lunedì 6 febbraio 2023

Scoperta la confessione dell’agente della CIA del 1992: “Il WEF ucciderà 4 miliardi di persone entro il 2030”

Indice degli interventi precedenti e correlati.
Scoperta la confessione dell’agente della CIA del 1992:
“Il WEF ucciderà 4 miliardi di persone entro il 2030”

Questa è la mia traduzione di un articolo pubblicato su News Punch il 3 Febbraio scorso (qui). Vi si parla di un piano del World Economic Forum, risalente a prima del 1992, per eliminare quattro miliardi di persone. Il testo completo del libro di John Coleman, The Conspirators Hierarchy, the Committee of 300 (La gerarchia dei cospiratori, il Comitato dei Trecento) è scaricabile in pdf (qui). Che non si tratti di una teoria cospirazionista è ormai evidente; ma per fugare ogni dubbio sarà utile consultare questo link (qui), nel quale vengono indicati tra gli altri dati anche la popolazione divisa per ogni Paese, con la riduzione di abitanti che verrà raggiunta nel 2025. Chi si chiede, giustamente, a che cosa sia dovuta la diminuzione della popolazione prevista da Deagel.com – ad esempio quella italiana da oltre 61 milioni a 42 milioni), risponde l’articolo di La forza della verità (qui), in cui si riporta l’intervento di Catherine Austin Fitts, Ogni paese avrà un numero della popolazione assegnato da ridurre.

Più che semplici voci: notizie dal ginepraio

Nella nostra traduzione da summorum-pontificum.de/ si fanno più consistenti le voci già registrate qui. Prepariamoci al peggio e speriamo per il meglio, continuando a pregare. Indice degli articoli su Traditionis custodes et alii.

Più che semplici voci: notizie dal ginepraio

La nostra fonte romana ha presentato nuove informazioni e chiarimenti sull'attesa Costituzione Apostolica sull'eliminazione della dottrina tradizionale e del suo rito dalla vita della Chiesa.
Secondo il documento, l'attenzione è sull'esplicito divieto di amministrazione dei sacramenti e dei sacramentali secondo la forma tradizionale secondo il Rituale Romanum o nel Pontificale tradizionale. Battesimo, matrimonio, cresima -- solo nel nuovo rito e in latino solo nella misura in cui vengono eseguiti nell'ambito di una messa celebrazione del NO in latino. La nostra fonte non ha saputo dire fino a che punto è richiesto un permesso speciale per quest'ultimo, come già avviene in alcune diocesi statunitensi.
Questo divieto riguarda espressamente anche le ordinazioni al diaconato e al sacerdozio - in futuro, anche nelle comunità tradizionalmente strutturate, esse potranno avvenire solo secondo la liturgia riformata. L'amministrazione dei sacramentali tradizionalmente chiamate "ordinazioni minori" - per le quali non esiste un nuovo rito - sarà vietata.
La "libertà" dei sacerdoti delle comunità fedeli alla tradizione di celebrare la Messa senza permesso speciale secondo il Messale tradizionale sarà limitata all'interno delle case "canonicamente istituite" di queste comunità.
Anche queste informazioni attuali, che apparentemente vanno oltre lo status di mere voci, indicano la Settimana Santa come data di pubblicazione del documento - che probabilmente coinciderà con l'anniversario della Costituzione Missale Romanum di Paolo VI il 3 aprile.

Canzoni e cannoni - Marcello Veneziani

Indice degli articoli sulla guerra in Ucraina.
Mettete dei fiori nei vostri cannoni, cantavano I Giganti al festival di Sanremo del 1967. Da allora in poi il pacifismo fu uno dei messaggi obbligati al festival dei fiori e dei canti. Da quest’anno invece si fa la retromarcia e Sanremo canta: Donate a Zelensky i vostri cannoni. È il messaggio che il presidente ucraino verrà a lanciare dalla tribuna di Sanremo. È proprio opportuno che Volodymyr Zelensky venga a Sanremo a perorare la sua richiesta d’armi? Un conto è essere vicini alle sofferenze del popolo ucraino, dice, un altro è alimentare da un palco dedicato alla musica questo scellerato “clima bellicista”, questa “propaganda di guerra” al posto di una vera, seria trattativa. Si può non sposare il pacifismo, ritenerlo puro irrealismo da anime belle e notare che nessun pacifismo ha mai fermato una guerra, ma l’obiezione è sensata. 
Mezza Italia e forse più non vuole la nostra attiva partecipazione a questa guerra, con la fornitura di armi e supporti. Perché serve a prolungare la guerra anziché risolverla, ad aumentare il numero di vittime e distruzioni, a inguaiare pure noi e serve soprattutto agli Stati Uniti per indebolire Putin e al tempo stesso l’Unione europea, usandola come strumento subalterno della strategia egemonica degli Stati Uniti. 

domenica 5 febbraio 2023

Calendario delle Sante Messe in Rito antico del mese di febbraio a Pavia

Cari Amici,
ecco il calendario delle Sante Messe del mese di febbraio 2023, che si celebrano sempre nella chiesa di San Luca, in corso Garibaldi 59 a Pavia, alle ore 10,00. 
  • Domenica 5 -  Settuagesima foglietto (Def. Mercedes Baioni)
  •  Domenica 12 - Sessagesima foglietto (int. Savino) 
  •  Domenica 19 - Quinquagesima foglietto (int.. offerente) 
  •  Domenica 26 - Prima di Quaresima foglietto (int. Savino)
Ordinario della Santa Messa (più semplice)
Ordinario della Santa Messa (più elaborato
Un cordiale saluto,
don Fabio Besostri

Domenica di Settuagesima: possiamo perdere ciò che ci è stato offerto.

Nella nostra traduzione da OnePeterFive, la meditazione di Fr. John Zuhlsdorf sulla Domenica odierna e la sua importante funzione nel ciclo liturgico della Tradizione.

Domenica di Settuagesima: 
possiamo perdere ciò che ci è stato offerto.

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Ci spostiamo ora nell'ingresso del secondo grande ciclo dell'anno liturgico, che si estende fino alla Pasqua e oltre. Questa domenica inaugura la pre-quaresima, con le domeniche “gesimali”. Il primo ciclo, Avvento/Natale, ha portato il nostro Salvatore nel mondo. La Quaresima/Pasqua porta il nostro Salvatore alla Sua Croce e al Sepolcro svuotato. In effetti, la fase penitenziale e preparatoria del ciclo ha diverse tappe, cioè Pre-Quaresima, Quaresima e Tempo di Passione, che ci porta al Sacro Triduo.

Nel calendario romano tradizionale questa domenica è chiamata Septuagesima, in latino il "settantesimo" giorno prima di Pasqua. Questo numero è più simbolico che aritmetico. Le domeniche che seguono sono la Sexagesima (“sessantesima”) e la Quinquagesima (“cinquantesima”) prima che il Mercoledì delle Ceneri introduca la Quaresima, chiamata in latino Quadragesima, “quarantesima”. La domenica di Quadragesima sarebbe la I domenica di Quaresima.

