domenica 27 novembre 2022

Dominica prima Adventus e Mistica dell'Avvento, dom Prosper Guéranger

Testi che appartengono alla vena aurea dei tesori che La Catholica ci ha tramandato e che noi disseppelliamo per rimeditarli e perché non siano consegnati all'oblìo e continuino a nutrire anche questa generazione e quelle che verranno.

Dominica prima Adventus
Questa Domenica, la prima dell’Anno Ecclesiastico, è chiamata, nelle cronache e negli scritti del medioevo, la Domenica Ad te levavi, dalle prime parole dell’Introito, oppure anche la Domenica Aspiciens a longe, dalle prime parole d’uno dei Responsori del Mattutino.

EPISTOLA (Rm 13,11-14). – Fratelli, riflettiamo che è già l’ora di svegliarsi dal sonno; perché la nostra salvezza è più vicina ora di quanto credemmo. La notte è inoltrata e il giorno si avvicina: gettiamo dunque via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce. Viviamo onestamente, come di giorno; non nelle crapule e nelle ubriachezze; non nelle mollezze e nell’impudicizia; non nella discordia e nella gelosia; ma rivestiti del Signore Gesù Cristo.

27 Novembre - Supplica alla Madonna del miracolo.

27 Novembre - Festa della Madonna del miracolo
O Maria, Vergine potente,
Tu grande illustre presidio della Chiesa;
Tu aiuto meraviglioso dei Cristiani;
Tu terribile come esercito schierato a battaglia;>
Tu sola hai distrutto ogni eresia in tutto il mondo;
Tu nelle angustie, nelle lotte, nelle strettezze
difendici dal nemico e nell'ora della morte
accogli l'anima nostra in Paradiso!
Amen

Supplica alla Madonna del Miracolo 
Da recitarsi alle 17 del 27 novembre, festa della Medaglia Miracolosa, in ogni 27 del mese e in ogni urgente necessità.

Roma, S.Andrea delle Fratte,  
luogo della conversione di Ratisbonne
e delle Medaglie miracolose
O Vergine Immacolata, noi sappiamo che sempre ed ovunque sei disposta ad esaudire le preghiere dei tuoi figli esuli in questa valle di pianto, ma sappiamo pure che vi sono giorni ed ore in cui ti compiaci di spargere più abbondantemente i tesori delle tue grazie. Ebbene, o Maria, eccoci qui prostrati davanti a te, proprio in quello stesso giorno ed ora benedetta, da te prescelta per la manifestazione della tua Medaglia.

Noi veniamo a te, ripieni di immensa gratitudine ed illimitata fiducia, in quest'ora a te sì cara, per ringraziarti del gran dono che ci hai fatto dandoci la tua immagine, affinché fosse per noi attestato d'affetto e pegno di protezione. Noi dunque ti promettiamo che, secondo il tuo desiderio, la santa Medaglia sarà il segno della tua presenza presso di noi, sarà il nostro libro su cui impareremo a conoscere, seguendo il tuo consiglio, quanto ci hai amato e ciò che noi dobbiamo fare, perché non siano inutili tanti sacrifici tuoi e del tuo divin Figlio. Sì, il tuo Cuore trafitto, rappresentato sulla Medaglia, poggerà sempre sul nostro e lo farà palpitare all'unisono col tuo. Lo accenderà d'amore per Gesù e lo fortificherà per portar ogni giorno la propria croce dietro a Lui.
O Maria concepita senza peccato, prega per noi che a te ricorriamo e per quanti a te non ricorrono, in particolare per i peccatori e per coloro che ti sono raccomandati.

sabato 26 novembre 2022

I martiri dell’Armenia cattolica

Tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900 vi furono numerose conversioni di eterodossi armeni alla fede cattolica, grazie alle missioni dei padri francescani. Il ritorno alla Chiesa Romana di una parte della popolazione armena fu bruscamente interrotto dal genocidio perpetrato dalle autorità turche. Segnaliamo un articolo del 1932 sul martirio di padre Salvatore Lilli e di alcuni suoi fedeli avvenuto nel 1895. Il racconto è impressionante e ancora di più impressionante il silenzio che la cultura ufficiale riserva a queste vicende.
Il martirio dei cattolici armeni e dei loro pastori meriterebbero libri, programmi televisivi e produzioni cinematografiche. Invece un silenzio omertoso avvolge questi fulgidi esempi della fede cattolica: dei martiri cristiani non si può e non si deve parlare.
Un episodio delle stragi armene nel 1895. Il martire padre Salvatore Lilli da Cappadocia Missionario di Terra Santa
Molti popoli sventurati per infausti governi furono sulla terra, come ce ne fa fede la storia, ma più sventurati degli Armeni nessuno.

Mons. Mutsaerts lascia il processo sinodale

Qui l'indice articoli riguardanti il Sinodo sulla sinodalità. Mons. Robert Mutsaerts è vescovo ausiliare della diocesi di Bois-le-Duc ('s-Hertogenbosch in fiammingo), nel Brabante, dal 2010. Si è sempre mostrato fermamente conservatore e ha già dichiarato pubblicamente la sua opposizione a diverse derive attuali. In occasione della pubblicazione dell'Instrumentum laboris per la fase continentale del sinodo in corso, e della sua presentazione da parte del cardinale Mario Grech, lo scorso 27 ottobre, ha reagito con forza [vedi anche].

Mons. Mutsaerts lascia il processo sinodale

Ascoltare tutti

Il primo rimprovero fatto al documento – e al porporato – è di ascoltare "tutti". Spiega che "i contorni del processo sinodale si fanno sempre più netti. Questo serve da megafono per opinioni non conformi all'insegnamento della Chiesa" per condurre alla "Chiesa sinodale (…) 'per offrire all'umanità un modo di essere e di vivere in cui tutti possano sentirsi inclusi e protagonisti' (Cardinale Grech)".

"Ma chi si sente escluso?" chiede il vescovo. E citando il § 39 del documento: "Coloro che, a vario titolo, avvertono una tensione tra l'appartenenza alla Chiesa e l'esperienza dei propri rapporti affettivi, ad esempio: divorziati risposati, famiglie monoparentali, persone che vivono in un matrimonio poligamo, persone LGBTQ, ecc."

venerdì 25 novembre 2022

Vocogno / Il vescovo torna sui suoi passi. Resta la Messa “vetus ordo” nella chiesa di Santa Caterina

Indice degli articoli su Traditionis custodes e successivi. Qui - qui precedenti su Vocogno,

Apprendiamo da Duc in altum, che il vescovo di Novara, monsignor Franco Giulio Brambilla, tornando sui suoi passi ha deciso che le Messe vetus ordo potranno continuare a essere celebrate nella chiesa di Santa Caterina a Vocogno.

La decisione di impedire le messe tridentine a Vocogno aveva suscitato amarezza fra tantissimi fedeli, molti dei quali si erano rivolti direttamente al vescovo pregandolo di cambiare le disposizioni contenute nel comunicato del 1° novembre scorso, nel quale, appunto, si stabiliva che a partire dalla prima domenica di Avvento, 27 novembre 2022, la Messa in rito antico si sarebbe celebrata non più a Vocogno ma nel santuario di Re.

