Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

sabato 10 ottobre 2026

Avviso per la Messa di domani a Pavia

Carissimi,
vi trasmetto alcune informazioni importanti per la Santa Messa di domenica 11 p.v. (ore 10,00, chiesa di San Luca):
  1. La Santa Messa sarà cantata.
  2. Il formulario per le parti proprie sarà quello della "Divina Maternità di Maria", con commemorazione della domenica.
  3. In questa stessa domenica si svolge in città una manifestazione sportiva, "Corripavia": la viabilità delle zone adiacenti alla nostra chiesa subirà delle variazioni. In allegato invio una cartina della città con il tracciato della corsa (percorso più lungo). Suggerisco di parcheggiare l'automobile in zona viale Partigiani-via San Giovannino e di raggiungere poi a piedi la chiesa di San Luca.
Colgo l'occasione per ringraziare don Marino per la sua disponibilità a sostituirmi nella chiesa dove in queste domeniche mi sono recato a celebrare la Santa Messa, ed il coro che ha accolto il mio desiderio di rendere più solenne la santa liturgia in onore della Madre di Dio e Madre nostra.
Un cordiale saluto nel Signore,
don Fabio

Leone XIV si unirà a oltre 300 leader di false religioni in uno scandaloso raduno ad Assisi

Nella nostra traduzione da Lifesitenews. Il sesto incontro di Assisi vedrà la partecipazione di 384 rappresentanti religiosi provenienti da 53 paesi e promuoverà quella che gli organizzatori definiscono "l'unificazione spirituale" del mondo. Leone XIV non fa altro che riaffermare — e, in questo caso, portare a conseguenze più estreme — gli atti più controversi dei suoi predecessori. Lo inserisco — perché vi si riallaccia — nell'indice degli interventi sulla infausta Dichiarazione di Abu Dhabi [qui] che precede Fratelli tutti [qui]. Precedente  panoramico, a partire da un'altra iniziativa di Leone XIV [qui]. Vi invito a consultare anche questo documento di diversi anni fa [qui]. Forse l'assetto geopolitico sta cambiando; ma ciò che non cambia è il potere transnazionale che non credo tramontato. Il problema viene da lontano.

Leone XIV si unirà a oltre 300 leader di false religioni
in uno scandaloso raduno ad Assisi


Papa Leone XIV si recherà ad Assisi il 27 ottobre per commemorare il 40° anniversario del controverso incontro di preghiera interreligioso avviato da Papa Giovanni Paolo II nel 1986, insieme a rappresentanti delle religioni del mondo.

Il 6 ottobre, una conferenza stampa organizzata dalla Comunità di Sant'Egidio ha annunciato che l'incontro internazionale per la 40ª Giornata Mondiale di Preghiera per la Pace, indetta da Giovanni Paolo II nel 1986, si terrà ad Assisi dal 25 al 27 ottobre. L'evento riunirà 384 rappresentanti di religioni, culture e istituzioni provenienti da 53 Paesi, con 155 relatori che parteciperanno a 24 forum tematici. Papa Leone XIV presiederà la celebrazione liturgica cristiana nella Basilica Inferiore di San Francesco e pronuncerà il discorso conclusivo nella piazza antistante la basilica.

venerdì 9 ottobre 2026

9 ottobre / LXVIII anniversario della morte di papa Pio XII

Oggi ricorre LXVIII anniversario della morte di papa Pio XII (Roma, 2 marzo 1876 – Castel Gandolfo, 9 ottobre 1958). La Chiesa invita a pregare per le anime dei Sommi Pontefici defunti.

Qui l'indice degli articoli a lui dedicati.

Pastor Angelicus, prega per noi e per la Chiesa tutta!

I salesiani di Vigo affittano il loro teatro a una medium per una seduta spiritica

La crisi della Chiesa resa evidente ognio giorno di più. Fonte Infovaticana. Qui l'indice degli articoli sulla realtà distopica.
I salesiani di Vigo affittano il loro teatro a una medium
per una seduta spiritica

Il Cine Teatro Salesianos di Vigo, proprietà della congregazione fondata da san Giovanni Bosco e situato a pochi metri dal collegio María Auxiliadora che i religiosi dirigono in calle Venezuela, ospiterà sabato 17 ottobre alle 20:00 lo spettacolo Mediumnidad, della medium argentina Noelia Pace. I biglietti, a 52,80 euro, sono ancora in vendita sul sito web del teatro salesiano.

