Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

giovedì 20 gennaio 2022

L'erosione della coesione sociale ha raggiunto livelli di ingovernabilità che rivelano la crisi ontologica del sistema

L'erosione della coesione sociale preoccupa le stesse élite che ne sono responsabili e comincia a rivelare tutte le problematiche generate dalle dinamiche non tutte gestibili della complessità insieme ai rischi connessi con l'eterogeneità dei fini. L'analisi ripresa di seguito è essenziale, ma apre molti usci di comprensione e approfondimento. Siamo consapevoli che la crisi epocale che ne risulta è originata dalla scristianizzazione dell'intero Occidente e dunque anche che ogni soluzione non è efficace se continua ad espungere il Soprannaturale, che gli analisti laici che vanno per la maggiore continuano a non mettere in campo. 

L'erosione della coesione sociale ora
preoccupa le stesse élite che ne sono responsabili

Il dodicesimo rapporto del World Economic Forum di Davos pone come problema principale, secondo il sentimento degli intervistati nella ricerca, lo smembramento delle società messe sotto la trazione di forze disaggreganti. È la prima volta da quando viene fatto, che le principali problematiche lette come più rischiose, sono relative al campo sociale che assieme ad “ambiente”, “geopolitica”, “economia” e “tecnologia” formano il pentagono di argomenti di solito monitorati. Il rapporto consiste di interviste fatte a circa mille tra CEO, studiosi, politici, ONG ed organizzazioni internazionali e di tutti questi, i più sensibili al problema posto in primo piano, sono proprio coloro che provengono dal mondo del business. Tale problema si declina principalmente in tre elementi: 
  1. erosione della coesione sociale; 
  2. deterioramento della salute mentale; 
  3. vere e proprie crisi di sussistenza, dovuti ad un insieme di trazioni date dalla pandemia, da come viene affrontata, dagli effetti che produce su un corpo sociale già debilitato da anni di dominio ideologico e pratico estremista. 
Al trittico iniziale segue la disillusione giovanile, il fallimento delle infrastrutture pubbliche, il collasso della sicurezza sociale e così via. 

mercoledì 19 gennaio 2022

Minneapolis e Providence: una lezione di accoglienza verso i fedeli tradizionalisti

Un edificante resoconto delle Cresime a Minneapolis, dove l'arcivescovo ha accolto con premura i fedeli legati alla liturgia tradizionale, manifestando una pastorale accogliente non solo a parole che vorremmo vedere anche a Roma e in tutte le diocesi dell'orbe cattolico. 
Oggi possiamo registrare anche la posizione analoga del vescovo di Providence, mons. Thomas Tobin, ripresa da un suo tweet (immagine a lato). Anche lui promuove l'"unità cattolica"; ma si dà il caso sia  tra i vescovi inclusivi: non disdegna neppure gli islamici [qui]... Qui l'indice dei precedenti articoli su Traditionis custodes e sui Responsa.

Un approccio pastorale alla Messa tradizionale
"Se venerdì farà 45 cm di neve ci saranno ancora le Cresime sabato?", mi ha chiesto mia madre al telefono, mentre considerava di riprogrammare il suo volo da St. Louis a Minneapolis-St. Paul per arrivare prima della tempesta invernale.
"Sì", le ho detto, "avranno tutto il tempo per liberare le strade prima di allora e il tempo non li fermerà adesso". La Cresima di mia figlia era in forse dal 16 luglio 2021, quando Papa Francesco ha promulgato Traditiones Custodes, limitando la liturgia secondo il Messale del 1962. E non sapevamo ancora che, se le Cresime in Forma Straordinaria fossero state programmate anche solo una settimana dopo, sarebbero state proibite in base ai responsa ad dubia appena pubblicati, che esplicitano Traditiones Custodes.

don Philippe Laguérie. La Messa: una battaglia vinta

Nella nostra traduzione da Présent una interessante intervista di Anne Le Pape a don Philippe Laguérie. Risposte puntute e convinte e l'affermazione del fatto che la "battaglia" della Messa cattolica è stata vinta definitivamente e irreversibilmente da Mons. Lefebvre negli anni 80. Qui l'indice degli articoli su Traditionis custodes e Responsa.

