Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

lunedì 15 luglio 2024

Smascheriamo i sofismi clericali dell’inclusivismo fake

Nell'articolo che segue troviamo cose gia dette e ripetute in ordine sparso, ma vi risultano utilmente esposte in maniera sistematica. Buona lettura!

Smascheriamo i sofismi clericali dell’inclusivismo fake 
di Roberto Allieri

I sofismi sono uno strumento retorico, affinato in passato dai filosofi della scuola presocratica. Costoro, per convincere l’interlocutore, utilizzavano l’affabulazione, cioè metodi ingannevoli di persuasione fondati non sulla verità bensì insistendo su aspetti ambigui, presentati con astuta manipolazione di significato. I sofismi erano (e sono) ragionamenti capziosi, in apparenza logici ma sostanzialmente erronei.

Diebus Saltem Dominicis – 8a domenica dopo Pentecoste: una questione di vita o di morte

Nella nostra traduzione da OnePeterFive, oggi particolarmente puntuale, la consueta meditazione settimanale di p. John Zuhlsdorf, sempre nutriente e illuminante, che ci consente di approfondire, durante l'ottava, i doni spirituali della domenica precedente qui. Riconosciamo, impetriamo e viviamo l'esigenza ineludibile della Grazia.

Diebus Saltem Dominicis – 
8a domenica dopo Pentecoste: una questione di vita o di morte

Questa settimana permettetemi di provare a collegare la Colletta della Messa della domenica, l'ottava domenica dopo Pentecoste, con la pericope dell'Epistola tratta da Romani 8:12-17. Pregate per me.

Un'osservazione iniziale sul testo di questa domenica è che, come la settimana scorsa, abbiamo un netto contrasto tra i due regni o spiriti, cioè lo Spirito di Dio e lo spirito della carne, i figli della luce o del mondo. Questo è chiaramente un tema nella lettura del Vangelo di Luca 16:1-9, la parabola dell'amministratore infedele.

domenica 14 luglio 2024

Domenica VIII dopo la Pentecoste

Come ogni settimana percorriamo l'Anno liturgico soffermandoci sulla Liturgia domenicale e i misteri divini che ci trasmette per mantenere e aumentare il nostro fervore spirituale.
Domenica ottava dopo la Pentecoste

Intróitus
Ps.47,10-11 - Suscépimus, Deus, misericórdiam tuam in médio templi tui: secúndum nomen tuum, Deus, ita et laus tua in fines terrae: iustítia plena est déxtera tua.
Ps. 47, 2 - Magnus Dóminus, et laudábilis nimis: in civitáte Dei nostri, in monte sancto eius. Glória Patri... Ps.47,10-11 - Suscépimus, Deus,...
Introito
Sal. 47, 10-11 - Abbiamo ricevuto, o Dio, la tua misericordia nel tuo tempio; la tua lode, come si conviene al tuo nome, si stende fino alle estremità della terra: la tua destra è piena di giustizia. Sal. 47, 2 - Grande è il Signore, e degnissimo di lode nella sua città e nel suo santo monte. Gloria al Padre… Sal. 47, 10-11 - Abbiamo ricevuto, o Dio...

All'ufficio.
Questa Domenica veniva chiamata, nel medioevo, sesta e ultima Domenica dopo la Natività degli Apostoli o festa di san Pietro, negli anni in cui la Pasqua toccava il suo punto estremo in aprile. Essa non era invece che la prima della serie domenicale cosi denominata quando la Pasqua seguiva immediatamente all'equinozio di primavera.
Abbiamo visto che a motivo dello stesso moto così variabile impresso a tutta l'ultima parte del ciclo liturgico dalla data di Pasqua, questa settimana poteva essere già la seconda della lettura dei libri Sapienziali, benché il più delle volte vi si debba continuare ancora quella dei libri dei Re. In quest'ultimo caso, è l'antico tempio innalzato da Salomone alla gloria di Dio che attira oggi l'attenzione della santa Chiesa; e i canti della Messa sono allora in perfetta armonia con le lezioni dell'Ufficio della notte.

sabato 13 luglio 2024

Retorica vs. realtà nel documento di lavoro 2024 del Sinodo

Nella nostra traduzione da Catholic culture un'interessante riflessione sull'Instrumentum laboris per la seconda sessione del Sinodo [vedi]. Sinodo: Instrumentum laboris, “istituire un ministero dell’ascolto qui. Vedi qui l'indice dei precedenti. Precedente specifico sulla sinodalità, prodromi e conseguenze qui.

Retorica vs. realtà nel documento di lavoro 2024 del Sinodo

Alcuni cattolici potrebbero sentirsi rassicurati nell'apprendere che il documento di lavoro per la riunione del Sinodo sulla sinodalità del 2024 non tocca le questioni più controverse dibattute durante i mesi di preparazione alla sessione di ottobre. Ma una lettura più attenta dell'instrumentum laboris rivela un divario spaventoso tra le aspirazioni degli organizzatori del Sinodo e le realtà del governo del Vaticano sotto la guida di Papa Francesco.

Inoltre, l'instrumentum non fornisce una risposta chiara alla domanda che innumerevoli cattolici si sono posti: cosa significa esattamente "sinodalità"? La risposta più ovvia si trova nell'affermazione che la sinodalità "comporta ascolto reciproco, dialogo, discernimento comunitario e creazione di consenso". Se una Chiesa sinodale è prima di tutto una Chiesa in ascolto, possiamo aspettarci che a ottobre le gerarchie ecclesiastiche saranno nuovamente invitate ad ascoltare le proposte di cambiamento radicale nell'insegnamento e nella prassi cattolica. Quindi il fatto che le questioni controverse non siano affrontate direttamente nell'instrumentum non è una garanzia che le stesse non saranno affrontate durante la sessione di ottobre.

Sulla tesi di mons. Viganò

Estraggo il commento di Tripudio dalla discussione dalla pagina sui capi di imputazione a carico di mons. Viganò qui, perché merita attenzione e visibilità. Qui l'indice dei 'precedenti.
Sulla tesi di mons. Viganò

La variopinta plebe degli anti-Bergoglio parte troppo spesso da presupposti complessi da decifrare per i semplici fedeli. Se una cosa importante non è comprensibile anche a questi ultimi, chi la porta avanti entra volontariamente in un campo minato irto di responsabilità (e di sensazioni "voce di uno che grida nel deserto: la Chiesa non mi capisce!").

Sul serio, come spiego a mia nonna la faccenda degli "errori di latino" previa a una "sede impedita" seguita da un "conclave invalidato da una votazione incerta", con sullo sfondo il "munus" in esercizio non più "attivo" ma col "vestirsi ancora da Papa"...?

venerdì 12 luglio 2024

La celebrazione 'una cum': alcune considerazioni essenziali

Se si perde il senso dei due pilastri costituiti dal Signore nel governo della Chiesa: Tradizione e giurisdizione, si rischia di perdere l'orientamento. Riprendo gli insegnamenti ricevuti e dico con semplicità la mia. Al resto non potrà che provvedere il Signore servendosi dell'autorità di pastori fedeli, autorità e responsabilità che a noi laici non compete e quindi non possiamo né dobbiamo assumercela. Per tutti gli altri principi messi in discussione da questo pontificato, con radici — ben individuate nelle variazioni disseminate in alcuni punti dei documenti del Vaticano II veicolate dalla 'pastorale' apparentemente senza dottrina — resta valido l'insegnamento perenne della Chiesa bimillenaria e non solo conciliare né tantomeno conciliarista... Mons. Viganò ha enumerato quelli più eclatanti per di più inseriti nel contesto globale.

