Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

venerdì 4 settembre 2026

Usus Antiquior -- Il Credo

Nella nostra traduzione da Substack. Notiamo come in questa versione, che affianca quella di Michael Foley da New Liturgical Movement, venga messo in risalto ogni riferimento all'Antico Testamento. Qui l'indice degli articoli sulle formule del Latino liturgico.

Usus Antiquior -- Il Credo

Dopo aver terminato l'omelia, il sacerdote risale i gradini dell'altare dove indossa il manipolo (e talvolta la casula, se l'aveva tolta in precedenza) per indicare che ha ripreso il suo ufficio sacerdotale ed è pronto a continuare con il sacrificio eucaristico. Quindi si volta e intona le prime parole del Credo niceno, che il popolo (e il coro) poi continuano.

Nel corso dei secoli sono stati composti molti credi. Diversi sono utilizzati nella liturgia tradizionale, tra cui il Credo degli Apostoli e il Credo Atanasiano. Quello utilizzato durante la Messa è il Credo Niceno, adottato dal Concilio di Nicea nel 325 d.C. Un credo, per definizione, è una sintesi di fede. Dopo il Vangelo [qui - qui], in cui viene proclamata la parola di Dio, gli eventi descritti non possono essere annullati. La salvezza è compiuta. Il sacrificio del Calvario e la successiva Risurrezione e l'ingresso in cielo con l'Ascensione sono completi. Pietro e i suoi successori hanno ricevuto le chiavi del ministero. L'unica Chiesa santa e apostolica, nata dal suo fianco sulla Croce, si è diffusa in tutto il mondo. Poiché tutto il necessario è stato compiuto, l' unico modo in cui il corpo mistico di Cristo può ora essere attaccato da Satana è dividendo, seducendo e confondendo i suoi membri con menzogne, in particolare eresie e false dottrine.

Il caso AGESCI: “identità di genere e orientamento sessuale affettivo

Qui l'indice degli articoli sulla realtà distopica.
Il caso AGESCI: “identità di genere e orientamento sessuale affettivo”

L’AGESCI lo scorso maggio ha ratificato un documento forte e non privo di ambiguità, dal titolo “Identità di genere e orientamento sessuale affettivo”. (qui)
La recezione dei media è stata abbastanza attenta e compiacente, anche in ambiente cattolico (qui). Il fatto merita un commento esteso.

Anzitutto, di chi stiamo parlando? L’AGESCI nasce nel 1974, dalla fusione di precedenti associazioni scoutistiche cattoliche, l’Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani (AGESCI), che conta 182.000 soci, è un’associazione giovanile educativa che si propone di contribuire, nel tempo libero e nelle attività extra-scolastiche, alla formazione della persona secondo i principi ed il metodo dello scautismo, adattato ai ragazzi e alle ragazze nella realtà sociale italiana di oggi (fonte).

Dopo il WorldPride di Amsterdam: il cardinale Burke guida una processione penitenziale al Vondelpark.

Piccolo mistero: chissà se avremo conferma di questo evento? Mi ero segnata, per tradurre e pubblicare l'articolo, questo link con il titolo. Ma la pagina non è più online. Poi la notizia l'ho trovata qui e ripresa di seguito. Qui l'indice degli articoli sulla realtà distopica.

Dopo il WorldPride di Amsterdam: il cardinale Burke guida una processione penitenziale al Vondelpark.

A poche settimane dagli eventi del "WorldPride" di Amsterdam, la Chiesa cattolica lancia un chiaro segnale di risposta: sabato prossimo [dunque domani-ndT] il cardinale Raymond Leo Burke celebrerà una messa pontificale secondo il rito romano tradizionale e guiderà poi una processione con il Rosario al Vondelpark. Il "Pride Park" di Amsterdam si è svolto proprio lì alla fine di luglio.

Sabato 5 settembre, il Cardinale Raymond Leo Burke celebrerà una Messa Pontificale secondo il Rito Romano antico alle ore 12:30 nella Chiesa di Nostra Signora (Onze Lieve Vrouwekerk) sul Keizersgracht di Amsterdam. Successivamente, i fedeli si recheranno in processione con una statua della Madonna di Fatima fino al Vondelpark. Lì, alle ore 16:00, verrà recitato il Rosario e il Cardinale Burke parlerà del messaggio di Fatima. Gli organizzatori intendono esplicitamente la "Processione del Rosario" come un atto di espiazione offerto al Cuore Immacolato di Maria.

giovedì 3 settembre 2026

Settembre 2026/ Calendario Sante Messe antiquior a Pavia

Carissimi Amici,
innanzitutto vi invitiamo a partecipare alla Santa Messa di venerdì 4 alle ore 18,15 (preceduta dal Santo Rosario alle 17,45 davanti al Ss. Sacramento, e dalle appropriate litanie) che verrà celebrata con la speciale intenzione di offrire riparazione all'atto sacrilego compiuto la scorsa settimana nella cappella del Cimitero Maggiore di Pavia. Il Vescovo Mons. Sanguineti ne ha dato comunicazione in una lettera in cui scrive: «Purtroppo, la modalità del furto fa pensare a una voluta profanazione e una sottrazione intenzionale dell’Eucaristia e tutto ciò suscita profondo dolore e costernazione, perché per noi credenti il Santissimo Sacramento è la presenza viva e reale di Cristo Signore, nel segno del pane consacrato e trasformato, per la potenza dello Spirito, nel Corpo e Sangue del Signore che rende presente il suo sacrificio d’amore e si offre a noi come nutrimento di grazia e di vita eterna».

Usus Antiquior – L'Instructio

Nella nostra traduzione da Substack. In queste versioni, che affiancano quelle di Michael Foley da New Liturgical Movement, viene messo in risalto ogni riferimento all'Antico Testamento. Il testo che segue si sofferma sulle Letture, sul Graduale e il Tratto. Qui l'indice degli articoli sulle formule del Latino liturgico

Usus Antiquior – L'Instructio
Il ministero pubblico di Gesù: tutto rimanda alla Parola.

Il Novus Ordo chiama la sezione della Messa successiva al Gloria "Liturgia della Parola". I messali tradizionali la chiamano semplicemente "Istruzione" o, con l'umile nome di "Seconda Parte". Il sacerdote si rivolge al popolo e dice "Dominus vobiscum" o "il Signore sia con voi", al che il popolo risponde "Et cum spiritu tuo" o "E con il tuo spirito". Questo saluto allo Spirito Santo viene offerto sette volte durante la Messa, ciascuna strategicamente collocata per invocare uno dei doni particolari dello Spirito Santo. Qui, il sacerdote e il popolo pregano per il dono della Sapienza. Questa è anche la prima volta che il sacerdote compie un gesto sottile ma significativo. Le rubriche della Messa tradizionale si limitano a dire che il celebrante dovrebbe "estendere e ricongiungere le mani" prima di dire " oremus " e leggere la Colletta. Il gesto di estendere e ricongiungere le mani richiama l'apertura di una tenda per offrire uno scorcio di ciò che è all'interno. Questo gesto si ripete in particolari momenti di rivelazione nella Messa. Qui serve a permetterci di intravedere per la prima volta il cielo attraverso la Parola di Dio.

Contro il suicidio assistito


Una riflessione pastorale e teologica sulla sacralità della vita in mezzo alla sofferenza, alla luce del dibattito ancora in corso sul suicidio assistito. Qui da noi sta facendo scalpore il caso del Veneto. La maggioranza al governo cincischia e la Chiesa, diocesana e nazionale, tace... unica mobilitazione risulta tra parlamentari e uomini di cultura veneti. Qui l'indice degli articoli sulla realtà distopica. 

