venerdì 21 settembre 2018

P. Ticozzi: 'Il governo cinese vuole il controllo assoluto sulla Chiesa

Rimando al significativo Messaggio del Card. Joseph Zen Ze-kiun (con l'indice degli articoli sulla questione cinese), in occasione del convegno: Roma 7 sprile 2018 “Chiesa dove vai?” [vedi], organizzato a Roma dagli “Amici del cardinale Caffarra” alla presenza e con gli interventi dei cardinali Raymond Leo Burke [qui] e Walter Brandmuller [qui]. 

Mentre si rincorrono le voci su un imminente accordo fra Pechino e Santa Sede, rimangono fortissimi i dubbi sulla effettiva libertà che il Partito potrebbe garantire ai cattolici cinesi. Bisogna pregare per loro, per l’unità della Chiesa e per il discernimento dei pastori locali. La Cina “continua a considerarsi il centro assoluto del mondo”. L’opinione di un missionario, grande esperto dell’Impero di Mezzo.
Roma (AsiaNews) – Il possibile accordo fra Cina e Vaticano “non cambia la realtà dei fatti. Il governo cinese vuole il controllo assoluto sulla Chiesa cattolica e sull’episcopato". Ne è convinto p. Sergio Ticozzi, grande esperto di Cina e missionario del Pime. In questa intervista, sottolinea le criticità di un compromesso con il Partito: “Se ora il Vaticano è pronto a riconoscere vescovi con amante e figli, obbedienti innanzitutto ad esso e pedine politiche fin dal seminario, in futuro non farà problemi ad accettare ogni candidato che le autorità cinesi proporranno e per le diocesi da loro fissate”.

Venerdì 21 settembre. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla Preghiera di Riparazione secondo le modalità, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che trovate qui.

Rimaniamo fedeli al nostro impegno nella preghiera di riparazione e continuiamo a pregare perché sia sventata l'introduzione della cosiddetta Messa ecumenica, che vanifica il Santo Sacrificio. Per non parlare dei cambiamenti di paradigma che usano il funambolismo linguistico per condurre verso rivoluzionari orizzonti inesplorati fuori dalla Via maestra.
Preghiamo anche per come viene contristato il Signore nel nostro Paese e nel degrado ingravescente che lo attanaglia e per tutti i problemi in attesa di soluzione in un agone politico esasperato e attraversato da molte dinamiche contrapposte.
Invochiamo Cristo Signore che ci ha ammonito che “ senza di Lui non possiamo fare nulla ” (cfr. Gv 15, 5) e chiediamo l'intercessione della Vergine, Madre Sua e nostra, perché voglia stornare tutti i pericoli, i mali e le insidie in tutti gli ambiti del vivere civile e religioso dove Lui possa tornare a regnare. Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga quelli che si espongono con parresìa.

Riflessione settimanale:
Dal «Discorso sulle beatitudini» di S. Leone Magno
(Disc. 95, 8-9; PL 54, 465-466)

giovedì 20 settembre 2018

22 settembre a Bergamo. Sessantotto e Humanae vitae. Antropologie a confronto

Sabato 22 settembre 2018, ore 15:30 
 Convento dei Frati Minori Cappuccini 
 (Bergamo – via Cappuccini, 8/A) 
 SESSANTOTTO E HUMANAE VITAE
 Antropologie a confronto 

Intervengono: 
  • dott. Roberto Marchesini, psicologo e psicoterapeuta: «La Rivoluzione culturale: ribellione contro il Logos»;
  • prof. Stefano Fontana, direttore dell’Osservatorio internazionale Cardinale Van Thuân sulla Dottrina sociale della Chiesa: «Humanae Vitae: aspetti sociali dell’enciclica sull’amore coniugale».

Salvini a rischio? Italia a rischio!