La celebrazione 'una cum':
alcune considerazioni essenziali

Chiede un lettore nell'ultima discussione innescata dalla pubblicazione dei capi di imputazione  a mons. Viganò qui
Ma non sarebbe il caso di declinare i “principi” in suggerimenti pratici che possano aiutare i fedeli cattolici a districarsi nella situazione concreta in cui essi si trovano? Faccio una sola domanda esemplificativa: andare a Messa laddove si celebra in comunione con “Francesco” significa sempre e comunque far parte della “setta bergogliana”? [aborro l'uso termini del genere: un linguaggio che toglie efficacia anche alla parresia di mons. Viganò per tutto il resto -ndr]. In altre parole, ciò di cui i fedeli necessitano è sapere come concretamente muoversi per rimanere cattolici.
L'ho già detto, ma conviene ribadirlo.  Il problema è stato a suo tempo creato da Don Minutella e dal suo seguito col continuare a giustificare con argomenti speciosi la sua falsa tesi della invalidità della Messa una cum il papa regnante. Poi si aggiungono altri in ordine sparso. Ma ciò contraddice il dogma della Presenza Reale di Cristo - che deriva "ex opere operato"  e a prescindere dall'una cum - dalle parole della Consacrazione anche se pronunciate da un sacerdote eretico o scomunicato. Avrei preferito tenermi estranea ad un dibattito che corre il rischio di sfociare in dispute interminabili senz'alcun costrutto. Ma esiste anche una responsabilità nei confronti di quelle anime semplici che sono nel dubbio in questa temperie di grande confusione e si lasciano convincere e trascinare da alcuni argomenti veritieri mentre non sono in grado di discernere su altri che, invece, sviano dalla Verità tutta intera. Inoltre la chiarezza serve anche a non dare agli avversari della Tradizione la possibilità di fare di ogni erba un fascio a causa di una predicazione che offre contenuti tradizionali, ma poi diventa  arbitraria e foriera di ulteriore confusione.

I capi di imputazione a carico di mons. Viganò

I capi di imputazione a carico di mons. Viganò

OnePeterFive ha pubblicato il file PDF vaticano della condanna di mons. Viganò, datato 4 luglio 2024.

Mi permetto di ricopiare dai paragrafi 13 e 14 le "prove" a suo carico.

Nota: il testo del PDF contiene degli errori di copia/incolla (come quell'ACCEPTATION lasciato lì in maiuscolo in mezzo al testo, o quel sottolineato opposto al mandato petrino) che non sono presenti nelle fonti originali che cita e che quindi non riporto qui sotto (limitandomi a dedurre che gli incaricati di copiaincollare erano talmente poco sereni da aver avuto la vista piuttosto annebbiata; molto comico anche il fatto che pur di non citare anche solo una pagina di Chiesa e Postconcilio (che peraltro ha sempre pubblicato in anteprima tutti gli interventi ricevuti direttamente dall'Arcivescovo qui) son ricorsi alla copia che ne aveva fatto il sito Unavox).


13. Alcune dichiarazioni dell'accusato confermano il suo rifiuto della sottomissione al Sommo Pontefice e il rifiuto della comunione con i membri della Chiesa a lui soggetti:

a) “Dobbiamo confrontarci con una realtà dolorosa e terribile: Bergoglio si pone come ostile ai Cattolici fedeli al Magistero — che deride, condanna ed emargina — e complice di chi contraddice apertamente ciò che la Chiesa insegna immutabilmente da duemila anni. Non solo: egli vuole condurre i buoni Cattolici — e con essi i pochi Vescovi e sacerdoti che ancora professano la Fede nella sua integrità — a separarsi dalla setta che ha infiltrato e invaso la Chiesa, provocandoli con sfrontata arroganza perché si sentano scandalizzati ed offesi. L'inclusivita a cui si ispira Bergoglio nella sua opera demolitrice è l’esatto opposto di quanto ci ha insegnato Nostro Signore” (9 novembre 2023, https://exsurgedomine.it/231109-dichiarazione/ );

b) “In questi dieci anni di «pontificato» abbiamo visto Bergoglio fare tutto quello che non ci si sarebbe mai aspettati da un Papa, e viceversa tutto quello che farebbe un eresiarca o un apostata. (...) Il silenzio dell'Episcopato dinanzi alle enormità bergogliane conferma che l’autoritarismo autoreferenziale del gesuita Bergoglio ha trovato servile obbedienza nella quasi totalità dei Vescovi, terrorizzati dall'idea di essere fatti oggetto delle ritorsioni del vendicativo e dispotico satrapo di Santa Marta. (...) Bergoglio è eretico e palesemente ostile alla Chiesa di Cristo. (...) Preso dunque atto che Bergoglio è eretico (...) dobbiamo chiederci se l'elezione del 2013 sia stata in qualche modo inficiata da un vizio di consenso. (...) Io credo invece che l’accettazione del Papato sia viziata perché egli considera il Papato altra cosa rispetto a cio che è, come il coniuge che si sposa in chiesa escludendo i fini specifici del Matrimonio e rendendo quindi nulle le nozze per vizio di consenso, appunto” (1 ottobre 2023, https://exsurgedomine.it/230930-CIC-ita/ ; il video è stato pubblicato con il titolo “Resist The Bergoglian Fury” con la data del 17 novembre 2023);

giovedì 11 luglio 2024

Francia, incendio alla guglia della cattedrale di Rouen, la più alta di Francia

Simboli perenni oltre i miti della modernità. Purtroppo anche nella cattedrale di Rouen è in corso un incendio, divampato oggi. Il pensiero corre a Notre Dame [qui - qui - qui - qui] e malauguratamente a troppe altre Chiese in Francia [vedi a partire da qui]. Non ci sono più parole, solo dolore e indignazione per quanto sta avvenendo, nell'indifferenza dell'Europa ormai scristianizzata, tranne diverse oasi tradizionali, soprattutto proprio in Francia!

Francia, incendio alla guglia della cattedrale
di Rouen, la più alta di Francia


Un incendio è scoppiato sulla guglia della cattedrale di Rouen, in Normandia, dall'origine sconosciuta, mentre dei lavori erano in corso. Lo ha dichiarato il sindaco di Rouen Nicolas Mayer-Rossignol, con un post su X, pubblicando la foto di un pennacchio di fumo che fuoriesce dalle impalcature che circondano la guglia.
I vigili del fuoco e i servizi di soccorso hanno riferito che l'allarme è stato lanciato alle ore 12 e che "sono stati coinvolti 33 motori e 63 vigili del fuoco". Secondo la prefettura di Seine-Maritime, "l'incendio è scoppiato in cima alla guglia, che non è di legno ma di metallo ed è attualmente in fase di restauro". Secondo le prime informazioni ricevute dal ministero della Cultura, l'incendio è stato causato da una "cattiva gestione" del cantiere di restauro della guglia della cattedrale. Il governo francese non sa ancora se la struttura in legno sia stata colpita.

Il cardinale Müller rivela l'atteggiamento ostile della Curia nei confronti della messa tridentina

Si tratta di una notizia che circola da giorni. La riportiamo nella nostra traduzione da FSSPXnews : il Cardinale Müller scopre il fianco all’emozione e rivela una dolorosa verità sull'atteggiamento di molti membri della Curia sulla Messa antica. Qui l'indice dei precedenti.

