venerdì 17 settembre 2021

Green pass. Se guardiamo agli altri paesi l'Italia è il lager d'Europa

Non avrei voluto insistere ancora oggi su un'altra faccia della realtà distopica che ci si va imponendo; ma la cronaca ineludibile purtroppo è questa. Il nostro sguardo è realisticamente costernato e impotente; umanamente parlando... Intanto sappiamo da che parte schierarci e continuiamo a denunciare, pregare offrire e sperare. A chi sarà dato anche agire, troverà il come e con chi. 
L'articolo ripreso di seguito è preceduto da un commento calzante di Andrea Sandri.

Il golpe social: È talmente evidente la discontinuità tra l'adozione quasi generalizzata del green-pass e un efficace arginamento del contagio (ormai minimo) che è difficile non pensare a una sovversione capillare dell'ordine sociale e costituzionale. Non devono nemmeno occupare le redazioni di giornali, radio e televisioni che sono già quasi tutte loro. Né convincere le forze armate.
Art. 13 Cost. : «La libertà personale è inviolabile».(1) Può essere limitata soltanto in materia penale e con doppia riserva, di legge e di giurisdizione: in base a una fattispecie (penale) stabilita dalla legge e «per atto motivato dell'autorità giudiziaria». Evidentemente l'obbligo di lasciapassare (green-pass) riformula alla radice lo status dell'uomo libero (habeas corpus: una libertà "del corpo", dagli arresti, concreta). Quando ripetono che "il green-pass" è uno "strumento di libertà", spiegano, dissimulando, il passaggio dalla libertà naturale, storica e giuridica, ancora fissata dall'art. 13 della Costituzione italiana, a una libertà tecnica, normata e posta artificialmente. Il passaggio dalla natura a una nuova natura, da una "Lebenswelt" a una nuova "Lebenswelt". La nuova normalità. E il Creatore messo in un angolo a guardare.
* * *
Ecco i green pass degli altri Paesi. Ma il vero lager siamo noi

L’Italia ha varato alcune tra le misure più stringenti al mondo in fatto di green pass. Col voto al Senato di ieri il green pass è stato esteso a tutti i lavoratori del settore pubblico e privato. Le misure italiane, anche prima di questo passo estremo, erano tra le più pesanti in Europa assieme a quelle francesi. Ma stiamo forse arrivando al punto di essere lo Stato in cui il totalitarismo sanitario sta marciando a falcate più larghe perché si sta arrivando al paradosso della “patente per vivere” per usare le parole di Carlo Freccero, e non a caso le agenzie di stampa europee stanno parlando di “incubo italiano”.

Dalla gioventù bruciata alla gioventù sedata, a rischio psicosi

La proposta di legge consente “a persone maggiorenni la coltivazione e la detenzione per uso personale di non oltre quattro femmine di cannabis, idonee e finalizzate alla produzione di sostanza stupefacente e del prodotto da esse ottenuto”. Hanno votato a favore M5s, Pd, Leu e Radicali. Contrari i partiti centrodestra, mentre Italia Viva si è astenuta. Dopo la votazione, bisognerà attendere la presentazione e la discussione in commissione degli emendamenti prima che il testo possa arrivare in aula. Se l'iter andrà in porto secondo queste premesse, conseguenza inevitabile sarà l'incremento dei consumi già notevoli, La Cannabis, dunque, tra le strategie di indebolimento e corruzione delle popolazioni. Non c'è abbastanza alienazione? E cui prodest una popolazione di zombie in sedazione perenne? Quale impatto sui giovani e la loro formazione?

Approvato il testo base del dl Cannabis:
sì alla depenalizzazione per chi coltiva in casa

È stato votato il testo base che depenalizza la coltivazione di Cannabis in casa fino a 4 piante femmine. Secondo il Presidente della commissione giustizia della Camera, il 5Stelle Perantoni, si tratta di un testo importante ottenuto grazie alla capacità dei gruppi parlamentari di confrontarsi e trovare una sintesi.
Sul tema interviene Valerio Arenare del Movimento Nazionale - La Rete dei Patrioti: 

Un'altra decisione scellerata del Governo Draghi! È palese la volontà di portare il nostro Paese verso una pericolosa deriva antiproibizionista. Hanno giustificato questo testo - completamente privo di un appurato studio delle conseguenze future(1) - adducendo la necessità di venire incontro alle esigenze dei malati sottoposti a terapie specifiche e contrastare lo spaccio.

giovedì 16 settembre 2021

Quale delicato e ineguagliabile 'Esprit de Finesse'...

Durante le sue recentissime, sublimi esternazioni aeree di ritorno dal viaggio in Slovacchia e Ungheria, Bergoglio ha fatto vergognosa ironia sul Card. Burke, definito dal mainstream suo storico avversario ma che non si considera tale perché un cardinale ha il dovere di denunciare gli errori e riaffermare l'insegnamento costante della Chiesa. 
Etichettandolo arbitrariamente come negazionista, ha dichiarato che, vedi un po' "ironia della vita", proprio lui si trova in terapia intensiva per covid.
Mi chiedo come mai nessuno lo abbia correttamente informato sulle reali condizioni di salute del cardinale che ormai da giorni è, grazie a Dio, fuori pericolo essendo stato dimesso dalla terapia intensiva: lo stesso Burke ha voluto ringraziare pubblicamente quanti lo abbiamo sostenuto con le nostre preghiere [qui]. 
Dov'è la tanto sbandierata misericordia? Un papa inedito e anomalo, oltre che idolatra.

mercoledì 15 settembre 2021

15 settembre: Festa dei sette dolori della Beata Vergine

Nella ricorrenza dell'Addolorata, ripropongo. Vedi anche qui - qui - qui

Dall'Anno Liturgico di Dom Guéranger
15 settembre: Festa dei sette dolori della Beata Vergine

Due feste della Madonna: Natività e Addolorata.
Dopo il ricordo dell'infanzia di Maria, ecco che la Chiesa subito ci invita a meditare sui dolori, che segnarono la vita della Madre del Messia, Corredentrice [qui - qui] del genere umano. 
Mentre il giorno della nascita consideravamo la grazia, la bellezza della bambina che era nata, non ci si presentava il pensiero del dolore, ma se ci fossimo posta la domanda: "Che cosa sarà mai di questa bambina?", avremmo veduto che se tutte le nazioni dovevano un giorno proclamarla beata, Maria doveva prima soffrire con il Figlio per la salvezza del mondo. 

La sofferenza di Maria. 
Maria stessa ci invita, con la voce della Liturgia, a considerare il suo dolore: "Voi tutti che passate per la strada guardate e vedete e dite se vi è dolore simile al mio... Dio mi ha posta e come stabilita nella desolazione" (Geremia, Lamentazioni, 1,12-13). Il dolore della Santa Vergine è opera di Dio. Predestinandola ad essere Madre del Figlio suo, l'ha unita in modo indissolubile alla persona, alla vita, ai misteri, alla sofferenza di Gesù, perché fosse cooperatrice fedele nell'opera della redenzione, e tra il Figlio e la Madre doveva esservi comunità perfetta di sofferenze. Quando una madre vede che il figlio soffre, soffre con lui e sente, per riverbero, ciò che egli prova e Maria ha sentito nel suo cuore tutto ciò che Gesù ha sofferto nel suo corpo per gli stessi fini, con la stessa fede e con lo stesso amore. "Il Padre e il Figlio, disse Bossuet, dividono per l'eternità la stessa gloria e la Madre e il Figlio dividono nel tempo le stesse sofferenze; il Padre e il Figlio una stessa sorgente di gioia, la Madre e il Figlio uno stesso torrente di amarezza; il Padre e il Figlio lo stesso trono, la Madre e il Figlio la stessa croce. Se si crivella di colpi il corpo di Gesù, Maria ne sente tutte le ferite, se si trafigge la sua testa con le spine, Maria è straziata da tutti quegli aculei, se gli presentano il fiele e aceto, Maria ne beve tutta l'amarezza, se si stende il corpo sulla croce, Maria ne soffre tutto il tormento" (Discorso per la Compassione. Opere oratorie, II, p. 472). 