I nostri lettori sanno da tempo che non parliamo solo di teologia e di questioni ecclesiali. Una vita di fede autentica, infatti, non esclude ma anzi richiede un comportamento responsabile e coerente anche sul piano civico. Per questo, ci siamo trovati a seguire più da vicino e ad approfondire i temi più caldi e problematici del nostro tempo anche nell'agone politico, le cui vicende si fanno sempre più incalzanti. Per questo non vi meraviglierà la pubblicazione del testo che segue - che riporta una notizia alla quale i media ancora dominati dal vecchio regime mon danno il giusto rilievo - affinché certe trame non passino sulle nostre teste. Dunque diffondere per condividere e agire di conseguenza ognuno secondo le proprie possibilità. E contribuire, pur nel nostro piccolo, ad una informazione corretta. In ogni caso, se il 4 marzo non fosse stato provvidenzialmente scosso il regime tecnocratico mondialista, ora saremmo invischiati inesorabilmente nella suicidaria degenerazione della nostra civiltà europea.

A rischio la sovranità nazionale. Sta nascendo la Procura dell'UE che prevarrà sulla magistratura italiana. Si discute in materia di immigrazione.
Salvini è nel mirino della magistratura? Se lo sono chiesti in tanti dopo che è finito sotto indagine per il blocco della nave Diciotti che trasportava migranti.
Ma potrebbe andare peggio e forse andrà molto peggio. Pochi sanno che nel silenzio generale l'Italia rischia di perdere la sua sovranità anche in campo penale. Ѐ da diversi giorni che si stanno tenendo le riunioni preparative per il prossimo Gai, sigla poco nota al grande pubblico e che indica il Consiglio europeo di giustizia e Affari interni. Obiettivo è il lancio della nuova Procura europea (EPPO, che sta per European Public Prosecutor Office). “Un vero ufficio di procura addetto a condurre indagini penali”, su scala europea, ha spiegato sul sito di Magistratura indipendente Andrea Venegoni, giurista addetto all'ufficio del Massimario e del ruolo della Corte di Cassazione, “non un ufficio di coordinamento, quindi, come Eurojust; non un ufficio per indagini amministrative, come l'OLAF, ma, appunto, un ufficio di indagini penali.”

Aspettando un nuovo Benedetto, attenzione che non arrivi il solito Godot – Fabio Trevisan

Della cosiddetta opzione Benedetto si parla da tempo [qui - qui - qui]. Recentemente è stata riproposta all'attenzione per un intervento di mons. Georg Gaenswein in occasione della presentazione del volume di Rod Dreher, L’opzione Benedetto. Una strategia per i cristiani in un mondo post-cristiano [testo integrale qui e commenti qui - qui]. Di seguito riprendiamo l'interessante riflessione di Fabio Trevisan.

C’è un gran fremito nel mondo cattolico attorno alla cosiddetta Opzione Benedetto, lanciata dal libro omonimo di Rod Dreher, autore statunitense da qualche giorno in tournée italiana. C’è un gran rincorrere di citazioni, che vanno da Ratzinger 1969 con il richiamo alle “piccole comunità creative” sino al filosofo scozzese Alasdair McIntyre, che nel 1981 citò espressamente la scelta (opzione) di San Benedetto nel saggio Dopo la virtù (After virtue).
Per fare un po’ di chiarezza, considerando l’agitazione emotiva, la febbrile attesa di questi tempi, la frenesia della prassi spesso mutuata da un cripto-marxismo sotteso a una subalternità culturale, credo sia opportuno ritornare alla riflessione sulla natura di quel famoso saggio del filosofo scozzese. Come accade sovente, il cattolico impara degli slogan o delle frasi efficaci a memoria senza preoccuparsi di studiare a fondo l’autore. Ciò si è evidenziato con Chesterton: ricordiamo, per esempio, le famose “spade sguainate per dimostrare che due più due fa quattro e che le foglie sono verdi d’estate” estrapolate dal saggio Eretici senza alcuna considerazione dottrinale sulla verità e l’eresia cui facevano riferimento; o, ancora, “il mondo è pieno di verità impazzite”, anziché “Virtù”, come lo scrittore inglese aveva descritto in Ortodossia. Alle citazioni, anche riportate in modo erroneo, non sono mancate le storpiature di senso, il cercare di trascinare l’autore in un campo “ecclesiologicamente o politicamente corretto”, com’è capitato a Giovannino Guareschi e al suo grandioso “Mondo piccolo”, messo a confronto senza pudore con le “robe minime” di Jannacci.

mercoledì 19 settembre 2018

don Elia - Crisi del clero o crisi della fede?

