Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

mercoledì 25 marzo 2026

Leone XIV ai vescovi francesi: liturgia, abusi, educazione cattolica

Messaggio di Leone XIV, a firma del segretario di Stato Parolin, per la plenaria della Conferenza Episcopale francese a Lourdes che, tra i temi in agenda, ha anche quello della Messa tradizionale. Il Papa chiede di cercare “soluzioni concrete per includere le persone legate al Vetus Ordo”. Sulla questione abusi, esorta a manifestare attenzione alle vittime e misericordia verso tutti, inclusi i sacerdoti colpevoli. E incoraggia a difendere "con determinazione" l'insegnamento cattolico. Leggiamo su ACIstampa quanto ripreso di seguito. Il tutto centrato sul mantra dell'inclusione e sulla cartina di tornasole del Vaticano II, sul quale basterebbe poter discutere... Qui l'indice degli articoli sulla Liturgia ai tempi di Leone.

Leone XIV ai vescovi francesi: liturgia, abusi, educazione cattolica

Città del Vaticano, 25 Marzo 2026 -- Arriva un messaggio di papa Leone XIV, a firma di Parolin, segretario di Stato Vaticano, in occasione dell’assemblea plenaria di primavera della Conferenza Episcopale francese, in corso da ieri 24 marzo, a Lourdes, fino a domani giovedì 26.

Temi del messaggio, la Liturgia e il tema degli abusi, oltre all'educazione cattolica. Pe il pontefice è importante manifestare attenzione alle vittime e misericordia “verso tutti”, inclusi i sacerdoti colpevoli. Inoltre, sul tema della Messa tradizionale auspica “soluzioni concrete che permettano di includere generosamente le persone sinceramente legate al Vetus Ordo”. Questo senza nascondere la grave preoccupazione per il fatto che “continui ad aprirsi nella Chiesa una dolorosa ferita riguardante la celebrazione della Messa, il sacramento stesso dell’unità”. Ed è proprio sull’unità che il pontefice continua a scrivere: “È certamente necessario un nuovo sguardo di ciascuno verso l’altro, in una maggiore comprensione della sua sensibilità; uno sguardo che possa permettere a fratelli ricchi della loro diversità di accogliersi reciprocamente, nella carità e nell’unità della fede”, si legge nel messaggio.

Una vittoria di Pirro

C’è stata una vittoria delle forze globaliste in Italia, coalizzate attorno all’ANM e vs la Meloni. Pare che abbiano votato più di un milione di immigrati cui è stata data la cittadinanza. Da non sottovalutare. Hanno pesato anche le guerre, forse anche i pesanti finanziamenti all'Ucraina. Comunque è una vittoria del Deep State Italiano, ma è una vittoria di Pirro. Chi ha vinto oggi è già dimissionario dall’ANM per motivi familiari. C'è da farsi qualche domanda.

Una vittoria di Pirro

Non pensavo possibile che ci fosse un livello di superficialità così alto tra tra le élite intellettuali dei magistrati e della sinistra italiana, e ammetto che mi sono totalmente sbagliato. Ci sono vittorie che non si dovrebbero mai nemmeno cercare di ottenere, non solo perché sono sbagliate, ma perché sono l’anticamera di un inferno che si aprirà sotto i piedi di chi le ha ottenute. Questi non si rendono conto di cosa hanno fatto. Una vittoria elettorale, ottenuta con le mistificazioni e le opere mediatiche oscene, se non è protetta a livello internazionale si ritorcerà contro i vincitori.

Storicamente la gran parte dei magistrati italiani si è costituita in una forza sopra la politica, ed ha conquistato man mano, grazie ad una base giuridica creata nel 1941, un potere abusivo che ha accresciuto e attraverso cui, a partire dal 1992, ha letteralmente ucciso la DC e il PSI, e quindi la piena sovranità del Parlamento italiano. In una stagione di cessione di sovranità all’UE, questa cosa si poteva fare, ma ora la stagione è cambiata.