Oggi 5 febbraio con la Dominica in Septuagesima, inizia il Ciclo di Pasqua

Ripubblico per i nuovi lettori, ma anche perché per tutti noi repetita iuvant. Vedi anche: Dominica in sexagesima [qui] - Dominica in quinquagesima [qui]

Secondo il calendario liturgico tradizionale, con la S. Messa di oggi, inizia il Tempo di Settuagesima che avvia il secondo ciclo dell'anno ecclesiastico, quello di Pasqua, che si sviluppa attorno alla Passione ed alla Risurrezione del nostro Salvatore. 
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Per disseppellire i tesori della nostra fede che uno strumento come il blog inghiotte inesorabilmente, oggi vi ripropongo due testi: Il primo di dom Prosper Guéranger sull'inizio del ciclo pasquale con la Storia completato dal Commento e la spiegazione della Domenica di Septuagesima. Il secondo è un richiamo alla Musica sacra che vi si collega. 
Si tratta di un breve articolo di Mattia Rossi che ci mostra come il gregoriano, “canto della Chiesa” è realmente incarnazione sonora della Parola di Dio, suono dell’Invisibile, epifania sonora del Verbo, splendida preziosa veste di una liturgia insostituibile, che modella sulla stessa melodia alcuni tratti significativi dei cantici della penitenza e dell'attesa con quelli della gioia pasquale. Così come arricchisce di sonore correlazioni parti diverse che si richiamano e arricchiscono vicendevolmente nel corso dell'intero Anno Liturgico. Esempio fra tanti: esiste un fil rouge che collega tra loro i brani di ispirazione battesimale [Se ne può cogliere un assaggio qui: Prospettiva battesimale della Quaresima e della Pasqua nella liturgia romana]. All'apparenza semplici sfumature, ma in realtà frutto di profondità spirituali inesorabilmente perdute nel Novus riformatore. (M.G.)

Storia del tempo di Septuagesima
Il Tempo di Settuagesima - nel quale la miseria e la gravità del peccato invocano la redenzione divina - ci prepara alla Quaresima anche coi segni liturgici. Il colore dei paramenti è già il viola ed i canti di gioia (Gloria in excelsis e Alleluia) sono soppressi. Tre sono le domeniche del Tempo di Settuagesima:
Dominica in Septuagesima
Dominica in Sexagesima
Dominica in Quinquagesima 
Esse designano non la settimana, ma la decina in cui cade ciascuna domenica.

sabato 4 febbraio 2023

Sabato che precede la Domenica di Settuagesima

Sabato che precede la Domenica di Settuagesima

Soppressione dell’Alleluia.
Il calendario sta per commemorare i dolori di Cristo e le gioie della Risurrezione. Nove settimane ci separano da queste grandi solennità. E tempo che il cristiano disponga la sua anima alla nuova visita del Signore, che sarà più santa e decisiva di quella che si degna di farci con la sua Natività.
Intanto la santa Chiesa sente il bisogno di scuoterci dal nostro assopimento e vuole dare ai nostri cuori un potente impulso alle cose celesti. Perciò sopprime l’Alleluia, il canto celeste che ci associava ai cori degli Angeli. Siamo degli uomini fragili, peccatori sempre rivolti alla terra: come abbiamo potuto con la nostra bocca pronunciare quella parola di cielo? Fu l’Emmanuele, il divino conciliatore fra Dio e gli uomini, che ce la portò da lassù fra le gioie della sua nascita; e noi osammo ripeterla. La ripeteremo ancora con rinnovato entusiasmo fra le allegrezze della sua Risurrezione; ma per cantarla degnamente dobbiamo aspirare al soggiorno donde essa discese la prima volta. Alleluia non è una parola vuota di significato, o una profana melodia: è il ricordo della patria nell’esilio e lo slancio verso il ritorno.

Perché ci preoccupa l’Intelligenza Artificiale - Marcello Veneziani

Indice degli articoli sul transumanesimo e sulla realtà distopica.
Perché ci preoccupa l’Intelligenza Artificiale

Non abbiate timore dell’intelligenza artificiale, ci rassicura il filosofo Maurizio Ferraris dalle colonne del Corriere della sera. Il bersaglio non esplicitato siamo noi conservatori, ritenuti apocalittici, antitecnologici, un po’ heideggeriani e tanto stupidi. In particolare mi sono sentito chiamato in causa perché in un articolo surreale e metaforico ma non del tutto, annunciavo su Panorama la settimana scorsa che il prossimo premier sarà un robottino, grazie all’intelligenza artificiale (e alla perdita della sovranità politica). “Temere che una macchina possa prendere il potere – replica Ferraris – agitare lo spettro della intelligenza artificiale onnipotente, è soltanto rivelare una nativa mancanza di intelligenza naturale. Ciò che è comprensibile in Albert Speer, ministro degli armamenti del Terzo Reich che a Norimberga si difese invocando l’onnipotenza dell’apparato tecnico tedesco, è inspiegabile in Martin Heidegger, che ha rilanciato l’argomento, e nella turba di filosofi e non filosofi che lo hanno seguito”. Dietro il Genio Imbecille, ci saremmo dunque, noi stupidi senza talento che crediamo alle favole del Golem sulla scia del solito nazista. Vi risparmio le argomentazioni seguenti di Ferraris, alcune condivisibili, altre ovvie, talune intelligenti (ma detto da uno stupido non è un giudizio lusinghiero per Ferraris). 

Il Papa e la Chiesa in un’ora drammatica della storia

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È stato scritto che dall’elezione di Jorge Mario Bergoglio a vescovo di Roma e pontefice di tutta la Chiesa “nulla è stato più come prima”. Cosa è veramente successo? In questi anni, mentre è cresciuta esponenzialmente la popolarità del nuovo Papa, non è altrettanto cresciuta la popolarità della Chiesa o del messaggio cristiano. Gli indici di vitalità della compagine ecclesiale sono sempre più in ribasso. Sembra che si sia verificata una sorta di sovrapposizione del Papa rispetto alla Chiesa, quando non una vera e propria presa di distanza di Francesco dalla Chiesa così come conosciuta finora. 
Il libro; Super hanc petram riflette in modo critico sugli assunti portanti dell’insegnamento di Papa Francesco, in materia di fede e di morale, evidenziando i punti di non continuità con la dottrina precedente e con il magistero autentico. Con filiale devozione al Papa, è necessario dire che è questi che dipende dalla Chiesa e dalla sua fede e non viceversa. All’ubi Petrus ibi Ecclesia deve sempre corrispondere l’ubi Ecclesia ibi Petrus.
P. Serafino Maria Lanzetta svolge il suo ministero sacerdotale nella diocesi di Portsmouth, Inghilterra. È libero docente di teologia sistematica presso la Facoltà Teologica di Lugano (Svizzera) e direttore editoriale della rivista teologica Fides Catholica. È autore di diversi libri e saggi che coprono vari ambiti della teologia, in particolare quello teologico-fondamentale, ecclesiologico, mariologico e morale. Ha curato l’organizzazione di diversi simposi teologici a carattere internazionale con le relative pubblicazioni. (Corrado Gnerre - Fonte)
Per acquistare clicca qui 

venerdì 3 febbraio 2023

Calendario delle Sante Messe di febbraio celebrate a Bergamo secondo il Missale Romanum del 1962.

Carissimi amici in Cristo,
sperando di fare cosa gradita, allego il calendario delle Sante Messe di febbraio celebrate a Bergamo secondo il Missale Romanum del 1962.
In particolare segnalo le Sante Messe di giovedì 2 febbraio, alle ore 20:00 (Purificazione della Beata Vergine Maria) e di mercoledì 22 febbraio, alle ore 20:00 (Mercoledì delle ceneri).
Con grande gioia vi comunico che alla Santa Messa di domenica 12 febbraio, alle ore 9:00 (Domenica di Sessagesima) in ringraziamento per il 15º anniversario delle celebrazioni assisterà in coro mons. Davide Pelucchi, Vicario generale del Vescovo di Bergamo, e sarà accompagnata dal Coro dell’Immacolata e dalla Schola cantorum San Bernardino da Siena (allego la locandina); per l’occasione la Santa Messa successiva sarà posticipata alle ore 11:00.
Inoltre segnalo che dopo la Messa di venerdì 3 febbraio (I venerdì del mese) sono previste l’esposizione del Santissimo Sacramento, l’adorazione e la recita delle Litanie del Sacro Cuore di Gesù.
Infine ricordo che prima della Messa è possibile confessarsi ed è prevista la recita del Santo Rosario.