Contro il suicidio assistito

Introduzione
Come pastore che si è seduto accanto a molti malati – troppi per i miei gusti – che ha stretto mani tremanti tra ondate di dolore e ha pianto con le famiglie i cui cari si stavano spegnendo, mi avvicino a questa domanda non come un teorico distaccato, ma come qualcuno che ha guardato la sofferenza in faccia. Ho visto il cancro divorare un corpo, ho visto la demenza cancellare una personalità e ho ascoltato la disperazione di chi dice: "Non ce la faccio più". In quei momenti, la tentazione di porre fine al dolore, anche togliendo la vita, può sembrare l'unica opzione misericordiosa rimasta.

Eppure, con tutta la compassione che posso provare per chi soffre, e con sincero dolore per chi crede che il suicidio assistito sia la risposta più umana, resto fermamente convinto che porre fine deliberatamente a una vita umana, anche per alleviare la sofferenza, sia sempre sbagliato. È sbagliato teologicamente, moralmente e, credo, anche civilmente. E poiché si tratta della soppressione intenzionale di una vita umana innocente, deve essere chiamata con onestà: non "aiuto medico a morire", non "morte con dignità", ma suicidio assistito. Il linguaggio è importante, perché l'eufemismo è il primo rifugio di una coscienza sporca.

mercoledì 2 settembre 2026

Leone XIV convoca i vescovi di tutto il mondo per consolidare l'eretica Amoris Laetitia

Nella nostra traduzione da Sign of the Cross. Leone invita i vescovi del mondo a Roma per discutere sull'Amoris Laetitia del predecessore [vedi], che apre la porta alla Comunione per i divorzati risposati. Lo considera, nonostante sia altamente controverso, un testo guida per la Chiesa. Sebbene contenga degli elementi eretici, una volta ancora si conferma magna charta di una creatività che si adegua ai tempi. Qui l'indice dei precedenti. 

Leone XIV convoca i vescovi di tutto il mondo per consolidare l'eretica Amoris Laetitia

Papa Leone XIV ha invitato i presidenti della Conferenza Episcopale Mondiale a riunirsi a Roma in ottobre per “esaminare e discutere gli insegnamenti di Amoris Laetitia e come annunciare il Vangelo alle famiglie oggi”, secondo quanto riportato da Vatican News.

All'inizio di quest'anno, Papa Leone ha elogiato Amoris Laetitia come testo guida per la Chiesa e ha manifestato l'intenzione di onorare l'esortazione apostolica di Papa Francesco, molto controversa e i cui elementi sono considerati eretici da molti.

Conquistato anche il Vaticano

Il Vaticano di Leone ha permesso la collocazione di un tappeto da preghiera musulmano all'interno della Biblioteca Apostolica vaticana e l'ha chiamato ospitalità. Praticamente un segno di sincretismo teologico mascherato da concessione pratica nell’ambito accademico. La notizia è dello scorso anno; ma nulla risulta modificato da allora. Troppe concessioni su troppi fronti... si chiama dhimmitudine (sottomissione). A noi ripugna ma al Vaticano e a fin troppi politici sembra di no! Qui l'indice degli articoli sul filo-islamismo. 

Conquistato anche il Vaticano

Madre Miriam l'ha messo in piazza apertamente: «Il Papa ha concesso ai musulmani una sala per la preghiera nella biblioteca vaticana. Perché permettereste a SATANA di entrare nella biblioteca vaticana?! È FOLLE!»

Nell'ottobre 2025, il vice prefetto della biblioteca, padre Giacomo Cardinali, ha rivelato il retroscena a La Repubblica.

«Alcuni studiosi musulmani ci hanno chiesto una stanza con un tappeto per pregare e noi gliel'abbiamo concessa.» L'ha avvolto in discorsi di «biblioteca universale» perché gli scaffali contengono antiche copie del Corano.

martedì 1 settembre 2026

Il segreto di Stresa: una cartolina per la principessa Marthe Bibesco

Nella nostra traduzione da Italia Perennis, su Substack.com. Per molti creativi, l'Italia non è stata solo un luogo da visitare, ma una vera e propria fonte di ispirazione. Interessante qui la presentazione dei frutti dei loro viaggi e delle loro creazioni indimenticabili. Trovo bello e degno di rilievo questo amore per l'Italia, così offuscato qui da noi... Digitando Italia perennis dal motore di ricerca interno trovate molti precedenti.

Il segreto di Stresa:
una cartolina per la principessa Marthe Bibesco

Palme e pini

Dopo aver visitato Venezia innumerevoli volte, aver trascorso quattro mesi a San Donà di Piave, avvicinandosi sempre di più a quel mondo di acqua e lagune, e infine essere arrivato a vivere proprio all'interno dell'antico labirinto sul mare, comprendo lo stupore di Hippolyte Taine. In una nota scritta giovedì 21 aprile 1864, dopo mesi trascorsi a vagare per Roma, Napoli, Siena e Firenze, si chiedeva retoricamente perché avesse sprecato il suo tempo in tutti quei luoghi invece di vivere a Venezia:

Una giornata in gondola. Bisogna girovagare e vedere tutto.

Il Papa riceve i luterani dalla Norvegia e chiede di trovare "percorsi concreti per la riconciliazione".

Nella nostra traduzione da Infovaticana. Riesce sempre più difficile conciliare comportamenti come questo, già problematico di per sé viste le posizioni smaccatamente progressiste degli interlocutori, col trattamento riservato alla FSSPX e a tutta la Tradizione cattolica. Tra l'altro si insiste nel linguaggio conciliarista di chiamare "Chiesa", quella che non è altro che una Confessione di eretici separati e l'unico "percorso concreto" è il reditus. Ma non vale, perché non lo dice il concilio... Non potevano mancare alcune chiose. Qui l'indice degli articoli sul problema ecclesiologico del falso ecumenismo. 

Il Papa riceve i luterani dalla Norvegia e chiede
di trovare "percorsi concreti per la riconciliazione".


Papa Leone XIV ha ricevuto mercoledì 26 agosto in Vaticano i vescovi della Chiesa di Norvegia, la denominazione luterana del paese. L'incontro è stato organizzato su iniziativa del Nunzio Apostolico nei Paesi Nordici, l'Arcivescovo Julio Murat. Nel suo breve discorso, il Papa ha fatto appello al "battesimo comune" e alla "missione condivisa" di cattolici e luterani, esprimendo la speranza che crescano insieme al servizio della pace e della giustizia.

L'incontro si inserisce nell'agenda ecumenica promossa da Leone XIV, il quale, appena un anno fa, durante la Settimana Ecumenica di Stoccolma, aveva affermato che la Chiesa cattolica aveva pienamente abbracciato il cammino ecumenico sin dal Concilio Vaticano II. L'udienza, tuttavia, si svolge tra comunità separate da sostanziali differenze dottrinali e morali. La Chiesa di Norvegia ordina le donne dal 1961 e celebra i matrimoni tra persone dello stesso sesso dal 2017.

La terza edizione del mio saggio sulla "Questione liturgica"

Qui l'indice degli articoli sulla Liturgia ai tempi di Leone. Qui l'indice dei precedenti.
Già dal maggio scorso le Edizioni Solfanelli hanno ristampato la terza edizione del mio saggio sulla Questione Liturgica, aggiornato alla Traditionis Custodes e quanto ne consegue tuttora in itinere.