Tendencias en las oraciones del Nuevo Misal de Rudolph Kaschewsky

Pongo a disposición, en pdf, la versiòn española del importante ensayo del periodo 1980-82 sobre las multiformes manipulaciones a las que los artífices de la Misa Novus Ordo sometieron los textos latinos litúrgicos, realizado por el Prof. Rudolf Kaschewsky (1939-2020). Anteriormente hemos publicado (aquí) la versión italiana: Crisi nella Chiesa: R. Kaschewsky, “Tendenze nelle orazioni del Nuovo Messale”, con una Presentación de Paolo Pasqualucci.
Se trata de un estudio meticuloso que destaca con mayor consistencia la gravedad y el espíritu de los recortes y las modificaciones que han aguado o incluso cambiado el sentido de las fórmulas del Misal reformado de Paolo VI en comparación con el Missale Romanum tradicional. El ensayo completo aparecerá en cuanto se termine la traducción de la segunda parte y, en breve, formará parte de un trabajo más extenso ya in itinere.
Michael Davies, con esa icástica eficacia que bien refleja la analogía con lo que le ha sucedido a la Misa reformada del Novus Ordo, afirma: “en el nuevo rito anglicano de la misa, el del Prayer Book de 1549, no encontraremos la afirmación de herejías, sino omisiones de verdades de la fe esenciales. Las omisiones, lo que se calla, en la liturgia, es siempre grave, porque renunciar a afirmar en su entereza y claridad todas las verdades de la fe implicadas puede llevar a un vacío doctrinal en los sacerdotes y en los fieles que, en el futuro, abre el camino a la herejía: en pocas palabras, si hoy eres católico con una misa excesivamente simplificada, mañana, sin darte cuenta, serás protestante, porque la forma de tu oración ya no habrá nutrido tu fe”.
Tendencias en las oraciones del Nuevo Misal 
de Rudolf Kaschewsky - leer o descargar aquí en formato pdf

giovedì 24 novembre 2022

Viganò ai Medici di Covid Ethics International. La Pandemia è solo il primo passo.

Importante intervento dell’arcivescovo Carlo Maria Viganò, all’evento promosso da Medical Doctors for Covid Ethics International. Qui l'indice dei precedenti e correlati.
INTERVENTO
A MEDICAL DOCTORS
FOR COVID ETHICS INTERNATIONAL
Medical Doctors for Covid Ethics International (MD4CE International) è grato a S.E. Mons. Carlo Maria Vigano per averci parlato e condiviso il suo pensiero sull’attuale crisi globale, iniziata con la fraudolenta emergenza pandemica Covid-19, sostenuta e portata avanti da una criminale operazione psicologica di livello militare in cui non è stato escluso l’uso spudorato della propaganda della paura e della vergogna; questa campagna è stata scatenata in modo coordinato sulle persone ignare di tutto il mondo dai loro stessi governi all’inizio del 2020, con risultati prevedibilmente catastrofici.
MD4CE International è un gruppo internazionale di medici, scienziati, avvocati, giornalisti, economisti, storici, politici, filosofi, analisti di dati, banchieri, esperti militari e di intelligence e altri provenienti da tutto il mondo, che lavorano insieme con determinazione per denunciare la terribile verità di ciò che è accaduto negli ultimi tre anni alle persone di tutto il mondo, alle loro famiglie, alle loro comunità, ai loro Paesi. Esso si impegna per l’incriminazione dei responsabili dei grandi delitti commessi.
Sua Eccellenza l’Arcivescovo Carlo Maria Vigano è stato Nunzio Apostolico negli Stati Uniti d’America (dal 19 ottobre 2011 al 12 aprile 2016).
Cari e illustri Amici,
Permettetemi anzitutto di ringraziare il dottor Stephen Frost per l’invito che mi ha rivolto. Assieme a Frost ringrazio anche tutti voi: il vostro impegno nel combattere la propaganda psicopandemica è encomiabile. Conosco bene le difficoltà che avete dovuto affrontare per rimanere coerenti con i vostri principi e spero che il danno che avete subìto possa essere adeguatamente riparato da chi vi ha discriminati, privati del lavoro e dello stipendio, additati come pericolosi no-vax.

Il Vaticano II e le variazioni della Dottrina sociale della Chiesa

Testo della conferenza-video tenuta il 10 novembre 2022 su invito di Cooperatores Veritatis (qui il video)

Il Vaticano II e le variazioni
della Dottrina sociale della Chiesa

Il Concilio come problema
La questione principale per chi affronta il tema del Vaticano II è di stabilire se esso costituisca in qualche modo un problema in se stesso, o se i problemi sono nati dalla sua applicazione la quale sarebbe avvenuta con forzature, errori, fughe scriteriate in avanti. La posizione espressa da Benedetto XVI è la seconda: gli equivoci sono dipesi dal fatto che è stata applicata una ermeneutica sbagliata, che egli ha tentato di correggere nel discorso del dicembre 2005 alla Curia romana. Benedetto XVI, anche quando era il teologo e cardinale Ratzinger, ha sempre suggerito di attenersi ai testi e di considerarli dentro la tradizione della Chiesa e non viceversa. Bisogna però chiedersi se i testi dei documenti conciliari permettono questo, o se, invece, negli stessi documenti del Vaticano II ci sia qualcosa che non torna. Non intendo dire qualcosa di sbagliato, ma qualcosa di detto in modo tale da fornire pezze di appoggio anche a chi avesse interpretato quei testi al di fuori o contro la tradizione della Chiesa. È mio parere che così stiano le cose, ossia che non si tratti solo di una deviata applicazione del Concilio, sulla quale per altro non ci possono essere dubbi, ma che il Concilio stesso, in taluni aspetti che subito indicherò, costituisca un problema. Ritengo anche che nel tempo la Chiesa dovrà chiarire e sistemare dottrinalmente molti problemi inaugurati dal Concilio, ripeto: dal Concilio e non solo dalla sua applicazione. Lo slogan “tornare al Concilio” non è sufficiente.

Da meditare con grande attenzione

"Gesù sapeva benissimo che sarebbe stato conservato nei Tabernacoli anche solitari, senza contorno nella notte, all'infuori di una fiammella che le leggi della Chiesa esigono. Sapeva benissimo che anche nel giorno, secondo il variare della densità di fede nei tempi, cristiani sarebbero andati e non andati a rendere adorazione alla sua ineffabile Presenza, lo sapeva. Forse qualcheduno di noi avrebbe potuto obbiettargli: "Signore, fa' in modo di essere presente quando c'è gente che Ti adora, altrimenti è inutile". Inutile? No. Le Chiese possono essere vuote, ma Cristo nel tabernacolo non è inutile, perché l'Eucarestia, sia attraverso il Sacrificio – del quale oggi non parlo – sia attraverso il Sacramento permanente, è una fonte di forza, di grazia, di benedizione, di salvezza incessante. Ricordiamoci che è di lì che si germinano i vergini e le vergini, è di lì che sorgono i fondatori, è di lì che resistono i combattenti, è di lì forse che attraverso una vita apparentemente lontana da Dio si prepara la finale di salvezza nella sua misericordia, ma la si prepara attraverso questa Presenza, che appare a noi silenziosa e inerte, e non è né silenziosa né inerte. Non dobbiamo compiangere la solitudine che spesso è intorno ai Tabernacoli e che è sempre da condannarsi. Dobbiamo rimpiangere, dico rimpiangere e a piena ragione, coloro che si dimenticano che Gesù Cristo sta lì ad attenderli, come Egli, narrando la parabola del figliol prodigo, pone per tanto tempo immobile sulla soglia di casa il padre che non si stanca di aspettare il figlio, il quale alla fine ritorna ed è accolto come figlio, non come servo".  (Card. Giuseppe Siri)

mercoledì 23 novembre 2022

Migliaia di “Poveri in spirito” mendicano alla porta del Vescovo di Novara, che vuole rubare la Santa Messa

