giovedì 24 giugno 2021

Mascarucci a De Mattei. Ne bis idem: attento a non fare l’errore di Gianfranco Fini…

Interessante e sottile la valutazione del giornalista e scrittore Americo Mascarucci.
C’è un aspetto che inquieta nello scontro mediatico fra monsignor Carlo Maria Viganò e il professor Roberto De Mattei, ed è l’eccessivo personalismo che sembra caratterizzare la vicenda. Mi spiego meglio. Non ci trovo nulla di scandaloso nel fatto che persone appartenenti allo stesso schieramento e che condividono determinate battaglie possano pensarla diversamente su dinamiche particolari o strategie. Stare dalla stessa parte, combattere la stessa buona battaglia, non deve significare l’omologazione o l’affermazione di un pensiero unico e molto spesso la divergenza, il confronto, la sana dialettica anche accesa può essere un valore aggiunto. 
Ora va detto che il professor De Mattei avrebbe potuto confutare nel merito certe posizioni di monsignor Viganò da lui ritenute sbagliate: è suo diritto farlo ed è suo diritto spiegare perché a suo giudizio Viganò starebbe sbagliando nel portare avanti la sua battaglia contro quelli che definisce i fautori del “nuovo ordine mondiale”, da costruire anche grazie alla pandemia e alle politiche messe in atto per fronteggiarla (basta vedere quali progetti sono vincolanti per ottenere i fondi del Recovery per rendersi conto di come la salute sia l’ultimo dei problemi per i signori che governano a Bruxelles e di come anzi la crisi economica post pandemica sia stata sfruttata per raggiungere ben altri obiettivi). Invece no, il professor De Mattei ha preferito l’attacco personale, fino a sostenere che Viganò sarebbe manipolato da qualcuno che si sarebbe ormai sostituito a lui, che parlerebbe per suo conto e che in qualche modo avrebbe finito per renderlo completamente succube; al punto da non rendersi più conto di non essere lui a pensare e a parlare, ma di agire come manovrato da attori esterni ed occulti.

Dopo aver letto l'articolo a doppia firma di CR contro mons. Viganò.

Estraggo senza commentare. Il testo è già asciutto ed essenziale com'è  giusto che sia.
Dopo aver letto l'articolo a doppia firma di CR contro mons. Viganò.
Si divide in due parti.
Prima c'è la cosiddetta "analisi stilometrica" che vorrebbe individuar elementi stilistici negli interventi di Viganò, tali da far apparire questi interventi come prodotti di una penna altrui, quella del supposto "Baronio". Ebbene, non sono un esperto, ma quest'analisi mi sembra piuttosto superficiale. Le espressioni scelte non provano nulla in quanto le possiamo ritrovare nel linguaggio comune oggi alla c.d. galassia tradizionalista, quando si occupa polemicamente del Concilio, della riforma liturgica, etc. La terminologia imputata sarebbe quella che usa termini come : "controchiesa", "setta conciliare", "novatori" riferiti tutti ai progressisti (quante volte Amerio usa il termine "novatori" in Iota Unum e altrove? l'ha reso comune lui, riprendendolo da un cardinale fedele alla tradizione). Ci sarebbero poi: offertorio talmudico" per indicare l'offertorio montiniano (Viganò) e "preghiera giudaica" (Baronio): modo di indicare l'offertorio del NO piuttosto diffuso tra chi lo ha criticato appunto perché modellato su una preghiera rabbinica [vedi].
Se poi mons. Viganò ha trovato motivo di ispirazione stilistica da qualche intervento del cosiddetto Baronio sulla liturgia o sulla crisi della Chiesa, non vedo come la cosa in se stessa possa rappresentare una colpa. Di ispirazione dal suddetto o da altri. Nel primo articolo contro mons. Viganò, il prof. De Mattei ricordava esser sempre stata prassi nella Chiesa da parte di vescovi, cardinali, papi, quella di servirsi di "ghost-writers" per le bozze dei loro documenti, non avendo essi il tempo materiale di condurre ricerche specifiche. Potrà esser stata una prassi poco elegante, da un certo punto di vista, ma si è trattato di una prassi sempre ammessa.
Il punto essenziale non è questo e non potrebbe esserlo, data la sua intrinseca debolezza. È invece rappresentato da quella che dovrebbe essere una rivelazione la cui evidente intenzione sembra quella di affossare mons. Viganò: l'essersi affidato (se questo è il caso) ad un collaboratore privato che avrebbe una personalità ambigua, addirittura gay-friendly, si vuol far intendere. Eccolo, dunque, messo alla gogna il fustigatore dei vizi del clero e "il nemico" di Papa Francesco!
La personalità del supposto collaboratore di mons. Viganò è esposta in dettaglio, con un'analisi che non è certo "stilometrica". Un'analisi di diverso tipo, che, se abbiamo letto bene, si basa anche sui "si dice". Sulle fonti di questa documentazione così negativa per il personaggio contro cui è diretta, gli autori dell'articolo non ci illuminano.
Naturalmente, se abbiamo letto bene.
Tutti si possono sbagliare, nel leggere, nell'interpretare.
Su una cosa tuttavia temiamo di non sbagliarci: quest'attacco così feroce e gratuito a mons. Viganò difficilmente porterà bene a chi l'ha sferrato.  (Philologus)

mercoledì 23 giugno 2021

Margarita Pavlova, la senatrice russa che smaschera le Ong e difende i valori

La notizia è che sia una notizia. Che non sarebbe tale se andasse ancora vagamente di moda il caro vecchio buon senso, ma ahimè deve aver fatto il suo tempo anche in Paesi che nell’immaginario collettivo sono esenti da pericoli. Il Consiglio della Federazione russa reagisce alla propaganda anti-famiglia grazie ad una donna. Ebbene sì, nel mese del cosiddetto Pride, mentre le ambasciate di gran parte dei Paesi Occidentali si tingono dei colori dell’arcobaleno Lgbt (che ha un colore in meno dell’arcobaleno vero), mentre in tutti i campi, persino in quelli sportivi, si celebra l’amore sentimentalmente inteso, quello “inclusivo”, qualcuno ha l’audacia di nuotare in senso contrario. Nelle scorse settimane è toccato all’Ungheria, che ha vietato la divulgazione nelle scuole di contenuti e materiale improntato sull’ideologia gender, stavolta invece è stata una senatrice russa ad alzarsi in piedi. Si tratta di Margarita Pavlova, classe 1979 membro della commissione del Consiglio della Federazione per la protezione della sovranità statale.

Icona: sguardo di Dio sull'uomo, sguardo dell'uomo su Dio

Icona, dal greco εἰκών - eicòn = immagine, è il termine tecnico usato per indicare le immagini sacre nell'arte bizantina, in special modo quella russa, designando specificamente la pittura su tavola, a differenza di quella su muro.
Meditazione sull'icona
della Trinità di Rublëv
La funzione essenziale dell'icona, in continuità con il significato e il valore dei "segni" del mistero cristiano, è quella di portare agli occhi quello che la parola porta all'orecchio.

L'immagine è come una presenza che si propone al nostro sguardo, sia attraverso gli occhi materiali che attraverso "gli occhi del cuore", come una finestra aperta sul mistero per poter entrare in comunione con Cristo, con la Madre di Dio, con i Santi: una presenza che si fa accessibile per invitarci a realizzare nella nostra vita ciò che vediamo, dopo averlo rivissuto interiormente.

L'icona nasce e si diffonde a partire dal IV secolo, quando la Chiesa orientale era ancora unita alla Chiesa occidentale: le icone sono dunque patrimonio di tutta la cristianità.