In Illo Tempore: I Domenica di Passione

Nella nostra traduzione da OnePeterFive la consueta meditazione di P. John Zuhlsdorf che ogni settimana ci consente di approfondire i tesori di grazia ricevuti nella domenica precedente [qui].

In Illo Tempore: I Domenica di Passione

Dalle domeniche che precedono la Quaresima in poi, la Santa Madre Chiesa ci ha condotti verso una morte liturgica. Prima ci fu il silenzio dell'Alleluia [vedi] e del Gloria. Il viola e apparso la domenica come araldo del digiuno imminente. Poi la Quaresima stessa ha intensificato la privazione giorno dopo giorno, fatta eccezione per le feste più importanti. Sono scomparsi i fiori scomparvero. La musica strumentale tacque. Persino la Domenica Laetare [qui], con i suoi paramenti rosacei e il temporaneo attenuarsi dell'austerità, è giunta come un breve raggio di calore nell'acqua gelida, uno scorcio di Pasqua da lontano prima che la Chiesa riprendesse fiato e si immergesse di nuovo negli abissi. Il Tempo di Passione segna ora l'inizio della discesa finale.

25 marzo. La Supplica alla Madonna di Loreto

25 marzo. La Supplica alla Madonna di Loreto
Da recitarsi alle ore 12

O Maria Lauretana, Vergine gloriosa, noi ci accostiamo fiduciosi a Te: accogli oggi la nostra umile preghiera. L’umanità è sconvolta da gravi mali dai quali vorrebbe liberarsi da sola.

Essa ha bisogno di pace, di giustizia, di verità, di amore e si illude di poter trovare queste divine realtà lontano da tuo Figlio.

O Madre! Tu portasti il Salvatore divino nel tuo seno purissimo e vivesti con Lui nella santa Casa che noi veneriamo su questo colle loretano, ottienici la grazia di cercare Lui e di imitare i suoi esempi che conducono alla salvezza.

Un altro giorno nella Chiesa conciliare

Nella nostra traduzione da Pelican-brief la riflessione che segue: "Un altro giorno nella Chiesa conciliare". 
Un giorno come tanti al quale ormai siamo assuefatti, una sorta di apatia frutto dell'impotenza tutta umana... Ma "tutto possiamo in Colui che ci dà forza!" anche quando sembra non servire a nulla. 
Solo il Signore sa e prepara frutti secondo la Sua volontà. Per quanto mi riguarda, dopo vent'anni di lotta assidua e di impegno quotidiano nello sforzo instancabile di disseppellire e condividere i tesori della nostra fede, non posso far altro che continuare a pregare e a offrire, persistendo nella fedeltà e andare avanti come e quanto il Signore vorrà, certa che tutto è nelle Sue mani

Un altro giorno nella Chiesa conciliare
Una riflessione sugli ultimi tumulti della gerarchia
«Oggi ho avuto il piacere di vedere Gavrila Ardalionovich a un appuntamento con Aglaya Ivanovna, alla panchina verde. Mi sono meravigliato di quanto un uomo possa avere un aspetto stupido.» (Dostoevskij, L'idiota)
Il punto di partenza migliore è, in fin dei conti, l'inizio.

Proprio l'altro giorno, mentre scorrevo X - cosa che non è mai una buona idea - mi sono imbattuto in un nuovo articolo del Catholic Herald che diceva: "L'arcivescovo di Vienna suggerisce che la Chiesa dovrebbe rimanere aperta a cambiamenti nei comandamenti e nelle leggi".

Ho visto il titolo, non ho nemmeno sentito il bisogno di cliccarci sopra e ho continuato a scorrere. Circa 5 minuti dopo, ho capito cosa mi era appena successo e cosa significasse per me quel tipo di reazione, o meglio, la sua assenza.

martedì 24 marzo 2026

Se voglio sentire parlare di Gesù Cristo, a chi devo rivolgermi?

Cronaca attuale che rispecchia la realtà di crisi della Chiesa e, conseguentemente, della nostra civiltà.
Qui l'indice degli  articoli sulla realtà distopica.

