domenica 15 settembre 2019

Julio Loredo, editorialista del Pan-Amazon Synod Watch rivela il “piano” dietro al Sinodo sull’Amazzonia

Julio Loredo, autore di “Teologia della liberazione, un salvagente di piombo per i poveri” (Cantagalli, 2014), ha affermato che il retroscena “non detto” del Sinodo sull’Amazzonia è qualcosa che è stato preparato da decenni e che mira a “cambiare l’intera Chiesa” d’accordo con “la cosiddetta teologia indigenista e ecologica”.  “Si tratta di un rinnovamento totale della Chiesa da un punto di vista ‘amazzonico’, che altro non  è che il culmine della Teologia della liberazione”, ha detto Loredo a LifeSiteNews il 21 giugno scorso. Di seguito l'intervista.

Intervista rilasciata da Julio Loredo a Diane Montagne 

Sig. Loredo, chi è il responsabile del lancio del sito “Pan-Amazon Synod Watch” e che assicurazione può dare ai lettori che in esso troveranno una fonte credibile di informazioni riguardo alle questioni relative al Sinodo di ottobre?
Il sito è stato creato da una rete internazionale di associazioni conservatrici. Appartiene ufficialmente all’Istituto Plinio Corrêa de Oliveira, che ha sede a San Paolo, in Brasile. Il prof. Corrêa de Oliveira (1908-1995) ha studiato le cosiddette correnti indigeniste all’interno della Chiesa già dall’inizio degli anni ’70. Ma è un sito internazionale che implica non solo le TFP (le Associazioni per la difesa dei valori della Tradizione, Famiglia e Proprietà), ma anche altre realtà conservatrici a livello internazionale.

sabato 14 settembre 2019

14 settembre 2007-2019. Ricordando l'entrata in vigore del Summorum Pontificum

14 settembre 2007 / 2019
Nel giorno dell'Esaltazione della Santa Croce di dodici anni fa, in Santa Maria Maggiore, alle ore 15, dopo una cattività di 39 anni, è stata celebrata la Messa Vetus Ordo. Era il giorno in cui è entrato in vigore il Motu proprio Summorum Pontificum. E nell'arco della giornata lo stesso è accaduto in tutte le diocesi (o quasi) del mondo. Tante attese, infinita speranza. E ora, cosa resta? Inserisco il link ad una memoria di alcuni anni fa. Una successiva qui. E un mio recente intervento: Il Rito Romano Antico e l'applicazione del Summorum Pontificum [qui].
Colgo l'occasione per ricordarvi anche il mio libro «La questione liturgica. Il rito Romano usus antiquior e il Novus Ordo Missae dal Vaticano II all'epoca deidue papi’», 2a Edizione, Solfanelli 2017.
Chi si arma di pazienza, inserendo le parole chiave dal motore di ricerca interna consultabile dalla colonna destra del blog, può trovare una marea di articoli sull'argomento.
Infine, un cimelio storico: il filmato che sono riuscita ad avere da Repubblica, nel quale, insieme ad altre, ci sono alcune mie precise risposte a precise domande. Perché io c'ero. Interessanti le interviste: laici con le idee chiare, che non si sono lasciati confondere dalle domande con i pregiudizi che conosciamo bene e che non accennano a sparire.

Un papa che non teme lo scisma può causarne uno

Nel corso della conferenza stampa di Bergoglio sul volo di ritorno dall’Africa, è stata toccata la questione della possibilità di uno scisma ed è emersa la sua mancanza di timore al riguardo. Nella nostra traduzione da Catholic Culture l'articolo di Phil Lawler.

