giovedì 28 gennaio 2021

Pio XII vide l’onda neomodernista e lanciò l’allarme

A breve tornerò su Pio XII per affrontare alcuni accenni di modernismo presenti, secondo un sacerdote nostro lettore, in alcuni suoi documenti; il che mi ha interpellata non poco, pur nella consapevolezza che i germi dell'attuale crisi vengono da lontano e hanno attraversato anche il suo pontificato. Sono molto legata alla sua figura che ho sempre ammirato e ai suoi insegnamenti, anche perché è il Papa della mia giovinezza dal quale ho ricevuto le prime benedizioni apostoliche... Sto cercando di approfondire e credo che sarò in grado di aggiustare il tiro. Il che sarà, spero, fruttuoso per tutti.

Non è un mistero che la figura di Pio XII piace poco ai cattolici progressisti e bergogliosi, e infatti ne parlano il minimo indispensabile, quando proprio vi sono costretti. Il bello è che il processo di canonizzazione, aperto nel lontano 1967, è affidato ai gesuiti: si può bene immaginare che costoro non abbiano alcuna fretta di portarlo avanti, dal momento che Pio XII rappresenta esattamente l’opposto della Chiesa che essi hanno in mente e che stanno realizzando a grandi tappe.
Non che avessero, o abbiano, alcuna ragione valida per ritardare un atto ormai dovuto; ma tant’è, come nel caso di padre Léon Dehon, che doveva essere proclamato santo nel 2005 e invece è rimasto “sospeso” a tempo indeterminato, ragioni valide, di questi tempi, non ne occorrono più: basta un sospetto, basta un bisbiglio, specie se arriva dagli onnipresenti e onnipotenti fratelli maggiori, e le pratiche si arrestano, le lingue si trattengono, i discorsi cadono come per magia.

mercoledì 27 gennaio 2021

I geni della CEI e il rito della pace nella Liturgia post-Covid

Estrapolo alcune segnalazioni dei lettori sul segno della pace ripristinato dalla C.E.I. da domenica 14 febbraio.

"Augurarsi"?!?!? Cioè, la pace è un augurio?! Ma da dove vengono?La pace, quella per cui Cristo ha versato il sangue, noi ce la "auguriamo"? Ma si rendono conto di come parlano? di quel che dicono? 
Poi dice che uno è fissato col Vetus Ordo. Certamente! Nella Messa antica il rituale della pace rende chiaro che è una pace che viene da Cristo (il sacerdote bacia l'altare e poi la dà al diacono, che la dà al suddiacono ecc.; perché Gesù dice: «Non come la dà il mondo, io la do a voi» - Gv 14,27). 
Invece nella Messa nuova ci si augura la pace. Auguri... e figli maschi (ah no, scusate, è politicamente scorretto). Auguri e basta. E magari Arigatò. 
Tra l'altro è il gesto più inutile e per di più facoltativo della liturgia riformata.... incomprensibile questa ostentazione nel riproporlo!
E si preoccupano del "segno di pace", loro che hanno vuotato le chiese, hanno lasciato il popolo di Dio senza la Santa Messa per mesi, addirittura senza la Messa di Pasqua. Col loro indebito assoggettarsi alle restrizioni del governo hanno insegnato che era più importante salvare il corpo, anzichè l'anima. Ed ora... sono preoccupati di lasciare senza il "segno di pace" coloro a cui hanno negato la Santa Messa. Ma arriverà il "redde rationem!" Grazie a Dio viene per tutti.

Omelia del Vescovo Barron nella Messa da Requiem per i non nati

Siamo al punto che il neo-presidente Biden apostrofa come "estremisti" coloro che combattono l'aborto e uno dei suoi primi atti di governo è la promozione della traduzione in legge della sentenza Roe vs. Wade. Nello stesso tempo la speaker della camera Pelosi si dice addolorata che, nel votare Trump, i cattolici pro life, rappresentino una minaccia per la democrazia. Rammentiamo che il vescovo della sua diocesi, Salvatore Cordileone, la corregge e la invita a chiedere scusa [qui]. Intervento esemplare e coraggioso proprio nel momento in cui i sostenitori dell'ex presidente rischiano la delegittimazione delle loro idee e l'isolamento sociale. È in questo alveo che si colloca l’Omelia ripresa di seguito tenuta sabato 23 gennaio scorso da mons. Robert Barron, Vescovo ausiliare di Los Angeles, nella Messa da requiem per i non nati, presieduta da mons. José H. Gomez [vedi suo recente intervento], Arcivescovo metropolita di Los Angeles e Presidente della Conferenza dei Vescovi cattolici degli Stati Uniti, nella Cattedrale di Nostra Signora degli Angeli. Una indubbia presa di posizione sui temi cari al Magistero cattolico. Non mancano citazioni di alcune delle sporadiche affermazioni corrette di Bergoglio, che non correggono l'inqualificabile sostegno esplicito del Vaticano ai nuovi indirizzi politici USA e loro rappresentanti. (M.G.)