È possibile scaricare e leggere l’Ordinario ed il Proprio delle Sante Messe ai seguenti link:

giovedì 2 febbraio 2023

Vaticano, ore d'ansia per l'eroico cardinale cinese Zen ricoverato in ospedale dopo il viaggio a Roma

Indice dei precedenti sul card. Zen e sulla questione Sino/Vaticana.
Città del Vaticano - Ore d'ansia per l'anziano cardinale cinese Joseph Zen Ze-kiun, finito in ospedale per un malore dopo essere tornato da Roma. 
Tutta colpa del viaggio particolarmente impegnativo per un uomo della sua età (91 anni) che aveva voluto intraprendere a tutti i costi per non mancare all'ultimo saluto a Benedetto XVI al quale era particolarmente legato [vedi], e anche per avere la possibilità di un colloquio con Papa Francesco visto che in tanti anni non era mai riuscito ad essere ricevuto a Santa Marta per le sue divergenze di vedute sul complicato dossier 'Cina'. - Fonte

'Lumen ad revelationem' Omelia dell’Arciv. Viganò nella festa della Purificazione di Maria Santissima

Indice degli interventi precedenti e correlati.
Lumen ad revelationem
Omelia dell’Arcivescovo Carlo Maria Viganò
nella festa della Purificazione di Maria Santissima

Tu es qui restitues hæreditatem meam mihi.
Ps 15, 5
I MIEI OCCHI hanno visto la tua salvezza, che hai preparato al cospetto di tutti i popoli. Con queste parole il vecchio Simeone loda il Signore per avergli concesso il privilegio di poter assistere al compimento delle Profezie, potendo stringere tra le sue braccia il Messia bambino, condotto al Tempio per essere offerto al Signore secondo le prescrizioni dell’antica Legge. Quel cantico breve ma profondo è ripetuto tutti i giorni a Compieta, perché la preghiera che la Chiesa recita alla fine della giornata ci prepari alla fine del nostro esilio terreno con lo sguardo rivolto a Nostro Signore.

Fede e musica. Maria Corredentrice, anche lo Stabat Mater canta di Lei

Maria Corredentrice? La festa  odierna della Purificazione della Vergine, oggi sottolineata come Presentazione del Signore, ci dà occasione di pensare a questa verità, per le parole che Simeone, nel preannunciarle la missione del Figlio, rivolse alla Santa Vergine («E anche a te una spada trafiggerà l’anima», Lc 2, 35).  Precedenti su Maria Corredentrice quiquiqui - qui (e precedenti nei link).

Pio XI è stato il primo papa a usare direttamente, in discorsi ufficiali, il titolo di Corredentrice. Ma questa verità, insita pure nelle parole di Simeone, già da tempo era chiara al popolo di Dio. Si pensi a Iacopone da Todi e al suo Stabat Mater [vedi], musicato da grandissimi compositori fin dal XV secolo.
Maria Corredentrice? La festa della Presentazione del Signore ci dà occasione di pensare a questa verità, per le parole che Simeone, nel preannunciarle la missione del Figlio, rivolse alla Santa Vergine («E anche a te una spada trafiggerà l’anima», Lc 2, 35). Di corredenzione, nel solco dei suoi predecessori, parlò cent’anni or sono, il 2 febbraio 1923, Pio XI nella lettera apostolica Explorata res, in cui insegna: «… e non incorrerà in una morte eterna colui che godrà specialmente all’ultimo momento dell’assistenza della Beata Vergine. Questa opinione dei dottori della Chiesa, consona al sentimento del popolo cristiano e costantemente verificata da una lunga esperienza, si fonda soprattutto sul fatto che la Vergine Addolorata ha preso parte con Gesù Cristo all’opera della Redenzione» (Acta Apostolicæ Sedis, 15, 1923, p. 104. Nostra versione).

Sui due significati, naturale e soprannaturale del termine Salus

D'intesa con L'Osservatorio cardinale Van Thuân pubblichiamo l’Editoriale dell’Arcivescovo Giampaolo Crepaldi relativo al numero attuale del “Bollettino di Dottrina sociale della Chiesa” dedicato a: SANARE LA SANITÀ. USCIRE DALLA SOCIETÀ DEI PAZIENTI PERMANENTI. Per vedere l’indice e per acquistare il fascicolo cliccare qui.

Sui due significati, naturale e soprannaturale del termine Salus
Mons. Giampaolo Crepaldi, 31 gennaio 2023

Il termine salus significa sia salute che salvezza. Il primo termine ha un significato naturale, terreno, medico, fisiologico e psicologico. Il secondo ha un senso soprannaturale, ultraterreno, spirituale. Per la Dottrina sociale della Chiesa i due termini non sono estranei e tantomeno opposti. Basterebbe pensare a questo passaggio della Caritas in veritate di Benedetto XVI; “Senza la prospettiva di una vita eterna, il progresso umano in questo mondo rimane privo di respiro” (n. 11). Certamente nella nozione di progresso umano va inserita anche la salute nel senso sanitario del termine. La relazione non riguarda solo quanto oggi tutti ammettono, ossia la compenetrazione psicofisica dei fenomeni umani, l’interfacciarsi tra corpo e psiche nella psico-somaticità: l’ammissione di questo legame ci manterrebbe al livello terreno della salute come sanità, senza elevarci ad un livello superiore. In campo sanitario c’è oggi una nuova forma di materialismo, quella di ridurre lo spirituale allo psichico, che rimane qualcosa di materiale, e di identificare al ribasso spirituale con psichico. La prospettiva della Dottrina sociale della Chiesa circa il rapporto tra salute in senso sanitario e salute in senso spirituale fa invece riferimento a due livelli della realtà, quello della natura e quello della sopra-natura. La salus che interessa ultimamente alla Chiesa è la salus animarum, in vista della beatitudine eterna come fine ultimo dell’uomo. Questa prospettiva apre però ad una luce nuova anche sulla salus in senso sanitario. La storia degli interventi della Chiesa in questo campo, soprattutto quello di tanti ordini religiosi, e la proposta cristiana sul significato della malattia e della sofferenza lo dimostrano.

mercoledì 1 febbraio 2023

Consacrazione allo Spirito Santo di San Pio X

Il mese di febbraio è dedicato allo Spirito Santo, terza Persona della Santissima Trinità. La Chiesa Lo ricorda nel giorno della Pentecoste, quando discese sugli Apostoli e Maria Santissima riuniti nel Cenacolo e li riempì dello Spirito del Signore Risorto. Febbraio è anche il mese della Sacra Famiglia, quella secondo il cuore di Dio composta da Gesù, Giuseppe e Maria. Non è un caso che vengano ricordati insieme: Gesù fu concepito proprio per opera dello Spirito Santo, il quale – dice il Signore – "vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto". Chi lo desidera trova di seguito una bella preghiera di S. Pio X per consacrarsi ogni giorno a Lui.

Consacrazione allo Spirito Santo di San Pio X 

O Spirito Santo, Spirito divino di luce e d’amore, ti consacro la mia intelligenza, il mio cuore e la mia volontà, tutto il mio essere per il tempo e per l’eternità.

Che la mia intelligenza sia sempre docile alle tue celesti ispirazioni ed all’insegnamento della santa Chiesa cattolica, di cui tu sei la guida infallibile.

Che il mio cuore sia sempre infiammato dall’amore di Dio e del prossimo.

