Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

sabato 25 aprile 2026

25 Aprile - San Marco, Evangelista / La litania maggiore

La Litania maggiore è chiamata così per distinguerla dalle Litanie minori, o processioni delle Rogazioni, istituite nella Gallia nel V secolo. Il formulario delle così dette Rogazioni [qui - qui], prima dell'ultima riforma liturgica era contenuto nei Rituali e, per quanto riguarda i canti relativi ala celebrazione, nel Liber Usualis dove il rimando era sempre alla pagina "In Litaniis majoribus et minoribus" e alla "Missa de Rogationibus". L'ultima riforma liturgica ha pubblicato il Rituale in volumi separati e nel De Benedictionibus (la cui editio typica del 1984, approvata da Giovanni Paolo II e giunta nel 2013 alla sua terza ristampa) non c'è traccia delle Rogazioni.

25 Aprile - San Marco, Evangelista

Il Leone evangelico, che vigila avanti al trono di Dio, insieme all'Uomo, al Bue, e all'Aquila, viene oggi festeggiato dalla santa Chiesa. È il giorno che vide Marco salire dalla terra al cielo, con la fronte cinta dalla duplice aureola dell'Evangelista e del Martire.

L'evangelista.
Come i quattro profeti maggiori - Isaia, Geremia, Ezechiele e Daniele - riassumono in sé il ministero profetico in Israele, così Dio voleva che la nuova alleanza riposasse su quattro testi degni di venerazione, destinati a rivelare al mondo la vita e la dottrina del suo Figliolo incarnato. Marco è discepolo di Pietro. Il suo Vangelo è stato scritto a Roma, sotto l'ispirazione del Principe degli Apostoli. Quello di Matteo era già in uso nella Chiesa; ma i fedeli di Roma desideravano che vi fosse aggiunta la narrazione personale dell'Apostolo. Pietro non intese scriverlo di proprio pugno, ma ordinò al suo discepolo di prendere la penna; e lo Spirito Santo condusse la mano del nuovo Evangelista. Marco si attiene alla narrazione di Matteo; l'abbrevia e, nello stesso tempo, la completa. Una parola, un cenno che ne sviluppi i fatti, attestano, ad ogni pagina, che Pietro, testimone e uditore di tutto, ispirò il lavoro del discepolo. Ma il nuovo Evangelista passerà sotto silenzio, o cercherà di attenuare la colpa del suo Maestro? Ben lungi da ciò, il Vangelo di Marco sarà più duro di quelle di Matteo nel raccontare il rinnegamento dì Pietro. Vi si sente che le amare lacrime, provocate dallo sguardo di Gesù nella casa di Caifa, non avevano cessato di sgorgare. Quando il lavoro di Marco fu compiuto, Pietro lo riconobbe giusto e l'approvò, le Chiese accolsero con gioia questa seconda narrazione dei misteri svoltisi per la salvezza del mondo ed il nome di Marco divenne celebre per tutta la terra [1].

Sul 25 aprile, oggi, festa della "Liberazione".

Precedenti qui - qui - qui.
Sul 25 aprile, oggi, festa della "Liberazione"

Dalla sezione Lettere al direttore de il Giornale, che allora si chiamava Giornale Nuovo, breve lettera di un militare italiano prigioniero in Germania, da poco liberato dagli inglesi, pubblicata il 30 maggio 1980. 
"Caro direttore,
ricordo i primi giorni di maggio del 1945 : da poco eravamo stati liberati, a Fallinghostel, dalla 6a Brigata corazzata inglese. Un giorno, con un altro collega, mi reco in un lager vicino al nostro, dimora di militari francesi, belgi e polacchi, perché ci dissero che in una bacheca trovavasi esposta una copia del 'Times' (mi pare) che riportava la fotografia della "macelleria" di PIazzale Loreto.
Nel vedere tale fotografia, restammo inorriditi per tanta ferocia e sommessamente commentavamo il triste episodio; un ufficiale polacco che trovavasi alle nostre spalle ci disse in perfetto italiano : "Italiani, vi siete macchiati di un delitto che la Storia mai vi perdonerà"! Ammutolimmo".
Lettera firmata, da Padova. L 'infame episodio fece un'enorme impressione in tutto il mondo, assai negativa per l'Italia.

Papa Leone: un approccio latino alla Messa tradizionale?

Nella nostra traduzione da Pillar Catholic. Qui l'indice degli articoli sulla Liturgia ai tempi di Leone. 

Papa Leone: un approccio latino alla Messa tradizionale?

Durante il periodo coloniale in America Latina, i funzionari che ricevevano dalla Spagna ordini impossibili o semplicemente sgraditi avevano un detto: "Se acata pero no se cumple".

«Ne prendiamo atto», recita la frase, «ma non applichiamo le sanzioni».

