Al Concistoro di giugno Leone XIV raddoppierà gli sforzi nella ribellione della Chiesa sinodale contro il Grande Mandato di Cristo
I cattolici conservatori stile EWTN e la Trad Inc. devono star davvero autocommiserandosi ora. O forse no, forse sono ancora troppo addormentati per vedere cosa sta succedendo.
L’imminente concistoro di giugno annunciato da Leone XIV ha ancora una volta chiarito che non ci sarà alcuna rottura con la traiettoria attuale anti-cattolica, modernista e sinodale, ma solo il suo consolidamento. L’intenzione esplicita di “rilanciare” Evangelii Gaudium come quadro guida per la missione della Chiesa sinodale, un documento che andrebbe usato come legna per il prossimo barbecue, segnala un continuo impegno allo stesso paradigma post-conciliare, segnato da ambiguità, sperimentazione pastorale e una persistente elusione delle crisi dottrinali e liturgiche che hanno devastato la vita cattolica.
Sì, gente, a giugno Prevost e la gerarchia eretica sinodale raddoppieranno sull’eresia del non-Concilio Vaticano II: che la Chiesa cattolica non debba chiamare i perduti al pentimento e alla conversione. Ridefinendo il “proselitismo” come qualcosa di negativo, Leone XIV istruirà ancora una volta i suoi scagnozzi e, implicitamente, i seguaci sinodali, a non disturbare coloro che sono nell’errore ma a permettere loro di andare all’Inferno in pace.









