Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

mercoledì 10 giugno 2026

In Illo Tempore: 2a domenica dopo Pentecoste

Nella nostra traduzione da OnePeterFive la consueta  circostanziata e profonda meditazione di P. John Zuhlsdorf, che ogni settimana ci consente di mantenere il cuore aperto ai tesori di grazia ricevuti nella celebrazione domenicale precedente qui.

Le lingue di fuoco della Pentecoste sono cadute. Ci siamo lasciati alle spalle gli antichi Giorni delle Tempora. La Domenica della Trinità ha coronato la rivelazione di Dio che è Padre, Figlio e Spirito Santo. Il Corpus Domini ha posto davanti ai nostri occhi il Pane vivo disceso dal cielo. Tra pochi giorni, il Sacro Cuore ci mostrerà la fornace da cui quel Pane fu donato, il Cuore trafitto da cui scaturirono la Chiesa e i Sacramenti.

Ora la Santa Chiesa si riveste di nuovo di verde, colore della speranza e della crescita, e ci introduce nel lungo ciclo delle domeniche dopo Pentecoste.

Questa è la prima domenica verde dopo il grande ciclo di Quaresima e Pasqua, poiché la Domenica della Santissima Trinità sostituisce la Prima Domenica dopo Pentecoste. Si percepisce come un'apertura. Questa domenica, la seconda dopo Pentecoste, ci conduce alla scuola pratica della grazia. I misteri sono stati riversati. Ora la Chiesa dice, in effetti, "ITE". Andate. Vivete secondo essi.

La prima lingua dell'anima

Nella nostra traduzione da Via Mediaevalis.
La prima lingua dell'anima
Introduzione alla poesia medievale.

Immagine a lato: Davide: re, guerriero, penitente, poeta e musicista per eccellenza dell'iconografia medievale.
«Il grande errore consiste nel supporre che la poesia sia una forma di linguaggio innaturale. Tutti vorremmo parlare in poesia nel momento in cui viviamo veramente... Non è il canto ad essere una cosa ristretta o artificiale, è la conversazione ad essere un tentativo frammentario e balbettante di cantare... La poesia non travisa il linguaggio parlato tanto quanto il linguaggio parlato travisa l'anima.» —G.K. Chesterton
Nelle scorse settimane abbiamo parlato di musica, architettura, pittura e scultura medievali. Ciò significa che abbiamo riflettuto su quattro delle cinque arti tradizionalmente classificate come belle arti. La quinta è la poesia. Dato che ha senso completare questo breve ma suggestivo viaggio attraverso le belle arti medievali, e dato che mi trovo anche in uno stato d'animo piuttosto poetico, dedicheremo i prossimi saggi a contemplare la via mediaevalis come via poetica.

martedì 9 giugno 2026

12 giugno. Festa del Sacro Cuore a Sant'Anna al Laterano

Carissimi,
La Chiesa collocando la Festa del Sacro Cuore immediatamente dopo l'antica Ottava del Corpus Domini, insegnava che l'Eucaristia è la suprema espressione dell'amore del Cuore di Cristo. La devozione al Sacro Cuore, dunque, è direttamente connessa al contesto liturgico dell'Eucaristia: il Cuore di Gesù non è un simbolo astratto, ma è il Cuore che ha amato fino alla morte, il Cuore che ha istituito l'Eucaristia e il Cuore che rimane presente nel Santissimo Sacramento dell'Altare.

Venerdì 12 giugno Festa del Sacratissimo Cuore di Gesù.
  • Ore 15.00 Apertura della Chiesa e Confessioni
  • Ore 15.30 Recita del Santo Rosario
  • Ore 16.00 Missa in Festo Sacratissimi Cordis Jesu (Qui proprio della Santa Messa). Esposizione del Santissimo Sacramento, Atto di Riparazione, Litanie del Sacro Cuore [qui] e Benedizione Eucaristica.
In Domino

Quando Le Barroux cerca di correggere il vescovo Schneider

Interessante nella nostra traduzione dal sito della FSSPX.  Nel numero del 29 aprile 2026 di La Nef , padre Cyrille, un monaco di Le Barroux (Francia), tenta apertamente di correggere il vescovo Athanasius Schneider, vescovo ausiliare di Astana (Kazakistan), che il 24 febbraio aveva rivolto un appello fraterno a Papa Leone XIV per costruire un ponte con la Fraternità Sacerdotale San Pio X [qui - qui posizione netta e argomentata]. Ma il Papa è libero e senza vincoli. Offrirà solo la legge? La misericordia? Un misto di entrambe? Questa è l'unica variabile. E la sua risposta è importante per tutto il mondo cattolico.