Il cardinale Müller rivela l'atteggiamento ostile
 della Curia nei confronti della messa tridentina

Anche se appare molto improbabile [l'ho appreso personalmente da una fonte Vaticana attendibile -ndT] che a breve esca un testo che vieti “totalmente” la messa tradizionale [annunciato qui -ndT], resta il fatto che si moltiplicano le testimonianze dell’opposizione radicale – sarebbe piuttosto viscerale – dei membri del Dicastero per il culto divino e la disciplina dei sacramenti contro la Messa tridentina.

Dopo il divieto di celebrare la messa per il pellegrinaggio di Nostra Signora del Cristianesimo – Spagna nella basilica di Nostra Signora di Covadonga (vedi), e dopo l'informazione fornita dal quotidiano The Pillar sull'atteggiamento di alcuni membri della Curia, ecco una nuova testimonianza resa dal cardinale Gerhard Müller in occasione delle ordinazioni [Courtelain, per l'Istituto del Buon Pastore, nell'immagine -ndT].

mercoledì 10 luglio 2024

Mons. Athanasius Schneider / Il giusto significato dell'obbedienza al Papa

Uno strumento snello ed efficace come il blog ha, però, l'inconveniente di fagocitare i contenuti. E dunque – in relazione alla situazione attuale, conseguente anche alla scomunica di mons. Viganò – dopo la presentazione del Compendio scritto e diffuso da mons. Athanasius Schneider [vedi], ripropongo un testo molto in tema, già pubblicato nella nostra traduzione da LifeSiteNews, nel quale il vescovo Schneider discute la natura e i limiti dell'obbedienza al Papa. Citando san Tommaso d'Aquino e altre fonti, spiega che ogni autorità e ogni obbedienza hanno dei limiti. “L'obbedienza”, dice, “non è cieca o incondizionata, ma ha dei limiti. Dove c'è peccato, mortale o meno, non abbiamo semplicemente il diritto, ma il dovere di disobbedire». Qui l'indice dei precedenti. Sul tema delle "due forme" del rito vedi.

«L'autorità è definita dai suoi limiti, e anche l'obbedienza è definita dai suoi limiti. La consapevolezza di questi limiti porta alla perfezione nell'esercizio dell'autorità e alla perfezione nell'esercizio dell'obbedienza».
Il giusto significato dell'obbedienza al Papa

La santa Chiesa è innanzitutto e più radicalmente un'istituzione divina e, nel suo significato soprannaturale,  è un mistero. In secondo luogo, ha anche la realtà umana e visibile, i membri visibili e la gerarchia (papa, vescovo, sacerdote).

Quando la Madre Chiesa sta attraversando una delle crisi più profonde della sua storia, come è nel nostro tempo, in cui la crisi tocca in misura spaventosa tutti i livelli della vita ecclesiale, la Divina Provvidenza ci chiama ad amare la nostra Madre Chiesa, umiliata e derisa non in primo luogo dai suoi nemici, ma dall'interno dai suoi pastori. Siamo chiamati ad aiutare la nostra Madre Chiesa, ciascuno al suo posto, ad aiutarla per un vero rinnovamento attraverso la nostra stessa fedeltà all'immutabile integrità della fede cattolica, attraverso la nostra fedeltà alla costante bellezza e sacralità della sua liturgia, la liturgia di tutti i tempi, attraverso la nostra intensa vita spirituale in unione con Cristo, e attraverso atti di amore e di carità.

Mons. Athanasius Schneider / Credo. Compendio della Fede cattolica

Interessante notizia per chi ama la Tradizione: la pubblicazione diffusa in varie lingue dell'opera di mons. Schneider che, oltre ad essere un Compendio esaustivo degli insegnamenti della chiesa, fornisce anche risposte agli errori contemporanei.

Credo. Compendio della Fede cattolica.
di Mons. Athanasius Schneider

L’anno scorso [2023], è stato pubblicato negli Stati Uniti il libro Credo – Compendium of Catholic Faith [Credo – Compendio della Fede Cattolica] (Sophia Institute Press), di Mons. Athanasius Schneider, vescovo ausiliare di Astana nel Kazakistan.
Dopo le edizioni in inglese e francese, l’opera sarà pubblicata entro il 2024 in spagnolo, portoghese e italiano. Nel frattempo si stanno approntando le traduzioni in tedesco, polacco, ungherese e russo. L’edizione in francese è andata esaurita tre mesi dopo la pubblicazione, ma sarà nuovamente disponibile entro la metà di maggio 2024.
All’inizio del libro vi sono diverse raccomandazioni, come quella del cardinale Robert Sarah, ex Prefetto della Congregazione per il Culto Divino, che si è fatto notare per una coraggiosa allocuzione ai vescovi del Camerun. Vi è anche quella di Mons. Joseph Strickland, vescovo destituito, l’11 novembre 2023, dalla sua sede di Tyler (Texas, USA) da Papa Francesco, per le sue critiche del Sinodo sulla sinodalità.

martedì 9 luglio 2024

Mons. Strickland: “Il Vaticano è più interessato a mettere a tacere l’arcivescovo Viganò che a rispondere alle sue accuse”

Nella nostra traduzione da Medias presse info la posizione di Mons. Strikland sul caso Viganò. Qui l'indice degli articoli sul caso Stricland e suoi interventi.

Mons. Strickland: “Il Vaticano è più interessato a mettere a tacere 
l’arcivescovo Viganò che a rispondere alle sue accuse”

Ecco il testo pubblicato da mons. Joseph Strickland sul suo account X/Twitter qui :
"Ci troviamo in un momento strano nella storia della Chiesa, poiché l'arcivescovo Viganò viene rapidamente scomunicato mentre Theodore McCarrick rimane non scomunicato nonostante le rivelazioni dei crimini da lui commessi contro la Chiesa per anni.
Dobbiamo prestare attenzione ravvicinata ad un Vaticano che agisce in questo modo. Invece di rispondere alle serie domande e accuse sollevate dall'arcivescovo Viganò, lo espelle sommariamente dalla Chiesa con l'apparente intenzione di metterlo a tacere. Nel frattempo, McCarrick e una lunga lista di altri hanno promosso una cultura che ignora o vuole cambiare gli insegnamenti della Chiesa e le loro voci sono autorizzate e persino sostenute apertamente.
Sembra che ci siano rimaste solo pietre per rivendicare giustizia, poiché le voci dei discepoli fedeli sono mute, ignorate, persino messe a tacere."
Citazione (De Mattei) su San Pio V: «Il nuovo papa appare come un uomo mosso unicamente dal desiderio di restaurare l'antico splendore della Santa Sede mediante il miglioramento dei costumi e la lotta contro gli errori. »
Possa questa citazione ricordarci che lo “splendore della Santa Sede” è sempre legato alla gloria di Gesù Cristo. Non c'è splendore senza fedeltà a Cristo e l'unico valore dello splendore mondano è che ci orienta verso Dio.