Che la mia volontà sia sempre conforme alla volontà divina; e che tutta la mia vita sia una imitazione fedele della vita e delle virtù del Nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo, al quale, con il Padre e con Te, siano onore e gloria per sempre. Amen

Roche declama: i "guerrieri informatici" per la Messa in latino sono molto efficaci.

Osservazione più che condivisibile, visti anche i precedenti qui - qui - qui - qui qui - qui. Il metodo del cardinale Roche è anti-ecclesiastico nonché brutalmente clericalista. È la Chiesa nel suo insieme, non una "cupola" più o meno mafiosa di chierici, che decide il bonum per la Chiesa stessa. Un insieme ben formato, ovviamente, non modernistico. E in questa prospettiva c'è sempre stato spazio per una pluralità di legittime espressioni. La prospettiva del cardinale, al contrario, è particolarmente odiosa e sprezzante di fronte alla pratica bimillenaria della Chiesa in tal senso! Indice degli articoli su Traditionis Custodes e successivi qui.

Roche declama: i "guerrieri informatici"
per la Messa in latino sono molto efficaci


Non lasciamo il campo della Liturgia alle minoranze piccole e chiassose, di qualunque specie, che che sembrano ostinate [sic!] a opporsi al Santo Padre e alla riforma liturgica [fallita]", ha declamato con rabbia il cardinale Roche, prefetto al Culto Divino, durante una lezione svoltasi l'8 ottobre e pubblicata su Music and Liturgy. The Journal of the Society of St Gregory (Musica e liturgia, rivista della Società di San Gregorio), gennaio 2023 (Matthew Hazell, Twitter.com, 30 gennaio).
Roche "sa benissimo che a volte si parla di 'guerre liturgiche'," che lui sembra aver paura di perdere.
"Da quel che capisco, molte di queste battaglie oggi avvengono nel mondo virtuale, dove persone con vari programmi e con varie motivazioni si propongono come esperti e interpreti di tutti gli aspetti liturgici," ha detto. Lo stesso Roche ha una preparazione minima in materia liturgica.
Roche prosegue lamentando che "questi guerrieri da tastiera sembrano avere un effetto sproporzionato, in particolare sui seminaristi" e polemizzano contro presunti "programmi distorti" che sono "spessissimo portati avanti su blog, ecc."
Roche non dovrebbe lamentarsi troppo, dato che lui ha dalla sua i potenti media oligarchici anti-Cristiani. - Fonte

Tolle et lege

Negli USA sono molto deste le preoccupazioni dei genitori per l’indottrinamento cui, sempre più spesso, i bambini vengono sottoposti tra i banchi di scuola [vedi]. Si tratta degli stessi problemi che investono anche la nostra società, peraltro ancora non abbastanza diffusi al di fuori di alcune sacche di consapevolezza. Oggi riprendiamo, nella nostra traduzione da The CatholicThing una interessante riflessione sulle carenze, proprie del nostro tempo, in tema di educazione riguardanti i bassi livelli di formazione non solo intellettuale ma anche umana indotti da metodi di insegnamento nei quali agiscono ideologie che seminano visioni distorte o anche gli effetti dell'abbandono di metodologie dimostratesi efficaci per apprendimenti capaci di rendere una persona in grado di acquisire ed affinare le sue capacità di formulare concetti, esprimere sentimenti ed elaborare anche visioni critiche dei vari contesti con cui viene a contatto. Qui l'indice degli articoli sulla realtà distopica.

Tolle et lege

Conversione di S.Agostino (Beato Angelico e bottega)
Per un anno e più ho cercato di imparare l'ebraico biblico. Studiare l'ebraico non è come imparare il francese, l'italiano o il tedesco. Ti riporta a quando hai imparato a leggere per la prima volta perché devi prendere confidenza con strane lettere che vedi per la prima volta, ed esercitarti a usarle - leggendo al contrario, da destra a sinistra, con le vocali per lo più poste sotto le consonanti, quando non sono indicate affatto. Ma se lo si fa, si è in grado di analizzare il senso piuttosto speditamente, nelle frasi originali, stupendamente luminose, come ad esempio וַיֹּאמֶר אֱלֹהִים יְהִי אוֹר וַיְהִי אוֹר (vayomer elohim yehi or vayehi or) : Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu.”. Il che vale qualunque sforzo!

martedì 31 gennaio 2023

Il Montfort e il canto religioso popolare

Il grande missionario bretone, noto per i suoi ispiratissimi scritti sulla Madonna, è pure autore di un canzoniere di oltre 23.000 versi, 163 cantici a rima alternata, composti per far cantare il popolo. Perché il buon canto dà gloria a Dio, è terribile per il mondo e per il diavolo, apre il cuore allo Spirito Santo.
Ricorre il giorno anniversario da quando, or sono 350 anni, il 31 gennaio 1673, nasceva a Montfort-sur-Meu, nella Francia nordoccidentale, il poeta mistico della Madonna, il grande missionario bretone del secolo di Luigi XIV: san Luigi Maria Grignion de Montfort.

Studia teologia all’Università della Sorbona a Parigi e a 27 anni è ordinato sacerdote. Designato Missionario Apostolico nel 1706 da Papa Clemente XI († 1721), diffonde il culto alla Beata Vergine Maria e fonda le Figlie della Sapienza (1703) e la Compagnia di Maria o Monfortani (1705). Muore a 43 anni, il 28 aprile 1716, predicando una missione nel villaggio di Saint-Laurent-sur-Sèvre, dopo una vita breve, sorprendentemente intensa e feconda, ma singolarmente sofferta, da alcuni esaltata, da altri incompresa. Pio XII lo proclama santo il 20 luglio 1947, considerando nella breve omelia, alla base della perfezione e dei risultati sorprendenti di questo santo, «il suo ardentissimo amore per Cristo e la divampante, solida e retta devozione alla Madre di Dio» (Pio XII, Homilia in sollemni canonizatione Beati Ludovici Mariae Grignion de Montfort, Confessoris). Alla dottrina del Montfort si ispirò il motto di Giovanni Paolo II, Totus tuus. Tra i santi del suo tempo «e forse di tutti i tempi, Grignion de Montfort è stato probabilmente colui che è andato più lontano nell’approfondimento teologico della devozione a Maria al servizio della vita cristiana... Il Trattato della vera devozione alla santa Vergine rimane il libro classico della devozione mariana» (R. Deville, L’école française de spiritualité, Paris 1987, p. 154).

Anno nuovo: voto di silenzio? - don Elia

Vide ut sileas; noli timere, et cor tuum ne formidet (Is 7, 4).
Dopo otto anni di attività e centinaia di articoli, si può sentire un forte bisogno di fare una pausa per ritirarsi in sé stessi e dedicarsi alla ricerca esclusiva dell’intimità con Dio. Nel profluvio di parole della società moderna, uno teme di farsi complice della strategia di distrazione di massa, che tiene le persone lontano dal proprio centro interiore e le estrania sempre più dal mondo dello spirito. Non solo questo, ma sottentra spesso lo scrupolo di contribuire più al male che al bene con la denuncia di crimini e abusi o la messa in guardia da difetti e pericoli, col rischio di far pubblicità al peccato e amplificare gli scandali, causando costernazione nei lettori e inducendoli, seppur involontariamente, allo scoraggiamento. L’astensione da ogni commento sarebbe molto più comoda per la tranquillità dell’anima, non più tormentata da perplessità e incertezze.

