Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

mercoledì 27 maggio 2026

Veni Creator Spiritus

Veni Creator Spiritus
, in italiano Vieni Spirito Creatore, è un inno liturgico dedicato allo Spirito Santo ed attribuito a Rabano Mauro, arcivescovo di Magonza, vissuto nel IX secolo.
E' stato musicato da numerosi autori di musica polifonica, classica e contemporanea.
Ma la versione più conosciuta è quella gregoriana (qui per l'ascolto).
Viene regolarmente cantato nell'ufficio delle Lodi e dei Vespri della festa di Pentecoste e viene spesso accostato alla sequenza Veni Sancte Spiritus.
Oltre che a Pentecoste, viene anche cantato in particolari avvenimenti solenni, quali la messa del primo giorno dell'anno, durante il rito di canonizzazione o di ordinazione episcopale, in occasione di concili e sinodi, e, in aggiunta, viene intonato nella Cappella Sistina dai cardinali immediatamente prima dell'inizio del conclave.
L'inno fu inoltre arrangiato e musicato da Gustav Mahler, che lo utilizzò per la prima parte della sua Sinfonia n. 8.

In Illo Tempore: Domenica di Pentecoste

Nella nostra traduzione da OnePeterFive la consueta  circostanziata e profonda meditazione di P. John Zuhlsdorf, che ogni settimana ci consente di mantenere il cuore aperto ai tesori di grazia ricevuti nella celebrazione domenicale precedente qui.

In Illo Tempore: Domenica di Pentecoste 
P. John Zuhlsdorf – 24 maggio 2026

Fra tutti i tesori della sacra liturgia della Santa Chiesa Cattolica Romana, la Pentecoste è certamente uno dei più ricchi, forse il più ricco, specialmente così come ci è giunta nel Vetus Ordo. La Pasqua ha la sua Veglia con la benedizione dell’acqua battesimale, la sua ottava, le sue aggiunte al Canone Romano. La Pentecoste, rispecchiando la Pasqua come una sorta di Pasqua dello Spirito Santo, ha una propria Veglia il sabato con la benedizione dell’acqua battesimale, poiché coloro che non avevano ricevuto il sacramento fondamentale a Pasqua potevano essere battezzati e cresimati. Ha un’Ottava durante la quale la Chiesa canta la straordinaria Sequenza Veni Sancte Spiritus. Ha inserzioni proprie nel Canone Romano, il Communicantes e l’Hanc igitur. Contiene, entro la sua ottava, le Quattro Tempora di primavera il mercoledì, il venerdì e il sabato. In altre parole, la Pentecoste possedeva un peso liturgico, uno spessore, una consistenza.

La Casa Generalizia annuncia i nomi dei futuri vescovi

Resi noti i nomi dei sacerdoti della FSSPX che riceveranno la consacrazione episcopale.
La Casa Generalizia annuncia i nomi dei futuri vescovi
26 Maggio 2026

COMUNICATO DELLA CASA GENERALIZIA

In questa ottava di Pentecoste, don Davide Pagliarani, Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X, ha la gioia di annunciare i nomi dei sacerdoti della Fraternità scelti per ricevere la consacrazione episcopale il prossimo 1º luglio a Écône.

In uno spirito di rispetto verso l’autorità suprema della Chiesa universale, i dossier di questi sacerdoti sono stati presentati al Santo Padre, accompagnati da alcune spiegazioni necessarie per una corretta comprensione di questa iniziativa, nel contesto molto particolare ed eccezionale di queste consacrazioni episcopali.

I quattro sacerdoti sono:
  • Reverendo don Pascal Schreiber, di nazionalità svizzera;
  • Reverendo don Michael Goldade, di nazionalità statunitense;
  • Reverendo don Michel Poinsinet de Sivry, di nazionalità francese;
  • Reverendo don Marc Hanappier, di nazionalità francese.

martedì 26 maggio 2026

Card. Burke a Chartres: «Non cediamo allo scoraggiamento né alla disperazione»

Dopo una breve introduzione trovate il testo integrale dell'Omelia pronunciata nella messa pontificale di chiusura del pellegrinaggio di Pentecoste Parigi-Chartres 2026.

Card. Burke a Chartres:
«Non cediamo allo scoraggiamento né alla disperazione»


Il pellegrinaggio di Notre-Dame de Chrétienté si è concluso questo lunedì di Pentecoste a Chartres con una solenne messa pontificale celebrata dal cardinale Raymond Leo Burke secondo il rito romano tradizionale. Davanti a circa 20.000 pellegrini giunti da diversi Paesi, il porporato americano ha pronunciato un’omelia caratterizzata dall’appello alla fedeltà, alla perseveranza e alla difesa della tradizione cattolica in mezzo alla crisi spirituale contemporanea.

Il pellegrinaggio Parigi-Chartres, ormai diventato uno dei grandi simboli della rinascita del cattolicesimo tradizionale tra i giovani europei, ha battuto anche quest’anno nuovi record di partecipazione. In un contesto segnato dalle restrizioni al rito antico dopo Traditionis Custodes, il fenomeno continua a crescere e attira sempre più giovani lontani dalla Chiesa, famiglie numerose e convertiti.

Mistica del tempo dopo la Pentecoste

Ci riappropriamo dei tesori della nostra Chiesa attraverso i testi che illustrano le ricchezze inesauribili dell'Anno Liturgico, la cui ripetizione è salutare per l'interiorizzazione sempre ulteriore dei miseri salvifici della nostra Fede. Vedi anche  Storia del tempo dopo la Pentecoste qui ; Pratica del Tempo dopo la Pentecoste qui

Tempo dopo la Pentecoste

Capitolo II


Mistica del Tempo
dopo la Pentecoste


Scopo di questo periodo.
Per comprendere bene l'intento e l'importanza di questa stagione dell'Anno liturgico alla quale siamo giunti, è necessario rendersi conto di tutta la serie dei misteri che la santa Chiesa ha celebrati dinanzi a noi e con noi. La celebrazione di questi misteri non è stata un vano spettacolo posto sotto i nostri occhi. Essi hanno apportato con sé ciascuno una grazia speciale che produceva nelle anime nostre ciò che significavano i riti della Liturgia. A Natale, Cristo nasceva in noi; nel tempo della Passione, ci incorporava alle sue sofferenze e ai suoi meriti; nella Pasqua, ci comunicava la sua vita gloriosa; nell'Ascensione, ci trascinava al suo seguito fino al cielo; in una parola, per usare l'espressione dell'Apostolo, "Cristo si formava in noi" (Gal 4,19).