“Non ho paura degli scismi”, ha detto Papa Francesco ai giornalisti durante la sua ultima conferenza stampa sull’aereo.
Beh, io ce l’ho. E ho paura di ogni Romano Pontefice che non ha paura di scisma nella Chiesa universale.  Il che significa che, sì, ho paura di papa Francesco.
Nell'imminenza del Sinodo amazzonico, si evidenziano numerose indicazioni che il Papa e i suoi alleati utilizzeranno l'assise per promuovere un’altra serie di drammatici cambiamenti nell’insegnamento e nella prassi della Chiesa. È disposto a rompere con i nostri padri nella fede; è disposto a rompere con i suoi fratelli. Temo che il Papa sia determinato a procedere per la sua strada, a prescindere dal costo per l’unità della Chiesa.
Come ho notato di recente, nelle ultime settimane abbiamo visto segni inquietanti di un nuovo atteggiamento ai vertici del Vaticano: la volontà di eliminare e licenziare i critici del Papa senza nemmeno la minima simulazione di cortesia. Questo approccio aggressivo – forse un tentativo di assicurare un “cambiamento irreversibile“ nel poco tempo a disposizione – si è evidenziato quando il Papa ha risposto a una domanda di Jason Horowitz del New York Times, circa le critiche che gli sono state rivolte dai cattolici americani.

venerdì 13 settembre 2019

L’obiettivo ultimo dell’ideologia LGBT è quello di distruggere il cristianesimo

Così va il mondo... Nella nostra traduzione da LifeSiteNews. Nota del Traduttore: "Ho introdotto un apparato di note per rendere più familiare la questione legale in America. L'American Thinker, da cui è stato originariamente pubblicato l'articolo, è un blog di destra molto serio".

10 settembre 2019 (American Thinker) — Recentemente, il quarterback [1] Drew Brees è stato brutalmente criticato per aver ‘osato’ apparire in un video esortando gli studenti cristiani a portare con sé le loro bibbie a scuola.
Il pretesto per l’attacco è stato il fatto che Brees ha supportato un progetto dell’associazione cristiana Focus on the Family, organizzazione che crede nella bibbia, e quindi anche nella visione biblica del matrimonio e della sessualità.
Si noti che Brees non ha detto assolutamente nulla che possa essere anche lontanamente interpretato come anti-LGBT. Al contrario, in passato ha persino partecipato a campagne pubblicitarie contro il bullismo proprio in favore delle comunità LGBT.
Ma la sua ‘colpa’ era duplice: quella di appartenere a un’associazione che i progressisti odiano e amano prendere di mira e quella ancor più grave di esortare i ragazzi a leggere la bibbia, libro che molti all’interno della comunità LGBT disprezzano. Secondo il punto di vista dei suoi critici, è bene fare campagna contro il bullismo nei confronti dei membri della comunità LGBT, ma il bullismo contro i cristiani non costituisce nessun problema.

Venerdì 13 settembre. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla Preghiera di Riparazione secondo le modalità [qui], complete delle Litanie del Sacro Cuore, che trovate qui.
Rimaniamo fedeli al nostro impegno nella preghiera di riparazione e continuiamo a pregare perché sia sventata l'introduzione della cosiddetta Messa ecumenica, che vanifica il Santo Sacrificio. Per non parlare dei cambiamenti di paradigma che usano il funambolismo linguistico per condurre verso rivoluzionari orizzonti inesplorati fuori dalla Via maestra. Si profila all'orizzonte anche un problematico Instrumentum laboris [qui] per il Sinodo dell'Amazzonia del prossimo ottobre...
Preghiamo anche per come viene contristato il Signore nel nostro Paese e nell'Occidente già cristiano e nel degrado ingravescente che lo attanaglia e per tutti i problemi in attesa di soluzione in un agone politico esasperato e attraversato da molte dinamiche contrapposte, specialmente in questi giorni, in cui vediamo prevalere le forze che promuovono un “nuovo umanesimo” senza Cristo, che dovrebbe rimpiazzare il “vecchio”, fondato sulle nostre radici cristiane.
Invochiamo Cristo Signore che ci ha ammonito che “senza di Lui non possiamo far nulla” (Gv 15, 5) e chiediamo l'intercessione della Vergine, Madre Sua e nostra, perché voglia stornare tutti i pericoli, i mali e le insidie in tutti gli ambiti del vivere civile e religioso dove Lui possa tornare a regnare. Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga coloro che si espongono con parresìa.