Le responsabilità connesse all’ufficio di Pastore, d’altro canto, non consentono di dar la precedenza alle aspirazioni personali. Dietro il pensiero di rinchiudersi nel silenzio può nascondersi una sottile tentazione sotto apparenza di bene, mirante a distogliere qualcuno dal compito che la Provvidenza gli ha affidato, specie se, malgrado la sua indegnità e inadeguatezza, riceve inoppugnabili riscontri dei benefici apportati dal suo parlare, che scaturisce ogni volta dalla preghiera e dalla meditazione. Occorre guardarsi, ovviamente, anche dal vizio opposto all’eccessiva minuzia nel valutare l’agire personale, ossia dall’abitudine di incensarsi da sé approvando tutto in base al giudizio proprio anziché a quello divino, che si manifesta mediante un buon confessore o direttore spirituale. Il fondamentale criterio di discernimento, in definitiva, è l’adempimento della volontà di Dio in funzione del bene reale delle anime, piuttosto che dell’autoaffermazione individuale.

lunedì 30 gennaio 2023

Risultati del 'conclave' di Roma

Diciamo che non ci sono più limiti alla confusione che ormai regna sovrana. Dopo la morte di Benedetto XVI, in questi giorni a Roma si è tenuta la votazione per il suo successore da parte della cosiddetta Chiesa una cum Papa Benedetto XVI. Il comunicato sotto riportato ci offre un risultato a dir poco sorprendente, perché è stato scelto vome successore Jorge Mario Bergoglio.

Comunicato
30.1.2023

Coloro che erano contrari ai cattolici che prevedevano un successore di San Pietro hanno prevalso per convincere molti a non venire a votare, e quindi i risultati dell’elezione sono i seguenti:
Unanime per Jorge Mario Bergoglio, come successore di San Pietro e successore di Papa Benedetto XVI.
L’elettorato presente vuole che il mondo sappia che ha scelto l’unico risultato che potrebbe essere sia universalmente accettato che rimettere l’ordine canonico della Chiesa in armonia con la volontà di Cristo. Segue in questo l’esempio dei Cattolici di Roma che elessero sotto la minaccia dell’esercito imperiale il diacono dell’imperatore d’Oriente, che era un eretico monotelita. Con la sua elezione completata si convertì immediatamente alla fede cattolica sotto il potere della Preghiera di Gesù.
E così, speriamo e preghiamo che il Signore, le cui mani sono ora libere per rimettere in ordine la Chiesa, intervenga ora nella storia, senza violare la sua promessa a San Pietro, che “Tutto ciò che legherai sulla terra, sia legato in Cielo”.
Per la mia parte, ho suggerito come candidato il Mons. Gracida, Vescovo emerito di Corpus Christi, Texas, USA.
Fra’ Alexis Bugnolo
Moderatore

«Don Bosco educatore»: la pedagogia che risponde a errori e incapacità di oggi.

Domani 31 gennaio è la festa di san Giovanni Bosco, gigante della santità e non solo. Il suo volto, i suoi occhi, ne rispecchiano la grandezza. Riprendiamo un articolo di Cristina Siccardi.

«Don Bosco educatore»: la pedagogia
che risponde a errori e incapacità di oggi.


Può un sacerdote da solo, povero e senza appoggi, aprire oratori, laboratori professionali, scuole, collegi, missioni, innalzare chiese e santuari in tutto il mondo? È possibile ed è quanto ha realizzato san Giovanni Bosco (1815-1888), l’uomo di Dio accompagnato da Maria Ausiliatrice, Maria Auxilium Christianorum, la cui festività ricorre fra pochi giorni: il 31 gennaio. Maria Aiuto dei Cristiani e la Santissima Eucaristia sono stati i due pilastri dell’esistenza del mistico don Bosco, che ha raccolto in abbondanza dalla Divina Provvidenza, e la sua seminagione ha dato frutti miracolosi in un tempo in cui errori e persecuzioni ai danni della Chiesa erano all'ordine del giorno.
La sua santità e la sua straordinaria pedagogia fondata sul Vangelo autentico hanno permesso tutto questo. «Chiunque legga la Vita di Don Bosco», leggiamo nel capolavoro appena uscito dalle Edizioni Piane, Don Bosco educatore del salesiano padre Pietro Ricaldone (pp. 772, € 35,00) , «si persuade facilmente che egli fedele alle aspirazioni celesti, volle che tutto il suo lavoro per la gioventù e per le anime – ai Becchi, a Chieri, a Torino; da pastorello e da piccolo saltimbanco; da chierico, da prete e da fondatore della Società Salesiana – fosse, in ogni tempo e circostanza, mosso dal più puro amore, e vivificato dalla carità» (p. 96).

domenica 29 gennaio 2023

IV domenica dopo l'Epifania: Amore quando si è sommersi

Nella nostra traduzione da OnePeterFive il nostro approfondimento sulla liturgia odierna.
IV domenica dopo l'Epifania:
Amore quando si è sommersi
Fr. John Zuhlsdorf

Per questa IV domenica dopo l'Epifania il Vetus Ordo ci regala la drammaticissima scena evangelica degli Apostoli con il Signore su una barca sommersa dalle onde durante una grande tempesta sul mare di Galilea. Il Signore dormiva. Questo è il Vangelo della domenica. Ma quest'anno scrivo della prima lettura, l'Epistola, non il Vangelo. Quindi, peccato.
Questa è la parte di Romani in cui Paolo parla, ancora una volta, della Legge e dell'amore. Seriamente, se avrò spazio, aggiungerò anche una o due note sul Vangelo, ma l'accordo è che prima devi leggere questa parte.
Come sempre, il contesto è importante. Due domeniche fa abbiamo avuto Romani 12:6-16a. Domenica scorsa abbiamo avuto Romani 12:16b-21. Questa settimana abbiamo Romani 13:8-10. I capitoli 12-13 di Romani sono principalmente gli insegnamenti etici e morali di Paolo.

Domenica quarta dopo l'Epifania ("Adoráte Deum")

Domenica quarta dopo l'Epifania

Ps. 96, 7-8 Adoráte Deum, omnes Angeli ejus: audívit, et lætáta est Sion: et exsultavérunt fíliæ Judae.
Ps. 96, 1. Dóminus regnávit, exsúltet terra: læténtur ínsulæ multæ. V/. Glória Patri. 
Adoráte Deum, omnes Angeli ejus....
Sal. 96, 7-8 - Adorate Dio, voi tutti Angeli suoi: Sion ha udito e se ne è rallegrata: ed hanno esultato le figlie di Giuda. Sal. 96, 1 - Il Signore regna, esulti la terra: si rallegrino le molte genti. Gloria al Padre… Sal. 96, 7-8 - Adorate Dio, voi tutti Angeli suoi…
Messa
EPISTOLA (Rm 13,8-10). - Fratelli: Non vi resti con nessuno che il debito dello scambievole amore; perché chi ama il prossimo ha adempito la legge. Difatti, "non commettere adulterio; non ammazzare; non rubare; non dire il falso testimonio; non desiderare" e qualunque altro comandamento che ci possa essere, si riassume in questa parola: "Amerai il prossimo tuo come te stesso". L'amore non fa alcun male al prossimo: è dunque l'amore il compimento della legge.

sabato 28 gennaio 2023

Se non saranno fermati ci sarà lo scontro diretto

I pazzi psicopatici sono i mandanti, i nostri governanti sono solo dei sudditi genuflessi agli ordini dall'alto. È il prezzo da pagare per governare. E l'anestetizzazione delle masse, per effetto delle strategie comunicative unidirezionali, ha raggiunto limiti inauditi. Indice degli articoli sulla guerra in Ucraina.

Se non saranno fermati ci sarà lo scontro diretto

Come sempre, più grave è il momento storico e più c'è una divergenza tra la reale politica attuata dai governi e ciò che viene raccontato ai popoli, ovvero la cosiddetta strategia comunicativa. 

