Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

giovedì 22 gennaio 2026

Se la forma è anche sostanza...

Papa Leone XIV tornerà a celebrare la Messa in Coena Domini col rito della lavanda dei piedi, la sera di Giovedì Santo, nella Cattedrale di Roma, ovvero la basilica di San Giovanni in Laterano. La celebrazione si terrà alle 17:30 del 2 aprile, mentre la mattina dello stesso giorno celebrerà, nella basilica di San Pietro, la messa del Crisma.
Lo si apprende dagli appuntamenti pubblicati sul sito della Prefettura della Casa Pontificia. Si torna così alla tradizione interrotta da Papa Francesco che fin dal primo anno di pontificato aveva scelto, per questa celebrazione, luoghi come le carceri o i centri di accoglienza per migranti.

I pretacci, i carismatici, i neocatecumenali, e quel Ratzinger che pur rendendosi conto...

Contraddizioni che vengono da lontano [qui - quiqui].
[Ratzinger, allora Prefetto della Dottrina per la Fede] definì «drammaticamente urgente un rinnovamento della coscienza liturgica, una riconciliazione liturgica», che riannodasse «la comunione nella Fede, l'unità universale della Chiesa e della sua storia», ed aiutasse a penetrar più profondamente nel «mistero di Cristo vivente». A fronte di tali premesse, non fa meraviglia né il suo parlare di «comparse quasi teatrali», né il suo accorato lamento perché l'essenziale della preghiera liturgica era stato «degradato in un generico agire [...] misconosciuto il vero teodramma della liturgia [...] ridotto a parodia».

Paolo Pasqualucci. Disputa con il prof. Roberto de Mattei sul “mito asburgico”

Gli approfondimenti del prof. Pasqualucci sul mito asburgico non sono nuovi per noi. Vedi precedenti qui - qui. Abbiamo ora l'opportunità di cogliere altri aspetti interessanti dalla disputa col prof. De Mattei ripresa di seguito, al solito molto equilibrata e ben documentata. In sintesi, secondo Pasqualucci, un conto è la giusta rivalutazione storica (contro i pregiudizi anticattolici e gli odi politici di un tempo) dei non pochi meriti della plurisecolare monarchia danubiana; altro conto lasciarsi andare a sopravvalutazioni ed esaltazioni che tendono a sfociare nel mito, con il risultato di proporre modelli del tutto irripetibili ed illusori per la rinascita di uno Stato autenticamente cristiano in Italia.

Disputa con il prof. Roberto de Mattei sul “mito asburgico” -- 1

Sul blog del prof. Roberto de Mattei, “Corrispondenza romana”, il 15 dicembre 2025, è apparso un articolo del giornalista e saggista Antonio Socci, intitolato “Cosa Sarajevo ci insegna sull’Ucraina”, ripreso dal sito ‘Libero quotidiano’. Prendendo spunto da una frase di Trump “detta alla Ue, all’Ucraina e alla Russia – Basta con questi giochetti: vi ritroverete nella terza guerra mondiale. Non vogliamo che succeda”, Socci fa un parallelo con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale provocato dall’uccisione a Sarajevo, in Bosnia, il 28 giugno 1914, dell’Arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono austriaco, e della moglie, entrambi in visita ufficiale, esecutori terroristi serbi irredentisti legati ad elementi estremisti dei servizi segreti di Belgrado. Il conflitto russo-ucraino da intendersi, quindi, come possibile detonatore di un conflitto europeo su larga scala e addirittura mondiale? La situazione odierna è alquanto diversa rispetto al 1914 ma il pericolo c’è, naturalmente; ne siamo tutti consapevoli e speriamo tutti che si possa arrivare finalmente ad una pace dignitosa e duratura.

mercoledì 21 gennaio 2026

Israele, patriarchi delle Chiese in Terra Santa contro il "sionismo" degli evangelici che minaccia le sicurezze (e le proprietà) cristiane

Precedenti qui.
Israele, patriarchi delle Chiese in Terra Santa contro il "sionismo" degli evangelici che minaccia le sicurezze (e le proprietà) cristiane

I Patriarchi della Terra Santa – armeni, ortodossi, cattolici, copti – alcuni giorni fa hanno denunciato in blocco la crescita del cosiddetto «sionismo cristiano», una corrente che fa riferimento all'attivismo degli evangelici statunitensi e che rischia di andare a detrimento della presenza dei cristiani stessi in Israele e Palestina.
Le Chiese della Terra Santa sostengono che vi sono «individui» che stanno lavorando per «fuorviare il pubblico, seminare confusione e danneggiare l'unità dei cristiani e dei fedeli». La dichiarazione denuncia anche che questi non ben precisati attivisti cristiani hanno trovato sostegno da parte di figure politiche in Israele proprio per creare danni allo status della «presenza cristiana in Terra Santa e nel più ampio Medio Oriente».
Nella dichiarazione non si fanno nomi, tuttavia questa denuncia inusuale e fortissima sembra fare riferimento a quelle correnti evangeliche che si basano sulla teologia della prosperità. In ogni caso la presa di posizione giunge dopo un recente rapporto del Consiglio dei Patriarchi di Gerusalemme che hanno riscontrato continue minacce al loro patrimonio cristiano – in particolare nella città di Gerusalemme e nella Cisgiordania.
A questo si aggiunge poi una complicata questione irrisolta (da parte di Israele) sulla tassazione delle proprietà che aggrava la situazione della comunità e delle chiese.
Fonte Il Messaggero

Il vescovo Athanasius Schneider: il rapporto sulla liturgia del cardinale Roche è “manipolatorio” e distorce la storia

Nella nostra traduzione da Substack.com Diane Montagna intervista mons. Schneider sulla più recente difesa della Traditionis Custodes da parte del cardinale Arthur Roche. Importanti le alternative indicate per l'incontro di giugno. Evidente dimostrazione che ci sono soluzioni anche in un orizzonte di conservatorismo. Qui l'indice degli articoli sulla Liturgia al tempo di Leone.

Il vescovo Athanasius Schneider: il rapporto sulla liturgia del cardinale Roche è “manipolatorio” e distorce la storia

ROMA, 20 gennaio 2026 — Il vescovo Athanasius Schneider ha espresso una forte critica a un recente rapporto sulla liturgia preparato dal cardinale Arthur Roche, affermando che si basa su un “ragionamento manipolatorio” e “distorce le prove storiche”.

Il testo di due pagine del Cardinale – presentato come una "attenta riflessione teologica, storica e pastorale" – è stato distribuito ai membri del Sacro Collegio durante il concistoro convocato da Papa Leone XIV il 7 e 8 gennaio. Sebbene non fosse stato formalmente presentato o discusso durante la riunione per motivi di tempo, il rapporto ha ricevuto forti resistenze da parte del clero e dei fedeli in seguito alla diffusione del suo contenuto sui media.