Il nuovo titolo «La Questione Liturgica. Il Rito Romano usus antiquior e il Novus Ordo Missae a partire dal Concilio Vaticano II con la sua innovativa “pastorale”»

La presentazione qui

Per ordinarlo: ordini@tabulafati.com
 
Per qualunque chiarimento sono qui.

lunedì 31 agosto 2026

Card. Sarah: “La messa antica per i sacerdoti è quella che aiuta a celebrare meglio”

L'atteggiamento nei confronti della Tradizione e del Rito antiquior desta scalpore;  tant'è che ne continuano a parlare gli organi di stampa. In una intervista a Il Giornale, dal titolo molto riduttivo (ma la scelta è dell'articolista), l'ex prefetto del Dicastero per il Culto Divino sostiene che l'opposizione alla liturgia tradizionale sia confinata a "circoli culturali autoreferenziali" radicati più nella psicologia che nella sostanza. Inoltre critica severamente le restrizioni imposte da Bergoglio con Traditionis Custodes, definite non sagge e anche non rispettose nei confronti di Benedetto XVI. L'accesso alle forme rituali "riconosciute e in uso da secoli", insiste il Cardinale, non può mai essere legittimamente limitato per decreto. E condanna senza mezzi termini l'ostilità verso i cattolici legati alla tradizione, definendola "miope", "puramente ideologica" e quindi "dannosa e distruttiva per la Chiesa". Tutto esatto, ma frammisto ad osservazioni da conservatore. Pone infatti l'accento sulla correzione degli abusi liturgici e insiste sulle Ratzingeriane "due forme". A questo riguardo vedi qui. Qui l'indice degli articoli sulla Liturgia ai tempi di Leone.

Card. Sarah: “La messa antica per i sacerdoti è quella che aiuta a celebrare meglio”

La denuncia dei troppi abusi liturgici è uno dei cavalli di battaglia del cardinale Robert Sarah, già prefetto del dicastero per il culto divino. Il porporato è tornato a scriverne nel suo ultimo libro Il Cantico dell’Agnello. Musica sacra e liturgia celeste scritto con Peter Cater ed edito da Cantagalli.

Eminenza, secondo lei esiste un’avversione per il latino e il canto gregoriano in alcuni settori della Chiesa?

«Mi pare una avversione di alcuni circoli culturali autoreferenziali più psicologica che realmente fondata e penso che sia unicamente un problema anagrafico: quando passerà la generazione dei sessantottini, passeranno anche questi infondati unilateralismi che mortificano la statura culturale stessa del cattolicesimo latino». [Ma come sarà possibile se, salve rare eccezioni, vengono nominati vescovi e cardinali i loro epigoni formati dalla loro 'pastorale' vaticansecondista e completamente digiuni, nonché refrattari, come appare anche l'attuale pontefice? - ndr]

Civiltà dell’amore e dialogo. Sul capitolo 5 di Magnifica humanitas

Interessante articolo di Enzo Brachetta. Nella "Magnifica Humanitas" di Leone XIV una visione della realtà troppo ingenua, specialmente al capitolo quinto, dove si vuole fondare la "civiltà dell'amore" su di un accordo spontaneo. Ma non si può edificare la città di Dio per contratto spontaneo tra persone. Pace e giustizia, secondo l'Enciclica, dovrebbero imporsi spontaneamente, con il dialogo. Fu Paolo VI, nel 1970, a proporre una civiltà di questo tipo, dove avrebbero dovuto regnare la fraternità universale e la fine della guerra. Dopo più di mezzo secolo da quel pronunciamento, c'è l'evidenza che i paradisi in terra sono solo un'utopia. Qui l'indice degli articoli in tema.

Civiltà dell’amore e dialogo.
Sul capitolo 5 di Magnifica humanitas


Il 17 maggio del 1970, nel Regina Caeli di Pentecoste [qui], Paolo VI dichiarava possibile l’edificazione della «civiltà dell’amore e della pace», una sorta di nuovo corso per la Chiesa e per il mondo, in cui l’umanità – in modo spontaneo – si sarebbe riunita in «una sola famiglia di figli di Dio, liberi e fratelli».

In questa cornice paradisiaca, l’uomo – teso «verso i veri e più alti destini» – avrebbe superato le «divisioni ed i conflitti» che impediscono la pace delle armi. Con quali mezzi? Con la ricezione del Concilio Vaticano II, che «faremo bene a studiare e a tradurre nella nostra vita spirituale». Ma nessuno studio ne è venuto, nessuna traduzione che abbia invertito la tendenza al rilassamento religioso e morale: nel mezzo secolo abbondante e successivo a quel pronunciamento, il Concilio Vaticano II è stato solo citato di frequente, ma mai assimilato nei suoi contenuti. Il cristianesimo è entrato in crisi (nei numeri e nella fede) e il mondo è precipitato nella logica della guerra a oltranza.

Un vescovo cinese assicura che almeno dieci prelati sono stati consacrati in segreto a causa della pressione di Pechino

Da InfoVaticana del 26 agosto. Qui l'indice dei precedenti sulla situazione Sino/Vaticana.

Un vescovo cinese assicura che almeno dieci prelati sono stati consacrati in segreto a causa della pressione di Pechino


Un vescovo cattolico cinese che rimane fuori dall’Associazione Patriottica Cattolica Cinese, l’organismo controllato dallo Stato, assicura che almeno dieci nuovi vescovi sarebbero stati consacrati segretamente nella provincia del Fujian, nel sud-est della Cina, nel timore che sia compromessa  la continuità delle comunità clandestine a causa del crescente controllo governativo sulla Chiesa. La testimonianza fa parte di un ampio rapporto pubblicato da Catholic World Report sulla situazione attuale dei cattolici sotto il regime di Xi Jinping.

domenica 30 agosto 2026

Mestre, i musulmani presentano il conto.

È mai possibile che siamo stranieri in casa nostra? Ricordate la Fallaci ne Le radici dell'odio? "Ci stiamo suicidando, cari miei. Ci stiamo uccidendo col cancro morale, con la mancanza di moralità, con l’assenza di spiritualità. E questa faccenda del mondo da rifare con la truffaldina eugenetica, con la bugiarda biotecnologia, non è che la tappa defi nitiva del nostro masochismo. Ecco perché ci invadono così facilmente e così disinvoltamente fanno i padroni in casa nostra. Ecco perché a casa nostra vengono accolti con tanto servilismo o tanta inerzia. Tanta paura. Ecco perché l’Europa è diventata Eurabia e l’America rischia di diventarlo." Qui l'indice degli articoli sul filo-islamismo. 

Mestre, i musulmani presentano il conto.
Pretendono la moschea altrimenti sono guai.

Un conto, non una richiesta. Fermiamo Fincantieri, fermiamo il turismo.
Fermiamoci noi sulla frase, perché è questa il fatto. Non "chiediamo", non "abbiamo diritto", non "vediamoci". Ma "se scioperiamo noi si ferma tutto, volete vedere?".

È il linguaggio del padrone di casa. Solo che a pronunciarlo è chi parla a nome di chi in casa è stato accolto.

Il portavoce della comunità bengalese, Prince Howlader, ha scelto i bersagli con cura. Fincantieri, che con la moschea non ha nulla a che fare. Gli alberghi e i ristoranti, che non hanno voce in capitolo sulla moschea.

In Illo tempore /XIV Domenica dopo Pentecoste

Nella nostra traduzione da OnePeterFive la consueta circostanziata e profonda meditazione di P. John Zuhlsdorf, che ogni settimana ci consente di approfondire i tesori di grazia ricevuti nella celebrazione domenicale odierna qui.

In Illo tempore /XIV Domenica dopo Pentecoste
«Ogni albero buono produce frutti buoni, ma l'albero cattivo produce frutti cattivi... Così li riconoscerete dai loro frutti» (Matteo 7:17, 20).
La lucerna scritturale di Nostro Signore illumina l'Epistola della Quattordicesima Domenica dopo Pentecoste, Galati 5,16-24, dove San Paolo contrappone le opere della carne al frutto dello Spirito. L'immagine dell'albero ci invita all'interiorità. Che tipo di frutto pende dai rami della mia vita? Quale raccolto sta maturando nelle mie parole, abitudini, piaceri, risentimenti, uso dei miei beni, trattamento del prossimo, reazione alla tentazione?