Omelia del vescovo Barron nella Messa da Requiem per i non nati. “L’aborto non è un problema minore. Non c’è attacco più brutale alla vita umana di questo”
 
Miei cari fratelli e sorelle nel Signore Gesù, vorrei innanzitutto offrire una parola di gratitudine all’Arcivescovo Gomez per la sua guida qui nell’Arcidiocesi di Los Angeles e nella Chiesa degli Stati Uniti, soprattutto per quanto riguarda la causa pro vita. In secondo luogo, vorrei ringraziare tutti voi che lavorate per anni nella vigna del Signore, sforzandovi di proteggere la vita in tutte le fasi. Che Dio vi benedica e continui a darvi forza e coraggio!

Donne in cantiere nella Fabbrica di San Pietro. Tanti saluti alla parità di genere dal XIV secolo

Che certi pregiudizi sulla condizione delle donne nella Chiesa andrebbero meglio soppesati, lo avevano già dimostrato alcuni saggi del volume Quando la Fabbrica costruì San Pietro (Il Formichiere, Foligno, 2016).
Ma l’“affondo” è giunto con il libro Le donne nel cantiere di San Pietro in Vaticano. Artiste, artigiane e imprenditrici dal XVI al XIX secolo (Il Formichiere, Foligno, 2017), che a distanza di tre anni vale ancora un’analisi, perché il colpo che ha dato a un certo immaginario collettivo e storiografico è ancora ben lungi dall’essere stato assorbito. 
Ma d’altra parte i fatti sono fatti, e alla loro luce ogni altra teoria diventa sterile. Perché la storia che raccontano i saggi inseriti nel volume, scritti da esperti storici dell’arte, dell’architettura e del restauro, è basata sui documenti rinvenuti nell’Archivio della Fabbrica di San Pietro, conservato nei meandri dei sottotetti della Basilica e di cui le valenti curatrici del volume, Simona Turriziani e Assunta Di Sante, ne sono rispettivamente Responsabile e Vice-Responsabile.

Già l’ordine cronologico e tematico adottato dalla ricerca indica la continuità nel tempo del contributo femminile alla costruzione della Basilica, e la varietà delle mansioni svolte.

Ma come mai così tante donne attive in un cantiere edilizio, in secoli in cui altrove il lavoro femminile non era poi così diffuso? Il motivo sta nella lungimirante politica assistenziale adottata dalla Fabbrica di San Pietro fin dalla sua nascita nel 1506, e che oltre a porre qualche dubbio sull’originalità delle moderne lotte sindacali, superava di gran lunga per umanità e retribuzioni le condizioni lavorative contemporanee di altri paesi occidentali.

martedì 26 gennaio 2021

Qualcosa di cattolico sulla Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani che si chiude oggi

Oggi 25 gennaio si conclude la Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani, da decenni ormai improntata al falso ecumenismo [qui]. Sul falso ecumenismo si può consultare questo articolo.
In contro-tendenza, proponiamo qualcosa di cattolico perché chi ha orecchie per intendere possa conoscerlo o riscoprirlo
«Soltanto quando tutti gli scismatici e i protestanti professeranno il Credo cattolico con convinzione e quando tutti gli ebrei chiederanno volontariamente il Santo Battesimo, solamente allora l’Immacolata avrà raggiunto i suoi obiettivi».
«… In altre parole - insisteva San Massimiliano - non c’è peggior nemico dell’Immacolata e della sua Milizia che l’ecumenismo attuale, contro il quale ogni Cavaliere non solo deve combattere, ma anche fare opera di neutralizzazione attraverso un’azione diametralmente opposta che in ultima battuta lo annienti. San Massimiliano Kolbe.
* * *

“Spiritus Domini”: Analisi di Mons. Schneider su “Il significato dei ministeri minori nella Sacra Liturgia”