Qui l'indice degli articoli su Traditionis custodes e successivi. Precedente qui.
Amarezza, sdegno, dolore, smarrimento, angoscia… sono questi i sentimenti che si affastellano in migliaia e migliaia di fedeli in questi giorni, sia direttamente interessati sia indirettamente, di fronte alla decisione del vescovo di Novara, monsignor Franco Giulio Brambilla, di applicare in modo traumatico e cinico la lettera apostolica Traditionis Custodes del 16 luglio 2021, sospendendo il lecito e legittimo Rito tradizionale nella chiesa di Santa Caterina d’Alessandria di Vocogno e della cappella di San Biagio a Domodossola, entrambe nella Val d’Ossola, la bellissima valle dominata dal Monte Rosa, opera di Dio. Ed opera di Dio, miracolo quotidiano, è la Santa Messa, sublime mezzo d’Amore attraverso il quale Gesù Cristo ha scelto per stare con e in noi fino alla fine del mondo.
La questione della diocesi di Novara è diventata ormai un fatto mediatico, perché non si può rimanere in silenzio. Le catacombe dove si nascondevano i poveri e santi martiri sono finite da un pezzo, come pure le persecuzioni sovietiche ai danni della «Chiesa del silenzio»… e la circolazione delle informazioni oggi non è solo in tempo reale, ma è patrimonio del mondo intero, tenendo conto che la Chiesa (Sposa di Cristo e membra di Cristo) per prima è Universale, essendo cattolica fin dalla sua fondazione per volere del suo Capo, Cristo Re.

martedì 22 novembre 2022

Vescovo ortodosso processato per violazione norme anticovid da lui disapplicate per la celebrazione dei Divini Misteri

Qui l'indice degli articoli precedenti sull'argomento.
Il prossimo 22 novembre Serafino di Citera, vescovo, sarà giudicato dal Tribunale uninominale del Pireo per aver celebrato la Divina Liturgia della Santa Pasqua contro il divieto imposto tramite le restrizioni «anticovid» emanate dal governo greco e per aver somministrato normalmente l'Eucaristia con il cucchiaio condiviso tra i fedeli. 
Il mistero dell'Eucaristia è il corpo del Signore risorto e glorificato. Nel santo calice vi è la sede della vita, la presenza deificante di Dio. Qui non v'è spazio per la sofferenza, la morte e il decadimento che derivano dal peccato. La chiesa dove si celebrano i Divini Misteri è «porzione del Cielo», «presidio divino», varco d'accesso delle Divine Energie Increate. Riconoscere e testimoniare queste realtà è assolutamente necessario per ogni cristiano, fino all'effusione del sangue. 
ἄξιος!

lunedì 21 novembre 2022

Avvisi da Sant'Anna al Laterano per il tempo d'Avvento

Carissimi,
Con questa settimana si conclude l'anno liturgico. Domenica prossima sarà la prima domenica di Avvento con essa inizieremo un nuovo anno liturgico e ci prepareremo alla Festa del Santo Natale.
In queste domeniche ci siamo soffermati a riflettere sul Sacramento dell'Eucaristia e la nostra meditazione continuerà anche nelle domeniche di Avvento.
Nelle quattro domeniche di Avvento dopo la S. Messa faremo l'esposizione del Santissimo Sacramento, l'adorazione e impartiremo la Benedizione Eucaristica. Il Sacramento poi rimarrà sull'altare per dare la possibilità di continuare l'adorazione silenziosa. Potremo, quindi, lodevolmente prolungare la nostra preghiera innanzi a Gesù sacramentato chiedendo a lui la forza per questi tempi difficili. Ricordo che, quando il Sacramento è esposto, nell'entrare e nel lasciare la chiesa si fa la doppia genuflessione, ossia il gesto di adorazione con tutte due le ginocchia.
Anticipo che l'8 dicembre solennità dell'Immacolata Concezione la Messa delle 16 sarà solenne.
Ricordo inoltre che la chiesa è aperta a partire dalle ore 15 con possibilità di potersi confessare.
Avanti in Domino. d. Marco Agostini

La corruzione della realtà in quanto sistema coerente

Commento al libro: Stefano Fontana, Ateismo cattolico? Quando le idee sono fuorvianti per la fede, Fede & Cultura, Verona 2022. ( qui ). Il libro lo abbiamo presentato qui

La corruzione della realtà in quanto sistema coerente

Non c’è modo di uscirne: ragione e volontà, natura e sopra-natura o si tengono assieme o c’è il crollo di qualsiasi sistema, filosofico o religioso, fosse anche quello rivelato da Cristo. Il criterio di coerenza di un sistema non può prescindere dal dato della realtà; e questo dato può essere colto solo nella rivelazione, che fonda e dà conto della realtà. Ma rivelazione nel senso agostiniano, nel senso più largo possibile. Non solo un Dio che parla allo spirito, dal Sinai o mediante le Scritture, ma un Dio che coinvolge tutta la mente e tutte le sue potenze – ragione e volontà, logica e affetto, speculazione e illuminazione, ordinario e sublime.
Stefano Fontana scrive di questo. O Dio si rivela interamente a tutto l’uomo o non si rivela affatto. Oppure, se anche si rivela, viene frainteso e l’uomo si perde nelle sue costruzioni parziali: avviene così uno sbilanciamento tra il troppo e il troppo poco, per cui, nel pensiero umano, il mondo o la divinità si prendono tutto lo spazio, mediante visioni totalitarie.

domenica 20 novembre 2022

Dominica XXIV Post Pentecosten ("Dicit Dominus")

Dominica XXIV Post Pentecosten
("Dicit Dominus")
Intróitus
Ier. 29, 11, 12 et 10 - Dicit Dominus: Ego cogito cogitationes pacis, et non afflictionis: invocabitis me, et ego exaudiam vos: et reducam captivitatem vestram de cunctis locis.
(Ps. 84,2) Benedixisti, Domine, terram tuam: avertisti captivitatem Jacob.
V Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto. Sicut erat in principio, et nunc, et semper, et in sæcula sæculorum. Amen. – Dicit Dominus ...

Orátio
Excita, quǽsumus, Dómine, tuórum fidélium voluntátes: ut divíni óperis fructum propénsius exsequéntes; pietátis tuæ remédia maióra percípiant.

Per Dóminum nostrum Iesum Christum, Fílium tuum, qui tecum vívit et regnat in unitáte Spíritus Sancti, Deus, per ómnia sǽcula sæculórum. M. - Amen.
Introito
Ger. 29, 11, 12 e 10 -
Dice il Signore: Io ho pensieri di pace e non di afflizione: mi invocherete e io vi esaudirò: vi ricondurrò da tutti i luoghi in cui siete stati condotti.
Sal. 84, 2 - Hai benedetta la tua terra, o Signore: hai distrutta la schiavitù di Giacobbe. Gloria al Padre…
 - Dice il Signore:…

Colletta
 Éccita, o Signore, Te ne preghiamo, la volontà dei tuoi fedeli: affinché dedicandosi con maggiore ardore a far fruttare l’opera divina, partécipino maggiormente dei rimedi della tua misericordia. Per il nostro Signore Gesú Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con Te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i sécoli dei sécoli. M. – Amen.

Il compimento dell'anno Liturgico.

sabato 19 novembre 2022

Tradizione e cancellazione

Ho scattato questa foto domenica mattina scorsa. È tutto vero: non ci sono effetti speciali, la luce era quella, quest’immagine la stavano vedendo tutti i presenti con i loro occhi. Ora i fedeli se la stanno rimpallando su Whatsapp e Telegram.
Sembra una cartolina votiva dell’Ottocento, o un quadro barocco, sì. Invece è la realtà. Viene dalla Santa Messa che, nel mio piccolo, contribuisco ad organizzare (e aprire i portoni, lottare con le cimici cinesi, pulire, etc.) in una chiesetta vecchia di 800 e passa anni – confesso che talvolta, con una certa voluttà, arrotondo a mille quando ne parlo. È un oratorio che spunta da una collina, emergendo da un immensa rossa, da cui è cavato fuori, scolpito. Tutt’intorno, pareti di pietra e boschi, la dolcezza delle altre colline, la vastità della pianura che respira appena sotto.

venerdì 18 novembre 2022

Oggi inizia la Novena alla Vergine della medaglia miracolosa

La situazione generale dell'umanità (inclusa purtroppo quella ecclesiale) tende allo sfacelo. Ѐ forte la tentazione di indulgere alla polemica, quella di parlar male a proposito e a sproposito, quella di farsi travolgere passionalmente dallo sdegno, indulgendo purtroppo all'ira... L'ego rischia di finire al centro più dell'amor di Dio e della croce (la sapienza di Cristo, stoltezza per il mondo), che chiede piuttosto il rinnegamento di se stessi, abbandonandosi alla Provvidenza. E, al si là delle specifiche vocazioni di ognuno, siamo sempre soggetti al rischio del quietismo al pari di quello dell'azione velleitaria. Il Signore che conosce i nostri cuori saprà giudicare perfettamente la purezza di intenzione che ci anima e ognuno di noi risponderà in verità del proprio operato.