Ora il punto è questo: nella realtà, almeno secondo me, hanno già deciso di muovere guerra alla Russia conseguentemente il loro problema sta solo nel trovare la strategia giusta per intortare la cosa di modo che i popoli accettino questo fatto abnorme.

La strategia scelta a me pare quella tipica del giocatore, accettare qualsiasi rilancio e continuare la partita. Presto o tardi sarà evidente che è impossibile perdere senza andare in rovina. Esattamente come per il giocatore di poker. 

Il latino continua a vivere anche dopo aver smesso di essere una lingua parlata. Aspetti da non dimenticare

Indice degli articoli sul Latino, lingua classica, sacra (nella Liturgia Romana) e vincolo di unità tra popoli e culture.

È fuori moda, sarebbe oggetto degli strali più aspri della cancel culture, è oggi guardato (spesso perfino nel mondo accademico) con una certa insofferenza, ma quel che scrisse sulla «persistenza del latino scritto» un maestro indiscusso di comparatistica e storia delle lingue come Antoine Meillet resta illuminante e, almeno nelle sue linee essenziali, ancora valido ed attuale.
Stralci nella traduzione italiana:

«Il latino scritto [...] ha salvaguardato la tradizione della civiltà antica, con la quale non c’è mai stata rottura nell’Impero romano: l’Occidente ha conservato ciò che ha potuto della letteratura latina, così come Bisanzio ha conservato parte della letteratura greca.

venerdì 27 gennaio 2023

Ricordare, oggi

In questa Giornata, strumentalizzata in lungo e in largo a senso unico, pubblico ancora una volta una mia vecchia riflessione, generica perché scritta anni fa, seguìta da un'altra letta stamane su Fb calibrata sull'oggi. Purtroppo manca la consapevolezza  che le tendenze socialmente ed antropologicamente dissolutrici - spacciate per diritti - vieppiù imposte dalle attuali distorsioni giuridiche sono frutto della degenerazione dell'etica conseguente alla caduta dei valori cristiani.

Dal 27 gennaio 2001, in Italia si celebra il giorno della memoria.

Questa celebrazione è stata voluta dal Parlamento Italiano per ricordare gli ebrei sterminati nei lager nazisti. Nella scuola e in molti ambiti della nostra vita civile questa ricorrenza ha valore nella misura in cui fare memoria del male che è sempre in agguato dentro l'uomo ha efficacia educativa per il presente con la speranza di preservazione da analoghi rischi per il futuro. C'è però una dimenticanza, che rischia di vanificare questa giornata. Si può infatti dedicare un
giorno della memoria a sei milioni e mezzo di morti tacendo di altri milioni, vittime dei sistemi comunisti, di altre ideologie o di fondamentalismi di varia natura?

Munus, ministerium e amenità varie. Breve confutazione di alcune teorie insostenibili.

Qualche anno fa abbiamo pubblicato un articolo degli americani John Salza e Robert Siscoe, che sviscerava abbastanza la questione: “Francesco o Benedetto: chi è il vero papa?" [qui]. 
Ora ricevo dall'Avv. Carlo Schena un contributo di Robert Siscoe estremamente sintetico che risolve nei termini più semplici possibili la vexata quaestio di munus e ministerium che, dopo anni e anni (ripetutamente sviscerata: vedi), è venuta a nausea; ma resta ferma l'utilità di renderlo disponibile al pubblico italiano, considerando che tanti, troppi, seguono (fino allo scisma) le tesi di Minutella e di Cionci. 
Ne sono seguite due risposte da parte di p. Paul Kramer (ormai da anni Beneplenista) e di un tale professore spagnolo, Saez; e una replica da parte di Siscoe, molto più corposa dello scritto originario, ripresa in successione. Entrambi i testi sono preceduti da un utile schema riepilogativo.
Penso che i contributi di Robert Siscoe - già apparsi su Stilum Curiae - per chiarezza metodologica e argomentativa, siano molto utili a diradare quell’ombra di dubbio che da parte mia (e forse di tanti altri) si possa ancora nutrire: uno dei punti che Siscoe chiarisce inconfutabilmente è, infatti, che munus e ministerium per il diritto canonico sono sinonimi, termini perfettamente interscambiabili. 
Segnalo per completezza che sullo stesso tema è uscito proprio in questi giorni un contributo di Guido Ferro Canale, sulle pagine di Radio Spada. Similmente al testo proposto di seguito, contribuisce a smontare definitivamente la querelle munus e ministerium, che tanto danno ha fatto alla Chiesa (con una combriccola che si dovrebbe riunire a Roma per l’elezione di un antipapa de noantri). (M.G.)

Munus, ministerium e amenità varie. Breve confutazione di alcune teorie insostenibili. 

“Non c’è nessun dubbio che c’è stato sempre un solo Papa, e si chiama Francesco” Mons. Georg Gänswein 
Di questi tempi, diversi fedeli – vuoi sconcertati da alcune azioni di papa Francesco, vuoi confusi dalla novità del c.d. “papato emerito” e da curiose teorie che circolano in rete e sui giornali – ritengono che in seguito alla scomparsa di Joseph Ratzinger, “unico vero papa”, il soglio petrino sia oggi vacante.

Riflessioni su una recente cena con i cardinali del martirio bianco

Nella nostra traduzione dal Catholic World Report , un articolo di George Weigel e le sue riflessioni su una recente cena con i cardinali George Pell e Joseph Zen. Vedi indice articoli sulla questione Sino/Vaticana

Riflessioni su una recente cena
con i cardinali del martirio bianco


La sera dei funerali del Papa Emerito Benedetto XVI, il cardinale George Pell ha tenuto nel suo appartamento una cena per un gruppo di persone in sintonia con lui, e tutti i presenti hanno gioito che l’eroico cardinale Joseph Zen di Hong Kong, a cui la teppaglia di Hong Kong aveva permesso di partecipare alle esequie, avesse accettato di unirsi alla festa. La compagnia riunita al numero 1 di Piazza della Città Leonina ha potuto così meravigliarsi della presenza di due “martiri bianchi” contemporanei: uomini che molto avevano sofferto per la fede, ma erano rimasti integri e pieni della gioia del Signore.

Come la Provvidenza ha voluto, il cardinale Pell, ospitando quella cena, “ha organizzato la sua veglia irlandese” (come ha osservato uno dei presenti dopo l’inaspettata sua morte cinque giorni dopo). È stata una descrizione appropriata di una serata magica, in cui lo stato d’animo predominante di profonda gratitudine per Benedetto XVI ha animato ore di conversazione robusta, piena di arguzia e di risate. E come ha osservato il cardinale Pell in seguito, “il cardinale Zen è stato davvero la star stasera, non è vero?”. In effetti, lo è stato.

giovedì 26 gennaio 2023

Dalla sostanza alla relazione, la teologia personale di J. Ratzinger

Nel pubblicare [qui] lo stralcio significativo da uno dei testi (“Il significato della comunione”) raccolti nel libro postumo di Joseph Ratzinger presentato qui, ci ripromettevamo di approfondire le osservazioni preliminari già espresse. È intervenuto l'auspicato contributo di Paolo Pasqualucci che riprendo di seguito.

Dalla sostanza alla relazione, 
la teologia personale di J. Ratzinger

Bene ha fatto il commentatore a ricordare che nel 1910 il neokantiano Ernst Cassirer scrisse un'importante monografia: "Concetto della sostanza e concetto della funzione. Ricerche sulle questioni fondamentali della teoria della conoscenza". Egli prendeva atto del fatto che il concetto della sostanza non si dimostrava più valido agli occhi dei Fisici e veniva sostituito da quello di "funzione", di origine matematica.
Senza entrare nel dettaglio, data la complessità del tema, faccio quest'ovvia considerazione. Con la scoperta dell'atomo e poi delle particelle si è affermato un atomismo radicale, possiamo dire, che, agli occhi di molti, ha messo in crisi il concetto della sostanza, di origine aristotelica (sostanza-accidenti/interno che costituisce l'essenza della cosa, esterno nel quale appaiono le sue caratteristiche qualità). Questo concetto spiega perfettamente ai nostri occhi il miracolo della transustanziazione. E anche il nesso essere-apparire tipico del nostro stesso essere.