“Nuove bussole o piante appassite?”: la FSSPX interviene sui nuovi attacchi de La Bussola

Leggiamo su Radio Spada 8 Luglio 2024 | Attualità
“Nuove bussole o piante appassite?”: 
la FSSPX interviene sui nuovi attacchi de La Bussola

Oltre alle vicende connesse allo sgangherato assalto dello scorso agosto (vedere: Dossier sul caso “La Bussola”: i fatti, le risposte, le confutazioni), in relazione al “ritorno di fiamma” operato dalla testata Quasivaticana nelle ultime settimane, abbiamo pubblicato già due articoli:

La Bussola torna all’assalto di “Viganò e lefebvriani”. Ma sembra Avvenire (o peggio). E fa il solito pastrocchio. Bella Ciao, Amoris Laetitia e la paura che fa 90. La Bussola torna alla carica contro i lefebvriani. Ma rifrigge (male) un pasticcio già rimandato in cucina. Vediamo allora chi sono i cuochi.
Ora, a intervenire per ribadire l’ovvio, è nuovamente la FSSPX con il pezzo Nuove bussole o piante appassite?, che riportiamo di seguito.

lunedì 8 luglio 2024

Elezioni francesi / Il banco vince (quasi) sempre. Tre immagini eloquenti

Sulle elezioni francesi non servono tante parole. Potevo cavarmela con tre immagini e l'ovvia didascalia, riportata fuori dalla tabella in cui le ho inserite (cliccate specialmente sulla terza per ingrandirla), altrimenti se ne sconvolgeva l'allineamento. Tuttavia, di seguito, trovate un centrato commento di Antonio Catalano.

 
Rispettivamente:
Notre Dame in fiamme: che sia stato un presagio?
L'alleanza del disonore 
I veri vincitori in Francia. Auguri!
* * *
Il banco vince (quasi) sempre
Viene da pensare che Macron, dopo la batosta subita alle ultime europee, abbia così frettolosamente messo in piedi queste elezioni anticipate perché potesse recuperare forza e credibilità, grazie all’union sacrée con una sinistra cosiddetta radicale che resuscita il guerrafondaio presidente servo dei banchieri, nemico delle classi popolari e delle classi medie.
Come giustamente dice Francesco Toscano, il banco vince (quasi) sempre. Adesso Melenchon alza la voce, il Nuovo Fronte Popolare è pronto a governare, come se avesse i numeri per farlo senza Macron. Ma questo è il teatrino che serve a fomentare coloro che si sono mobilitati per sconfiggere il nemico comune rappresentato dalla fascista Le Pen, ancora una volta dimostrando che questa sinistra allattata a democrazia e antifascismo, così come configurati dagli assetti post seconda guerra mondiale, abbia come faro non la difesa degli interessi delle classi popolari ma quelli di un assetto geopolitico che contempla pieno asservimento ai suoi disegni strategici.
Non per niente Melenchon&co. hanno dovuto sottoscrivere come NFP la dichiarazione a sostegno dell’Ucraina contro la Russia, così come voleva Raphael Glucksmann.
Glucksmann è un feroce atlantista e, naturalmente, un feroce sostenitore di Israele. Ecco cosa diceva ad accordo siglato con Melenchon. «Un impegno estremamente chiaro sulle forniture di armi all’Ucraina, sulle frontiere dell’Ucraina, sul sostegno irriducibile alla resistenza ucraina, sul sostegno alla costruzione europea. E che gli attacchi del 7 ottobre siano definiti massacri terroristici e chiaramente ‘terroristici’, un impegno chiaro nella lotta contro l’antisemitismo, nella lotta contro lo svilimento del dibattito pubblico». Mai come in questo caso vale la preziosa (e sconfortata) affermazione di Amadeo Bordiga: «Il peggior prodotto del fascismo è l’antifascismo».
Il cammino da fare in Francia, così come in Italia e in Europa, è l’affrancamento da questa ideologia antifascista (atlantista) disposta a tutto, pure allearsi col diavolo, fuorché lavorare politicamente per avviare un processo, sicuramento molto impegnativo, ma l’unico che garantisce una prospettiva di riscatto degli interessi popolari, che, oggi, non può che passare per una lotta indefessa contro il monopolio del grande capitale finanziario, quindi contro l’unipolarismo americano.
Antonio Catalano, 8 luglio 2024 

Tagli e annacquamenti del nuovo Rito rispetto all'antico

Alcuni dei precedenti interessanti sui tagli e gli annacquamenti del nuovo Rito rispetto all'antico: 
  • Crisi nella Chiesa: R. Kaschewsky, "Tendenze nelle orazioni del Nuovo Messale" con Presentazione di Paolo Pasqualucci. qui 
  • Miti da sfatare: quanto del messale del 1962 viene effettivamente utilizzato nel messale post-Vaticano II? qui 
  • “Tutti gli elementi del Rito Romano?” Un mito sfatato, Parte II qui 
  • La strategia del 'depistaggio' dei traduttori CEI: cambiare il nome ai peccati qui
  • Del problema generale costituito anche dalle traduzioni, soprattutto in base alle nuove norme, abbiamo parlato qui. 
  • Sulle traduzioni CEI quiqui.  
  • Sui nuovi Messali qui - qui.

Un commento di Peter Kwasniewski 
riferito alla liturgia della scorsa Domenica [qui]:
Una cosa che apprezzo e ammiro molto del rito romano è la stretta connessione tra Vecchio e Nuovo Testamento. In molti modi ovvi ma anche sottili, esso sottolinea la continuità, anche se indica il sovrabbondante compimento del Vecchio nel Nuovo. Questo aspetto è abbastanza muto nel rito moderno di Paolo VI; fatto che ha enormi implicazioni teologiche. Ma in questo momento non ci entrerò. 
Oggi per la 7 domenica dopo la Pentecoste vediamo una bella giustapposizione. L'antifona dell'Offertorio allude ai giganteschi sacrifici di re Salomone, che hanno accompagnato sia l'inaugurazione del suo regno che la dedicazione del Tempio. Il Segreto mostra quindi il significato allegorico puntando esplicitamente i vecchi sacrifici al sacrificio supremo una volta per tutte della Croce, legando elegantemente anche una menzione di Abele, che presto sarà menzionato nel Canone Romano:
 
Antifona Offertorio (Dan 3:40)
Sicut in holocáustis aríetum et taurórum, et sicut in míllibus agnórum pínguium: sic fiat sacrifícium nostrum in conspéctu tuo hódie, ut pláceat tibi: quia non est confúsio confidéntibus in te, Dómine.
Come negli olocausti di arieti di tori, e di migliaia di pingui agnelli; il nostro sacrificio si compia oggi davanti ai tuoi occhi, affinché ti sia gradito: perché non c'è confusione per coloro che confidano in Te, o Signore.

Secreta
Deus, qui legálium differéntiam hostiárum uníus sacrifícii perfectióne sanxísti: áccipe sacrifícium a devótis tibi fámulis et pari benedictióne, sicut múnera Abel, sanctífica: ut, quod sínguli obtulérunt ad maiestátis tuae honórem, cunctis profíciat ad salútem. Per Dóminum nostrum Iesum Christum, Fílium tuum, qui tecum vívit et regnat in unitáte Spíritus Sancti, Deus, per ómnia saécula saeculórum. Amen
O Dio, che hai perfezionato i molti sacrifici dell’antica legge con l’istituzione del solo sacrificio, gradisci l’offerta dei tuoi servi devoti e benedicila non meno che i doni di Abele; affinché, ciò che i singoli offrono in tuo onore, a tutti giovi a salvezza. Per il nostro Signore Gesú Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive regna con Te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Diebus Saltem Dominicis – Settima domenica dopo Pentecoste: Operatio medicinalis

Nella nostra traduzione da OnePeterFive la meditazione settimanale di p. John Zuhlsdorf, sempre nutriente e illuminante, che ci consente di approfondire, durante l'ottava, i doni spirituali della domenica precedente [qui].
Diebus Saltem Dominicis –
Settima domenica dopo Pentecoste: Operatio medicinalis

Padre John Zuhlsdorf

Questa settima domenica dopo Pentecoste è il 17° anniversario del giorno in cui Papa Benedetto XVI ha pubblicato il testo del Summorum Pontificum, il 7-7-7, l’“editto di emancipazione” liturgica per coloro che desiderano godere dei benefici del Vetus Ordo. Preghiamo sinceramente affinché le persone che sono ora incaricate di gestire tali questioni evitino le crudeltà del passato e abbraccino la vera carità e generosità pastorale.

