domenica 20 giugno 2021

Messe in tutta l'Irlanda sugli altari del tempo della persecuzione, per “il rinnovamento della fede”

Negli ultimi giorni è ripresa la tradizione di celebrare in 26 altari in pietra che punteggiano le campagne irlandesi, testimoni dei tempi della persecuzione nel XVII secolo quando i cattolici si trovavano in luoghi isolati per assistere segretamente alla messa all'aperto.
Su iniziativa di Aiuto alla Chiesa che Soffre, in tutte le diocesi d'Irlanda sono state organizzate messe sulle famose “Mass Rocks” diocesane - le “rocce per la messa” - per chiedere una grazia ben precisa: "il rinnovamento della fede" nel Paese, che si è visto invadere a velocità vertiginosa dalla cultura della morte attraverso l'approvazione tramite referendum dell'aborto legale, la legalizzazione del "matrimonio" delle coppie omosessuali e il crescente rifiuto della Chiesa cattolica da parte della popolazione un tempo profondamente religiosa. Un misto di laicità e disgusto per i molteplici casi di abusi sessuali su minori o maltrattamenti da parte di istituti religiosi venuti alla luce (e regolarmente strumentalizzati dalla stampa).
Aiuto alla Chiesa che Soffre ha quindi deciso di far celebrare una Messa in ciascuna delle diocesi d'Irlanda nei giorni che precedono il 20 giugno, festa dei martiri d'Irlanda, per ottenere, per loro intercessione, un ritorno e un rinnovamento della fede. Si tratta di cattolici uccisi in odio alla fede tra il 1537 e il 1714, come Olivier Plunkett, arcivescovo di Armargh, beatificato nel 1920, canonizzato nel 1975, e una ventina di altri irlandesi, per lo più sacerdoti o religiosi.
Per padre Gerard Quirke, dell'arcidiocesi di Tuam, non era la prima volta, poiché lo scorso aprile aveva preso l'iniziativa di celebrare la sua messa pasquale davanti al sol levante a causa delle restrizioni COVID che gli impedivano di celebrare le funzioni pubbliche nella sua chiesa [lo abbiamo documentato qui]. Un'immagine struggente, che testimonia un tipo di persecuzione diverso da quello a cui è stata sottoposta l'Irlanda cattolica più di tre secoli fa.
Nei giorni scorsi si è unito agli altri 25 sacerdoti e monaci che sono tornati alla tradizione della messa celebrata su un altare di pietra naturale, a volte difficile da riconoscere come tale - si trattava di nascondersi all'autorità - e situato molto spesso su un'altura per consentire al celebrante e ai partecipanti di sorvegliare i dintorni per poter scorgere il nemico a distanza.
Per il vescovo Tommy Johston, uno dei sacerdoti partecipanti - che ha officiato a Mass Hill, nella contea di Sligo - “è stato un privilegio unico stare in un luogo reso sacro dai nostri antenati che vi si trovavano tanti anni fa. esprimendo la loro fede nella presenza e nella preghiera, consapevoli del pericolo permanente che minacciava la loro vita e la loro sussistenza”.
Se i laici rischiavano la multa o la prigione, le “leggi penali” in vigore dal 1535 al 1691 facevano incorrere i sacerdoti che assicuravano ai laici il loro ministero nientemeno che nella pena di morte.
Con il COVID, ha preso piede una nuova forma di persecuzione con il divieto di messe pubbliche per un periodo molto lungo, anche se fino ad oggi l'Irlanda ancora non supera 5.000 morti attribuiti al coronavirus.
Questo aspetto delle cose non è stato messo in evidenza da parte di Aiuto alla Chiesa che Soffre nell'annuncio delle celebrazioni delle Messe sulla roccia.
L'Irlanda ha ripreso le messe pubbliche soltanto a metà maggio, e ancora in condizioni draconiane di regole e "distanziamenti", mantenendo ancora la sospensione dell'obbligo domenicale. Il 13 maggio l'arcivescovo di Dublino, durante la timidissima “riapertura”, ha precisato che tutti hanno pregato affinché gli sforzi del Paese contro un “virus mortale” non venissero compromessi, e ha aggiunto: “Soprattutto vogliamo che tutti siano il più sicuri possibile fino al completamento del programma di immunizzazione."
Pregare per un rinnovamento della fede in Irlanda non è sicuramente un lusso.
[Fonte - Traduzione a cura di Chiesa e post-concilio]

sabato 19 giugno 2021

La Corte Suprema USA, all’unanimità, a favore dell’Agenzia per le Adozioni Cattoliche

C'è una guerra in corso. Una battaglia è stata vinta; ma la guerra continua.
Leggiamo sul Catholic National Register che la Corte Suprema ha deciso all’unanimità a favore dei Catholic Social Services (CSS) nella causa contro la città di Filadelfia, stabilendo che la città ha violato il libero esercizio della religione del gruppo. La città nel 2018 aveva smesso di collaborare con l’agenzia nel suo programma di affidamento, dal momento che i Catholic Social Services non avrebbero certificato le coppie dello stesso sesso come genitori affidatari per motivi religiosi.
[...] Il caso, Fulton v. City of Philadelphia, riguarda la più grande città della Pennsylvania che cessato di trattare contratti di affidamento con i Catholic Social Services perché l'agenzia fondandosi sulla fede professata affermava che non avrebbe certificato come genitori adottivi coppie dello stesso sesso; la sua politica era evidentemente di conio religioso, basata sugli insegnamenti della Chiesa sul matrimonio e sulla famiglia. L'agenzia, inoltre, non certifica le coppie non sposate come genitori affidatari, indipendentemente dal loro orientamento sessuale.

Pandemonio pandemico e inusitata compressione delle elementari libertà individuali

“Iudicium durissimum his qui praesunt fiet.
Potentes potenter tormento interrogabuntur”.
di Gian Pietro Caliari

“Un giudizio severo si compirà contro coloro che stanno in alto. I potenti saranno potentemente interrogati con tormento” (Sapienza 6, 5-6).
Così leggiamo nel Libro della Sapienza nell’attuale traduzione, direttamente derivata dal testo latino della Vulgata.
L’autore del testo sacro è un raffinato ellenista e l’originale greco suona, in realtà, assai più esplicito: “δυνατοὶ δὲ δυνατῶς ἐτασθήσονται” (dunatoì dè dunatòs etasthésontai), che dovrebbe essere correttamente tradotto così: “Al contrario, i potenti saranno castigati con potenza”. L’autore, infatti, indica un perfetto parallelismo fra coloro che agiscono con potenza (δυνατοì) e il modo in cui saranno giudicati (δυνατῶς), vale a dire con eguale potenza.

Non si tratta, in realtà, per l’autore sacro di una semplice minaccia, ma della logica conclusione per chi ha rifiutato scientemente l’appello che costituisce l’incipit stesso del Libro della Sapienza: “Ἀγαπήσατε δικαιοσύνην οἱ κρίνοντες”: “Amate la giustizia, voi che governate sulla terra” (1, 1).

venerdì 18 giugno 2021

Comunicato della FSSP dopo il documento della diocesi di Digione

Dopo l'incomprensibile decisione d'inizio giugno dell'arcivescovo di Digione Mons. Minnerath [qui] di espellere dalla diocesi due sacerdoti della FSSP e di porre fine all'esistenza della comunità di fedeli di San Bernardo (più di 300 fedeli) dopo 24 anni di presenza della FSSP, i fedeli hanno rivolto una petizione al loro arcivescovo. Ma non manca il sostegno di molti cattolici di tutto il mondo. La petizione può essere firmata qui

Comunicato sullo sfratto 
della Fraternità San Pietro dalla diocesi di Digione
Venerdì 18 giugno 2021
     
La Fraternità Sacerdotale San Pietro (FSSP) ha preso atto del comunicato stampa pubblicato il 17 giugno 2021 sul sito web della Diocesi di Digione [qui]. Si rammarica sinceramente che venga utilizzata una tale modalità di comunicazione, ma di fronte all'impossibilità di stabilire un dialogo diretto con l'Arcivescovo di Digione, è ora costretta a utilizzare questa stessa modalità di comunicazione per fornire alcune precisazioni.
Informata per posta il 17 maggio, senza previa consultazione o motivazione, che i suoi sacerdoti sono stati espulsi dalla diocesi di Digione, la Fraternità di San Pietro non riesce a comprendere come il vescovo Roland Minnerath persista nel suo rifiuto di ricevere i suoi superiori o anche solo di discutere con loro.

