Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

domenica 22 febbraio 2026

Il vescovo Strickland: la Chiesa sta affrontando una "vera emergenza"

Nella nostra traduzione da LifeSiteNews. Efficace ed incisivo come sempre; ma ora condensa tutto il dramma del momento. Qui l'indice dei precedenti.

Il vescovo Strickland:
la Chiesa sta affrontando una "vera emergenza"


Ogni texano conosce questa storia:

Molto prima che conoscessimo la politica, prima che conoscessimo le discussioni, prima che sapessimo cavillare sui dettagli, a scuola ci è stato insegnato qualcosa che ci ha plasmato le ossa. Ad Alamo, arrivò un momento in cui non c'erano più lettere da inviare, nessun rinforzo in arrivo, nessun negoziato da tentare. Il nemico era alle porte. La resa era stata richiesta. E tutti sapevano cosa avrebbe significato la resa.

Leone XIV e le donne all'altare

Nella sua recente visita in una parrocchia di Ostia il papa ha celebrato con le chierichette. Ne è sorto un nutrito dibattito che conferma gli aspetti marcatamente modernisti anche del presente pontificato.. 
Ecco quanto ho scritto nel lontano 2011 proprio sul servizio all'altare.

1. Secondo la Tradizione della Chiesa:
  • l'episcopato si identifica nel sacerdozio di Melchisedech e ricorda quello di Aronne;
  • i sacerdoti - presbiteri (anziani) (come i 72 mandati da Gesù) si identificano con i 70 anziani. I "cohanim" officiavano l'offerta dei sacrifici quotidiani. L'ebraico=cohen designa colui che sta "in piedi" davanti e alla guida dell'Assemblea nell'impartire la benedizione sacerdotale;
  • gli ordini maggiori o sacri (suddiacono, diacono, sacerdote) e tutti gli altri ordini minori (accolito, esorcista, lettore, portiere) si identificano con i leviti (discendenti della tribù di Levi con un ruolo cultuale subordinato a quello del sacerdote), e cioè gli aggiunti gli aiutanti.
  • Paolo VI (con la Ministeria quaedam) ha trasformato i cosiddetti "ordini minori" (ostiariato, esorcistato -svolto in altre forme-, suddiaconato) cambiando la definizione stessa degli "ordini sacri" in "ministeri", rendendoli parzialmente accessibili anche ai laici, secondo l'indirizzo del Concilio Vaticano II.
  • Analisi esaustiva di Mons. Schneider per un ristabilimento universale degli ordini minori, secondo il perennis sensus della lex orandi della Chiesa qui
Deduzione ovvia: abolito il Sacrificio, trasformato in Cena, viene abolito anche il 'servizio all'Altare'. Dunque cosa ha eliminato Paolo VI? Insieme al dato ontologico conseguente all'assegnazione di una specifica funzione ora declassata a mero ministero laicale, ha eliminato la "classe sacerdotale", cui venivano introdotti i giovani seminaristi attraverso la tonsura che non constava soltanto del taglio di alcune ciocche di capelli, simbolo della rinuncia al mondo e dell'appartenenza a Cristo. Nel corso del rito i futuri sacerdoti vestivano per la prima volta la veste sacerdotale, veste che, se non avessero abbandonato il seminario prima della loro ordinazione presbiterale, sarebbe rimasta la stessa per tutta la loro vita futura.
Ogni ordine minore porta con sé alcune funzioni ad esso proprie che consentono al chierico di partecipare più da vicino nella sacra liturgia, peraltro provvidenzialmente ancora presenti nel mondo tradizionale. Mentre oggi, con la riforma di Paolo VI e derive conseguenti, il clero stesso si è trasformato ideologicamente in "servizio", visto che tutti i fedeli sono anch'essi sacerdoti (si crea infatti confusione tra il sacerdozio ordinato del sacerdote - alter Christus - e quello battesimale dei fedeli). Una riforma che, se nelle intenzioni era volta ad eliminare la distanza fra fedeli e clero, e a ridurre gli effetti del clericalismo degli "ordinati", in realtà non ha fatto altro che portare un certo scompiglio nel cattolicesimo, producendo ciò che Benedetto XVI ha definito "la clericalizzazione dei laici e la laicizzazione del clero", ma di fatto corrisponde alla diminutio del sacerdozio ordinato.