Nella nostra lettura dell’epistola dalla Lettera di San Paolo ai Romani 6, 19-23, l’Apostolo dei Gentili solleva la questione dei peccati passati degli ex pagani. Un tempo gli uomini credevano di essere liberi di fare ciò che volevano ed erano schiavi del peccato nella falsa gioia. Ora sono schiavi di Dio, il che è la vera libertà che porta autentica gioia. Paolo si rivolge a una comunità ancora in formazione in un luogo difficile, Roma. È una situazione delicata. Pertanto, solleva la questione dei peccati passati dei nuovi fedeli, dando loro una dose di umiliazione e contrizione, una vergogna medicinale che può aiutarli a rimanere forti e a non riscivolare in pericoli spiritualmente mortali. È in questo passo che troviamo la famosa frase: “il salario del peccato è la morte” (v. 23). Subito dopo l’Epistola, il Graduale fa emergere il contrasto tra la vergogna del peccatore e la gioia secondo Dio, vero motivo di gioia per gli ex pagani:

Novena alla Madonna del Carmine

Ieri, 7 luglio, è iniziata la Novena alla Madonna del Carmine, la cui Festa ricorre il 16 luglio. 

Vi rimandiamo al link qualche anno fa, per chi vuole riprenderla da oggi

Chiese e Israele, nuovo scontro sulle tasse. Capi cristiani: violato lo status quo

Netanyahu viola lo status quo e attacca i Diritti delle Chiese Cristiane in Terrasanta. Una vecchia questione ancora non risolta. Vedi, a partire da qui interessanti precedenti (uno stralcio del mio vecchio lavoro di anni).

Chiese e Israele, nuovo scontro sulle tasse. 
Capi cristiani: violato lo status quo
In una lettera indirizzata al premier Netanyahu patriarchi e capi delle Chiese protestano per la decisione di diverse municipalità di imporre l’Arnona. La controversia riguarda Tel Aviv, Ramle, Nazareth e Gerusalemme. I leader esprimono “profonda preoccupazione”: proprio mentre il mondo segue con apprensione il conflitto in corso cresce l’intolleranza verso la presenza cristiana in Terra Santa.
Gerusalemme (AsiaNews) – All’ombra del conflitto a Gaza si consumano numerosi fronti di tensione e di scontro interni a Israele, dall’escalation di attacchi dei coloni ebraici nei Territori palestinesi sino alla “guerra” delle tasse sui beni immobili (e non) con le denominazioni cristiane di Terra Santa. Un problema annoso che, in questi giorni, registra un nuovo capitolo: i capi delle diverse Chiese di Gerusalemme hanno sottoscritto un documento in cui manifestano la ferma opposizione alla decisione della municipalità di imporre tasse comunali (Arnona) sulle proprietà delle chiese stesse. Nella dichiarazione congiunta, diffusa ieri a nome dei Patriarchi e dei Capi cristiani, i leader esprimono “profonda preoccupazione” per la decisione; essa, infatti, finisce per contraddire “secoli” di accordi storici tra le Chiese e le autorità civili e rappresenta un “attacco coordinato” alla presenza cristiana in Terra Santa avviando ”procedimenti fiscali”.

domenica 7 luglio 2024

7 luglio 2007-2024. Anniversario della promulgazione del Summorum pontificum

Commemoriamo ogni anno un anniversario, tanto gioioso a suo tempo quanto dolente oggi: la promulgazione del Summorum pontificum, purtroppo vanificata da una gerarchia matrigna nei confronti della Tradizione, anziché Mater et Magistra
Lo ricordo anche quest'anno visto che il motu proprio di Benedetto XVI è stato davvero un dono della Provvidenza, perché di fatto ha permesso alla nuova generazione di conoscere un Rito che si voleva (e si vorrebbe) eliminato. E c'è da aggiungere che il recente accanimento [vedi] si è rivelato un boomerang perché lo scalpore suscitato lo ha fatto conoscere e apprezzare da molti più fedeli, soprattutto giovani e anche sacerdoti, che hanno riscoperto una sacralità ed una mistagogia impareggiabili nonché l'unico culto autentico dovuto a Dio(1).
Nell'immagine — tratta dal filmato di Repubblica sotto riportato — la celebrazione storica del successivo 14 settembre (giorno dell'entrata in vigore), la prima a Roma dopo 39 anni, nella Cappella della Salus Populi Romani di fronte alla quale, dall'altro lato della navata, c'è quella in cui è sepolto San Pio V, il Papa che ha codificato per l'Occidente cattolico la forma del Rito Romano, rimasta sostanzialmente integra nel Messale del 1962 [qui].
Anche quest'anno non può mancare il nostro pensiero a quell'evento sicuramente provvidenziale, pur nelle sue carenze [qui].
Infine, un cimelio storico: il filmato che sono riuscita ad avere da Repubblica, nel quale, insieme ad altre, ci sono alcune mie precise risposte a precise domande. Perché io c'ero. Interessanti le interviste: laici con le idee chiare, che non si sono lasciati confondere dalle domande contenenti i pregiudizi che conosciamo bene e che non accennano a sparire.
Me lo sono riguardato dopo tanto tempo e lo riprendo, un po' quasi per lasciare il testimone e, poi, anche perché spero sia avvenuto quello che spontaneamente ho detto nell'ultima frase. Alla domanda: "Non sembra ci sia una grande adesione popolare", ho risposto: "Ebbene molti non lo conoscono; ma è un inizio. Il resto lo farà il Signore secondo me!". PreghiamoLo che ci aiuti a custodire ma soprattutto a vivere secondo il Suo Cuore il nostro tesoro prezioso.

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1. Esiste uno ius divinum al culto che è il riconoscimento del primato di Dio su ogni cosa. Si realizza facendo convergere su Lui tutte le attività – personalmente e comunitariamente – attraverso la virtù di religione, come ci ricorda la Mediator Dei. Dunque riguarda l’intera esistenza e tutti i suoi ambiti ed è funzione primaria della Chiesa come corpo mistico di Cristo e popolo sacerdotale: pensiamo al sacerdozio battesimale, sia pur distinto in grado ed essenza da quello ordinato. Ristabilisce inoltre il giusto rapporto fra Dio e la sua creazione, a Lui ordinata, a partire dall’uomo, unica creatura terrena creata a Sua immagine. Viene espresso anche in atti e riti pubblici. Esiste quindi uno ius liturgicum: la Chiesa ha sempre concepito la liturgia come il suo culto pubblico ufficiale e quindi ha regolato gli atti e i riti che lo sostanziano ed esprimono le verità di fede professate. Tutte le norme sono indirizzate a questo giusto rapporto, dal quale dipende la salvezza del mondo, e così devono essere rispettate come comando di Dio e non come invenzione dell’uomo, tipo fabbricazione a tavolino (parole di Ratzinger), come nel caso del Novus Ordo.

