Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

lunedì 9 marzo 2026

I cattolici USA vogliono donare a Papa Leone XIV una tiara papale

Un’associazione non profit statunitense ha avviato una raccolta fondi per realizzare una nuova tiara papale ispirata alla tradizione del triregno. Il progetto, ricco di simboli cattolici e americani, vuole essere un dono corale dei fedeli degli Stati Uniti a Papa Leone XIV. Sulla deposizione del Triregno da parte di Paolo VI vedi qui

I cattolici USA vogliono donare a Papa Leone XIV una tiara papale
Tyler Arnold

Il progetto di tiara papale di Amici Vaticani da donare a Papa Leone XIV.
La nuova organizzazione no-profit ha lanciato una raccolta fondi per realizzare una tiara che unisca simboli cattolici e americani, da offrire al Papa come dono dei cattolici statunitensi al primo Pontefice proveniente dagli Stati Uniti.

La tiara, commissionata dall’organizzazione non profit Amici Vaticani, sarà in puro argento con tre corone dorate, nel solco della tradizione del triregno sviluppatasi dal XIV secolo. I tre ordini della corona richiamano l’antico significato della triplice dignità pontificia e le diverse interpretazioni spirituali legate al ministero del papa.

Per sottolineare le radici americane del Pontefice, il progetto prevede l’uso di pietre rosse, bianche e blu, richiamo ai colori della bandiera degli Stati Uniti, insieme a motivi di foglie di quercia (albero nazionale) e spighe di mais (coltura simbolo del Paese). Altri elementi avranno un doppio rimando, ecclesiale e “civile”: le rose, emblema mariano e fiore nazionale; i rami di olivo, segno dell’impegno del papa per la pace e immagine presente anche nel Great Seal degli Stati Uniti.

Quando una civiltà rifiuta il suo re

Nella nostra traduzione da Pillars of Faith la trascrizione dell'ennesima esortazione di un pastore che non cessa di parlar schietto secondo verità. Qui l'indice dei precedenti.

Quando una civiltà rifiuta il suo re

Ci sono momenti nella storia in cui il male si nasconde nell'ombra. E poi ci sono momenti in cui le ombre stesse iniziano a squarciarsi e le persone vedono cose che rivelano quanto in basso possa cadere un'anima umana quando si allontana da Dio.

Stiamo vivendo un momento simile.

In tutto il mondo vengono rivelate cose che un tempo molti avrebbero ritenuto impossibili: corruzione intrecciata al potere, crimini che nascondono l'influenza, istituzioni che lottano per spiegare il loro silenzio, mentre verità a lungo sepolte iniziano a emergere.

La "selva oscura" della filosofia?

Nella nostra traduzione da The Catholic Thing una riflessione interessante. Sono sempre ammirata per l'amore a Dante e alla nostra cultura in genere riscontrato tra gli Autori anglofoni.
La "selva oscura" della filosofia?

Immagine: Dante e Beatrice in Paradiso di Poul Simon Christiansen, 1895 [Galleria Nazionale di Danimarca, Copenaghen]

È Quaresima, il periodo in cui le nostre mortificazioni e le letture della Chiesa ci offrono un'opportunità più acuta di riflettere su ciò che amiamo e se stiamo amando le cose giuste.

James Patrick era un uomo saggio e un buon amico. Lo conobbi dopo che aveva fondato un piccolo istituto di istruzione post-secondaria, il St. Thomas More College a Fort Worth. Dico "istituto" perché, a parte le sue dimensioni e la sua ubicazione in poche case residenziali vicino alla Texas Christian University, aveva ben poco a che vedere con qualsiasi cosa oggi potremmo definire un'università.

In precedenza aveva insegnato all'Università di Dallas, all'Università del Sud di Sewanee e all'Università del Tennessee. Aveva studiato architettura, teologia, filosofia e praticamente tutto il resto. Era stato sacerdote episcopale prima di entrare nella Chiesa cattolica.

domenica 8 marzo 2026

8 marzo: La "follia" di San Giovanni di Dio, il malato più importante della cura

8 marzo: La "follia" di San Giovanni di Dio, il malato più importante della cura

L'8 marzo è il giorno in cui la Chiesa ricorda la figura di San Giovanni di Dio, fondatore dei Fatebenefratelli. La sua storia singolare - fu creduto "pazzo" e gettato in un manicomio - gli consentì di rivoluzionare il modo di curare i malati, aprendo la sanità al futuro.

Oggi, dice un religioso dell'Istituto, servirebbe un 'folle' come lui per difendere la dignità dei malati, spesso in secondo piano rispetto ai costi di gestione

A gennaio del 1537 arrivò a Granada il B. Giovanni d’Avila (10 mag.) per predicare nel giorno della festa di S. Sebastiano (20 gen.).