Il futuro ha radici antiche

Una riflessione che ci aiuta alla meditazione e alla preghiera profonda. La cella del cuore: dove l’uomo diventa dimora di Dio. Guillaume de Saint-Thierry, Cassiodoro e la grande tradizione cristiana della “terra santa” interiore.

Il futuro ha radici antiche

Secondo la grande tradizione spirituale cristiana, nel cuore dell’uomo esiste un luogo che trascende lo spazio e il tempo. I Padri della Chiesa, gli asceti e i mistici lo hanno definito in vari modi: centro, cuore, profondità, grotta interiore. È la sorgente da cui nasce la preghiera, dove l’anima ascolta la voce di Dio e dove si compie la trasformazione spirituale dell'uomo.
Tra le immagini più alte e luminose di questo mistero interiore spicca quella di Guillaume de Saint-Thierry (1075-1148), monaco e teologo cristiano. Scrive Guillaume nella sua celebre Lettera d’oro:
“la cella è una terra santa, un luogo santo, dove il padrone e il servo hanno frequenti colloqui, come un uomo con il suo amico; dove sovente l’anima fedele è unita al verbo di Dio, la sposa è unita allo sposo, le cose terrene si uniscono alle celesti, e il divino all’umano. Come il tempio è il «Santo» di Dio, la cella lo è del servo di Dio.

martedì 20 gennaio 2026

Mons. Viganò / Sinodalità e vigile attesa. Il Concilio Vaticano II “sicuro ed efficace”

Qui l'indice degli interventi precedenti e correlati. Qui l'indice degli articoli sulle reazioni al documento Roche e alla Liturgia al tempo di Leone. 

Monsignor Viganò / Sinodalità e vigile attesa.
Il Concilio Vaticano II “sicuro ed efficace”


Risulta difficile credere che la cancellazione della quæstio liturgica dalle discussioni del primo Concistoro straordinario indetto da Leone e le due paginette dattiloscritte del cardinale Roche non abbiano alcuna correlazione. Anzi viene da chiedersi se non sia stato proprio Leone a far trapelare per il tramite di Roche la linea che egli intende seguire. Da questo possiamo supporre che limitare il giudizio al prefetto del Culto divino sia riduttivo, oltre che sviante; e che Prevost consideri il Concistoro come una sorta di estensione del Sinodo dei vescovi, cui imporre per via sinodale decisioni già assunte in altre sedi, facendole apparire come frutto di un dialogo aperto e franco. La linea dettata è dunque chiarissima: indietro non si torna, anche se ciò significa proseguire verso l’abisso.

La dissoluzione dell'identità cattolica e gli intellettuali donchisciotteschi che difendono la liturgia dei secoli

Qui l'indice degli articoli sulla Liturgia ai tempi di Leone.
La dissoluzione dell'identità cattolica e gli intellettuali
donchisciotteschi che difendono la liturgia dei secoli

La tomba sigillata e la speranza della risurrezione: una parabola contemporanea

Andrea Mantegna (1431–1506), La Resurrezione 

L'evangelista Matteo racconta che, dopo la morte del Salvatore Cristo, coloro che avevano orchestrato la sua esecuzione avevano una preoccupazione principale: ottenere la custodia della tomba dove Giuseppe d'Arimatea aveva deposto il corpo di Gesù. Davanti a Pilato, spiegarono di temere che le "eresie" dell'ucciso si diffondessero ulteriormente, nel caso in cui i suoi discepoli ne avessero trafugato il corpo ( Matteo 27:63-64). Pilato concesse loro i soldati richiesti. La tomba fu sigillata e posta sotto la sorveglianza romana.

Cicerone sulla virtù e il sacrificio dell'amicizia

Nella nostra traduzione da Via Mediaevalis su Substack.com. “Poiché la felicità è il nostro obiettivo migliore e più alto, se vogliamo raggiungerla dobbiamo prestare attenzione alla virtù, senza la quale non possiamo ottenere né l'amicizia né alcun'altra cosa desiderabile.” Precedente qui.
Cicerone sulla virtù e il sacrificio dell'amicizia

L'amicizia, dice Cicerone nel De Amicitia, "non è altro che un accordo in tutte le cose, umane e divine, congiunto da reciproca benevolenza e affetto". Cicerone ritiene che "ad eccezione della saggezza, nulla di meglio è stato dato all'uomo dagli dei immortali". Avete mai visto un elogio così elevato dell'amicizia negli scritti moderni, o sentito nelle conversazioni moderne? Io no. Invece è "l'amore", nel suo senso romantico e romantico, il dono supremo degli dei e persino "il dio della mia idolatria" (per prendere in prestito una frase di Giulietta). Non ho nulla contro l'amore, nelle sue forme ed espressioni correttamente ordinate. Ma sarò onesto con voi: ho imparato a conoscere l'amore romantico moderno soprattutto da quella palude arida chiamata Hollywood; è stato il matrimonio a insegnarmi l'amicizia.

lunedì 19 gennaio 2026

Amare l’Italia; ma quale?

Purtroppo e realisticamente, con dolorosa nostalgia, condivido; modificando tuttavia il titolo. Senza sapere se, nel tempo, le radici potranno dare nuovi frutti di civiltà e di bellezza, oltre a quella naturale, ineguagliabile.

Amare l’Italia; ma quale?
Roberto Pecchioli, 13 Gennaio 2026

Ha destato interesse un intervento di Marcello Veneziani sull’amor patrio. L’intellettuale pugliese, coetaneo dell’autore di queste note, confessa la sua delusione, il disincanto verso l’oggetto dell’amore di tutta una vita: la patria italiana.

Qualcosa dell’amarezza che traspare è legata all’età che avanza, alle illusioni perdute, alle incomprensioni vissute. Ingrata patria, ma non solo questo. L’Italia non ci ha tradito, ma deluso. Per il tradimento occorre che ci sia stato amore reciproco. Non è così.

Noi abbiamo amato un’entità, un sentimento, un luogo, una storia della quale a moltissimi italiani, alle istituzioni ufficiali, alle culture dominanti non importa nulla. Un amore ingenuo a senso unico. Non vale la pena amare ancora ciò che chiamiamo Italia. Peggio: è del tutto inutile.

I vescovi e lo smantellamento della Messa tradizionale

Scrive un lettore e volentieri pubblico. Un punto di vista tra i tanti, Incoraggiante, Qui l'indice degli articoli sulla Liturgia ai tempi di Leone.

I vescovi e lo smantellamento della Messa tradizionale

Come hanno potuto i vescovi del mondo restare a guardare lo smantellamento della Messa Tradizionale?
E perché ancora oggi stanno zitti?
La risposta facile è che o sono ignoranti o vigliacchi. Ma ecco la risposta completa:

Il passaggio dal Vaticano II al Nuovo Rito non fu una perdita improvvisa di fede da parte di 2.000 uomini; fu un magistrale "assedio psicologico" che utilizzò un secolo di infiltrazione modernista per paralizzare la gerarchia.

