Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

mercoledì 18 marzo 2026

Non nominare il Nome di Dio invano o, peggio ancora, strumentalmente...

Non nominare il Nome di Dio invano o, peggio ancora, strumentalmente...

"L'abuso e la manipolazione del nome di Dio per giustificare questa e qualsiasi altra guerra sono il peccato più grave che possiamo commettere in questo momento.

La guerra è prima di tutto politica e ha interessi molto materiali, come la maggior parte delle guerre. Dobbiamo fare tutto il possibile per non lasciare spazio a questo linguaggio pseudo-religioso, che non parla di Dio, ma di noi stessi.
Cardinal Pizzaballa

Testimoniare la rinascita tridentina

Nella nostra traduzione da Pelicanplus. Il Cardinale Eijk dichiara: "La Chiesa, un tempo potente, è implosa negli anni '50 e '60" e celebra pubblicamente la sua prima messa pontificale tradizionale.

Testimoniare la rinascita tridentina
di Serre Verweij

Il cardinale Eijk, capo della provincia cattolica olandese, celebra pubblicamente la sua prima messa pontificale tradizionale in latino.

Domenica Laetare ho avuto il piacere di assistere personalmente alla solenne messa pontificale celebrata dal Cardinale Eijk. Il Cardinale ha recentemente affrontato alcuni problemi di salute e sembrava ancora un po' fragile. Tuttavia, è stato bello vederlo celebrare con gioia la messa dei santi e ascoltare la sua omelia, in cui ha parlato del valore dell'Eucaristia e di come la miracolosa moltiplicazione dei pani di Cristo ne fosse stata una prefigurazione.

Terra Santa. Santo Sepolcro: Porte chiuse, occhi spenti

A Gerusalemme dal 28 febbraio il Santo Sepolcro è chiuso e non è consentito celebrarvi Messe e liturgie. Il conflitto in Medio Oriente ha creato un clima di terrore che si riflette nella continua paura dell'altro. La costante pressione del pericolo e dell'insicurezza alzano muri che non si vedono e non si toccano. A rischio le celebrazioni della Settimana Santa. Qui l'indice degli articoli sulla guerra in Medioriente.

Terra Santa. Santo Sepolcro: Porte chiuse, occhi spenti

Il grande portone a due ante, che da centinaia di anni protegge l'ingresso al Santo Sepolcro, non è mai stato chiuso per tanto tempo. Guerre, pericoli e tensioni, pandemie hanno limitato l'accesso al Luogo Santo ma non era mai successo per tempi così lunghi e continuativi. È un periodo temporale che è coinciso con il tempo forte della Quaresima, tempo di meditazione e di preghiera, che, camminando, ci porta ad attraversare, anche con una sola anta aperta, quel portone. Percorrendo la stessa via Dolorosa che vide la Passione di Nostro Signore, entriamo nel Luogo del sacrificio dell'Uomo che ha trasformato la Sua morte in Salvezza eterna. Quelle porte, sempre Sante, sono chiuse dal 28 febbraio e non ci è ancora consentito aprirle a riti millenari che non sono solo frutto di tradizioni e di consuetudini.

Leone XIV e la Messa tradizionale: un incontro passato inosservato

Nella nostra traduzione da Benoit et moi l'esame di alcuni elementi in base ai quali si potrebbe dedurre che il Papa voglia risolvere la questione della Messa tradizionale.
Sì, c'è vita al di fuori del Medio Oriente e della guerra israelo-americana contro l'Iran. Anche per la Chiesa. Ecco un ottimo articolo del sempre interessantissimo blog El Wanderer (testo di seguito). Mette in luce un piccolo evento (a prima vista, certamente praticamente sconosciuto) che si è svolto di recente in Vaticano e che potrebbe avere un grande impatto sul futuro della Tradizione nella Chiesa: Leone XIV ha ricevuto due scienziati – in breve, due sociologi – che, mettendo da parte ogni pregiudizio ideologico e con dati a supporto, gli hanno presentato la questione più controversa che la Chiesa contemporanea si trova ad affrontare : la crisi della pratica religiosa in Occidente, il suo legame con il Concilio Vaticano II e l'ascesa di comunità legate alla liturgia tradizionale. Il blogger argentino vede in questa udienza:

martedì 17 marzo 2026

La deriva iper-sionista del secondo mandato di Trump

Donald Trump ha rimosso ufficialmente la coraggiosa cattolica Carrie Prejean Boller dalla Commissione per la Libertà Religiosa della Casa Bianca. Poche settimane fa Carrie era stata espulsa dalla Commissione dal presidente Dan Patrick (vice governatore del Texas) a causa delle sue critiche nei confronti della deriva ultra sionista del governo israeliano, sottolineando che tale ideologia é incompatibile con la sua fede cattolica. Che ne pensate anche del resto? Qui l'indice degli articoli sugli eventi nel quadrante mediorientale.