Dal 24 al 26 giugno on line: Conferenza Internazionale Sulla Grande Apostasia.

Nel corso del XX secolo, la Chiesa cattolica ha assistito a una trasformazione senza precedenti. L'architettura gloriosa della chiesa è stata ridotta a strutture profane più somiglianti a palestre; l'arte sacra è stata scartata a favore di impressioni deformi e grottesche; canti e inni sono stati sostituiti da chitarre e tamburelli; donne di mezza età in calzamaglia danzano al posto dei chierichetti; e la Sacra Liturgia, spostando la sua attenzione da Dio all'Uomo, ha fatto del Sacrificio un pasto.
Il risultato netto di questi cambiamenti radicali è stato a dir poco catastrofico!
E adesso? La voce di Pietro ricorda più da vicino quella di Giuda poiché la partecipazione alla Messa è scoraggiata, i Sacramenti sono negati ai fedeli e le parrocchie in tutto il mondo vengono chiuse e vendute.

“La proroga dello stato d’emergenza?”, così Cassese distrugge Draghi e il governo

Lo dice un giudice della Corte costituzionale. Speriamo non cada nel vuoto anche questo autorevole intervento. Pare che oggi prevalga l'arbitrio su ogni autorevolezza. E come si concilia con l'emergenza - oltre che col comune senso di sopravvivenza nonché con le responsabilità per la salvaguardia dell'ordine pubblico e dell'identità nazionale - che continuino a lasciar sbarcare clandestini e per di più positivi?

Il giudice emerito della Corte Costituzionale, Sabino Cassese, in una lunga e assai interessante intervista rilasciata al vicedirettore dell’HuffingtonPost, Alessandro De Angelis, entra di nuovo a gamba tesa sul governo Draghi (così come fece con Conte) per sottolineare come ormai vi sia una deriva che rischia di diventare inarginabile. La volontà di Draghi di prolungare lo stato d’emergenza manda su tutte le furie il giurista. Lo “stato di emergenza” – da quanto si apprende – verrà prorogato fino al 31 dicembre. Attacca Cassese: “Non riesco a trovare una spiegazione all’eventuale dichiarazione governativa dello stato di emergenza, a questo punto. Lo stato di emergenza può essere dichiarato molto rapidamente, con una decisione del Consiglio dei ministri. Per convocare il Consiglio dei ministri, basta qualche ora. Non vedo quindi quale necessità ci sia di ‘tenersi pronti'”.

Il magistrato Giorgianni: “Benedetto XVI non ha mai abdicato. Bergoglio è un cardinale vestito di bianco”

Dopo l'avv. Taormina [qui], un altro uomo di legge prende una posizione molto decisa sulla questione. Il minimo che si possa dire dello scritto che segue è che si tratta di affermazioni quanto meno sensate. Qui - qui i precedenti più recenti. Indice degli articoli sui 'due papi'.

“C’è un solo papa, Benedetto XVI. Bergoglio è un cardinale vestito di bianco, complice del Nuovo Ordine Mondiale”: non è andato molto per il sottile, in un discorso pubblico a Messina, due giorni fa, il noto magistrato antimafia Angelo Giorgianni, già Sottosegretario alla Giustizia del governo Prodi.

Naturalmente, ha fatto tali dichiarazioni non nelle sue vesti istituzionali, ma come presidente dell’Organizzazione Mondiale per la Vita, un’associazione su base volontaria da lui fondata, che si occupa della difesa della vita umana e di tutti i diritti che afferiscono alla sua tutela e dignità riservando particolare attenzione alle varie libertà individuali non sempre assicurate, come quella di opinione, libertà, pensiero, culto e alla sacralità della vita umana dal momento del concepimento sino alla fine naturale.

D. Dottore, dopo l’avvocato Taormina qui, lei è il secondo uomo di legge laico e italiano a sollevare dubbi sull’abdicazione di papa Ratzinger…

giovedì 17 giugno 2021

Contro Papa Bergoglio anche i suoi fan. Un pontificato al tramonto

Quella che segue è l'analisi impietosa di Socci sulla presente situazione di questo pontificato suscitata da un tanto clamoroso quanto inatteso scritto di Melloni su Repubblica di ieri. L'esposizione non manca di lacune e fraintendimenti. Ovvio che non basta dirlo e andrebbe argomentato. Ma a dimostrarlo c'è tutta la decennale attività di questo blog con le denunce, le analisi e le sintesi condivise in diretta, in concomitanza con l'anomalo e dirompente svolgersi degli eventi, in presenza di gesti e parole inauditi... E questa, intanto, è una semplice presa d'atto, per la cronaca, che si va facendo sempre più incalzante.

Contro Bergoglio anche i suoi fan.
Un pontificato al tramonto

Cosa sta succedendo nella Chiesa Cattolica? Siamo alla vigilia di un terremoto? Molti segnali inducono a pensarlo e quello arrivato ieri dalle colonne di “Repubblica” – a firma di Alberto Melloni – è davvero clamoroso, perché mostra il duro divorzio di certe aree cattoprogressiste da papa Bergoglio che prima sostenevano entusiasticamente.
Melloni – simbolo della “Scuola di Bologna” e dell’ala “progressista” della Chiesa – inizia la sua requisitoria sottolineando che il cardinale tedesco Marx, nella sua recente lettera di dimissioni, “ha di fatto chiesto le dimissioni del Papa”.
Marx è il leader del potente e ricco episcopato tedesco che, con il suo Sinodo, sembra voler fare una rivoluzione. I vescovi tedeschi sono gli storici sostenitori di Bergoglio, ma la loro fuga in avanti non ha il suo appoggio e ora sono palesemente delusi.

La coerenza eucaristica riguarda tutti i cattolici, non solo i personaggi pubblici

Un fatto del genere non dovrebbe essere oggetto di discussione né tantomeno sottoposto a votazione. L’Arcivescovo Cordileone parla di ri-catechizzazione dei fedeli; e i vescovi chi li ri-catechizza? Precedenti negli USA quiqui - qui - qui - qui - qui - qui - qui.

L’Arcivescovo Cordileone: “serve un grande sforzo per
ri-catechizzare i cattolici sull’Eucaristia”

In un’intervista andata in onda su EWTN Pro-Life Weekly, l’arcivescovo di San Francisco Salvatore Cordileone ha affermato che la questione della coerenza eucaristica riguarda tutti i cattolici, non solo i funzionari pubblici.
I vescovi dovrebbero discutere la questione nella loro prossima riunione del 16-18 giugno e votare se iniziare o meno la stesura di un documento didattico sull’Eucaristia.
Riguardo alla ricezione della Comunione per i cattolici, compresi i politici che sostengono pubblicamente una legislazione permissiva su mali gravi come l’aborto, ha detto che “il problema è che la nostra gente non capisce cosa significhi veramente l’atto di comunione, nel senso della dignità di ricevere la santa comunione. La coerenza eucaristica vale per ogni cattolico. I cattolici di spicco nella vita pubblica hanno una responsabilità aggiuntiva, in termini di testimonianza pubblica che danno. Dobbiamo fare un grande sforzo per ri-catechizzare la nostra gente sull’Eucaristia”. Durante la loro prossima riunione online i vescovi degli Stati Uniti dovrebbero decidere se iniziare a redigere un documento sulla “coerenza eucaristica”.