La disconnessione non è iniziata nel 1962. Per decenni precedenti, i modernisti avevano gettato le fondamenta nei seminari. All'epoca del Concilio, una porzione massiccia dei Vescovi era stata formata da insegnanti che vedevano la Liturgia non come un deposito apostolico, ma come uno "strumento pastorale" che poteva essere ritoccato per garantire l'efficienza.

Serietà liturgica o umorismo inglese?

Nella nostra traduzione da Infovaticana. Qui l'indice degli articoli sulla Liturgia ai tempi di Leone.

Serietà liturgica o umorismo inglese?

La fede della Chiesa non nasce da decreti, né è sostenuta da piani o strategie pastorali, né è imposta dal consenso amministrativo. E questa fede – la lex credendi – si esprime nella lex orandi. Infatti, la legge della preghiera non è un insieme mutevole di regole, ma l'espressione organica, storica e spirituale della fede vissuta dalla Chiesa nel corso dei secoli. Pertanto, qualsiasi affermazione sulla liturgia che si presenti come definitiva, onnicomprensiva o esclusiva deve essere esaminata con particolare attenzione. Non basta invocare l'autorità, né tantomeno l'intenzione pastorale; è necessario rispettare la natura stessa di ciò che si sta discutendo. La liturgia appartiene al cuore credente della Chiesa piuttosto che al suo apparato normativo. Vale la pena ricordarlo in questi tempi, in cui ci viene detto che voci autorevoli – in linea di principio – tentano di identificare l'unità liturgica con l'universalizzazione esclusiva di una specifica forma rituale, sorta molto recentemente nella storia della Chiesa e presentata – con sorprendente audacia – come se fosse la misura ultima della Tradizione.

domenica 18 gennaio 2026

Mons. Viganò commenta la sentenza sulla dottoressa processata per aver esentato i pazienti dal vaccino COVID

Mons. Viganò commenta la sentenza sulla dottoressa
processata per aver esentato i pazienti dal vaccino


L’arcivescovo Carlo Maria Viganò ha commentato su X una sentenza della giustizia italiana nel caso della dottoressa Patrizia Tiberi, processata per aver esentato dai vaccini.

Durante la pandemia l'Arcivescovo aveva parlato della «religione del vaccino» sponsorizzata anche dalla Santa Sede, stigmatizzando Bergoglio come «promotore delle case farmaceutiche» (vedi).
«Esprimo la più viva soddisfazione per il felice esito del processo che ha visto coinvolta la dottoressa Patrizia Tiberi, alla quale il tribunale di Terni ha riconosciuto piena innocenza nell’aver esentato i propri pazienti dal siero genico sperimentale spacciato come vaccino durante la farsa psicopandemica» ha scritto su X Sua Eccellenza.
«Il tempo farà giustizia dei crimini commessi dalle autorità delle nazioni occidentali in nome dell’agenda globalista. Alla dottoressa Tiberi va la mia più profonda stima per il coraggio con cui, abbandonata da tutti – colleghi e autorità – ha combattuto strenuamente contro la dittatura sanitaria in difesa dei suoi pazienti, onorando il Giuramento di Ippocrate e la sua coscienza di Medico.
«La sua testimonianza di fervente Cattolica sia di conforto a quanti nella sanità non hanno ancora avuto giustizia, di incoraggiamento ai medici che non si sono venduti a BigPharma e di monito per quelli che per pavidità o complicità si sono adeguati agli odiosi diktat dei governi asserviti all’élite globalista».

Il rito che si rifiuta di morire

Nella nostra traduzione da Substack.com l'ennesima reazione al Documento in Concistoro del card. Roche. Qui l'indice degli articoli sulla Liturgia ai tempi di Leone.

Il rito che si rifiuta di morire
Una risposta teologica alle note del cardinale Roche sulla Traditionis custodes
Rev. Leon, 17 gennaio

Nel corso del recente concistoro – una riunione formale del Collegio cardinalizio convocata dal Papa – il cardinale Arthur Roche, prefetto del Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, ha diffuso una breve nota scritta – non un documento magisteriale, non un intervento formale, bensì un promemoria interno – che offre un'interpretazione restrittiva della Traditionis custodes. La nota si presenta esplicitamente come applicazione e rafforzamento del motu proprio, adottandone la lettura più restrittiva ed estendendola oltre l'ambito giuridico proprio del testo.

Il suo effetto pratico – e, si può ragionevolmente concludere, il suo scopo – è quello di confinare il Messale del 1962 ai margini della vita ecclesiale, di renderlo invisibile e, in ultima analisi, di consentirne la scomparsa. Eppure, questa strategia, perseguita in varie forme dalla fine degli anni '60, non ha mai avuto successo. La Messa antiquior è sopravvissuta ripetutamente ai tentativi di relegarla in soffitta. Sopravvive perché non è un'opzione politica, ma un'espressione viva della Tradizione della Chiesa – una Tradizione che non può essere eliminata per legge.

Dominica secunda post Epiphaniam („Omnis terra“)

Sul ricchissimo simbolismo del miracolo di Cana vedi approfondimenti (qui - qui vedi anche nota). Qui trovate l'Ordinario e qui il proprio della Santa Messa.

Dominica secunda post Epiphaniam
(„Omnis terra“) 

Ps. 65, 4 - Omnis terra adóret te, Deus, et psallat tibi: psalmum dicat nómini tuo, Altíssime.
Ps. 65, 1-2 - Iubiláte Deo, omnis terra, psalmum dícite nómini eius: date glóriam laudi eius. Glória Patri…
Ps. 65, 4 - Omnis terra adóret te…

Sal. 65, 4 - Tutta la terra Ti adori, o Dio, e inneggi a Te: canti salmi al tuo nome, o Altissimo.
Sal. 65, 1-2 - Alza a Dio voci di giubilo, o terra tutta: canta salmi al suo nome e gloria alla sua lode. Gloria al Padre… Sal. 65, 4 - Tutta la terra Ti adori…
Il miracolo di Cana.
Il terzo Mistero dell'Epifania ci mostra la realizzazione dei piani della divina misericordia sul mondo, come pure ci manifesta una terza volta la gloria dell'Emmanuele. La Stella ha guidato l'anima alla fede, l'Acqua santificata del Giordano le ha conferito la purezza, il Banchetto nuziale la unisce al suo Dio. Abbiamo cantato lo Sposo che usciva radioso incontro alla Sposa; l'abbiamo sentito chiamarla dalle vette del Libano; ora che l'ha illuminata e purificata, vuole inebriarla del vino del suo amore.
Si è preparato un banchetto, un banchetto nuziale; la Madre di Gesù vi assiste; poiché, dopo aver cooperato al mistero della Incarnazione del Verbo, è giusto che sia associata a tutte le opere del suo Figliuolo, a tutti i favori che egli prodiga ai suoi eletti. Ma nel bel mezzo del banchetto viene a mancare il vino. Fin'allora la Gentilità non aveva conosciuto il dolce vino della Carità; la Sinagoga non aveva prodotto che graspi selvatici. Cristo è la vera Vite, come dice egli stesso. Egli solo poteva dare quel vino che allieta il cuore dell'uomo (Sal 103), e offrirci a bere di quel calice inebriante che David aveva cantato (Sal 22).