Giovanni andò ad ascoltarlo e quando il predicatore cominciò a parlare della gioia che provano coloro che soffrono per Cristo e delle ricompense che spettano loro, cominciò a gridare e a battersi il petto chiedendo pietà. Poi, come se fosse completamente uscito di senno, cominciò a correre per le strade strappandosi i capelli e comportandosi in modo così selvaggio che la folla iniziò a colpirlo con bastoni e pietre. Quando rincasò era ridotto in uno stato pietoso.

Terza Domenica di Quaresima

Facciamo tesoro degli insegnamenti che ci aiutano a interiorizzare sempre più, seguendo il calendario liturgico, le ricchezze inesauribili della nostra fede oggi così neglette: per questo ripercorriamo l'Anno Liturgico e le sue gemme spirituali. Qui trovate l'Ordinario e qui il proprio della Messa di oggi.
Vedi: Meditazione sulla Quaresima [qui]; Prima Domenica di Quaresima quiSeconda Domenica di Quaresima qui.
Terza Domenica di Quaresima
Intróitus
Ps. 24, 15-16 - Óculi mei semper ad Dóminum, quia ipse evéllet de láqueo pedes meos: réspice in me, et miserére mei, quóniam únicus et páuper sum ego.
Ps. 24, 1-2 - Ad te, Dómine, levávi ánimam meam, Deus meus, in te confído, non erubéscam. Glória Patri…
Ps. 24, 15-16 - Óculi mei semper ad Dóminum
Introito
Sal. 24, 15-16 - I miei occhi sono rivolti sempre al Signore, poiché Egli libererà i miei piedi dal laccio: guardami e abbi pietà di me, poiché sono solo e povero. Sal. 24, 1-2 - A Te, o Signore, ho levato l’anima mia, in Te confido, o mio Dio, ch’io non resti confuso. Gloria al Padre…
Sal. 24, 15-16 - I miei occhi sono rivolti sempre al Signore …

La Quaresima: tempo di riflessione.
La santa Chiesa che nella prima Domenica di Quaresima, ci propose la tentazione di Gesù a soggetto delle nostre meditazioni, per illuminarci sulla natura delle nostre tentazioni ed insegnarci la maniera per trionfarne, oggi ci fa leggere un passo del Vangelo di san Luca, la cui dottrina viene a completare la nostra istruzione circa la potenza e le manovre dei nostri invisibili nemici. Durante la Quaresima il cristiano deve riparare il passato e garantirsi l'avvenire, poiché non potrebbe fare assegnamento sul primo né difendere efficacemente il secondo, senza avere delle sane idee sull'entità dei pericoli che lo fecero soccombere e su quelli che ancora lo minacciano. Ben a ragione quindi gli antichi liturgisti riconobbero un tratto di materna saggezza nel discernimento con cui oggi la Chiesa presenta ai suoi figli questa nuova lettura, la quale costituisce il fulcro degli odierni insegnamenti.

sabato 7 marzo 2026

7 marzo 2026: San Tommaso D'Aquino, Confessore e Dottore della Chiesa

7 marzo 2026: San Tommaso D'Aquino, Confessore e Dottore della Chiesa

Gloria di san Tommaso.
Salutiamo oggi uno dei più luminosi interpreti della divina verità. La Chiesa l'ha generato molti secoli dopo l'età apostolica, molto tempo dopo che la parola d'Ambrogio, di Agostino, di Girolamo e di Gregorio aveva cessato di risuonare; ma san Tommaso ha dimostrato che il seno della Madre comune è sempre fecondo, e questa, nella gioia di averlo dato alla luce, lo ha chiamato il Dottore Angelico. È dunque in mezzo al coro degli Angeli che devono cercarlo i nostri occhi, perché la sua nobile e pura intelligenza lo associò ai Cherubini del ciclo; come la tenerezza di Bonaventura, suo emulo ed amico, annoverò il discepolo di san Francesco nella schiera dei Serafini.

Iran: questa guerra è giusta? Le domande sono chiare: il futuro non altrettanto

Nella nostra traduzione da Substack Phil Lawler riflette sulla guerra in corso. Molte domande, altrettanta incertezza, fonte di apprensione. Qui l'indice degli articoli sul fronte mediorientale

Iran: questa guerra è giusta?
Le domande sono chiare: il futuro non altrettanto

L'azione militare statunitense/israeliana contro l'Iran può essere sostenuta come conforme ai principi della guerra giusta? Non senza gravi difficoltà.

Non possiamo emettere un verdetto definitivo con sicurezza finché non avremo una solida conoscenza dei fatti, se mai li avremo. Per ora, ci sono troppe variabili per consentire una soluzione semplice all'equazione. Non conosciamo i dettagli dei negoziati tra Stati Uniti e Iran prima degli attacchi aerei, né abbiamo accesso alle informazioni di intelligence su cui si è basata la Casa Bianca. A ragione, il Catechismo della Chiesa Cattolica insegna che i leader politici sono in ultima analisi responsabili delle decisioni sulla giustizia di un'azione militare, poiché solo loro dovrebbero avere a disposizione tali informazioni.