Ma se la realtà fisica è composta di particelle, allora la "sostanza" degli enti dov'è? Si dissolve, in apparenza. Il mondo delle particelle ha le sue leggi, p.e. quelle che regolano la "funzione d'onda" con la quale si descrive la luce, ma sarebbe regolato dal caso, su scala universale.

'Vas electionis est mihi iste'. Viganò: Omelia nella festa della Conversione di San Paolo Apostolo

Indice degli interventi precedenti e correlati.
Vas electionis est mihi iste

Omelia dell’Arcivescovo Carlo Maria Viganò
nella festa della Conversione di San Paolo Apostolo


Egregie Doctor Paule, mores instrue,
Et nostra tecum pectora in cœlum trahe;
Velata dum meridiem cernat fides,
Et solis instar sola regnet caritas.
O egregio dottore Paolo, insegna le leggi
e attira i nostri spiriti con te verso il cielo,
fin quando l’oscurata Fede scorga il mezzodì
e la sola Carità regni a somiglianza del sole.

LA CONVERSIONE DI SAN PAOLO è una conquista di Santo Stefano, e non a caso la divina Liturgia pone questa festa a pochi giorni da quella del Protomartire, che il giudeo Saulo, ligio all’Antica Legge e fedele esecutore della volontà dei Sommi Sacerdoti, vide martirizzato sotto i suoi occhi e forse egli stesso martirizzò, credendo di compiere un’azione conforme ai precetti osservati da ogni Ebreo ortodosso. Commenta l’abate Guéranger: Per completare la corte del nostro grande Re, era giusto che si elevassero ai lati della mangiatoia le due potenti colonne della Chiesa, l’Apostolo dei Giudei e l’Apostolo dei Gentili: Pietro con le chiavi e Paolo con la spada. Così Saulo, da ebreo osservante e persecutore dei Cristiani, diventa Paolo, conquistatore dei pagani al Vangelo. 

mercoledì 25 gennaio 2023

Concetto di sostanza soppiantato dal concetto di relazione come categoria fondamentale di tutto il reale. Nuovo compito per la filosofia cristiana?

Dalle segnalazioni dei lettori, lo stralcio significativo da uno dei testi (“Il significato della comunione”) raccolti nel libro postumo di Joseph Ratzinger presentato qui. In soldoni, il fondamento della devastazione del concetto aristotelico di sostanza sta nello scientismo nichilista della filosofia contemporanea che, se non ben governato in campo teologico, rischia di divenire ulteriore forma di modernismo. Avvertiamo dunque la necessità di recuperare i concetti-chiave della metafisica per non acquisire comprensioni distorte o pressappochiste di elementi fondanti della nostra fede. Pensiamo ad esempio al termine transustanziazione, così adeguato a designare la "conversione mirabile e singolare" del pane e del vino nel Corpo e nel Sangue di Cristo introdotto dal Concilio Tridentino e che oggi troppi chierici e pastori anche di alto rango considerano attinto al linguaggio di una filosofia superata e quindi da ritenersi inattuale. Ne vediamo le nefaste conseguenze proprio nella Liturgia, fons et culmen della fede e della vita cristiana, e ci riappropriamo della definizione ma soprattutto della comprensione corretta di ciò che è, che accade e dispiega i suoi effetti mirabili per noi che confessiamo che, in virtù della potenza di Cristo e dell'opera dello Spirito Santo, l'identità del pane e del vino viene realmente mutata nell'identità del Corpo Sangue Anima e Divinità del Signore. 
Circa i concetti-chiave da recuperare in relazione al testo in esame chiedo l'aiuto di Paolo Pasqualucci e alla sua specifica competenza, per sviluppare un adeguato commento ad hoc (M.G.).

Concetto di sostanza soppiantato dal concetto di relazione
come categoria fondamentale di tutto il reale.
Nuovo compito per la filosofia cristiana?

In questo brano tratto dal saggio inedito “Il significato della comunione” (2018), pubblicato nell’ultima raccolta di scritti di Benedetto XVI “Che cos’è il cristianesimo. Quasi un testamento spirituale” (2023, p. 135), Ratzinger rileva come, nella spiegazione della transustanziazione, ovvero della trasformazione eucaristica del pane e del vino, la categoria filosofica della “sostanza” abbia costituito un riferimento consolidato della tradizione filosofica aristotelica che contribuiva a rendere intellegibile il mistero eucaristico.

Card. Robert Sarah. «Nessun governo, nessuna autorità ecclesiastica può legittimamente vietare la celebrazione dell’Eucaristia»

Vale per l'Eucaristia in genere, ma vale anche per l'antico Rito. Qui l'indice degli articoli. Qui l'indice degli articoli sulla Chiesa in tempo di Covid.

Card. Sarah. «Nessun governo, nessuna autorità
ecclesiastica può legittimamente vietare
la celebrazione dell’Eucaristia»

Nel nuovo libro in uscita: Catechismo della vita spirituale (Cantagalli) il cardinale Robert Sarah sviluppa un itinerario di conversione attraverso i sacramenti per radicarci nel rapporto con Dio e servire la Chiesa in questo tempo di crisi con al centro l'Eucaristia.
Nel capitolo dedicato proprio all’Eucaristia, il prefetto emerito per il culto divino dice: 
«L’Eucaristia è un bisogno primordiale, una necessità vitale. (…) Un cristiano senza sacramenti e senza Eucaristia è un cadavere ambulante. Come dicevano i martiri di Abitene (…): “Noi cristiani non possiamo vivere senza l’Eucaristia”. (…) Senza la presenza di Gesù-Eucaristia, il mondo è condannato alla barbarie, alla decadenza e alla morte». 
Da questa consapevolezza discende un chiaro giudizio su quanto avvenuto negli ultimi anni, nel tempo del Covid. Alcuni stralci: 

Era gravemente malato. E accanto al suo letto apparve Gesù. La visione di Papa Pacelli

Il 25 gennaio ricorre la Conversione di san Paolo a cui Gesù Cristo è apparso e come è apparso a lui così è apparso o ha parlato a dei cristiani, a dei santi come san Francesco, san Tommaso, santa Caterina, santa Teresa d'Avila, santa Margherita, santa Gemma, padre Pio ed altri. Nel 1954 è apparso anche a Pio XII. Qui l'indice degli articoli su Papa Pacelli.

Era gravemente malato. 
E accanto al suo letto apparve Gesù. 
Il giorno dopo le sue condizioni di salute migliorarono. Pio XII ne parlò con pochissime persone.
Il pontefice avrebbe avuto la visione di Gesù Cristo. Ed è accaduto in un momento di gravi difficoltà fisiche per lui. Era a letto, gravemente ammalato. Sentiva vicina la fine del suo percorso terreno. Ed è allora che è accaduto un fatto straordinario.
Padre Leonardo Sapienza, reggente della Casa Pontificia, nel suo libro “La barca di Paolo”, Edizioni San Paolo, pubblica due documenti del 1955, poco conosciuti, che ricostruiscono questa visione avuta da Pio XII, durante una malattia che lo stava debilitando.
Il n. 47 del settimanale Oggi nel 1955 dava in anteprima la notizia che Papa Pacelli aveva visto Cristo in visione accanto a sé. E L’Osservatore Romano di domenica 11 dicembre 1955 conferma l’episodio. 

martedì 24 gennaio 2023

Paolo Pasqualucci. Rousseau e Kant artefici della coscienza moderna

Dopo aver postato tempo fa, in particolare per i lettori amanti della Filosofia della Politica, l’articolo “Il mito rousseauiano del Legislatore” [qui], propongo ora un altro intervento di Paolo Pasqualucci su un corposo tema correlato: “Rousseau e Kant artefici della coscienza moderna”, corredato da una brevissima Nota introduttiva dell’autore.