"O Maria, concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te!" 
  
Le invocazioni che seguono vanno ripetute per nove giorni.

O Vergine Immacolata della Medaglia Miracolosa, che, mossa a pietà dalle nostre miserie, scendesti dal cielo per mostrarci quanta parte prendi alle nostre pene e quanto ti adoperi per stornare da noi i castighi di Dio e impetrarci le sue grazie, muoviti a pietà della presente nostra necessità; consola la nostra afflizione e concedici la grazia che ti domandiamo. 
Salve Regina
O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a te!

O Vergine Immacolata della Medaglia Miracolosa, che, quale rimedio a tanti mali spirituali che ci affliggono, ci hai portato la tua Medaglia, affinché fosse difesa delle anime, medicina dei corpi e conforto di tutti i miseri, ecco che noi la stringiamo riconoscenti sul nostro cuore e ti domandiamo per essa di esaudire la nostra preghiera.
Salve Regina
O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a te!

O Vergine Immacolata della Medaglia Miracolosa, tu hai promesso che grandi sarebbero state le grazie per i devoti della tua Medaglia che ti avessero invocata con la giaculatoria da te insegnata; ebbene, o Madre, ecco che noi, pieni di fiducia nella tua parola, ricorriamo a te e ti domandiamo, per la tua Immacolata Concezione, la grazia di cui abbiamo bisogno.
Salve Regina
O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a te!
Sub tuum praesídium confúgimus,
sancta Dei Génetrix;
nostras deprecatiónes ne despícias
in necessitátibus;
sed a perículis cunctis
líbera nos semper,
Virgo gloriósa et benedícta.
Sotto la tua protezione
cerchiamo rifugio,
santa Madre di Dio:
non disprezzare le nostre suppliche
nelle necessità,
ma liberaci sempre da ogni pericolo,
o Vergine gloriosa e benedetta.

Arcivescovo Viganò. Lettera Aperta al Vescovo di Novara

Qui il precedente sul tema. Qui l'indice degli interventi precedenti e correlati.
LETTERA APERTA
A S.E. MONS. FRANCO GIULIO BRAMBILLA, VESCOVO DI NOVARA
SULL’APPLICAZIONE DI TRADITIONIS CUSTODES

Eccellenza Reverendissima,
la Sua recente decisione di sospendere la celebrazione della Liturgia tridentina nella chiesa di Vocogno e nella cappella di San Biagio, nelle Valli Ossolane, ha provocato una grande amarezza in migliaia di fedeli e nei sacerdoti legati al Rito tradizionale. Dopo anni di applicazione del Motu Proprio Summorum Pontificum, suscita profonda indignazione la freddezza con cui Ella ha dato esecuzione a Tratitionis Custodes, nonostante che le facoltà riconosciute dal Codice di Diritto Canonico agli Ordinari diocesani Le permettessero di derogarvi.

Posso comprendere come il Suo ruolo di Vescovo e di Successore degli Apostoli sia messo alla prova dalle pressioni di un evidente autoritarismo esercitato da Roma. Comprendo parimenti che, dovendo scegliere tra l’obbedienza ai diktat romani e la tutela dei sacrosanti diritti dei fedeli, la scelta umanamente più semplice sia quella che in altri tempi portò don Abbondio a rendersi complice delle sopraffazioni di don Rodrigo e dell’Innominato. Questa Messa non s’ha da fare, perché così vuole il potente.

Proprietà privata e libertà: contro lo Sharing globalista

Ora è disponibile il 14.mo Rapporto sulla Dottrina sociale della Chiesa nel mondo, dal titolo "Proprietà e libertà - Contro lo Sharing globalista". 17 esperti analizzano il problema, tra i quali spicca il cardinale Reinhard Müller. L'annuale Rapporto è il fiore all'occhiello dell'Osservatorio e rappresenta ormai un cospicuo impegno durato (finora) 14 anni.  
Di seguito l'Indice
a cura di
Riccardo Cascioli, Giampaolo Crepaldi, Stefano Fontana
Cantagalli, Siena 2022, pp. 252, Euro 16,00

Con saggi di:
Gianfranco Battisti, Riccardo Cascioli, Renato Cristin, Marco Ferraresi, John Horvat, Daniele Onori, Angelo Salvi, Luisella Scrosati, José Antonio Ureta, Renato Veneruso
Per acquisti vai alla nostra pagina dei pagamenti

Il vescovo Mutsaerts abbandona il sinodo e dice: “Non ha nulla a che fare con lo Spirito Santo”

“I contorni del processo sinodale stanno diventando sempre più chiari. Esso fornisce un megafono per i punti di vista non ecclesiali… Ciò che il documento di lavoro sembra suggerire è di compilare un elenco di lamentele e poi discuterne. Ma la missione della Chiesa è un’altra. Non è esaminare tutte le opinioni e poi trovare un accordo. Gesù ci ha comandato un’altra cosa: proclamare la verità… Ad oggi, il processo sinodale assomiglia a un esperimento sociologico che ha poco a che fare con lo Spirito Santo che dovrebbe risuonare in tutti. Tutto ciò potrebbe quasi essere definito blasfemo”.

Queste valutazioni arrivano da un vescovo, monsignor Robert Mutsaerts, ausiliare della diocesi di ‘s-Hertogenbosch nei Paesi Bassi, che le ha pubblicate nel suo blog annunciando di aver abbandonato il sinodo con una motivazione molto chiara: “Dio è fuori dal quadro di questo ignobile processo sinodale. Lo Spirito Santo non c’entra assolutamente nulla. Tra i protagonisti di questo processo ci sono per me un po’ troppi difensori del matrimonio gay, persone che non pensano davvero che l’aborto sia un problema e non si mostrano mai davvero come difensori del ricco credo della Chiesa, perché vogliono soprattutto essere graditi al loro ambiente secolare. Tutto ciò non è pastorale, non è amorevole. La gente vuole risposte sincere. Non vuole tornare a casa con altre domande. State allontanando le persone dalla salvezza. Ecco perché ho abbandonato il processo sinodale”.

giovedì 17 novembre 2022

La concelebrazione

Precedenti qui - qui - qui
Nella mentalità attuale, successiva al concilio Vaticano II, la “concelebrazione” consiste nel porre in atto una celebrazione in cui diversi sacerdoti “con una sola volontà e una sola voce e con un unico atto sacramentale compiono e offrono insieme l'unico sacrificio e insieme vi partecipano” (Decreto SCR Ecclesiae semper, 7/3/1965).
Nel Nuovo Testamento non vi è un solo elemento che permetta di parlare di una simile “concelebrazione” intesa nel senso datogli dal citato decreto.
Al II secolo risale uno scritto di sant'Ignazio di Antiochia da alcuni inteso come prima attestazione di “concelebrazione”, eccolo:

martedì 15 novembre 2022

I critici anti-FSSPX non seguono la Santa Sede

OnePeterFive pubblica la risposta ad un testo, che che fa parte di una serie di dibattiti sulla FSSPX. Lo riprendiamo, nella nostra traduzione, per gli spunti interessanti che offre.