Quando Le Barroux cerca di correggere il vescovo Schneider

Nel numero del 29 aprile 2026 di La Nef, padre Cyrille, un monaco di Le Barroux (Francia) [vedi precedente recente interessante anche per la discussione], tenta apertamente di correggere il vescovo Athanasius Schneider, vescovo ausiliare di Astana (Kazakistan), che il 24 febbraio aveva rivolto un appello fraterno a Papa Leone XIV per costruire un ponte con la Fraternità Sacerdotale San Pio X. Secondo il monaco benedettino, sembrerebbe che, invece di un ponte con la Fraternità, si possa erigere solo un ponte levatoio.
A suo avviso, “tre elementi combinati fanno sì che un grave atto di disobbedienza si orienti verso una logica scismatica: un elemento oggettivo – un atto che, per sua natura, ferisce l’unità visibile della Chiesa; un elemento soggettivo – la persistenza nel rifiutare di sottomettersi all’autorità del Papa che vieta tale atto; e un elemento ecclesiologico – la capacità di operare autonomamente secondo i propri criteri e con la propria rete gerarchica. Può il vescovo Schneider affermare sinceramente che questi tre punti non siano presenti nelle consacrazioni di Écône?”.

Magnifica Humanitas informata dall’apparato ideologico e dai nuovi “luoghi teologici” imposti dal concilio e dal postconcilio

Grazie ad Antonio de Felip per questa lettura attenta e argomentata della prima enciclica di Leone XIV.
Magnifica Humanitas informata dall’apparato ideologico e
dai nuovi “luoghi teologici” imposti dal concilio e dal postconcilio

C’era molta attesa riguardo alla prima enciclica di Prevost: i progressisti di varia gradazione auspicavano la conferma dell’assoluta continuità dottrinaria, pastorale e ideologica del nuovo pontefice rispetto al suo predecessore, mentre da parte dei conservatori, e persino di alcuni tradizionalisti, ci si perdoni la semplificante partizione, c’era l’illusione che Leone potesse offrire qualche spunto, sia pure moderato e prudente, di ortodossia e di necessario conservatorismo.

Illusioni mal riposte, queste ultime: la Magnifica Humanitas ci mostra un papa allineato con i predecessori conciliari e post-conciliari e soprattutto con Bergoglio, citato molte e molte volte per assicurare tutti i fan rimasti orfani del predecessore dell’assoluta identità dottrinale e ideologica tra i due pontefici.

Il canto popolare NON È la stessa cosa del canto liturgico

Qui l'indice degli articoli dedicati alla musica sacra.
Il canto popolare NON È la stessa cosa del canto liturgico

Una grande confusione ha abitato il cielo degli ultimi decenni. Una confusione che ci piacerebbe pensare possa avere un termine ma, purtroppo, così non è.

Sembra oramai che una piega triste sia stata presa e non è così facile poter tornare indietro. Uno degli elementi di questa situazione è il confondere il canto popolare con il canto liturgico.

Il canto liturgico è il canto ufficiale della Chiesa, diremmo che rappresenta la dimensione oggettiva della liturgia. Esso è di solito basato sui testi ufficiali del Messale e nella Messa tradizionale questi testi sono in Latino, mentre quelli del canto popolare sono nella lingua vernacolare.

lunedì 8 giugno 2026

Scomunicati da una Chiesa che non scomunica più nessuno?

Dal Concilio Vaticano II non si viene più scomunicati. Ora non si è più "in piena comunione".

Scomunicati da una Chiesa che non scomunica più nessuno?

In effetti, all'apertura del Concilio nel 1962, Giovanni XXIII espresse il suo desiderio di una Chiesa nuova, libera da condanne e anatemi. Solo i canonisti che non hanno colto appieno lo spirito del Vaticano II – e i giornalisti che prediligono espressioni semplicistiche – possono ancora brandire la scomunica come un assoluto preconciliare, un'ukase tridentino.

Va riconosciuto che la nozione di "comunione parziale", che mira alla generosità, solleva delle vere difficoltà. Si può essere in comunione solo a metà o a tre quarti del percorso? In tal caso, si è per metà scomunicati e per metà in comunione, oppure per tre quarti scomunicati e per un quarto in comunione? Di fatto, la scomunica diventa un concetto relativo, una scomunica dalla geometria variabile.

