Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

mercoledì 23 settembre 2026

L’intervista di “LifeSiteNews” a monsignor Viganò / 1. Il Concilio, il Katechon, lo Scisma del Capo

Prima parte dell’intervista di Gaetano Masciullo a monsignor Carlo Maria Viganò. Qui l'indice degli interventi precedenti e correlati.

L’intervista di “LifeSiteNews” a monsignor Viganò / 1. Il Concilio, il Katechon, lo Scisma del Capo

Eccellenza, nel suo nuovo libro lei sostiene che oggi il primo nemico del Papato sia il Papa stesso. Come si spiega questo paradosso?
Il paradosso è soltanto apparente, e si scioglie non appena si distingue ciò che la teologia cattolica ha sempre distinto: il Papato come istituzione divina, voluta da Nostro Signore quando disse a Pietro Tu es Petrus, e la persona che in un determinato momento della storia ne occupa la Cattedra. Il Papato è indefettibile, perché è di Cristo; la persona del Papa è un uomo, con il suo libero arbitrio, che può corrispondere alla grazia di stato oppure rifiutarla. D’altra parte, la Chiesa prega per il Sommo Pontefice chiedendo alla Maestà divina di conservare nella santa Religione il Domnum Apostolicum, proprio perché sa che la sua perseveranza nella Fede non è garantita automaticamente dall’ufficio. Se così non fosse, se cioè il Papa fosse esente dalla possibilità di venir meno al proprio mandato, pregare per lui non avrebbe senso.

Le orazioni particolarmente intense della quarta domenica dopo l'Epifania traslata

Nella nostra traduzione da New Liturgical Movement alcuni elementi riguardanti la formule del latino liturgico indicizzate qui. Ricordiamo che quando la Pasqua è bassa, quando cioè cade alla fine di marzo o al principio di aprile, le Domeniche di Pentecoste sono più di 24. Allora, dopo la XXIII Domenica dopo Pentecoste si inseriscono le Domeniche avanzate dopo l'Epifania, e precisamente: se sono 25, vi si inserisce la VI dopo l'Epifania; se sono 26, vi si inseriscono la V e la VI; se sono 27, vi si inseriscono la IV, la V, la VI; se sono 28, vi si inseriscono la III, la IV, la V, e la VI, così che la XXIV sia sempre l'ultima. La messa di queste quattro Domeniche è così composta: l'Introito, il Graduale, l'Offertorio e la frase Alla Comunione sono tolti dalla XXIII domenica dopo Pentecoste; l'Orazione, l'Epistola, Il Vangelo, la Secreta, e l'Orazione dopo la Comunione sono invece tolte dalle rispettive Domeniche dopo l'Epifania.

Le orazioni particolarmente intense della quarta domenica dopo l'Epifania traslata

Definiamo le domeniche “rimanenti” alla fine del Tempo dopo Pentecoste riconfigurate piuttosto che riprese, perché non sono identiche alle domeniche dopo l'Epifania, ma sono state modificate sia da un diverso insieme di testi propri della Messa (Graduale/Alleluia, versetto dell'Offertorio e versetto della Comunione) sia dal contesto.

Il contesto differente è la nota apocalittica che risuona in prossimità e alla fine dell'anno liturgico, una nota che modifica il nostro approccio alle preghiere proprie del giorno. Ad esempio, il Vangelo della quarta domenica dopo l'Epifania parla di una nave in tempesta. Per i Padri della Chiesa, se la nave rappresenta la Chiesa, il vento impetuoso simboleggia i demoni la cui superbia suscita ondate di persecuzioni contro il popolo di Dio, e il mare si agita per le passioni e la malizia degli uomini che, come afferma Dom Gaspar Lefebvre, OSB, sono "la grande fonte di disobbedienza all'autorità e di conflitti fraterni".

martedì 22 settembre 2026

La missione della Chiesa è cambiata e nessuno ha avuto il coraggio di dircelo apertamente.

Incisiva e pertinente testimonianza di una vera credente non legata alla tradizione. Qui l'indice degli articoli sulla nuova nota.

La missione della Chiesa è cambiata e nessuno ha avuto il coraggio di dircelo apertamente.

Ho letto la nuova Nota "Un cammino di speranza" [qui] e sono rimasta con una domanda che non riesco a mettere a tacere: se tutte le religioni sono presentate come compagne di viaggio, portatrici di ricchezze spirituali e luoghi nei quali lo Spirito è all’opera, perché dovremmo ancora evangelizzare?