Il riposo nella memoria eterna di Dio

Questo articolo, tradotto da The Catholic Thing, mi ha colpita innanzitutto per il suo significato degno di nota e riflessione. 
E, poi, mi ha richiamato alla memoria la nostra dolorosa esperienza all'inizio dell'attuale pontificato proprio per l'abolizione (inesorabile: ogni nostro sentito tentativo fu inutile qui - qui - qui - qui - qui) della nostra Messa del sabato con don Giuseppe Vallauri proprio nella Cappella Cesi (una vecchia celebrazione nell'immagine a lato, da ingrandire)
Un'altra memoria che, con lo scorrere del tempo, resterà solo nel cuore del Signore e nella trama delle vicende piccole e grandi della nostra storia con Lui in Lui e per Lui. Ora l'ho riesumata io; ma poi, anche quando sarà nel dimenticatoio, spero sia e resti un granellino per la 'costruzione del Regno', poste le intenzioni le speranze deluse il dolore e la fatica che ci è costata...

I cardinali sulle mura
David G. Bonagura, Jr.

Più duraturo di qualsiasi memoriale di bronzo è il riposo nella memoria eterna di Dio. Lui solo non dimentica mai. Conta solo la Sua stima.

In una cappella laterale della Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma, le spoglie mortali del cardinale Federico Cesi (1500-1565) riposano sotto un favoloso monumento funebre. Cesi ebbe una carriera storica nella Chiesa: prestò servizio come vescovo di molteplici diocesi, ricoprì incarichi di alto rango all'interno del Collegio cardinalizio, partecipò a tre conclavi papali, fu amico dei futuri santi Filippo Neri, Carlo Borromeo e Ignazio di Loyola. Commissionò la realizzazione della cappella laterale, oggi a lui intitolata, dove riposano le sue ossa, di fronte al fratello, anch'egli cardinale.

Domenica VII dopo la Pentecoste

Come ogni settimana percorriamo l'Anno liturgico soffermandoci sulla Liturgia domenicale e i misteri divini che ci trasmette per mantenere e aumentare il nostro fervore spirituale.

Domenica VII dopo la Pentecoste

Intróitus
Ps.46, 2 - Omnes gentes, plaudíte mánibus: iubiláte Deo in voce exsultatiónis.
Ps. 46, 3 - Quóniam Dóminus excélsus, terríbilis: Rex magnus super omnem terram. 
Glória Patri

Ps.46, 2 - Omnes gentes, plaudíte mánibus…
Introito
Sal. 46, 2 - O popoli tutti, applaudite: lodate Iddio con voce di giubilo.
Sal. 46, 3 - Poiché il Signore è l’Altissimo, il Terribile, il sommo Re, potente su tutta la terra. Gloria al Padre…
Sal. 46, 2 - O popoli tutti, applaudite…

Il ciclo domenicale del Tempo dopo la Pentecoste completa oggi il suo primo settenario. Prima della traslazione generale che dovettero subire le letture evangeliche in questa parte dell'anno, il Vangelo della moltiplicazione dei sette pani dava il suo nome alla settima Domenica e il mistero che esso racchiude ispira ancora in vari punti la liturgia di questo giorno.

La sapienza divina.
Ora, questo mistero è quello della consumazione dei perfetti nel riposo di Dio, nella pace feconda dell'unione divina. Salomone, il Pacifico per eccellenza, viene ad esaltare oggi la Sapienza divina, e a rivelare le sue vie ai figli degli uomini. Negli anni in cui la Pasqua tocca il punto più alto in aprile, la settima Domenica dopo la Pentecoste è infatti la prima del mese di agosto, e la Chiesa vi inizia, nell'Ufficio della notte, la lettura dei libri Sapienziali. Diversamente continua, è vero, quella dei libri storici, che può seguitare così ancora per cinque settimane; ma anche allora la Sapienza eterna conserva i suoi diritti su quella Domenica che il numero settenario le consacrava già in una maniera così speciale. Infatti, in mancanza delle istruzioni ispirate dal libro dei Proverbi, vediamo Salomone in persona dare il buon esempio nel terzo libro dei Re, preferire la Sapienza a tutti i tesori, e farla assidere con sé come la sua ispiratrice e la sua nobilissima Sposa sul trono di David padre suo.

sabato 6 luglio 2024

Covadonga, Pellegrinaggio 2024: Il dicastero del culto divino vieta la celebrazione della Messa antica

Una nuova brutale notizia purtroppo in linea con il disprezzo Vaticano — vieppiù ingravescente — nei confronti della Tradizione e della Liturgia dei secoli. Precedenti specifici sul Pellegrinaggio qui - qui - qui. Vedi l'indice degli articoli sulla Traditionis custodes e successive restrizioni.

Covadonga, Pellegrinaggio 2024:
Il dicastero del culto divino vieta la celebrazione della Messa antica


Il Dicastero del Culto Divino ha notificato all'arcidiocesi di Oviedo che ai pellegrini di Nuestra Señora de la Cristiandad è vietato, al termine del loro pellegrinaggio, celebrare la Messa antica nel grande santuario pellegrino di Covadonga, come hanno fatto pacificamente e con fervore negli ultimi tre anni (nella foto la Messa del 2023). Questa triste notizia arriva meno di un mese prima dell'evento.
Funzionari spregevoli, alla ricerca solo delle loro meschine vittorie ideologiche. Richiama l'alto ufficiale che ha detto a Card. Müller: "Non c'è motivo di rallegrarsi delle 20.000 persone che si sono presentate alla Messa finale del pellegrinaggio di Chartres, perché hanno avuto la Messa antica" (traduzione: meglio nessuna gioventù, nessun futuro, nessuna Chiesa, che QUESTO!).
Possa il loro regno, che è già brutto e brutale, essere breve (Hobbes).

Traduzione della lettera:
clicca per ingrandire
Amati pellegrini,
Tra qualche giorno ci vediamo nelle Asturie per il quarto pellegrinaggio annuale organizzato da Nuestra Señora de la Cristiandad (Nostra Signora della Cristianità). Come ogni anno, sarà un momento di tanta gioia e di profonda fede.
Vogliamo far sapere che ci sarà un cambiamento rispetto all'anno scorso. L'Arcivescovo di Oviedo ci ha comunicato di aver ricevuto dal Dicastero per il Culto Divino istruzioni che indicano che la Messa Tradizionale in latino non deve essere celebrata a Covadonga. Vista questa nuova situazione, la Messa del terzo giorno sarà celebrata nel campeggio, prima dell'ultima tappa. Questa contingenza non deve essere un motivo per rattristarci. Invece deve rafforzarci nel perseverare nell'amore e nella devozione che professiamo per il Santissimo Sacramento dell'Altare nel grembo della Santa Madre Chiesa.
All'arrivo a Covadonga, il canto del Te Deum avverrà prima che il Santissimo Sacramento sia solennemente esposto e la consacrazione alla Beata Vergine Maria in conclusione del pellegrinaggio.
Madonna di Covadonga, salvaci e salva la Spagna!
Diana Catalán Vitas
Presidente della NSC-E 

Quando il liturgista era re

Nella nostra traduzione da New Liturgical Movement un articolo che mette splendidamente insieme diversi elementi significativi!

