelazione, oggetto costitutivo della fede cattolica se conclude con gli apostoli. Fu anche condannato l’asserto che i dogmi non sono verità cadute dal cielo ma solo interpretazione di concretezze religiose che lo spirito umano è riuscito a far proprie con faticosa ricerca. Cerlamente è molto difficile stabilire il senso l’obbligatorietà di questa condanna; è un fatto comunque che per analogie con fatti simili nella storia della Chiesa, le singole condanne del decreto Lamentabili non possono essere sopravalutate”. http://books.google.com.br/books?id=_lOBuAQlEtoC&pg=PA111&lpg=PA111&dq=canone+di+vincenzo+di+Lerino&source=bl&ots=3L0PjjiIUZ&sig=EyvvBVbnPuw1KEzo2Oh7I0SdmN0&hl=pt-PT&sa=X&ei=6538UILeN5OC9gSbzIDADQ&ved=0CHoQ6AEwBw#v=onepage&q=canone%20di%20vincenzo%20di%20Lerino&f=false

Quando si parla che alcune decisioni non possono essere prese come l'ultima parola, sembra che il ruolo del magistero è affrontato più conesso alla scienza che alla divinità, e riduce quindi le sue affermazioni magisteriali poi ai limiti storici della scienza. Dove l’ispirazione del magistero sembra più essere scientifica che divina. Normalmente le contestazione viene applicata al magistero degli ultimi duecento anni, perchè questo è contra il liberalismo e contro il modernismo, ma cosa succede se questa sfida, nella forma in cui è fatta, si applica ad ogni altra decisione magisteriale di altri tempi?

E 'interessante leggere tutto il testo e soprattutto la questione del rapporto tra rivelazione e storia. Ratzinger arriva a parlare in una caratteristica astorica del decreto Lamentabili. Beh, il modo in cui si esprime è interessante per capire molti cose. Le verità della fede sono eterne (il cielo e la terra passeranno, neppure un iota, ma le mie parole), mettere queste verità in relazione alla storia sembra condurre ad una perdita di significato eterno di queste verità. Per fine la questione non è il rapporto tra rivelazione e storia, ma tra l'eternità e temporalità, come il magistero del Concilio ha compreso questo rapporto?

A proposito del concilio se dichiarato comunemente una libertà di discussione molto limitata, ma d'altra parte, per le altre decisioni del Magistero, vi è un ampia libertà di discussione (e riffiuto), in modo che non si può imparare ciò che il magistero attuale ritiene vincolante o che non può essere discusso del magistero precedente.

Per fine, vorrei chiedere a voi:

Nella lettura che voi avete fatto dell'Istruzione Donum Veritatis, hanno guardato quello che poi afferma il Cardinale Ratzinger nel L'osservatore romano?