Paolo scrisse la sua alquanto irata Lettera ai Galati perché falsi maestri stavano persuadendo i cristiani dell'Asia Minore che per la salvezza fosse necessaria l'osservanza della Legge mosaica, in particolare la circoncisione. Inizia il quinto capitolo con uno squillo di tromba: "Cristo ci ha liberati per la libertà; state dunque saldi e non lasciatevi di nuovo porre sotto il giogo della schiavitù" (v. 1). Il giogo simboleggiava lavoro, sottomissione e sconfitta. I buoi venivano aggiogati per arare. Gli schiavi portavano il giogo. I nemici sconfitti di Roma erano costretti a passare sotto un giogo come riconoscimento della sottomissione.

Domenica XIV dopo la Pentecoste (Protéctor noster, áspice, Deus)

L'esperienza ci fa sentire ogni giorno il contrasto in noi tra le inclinazioni al male e gli inviti al bene, tra le tentazioni e il richiamo di Dio. Nell'Epistola è descritto questo dissidio; nel Vangelo il Signore ci mette in guardia contro la facile illusione di poter trovare un compromesso. Nelle altre parti della Messa si accenna alla felicità di quelli che vivono per il Signore, a sua immagine e gloria, mentre nel Vangelo ci è promesso aiuto anche per le difficoltà materiali. Superiamo anche noi dunque le vanità della terra, rimanendo attaccati a ciò che veramente ci è utile (Orazione). Colpisce un termine dell'Orazione di oggi: propitiatione : propitiatio è “compimento, espiazione, propiziazione”. E anche “favore”. Dunque Dio è stato placato e reso nuovamente favorevole a noi peccatori dalle azioni propiziatorie che Cristo ha compiuto sulla Croce. Lo ritroviamo ogni volta soprattutto nella Santa Messa. La propiziazione è un concetto quasi sradicato dalle orazioni del Novus Ordo. Qui trovate l'Ordinario e qui il proprio della Santa Messa di oggi.

Domenica XIV dopo la Pentecoste
Protéctor noster, áspice, Deus

Messa
Volgi lo sguardo a noi, o Dio protettore, volgi lo sguardo al volto del tuo Cristo. Oggi la Chiesa si accosta all'altare cominciando con le parole riferite. La Chiesa è la Sposa dell'Uomo-Dio, è la sua gloria (1Cor 11,7), ma lo Sposo, dice san Paolo, è a sua volta immagine e gloria di Dio (ibidem) e capo della Sposa (ivi 3; Ef. 5,23). Realmente dunque e con la certezza di essere ascoltata, la Chiesa, volgendosi a Dio tre volte santo, lo prega di volgere i suoi occhi, guardando Lei, sul volto del suo Cristo.
La gloria futura, pensando alla quale la Chiesa esulta, e la dignità dell'unione divina che, già in questo mondo, la rende veramente Sposa, non le impediscono di sentire sempre il bisogno di un soccorso dall'alto, perché, se per un solo istante il cielo l'abbandonasse, vedrebbe i suoi figli portati dalla umana fragilità all'abisso dei vizi, che l'Apostolo descrive, e lontano dalle virtù, che egli esalta.

Introitus
Ps.83,10-11 - Protéctor noster, áspice, Deus, et réspice in fáciem Christi tui: quia mélior est dies una in átriis tuis super míllia.
Ps. 83, 2-3 - Quam dilécta tabernácula tua, Dómine virtútum! concupíscit, et déficit ánima mea in átria Dómini. Glória Patri
Ps.83,10-11 - Protéctor noster,…

Oratio
Custódi, Dómine, quaésumus Ecclésiam tuam propitiatióne perpétua: et quia sine te lábitur humána mortálitas; tuis semper auxíliis et abstrahátur a nóxiis, et ad salutária dirigátur. Per Dóminum nostrum Iesum Christum, Fílium tuum, qui tecum vívit et regnat in unitáte Spíritus Sancti, Deus, per ómnia saécula saeculórum.
M. - Amen.
Introito
Sal. 83, 10-11 - Sei il nostro scudo, o Dio, guarda e rimira il tuo Consacrato: poiché un giorno passato nei tuoi atrii vale più di mille altrove. Sal. 83, 2-3 - O Dio degli eserciti, quanto amabili sono le tue dimore! l’ànima mia anela e spàsima verso gli atrii del Signore. Gloria al Padre…
Sal. 83, 10-11 - Sei il nostro scudo…

Orazione
O Signore, Te ne preghiamo, custodisci propizio costantemente la tua Chiesa, e poiché senza di Te viene meno l’umana debolezza, dal tuo continuo aiuto sia liberata da quanto le nuoce, e guidata verso quanto le giova a salvezza. Per il nostro Signore Gesú Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con Te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i sécoli dei sécoli.
M. - Amen.

sabato 29 agosto 2026

Usus antiquior -- Il Gloria

Nella nostra traduzione da Substack. Notiamo come in questa versione, che affianca quella di Michael Foley da New Liturgical Movement, venga messo in risalto ogni riferimento all'Antico Testamento. Qui l'indice degli articoli sulle formule del Latino liturgico.

Usus antiquior -- Il Gloria

Il Gloria in excelsis Deo nella Messa tradizionale latina (TLM) è un antico inno di lode, cantato dopo le Preghiere ai piedi dell'altare [qui - qui] e il Kyrie [qui - qui]. Il Kyrie è un annuncio a tutto il mondo gentile che il loro Dio sconosciuto, in cui vivono, si muovono e sussistono inconsapevolmente, è il Dio ebraico Yahweh, e che Yahweh è il Cristo, il Messia e Redentore di tutta l'umanità, non solo degli ebrei.(1) Il Gloria non si rivolge a Yahweh in modo generico, ma si rivolge specificamente ed apertamente alla Trinità. Dice al mondo chi è Yahweh. Rivela la verità più fondamentale sulla sua natura. Questo Dio non si sta solo presentando a noi; la sua incarnazione non solo ci redimerà; ci deificherà e ci porterà in cielo a vivere con lui e con gli angeli. Questa conoscenza provoca una magnifica effusione di gioia! Il Kyrie e il Gloria sono indissolubilmente legati. Il Kyrie greco affronta in modo conciso un problema filosofico nel linguaggio classico dei filosofi, mentre il Gloria lo espande in un dialogo tra cielo e umanità nel linguaggio espressivo riservato alla liturgia. Il Gloria risulta tanto più esuberante e gioioso proprio in contrasto con il Kyrie, conciso e formale, che lo precede.

Guerre liturgiche: l'ultima offensiva: un "dunque" papale

Nella nostra traduzione dal Substack di Diane Montagna. Dom Alcuin Reid sostiene che secondo un eminente studioso di liturgia, coloro che hanno redatto la catechesi del mercoledì di Papa Leone XIV non gli hanno reso un buon servizio. In questo csso si tratta della catechesi  conclusiva in cui tira la somme. Trovo difficile pensare a Prevost che legga a scatola chiusa. E dunque ho inserito alcune glosse e una nota. Qui l'indice degli articoli sulla Liturgia al tempo di Leone. 

Guerre liturgiche: l'ultima offensiva: un "dunque" papale

CITTÀ DEL VATICANO, 26 agosto 2026 — Negli ultimi mesi, diverse personalità di spicco hanno cercato di ribadire la tesi secondo cui la riforma liturgica successiva al Concilio Vaticano II è conforme ai desiderata del Concilio stesso ed è al di sopra di ogni critica, e che i riti liturgici più antichi hanno poco o nessun posto nella vita della Chiesa.