Oggi è lo stesso Vaticano II che condanna Roma piuttosto che la FSSPX

Nella nostra traduzione da Remnant.
Chi aderisce realmente di più agli insegnamenti del Concilio Vaticano II: la Fraternità Sacerdotale San Pio X o il Vaticano attuale? Il che dimostra quanto la famigerata 'pastorale' applicata ad libitum abbia operato cambiamenti oltre ogni previsione... Attingendo ampiamente ai testi stessi del Concilio Vaticano II, questa analisi esplosiva sostiene che Roma oggi contraddice molti degli insegnamenti ortodossi che i Padri conciliari conservatori si sono battuti per preservare. Il Vaticano II viene costantemente trasformato in arma contro la SSPX, ma se il Concilio stesso condannasse più di ciò che Roma stessa promuove oggi? Dalla soppressione del latino e del falso ecumenismo al compromesso morale e all'ambiguità dottrinale, l'articolo che segue dimostra come il Vaticano moderno contraddice anche gli insegnamenti ortodossi del Vaticano II molto più di quanto faccia la SSPX. Attingendo direttamente da Dei Verbum, Lumen Gentium, Gaudium et Spes e altro ancora, questo è un caso devastante per cui l'arcivescovo Lefebvre credeva che la vera crisi fosse dentro Roma stessa. 
N.B. Ho inserito alcune chiose riferite a distorsioni non rilevate perché l'accento è sulle concordanze. 

Oggi è lo stesso Vaticano II
che condanna Roma piuttosto che la FSSPX


Uno dei passaggi più interessanti del libro dell'arcivescovo Marcel Lefebvre, "Lo hanno detronizzato", è la sua descrizione del modo in cui furono redatti i documenti del Concilio Vaticano II. Dopo aver discusso gli sforzi dei Padri conciliari conservatori per aggiungere passaggi ortodossi ai documenti conciliari al fine di controbilanciare le affermazioni liberali, egli scrive degli sforzi dei liberali per promuovere le loro idee eterodosse:
«Ma la cosa fastidiosa è che gli stessi liberali mettevano in pratica questo sistema nel testo degli schemi: affermare un errore, un'ambiguità o un orientamento pericoloso, e subito dopo o prima, un'affermazione nella direzione opposta, intesa a tranquillizzare i Padri conciliari conservatori.» (p. 168)
Chi ha studiato i documenti del Concilio Vaticano II può notare la tensione tra posizioni liberali e conservatrici in molti di essi, poiché vi è stato scarso sforzo reale per armonizzare i punti di vista opposti in un testo coerente. Ma per coloro che hanno meno familiarità con i documenti conciliari, potrebbe essere utile considerare come si svolgerebbe questo stesso processo di redazione in un'ipotetica dichiarazione sulla matematica di base (piuttosto che sulla teologia cattolica):

Covadonga tornerà a riunire centinaia di pellegrini nel VI Pellegrinaggio di Nostra Signora della Cristianità

Alcuni precedenti a partire da qui - qui. Qui il video dello scorso anno.
Covadonga tornerà a riunire centinaia di pellegrini
nel VI Pellegrinaggio di Nostra Signora della Cristianità

Iscrizioni aperte dal 15 maggio al 15 luglio

Covadonga sarà nuovamente la meta di centinaia di pellegrini che intraprenderanno la marcia il prossimo 25 luglio dalla Cattedrale di Oviedo, in quella che sarà già il VI Pellegrinaggio Nuestra Señora de la Cristiandad – España.

Questo modello di pellegrinaggio è ispirato alla tradizionale Pellegrinaggio de Pentecoste da Parígi a Chartres (Notre-Dame de Chrétienté) [vedi], con più di 40 anni di storia e che quest’anno conterà circa 20.000 pellegrini. Negli ultimi anni diversi paesi hanno avviato iniziative simili: Argentina (2010), Spagna (2021), Regno Unito, Portogallo (2025) e Italia (2026)

La scelta di Covadonga come meta del cammino non è casuale. Lì dove iniziò la Reconquista di Spagna con l’aiuto della Santissima Vergine, si cerca di iniziare una reconquista spirituale della nostra patria, con l’obiettivo della restaurazione dell’ordine sociale cristiano.

Questo evento —spiegano gli organizzatori— ha un carattere penitenziale, segnato dalla sua stessa natura: quasi 100 km a piedi percorsi in tre giorni, dormendo in tende e senza accesso a comodità. Il pellegrino sa che non va in vacanza, ma a offrire queste sofferenze —e anche le gioie— per la Chiesa, specialmente nella persona del Santo Padre, e per la Spagna.

lunedì 25 maggio 2026

Chartres, ventimila giovani in cammino

Precedenti di quest'anno quiqui. Ma c'è di più: vedi di seguito. Qui video della diretta della Messa di conclusione dalla Cattedrale di Chartres (vedi ultime foto).

Chartres, ventimila giovani in cammino: il pellegrinaggio tradizionale che parla all’Europa scristianizzata, basato su tre pilastri: tradizione, cristianità e missione. La liturgia è celebrata secondo il rito romano antiquior
I pellegrino sono organizzati in capitoli di circa quaranta persone, ciascuno con il nome di un santo o di un beato e legato a una regione con i propri capi laici, un cappellano, meditazioni, i canti, il rosario.
Gli adulti percorrono l'intero tragitto di cento chilometri, mentre famiglie, adolescenti, bambini e pellegrini con disabilità seguono itinerari adattati. Quest'anno è stata introdotta anche una novità: la «Route de Jérusalem», un percorso ridotto a meno di 70 chilometri, con ritmo più lento, destinato a persone anziane, fragili o a chi desidera scoprire gradualmente il pellegrinaggio.
Guardate in questo video come distribuiscono la Comunione. E di seguito alcune foto nuove e quelle della Messa di Pentecoste (qui il video su Youtube).


* * *
Quasi 50.000 pellegrini sulle strade della Francia in questo fine settimana

In questo lungo fine settimana di Pentecoste, dal 23 al 25 maggio, lo Spirito Santo soffia sulla Francia! 20.000 pellegrini in cammino verso Chartres, 17.000 militari in pellegrinaggio a Lourdes, 12.000 ragazzi delle scuole medie riuniti al FRAT…
Le cifre quasi fanno girare la testa se si immaginano tutte queste anime in preghiera sulle strade della Francia tra venerdì 22 e lunedì 25 maggio. Quasi 20.000 pellegrini sono in marcia da Parigi a Chartres, 17.000 militari provenienti da tutto il mondo sono riuniti in pellegrinaggio a Lourdes e 12.000 ragazzi dell’Île-de-France si ritrovano al FRAT a Jambville, nelle Yvelines. Il soffio dello Spirito è forte, molto forte, in questa Pentecoste 2026!
Tutte le età, tutti i profili, tutte le sensibilità, ma un unico Dio verso il quale tutti questi pellegrini si rivolgono, per un fine settimana di preghiera, di incontro e di rafforzamento della fede.
La preghiera e l’interiorità sono proprio ciò che molti giovani cercano, ed è ciò che il FRAT propone dando sempre più spazio, negli ultimi anni, a momenti di silenzio e di adorazione.
L’unità e l’universalità della Chiesa si vivranno concretamente la sera della domenica di Pentecoste, durante un momento di adorazione del Santissimo Sacramento proposto nello stesso momento sia ai pellegrini di Chartres sia a quelli del FRAT, con la recita simultanea del Padre Nostro, “affinché ciascuno preghi per le intenzioni degli altri”.
Quanto ai 17.000 militari riuniti a Lourdes per il 66° Pellegrinaggio Militare Internazionale (PMI), essi pregheranno Maria, Regina della Pace, per essere “sentinelle della pace”, in un tempo in cui il mondo appare particolarmente diviso.
Con quasi 50.000 pellegrini sulle strade della Francia in questo fine settimana, lo Spirito Santo offre una bellissima testimonianza di ciò che significa la speranza.

