domenica 28 giugno 2020

Che fare in questo marasma? - Don Elia

Oltretutto, chiedere indicazioni liturgiche ad un Comitato Tecnico Scientifico composto da atei e massoni (peraltro di livello scientifico indefinibile) è normale oltre che indegno per desistenza dalla specifica autorità?

Anche se non mancano di certo i ministri fedeli, seppur non sempre molto visibili, l’impressione più lampante è che la Chiesa rigurgiti di eretici e apostati che abbiano occupato la casa di Dio. È pur vero che la carità, spingendo a cercare tutte le attenuanti possibili, fa supporre che l’errore, in molti casi, sia inconsapevole, dato che perfino dei sacerdoti dimostrano, col tenore delle loro omelie, di ignorare finanche i rudimenti del catechismo. Soprattutto quelli di una certa età, paradossalmente, sembrano aver completamente rimosso ciò che da giovani avevano pur appreso, sostituendolo con un groviglio di idee balorde che determinano poi comportamenti aberranti. Il grado di responsabilità individuale è noto soltanto a Dio, cosa, questa, che ci proibisce di ergerci a giudici delle coscienze usurpando il Suo ruolo; ciò non toglie però che nei fatti sussista eresia, almeno materiale, se non apostasia, benché non dichiarata.

Queste considerazioni non intendono sottovalutare l’esasperazione di molti fedeli, che sento ripetere sempre più spesso: «Non ne posso più!». La raccomandazione che rinnovo è quella di andare in cerca di chiese dove non si odano sciocchezze troppo grosse né si vedano abusi troppo vistosi; il contesto attuale ci obbliga a scegliere con attenzione, anche per non far credere che approviamo ciò che è contrario alla sana dottrina, alla legge morale e alle norme liturgiche. Molti scappano dalle parrocchie e percorrono decine di chilometri per trovare una Messa tradizionale; ma, anche senza arrivare a questo, non è impossibile trovare celebrazioni dignitose a distanze ragionevoli, seppure non proprio sotto casa e tutti i giorni. Dobbiamo prendere atto che viviamo in una situazione del tutto eccezionale, che ci impone gravosi sacrifici, sì, ma nasconde in sé anche grazie speciali. In cielo, se lo avremo meritato, contempleremo le meraviglie che il Signore avrà operato nonostante, anzi proprio grazie a questa prova decisamente inedita.

Com’era facile prevedere, la ripresa del culto pubblico non ha riportato in chiesa folle di gente assetata dei Sacramenti, di cui pur così a lungo si eran dovute privare. Sarà per la paura, ancor viva, indotta dalla propaganda; sarà per l’errata convinzione di poter assolvere al precetto festivo anche con la Messa televisiva; sarà per semplice disaffezione a una pratica religiosa ormai considerata qualcosa di puramente accessorio, dopo che i preti stessi si sono defilati e, ora, trattano chi va in chiesa come un pericoloso untore, scoraggiando anche i più perseveranti… sta di fatto che, in molti luoghi, è il deserto anche di domenica. Le chiese in cui si celebra in rito antico, in compenso, sono quasi prese d’assalto, con un incremento di presenze mai visto. È proprio vero che la Provvidenza scrive sulle righe storte degli uomini, volgendo a vantaggio del bene anche le manovre dei nemici di Dio, che si trovano così a cooperare, loro malgrado, ai Suoi piani di infinita sapienza.

Tali osservazioni sono sicuramente fonte di consolazione, ma non possono tuttavia nascondere il triste dato di un’Italia che, per quanto punteggiata di luoghi sacri che testimoniano una miriade di apparizioni, di miracoli e di santi, è ormai per lo più scristianizzata. Il Signore ha prediletto la nostra terra ricolmandola di favori, scegliendola come sede del Suo Vicario, preservandola dalle peggiori eresie e dai flagelli del protestantesimo… e il nostro popolo Gli ha voltato le spalle per seguire la propria strada. Abbiamo corrisposto all’amore del migliore dei padri come figli viziati e capricciosi, così privilegiati da sentirsi al sicuro qualsiasi cosa facciano. Rimproveri e avvertimenti non hanno sortito alcun effetto se non quello di indurire ulteriormente i cuori, secondo la paradossale missione ricevuta dal profeta Isaia: parlare per provocare l’accecamento. Questo non è certo il fine perseguito direttamente da Dio, ma una conseguenza dell’ostinato rifiuto della verità, che tuttavia deve essere comunque proclamata, così che gli uomini, una volta ricondotti alla ragione dal castigo, si ricordino che il Signore li aveva pur avvertiti e ritornino, pentiti, a Lui (cf. Is 6, 8-13).