Basti ricordare tre esempi recenti: l'intervista del cardinale Arthur Roche a The Tablet del 29 luglio [qui]; il successivo articolo del quotidiano laico spagnolo La Razón, in cui si afferma che la relazione screditata del cardinale Roche sulla liturgia – distribuita ai cardinali durante il primo concistoro straordinario di Papa Leone XIV [qui] – esprime il pensiero del Papa sul rito romano tradizionale [quiqui]; e la recente affermazione di Andrea Grillo secondo cui "il vecchio rito non esiste più dall'approvazione del Novus Ordo" [qui].

venerdì 28 agosto 2026

Usus Antiquior -- Il Kyrie Eleison

Nella nostra traduzione da Substack. Notiamo come in questa versione, che affianca quella Michael Foley da New Liturgical Movement, venga messo in risalto ogni riferimento all'Antico Testamento. Qui l'indice degli articoli sulle formule del Latino liturgico.

Usus Antiquior -- Il Kyrie Eleison

Dopo aver recitato il Judica me [qui], il sacerdote sale i gradini dell'altare e prega davanti al tabernacolo,
Ti preghiamo, o Signore, di allontanare da noi le nostre iniquità, affinché con animo puro possiamo entrare degnamente nel Santo dei Santi. Per Cristo nostro Signore. Amen. (1)
Come abbiamo discusso qui, “Signore”, o “Kurios” in greco, sono nomi di Yahweh, la seconda persona della Trinità. È grazie alla sua perfetta espiazione per i nostri peccati nella Passione, che sta per essere ripresentata a breve nella Messa, che “possiamo entrare degnamente nel Santo dei Santi”. La liturgia è esplicita, aggiungendo specificamente la frase “per Cristo nostro Signore” alla fine della preghiera. La frase “per Cristo nostro Signore” è più di una semplice richiesta di intercessione. Indica che è Cristo la “porta stretta” e colui che apre la “via” al Padre che dimora nel “Santo dei Santi”. È Yahweh Figlio che ci conduce a Elohim Padre in cielo, come discusso qui.

Una biblista ebrea nominata presidente dell'Associazione Biblica Cattolica USA

Una biblista ebrea che mette in discussione la lettura integrale della Passione di San Giovanni presiederà l'Associazione Biblica Cattolica statunitense che collabora con quella Conferenza episcopale. Da quanto apprendiamo c'e da chiedersi: come può la dottrina biblica cattolica rimanere cattolica quando la fede nell'affermazione centrale della Scrittura è apparentemente facoltativa?

Una biblista ebrea nominata presidente dell'Associazione Biblica Cattolica USA

Leggo su Infovaticana che per la prima volta in 90 anni la Catholic Biblical Association of America (CBA) ha scelto, come presidente per l'anno 2026-27, una ebrea: Amy-Jill Levine, biblista, specialista del Nuovo Testamento e membro dell’associazione dal 1988. Una nomina che desta scalpore, poiché l’organizzazione, nei suoi statuti, prevede che il suo lavoro deve svolgersi conformemente al Magistero cattolico e inoltre presta la sua consulenza alla Conferenza Episcopale degli Stati Uniti.

La nuova presidente ha difeso la convenienza di riconsiderare la proclamazione integrale della Passione secondo San Giovanni il Venerdì Santo e ha sostenuto posizioni in contrasto con la morale cattolica in ordine all'applicazione di alcuni testi biblici sull’omosessualità. Ora collaborerà con i vescovi statunitensi in orientamenti biblici per la predicazione e la catechesi, oltre che per le risorse destinate al clero e agli educatori religiosi.

giovedì 27 agosto 2026

Il Vaticano torna a Mosca: Gallagher da Lavrov e Ushakov

Prima missione della Segreteria di Stato vaticana in Russia dall'inizio della guerra: Gallagher a Mosca dal 24 al 28 agosto incontra Lavrov, Ushakov e il Patriarcato. Obiettivo: verificare le condizioni per un processo diplomatico. Nessuna mediazione formale, ma l'unico canale ancora aperto tra Occidente e Cremlino.

Il Vaticano torna a Mosca: Gallagher da Lavrov e Ushakov

Prima visita ufficiale della Segreteria di Stato in Russia dall'inizio della guerra. Cinque giorni, due binari: il Cremlino e il Patriarcato. Nessun piano di pace sul tavolo, ma una porta che resta aperta. Il Vaticano torna a Mosca: Gallagher da Lavrov e Ushakov

La missione di Gallagher in Russia è il fatto diplomatico della settimana, anche se le cancellerie ne parlano a mezza voce. Dal 24 al 28 agosto monsignor Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati della Santa Sede, è a Mosca: è la prima visita ufficiale di un rappresentante della Segreteria di Stato vaticana dall’inizio della guerra in Ucraina. Un viaggio preparato con cura, annunciato ufficialmente dalla Segreteria di Stato e definito da Vatican News «una missione di dialogo e di pace». Dietro la formula di rito c’è una realtà che merita di essere guardata da vicino: mentre il conflitto entra nel suo quinto anno, la Santa Sede è tra i pochissimi attori al mondo ancora in grado di sedersi ai tavoli di entrambe le parti.

Lourdes bandisce la Fraternità Sacerdotale San Pio X: troppo cattolica per un santuario dell'"inclusività"?

Nella nostra traduzione da Remnantnewspaper. Il vescovo di Lourdes ha vietato alla Fraternità Sacerdotale San Pio X di celebrare la Messa, amministrare i sacramenti e organizzare preghiere pubbliche presso il famoso santuario mariano. Eppure il santuario ha accolto pellegrinaggi interreligiosi che hanno coinvolto cristiani e musulmani... Ora la Fraternità Sacerdotale San Pio X ha risposto, affermando che continuerà comunque a recarsi a Lourdes. 

Lourdes bandisce la Fraternità Sacerdotale San Pio X:
troppo cattolica per un santuario dell'"inclusività"?


Il Santuario di Nostra Signora di Lourdes, da tempo faro per i cattolici in cerca di guarigione e conversione, ha ora tracciato una linea di demarcazione, non contro il paganesimo o contro il modernismo che Papa San Pio X condannò con veemenza, bensì contro la Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX), una confraternita sacerdotale fondata dal defunto Arcivescovo Marcel Lefebvre, che da decenni, dopo il Concilio Vaticano II, chiede al Vaticano chiarezza dottrinale.

In una missiva datata 13 agosto 2026, il vescovo Jean-Marc Micas di Tarbes e Lourdes ha formalmente vietato alla Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX) di celebrare la Messa, amministrare i sacramenti o organizzare preghiere pubbliche all'interno del santuario di Lourdes. La giustificazione del prelato è tanto concisa quanto significativa: "La FSSPX non è più autorizzata a celebrare la Messa o altri sacramenti all'interno del Santuario di Lourdes, né a organizzarvi preghiere pubbliche. In seguito al decreto di scisma e scomunica emesso dalla Santa Sede, non posso autorizzare la celebrazione della Messa o di altri sacramenti, né tantomeno preghiere pubbliche, da parte della Fraternità Sacerdotale San Pio X all'interno del Santuario".

mercoledì 26 agosto 2026

Il mio appello a Papa Leone XIV: la Messa antiquior permette una migliore partecipazione attiva

Nella nostra traduzione da Crisis Magazine la testimonianza personale di un fedele stimolata dalla recente intervista del card. Burke. C'è da dire che l'esortazione del cardinale lascia il tempo che trova. Lo dico per esperienza personale. Ma viene da sé: abbiamo a che fare con una gerarchia ideologizzata, se non totalmente, con rare eccezioni. Come possismo aspettarci risultati, finora non pervenuti, nonostante l'autorevolezza, forse non abbastanza decisa ma certo non di poco conto, di alcuni cardinali e vescovi che ci hanno provato? Come convincere chi, come Leone, ha sposato la sinodalità, ritenendo superato quello che per noi è intensa vita spirituale innestata nel Soprannaturale? E sì, parla del Signore; ma senza metterLo al posto che Gli spetta, specialmente quando "dialoga" con i musulmani? O, invece di pronunciarsi in base al Depositum fidei, parla in termini politici,  peraltro orientati a sinistra? Qui l'indice degli articoli sulla liturgia ai tempi di Leone. 