La vera Pentecoste e il Sacramento della Confermazione

La vera Pentecoste e il Sacramento della Confermazione 
Perché non vediamo più segni straordinari?
Robert Lazu Kmita, 22 maggio

Lettera miniata S (per Spiritus Domini ) dal Messale di Sherbrooke: Aberystwyth, Biblioteca Nazionale del Galles, ca. 1310-1320, raffigurante la discesa dello Spirito Santo sugli apostoli a Pentecoste. 

La testimonianza delle Sacre Scritture
Il Vangelo secondo Giovanni riporta gli insegnamenti del nostro Salvatore Gesù Cristo pronunciati nella notte prima della sua passione e crocifissione. In questo contesto, emerge ripetutamente l'idea dell'invio di un Consolatore, la terza persona della Santissima Trinità, lo Spirito Santo. Ciò che ci consola veramente è la consapevolezza che Egli, il Paraclito, sarà con i fedeli fino alla fine dei tempi. Ecco come lo esprime lo stesso Salvatore:

"L'antica liturgia non cerca di compiacere i tempi, ed è per questo che i tempi vi ritornano."

Nella nostra traduzione da La CroixPer Philippe Darantière, presidente dell'associazione Notre-Dame-de-Chrétienté, che organizza il pellegrinaggio di Chartres, la liturgia si incarna e permette all'anima di elevarsi con il corpo. Qui l'indice degli articoli sulla liturgia ai tempi di Leone. 

"L'antica liturgia non cerca di compiacere i tempi,
ed è per questo che i tempi vi ritornano."


Alla vigilia del pellegrinaggio di Chartres organizzato da Notre-Dame-de-Chrétienté, il presidente dell'associazione riflette sul fascino che la liturgia tradizionale esercita sulle giovani generazioni di cattolici. Per Philippe Darantière, in un mondo saturo di strutture orizzontali, la verticalità dei riti ancestrali si distingue e libera.

Scrivendo il 18 marzo 2026 a nome di Papa Leone XIV ai vescovi di Francia riuniti a Lourdes, il cardinale Parolin ha sottolineato "la crescita delle comunità legate al Vetus Ordo". Il fatto è innegabile: la liturgia tradizionale attrae le persone, e attrae i giovani. Questa Pentecoste, 20.000 persone partecipano al pellegrinaggio tradizionalista da Parigi a Chartres, con un'età media di 22 anni e un aumento medio dell'8% delle presenze negli ultimi dieci anni. Come si spiega tutto ciò?

domenica 24 maggio 2026

Mons. Viganò /Beata gens Omelia nella Domenica di Pentecoste

Qui l'indice degli interventi precedenti e correlati.
Beata gens
Omelia nella Domenica di Pentecoste

Beata gens, cujus est Dominus Deus ejus
Beata la nazione di cui Dio è il Signore.
Ps 32, 12
La Santa Chiesa si gloria di celebrare oggi l’evento storico della discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli e su Maria Santissima, cinquanta giorni dopo la Resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo. Il grado di questa festa è pari a quello della Santa Pasqua, e nella vigilia di questo giorno benedetto – secondo i riti precedenti l’infausta riforma della Settimana Santa ad opera di Annibale Bugnini – si celebra proprio, come per il Sabato Santo, una Veglia con il canto delle Profezie e una identica liturgia battesimale. Il Cero pasquale riappare durante questa notte di grazia, simbolo del Verbo Incarnato, Luce del mondo (Gv 8, 12). E nel rigoglio del mese di Maggio, Pentecoste era detta Pasqua delle rose, perché i loro petali vermigli richiamano le fiammelle che scesero su ciascuno dei centoventi discepoli radunati nel Cenacolo. Celebriamo dunque lo Spirito Santo; il Paraclito, il divino Consigliere dell’anima; il Signore Vivificante, che dà la vita, il soffio vitale – πνεῦμα, in greco. La Terza Persona della Santissima ed Individua Trinità: quell’Amore divino che spira tra il Padre e il Figlio in modo così sublime da essere Dio anch’Esso, Qui ex Patre Filioque procedit, il Quale procede dal Padre e dal Figlio. Questo Amore, fratelli carissimi, è Dio. Deus caritas est, dice San Giovanni (1Gv 4, 16). Dio è carità, Dio è amore; e chi rimane nella carità rimane in Dio e Dio in lui. Un Amore che essendo divino non può non volerSi comunicare. Non può non voler dare la vita. Non può non creare, redimere e santificare. Perché in Dio l’Amore — la Carità — è la Sua stessa essenza. Una Carità che è fondata nella Verità, come nella fiamma il calore e la luce sono distinti ma provenienti dallo stesso fuoco.

Shavuot e Pentecoste /Due feste, il fuoco

Riprendo il testo che segue, per coloro cui può interessare, da un mio vecchio lavoro sulle radici ebraiche del cristianesimo. L'importanza non sta tanto nel conoscere certi dettagli per sapere da dove veniamo quanto nel meditarli per approfondire la nostra vita vissuta e offerta secondo la volontà del Signore.

Shavuot e Pentecoste /Due feste, il fuoco

Ieri era il secondo e ultimo giorno di Shavuʿot, la festa ebraica delle settimane, e con il tramonto, la festa si è conclusa e il mondo cristiano è entrato nella domenica di Pentecoste. La coincidenza non è casuale. È strutturale, antica e merita una riflessione.

Le radici ebraiche del cristianesimo sono riconoscibili anche nella strettissima corrispondenza tra la festa di Pentecoste ebraica (Shavuot), dove si ricorda il dono della Legge, e la Pentecoste cristiana, in cui — cinquanta giorni dopo la Pasqua — celebriamo la discesa dello Spirito Santo sulla Chiesa radunata nel cenacolo.

Il conteggio — noto come סְפִירַת הָעֹמֶר (sefirat ha-ʿomer), il Conteggio dell'Omer(1) — è un atto di anticipazione, un ponte liturgico tra liberazione e alleanza.

Il santo giorno della Pentecoste

Da queste meditazioni domenicali cogliamo l'occasione per approfondire o anche per conoscere i tesori della nostra Fede. L'Ordinario della Messa è consultabile o scaricabile qui. Il Proprio della Messa qui. Precedente qui.