La deriva iper-sionista del secondo mandato di Trump
e la repressione del dissenso.


Nell'immagine: da sinistra a destra: Tucker Carlson, Candace Owens, Charlie Kirk e Carrie Prejean Boller.

Nel primo mandato presidenziale Donald Trump aveva già segnato una svolta importante nella politica estera americana verso Israele. Lo spostamento dell’ambasciata degli Stati Uniti a Gerusalemme, il riconoscimento delle Alture del Golan come territorio israeliano e il sostegno agli Accordi di Abramo avevano rappresentato scelte forti, che avevano rotto con una certa prudenza diplomatica mantenuta per decenni dalle amministrazioni precedenti.

Tuttavia, nel corso del secondo mandato sta emergendo qualcosa di diverso e, per molti osservatori, di più radicale. Non si tratta più soltanto di un rapporto privilegiato con uno storico alleato strategico. Si sta delineando piuttosto una linea politica nella quale il sostegno a Israele appare sempre più come un principio ideologico non discutibile, una posizione dalla quale non è consentito deviare neppure marginalmente.

L'Iran rappresenta il primo caso storico di stato che adotta strutturalmente la dottrina della guerra partigiana come scelta strategica

Che ne dite di questa lettura dei clamorosi eventi scatenati dall'attacco all'Iran?
L'Iran rappresenta il primo caso storico di stato che adotta strutturalmente la dottrina della guerra partigiana come scelta strategica

"C'è una categoria che manca nel dibattito sulla guerra in corso contro l'Iran, e la sua assenza spiega perché chi la combatte continua a sbagliare tutto.
L'Iran non è un movimento partigiano come l'FLN algerino, che era un fronte senza dogma unificante - coalizione di nazionalisti, socialisti, comunisti, conservatori - tenuto insieme da un unico obiettivo: cacciare il colonizzatore. Non è il Vietnam del Nord, che era uno stato su una parte del territorio con una dottrina esportabile - il comunismo - ma dipendente da Mosca e Pechino e limitato geograficamente. Hamas, Hezbollah, gli Houthi sono milizie, entità subnazionali che usano tattiche di guerriglia perché non hanno alternativa: la loro asimmetria è coatta, non scelta.

L'Iran è qualcosa di diverso e di storicamente nuovo: rappresenta il primo caso storico di stato che adotta strutturalmente la dottrina della guerra partigiana come scelta strategica sovrana, combinando la legittimità e le risorse di uno stato con la logica operativa del movimento di resistenza. 

Le prime mosse della Curia di Leone XIV cominciano a far luce sul suo pontificato

Nella nostra traduzione da The Catholic Herald un excursus interessante
Le prime mosse della Curia di Leone XIV
cominciano a far luce sul suo pontificato


Negli ultimi sette giorni molti osservatori vaticani si saranno chiesti se il Papa americano sta davvero iniziando ad esercitare la sua influenza amministrativa. Come molti editorialisti hanno scritto, o discusso nelle conversazioni nella Città Eterna, le nomine di Leone XIV nella Curia Romana saranno tra gli indicatori più chiari della sua personalità e della direzione che intende dare al suo pontificato.

Nel corso dell'ultima settimana sono state fornite alcune risposte, non solo attraverso la nomina di nuovi incarichi, ma anche tramite decisioni di governo emanate dal Papa. Tra queste, spicca il trasferimento del cardinale Konrad Krajewski da Roma alla sua nativa Polonia, per assumere la sede vacante di Łódź. Krajewski è stato una figura di spicco in Vaticano negli ultimi anni, arrivando a servire come Maestro delle Cerimonie pontificie alla fine degli anni '90, prima di essere nominato Elemosiniere del Papa Francesco nel 2013.

lunedì 16 marzo 2026

In Friuli c’è un prete veramente cattolico…

Stop alla concessione delle strutture cattoliche ai musulmani. Perché la scelta di don Francesco Fragiacomo è giusta e coerente con la nostra fede. Qui l'indice degli articoli sul filo-islamismo.