Deriva autoritaria, delegittimazione delle voci scomode. Convegno senato. Opposizione fantasmatica

Abbiamo già parlato della psichiatrizzazione del dissenso [qui]. Qui l'indice degli articoli sulla realtà distopica. Di seguito alcune riflessioni dalla cronaca attuale.

La dittatura non è altro che l'accentramento di poteri in un unico soggetto politico e la sua definizione prescinde da eventuali derive autoritarie, che in genere sono successive al suo affermarsi. I dittatori del passato sono spesso stati accolti in patria come dei salvatori perché, guarda caso, il copione tipico è appunto quello di uno stato emergenziale che, per essere affrontato, necessita della sospensione delle normali prassi di governo, dell'accentramento di poteri e della sospensione del diritto. Una dittatura può godere, e in genere gode, di un ampio margine di consenso, perché di solito si sostituisce a un vuoto di autorità o di competenza.
La deriva autoritaria si presenta invece quando appare ovvio che lo stato emergenziale è venuto meno, e chi si è arrogato il potere non intende restituirlo, ma normalizzare e rendere permanente la crisi.
A definire la dittatura non è la quantità di libertà che vengono lasciate ai cittadini, ma il metodo di governo e il modo in cui si acquisisce il potere.

Ratzinger: "La Vera Europa Identità e Missione"

Ancora una volta Joseph Ratzinger rompe il silenzio dal 'recinto di Pietro'. Si tratta di un libro edito da Cantagalli che uscirà domani, 16 settembre, col titolo: "'La Vera Europa Identità e Missione'. 
Rispetto ai precedenti scritti, il libro presenta la novità della prefazione di Francesco; il che rende difficile sostenere che Ratzinger non ne riconosca l'autorità. Pur non conoscendo il contenuto, che ovviamente non può essere desunto dalle scarne citazioni del lancio di agenzia riportato di seguito, mi viene in mente quel che si dice a Roma: È una sòla! (sòla=imbroglio/fregatura). E sapete perché? Perché è attendibile che la prefazione di Francesco serva solo a consolidarne l'autorità in declino su tutti i fronti e a ribaltare le voci che insistentemente danno per incerta l'abdicazione di Benedetto. Su questo abbiamo scritto a iosa [vedi] senza star lì a riprendere le ultime fitte e articolate analisi di Cionci e aggregati vari [tranne questa per la cronaca e qui E.M. Radaelli]. 
La ragione della sòla è semplice. Se può interessare lo scritto di Ratzinger, come si fa a pensare che possano avere la stessa visione di Europa, lo studioso di Tubinga (il titolo dell'AGI sotto riportato è fuorviante) e il fautore della conversione ecologica [qui - qui - qui] in chiave tecnocratica  con aperture al transumanesimo [qui - qui - qui - qui], dell'immigrazionismo senza rete e del meticciato? [vedi] E si è mostrato un campione dell'ambiguità sui principi non negoziabili? [vedi]. Qui l'indice di tutti gli scritti di Ratzinger successivi alla rinuncia. (M.G.)

Ratzinger: "Serve un'ecologia dell'uomo per proteggere la sua natura"
In un testo inedito che uscirà giovedì 16 settembre in un volume delle Edizioni Cantagalli il Papa Emerito affida l'ultimo accorato appello affinché l'Europa riscopra e riaffermi la sua vera origine e identità che l'hanno resa grande e modello di bellezza e umanità
AGI - "Il concetto di 'matrimonio omosessuale' è in contraddizione con tutte le culture dell'umanità che si sono succedute sino a oggi, e significa dunque una rivoluzione culturale che si contrappone a tutta la tradizione dell'umanità sino a oggi".

Mercoledì 29 settembre. San Michele Arcangelo. Messa Antiquior in San Pietro

All’arcangelo San Michele, già dall’VIII secolo, era dedicato un piccolo oratorio posto tra la rotonda di S. Petronilla e l’antica Basilica. Oggi all’Arcangelo è dedicata la cappella più antica della nuova basilica. Tale cappella conserva anche la memoria del più antico culto di San Michele (V secolo) del santuario dell’Arcangelo sulla via Salaria.

Mercoledì 29 settembre 2021 - ore 7:00
(ingresso in Basilica da Piazza S. Pietro alle ore 6,45)
Festa di S. Michele Arcangelo
Santa Messa solenne della Festa
Cappella di S. Michele
Basilica di S. Pietro in Vaticano
Celebra Mons. Marco Agostini
“Non è sanza cagion l'andare al cupo:
vuolsi ne l'alto, là dove Michele
fé la vendetta del superbo strupo”.
Il fatto che andiamo (Dante e Virgilio) nella profondità infernale non è senza ragione; ciò è voluto dal Cielo, là dove l’Arcangelo Michele punì giustamente la superba violenza degli angeli ribelli. (DANTE ALIGHIERI, Divina CommediaInferno VII,10-12).

martedì 14 settembre 2021

Visita ad limina dei vescovi francesi: “basta” alla messa tridentina

Una notizia dolorosa ma non sorprendente, viste le premesse, dalle parole di Bergoglio ai vescovi francesi sulla Messa dei secoli. Le riprenderò in un apposito articolo perché, oltre ad essere dure e sprezzanti, sono false (la Messa antiquior  - stiamo parlando della riattualizzazione del Sacrificio di Cristo - non è un'attrazione liturgica né copre posizioni ideologiche) e non devono restare senza confutazione coram populo... Intanto, di seguito, la cronaca, che riguarda anche Parigi. Qui l'indice dei precedenti sulla TC.

I vescovi francesi stanno attualmente compiendo la loro visita ad limina, abbreviazione di ad limina apostolorum che significa "sulla soglia [delle basiliche] degli apostoli". Con questo termine si designa la visita che ogni vescovo deve fare periodicamente alla Santa Sede. I vescovi europei fanno questo pellegrinaggio ogni 5 anni.
La visita ad limina è un pellegrinaggio sulle tombe degli apostoli San Pietro e San Paolo. Ma è stato istituito per rafforzare i legami con la Santa Sede. Durante la visita ad limina, i vescovi incontrano il Papa e i capi dei dicasteri e delle congregazioni della Curia romana.

Così Papa Francesco ha ricevuto una prima delegazione di vescovi francesi, in visita ad limina, venerdì 10 settembre 2021. Come riporta la rivista online Famille Chrétienne, nell'edizione dello stesso giorno, si è discusso per più di due ore "di politica, del motu proprio Traditions Custodes o del sinodo sulla sinodalità" [vedi].

14 settembre - Esaltazione della Santa Croce

Ogni anno, il 14 settembre, ricordavamo l'entrata in vigore del Summorum Pontificum...
Questa festa, che in Oriente è paragonata a quella della Pasqua, si collega alla dedicazione delle basiliche costantiniane costruite sul Golgota e sul Sepolcro di Cristo e in ricordo del ritrovamento della Croce di Gesù da parte di sant'Elena, madre dell’imperatore Costantino, avvenuto, secondo la tradizione, il 14 settembre del 320. Sant’Elena portò una parte della Santa Croce a Roma. La ripose nel Sessorium, il suo palazzo, parte del quale, dopo avervi sparso della terra del Calvario, aveva riadattato a cappella privata. Passata alla celeste gloria, suo figlio Costantino fece dono di tutto il palazzo alla Chiesa Romana nella persona di papa San Silvestro I. Sono le origini della Basilica di Santa Croce in Gerusalemme che ancora custodisce le preziose reliquie.