Il Santo giorno della Pentecoste

Intróitus
Sap. 1, 7 - Spíritus Dómini replévit orbem terrárum, allelúia: et hoc quod cóntinet ómnia, sciéntiam habet vocis, allelúia, allelúia, allelúia. Ps. 67, 2 - Exsúrgat Deus, et dissipéntur inimíci eius: et fúgiant, qui odérunt eum, a fácie eius. Glória Patri… Sap. 1, 7 - Spíritus Dómini…
Introito
Sap. 1, 7 - Lo Spirito del Signore riempie l’universo, allelúia: e abbraccia tutto, e ha conoscenza di ogni voce, allelúia, allelúia, allelúia. Sal. 67, 2 - Sorga il Signore, e siano dispersi i suoi nemici: e coloro che lo òdiano fuggano dal suo cospetto. Gloria al Padre… Sap. 1, 7 - Lo Spirito del Signore…

La venuta dello Spirito Santo
La grande giornata che compie l'opera divina sull'umanità, riluce finalmente sul mondo. "I giorni della Pentecoste, ci dice san Luca, sono compiuti" (At 2,1). Dopo la Pasqua noi abbiamo visto trascorrere sette settimane; ed ecco il giorno che ne segue e porta il numero misterioso di cinquanta. Oggi è la domenica consacrata dai ricordi della creazione della luce e della Risurrezione di Cristo; ora le dovrà essere imposto il suo ultimo carattere e riceverne "la pienezza di Dio".

La Pentecoste ebraica.
Già durante il regno delle figure il Signore marcò la gloria futura del cinquantesimo giorno. Israele aveva compiuto, sotto gli auspici dell'Agnello Pasquale, il suo passaggio attraverso le acque del mar Rosso. Sette settimane erano trascorse nel deserto che doveva condurre nella terra promessa, ed il giorno che le seguì, fu quello in cui si suggellò l'alleanza tra Dio e il suo popolo. La Pentecoste (il cinquantesimo giorno) fu segnata dalla promulgazione dei dieci comandamenti della Legge divina, e questo grande ricordo restò in Israele, insieme alla commemorazione annuale di tale avvenimento. Ma, come la Pasqua, la Pentecoste era profetica: vi doveva essere una seconda Pentecoste, per tutti i popoli, come vi fu una seconda Pasqua per il riscatto del genere umano. Al Figlio di Dio, vincitore della morte, la Pasqua con tutti i suoi trionfi; allo Spirito Santo la Pentecoste, che lo vede entrare come legislatore nel mondo, posto ormai sotto la sua legge.

sabato 23 maggio 2026

Pellegrinaggio Parigi-Chartres 2026/Inizio

Pellegrinaggio in rito romano antiquior. Questa mattina, la Messa di apertura del pellegrinaggio di Chartres è stata celebrata a Saint-Sulpice, la seconda chiesa più grande di Parigi. Circa 20.000 pellegrini hanno intrapreso il cammino di 110 km verso la Cattedrale di Chartres, dove il pellegrinaggio si concluderà con la Santa Messa celebrata dal Cardinale Burke. All'inizio, i pellegrini hanno ricevuto una benedizione inviata dall'Arcivescovo di Parigi. Qui un video della Messa di apertura.

Gli sputi sui sacerdoti e le aggressioni: nella Città Santa i cristiani vivono da perseguitati

Il Rossing center ha registrato 155 incidenti in Israele e a Gerusalemme Est nel 2025. Ieri oltraggiata la statua della Madonna nel convento della Custodia. Precedenti qui.
Gli sputi sui sacerdoti e le aggressioni:
nella Città Santa i cristiani vivono da perseguitati


Folla nazionalista davanti al Muro Occidentale per la "marcia delle bandiere" che ricorda l'annessione di Gerusalemme Est nel 1967/ Reuters

Nei giorni in cui gli arabi sbarrano gli antichi portoni e la Città Vecchia si veste solo del bianco e azzurro della Stella di David, l’anziano religioso che non rinuncia al saio sa già che cosa lo aspetta nelle ore dell’orgoglio nazionalista. «Se le toppe venissero analizzate al microscopio, troverebbero il Dna di tre generazioni di israeliani», dice il frate. Da sistematica ostilità il clima si sta facendo di reiterata e impunita violenza. Al Rossing center for education and dialogue hanno fatto i conti anche per il 2025: 155 incidenti contro cristiani, chiese o simboli religiosi in Israele e Gerusalemme Est di cui 61 attacchi fisici, 52 contro proprietà ecclesiastiche, 28 molestie e 14 deturpamenti. La Cisgiordania è esclusa. Lì i coloni hanno insediato il loro far west dove la notizia, semmai, sono le giornate senza aggressioni. Le pietre bianche e lisce della Via Dolorosa salgono verso il Santo Sepolcro, tra botteghe chiuse, archi bassi incombenti, pattuglie ferme agli angoli. Vengono allontanati gli attivisti non violenti, non la marmaglia violenta che gridando «morte agli arabi», dichiara che in Israele non c’è spazio per chiunque non sia ebreo, musulmano o cristiano che sia.

San Tommaso d’Aquino e la vera nozione di “bene comune”

Nella nostra traduzione da OnePeterFive
San Tommaso d’Aquino e la vera nozione di “bene comune”
Robert Lazu Kmita, PhD – 18 maggio 2026

Quando ho scoperto che Michael Novak ha cercato di trasformare il Dottore Angelico in un precursore del progressismo, [1] sono rimasto profondamente stupito. Fortunatamente, un simile tentativo fuorviante ha ricevuto (almeno) due risposte solide: una dal dott. Kenneth R. Craycraft Jr., [2] e un’altra dallo storico francese Pierre Manent. [3] Sebbene entrambe siano perfettamente chiare, la seconda è stata radicale, affermando in modo categorico che è impossibile trasformare san Tommaso in un “proto-progressista”.

D’altra parte, ricordando che anche tomisti moderni come Jacques Maritain e Yves R. Simon si sono allontanati dalla retta via dei testi, mi sono calmato in parte. Sebbene simili idee esotiche (per dirla in modo delicato) possano scandalizzare qualsiasi conoscitore dei testi, esse provano comunque la natura dannosa del modernismo: anche le menti dei più brillanti teorici sono severamente messe alla prova dalla legione di errori ed eresie del nostro tempo.

Il significato medievale della scala di Giacobbe

Nella nostra traduzione da Poetic Knowledge
Il significato medievale della scala di Giacobbe
Robert Keim

Una delle principali sfide che gli studenti di Letteratura inglese si trovano ad affrontare oggi è la pratica analitica nota come "analisi approfondita" (close reading). È difficile in qualsiasi circostanza, ma per chi è cresciuto tra le continue distrazioni e la superficialità pervasiva dell'era dei social media e degli smartphone, potrebbe sembrare un po' come imparare a nuotare con pinne di cemento.