Per quarant'anni, i nemici della Tradizione hanno avanzato una pretesa canonica di scisma contro i Vescovi e Sacerdoti della Fraternità San Pio X e i fedeli che li sostengono.
Tuttavia, il pontificato di papa Francesco ha vanificato queste pretese canoniche; il Santo Padre ha concesso al Superiore Generale della Fraternità il permesso di ordinare sacerdoti, ha nominato il Vescovo Fellay ministro canonico di secondo grado, ha concesso facoltà globali per ascoltare le confessioni e ha ordinato ai vescovi del mondo di assistere ai matrimoni nelle cappelle della FSSPX (o altrimenti delegare facoltà, come hanno fatto la maggior parte).

Di conseguenza, la critica alla Fraternità si è spostata dal fondamento canonico a quello morale. Da un lato, gli amici della Tradizione ei sostenitori dell'opera del santo arcivescovo Lefebvre hanno motivo di rallegrarsi; le strategie mutevoli sembrano un implicito riconoscimento che la campagna lunga quattro decenni contro la FSSPX è stata definitivamente risolta.

lunedì 14 novembre 2022

Biforcazione nella complessità del conflitto non riducibile a Russia versus Ucraina

Indice degli articoli sulla guerra in Ucraina.
Biforcazione nella complessità del conflitto 
non riducibile a Russia versus Ucraina 

Con due post del 7 e 9 ottobre scorso [qui - qui], aggiornammo le analisi sul conflitto ucraino dicendo che si era arrivati ad un punto critico. Il “punto critico” è quel punto di una traiettoria in cui si propone una biforcazione tra catastrofe prolungata o repentina e risalita a forme di nuovo ordine ed equilibrio dinamico.
Seguivamo certo gli eventi ma, consapevoli che noi siamo esposti ad informazione manipolata e manipolante nelle notizie date nonché a molte notizie non date proprio, seguendo quindi con maggior confidenza nostre letture di logica del conflitto più generali. Tant’è che, nonostante nel frattempo si sia oscillati tra speranze di pace e timori dell’Armageddon atomico, siamo in effetti arrivati più di un mese dopo ad una situazione sul campo ed a bordocampo che sembra accettare quantomeno lo stallo operativo, presupposto per congelare il conflitto armato ed iniziare il confitto di trattativa.
La trattativa riguarda almeno cinque soggetti interessati.

Il cardinale Burke e il vescovo Schneider ribadiscono le preoccupazioni sulle restrizioni alla liturgia tradizionale

Nella nostra traduzione da NCRegister le preoccupazioni sulle restrizioni alla liturgia tradizionale del cardinale Burke e il vescovo Schneider ribadite attraverso i loro commenti per un discorso che Edward Pentin ha tenuto di recente a Londra. Precedenti dei due prelati sull'argomento qui - qui - quiqui. Qui l'indice degli articoli sulla Traditionis custodes e successivi.

Il cardinale Burke e il vescovo Schneider ribadiscono
le preoccupazioni sulle restrizioni alla liturgia tradizionale


CITTÀ DEL VATICANO — Il cardinale Raymond Burke ha messo in dubbio le basi degli sforzi prodotti dal papa per limitare ed eventualmente eliminare la messa latina tradizionale, mentre il vescovo Athanasius Schneider ha affermato che il “tesoro millenario” non può essere distrutto, poiché è opera dello Spirito Santo.

Il cardinale e il vescovo hanno gentilmente condiviso i loro commenti nell'ambito di un discorso che ho tenuto alla Latin Mass Society a Londra il 21 ottobre.

Nella crescente preoccupazione per le nuove restrizioni di questo pontificato riguardo alla liturgia tradizionale, il cardinale Burke ha affermato che «nella misura in cui prevarranno la ragione e la sana teologia, continuerà la salvaguardia e la promozione dell'Usus Antiquior [l'antica liturgia in uso prima delle riforme del 1970].”

domenica 13 novembre 2022

Il sollevamento della Casula all'elevazione: toccare l'orlo della veste di Cristo

Non finiamo mai di scoprire i tesori della nostra Fede. Nell'articolo che segue, nella nostra traduzione da OnePeterFive, il prof. Kwasniewski ci offre un excursus edificante, oltre che commovente, che arricchisce la nostra partecipazione alla Messa Apostolica, soprattutto in questo momento di forte minaccia dopo Traditionis custodes e seguenti [vedi

Il sollevamento della Casula all'elevazione: 
toccare l'orlo della veste di Cristo

Tutti noi che abbiamo sofferenze da sopportare e fede in Gesù desideriamo in qualche modo essere guariti da Lui, a un certo livello. Vediamo nei Vangeli che il modo più ovvio per conseguirlo era cercare di toccare Gesù o farsi toccare da Lui. Tutti vedevano che Gesù era potente nel guarire, che la guarigione "usciva da Lui", e quindi si davano da fare a spinte e gomitate per cercar di attirare la sua attenzione e persino entrare in contatto con la sua mano o la sua veste o anche con la sua ombra.

Ricordiamo alcuni di questi momenti. Ci sono momenti in cui Gesù ha preso l'iniziativa di toccare qualcuno. “Gesù stendendo la sua mano, lo toccò, dicendo: Lo voglio, sii purificato. E subito fu purificato dalla lebbra» (Mt 8,3)1. Della suocera di Pietro: «Ed egli le toccò la mano, e la febbre l'abbandonò, ed ella si alzò e si mise a servirlo» (Mt 8,15). “Poi toccò i loro occhi, dicendo: Secondo la tua fede, ti sia fatto. E i loro occhi si aprirono» (Mt 9,29-30; cfr Mt 20,34). Alla Trasfigurazione: “I discepoli, udendo [la voce dal cielo], caddero con la faccia a terra, e li colse un grande spavento. E Gesù venne e li toccò: e disse loro: Alzatevi e non temete» (Mt 17,6-7). “E gli portano un sordo e muto; e lo pregarono che gli imponesse la mano. E prendendolo in disparte dalla moltitudine, gli mise le dita negli orecchi e, sputando, gli toccò la lingua. E alzando gli occhi al cielo, gemette e gli disse: Effeta, che è: "Sii aperto". E subito gli si aprirono le orecchie, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava distintamente» (Mc 7,32-35). «Gli portarono anche dei bambini, perché li toccasse» (Lc 18,15).

La persecuzione contro i fedeli cattolici. Il caso di Vocogno e Domodossola

Mentre Andrea Grillo, egemone negli uffici liturgici e nei seminari, non ha trovato di meglio che rimproverare al cardinale Zuppi la sua partecipazione al pellegrinaggio Summorum mettendo in guardia i vescovi dall’usare misericordia verso i fedeli attaccati al rito antico, riceviamo diverse segnalazioni sulla sorte della Messa apostolica a Vocogno e Domodossola in conseguenza della Traditionis Custodes e successivi ( vedi ). Si fa sempre più evidente la persecuzione contro i fedeli cattolici Riprendiamo di seguito un primo intervento seguito da altre due comunicazioni, assicurando la nostra solidarietà e la nostra preghiera.

La persecuzione contro i fedeli cattolici.
Il caso di Codogno e Domodossola


Da diversi anni, due sacerdoti della diocesi di Novara celebrano seguendo la liturgia tradizionale in due luoghi di Messa: nella chiesa parrocchiale di Santa Caterina d’Alessandria, nella frazione di Vocogno del comune di Craveggia, nella Val Vigezzo, e nella cappella dell’ospedale San Biagio di Domodossola.
I due sacerdoti hanno iniziato queste celebrazioni dopo molte controversie col vescovo di allora, Mons. Renato Corti, che li autorizzò a continuare la celebrazione esclusiva secondo i libri liturgici del 1962, e seguendo quanto stabilito dal Motu Proprio Summorum Pontificum di Papa Benedetto XVI, del 7 luglio 2007.