Il Motu proprio Spiritus Domini modifica il codice di diritto canonico istituzionalizzando una prassi che risale a Paolo VI. Ne abbiamo parlato qui con note in calce sugli "ordini minori" e sull'aspetto liturgico. La modifica va contro la tradizione costante della Chiesa. Lo afferma il vescovo Athanasius Schneider, per le ragioni fondamentali esposte in un lungo testo, pubblicato da New Liturgical Movement, di cui trovate di seguito la nostra traduzione integrale. 
Ciò che resta è una scissione del rito liturgico tra vari attori di rango sostanzialmente diverso, che introduce una diminutio sempre più profonda del ruolo del sacerdote [vedi nota sopra richiamata] e prepara l'istituzione delle diaconesse come ministero laico, permettendo ai più radicali di sognare la possibilità - proibita dalla legge divina - di vedere un giorno il sacerdozio conferito alle donne".
Una chiosa sull'uso del termine "forma straordinaria" del Rito Romano coniata dal motu proprio Summorum pontificum, che parla di “due forme dell’unico Rito”. Ma è possibile affermare che le due forme «scaturirebbero organicamente dalle nobili forme preesistenti senza rotture ed in dinamica di continuità», quando ognuna di esse riflette e veicola ecclesiologia e teologia diverse? Teocentrica la prima, antropocentrica la seconda. Tema ampiamente approfondito nel mio libro: «Il Rito Romano Antiquior e il Novus Ordo dal Vaticano II all'epoca dei 'due Papi'», Solfanelli, 2017 acquistabile qui. Una Summa delle differenze tra i due Riti è consultabile qui.

Spiritus Domini” 25 gennaio 2021:
“Il significato dei ministeri minori nella Sacra Liturgia
del vescovo Athanasius Schneider

1. Il principio della legge divina nella liturgia
Riguardo alla natura della sacra liturgia, cioè del culto divino, Dio stesso ci ha parlato per mezzo della sua santa Parola, e la Chiesa l'ha spiegata nel suo Magistero solenne. Ecco il primo aspetto fondamentale della liturgia: Dio stesso dice agli uomini come devono onorarlo; in altre parole, è Dio che dà norme e leggi concrete per lo sviluppo, anche esteriore, dell'adorazione della Sua Divina Maestà.

In verità, l'uomo è ferito dal peccato originale; per questo è profondamente caratterizzato dall'orgoglio e dall'ignoranza, e ancor più profondamente dalla tentazione e dalla tendenza a mettersi al posto di Dio al centro del culto, cioè a praticare il culto di se stesso nelle sue varie forme implicite ed esplicite. La legge e le norme liturgiche sono quindi necessarie per l'autentico culto divino. Queste leggi e norme devono essere trovate nella Rivelazione divina, nella parola di Dio scritta e nella parola di Dio trasmessa dalla tradizione.
La Divina Rivelazione ci trasmette una ricca e dettagliata legislazione liturgica. Un intero libro dell'Antico Testamento è dedicato alla legge liturgica, il Libro del Levitico; e in parte anche il Libro dell'Esodo. Le singole norme liturgiche del culto divino dell'Antico Testamento avevano solo un valore transitorio, poiché il loro scopo era quello di essere figura, tendente al culto divino che avrebbe raggiunto la sua pienezza nel Nuovo Testamento. Tuttavia, alcuni elementi hanno valore permanente: in primo luogo, il fatto stesso della necessità di una legislazione liturgica; in secondo luogo, il fatto che esista una ricca e dettagliata legislazione sul culto divino; e in terzo luogo, il fatto che il culto divino si svolga in ordine gerarchico. Questo ordine gerarchico è presentato concretamente tripartito: sommo sacerdote-sacerdote-levita.

Utero in affitto. Baldassarre (Lega): «Ecco come l’Ue ha scelto di distruggere la dignità della donna»

È delusa e non lo nasconde, Simona Baldassarre. Bocciando a nettissima maggioranza, il suo emendamento contro l’utero in affitto, il Parlamento europeo ha perso «un’occasione storica», dichiara a Pro Vita & Famiglia l’eurodeputata leghista. Un insuccesso che comunque non scoraggia l’onorevole Baldassarre, determinata a portare ancora avanti nelle sedi europee questa «battaglia di civiltà», che non dovrebbe conoscere «colore politico».

Onorevole Baldassarre, come ha avuto origine il suo emendamento?
«L’emendamento sulla maternità surrogata, nella Relazione sui Diritti Umani e la Democrazia nel mondo, fa parte di un percorso che ho intrapreso fin dall’inizio del mio mandato a Bruxelles. L’impegno a favore della vita mi ha portato, nel settembre 2019, a costituire con altri colleghi deputati l’Intergruppo per le Sfide Democratiche. Proprio attraverso questa piattaforma, mi sono fatta promotrice a giugno dell’anno scorso, di una Lettera alla Commissione Europea, nella quale ho chiesto che l’Ue prendesse una posizione ferma, in merito alla pratica dell’utero in affitto, che rappresenta la schiavitù del Terzo Millennio. Per quanto riguarda l’emendamento bocciato, va detto che è stato il risultato di un buon lavoro. Insieme a 41 colleghi, provenienti da gruppi politici e nazionalità differenti, abbiamo chiesto che il Parlamento impedisse questo abominio. Un lavoro, ribadisco, collegiale: segno che sul tema c’è un consenso trasversale e che la battaglia contro l’utero in affitto è una battaglia di civiltà, non ha colore e non è di parte. Prova ne è l’analisi del voto: i sì e i no hanno attraversato gli schieramenti. Ci sono stati 142 voti a favore, 429 contro e 87 astenuti. E devo dire che sono amareggiata e delusa. Il Parlamento ha perso un’occasione storica. Come ho scritto in un mio comunicato: la Ue ha deciso di non tutelare la dignità della donna».