Chi non conosce padre Philippe Laguérie? Ordinato sacerdote dall'arcivescovo Lefebvre, è stato nominato parroco di Saint-Nicolas-du-Chardonnet nel 1984 ed è rimasto a capo della parrocchia parigina fino al 1998. Nel 2004 ha lasciato la Fraternità San Pio X e nel 2006 è stato uno dei co-fondatori dell'Istituto del Buon Pastore (IBP), di cui rimane superiore fino al 2019, con due mandati. 
— Monsignore, avrebbe mai immaginato di rivivere un giorno un periodo di caccia alle streghe (se mi è lecito dirlo) nei confronti del rito tradizionale?
- Sì e no ! Se consideriamo le cause profonde della rivoluzione liturgica degli anni Sessanta, l'infestazione modernista del brigantaggio del Vaticano II (ben più minaccioso di quello di Efeso!), le stesse cause producono gli stessi effetti: sì! Nonostante il tentativo, oggi possiamo dire fallito, sotto Benedetto XVI, di restituire alla liturgia bimillenaria della Chiesa le sue credenziali di nobiltà, i funzionari ecclesiastici sono rimasti e permangono fondamentalmente rivoluzionari. "Un albero cattivo non può dare frutti buoni..." Ma vista la violenza degli ultimi due documenti romani (Traditionis custodes e le risposte ai dubia). Sappiamo anche dai suoi viaggi che la sua ortodossia è inversamente proporzionale al quadrato della sua altitudine! Sì: costernazione. Eccoci tornati agli anni '70, alle sospensioni a divinis, al “seminario selvaggio”, alle “scomuniche”. Odore di polvere.

Presa di posizione sulla Traditionis custodes: La pena capitale spirituale dei fedeli cattolici

Nella nostra traduzione da Catholic World Report ulteriori ottime puntualizzazioni sulla sorte della Messa dei secoli in ragione delle nuove direttive vaticane. Sull'uso della definizione Forma Straordinaria, coniata da Benedetto XVI per il Rito antiquior, vedi qui approfondimenti. Qui l'indice dei precedenti sulla Traditionis Custodes e sui Responsa.

L'analisi morale del rigetto delle direttive vaticane che annullano la celebrazione dilagante della Forma Straordinaria della Messa è degna di un acceso dibattito, giudizio e ripetuti appelli di chiarimento.
La direttiva vaticana volta ad eliminare efficacemente la celebrazione dilagante della Forma Straordinaria della Messa in latino richiede la collaborazione di vescovi e sacerdoti (Motu Proprio Traditionis Custodes di Papa Francesco e “Risposte ai dubbi” della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina della sacramenti). L'azione vaticana è l'equivalente della pena capitale spirituale. Non solo emargina volontariamente i fedeli cattolici devoti alla Forma Straordinaria (FS), ma pone anche un cuneo tra la celebrazione della Messa e segmenti della Sacra Tradizione, eliminando la complementarità della Forma Ordinaria e della Forma Straordinaria.

martedì 18 gennaio 2022

Italia prega - Preghiera pubblica del Rosario per l'Italia

La preghiera, specialmente quella del Santo Rosario, è l’arma prediletta dalla Beata Vergine Maria per combattere contro i mali temporali e spirituali di ogni epoca della Chiesa: non perdiamo coraggio ed affidiamoci alla sua materna protezione per uscire dalla crisi presente.
Rammentiamo l'invito assolutamente attuale di Pio XII [qui]: «non con la forza, non con le armi, non con la umana potenza, ma con l’aiuto divino ottenuto per mezzo di questa preghiera, forte come Davide con la sua fionda, la Chiesa potrà affrontare impavida il nemico», mai così scatenato su tutti i fronti come oggi.
Segnaliamo dunque questa iniziativa di preghiera da diffondere in tutta Italia, sorta su impulso di alcuni laici desiderosi di invocare il Signore per ottenere aiuto e protezione soprannaturale in questa spaventosa crisi sociale e politica che devasta il nostro Paese da ormai due anni:
Gli amministratori dell’iniziativa “Italia prega” non organizzano per voi il Rosario pubblico nel vostro paese.
Aggregatevi ad un focolaio di preghiera vicino a voi, oppure siate voi la scintilla che accende il focolaio di preghiera nel vostro paese.
Informazioni e aggiornamenti sul canale Telegram: https://t.me/italiaprega
Perché:
Per affidare l’Italia alla Beata Vergine affinché assista tutti gli Italiani in difficoltà a causa di questa crisi che sta attraversando il nostro Paese, tra le più gravi della sua storia
Quando:
Ogni mercoledì alle ore 19:00
Dove:
In un luogo pubblico. Vogliamo pregare in ogni città, paesino e quartiere d‘Italia
Chi:
Chiunque abbia a cuore il futuro del nostro paese e le sofferenze dei connazionali in difficoltà. Diffondete l’iniziativa ed invitate parenti, amici, conoscenti … 
Come:
In piedi, in ginocchio o camminando. Anche cantando (canti religiosi). Assai benvenuti sacerdoti ed i religiosi anche con un fervorino, purché rispettosi dei discernimenti di tutti. Senza microfoni, per favore
Durata:
Finché l‘attuale crisi nella Società non si sia risolta in modo pacifico, e torni a regnare pace e libertà
Info:
Invitiamo CHIUNQUE ad accendere un focolaio di preghiera in un luogo pubblico.
Fatelo senza attendere altri, perché troveremo sempre delle scuse per rimandare, se non facciamo noi il primo passo... 
 https://fsspx.it/it/news-events/news/italia-prega-71060