Il mio appello a Papa Leone XIV:
la Messa antiquior permette una migliore partecipazione attiva


Ho ascoltato di recente l'intervista di Michael Knowles al Cardinale Raymond Burke. Verso la fine dell'intervista, si è parlato della Messa tradizionale. Sua Eminenza ha detto:
Penso che la cosa più importante sia che coloro che amano la Messa tradizionale facciano sapere ai loro vescovi, e soprattutto al Santo Padre, il loro desiderio di adorare secondo questa forma, e che non mettano in discussione la validità del Concilio Vaticano II. ( 32,57 )
Dopo aver sentito ciò, sono stato ispirato a inviare una lettera al Santo Padre secondo il mio diritto e obbligo canonico ( CIC , can. 212, §2 ). Tuttavia, quel canone dice che le nostre opinioni non devono essere rese note solo ai “sacri pastori” ma anche al “resto dei fedeli cristiani”. In questo spirito e come partecipazione al “dialogo sinodale”, desidero condividere più dettagliatamente ciò che ho inviato a Papa Leone XIV: desidero partecipare alla Messa con il Rito tradizionale perché lo trovo più facile da comprendere e a cui partecipare.

Piantedosi ferma la Sea Watch, multa e stop di 45 giorni

Qui l'indice degli articoli sull'immigrazionismo.
Piantedosi ferma la Sea Watch, multa e stop di 45 giorni

È il quinto fermo per la Sea-Watch 5, il quinto. Dopo quanto si diventa recidivi? Marzo 2024, settembre 2024, gennaio 2026, marzo 2026, agosto 2026.
Stessa nave, stessa bandiera, stessa contestazione: ha deciso da sola con chi parlare in mare e dove scaricare i clandestini. E stessa risposta, ogni volta: "Non collaboriamo con criminali e trafficanti".

I criminali sarebbero le autorità libiche.
Bisogna credergli? Decidetelo voi. In ogni caso è un'ammissione travestita da orgoglio
Le immagini dicono con chi tratta. Undici maggio, ventisette miglia dalla Libia, un aereo di Frontex riprende una lancia veloce partita da Sabratha.

La sinodalità ucciderà il cattolicesimo

Nella nostra traduzione da The Catholic thing un articolo di Brad Mine. L'ultima moda in fatto di governo della Chiesa — la ormai consolidata e insopprimibile sinodalità [vedi] — rappresenta una minaccia esistenziale. Il suo stesso meccanismo trasformerà il cattolicesimo in una semplice setta protestante. Qui l'indice degli articoli sull'argomento.

La sinodalità ucciderà il cattolicesimo

La Chiesa cattolica si è sempre distinta dalle altre istituzioni cristiane per la sua pretesa di possedere, e di essere vincolata da, un depositum  fidei tramandato dagli Apostoli. La Chiesa proviene da Cristo e non inventa, rivede o vota sul suo Magistero, sulla sua applicazione autorevole di quel depositum fidei. Essa riceve, custodisce e trasmette quella fede antica. La dottrina può svilupparsi nel senso descritto da San John Henry Newman, crescendo in chiarezza e applicazione, come una ghianda che diventa una quercia. Ma non può essere rinegoziata – o ribaltata! – dal sentimento della maggioranza o dall'entusiasmo contemporaneo.

La pretesa di aver ricevuto la Verità e di custodirla è la ragione stessa della ragion d'essere della Chiesa e la rende qualcosa di più di una semplice associazione religiosa volontaria. Ma la sinodalità, a prescindere da ciò che sostengono i suoi fautori, introduce un meccanismo capace di dissolvere tale pretesa: un processo permanente, indefinito e partecipativo per la generazione di infiniti consensi ecclesiali contemporanei che funzionano sempre più come fonti di autorità rivali, accanto e – dal punto di vista degli innovatori – persino prevalenti rispetto al deposito consolidato della fede e, quindi, del Magistero chiamato a custodirlo.

martedì 25 agosto 2026

Una lettura disgustosa ma al contempo altamente istruttiva

Stamattina al bar, dopo il caffè, sono rimasto estasiato dalla lettura del Corriere della Sera, compiuta e perfetta espressione della propaganda di regime. In prima pagina si trova un lungo articolo di Goffredo Buccini che ci spiega, per l’ennesima volta, quanto sia cattivo Putin (chiamato gentilmente il “tiranno del Cremlino”) e quanto pericolosa sia la Russia, da combattere fino all’ultimo ucraino.

Poi l’intervista (con rimando in prima) a un luminare della virologia, che afferma come non solo i 10 vaccini per i bambini siano necessari, ma ve ne vadano aggiunti altri facoltativi.
L’ennesimo piazzista del grande capitale del farmaco che smercia all’ingrosso i prodotti dei suoi finanziatori, gabellando il tutto per scienza.

Poi (sempre con rimando in prima) l’ennesima intervista a una giovane protagonista del calcio femminile, sport che in realtà non si fila nessuno e sembra interessare solo al giornalismo fucsia.

Usus Antiquior – Comunione

Nella nostra traduzione da Substack. Notiamo come in questa versione, che affianca quella di Michael Foley da New Liturgical Movement, venga messo in risalto ogni riferimento all'Antico Testamento. Qui l'indice degli articoli sulle formule del Latino liturgico.

Usus Antiquior – Comunione
Ai fedeli lavoratori viene pagato il loro denaro e partecipano al frutto dell'Albero della Vita

Crocifissione dell'Albero della Vita con il Vecchio e il Nuovo Adamo ed Eva, tratta da un Libro d'Ore franco-fiammingo (circa 1455). Immagine per gentile concessione della Newberry Library, Chicago.

Nel Domine Jesu Christe e nella Perceptio Corporis, il sacerdote prega per la grazia e la guarigione mediante il corpo e il sangue di Cristo, dicendo:
«Liberami per mezzo del tuo santissimo Corpo e Sangue da tutte le mie trasgressioni e da tutti i mali; fammi sempre aderire ai tuoi comandamenti e non permettere mai che io mi allontani da te» e «Che sia per me una salvaguardia e un rimedio di guarigione per l'anima e per il corpo».(1) Prega anche il «Dio vivente» la cui «morte ha dato la vita al mondo».(2) Proprio come Pietro Lo riconobbe a Cesarea di Filippo quando Gesù lo rese «la roccia» della sua Chiesa (Matteo 16,16-18), tutti gli altri dèi sono morti e solo l'unico Dio vivente può dare la vita al mondo ma anche redimerlo.(3)

'Quantum potes, tantum aude — osa fare il più possibile': un'intervista a Dom Alcuin Reid

Nella nostra traduzione da AdVaticanum. Dom Alcuin Reid, priore fondatore del Monastero di Saint-Benoît in Provenza, parla ad AdVaticanum del suo monastero e del ruolo centrale della Sacra Liturgia nella vita della Chiesa. Discute di Sacrosanctum Concilium, delle riforme liturgiche post-Concilio Vaticano II, dell'influenza di Papa Benedetto XVI e delle Traditiones Custodes. Precedenti su Alcuin Reid a partire da qui.