2. Precisazione ulteriore:
La spiegazione canonistica è interessante ma va integrata dal punto di vista liturgico, che non si concentra solo sui ruoli ma anche sul contesto nel quale le persone agiscono: la Santa Messa.
La Liturgia Eucaristica, a differenza della Liturgia delle Ore, è interamente l'espressione del Sacerdozio ordinato. Dividerla, dicendo che una parte lo è (il canone) e un'altra non lo è interamente (la Liturgia della Parola), significa intorbidire le acque.
Se l'intera Liturgia Eucaristica è espressione del Sacerdozio ordinato, si comprende perché pure le letture, un tempo, erano fatte dal sacerdote o da un ministro ordinato e ciò pure in un monastero femminile.
Quello che osserviamo oggi, è esattamente questo: l'abbassamento della Liturgia Eucaristica (con un prete sempre più simile ai laici nella sua missione e nella sua essenza) e l'innalzamento dei laici (con l'introduzione del concetto di "popolo di Dio" che "concelebra" alla sua maniera alla Liturgia Eucaristica). L'offerta del fedele (e dell'assemblea) è conseguente a quella di Cristo, quando tutto è compiuto [vedi] Invece, la Liturgia Eucaristica pur ricevendo l' "Amen" dei fedeli, non li fa concelebrare in alcun modo perché colui che la anima è il sacerdote che invoca lo Spirito e rende presente Il Signore, nel pane e nel vino, agendo in persona Christi. Non a caso, dai primi secoli, si diceva che il vescovo è "vicario di Cristo" o meglio lo rappresenta nella celebrazione eucaristica (Ignazio di Antiochia).
Rifiutare questo titolo (come per altro ha fatto Bergoglio) significa, pure qui!, abbassare il sacerdozio che si rappresenta per avvicinarsi sempre più al ruolo e all'identità laicale.
Di conseguenza, la Messa stessa viene abbassata e se il ministero ordinato viene abbassato, di fatto si avvicina sempre più ai cosiddetti "ministeri" voluti da Paolo VI, realtà puramente funzionali (anziché ontologiche), come funzionale è il titolo di "pastore" nel mondo luterano.
Introdurre ufficialmente le donne nel campo della Liturgia Eucaristica, dunque, non è un tributo al sesso femminile (come potrebbe essere visto da alcuni) ma un rimarcare una funzione prettamente laicale in campo eucaristico, campo che dovrebbe essere di esclusiva pertinenza clericale, con l'ufficiale ulteriore diminutio del sacerdozio.
Maria Guarini

Prima Domenica di Quaresima

Facciamo tesoro degli insegnamenti che ci aiutano a interiorizzare sempre più, seguendo il calendario liturgico, le ricchezze inesauribili della nostra fede oggi così neglette. Vedi precedente con cui integrare la meditazione che segue qui.
Prima Domenica di Quaresima

Intróitus Ps. 90, 15 et 16 - Invocábit me, et ego exáudiam eum: erípiam eum, et glorificábo eum: longitúdine diérum adimplébo eum.
Ps. 90, 1 - Qui ábitat in adiutório Altíssimi: in protectióne Dei coeli commorábitur. Glória Patri…
Ps. 90, 15 et 16 - Invocábit me …
Introito
Sal. 90, 15 e 16 - Mi invocherà e io lo esaudirò: lo libererò e lo glorificherò: lo sazierò di lunghi giorni. Sal. 90, 1 - Chi àbita sotto l’égida dell’Altissimo dimorerà sotto la protezione del cielo. Gloria al Padre… Sal. 90, 15 et 16 - Mi invocherà …