La [lettura attenta] analisi approfondita è il processo di esame, riflessione e interconnessione intensiva del linguaggio al fine di scoprire – sia nel senso di "trovare" che di "rivelare" del termine – il maggior numero possibile di significati. Nonostante la sua stretta e quasi esclusiva associazione con gli studi letterari, è un atto contemplativo che arricchisce la vita umana affinando la mente, sensibilizzando l'anima e approfondendo il rapporto con il linguaggio; dovrebbe essere presente, in qualche misura, in qualsiasi percorso di studi, sia secondario che universitario.

venerdì 22 maggio 2026

Pellegrinaggio di Pentecoste da Parigi a Chartres 23-24-25 Maggio 2026

Precedenti qui - qui. Potete trovarne diversi altri utilizzando il motore interno.

Pellegrinaggio di Pentecoste
Capitolo italiano "Immaculata Coredemptrix"
del Pellegrinaggio di Pentecoste da Parigi a Chartres (23-24-25 Maggio 2026)
La Missione: "Mi sarete testimoni fino ai confini della terra"

Da Parigi a Chartres

Si parte dalla cattedrale di Notre-Dame, Parigi alla cattedrale di Notre-Dame, Chartres, percorrendo circa 100 km in 3 giorni.
Ogni giorno sarà celebrata la Santa Messa e meditato il santo rosario.
Saranno inoltre disponibili sacerdoti per confessioni e direzione spirituale.
In preparazione organizziamo incontri e catechesi lungo tutto l'anno.
I dettagli di questi incontri sono disponibili nella pagina dedicata qui.
Il tema per l'anno 2026. "La Missione: Mi sarete testimoni fino ai confini della terra".

Il mistero della Santa Croce /Una meditazione guidata dai santi Agostino, Tommaso d'Aquino e Alfonso

Nella nostra traduzione da Substack.com
Il mistero della Santa Croce Una meditazione guidata dai santi Agostino, Tommaso d'Aquino e Alfonso
Robert Lazu Kmita, 19 maggio

Nell'immagine: Crocifissione di Cristo sulla pala d'altare alata della chiesa dell'Ordine Teutonico a Vienna, Austria. Intagli di maestro ignoto; dipinto da Jan van Wavere, Mechelen, firmato 1520.

L'assioma assoluto dell'interpretazione dei quattro Vangeli, da sempre seguito dai Santi Padri e Dottori della Chiesa, è che nulla di ciò che il Salvatore Cristo ha fatto su questa terra è stato privo di significato, né è stato fatto a caso. Sia le sue parole che i suoi silenzi, sia le sue azioni che i dettagli che le accompagnavano, persino le più piccole scelte (come il giardino del Getsemani per la terribile notte del suo arresto), in una parola, tutto è stato scelto da Dio per trasmetterci significati profondi e per insegnarci cose nascoste. Per questo motivo, le meditazioni sui vari aspetti della vita del Salvatore Gesù Cristo hanno sempre rappresentato il "cuore" della vita di monaci e monache di ogni epoca.

Amleto, Macbeth e l'arte perduta del sognare

Nella nostra traduzione da Poetic Knowledge. Precedenti qui -  qui.
Amleto, Macbeth e l'arte perduta del sognare
Robert Keim
Se tra voi c'è un profeta, io, il Signore, mi manifesterò a lui in visione, gli parlerò in sogno. —Numeri 12:6
«In quel sonno di morte», dice Amleto nel soliloquio più famoso del mondo, «quali sogni possono venire». I lessicografi sono indecisi se la parola "sogno" derivi dall'antico inglese drēam, che significava «gioia, piacere, giubilo», ma anche «suono musicale o canto», e inoltre, nel termine composto wod drēam, «frenesia, delirio, possessione demoniaca». Drēam non era una parola da prendere alla leggera: qualcosa che ci porta dalla gioia e dall'esultanza alla follia demoniaca.

Ma anche i sogni, a prescindere dalla loro etimologia, sono cose da non prendere alla leggera: fu in sogno che l'angelo di Dio parlò al grande patriarca Giacobbe, e anche suo figlio Giuseppe «fece un sogno e lo raccontò ai suoi fratelli... Ecco, il sole, la luna e undici stelle mi si inchinarono». E quando Gedeone, quel coraggioso giudice degli Ebrei, udì il racconto e l'interpretazione di un sogno, adorò il Signore e poi condusse il suo popolo alla vittoria in guerra. Questo stesso Signore «apparve a Salomone in sogno di notte; e Dio gli disse: Chiedimi ciò che vuoi che io ti dia». Salomone chiese saggezza: «un cuore saggio per giudicare il tuo popolo, affinché io possa discernere tra il bene e il male», e al Signore piacque che tale fosse la richiesta di Salomone. Il pio giovane Daniele interpretò il sogno del re Nabucodonosor: «il sogno è certo, e la sua interpretazione sicura». Per questo il re si prostrò con la faccia a terra, rese omaggio a Daniele e disse: «In verità il vostro Dio è il Dio degli dèi, il Signore dei re e colui che rivela i segreti».

È strano liquidare i sogni come artefatti di un cervello biochimico, come semplici incidenti della fisiologia umana, quando fu proprio attraverso i sogni che il Padre celeste diede istruzioni al padre terreno: «Un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: "Alzati e prendi con te il bambino e sua madre... Perché Erode cercherà il bambino per ucciderlo"». E quando quel Bambino crebbe, dopo essersi speso nell'insegnamento, nella guarigione e nell'amore non corrisposto, si trovò di fronte a un altro Erode; questo Erode non lo uccise, ma lo derise, il che sembra quasi peggio, poi lo rimandò a un uomo indeciso che non lo uccise, ma lo lasciò morire, e la cui moglie disse: «Non avere nulla a che fare con quell'uomo giusto, perché oggi ho sofferto molto in sogno a causa sua».
Morire, dormire...
Dormire, forse sognare. Ah, ecco il problema,
perché in quel sonno di morte quali sogni possono venire,
quando ci saremo liberati di questa spoglia mortale,
deve farci riflettere.
Assurdo, se il corpo non è altro che carne, suggerire che si possa sognare nella morte. Non temere, Amleto: sei una macchina complessa, come un robot ma più morbido e meno prevedibile, e quando morirai, nulla potrà essere detto, nulla visto, nulla rivelato. Il tuo corpo, scollegato da qualunque cosa possa essere l'equivalente umano di una presa elettrica, sarà completamente e per sempre privo di sogni. E affinché tu sia ben preparato alla morte mentre sei ancora in vita, creeremo per te un mondo senza sogni fatto di case brutte, lavori noiosi, vestiti banali, cibo insipido, liturgie carine , poesie prosaiche, musica prodotta in serie, opere d'arte generate da software e schermi bidimensionali sui quali si può desiderare ogni cosa, ma se ne possono ottenere solo i simulacri. In questo mondo, i sogni veri non significano nulla, o peggio di nulla, e al loro posto abbiamo i fantasmi stupefacenti dei social media.