Dal Commento al Vangelo di Giovanni 
di Sant’Agostino
Nessuno è salito in cielo, fuorché colui che dal cielo discese, il Figlio dell'uomo che è in cielo (Gv 3, 13). Egli dunque era qui ed era anche in cielo: era qui con la carne, era in cielo con la divinità; o meglio, con la divinità era dappertutto. Egli è nato dalla madre, senza allontanarsi dal Padre. Sappiamo che in Cristo vi sono due nascite, una divina [generazione ab aeterno], l'altra umana; una per mezzo della quale siamo stati creati, l'altra per mezzo della quale veniamo redenti. Ambedue mirabili: la prima senza madre, la seconda senza padre. Ma poiché aveva preso il corpo da Adamo, dato che Maria proviene da Adamo, e questo medesimo corpo avrebbe risuscitato, ecco la realtà terrena alla quale si riferiva, quando disse: Distruggete questo tempio, e in tre giorni io lo risusciterò (Gv 2, 19). Si riferiva invece a cose celesti, quando disse: Nessuno può vedere il regno di Dio, se non rinasce dall'acqua e dallo Spirito (Gv 3, 5). Sì, o fratelli, Dio ha voluto essere figlio dell'uomo, ed ha voluto che gli uomini siano figli di Dio. Egli è disceso per noi e noi ascendiamo per mezzo di lui. Solo infatti discende e ascende colui che ha detto: Nessuno ascende in cielo, se non colui che dal cielo discende. Non ascenderanno dunque in cielo coloro che egli fa figli di Dio? Certo che ascenderanno; ci è stato promesso in modo solenne: Saranno come gli angeli di Dio in cielo (Mt 22, 30). In che senso, allora, nessuno ascende al cielo se non chi ne è disceso?

Saggezza spicciola ma calzante

Parla un affarista
Doug Casey è un investitore di grande successo negli Stati Uniti con molti anni di esperienza nel fare danaro. Oltre alla conoscenza della finanza, che lo tiene coi piedi per terra, ha anche una certa cultura a tutto tondo dovuta ad una certa educazione umanistica. In quello che scrive, menziona a malapena la religione, ma combina il miglior realismo degli uomini d’affari con una conoscenza della natura umana. Non è affatto infallibile, ma le sue visioni del mondo sono interessanti. Eccone una riassunta, dello scorso 7 luglio, intitolata: Perché la maggior parte delle persone delega il proprio pensiero agli “Esperti”.
Grazie a Internet e alla tecnologia moderna, le persone ora hanno facile accesso a una massa di informazioni su quasi tutti gli argomenti, eppure sembrano pensare meno criticamente che mai. Questo è sicuramente dovuto al fatto che la tecnologia, come Internet, è intrinsecamente meccanica e del tutto prevedibile, mentre gli esseri umani non sono macchine ma esseri spirituali con un libero arbitrio, non prevedibili, ma che richiede saggezza per essere gestiti. A quella tecnologia è del tutto estraneo il libero arbitrio, ma mentre la saggezza richiede un pensiero personale che può comportare uno sforzo doloroso, le soluzioni di Google sono tanto semplici quanto istantanee. Ecco perché, se pensare da solo costa troppo sforzo, potrei anche rivolgermi al mio computer inumano per una risposta.

lunedì 13 settembre 2021

Dante, il poeta della luce

1321 - 13 Settembre - 2021 VII Centenario della morte di Dante Alighieri - "Questo è il suo elogio principale: di essere un poeta cristiano e di aver cantato con accenti quasi divini gli ideali cristiani dei quali contemplava con tutta l’anima la bellezza e lo splendore, comprendendoli mirabilmente e dei quali egli stesso viveva. Conseguentemente, coloro che osano negare a Dante tale merito e riducono tutta la sostanza religiosa della Divina Commedia ad una vaga ideologia che non ha base di verità, misconoscono certo nel Poeta ciò che è caratteristico e fondamento di tutti gli altri suoi pregi" (Benedetto XV, enciclica In Praeclara Summorum, 30.4.1921). 
Dell'articolo qualche perplessità su "la legittimazione spirituale della potestas politica, nella forma più alta dell’Impero, non deriva dalla Chiesa ma direttamente da Dio", posto che non mi pare che Dante proponga una realtà politica su basi teocratiche... Precedenti, a partire da qui, su Dante, padre inascoltato.

Dante, il poeta della luce
E venne infine il giorno fatidico di Dante. Dopo un anno di rievocazioni d’ogni tipo, arriva quel 13 settembre, o meglio quella notte di sette secoli fa, in cui Dante andò davvero nell’Aldilà. Non possiamo dire che il suo anniversario sia passato inosservato. Nel sesto centenario, il 1921, Gabriele d’Annunzio si rifiutò di parlare a una celebrazione dantesca dicendo: “Oggi in Italia non può parlar di Dante che un ministro, un professore, o un imbecille. Ed io, grazie a Dio, non appartengo a nessuna di queste tre importanti categorie”. Non appartenendo alle prime due, non vorrei appartenere alla terza, avendo scritto un libro su Dante nostro padre [qui - qui], che sto portando nei luoghi danteschi... Dante, il più italiano dei poeti, il più poeta degli italiani, eppure così universale. Ora che l’anno dantesco volge alla conclusione proviamo a fare un bilancio in poche righe dell’immenso lascito dantesco e poi del suo punto focale.
Qual è la lezione umana, civile, morale che Dante lascia in particolare ai potenti, ai dotti e ai sacerdoti? Dante insegna ai potenti e ai regnanti, con l’esempio oltre che con le parole, la fierezza, la coerenza, l’onore, categorie calpestate nel nostro tempo ma a essere onesti anche nel suo, considerando la veemenza con cui li attaccò, pagando un prezzo altissimo. Dante insegna l’importanza di essere all’altezza di una tradizione e dell’auctoritas che si incarna; non c’è per lui potere senza carisma, né dominazione benefica senza legittimazione sacra. Imperativi incomprensibili nel nostro tempo.

I Signori del futuro della Vita Religiosa, e dei Gruppi della Messa Antica.

La Traditionis Custodes ha tra l'altro sancito il passaggio delle realtà che erano sotto l'Ecclesia Dei - già nell’ambito della Congregazione per la Dottrina della Fede - alla Congregazione per la vita religiosa. Questo dicastero può ora decidere della vita di centinaia di migliaia di persone consacrate in tutto il mondo. Ma chi sono i gestori di questo centro di potere così amato dal Pontefice regnante? Dall’interno delle Mura vaticane arriva questo ritratto impietoso che riprendo da Stilum Curiae. Indice articoli su TC. Precedenti su Carballo e Braz de Aviz qui - qui.

La “santa” ghigliottina

Dopo il devastante “Traditionis Custodes” il mondo tradizionalista guarda con paura e cattivi presentimenti al futuro delle fraternità sacerdotali e delle società di vita apostolica legate alla Messa nel rito straordinario ormai abolito in modo sommario.
In questo senso vorrei proporre ai nostri cari fratelli le due figure nelle cui mani sono stati “affidati” dal misericordioso Pontefice porteño, ormai in lento ma inesorabile tramonto. Faccio riferimento al Cardinale Braz de Aviz e all’Arcivescovo Carballo, figure ambedue inquietanti e pericolose.
Il Cardinale de Aviz si vanta di discendere dai Re del Portogallo anche se – parole da lui stesso pronunciate in giro – per via bastarda. Il fatto, sia esso vero o immaginario, non è del tutto sprovvisto di simbolismo, come si potrà ben dedurre.