La pittura delle icone non rappresenta solo una stupenda forma d'arte, ma è anche un modo di vivere con maggior intensità la propria fede e un aiuto per avvicinarsi alla Santità, entrando in contatto col soggetto dipinto (Cristo, la Vergine, i Santi). Le figure sono ritratte secondo i canoni di un antinaturalismo che nella teologia delle icone doveva servire a sottolineare la dimensione spirituale dei misteri, degli eventi e dei personaggi sacri. L'arte nell'icona è secondaria, marginale: ciò che è importante è Dio, il Mistero di Dio, che tramite quest'arte viene espresso.

martedì 22 giugno 2021

Parziale marcia indietro sull’ordinamento delle Celebrazioni Eucaristiche in San Pietro

Mesi dopo l'emanazione di una direttiva della Segreteria di Stato Vaticana [qui], la Santa Sede ha rilasciato una dichiarazione del nuovo cardinale Arciprete della Basilica. Da notare un accenno alla possibilità che sia rispettato il Moto Proprio Summorum Pontificum, visto che le celebrazioni del Rito antico (relegate nello spazio esiguo della Cappella Paolina e in un'orario improbabile) tornano nella Basilica, sia pure in maniera limitata: solo tra le 7 e le 9 del mattino e solo per "gruppi speciali". In ogni caso devono aver avuto effetto le dimostrazioni di sconcerto e di opposizione che hanno attraversato tutto l'orbe cattolico [tra cui qui - qui - qui ]

Nota della Basilica di San Pietro circa
l’ordinamento delle Celebrazioni Eucaristiche
22.06.2021

Avendo ricevuto dal Santo Padre il mandato di curare e animare la vita liturgica della Basilica di San Pietro, a partire dal comunicato della Segreteria di Stato del 12 marzo 2021 vorrei proporre alcune considerazioni che spero possano essere utili alla comprensione delle linee orientative tracciate e per scegliere come e quando vivere la celebrazione eucaristica nella prima fascia oraria del mattino. 
Il comunicato della Segreteria di Stato ha dato alcune disposizioni in merito alle celebrazioni delle Sante Messe nella Basilica di San Pietro, con l’intento di assicurare che esse “si svolgano in un clima di raccoglimento e decoro liturgico”. Le indicazioni fanno riferimento ad un preciso contesto, cioè all’organizzazione delle azioni liturgiche nella fascia oraria compresa tra le 7 e le 9 del mattino. In buona sostanza, sono ispirate da due principi:
  1. ordinare le celebrazioni sotto il profilo della scansione temporale e della loro qualità;
  2. accogliere e integrare particolari e legittimi desideri dei fedeli, nel limite del possibile.
Infatti, il contenuto degli enunciati proposti dalla Segreteria di Stato si può riassumere così:
  1. tra le 7 e le 9 i sacerdoti possono concelebrare ad una delle Messe d’orario nei luoghi stabiliti; l’animazione liturgica preveda l’ausilio di ministranti;
  2. sono ammesse eccezioni riguardo ai luoghi della celebrazione – in occasione della memoria di un Santo i cui resti sono custoditi in Basilica – e alla contemporaneità di alcune celebrazioni per gruppi di pellegrini o nella forma straordinaria del Rito Romano.
[...] salto tutta la chiacchierata abbastanza indigesta [qui

Città del Vaticano, 22 giugno 2021
Mauro Card. Gambetti
Arciprete della Basilica Papale di San Pietro

La Chiesa rivendica l'osservanza del Concordato

Sacrosanto rivendicare la libertà dai rischi di natura giudiziaria. Ma la funzione della Chiesa non è piuttosto quella di richiamare i principi spirituali dai quali discendono quelli morali sociali e antropologici? E la violazione del concordato andava denunciata anche nel momento in cui le autorità civili hanno sancito le restrizioni in tema di culto pubblico.

Il Vaticano ha chiesto formalmente al governo italiano di modificare il ddl Zan, ora in commissione Giustizia del Senato, poiché "viola il Concordato". A presentare la nota verbale all'ambasciata italiana è stato il monsignor Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati della Santa Sede. È la prima volta che la Chiesa interviene durante l'iter di approvazione di una legge, esercitando le facoltà previste nei Patti Lateranensi.

Mons. Viganò. NOTA a proposito di alcune dichiarazioni del Prof. Roberto De Mattei recentemente apparse su “Corrispondenza Romana”

Indice degli interventi precedenti e correlati.

NOTA

A proposito di alcune dichiarazioni
del Prof. Roberto De Mattei recentemente
apparse su “Corrispondenza Romana”


Se ho parlato male, dimostrami dov'è il male;
ma se ho parlato bene, perché mi percuoti
?
(Gv 18, 23)

Mi è stato segnalato l’articolo Caso Viganò: l’arcivescovo e il suo doppio, apparso ieri su Corrispondenza Romana [qui], anche in inglese, a firma del prof. Roberto de Mattei.

Non posso non esprimere il mio stupore per le affermazioni che un illustre intellettuale cattolico, salutato come paladino della Tradizione e che non ha risparmiato alla Gerarchia critiche anche severe ma sempre ponderate e giuste, ha ritenuto di dover formulare nei miei riguardi. In realtà sarebbe stato sufficiente consultarmi a voce o per lettera, per dissipare i suoi sospetti e sentirsi rassicurare sul fatto che tutti i miei scritti, le mie dichiarazioni e le interviste rilasciate sono frutto di una maturazione di convinzioni delle quali rivendico con fierezza la piena paternità.

Le eresie della «teologia india» e della «teologia femminista»

Nota previa con la quale Paolo Pasqualucci apre il saggio Instrumentum diaboli. Le eresie della “teologia india” nello “Instrumentum laboris” per l’Amazzonia, gradito da Papa Francesco, Solfanelli, 2021, pp. 5-7 – volume di 170 pagine, € 12,00, edizionisolfanelli@yahoo.it)

Lo scopo del presente contributo è soprattutto quello di fornire ai fedeli ampi materiali per poter rendersi conto dell’abisso nel quale stiamo precipitando noi cattolici, vergognosamente traditi dai propri Pastori. L’Assemblea speciale del Sinodo dei Vescovi riunitasi nell’autunno del 2019 per discutere di una nuova evangelizzazione per l’Amazzonia, sulla base di un elaborato Instrumentum laboris, o “strumento di lavoro”, di poi informalmente approvato, anche se sempre come “strumento di lavoro” da approfondire, dal Papa nel febbraio 2020 nell’Esortazione Apostolica Querida Amazonia, ci viene a dire che dobbiamo ora venire istruiti nella “teologia india” e dare ampio spazio alle donne nella struttura gerarchica e di insegnamento della Chiesa ossia alla “teologia femminista” professata dalla gran maggioranza di loro. Queste pseudo-teologie sono e restano per ovvie ragioni un oggetto misterioso per la stragrande maggioranza di tutti noi. Quest’ignoranza favorisce l’azione eversiva di Pastori che da troppo tempo sono cattolici solo di nome, ci lascia senza difesa contro l’assalto dei nemici esterni e dei lupi travestiti da agnelli oggi pullulanti nella Gerarchia, a cominciare dai vertici. L’esposizione analitica della “teologia india” da me qui fatta, ha necessariamente implicato un’esposizione realistica delle antiche religioni amerindie, culti satanici se mai ve ne furono, sulle quali i “teologi indi” glissano alla grande, limitandosi ad elogiarle sobriamente in quanto culti della supposta “sapienza” degli antenati, da venerare per questa ragione.
Ho anche richiamato l’attenzione sulla dottrina dei c.d. “semi del Verbo” da reperirsi nelle culture e nelle religioni non cristiane [vedi anche]. Questa dottrina è stata male intesa e applicata, dal Concilio Vaticano II in poi, per giustificare le aperture indiscriminate alle altre religioni, che hanno portato alla fine, come dimostrano anche le scandalose celebrazioni del culto idolatrico della Pachamama addirittura in S. Pietro nel 2019, ad una “inculturazione” del cattolicesimo ad esse, capovolgendo il senso originario della suddetta dottrina, abbozzata da alcuni Padri Greci per favorire le conversioni a Cristo.

lunedì 21 giugno 2021

Ma di quale oppressione ci parlano?