La Polonia difende i cristiani d’Etiopia

La Polonia di Diritto e Giustizia (PiS) sta tentando di ritagliarsi un ruolo di primo piano nella nascente internazionale per la protezione dei cristiani perseguitati nel mondo. I rapporti fra il governo e il papato sono ottimi e lo scorso agosto è stato siglato un memorandum di cooperazione con l’Ungheria inerente l’attuazione congiunta di progetti ed iniziative in ogni parte del mondo in cui si abbia notizia di persecuzioni anticristiane.
In conformità all’aspirazione di fare di Varsavia il nuovo scutum saldissimum et antemurale Christianitatis, il governo polacco è intervenuto su un tremendo massacro di cristiani avvenuto di recente in Etiopia e passato incredibilmente in sordina nonostante le dimensioni: 750 morti.
Il massacro che ha turbato Varsavia

lunedì 25 gennaio 2021

L’eurodeputata Basso: “Per l’UE la religione è un pericolo per le istanze LGBT”

“Prima di parlare di nuovi possibili diritti, è necessario difendere i diritti fondamentali delle persone, come il diritto alla libertà religiosa” - a cura di Angelica La Rosa
“Siamo da quasi un anno nel mezzo di una crisi sanitaria, sociale ed economica senza precedenti e, ancora una volta, nell’Unione Europea, c’è chi, invece che occuparsi di questo, si preoccupa di istanze progressiste in materia di LGBTI e aborto”, afferma Alessandra Basso, onorevole della Lega al Parlamento Europeo.
“La ridondanza con cui determinate istanze tornano fuori ogni singola volta, su ogni tipo di testo e ogni argomento, è disarmante. Qui non si tratta di idee o realtà da affrontare, ma di cieche ideologie, che senza fermarsi e senza pudore continuano a pressare per spingersi sempre più in là, senza limiti. In ultimo, è stata presa in mezzo la religione, alludendo al fatto che potrebbe rappresentare nei paesi dell’Unione Europea un pericolo rispetto a queste istanze”, continua l’eurodeputata.
“Semmai, oggi c’è da chiedersi se in pericolo non sono tanto queste istanze, quanto la stessa libertà di religione. Si pensi alla civilissima Francia, dove rischi sanzioni indossando simboli religiosi in Parlamento o nelle scuole pubbliche (occhio al rosario da polso o al crocifisso al collo!). Si veda da noi il ddl Zan, che rischia un domani di tappare la bocca a quel sacerdote così avventato da citare ancora San Paolo. Per questo, prima di parlare di nuovi possibili diritti, la mia preoccupazione è e sarà sempre quella di difendere i diritti fondamentali delle persone, come il diritto alla libertà religiosa”, conclude l’on. Basso (Lega). Fonte

Sulla decadenza degli stati, delle civiltà. Le università americane fomiti di subcultura afro e femminista.

Commenti interessanti estratti dalle discussioni perché offrono spunti importanti, ulteriormente da approfondire, sulle dinamiche che ci sovrastano e sulle loro radici prossime e remote. Per non rimanere invischiati. Essere consapevoli è indispensabile per un pensiero e un'azione efficaci ed equilibrati.

Sulla decadenza degli Stati, delle civiltà,
tema purtroppo attualissimo

Ci siamo dentro sino al collo. La corruzione dei costumi radicata e ramificata è sicuramente causa di decadenza. Ma in genere non opera con un taglio netto, nel senso che ad essa si contrappongono anche per lungo tempo forze vive. Nascono così periodi di lotte culturali e anche civili e guerre civili. La decadenza del mondo romano originario cominciò nel I sec AC con le guerre civili che portarono alla fine all'instaurazione del principato di Augusto. Ma fu una lunga decadenza, contrassegnata da periodi di forte ripresa. Con lo stesso Augusto, con gli Antonini, con la monarchia militare. Con l'impero si affermò una classe media urbana transnazionale. Nel III secolo la crisi fu terribile, l'impero fu assalito simultaneamente dal Reno ai confini con la Persia, ma inaspettatamente si riprese, sia pure militarizzandosi nelle istituzioni. Poi crollò, ma in Occidente; in Oriente resistette e continuò come impero greco, bizantino, un altro Stato, che ebbe momenti di grande splendore e contribuì validamente alla civilizzazione degli slavi, nonché a bloccare l'avanzata musulmana per secoli, fino al prevalere dei turchi ottomani.