Sul sublime nella musica e sulla musica nel linguaggio.

Nella nostra traduzione da Poetic Knowledge
Sul sublime nella musica e sulla musica nel linguaggio.
con l'aiuto di Clitennestra, regina di Micene
L'armonia è uno strumento che possiede una forza naturale non solo per conquistare e deliziare, ma anche, in misura straordinaria, per elevare l'anima e commuovere il cuore dell'uomo.
Sul sublime (I secolo d.C.)
Il trattato noto come De Sublimitate in latino e Sul Sublime in italiano fu originariamente scritto in greco e ha il titolo greco Peri Hypsous. Il sostantivo hypsos significa "altezza" o "vetta" ( l' ipsofobia è una paura anomala delle altezze). Nell'Agamennone di Eschilo, Clitennestra si trova accanto al cadavere del marito, che ha ucciso a tradimento. "In che altro modo", si chiede con la spietata e implacabile ferocia di Lady Macbeth,
"avrei potuto tendere una trappola inesorabile di rovina a coloro che tanto odiavo?".
Come si dovrebbe, infatti, proporre odio ai nemici?

Romano Amerio. La dislocazione della funzione magisteriale nella teologia dopo il concilio Vaticano II

Non perde mai di attualità. Da mettere a memoriale... Alcuni precedenti  qui (trovate in nota un piccolo glossario di alcuni termini del tutto particolari usati da Amerio) - quiqui - qui - qui - qui .

La dislocazione della funzione magisteriale nella teologia dopo il concilio Vaticano II
Romano Amerio
Ruunt saecula, stat veritas.
Immo, stante veritate,
stat homo, stat mundus.
Circumversamur undique, et deversamur;
sed veritas nos erigit.
Amice, siste fugam, pone te in centro,
ubi nullus motus,
sed vita, immo: vita vivificans.


Scorrono i secoli, ma la verità sta.
Anzi, se sta immobile la verità,
immobile sta anche l'uomo, sta anche il mondo.
Siamo circondati da ogni parte, e deviati,
ma la verità ci tiene ritti.
Amico, ferma la fuga, collocati al centro,
dove non c'è movimento,
ma vita, anzi, vita vivificante.
Dovendo dare un contributo al Convegno Teologico di sì sì no no, vorrei sviluppare questo principio: la crisi della Chiesa cattolica è una crisi di dislocazione dell'autorità magisteriale che, dall'autorità del Magistero universale, passa all'autorità dei teologi. Dislocazione che fu subito avvertita perché, negli anni appena a ridosso del Concilio, ci fu una viva reazione. Ma la gran massa dei teologi, in questi sei ultimi lustri, è riuscita a realizzare la rivendicazione che essi allora si proponevano di compiere: che, cioè, i teologi stessi fossero riconosciuti come partecipi dell’officio didattico della Chiesa; io ho tra le mie carte molti ritagli, molte prove, che la cosa era sentita come un pericolo.

domenica 7 giugno 2026

“O fiamma vivente dell’amore” /Una poesia per la Pentecoste di San Giovanni della Croce

Nella nostra traduzione da Via Mediaevalis.
“O fiamma vivente dell’amore”
Una poesia per la Pentecoste di San Giovanni della Croce

Nota per i lettori : Con l'intento di contribuire a prolungare la celebrazione della Pentecoste – che, insieme alla Pasqua, è la mia festa preferita dell'anno – ho pensato di riproporre parte di un vecchio articolo. Di seguito trovate la mia traduzione di "Llama de amor viva" di San Giovanni della Croce.
Ciascuno resti nella propria cella o nelle sue vicinanze, meditando giorno e notte sulla parola del Signore e vegliando nella preghiera.
Regola carmelitana, capitolo 7
Sul monte Carmelo, Elia, con dodici pietre, “costruì un altare nel nome del Signore”. Preparò l’oblazione, recitò una preghiera e vide “il fuoco del Signore scendere e consumare l’olocausto, la legna, le pietre e la polvere”. Nel Carmelo monastico, il fuoco divino discende allo stesso modo, bruciando ciò che potrebbe oscurare la bellezza di Cristo e appesantire un’anima chiamata alla vetta della libertà umana. Che cos’è esattamente questo fuoco? O meglio, chi è questo fuoco?