Offerta della giornata al Sacro Cuore di Gesù
Cuore Divino di Gesù, io ti offro per mezzo del Cuore Immacolato di Maria, in unione al Sacrificio Eucaristico, le preghiere, le azioni, le gioie e le sofferenze di questo giorno in riparazione dei peccati e per la salvezza di tutti gli uomini, nella grazia dello Spirito Santo, a gloria del Divin Padre. Amen.
* * *
Riflessione settimanale
San Giovanni Maria Vianney

giovedì 12 settembre 2019

Nella drammatica vigilia di un Sinodo di grande impatto sulla Chiesa, si organizza la resistenza dei fedeli

(Maria Guarini) Chiesa e post-Concilio — L'imminente Sinodo Amazzonico appare il culmine di un 'cambiamento di paradigma' innescato dal Concilio Vaticano II che vede il suo motus in fine velocior, apparentemente inarrestabile, nell'attuale pontificato. Mai come in questa tormentata vigilia dell'annunciato Sinodo per l'Amazzonia si intrecciano analisi e grida di allarme, da e per tutto l'Orbe cattolico, che dall'inizio seguiamo e documentiamo condividendo (vedi).
In ordine al discutibile e discusso Istrumentum laboris non mancano accuse di eresia e di apostasia da parte di alcuni tra i più eminenti esponenti della Chiesa e interventi di studiosi e fedeli qualificati. Su tutto resta ancora aperta una drammatica domanda: i protagonisti dell'evento porteranno avanti le linee del documento preparatorio o saranno costretti a recedere, tanti sono gli elementi, contestati, che li renderebbero artefici di uno scisma, con il loro Superiore in testa?
Anche in questa occasione Roma si distingue per radunare molti fedeli di buona volontà da ogni parte del mondo, che non restano inerti di fronte ad uno scempio così grande e fanno sentire le loro voci, manifestando una rispettosa ma ferma e ben motivata resistenza ad autorità sorde ad ogni appello. E dunque si annunciano preghiere ed espressioni pubbliche della resistenza; ma anche convegni e conferenze di approfondimento e condivisione, che rafforzano l'azione comune, ormai ineludibile. Di seguito trovate l'elenco delle iniziative romane.
Ma innanzitutto dobbiamo registrare la «crociata di preghiera e digiuno» lanciata dal card.Raymond L. Burke e da mons. Athanasius Schneider vescovo ausiliare di Astana (Kazakhistan) perché il Sinodo sull’Amazzonia non approvi errori ed eresie contenute nell’Instrumentum Laboris. Per quaranta giorni a partire dal 17 settembre e fino al 26 ottobre, vigilia della chiusura del Sinodo: ogni giorno una decina del Rosario dedicata a questa intenzione e digiuno una volta alla settimana secondo la tradizione della Chiesa, per accompagnare con il cuore e con la mente questo evento che potrebbe avere gravi ripercussioni per la vita della Chiesa. Pubblico a parte il testo integrale del relativo Documento [qui].

Sintesi delle iniziative in itinere a Roma

«Una crociata di preghiera e digiuno per il Sinodo sull'Amazzonia»

Testo integrale del documento che lancia la «crociata di preghiera e digiuno» promossa dal card.Raymond L. Burke e da mons. Athanasius Schneider vescovo ausiliare di Astana (Kazakhistan) perché il Sinodo sull’Amazzonia non approvi errori ed eresie contenute nell’Instrumentum Laboris. Per quaranta giorni a partire dal 17 settembre e fino al 26 ottobre, vigilia della chiusura del Sinodo: ogni giorno una decina del Rosario dedicata a questa intenzione e digiuno una volta alla settimana secondo la tradizione della Chiesa, per accompagnare con il cuore e con la mente questo evento che potrebbe avere gravi ripercussioni per la vita della Chiesa. Il documento evidenzia sei gravi errori ed eresie contenute nell'Instrumentum Laboris. Richiamo qui l'indice dei precedenti documenti pubblicati.