Solennità di questo giorno. 
Questa Domenica, la prima della santa Quarantena, è anche una delle più solenni dell'anno. Il suo privilegio, esteso con le ultime decisioni di Roma alle altre Domeniche di Quaresima (Costituzione Divino afflatu), e che per molto tempo lo ha solo condiviso con la Domenica di Passione e delle Palme, è quello di non cedere il posto a nessuna festa, neppure a quella del Patrono, o del Santo Titolare della Chiesa, o della Dedicazione. Negli antichi calendari è chiamata Invocabit, dalla prima parola dell'Introito della Messa; mentre nel Medio Evo la chiamavano Domenica delle torce, in seguito ad un'usanza che non sempre né dovunque pare motivata alla stessa maniera; in certi luoghi, i giovani che s'erano lasciati andare troppo alle dissipazioni del carnevale, dovevano, in quella domenica, presentarsi in chiesa con una torcia in mano, per fare pubblica soddisfazione dei loro eccessi.

sabato 21 febbraio 2026

Sabato dopo le Ceneri

Sabato dopo le Ceneri

La Stazione dovrebbe essere alla Chiesa di S. Trifone Martire. Ma siccome questa Chiesa del IX secolo, nel 1736 fu demolita, l'attuale Stazione ha luogo in S. Agostino, del XV secolo, che si trova presso il luogo una volta occupato dalla Chiesa di S. Trifone.
EPISTOLA (Is 58,9-14). - Queste cose dice il Signore Dio: Se tu ti toglierai d'addosso la catena, se cesserai d'alzare il dito, e i discorsi sconvenienti, se aprirai il tuo cuore all'affamato, se consolerai l'anima afflitta, la tua luce brillerà nelle tenebre, e le tue tenebre diverranno un meriggio, e il Signore ti darà un eterno riposo e inonderà la tua anima di splendori. E darà vigore alle tue ossa, e tu sarai come un giardino irrigato e come una fontana a cui non mancheranno le acque. Da te saranno popolate di case i luoghi da secoli deserti, alzerai su fondamenti di generazioni e generazioni. E sarai sarai chiamato ricostruttore delle mura, restauratore della sicurezza delle strade. Se non ti allontanerai dal sabato, e non farai come ti pare nel mio santo giorno: se chiamerai il sabato (tua) delizia e glorioso il consacrato al Signore, l'onorerai senza fare i tuoi interessi, e non farai trovare la tua soddisfazione nelle ciarle, allora troverai le tue delizie nel Signore, ed io ti eleverò sopra le altezze della terra e ti nutrirò con l'eredità di Giacobbe tuo padre: così dice il Signore.

Come abbiamo incontrato il colosso del Lago Maggiore

Nella nostra traduzione da Italia perennis. L'autore parte dalla considerazione che per molti creativi, l'Italia non è stata solo un luogo da visitare, ma una vera e propria fonte di ispirazione. Continua la serie che presenta i frutti dei loro viaggi e delle loro creazioni indimenticabili. Trovo bello e degno di rilievo questo amore per l'Italia, così offuscato qui da noi e il nuovo testo che segue. Precedenti qui - qui - qui - qui.

Come abbiamo incontrato il colosso del Lago Maggiore
Pellegrini nella terra di San Borromeo 
Robert Lazu Kmita, 11 febbraio

Immagine: JM Leitzmann, Isola Bella, Lago Maggiore

Dopo le giornate di sole trascorse a Venezia, ci siamo diretti verso il Lago Maggiore, immersi in un tempo grigio e nuvoloso che preannunciava possibili piogge, di quelle che invitano alla malinconia e alla riflessione. Non avrei mai sospettato, nemmeno per un attimo, che avremmo avuto la possibilità di incontrare un vero colosso.

Quando si sente una frase del genere, apparentemente ispirata a Bernardo di Chartres (XII secolo d.C.), chiunque penserebbe che si tratti di una metafora. Una visita alla cripta del celebre Duomo di Milano, dove riposano le spoglie mortali di San Carlo Borromeo, sembrerebbe dire tutto. Abbiamo trascorso un tempo straordinario a contemplare le meraviglie della Cattedrale. Il sonno eterno del santo ci ha spinto, in riverente silenzio, a uscire e a proseguire il nostro viaggio.