Solo sessant'anni fa il dottor King ebbe un sogno; oggi è "Ho un meme", qualcosa per intrattenere e stimolare e, nel migliore dei casi, "diventare virale", cioè comportarsi come un virus nel corpo politico, un virus nel vasto ecosistema del pensiero umano. Un tempo, un virus era un agente patogeno, un invasore, un nemico, da assalire con il sistema immunitario e da scacciare nell'oscurità dal sistema escretore. Siamo diventati così assuefatti? I nostri occhi sono invecchiati, come dice il salmista? Siamo diventati insensibili al bene e indifferenti al male? Un tempo, gli esseri umani provavano le cose profondamente, le donne custodivano i proverbi e li meditavano nel cuore, gli uomini, persino i robusti marinai e guerrieri dei poemi omerici, piangevano liberamente per onorare i significati profondi della vita umana.
C'è stato un tempo in cui i miei sensi si sarebbero raffreddati
all'udire un grido notturno, e la mia chioma
si sarebbe rizzata e agitata a un trattato lugubre
come se la vita fosse in essa. Ho cenato sazio di orrori.
La terribile realtà, familiare ai miei pensieri sanguinari,
non può nemmeno una volta spaventarmi.
Saziata di orrori – così dice Macbeth; così dice l'anima postmoderna, inquinata fino all'orlo della morte da TikTok, Hollywood e dal rumore mascherato da musica. "Non riesco a sentire", dice, "ma in qualche modo il dolore rimane. Non riesco a cantare, ma non ho smesso di urlare. Non riesco a ballare, ma scorrerò la mia vita sui social. Non riesco a sognare, ma vedo incubi tutto il giorno."
Dio parla una volta, anzi due, anche se l'uomo non se ne accorge. In sogno, in una visione notturna, quando un sonno profondo cade sugli uomini, mentre sonnecchiano sul letto, allora egli apre le orecchie degli uomini e suggella la loro istruzione. —Giobbe 33:14-16
In quel sonno di vita, quali sogni possono venire? Se i nostri sogni sono brutti, caotici, squilibrati, completamente incoerenti, beh, i sogni non nascono dal nulla. Fin troppo spesso il nostro mondo è brutto, caotico, squilibrato, incoerente. E non sempre prestiamo ascolto al consiglio delle Scritture, che ci esorta a sforzarci di rimanere puri dal mondo. Se i sensi sono avvelenati invece che nutriti, i nostri sogni saranno bizzarri, inquietanti, traumatici invece che simbolici, poetici, catartici. Lo stesso vale per il corpo, che sogna in modo scomposto quando è appesantito da cibi tossici, così come quando è appesantito dalle sostanze tossiche prodotte ed eliminate durante una febbre. Non dovremmo ridurre i sogni alla fisiologia; né dovremmo supporre che la fisiologia non abbia alcun effetto sui nostri sogni. La vita dell'uomo non ammette separazione tra corpo e anima, perché quando corpo e anima sono separati, la sua vita è finita.
Ma lasciamo che la struttura delle cose si disgreghi, che entrambi i mondi soffrano,
prima che possiamo mangiare il nostro pasto nella paura e dormire
nell'angoscia di questi terribili sogni…
Che afflizione, Macbeth. Tu mangi nella paura, ti sei saziato di orrori, e i tuoi sogni affliggono lo spirito, sono un terrore per la mente. Noi non abbiamo cospirato e ucciso come lui, non abbiamo ceduto, ingannato e tradito fino alla morte. Ma il nuovo mondo coraggioso che ci circonda, che ci sussurra continuamente parole di stoltezza, ha troppo di Macbeth in sé: troppo nulla, con i fantasmi di ciò che, prima del nulla, era.
La vita non è che un'ombra che cammina, un povero attore
che si pavoneggia e si agita per la sua ora sul palcoscenico
e poi non si sente più. È una storia
raccontata da un idiota, piena di rumore e furore,
che non significa nulla.
Tale era la disperazione del re intriso di sangue, che imparò troppo tardi a diffidare del "demone / che mente come se fosse verità". 
Esiste una stretta parentela tra profezia e poesia. Macbeth legge la profezia come se fosse prosa, e per lui diventa un verme divoratore di falsità veritiera. Avrebbe dovuto leggerla come poesia, che sta alla verità come l'oscurità sta alla preghiera.

Abbiamo forse perso l'arte di sognare bene? Dove troviamo una connessione nel linguaggio, aspettiamoci una connessione anche nella vita. Sognare significa "sperimentare pensieri, immagini e sensazioni durante il sonno". Significa anche "avere una nozione o un'idea visionaria; immaginare". Se cerchiamo di recuperare l'immaginazione, dovremmo prestare attenzione anche ai nostri sogni: forse sorgono e tramontano insieme.

giovedì 21 maggio 2026

Avviso per chi partecipa alle Sante Messe antiquior a Pavia

Carissimi,
domenica celebreremo la festa solenne di Pentecoste: la Santa Messa delle ore 10,00 sarà in forma cantata, con la presenza del Coro Gregoriano, che ringraziamo di cuore per il prezioso servizio che presta al Signore e al nostro "piccolo gregge".
Domenica, nelle prime ore del pomeriggio, la città sarà interessata dal passaggio del "Giro d'Italia": la tappa inizierà a Voghera, attraverserà il Po sul ponte di Spessa e poi si dirigerà verso Pavia sulla Ex-SS 234 (Pavia-Cremona); percorrerà poi viale Cremona, via San Pietro in Verzolo, viale Monte Grappa, viale Partigiani, viale della Resistenza e sul Lungoticino, per proseguire poi verso Milano.
Avvertiamo che lungo queste vie, e soprattutto quelle indicate in grassetto (vicine alla nostra chiesa), è previsto il divieto di sosta sin dalle ore 5,00 del mattino. La ricerca di un posto per parcheggiare l'automobile potrebbe richiedere un po' di tempo in più rispetto al consueto...

Ricordiamo infine la Santa Messa di domani, ore 18,15, in occasione della festa di Santa Rita.
Un cordiale saluto nel Signore!
don Fabio e don Marino

Egitto: 5 anni di carcere per aver parlato di Cristo

Mentre qui da noi si permette che si candidino alle elezioni in nome di Allah (qui), nei loro paesi i cristiani vengono uccisi o comunque perseguitati. Qui l'indice degli articoli sul filo-islamismo.

Egitto: 5 anni di carcere per aver parlato di Cristo

Mentre noi permettiamo che islamici che non condividono le nostre leggi e la nostra cultura si candidino alle elezioni, in Egitto un giovane cristiano rischia di perdere cinque anni della sua vita solo perché ha osato parlare pubblicamente della sua fede.