Una crociata di preghiera e digiuno
Per implorare Dio che l'errore e l'eresia non pervertano l'imminente sinodo dei vescovi della regione Amazzonica

Vari prelati e commentatori laici, nonché istituti laicali, hanno messo in guardia sul fatto che gli autori dell'Instrumentum Laboris - pubblicato dalla Segreteria del Sinodo dei Vescovi e che servirà da base per la discussione nella prossima Assemblea Speciale per la Regione Panamazzonica - hanno inserito gravi errori teologici ed eresie nel documento.
Invitiamo pertanto il clero cattolico e i laici a partecipare a una crociata di preghiera e digiuno per implorare il Nostro Signore e Salvatore, attraverso l'intercessione della sua Vergine Madre, per le seguenti intenzioni:
che durante l'assemblea sinodale non vengano approvati gli errori teologici e le eresie inserite nell'Instrumentum Laboris;
che in particolare Papa Francesco, nell'esercizio del ministero petrino, possa confermare i suoi fratelli nella fede con un netto rifiuto degli errori dell'Instrumentum laboris e non acconsenta all'abolizione del celibato sacerdotale nella Chiesa latina con l’introduzione della prassi dell'ordinazione di uomini sposati, i cosiddetti "viri probati", al Sacro Sacerdozio.

12 settembre 1683 - Silvana De Mari

Ottanta anni fa esatti i panzer di Hitler traversavano la Polonia, una pianura sterminata senza ostacoli naturali, fatta apposta perché  i carri armati possano invaderla, il sogno perfetto del conquistatore carogna. Qualche giorno più tardi saranno i carri armati di Stalin a entrare dal lato orientale. La Polonia era stata spartita in due dallo sciagurato patto Ribbentrop Molotof, quindi tutti quelli che sostengono che il governo PD/5Stelle sia la porcata più grossa mai vista nella storia di questo provato pianeta, stanno onestamente mentendo: il patto Ribbentrop Molotof è stato una porcata talmente enorme da superare per ignominia persino il Conte bis.
Hitler considerava i polacchi esseri inferiori, da cancellare dalla faccia della terra, prima la minoranza ebraica, ovviamente, e poi la maggioranza cattolica. I sovietici invece, dei polacchi, volevano solo cancellare la storia, la lingua, la religione e la cultura e intendevano procedere con poche decine di migliaia di uccisioni e pochi milioni di deportati. I sovietici cioè erano più buoni, per questo adesso abbiamo piccoli geni come Fico, che salutano tutti i contenti col pugno chiuso. Io che come cattolica so che Satana non è una metafora e che l’Inferno esiste, un cono che scende, come esiste il Purgatorio, una montagna che sale, mi auguro sempre che nella montagna un girone per gli zuzzerelloni sia previsto e che tutti coloro che hanno salutato col pugno chiuso passino qualche tempo della loro eternità alla Kolima di Stalin o nei Tostadores di Che Guevara, tanto per chiarirsi le idee. Come penso che probabilmente Stalin e Che Guevara stiano passando  l’eternità nei rispettivi gironi Kolima e Tostadores, nell’imbuto che scende. Tostadores vuol dire tostapane, è una vezzosa allusione alla temperatura delle celle esposte a sud, senza nessun tipo di servizio igienico, dove fino a cinquanta uomini erano ammucchiati in pochi metri quadrati, per la colpa di essere oppositori, sacerdoti, oppure  omosessuali.

Spadaro e la fede come propaganda... ma senti chi parla!