Se voglio sentire parlare di Gesù Cristo,
a chi devo rivolgermi?


Sicuramente molti di voi avranno visto questa immagine che sta circolando sui social. L’ho letta anch’io, e devo confessare che mi ha lasciato una grande tristezza nel cuore.

In quella breve lettera c’è una domanda che, se ci fermiamo davvero a pensarci, è profondamente inquietante: “Se voglio sentire parlare di Gesù Cristo, a chi devo rivolgermi?”

Questa domanda mi ha colpita perché significa che, tra di noi, ci sono ancora persone che cercano Gesù. Persone che desiderano sentir parlare di Lui, che hanno sete di Lui… ma che non riescono più a trovarLo.

Ed è una realtà che fa male riconoscere.

Non perché Gesù non sia più presente, ma perché noi, lentamente, Lo abbiamo tolto dal centro della nostra vita. Abbiamo riempito gli spazi con tante altre cose: opinioni, ideologie, dibattiti, posizioni politiche, discussioni infinite… mentre Cristo, che dovrebbe essere il cuore di tutto, spesso rimane sullo sfondo.

Vescovo Strickland: I cattolici vengono ingiustamente accusati di antisemitismo per aver difeso gli insegnamenti della Chiesa.

Nella nostra traduzione da Lifesitenews: «La coscienza cattolica non deve mai essere messa a tacere dalle pressioni politiche o dalla paura di essere accusati», scrive il vescovo Strickland. Qui l'indice degli interventi precedenti. 

I cattolici vengono ingiustamente accusati di antisemitismo
per difendere gli insegnamenti della Chiesa


Il testo che segue, del vescovo Joseph Strickland, è stato originariamente pubblicato sul suo account X.

In questi giorni di grande confusione, molti cattolici fedeli si sentono turbati – alcuni persino scossi – dall'intensità della pressione politica, dalle accuse pubbliche e dalla crescente ostilità verso coloro che semplicemente si attengono all'insegnamento perenne della Chiesa cattolica.

Permettetemi di parlare con chiarezza, come un pastore di anime:
Se senti che la terra sotto i tuoi piedi trema, non è perché la verità è cambiata, ma perché molti, senza saperlo, si sono ancorati a cose che non possono reggere.

Vescovi «autonomi» e Vescovi «collegiali»: il tema della giurisdizione episcopale

Don Barthe, su Res Novae – Perspectives romaines, espone la sua posizione sulla controversa questione della giurisdizione episcopale.

Vescovi «autonomi» e Vescovi «collegiali»
Due aspetti della crisi della Chiesa e del magistero
don Claude Barthe

La Fraternità San Pio X ha annunciato che il primo luglio 2026 celebrerà al suo interno delle nuove consacrazioni episcopali. Possano i nuovi vescovi essere veramente vescovi per tutta la Chiesa, unendosi alla lotta di coloro, tra i Successori degli Apostoli, che vogliono restaurare la fede e il culto e non restare i vescovi di un isolotto pastorale di incontaminati. Ma il nostro scopo non è quello di trattare questa faccenda nel merito, bensì quello di considerare gli aspetti che essa rivela: quello della giurisdizione episcopale (il potere di governare proprio dei vescovi) nella Chiesa.

Una nuova categoria di vescovi

lunedì 23 marzo 2026

Parce Domine, populo tuo /Canto quaresimale

"Parce Domine, populo tuo" è un celebre canto gregoriano quaresimale, tradotto come "Perdona, Signore, al Tuo popolo".
Invoca la misericordia divina, chiedendo a Dio di non adirarsi in eterno e di perdonare le colpe del popolo, spesso eseguito durante la liturgia della Quaresima per implorare il perdono.
Il testo è tratto da Gioele 2:17. I primi sacramentari riportano una varietà di preghiere ispirate da questa citazione del profeta. Di seguito il testo preceduto da due link per l'ascolto con lo spartito del ritornello.