In altre parole, sebbene tali ordini provenienti dalla Spagna rimanessero tecnicamente in vigore, gli scambi commerciali oltreoceano continuavano come di consueto. E ben oltre il periodo in cui la corona spagnola aveva acquisito autorità in America Latina, il termine persistette.

Una vecchia foto che ci parla

Riprendo da Duc in altum qui. Forte, purtroppo, l'analogia con lo schieramento a sinistra di Bergoglio ed i suoi evidenti legami con la teologia della liberazione.

Una vecchia foto che ci parla

La vecchia fotografia del ventottenne Robert Prevost che nel 1983 marcia a Comiso, in Sicilia, per protestare assieme ai pacifisti – chiamati a raccolta dal Partito comunista – contro l’installazione dei missili Cruise merita qualche riflessione.

Ho sentito dire: all’epoca i giovani erano così. Non è vero. All’epoca il sottoscritto aveva venticinque anni, era ferocemente anticomunista, faceva il tifo per gli operai polacchi di Solidarność ed era politicamente innamorato di Reagan e Margaret Thatcher. Il giovane Prevost invece andava in piazza con il Pci.

venerdì 24 aprile 2026

L'Agostino che Leone XIV non ha citato a Ippona

Da: infoVaticana
L'Agostino che Leone XIV non ha citato a Ippona

Dall'aereo, prima ancora di atterrare ad Algeri, Leone XIV ha lasciato cadere la frase che avrebbe strutturato l'intero racconto del suo viaggio: «Sant'Agostino offre un ponte molto importante per il dialogo interreligioso perché è molto amato nella sua terra». L'immagine era perfetta per il consumo immediato: il primo papa agostiniano della storia, che torna nella terra del vescovo di Ippona, gettando ponti tra cristianesimo e islam, tra Occidente e Africa, tra il presente convulso e un'antichità nobile e venerabile. La stampa cattolica progressista lo ha accolto con entusiasmo. Analisti internazionali hanno parlato di gesto strategico, di pietra miliare storica, di «nuovo epicentro del cattolicesimo». Tutto molto pulito, molto fotogenico, molto in linea con quello che ci si aspetta da un pontefice nel 2026.

L'unico problema è Agostino.

Italia perennis. (I) L'inizio La storia personale di un viaggio letterario

Nella nostra traduzione da 'Italia perennis'. Noto più amore e interesse per il nostro Paese, la nostra arte e cultura, da parte dei nostri amici d'oltreoceano che da noi.
Italia perennis. (I) L'inizio
La storia personale di un viaggio letterario

Robert Lazu Kmita, 17 aprile

Veduta di Piazzetta San Marco verso il Canal Grande di Venezia, all'alba, con Palazzo Ducale a sinistra e Biblioteca Marciana a destra

Viviamo, come direbbe Edmund Burke, nell'era dei contabili e degli statistici. Gli antichi cavalieri, che Miguel de Cervantes cercò di difendere nascondendo la loro grandezza dietro la maschera del comico Don Chisciotte, ci hanno insegnato l'eroismo. I nuovi padroni del mondo ci insegnano i numeri e la pianificazione. Il regno della quantità e dell'intelligenza (pseudo)artificiale sembra non lasciare spazio al mistero. Eppure, le nostre vite ci sorprendono, quando riflettiamo su di esse, attraverso la stranezza di decisioni che non avremmo mai creduto possibili. Con il passare degli anni e l'avvicinarsi del tramonto, abbiamo sempre più occasioni di comprendere che non siamo padroni delle nostre vite. Gli incontri – con le persone e con i luoghi – non sono sotto il nostro controllo. Sfuggono a una pianificazione tirannica, offrendoci la possibilità di riscoprire la discreta e vellutata autorità del mondo invisibile. Il mio incontro con l'Italia è stato il risultato di circostanze impreviste. Impreviste, eppure in qualche modo preannunciate.

Ultim'ora. Gli ordinariati anglicani hanno ricevuto l'ordine di concelebrare la Messa anziché osservare la gerarchia tradizionale sacerdote-diacono-suddiacono.

Nella nostra traduzione da Rorate caeli. Roche &C. hanno colpito ancora. Fino a quando? Qui l'indice degli articoli sulla Liturgia  ai tempi di Leone.

Gli ordinariati anglicani hanno ricevuto l'ordine di concelebrare la Messa anziché osservare la gerarchia tradizionale sacerdote-diacono-suddiacono.

Ho appreso da una fonte interna che quando il mese scorso i vescovi dell'ordinariato anglicano si sono incontrati con il cardinale Roche, questi ha ordinato di cessare di utilizzare i sacerdoti come diaconi/suddiaconi (e diaconi come suddiaconi) durante la messa solenne ma piuttosto, se c'è più di un prete, devono tutti concelebrare, e i diaconi possono svolgere solo la funzione di diaconi.