Rinneghiamo il dio Stato - Don Elia

Vedi indice articoli sulla Chiesa in tempo di pandemia. Qui indice articoli sulla realtà distopica.
Il pensiero liberale, con il pretesto di restituire ai popoli una presunta sovranità, li ha resi schiavi di Stati che, in nome di una pretesa assoluta, sciolta da qualsiasi fondamento o legittimazione superiore, funzionano come moderni Moloch che non solo ne divorano i figli, ma son pure giunti a sterminare i propri stessi cittadini con armi biologiche dagli effetti devastanti. Le democrazie rappresentative si giustificano come espressione di una fantomatica volontà popolare che esiste soltanto come concetto astratto. Dal punto di vista speculativo, in realtà, ogni popolo è un insieme di individui dotati ognuno di una volontà libera, che di fatto è quasi sempre in conflitto con quella di altri; dal punto di vista pratico, data l’impossibilità di ottenere un consenso generalizzato su qualcosa, ci si deve per forza di cose accontentare del parere espresso da una maggioranza relativa, che non è necessariamente buono né giovevole a tutti. Esso, oltretutto, può esser facilmente orientato, mediante le tecniche di manipolazione collettiva e di persuasione occulta, verso obiettivi prestabiliti.

Il silenzio dei "buoni"

Nella nostra traduzione da Infovaticana, una panoramica delle gravi derive che rappresentano l'attuale crisi nella Chiesa culminate in questo pontificato con la sconcertata constatazione del generale silenzio di chi dovrebbe denunciarle. Falsa obbedienza, errore dell'infallibilismo, errato modo di intendere la natura del Vaticano II, concilio che ha voluto essere solo pastorale senza proclamare dogmi né infliggere o ribadire condanne solenni. Qui l'indice ad alcuni precedenti.

Parte della responsabilità della crisi che devasta la Chiesa e, soprattutto, la gerarchia - chi non vuole vederla, vive in un altro mondo - può essere imputata al silenzio dei 'buoni'; di coloro che, essendo ortodossi, fedeli aderenti al Magistero e alla Tradizione della Chiesa, tacciono e non agiscono per una falsa, a mio avviso, comprensione dell'obbedienza e della fedeltà.

"Ogni epoca viene salvata da una esigua manciata di uomini che hanno il coraggio di essere fuori moda", ha scritto il brillante Chesterton. Il pugno di uomini esiste, su questo non c'è dubbio, ma il problema è che sembrano riluttanti ad agire con coraggio: questo è il dramma.

lunedì 17 gennaio 2022

Jihad sessuale: a Milano non è stato "solo" uno stupro

Per giorni e giorni articoli e trasmissioni TV per dare addosso a un toscano che ha palpeggiato una giornalista in diretta tv, che ha ricevuto vagonate di solidarietà da politici e opinionisti di regime. Qui invece si tratta di qualcosa di ancora più grave, qualcosa che ha a che fare con la “religione di pace” dei nostri nuovi colonizzatori. E da parte di media e politici renitenza e minimizzazioni a non finire.
A Milano, in piazza Duomo, nella notte di San Silvestro, nove ragazze hanno subito violenze sessuali di gruppo ad opera di branchi di ragazzi immigrati, prevalentemente nordafricani. Sono le stesse scene viste anche a Colonia. Come i femminicidi o i tanti stupri italiani? No, secondo Souad Sbai, sono violenze diverse, organizzate e con una precisa regia.
A Milano, in piazza Duomo, nella notte di San Silvestro, nove ragazze hanno subito violenze sessuali di gruppo ad opera di branchi di ragazzi immigrati, prevalentemente nordafricani. Sono le stesse scene viste anche a Colonia, nel capodanno del 2015 e prima ancora in piazza Tahrir, al Cairo, durante la rivoluzione contro Moubarak, dove vittima è stata una giornalista della Cbs. Esattamente come a Colonia, la realtà è emersa molto lentamente, un pezzo alla volta. Prima di tutto perché le vittime hanno dovuto trovare il coraggio di denunciare. Poi perché, come sempre quando la vicenda riguarda immigrati (anche di seconda generazione) la stampa reagisce con una certa reticenza, sempre nel timore dell’accusa di razzismo.

Esattamente come a Colonia, nessuno nega l’esistenza dei fatti, ma l’atteggiamento prevalente è quello di relativizzarli. Un “tutto il mondo è Paese” in cui si sottolinea che anche gli italiani stuprano, anzi sono peggiori. Che i fatti di Piazza Duomo sono gravissimi, ma i femminicidi sono molto più frequenti. Le femministe sono convinte che la colpa, a prescindere dalla cultura, sia il “maschio” e la sua tendenza alla prevaricazione sul corpo della donna. In alcuni casi viene addirittura equiparata la violenza di gruppo a Milano con la pacca incassata in diretta da una cronista sportiva ad opera di un tifoso della Fiorentina. Ma sono paragonabili le due tipologie di crimine?