Ma di quale oppressione ci parlano?
Che la “causa” Lgbt sia stata ormai adottata dai grandi marchi e che ogni occasione per questi diventi quella giusta per sostenerla è un dato di fatto difficilmente contestabile. E se qualche azienda non ci sta è sufficiente la minaccia di boicottaggio che questa poi si accuccia obbediente come il miglior cane fedele.
Come accadde alla Barilla nel 2013 quando Guido Barilla alla domanda di Rai24 sul perché l’azienda non avesse ancora dato spazio agli omosessuali nei propri spot “osò” rispondere che il target di riferimento dell’azienda era la famiglia. «Non faremo pubblicità con omosessuali perché a noi piace la famiglia tradizionale. Se i gay non sono d’accordo, possono sempre mangiare la pasta di un’altra marca» fu la candida e sincera risposta di Guido. Non l’avesse mai detto, si scatenò l’ira arcobalenata #boicottabarilla accompagnata dal fior fiore del mondo progressista della politica e dello spettacolo, finché il “pentito” Guido non fece atto di sottomissione dall’allora presidente della Camera Laura Boldrini, dalla quale tutto partì. E così la Barilla iniziò un percorso di “redenzione”, che portò in poco tempo lo storico marchio a diventare modello da seguire, tanto da ottenere dalla “Human Right Campaign” (potente associazione Lgbt che ogni anno stila una graduatoria basata sulle politiche interne ed esterne aziendali in questo campo) un punteggio perfetto. Barilla promossa.

Rapporto Matić al Parlamento europeo. L’aborto un diritto umano, divieto ai pro life di dare informazioni e istruzioni, educazione sessuale compulsiva in salsa gender nelle scuole

La sessione plenaria del Parlamento europeo il 23 giugno prossimo discuterà il Rapporto Matic - dal nome del deputato croato Predrag Fred Matić che l'ha proposto - che rappresenta un perfetto e micidiale capovolgimento di tutto ciò che il diritto naturale e il buon senso dicono in materia di vita, famiglia e libertà educativa. L’aborto viene surrealmente presentato come un «diritto umano» mentre la difesa della vita del nascituro diviene «violenza di genere». Di fatto se contraccezione e aborto vengono proposti al posto della maternità siamo di fronte alla realtà ribaltata di segno apertamente infero... Tra l'altro il rapporto attacca gravemente i diritti fondamentali sanciti dalla Carta dell'UE e viola la sovranità dei singoli paesi. In sostanza:
  • Il Matic Report vorrebbe qualificare l'aborto come un "diritto umano", anche se non esiste un tale diritto, e promuovere l'aborto senza alcuna restrizione.
  • Chiede anche l'abolizione (quanto meno pratica) del diritto all'obiezione di coscienza del personale sanitario. L'obiettivo del rapporto Matic è di rendere in concreto impossibile per i sanitari pro-vita di opporsi all'uccisione di un essere umano con l'aborto. Un medico o una ostetrica che vi si rifiutasse, sarebbero i primi ad essere ingiustamente discriminati, dal momento che, secondo il rapporto, il rifiuto dell'aborto sarebbe equiparato al "rifiuto di cure mediche".
  • Promuove l'aborto e la contraccezione per le ragazze "indipendentemente dall'età" senza il consenso dei genitori. In pratica gli aspetti peggiori della nostra 194, riportati, applicati e moltiplicati a livello globale.
  • Esorta i paesi dell'UE a garantire l'indottrinamento LGTB e Gender dalla scuola primaria senza informare o richiedere il consenso dei genitori.
  • Raccomanda i cosiddetti interventi irreversibili di "cambio di sesso" anche per i minori, e predispone che siano pagati dai sistemi sanitari pubblici.
  • Interferisce con la giurisdizione esclusiva degli Stati membri sulla definizione e la gestione dei loro sistemi sanitari nazionali o delle loro scelte di politica sanitaria nazionale.

Ed ecco il 'cammino sinodale italiano'. La sinodalità è ormai irreversibile?

Scrive Andrea Sandri + commento di Riccardo Zenobi: "La CEI inaugura [su sollecitazione di Bergoglio1] il "cammino sinodale" italiano come cammino dal basso verso l'alto. È la vecchia superstizione del positivismo che crede che la verità sia prodotto di un metodo (e siccome esistono molti metodi la verità è relativa e transeunte), e l'oblivione dell'idea evangelica che la Chiesa viene dall'Alto: il Padre manda il Figlio, e Gesù Cristo manda Pietro e gli Apostoli. Il risultato disastroso del cammino sinodale tedesco evidentemente non è bastato. L'alto del metodo non è l'Alto della Chiesa e di Dio". "Che poi il loro "basso" è sempre il pubblico acattolico verso il quale bisogna fare bella figura a tutti i costi. I cattolici non hanno voce in capitolo nel clericalismo postconciliare".

Richiamo alcuni miei articoli che puntualizzano il tema e i problemi che vi sono connessi (sono anni che ne scrivo mentre mi interpellano in diretta):
  • Collegialità episcopale o episcopato subordinato? Le implicazioni nell'Amoris Laetitia [qui]
  • Le insidie della collegialità. Le due ecclesiologie [qui]
  • Consolidamento della sinodalità e del conciliarismo? Il C9 e la "decentralizzazione" della Chiesa [qui]
  • Conciliarità, Sinodalità. Come cambia la Chiesa? [qui]
Da questi scritti opportunamente aggiornati potrebbe scaturire un piccolo saggio. Avrei bisogno di un tempo sabbatico dal blog per poter elaborare questo e un paio d'altri...
______________________ 
1. La Chiesa italiana «deve incominciare un processo di Sinodo nazionale, comunità per comunità, diocesi per diocesi». L’indicazione era arrivata da papa Francesco a fine gennaio ricevendo i partecipanti all’incontro promosso dall’Ufficio catechistico della Cei. [qui]

Svezia: timido risveglio di fronte alla deriva transgender

Piccole crepe nella diga arcobalenosa. Precedenti quiqui - quiquiqui 
La Svezia sta cominciando a valutare il peso della deriva che rappresenta il transgender? Difficile dirlo senza sfumature. Eppure, l'ospedale più prestigioso del Paese, che è stato il primo a riconoscere il "diritto" del transgender, comincia a dubitare.
In un eccellente articolo intitolato "Transgender: all'origine di un delirio sociale", la rivista Valeurs Actuelles descrive la nascita e la progressione di questa ideologia, un cavallo di Troia della causa LGBT.

L'origine del fenomeno transgender
L'autore giustamente fa notare che la causa di tale negazione del reale "è da ricercarsi nell'ideologia. In questo caso il transessualismo è la forma più avanzata di dominio della mente sul corpo e in questo è attivamente promosso da chi ha una visione dell'uomo liberata dai vincoli biologici". In altre parole, il transumanesimo.

domenica 20 giugno 2021

Messe in tutta l'Irlanda sugli altari del tempo della persecuzione, per “il rinnovamento della fede”

Negli ultimi giorni è ripresa la tradizione di celebrare in 26 altari in pietra che punteggiano le campagne irlandesi, testimoni dei tempi della persecuzione nel XVII secolo quando i cattolici si trovavano in luoghi isolati per assistere segretamente alla messa all'aperto.
Su iniziativa di Aiuto alla Chiesa che Soffre, in tutte le diocesi d'Irlanda sono state organizzate messe sulle famose “Mass Rocks” diocesane - le “rocce per la messa” - per chiedere una grazia ben precisa: "il rinnovamento della fede" nel Paese, che si è visto invadere a velocità vertiginosa dalla cultura della morte attraverso l'approvazione tramite referendum dell'aborto legale, la legalizzazione del "matrimonio" delle coppie omosessuali e il crescente rifiuto della Chiesa cattolica da parte della popolazione un tempo profondamente religiosa. Un misto di laicità e disgusto per i molteplici casi di abusi sessuali su minori o maltrattamenti da parte di istituti religiosi venuti alla luce (e regolarmente strumentalizzati dalla stampa).
Aiuto alla Chiesa che Soffre ha quindi deciso di far celebrare una Messa in ciascuna delle diocesi d'Irlanda nei giorni che precedono il 20 giugno, festa dei martiri d'Irlanda, per ottenere, per loro intercessione, un ritorno e un rinnovamento della fede. Si tratta di cattolici uccisi in odio alla fede tra il 1537 e il 1714, come Olivier Plunkett, arcivescovo di Armargh, beatificato nel 1920, canonizzato nel 1975, e una ventina di altri irlandesi, per lo più sacerdoti o religiosi.
Per padre Gerard Quirke, dell'arcidiocesi di Tuam, non era la prima volta, poiché lo scorso aprile aveva preso l'iniziativa di celebrare la sua messa pasquale davanti al sol levante a causa delle restrizioni COVID che gli impedivano di celebrare le funzioni pubbliche nella sua chiesa [lo abbiamo documentato qui]. Un'immagine struggente, che testimonia un tipo di persecuzione diverso da quello a cui è stata sottoposta l'Irlanda cattolica più di tre secoli fa.
Nei giorni scorsi si è unito agli altri 25 sacerdoti e monaci che sono tornati alla tradizione della messa celebrata su un altare di pietra naturale, a volte difficile da riconoscere come tale - si trattava di nascondersi all'autorità - e situato molto spesso su un'altura per consentire al celebrante e ai partecipanti di sorvegliare i dintorni per poter scorgere il nemico a distanza.
Per il vescovo Tommy Johston, uno dei sacerdoti partecipanti - che ha officiato a Mass Hill, nella contea di Sligo - “è stato un privilegio unico stare in un luogo reso sacro dai nostri antenati che vi si trovavano tanti anni fa. esprimendo la loro fede nella presenza e nella preghiera, consapevoli del pericolo permanente che minacciava la loro vita e la loro sussistenza”.
Se i laici rischiavano la multa o la prigione, le “leggi penali” in vigore dal 1535 al 1691 facevano incorrere i sacerdoti che assicuravano ai laici il loro ministero nientemeno che nella pena di morte.
Con il COVID, ha preso piede una nuova forma di persecuzione con il divieto di messe pubbliche per un periodo molto lungo, anche se fino ad oggi l'Irlanda ancora non supera 5.000 morti attribuiti al coronavirus.
Questo aspetto delle cose non è stato messo in evidenza da parte di Aiuto alla Chiesa che Soffre nell'annuncio delle celebrazioni delle Messe sulla roccia.
L'Irlanda ha ripreso le messe pubbliche soltanto a metà maggio, e ancora in condizioni draconiane di regole e "distanziamenti", mantenendo ancora la sospensione dell'obbligo domenicale. Il 13 maggio l'arcivescovo di Dublino, durante la timidissima “riapertura”, ha precisato che tutti hanno pregato affinché gli sforzi del Paese contro un “virus mortale” non venissero compromessi, e ha aggiunto: “Soprattutto vogliamo che tutti siano il più sicuri possibile fino al completamento del programma di immunizzazione."
Pregare per un rinnovamento della fede in Irlanda non è sicuramente un lusso.
[Fonte - Traduzione a cura di Chiesa e post-concilio]

sabato 19 giugno 2021

La Corte Suprema USA, all’unanimità, a favore dell’Agenzia per le Adozioni Cattoliche

C'è una guerra in corso. Una battaglia è stata vinta; ma la guerra continua.
Leggiamo sul Catholic National Register che la Corte Suprema ha deciso all’unanimità a favore dei Catholic Social Services (CSS) nella causa contro la città di Filadelfia, stabilendo che la città ha violato il libero esercizio della religione del gruppo. La città nel 2018 aveva smesso di collaborare con l’agenzia nel suo programma di affidamento, dal momento che i Catholic Social Services non avrebbero certificato le coppie dello stesso sesso come genitori affidatari per motivi religiosi.
[...] Il caso, Fulton v. City of Philadelphia, riguarda la più grande città della Pennsylvania che cessato di trattare contratti di affidamento con i Catholic Social Services perché l'agenzia fondandosi sulla fede professata affermava che non avrebbe certificato come genitori adottivi coppie dello stesso sesso; la sua politica era evidentemente di conio religioso, basata sugli insegnamenti della Chiesa sul matrimonio e sulla famiglia. L'agenzia, inoltre, non certifica le coppie non sposate come genitori affidatari, indipendentemente dal loro orientamento sessuale.

Pandemonio pandemico e inusitata compressione delle elementari libertà individuali

“Iudicium durissimum his qui praesunt fiet.
Potentes potenter tormento interrogabuntur”.
di Gian Pietro Caliari

“Un giudizio severo si compirà contro coloro che stanno in alto. I potenti saranno potentemente interrogati con tormento” (Sapienza 6, 5-6).
Così leggiamo nel Libro della Sapienza nell’attuale traduzione, direttamente derivata dal testo latino della Vulgata.
L’autore del testo sacro è un raffinato ellenista e l’originale greco suona, in realtà, assai più esplicito: “δυνατοὶ δὲ δυνατῶς ἐτασθήσονται” (dunatoì dè dunatòs etasthésontai), che dovrebbe essere correttamente tradotto così: “Al contrario, i potenti saranno castigati con potenza”. L’autore, infatti, indica un perfetto parallelismo fra coloro che agiscono con potenza (δυνατοì) e il modo in cui saranno giudicati (δυνατῶς), vale a dire con eguale potenza.

Non si tratta, in realtà, per l’autore sacro di una semplice minaccia, ma della logica conclusione per chi ha rifiutato scientemente l’appello che costituisce l’incipit stesso del Libro della Sapienza: “Ἀγαπήσατε δικαιοσύνην οἱ κρίνοντες”: “Amate la giustizia, voi che governate sulla terra” (1, 1).

venerdì 18 giugno 2021

Comunicato della FSSP dopo il documento della diocesi di Digione

Dopo l'incomprensibile decisione d'inizio giugno dell'arcivescovo di Digione Mons. Minnerath [qui] di espellere dalla diocesi due sacerdoti della FSSP e di porre fine all'esistenza della comunità di fedeli di San Bernardo (più di 300 fedeli) dopo 24 anni di presenza della FSSP, i fedeli hanno rivolto una petizione al loro arcivescovo. Ma non manca il sostegno di molti cattolici di tutto il mondo. La petizione può essere firmata qui

Comunicato sullo sfratto 
della Fraternità San Pietro dalla diocesi di Digione
Venerdì 18 giugno 2021
     
La Fraternità Sacerdotale San Pietro (FSSP) ha preso atto del comunicato stampa pubblicato il 17 giugno 2021 sul sito web della Diocesi di Digione [qui]. Si rammarica sinceramente che venga utilizzata una tale modalità di comunicazione, ma di fronte all'impossibilità di stabilire un dialogo diretto con l'Arcivescovo di Digione, è ora costretta a utilizzare questa stessa modalità di comunicazione per fornire alcune precisazioni.
Informata per posta il 17 maggio, senza previa consultazione o motivazione, che i suoi sacerdoti sono stati espulsi dalla diocesi di Digione, la Fraternità di San Pietro non riesce a comprendere come il vescovo Roland Minnerath persista nel suo rifiuto di ricevere i suoi superiori o anche solo di discutere con loro.

Dal 24 al 26 giugno on line: Conferenza Internazionale Sulla Grande Apostasia.

Nel corso del XX secolo, la Chiesa cattolica ha assistito a una trasformazione senza precedenti. L'architettura gloriosa della chiesa è stata ridotta a strutture profane più somiglianti a palestre; l'arte sacra è stata scartata a favore di impressioni deformi e grottesche; canti e inni sono stati sostituiti da chitarre e tamburelli; donne di mezza età in calzamaglia danzano al posto dei chierichetti; e la Sacra Liturgia, spostando la sua attenzione da Dio all'Uomo, ha fatto del Sacrificio un pasto.
Il risultato netto di questi cambiamenti radicali è stato a dir poco catastrofico!
E adesso? La voce di Pietro ricorda più da vicino quella di Giuda poiché la partecipazione alla Messa è scoraggiata, i Sacramenti sono negati ai fedeli e le parrocchie in tutto il mondo vengono chiuse e vendute.