Una seduta spiritica con marchio salesiano
Il sito del Cine Teatro Salesianos non nasconde il contenuto dell’evento. Descrive la serata come «una proposta unica che combina spiritualità, riflessione e guarigione», in cui il pubblico «sente e vibra insieme alle anime» e impara «a coesistere con le anime» e a «identificare i segnali dell’aldilà». Pace si presenta come medium, cartomante, sensitiva e astrologa; in Argentina ha fatto fortuna in programmi televisivi e podcast, dove trasmette messaggi di familiari defunti a conduttrici emozionate e vanta di aver previsto il risultato della finale dei Mondiali.

Mentre in Italia si riconosce lo spazio per nuovi luoghi di culto musulmani, quale voce diamo ai cristiani che altrove faticano a vivere liberamente la loro fede?

Testimonianza di una cristiana pakistana che conosce bene l'islam per esperienza diretta. Precedenti interessanti qui -  qui - qui. Qui l'indice degli articoli sul filo-islamismo.

Mentre in Italia si riconosce lo spazio per nuovi luoghi di culto musulmani, quale voce diamo ai cristiani che altrove faticano a vivere liberamente la loro fede?

Ci sono notizie che per qualcuno sono soltanto cronaca e per me riaprono una memoria. Quando leggo della nuova moschea di Torino, il pensiero corre al Pakistan, e mi sorprendo a chiedermi quale delle mie due terre sto guardando. Poi la domanda diventa più profonda: che cosa sta accadendo all’Italia? Che cosa sta accadendo all’Europa che ha ricevuto il Vangelo e lo ha portato così lontano, fino a raggiungere anche la mia famiglia?

La notizia del permesso di costruire una moschea nell’ex Fonderia Nebiolo mi scuote perché quel progetto guarda al futuro. Si preparano spazi, si investono risorse, si pensa a una comunità che continuerà a riunirsi e a trasmettere la propria fede. Leggendola, sento nascere una domanda che vorrei rivolgere anche alla Chiesa: con quale convinzione stiamo preparando il futuro cristiano di questa città?

giovedì 8 ottobre 2026

Il vescovo Lippert in missione, presenta la Messa in rito tridentino alla sua diocesi, la sinodalità tedesca e cosa leggere

Il vescovo Donald Lippert parla ad AdVaticanum della vita missionaria in Papua Nuova Guinea, del perché spera che la Messa tradizionale possa diventare una vera opzione nella sua diocesi, dei limiti della sinodalità e della necessità di recuperare un più forte spirito missionario nella Chiesa. Qui l'indice degli articoli sulla liturgia ai tempi di Leone. Qui l'indice sul Sinodo.

Il vescovo Lippert in missione, presenta la Messa in rito tridentino alla sua diocesi, la sinodalità tedesca e cosa leggere

Il vescovo Donald Francis Lippert, OFM Cap., è vescovo di Mendi, negli altipiani della Papua Nuova Guinea, dal 2012. Il 22 novembre 2011 Papa Benedetto XVI lo ha nominato vescovo di Mendi, una diocesi fondata dai Cappuccini che comprende gli Altipiani Meridionali e Hela, con oltre trenta parrocchie e centinaia di avamposti tra una popolazione evangelizzata per la prima volta solo a metà degli anni '50. Il cardinale O'Malley lo ha ordinato il 4 febbraio 2012.

In questa intervista esclusiva con AdVaticanum, realizzata mentre si prepara a tornare a Pittsburgh per la Catholic Identity Conference, dove interverrà sul tema "Battezzare tutte le nazioni: San Francesco e il Grande Mandato" nell'ottocentesimo anniversario della morte di San Francesco, il Vescovo Lippert discute di ciò che l'episcopato gli ha richiesto, di cosa fa concretamente un vescovo missionario settimana dopo settimana negli altipiani, del ruolo del rito romano antico in una Chiesa settantenne, dei limiti della sinodalità e di ciò che la Chiesa universale deve recuperare affinché la missione rimanga la predicazione di Cristo e non un'altra forma di aiuto.

mercoledì 7 ottobre 2026

Quando si tratta di immigrazione clandestina di massa, la Chiesa che ascolta smette di ascoltare 

La puntuale analisi che segue è calibrata sulla situazione statunitense; ma ci riguarda, in quanto la stessa è perfettamente calzante con quella europea. Qui l'indice degli articoli sull'immigrazionismo. 

Quando si tratta di immigrazione clandestina di massa, la Chiesa che ascolta smette di ascoltare

Una delle parole d’ordine che domina la Chiesa cattolica in questi giorni è «ascolto». Nella Chiesa sinodale, i vescovi e il clero sono chiamati a prestare particolare attenzione a ciò che i fedeli dicono su tutte le questioni scottanti dell’attualità. In questo modo, si suppone che siano in una posizione migliore per discernere dove «lo Spirito» vuole che la Chiesa vada.