Martedì scorso, 11 settembre, alla Camera dei Deputati, è stato presentato il libro di Rod Dreher L’Opzione Benedetto. Una strategia per i cristiani in un mondo post-cristiano. Ospite d’eccezione, monsignor Georg Gänswein, che nel suo intervento, in prima battuta, ha paragonato la crisi degli abusi sessuali da parte di membri del clero all’attentato alle Torri Gemelle, avvenuto diciassette anni fa. Tralasciamo l’imbarazzante accreditamento dell’indifendibile versione ufficiale dell’attentato di matrice islamica, ampiamente smentita da tutta una serie di considerazioni (fra le più ovvie, l’impossibilità che un aeroplano penetri una struttura d’acciaio e che quest’ultima, anziché inclinarsi, imploda su se stessa, a meno che non ne siano state minate le fondamenta). Ma ci sono ben altri aspetti del suo discorso che lasciano quanto meno perplessi, se non sbalorditi.

Il ministro degli esteri ungherese per un'Ungheria ed un'Europa cristiana

Nella nostra traduzione dal National Catholic Register l'intervista del Vaticanista Edward Pentin al Ministro degli esteri ungherese Péter Szijjártó su Europa, identità europea e immigrazione, nell'ottica della preservazione del patrimonio cristiano ungherese ed europeo. Ed emerge il tema spinoso dei cristiani da anni perseguitati nella più totale indifferenza della politica e dell'informazione in Europa (spesso purtroppo impegnata su fronti avversi) nonché della compagine ecclesiale. Il tutto di pari passo con l'evolversi delle politiche europee ed italiana in primis sul fenomeno 'migratorio'.

Negli anni recenti, l’Ungheria è quasi l’unico paese europeo che lotta per conservare il suo patrimonio cristiano e la sua identità cristiana a fronte di un’Unione europea che agisce in senso contrario.
E in gran parte lo ha fatto attraverso quella che alcuni considerano una politica “dura” sull'immigrazione, ma che il governo del paese ribadisce essere una politica ragionevole di immigrazione controllata che si oppone all’immigrazione illegale e irregolare e favorisce lo stretto controllo delle sue frontiere esterne.
Questa settimana, tale politica (insieme ad altre) ha portato ad uno scontro con il Parlamento europeo, che si accinge ad intraprendere un’azione disciplinare senza precedenti contro il paese per presunta violazione dei valori fondamentali dell’UE. Le misure punitive, se approvate, potrebbero comprendere la sospensione del diritto di voto dell’Ungheria, sebbene ciò sia considerato inverosimile.
Il ministro degli esteri ungherese, Péter Szijjártó, ha definito la manovra una “vendetta meschina” dei politici che favoriscono la politica delle frontiere aperte in tutta Europa.

Comunicato finale dell’incontro dei rappresentanti delle Conferenze episcopali dell'Europa centro-orientale - Bratislava, 6-7 settembre 2018.

Istanze e preoccupazioni che non riguardando solo l'Europa centro-orientale, ma che vedono quei Paesi in prima linea per analisi coraggiose e soluzioni adeguate. Riprendo il testo che segue, in quanto citato in un articolo del National Catholic Register, pubblicato contestualmente [qui], riguardante la politica ungherese su Europa, identità europea e immigrazione, nell'ottica della preservazione del patrimonio cristiano ungherese ed europeo.