Il bambino ama i genitori in maniera involontariamente interessata, dato che non può fare a meno di loro; poi, crescendo, deve imparare ad amarli in modo più gratuito, facendo la propria parte in casa per cooperare al buon andamento della vita familiare. Da adulto, quindi, manifesterà il suo affetto soprattutto prendendosi cura dei genitori anziani o ammalati; questa sua dedizione, quanto più sarà cordiale e spontanea, tanto più rivelerà la volontà di ricambiare il bene ricevuto. Anche nella vita interiore cominciamo ad amare Dio perché abbiamo un bisogno assoluto della Sua grazia e della Sua protezione; a mano a mano che ci avviciniamo alla maturità dello spirito, tuttavia, si fa più viva l’esigenza di corrispondere alla Sua immeritata benevolenza. L’anima, sopraffatta dallo stupore per tanta degnazione verso i peccatori, si infiamma del desiderio di immolarsi per Lui in contraccambio, sebbene si senta ancora – anzi ancor più – radicalmente dipendente dalla grazia.

Se ci domandiamo qual è l’azione più urgente e necessaria in questo triste frangente, la risposta è semplice, anche se non di facile attuazione: l’immolazione continua, perseverante, ardente d’amore per Cristo e per la Chiesa. Non si tratta di ignorare la realtà, sempre più preoccupante, rifugiandosi in atteggiamenti spiritualistici, bensì di reagire in maniera soprannaturale; altrimenti si rischia di lasciarsi dominare dall’astio e dalla rabbia. Le modalità della ripresa del culto pubblico, imposte dal governo e accettate dai vescovi senza colpo ferire, sono indubbiamente offensive nei confronti di Dio e dei credenti; tuttavia, tra la sottomissione supina e la ribellione che inclina al peccato, c’è la possibilità di applicare le norme con intelligenza ed elasticità, senza dannose provocazioni, spesso dettate dall’orgoglio, ma pure senza obbligarsi a un lealismo esagerato che scada nel ridicolo. La nostra fantasia e destrezza italica non manca di risorse in questo senso: tutte le occupazioni straniere che abbiamo sopportato nella storia ci hanno insegnato l’arte di aggirare gli ostacoli, piuttosto che l’imperativo categorico di andare al massacro in nome di un principio.

Neanche in questo caso intendo trascurare un significativo dato che si impone all’attenzione: ai riti cristiani, istituiti dal Signore e fissati dalla tradizione apostolica, si sta sostituendo una ritualità di sapore mondano, composta di gesti determinati da un’autorità estranea. Il sacramentale dell’acqua santa è rimpiazzato da un disinfettante; la bocca di chi invoca e loda il Salvatore è imbavagliata in nome della salvezza materiale; il farmaco dell’immortalità è trattato come un veicolo di germi letali… e, se ciò non bastasse, in molti casi si impedisce ai fedeli di inginocchiarsi davanti a Dio, andando così addirittura oltre le prescrizioni. È lampante che tutto ciò sia assolutamente illegale e privo di ogni forza obbligante per la coscienza; dato però che, in generale, è mancata una resistenza decisa e generalizzata, siamo costretti ad agire con scaltrezza, con tattiche diversificate da terreno a terreno e strategie mutevoli da guerriglia. Anche nella vita spirituale l’attuazione dei princìpi va adattata alle differenti condizioni di ogni persona.

Ci sarà dunque chi si immolerà resistendo apertamente, per l’onore di Dio, ai decreti governativi e ne affronterà le conseguenze legali; ci sarà chi sosterrà una penosa lotta con il parroco per veder rispettati i propri diritti di battezzato; ci sarà poi chi macinerà chilometri per raggiungere luoghi in cui la Messa sia celebrata senza oltraggio al Sacramento né scandalo dei fedeli; ci sarà ancora chi si asterrà dolorosamente dalla comunione perché non avrà trovato altre soluzioni… L’importante è che nessuno si senta forzato ad agire contro la propria coscienza e si lasci violentare in ciò che ha di più caro al mondo, poiché l’immolazione volontaria non può arrivare a questo: in nome del bene si possono sacrificare beni parziali, ma non quelli più alti. Neanche l’astensione dalla comunione deve essere totale, ma occorre approfittare, per farla degnamente, di tutte le possibilità che si presentano: non mettiamo limiti alla Provvidenza!