sabato 17 gennaio 2026

La liturgia ai tempi di Leone

La liturgia ai tempi di Leone/ Primo Concistoro
da collegare con
Indice restrizioni alla Messa Antiquior [qui]

Resisti, caro cuore

Nella nostra traduzione da Vigiliae su Substack.com
Resisti, caro cuore
Rev. Leon, 16 gennaio

Sotto i silenziosi rami di un bosco invernale, dove i rami spogli si protendono come mani gentili verso un cielo pallido, una giovane vita scivolava via nel silenzio di gennaio. Annabella, a soli ventidue anni, pedalava sulla sua bicicletta viola nella fredda notte e fu ritrovata tra gli alberi: una singola, dolorosa nota in un coro di dolore ben più grande che troppi giovani cuori stanno cantando.

Ora è un volto tra tanti: anime luminose che, invisibili, hanno portato fardelli più pesanti di quanto una spalla possa sopportare da sola. La sua storia non è solo sua; è il grido silenzioso di innumerevoli altri che percorrono lo stesso sentiero oscuro.

Le scuole cristiane di Gerusalemme contro le restrizioni israeliane agli insegnanti palestinesi

Qui l'indice degli articoli dedicati ai problemi mediorientali.
Le scuole cristiane di Gerusalemme contro
le restrizioni israeliane agli insegnanti palestinesi


In questa foto d'archivio, allieve della Schmidt, scuola cattolica femminile in lingua tedesca a Gerusalemme. (foto Hadas Parush/Flash90)

Le dodici scuole cristiane di Gerusalemme sono entrate in sciopero il 10 gennaio per protestare contro l’annullamento dei permessi di lavoro a 171 insegnanti provenienti dalla Cisgiordania.

Il rientro scolastico di gennaio, dopo le vacanze natalizie, non ha avuto luogo per i 10mila alunni delle scuole cristiane di Gerusalemme. Sebbene l’inizio del secondo semestre fosse previsto per il 10 gennaio, questi 12 istituti, tra i più rinomati della Città Santa, hanno deciso una serrata di protesta contro il mancato rinnovo dei permessi di lavoro a 171 dei loro insegnanti, che sono pendolari da località dei Territori palestinesi occupati.

Piacere, salute e destino umano nell'orto medievale

Nella nostra traduzione da Substack.com. Interessante scoprire che i giardini nel Medioevo erano così intrisi di significato religioso e cosmico che la loro esistenza assomigliava alla dualità corpo-spirito della natura umana.

Piacere, salute e destino umano nell'orto medievale

Questo post include una serie di illustrazioni della fine del XIV secolo che testimoniano la cura e l'attenzione che i popoli del Medioevo dedicavano alle erbe medicinali.

Cosma e Damiano, santi patroni dei medici, circondati da motivi di giardino

I giardini nel Medioevo erano così intrisi di significato religioso e cosmico che la loro esistenza assomigliava alla dualità corpo-spirito della natura umana. In quanto creazioni fisiche con uno scopo pratico, i giardini erano necessari e onnipresenti. Come promemoria simbolici del passato, del presente e del futuro dell'umanità, erano come un manoscritto miniato in cui uomini e donne, compresi molti che non avevano mai posseduto o aperto un libro, potevano imparare a leggere e comprendere se stessi.

Racconti esagerati della vita contadina, descritta come povera e brutalmente laboriosa, potrebbero dare l'impressione che la gente del Medioevo fosse così impegnata a sfuggire alla fame da non avere tempo per coltivare erbe e ortaggi. I documenti reali del periodo danno un'impressione diversa. Vediamo piante coltivate ovunque: nel cibo, nell'abbigliamento, nei materiali da costruzione, nella medicina e in varie forme di espressione culturale. I gallesi fecero persino dei porri un emblema della loro identità nazionale. (Il soldato gallese Fluellen nell'Enrico V di Shakespeare punisce il disonesto personaggio Pistol costringendolo a mangiare un porro crudo; la scena è comica, ma mostra anche rispetto per i porri decorativi come "antica tradizione" del Galles). La storica Deirdre Larkin fornisce un riassunto appropriato e memorabile: "Non c'è aspetto della vita medievale – artistico, letterario, storico-sociale, economico, religioso o scientifico – che non possa essere affrontato attraverso piante e giardini".

venerdì 16 gennaio 2026

Una nuova messa tradizionale domenicale a Parigi

Intanto, a Parigi, aumenta il numero delle Messe tradizionali. Nella nostra traduzione da Riposte Catholique.

Una nuova messa tradizionale domenicale a Parigi

A partire dal 30 novembre (prima domenica di Avvento), la Messa tradizionale sarà celebrata ogni domenica alle 20:30 presso la Chiesa di Nostra Signora della Natività a Val-de-Grâce (Place Alphonse-Laveran 1; suonare il campanello al cancello per entrare). Sarà preceduta dall'Adorazione del Santissimo Sacramento dalle 19:30 alle 20:15 (confessioni disponibili). [Alcune eccezioni: nessuna Messa il 28 dicembre 2025, il 1° marzo 2026 e il 26 aprile 2026, così come in agosto.]

La messa sarà celebrata dal canonico Jérôme Maljean, rettore di Val de Grâce e sacerdote della diocesi presso le forze armate francesi.

La messa tradizionale viene celebrata anche il primo martedì del mese alle 18:30 (in onore di San Michele)

Deo gratias!

L’Europa che rinnega sé stessa

L’articolo che segue analizza la crisi europea come crisi di civiltà e di memoria, dalla Costituzione mancata alla cultura woke, fino al ruolo dell’attesa e della leadership. Ma finché o se mancherà il fondamento delle radici greco-romane e poi cristiane, la decadenza, che riguarda l'intero Occidente, sarà inesorabile. Qui l'indice degli articoli sulla realtà distopica. 

L’Europa che rinnega sé stessa

La crisi europea non nasce dall’economia o dalla geopolitica, ma da una rimozione più profonda: la paura delle proprie radici. E nessuna comunità può durare a lungo se rinnega ciò che l’ha generata.

C’è un errore di prospettiva che accompagna da anni il dibattito sull’Europa: l’idea che la sua crisi sia il frutto di eventi esterni, di shock improvvisi, di contingenze storiche sfavorevoli. La guerra, l’energia, l’inflazione, le migrazioni. Tutto vero, ma non sufficiente. Perché l’Europa era fragile ben prima che questi fattori esplodessero. Era fragile nel momento stesso in cui ha smesso di pensarsi come civiltà.