Pio XII, quanti sono gli ebrei che ha davvero soccorso?

Che molti abbiano in passato buttato la croce su Pio XII è notorio. Che la posizione di Pio XII procedesse sul filo di una lama, non è difficile immaginare. Che il Rabbino Capo di Roma Israel Zolli nel febbraio del 1945 chiedesse ed ottenesse il battesimo scegliendo di prendere il nome di Eugenio, è una di quelle notizie che scivolano sempre fuori dalla memoria personale e collettiva. Ora che si facciano tante storie per stabilire se furono mille, diecimila, centomila, un milione, venti milioni gli ebrei salvati è nella natura umana decaduta. Nella certezza che Pio XII è stato uomo di grande Fede professata ed agita, sappiamo che ha pregato ed operato instancabilmente in particolare per tutti gli ebrei per quelli in fuga, per quelli condannati a morte e per quelli morti. Oggi, senza farsi incastrare dagli algoritmi, Pio XII occupa il suo posto tra i Santi Cattolici e tra i Giusti tra le nazioni. 

Anche lo storico Hubert Wolf ha ammesso che Pio XII ha aiutato quanti più ebrei possibili. Sullo sfondo un dibattito complesso sulla figura di questo Pontefice.

Quante sono state le richieste di aiuto da parte di ebrei ricevute da Pio XII? Johan Ickx, direttore dell’archivio storico della sezione “Rapporti con gli Stati” della Segreteria di Stato, ha contato 2800 richieste di aiuto, relative a quasi 5 mila persone. Ma lo storico tedesco Hubert Wolf ha sottolineato che le richieste sarebbero ancora di più: circa 15 mila. Ammettendo, però, che davvero Papa Pacelli abbia aiutato gli ebrei quando possibile, e in questo modo riposizionandosi nel dibattito tra gli storici, prendendo una posizione più morbida nei confronti del Papa.

Operazione di marketing? Forse dirlo è azzardato, ma di certo Wolf non ha specificato in che modo abbia conteggiato queste 15 mila richieste e come le abbia classificate, né ha rivelato quale sia la fonte del conteggio (magari sono gli stessi archivi in Vaticano, magari addirittura archivi presenti in Germania). Mentre Ickx ha reso nota una documentazione precisa, certosina, con riferimenti diretti. Una operazione volta a fare giustizia della figura di Pio XII con la forza dei documenti e della storia, non certo della propaganda.

mercoledì 16 giugno 2021

È il Cattosincretismo la vera piaga letale della Chiesa di oggi

Una riflessione di Agostino Nobile su un comportamento e una “filosofia” diventata pervasiva nella Chiesa, corrispondente al politically correct, piuttosto che al munus docendi che è una delle sue funzioni primarie, insieme a quello regendi e sanctificandi. Del resto tutto parte da qui

Cattosincretisti


A partire dal Vaticano II i cattolici hanno subito un lavaggio del cervello lento e capillare senza precedenti. Molti si sentono atei e altri agnostici. Ma la maggior parte è affetta da sincretismo religioso, consapevolmente o meno. Ricordiamo che il sincretismo è la colonna portante della massoneria, che i papi hanno condannato per ben 586 volte.

Nel club del pensiero massosincretista possiamo trovare preti che ripetono ossessivamente i mea culpa iniziati, spero ingenuamente, da GP II. Davanti all’altare capita di vedere sfilate di moda, banchetti per i “fratelli” musulmani, preti ballerini, danzatori indù, ecc. I cattosincretisti presenti, invece di lasciare la chiesa e dirne quattro al tipo vestito da prete, battono le mani. Quelli che ostentano equilibrio di giudizio possono chiederti, cosa c’è di male? Non sappiamo quanti di loro sono ignoranti, ingenui e magari inglobano le due cose, ma certamente rappresentano la comunità più plagiata e istupidita del pianeta.

L’incredibile storia della Madonna di Vladimir

La Madonna di Vladimir è una delle icone più famose del mondo ed è oggetto di una venerazione senza pari in Russia. A quest’opera sono stati attribuiti diversi miracoli, tra cui aver contribuito alla vittoria di due importanti battaglie. Ecco svelati alcuni segreti di questa famosissima icona!

Tra storia e leggenda 
Malgrado sia stata realizzata nel XII secolo a Costantinopoli, una leggenda attribuisce la creazione di questa icona a Luca Evangelista in persona.
Arrivò in Russia dopo essere stata regalata dal Patriarca di Costantinopoli a un principe che abitava vicino a Rostov, probabilmente in un tentativo di convertire al Cristianesimo i popoli slavi. 

martedì 15 giugno 2021

Res Novae: Intervista a mons. Viganò sulla liturgia del Vaticano II

Intervista rilasciata dall’arcivescovo Carlo Maria Vigano al sito “Res Novae”, a cura di don Claude Barthe [don Barthe sulla riforma liturgica qui]. Indice degli articoli e interventi precedenti e correlati.

Intervista a mons. Viganò sulla liturgia del Vaticano II
di don Claude Barthe

Mons. Carlo Maria Viganò, che fu nunzio apostolico negli Stati Uniti, è divenuto noto per la sua vigorosa critica al pontificato bergogliano e poi per lo sviluppo di una riflessione critica non meno forte circa il concilio Vaticano II. Ha risposto volentieri alle nostre domande sul tema della nuova liturgia, in modo abbastanza «spiazzante» (anche per noi, poiché attacca qui un processo di «riforma della riforma», che noi difendiamo). Siamo molto felici di offrire ai nostri lettori questo intervento al fine di alimentare il dibattito e la riflessione.

Don Claude Barthe – Vostra Eccellenza ha avuto occasione di parlare di «azioni rivoluzionarie» a proposito della realizzazione della nuova liturgia, dopo il Concilio Vaticano II. Potrebbe precisare il Suo pensiero?

Mgr Carlo Maria Viganò – Anzitutto, occorre aver ben chiaro che il Concilio Vaticano II è stato concepito come evento in se stesso rivoluzionario. Non mi riferisco ovviamente alle buone intenzioni di quanti hanno collaborato alla stesura degli schemi preparatori; parlo invece dei Novatori che hanno respinto quegli schemi assieme alla condanna del Comunismo che il Concilio avrebbe dovuto pronunciare, come auspicato da gran parte dell’episcopato mondiale. Ora, se il Vaticano II fu un atto rivoluzionario sia per le modalità in cui fu condotto sia per i documenti che promulgò, è logico e lecito pensare che anche la sua liturgia risenta di questa impostazione ideologica, soprattutto tenendo presente che essa costituisce il principale mezzo di catechizzazione dei fedeli e del Clero. Non è un caso che Lutero e gli altri eretici Protestanti e Anglicani abbiano messo mano alla liturgia come metodo principale per diffondere i loro errori tra i fedeli.

Biden in Europa per il G7. Annullato l’incontro con il Papa

Precedenti quiqui - qui - qui - qui.