NOTA LEGALE: chi venisse multato per inosservanza delle norme governative dichiari all’agente che esse, in quanto disposizioni di natura amministrativa, confliggono con leggi di rango superiore: la Costituzione, il Concordato e il testo unico che proibisce di impedire il riconoscimento coprendo il volto. Se l’agente persiste nel voler infliggere la sanzione, il cittadino può esigere che sia messo a verbale che egli lo fa dopo esser stato edotto dell’illegalità del suo atto.

31 commenti:

Un sacerdote ha detto...

Io, scusate la franchezza, ma me ne frego.
La Chiesa ha già le norme per la distribuzione della comunione, e non hanno mai infettato nessuno. Prima viene la dignità del Corpo di Cristo e poi le norme umane, ma solo se non sono in contrasto con il rispetto dovuto al Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Gesù presenti nell'Eucaristia. Già mi disinfetto le mani prima della distribuzione, e questo mi sembra più che sufficiente. Per il resto faccio tutto come al solito, rifiutandomi di usare guanti monouso e di qualsiasi genere e rifiutandomi di porre la particola su dei guanti di qualsiasi genere.

Anonimo ha detto...

Intanto la CEI continua nella "desistenza" e rivolge quesiti alle autorità civili...

https://www.ceinews.it/2020/06/26/celebrazioni-liturgiche-la-risposta-del-ministero-dellinterno-a-due-quesiti-della-cei/

Anonimo ha detto...

Oggi come non mai ognuno è solo.

Anonimo ha detto...

28 giugno 2020: Sant'Ireneo da Lione, vescovo e martire

Pacificatore di nome e di fatto (il nome "Ireneo" in greco vuol dire pacifico e pacificatore), S. Ireneo venne presentato al papa dai cristiani della Gallia con parole di alto elogio: "Zelatore del testamento di Cristo".
A Roma Ireneo fece onore al suo nome, suggerendo moderazione a papa Vittore, consigliandogli rispettosamente di non scomunicare le Chiese dell’Asia che non volevano celebrare la Pasqua nella stessa data delle altre comunità cristiane. È l’ultimo uomo apostolico, in quanto è vissuto nell’ambiente degli apostoli; ha dato inizio alla teologia in quanto uomo della Tradizione e della Scrittura.
Il suo scopo non è scientifico, ma pratico, cioè: difendere la vera dottrina contro gli eretici (gnostici) ed esporre con chiarezza la verità della fede. Dei suoi scritti ci restano intatti i cinque libri dell’Adversus haereses, in cui Ireneo appare non solo il teologo più equilibrato e penetrante dell’Incarnazione redentrice, ma anche uno dei pastori più completi, più apostolici e più cattolici che abbiano servito la Chiesa. Egli fu comunque un vero testimone della fede in un periodo di dura persecuzione; il suo campo d'azione fu molto vasto, se si tiene conto che probabilmente non esisteva nessun altro vescovo nelle Gallie e nelle terre di confine della vicina Germania.
Greco, aveva appreso le lingue "barbare" per poter evangelizzare le popolazioni cèltiche.

P. Francesco ha detto...

Igienizzare le mani prima della distribuzione non va bene. Ha già toccato il Corpo di Cristo dopo la consacrazione. Non è necessario. È sufficiente lavarsi bene le mani prima di iniziare la celebrazione, come d'altra parte si è sempre fatto. E poi la comunione va distribuita solo sulla lingua. Dobbiamo resistere, fino al sangue contro questa profanazione. P. Francesco

Anonimo ha detto...

LE OFFESE REITERATE A NOI CATTOLICI
Nel silenzio colpevole dei vescovi, il "modello cinese" si è esteso alla religione cattolica e lo Stato continua a perpetrare offese inaccettabili al Corpo di Cristo.
Se i vescovi tacciono è però ora che noi laici cominciamo a reagire, con educazione ma con estrema fermezza.
Questa che è ancora agli inizi è una vera e propria persecuzione.
https://www.lanuovabq.it/it/giu-la-mascherina-il-nemico-numero-uno-e-leucarestia

Anonimo ha detto...