Digione: il fondamentalista non è il tradizionalista, ma lo stesso vescovo

Si torna a parlare, sia pure da un punto di vista non tradizionale, di Digione e del caso della estromissione della FSSP per il rifiuto a concelebrare qui - qui - qui, collegato con la Traditionis custodes. Sulla concelebrazione, precedenti quiqui. Qui l'indice degli articoli su TC

Concelebrazione
Padre Bernard Pellabeuf, già seminarista all'interno della FSSPX nel 1969-70 e ora sacerdote diocesano che celebra abitualmente secondo il novus ordo, ha scritto una lettera al Santo Padre chiedendogli di abrogare la Traditionis custodes. Egli spiega il motivo per cui sta rendendo pubblica la lettera inviata al Papa qualche settimana fa:
Ho scritto al Sommo Pontefice il 22 luglio. Non avendo ottenuto né successo né risposta, pubblico la mia lettera in questa festa della Madonna, poiché il Sommo Pontefice ha pubblicato il suo Motu Proprio in un'altra festa della Beata Vergine.
Aggiunge :
Se ho deciso di pubblicare questa lettera quando molte voci si sono espresse sulla Traditionis Custodes, è perché in genere coloro che si rammaricano della pubblicazione di questo motu proprio legati esclusivamente del vecchio messale. Tuttavia, uso quotidianamente il Novus Ordo, e ho celebrato la Messa secondo il Vetus solo in rarissime occasioni. Inoltre, è in nome dello stesso Vaticano II che chiedo l'abrogazione della Traditionis Custodes, nonostante sia affermando di voler promuovere l'accettazione di questo Concilio che il Sommo Pontefice l'ha pubblicata: ma il nuovo messale non corrisponde a ciò che dicevano i Padri conciliari sulla riforma liturgica da loro richiesta.

domenica 12 settembre 2021

Indice articoli su transumanesimo e realtà distopica

Indice articoli su transumanesimo e realtà distopica
da integrare con 
Indice articoli su Covid, vaccini e dittatura sanitaria [qui]
Indice articoli sulla Chiesa in tempo di pandemia [qui]

Indice articoli su Covid, vaccini e dittatura sanitaria

Indice articoli su Covid, vaccini e dittatura sanitaria
da integrare con 
Indice degli articoli su transumanesimo e realtà distopica [qui]
Indice articoli sulla Chiesa in tempo di pandemia [qui]

Pubblicato il documento preparatorio del Sinodo mondiale dei Vescovi. Conseguenze della sinodalità permanente della nuova Chiesa

Il 7 settembre scorso il Vaticano ha reso pubblico il Documento preparatorio per la XVI Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi, dal titolo: “Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione e missione”, in vista del sinodo mondiale che si aprirà il 9-10 ottobre 2021 a Roma e il 17 ottobre successivo in ogni Chiesa particolare. Il documento si soffermandosi sulle basi teologiche della sinodalità offerte soprattutto dai documenti del Concilio Vaticano II [vedi].

È previsto che in ogni diocesi si svolga la prima fase (da ottobre 2021 ad aprile 2022), al termine della quale è fissata come tappa fondamentale, “la celebrazione della XVI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi” (ottobre 2023). Al termine dell'Assemblea, seguirà “la fase attuativa che coinvolgerà nuovamente le Chiese particolari”.

sabato 11 settembre 2021

Una marionetta accolta in Vaticano. Nessun problema il grande assembramento... vietato per le processioni!

La bambola Amal non  è un segno pagano o una divinità infera (l'idolo Pachamama è su un altro livello) ma il punto è esattamente lo stesso di quando a Natale in piazza San Pietro le statue del presepe sembravano orridi manufatti osceni [qui]. Ma perché  da diverso tempo presso la Santa Sede aleggia questo spirito, questa volontà perenne di orrido o di imbarazzante?
L'unico legame dell'automa ligneo con piazza san Pietro è l'orrido monumento ai migranti [qui], che ha abbracciato (immagine a lato che ho ricavato dal filmato col fermo immagine). Doppia incongrua presenza nella splendida cornice berniniana...
Infatti la marionetta “Amal”, che in arabo significa “speranza” ha percorso piazza San Pietro per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla difficile situazione dei migranti, accolta - appunto - dal cardinale Michael Czerny, sottosegretario della Sezione Migranti e Rifugiati, e da monsignor Benoni Ambarus, vescovo ausiliare delegato per la Carità e per i Migranti 
L'altra immagine mostra Bergoglio, sorridente, che la accoglie tra la folla nel cortile di San Damaso [qui]...
È il solito immigrazionismo senza rete [qui]. Ma, seppure non sia paragonabile alla tragica idolatria della Pachahama, stupisce il grande assembramento permesso senza remore mentre, per rispetto delle norme anticovid, si vietano le processioni, persino quella del Corpus Domini, da sempre il collante delle comunità locali e appartenenti all'anima della civiltà occidentale. Al loro posto una sorta di carro carnevalesco in San Pietro.

11 settembre 2001. 20 anni dopo non ci siamo ancora ripresi - L’11 Settembre e la rinuncia a combattere

Per non passare sotto silenzio, ma con l'esaustiva sobrietà che ci è congeniale, riprendo il commento di Giuliano Guzzo sulla tragica ricorrenza di oggi riguardante un atto terroristico in cui morirono molti innocenti, commesso da Al Qaeda. Resta ancora da chiedersi perché gli USA continuino ad appoggiare in Siria Al Qaeda fornendo armi e supporto logistico. Ma a questa domanda non avremo risposta dal mainstream mediatico politico. Solo la Russia è stata in grado di colpire davvero il terrorismo islamico wahabita e salafita. Ma al di là di questa domanda puntuale, trovate, a seguire, alcuni accenni alle ragioni del collasso dell'occidente latino interessanti per le analogie col collasso attuale dell'Occidente europeo.

11 settembre 2001. 20 anni dopo non  ci siamo ancora ripresi

A 20 anni dall’11 settembre 2001, la drammatica verità è che non ci siamo ancora ripresi. Insieme alle 3.000 vittime di quegli attentati, che oggi doverosamente ricordiamo, se n’è andata molto di più dell’idea dell’invulnerabilità degli Stati Uniti (che dopo Pearl Harbor si credeva ripristinata): se n’è andata ogni illusione di serenità collettiva. In effetti, dopo l’emergenza terroristica è esplosa quella economica, poi quella pandemica, che dura tutt’ora sommata, di fatto, alle altre due.
Il crollo delle Torri Gemelle è stato dunque, di fatto, l’inizio di un ciclo di paura e di incertezza, di debolezza e di instabilità: in mezzo, alternati ai brividi, solo temporanei sprazzi di spensieratezza. Non abbiamo superato perciò superato quel trauma perché, di fatto, ci siamo ancora dentro. Del resto, lo stesso terrorismo ha continuato a mietere vittime sia nel cuore dell’Occidente – si pensi agli attentati di Londra, Madrid, Parigi, Nizza, Strasburgo, Vienna – sia altrove nel mondo, rafforzandosi molto anche in Africa.