Il vescovo Strickland sulla situazione della FSSPX: "La salvezza delle anime deve rimanere la legge suprema"

Nella nostra traduzione da LifeSiteNews. Ancora il vescovo Strickland sulla FSSPX. Quando coloro che contraddicono apertamente l'insegnamento della Chiesa vengono tollerati, mentre coloro che cercano la continuità vengono trattati come sospetti, qualcosa si è invertito. Qui l'indice dei suoi interventi.
Il vescovo Strickland sulla situazione della FSSPX:
"La salvezza delle anime deve rimanere la legge suprema"


L'attuale situazione che vede coinvolta la Fraternità San Pio X (FSSPX) ha rivelato ancora una volta, all'interno0 della Chiesa, una realtà seria e irrisolta, che non può essere ignorata, rinviata a tempo indeterminato o alla quale non si può rispondere con il silenzio.

Negli anni successivi al Concilio, l'arcivescovo Marcel Lefebvre ha agito nella convinzione che elementi essenziali della vita della Chiesa – la formazione sacerdotale tradizionale, la teologia sacramentale che l'aveva plasmata e la Messa che aveva nutrito innumerevoli santi – venissero abbandonati o attivamente soppressi. La Fraternità San Pio X è nata da quella crisi e, per decenni, ha preservato queste realtà quando pochi altri erano disposti o autorizzati a farlo.

venerdì 20 febbraio 2026

Mons, Viganò. Maledicta terra in opere tuo /Omelia nel Mercoledì delle Sacre Ceneri “in capite jejunii”

Qui l'indice degli interventu precedenti e correlati.
Maledicta terra in opere tuo
Omelia nel Mercoledì delle Sacre Ceneri
in capite jejunii

Maledicta terra in opere tuo:
in laboribus comedes ex ea cunctis diebus vitæ tuæ.
Spinas et tribulos germinabit tibi, et comedes herbam terræ.
In sudore vultus tui vesceris pane,
donec revertaris in terram de qua sumptus es:
quia pulvis es et in pulverem reverteris.

Maledetta sia la terra per causa tua!
Con dolore ne trarrai il cibo per tutti i giorni della tua vita.
Spine e cardi produrrà per te e mangerai l’erba campestre.
Con il sudore del tuo volto mangerai il pane;
finché tornerai alla terra, perché da essa sei stato tratto:
polvere tu sei e in polvere tornerai!
Gen 3, 17-19
L’INIZIO del sacro tempo della Quaresima, che la Santa Chiesa inaugura con l’austerità delle cerimonie e dei paramenti in questo Mercoledì delle Ceneri, era anticamente segnato non solo dalla pratica del digiuno e della penitenza per tutti i fedeli, ma anche dal solenne rito dell’espulsione dei pubblici penitenti fino al Giovedì Santo. I peccatori colpevoli di delitti particolarmente gravi venivano convocati in Cattedrale al cospetto del Vescovo, rivestiti del cilicio e a piedi scalzi, prima dell’inizio della Messa Pontificale. Il Penitenziere, dinanzi a tutto il popolo, elencava le colpe di ciascun penitente e gli imponeva le Ceneri dicendo: Memento homo, quia pulvis es, et in pulverem reverteris: age pænitentiam, ut habeas vitam æternam. Un Canonico li aspergeva con l’acqua benedetta e il Vescovo benediceva le vesti penitenziali – il cilicio, appunto – e tutto il Clero recitava i sette Salmi penitenziali e le Litanie. Alla fine, dopo quattro orazioni, il Vescovo teneva un’omelia, ostendens qualiter Adam propter peccatum ejectus est de paradiso, et multa maledicta in eum congesta sunt; et qualiter ejus exemplo ipsi de Ecclesia ad tempus eijciendi sunt; mostrando in che modo Adamo, a causa del peccato, fu cacciato dal paradiso e su di lui furono riversate molte maledizioni; e in che modo, sul suo esempio, anch’essi [i penitenti] devono essere espulsi temporaneamente dalla Chiesa. A questo punto, il Vescovo prendeva per mano uno dei penitenti, formando una catena di tutti coloro che venivano espulsi dalla chiesa. E mostrando la propria commozione cum lacrymis diceva: Ecce eijcimini vos hodie a liminibus sanctæ matris Ecclesiæ propter peccata vestra, et scelera vestra, sicut Adam primus homo ejectus est de paradiso propter transgressionem suam. Ecco, oggi siete espulsi dai confini di santa madre Chiesa a causa dei vostri peccati e delle vostre scelleratezze, così come Adamo, il primo uomo, fu cacciato dal paradiso a causa della sua trasgressione. Il coro nel frattempo cantava un’antifona che rievocava le parole del libro della Genesi (Gn 3, 16-19). Ai penitenti rimasti in ginocchio e in lacrime davanti al portale della Cattedrale, il Vescovo diceva di non disperare della misericordia del Signore, dedicandosi al digiuno, pregando, compiendo pellegrinaggi, donando l’elemosina e facendo buone opere. Li invitava infine a ripresentarsi non prima della mattina del Giovedì Santo. Le porte della chiesa venivano quindi chiuse, prima che iniziasse la Messa.