In Friuli c’è un prete veramente cattolico…

In molte regioni del mondo – dal Medio Oriente a parti dell’Africa e dell’Asia – i cristiani vivono condizioni difficili: chiese distrutte, culto limitato o vietato, discriminazioni e persecuzioni.

Negli ultimi anni si è diffusa sempre più, in alcuni ambienti ecclesiali e mediatici, l’idea che l’“apertura” e il dialogo interreligioso debbano necessariamente tradursi nella concessione di spazi parrocchiali o ecclesiastici per celebrazioni di altre religioni. In questo contesto si inserisce la posizione di Francesco Fragiacomo, sacerdote friulano che ha deciso di non concedere locali parrocchiali per le celebrazioni del Ramadan.

Questa scelta ha suscitato discussioni, ma in realtà si fonda su motivazioni teologiche, pastorali e di buon senso profondamente coerenti con la tradizione cattolica.

Una lettera inedita rivela le ultime riflessioni di Benedetto XVI sulla preghiera e il futuro della fede

Nella nostra traduzione da The Catholic Herald. Una lettera inedita di Papa Benedetto XVI, che offre profonde riflessioni sulla preghiera. Porta la data del 27 aprile 2021, poco più di un anno prima della morte. È contenuta nel libro "La fede del futuro", quarto volume di una raccolta di testi inediti di Benedetto XVI con prefazione del Segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin. In calce ne trovate il testo integrale. Qui l'indice degli scritti di Ratzinger dal "Recinto di Pietro" dopo la sua abdicazione.

Una lettera inedita rivela le ultime riflessioni di Benedetto XVI sulla preghiera e il futuro della fede

Una lettera inedita di Papa Benedetto XVI, scritta poco più di un anno prima della sua morte, è stata pubblicata in un nuovo libro italiano, offrendo uno spaccato della teologia del defunto pontefice e della sua visione del futuro della fede alla fine della sua vita.

Il testo è pubblicato ne La fede del futuro, quarto volume di una raccolta di scritti inediti e difficilmente reperibili di Joseph Ratzinger, pubblicata dalle Edizioni Cantagalli di Siena. La collana è introdotta da una prefazione del Segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin.

domenica 15 marzo 2026

Cosa ci dicono le spoglie svelate di Francesco d'Assisi

Nella nostra traduzione da Vigiliae
Quando le ossa parlano
Cosa ci dicono le spoglie svelate di Francesco d'Assisi

Eccole qui: le ossa di Francesco d'Assisi, visibili per un certo periodo sotto una lastra trasparente nella chiesa inferiore – svelate ora, otto secoli dopo la sua morte. Semplicemente presenti, offerte allo sguardo umano. Per i cattolici queste sono reliquie da venerare; molti altri cristiani, al contrario, guardano a tale pratica con un certo scetticismo. Eppure, qualunque sia la risposta istintiva, la domanda sorge quasi subito: cosa dice una simile visione?

Questi frammenti di vita ci interrompono. Incidono sulle storie che usiamo per attenuare la verità della nostra condizione. Ci ricordano che abitiamo una struttura che non abbiamo scelto e a cui un giorno abbandoneremo. E forse è per questo che la loro presenza può sembrare un richiamo. Non alla paura, ma all'onestà.

Spesso immaginiamo la teologia come qualcosa che appartiene al regno della pura astrazione, incontaminata dalla gravità della carne. Eppure anche il nostro pensiero è incarnato. Molto prima che qualsiasi concetto si formi, il nostro vivere insegna la dipendenza, espone la vulnerabilità, risveglia la gioia. Il significato si impone su di noi attraverso la trama stessa della nostra esistenza, ben prima che tentiamo di nominarlo – in quelle certezze pre-riflessive che, come osservava Antonio Livi, ogni bambino acquisisce molto prima della filosofia o della scienza: il fatto di essere qui e del continuo divenire del mondo, la consapevolezza di sé, la presenza degli altri, l'intuizione del giusto e dello sbagliato, il senso di una realtà fondante.