Apprendiamo dal Corriere del Veneto. Ma vi fornisco un quadro completo: le notizie, in qualche modo asettiche dell'informazione mainstream, vanno completate con una nota di Anna Maria Cisint, europarlamentare della Lega e con l'intervista che segue, che mettono in luce le molteplici insidie nascoste. Qui l'indice degli articoli sul filo-islamismo.
«Tribunale» islamico a Padova, esposto di Futuro Nazionale in procura. Il fondatore: «È una camera arbitrale come altre in Europa». E invece...
L'ente privato risolve controversie seguendo i principi della Sharia: denuncia dell'avvocato Minutillo, membro del partito di Vannacci. Insorgono Lega e Fratelli d'Italia: «Tutti devono rispettare solo le leggi italiane»
La definizione corretta è «Camera arbitrale islamica italiana», non è quindi un tribunale ma un ente privato che, si legge nel sito, «fornisce una piattaforma per risolvere controversie civili e commerciali in conformità con i principi della Shari’a, ossia la legge Islamica». Le aziende estere che operano con l’Italia, e che si avviano a creare un qualsiasi contratto, possono indicare la camera arbitrale come «risolutrice delle controversie» prima di avviare una qualsiasi trattativa commerciale. La sede di questa camera arbitrale islamica è a Padova, il fondatore è un avvocato iscritto all’ordine degli avvocati di Padova, Omar Vanin, docente a contratto di Diritto Internazionale all’Università di Padova. La camera arbitrale islamica è stata fondata a marzo, ma pochi giorni fa Francesco Minutillo, avvocato di Forlì, membro dell’assemblea nazionale di Futuro Nazionale, ha presentato un esposto alla procura della Repubblica di Padova. Spiega il legale: «Non sto chiedendo di giudicare una religione, la questione è rigorosamente giuridica. In Italia può esistere un arbitrato privato, anche ispirato a valori religiosi, purché resti nei limiti dell’ordinamento. Ma quando un organismo si presenta come “Giustizia Islamica in Italia”, denomina il proprio organo “Tribunale Sciaraitico”, afferma che gli arbitri sono vincolati ai principi immutabili della Sharia e prevede il diritto italiano per ciò che la Sharia non regola, credo sia doveroso accertare una cosa molto semplice: siamo ancora davanti soltanto a un normale arbitrato privato oppure si sta costruendo un circuito di giustizia parallelo rivolto a una specifica comunità? A questa domanda dovranno rispondere gli accertamenti della Procura