"E poi, osare. Se non mi può essere rifiutata la Comunione allorché non sono interdetto, né scomunicato, né vivo in peccato pubblico manifesto, allora posso e devo presentarmi a ricevere l’Eucaristia, con le dovute disposizioni, senza chiedere permessi particolari. Un sacerdote, a sua volta, non la può rifiutare. Se il vescovo gli farà delle reprimende, si rivolga alle Congregazioni competenti, perché un vescovo non può andare contro il Diritto della Chiesa. Dobbiamo in qualche modo scardinare questo sistema che sta rendendo normale un abuso bello e buono, e che le "concessioni" di ieri hanno perfino peggiorato." non "oserò", non mi opporrò a preti che inneggiano pubblicamente e benedicono la teologia della liberazione, il Signore ha detto di offrire l'altra guancia a chi ci schiaffeggia e ha taciuto davanti a Pilato e Caifa, figuriamoci se perdo questa occasione di subire le angherie di una fazione facinorosa che si autoproclama unica e vera Chiesa

Anonimo ha detto...

Sta nel "chi ascolta voi ascolta me" (Lc 10, 13) e non "chi legge le mie parole che saranno riportate ascolta me" la impossibilità del Protestantesimo di costituire la vera Chiesa voluta da Cristo.

LJC et MI ha detto...

Diretta S. Messa N. S. del Sacro Cuore di Gesù Vocogno '20

Per i fedeli che sono impossibilitati a spostarsi per raggiungere la chiesa per la S. Messa ecco la possibilità di seguirla in diretta streaming trasmessa dalla Chiesa di S. Caterina V. M. in Vocogno (VB).

https://www.youtube.com/watch?v=ZSVurYEOBqo&feature=youtu.be

Veni, creator Spiritus
Veni, creátor Spíritus,
mentes tuòrum vísita,
imple supérna grátia,
quæ tu creásti péctora.

Qui díceris Paráclitus,
altíssimi donum Dei,
fons vivus, ignis, cáritas,
et spiritális únctio.

Tu septifòrmis múnere,
dígitus patérnæ déxteræ,
tu rite promíssum Patris,
sermóne ditans gúttura.

Accénde lumen sénsibus,
infúnde amórem córdibus,
infírma nostri córporis
virtúte firmans pérpeti.

Hostem repéllas lóngius
pacémque dones prótinus;
ductóre sic te prævio
vitémus omne nóxium.

Per Te sciámus da Patrem
noscámus atque Fílium,
teque utriúsque Spíritum
credámus omni témpore.

Deo Patri sit glória,
et Fílio, qui a mórtuis
surréxit, ac Paráclito,
in sæculórum sæcula.

Amen.

Grazie infinite a quei pochi che perpetuano lo streaming VO sia per quanto su esposto sia perche' mi consente di integrare quel che non ho ricevuto alla Messa NO : desiderio infinito di piangere per me e per tutti e riempire l'anima mia di Te Sommo ed Unico Bene . Signore , se Vuoi puoi guarirmi . Purificami o Signore e saro' piu' bianco della neve!

Anonimo ha detto...

Papa Francesco “apprezza” il “cammino sinodale” della Chiesa tedesca, ha detto mons. Bätzing, presidente della conferenza episcopale tedesca, dopo l’incontro con il papa di sabato. Ma un vescovo ausiliare dell’arcidiocesi di Colonia a fine maggio aveva annunciato che non avrebbe più partecipato al “Forum sinodale” sulla sessualità che fa parte del “Cammino sinodale” in corso in Germania perché il forum cerca di mettere in dubbio gli insegnamenti fondamentali della Chiesa cattolica sulla morale sessuale riferendosi alla sessualità come “polivalente”. Il Card. Woelki, a sua volta, aveva detto che il Cammino sinodale che si è trasformato in un “Parlamento ecclesiastico protestante”.

Amen ! Amen! Amen! ha detto...

Grazie per il Vostro Amore a NSGC e per la fermezza con cui Lo difendete e difendete la S.Chiesa Cattolica in questa Domenica che chiude il mese dedicato Al S.Cuore di NSGC con la festa dedicata a Colei che ha acconsentito alla Sua nascita come Uomo e continua a permettere la Sua nascita nel cuore degli uomini che accolgono la Sua grazia . NOSTRA SIGNORA DEL SACRO CUORE DI GESU'Vi protegga sempre , Vi benedica e accresca il Vostro zelo cari Sacerdoti rispettivamente delle 7:40 e delle 8:49 .

Anonimo ha detto...