Quando il liturgista era re
Robert Keim

Recentemente si è svolto un dibattito presidenziale in uno stato nazione che alcuni considerano la prima democrazia del mondo moderno. Anche se non ho assistito al dibattito, ho letto abbastanza per capire che questo è il momento opportuno per riflettere sui vantaggi della monarchia ereditaria.

Il Medioevo ha prodotto molti re e regine eccelsi, e anche molti che lo erano di meno (o che erano mediocri, o pessimi…). Dante, per esempio, si era stancato dei monarchi: “regi, che son molti, e ’ buon son rari" (Paradiso 13). A una persona come lui, che ha avuto un contatto molto stretto con la politica italiana, si può perdonare l’esser diventato un po’ cinico. Allo stesso modo, chiunque abbia vissuto in stretto contatto con le moderne democrazie elettorali può essere scusato se ricorda, magari con affetto smodato, i giorni in cui un re regnava a vita e lasciava il regno al suo erede.

venerdì 5 luglio 2024

Di nuovo: Eclissi della verità o eclissi della carità?

Aggiornamento: È appena giunta la notizia della scomunica di Viganò qui. Va detto che non è stato scomunicato per le prese di posizione politiche o per i richiami al Papa, ma proprio per quegli insegnamenti e quelle esortazioni che coincidono con quelli della Chiesa bimillenaria che, a rigor di logica, non possono esser considerati scismatici se non per effetto di una arbitraria dogmatizzazione di un concilio 'pastorale' che intendeva abolire i dogmi. Mala tempora...

Guarda caso, stavamo analizzando:
 
Segnala una cara lettrice: "Oggi Aldo Maria Valli qui prende lo spunto, da un recente articolo del Prof. De Mattei, per chiarire alcuni punti. Non essendo io in grado di partecipare, né volendo partecipare, mi permetto di scrivere un mio ricordo. Anni fa, quando il Vescovo Carlo Maria Viganò si muoveva in incognito assoluto, con barba lunga e cappuccio, gli fu scattata una foto mentre parlava con il Prof. De Mattei durante un raduno, forse di quelli organizzati dal Professore. Sicuramente questa foto è ancora reperibile su internet. Quindi anni fa i due si sono incontrati ed hanno parlato a tu per tu. Dispiace che lo scambio tra loro da vocale ora sia diventato cartaceo". (m.a.)
Io mi limito a riprodurre quanto dicevamo qui. Precedenti qui - qui. Il resto è più che noto [vedi qui indice articoli e interventi].

Di nuovo: Eclissi della verità o eclissi della carità?

De Mattei e Viganò nella manifestazione
di Monaco di Acies Ordinata qui - qui
"In un articolo apparso oggi [30 Giugno 2021 -ndr] su Corrispondenza Romana [qui] il prof. Roberto De Mattei è più riconoscibile nello stile. Così a caldo (rileggerò soppesando tutti i vari punti) sembra aggiustare il tiro; ma insiste su elementi a favore di "una certa cornice cospiratoria"; su una fantomatica "pretesa di affidare a mons. Viganò una missione salvifica all’interno della Chiesa" e sul fatto che egli "dovrebbe prendere le distanze dai personaggi che lo circondano legati al mondo gay-friendly"... 
La mia sensazione è che l'arcivescovo Viganò rifugga dalle tribune di qualunque genere e, dopo la pubblicazione della sua Nota [qui], abbia deciso di non replicare ulteriormente a provocazioni o a intimidazioni. In ogni caso staremo a vedere (Infatti la situazione ha conosciuto diverse fasi evolutive e siamo arrivati fin qui -ndr). Piuttosto è strano che la pesante contestazione in atto gli sia mossa per le sue posizioni sulla dittatura sanitaria che si abbatte sul mondo, oltre che sulla gravissima crisi della Chiesa e sulle sue cause, eludendo una discussione più approfondita sul concilio. E dunque, da un lato, assistiamo all'attacco pesante di De Mattei con chiaro intento di delegittimarlo, dall'altro al tentativo di normalizzarlo da parte del resto del mondo della Tradizione che lo vede a capo di un fantomatico fronte organizzato 'di resistenza antimodernista e antimondialista' che non esiste e che oltretutto non potrebbe rientrare nella nostra visuale così come viene rappresentato... Di fatto non mi pare che esista un fronte organizzato e compatto intorno a Viganò, così come purtroppo non è frequente incontrare un fronte organizzato e compatto nel mondo della Tradizione... C'è una grande spinta alla cosiddetta "moderazione" sia nel versante politico che nel mondo della Tradizione. E così, in politica, è grande il rischio che si disperdano molti consensi fagocitati dai soliti pifferai magici. Nel mondo della Tradizione noto la stessa spinta e per 'moderazione' intendo il fatto di etichettare come 'complottista' chi avanza dubbi e argomenta e non solo chi si esprime in chiave apocalittica. Il problema generale è l'innesco di reazioni e controreazioni che non fa trovare il giusto equilibrio. Ritengo sia importante ridare il giusto spazio alla profezia, ma eccedere fa danno. Così come usare termini troppo netti e apodittici sul covid e la pandemia... Sto raccogliendo le idee anche su questo [vedi] sviluppi successivi].
Ora non nego che certe accentuazioni di Mons. Viganò sulla politica vadano mitigate e che esse non debbano mai prendere il sopravvento sull'insegnamento e sulla parenesi. Così come non nego che altrettanto mitigate debbano essere certe espressioni nei confronti del papa. Ma nella sostanza i suoi insegnamenti e le sue esortazioni non fanno una piega; ed è per questo che li pubblico regolarmente. Il riferimento ad altri aspetti mi trova molto perplessa e senza punti di riferimento certi.
Piuttosto complesso è il discorso sulla differenza tra il 'complottismo' e l'espressione di dubbi e prese di posizione fondate su elementi oggettivi. Non è esauribile in poche battute e dovrà esser fatto oggetto di altri approfondimenti.
Piuttosto ancora mi preoccupa, e non poco, l'articolato abile discorso che tende nuovamente a delegittimare la figura dell'Arcivescovo. A questo punto ritengo opportuno, riordinate le idee, cercar di fare una sintesi di tutte le posizioni incontrate - non tutte presenti su queste pagine ma frutto di un serrato confronto sui social che, se non altro, ha permesso di conoscere o decriptare alcuni retropensieri - e delle nostre riflessioni al riguardo, che conto di approfondire."

Il seguito ormai è a tutti i noto e consultabile dai link supra. Concordo con la conclusione della lettrice. (Maria Guarini)

Una vera Scuola: non abbassare l'asticella e continuare a coltivare le grandi domande.

La Scuola è ineludibile nello sviluppo della cultura e delle strutture socio-antropologiche, per la possibilità di uscire dall'attuale realtà distopica (vedi indice articoli sul tema).
Una vera Scuola: non abbassare l'asticella 
e continuare a coltivare le grandi domande

Alcuni mesi fa mi è capitato di alloggiare in una casa, oggi usata come casa residenza, la cui proprietaria si chiamava Ida. Ida era una docente di greco. Ha scritto diversi libri per le scuole superiori e traduceva fluentemente dal greco all'italiano e viceversa.