“La proroga dello stato d’emergenza?”, così Cassese distrugge Draghi e il governo

Lo dice un giudice della Corte costituzionale. Speriamo non cada nel vuoto anche questo autorevole intervento. Pare che oggi prevalga l'arbitrio su ogni autorevolezza. E come si concilia con l'emergenza - oltre che col comune senso di sopravvivenza nonché con le responsabilità per la salvaguardia dell'ordine pubblico e dell'identità nazionale - che continuino a lasciar sbarcare clandestini e per di più positivi?

Il giudice emerito della Corte Costituzionale, Sabino Cassese, in una lunga e assai interessante intervista rilasciata al vicedirettore dell’HuffingtonPost, Alessandro De Angelis, entra di nuovo a gamba tesa sul governo Draghi (così come fece con Conte) per sottolineare come ormai vi sia una deriva che rischia di diventare inarginabile. La volontà di Draghi di prolungare lo stato d’emergenza manda su tutte le furie il giurista. Lo “stato di emergenza” – da quanto si apprende – verrà prorogato fino al 31 dicembre. Attacca Cassese: “Non riesco a trovare una spiegazione all’eventuale dichiarazione governativa dello stato di emergenza, a questo punto. Lo stato di emergenza può essere dichiarato molto rapidamente, con una decisione del Consiglio dei ministri. Per convocare il Consiglio dei ministri, basta qualche ora. Non vedo quindi quale necessità ci sia di ‘tenersi pronti'”.

Il magistrato Giorgianni: “Benedetto XVI non ha mai abdicato. Bergoglio è un cardinale vestito di bianco”

Dopo l'avv. Taormina [qui], un altro uomo di legge prende una posizione molto decisa sulla questione. Il minimo che si possa dire dello scritto che segue è che si tratta di affermazioni quanto meno sensate. Qui - qui i precedenti più recenti. Indice degli articoli sui 'due papi'.

“C’è un solo papa, Benedetto XVI. Bergoglio è un cardinale vestito di bianco, complice del Nuovo Ordine Mondiale”: non è andato molto per il sottile, in un discorso pubblico a Messina, due giorni fa, il noto magistrato antimafia Angelo Giorgianni, già Sottosegretario alla Giustizia del governo Prodi.

Naturalmente, ha fatto tali dichiarazioni non nelle sue vesti istituzionali, ma come presidente dell’Organizzazione Mondiale per la Vita, un’associazione su base volontaria da lui fondata, che si occupa della difesa della vita umana e di tutti i diritti che afferiscono alla sua tutela e dignità riservando particolare attenzione alle varie libertà individuali non sempre assicurate, come quella di opinione, libertà, pensiero, culto e alla sacralità della vita umana dal momento del concepimento sino alla fine naturale.

D. Dottore, dopo l’avvocato Taormina qui, lei è il secondo uomo di legge laico e italiano a sollevare dubbi sull’abdicazione di papa Ratzinger…

giovedì 17 giugno 2021

Contro Papa Bergoglio anche i suoi fan. Un pontificato al tramonto

Quella che segue è l'analisi impietosa di Socci sulla presente situazione di questo pontificato suscitata da un tanto clamoroso quanto inatteso scritto di Melloni su Repubblica di ieri. L'esposizione non manca di lacune e fraintendimenti. Ovvio che non basta dirlo e andrebbe argomentato. Ma a dimostrarlo c'è tutta la decennale attività di questo blog con le denunce, le analisi e le sintesi condivise in diretta, in concomitanza con l'anomalo e dirompente svolgersi degli eventi, in presenza di gesti e parole inauditi... E questa, intanto, è una semplice presa d'atto, per la cronaca, che si va facendo sempre più incalzante.

Contro Bergoglio anche i suoi fan.
Un pontificato al tramonto

Cosa sta succedendo nella Chiesa Cattolica? Siamo alla vigilia di un terremoto? Molti segnali inducono a pensarlo e quello arrivato ieri dalle colonne di “Repubblica” – a firma di Alberto Melloni – è davvero clamoroso, perché mostra il duro divorzio di certe aree cattoprogressiste da papa Bergoglio che prima sostenevano entusiasticamente.
Melloni – simbolo della “Scuola di Bologna” e dell’ala “progressista” della Chiesa – inizia la sua requisitoria sottolineando che il cardinale tedesco Marx, nella sua recente lettera di dimissioni, “ha di fatto chiesto le dimissioni del Papa”.
Marx è il leader del potente e ricco episcopato tedesco che, con il suo Sinodo, sembra voler fare una rivoluzione. I vescovi tedeschi sono gli storici sostenitori di Bergoglio, ma la loro fuga in avanti non ha il suo appoggio e ora sono palesemente delusi.

La coerenza eucaristica riguarda tutti i cattolici, non solo i personaggi pubblici

Un fatto del genere non dovrebbe essere oggetto di discussione né tantomeno sottoposto a votazione. L’Arcivescovo Cordileone parla di ri-catechizzazione dei fedeli; e i vescovi chi li ri-catechizza? Precedenti negli USA quiqui - qui - qui - qui - qui - qui - qui.

L’Arcivescovo Cordileone: “serve un grande sforzo per
ri-catechizzare i cattolici sull’Eucaristia”

In un’intervista andata in onda su EWTN Pro-Life Weekly, l’arcivescovo di San Francisco Salvatore Cordileone ha affermato che la questione della coerenza eucaristica riguarda tutti i cattolici, non solo i funzionari pubblici.
I vescovi dovrebbero discutere la questione nella loro prossima riunione del 16-18 giugno e votare se iniziare o meno la stesura di un documento didattico sull’Eucaristia.
Riguardo alla ricezione della Comunione per i cattolici, compresi i politici che sostengono pubblicamente una legislazione permissiva su mali gravi come l’aborto, ha detto che “il problema è che la nostra gente non capisce cosa significhi veramente l’atto di comunione, nel senso della dignità di ricevere la santa comunione. La coerenza eucaristica vale per ogni cattolico. I cattolici di spicco nella vita pubblica hanno una responsabilità aggiuntiva, in termini di testimonianza pubblica che danno. Dobbiamo fare un grande sforzo per ri-catechizzare la nostra gente sull’Eucaristia”. Durante la loro prossima riunione online i vescovi degli Stati Uniti dovrebbero decidere se iniziare a redigere un documento sulla “coerenza eucaristica”.

Pio XII, quanti sono gli ebrei che ha davvero soccorso?

Che molti abbiano in passato buttato la croce su Pio XII è notorio. Che la posizione di Pio XII procedesse sul filo di una lama, non è difficile immaginare. Che il Rabbino Capo di Roma Israel Zolli nel febbraio del 1945 chiedesse ed ottenesse il battesimo scegliendo di prendere il nome di Eugenio, è una di quelle notizie che scivolano sempre fuori dalla memoria personale e collettiva. Ora che si facciano tante storie per stabilire se furono mille, diecimila, centomila, un milione, venti milioni gli ebrei salvati è nella natura umana decaduta. Nella certezza che Pio XII è stato uomo di grande Fede professata ed agita, sappiamo che ha pregato ed operato instancabilmente in particolare per tutti gli ebrei per quelli in fuga, per quelli condannati a morte e per quelli morti. Oggi, senza farsi incastrare dagli algoritmi, Pio XII occupa il suo posto tra i Santi Cattolici e tra i Giusti tra le nazioni. 

Anche lo storico Hubert Wolf ha ammesso che Pio XII ha aiutato quanti più ebrei possibili. Sullo sfondo un dibattito complesso sulla figura di questo Pontefice.

Quante sono state le richieste di aiuto da parte di ebrei ricevute da Pio XII? Johan Ickx, direttore dell’archivio storico della sezione “Rapporti con gli Stati” della Segreteria di Stato, ha contato 2800 richieste di aiuto, relative a quasi 5 mila persone. Ma lo storico tedesco Hubert Wolf ha sottolineato che le richieste sarebbero ancora di più: circa 15 mila. Ammettendo, però, che davvero Papa Pacelli abbia aiutato gli ebrei quando possibile, e in questo modo riposizionandosi nel dibattito tra gli storici, prendendo una posizione più morbida nei confronti del Papa.