Tuttavia, “lo Spirito” non sembra esprimersi con chiarezza su alcune questioni fondamentali nell’America di oggi né che i laici riescano a farsi sentire abbastanza forte dalle orecchie del clero, determinato a non ascoltarli.

La seconda preghiera del sacerdote per la Santa Comunione

Conosciamo più a fondo le sublimi formule della Messa dei secoli e gli elementi che ne fanno un unicum irreformabile. Ogni semplice sfumatura è densa di significati per nulla scontati a prima vista. Non minuzie, ma patrimonio del passato, da custodire nel presente e per il futuro. Conoscerle non è ininfluente per una fede sempre più profonda e radicata. Nella nostra traduzione da New Liturgical Movement oggi ci soffermiamo sulla Seconda Preghiera del sacerdote per la Santa Comunione. Qui l'indice degli altri articoli sulle formule del Latino liturgico.

La seconda preghiera del sacerdote per la Santa Comunione

Dopo aver recitato il Domine Jesu Christe [qui], il sacerdote prega:
Perceptio Corporis tui, Domine Jesu Christe, quod ego indignus sumere praesumo, non mihi proveniat in judicium et condannationem: sed pro tua pietate prosit mihi ad tutamentum mentis et corporis, et ad medelam percipiendam: Qui vivis et regnas cum Deo Patre in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.
Che traduco come:
Fa' che l'accogliere il Tuo Corpo, o Signore, Gesù Cristo, che io, indegno, oso ricevere, non si riveli per me un giudizio e una condanna, ma che, per la Tua misericordia, mi sia di beneficio come protezione per l'anima e per il corpo e come rimedio curativo [medicina spirituale]; Tu che vivi e regni con Dio Padre nell'unità dello Spirito Santo, Dio nei secoli dei secoli. Amen.
Come la preghiera che la precede, la Perceptio Corporis è un prodotto del Rinascimento carolingio, ma di un secolo successivo (il X). La sua struttura è quasi chiastica e il suo gioco di parole praticamente intraducibile. La prima e l'ultima parola (prima dell'invocazione Qui vivis) derivano entrambe da percipio (perceptio e percipiendam); i verbi proveniat e prosit (tradotti qui rispettivamente come "prosperare" e "essere redditizio") sono simili in quanto entrambi possono significare anche "prosperare"; e le due cose terribili nella prima parte della petizione, giudizio e condanna, sono giustapposte alle due cose desiderabili nella seconda parte, protezione e guarigione. Così come il giudizio può condurre alla condanna, la protezione conduce alla guarigione.

Per quanto riguarda il gioco di parole: Perceptio (per + capio) significa semplicemente "ricezione", ma ha una forte etimologia. Capio significa già "prendere interamente, afferrare completamente", e per come prefisso lo rende ancora più intenso. È difficile immaginare un modo più completo di ricevere qualcosa che consumarla interamente. La ricezione fisica dell'Eucaristia da parte del sacerdote viene ampliata con il suo previsto effetto spirituale, come cura da accogliere (ad medelam percipiendam). Non biasimo la traduzione ICEL del 2011 per aver reso questa frase con "rimedio curativo", dato che è così strana. C'è anche un gioco di parole con sumere praesumo, che ho tradotto come "presumere di consumare".

Prosit, che significa essere benefico o utile, è una scelta azzeccata poiché viene spesso usato in riferimento alle medicine. La preghiera, ispirata al severo monito di San Paolo sul ricevere l'Eucaristia indegnamente (1 Cor 11, 29), riconosce che il Sacramento è come il greco pharmakon, che può significare sia veleno che cura (molto dipende dalle condizioni di chi lo riceve). L'uso di questa parola richiama anche l'usanza del sacerdote che, dopo la Messa, dice ai ministranti in sacrestia: Prosit, ovvero "Che [il sacrificio della Messa] sia benefico". Al che questi rispondono: Pro omnibus et singulis, ovvero "In tutti i modi possibili".

La pietas è un concetto che occupa un posto di rilievo nella letteratura latina. Per Virgilio, almeno, è la virtù distintiva dei Romani (come si evince dal suo eroe pius Aeneas), dove la pietas indica lealtà verso i propri dèi, la propria famiglia e la propria patria. Analogamente, in alcuni testi latini cristiani, la pietas rappresenta il dovuto rispetto o atteggiamento che il credente nutre verso Dio; è al contempo una virtù morale e uno dei sette doni dello Spirito Santo.

Ma il cristianesimo ha anche aggiunto un significato nuovo e rivoluzionario alla parola, ribaltando la prospettiva e applicandola all'atteggiamento di Dio verso l'uomo, ovvero un atteggiamento di amorevole gentilezza o misericordia. Mentre la maggior parte della letteratura cristiana privilegia il significato "umano" rispetto a quello "divino" (nei sermoni di Papa San Leone Magno, pietas è usata cinquantatré volte come atteggiamento o abitudine umana e solo sette volte come qualità divina), nel latino liturgico è il contrario; nelle Orazioni della Messa, pietas è usata ventisette volte in riferimento a Dio e tre volte in riferimento all'uomo. [Ellebracht, 53] L'uso di pietas in questo contesto segue le convenzioni del latino liturgico.

Quanto all'esortazione finale (che questa preghiera e quella che la precede hanno in comune), la cosa più notevole è che essa sia presente. Anche se Cristo, il Dio vivente, è presente sull'altare a pochi centimetri di distanza, il sacerdote è concentrato sul fatto che Cristo vive e regna in Cielo con il Padre e lo Spirito Santo. Come Jungmann osserva acutamente,
L'idea del Cristo celeste e della sua esistenza celeste è così forte da non essere oscurata nemmeno dalla vicinanza sacramentale... Lo spirito che prevale nella devozione popolare a partire dal tardo Medioevo, qui è stato frenato e non ha permesso di trasformare la ricezione della Comunione in una visita meditativa al Santissimo Sacramento. Al contrario, viene mantenuta una visione completa del mondo cristiano della fede e, nemmeno nel momento della ricezione, essa viene abbandonata a favore di una visione parziale. [Jungmann, vol. 2, 349]
Il Messale 1970/2002, tra l'altro, permette al celebrante di scegliere tra le preghiere Domine Jesu Christe e Perceptio Corporis tui, oppure di recitarle entrambe. Le suppliche finali sono state rimosse da entrambe le preghiere. Due ulteriori modifiche sono state apportate alla Perceptio Corporis tui: 1) è stata inserita la frase et Sanguinis tui (“e del tuo sangue”) dopo Perceptio Corporis; e 2) è stata rimossa la frase penitenziale quod ego indignus sumere praesumo. La traduzione ICEL del 2011 è:
Possa il ricevimento del tuo Corpo e del tuo Sangue, Signore Gesù Cristo, non indurmi al giudizio e alla condanna, ma per la tua amorevole misericordia sia per me protezione nella mente e nel corpo e un rimedio curativo.

martedì 6 ottobre 2026

Mons. Schneider si appella ancora a Papa Leone: «Si restituisca la libertà al rito antico»

Il vescovo ausiliare di Astana chiede ancora una volta al Pontefice di tutelare i fedeli laici, definiti «perseguitati» dalle restrizioni imposte alla Messa tridentina. Qui l'indice degli articoli sulla liturgia ai tempi di Leone. 

Mons. Schneider si appella ancora a Papa Leone: «Si restituisca la libertà al rito antico».

Monsignor Athanasius Schneider torna a criticare duramente le restrizioni imposte alla Messa in latino in diverse diocesi del mondo, definendole una vera e propria «ingiustizia» e rivolgendo un appello accorato a Papa Leone XIV affinché svincoli la celebrazione del rito antico da ogni divieto. Nel corso di un’intervista rilasciata a Christopher Wendt, della Confraternita di Nostra Signora di Fatima, il presule si è soffermato sulla stretta contro la Messa tradizionale innescata dal documento Traditionis Custodes di Papa Francesco; un provvedimento che ha provocato la chiusura di numerose comunità e i cui effetti continuano a farsi sentire anche sotto l'attuale pontificato.

Cracovia occupata: il silenzio di Leone XIV complice del "sinodo arcobaleno" in Polonia

Il "Sinodo arcobaleno". La caduta di Cracovia: l'asse Leone XIV-Ryś il golpe nella diocesi che fu di Wojtyła

Cracovia occupata: il silenzio di Leone XIV complice del "sinodo arcobaleno" in Polonia

La notizia è ormai ufficiale e possiede il sapore amaro di un tradimento storico. Il cardinale Grzegorz Ryś, nominato nuovo arcivescovo metropolita di Cracovia da Papa Leone XIV alla fine di novembre del 2025, ha preso formale possesso della cattedra di San Stanislao. La sua linea pastorale rappresenta una netta e violenta discontinuità rispetto a quella del suo predecessore, monsignor Marek Jędraszewski. Parlare di semplice discontinuità, tuttavia, è un eufemismo ingannevole: siamo di fronte a un'operazione di demolizione controllata della Fede cattolica in terra polacca.