Nelle Messe OV della FSSPX si è continuato come prima, S. Comunione in ginocchio e Sacra Ostia messa sulla lingua, sacerdote a mani nude, sicuramente lavate prima dell'inizio della Messa.
Non risulta, a quanto se ne sa, che finora ci siano stati casi di epidemia tra i fedeli.
Non risulta, ad esser obiettivi, che nemmeno ci siano stati casi tra i fedeli osservanti il NO con il prete che gli dà la Comunione con i guanti e sulle mani, dicono (io non ci vado da tanti anni), a quanto pare vere e proprie calamite di ogni tipo di infezioni, adesso dicono.
Dio è misericordioso e protegge tutti i fedeli che vogliono andare sinceramente a Lui, con il NO o l'OV.
Va comunque notato che il seguire la prassi tradizionale non ha finora comportato alcuna conseguenza negativa per la salute individuale e pubblica.

Anonimo ha detto...

Ma infatti il fine e' quello di dividere e disperdere i fedeli . Alcuni Pastori sono gia' stati resi muti in una Chiesa muta e se ,chi e' ancora in piedi , non continua a pregare , a soffrire e ad offrire per tutto il Corpo Mistico , anche molti altri rami ammutoliranno . C'e' un chiaro disegno volto a far disprezzare il Cuore eucaristico di NSGC .

Anonimo ha detto...

....
Osservando quanto è oggi sotto i nostri occhi trova conferma, poi, un altro punto: per realizzare il piano resta fondamentale mortificare Roma e l’Italia in quanto sedi visibili del cattolicesimo. E per fare ciò occorre inoculare negli italiani valori e ideali artificiali, costruiti altrove e che mai hanno fatto parte veramente del nostro bagaglio ideale. Attenzione dunque a considerare il nostro Paese marginale e poco importante sullo scacchiere geopolitico. Per costruire il Mondo Nuovo, oggi come ieri, occorre una Nuova Italia. E i costruttori (mi verrebbe da dire i muratori) lo sanno bene.

Aldo Maria Valli

Anonimo ha detto...

Vedere in Italia e Roma la sede visibile del cattolicesimo può parer vero a chi non è italiano solamente. E nemmeno. A chi cattolico non è piuttosto, il problema è vedere questa sede dove non esiste da tempo ormai, apertamente dal 2013 in maniera plateale. Quanto a don Elia non ritengo una buona tesi sostenere di disperderci in mille rivoli secondo coscienza: dobbiamo unirci piuttosto ed adottare una strategia unita e comunicante. A meno di favorire il nemico.

Gesù nostra primizia - Omelia di p. Giorgio Maria Faré . ha detto...

Omelia di Padre Giorgio Maria Faré, 28 giugno 2020, Santuario del Carmelo di Monza.
Sito web: http://www.veritatemincaritate.com

https://www.youtube.com/watch?v=Gu3M55WoBi8&feature=youtu.be

Commento al Vangelo della Messa NO di oggi .
In tema all'argomento trattato .
Formidabile !
Tutta da ascoltare .

Anonimo ha detto...

Dire la verità a se stessi e agli altri e chiedere agli altri per favore di dire la verità a fronte delle piccole bugie, mezze verità, omissioni e bugie vigliacche. Se una dozzina si impegnassero sarebbe un miracolo!

Perplesso . ha detto...

Appello a Bassetti: non rompete la comunione
«È triste dirlo, ma è così: Voi state accogliendo un abuso universale all’interno della Chiesa. Perché è la legge della Chiesa che vieta ai sacri Ministri di rifiutare la Comunione a un fedele, per il solo fatto che chieda di riceverla in bocca. Lo Stato non può determinare la modalità con cui la Chiesa amministra i sacramenti. La responsabilità della proibizione della Comunione in bocca, e dunque la formalizzazione de facto di un grave abuso, ricade interamente su voi Vescovi». L'appello della Bussola a Bassetti.
https://lanuovabq.it/it/appello-a-bassetti-non-rompete-la-comunione

Mah , sono ignorante e chiedo lumi : se la CEI non ha potere "universale" su tutti i Vescovi perche' ogni Vescovo(Apostolo)dovrebbe e' governatore e da indirizzo alla propria Diocesi , perche' invocare la clemenza di Bassetti e non , di contro ,inviare la stessa lettera con i riferimenti canonici del caso ad ogni Vescovo responsabile sul territorio italiano ?

https://www.corrispondenzaromana.it/sulla-comunione-eucaristica-in-tempi-di-coronavirus/

Anonimo ha detto...

I sette valori interconnessi che sostengono e fondano lo stile di vita dei monaci: gravitas, disciplina, ascetismo, misticismo, silenzio, testimonianza, cultura letteraria.
................................
«C’è un ruolo per coloro che sono la prova vivente che il modo ordinario, oscuro e laborioso del Vangelo è anche un modo per l’autorealizzazione, il servizio reciproco e la creatività, e che è anche la strada verso la felicità, come le beatitudini suggeriscono».