'Quantum potes, tantum aude — osa fare il più possibile':
un'intervista a Dom Alcuin Reid


Dom Alcuin Reid è il priore fondatore del Monastero di Saint-Benoît in Provenza, Francia, una comunità benedettina tradizionale nella diocesi di Fréjus-Toulon. Rinomato studioso di liturgia, ha dedicato gli ultimi quindici anni alla guida del monastero nella sua missione di offrire il meglio a Dio attraverso il Rito Romano antiquior.

In questa intervista, egli parla ad AdVaticanum degli ultimi sviluppi del monastero, della sua vita liturgica e della Sacrosanctum Concilium, la Costituzione sulla Sacra Liturgia del Concilio Vaticano II.

lunedì 24 agosto 2026

Il vescovo Strickland si chiede se il Concilio Vaticano II si sia arreso al modernismo

Nella nostra traduzione da Lifesitenews Il vescovo Joseph Strickland, in un recente videomessaggio, ha sollevato il dubbio che il Concilio Vaticano II abbia fatto dei compromessi con il mondo moderno. Ha fatto notare che il cardinale Joseph Ratzinger una volta descrisse la Gaudium et Spes come una sorta di "contro-sillabo" in opposizione al Sillabo degli errori di Papa Pio IX. Cose che abbiamo più volte ben argomentato. L'importante è che ora le sostenga un vescovo inizialmente allineato e poi ravveduto... Qui l'indice dei precedenti.

Il vescovo Strickland si chiede se
il Concilio Vaticano II si sia arreso al modernismo


Il vescovo Strickland ha sottolineato i pericoli del modernismo, nonché gli avvertimenti di Pio X contro questa "sintesi di tutte le eresie". Il vescovo ha ricordato che nel 1910 il santo papa richiese a sacerdoti, vescovi e altri "incaricati dell'insegnamento della fede cattolica" di prestare il Giuramento contro il modernismo, con il quale si impegnavano a "rifiutare i principi del modernismo e a preservare fedelmente la dottrina tramandata dagli apostoli".

Strickland ha sottolineato che questo giuramento "rifletteva la convinzione che il modernismo rappresentasse un pericolo costante per la vita della Chiesa" e che tutti i sacerdoti ordinati tra il 1910 e il 1967 erano tenuti a prestarlo. Ciò includeva quasi tutti coloro che avevano partecipato al Concilio Vaticano II, con "pochissime eccezioni".
E si è chiesto: «Come avrebbero dovuto quei vescovi interpretare il giuramento che avevano pronunciato mentre partecipavano a un concilio che mirava a un nuovo rapporto tra la Chiesa e il mondo moderno? Come avrebbero dovuto conciliare gli avvertimenti intransigenti di San Pio X contro il modernismo con il desiderio del concilio di un maggiore impegno nella società contemporanea?». Ed ha aggiunto: “Non sono domande che si possono semplicemente liquidare con noncuranza. Meritano una riflessione ’attenta, onesta e ponderata”.

Continua il vescovo: “C’è un’enorme differenza tra proclamare il Vangelo al mondo e permettere che il mondo diventi il metro di paragone con cui il Vangelo viene interpretato.”
"Credo che questa distinzione sia al centro della crisi a cui stiamo assistendo oggi".

Il prelato si è poi rivolto direttamente al Concilio Vaticano II, che a suo dire merita una riflessione onesta. Ha sottolineato che, a differenza di tutti i precedenti concili ecumenici, il Vaticano II “non ha definito nuovi dogmi né ha emesso nuovi anatemi contro l’eresia”. È stato descritto piuttosto come un concilio “pastorale”, sia da Papa Giovanni XXIII, che lo ha aperto, sia da Papa Paolo VI, che lo ha chiuso. Lo stesso Papa Paolo VI, durante un’udienza generale del 12 gennaio 1966, ha affermato che, proprio per questo carattere pastorale, il Vaticano II aveva evitato definizioni dogmatiche infallibili.

Strickland ha osservato che lo scopo dichiarato del Concilio Vaticano II era quello di "presentare le verità perenni della fede cattolica in un modo più accessibile al mondo moderno".

Il vescovo ha poi affermato: «Può la Chiesa dialogare con il mondo moderno senza assorbirne i presupposti? Questa domanda è oggi più urgente che mai». E dunque ha preso di mira uno dei principali documenti del Concilio, la Gaudium et Spes, la Costituzione pastorale sulla Chiesa nel mondo contemporaneo, che "ha delineato una visione di impegno tra la Chiesa e la società contemporanea che ha profondamente influenzato la vita cattolica negli ultimi sei decenni". 

Ed ha osservato: "Molti hanno visto questo come uno sviluppo positivo. Altri hanno sollevato seri dubbi sul fatto che parte del suo linguaggio sia stato interpretato in modi che vanno oltre un autentico coinvolgimento e si avvicinano all'adattamento allo spirito del tempo". Esplicidando: sono preoccupazioni che “meritano un’attenta considerazione, proprio perché Pio X ci ha avvertito che il modernismo spesso si insinua nella Chiesa gradualmente, rivestito di un linguaggio che appare del tutto ragionevole”. 

Ha fatto quindi notare che il cardinale Joseph Ratzinger, il futuro papa Benedetto XVI, disse una volta che la Gaudium et Spes funzionava come una sorta di “contro-sillabo” in opposizione al Sillabo degli Errori, pubblicato da papa Pio IX a corredo della sua enciclica Quanta Cura. 

 Secondo Strickland, Ratzinger considerava la Gaudium et Spes "un tentativo di riconciliazione tra la Chiesa e l'età moderna". Ciò solleva la domanda: "Se la Chiesa aveva precedentemente messo in guardia con tanta forza contro i pericoli posti dal liberalismo, dal razionalismo e dallo spirito del tempo, avvertimenti che si ritrovano soprattutto negli insegnamenti dei beati Pio IX e Pio X, cosa si intendeva esattamente riconciliare?". «Le preoccupazioni che avevano suscitato quei solenni avvertimenti non erano più valide? Il pericolo era in qualche modo scomparso? O la Chiesa aveva semplicemente adottato un approccio pastorale diverso, lasciando intatti gli avvertimenti precedenti?» 

E dunque Strickland afferma:  "Queste sono domande che meritano risposte ponderate". 

I critici del Vaticano II hanno sottolineato che, oltre a contenere errori, il Concilio ha introdotto una catechesi debole e tiepida, sia dal pulpito che nelle parrocchie e nelle scuole cattoliche. Ciò è stato attribuito in parte alla promozione, da parte del Concilio stesso, di un maggiore coinvolgimento nella società contemporanea, inteso come "ascolto" del mondo moderno.

Usus Antiquior — Offertorio, Parte II

Nella nostra traduzione da Substack. Notiamo come in questa versione, che affianca quella di Michael Foley da New Liturgical Movement [qui - qui], venga messo in risalto ogni riferimento all'Antico Testamento e sottolineato con molta efficacia l'aspetto sacrificale dell'Offertorio. Qui l'indice degli articoli sulle formule del Latino liturgico.

Usus Antiquior — Offertorio, Parte II
Annunciare e presentare il nostro Liberatore

N.B. La Parte I si trova qui.