"De Pictura Sacra" di Federico Borromeo e la ricerca della bellezza

Nella nostra traduzione da substack.com
"De Pictura Sacra" di Federico Borromeo e la ricerca della bellezza
La saggezza degli antichi e la dottrina pitagorica

Attribuito a Giulio Cesare Procaccini (1574–1625), Ritratto del cardinale Federico Borromeo

Nel mio ultimo articolo, ho presentato per la prima volta sul mio Substack il fondamentale libro del Cardinale Federico Borromeo intitolato De Pictura Sacra. Concepito come un'introduzione – spero – stimolante, dopo aver presentato le edizioni del libro, ho discusso un breve frammento della regola scritta dal sant'uomo per la scuola d'arte da lui creata nel contesto della Biblioteca Ambrosiana. Oggi presenterò qualcosa tratto dal De Pictura Sacra stesso: i primi due capitoli. Nonostante la deliberata concisione, la loro profondità può stupire qualsiasi lettore, anche quelli formati in teologia o metafisica. Ecco perché, oltre a raccomandare di leggere e rileggere questi capitoli più volte, vi invito a commentarli e a sollevare domande ad essi correlate.

giovedì 15 gennaio 2026

Manifesto del Concistoro di Roche: la rivoluzione liturgica esige ancora le sue vittime

Continuano numerose le reazioni al documento prodotto dal Card. Roche nel Concistoro. Registriamo di seguito quella di Chris Jackson qui. col quale non si può che essere d'accordo. In attesa della nostra sintesi sull'intero documento, dopo quella preliminare qui. Qui l'indice degli articoli sulla Liturgia ai tempi di Leone.

Manifesto del Concistoro di Roche:
la rivoluzione liturgica esige ancora le sue vittime

«Ogni pochi mesi la macchina postconciliare produce un altro documento che finge di essere tranquillo, pastorale, storicamente informato, persino riverente verso la “Tradizione. ” Poi la maschera scivola. Il bersaglio è sempre lo stesso. La vecchia Messa non deve essere semplicemente regolamentata, non solo "equilibrata", non semplicemente "integrata. ” Deve essere contrastata , svergognata e finalmente sepolta.

Il rapporto nel concistoro del cardinale Arthur Roche è questo schema distillato. È scritto per i cardinali, confezionato come una panoramica neutrale, e costruito intorno alle stesse tre mosse che il regime ha usato per decenni. Primo, una linea temporale selettiva dove la "riforma" è fatta suonare come la natura stessa. Secondo, una definizione moralizzata di "unità" che tratta l'uniformità come carità. Terzo, prova di fedeltà dove l'affetto per il rito romano viene riclassificato come difetto ecclesiologico. Il risultato è un manifesto....

Il vescovo Schneider rivela il contenuto della sua proposta a Leone XIV sulla Messa antiquior

Stralciato da Pelicanquill.com. È interessante conoscere la proposta del vescovo Schneider sulla Messa antica, in occasione del suo incontro con Leone XIV. A questo punto non sappiamo ancora se il papa abbia colmato il suo dichiarato deficit di livello di conoscenza storica e teologica della questione; ma evidentemente gli incontri col vescovo Schneider e i cardinali Burke e Sarah a qualcosa dovrebbero essere serviti... Di fatto occorrerebbe, da parte del papa, così amante della sinodalità, un ascolto più approfondito e senza remore anche di chi ama la Tradizione perenne.

Il vescovo Schneider rivela il contenuto della sua proposta
a Leone XIV sulla Messa antiquior


« Il vescovo Athanasius Schneider ha chiesto a Papa Leone XIV di pubblicare una Costituzione apostolica che liberalizza il permesso per la messa tradizionale antiquior.

Il futuro della Messa tradizionale è stata una delle domande più importanti e controverse che molti hanno previsto che Papa Leone XIV dovesse affrontare nelle prime fasi del suo pontificato. In un'intervista di luglio, si è dichiarato in qualche modo ignorante dei particolari, ma da allora ha incontrato i principali sostenitori della messa tradizionale, come i cardinali Raymond Burke e Robert Sarah, e poi il vescovo Athanasius Schneider.

In Illo Tempore: Santa Famiglia

Nella nostra traduzione da OnePeterFive la consueta meditazione di P. John Zuhlsdorf che ogni settimana ci consente di approfondire i tesori di grazia ricevuti nella domenica precedente qui. Importante anche per i riferimenti al superamento dei problemi attuali.

In Illo Tempore: Santa Famiglia

Siamo nel Tempo di Epifania, quel tratto dell’anno liturgico il cui stesso nome, tratto dal greco ἐπιφάνεια, indica manifestazione, rivelazione, il rendere visibile la realtà divina all’interno della storia umana. Fin dall’inizio, l’Epifania ha occupato un posto privilegiato nelle antiche Chiese d’Oriente, dove la festa raccoglieva in un unico, luminoso fuoco diversi momenti nei quali la gloria nascosta di Cristo risplendeva. La tradizione romana, pur accogliendo e sviluppando questi temi a modo proprio, non ha mai perso di vista la triade che la Chiesa canta ogni anno nella grande antifona dei Vespri:
Hodie caelesti Sponso iuncta est Ecclesia…
hodie stella Magos duxit ad praesepe;
hodie vinum ex aqua factum est ad nuptias;
hodie in Iordane a Ioanne Christus baptizari voluit, ut salvaret nos. Alleluia
.

mercoledì 14 gennaio 2026

Una prima analisi del testo del card. Roche

Una prima valutazione del controverso documento presentato dal card. Roche nel recente Concistoro [vedi]. Precedenti [quiqui - quiquiqui]
Una prima analisi del testo del card. Roche

Leggo su El Wanderer che la celebre vaticanista Diane Montagna ha rivelato il testo sulla liturgia che il cardinale Arthur Roche ha distribuito ai cardinali presenti al Concistoro: possiamo leggere [qui] anche il testo italiano. Trattandosi di uno degli argomenti da discutere, secondo Roche dovrebbe essere il punto di partenza del dibattito e presumibilmente lo sarebbe diventato, se non lo diventerà, nel prossimo concistoro, previsto per giugno.

Innanzitutto, presenta un'argomentazione storica secondo la quale la liturgia ha sempre conosciuto interventi di riforma: "[…]La storia della liturgia è la storia del suo continuo 'riformarsi' in un processo di sviluppo organico".

Intanto noto l'uso dei termini di chi parla a vanvera: innanzitutto la riforma non è sviluppo organico, che è quello che si sedimenta nel tempo con aggiunte o modifiche apportate dalla fede viva di Papi o di pastori autorevoli. La prima vera "Riforma" significativa è quella di Paolo VI.