Il presidente Biden, che è in Europa per il G7 e diversi incontri di alto livello, secondo il National catholic register, avrebbe dovuto dedicare la mattinata di oggi, 15 giugno, al primo incontro con papa Francesco da quando è presidente, partecipando di primo mattino alla sua Messa; ma la partecipazione è stata annullata per via dell’impatto che avrebbe suscitato vedere il presidente Biden ricevere la Santa Comunione dal Papa, viste le discussioni ancora in atto della Conferenza episcopale degli Stati Uniti sul tema della cosiddetta “coerenza eucaristica”. Un tema che dovrebbe essere discusso proprio domani, mercoledì 16 giugno, in occasione dell’assemblea generale dei vescovi. I vescovi statunitensi dovrebbero votare sulla creazione di un comitato per redigere un documento sulla coerenza eucaristica. [qui - qui].

Il grande ritorno dei monaci all'abbazia di Solignac, il primo dopo la Rivoluzione

Aggiornamento: Ho preso un abbaglio: avevo letto che i monaci celebreranno nella "forma straordinaria" e purtroppo non ho riletto e riguardato... Celebreranno invece il NO. Quindi nihil sub sole novi... Ringrazio chi lo ha notato e segnalato, mi scuso con tutti voi, che certamente siete partecipi della mia delusione.
*
Una bella notizia di cui rallegrarsi. La bella notizia consiste nel ritorno all'uso religioso dell'abbazia abbandonata, ma il rito antico ce lo scordiamo ancora una volta

I monaci benedettini di Clairval hanno deciso di fondare un convento nell'antica abbazia del VI secolo nel Limousin. 
Il loro arrivo è previsto per questa estate. Una rinascita per questo luogo e per la regione.
È un evento nel mondo religioso. L'Abbazia di Saint Pierre-Saint Paul de Solignac, situata nella diocesi di Limoges e priva di vita monastica dalla Rivoluzione, tornerà presto a vivere! Dal 1° agosto, l'abbazia benedettina di San Joseph Clairval, situata a Flavigny-sur-Ozerain Côte d'Or, invierà alcuni dei suoi monaci a fondare un priorato nell'Abbazia di San Pietro e San Paolo di Solignac come annunciato congiuntamente l'11 giugno scorso da Mons. Pierre-Antoine Bozo, vescovo di Limoges, e Dom Jean-Bernard Marie Bories, padre-abate di Saint Joseph a Clairval.

lunedì 14 giugno 2021

Il problema Islam e come non se ne esce se non si cambia registro.

Alcuni pensieri in libertà sull'onda della cronaca recente e dei problemi che incalzano sempre più frequentemente e sempre più da vicino.
More solito, abbiamo dovuto ascoltare su La7, senza contraddittorio, il punto di vista della giornalista di Domani1 sul caso di Saman, la ragazza pachistana uccisa dallo zio in quel di Reggio Emilia per aver rifiutato un matrimonio combinato, sintomo di una sua più ampia emancipazione:  "È una storia che riguarda il nostro tessuto sociale: non vanno fatti cadere nel vuoto i messaggi di aiuto delle persone che subiscono violenze. Riguardano tantissime donne anche italiane, cattoliche o non religiose" qui. Se ne parlano le fonti del mainstream, quando finalmente arrivano a parlarne, lo fanno in questi termini...
Ma si è mai sentito di una cattolica o di una buddista o di una ebrea o di una anglicana uccisa perché non voleva sposare il cugino imposto dal padre? O di donne di altre religioni obbligate ad andare in giro velate o segregate o bloccate negli studi ed in ogni altra attività extradomestica? Semplicemente perché fatti del genere accadono solo nell'Islam ed ancora una volta la "sinistra" nasconde ed ha paura dello stigma. C'è la testimonianza del fratello della povera Saman, che ha dichiarato che è stata punita perché si stava allontanando dai dettami dell'Islam. Tant'è che gli inquirenti si stanno muovendo in base alla sua testimonianza e a filmati compromettenti.
Questi, ed altri, fatti del genere accadono solo in quella religione. Ed in questo caso la religione c'entra, eccome. Sia mai che scappi mezza parola contro certe usanze tribali. Tutti colpevoli, nessun colpevole. La sinistra è questa, non se ne esce...

domenica 13 giugno 2021

Card. Zen : Che male c’è a rendere accessibile a tutti la forma straordinaria del rito romano?

Si aggiunge il sostegno alla Messa antica del Cardinale Zen in seguito alle voci in ordine alle restrizioni al Summorum pontificum e inevitabili conseguenze [qui - qui ]. Stranamente nell'articolo sotto riportato non accenna al fatto che la celebra anche lui [qui - qui]. Una piccola osservazione sull'uso del termine forma straordinaria. In realtà non si tratta di due "forme" dello stesso rito, ma di due riti diversi perché diversa è la teologia e l'ecclesiologia che veicolano: teocentrica/cristocentrica il Vetus, antropocentrica il Novus...

Card. Zen : Che male c’è a rendere accessibile
a tutti la forma straordinaria del rito romano?


E con che dignità
porta la cappa magna!
Ho letto sui giornali notizie abbastanza preoccupanti su possibili restrizioni alla celebrazione della Messa Tridentina (quella che ora chiamiamo forma straordinaria del rito romano). Voglio dire chiaramente che io non sono considerabile come estremista di questa forma liturgica e che ho lavorato attivamente, come sacerdote e come vescovo, per la riforma liturgica dopo il Vaticano II, anche cercando di frenare gli eccessi e gli abusi, che purtroppo non sono mancati anche nella mia diocesi. Quindi non mi si accuserà di faziosità. 
Ma non posso negare, nella mia esperienza di Hong Kong, il tanto di buono che è venuto dal motu proprio Summorum Pontificum e dalla celebrazione della Messa Tridentina.
C’è qui un gruppo fedele che da decenni partecipa a questa forma che ci viene dalle ricchezze liturgiche della nostra Tradizione, un gruppo che non ha mai creato problemi alla diocesi e i cui partecipanti non hanno mai messo in dubbio la legittimità della Messa rinnovata.
Nella comunità che partecipa alla forma straordinaria in Hong Kong sono passati tanti giovani, che attraverso questa Messa hanno riscoperto il senso dell’adorazione e della reverenza che dobbiamo a Dio, nostro Creatore.

13 giugno una data Mariana. Tempo di consacrazione personale e della famiglia

La Madonna apparendo a Fatima il 13 giugno 1917, tra l’altro, disse a Lucia: “Gesù vuole servirsi di te per farmi conoscere e amare. Egli vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato”.
La devozione al Cuore Immacolato di Maria Santissima non è dunque un’invenzione umana, ma una richiesta del Cielo.
L’origine del culto al Cuore Immacolato può trovarsi nelle parole dell’evangelista Luca, dove il Cuore di Maria appare come uno scrigno che racchiude i più santi ricordi.
La prima traccia di culto pubblico si trova a Napoli nel 1640 nella confraternita del Cuore di Maria fondata da S. Giovanni Eudes, che diffuse anche la devozione al sacro Cuore di Gesù.
Grande propugnatore della devozione alla Santa Vergine fu S. Luigi Maria Grignion de Montfort, presbitero francese, fondatore della Compagnia di Maria e delle Figlie della Sapienza. In un’opera dal titolo “Trattato della vera devozione alla Santa Vergine”, S. Luigi Maria descrisse la sua dottrina sulla devozione mariana, raccomandando a tutti i fedeli di consacrarsi totalmente a Gesù per le mani di Maria Santissima.
Chi vuole, può scegliere tra le tre formule sotto riportate.

sabato 12 giugno 2021

Spigolature. 'Mamma li turchi!' può tornare attuale...