Il direttore della Civiltà Cattolica si fa bello leggendo a messa la colletta per i profughi. Ma non sa che nel Missale Romanum per loro è auspicato il ritorno in patria, solo che il traduttore italiano si è "dimenticato" la parola reditus e così il gesuita ha avuto gioco facile a usare la messa secondo il credo anti Salviniano. Chi usa la fede - e la liturgia! - in chiave ideologica e propagandistica? Al Messale Novus Ordo, monco della traduzione, viene opposto quello tridentino della Missa contra Turcas et Haereticos (v. immagine)
Messa Spadaro 17 agosto
Messa Antica contra Turcas
Si tratta di un fatterello senza troppa importanza e che, visto il personaggio particolarmente malato di protagonismo, meriterebbe di essere taciuto. Eppure il fatterello rivela una mentalità malata di molti uomini di Chiesa, che ormai si riferiscono alle Scritture, alla liturgia, alla Tradizione solo per saccheggiarle e ricavare un po’ di bottino utile per la propria folle propaganda.
Il 17 agosto scorso, padre Antonio Spadaro ha emesso il suo cinguettio per informare i lettori sul formulario da lui utilizzato per la Messa di quel giorno (vedi qui), ossia quello per i profughi e gli esuli. L’incauto gesuita, dopo aver scritto, tutto trionfante, “lex orandi lex credendi”, posta la foto della Colletta in italiano, che recita così: “O, Padre di tutti gli uomini, per te nessuno è straniero, nessuno è escluso dalla tua paternità; guarda con amore i profughi, gli esuli, le vittime della segregazione e i bambini abbandonati e indifesi, perché sia dato a tutti il calore di una casa e di una patria, e a noi un cuore sensibile e generoso verso i poveri e gli oppressi”.
Posto che è tempo perso spiegare a padre Spadaro la differenza tra un profugo, un esule ed un immigrato clandestino, bisogna però notare che oltre che incauto, il direttore de La Civiltà Cattolica è stato anche avventato nell’usare l’orazione del messale come se fosse il lasciapassare per l’invasione dell’Italia o lo spot di una società senza confini. Perché il testo latino, quello cioè normativo da cui le traduzioni dipendono, o meglio, dovrebbero dipendere, data la “libertà” che certi traduttori si sono presa, prega perché ai profughi e agli esuli sia concesso di ritornare nella propria patria: ut illis reditus in patriam [...] tribuatur. Il traduttore-traditore italiano si è dimenticato la parola chiave, reditus, ritorno, e così Spadaro ha avuto gioco facile a piegare la Colletta in senso anti-salviniano. E invece la Chiesa prega perché questi fratelli che hanno dovuto lasciare la patria contro la propria volontà – e non per gli immigrati economici e clandestini - possano al più presto ritornarvi; perché l’uomo ha bisogno della propria patria, di vivere radicato nella propria cultura, nelle proprie tradizioni.

mercoledì 11 settembre 2019

In Amazzonia i diaconi sposati già dicono messa. E il papa lo sa

Riprendo da Settimo cielo. Ѐ dura tenere la barra dritta su tanti fronti, ma non siamo senza bussola... L'importante è sapere dalla parte di Chi stare e che non siamo soli; non facciamo come gli Apostoli durante la tempesta! Sul Sinodo per l'Amazzonia vedi indice qui.

Circola da alcuni giorni sul web un video nel quale un sacerdote italiano di primissimo piano, tra i più vicini a Jorge Mario Bergoglio, dice che in Amazzonia la celebrazione della messa da parte di diaconi sposati è già una realtà di fatto, autorizzata dai vescovi del luogo. E papa Francesco, informato della cosa, avrebbe detto: “Andate avanti!”.

L’autore di questa esplosiva rivelazione non è uno qualsiasi. È Giovanni Nicolini, 79 anni, stimato sacerdote dell’arcidiocesi di Bologna, che ha come arcivescovo quel Matteo Zuppi che pochi giorni fa Francesco ha promosso cardinale.