Perché un missionario dovrebbe lasciare la propria terra?
Perché dovrebbe rischiare la vita per annunciare Cristo?
Perché i martiri hanno versato il loro sangue?
Perché la Chiesa dovrebbe chiamare qualcuno alla conversione, se ormai sembra sufficiente dialogare, collaborare e camminare insieme?
Forse la missione della Chiesa è cambiata e nessuno ha avuto il coraggio di dircelo apertamente.

Cristo aveva comandato: «Andate e fate discepoli tutti i popoli».

Le stimmate di San Francesco, che appaiono e scompaiono nella liturgia

Nella nostra traduzione da New Liturgical Movement interessanti sottolineature della sapiente conformazione del calendario liturgico tradizionale 

Le stimmate di San Francesco, che appaiono e scompaiono nella liturgia

Santi che seguono le orme della Croce...
Nel calendario tradizionale del rito romano, troviamo una meravigliosa "ottava" di feste che inizia con l'Esaltazione della Santa Croce il 14 settembre (in commemorazione della dedicazione della basilica del Calvario e del Santo Sepolcro di Costantino il 14 settembre del 335 d.C.) e termina il 21 settembre con l'apostolo ed evangelista san Matteo, il pubblicano la cui improvvisa chiamata da parte di Cristo (Mt 9, 9) illustra perfettamente la regola centrale della conversione cristiana: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua» (Mt 16, 24).

Come sempre accade con il calendario della Chiesa, maturato lentamente nel corso dei secoli, le feste sono giunte a occupare i giorni intermedi, con una convenienza guidata dalla Divina Provvidenza.

La prima preghiera del sacerdote prima della Santa Comunione

Conosciamo più a fondo le sublimi formule della Messa dei secoli e gli elementi che ne fanno un unicum irreformabile. Ogni semplice sfumatura è densa di significati per nulla scontati a prima vista. Non minuzie, ma patrimonio del passato, da custodire nel presente e per il futuro. Conoscerle non è ininfluente per una fede sempre più profonda e radicata. Nella nostra traduzione da New Liturgical Movement oggi ci soffermiamo sulla Prima Preghiera del sacerdote prima della Santa Comunione. Qui l'indice degli altri articoli sulle formule del Latino liturgico.

La prima preghiera del sacerdote prima della Santa Comunione

Dopo il Bacio della Pace [qui], il sacerdote si prepara alla Santa Comunione con due preghiere nello stile delle Orazioni. Entrambe sono “germogli cresciuti dalle radici ancora vive della liturgia gallicana abbandonata”, secondo la vivida formulazione di Jungmann (vol. 2, 344). La prima preghiera si trova nel Sacramentario di Amiens del IX secolo. Essa è:
Domine Jesu Christe, Fili Dei vivi, qui ex voluntate Patris, cooperante Spiritu Sancto, per mortem tuam mundum vivificasti: líbera me per hoc sacrosanctum Corpus et Sanguinem tuum ab omnibus iniquitatibus meis et universis malis: et fac me tuis semper inhaerere mandatis, et a te numquam separari permettas: Qui cum eodem Deo Patre et Spiritu Sancto vivis et regnas, Deus, in saecula saeculorum. Amen.

lunedì 21 settembre 2026

Ogni cedimento strappato per sfinimento diventa il precedente del successivo

Qui l'indice dei precedenti sul filo-islamismo.
Ogni cedimento strappato per sfinimento
diventa il precedente del successivo


Pakistano con passaporto italiano ripudia la moglie secondo la sharia e pretende che il Comune lo registri. È il "talaq", l'atto con cui la si sbologna con tre parole. Letteralmente.

Funziona così: il marito pronuncia "talaq, talaq, talaq" e il matrimonio è sciolto.
Non deve motivare, non deve ottenere il consenso di lei, in molte scuole giuridiche la donna non deve nemmeno essere presente.

Femministe italiane, avete nulla da dire?

A Monfalcone gli hanno risposto picche. Lui, abituato ad andare per le spicce, si è infuriato: "Altri lo fanno".
Ecco la notizia. Più della pretesa, più della prepotenza: la sicurezza. Perché un uomo perde le staffe per un rifiuto soltanto quando è abituato ai sì.

Il problema della liturgia e della musica sacra è anche il problema dei Seminari

Qui l'indice degli articoli sulla musica sacra. La musica è solo un aspetto del problema dei seminari. Risulta anche che Leone XIV non sa dove trovare i prefetti per i Dicasteri. Ma anche qui è evidente che, se nei seminari si formano preti mediocri, poi dai preti nascono vescovi mediocri. Il problema è concentrare le risorse sui luoghi di formazione. Ma quali risorse, oggi?