"Le moschee le nostre caserme, le cupole i nostri elmetti, i minareti le nostre baionette e i fedeli i nostri soldati” (Erdogan,1997). Il Consiglio municipale di Strasburgo (nell'Europa agonizzante) finanzia con 2,5 milioni la costruzione dell'ennesima Moschea, mentre ancora piangiamo per Santa Sofia [qui].
L'Europa - e purtroppo non da meno l'Italia - sta cambiando volto. La crisi appare irreversibile, anche se si deve combattere sino alla fine per la nostra fede, per l'onore della bandiera e "per tigna". Regina delle vittorie, prega per noi!
In uno dei suoi saggi degli anni Sessanta-Settanta del secolo scorso, il filosofo cattolico Augusto Del Noce, scrisse, lapidario: "i modernisti non hanno mai riempito le chiese."
Le moschee invece sono piene, i turchi sono invitati da Erdogan a fare cinque figli a famiglia non per amore della famiglia ma per schiacciarci.
A proposito di turchi, il successore di Angela Merkel sembra, salvo sorprese poco pronosticabili, dover essere un turco: proprio così, un uomo politico tedesco di etnia turca (qui), che ha deciso di affidare all'associazione turco-tedesca Ditib1 (ente governativo turco a tutti gli effetti) la redazione dei testi scolastici e la direzione delle ore di religione islamica nelle scuole. Si affideranno a Erdogan le nuove generazioni dei musulmani tedeschi? L'insegnamento della religione mussulmana è sempre più diffuso in Germania, si convertono anche tedeschi (non di meno per via del Nulla malsano cui è ridotto il cristianesimo). 
La Germania "luterana" è cosa del passato, si profila all'orizzonte un Germania "turanica", che potrà essere anche più aggressiva della Germania pangermanista del passato. Un "pangermanesimo mussulmano"? Per come stanno andando le cose, non mi stupirei di nulla, nemmeno delle prospettive più sconvolgenti. Anche in Austria l'islam demograficamente avanza.
Una Germania dove la componente turco-maomettana, mezzo turco-araba e mezzo tedesca, appaia un domani non tanto lontano l'elemento trainante, per aprire la strada alla nuova conquista turca dell'Europa? Intanto, l'episcopato tedesco si preoccupa dei diritti delle coppie gay, esso stesso probabilmente affiliato in misura notevole all'universo arcobaleno mentre il papa continua a defilarsi, condannando a parole certi atteggiamenti ma lasciando in sostanza fare...

La Chiesa in Germania è in scisma? "Dubium" alla Congregazione per la Dottrina della Fede

Nella nostra traduzione da Catholic News Agency osservazioni circa il “dubium” presentato al Vaticano da tre cattolici per chiedere se la Chiesa in Germania è in stato di scisma (Bochum, CNA Deutsch). Una significativa reazione dal basso... Precedenti sulla Chiesa in Germania quiqui - qui - qui - qui - qui - qui (J. Ratzinger qui - qui).

Scisma in Germania... Si ricorre a Roma
Ma questo altare non è più utilizzato
Tre cattolici hanno presentato un “dubium” al Vaticano chiedendo se la Chiesa in Germania è in stato di scisma. Il corrispondente in lingua tedesca della CNA, CNA Deutsch, ha riferito che il trio della diocesi di Essen ha formalmente richiesto una decisione alla Congregazione per la Dottrina della Fede.

Un dubium, termine latino per “dubbio”, è una domanda rivolta alla congregazione dottrinale del Vaticano a cui si può rispondere con un “sì” o un “no”. La congregazione risponde con un “Responsum ad dubium”, come ha fatto a marzo quando è stato chiesto se la Chiesa ha l’autorità di benedire le coppie dello stesso sesso [vedi]. 
A volte viene chiesto alla congregazione di rispondere a più domande, plurale “dubia”. Quattro cardinali hanno presentato cinque dubia [qui] nel 2016 sull’interpretazione di Amoris laetitia, l’esortazione apostolica di Papa Francesco sull’amore nella famiglia. [totalmente ignorati -ndT]

Vaccinazione contro il Covid? È moralmente vincolante, difendibile o riprovevole?

Il discorso sui vaccini va affrontato non solo sul piano teologico-morale ma anche su quello scientifico oltre che socio-antropologico. Non convinta, per diversi motivi, dalle molteplici visuali in circolazione, mi sto documentano su fonti accreditate per elaborare un'analisi tanto articolata quanto equilibrata che tenga conto dei vari ambiti e implicazioni plurime, che non ho ancora completato. Vi propongo, intanto, l'edizione italiana di un interessante articolo di padre Stefan Frey, Superiore del Distretto Austriaco della FSSPX, il quale si interroga riguardo alla liceità morale dei vaccini anti-Covid. Precedenti qui - quiqui - qui - quiqui - qui - qui - quiqui.

Vaccinazione contro il Covid?
È moralmente vincolante, difendibile o riprovevole?

Al momento non c'è questione che riguardi più i fedeli cristiani – e in generale qualsiasi persona retta e onesta – che quella della posizione morale e medica da adottare di fronte alle massicce iniezioni del vaccino Covid, il cui scopo dichiarato dei suoi amministratori e sostenitori, che non si fermano a nulla e usano tutto per raggiungerlo, è quello di "vaccinare tutta l'umanità"(1). Se ascoltassimo Papa Francesco o prelati di alto rango come l'arcivescovo Lackner, presidente della Conferenza episcopale austriaca, noi cattolici avremmo il dovere morale di lasciarci vaccinare. D'altra parte, ci sono innumerevoli esperti di ogni disciplina possibile e immaginabile, che però mettono categoricamente in guardia dai pericoli connessi a questa vaccinazione. A chi dovremmo credere? Come possono tutti, nella loro situazione concreta, giungere a una decisione saggia ed eticamente difendibile?

venerdì 11 giugno 2021

Venerdì della II Settimana dopo Pentecoste. La festa del Sacro Cuore di Gesù

Litanie del Sacro Cuore di Gesù [qui]. Vedi anche: Intronizzazione del Sacro Cuore di Gesù: la Sacra Scrittura [qui]; Leone XIII il Sacro Cuore e la Regalità sociale di Cristo [qui]: Leone XIII - Atto di Consacrazione del genere umano a Cristo Re [qui]; In festo SS.mi Corporis Christi. L’Eucaristia: rapporto di Dio con l’uomo e dell’uomo con Dio [qui]
Venerdì della II Settimana dopo Pentecoste.
La festa del Sacro Cuore di Gesù

Oggi la Chiesa ci propone di onorare con un culto speciale il Cuore sacratissimo di Gesù di cui il sacramento ci ha già rivelato l'immensa tenerezza. E per stimolarci ad onorare quel Cuore divino con maggior rispetto e devozione, Pio XI ha elevato questa festa al rito di doppio di prima classe e messo la sua Ottava alla pari di quelle di Natale e dell'Ascensione [1]. Il culto del Sacro Cuore - scriveva egli ancora Cardinale - è la quintessenza stessa del cristianesimo, il compendio e il sommario di tutta la religione. Il cristianesimo, opera d'amore nel suo inizio, nei suoi progressi e nel suo compimento non potrebbe essere identificato assolutamente con nessuna altra devozione come con quella del Sacro Cuore [2].

Oggetto della devozione al Sacro Cuore.

L'oggetto della devozione al Sacro Cuore è lo stesso Cuore ardente d'amore per Dio e per gli uomini. Dall'Incarnazione infatti Nostro Signor Gesù Cristo è l'oggetto dell'adorazione e dell'amore di ogni creatura, non soltanto come Dio ma come Uomo-Dio. Essendo la divinità e l'umanità unite nell'unica persona del Verbo divino, Egli merita tanto come Uomo che come Dio tutti gli omaggi del nostro culto; e come in Dio tutte le perfezioni sono adorabili, così pure in Cristo tutto è adorabile: il suo corpo, il suo sangue, le sue piaghe, il suo cuore, e per questo la Chiesa ha voluto offrire alla nostra adorazione questi oggetti sacri.