Precedentemente, l'Ordinariato aveva seguito la tradizione cattolica osservando la distinzione degli uffici nella liturgia con la classica triade del sacerdote-diacono-suddiacono, che fa parte del patrimonio liturgico comune dei cattolici.

giovedì 23 aprile 2026

Il card. Marx ordina ai sacerdoti di offrire cerimonie di benedizione per le coppie dello stesso sesso

Nella nostra traduzione da Cathcon. Qui l'indice dei precedenti su Fiducia supplicans

Il cardinale Marx ordina ai sacerdoti di offrire
cerimonie di benedizione per le coppie dello stesso sesso.


Il cardinale Reinhard Marx ha incaricato i sacerdoti e gli operatori pastorali a tempo pieno dell'arcidiocesi di Monaco e Frisinga di adottare la controversa linea guida "La benedizione rafforza l'amore" come base per la cura pastorale. Coloro che non desiderano celebrare personalmente tali cerimonie di benedizione per le coppie dello stesso sesso o per i divorziati risposati, sono tenuti a indirizzare le coppie al decano o ad altro personale pastorale.
Una lettera del Cardinale, riportata lunedì da "Die Tagespost", afferma che la linea guida dovrebbe diventare "la base per l'azione pastorale". A partire da giugno, i dipartimenti "Pastorale Queer" e "Pastorale Matrimoniale e Familiare" offriranno corsi di formazione sulla celebrazione di cerimonie di benedizione per tutto il personale pastorale a tempo pieno.

La voce dimenticata di un villaggio cristiano

Nella nostra traduzione da Substack.com
La voce dimenticata di un villaggio cristiano
Dobbiamo recuperare la poesia del canto delle campane.
Robert Keim, 19 aprile

È un oggetto davvero nobile quello che può deliziare simultaneamente tre dei cinque sensi: un incensiere dei riti orientali, che aggiunge il piacere dell'udito a quelli della vista e dell'olfatto, ha dodici campanelle che simboleggiano i dodici apostoli. (Alcuni incensieri orientali hanno una tredicesima campanella che non emette alcun suono e rappresenta Giuda.)
 
Oh! dalle cellule sonore
qual sorgente di eufonia voluminosa scaturisce!
Come s’ingrandisce!
Come si distende
nel futuro! Come dice
dell’estasi che spinge
all’oscillazione ed al suonare
delle campane, campane, campane,
delle campane, campane, campane, campane
campane, campane, campane
all’euritmia ed armonia delle campane!
—Edgar Allan Poe, “Le campane”
Che cos'è una singola nota, anche se ripetuta, di un pianoforte, di un violino o di una tromba? Generalmente non qualcosa che ci incanti e ci ispiri, non qualcosa che risuoni nel profondo dello spirito umano. Ma la singola nota di una campana suonata può farlo. Il rintocco di una campana ben fatta giunge alle orecchie e all'anima, come gli echi della Creazione: una distillazione della voce divina che con insistenza ritmica dice "sia...", "così fu", e "fu bene". Ho vissuto in un luogo dove una vera campana di chiesa veniva usata come una campana di chiesa dovrebbe essere usata, e dove il suo canto non veniva soffocato dal frastuono barbarico di una città moderna. Potevo udire il suo mistico e monotono poema da casa mia. C'era una vita in quella campana, una vita che per la maggior parte di noi è perduta e che dovremmo piangere. (1)

In Illo tempore. Domenica del Buon Pastore – Seconda dopo Pasqua

Nella nostra traduzione da OnePeterFive la consueta meditazione di P. John Zuhlsdorf che ogni settimana ci consente di approfondire i tesori di grazia ricevuti nella celebrazione domenicale qui .

In Illo Tempore:
Domenica del Buon Pastore – 2ª dopo Pasqua


Nel rito romano tradizionale, la seconda domenica dopo Pasqua è chiamata Domenica del Buon Pastore. Il titolo è pienamente meritato. Il Vangelo presenta il discorso di Cristo in Giovanni 10; l’Epistola, tratta dalla Prima lettera di Pietro, racchiude in sé il Servo Sofferente di Isaia; e la Stazione romana nell’antichità era presso San Pietro sul colle Vaticano, presso la tomba del primo e principale pastore delle pecore. La Messa è intessuta di un’unica immagine, ma quell’immagine è più ricca e più esigente di quanto la pietà sentimentale di solito consenta. Cristo è il Buon Pastore. Egli conosce le Sue pecore. Le chiama. Le cerca. Le raduna. Offre la Sua vita per loro. Egli è anche, nella forte espressione di Pietro, il pastor et episcopus animarum vestrarum, il Pastore e Vescovo delle vostre anime.