Il problema della liturgia e della musica sacra
è anche il problema dei Seminari


Io sono impegnato nel campo della musica sacra da oltre 40 anni. Purtroppo devo constatare che la crisi che cominciai a conoscere nella mia adolescenza non è certo risolta ora che mi trovo negli anni della piena maturità. Ci sono varie cause a questo stato di cause ma una di queste mi è sempre apparsa molto chiara: l’inadeguata conoscenza di gran parte del clero riguardo il ruolo della musica nella liturgia e la loro, diciamolo chiaro, ingnoranza musicale e liturgica. Certo ci sono eccezioni ma sono, appunto, solo delle eccezioni.

La vita di un musicista liturgico si riassume nelle continue lotte con sacerdoti che non hanno strumenti per comprendere l’importanza della musica nella liturgia. Certo, ci sono anche musicisti di chiesa inadeguati, ma anch’essi sono il prodotto di un clero che non da alla liturgia l’importanza che meriterebbe.

Nessuna risposta alla richiesta di udienza papale per i partecipanti all'annuale 'Peregrinatio ad Petri Sedem'

Nella nostra traduzione dal Substack di Edward Pentin. Nove mesi dopo che gli organizzatori del pellegrinaggio Ad Petri Sedem avevano richiesto un'udienza, il Vaticano ha declinato la richiesta di una Messa pontificale in San Pietro e non è stato annunciato alcun incontro papale. Una chiusura ed un silenzio del papa innaturale e contraddittorio perfino con la tanto declamata sinodalità... Qui l'indice degli articoli sulla Liturgia ai tempi di Leone.

Nessuna risposta alla richiesta di udienza papale per i partecipanti all'annuale 'Peregrinatio ad Petri Sedem'

Leone XIV sta forse perdendo l’occasione di sanare le ferite dei cattolici legati alla tradizione non incontrando, il mese prossimo, un loro ampio gruppo rappresentativo?

Il Santo Padre non ha finora risposto alla richiesta di udienza papale avanzata dai leader del pellegrinaggio annuale di cattolici tradizionali a Roma — nonostante la richiesta sia stata presentata nove mesi fa e lo scorso anno il Papa abbia affermato che avrebbe voluto incontrare tali gruppi.

Gli organizzatori del pellegrinaggio Ad Petri Sedem [qui], in programma dal 23 al 25 ottobre e composto prevalentemente da laici, avevano richiesto l’udienza papale in una lettera firmata da due membri laici dell’organizzazione e consegnata personalmente dal vescovo Athanasius Schneider in occasione del suo incontro con Papa Leone in Vaticano lo scorso dicembre.

domenica 20 settembre 2026

Indice degli articoli sulla Nota
"Un cammino di speranza"

Indice degli articoli sulla Nota
Un cammino di speranza. [qui]
Sessant'anni di dialogo interreligioso e fraternità alla luce della dichiarazione conciliare Nostra Aetate [qui]

Da collegare con la Dichiarazione di Abu Dhabi, Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune [qui].




I prodromi

Sull'ebraismo: Sull'islam:

Strickland mette in discussione la nuova nota su Nostra aetate: "Gesù Cristo e la sua Chiesa sono l'unica via per il Padre".

Nella nostra traduzione da Infovaticana. Qui l'indice dei precedenti interventi del vescovo che non tace. Un precedente interessante qui. In psrtivolare, sugli ebrei, mons. Gherardini qui e, aggiornato fino a Benedetto XVI, Guarini qui. Qui l'indice degli articoli sulla nuova nota vaticana.

Strickland mette in discussione la nuova nota su Nostra aetate: "Gesù Cristo e la sua Chiesa sono l'unica via per il Padre".

Il vescovo emerito di Tyler, monsignor Joseph Strickland , ha chiesto il "rifiuto e il ripudio" di un passaggio della nuova nota vaticana per il 60° anniversario di Nostra Aetate, in cui si afferma che considerare il proselitismo come l'unico modo di relazionarsi con gli altri "non ha più senso" in un mondo che è diventato un "villaggio globale" interconnesso e in continua evoluzione.

La critica è rivolta al punto 54 di "Un cammino di speranza. Sessant'anni di dialogo interreligioso e fraternità alla luce della dichiarazione conciliare Nostra Aetate" [qui], pubblicato congiuntamente dai Dicasteri per la Dottrina della Fede, per la Promozione dell'Unità dei Cristiani e per il Dialogo Interreligioso.