Le dimissioni del cardinale Marx rafforzeranno la sua influenza al di là della Germania?

Ulteriori riflessioni da un articolo di Edward Pentin ripreso di seguito sulle dimissioni del Card. Marx. In ogni caso il cardinale potrà  continuare a fare di tutto di più e con l'avallo del papa. Precedenti sulla Chiesa in Germania quiqui - qui - qui - qui - qui (J. Ratzinger qui - qui).

ANALISI: se le dimissioni saranno accettate da papa Francesco [il che poi non è avvenuto: qui], c'è ancora molto che il cardinale tedesco potrebbe fare in Vaticano e nella Chiesa universale con il potere che gli rimane
CITTÀ DEL VATICANO — La sorprendente lettera di dimissioni del cardinale Reinhard Marx da arcivescovo di Monaco e Frisinga, la scorsa settimana, sembrava mirata a far accelerare – prendendo in prestito le parole del World Economic Forum – un “great reset”, un grande resettamento della Chiesa tedesca per quanto riguarda la sua gestione degli abusi sessuali da parte del clero.
Ma la mossa ha conseguenze potenziali di portata molto più vaste di quanto sembri, estendendosi sia al Vaticano che alla Chiesa universale, e con il tanto contestato “Cammino Sinodale” tedesco che funge da fattore determinante.
Nella sua lettera di dimissioni dello scorso 21 maggio a papa Francesco [qui], il cardinale Marx, che è stato indagato per la sua gestione di casi di abuso all'inizio di quest'anno, afferma che le indagini e le denunce di abusi nell'ultimo decennio hanno mostrato un "fallimento istituzionale o "sistemico". La Chiesa, ha aggiunto, sarebbe giunta a un “punto morto”, ma anche a un momento che potrebbe diventare un “punto di svolta”.

La Messa tridentina avversata: minaccia il clericalismo e il culto della personalità.

Di seguito riprendo un articolo del prof. Fratantuono, apparso su One Peter Five, che ha come tema il rito antico e alcuni dei possibili motivi per cui viene avversato da molti. Su Theodore McCarrick, a partire da qui: vedi.

Era un sabato pomeriggio d’estate. Era luminoso e soleggiato. Era una messa di “veglia del sabato” per qualche domenica verde o altro. Avevo dodici anni.
Il celebrante era il vescovo diocesano, Theodore McCarrick. Stava facendo una visita parrocchiale.
I miei ricordi di quel sabato in chiesa erano vividi anche prima che “zio Ted” diventasse un paria ecclesiastico giustamente vilipeso. I miei ricordi di quella messa erano vividi perché fu una delle tante occasioni simili in cui arrivai ad apprezzare ciò che esattamente mi preoccupava spesso della celebrazione dei riti liturgici post-conciliari riformati, anche da bambino.
Era il culto della personalità. Era il fatto che le liturgie erano simili a dei talk show, con un ospite prominente e troppo amplificato. Ed era il suo show, dall’inizio alla fine. Per tutta l’enfasi sulla “piena, consapevole e attiva partecipazione” alla liturgia, era il suo show.
Theodore McCarrick era affascinante. Non ricordo nulla del contenuto della sua omelia, se non che era introdotta da battute che non ho trovato particolarmente divertenti. È stata un’omelia irrilevante certamente, vivace e anodina.

Negli Usa l’esercito è una fucina di vocazioni: «Il 4% degli ordinati del 2021 vestiva l’uniforme»

Si è svolto il 31 maggio, come di consuetudine l’ultimo lunedì del mese di maggio, il Memorial Day, ossia la giornata in cui gli Stati Uniti d’America commemorano tutti i soldati americani caduti nel corso delle varie guerre.

In tale occasione, molto sentita a livello della popolazione, l’arcivescovo Timothy Broglio (a lato), dal 2007 ordinario militare per gli Usa, ha rilasciato un’intervista a EWTN News In Depth durante la quale ha fatto un’affermazione forte, che ad alcuni potrebbe finanche risultare stonata, data l’aura di stucchevole pacifismo di cui spesso è investito il cattolicesimo negli ultimi anni: i militari, ha infatti detto, «rimangono oggi la più grande singola fonte di vocazioni al sacerdozio negli Stati Uniti».

giovedì 10 giugno 2021

Lettera del papa 10.06.2021 che respinge le dimissioni del Card. Reinhard Marx

Nella nostra traduzione il testo della risposta ufficiale del papa alla lettera di dimissioni del cardinale Marx da vescovo di Monaco e Frisinga, fatta pubblicare sul sito della Santa Sede, in cui le respinge. Evito i commenti. Ne parleremo nella discussione. Quello che però mi colpisce con immediatezza, al di là del sorvolare sui nodi scismatici e del merito alcune affermazioni, è il discorso da pari a pari e nemmeno - e sarebbe comunque una diminutio - da  primus inter pares!
Precedenti sulla Chiesa in Germania qui - qui - qui - qui - qui (J. Ratzinger qui - qui).

Caro fratello,
Prima di tutto, grazie per il tuo coraggio. È un coraggio cristiano che non ha paura della croce, e che non ha paura di umiliarsi di fronte alla terribile realtà del peccato. È ciò che ha fatto il Signore (Fil 2,5-8). È una grazia che il Signore ti ha dato, e vedo che vuoi accettarla e conservarla perché porti frutto. Grazie.
Mi dici che stai attraversando un momento di crisi, e non solo tu, ma anche la Chiesa in Germania. Tutta la Chiesa è in crisi a causa degli abusi; ancora di più, la Chiesa non può fare un passo avanti ora senza accettare questa crisi. La politica dello struzzo non aiuta, e la crisi deve essere abbracciata dalla nostra fede pasquale. Sociologismi e psicologismi non aiutano. Assumersi la crisi, personalmente e comunitariamente, è l’unica via fruttuosa; perché non si esce da una crisi da soli ma solo in comunità, e inoltre dobbiamo renderci conto che dalla crisi si esce migliori o peggiori, mai uguali.”[1]

La Federazione è rimandata per avverse condizioni atmosferiche

Riprendo si seguito la puntuale riflessione di Marcello Veneziani. Credo che un centro studi comune alimentato dall'apporto delle varie anime di destra e centrodestra, nell'analisi e nelle soluzioni dei problemi in campo insieme alla necessaria progettualità a medio e lungo termine sarebbe l'ideale e potrebbe far crescere tutta una futura classe politica, per fronteggiare l'egemonia della sinistra che riesce a governare anche quando perde le elezioni. Ma qualsiasi laboratorio di idee del genere potrebbe trovare spazio solo in un mondo politico dove a prevalere non sono interessi personali o partitici; dove esistesse ancora La Politica, con la P maiuscola. Il rischio, frenante, è il centrismo spesso spostato a sinistra di FI.

Azzoppata da sondaggi, defezioni ed emorragie interne, la Federazione del centro-destra rallenta, frena, forse svanisce, comunque sarà rinviata. Resta comunque un segnale, un discorso interrotto. Ma a che serve, a chi serve una federazione del centro-destra? Se serve a rendere forte e coesa una coalizione che ha il progetto di governare l’Italia, allora è cosa buona e giusta, ma a due condizioni: dovrebbe salvaguardare le identità originarie, le differenze tra centro e destra, tra sovranisti e moderati, tra liberali e sociali, perché ogni spinta a uniformare riduce il ventaglio dell’offerta e mortifica la diversità dei consensi; e in secondo luogo, dovrebbe avere al suo interno tutte le componenti del centro-destra, da Fratelli d’Italia a Coraggio Italia. Sarebbe difficile poi in quel caso far convivere la lealtà al governo Draghi con chi vi si oppone o comunque ne sta fuori. Sarebbe comunque un progetto finalizzato al dopo-Draghi e se fosse lungimirante avrebbe come tappa necessaria il sostegno di Draghi al Quirinale come garante rispetto all’Europa del governo che uscirà dalle urne e come guida del piano di ricostruzione anche nei prossimi anni.