La FSSPX tra fronte e retrovia. Intorno a una nota di don Gleize

Al momento l’Abbé Jean-Michel Gleize è probabilmente il teologo più rappresentativo della Fraternità Sacerdotale San Pio X. Professore di Teologia fondamentale presso il seminario di Ecône, ha preso parte, in qualità di esperto di ecclesiologia, ai colloqui dottrinali con la Santa Sede tra il 2009 e il 2011. Di questo teologo, nel 2013, sono uscite in lingua italiana le Questioni disputate sul XXI Concilio Ecumenico (Editrice Ichtys, Albano Laziale, vedi qui) in cui Gleize, se da un canto individua in «testi come Nostra Aetate sulle religioni non cristiane, Unitatis redintegratio sull’ecumenismo e Dignitatis humanae sulla libertà religiosa», gli snodi della discontinuità tra Tradizione e Concilio Vaticano II, afferma, dall’altro, che questi testi «impongono una scelta: o il Vaticano II o la Tradizione». Sicché non si può non osservare che così la teologia ufficiale, ma non sempre comune, della FSSPX ripropone, quasi in un “divergente accordo”, la tesi progressista della monoliticità del ventunesimo Concilio della Chiesa, senza tener conto di ermeneutiche che distinguono, in base al costante parametro della Tradizione, diversi livelli di vincolatività nei documenti conciliari nei quali è subentrata la confusione tra dottrina e pastorale (così, per esempio, p. Serafino Lanzetta in Il Concilio Vaticano II, un concilio pastorale. Ermeneutiche delle dottrine conciliari, Cantagalli, Siena 2014 vedi qui) [e mons. Brunero Gherardini qui -ndr].

La scienza non è il valore cui subordinare tutti gli altri, mentre la comunità è per l'uomo non l'uomo per la comunità

Su La Verità in questi giorni leggiamo: La tattica del Leviatano: arbitrarietà totale delle decisioni. L'asticella si alza sempre di più: non basta più l'80% di vaccinati, e forse non basterà neanche il 90%. Emergenza perenne, colpevolizzazione dei cittadini, inversione tra fini e mezzi. 
Ed ecco l'insegnamento costante della Chiesa: quanta luce sui temi così dibattuti soprattutto oggi! Che differenza con "il vaccino è un atto di amore"! Attingiamo alle sorgenti inesauribili dell'insegnamento costante della Chiesa. Indice articoli su Pio XII, storia e insegnamenti.

Il 14 settembre 1952, Papa Pio XII tenne un discorso al Primo Congresso Internazionale di Istopatologia del Sistema Nervoso. 

In esso il Santo Padre parla a scienziati e medici dei limiti morali della ricerca e della cura medica, in particolare per quanto riguarda i nuovi metodi, procedure e tecnologie sperimentate. Pio XII affronta anche la questione di quali diritti ha il paziente sul proprio corpo e sulla propria psiche, quali diritti ha il medico sul paziente e, cosa forse più importante di tutte, quali diritti ha - o non ha - la legittima autorità pubblica sugli individui in vista del bene comune.

Contrariamente a quanto può dire su questo argomento il papa che attualmente occupa i palazzi vaticani con i suoi lacchè, in Pio XII sentiamo da un vero Papa, un vero Vicario di Cristo, parlare con la voce di san Pietro, che necessariamente riecheggia quella del Buon Pastore (cfr Gv 10,27; Lc 10,16; Mt 16,19)....

venerdì 10 settembre 2021

Aggiornamento e invito alla preghiera a sostegno dei pastori ancora fedeli

Il 1 settembre, come annunciato qui, nella chiesa di San Francisco dedicata a San Domenico, l'arcivescovo Salvatore J. Cordileone ha celebrato la Santa Messa di ogni mese legata all'Operazione Assalto al Cielo seguita in streaming da decine di migliaia di 'Guerrieri del Rosario' e fedeli cattolici di tutti gli USA e del mondo intero. 
Nella sua veste di collaboratore di lunga data e fondatore della Catholic Action for Faith and Family, l'arcivescovo Cordileone sostituisce il cardinale Burke nella crociata mondiale del rosario, mentre Sua Eminenza continua a fare progressi nella sua guarigione dal coronavirus.  Tutti coloro che, come molti di noi, hanno presentato e aggiornato le proprie intenzioni di preghiera, le hanno unite alle preghiere dell'Arcivescovo Cordileone nell'offerta del Santo Sacrificio della Messa e nella successiva recita del Santo Rosario.
Lo menzionavamo qui, per il suo atto di riparazione nel Golden Gate Park di San Francisco, nel luogo in cui si trovava la statua di San Junípero Serra, demolita il 20 giugno dai nuovi barbari della Cancel culture.
Mons. Cordileone, in risposta alla Traditionis custodes, ha annunciato che ogni mese, nella cattedrale di San Francisco, sarà celebrata una messa nel Rito dei secoli [qui].
In un coraggioso editoriale pubblicato il 6 settembre dal Whashington Post, da noi tradotto e pubblicato qui, l'Arcivescovo ha ribadito il dovere di contestare i politici cattolici sostenitori del diritto all'aborto. In America il momento è cruciale. Potete consultare diversi articoli a partire da qui
A noi non resta che esprimere il nostro sostegno per tutti i vescovi chiamati a deliberare sul grave scandalo dei cosiddetti politici "cattolici" e sul loro rifiuto pubblico dell'insegnamento costante della Chiesa sulla santità della vita umana; una delle tante facce della grave crisi nella Chiesa del nostro tempo, da attraversare come milites Christi e non come disertori. Per questo, incessante, si eleva la nostra preghiera e la nostra offerta.

La Messa in latino e il convergere dell'istituzione verso i messaggi «delle potenze di questo mondo»

Una carrellata ad ampio raggio che parte dalle sorti della Messa tradizionale dopo la Traditionis custodes ma è interessante perché analizza anche gli altri problematici cambi di paradigma nella Chiesa di oggi. Qui l'indice dei precedenti su Traditionis custodes.


«Chi salverà la Chiesa? Non pensate ai sacerdoti, non pensate ai vescovi e ai religiosi.
Sta a voi, laici. Avete menti occhi e orecchie per salvare la Chiesa.
Sta a voi ricordare ai sacerdoti di essere sacerdoti,
ai vescovi di essere vescovi e ai religiosi di essere religiosi
».
(Ven. Fulton J. Sheen)
Nisi Dominus aedificaverit domum, in vanum laboraverunt qui aedificant eam.
(Salmo 126)
Per quanto non inattesa, ha suscitato scalpore la lettera apostolica in forma di motu proprio del 16 luglio scorso con cui papa Francesco ha revocato la decisione del suo predecessore di autorizzare senza vincoli la celebrazione della messa secondo l'antico rito tridentino, in quanto «espressione straordinaria della stessa lex orandi della Chiesa cattolica di rito latino» (Summorum pontificum, art. 1, 2007). La messa in latino secondo il canone del Missale Romanum del 1962, ultima revisione di una tradizione liturgica quasi bimillenaria ufficializzata da Pio V nel 1570, torna così a essere un'eccezione subordinata all'autorizzazione del vescovo competente, e la messa postconciliare in vernacolo «l'unica espressione della lex orandi del Rito Romano» (Traditionis custodes, art. 1). Un'eccezione, puntualizza oggi Francesco, da tollerare esclusivamente a beneficio di «quanti si sono radicati nella forma celebrativa precedente e hanno bisogno di tempo per ritornare al rito romano promulgato dai santi Paolo VI e Giovanni Paolo II» (Traditionis custodes, lettera accompagnatoria ai vescovi, corsivo mio) e dunque da accompagnare verso una progressiva estinzione, non potendo peraltro i vescovi «autorizzare la costituzione di nuovi gruppi» (Trad. cust., art. 3 par. 6).

La meravigliosa "Chiesa degli Italiani" in Vienna alla Fraternità San Pio X

Lettera del Superiore del Distretto austriaco Don Stefan Frey
Cari amici e benefattori,

il Cielo ci ha offerto a Vienna un regalo che ha superato ogni nostra folle aspettativa.
Da anni siamo alla ricerca di una chiesa appropriata, poiché la sistemazione provvisoria, ormai durata a lungo, nella nostra antica cappella San Giuseppe nella Bernardgasse, con affitti molto costosi, non è mai stata una soluzione permanente.

Dal 2008 i nostri fedeli viennesi pregano intensamente con questa intenzione. San Giuseppe ci ha fatto aspettare e ha messo alla prova la nostra pazienza e la nostra perseveranza fino all’anno a lui dedicato.

Ma oggi egli ha risposto in maniera sovrabbondante alle nostre numerose preghiere e ci ha dato non una chiesa qualunque, ma la chiesa dei Minoriti di Maria delle Nevi, consacrata al suo santo Sposo.

giovedì 9 settembre 2021

Istanza ai vescovi italiani: no Green pass e discriminazioni nelle chiese.

Ieri il presidente della Conferenza Episcopale Italiana ha ricevuto brevi manu, consegnato personalmente, il testo ripreso di seguito, sottoscritto sia dall’avv. Gianfranco Amato (Giuristi per la Vita) che dall’avv. Francesco Fontana (Iustitia in Veritate).

Al Card, Gualtiero Bassetti
Presidente della CEI

31 agosto 2021

Eminenza,
poiché i fedeli  “hanno il diritto, e anzi talvolta anche il dovere, di manifestare ai sacri Pastori il loro pensiero su ciò che riguarda il bene della Chiesa” (can. 212 § 3),  esprimiamo con fermezza ai Pastori della Chiesa italiana il nostro

DISSENSO

circa l’obbligo del vaccino anti-covid e circa l’imposizione della vaccinazione di massa anche nei luoghi di culto, nelle strutture ecclesiali e nei seminari, per i seguenti motivi:

Altro che G20. Per valorizzare la donna si torni al Medioevo

Un'altra interessante riflessione sul Medioevo tutt'altro che epoca dei 'secoli bui'. Dalla culla della nostra civiltà anche una lezione sul ruolo della donna nella società. Pensiamo alle imperatrici bizantine, a Caterina da Siena, Matilde di Canossa... Precedente qui.

Nella plurisecolare denigrazione della cristianità e delle Chiesa una leggenda primeggia tra tutte e riguarda il Medioevo, quel lunghissimo periodo storico che convenzionalmente va dalla caduta dell’impero romano alla scoperta delle americhe, comunemente dipinto come epoca buia, arretrata, preda di violenza e superstizione. Una leggenda purtroppo alimentata dagli stessi uomini di chiesa, i quali non di rado se ne escono con l’infelice espressione: “Non siamo mica nel Medioevo!”, denigrando in un sol colpo un millennio di spettacolari progressi in ogni campo delle conoscenze umane e soprattutto di monumentale edificazione spirituale, teologica liturgica della Chiesa, che fu l’anima e motore dell’intero Occidente.
Per concludere ogni discorso sul medioevo basterebbe la lapidaria sentenza del noto storico statunitense, professore alla Santa Barbara University della California Warren Hollister: «Chiunque creda che l’epoca che vide la costruzione della cattedrale di Chartres e l’invenzione del Parlamento e dell’Università fu buia non può che essere mentalmente ritardato o profondamente ignorante».

“Francesco: papa della guerra e dell’esclusione”: manifestanti fuori dalla nunziatura a Parigi

Dell'intervista a Radio Cope avevamo già accennato qui. Indice degli articoli precedenti su TC.
Questo primo sabato di settembre, dalle 12 alle 13, più di 75 manifestanti si sono radunati sul marciapiede di Avenue du President Wilson a Parigi, davanti alla nunziatura apostolica.
Le parole del Papa, in un'intervista appena rilasciata a una radio spagnola e che circola sui social network, non sono parole di pacificazione: la possibilità pastorale data dal Summorum Pontificum, ha detto il Santo Padre al giornalista spagnolo, "si stava trasformando in ideologia "!
Al contrario, i manifestanti hanno ripetuto che il loro attaccamento alla Messa tridentina è un attaccamento di fede. Il loro “ istinto di fede” li spinge a difendere la libertà di vivere la loro religione secondo la modalità immemorabile che ha sostenuto la fede dei loro genitori e dei loro avi e che è stata riconosciuta da Benedetto XVI.
Dove sono allora gli ideologi? Dalla parte di chi vuole conservare una lex orandi millenaria, o dalla parte di chi fa piazza pulita del passato liturgico e dogmatico della Chiesa di Roma? Fonte

mercoledì 8 settembre 2021

Lettera ai cattolici del mondo intero sugli esiti nefasti della Traditionis custodes

Leggo su Notre Dame de Chrétienté la Lettera dei fedeli legati alla Messa tradizionale ai cattolici del mondo intero, che riprendo con una sensazione di ambiguità e contraddizione in questa strana "pace liturgica". Quasi fosse un'applicazione di tecniche psico-sociali (sdoganate dal Vaticano II) alla Chiesa per piegarLa ad accettare la divisione come diversità unificata da decisioni magisteriali che consacrano l'assurdità in nome della successione apostolica. Una insolita comunicazione indiretta, ben conoscendo l'inutilità di suppliche e dubia per quanto motivati? Qui l'indice dei precedenti sulla TC.

Quale padre, se suo figlio gli chiede del pane, gli darà una pietra?
(Mt 7, 9)
Cari fratelli e sorelle in Cristo,
È con grande tristezza che abbiamo appreso della decisione di Papa Francesco di abrogare le principali disposizioni del Motu Proprio Summorum Pontificum promulgato da Papa Benedetto XVI il 7 luglio 2007. Dopo decenni di divisioni e litigi, questo Motu Proprio ha rappresentato, per tutti Fedeli cattolici, un'opera di pace e riconciliazione.

Roma viola, con brutalità e intransigenza ben lontana dalla tanto decantata fraterna accoglienza, la parola data da papa Benedetto XVI. 

La volontà dichiarata di Papa Francesco, nel Motu Proprio Traditionis Custodes del 16 luglio 2021, è quella di far scomparire dalla Tradizione della Chiesa la celebrazione della Messa. Una decisione che ci sprofonda nella costernazione. Come comprendere questa rottura con il Messale tradizionale, realizzazione « antica e venerabile » della «legge della fede», che ha fecondato tanti popoli, tanti missionari e tanti santi? Che male fanno i fedeli che desiderano semplicemente pregare come i loro padri hanno fatto per secoli? Non si può ignorare che la Messa tridentina converte molte anime, che attira assemblee giovani e ferventi, che suscita molte vocazioni, che fa sorgere seminari, comunità religiose, monasteri, che è la colonna portante di molte scuole.

Vigilantibus, non dormientibus iura succurrunt

Ricevo e volentieri pubblico la comunicazione che segnala la reazione dei giovani universitari contrari al Green Pass come requisito imposto a docenti, personale tecnico, amministrativo e bibliotecario e agli studenti: il che estende, di fatto, l’obbligo di vaccinazione in forma surrettizia per accedere anche ai diritti fondamentali allo studio e al lavoro, senza che vi sia la piena assunzione di responsabilità da parte del decisore politico.
Inserisco in calce anche il testo integrale della Lettera dei giovani universitari di Firenze, veramente notevole, anche perché è la Summa non solo degli argomenti, ma dei relativi supporti giuridici. Deo gratias per queste teste ancora pensanti segno di coscienze non ingabbiate!
Accennavamo qui alla nascita di numerosi gruppi di dissenso proprio tra gli studenti. Peraltro risulta anche l'Appello, tuttora aperto, di docenti universitari, che finora ha raggiunto 600 firme [qui]. 

Vigilantibus, non dormientibus iura succurrunt

Che lezione per tante cosiddette "Autorità" (civili, accademiche, culturali, ecclesiali) arriva da questi giovani universitari di Firenze, coraggiosi (e preparati).
La loro lettera aperta è da leggere, rileggere, assaporare.
Se un senso di imbarazzata ammirazione coglierà il lettore, vorrà dire che non tutto è perduto.
Che il nostro spirito e il nostro senso della realtà e della verità e giustizia non è morto.
Questa lettera è un atto di autentica, coraggiosa, nobile resistenza di fronte ad un regime politico-disinformativo che molti ancora fanno fatica a inquadrare nella sua essenza antidemocratica e pericolosità.
Resistenza di fronte ad un esercizio del potere fondato platealmente su arbitrio, ricatto, ingiustizia, garantito dalla venefica fusione tra governo e mass media ad esso asserviti, dove il vero Giornalismo "cane da guardia del Potere" è pressoché estinto.
In questa lettera, nello spirito che la muove e impregna, vi è la speranza per l'Italia.
Lo spirito non è piegato a ciò che conviene ed è ben accetto (il "comune sentire"), ma da ciò che è vero e giusto.

8 settembre Natività di Maria - La Messa dei secoli più viva che mai

La Messa dei secoli è più viva che mai. In tutto il mondo, con l'eccezione delle diocesi rette dai vescovi più modernisti, la situazione è immutata nonostante la TC. 
Guardate a Londra, che concorso di popolo nella cattedrale di Westminster, la Vigilia dell'Assunzione. 
Qui una bellissima galleria delle foto relative alla celebrazione.
* * *
8 settembre, natività di Maria.
La preghiera del Venerabile Papa Pio XII alla «Madonna dell’aiuto»

Vergine benedetta, Madre di Dio e Madre nostra, che nel titolo di « Madonna dell’aiuto » non cessi di ricordare ai tuoi devoti i prodigi con cui ci assicurasti della tua materna protezione, guarda pietosa alle nostre necessità e alle nostre miserie, e vieni ancora una volta in nostro soccorso.
Dal tuo aiuto, o Maria, i poveri aspettano il pane, gl’infermi la salute, i disoccupati il lavoro, tutti la preservazione da nuove calamità e da nuove rovine.
Ma il bene di cui ha soprattutto bisogno la generazione che ti prega, è il tuo Figlio, o Maria, che il mondo vorrebbe bandito dalla vita, dalla famiglia, dalla società, dove tutto si attende dalla materia, dalla forza e dagli umani disegni.

Arcivescovo Cordileone: È nostro dovere contestare i politici cattolici che sostengono il diritto all'aborto

Il presidente Biden e Nancy Pelosi, Presidente della Camera dei Deputati degli USA, che nonostante si dicano cattolici hanno recentemente ribadito le loro posizioni dichiaratamente abortiste, in reazione alla nuova legge restrittiva del Texas. Non tarda a far sentire la sua voce l’Arcivescovo di San Francisco, Salvatore J. Cordileone, mostrando ancora una volta la sua capacità di parlare chiaro e forte in un editoriale apparso sul Washington Post, ripreso di seguito nella nostra traduzione. Precedenti qui - qui -qui - qui - qui.

Arciv. Cordileone: È nostro dovere contestare i
politici cattolici sostenitori del diritto all'aborto

Politici illustri non hanno perso tempo nel reagire enfaticamente alla decisione della Corte Suprema che non ha bloccato la nuova legge del Texas che vieta gli aborti dopo il rilevamento del battito cardiaco fetale. Il presidente Biden ha annunciato lo “sforzo di tutto il governo” per trovare il modo di superare il provvedimento del Texas. La presidente della Camera Nancy Pelosi ha denunciato il rifiuto della Corte Suprema come una “decisione vile e oscura di sostenere un assalto palesemente incostituzionale ai diritti e alla salute delle donne” e ha ventilato nuove azioni legali: “Questo divieto necessita di codificare Roe v. Wade” in una legge federale.
Come guida della comunità cattolica, trovo particolarmente inquietante che così tanti politici dalla parte sbagliata della preminente questione dei diritti umani del nostro tempo siano cattolici che si proclamano tali. Si tratta di una sfida perenne per i vescovi negli Stati Uniti: Quest’estate, abbiamo fatto scalpore discutendo se i funzionari pubblici che sostengono l’aborto debbano ricevere il sacramento dell’Eucaristia [qui]. Siamo stati accusati di inserire in modo inappropriato la religione nella politica, di intrometterci dove non dovremmo.

martedì 7 settembre 2021

Chiesa di stato in tempo di covid. Clero più che allineato: e la Fede?

Qui indice dei precedenti.

Santuario del Divino Amore Santa Messa domenicale 5 settembre delle ore 20. I fedeli fuori per il famoso contingentamento: niente sedie e pazienza; ma nemmeno un minimo altoparlante! È qualcosa di surreale, e così poco cristiano !!

La società diffidente, che non pensa e non crede. Il compito della filosofia nell’ora presente

[...] non ci interessa tornare sulla questione dei vaccini e dei passaporti sanitari; vogliamo piuttosto capire quale malessere spinge la nostra società a farsi preda del rancore, della diffidenza, della paura e dell’angoscia.
Qui è necessario un salto ulteriore per entrare nelle profondità del disagio sociale e civile. Al di là della pandemia, siamo entrati da tempo nella società che non crede, che non pensa, che non sa, che non ama se non nella vita privata e ha perso fiducia nel mondo, nel futuro e nelle classi dirigenti.
Un tempo si riteneva che superate le credenze, si sarebbe sviluppata la società matura del pensiero autonomo, che avrebbe sostituito la fede con la ragione, le certezze con la libertà, la devozione col senso critico. Invece siamo qui a constatare un esito ben diverso: la nostra società che non crede è anche una società che non pensa, la nostra società che non ha più fede, religiosa o politica, è più esposta alla diffidenza e alla sfiducia nella ragione e nelle guide. Perduta la devozione popolare verso presunte superstizioni religiose si è esteso il buco nero dell’ignoranza, la scarsa voglia di approfondire, pensare criticamente, avere giudizi autonomi. I santi sono stati rimpiazzati dai santoni, dopo i predicatori sono arrivati gli influencer, disertate le istituzioni religiose ci si affida alle superstizioni della rete globale. È avvenuto il pessimo mix tra ignoranza e presunzione: l’ignoranza delle società dominate dalla fede e dall’autorità era perlomeno accompagnata dall’umiltà e dal rispetto verso chi sa, ha più esperienza, ha più cultura. Oggi invece tutti pretendono di giudicare tutto; per un malinteso senso di democrazia e sovranità dei cittadini, tutti si sentono in diritto di giudicare eventi e personaggi dal basso del loro non sapere. Ignoranza e arroganza si sposano e trinciano giudizi sprezzanti e comportamenti conseguenti nel nome sacro della libertà.

lunedì 6 settembre 2021

I superiori degli Istituti “Ecclesia Dei” su “Traditionis custodes”: “Ci rivolgiamo ai vescovi perché si apra un dialogo”

I superiori generali degli Istituti tradizionali si sono riuniti per fare il punto su Traditionis custodes, e il sito di Notre-Dame de Chrétienté ha pubblicato il Comunicato emesso al termine dell’incontro. Lo riprendo da MiL. Qui l'indice degli interventi su Traditionis custodes.
Il comunicato mi colpisce per la presenza di alcuni elementi paradossali. Intanto l'adesione al Vaticano II senza remore e l'enfasi su una sottomissione affettata. Ma tutto questo non basta e fugare (forse brucia il precedente analogo dei Francescani dell'Immacolata qui) l'evidente timore dei commissariamenti.