Michael Casey, ocso, Cosa hanno oggi da offrire i monaci e le monache?

Anonimo ha detto...

https://www.youtube.com/watch?v=DvnrFSA9wdc

LA VERGOGNOSA FINE DEI SOLDI DEL DECRETO LIQUIDITÀ: NESSUNA BANCA LI EROGA REGOLARMENTE - Amodeo

Anonimo ha detto...

DALLE LITANIE DEL SACRO CUORE DI GESU’
“Cor Jesu, spes in Te morientium…”
“Cuore di Gesù, speranza di chi in Te muore…”

Caro pellegrino, in questo giorno considera come i veri devoti del Sacro Cuore di Gesù non potranno mai dannarsi.

Gesù ha donato il Suo Cuore per la salvezza dell’uomo: il Suo Cuore, ovvero tutto se stesso.

Chi, dunque, si affida e riposa nel Suo Cuore, si affida e riposa nel Suo Amore.

Ovviamente si tratta di un “affidarsi” e di un “riposarsi” nella volontà di Dio, cioè facendo ciò che Lui vuole, pensando come Lui pensa, e quindi odiando ed eliminando il peccato.
http://itresentieri.it/mese-sacro-cuore-trentesimo-giorno/

Anonimo ha detto...

"Torniamo a parlare di coronavirus. Con un istruttivo editoriale pubblicato dall’Opinione delle libertà.

***
Riguardo a ciò che io considero come il più rilevante fenomeno di follia collettiva della storia repubblicana, la lotta italiana al Covid-19, vi è da segnalare la precisa presa di posizione in favore di una sostanziale uscita dall’emergenza sanitaria, basata su un studio piuttosto accurato realizzato dal laboratorio di microbiologia dell’Ospedale San Raffaele di Milano, da parte di dieci illustri studiosi indipendenti che hanno controfirmato un documento ufficiale.
Un consesso di medici e ricercatori piuttosto accreditati che di seguito elenchiamo: Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto Mario Negri di Milano; Alberto Zangrillo, direttore del reparto di Rianimazione dell’ospedale San Raffaele di Milano; Matteo Bassetti, infettivologo dell’ospedale San Martino di Genova; Arnaldo Caruso, direttore del reparto di Microbiologia degli Spedali civili di Brescia; Massimo Clementi, direttore del Laboratorio di Microbiologia del San Raffaele e Luciano Gattinoni, direttore della Terapia intensiva del Policlinico di Milano. Quindi ancora Donato Greco, consulente dell’Organizzazione mondiale della sanità; Luca Lorini, direttore dell’Unità di rianimazione dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo; Giorgio Palù, docente di Virologia dell’Università di Padova e infine Roberto Rigoli, direttore del reparto di Microbiologia dell’ospedale di Treviso.
Lo stesso Zangrillo, ospite mercoledì scorso di una puntata estiva de “L’aria che tira”, in onda la mattina su La7, si è reso ancora protagonista di un acceso confronto a distanza con gli esponenti più in vista di quello che potremmo definire come il partito del terrore sanitario. “Non c’è una guerra tra guelfi e ghibellini, noi osserviamo delle cose che sono fortunatamente molto positive ma qualcuno purtroppo appare irritato”, ha esordito il celebre clinico, affondando il colpo alla fine del suo breve intervento in merito alla paventata seconda ondata: “Dire adesso ‘forse non faremo tornare i bambini a scuola, non dobbiamo prendere gli aerei, dobbiamo rimanere a casa’, equivale a dire che dobbiamo morire, chiuderci in casa in attesa che arrivi questa seconda terribile ondata e cercare di morire il meno possibile: non è così! Piantiamola – ha concluso il professore – siamo tutti dalla stessa parte, stiamo facendo scienza, le evidenze ci dicono che domani è bello anche dal punto di vista dell’epidemia”.
Ovviamente il fronte compatto degli scienziati ortodossi che si rifanno al Savonarola ha immediatamente reagito, lanciando anatemi e profezie di sciagure imminenti. Tra questi il virologo di Padova Andrea Crisanti, il quale ha lanciato il suo allarme, immediatamente amplificato dai megafoni del terrore: “Qualcosa non sta funzionando, ancora troppi contagi”. Tutto questo presupponendo un ritorno tragico del virus a partire dal prossimo autunno.

Anonimo ha detto...