Le orazioni di San Michele

Nella nostra traduzione da New Liturgical Movement un altro articolo di Michael P. Foley, da meditare. Qui l'indice dei precedenti. Mai come in questo momento abbiamo bisogno del nostro Arcangelo. 

Le orazioni di San Michele

La festa di San Michele ha una lunga e gloriosa storia nel Rito Romano. Nel Messale del 1962 è nota come festa [dell'anniversario della] Dedicazione di San Michele, una basilica dedicata all'Arcangelo sulla Via Salaria, a circa sette miglia da Roma, nel 530 d.C. da Papa Bonifacio II. Nel rito tradizionale, la festa mantiene questo titolo, sebbene la basilica che commemora sia scomparsa oltre mille anni fa. Nel nuovo Messale, la festa è quella dei "Santi Michele, Gabriele e Raffaele, Arcangeli", sebbene sia indirettamente estesa a tutti gli Angeli. Il vecchio rito prevede feste separate per Gabriele e Raffaele (rispettivamente il 24 marzo e il 24 ottobre), ma condivide anche una più ampia sensibilità per tutti gli spiriti celesti fedeli a Dio. Così recita la Colletta:

martedì 13 gennaio 2026

Ritiro per sacerdoti ad Ariccia

Cari amici sacerdoti,
nel rinnovarVi gli auguri per un sereno nuovo anno 2026, ricordo che fra un mese inizierà il nostro ritiro spirituale annuale ad Ariccia (cf. locandina in calce).
Vi invito pertanto a provvedere all'iscrizione, quanto prima, sempre via email.
Un fraterno saluto a tutti e un arrivederci.
Vostro in Domino,
p. Vincenzo op

NB. Per informazioni scrivi al seguente indirizzo di posta elettronica:
amiciziasacerdotale@gmail.com
visita: www.giovanietradizione.org
https://www.facebook.com/AmiciziaSacerdotaleSP

La Comunione del cieco

A Harankade, nelle Indie Inglesi, un povero cieco, racconta un missionario, aveva fatto cinque miglia di cammino per venire a comunicarsi nella domenica.

Assistendo alla Messa, non avvertì il momento in cui doveva accostarsi all'altare e quando si alzò per andarvi, uno dei vicini lo avvisò che era in ritardo.

Al domani, alle sei, il cieco ritornava in chiesa per fare la S. Comunione.

Concistoro 7-8 gennaio /Un intervento privato, un dibattito messo a tacere e perché la questione liturgica si rifiuta di scomparire

Concistoro 7-8 gennaio /Un intervento privato, un dibattito messo a tacere e perché la questione liturgica si rifiuta di scomparire

Leggo su Substack.com un dettaglio preoccupante sulla Liturgia, che era stata espunta dai temi in discussione durante il Concistoro del 7-8 gennaio [qui - quiquiqui]. Salta fuori un documento del Concistoro che a nessuno è permesso leggere.

Diversi resoconti includevano un dettaglio intrigante che da allora ha assunto vita propria: una nota scritta dal cardinale Arthur Roche, distribuita privatamente ai cardinali al termine dell'incontro e descritta da diversi partecipanti come negativa nei confronti della Messa latina tradizionale. Ciò che ha suscitato interesse per l'episodio non è solo il contenuto della nota, ma anche il fatto che nessun testo sia stato reso pubblico.

lunedì 12 gennaio 2026

Gennaio 2026/ Calendario Sante Messe a Pavia

Con qualche giorno di ritardo, inviamo il calendario delle celebrazioni secondo il Messale del 1962 nella chiesa di San Luca in Pavia.
Segnaliamo innanzitutto che domani, martedì 13 gennaio, alle ore 18,15 verrà celebrata la Santa Messa nella festa del Battesimo del Signore.
Ordinario della Santa Messa (testo latino-italiano).
Un cordiale saluto nel Signore,
don Fabio e don Marino

Il Sacro Mistero di Dame Agatha

Nella nostra traduzione da Substack.com. La segreta devozione della regina del crimine a e il suo audace tentativo di salvare la messa latina!
Il Sacro Mistero di Dame Agatha
Rev. Leon, 12 gennaio

A cinquant'anni dalla morte di Agatha Christie, avvenuta il 12 gennaio 1976, l'eredità della Regina del Giallo continua ad affascinare i lettori di tutto il mondo. Ma al di là dei colpi di scena dei suoi ingegnosi gialli, Dame Agatha nutriva un profondo e discreto legame con il Cristianesimo, che ha plasmato sia la sua vita personale sia il tessuto morale dei suoi romanzi. Mentre celebriamo questa pietra miliare, è tempo di scoprire la fede che ha silenziosamente sostenuto la sua straordinaria carriera.

Nata nel 1890 in una famiglia benestante di Torquay, Agatha Mary Clarissa Miller fu battezzata e crebbe nella Chiesa d'Inghilterra. Sua madre, Clarissa, possedeva una naturale predisposizione mistica, sperimentando vari percorsi spirituali prima di stabilirsi in un anglicanesimo di alta chiesa che enfatizzava il rituale, la bellezza e la contemplazione. La giovane Agatha ereditò questa sensibilità: rimase un'anglicana silenziosamente devota per tutta la vita, frequentando regolarmente le funzioni religiose e tenendo una preziosa copia dell'Imitazione di Cristo accanto al suo letto – una pratica devozionale che continuò per tutta la vita.

Perché il concistoro di Leone XIV rischia di riaprire le ferite più profonde del Vaticano II

Il Concilio Vaticano II al crocevia del pontificato di Leone XIV
Perché il concistoro di Leone XIV rischia
di riaprire le ferite più profonde del Vaticano II


Ciò che si è svolto durante il primo concistoro straordinario di Papa Leone XIV ha già rivelato più di quanto qualsiasi comunicato formale potesse sperare di trasmettere. Come ho già accennato nel mio ultimo post su questo argomento, l'ordine del giorno è inquadrato nel familiare lessico post-Francesco di sinodalità, riforma e Concilio Vaticano II. La catechesi dell'udienza generale del Papa, che ha scelto il Concilio Vaticano II come argomento e ha evidenziato la riforma liturgica e la partecipazione attiva, è stata una delusione, devo ammetterlo. Si può supporre che, almeno sulla carta, questo miri a parlare di un'ermeneutica della continuità. Nella sostanza, tuttavia, rischia di riaprire proprio le linee di frattura che molti cattolici speravano che questo pontificato potesse finalmente iniziare a sanare.