Lo spirito romano di cui abbiamo bisogno

Riprendo di seguito una recente riflessione di Roberto De Mattei sulla romanità. Richiamo con l'occasione questo interessantissimo precedente: Cattolicità e romanità della Chiesa nell'ora presente, il suo intervento al Convegno Summorum del 2009 [qui]. 
E non posso non ricordare il card. Pacelli/Pio XII: «Nessuna città vince o vincerà il destino di Roma. Gerusalemme e il suo popolo non sono più la città e il popolo di Dio: Roma è la nuova Sion, e romano è ogni popolo che vive di fede romana. Città più popolose e ampie ha il mondo e ne vanno superbe le genti; città sapienti ebbe la storia delle Nazioni; ma città di Dio, città della Sapienza incarnata, città di un magistero di verità e di santità, che tanto sublima l’uomo da elevarlo sull’ara fino al cielo, non è che Roma, eletta da Cristo «per lo loco santo, u’ siede il successor del maggior Piero» (Inf., II, 23-24).» Cardinale Eugenio Pacelli, Il sacro destino di Roma - Discorsi e Panegirici (1931-1938), XXXV, pp. 509-514)
Ma cosa è rimasto della "romanità" oggi? Niente, apparentemente. Né della Roma pagana né di quella cristiana. Abolendo il latino come lingua liturgica [un accenno qui] la Gerarchia cattolica attuale ha inflitto un vulnus micidiale agli studi classici, interrompendo in pratica il nesso tra pensiero classico e cristianesimo. Il cattolicesimo è diventato un coacervo di riti e chiese nazionali, in innumerevoli lingue e dialetti; un coacervo di "conferenze episcopali nazionali", caricature del parlamentarismo che ben conosciamo, con tutti i suoi difetti. La "romanità" significava unità di comando e disciplina, senso del diritto e della "res publica", nell'unità del dogma (per la Chiesa) ma nel giusto rispetto delle autonomie locali. Unità in funzione di un'idea universale, prima di potenza terrena, aggressiva ma anche civilizzatrice, poi di potenza spirituale, di conversione delle anime a Cristo, per il Regno dei Cieli. (M.G.)

Lo spirito romano di cui abbiamo bisogno

Lo spirito romano è quello che si respira solo a Roma, la città sacra per eccellenza, centro del Cristianesimo, patria eterna di ogni cattolico, che può ripetere «civis romanus sum» (Cicerone, In Verrem, II, V, 162), rivendicando una cittadinanza spirituale che ha come confini geografici quelli non di una città, ma di un Impero: non l’Impero dei Cesari, ma quello della Chiesa cattolica, apostolica e romana.

Un tempo i vescovi delle diocesi più lontane mandavano i loro seminaristi e sacerdoti a Roma, non solo per studiare nelle migliori facoltà teologiche, ma per acquisire questa romanitas spirituale. Per questo Pio XI, rivolgendosi ai professori e agli studenti della Gregoriana, così si esprimeva: «La vostra presenza Ci dice che la vostra suprema aspirazione, come quella dei vostri Pastori che qui vi inviarono, è la vostra formazione romana. Che questa romanità che siete venuti a cercare in quella Roma eterna della quale il grande Poeta – non solo italiano, ma di tutto il mondo, perché poeta della filosofia e teologia cristiana (Dante, n.d.r.) – proclamava Cristo Romano, si faccia signora del vostro cuore, così come Cristo ne è Signore. Che questa romanità vi possieda, voi e l’opera vostra, così che tornando nei vostri paesi ne possiate essere maestri ed apostoli» (Discorso del 21 novembre 1922).

mercoledì 9 giugno 2021

Mons. Viganò. Considerazioni sulla paventata modifica del Motu Proprio Summorum Pontificum

Indice interventi precedenti e correlati.

Considerazioni
sulla paventata modifica
del Summorum Pontificum 

In occasione del Simposio di Filosofia dedicato alla memoria di Mons. Antonio Livi, che si è tenuto a Venezia lo scorso 30 Maggio (qui), ho cercato di individuare gli elementi che ricorrono costantemente, lungo la Storia, nell’opera di inganno del Maligno. In quella mia disamina (qui) mi ero focalizzato sulla frode pandemica, mostrando come le ragioni addotte per giustificare misure coercitive illegittime e non meno illegittime limitazioni delle libertà naturali, fossero in realtà delle prophasis, ossia delle motivazioni apparenti volte a celare un intento doloso e un disegno criminale. La pubblicazione delle mail di Anthony Fauci (qui) e l’impossibilità di censurare le sempre più numerose voci di dissenso rispetto alla narrazione mainstream hanno confermato la mia analisi e ci lasciano sperare in una sconfitta plateale dei fautori del Great Reset.

Immagine emblematica di figli (e non solo) ceduti al regime

La situazione è cambiata. Siamo in 'zona bianca' ma i nuovi rituali non cambiano.
La scuola si appresta a chiudere per la pausa estiva.
Passando stamane davanti a una elementare osserviamo l'ennesima scena: bambini con mascherina fuori dall'istituto.
Ormai le persone non ci fanno più caso, tutti si sono abituati a questa orripilante, dannosa ed inutile carnevalata. Noi invece continuiamo a provare rabbia esattamente come il primo giorno.
A giugno 2021 come si può ancora accettare una situazione simile?
Inoltre la stampaglia nazionale pubblica articoli spazzatura come quello a fianco.
Un paese di canaglie, non c'é altra definizione. 
(Da Weltanschauung Italia)

L'uomo bianco è colpevole di esistere e così gli “antirazzisti” diventano neorazzisti

Pascal Bruckner lotta da anni contro le contraddizioni e la violenza del pensiero unico. Sul tema della "colpevolizzazione" molto ha dibattuto anche il politologo Alexandre Del Valle. Abbiamo presentato, tra l'altro, un suo libro: Il complesso occidentale [qui - qui] e un articolo [qui].

Un colpevole quasi perfetto. La costruzione del capro espiatorio bianco
Un libro da leggere
Secondo l’intellettuale francese Pascal Bruckner, siamo in presenza della colpevolizzazione dell’uomo bianco, che nasce dal vuoto del discorso di sinistra (sia comunista che socialdemocratica) incapace di creare un progetto alternativo al capitalismo. Bruckner, intellettuale francese di sinistra, sviluppa questo tema nel suo ultimo libro – “Un colpevole quasi perfetto”, Guanda editore – di cui parla nell’intervista di Francesco Borgonovo pubblicata giorni fa sulla Verità.

Questo orientamento nasce nei campus americani sulla base dell’anticolonialismo degli anni ’50, ’60 e ’70 che, avendo perso struttura politica, si è semplicemente legato al colore della pelle. L’uomo bianco, qualsiasi cosa faccia, è colpevole di essere. Ma questa è la definizione stessa di razzismo, dice Bruckner. Secondo il quale gli “antirazzisti” sono in realtà neorazzisti. Hanno riscritto le leggi di Norimberga, ma contro i bianchi.

Idee provenienti dai professori francesi della fine degli anni Settanta: Foucault, Deleuze, Derrida, Bordieu… Idee poi esportate negli Usa e divenute la base del movimento “Woke” o della “Cancel culture”. Ma negli Usa, dice Bruckner, le idee francesi sono state trasformate e tradite, perché il pensiero francese degli anni ’70 era contro l’identità, contro la razza, mentre ora ci si trova di fronte a una esaltazione dell’identità e della razza.