“Bergoglio si è incontrato due volte, sotto silenzio, con il CEO di Pfizer”

Edward Pentin, sul National Register ha rivelato, da fonti vaticane, che l’anno scorso papa Francesco ha tenuto incontri privati riservati con l’amministratore delegato di Pfizer, mentre sorgono domande sull’efficacia dei vaccini nel prevenire la trasmissione, obbligatori anche per tutto il personale e i visitatori del Vaticano. Qui l'indice degli articoli sul clericalismo politicante di Bergoglio

Abbiamo appreso che l’anno scorso papa Francesco ha tenuto incontri privati segreti con l’amministratore delegato di Pfizer, mentre sorgono domande sull’efficacia dei vaccini, che ora sono obbligatori per tutto il personale e i visitatori del Vaticano.

Secondo fonti vaticane, sono stati due gli incontri privati del papa, in Vaticano, con Albert Bourla, ma non se ne conoscono i dettagli.

A differenza della maggior parte delle udienze private pontificie, questi incontri non sono stati annunciati dalla Sala Stampa della Santa Sede, che non ha nemmeno risposto alle ripetute richieste di conferma. Un portavoce della Pfizer ha dichiarato: “Non possiamo né confermare né smentire poiché, secondo la nostra politica, i movimenti dei nostri dirigenti sono considerati riservati”.

Cardinale Joseph Zen. Il modello cinese nelle relazioni tra Stato e religioni

In occasione del 90mo compleanno del Cardinale Joseph Zen, arcivescovo emerito di Hong Kong, in suo onore e come atto di riconoscenza nei suoi confronti, d'intesa con l'Osservatorio Cardinale Van Thuân, pubblichiamo per intero il suo intervento scritto per il 12mo Rapporto sulla Dottrina sociale della Chiesa nel mondo dal titolo “Il Modello cinese: capital-socialismo del controllo sociale” (Cantagalli, Siena 2021). 
Per acquistare il Rapporto (16 euro) scrivere a abbonamenti_acquisti@vanthuanobservatory.org.
Qui l'indice ai precedenti sulla questione sino/vaticana.

Cardinale Joseph Zen
Il modello cinese nelle relazioni tra Stato e religioni

Ci sono due documenti dalle Autorità Centrali del Partito Comunista Cinese che possono aiutare a capire la presente politica religiosa del governo cinese: Il Documento 19 del 1982 ed il Documento 9 del 2013. Per gli amici della Cina che non hanno la possibilità di esaminare questi documenti cerco di prendervi spunto e indicare sommariamente il costante ed il presente della politica religiosa in Cina.

Il Documento 19 del 1982
Il Documento 19 del 1982 si presenta come “La visione basilare della questione religiosa durante il periodo socialista del nostro Paese”. La religione ha la sua origine dal senso di paura e di impotenza della gente primitiva davanti a terrificanti fenomeni della natura. Quando poi la società si evolve e la classe dominante opprime l’impotente proletariato, la religione è l’oppio di cui quella si serve per tenerlo soggetto. Con l’avvento della società socialista la religione dovrebbe sparire, essendo eliminata la causa della sua esistenza. Ma la costruzione di una civiltà socialista non si realizza in un giorno, incontra tanti ostacoli: persistente superstizione popolare, disastri naturali, errori umani e situazione internazionale. La religione sparirà naturalmente con il progresso del socialismo e del comunismo. Però, pensare di eliminarla con decreti amministrativi o altri mezzi coercitivi non è la visione basilare del marxismo. Ci sono stati lunghi anni di controllo della società da parte dei signori feudali, della classe capitalista, delle forze coloniali ed imperialistiche a loro volta controllate dalla Chiesa cattolica e da quelle protestanti. Dopo il ‘49 c’è stato un grande cambiamento e una grande riforma, le contraddizioni della questione religiosa sono ormai primariamente contraddizioni tra il popolo. Ma la questione religiosa continuerà ad essere un fatto di massa, sovente collegata con la questione etnica e con fattori internazionali. Non possiamo ignorare la complessità del problema. Dobbiamo tenere presenti tutti gli obiettivi da raggiungere: stabilità e unità etnica della nazione; allacciare buone relazioni internazionali e, nello stesso tempo, resistere ad infiltrazioni di forze ostili estere, costruire la civiltà socialista con i suoi valori materiali e spirituali. Lenin ci esorta a “stare pronti”, pensare le cose seriamente; spaventarsi davanti alla complessità della questione oppure ignorare la complessità ed andare avanti alla buona sarebbe egualmente sbagliato.