L’amicizia, “il più grande dei beni esteriori”

Nella nostra traduzione da Substack.com
L’amicizia, “il più grande dei beni esteriori”
La saggezza premoderna sulla gioia e la bellezza dell'amicizia
Non vi chiamo più servi… Vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l'ho fatto conoscere a voi.
—Giovanni 15:15
Un recente articolo d'opinione sul New York Times riportava l'intrigante titolo: " Studio l'amicizia. Ecco come creare amicizie durature ". Apprezzo l'interesse dell'autore per un argomento che considero di gran lunga più importante delle interminabili discussioni sulla crisi sociale o politica del momento; in effetti, il mondo sarebbe un posto diverso se tutti riuscissimo a interiorizzare il fatto che i media dipendono per la loro sopravvivenza finanziaria da una continua successione di crisi. "Vi lascio la pace; vi do la mia pace", ha detto l'eterna Sapienza. "Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore".
Ciononostante, l'articolo sull'amicizia è stato una delusione. Persino i consigli pratici mi sono sembrati, nella migliore delle ipotesi, mediocri, ma a un livello più metafisico, sono rimasto sorpreso dalla nozione di amicizia impoverita e poco stimolante che l'articolo trasmetteva. Non so se questo sia davvero rappresentativo delle idee dell'autore; forse un curatore ha potato alcuni rami ritenuti meramente decorativi. Né so se sia rappresentativo delle idee della modernità – spero di no, ma considerando la spaventosa degenerazione della vera amicizia nell'era degli schermi e dei social media, dobbiamo chiederci se la cultura moderna abbia in gran parte dimenticato ciò che i nostri antenati sapevano sul "sommo dei beni esteriori". Questa frase è di Aristotele, nell' Etica Nicomachea :

domenica 11 gennaio 2026

Mons. Viganò. Invenerunt in Templo/ Omelia nella Domenica tra l'Ottava dell’Epifania

Qui l'indice degli interventi precedenti e correlati.
Mons. Carlo Maria Viganò
Invenerunt in Templo
Omelia nella Domenica tra l'Ottava dell’Epifania
Sacra Famiglia di Gesù, Giuseppe e Maria
Et erat subditus illis.
Lc 2,51
Dopo la manifestazione ai pastori nella Notte Santa e la pubblica manifestazione ai Re Magi nel giorno dell’Epifania, la liturgia di questa Domenica ci porta nell’intimità della Sacra Famiglia. L’istituzione di questa festa è relativamente recente: fu Leone XIII nel 1893 a istituirla per la terza Domenica dopo l’Epifania, e Benedetto XV, nel 1921, a fissarla alla Domenica tra l’Ottava. Non dimentichiamo che in quegli anni la Chiesa Cattolica e la società erano reduci dalle persecuzioni dei governi liberali e massonici dell’Ottocento e dagli orrori della Grande Guerra. L’attacco alla società cristiana si stava concretizzando anzitutto contro la famiglia, e in particolare contro la famiglia cattolica. D’altra parte, questo piano dissolutore era stato da tempo teorizzato nelle Logge, trovando realizzazione col passare del tempo. A nostri giorni, l’ideologia woke di matrice satanica, considera la famiglia tradizionale e patriarcale come un ostacolo alla instaurazione del Nuovo Ordine globalista, e per questo impone la cancellazione dell’intera civiltà greca, romana e cristiana. La festa che celebriamo oggi costituisce dunque la provvidenziale risposta con la quale la Santa Chiesa difende senza timore la famiglia naturale, elevata all’ordine soprannaturale con il Sacramento del Matrimonio istituito da Nostro Signore. A questa cellula indispensabile della società – cui nessuna autorità terrena potrà mai sostituire alcun surrogato senza meritare i più severi castighi di Dio – la saggezza dei Romani Pontefici ha additato come modello la Sacra Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe: una famiglia che è santa in quanto composta non solo da Santi, ma dal Verbo di Dio fatto carne, dalla Semprevergine Madre di Dio e dal di Lei castissimo Sposo Giuseppe, della stirpe del Re Davide e Padre putativo di Nostro Signore. Una famiglia specialissima ma normale: speciale per i suoi membri, normale perché anche per essi vediamo valere quella gerarchia che il mondo moderno tanto aborrisce: una gerarchia che è ontologicamente patriarcale proprio perché fondata sulla divina Paternità dell’Eterno Padre, del Quale ci ha costituiti eredi Nostro Signore Gesù Cristo. Come figli di Dio nell’ordine della Grazia, diventiamo anche figli della Regina Crucis, di Colei che sul Calvario il Signore morente ci ha dato quale Madre di ciascuno di noi e dell’intero corpo ecclesiale, onde La invochiamo Mater Ecclesiæ.

Concistoro 2026 | Parole chiare del Vescovo Strickland

Di seguito i commenti del vescovo Strickland sul recente Concistoro. Potrebbe essere il nostro manifesto... Qui l'indice dei precedenti.

Concistoro 2026 | Parole chiare del Vescovo Strickland

Fratelli e sorelle in Cristo,
Una sentinella non grida ogni ora della notte. Parla quando qualcosa è cambiato, quando l'aria stessa sembra diversa, quando il terreno sotto i punti di riferimento familiari ha iniziato a muoversi.

Ciò che è accaduto a Roma questa settimana non è motivo di panico né qualcosa da ignorare. È qualcosa da notare. Si è tenuto un incontro dei cardinali – un concistoro straordinario – convocato non per definire la dottrina, non per correggere gravi errori, non per difendere l'altare o chiarire confusioni ma per riflettere, ascoltare, conversare e continuare un processo.
E il modo in cui questo incontro è stato inquadrato ci dice molto più di qualsiasi singola frase pronunciata al suo interno.

Domenica prima dopo l'Epifania/ Festa della Sacra Famiglia

Domenica prima dopo l'Epifania
Festa della Sacra Famiglia


Intróitus
Prov. 23, 24 et 25 - Exúltat gáudio pater Iusti, gáudeat Pater tuus et Mater tua, et exúltet quae génuit te. Ps. 83, 2-3 - Quam dilécta tabernácula tua, Dómine virtútum: concupíscit et déficit ánima mea in átria Dómini. Glória Patri… Prov. 23, 24 et 25 - Exúltat gáudio pater Iusti…
Introito
Prov. 23, 24 e 25 - Esulti di gàudio il padre del Giusto, goda tuo Padre e tua Madre, ed esulti colei che ti ha gene- rato. Sal. 83, 2-3 - Quanto sono amabili i tuoi tabernacoli, o Signore degli eser- citi: anela e si strugge l’ànima mia nella casa del Signore. Gloria al Padre… Prov. 23, 24 e 25 - Esulti di gàudio il padre del Giusto…