Mons. Mario Oliveri. L‘immutabile natura della Liturgia: il Motu Proprio “Summorum Pontificum” del Papa Benedetto XVI”

È desiderio di S.E. Rev.ma Mons. Mario Oliveri : “a causa del clima di incertezza e smarrimento che sconvolge il presente, riproporre all’attenzione di tutti il mio secondo Intervento alla “Tre Giorni del Clero” tenuta nei giorni 18-20 Settembre 2007 per ribadire oggi come allora, con rinnovata convinzione, all’ interno della più ampia riflessione circa l‘immutabile natura della Liturgia, l’importanza del Motu Proprio “Summorum Pontificum” del Papa Benedetto XVI”.

Albenga, 7 Giugno 2021
+Mario Oliveri, Vescovo Emerito di Albenga - Imperia 

Intervento del Vescovo, I parte:
Presentazione del Motu Proprio “Summorum Pontificum” 

La riflessione che abbiamo compiuto questa mattina sulla natura immutabile della Liturgia rende facile ed agevole la comprensione del significato e del valore del Motu Proprio Summorum Pontificum circa la celebrazione della Santa Messa in forma ordinaria secondo la riforma del Messale promulgata dal Papa Paolo VI, ed in forma straordinaria secondo il Messale del 1962 di Giovanni XXIII, che ha apportato semplici variazioni rispetto al Messale di San Pio V, o meglio, che ha introdotto le variazioni avvenute sotto il Pontificato di Pio XII. Il significato ed il valore - a mio giudizio di fondamentale importanza - del Motu Proprio di Benedetto XVI consiste nell’aver ricordato, implicitamente e sebbene non expressis verbis che la riforma liturgica, voluta e chiesta dalla Costituzione Conciliare Sacrosanctum Concilium, e quindi attuata sotto il Pontificato di Papa Paolo VI, non ha mutato la natura o la sostanza della Divina Liturgia, non ha toccato - non ha voluto farlo né lo poteva fare - ciò che appartiene all’essenza del Divin Sacrificio della Santa Messa: intatta è rimasta la Santa Messa in ciò che essa è per istituzione divina, intatta è rimasta la sua natura sacrificale (di vero Sacrificio, di vera ri-presentazione sacramentale del Sacrificio del Calvario, come anticipato da Cristo stesso nell’Ultima Cena, della Santa Cena sacrificale di Cristo con i suoi Discepoli, con quelli che Egli aveva scelti perché fossero i suoi Apostoli, con coloro che per sua volontà aveva chiamati a diventare capaci di rendere presente il Mistero di Cristo Salvatore, nel tempo e nello spazio, donec veniat, fino al compimento del Regno.

martedì 8 giugno 2021

Segnalazioni dei lettori. Pubblicazione di 1984 di Orwell

Ricorre oggi, 8 giugno, la pubblicazione (nel 1948) del romanzo distopico "1984" di George Orwell. Molto più citato a forza di copia/incolla che non letto, assieme al più breve e semplice "La fattoria degli animali" rappresenta un classico imprescindibile per chi è appassionato di politica e odia ogni forma di coercizione della libertà. La Neolingua, il Bispensiero, il Ministero della Verità e il Ministero dell'Amore, assieme agli slogan "La guerra è pace", "L'ignoranza è forza", "La libertà è schiavitù", sono ben vivi nella memoria di chi quel libro ha capito e amato, pur nella sua tragica cupezza senza speranza. Sentir parlare oggi di "resilienza", "transizione climatica", "Bella ciao inno ufficiale", "DDL Zan" e "cancel culture", nonché riscontrare l'odio feroce contro il maschio bianco cristiano eterosessuale, fa pensare che qualcuno abbia preso il romanzo come programma politico, anziché come denuncia contro tutti i totalitarismi di Stato. Nella foto, scena del film tratto dal libro nella quale Winston Smith si rifugia a pensare e scrivere (atto sedizioso!) nell'unico angolo della casa fuori dalla visuale dello schermo televisivo, divenuto fonte perenne di propaganda e telecamera di controllo sempre accesa in ogni casa. (Davide Lovat)

La Santa messa antica a Bergamo nel mese di giugno

Carissimi amici in Cristo,
sperando di fare cosa gradita, allego il calendario delle Sante Messe di giugno celebrate a Bergamo nella forma straordinaria del rito romano.
In particolare segnalo le Sante Messe di sabato 5 giugno, alle ore 9:00 (I sabato del mese), di giovedì 24 giugno, alle ore 20:30 (natività di San Giovanni Battista) e di martedì 29 giugno, alle ore 20:30 (i Santi apostoli Pietro e Paolo).
Inoltre segnalo che dopo la Messa di venerdì 4 giugno (I venerdì del mese) sono previste l’esposizione del Santissimo Sacramento, l’adorazione e la recita delle Litanie del Sacro Cuore di Gesù.
Ricordo, inoltre, che prima della Messa è possibile confessarsi ed è prevista la recita del Santo Rosario.

Infine vi invito alle conferenze:

Rito antico in San Luca a Pavia. Celebrazioni nel mese di giugno

Carissimi Amici, giugno è il mese del Sacro Cuore: in sintonia con la Chiesa universale, vogliamo pregare con particolare intensità per le vocazioni sacerdotali e la santificazione dei sacerdoti.

È possibile scaricare e leggere l’Ordinario ed il Proprio delle Sante Messe ai seguenti link:
ORDINARIO DELLA SANTA MESSA
Altro ordinario della Santa Messa

Qui sono disponibili i foglietti con le parti proprie delle Sante Messe (tra parentesi, se disponibile, il foglietto completo con Ordinario e Proprio)

Card. Zen. Non dimentichiamo. Non perdiamo la speranza

Nell'Omelia ripresa di seguito il Card. Zen ricorda che 32 anni fa a Piazza Tienanmen tanti giovani cinesi sfidarono il regime comunista. Dopo diversi giorni di protesta in Piazza Tienanmen da parte di migliaia di cittadini, in prevalenza giovani, per chiedere riforme democratiche, la mattina del 4 Giugno del 1989 entrarono in azione i carri armati che cominciarono a travolgere sia le barricate che i dimostranti. Nel frattempo, l’esercito cominciò a sparare sulla folla. Nei giorni seguenti si continuò con la repressione arrestando i simpatizzanti dei dimostranti e rimuovendo dai loro incarichi i funzionari che avevano in qualche modo dimostrato aperture verso di loro. I giornalisti esteri vennero espulsi dal paese e la stampa nazionale pesantemente censurata con l’evidente scopo di minimizzare i fatti. In Cina l’anniversario di Tienanmen non viene mai ricordato ufficialmente. Indice degli articoli sulla questione cinese

Non dimentichiamo. Non perdiamo la speranza
(Omelia per la Messa Commemorativa del 4 giugno)
 
Sono passati 32 anni dal 1989 al 2021. Avevo 57 anni, un giovane vecchio, quell'anno. Quei 57 e 60enni di quest'anno erano giovani ventenni allora. Credo che abbiano un ricordo profondo di ciò che accadde il 35 maggio di quell'anno. Ma i giovani ventenni quest'anno non possono che ascoltare il racconto degli altri su un periodo storico che resta offuscato dal passare degli anni.

Questa sera, fratelli e sorelle di 90, 60 e meno di 30 anni si sono riuniti qui per partecipare a questa Santa Messa perché apparteniamo alla stessa famiglia, la famiglia della gente di Hong Kong, la famiglia dei cattolici di Hong Kong, così come la famiglia del popolo cinese e della famiglia dell'umanità. Non sappiamo come i giornali di domani etichetteranno il nostro incontro di questa sera. Per noi è una messa commemorativa.