Comunicato finale dell’incontro dei rappresentanti delle Conferenze episcopali dell'Europa centro-orientale patrocinato dal CCEE. Bratislava, 6-7 settembre 2018

Incontro dei rappresentanti delle conferenze episcopali
dell'Europa centro-orientale

I rappresentanti degli Episcopati della Slovacchia, Repubblica Ceca, Polonia, Ungheria, Croazia, Ucraina, Slovenia, Bosnia ed Erzegovina, la Conferenza internazionale dei SS. Cirillo e Metodio, insieme con la Presidenza del CCEE, si sono radunati a Bratislava tra il 6 e 7 settembre 2018. 
I partecipanti all'incontro, in presenza del nunzio apostolico in Slovacchia, hanno celebrato la Santa Messa nella Cattedrale di San Martino, presieduta dal cardinale Angelo Bagnasco, Presidente del CCEE.
Per approfondire le diverse questioni che riguardano la missione della Chiesa tra le attuali circostanze culturali e sociali dell'Europa Centro-orientale, essi hanno preso atto dei seguenti problemi:

martedì 18 settembre 2018

22 settembre Santa Messa in Rito Antico a Ospedaletto Euganeo

Sabato 22 settembre 2018 -- alle ore 10, ad Ospedaletto Euganeo (PD), via Tresto Sud 1, A 5 km da Este -- per iniziativa del coetus fidelium Regina Familiae di Este, verrà celebrata una SS. Messa in rito romano antico, nel Santuario della Beata Vergine del Tresto.
Con questa SS. Messa si vuole onorare la Madonna a 550 anni dalla Sua apparizione ad Este ed al Suo transito fino alla località del Tresto (dove a seguito della Sua richiesta venne costruito il santuario).
Per ulteriori dettagli sull'avvenimento [qui]
---> ckliccare sull'immagine per ingrandire 

Messe in Rito Antico a Oriago di Mira (Venezia)

A partire da ottobre p.v., le celebrazioni della Messa a Oriago di Mira (Venezia), nella chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo - Riviera S. Pietro n° 60,  già iniziate circa un anno fa su gentile invito del Parroco di Oriago don Cristiano Bobbo, passano da una a due al mese e avranno luogo la seconda e quarta domenica di ogni mese alle ore 16,00. Le prossime celebrazioni avranno luogo il 23 settembre, il 14 ottobre e poi a seguire due volte al mese per tutto l'anno, compresa l'estate
Il Coetus curatore (gli "Amici della Messa Tradizionale nel Veneziano"), composto da vari fedeli provenienti dai paesi limitrofi, è sorto nel 2012, con lo scopo di promuovere e diffondere, nell'entroterra veneziano, la celebrazione della Messa di sempre, a beneficio di tutti i fedeli della Santa Chiesa di Dio e anche come arricchimento del patrimonio storico-culturale locale (come recita la nostra Costituzione). Le celebrazioni saranno officiate da due sacerdoti veronesi che si alterneranno. Sono invitati a partecipare alle Sante Messe di Oriago tutti i fedeli residenti nell'area compresa tra Venezia, Padova, Treviso e Chioggia, dove, purtroppo, la forma straordinaria è ancora poco diffusa, non per la mancanza di domanda, ma a causa della contrarietà di alcuni Ordinari locali (con la lodevole eccezione del Patriarca di Venezia). Facciamo appello alla generosità dei cattolici locali: venite numerosi, abbiamo bisogno di incrementare il numero complessivo dei fedeli.

Non sono mancate le reazioni
ORIAGO. Spopola messa tradizionale in latino in Riviera del Brenta. Tanto da raddoppiare le cosiddette “messe tridentine” con il rito romano.
A promuovere nel suo territorio le messe con rito antico, è don Cristiano Bobbo parroco di Oriago.
Qualche giorno fa lo stesso don Cristiano era salito alle cronache per aver lanciato la provocatoria idea di tassare le spose scollate ai matrimoni. [Ѐ certo solo un'idea provocatoria perché, più che la 'tassa', vale il richiamo al rispetto del luogo sacro].
Per celebrare le messe in latino arriveranno due volte al mese due parroci dalla diocesi di Verona. [Fonte]