L’apostolato di questi sacerdoti cattolici può essere seguito sul sito Radicati nelle Fede

L’1 novembre 2022, l’attuale vescovo di Novara, Mons. Franco Giulio Brambilla, ha emanato un “comunicato sull’applicazione del Motu Proprio Traditionis custodes” di Papa Francesco! (qui)

Domenica XXIII dopo la Pentecoste (Dicit Dóminus)

Domenica XXIII dopo la Pentecoste
(Dicit Dóminus)
Intróitus
Ier. 29, 11, 12 et 10 - Dicit Dóminus: Ego cógito cogitatiónes pácis, et non afflictiónis: invocábitis me, et ego exáudiam vos: et reducam captivitátem véstram de cunctis locis.
(Ps. 84,2) Benedixisti, Dómine, térram tuam: avertisti captivitátem Jacob.
V Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto. Sicut erat in principio, et nunc, et semper, et in sæcula sæculórum. Amen. – Dicit Dóminus ...

Orátio
Excita, quǽsumus, Dómine, tuórum fidélium voluntátes: ut divíni óperis fructum propénsius exsequéntes; pietátis tuæ remédia maióra percípiant.

Per Dóminum nostrum Iesum Christum, Fílium tuum, qui tecum vívit et regnat in unitáte Spíritus Sancti, Deus, per ómnia sǽcula sæculórum. M. - Amen.
Introito
Ger. 29, 11, 12 e 10 -
Dice il Signore: Io ho pensieri di pace e non di afflizione: mi invocherete e io vi esaudirò: vi ricondurrò da tutti i luoghi in cui siete stati condotti.
Sal. 84, 2 - Hai benedetta la tua terra, o Signore: hai distrutta la schiavitù di Giacobbe. Gloria al Padre…
 - Dice il Signore:…

Colletta
 Éccita, o Signore, Te ne preghiamo, la volontà dei tuoi fedeli: affinché dedicandosi con maggiore ardore a far fruttare l’opera divina, partécipino maggiormente dei rimedi della tua misericordia. Per il nostro Signore Gesú Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con Te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i sécoli dei sécoli. M. – Amen.

Quando nell'anno le Domeniche dopo Pentecoste sono ventitré soltanto, oggi si legge la Messa della Domenica ventiquattresima e ultima Domenica e la Mesper la ventitreesima si porta al sabato della settimana precedente o al giorno più vicino, che sia libero da festa di rito doppio o semidoppio [1].

La verginità di Maria forma della vita cristiana, rimedio all’“eresia dell’informe”

De Maria nunquam satis... Riprendo da Res Novae, ringraziando per la segnalazione. Questo articolo è ispirato a un libro già edito in italiano e in via di pubblicazione nella versione francese, intitolato Semper Virgo. La Verginità di Maria come forma, scritto da padre Serafino M. Lanzetta, teologo, professore alla facoltà di Teologia di Lugano e autore di numerose opere in ambito mariologico ed ecclesiologico.

La verginità di Maria forma della vita cristiana,
rimedio all’“eresia dell’informe”


La verginità di Maria è un filo rosso che tiene insieme tutte le maglie della Fede cristiana, e forma un tutt’uno con il dogma centrale della Fede, l’Incarnazione del Verbo, tanto che, se si nega la verginità di Maria, cade sotto la sferza anche l’Incarnazione. Nel quadro di una più generale inclinazione ad accantonare la sana dottrina insegnata da sempre dalla Chiesa, si avverte di recente – come del resto è già successo nell’antichità – una tendenza a parlare del mistero di Maria in una maniera nuova, o “aggiornata”, che finisce per trasformarsi in un affossamento del mistero stesso, accompagnato dalla perdita di valore della verginità e della castità.

Oggi viene rimesso in discussione il mistero del celibato ecclesiastico, con il pretesto che non si tratta di un dogma definito, bensì di un mero elemento disciplinare annesso al Sacerdozio. Questa richiesta, che ultimamente tenta di far leva sui gravi scandali di pedofilia, dimentica un dato essenziale: il celibato non nasce come divieto di sposarsi, ma quale mezzo di continenza perfetta atta al raggiungimento del Regno dei cieli. Manipolarne l’identità facendolo apparire come una pura intransigenza disciplinare di una Chiesa medioevale, non solo non risolve il problema della penuria di vocazioni, ma palesa un vuoto di senso che mina la Chiesa oggi – lo stesso vuoto che conduce peraltro agli abusi sessuali nel clero – prodotto dall’aver privato di valore la castità e la purezza, eco della verginità di Maria.

sabato 12 novembre 2022

«Io, ebreo convertito da Maria, il mio amore più bello»

Una storia edificante, che ci fa pensare al bene che non fa rumore, rispetto al male che sembra sovrastarci.

«Io, ebreo convertito da Maria, il mio amore più bello» 

«La Vergine Maria è il mio amore più bello». Leggi questa frase e immediatamente la mente va a qualche suora in convento o comunque a qualche eremita che, lontano dal mondo, ha trovato nella devozione mariana il pilastro della sua esistenza. E invece no: queste parole sono di un doppio insospettabile. Sì, anzitutto perché Gad Elmaleh, 51 anni, non solo è un affermato uomo di spettacolo – attore, comico e regista, così lo descrive Wikipedia -, ma non è neppure cristiano; o meglio, non lo era.

In secondo luogo, c’è infatti a da dire come questo comico marocchino naturalizzato canadese e molto amato in Francia, abbia detto le parole riportate in apertura nientemeno che Le Figaro segnalando come, lui ebreo, si sia convertito al cattolicesimo. In realtà, Elmaleh ha pure detto altro alla nota testata francese, evidenziano la sua sorpresa per come in terra francese oggi non solo i cattolici scarseggino, ma anche «la stragrande maggioranza» di quelli che tali sono «non vive apertamente la propria fede».

venerdì 11 novembre 2022

Francesco vede le “grandi religioni” al cuore dell'umanità

Usquequo Domine? Fino a quando, Signore? ... Già detto e ripetuto, ma giova ribadirlo. Siamo tutti "fratelli" in quanto siamo tutti creature di Dio, non figli. Si tratta, dunque, di una fratellanza solamente creaturale. Dio, infatti, ha UN SOLO FIGLIO, NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO. Noi cristiani, innestati a Cristo mediante la fede e il battesimo, siamo figli adottivi di Dio e non solo sue creature. Chi non è cristiano, pertanto, non è figlio adottivo di Dio, ma solo creatura di Dio. Se, dunque, diciamo che "siamo tutti figli di Dio", cadiamo in errore per il fatto che neghiamo implicitamente che Gesù è l'Unigenito figlio di Dio e che noi cristiani, e solo noi cristiani, siamo "figli adottivi" di Dio grazie a Gesù. 
Vedi indici precedenti qui - qui.
Francesco vede le “grandi religioni” al cuore dell'umanità

Papa Francesco si è recato nel Regno del Bahrain, nel Golfo Persico, dal 3 al 6 novembre 2022, per partecipare a un forum di dialogo dal titolo: "Oriente e Occidente per la convivenza umana".

Il Papa ha risposto così all'invito delle autorità civili e religiose, del re Hamad del Bahrain e del Consiglio musulmano degli anziani.

Francesco ha pronunciato un discorso davanti a questo Consiglio, presso la moschea del palazzo reale Sakhir ad Awali, venerdì 4 novembre 2022. È stato accolto per la prima volta dal Grande Imam di Al-Azhar, Ahmad Al-Tayyeb, con il quale ha firmato, il 4 febbraio 2019, ad Abu Dhabi, il Documento sulla Fratellanza Umana per la Pace Mondiale e la Convivenza Comune [qui].

giovedì 10 novembre 2022

Ricomincia il gioco delle ONG, strumento di interessi sovranazionali

Indice articoli sull'immigrazionismo.
Potevamo nutrire dubbi sul fatto che appena insediatosi il nuovo esecutivo sarebbe iniziata la manfrina delle navi “umanitarie” che una volta i 5stelle giustamente definivano i taxi del mare? E così si scatena la solita cagnara mediatica di tutti i buoni di cuore che denunciano la cattiveria fascistica del nuovo governo.

Sull’argomento ho scritto tante di quelle volte, provando ad analizzare tutti gli aspetti possibili della questione, quindi provo quasi un senso di stanchezza a dover riprendere il tema, se non fosse che comunque esso produce dei risultati sociali rispetto ai quali non possiamo rimanere indifferenti.

Cianciano di accoglienza, ma poi una volta lasciati entrare chissenefrega più di loro, dove vanno, che cosa fanno, come lo fanno non interessa più a nessuno, di esempi ne abbiamo a iosa. Sta di fatto che nonostante la questione non sia più nuova non sia maturata all’interno degli ambienti “accoglienti” un minimo di riflessione sulla natura dei flussi migratori. Spesso chi ne parla ne parla con afflato umanitaristico, ponendo il dato di fatto dell’urgenza, del salvataggio, ci son donne e bambini… quasi che ci trovassimo in presenza di naufraghi. Sui naufraghi non c’è discorso, si salvano e basta, lo dice la legge dell’uomo oltre che quella del mare; ma qui non abbiamo a che fare con naufraghi, perché come disse giustamente il gen. Tricarico tre anni fa «un conto è trovarsi in difficoltà per imprevisti e un altro è imbarcarsi sapendo che si sarà naufraghi appena lasciata la battigia».

Fratelli tutti non è letta nel mondo islamico, più importanti i gesti del Papa

In una conferenza al Seraphicum il 7 novembre, monsignor Pierbattista Pizaballa, Patriarca latino di Gerusalemme spiega come l’enciclica di Papa Francesco è stata ricevuta in Medio Oriente. Qui l'indice degli articoli su 'Fratelli tutti' e qui quello sulla Dichiarazione di Abi Dhabi
Già detto e ripetuto, ma giova ribadirlo. Siamo tutti "fratelli" in quanto siamo tutti creature di Dio, non figli. Si tratta, dunque, di una fratellanza solamente creaturale. Dio, infatti, ha UN SOLO FIGLIO, NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO. Noi cristiani, innestati a Cristo mediante la fede e il battesimo, siamo figli adottivi di Dio e non solo sue creature. Chi non è cristiano, pertanto, non è figlio adottivo di Dio, ma solo creatura di Dio. Se, dunque, diciamo che "siamo tutti figli di Dio", cadiamo nell'apostasia per il fatto che neghiamo implicitamente che Gesù è l'Unigenito figlio di Dio e che noi cristiani, e solo noi cristiani, siamo "figli adottivi" di Dio grazie a Gesù.
Quanto all'importanza dei gesti è direttamente proporzionale alla loro inquietante rivoluzionaria portata anticristica, al pari dei documenti.

Fratelli tutti non è letta nel mondo islamico, più importanti i gesti del Papa «Nel mondo Islamico non vi è alcuna recezione del documento Fratelli Tutti, perché non è conosciuto. Non è stato e non sarà letto nelle scuole, non sarà usato nelle moschee e nei centri di studio islamici. Non c’è alcun interesse a leggere e conoscere i documenti che provengono dalle Chiese cristiane, Santa Sede inclusa. Certo ci sono qua e là, studiosi e religiosi “specializzati” nel dialogo inter-religioso che hanno letto e forse anche commentato l’enciclica papale». Con la schiettezza e l’onestà intellettuale che gli è universalmente riconosciuta, monsignor Pierbattista Pizzaballa, Patriarca latino di Gerusalemme, è intervenuto lunedì 7 novembre presso la biblioteca del Seraphicum a Roma per commentare appunto l’enciclica Fratelli tutti. Il Patriarca non nega il valore dell’enciclica e nemmeno che vi sono singole «persone o istituti, che costituiscono un interessante presenza culturale del territorio, aperta al dialogo e al confronto critico, ma che poca o nessuna influenza hanno sulla vita reale della popolazione». Si tratta, aggiunge, «per lo più di studiosi “laici” o comunque non appartenenti al sistema religioso ufficiale islamico e alle varie istituzioni religiose». E così la catena di recezione dell’enciclica non arriva a penetrare il popolo.

Monsignor Viganò a Liberi in Veritate: “Promuovere la regalità sociale di Cristo e combattere la rivoluzione globalista”

Di seguito pubblico il testo del messaggio inviato da monsignor Carlo Mario Viganò alla Giornata nazionale Liberi in Veritate (Palazzolo sull’Oglio, 5 novembre 2022). Qui l'indice degli interventi precedenti e correlati.

Beatus populus

Civitas Dei e civitas diaboli nella società odierna
Giornata Nazionale “Liberi in Veritate
5 Novembre 2022 – Palazzolo sull’Oglio

Beatus populus, cujus Dominus Deus ejus.
Beata la nazione, di cui il Signore è Dio.
Ps 143, 15

IN UN MONDO che ha fatto della democrazia il proprio valore fondante e della rivoluzione il supremo principio ideologico è difficile far comprendere come vivessero i nostri antenati, prima che la Massoneria decidesse di abbattere i Regni italici tramite i moti del Risorgimento e le rivolte organizzate dai Carbonari e dalle società segrete. Ed è ancor più difficile, per noi che viviamo in un mondo secolarizzato in cui anche la Religione è resa profana dai suoi Ministri, comprendere quanto fosse normale, anche solo due secoli fa, vivere in una società profondamente cristiana, in cui la Fede ispirava ogni aspetto della vita quotidiana, dagli eventi ufficiali ai piccoli fatti domestici. Tra noi e quel mondo scorrono quasi due secoli e mezzo, durante i quali si sono avvicendate l’occupazione francese e austriaca, le Guerre di Indipendenza, la Rivoluzione del 1848, l’invasione dello Stato della Chiesa, l’Unità d’Italia, la Prima Guerra Mondiale, il Fascismo, la Seconda Guerra Mondiale, la Guerra Civile, la proclamazione della Repubblica, il Sessantotto, il Concilio, il terrorismo, Mani Pulite, l’Unione Europea, le guerre della NATO, la farsa psicopandemica e la crisi ucraina. In poco più di due secoli gli Italiani hanno assistito a più eventi di quanti non ne potessero vedere e conoscere i loro bisnonni come sudditi dei Borboni, del Papa o del Duca di Modena.

mercoledì 9 novembre 2022

La libertà della polis e della Gerusalemme celeste

San Bonaventura da Bagnoregio se ne esce[1] con una definizione della libertà che può suonare strana o riduttiva. Nel commentare il verso di san Paolo: «Ma quella Gerusalemme che è lassù, è libera, ed è la nostra madre», Bonaventura si chiede in che senso la Gerusalemme celeste sia libera. E si risponde che è libera in quanto sciolta dall’oppressione del denaro e dalla logica del dare-avere.

In particolare,[2] dice che sono tre i motivi per i quali la Gerusalemme celeste (cioè il paradiso) è «libera da ogni servitù» («ab omni servitute libera»), ovvero: l’assenza dell’assedio («a contraria impugnatione»), la libertà dall’oppressione tributaria («a tributaria vexatione») e la libertà dalla miseria e dalla corruzione («a miseria et corruptione»). Bonaventura non si limita a questo argomentare, ma aggiunge dell’altro. Aleksander Horowski scrive infatti che, secondo Bonaventura, «l’assenza dell’assedio significa che nessuno vieta il passaggio [«quia nemo potest eis passagium denegare»]; la libertà dall’oppressione tributaria corrisponde all’assenza del pedaggio [«quia nemo potest a civibus pedagium exigere»]; la libertà dalla miseria è un’altra faccia dell’abbondanza che si esprime nel ricevere ciò che si vuole senza il pagamento [«quia non oportet pretium solvere»]».

martedì 8 novembre 2022

Come mai la gente si lascia fare tutto questo?

