venerdì 1 aprile 2011

"Il Concilio Vaticano II" una storia mai scritta, Roberto de Mattei e padre Giovanni Cavalcoli a confronto a Bologna

A Bologna, lo scorso 26 marzo, su iniziativa delle associazioni Impegno Civico Vera Lux e della Fondazione Lepanto, è stato presentato il Libro di Roberto de Mattei: "Il concilio Vaticano II. Una storia mai scritta". Con: padre Giovanni Cavalcoli o.p., prof. Andrea Padovani e l'autore. Modera il dott. Lorenzo Bertocchi.

L'occasione è stata importante perché autorevoli esponenti del dibattito in corso sulla natura del Concilio e sulla sua incidenza in ordine alla crisi epocale che investe la Chiesa hanno potuto confrontare le loro posizioni, emblematiche dello status questionis.

Sono intanto in grado di presentare il video dell'intervento del Prof. De Mattei, che non tardo a mettere a disposizione, ripromettendomi di trarne, a breve, riflessioni e commenti che, nel frattempo, mi attendo anche da chi sosta qui. Spero inoltre di disporre, quanto prima, del resto del dibattito.



Una conferenza che unisce non solo coloro che parlano, ma anche chi ascolta in un unico atto di amore verso la Chiesa.

9 commenti:

blues ha detto...

Grazie, mic.
E' un'analisi incredibilmente lucida ed equilibrata, compresa quella politica dei primi minuti.

Anonimo ha detto...

sì, blues,
anch'io ho molto apprezzato l'ampiezza di orizzonti, l'uso di metafore illuminanti oltre che appropriate e la grande chiarezza e proprietà d'espressione, senza arzigogoli, con l'excursus su fatti incontrovertibili e considerazioni e citazioni più che appropriate

blues ha detto...

Se trovo il tempo lo trascrivo.

jonathan ha detto...

Tanto bello e lucido questo intervento del prof. De Mattei quanto ancor più difficile orientarsi per i non addetti ai lavori. Ma la pulizia della sua analisi è il migliore contributo al dibattito. Dovrò decidermi a leggere il suo lavoro sul concilio.

Anonimo ha detto...

Cara Jo,
il libro è un ottimo punto di partenza per conoscere i fatti e le dinamiche di pensiero preesistenti al concilio, in esso e dopo di esso operanti e influenti.

il testo di De Mattei, storico, ma pensato e scritto con la passione di un credente, si pone autorevolmente accanto ad altre due pietre miliari: l'opera filosofica di Romano Amerio (Iota Unum e Stat Veritas) e i testi teologici di Brunero Gherardini, ormai ben quattro recentissimi e di grande chiarezza e spessore, tutti recensiti su questo blog.

Anonimo ha detto...

.. aggiungo che qualche stralcio dei testi di Amerio è presente in precedenti articoli, mentre alcuni testi di Gherardini, oltre che in alcuni articoli, sono inseriti sul blog, nella colonna in alto a sinistra, tra i testi di consultazione messi a disposizione

Anonimo ha detto...

vorrei conoscere da Mic che ne pensa di un'altra delle voci che si fanno sentire oggi nella Chiesa e nella cultura: quella di Introvigne, proveniente insieme a de Mattei da esperienze per lungo tempo coincidenti ed ora su fronti e posizioni, si direbbe, contrapposti.
Si riconosce in de Mattei una posizione neocon anti-islamica, che non risparmia critiche, motivate e condivisibili, ad una certa Gerarchia curiale. Introvigne, invece, sembra essersi schierato tra i conservatori con affermazioni molto convergenti con le recenti esternazioni di Benedetto XVI nei suoi scritti che hanno generato tanto scalpore in chi non è indifferente alle parole del Papa.

Anonimo ha detto...

Devo dire che questa domanda mi soprende e che non sono molto ferrata sugli scritti di Introvigne, per il fatto che non mi ci soffermo più di tanto, non avvertendo quella congenialità che coincide con il mio 'sentire', formato da una ricerca inesausta e senza preclusioni preconcette, ma sempre poi ri-convergente alle Fonti originarie della Tradizione e molto attenta alle 'contaminazioni' più o meno subdole che il linguaggio conciliare ha introdotto anche nelle questioni di Fede.

La posizione politica di de Mattei emerge netta dal suo percorso ma, a prescindere da essa, il suo pensiero chiaro, limpido e cattolico non si astiene dal 'prendere parte' tra i difensori della verità così oscurata di questi tempi, con approfondimenti ed affermazioni impegnative, anche se ciò significa andare contro corrente e di certo non 'paga' in termini di successo nel senso comunemente inteso, ma penso abbia i suoi ritorni nell'interesse e nella fecondità che suscita in una corrente di pensiero che cerchi di liberarsi per quanto possibile da gabbie ideologiche.

Lei definisce Introvigne 'conservatore'. Io non dò a questo termine una connotazione negativa, perché per me 'conservare', non coincide con fissismo né con sclerosi preconcetta, ma con custodire, essere fedeli ad una Rivelazione -che ci rimanda a Qualcuno- che ci è stata trasmessa, abbiamo accolto e dobbiamo a nostra volta trasmettere. Tuttavia, quanto a Introvigne, a giudicare dai suoi ultimi scritti, lo vedo più come un "conservatore del Concilio" che della Tradizione perenne. Potrei anche sbagliarmi e dovrei documentarmi meglio; ma le recenti posizioni, da lui prese nei confronti degli scritti di Benedetto XVI che lei sottolinea nonché di certi aspetti della Tradizione, mi hanno dato questa impressione. Per il resto non ho altri elementi di giudizio a supporto di questa che è, al momento, solo un'impressione.

Anonimo ha detto...

... aggiungo che non sono neppure ferrata sui contesti remoti dei due pensatori richiamati da Anonimo.