Rousseau e Kant artefici
della coscienza moderna
*
Paolo Pasqualucci

Nota dell’autore
Quest’articolo, inviato da me ad un Convegno nel 1978, fu pubblicato nel 1980. Il 1978 coincise con il bicentenario della morte di Rousseau e quel torno di anni fu tutto un fiorire di studi sulla sua figura. L’articolo mi sembra ancora attuale nell’indagare il connesso e nello stesso tempo differenziato contributo dell’uno e dell’altro pensatore al formarsi di quella che chiamiamo ancor oggi, nel bene e nel male, “coscienza moderna”. Alla “coscienza di sé” in senso esistenziale, oggi prevalente, sofferta convinzione dell’esser ognuno di noi “scisso” o “alienato” da una supposta armoniosa unità originaria presociale; a questa autogiustificazione dell’infelicità di chi, rigettato il concetto del peccato originale, non crede più nella divina Monotriade, un contributo fondamentale l’ha dato proprio “il folle di Ginevra”. Pensatore complesso e per certi aspetti “luciferino” Rousseau: basti pensare alla sua elaborazione, nel Contratto Sociale, della nozione di una “religione civile” o “del cittadino” messa poi in pratica, come tentativo, nientemeno che da Maximilien Robespierre. Tuttavia, Rousseau fu all’origine di indirizzi di pensiero ed ideologie tra loro contrapposte: da un lato, il contrattualismo di tipo “democratico-rivoluzionario”, quale teoria dell’origine razionale della società e dello Stato, coagulati nella “volontà generale” - dall’altro, l’esaltazione della nazione, della Patria, con le sue tradizioni (i rudi costumi svizzeri di contro alle mollezze parigine); da un lato, l’accettazione del progresso, dall’altro la sua critica, con l’impietosa analisi dei mali prodotti dallo sviluppo della “cultura”; da un lato, il superamento dell’individuo naturale nel “cittadino”, impregnato di virtù “repubblicana”, strumento della “volontà generale” - dall’altro, l’esaltazione della coscienza individuale, “istinto divino”, addirittura giudice del bene e del male, dimensione interiore (in teoria) incontaminata che ci rapporta a Dio, alla natura, come se potessimo liberarci dell’ordinamento concreto e sempre alienante della vita, sociale, statale, temporale in generale. È la coscienza individuale che deve giustificare l’obbedienza del soggetto alla legge, riconoscerla come se se la fosse prescritta da se stessa. Questo vale, per Rousseau, nel campo politico ma ha anche implicazioni in quello morale, campo nel quale il Ginevrino sviluppò finissime analisi sul contrasto tra impulsi del cuore, passione e senso del dovere, obbligo di rispettare la legge morale. Quest’ultimo aspetto interessò in particolare Kant, della cui concezione etica Rousseau è considerato un precursore. Fino a che punto lo sia stato veramente, cerca di dimostrarlo l’articolo qui riprodotto.

Il Battesimo dei bambini: perché un neonato deve essere battezzato quando non può dir nulla in proposito?

Nel Battesimo, i neonati sono incorporati in Cristo, non attraverso un atto della loro volontà, bensì dei padrini che rappresentano la Chiesa e si assumono la responsabilità dell’educazione spirituale del bambino. I genitori, naturalmente, devono acconsentire al Battesimo; la Chiesa rifiuta di battezzare qualcuno contro la sua volontà o di battezzare i bambini se non c’è qualche garanzia che vengano educati nella fede. I padrini agiscono in rappresentanza della Chiesa, non dei genitori. Essi testimoniano l’incorporazione del neonato nella compagnia di Cristo.
Ci si potrebbe chiedere: perché un bambino deve essere battezzato quando non può dire nulla in proposito? Allora, perché dovrebbe essere nutrito? Gli si chiede forse un parere sul cognome che assumerà? Se riceve il cognome della famiglia, la sorte della famiglia, il ceto sociale della famiglia, l’eredità della famiglia, perché non dovrebbe anche ricevere la religione della famiglia?
Nel nostro Paese non attendiamo che i figli abbiano ventuno anni per poi permettere loro di scegliere se diventare cittadini americani, se intendono parlare la lingua inglese. Sono nati americani; così, nel Battesimo, siamo nati membri del Corpo mistico di Cristo. Se uno aspetta di avere ventun’anni prima di imparare qualcosa sulla propria relazione con il Signore che lo ha redento, avrà già imparato nel frattempo un altro catechismo, quello delle sue passioni, della sua concupiscenza, della sua lussuria.
(Fulton J. Sheen, da "I 7 Sacramenti" edizioni Ares)

lunedì 23 gennaio 2023

Un libro postumo di Benedetto XVI

La sorpresa. L'ultimo libro di Benedetto XVI, pubblicato post mortem. C'è chi lo definisce una bomba atomica sul modernismo. Lui stesso ha chiesto ai curatori, Elio Guerriero e mons. Georg Gaenswein, con una lettera del primo maggio 2022: "Questo volume, che raccoglie gli scritti da me composti nel monastero Mater Ecclesiae, deve essere pubblicato dopo la mia morte". In una lettera a Guerriero Ratzinger aveva così motivato la sua scelta: "Da parte mia, in vita, non voglio più pubblicare nulla. La furia dei circoli a me contrari in Germania è talmente forte che l'apparizione di ogni mia parola subito provoca da parte loro un vociare assassino. Voglio risparmiare questo a me stesso e alla cristianità". 
"Il Giornale" cita anche l'inizio della parte relativa alla rinuncia: "Quando l'11 febbraio 2013 annunciai le mie dimissioni dal ministero del successore di Pietro...". Se il testo è quello, ancora una volta pare che Benedetto XVI dica che ha rinunciato al 'ministerium' (ma non al 'munus')...
La scorsa degli argomenti dell'articolo ripreso di seguito per segnalare la notizia,  certamente interessante, è piuttosto sommaria. Bisognerà conoscere il testo integrale per un'analisi più precisa.
Qui l'indice di tutti gli interventi di Ratzinger dal 'recinto di Pietro'.

Un libro postumo di Benedetto XVI

Intitolato Che cos'e il Cristianesimo, questo libro raccoglie 16 testi del periodo successivo all'abdicazione di Benedetto XVI nel 2013; la maggior parte è stata scritta intorno al 2018, l'ultima nel 2022. È stata pubblicata da Mondadori il 18 gennaio.

Opposizione tra cattolicesimo e protestantesimo
In un testo inedito, Benedetto XVI deplora che il Vaticano II "non abbia affrontato la messa in questione fondamentale del sacerdozio cattolico da parte della Riforma del XVI secolo". È una "ferita che oggi si avverte e che, a mio avviso, va affrontata in modo aperto e fondamentale".
Benedetto XVI vede l'errore originario di Lutero nella sua visione di un'opposizione insanabile tra il concetto sacerdotale dell'Antico Testamento e il sacerdozio conferito da Gesù Cristo. Tuttavia, la Chiesa primitiva aveva già collegato il sacerdozio dell'Antico Testamento con i ministeri del Nuovo Testamento e non vedeva la giustificazione tramite la fede e le opere come opposte.