...segue
In realtà, il punto di vista di Crisanti, adottato da tempo dallo stesso partito unico del terrore, soprattutto quando l’argomento ricoveri e terapie intensive è franato di fronte all’avanzata inesorabile della realtà, è intellettualmente abbastanza truffaldino, poiché si tende a creare una correlazione automatica tra contagi e malattia, quando tutti i riscontri, che oramai si ripetono da circa due mesi, ci dicono che tale correlazione non esiste. Proprio come evidenziato nel citato documento dei 10 luminari, “evidenze cliniche non equivoche da tempo segnalano una marcata riduzione dei casi di Covid-19 con sintomatologia. Il ricorso all’ospedalizzazione per sintomi ascrivibili all’infezione virale è un fenomeno ormai raro e relativo a pazienti asintomatici o paucisintomatici”.
Tutto questo farebbe ulteriormente propendere nella direzione teorizzata anche da altri studiosi di livello internazionale, come il professor Guido Silvestri, secondo cui sarebbe in atto da tempo un fenomeno positivo di co-adattamento tra virus e ospite umano.
Il che, unito alla migliorata capacità da parte dei medici di affrontare una malattia che oramai conoscono bene, dovrebbe tenerci ragionevolmente al riparo dallo scenario catastrofico che il partito del terrore, sempre capeggiato da quello che sembra il peggior Governo di sempre, ci continua a sventolare davanti agli occhi.
E per tutta questa composita compagine di personaggi in gran parte spuntati dal nulla è rimasto solo il tema assurdo e attualmente inconsistente della positività al tampone come ultimo rifugio. Francamente un po’ poco anche per i milioni di sprovveduti analfabeti funzionali che si ostinano a uscire da soli all’aria aperta con le mascherine, quasi che quest’ultime avessero assunto la funzione della tradizionale zampa di coniglio o del caratteristico cornetto portafortuna".

Claudio Romiti
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Fonte: l’Opinione delle libertà

Da Fb ha detto...

Oclocrazia - o-clo-cra-zì-a (Buona lettura)
Significato Regime in cui le masse prevalgono facendo valere le proprie istanze, mosse da passione viscerale, anche cercando di prevaricare la legge
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Etimologia dal greco okhlokratía ‘potere della folla’, composto di ókhlos ‘folla’ e -kratía ‘potere’.
Davanti a parole di questo genere si deve fare molta attenzione, perché a dispetto del loro valore sono scivolose, e possono voler esercitare un carisma improprio.

Se leggiamo la definizione, ci sembra limpida: l'oclocrazia è un regime in cui le masse prevalgono facendo valere le proprie istanze, mosse da passione viscerale, anche cercando di prevaricare la legge. Ma prima di lanciarci a dire quanto un termine dell'antichità classica sia così calzate per rappresentare questa o quella situazione di oggi, è importante fare qualche considerazione.
Il termine è usato per la prima volta in greco dallo storico greco Polibio, vissuto nel II secolo a.C., negli anni in cui Roma conquistò la Grecia. Nelle sue Storie, fra l'altro, specula sull'anaciclosi, un ciclo di forme di governo che finirebbe per ripetersi in un susseguirsi di degenerazioni e rivoluzioni — la monarchia degenera in tirannide, che è rovesciata dall'aristocrazia, che degenera in oligarchia, che è rovesciata dalla democrazia, che degenera in oclocrazia, su cui si restaura una monarchia. Saremmo quindi davanti a una degenerazione della democrazia.

Beninteso: è una degenerazione della democrazia per come era intesa dai nostri nonni di epoca classica, cioè un governo quasi diretto, in cui il potere è sì nelle mani del popolo, ma di un popolo-minoranza da cui erano escluse le donne, così come gli stranieri e gli schiavi. Quella forma di governo non è la democrazia che intendiamo noi.
E già questo rilievo fa scricchiolare un'attualizzazione semplice dell'oclocrazia.
Inoltre, il recupero di questo concetto in italiano avviene nel Rinascimento; e va considerato che da allora fino a pochi decenni fa il concetto di un possibile 'governo del popolo', oclocratico ma anche democratico, era paventato come temibile e degenere. E oggi?
Mentre monarchia e tirannide, aristocrazia e oligarchia, sono termini dai contorni netti, il termine 'oclocrazia' risulta difficile da mettere a fuoco, e specie da distinguere dalla democrazia. Però le parole dotte e ricercate devono riuscire a dire qualcosa di preciso e importante, devono portare dei significati tagliati come gemme, altrimenti sono fumo negli occhi.
L'oclocrazia, allo stato attuale, vuole avere un significato che però è tutt'altro che limpido, per lo scarto con le cornici e contesti in cui è stata generata, presa in prestito e sviluppata. È una parola che, a confronto delle altre che identificano altre organizzazioni della sfera politica, non è maturata.