Mons. Viganò/Dichiarazione a seguito del Comunicato del Dicastero per la Dottrina della Fede a proposito dell’incontro del Prefetto con il Superiore Generale della Fraternità San Pio X

Qui l'indice degli interventu precedenti e correlati.
Mons. Viganò /Dichiarazione 
a seguito del Comunicato del Dicastero per la Dottrina della Fede a proposito dell’incontro del Prefetto con il Superiore Generale della Fraternità San Pio X

Il comunicato del Dicastero per la Dottrina della Fede sull’incontro con la Fraternità San Pio X è un velenoso tranello intriso di ipocrisia modernista. Dietro un falso spirito di dialogo, esso mira esclusivamente a impedire le Consacrazioni episcopali.

1 – Si parla di “requisiti minimi per la piena comunione con la Chiesa cattolica”, come se vi fosse una sorta di minimo comun denominatore nella Fede integrale e immutabile. Non c’è nulla da discutere: la Fraternità è già in comunione con la Chiesa Cattolica di sempre. È piuttosto il Dicastero per la Dottrina della Fede, con il suo Prefetto Tucho Fernández, a dover essere messa in discussione e giudicata per aver calpestato quei requisiti, abbracciando errori conciliari e sinodali, sovversioni morali e idolatria.

Il Vaticano rifiuta l'invito a unirsi al Consiglio per la Pace di Trump

Leggo su Lifesitenews e traduco con qualche chiosa. Il Segretario di Stato vaticano Pietro Parolin ha affermato che la gestione delle crisi globali spetta "principalmente" alle Nazioni Unite; il che, secondo il cardinale, rappresenta una "questione critica" per il Consiglio per la pace di Trump. Qui l'indice dei precedenti sulla realtà distopica. 

Il Vaticano rifiuta l'invito a unirsi
al Consiglio per la Pace di Trump


La Santa Sede ha declinato l'invito del presidente Donald Trump a entrare a far parte del Board of Peace, il cui obiettivo dichiarato è la governance delle aree globali colpite da conflitti.

Lo ha dichiarato il 17 febbraio, ai giornalisti: la Santa Sede “non parteciperà al Consiglio per la Pace a causa della sua natura particolare, che chiaramente non è quella di altri Stati”.

giovedì 19 febbraio 2026

Comunicato della Casa Generalizia: risposta della Fraternità a Roma

Oremus. Precedenti qui - qui - qui - qui (continuità apostolica) - qui (una diagnosi metafisica).
Comunicato sulla risposta del Consiglio generale della Fraternità San Pio X alla proposta del Dicastero per la Dottrina della Fede.

In occasione dell’incontro del 12 febbraio scorso tra don Davide Pagliarani, Superiore generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X, e Sua Eminenza il cardinal Víctor Manuel Fernández, Prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, organizzato a seguito dell’annuncio di future consacrazioni episcopali per la Fraternità, quest’ultimo aveva proposto «un percorso di dialogo specificamente teologico, con una metodologia ben precisa, […] per evidenziare i minimi necessari per la piena comunione con la Chiesa Cattolica», subordinando tale dialogo alla sospensione delle consacrazioni episcopali annunciate.
Su richiesta del Prefetto del Dicastero, il Superiore generale ha presentato questa proposta ai membri del suo Consiglio e ha preso il tempo necessario per valutarla.