Si chiama Augustinos Samaan, è uno studioso cristiano copto egiziano e gestisce un canale YouTube seguito da oltre 100.000 persone. Nei suoi video spiegava il cristianesimo, rispondeva a domande, difendeva pacificamente la fede cristiana.

Per questo, in Egitto, è stato condannato a 5 anni di carcere e lavori forzati con accuse legate al “disprezzo della religione” e al “cattivo uso dei social media”.

Qualcosa nell’immigrazione moderna si è rotto profondamente e continuare a fingere che tutto vada bene non sta aiutando nessuno

Oltre al nichilismo purtroppo imperante, una grossa responsabilità è anche nei governi succedutisi negli ultimi decenni che non hanno preteso e continuano a non pretendere il rispetto delle nostre leggi. Di seguito il punto di vista di una immigrata integrata; ma è cristiana! Quanto alla Chiesa, nella seconda parte, si rivolge al vescovo Monsignor Erio Castellucci. Vedi aggiornamento sulla risposta dell'arcivescovo. Qui l'indice degli articoli sul filo-islamismo e l'invasione indiscriminata.

Qualcosa nell’immigrazione moderna si è rotto profondamente e continuare a fingere che tutto vada bene non sta aiutando nessuno

Quello che è successo a Modena non mi sconvolge più. E forse la cosa più triste è proprio questa. Dopo anni passati ad osservare certe tensioni, certe aggressività, certe forme di degrado e certe mancanze di rispetto verso il Paese che accoglie, dentro di me cresceva sempre di più la sensazione che tragedie del genere, prima o poi, sarebbero accadute ed è terribile arrivare ad un punto in cui la paura smette perfino di sorprenderti.

Lo scrivo da immigrata. Da donna pakistana che vive in Italia da anni. Da persona che conosce cosa significhi lasciare la propria terra, adattarsi ad una cultura diversa, imparare una nuova lingua e cercare di costruirsi una vita dignitosa lontano da casa. Proprio per questo sento di poter dire una cosa che forse molti non avranno il coraggio di ammettere: qualcosa nell’immigrazione moderna si è rotto profondamente e continuare a fingere che tutto vada bene non sta aiutando nessuno.

In Illo tempore/ Domenica dopo il giovedì dell'Ascensione

Nella nostra traduzione da OnePeterFive la consueta  circostanziata e profonda meditazione di P. John Zuhlsdorf, che ogni settimana ci consente di mantenere il cuore aperto ai tesori di grazia ricevuti nella celebrazione domenicale qui - qui, per continuare ad accoglierli. 

In Illo tempore/ Domenica dopo il giovedì dell'Ascensione

La domenica dopo l'Ascensione ci colloca in un intervallo sacro. Il Signore è asceso in gloria, ma lo Spirito promesso non è ancora disceso come fuoco. Gli Apostoli sono tornati dal Monte degli Ulivi a Gerusalemme. Sono riuniti nel Cenacolo con Maria, con i ricordi ancora vivi dell'Ultima Cena, del Calvario, del sepolcro vuoto, di Emmaus, delle porte chiuse improvvisamente varcate dal Signore Risorto, della nube che lo ha accolto mentre lo guardavano. Si trovano nella prima novena della Chiesa.

Imparare a sognare, con l'aiuto degli uccelli

Nella nostra traduzione da Poetic Knowledge
Imparare a sognare, con l'aiuto degli uccelli
E dal “Parlamento degli uccelli” di Chaucer
E Dio disse: «Le acque producano in abbondanza esseri viventi e gli uccelli volino sopra la terra, nel firmamento del cielo...». E fu sera e fu mattina: quinto giorno.
«Agli uomini del Medioevo piacevano gli uccelli». Così disse un brillante medievista che fu per me un importante mentore. La frase mi sembrò stranamente diretta e semplicistica per un uomo la cui mente, naturalmente agile e affinata da una lunga carriera accademica, è una forza da non sottovalutare. Ma ci sono momenti nella vita in cui tutto ciò che serve è affermare un semplice fatto, e il semplice fatto è che agli uomini del Medioevo piacevano gli uccelli.

Tordo
La parte tutt'altro che semplice è tutto ciò che questo fatto implica. Nel post inaugurale di Poetic Knowledge ho scritto che "le società medievali erano le più poetiche di tutta la storia occidentale", e un'affermazione del genere sarebbe quantomeno dubbia se le persone medievali non amassero gli uccelli, che devono essere la più perfetta incarnazione della poesia in tutto il regno animale: i loro movimenti aggraziati, le forme fisiche eleganti, le combinazioni di colori artistiche; la loro capacità di librarsi tra le nuvole, come dei, o di lavorare sulla terra, come uomini; la loro affascinante diversità unita a un dono predominante che li accomuna tutti; e naturalmente, il loro canto. Da dove cominciare quando si parla di qualcosa che ha lodato le corti celesti fin dal quinto giorno del mondo e che ha deliziato l'umanità da quando Adamo si è risvegliato nel suo Giardino? Perché parlarne, quando esistono già così tanti canti umani che testimoniano la bellezza del canto degli uccelli?

mercoledì 20 maggio 2026

Il peccato prescinde dalla fede: su alcune uscite pretestuose del Sinodo

Ottima riflessione di Silvio Brachetta sull'Osservatorio Card. Van Thuân in ordine al recente controverso rapporto sinodale, di cui abbiamo già parlato qui - qui - qui. Qui l'indice degli articoli sul Sinodo.

Il peccato prescinde dalla fede:
su alcune uscite pretestuose del Sinodo


Il Sinodo in corso, in uno degli ultimi documenti pubblicati [qui], ripete in modo ossessivo che si deve imporre una sorta di «nuovo paradigma» nella teologia morale. Al di là del fiume di parole astratte e introduttive – circa l’universalità della leg
ge che ostacolerebbe la particolarità dell’individuo – si vorrebbe imporre quello che in sostanza è un errore: il peccato è tale in proporzione alla fede del soggetto.

Ai lavori del Sinodo, cioè, viene sostenuta con forza la testimonianza di due «omosessuali credenti», che giustificano i loro atti omoerotici. E il Sinodo approva: «il racconto testimonia della “scoperta” che il peccato, in radice, non consiste nella relazione di coppia (omosessuale), ma nella “mancanza di fede” in un Dio che desidera il nostro “compimento”». Si vuole insinuare che il peccato di omoerotismo non sta nell’atto umano – «nella relazione di coppia (omosessuale)» – ma nella «mancanza di fede». Al contrario, il magistero e la tradizione apostolica insegnano che il peccato è consumato nell’atto umano, a prescindere dallo stato di fede del soggetto.

La via di Damasco di Caravaggio

Nella nostra traduzione da The Catholic Thing l'ennesimo esempio di come la nostra arte e la nostra cultura riempiano la mente e il cuore di nostri amici d'oltreoceano e giungano fino a noi. Precedente qui.