L’Offertorio è il primo momento in cui vengono utilizzate le campane liturgiche, precisamente quando il velo del calice viene “spogliato” dal calice. È il richiamo che ci fa sapere che gli eventi del Sacrificio stanno ora iniziando. Le campane sono l’equivalente della Nuova Alleanza delle trombe dell’Antica Alleanza.
Anche nel giorno della vostra gioia, nelle vostre feste stabilite e all’inizio dei vostri mesi, suonerete le trombe sopra i vostri olocausti e sopra i sacrifici delle vostre offerte di pace; ed esse saranno per voi un memoriale davanti al vostro Dio: Io Sono il SIGNORE, il vostro Dio. (Numeri 10, 10)
Yahweh sovrintende esplicitamente a ogni dettaglio della vita del Suo popolo eletto attraverso la Legge mosaica. I segnali delle trombe sono prescritti da Yahweh attraverso Mosè nel Libro dei Numeri per una varietà di ragioni, dall’annuncio della partenza dall’accampamento ai segnali di guerra. Non devono essere considerati semplicemente come richiami all’attenzione, ma come un memoriale o un ricordo per il popolo mentre offre il sacrificio, in particolare gli olocausti, che comprendevano le principali offerte dell’alleanza, le offerte per il peccato, le offerte di ringraziamento e le offerte di pace.

Usus Antiquior — Offertorio, Parte I

Nella nostra traduzione da Substack. Notiamo come in questa versione, che affianca quella di New Liturgical Movement [qui - qui], venga messo in risalto ogni riferimento all'Antico Testamento e sottolineato con molta efficacia l'aspetto sacrificale dell'Offertorio. Qui l'indice degli articoli sulle formule del Latino liturgico.

Usus Antiquior — Offertorio, Parte I
Il Figlio e l’umanità sono riuniti da Maria per compiere l’offerta della quale il Padre si compiace

Il rito dell’Offertorio, che ha inizio alla conclusione della Messa dei Catecumeni dopo la recita del Credo [qui], presenta un numero notevole di fili conduttori e allusioni che si verificano simultaneamente. In questo articolo e nel successivo possiamo esplorarne soltanto alcuni.

Ai catecumeni che si stanno preparando e non sono ancora iniziati alla Fede cattolica viene chiesto di allontanarsi, poiché non sono ancora preparati ad assistere ai misteri che stanno per essere presentati. È così come avveniva nei pasti sacrificali dell’Antica Alleanza, ai quali era consentito partecipare soltanto ai circoncisi (Esodo 12, 43-50).

Ma quando uno straniero dimora presso di te e vuole celebrare la Pasqua del Signore, siano circoncisi tutti i suoi maschi, e allora si accosti e la celebri; ed egli sarà come un nativo del paese. (Esodo 12, 48)

domenica 23 agosto 2026

Usus Antiquior - Orate Fratres e Sanctus

Nella nostra traduzione da Substack continua la pubblicazione delle formule del latino liturgico nelle versioni di Filemonas, che affiancano quelle di Michael Foley già pubblicate. Non sono ripetizioni; ma prezioso arricchimento, anche per i dettagliati richiami all'Antico Testamento. Qui l'indice degli articoli sulle formule del latino liturgico.

Usus Antiquior - Orate Fratres e Sanctus

Le chiese del Novus Ordo in genere non hanno balaustre o portali d'altare, poiché l'architettura di queste chiese influenzate dal protestantesimo attenua la realtà del Sacrificio, la Presenza Reale e, di conseguenza, la netta distinzione tra il santuario e i suoi recessi, per non parlare della differenza essenziale tra il sacerdozio e i laici.

All'Offertorio, gli accoliti chiudono l'accesso all'altare, permettendo la presenza nel santuario solo ai ministri ufficiali (cioè, nessun lettore, ministro straordinario dell'Eucaristia o donna (1) ), proprio come solo i ministri ufficiali potevano essere presenti dietro le porte interne del Tempio di Gerusalemme per il mistero dei sacrifici cruenti e incruenti che vi si svolgevano. Le porte vengono riaperte dopo le abluzioni al termine della Messa.

In Illo Tempore: XIII domenica dopo Pentecoste

Nella nostra traduzione da OnePeterFive la consueta circostanziata e profonda meditazione di P. John Zuhlsdorf, che ogni settimana ci consente di approfondire i tesori di grazia ricevuti nella celebrazione domenicale qui.

In Illo Tempore:
XIII domenica dopo Pentecoste


Da alcune settimane le Epistole domenicali sono tratte dalle Lettere ai Corinzi di San Paolo. Con la tredicesima domenica dopo Pentecoste, che i nostri antichi antenati romani avrebbero chiamato la terza domenica dopo San Lorenzo, iniziamo ad ascoltare la Lettera ai Galati. Questo antico modo romano di contare dice molto sull'immenso posto che Lorenzo occupava un tempo nella coscienza della città.

Paolo scrisse alle chiese della Galazia, composte in gran parte da convertiti dal paganesimo. Dopo la sua partenza, alcuni maestri giudaizzanti persuasero almeno alcuni di questi cristiani gentili che la Legge mosaica rimaneva obbligatoria per la salvezza, inclusa la circoncisione e le altre osservanze che distinguevano Israele dalle altre nazioni. Da qui l'insistenza della lettera. "O Galati insensati! Chi vi ha ammaliato?", chiede in 3:1, pur continuando a rivolgersi a loro come "fratelli". La questione riguarda le condizioni della salvezza. L'eredità è garantita dalla Legge mosaica o proviene dalla promessa di Dio compiuta in Cristo?

Domenica XIII dopo la Pentecoste (Réspice, Dómine)

Ripercorriamo l'anno liturgico per approfondire, nella ripetizione, la nostra fede. Il Signore non nega la guarigione; ma indica la procedura: “Andate e mostratevi ai sacerdoti”. Andiamo a confessarci per essere mondati da ogni lebbra spirituale e imitiamo il Samaritano (ci ricorda quello di Luca 10 della settimana scorsa), l'unico straniero tra i guariti che torna da Gesù per esprimergli la dovuta gratitudine e “gli si prostrò dinnanzi a ringraziarlo”. Il verbo, al v.16, ringraziando, è 'euchariston'... Qui trovate l'Ordinario e qui il proprio della Santa Messa di oggi.

Domenica XIII dopo la Pentecoste
Intróitus
Ps. 73, 20, 19 et 23 - Réspice, Dómine, in testaméntum tuum, et ánimas páuperum tuórum ne derelínquas in finem: exsúrge, Dómine, et iúdica causam tuam, et ne obliviscáris voces quaeréntium te.
Ps. 73, 1 - Ut quid, Deus, repulísti in finem: irátus est fúror tuus super oves páscuae tuae? Glória Patri…
Ps. 73, 20, 19 et 23 - Réspice, Dómine
Introito
Sal. 73, 20, 19 e 23 - O Signore, abbi riguardo al tuo patto e non abbandonare per sempre le ànime dei tuoi poveri: sorgi, o Signore, difendi la tua causa e non dimenticare le voci di coloro che Ti cercano. Sal. 73, 1 - Perché, o Signore, ci respingi ancora? Perché arde la tua ira contro il tuo gregge? Gloria al Padre… Sal. 73, 20, 19 e 23 - O Signore, abbi riguardo…

La serie domenicale, che cominciava una volta con la festa di san Pietro, o degli Apostoli, non superava mai questa domenica e la festa di san Lorenzo dava il nome alle domeniche seguenti, ma tale denominazione designava le domeniche dalla nona in poi negli anni in cui la Pasqua sorpassava l'equinozio di Primavera. Quando la data della Pasqua risaliva verso il suo termine più alto, si contavano da oggi le domeniche del settimo mese, cioè di settembre.
Le quattro tempora di autunno possono cadere in questa settimana, ma possono tardare anche fino alla decimottava e noi ne parleremo seguendo l'ordine del Messale, che le colloca dopo la decimasettima. [infra]
La domenica decimaterza in occidente prende ora il nome dal Vangelo dei dieci lebbrosi, che si legge nella Messa. I Greci, che la chiamano decimaterza di san Matteo, leggono invece oggi la Parabola della vigna nella quale gli operai, chiamati al lavoro ad ora diversa del giorno, ricevono tutti la stessa mercede (Mt, 20).