Nella casa di Ida c'erano tantissimi libri. C'erano le prime edizioni dei Promessi Sposi e libri degli anni '20 del secolo scorso, ancora rilegati a mano. Tra questi libri ho ritrovato testi scolastici che descrivevano la storia di un'Italia da alfabetizzare. Nei libri delle scuole medie si parlava di trigonometria, di seno, coseno e parallasse... a 12 anni!
Nei libri della scuola primaria si utilizzavano verbi e vocaboli che oggi ritroviamo in antologie del biennio delle superiori. E la storia e la geografia avevano pagine piene di dati e nomi.

Onore alla 'Société des Missionnaires de la Miséricorde Divine'. Un comunicato stampa dell’Union Lex Orandi

Nella nostra tradizione da Paix Liturgique (Lettera n.1060/bis). Nella Diocesi di Fréjus-Tolone – dopo due anni di sospensione [vedi] – le ordinazioni sono riprese, ma diversi seminaristi della Société des Missionnaires de la Miséricorde Divine (comunità di diritto diocesano che ha nei suoi statuti la celebrazione della liturgia nel rito antico), sono ancora in attesa di ordinazione per il rifiuto dell’autorizzazione da parte del Vaticano. Qui l'indice degli articoli sulla Traditionis custodes e successive restrizioni.

Onore alla Société des Missionnaires de la Miséricorde Divine
Un comunicato stampa dell’Union Lex Orandi

Domenica 23 giugno, don Jean-Raphaël Dubrule, Superiore della Société des Missionnaires de la Miséricorde Divine, ha pubblicato un comunicato stampa che non può lasciare indifferente nessun fedele legato alla liturgia tradizionale [qui].
(nell'immagine ordinazioni 2021)

Vi si legge il rifiuto delle «autorità romane competenti» di autorizzare l’ordinazione di quattro sacerdoti e due diaconi secondo il Missale Romanum del 1962 e, ancor più grave, l’opposizione ma che i futuri sacerdoti siano autorizzati a celebrare secondo il rito tradizionale secondo gli statuti della comunità.

giovedì 4 luglio 2024

Lord e celebrità britannici chiedono al Vaticano di preservare il "tesoro" della messa latina

Nella nostra traduzione da Catholic Word Report un messaggio indirizzato alla Santa Sede da un gruppo di illustri personaggi britannici per preservare la Messa antica. Ne parla anche Il Messaggero (qui).
È un déjà vu. Ricordiamo, oltre alle voci dalla Francia, tra cui quella di Jean Madiran, l’appello a Paolo VI sottoscritto il 6 luglio 1971 da cinquantasette esponenti del mondo culturale inglese, tra i quali la nota scrittrice Agatha Christie (che provocò il cosiddetto indulto di Agata Christie). Essi chiedevano alla Santa Sede “di voler considerare con la massima gravità a quale tremenda responsabilità andrebbe incontro di fronte alla storia dello spirito umano se non consentisse a lasciar vivere in perpetuità la Messa tradizionale”. Tra i firmatari, erano cento eminenti personalità di tutto il mondo, tra i quali, oltre agli scrittori inglesi Agatha Christie, Robert Graves, Graham Green, Malcolm Mudderidge, Bernard Wall, figuravano Romano Amerio, Augusto Del Noce, Marcel Brion, Julien Green, Yehudi Menuhin, Henri de Montherlant, Jorge Luis Borges. All'epoca gli appelli di fedeli di ogni nazionalità che chiedevano il ripristino, o almeno la “par condicio” per la Messa tradizionale, iniziarono a moltiplicarsi soprattutto per iniziativa dell’associazione “Una Voce”. Tre pellegrinaggi internazionali di cattolici si svolsero a Roma per riconfermare la fedeltà alla Messa e al catechismo di san Pio V.
Qui l'indice degli articoli su Traditionis custodes e successive restrizioni che comprendono anche quelli sulle 'voci' recenti. (M. G.)

Lord e celebrità britannici chiedono al Vaticano 
di preservare il "tesoro" della messa latina

Un gruppo di  illustri personaggi pubblici britannici chiede alla Santa Sede di preservare quello che descrivono come la “magnifica” creazione culturale della messa latina tradizionale della Chiesa cattolica.

Nel 2021 Papa Francesco ha imposto ampie restrizioni alla celebrazione della Messa secondo il Messale Romano del 1962, noto anche come forma straordinaria del rito romano e Messa tridentina. Negli ultimi mesi sono circolate voci secondo cui il Vaticano si sta preparando a reprimere ulteriormente la celebrazione di quell'antica liturgia.

Molte voci (qui), ma ancora nessuna nuova direttiva sulla messa latina è stata ancora promulgata. Nel frattempo, in una lettera di martedì scorso al quotidiano londinese Times, un'ampio profilo trasversale, rappresentativo, di personaggi inglesi appartenenti al mondo della cultura ha apertamente implorato il Vaticano di astenersi dal limitare ulteriormente il rito.

"Di recente si sono diffuse preoccupanti segnalazioni da Roma secondo cui la messa latina verrà bandita da quasi tutte le chiese cattoliche", si legge nella lettera. "Questa è una prospettiva dolorosa e fuorviante, soprattutto per il crescente numero di giovani cattolici la cui fede è stata nutrita da essa".

I firmatari, tra cui l'attrice e sostenitrice dei diritti umani Bianca Jagger, lo scrittore Tom Holland, l'eminente produttore di musical Julian Lloyd Webber e il dirigente di media Sir Nicholas Coleridge, hanno descritto la messa in latino come una "cattedrale" di "testo e gesti" che si è sviluppata nel corso di molti secoli.

"Non tutti ne apprezzano il valore e bisogna prenderne atto", hanno detto gli autori, "ma distruggerlo sembra un atto inutile e insensibile in un mondo in cui la storia può facilmente scivolare via dimenticata". 
"La capacità dell'antico rito di favorire il silenzio e la contemplazione è un tesoro difficilmente replicabile e, una volta scomparso, impossibile da ricostruire", hanno affermato.

Nella loro lettera, gli autori hanno fatto riferimento a una petizione del 1971 presentata da una rappresentanza analoga di eminenti personalità britanniche, che avevano anch'esse chiesto al Vaticano di preservare la messa in latino in Inghilterra. Tale petizione portò all'“indulto di Agatha Christie” che consentì la continuazione della forma straordinaria; l'indulto prese il nome dalla famosa autrice che era tra i firmatari.

Nella loro lettera di questa settimana le celebrità britanniche hanno affermato che la loro petizione, come la richiesta del 1971, era “completamente ecumenica e apolitica”.
Hanno scritto: "I firmatari includono cattolici e non cattolici, credenti e non credenti". "Imploriamo la Santa Sede di riconsiderare qualsiasi ulteriore restrizione all'accesso a questo magnifico patrimonio spirituale e culturale".

Nell'emanare le linee guida per il 2021, il Papa si era detto rattristato dal fatto che la celebrazione della forma straordinaria fosse ora caratterizzata dal rifiuto del Concilio Vaticano II e delle sue riforme liturgiche. Dubitare del concilio, affermò allora, significa “dubitare dello Spirito Santo stesso che guida la Chiesa” [l'assurda dogmatizzazione di un concilio sbandierato come 'pastorale' nell'intento di applicare la nefasta evoluzione dei dogmi -ndT].

[Traduzione a cura di Chiesa e post-concilio]
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A I U T A T E, anche con poco,
l'impegno di Chiesa e Post-concilio anche per le traduzioni
(ora che sono sola ne ho più bisogno)
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