Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

martedì 9 giugno 2026

12 giugno. Festa del Sacro Cuore a Sant'Anna al Laterano

Carissimi,
La Chiesa collocando la Festa del Sacro Cuore immediatamente dopo l'antica Ottava del Corpus Domini, insegnava che l'Eucaristia è la suprema espressione dell'amore del Cuore di Cristo. La devozione al Sacro Cuore, dunque, è direttamente connessa al contesto liturgico dell'Eucaristia: il Cuore di Gesù non è un simbolo astratto, ma è il Cuore che ha amato fino alla morte, il Cuore che ha istituito l'Eucaristia e il Cuore che rimane presente nel Santissimo Sacramento dell'Altare.

Venerdì 12 giugno Festa del Sacratissimo Cuore di Gesù.
  • Ore 15.00 Apertura della Chiesa e Confessioni
  • Ore 15.30 Recita del Santo Rosario
  • Ore 16.00 Missa in Festo Sacratissimi Cordis Jesu (Qui proprio della Santa Messa). Esposizione del Santissimo Sacramento, Atto di Riparazione, Litanie del Sacro Cuore [qui] e Benedizione Eucaristica.
In Domino

Quando Le Barroux cerca di correggere il vescovo Schneider

Interessante nella nostra traduzione dal sito della FSSPX.  Nel numero del 29 aprile 2026 di La Nef , padre Cyrille, un monaco di Le Barroux (Francia), tenta apertamente di correggere il vescovo Athanasius Schneider, vescovo ausiliare di Astana (Kazakistan), che il 24 febbraio aveva rivolto un appello fraterno a Papa Leone XIV per costruire un ponte con la Fraternità Sacerdotale San Pio X [qui - qui posizione netta e argomentata]. Ma il Papa è libero e senza vincoli. Offrirà solo la legge? La misericordia? Un misto di entrambe? Questa è l'unica variabile. E la sua risposta è importante per tutto il mondo cattolico.

Quando Le Barroux cerca di correggere il vescovo Schneider

Nel numero del 29 aprile 2026 di La Nef, padre Cyrille, un monaco di Le Barroux (Francia) [vedi precedente recente interessante anche per la discussione], tenta apertamente di correggere il vescovo Athanasius Schneider, vescovo ausiliare di Astana (Kazakistan), che il 24 febbraio aveva rivolto un appello fraterno a Papa Leone XIV per costruire un ponte con la Fraternità Sacerdotale San Pio X. Secondo il monaco benedettino, sembrerebbe che, invece di un ponte con la Fraternità, si possa erigere solo un ponte levatoio.
A suo avviso, “tre elementi combinati fanno sì che un grave atto di disobbedienza si orienti verso una logica scismatica: un elemento oggettivo – un atto che, per sua natura, ferisce l’unità visibile della Chiesa; un elemento soggettivo – la persistenza nel rifiutare di sottomettersi all’autorità del Papa che vieta tale atto; e un elemento ecclesiologico – la capacità di operare autonomamente secondo i propri criteri e con la propria rete gerarchica. Può il vescovo Schneider affermare sinceramente che questi tre punti non siano presenti nelle consacrazioni di Écône?”.

Magnifica Humanitas informata dall’apparato ideologico e dai nuovi “luoghi teologici” imposti dal concilio e dal postconcilio

Grazie ad Antonio de Felip per questa lettura attenta e argomentata della prima enciclica di Leone XIV.
Magnifica Humanitas informata dall’apparato ideologico e
dai nuovi “luoghi teologici” imposti dal concilio e dal postconcilio

C’era molta attesa riguardo alla prima enciclica di Prevost: i progressisti di varia gradazione auspicavano la conferma dell’assoluta continuità dottrinaria, pastorale e ideologica del nuovo pontefice rispetto al suo predecessore, mentre da parte dei conservatori, e persino di alcuni tradizionalisti, ci si perdoni la semplificante partizione, c’era l’illusione che Leone potesse offrire qualche spunto, sia pure moderato e prudente, di ortodossia e di necessario conservatorismo.

Illusioni mal riposte, queste ultime: la Magnifica Humanitas ci mostra un papa allineato con i predecessori conciliari e post-conciliari e soprattutto con Bergoglio, citato molte e molte volte per assicurare tutti i fan rimasti orfani del predecessore dell’assoluta identità dottrinale e ideologica tra i due pontefici.

Il canto popolare NON È la stessa cosa del canto liturgico

Qui l'indice degli articoli dedicati alla musica sacra.
Il canto popolare NON È la stessa cosa del canto liturgico

Una grande confusione ha abitato il cielo degli ultimi decenni. Una confusione che ci piacerebbe pensare possa avere un termine ma, purtroppo, così non è.

Sembra oramai che una piega triste sia stata presa e non è così facile poter tornare indietro. Uno degli elementi di questa situazione è il confondere il canto popolare con il canto liturgico.

Il canto liturgico è il canto ufficiale della Chiesa, diremmo che rappresenta la dimensione oggettiva della liturgia. Esso è di solito basato sui testi ufficiali del Messale e nella Messa tradizionale questi testi sono in Latino, mentre quelli del canto popolare sono nella lingua vernacolare.

lunedì 8 giugno 2026

Scomunicati da una Chiesa che non scomunica più nessuno?

Dal Concilio Vaticano II non si viene più scomunicati. Ora non si è più "in piena comunione".

Scomunicati da una Chiesa che non scomunica più nessuno?

In effetti, all'apertura del Concilio nel 1962, Giovanni XXIII espresse il suo desiderio di una Chiesa nuova, libera da condanne e anatemi. Solo i canonisti che non hanno colto appieno lo spirito del Vaticano II – e i giornalisti che prediligono espressioni semplicistiche – possono ancora brandire la scomunica come un assoluto preconciliare, un'ukase tridentino.

Va riconosciuto che la nozione di "comunione parziale", che mira alla generosità, solleva delle vere difficoltà. Si può essere in comunione solo a metà o a tre quarti del percorso? In tal caso, si è per metà scomunicati e per metà in comunione, oppure per tre quarti scomunicati e per un quarto in comunione? Di fatto, la scomunica diventa un concetto relativo, una scomunica dalla geometria variabile.

Sul sublime nella musica e sulla musica nel linguaggio.

Nella nostra traduzione da Poetic Knowledge
Sul sublime nella musica e sulla musica nel linguaggio.
con l'aiuto di Clitennestra, regina di Micene
L'armonia è uno strumento che possiede una forza naturale non solo per conquistare e deliziare, ma anche, in misura straordinaria, per elevare l'anima e commuovere il cuore dell'uomo.
Sul sublime (I secolo d.C.)
Il trattato noto come De Sublimitate in latino e Sul Sublime in italiano fu originariamente scritto in greco e ha il titolo greco Peri Hypsous. Il sostantivo hypsos significa "altezza" o "vetta" ( l' ipsofobia è una paura anomala delle altezze). Nell'Agamennone di Eschilo, Clitennestra si trova accanto al cadavere del marito, che ha ucciso a tradimento. "In che altro modo", si chiede con la spietata e implacabile ferocia di Lady Macbeth,
"avrei potuto tendere una trappola inesorabile di rovina a coloro che tanto odiavo?".
Come si dovrebbe, infatti, proporre odio ai nemici?

Romano Amerio. La dislocazione della funzione magisteriale nella teologia dopo il concilio Vaticano II

Non perde mai di attualità. Da mettere a memoriale... Alcuni precedenti  qui (trovate in nota un piccolo glossario di alcuni termini del tutto particolari usati da Amerio) - quiqui - qui - qui - qui .

La dislocazione della funzione magisteriale nella teologia dopo il concilio Vaticano II
Romano Amerio
Ruunt saecula, stat veritas.
Immo, stante veritate,
stat homo, stat mundus.
Circumversamur undique, et deversamur;
sed veritas nos erigit.
Amice, siste fugam, pone te in centro,
ubi nullus motus,
sed vita, immo: vita vivificans.


Scorrono i secoli, ma la verità sta.
Anzi, se sta immobile la verità,
immobile sta anche l'uomo, sta anche il mondo.
Siamo circondati da ogni parte, e deviati,
ma la verità ci tiene ritti.
Amico, ferma la fuga, collocati al centro,
dove non c'è movimento,
ma vita, anzi, vita vivificante.
Dovendo dare un contributo al Convegno Teologico di sì sì no no, vorrei sviluppare questo principio: la crisi della Chiesa cattolica è una crisi di dislocazione dell'autorità magisteriale che, dall'autorità del Magistero universale, passa all'autorità dei teologi. Dislocazione che fu subito avvertita perché, negli anni appena a ridosso del Concilio, ci fu una viva reazione. Ma la gran massa dei teologi, in questi sei ultimi lustri, è riuscita a realizzare la rivendicazione che essi allora si proponevano di compiere: che, cioè, i teologi stessi fossero riconosciuti come partecipi dell’officio didattico della Chiesa; io ho tra le mie carte molti ritagli, molte prove, che la cosa era sentita come un pericolo.

domenica 7 giugno 2026

“O fiamma vivente dell’amore” /Una poesia per la Pentecoste di San Giovanni della Croce

Nella nostra traduzione da Via Mediaevalis.
“O fiamma vivente dell’amore”
Una poesia per la Pentecoste di San Giovanni della Croce

Nota per i lettori : Con l'intento di contribuire a prolungare la celebrazione della Pentecoste – che, insieme alla Pasqua, è la mia festa preferita dell'anno – ho pensato di riproporre parte di un vecchio articolo. Di seguito trovate la mia traduzione di "Llama de amor viva" di San Giovanni della Croce.
Ciascuno resti nella propria cella o nelle sue vicinanze, meditando giorno e notte sulla parola del Signore e vegliando nella preghiera.
Regola carmelitana, capitolo 7
Sul monte Carmelo, Elia, con dodici pietre, “costruì un altare nel nome del Signore”. Preparò l’oblazione, recitò una preghiera e vide “il fuoco del Signore scendere e consumare l’olocausto, la legna, le pietre e la polvere”. Nel Carmelo monastico, il fuoco divino discende allo stesso modo, bruciando ciò che potrebbe oscurare la bellezza di Cristo e appesantire un’anima chiamata alla vetta della libertà umana. Che cos’è esattamente questo fuoco? O meglio, chi è questo fuoco?

Domenica fra l'Ottava del Corpus Domini / Proprio della Santa Messa

Chi non può partecipare alla Messa Antica, può seguire il proprio della Santa Messa di oggi, Domenica fra l'Ottava del Corpus Domini. Mentre nelle parrocchie NO si celebra il Corpus Domini, la Tradizione lo ha celebrato regolarmente lo scorso giovedì. L'ordinario della Messa Antica può essere scaricato qui. Ovviamente nulla può sostituire la celebrazione in presenza; ma le formule antiche possono essere spunti appropriati di meditazione ma anche di interiorizzazione delle verità perenni che veicolano.
Domenica fra l'Ottava del Corpus Domini
Proprio della Santa Messa

Introitus

Ps 17:19-20.- Factus est Dóminus protéctor meus, et edúxit me in latitúdinem: salvum me fecit, quóniam vóluit me.  ~  Ps 17:2-3.- Díligam te. Dómine, virtus mea: Dóminus firmaméntum meum et refúgium meum et liberátor meus. ~ Glória ~ Factus est Dóminus protéctor meus, et edúxit me in latitúdinem: salvum me fecit, quóniam vóluit me.

Ps 17:19-20.- Il Signore si è fatto mio protettore e mi ha tratto fuori, al largo: mi ha liberato perché mi vuol bene.  ~  Ps 17:2-3.- Amerò Te, o Signore, mia forza: o Signore, mio sostegno, mio rifugio e mio liberatore.  ~  Gloria  ~  Il Signore si è fatto mio protettore e mi ha tratto fuori, al largo: mi ha liberato perché mi vuol bene.

Domenica seconda dopo la Pentecoste /L'Eucaristia sacrificio perfetto

Riscopriamo approfondiamo e meditiamo, ripercorrendoli sempre di nuovo, i tesori della nostra fede secondo i ritmi dell'Anno liturgico.

Domenica seconda dopo la Pentecoste
L'Eucaristia sacrificio perfetto

Intróitus
Ps. 17, 19-20 - Factus est Dóminus protéctor meus, et edúxit me in latitúdinem: salvum me fecit, quóniam vóluit me. Ps. 17, 2-3 - Díligam te, Dómine, virtus mea: Dóminus firmaméntum meum, et refúgium meum, et liberátor meus. Glória Patri… Ps. 17, 19-20 - Factus est Dóminus protéctor meus...
Introito
Sal. 17, 19-20 - Il Signore si è fatto mio protettore e mi ha tratto fuori, al largo: mi ha liberato perché mi vuol bene. Sal. 17, 2-3 - Amerò Te, o Signore, mia forza: o Signore, mio sostegno, mio rifugio e mio liberatore. Gloria al Padre… Sal. 17, 19-20 - Il Signore si è fatto mio protettore...

La nozione del sacrificio.
L'Eucaristia ha per fine principale l'applicazione incessante quaggiù del Sacrificio del Calvario. Bisogna dunque che consideriamo questo Sacrificio dell'Uomo-Dio in se stesso, onde meglio ammirare la mirabile continuazione che se ne fa nella Chiesa. A questo riguardo è opportuno precisare innanzitutto la nozione generale di Sacrificio.
Dio ha diritto all'omaggio della sua creatura. Se i re e i potenti della terra erano in diritto di esigere dai loro vassalli il solenne riconoscimento della loro sovranità, a maggior ragione il dominio supremo del primo Essere, causa prima e fine ultimo di tutte le cose, lo impone agli esseri chiamati dal nulla dalla sua onnipotente bontà. E come, mediante il tributo che lo accompagnava, l'omaggio dei servi e dei vassalli implicava, insieme con la confessione della loro sudditanza, la dichiarazione effettiva dei beni e dei diritti che essi riconoscevano di avere dal loro signore, così l'atto con il quale la creatura si umilia dinanzi al suo Creatore dovrà manifestare a sufficienza, per se stesso, che essa lo riconosce come Signore di tutte le cose e autore della vita.