Comunicato dei Superiori generali delle comunità Ecclesia Dei

«La misericordia di Dio su ogni essere vivente» (Si 18, 13)

Gli Istituti firmatari desiderano prima di tutto ribadire il loro amore alla Chiesa e la loro fedeltà al Santo Padre. Questo amore filiale si tinge oggi di una grande sofferenza. Ci sentiamo sospettati, messi da parte, banditi. Tuttavia, non ci riconosciamo nella descrizione data dalla Lettera che accompagna il motu proprio Traditionis custodes del 16 luglio 2021.

Il Papa sulle letture della Messa dei secoli in una nuova intervista: "come ridere della Parola di Dio"

Nella nostra traduzione da LifeSiteNews un articolo sulle dichiarazioni di Bergoglio in un'ampia intervista alla radio spagnola, nella quale, tra l'altro, ha affermato, che pronunciare le letture della messa in una lingua poco conosciuta, come il latino, «sarebbe come ridere della Parola di Dio». Sul Latino, lingua sacra da preservare [qui - qui]
Dopo la carrellata sull'intervista, riprendo di seguito lo stralcio sul punto riguardante la Traditionis Custodes. Qui l'indice degli articoli precedenti e correlati

Il Papa sulle letture della Messa in latino
in una nuova intervista: “come ridere della Parola di Dio”

Papa Francesco ha taciuto sul “Cammino sinodale” tedesco affermando tuttavia che “non c'è cattiva volontà in molti vescovi”, nonostante le messe di “benedizione” delle relazioni omosessuali.
CITTÀ DEL VATICANO (LifeSiteNews) – In un'intervista ampia e di ampio respiro alla radio spagnola, papa Francesco ha suggerito che pronunciare le letture della messa in una lingua poco conosciuta, come il latino, «sarebbe come ridere della Parola di Dio».

La 'messa dei secoli passati', non tollerata in una parrocchia francese, celebrata tra le rovine

Effetto Traditionis custodes. Vedi l'indice degli articoli.
Paix Liturgique riferisce la disavventura di un gruppo di cattolici nel corso di un recente fine-settimana educativo per via del permesso negato di celebrare la Messa tradizionale nella chiesa parrocchiale. “Non prestiamo più la chiesa per i riti dei secoli passati!”. 
Questa la risposta del diacono permanente Philippe Pinganaud alla richiesta di Jean-Pierre Maugendre - Presidente dell'Associazione Renaissance catholique - di poter celebrare la messa tradizionale nella chiesa del villaggio di Béruges per l'Università d'Estate della stessa Associazione dal 27 al 29 agosto. Della cappella dell'ex Abbazia di Pin, che ospitò quell'Università, restano solo pochi ruderi, non privi di fascino. Era parso quindi naturale ai fedeli chiedere accoglienza alla vicina parrocchia cattolica per il tempo di una Messa. La messa è stata poi celebrata tra le rovine della cappella abbaziale, all'aria aperta. Questi, in sintesi, i commenti:
  • Questa vicenda è rivelatrice della malafede di molti chierici nei confronti di fedeli attaccati alla liturgia tradizionale con cui sperano di scoraggiarli. Inventano regole inesistenti e comunque abusive esenti da qualunque correzione quando viene adita l'autorità legittima.
    L'idea è di rendere complicato o addirittura impossibile ciò che non dovrebbe esserlo: celebrare una messa cattolica in una chiesa cattolica da parte di un prete cattolico. Alla fine si tratta di apartheid liturgico: fuori! Non ti vogliamo! La segregazione religiosa ha dunque degli esempi evidenti nella Chiesa di Francia.

domenica 5 settembre 2021

Un ragazzino rappresenta una minaccia per il nuovo tipo di Chiesa auspicato da Francesco

Mi aveva molto colpito l'immagine, presente nella galleria fotografica [di cui avevo avevo inserito il link qui quasi in diretta - vedi] che documenta la bellissima celebrazione dell'Assunta nel rito tradizionale a Filadelfia e proprio quel giorno l'avevo ripresa sulla mia pagina Facebook. Ora trovo su Rorate Caeli la traduzione in parole di quel che ho provato anch'io e la condivido con voi. Ringrazio la lettrice Allison che ci segnala questo video

Un ragazzino, simbolo del futuro aperto davanti a noi.

Nella Messa Pontificale celebrata per la festa dell'Assunzione nella Basilica dei Santi Pietro e Paolo, Cattedrale di Filadelfia, un bambino molto piccolo è stato fotografato alla balaustra della Comunione. I suoi occhi sono luminosi per l'attesa: certamente gli è stato insegnato abbastanza su Nostro Signore Gesù Cristo nel Santissimo Sacramento.
Questo bambino è una minaccia. È una minaccia per ciò che rappresenta: vita, famiglia, devozione, tutto centrato nel Santo Sacrificio Tradizionale della Messa. Questo ragazzino è una minaccia per il nuovo tipo di Chiesa voluto da Francesco, da coloro che lo hanno eletto, da coloro che lo affiancano: è una minaccia per Antonio Spadaro (SJ), per James Martin (SJ), per tutta la struttura gesuitica marcia ed eretica che sta portando la Chiesa alla rovina. È una minaccia, ed è per questo che Francesco, in Traditionis custodes, figlio intellettuale del 'liturgista' Andrea Grillo, dice che questa Messa, la Messa dei secoli, la Messa di tutti i secoli, minaccia "l'unità" della Chiesa.
Dio benedica questo ragazzino. Egli trionferà, con Cristo, e la Madre, e tutti gli Angeli e tutti i Santi. Coloro che lo vedono come una minaccia hanno già perso. La lotta è finita, e forse non vediamo ancora la vittoria: ma è vicina. E questo bambino - che Dio gli conceda una vita lunga, sana e virtuosa - la vedrà. Amen. 
[Traduzione a cura di Chiesa e post-concilio]

Da “cristiani anonimi” a “Fratelli tutti”

Nel testo che segue padre Serafino Maria Lanzetta collega la nozione di “cristiani anonimi” al centro della riflessione di Karl Rahner (precedente su Rahner qui) all’ultima enciclica di Francesco, Fratelli tutti, nella quale peraltro manca Cristo, il Figlio di Dio, che ci rende figli del Padre e “c’è solo l’uomo che si affratella naturalmente agli altri uomini sulla mera base di istanze sociali o di un amore umano non ben precisato” (vedi) L'editoriale per il numero in uscita di Fides Catholica, sullo stesso argomento, reca il titolo: Fratelli ma senza un Padre perché privi del Figlio. 

Da “cristiani anonimi” a “Fratelli tutti”

C’è un’affinità di non poco rilievo tra i cosiddetti “cristiani anonimi” di K. Rahner (1904-1984) e l’ultima enciclica di papa Francesco, Fratelli tutti. Ma anche un superamento considerevole della teoria teologica del gesuita tedesco nel discorso di Francesco sulla fratellanza universale. Vediamo perché partendo da un punto focale in entrambi che è l’uomo. Chi è costui?

«L’uomo – al dire di K. Rahner – è l’evento dell’auto-comunicazione assoluta di Dio». Questa è una delle espressioni più originarie del teologo tedesco che si trova nel suo Corso fondamentale sulla fede (or. 1974) e anche una delle più problematiche. Una sintesi della sua visione dell’uomo al centro della Rivelazione, non solo come colui che riceve, ma soprattutto come momento necessario di saldatura di Dio con il tempo e la storia. Per Rahner né si da un Dio che non si auto-comunichi né un uomo che non sia sempre uditore, luogo ed evento della Parola. Di conseguenza, Dio non ci sarebbe senza l’uomo e perciò l’uomo non potrebbe non essere in comunione con Dio. Per questo Dio è già in ogni uomo, che lo sappia o meno, che si ponga il problema o no. Importante è che sia sé stesso, che rimanga evento di Dio nel mondo.