La via di Damasco di Caravaggio

L'anno del Signore 34 e Saul è in viaggio verso Damasco per perseguitare "la Via", come dice Luca negli Atti 9. Poi, all'improvviso, BOOM! Nell'immagine: la versione Cerasi

«Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?»

Immagino una forza che accompagna il lampo di “luce dal cielo”: una sorta di esplosione silenziosa, come di un vuoto improvvisamente creato o svuotato. In ogni caso, fa cadere Saul da cavallo. Il cavallo è un dettaglio controverso, non presente esplicitamente nel testo e in parte un abbellimento artistico, sebbene Cristo dica a Saulo: “Alzati ed entra in città, e ti sarà detto ciò che devi fare”. Nota: Alzati.

Per me, questa è la più affascinante e epocale di tutte le storie bibliche dell'era apostolica: nessuna luce accecante, Paolo non è un Apostolo. È un momento dipinto da molti artisti, tra cui due volte da Michelangelo Merisi da Caravaggio (1571-1610): una volta nel 1600 ne La Conversione di San Paolo (ora in una villa privata romana, Palazzo Odescalchi Balbi); e un anno dopo ne La Conversione di San Paolo sulla via di Damasco (in situ nella Cappella Cerasi della chiesa di Santa Maria del Popolo, sempre a Roma).

Modena e gli italiani di carta bollata

Quanto segue è una valida riflessione che tuttavia prescinde dai rischi intrinseci all'islam come teocrazia impermeabile all'integrazione e semmai tendente ad imporsi, in un contesto di invasione indiscriminata, cui si aggiungono le carenze delle nostre istituzioni. Qui l'indice degli articoli dedicati al filo-islamismo.

Modena e gli italiani di carta bollata

Spesso domando ai miei studenti in cosa consista, per loro, l’italianità. Dopo qualche riflesso condizionato — la pasta, la pizza, il calcio — scende il silenzio. Un silenzio vero, greve, quasi imbarazzato. Eppure sono ragazzi italiani da generazioni, figli di famiglie che da secoli respirano quest’aria e calpestano questa terra. Ma non sanno più dire cosa li renda italiani. E non lo sanno perché nessuno glielo ha più insegnato. Dal Sessantotto in avanti, l’Italia ha smesso di raccontarsi a se stessa.
La Francia possedeva, già molto prima della Rivoluzione, una coscienza nazionale salda, feroce, centralizzata. Noi no. Noi non avevamo una lingua davvero parlata dal popolo intero; avevamo dialetti, campanili, municipalismi, diffidenze reciproche. Nel 1861, fra la Lombardia e la Sicilia, c’era ben poco in comune. Non la politica. Non l’economia. Non le classi dirigenti, che si guardavano come soci occasionali costretti a spartirsi un’eredità.

Paolo Pasqualucci. Vera e falsa Tradizione Cattolica / Seconda parte

Nella trattazione che segue il prof. Pasqualucci sviluppa nuovi spunti critici sulle derive conciliari, a partire dalla riforma liturgica, mettendo in luce con argomentazioni inedite, ma anche con pertinenti citazioni di mons. Lefevbre e di documenti magisteriali, i problemi connessi con l'obbedienza alla luce della Tradizione. Sulla 'falsa tradizione' vedi anche questo precedente [qui] utile, in particolare, per riconoscere improvvide deviazioni di pur validi esponenti del nostro mondo politico e culturale. Non meno utile riattingere qui. Trovate qui la Prima parte di questo nuovo lavoro.

Paolo Pasqualucci
Vera e falsa Tradizione Cattolica


Seconda parte

Sommario : 1. Il Vaticano II propugna un concetto di tradizione anomalo, cercando di legittimarlo con l’autorità suppostasolennedel Concilio. 2. Valga il vero: il Vaticano II non ha voluto impartire alcun insegnamento solenne”. 3. La nuova nozione di Tradizione proposta dal Concilio. 3.1 La nozione ditradizione viventedi Paolo VI appare ambigua e contraddittoria. 4. L’idea di tradizione in sintesi. 5. Il concetto cattolico di tradizione.
* * *
1. Il Vaticano II propugna un concetto di Tradizione anomalo, cercando di legittimarlo con l’autorità supposta “solenne” del Concilio.

Anomalo il concetto di tradizione riscontrabile nel Vaticano II e propugnato dalla Gerarchia attuale, perché dominato dal principio del dinamismo continuo e dell’adattamento alle necessità dell’epoca mentre viene relegato in secondo piano (sin quasi a scomparire) il principio secondo il quale la Tradizione cattolica deve innanzitutto mantenere inalterato il Deposito della Fede.

martedì 19 maggio 2026

L'IA ci sta rendendo intellettualmente ottusi?

Qui l'indice degli articoli sulla realtà distopica.
L'IA ci sta rendendo intellettualmente ottusi?

Un recente studio del Massachusetts Institute of Technology (MIT) suggerisce una realtà piuttosto inquietante: i nostri strumenti di intelligenza artificiale (IA) generano pigrizia intellettuale. Affidando alle macchine compiti essenziali come la scrittura, la programmazione e il pensiero critico, stiamo causando il declino delle nostre capacità cognitive.

La comoda dipendenza dal sistema “tutto-pronto-devi-solo-accettare” sta sostituendo lo sforzo mentale, la capacità di memorizzazione e le abilità di risoluzione dei problemi. Di conseguenza, gli utenti evitano di affaticarsi, ma finiscono per avere un coinvolgimento cerebrale ridotto, ricordi che svaniscono e una tragica carenza di pensiero originale.

"Magnifica Humanitas": la prima Enciclica di Leone XIV, sull'intelligenza artificiale

Qui l'indice degli articoli sulla realtà distopica.
"Magnifica Humanitas":
la prima Enciclica di Leone XIV, sull'intelligenza artificiale

Il Vaticano presenterà l'enciclica inaugurale di Papa Leone XIV il 25 maggio, un documento che probabilmente sarà studiato attentamente sia all'interno della Chiesa che nel resto del mondo.
La prima enciclica di un papa spesso fornisce l'indicazione più chiara delle priorità e dei temi che plasmeranno il suo pontificato, oltre a offrire qualche indizio sui suoi interessi personali.
Ne riparleremo testo alla mano.

La notizia è significativa sia sul piano ecclesiale sia su quello culturale: la prima enciclica di Papa Leone XIV sarà dedicata all’Intelligenza artificiale e alla dignità umana [ricordando Dignitas infinita, vedi], con un richiamo esplicito alla tradizione della dottrina sociale inaugurata da Papa Leone XIII.

Cosa sappiamo finora
L’enciclica si intitola “Magnifica humanitas” ed è sottotitolata: “sulla custodia della persona umana nel tempo dell’Intelligenza artificiale”.