Scopo di questa festa.
Fino a pochi anni fa era la regalità di Cristo, il suo impero eterno che la Liturgia cantava in questa Domenica, unendo i suoi cantici a quelli dei Cori angelici nell'adorazione del Dio fatto uomo (Introito della Messa della Domenica nell'Ottava della Epifania). Ma la Chiesa, guidata dallo Spirito Santo e dalla sua materna sollecitudine, ha pensato che poteva essere opportuno invitare le generazioni del nostro tempo a considerare oggi le mutue relazioni di Gesù, di Maria e di Giuseppe, per raccogliere le lezioni che esse contengono e trarre profitto dai soccorsi così efficaci che offre il loro esempio (Martirologio romano). Il fatto che nel Messale è assegnato lo stesso brano evangelico alla Domenica nell'Ottava dell'Epifania e alla recente festa della Sacra Famiglia, non è stato senza influsso - si può supporre - sulla scelta del posto che occupa ormai nel calendario la nuova solennità. Questa d'altronde non distoglie completamente il nostro pensiero dai misteri del Natale e dell'Epifania: la devozione alla sacra Famiglia non è forse nata a Betlemme, dove Maria e Giuseppe ricevettero dopo Gesù, gli omaggi dei pastori e dei Magi? E se l'oggetto dell'odierna festa sorpassa i primi momenti dell'esistenza terrena del Salvatore e si estende ai trenta anni della sua vita nascosta, non si trovano forse già presso la mangiatoia alcuni dei suoi aspetti più significativi? Gesù, nella volontaria debolezza in cui lo pone il suo stato d'infanzia, si abbandona a coloro che i disegni del Padre suo hanno affidato alla sua custodia; Maria e Giuseppe esercitano, nell'umile adorazione riguardo a Colui che ha loro dato l'autorità, tutti i doveri che impone la loro sacra missione.

sabato 10 gennaio 2026

Il cristianesimo si espande in Cina

La storia si sposta verso est. Qui l'indice degli articoli sulla questione sino/vaticana.
Il cristianesimo si espande in Cina

La Cina sta vivendo una crescita della popolazione cristiana delle più rapide al mondo. I ricercatori suggeriscono che, se le tendenze attuali continuano, la Cina potrebbe diventare la più grande nazione cristiana entro il 2030, con i credenti potenzialmente superiori a 247 milioni. Nonostante la rigida regolamentazione statale della religione, il cristianesimo si è espanso sia attraverso le chiese scismatiche approvate dallo Stato che le chiese clandestine.
Gli studiosi notano che il cambiamento sociale, l'urbanizzazione e la crescente ricerca di significato personale, specialmente tra le giovani generazioni, hanno contribuito a questa rapida crescita delle comunità di fede in tutto il Paese. Milioni di cinesi si stanno convertendo al cattolicesimo e nuove chiese sono state costruite in tutta la Cina.
 
Alla messa delle 5:45 la cattedrale è piena, quasi tutti fanno la comunione, prima di andare al lavoro. (da: G.Valente, M.Quattrucci, Il tesoro che fiorisce - storie di cristiani in Cina, ediz. Associazione Amici di 30Giorni, Padova, 2002)

Il cardinale Zen denuncia la “sinodalità bergogliana” come “manipolazione ferrea” nel Concistoro straordinario

Qui l'indice dei precedenti interventi del card. Zen e sulla questione sino/vaticana.
Il cardinale Zen denuncia la "sinodalità bergogliana"
come una "manipolazione ferrea" nel concistoro straordinario

Testo integrale dell'intervento del cardinale Joseph Zen nella riunione di due giorni dei cardinali convocata da Papa Leone XIV.

Da: College of Cardinals Report

ROMA, 9 gennaio 2026 — Nel suo intervento durante il Concistoro straordinario dei Cardinali tenutosi in Vaticano il 7 e 8 gennaio, il Cardinale Joseph Zen ha formulato una forte critica al Sinodo sulla sinodalità, denunciando il suo processo come una "manipolazione ferrea" e avvertendo che la sua costante invocazione dello Spirito Santo è "ridicola" e sfiora la "blasfemia".

Pronunciato a porte chiuse alla presenza di Papa Leone XIV e dei 170 cardinali riuniti, il vescovo emerito di Hong Kong, 93 anni, ha impiegato i tre minuti concessi per riferirsi alla nota che ha accompagnato il documento finale del Sinodo sulla sinodalità, un processo che si estende per tre anni, dal 2021 al 2024, sotto il pontificato di Papa Francesco.

Tradotti e traditi (sull'arbitrio interpretativo nelle traduzioni liturgiche)

La foga di mandare al più presto il latino in soffitta introdusse subito il problema della fedeltà delle traduzioni in lingua parlata, che i novatori subito risolsero autorizzando alla creatività ("sopprimere ciò che non va... esprimere nel linguaggio attuale..."), con un interminabile effetto valanga che prosegue ancor oggi (si veda il caso del Padre Nostro qui), lasciando interdetti persino i tifosi del Concilio. E se ciò avviene per la lingua dei protagonisti (italiano, francese), provate a immaginare cosa poteva succedere in altre lingue molto più complesse della nostra (esempio emblematico: quello delle Filippine). Citiamo ampi estratti di un articolo di Lorenzo Bianchi comparso originariamente sul mensile 30Giorni di giugno 1992.
Articoli sul blog che aggiornano sulle conseguenze del precedente pontificato: qui - qui - qui aspetto dei Messali.

Tradotti e traditi (sull'arbitrio interpretativo nelle traduzioni liturgiche)

Tradotti o traditi? La repentina scomparsa del latino e la conseguente totale volgarizzazione dei libri liturgici non è stata senza conseguenze [...]
L'Istruzione Inter Oecumenici della sacra Congregazione dei riti (26 settembre 1964) decretava la necessità di una «perfetta traduzione». Quasi tre anni dopo, una lettera circolare del Consilium ad exsequendam Constitutionem de sacra Liturgia ai presidenti delle Conferenze episcopali (21 giugno 1967), firmata dal cardinal Giacomo Lercaro, aggiungeva: «Si deve preparare una traduzione nuova, accurata, degna. Inoltre la traduzione deve essere letterale e integrale [il corsivo è originale, N.d.A.]. Si devono prendere i testi come sono, senza mutilazioni o semplificazioni di alcun genere». Ma proseguiva: «Non è opportuno bruciare le tappe. Quando verrà il momento di nuove creazioni, allora non sarà più necessario sottostare alle strettezze della traduzione letterale». In quegli stessi anni scriveva il filosofo Jacques Maritain a Paolo VI: «In realtà il primo dovere di un traduttore, che non sia un traditore, è sempre (...) quello di rispettare la parola che è stata impiegata dall'autore (e che questo, o lo Spirito che l'ha ispirato, ha avuto le sue ragioni per scegliere al posto di ogni altra) e di cercarne un equivalente esatto, fosse anche a prezzo dell'oscurità: oscurità inevitabile, oscurità benedetta, perché essa è l'ombra portata, sul nostro linguaggio umano, dalla grandezza delle cose divine». Come si è visto, però, già nel 1967 la «traduzione letterale» era qualcosa che i responsabili dell'attuazione della riforma ritenevano di dovere, nel futuro, superare.