“Dialogo” e “Movimento ecumenico” come sintomi di psicosi istituzionale

Nella nostra traduzione da Pelican+. Un importante richiamo ad una delle derive conciliari: l'esaltazione del dialogo oltre misura e del falso ecumenismo. Precedenti ancor più completi qui - qui - qui.

“Dialogo” e “Movimento ecumenico”
come sintomi di psicosi istituzionale


Il vero dialogo e la sua  Sorgente
Ciò che distingue l'attuale crisi ecclesiale da tutte le precedenti, inclusa quella dell'arianesimo, è un massiccio indebolimento della Chiesa militante provocato non da esplicite eresie come quella ariana, ma da novità programmatiche in ambito pastorale prive di un contenuto dottrinale definibile. A parte il fallimentare tentativo di reinventare il Rito Romano su commissione, "dialogo" ed "ecumenismo" – neologismi del tutto estranei alla Chiesa prima del Vaticano II – hanno portato al vero e proprio recesso dalla sua missione. Nessuno ha valutato la sorprendente ramificazione del "dialogo" con maggiore acutezza di Romano Amerio nel suo capolavoro Iota Unum:
Il termine era completamente sconosciuto e inutilizzato nell'insegnamento della Chiesa prima del Concilio. Non ricorre una sola volta in nessun Concilio precedente, né nelle encicliche papali, né nei sermoni, né nella pratica pastorale. Nei documenti del Vaticano II ricorre 28 volte, dodici delle quali nel decreto Unitatis Redintegratio. Ciononostante, attraverso la sua rapida diffusione e un enorme ampliamento di significato, questo termine, nuovissimo nella Chiesa cattolica, è diventato la parola maestra che ha determinato il pensiero postconciliare e una categoria onnicomprensiva nella nuova mentalità.
Non si parla solo di dialogo ecumenico, di dialogo tra la Chiesa e il mondo, di dialogo ecclesiale, ma, con un'enorme catacresi [abuso di sovraestensione di significato], si attribuisce una struttura dialogica alla teologia, alla pedagogia, alla catechesi, alla Trinità, alla storia della salvezza, alle scuole, alle famiglie, al sacerdozio, ai sacramenti, alla redenzione e a tutto ciò che è esistito nella Chiesa per secoli senza che il concetto fosse nella mente di nessuno o la parola ricorresse nel linguaggio. (Iota Unum, p. 347)

venerdì 6 marzo 2026

Il card. Zen sulla vicenda Vaticano/FSSPX

Il card. Zen su X e la sua posizione sulla FSSPX. 
Peccato, uno dei pastori più illuminati; ma la sua ottica ─ al pari degli altri conservatori [vedi] ─ non riesce a mettere in discussione il concilio. E si aspetta molto dal papa. Qui l'indice de precedenti.
@CardJosephZen
Il Caso SSPX Venerdi 2 settimana di Quaresima 
Davanti al caso dei SSPX sembra che anche i tradizionalisti siano divisi. Il che è molto comprensibile, ci sono due cose da considerare. 
A) Uno scisma bisogna evitarlo con ogni sforzo, perché causerà un serio e duraturo danno alla Chiesa; ma d’altra parte 
B) bisogna anche rispettare un grosso problema di coscienza, “come si può obbligare qualcuno a seguire degli insegnamenti che evidentemente negano la Santa Tradizione della Chiesa?”
Allora come si può risolvere il caso? La SSPX è stata mandata a dialogare con il capo del Dicastero della dottrina di Fede, ma c’è un minimo di speranza da questo dialogo? 

Monreale tra fede, arte e liturgia

Monreale tra fede, arte e liturgia
Sara Magister | 11 Febbraio 2026

Fondato attorno al 1172 dal re normanno di Sicilia Guglielmo II, con la dedica Sancta Maria Nova in Monte Regali, nel 1189 non solo il duomo di Monreale, ma anche i mosaici dovevano essere già compiuti. La grandiosità dell’edificio rese subito chiaro che la struttura era destinata ad assumere un ruolo centrale nella politica amministrativa e delle immagini del Re normanno: essa doveva essere una chiesa abbaziale, ma anche una Cattedrale regia, una sede arcivescovile ed un mausoleo dinastico.

La sua costruzione e decorazione fu un’impresa titanica, realizzata in tempi molto stretti ma sempre con un altissimo grado di qualità, sia nella struttura che, soprattutto, nella tecnica e nel programma iconografico sotteso ai mosaici, davvero sorprendente per organicità, spessore dottrinale e raffinatezza.