Operazione di marketing? Forse dirlo è azzardato, ma di certo Wolf non ha specificato in che modo abbia conteggiato queste 15 mila richieste e come le abbia classificate, né ha rivelato quale sia la fonte del conteggio (magari sono gli stessi archivi in Vaticano, magari addirittura archivi presenti in Germania). Mentre Ickx ha reso nota una documentazione precisa, certosina, con riferimenti diretti. Una operazione volta a fare giustizia della figura di Pio XII con la forza dei documenti e della storia, non certo della propaganda.

mercoledì 16 giugno 2021

È il Cattosincretismo la vera piaga letale della Chiesa di oggi

Una riflessione di Agostino Nobile su un comportamento e una “filosofia” diventata pervasiva nella Chiesa, corrispondente al politically correct, piuttosto che al munus docendi che è una delle sue funzioni primarie, insieme a quello regendi e sanctificandi. Del resto tutto parte da qui

Cattosincretisti


A partire dal Vaticano II i cattolici hanno subito un lavaggio del cervello lento e capillare senza precedenti. Molti si sentono atei e altri agnostici. Ma la maggior parte è affetta da sincretismo religioso, consapevolmente o meno. Ricordiamo che il sincretismo è la colonna portante della massoneria, che i papi hanno condannato per ben 586 volte.

Nel club del pensiero massosincretista possiamo trovare preti che ripetono ossessivamente i mea culpa iniziati, spero ingenuamente, da GP II. Davanti all’altare capita di vedere sfilate di moda, banchetti per i “fratelli” musulmani, preti ballerini, danzatori indù, ecc. I cattosincretisti presenti, invece di lasciare la chiesa e dirne quattro al tipo vestito da prete, battono le mani. Quelli che ostentano equilibrio di giudizio possono chiederti, cosa c’è di male? Non sappiamo quanti di loro sono ignoranti, ingenui e magari inglobano le due cose, ma certamente rappresentano la comunità più plagiata e istupidita del pianeta.

L’incredibile storia della Madonna di Vladimir

La Madonna di Vladimir è una delle icone più famose del mondo ed è oggetto di una venerazione senza pari in Russia. A quest’opera sono stati attribuiti diversi miracoli, tra cui aver contribuito alla vittoria di due importanti battaglie. Ecco svelati alcuni segreti di questa famosissima icona!

Tra storia e leggenda 
Malgrado sia stata realizzata nel XII secolo a Costantinopoli, una leggenda attribuisce la creazione di questa icona a Luca Evangelista in persona.
Arrivò in Russia dopo essere stata regalata dal Patriarca di Costantinopoli a un principe che abitava vicino a Rostov, probabilmente in un tentativo di convertire al Cristianesimo i popoli slavi. 

martedì 15 giugno 2021

Res Novae: Intervista a mons. Viganò sulla liturgia del Vaticano II

Intervista rilasciata dall’arcivescovo Carlo Maria Vigano al sito “Res Novae”, a cura di don Claude Barthe [don Barthe sulla riforma liturgica qui]. Indice degli articoli e interventi precedenti e correlati.

Intervista a mons. Viganò sulla liturgia del Vaticano II
di don Claude Barthe

Mons. Carlo Maria Viganò, che fu nunzio apostolico negli Stati Uniti, è divenuto noto per la sua vigorosa critica al pontificato bergogliano e poi per lo sviluppo di una riflessione critica non meno forte circa il concilio Vaticano II. Ha risposto volentieri alle nostre domande sul tema della nuova liturgia, in modo abbastanza «spiazzante» (anche per noi, poiché attacca qui un processo di «riforma della riforma», che noi difendiamo). Siamo molto felici di offrire ai nostri lettori questo intervento al fine di alimentare il dibattito e la riflessione.

Don Claude Barthe – Vostra Eccellenza ha avuto occasione di parlare di «azioni rivoluzionarie» a proposito della realizzazione della nuova liturgia, dopo il Concilio Vaticano II. Potrebbe precisare il Suo pensiero?

Mgr Carlo Maria Viganò – Anzitutto, occorre aver ben chiaro che il Concilio Vaticano II è stato concepito come evento in se stesso rivoluzionario. Non mi riferisco ovviamente alle buone intenzioni di quanti hanno collaborato alla stesura degli schemi preparatori; parlo invece dei Novatori che hanno respinto quegli schemi assieme alla condanna del Comunismo che il Concilio avrebbe dovuto pronunciare, come auspicato da gran parte dell’episcopato mondiale. Ora, se il Vaticano II fu un atto rivoluzionario sia per le modalità in cui fu condotto sia per i documenti che promulgò, è logico e lecito pensare che anche la sua liturgia risenta di questa impostazione ideologica, soprattutto tenendo presente che essa costituisce il principale mezzo di catechizzazione dei fedeli e del Clero. Non è un caso che Lutero e gli altri eretici Protestanti e Anglicani abbiano messo mano alla liturgia come metodo principale per diffondere i loro errori tra i fedeli.

Biden in Europa per il G7. Annullato l’incontro con il Papa

Precedenti quiqui - qui - qui - qui.

Il presidente Biden, che è in Europa per il G7 e diversi incontri di alto livello, secondo il National catholic register, avrebbe dovuto dedicare la mattinata di oggi, 15 giugno, al primo incontro con papa Francesco da quando è presidente, partecipando di primo mattino alla sua Messa; ma la partecipazione è stata annullata per via dell’impatto che avrebbe suscitato vedere il presidente Biden ricevere la Santa Comunione dal Papa, viste le discussioni ancora in atto della Conferenza episcopale degli Stati Uniti sul tema della cosiddetta “coerenza eucaristica”. Un tema che dovrebbe essere discusso proprio domani, mercoledì 16 giugno, in occasione dell’assemblea generale dei vescovi. I vescovi statunitensi dovrebbero votare sulla creazione di un comitato per redigere un documento sulla coerenza eucaristica. [qui - qui].

Il grande ritorno dei monaci all'abbazia di Solignac, il primo dopo la Rivoluzione

Aggiornamento: Ho preso un abbaglio: avevo letto che i monaci celebreranno nella "forma straordinaria" e purtroppo non ho riletto e riguardato... Celebreranno invece il NO. Quindi nihil sub sole novi... Ringrazio chi lo ha notato e segnalato, mi scuso con tutti voi, che certamente siete partecipi della mia delusione.
*
Una bella notizia di cui rallegrarsi. La bella notizia consiste nel ritorno all'uso religioso dell'abbazia abbandonata, ma il rito antico ce lo scordiamo ancora una volta

I monaci benedettini di Clairval hanno deciso di fondare un convento nell'antica abbazia del VI secolo nel Limousin. 
Il loro arrivo è previsto per questa estate. Una rinascita per questo luogo e per la regione.
È un evento nel mondo religioso. L'Abbazia di Saint Pierre-Saint Paul de Solignac, situata nella diocesi di Limoges e priva di vita monastica dalla Rivoluzione, tornerà presto a vivere! Dal 1° agosto, l'abbazia benedettina di San Joseph Clairval, situata a Flavigny-sur-Ozerain Côte d'Or, invierà alcuni dei suoi monaci a fondare un priorato nell'Abbazia di San Pietro e San Paolo di Solignac come annunciato congiuntamente l'11 giugno scorso da Mons. Pierre-Antoine Bozo, vescovo di Limoges, e Dom Jean-Bernard Marie Bories, padre-abate di Saint Joseph a Clairval.

lunedì 14 giugno 2021

Il problema Islam e come non se ne esce se non si cambia registro.

Alcuni pensieri in libertà sull'onda della cronaca recente e dei problemi che incalzano sempre più frequentemente e sempre più da vicino.
More solito, abbiamo dovuto ascoltare su La7, senza contraddittorio, il punto di vista della giornalista di Domani1 sul caso di Saman, la ragazza pachistana uccisa dallo zio in quel di Reggio Emilia per aver rifiutato un matrimonio combinato, sintomo di una sua più ampia emancipazione:  "È una storia che riguarda il nostro tessuto sociale: non vanno fatti cadere nel vuoto i messaggi di aiuto delle persone che subiscono violenze. Riguardano tantissime donne anche italiane, cattoliche o non religiose" qui. Se ne parlano le fonti del mainstream, quando finalmente arrivano a parlarne, lo fanno in questi termini...
Ma si è mai sentito di una cattolica o di una buddista o di una ebrea o di una anglicana uccisa perché non voleva sposare il cugino imposto dal padre? O di donne di altre religioni obbligate ad andare in giro velate o segregate o bloccate negli studi ed in ogni altra attività extradomestica? Semplicemente perché fatti del genere accadono solo nell'Islam ed ancora una volta la "sinistra" nasconde ed ha paura dello stigma. C'è la testimonianza del fratello della povera Saman, che ha dichiarato che è stata punita perché si stava allontanando dai dettami dell'Islam. Tant'è che gli inquirenti si stanno muovendo in base alla sua testimonianza e a filmati compromettenti.
Questi, ed altri, fatti del genere accadono solo in quella religione. Ed in questo caso la religione c'entra, eccome. Sia mai che scappi mezza parola contro certe usanze tribali. Tutti colpevoli, nessun colpevole. La sinistra è questa, non se ne esce...

domenica 13 giugno 2021

Card. Zen : Che male c’è a rendere accessibile a tutti la forma straordinaria del rito romano?

Si aggiunge il sostegno alla Messa antica del Cardinale Zen in seguito alle voci in ordine alle restrizioni al Summorum pontificum e inevitabili conseguenze [qui - qui ]. Stranamente nell'articolo sotto riportato non accenna al fatto che la celebra anche lui [qui - qui]. Una piccola osservazione sull'uso del termine forma straordinaria. In realtà non si tratta di due "forme" dello stesso rito, ma di due riti diversi perché diversa è la teologia e l'ecclesiologia che veicolano: teocentrica/cristocentrica il Vetus, antropocentrica il Novus...

Card. Zen : Che male c’è a rendere accessibile
a tutti la forma straordinaria del rito romano?


E con che dignità
porta la cappa magna!
Ho letto sui giornali notizie abbastanza preoccupanti su possibili restrizioni alla celebrazione della Messa Tridentina (quella che ora chiamiamo forma straordinaria del rito romano). Voglio dire chiaramente che io non sono considerabile come estremista di questa forma liturgica e che ho lavorato attivamente, come sacerdote e come vescovo, per la riforma liturgica dopo il Vaticano II, anche cercando di frenare gli eccessi e gli abusi, che purtroppo non sono mancati anche nella mia diocesi. Quindi non mi si accuserà di faziosità. 
Ma non posso negare, nella mia esperienza di Hong Kong, il tanto di buono che è venuto dal motu proprio Summorum Pontificum e dalla celebrazione della Messa Tridentina.
C’è qui un gruppo fedele che da decenni partecipa a questa forma che ci viene dalle ricchezze liturgiche della nostra Tradizione, un gruppo che non ha mai creato problemi alla diocesi e i cui partecipanti non hanno mai messo in dubbio la legittimità della Messa rinnovata.
Nella comunità che partecipa alla forma straordinaria in Hong Kong sono passati tanti giovani, che attraverso questa Messa hanno riscoperto il senso dell’adorazione e della reverenza che dobbiamo a Dio, nostro Creatore.

13 giugno una data Mariana. Tempo di consacrazione personale e della famiglia

La Madonna apparendo a Fatima il 13 giugno 1917, tra l’altro, disse a Lucia: “Gesù vuole servirsi di te per farmi conoscere e amare. Egli vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato”.
La devozione al Cuore Immacolato di Maria Santissima non è dunque un’invenzione umana, ma una richiesta del Cielo.
L’origine del culto al Cuore Immacolato può trovarsi nelle parole dell’evangelista Luca, dove il Cuore di Maria appare come uno scrigno che racchiude i più santi ricordi.
La prima traccia di culto pubblico si trova a Napoli nel 1640 nella confraternita del Cuore di Maria fondata da S. Giovanni Eudes, che diffuse anche la devozione al sacro Cuore di Gesù.
Grande propugnatore della devozione alla Santa Vergine fu S. Luigi Maria Grignion de Montfort, presbitero francese, fondatore della Compagnia di Maria e delle Figlie della Sapienza. In un’opera dal titolo “Trattato della vera devozione alla Santa Vergine”, S. Luigi Maria descrisse la sua dottrina sulla devozione mariana, raccomandando a tutti i fedeli di consacrarsi totalmente a Gesù per le mani di Maria Santissima.
Chi vuole, può scegliere tra le tre formule sotto riportate.

sabato 12 giugno 2021

Spigolature. 'Mamma li turchi!' può tornare attuale...

"Le moschee le nostre caserme, le cupole i nostri elmetti, i minareti le nostre baionette e i fedeli i nostri soldati” (Erdogan,1997). Il Consiglio municipale di Strasburgo (nell'Europa agonizzante) finanzia con 2,5 milioni la costruzione dell'ennesima Moschea, mentre ancora piangiamo per Santa Sofia [qui].
L'Europa - e purtroppo non da meno l'Italia - sta cambiando volto. La crisi appare irreversibile, anche se si deve combattere sino alla fine per la nostra fede, per l'onore della bandiera e "per tigna". Regina delle vittorie, prega per noi!
In uno dei suoi saggi degli anni Sessanta-Settanta del secolo scorso, il filosofo cattolico Augusto Del Noce, scrisse, lapidario: "i modernisti non hanno mai riempito le chiese."
Le moschee invece sono piene, i turchi sono invitati da Erdogan a fare cinque figli a famiglia non per amore della famiglia ma per schiacciarci.
A proposito di turchi, il successore di Angela Merkel sembra, salvo sorprese poco pronosticabili, dover essere un turco: proprio così, un uomo politico tedesco di etnia turca (qui), che ha deciso di affidare all'associazione turco-tedesca Ditib1 (ente governativo turco a tutti gli effetti) la redazione dei testi scolastici e la direzione delle ore di religione islamica nelle scuole. Si affideranno a Erdogan le nuove generazioni dei musulmani tedeschi? L'insegnamento della religione mussulmana è sempre più diffuso in Germania, si convertono anche tedeschi (non di meno per via del Nulla malsano cui è ridotto il cristianesimo). 
La Germania "luterana" è cosa del passato, si profila all'orizzonte un Germania "turanica", che potrà essere anche più aggressiva della Germania pangermanista del passato. Un "pangermanesimo mussulmano"? Per come stanno andando le cose, non mi stupirei di nulla, nemmeno delle prospettive più sconvolgenti. Anche in Austria l'islam demograficamente avanza.
Una Germania dove la componente turco-maomettana, mezzo turco-araba e mezzo tedesca, appaia un domani non tanto lontano l'elemento trainante, per aprire la strada alla nuova conquista turca dell'Europa? Intanto, l'episcopato tedesco si preoccupa dei diritti delle coppie gay, esso stesso probabilmente affiliato in misura notevole all'universo arcobaleno mentre il papa continua a defilarsi, condannando a parole certi atteggiamenti ma lasciando in sostanza fare...

La Chiesa in Germania è in scisma? "Dubium" alla Congregazione per la Dottrina della Fede

Nella nostra traduzione da Catholic News Agency osservazioni circa il “dubium” presentato al Vaticano da tre cattolici per chiedere se la Chiesa in Germania è in stato di scisma (Bochum, CNA Deutsch). Una significativa reazione dal basso... Precedenti sulla Chiesa in Germania quiqui - qui - qui - qui - qui - qui (J. Ratzinger qui - qui).

Scisma in Germania... Si ricorre a Roma
Ma questo altare non è più utilizzato
Tre cattolici hanno presentato un “dubium” al Vaticano chiedendo se la Chiesa in Germania è in stato di scisma. Il corrispondente in lingua tedesca della CNA, CNA Deutsch, ha riferito che il trio della diocesi di Essen ha formalmente richiesto una decisione alla Congregazione per la Dottrina della Fede.

Un dubium, termine latino per “dubbio”, è una domanda rivolta alla congregazione dottrinale del Vaticano a cui si può rispondere con un “sì” o un “no”. La congregazione risponde con un “Responsum ad dubium”, come ha fatto a marzo quando è stato chiesto se la Chiesa ha l’autorità di benedire le coppie dello stesso sesso [vedi]. 
A volte viene chiesto alla congregazione di rispondere a più domande, plurale “dubia”. Quattro cardinali hanno presentato cinque dubia [qui] nel 2016 sull’interpretazione di Amoris laetitia, l’esortazione apostolica di Papa Francesco sull’amore nella famiglia. [totalmente ignorati -ndT]

Vaccinazione contro il Covid? È moralmente vincolante, difendibile o riprovevole?

Il discorso sui vaccini va affrontato non solo sul piano teologico-morale ma anche su quello scientifico oltre che socio-antropologico. Non convinta, per diversi motivi, dalle molteplici visuali in circolazione, mi sto documentano su fonti accreditate per elaborare un'analisi tanto articolata quanto equilibrata che tenga conto dei vari ambiti e implicazioni plurime, che non ho ancora completato. Vi propongo, intanto, l'edizione italiana di un interessante articolo di padre Stefan Frey, Superiore del Distretto Austriaco della FSSPX, il quale si interroga riguardo alla liceità morale dei vaccini anti-Covid. Precedenti qui - quiqui - qui - quiqui - qui - qui - quiqui.

Vaccinazione contro il Covid?
È moralmente vincolante, difendibile o riprovevole?

Al momento non c'è questione che riguardi più i fedeli cristiani – e in generale qualsiasi persona retta e onesta – che quella della posizione morale e medica da adottare di fronte alle massicce iniezioni del vaccino Covid, il cui scopo dichiarato dei suoi amministratori e sostenitori, che non si fermano a nulla e usano tutto per raggiungerlo, è quello di "vaccinare tutta l'umanità"(1). Se ascoltassimo Papa Francesco o prelati di alto rango come l'arcivescovo Lackner, presidente della Conferenza episcopale austriaca, noi cattolici avremmo il dovere morale di lasciarci vaccinare. D'altra parte, ci sono innumerevoli esperti di ogni disciplina possibile e immaginabile, che però mettono categoricamente in guardia dai pericoli connessi a questa vaccinazione. A chi dovremmo credere? Come possono tutti, nella loro situazione concreta, giungere a una decisione saggia ed eticamente difendibile?

venerdì 11 giugno 2021

Venerdì della II Settimana dopo Pentecoste. La festa del Sacro Cuore di Gesù

Litanie del Sacro Cuore di Gesù [qui]. Vedi anche: Intronizzazione del Sacro Cuore di Gesù: la Sacra Scrittura [qui]; Leone XIII il Sacro Cuore e la Regalità sociale di Cristo [qui]: Leone XIII - Atto di Consacrazione del genere umano a Cristo Re [qui]; In festo SS.mi Corporis Christi. L’Eucaristia: rapporto di Dio con l’uomo e dell’uomo con Dio [qui]
Venerdì della II Settimana dopo Pentecoste.
La festa del Sacro Cuore di Gesù

Oggi la Chiesa ci propone di onorare con un culto speciale il Cuore sacratissimo di Gesù di cui il sacramento ci ha già rivelato l'immensa tenerezza. E per stimolarci ad onorare quel Cuore divino con maggior rispetto e devozione, Pio XI ha elevato questa festa al rito di doppio di prima classe e messo la sua Ottava alla pari di quelle di Natale e dell'Ascensione [1]. Il culto del Sacro Cuore - scriveva egli ancora Cardinale - è la quintessenza stessa del cristianesimo, il compendio e il sommario di tutta la religione. Il cristianesimo, opera d'amore nel suo inizio, nei suoi progressi e nel suo compimento non potrebbe essere identificato assolutamente con nessuna altra devozione come con quella del Sacro Cuore [2].

Oggetto della devozione al Sacro Cuore.

L'oggetto della devozione al Sacro Cuore è lo stesso Cuore ardente d'amore per Dio e per gli uomini. Dall'Incarnazione infatti Nostro Signor Gesù Cristo è l'oggetto dell'adorazione e dell'amore di ogni creatura, non soltanto come Dio ma come Uomo-Dio. Essendo la divinità e l'umanità unite nell'unica persona del Verbo divino, Egli merita tanto come Uomo che come Dio tutti gli omaggi del nostro culto; e come in Dio tutte le perfezioni sono adorabili, così pure in Cristo tutto è adorabile: il suo corpo, il suo sangue, le sue piaghe, il suo cuore, e per questo la Chiesa ha voluto offrire alla nostra adorazione questi oggetti sacri.

Le dimissioni del cardinale Marx rafforzeranno la sua influenza al di là della Germania?

Ulteriori riflessioni da un articolo di Edward Pentin ripreso di seguito sulle dimissioni del Card. Marx. In ogni caso il cardinale potrà  continuare a fare di tutto di più e con l'avallo del papa. Precedenti sulla Chiesa in Germania quiqui - qui - qui - qui - qui (J. Ratzinger qui - qui).

ANALISI: se le dimissioni saranno accettate da papa Francesco [il che poi non è avvenuto: qui], c'è ancora molto che il cardinale tedesco potrebbe fare in Vaticano e nella Chiesa universale con il potere che gli rimane
CITTÀ DEL VATICANO — La sorprendente lettera di dimissioni del cardinale Reinhard Marx da arcivescovo di Monaco e Frisinga, la scorsa settimana, sembrava mirata a far accelerare – prendendo in prestito le parole del World Economic Forum – un “great reset”, un grande resettamento della Chiesa tedesca per quanto riguarda la sua gestione degli abusi sessuali da parte del clero.
Ma la mossa ha conseguenze potenziali di portata molto più vaste di quanto sembri, estendendosi sia al Vaticano che alla Chiesa universale, e con il tanto contestato “Cammino Sinodale” tedesco che funge da fattore determinante.
Nella sua lettera di dimissioni dello scorso 21 maggio a papa Francesco [qui], il cardinale Marx, che è stato indagato per la sua gestione di casi di abuso all'inizio di quest'anno, afferma che le indagini e le denunce di abusi nell'ultimo decennio hanno mostrato un "fallimento istituzionale o "sistemico". La Chiesa, ha aggiunto, sarebbe giunta a un “punto morto”, ma anche a un momento che potrebbe diventare un “punto di svolta”.

La Messa tridentina avversata: minaccia il clericalismo e il culto della personalità.

Di seguito riprendo un articolo del prof. Fratantuono, apparso su One Peter Five, che ha come tema il rito antico e alcuni dei possibili motivi per cui viene avversato da molti. Su Theodore McCarrick, a partire da qui: vedi.

Era un sabato pomeriggio d’estate. Era luminoso e soleggiato. Era una messa di “veglia del sabato” per qualche domenica verde o altro. Avevo dodici anni.
Il celebrante era il vescovo diocesano, Theodore McCarrick. Stava facendo una visita parrocchiale.
I miei ricordi di quel sabato in chiesa erano vividi anche prima che “zio Ted” diventasse un paria ecclesiastico giustamente vilipeso. I miei ricordi di quella messa erano vividi perché fu una delle tante occasioni simili in cui arrivai ad apprezzare ciò che esattamente mi preoccupava spesso della celebrazione dei riti liturgici post-conciliari riformati, anche da bambino.
Era il culto della personalità. Era il fatto che le liturgie erano simili a dei talk show, con un ospite prominente e troppo amplificato. Ed era il suo show, dall’inizio alla fine. Per tutta l’enfasi sulla “piena, consapevole e attiva partecipazione” alla liturgia, era il suo show.
Theodore McCarrick era affascinante. Non ricordo nulla del contenuto della sua omelia, se non che era introdotta da battute che non ho trovato particolarmente divertenti. È stata un’omelia irrilevante certamente, vivace e anodina.