Indice dei precedenti sulla realtà distopica. Ora c'è un nuovo governo; ma le pastoie incombono...
Da due anni e mezzo il potere mondialista impazza.

I governi si sono scatenati in un attacco senza precedenti contro i loro cittadini, ingannandoli, minacciandoli, rimproverandoli e ricattandoli scientemente, e privandoli in misura mai vista di ogni residuo di libertà individuale e collettiva.

I mass media si sono lanciati in una campagna di terrorismo psicologico senza fine, falsificando i fatti senza pudore e nello stesso tempo, soprattutto tramite la pubblicità, quindi in maniera subdola, perseguendo un sistematico lavaggio del cervello, volto a spazzar via tutte le certezze consolidate, a cominciare dalla morale comune, per impiantare una nuova visione della realtà e una nuova morale capovolta, dove il male è bene e il bene è male.

Scambio epistolare fra una Monaca di Clausura e mons. Carlo Maria Viganò.

Qui l'indice degli interventi precedenti e correlati.
Scambio Epistolare fra una Monaca di Clausura
e mons. Carlo Maria Viganò. 
Pacificus * vocabitur,
et thronus eius erit firmissimus in perpetuum
(I Ant., II Vespri, Solennità di Cristo Re).

19 Ottobre 2022
Eccellenza Reverendissima,
Le scrivo in occasione dell’approssimarsi della festa di Cristo Re e mi permetto di condividere con Lei qualche interrogativo fondamentale:

ha ancora senso celebrare e invocare la grazia che questa festa liturgica tanto aspirava quando venne istituita?
Se il Re dei re e Signore dei dominanti (cfr. 1 Tim 6,15; Apoc. 19,16) tornasse oggi nella Sua gloria, riconoscerebbe ancora la Sua sposa, la Chiesa?

Con queste domande le sembrerò irriverente e poco fiduciosa in quella promessa “le porte dell’inferno non prevarranno” (Matteo 16,19), in quella promessa che risuona come speranza a cui aggrapparsi da quei pochi sopravvissuti al vento di apostasia mortale che ha invaso la Chiesa. Ebbene, il tono di provocazione di tali interrogativi riassume il sentimento di confusione dei pochi fedeli rimasti, fedeli in cerca di qualche riferimento di Magistero, Sacramento valido e coerenza di vita dei pastori. Mi rivolgo a Lei, come alla “Voce nel deserto”, che tante volte ha illuminato tanti smarriti e sfiduciati.

lunedì 7 novembre 2022

Ahi serva Italia, di dolore ostello! Stazioni di polizia cinesi in Italia

Fa tutto parte dell'operazione “Overseas 110”, che serve a rinnovare le patenti ma anche a presentare denunce e, alle forze di sicurezza, a fare intelligence. Per questo fanno paura ai dissidenti, e un po’ anche a noi. Mentre all'estero le autorità governative hanno inviato un'inchiesta sulle attività di queste strutture, in Italia tutto tace (almeno finora). 
"Una stazione illegale e segreta di polizia cinese a Prato". È questa la scoperta di Fuori dal Coro che, in onda martedì 1 novembre su Rete 4, cita un'indagine internazionale. Le immagini mostrate da Mario Giordano riprenderebbero il dentro della stazione. Qui, tra le altre cose, si vede un libro politico di Xi Jinping. "Come potete vedere - spiega l'inviato - quella che dovrebbe essere un'associazione culturale sembra la sede di un partito o di una Questura". Non a caso viene inquadrato un maxi-schermo che si collega direttamente in Cina: "Sembra quello degli interrogatori." Ora c'è il nuovo governo; ma le pastoie incombono... Cerchiamo di capire di più.

Ahi serva Italia, di dolore ostello!
Stazioni di polizia cinesi in Italia


Duecentotrentamila. Tanti sono i cinesi residenti all'estero accusati di frode (anche online) che in 14 mesi, dall'aprile 2021 al luglio 2022, sono stati "persuasi" dal governo di Pechino a rientrare in Cina e consegnarsi alla giustizia cinese. Un'operazione portata a termine grazie alla presenza di stazioni di polizia cinesi che operano in tutti e cinque i continenti.
Il metodo del “persuadere a tornare” è stato ampiamente raccontato in passato dalla Ong spagnola Safeguard Defenders, che lo scorso settembre è tornata sul tema con un'inchiesta sulle tattiche della crescente repressione transnazionale del Partito comunista cinese attraverso le stazioni di polizia cinese all'estero: 110 OverseasChina’s Transnational Policing Gone Wild. Secondo la Ong spagnola, sarebbero 54 le stazioni di polizia che la Cina ha aperto fuori dai suoi confini nazionali, in 21 diversi Paesi. Senza mai chiedere l’autorizzazione ai governi locali.

Razzismo, fascismo, omofobia, novaxismo e "political correctness"

Indice degli articoli sulla realtà distopica.
Razzismo, fascismo, omofobia, novaxismo e "political correctness"

Già negli anni '50, si osservava come, da parte degli apparati statuali, si fosse dato sempre più luogo ad attività propagandistiche, intese a «… creare l’opinione pubblica…», ovvero, per altro verso, «…mediante la propaganda, e attraverso i mezzi che la scienza mette a […] disposizione, a togliere all’individuo la possibilità di un proprio pensiero…» (CAPOGRASSI, L’ambiguità del diritto contemporaneo, in A.A. V.V., La crisi del diritto, Padova, 1953, pp. 23 alla nota 7 e 30 s. ); il che, in termini obiettivi, stava ugualmente a significare una manipolazione dell' "opinione pubblica" medesima, condotta a seconda di uno schema dialettico conseguente all'utilizzo di «…una argomentazione formulata senza rispetto della verità, usando menzogne o esagerazioni, o nascondendo parte della verità, e appellandosi a quelle emozioni che da un punto di vista umanistico sono le meno lodevoli: cupidigia del potere, odio, paura, gelosia, viltà…»  (ROSS, Diritto e giustizia, trad. it., Torino, 1965, p. 299). 

Mons. Domenico Celada. “Agli illustri assassini della nostra Santa Liturgia”

Il prof. Kwasniewski ha rilanciato in questi giorni su New Liturgical Movement la lettera aperta scritta dal musicologo Monsignor Domenico Celada nei primi anni della rivoluzione liturgica montiniana (1969) indirizzata agli “assassini della nostra Santa Liturgia”. Si tratta di un documento che profetizzava ciò che sarebbe accaduto nella Chiesa; ancora oggi è attualissimo, specialmente dopo la Traditionis custodes, i Responsa ad Dubia e Desiderio desideravi [vedi] e visto il degrado liturgico che con la messa riformata di Paolo VI si è perpetrato e continua drammaticamente a perpetrarsi in questi nostri tempi di profonda crisi nella Chiesa cattolica. La lettera aperta di mons. Celada smascherava (e smaschera) lo spirito che animava (e anima) i sabotatori della Messa cattolica. La riprendiamo di seguito preceduta da un articolo dello stesso monsignore. Questa la fonte. Richiamo l'attenzione sulle mie note in calce.

Articolo di mons. Domenico Celada
Ricordo di aver scritto, nel numero dell’aprile-giugno 1966 di una rivista musicale, una nota sulla liturgia dopo il Concilio Vaticano II.

Erano quelli i mesi nei quali andava delineandosi, in tutta la sua tragica portata, il piano demolitore di certi « liturgisti », giunti a proporre quelle cosiddette «messe dei giovani» (accompagnate da orchestrine da balera) che rappresentano — pur prescindendo da qualsiasi considerazione di carattere religioso — il trionfo dell'ignoranza e della stupidità.