Figlia di un susseguirsi di concezioni elitiste, vuole essere qualcosa di diverso dalla democrazia quando sostanzialmente non lo è. Anche nella nostra storia repubblicana è capitato a più riprese che le masse si muovessero per far valere le proprie istanze in maniera appassionata, a volte in maniera luminosa e fraterna, altre in maniera bassa ed egoista, mosse da guide lungimiranti e arruffapopoli — ed è parte del gioco.

Non si può chiamare democrazia quando ci piace come funziona e oclocrazia quando non ci piace come funziona. O meglio, si può, ma non è un uso penetrante — mentre parole così imponenti o si usano in maniera penetrante e netta o puzzano di supponenza.
Anche perché è spesso una copertura: attaccare l'oclocrazia appare sempre doveroso e facile, ed è un modo comodo di non esporsi muovendo una critica alla democrazia

Yes ha detto...

“La prossima epidemia attirerà l’attenzione”: lo dice Bill Gates
https://www.money.it/prossima-epidemia-attirera-attenzione-bill-gates

https://www.youtube.com/watch?v=B4XfNf-D5vk

E' intuibile , adesso si sono fatte solo le prove tecniche ..

Anonimo ha detto...

Si chiama Giuliano Granato lo scalmanato che ieri ha capeggiato i manifestanti a Mondragone che hanno impedito a Salvini di parlare. Potere al Popolo di Napoli. Come mai da Napoli sono andati fino a Mondragone? La domanda che circola in Rete è in effetti la dimostrazione che c’è un’organizzazione rossa, che fa della intolleranza e dei metodi violenti il suo credo. Va in tour appresso ai leader sovranisti e tende loro degli agguati.
Diventa sempre più grave che di impedisca agli altri di parlare...

Regina dell'Amore - Web TV ha detto...

"Avanza il grave pericolo."
Formidabile riflessione di Mirco Agerde Responsabile del
Movimento Regina dell'Amore di Schio
(prima della Pentecoste )
https://www.youtube.com/watch?v=FpOpBSr4IrQ

Anonimo ha detto...

La UE come un tumore insaziabile.
https://www.youtube.com/watch?v=bjju5qBrk5o

Se lo fanno e' perche'gli viene permesso .
No tedesco a elezioni anticipate in Italia ?

Anonimo ha detto...

L'Italia andrebbe rifondata sul rigoroso rispetto della legalità basata sul diritto naturale, sul diritto identitario, sul prevalere del diritto privato sul diritto pubblico, del diritto civile sul diritto commerciale, del federalismo, della sussidiarietà, dei corpi intermedi, delle piccole comunità locali. Tra i principali ostacoli al progetto il popolo bue, tra i principali oppositori la ex chiesa ex cattolica.

Anonimo ha detto...

Ma quali discussioni d'Egitto? La risposta del sacerdote non si è fatta attendere ed è stata una doccia gelata: «Considerando che la modalità di ricevere la comunione è per la vostra sensibilità eucaristica più vincolante del comunicarsi in se stesso, tanto da portarvi a non obbedire al comando del Signore: “Prendete … mangiate”, il Vescovo mi autorizza a informarvi che la Messa nella forma straordinaria è sospesa fino al momento in cui i Vescovi italiani e le disposizioni governative consentiranno di tornare alla “normalità” celebrativa senza mettere a rischio la salute dei fedeli».

https://lanuovabq.it/it/messa-proibita-a-chi-chiede-la-comunione-in-bocca

Vuoi onorare il Tuo Dio come previsto dalla CC ?
Ti tolgo la Messa xche' devi fare come dico io!

Anonimo ha detto...

Il grillino Manlio di Stefano, sottosegretario non so a che cosa, ieri si è chiesto: come mai ai comizi di Di Maio non succedono le contestazioni che si vedono ogni volta che esce Salvini?
La risposta è banale come il personaggio che se l'è posta.... perché i giovani di destra sono tolleranti e rispettosi delle idee altrui, sono democratici nei fatti non solo a parole. Perché i giovani di destra non sono teleguidati e sguinzagliati, a pagamento, per andare a disturbare manifestazioni altrui.
Perché i giovani di destra non sono teppisti nel DNA