Per l'ascolto:
  • qui (Monaci di Pluscarden Abbey)
  • qui (Dalla Schola Gregoriana Mediolanensis)

Parce, Domine,
parce populo tuo:
ne in aeternum irascaris nobis.

1. Flectamus iram vindicem,
Ploremus ante Judicem;
Clamemus ore supplici,
Dicamus omnes cernui:

Parce, Domine,
parce populo tuo:
ne in aeternum irascaris nobis.

2. Nostris malis offendimus
Tuam Deus clementiam.
Effunde nobis desuper
Remissor indulgentiam.

Parce, Domine,
parce populo tuo:
ne in aeternum irascaris nobis.

3. Dans tempus acceptabile,
Da lacrimarum rivulis
Lavare cordis victimam,
Quam laeta adurat caritas.

Parce, Domine,
parce populo tuo:
ne in aeternum irascaris nobis.

4. Audi, benigne Conditor,
Nostras preces cum fletibus
In hoc sacro jejunio,
Fusas quadragenario.

Parce, Domine,
parce populo tuo:
ne in aeternum irascaris nobis.

5. Scrutátor alme córdium,
Infirma tu scis vírium;
Ad Te revérsis éxhibe
Remissiónis grátiam.

Parce, Domine,
parce populo tuo:
ne in aeternum irascaris nobis.
Perdona, Signore,
perdona il Tuo popolo,
non rimanere in eterno adirato con noi.

1. Plachiamo l'ira vendicatrice,
piangiamo di fronte al Giudice;
chiamiamolo con voce supplicante
prostrati diciamo tutti insieme:

Perdona, Signore,
perdona il Tuo popolo,
non rimanere in eterno adirato con noi.

2. Con le nostre colpe abbiamo offeso
la Tua clemenza.
Tu che perdoni,
effondi su di noi la Tua indulgenza.

Perdona, Signore,
perdona il Tuo popolo,
non rimanere in eterno adirato con noi.

3. Concedici un tempo propizio
Dona di lavare con le lacrime
il nostro cuore immolato,
perché la Tua carità è sempre viva.

Perdona, Signore,
perdona il Tuo popolo,
non rimanere in eterno adirato con noi.

4. Ascolta, o buon Creatore,
le nostre suppliche e i pianti
che si effondono
in questo sacro quaresimale digiuno.

Perdona, Signore,
perdona il Tuo popolo,
non rimanere in eterno adirato con noi.

5. Tu che leggi i cuori
sai quanto è debole la nostra forza,
a noi che ci rivolgiamo a Te
mostra la Tua misericordia.

Perdona, Signore,
perdona il Tuo popolo,
non rimanere in eterno adirato con noi.

La Nota dottrinale sui titoli della Santa Vergine, sequela «conciliare» 60 anni dopo il Vaticano II

Don Claude Barthe su Res Novae – Perspectives romaines espone la sua posizione sulla nota dottrinale Mater Populi fidelis. Qui l'indice degli articoli dedicati.

La Nota dottrinale sui titoli della Santa Vergine,
sequela «conciliare» 60 anni dopo il Vaticano II

Grande è stato il turbamento suscitato dalla Nota dottrinale Mater Populi fidelis «su alcuni titoli mariani, che si riferiscono alla cooperazione di Maria all’opera di salvezza» del Dicastero per la Dottrina della Fede, pubblicata il 4 novembre 2025. Documento di un organismo di Curia, certo, ma due volte approvato dal Papa, prima della sua pubblicazione, il 7 ottobre 2025, e davanti al Dicastero per la Dottrina della Fede, il 29 gennaio 2026.

Il titolo di Maria Corredentrice sarebbe «sempre inappropriato»
Questa Nota dottrinale vuole salutare ed incoraggiare la pietà mariana popolare, ma pretende che questa pietà venga chiarita, nello stile proprio di un neo-giansenismo, e scarta l’uso di tre titoli spesso attribuiti alla Santa Vergine, con vari gradi di rifiuto: