mercoledì 20 novembre 2019

Anche Chiesa e post-concilio denuncia di essere sotto censura social: «Limitazioni alla nostra pagina»

Riprendo da Radio Spada.

Giornate dense per i “garanti della tolleranza”. Dopo l’attacco al Convegno di Studi Storici Cattolici di Vignola [qui], ecco la denuncia di Chiesa e post-Concilio.
Questo clima – che qualche mese fa ha portato alla chiusura improvvisa in un elevato numero di profili social – ha spinto Radio Spada a incrementare la diversificazione degli strumenti di comunicazione, promuovendo sempre più piattaforme alternative come VK o Telegram. Per questo, ricordiamo a tutti che è possibile iscriversi in maniera immediata e gratuita al nostro canale Telegram: https://t.me/Radiospada

La "Nuova Chiesa" e le inutili pecette

Ci scrive un lettore e pubblichiamo, condividendo.

Cari amici,
in questa nuova puntata dell’evoluzione omosessualista all’interno di frange sempre più consistenti della Chiesa cattolica, Stefano Fontana mette in evidenza quella da lui definitiva “nuova chiesa”.

Non mi piace questa definizione, perché non sufficientemente descrittiva della realtà dei fatti. Il termine corretto è “chiesa invertita”. Per comprenderlo bene, basta leggere l’articolo di Fontana (qui). Ecco la parte più incisiva dell’articolo:
Ecco qui un esempio del “nuovo paradigma” teologico di oggi, che sembra a tutti gli effetti espressione di una “nuova Chiesa”. Innanzitutto la dimensione storicistica: non ci sono principi morali assoluti, ma tutti gli insegnamenti della Chiesa devono essere giudicati alla luce dell’esistenza e dell’esperienza, che quindi diventano co-produttrici di dottrina. Secondariamente, un nuovo concetto di tradizione: non più come qualcosa di vero sempre, ma come qualcosa di passato e da aggiornare. In terzo luogo l’idea che Cristo ci abbia dato degli ideali e che tutti siano in cammino verso di essi, anche se qualcuno è più avanti e altri sono più indietro. La relazione omosessuale può piacere quindi a Dio ed eventuali criteri morali non la devono condannare ma farla crescere. Infine l’idea che Dio si comunica nell’esistenza, quindi si comunica a tutti e in tutte le situazioni, con la conseguente scomparsa dell’idea di peccato. Niente è peccato, tutto è grazia, anche se in misura diversa. Tutti questi elementi si trovano codificati nell’esortazione apostolica Amoris laetitia.
Capisco la prudenza di Stefano nell’utilizzare “sembra” al posto di “è”, ma la realtà è che non sembra affatto, ma  lo è proprio! Tanto più che Fontana, molto onestamente e senza paura, trova questo immondo paradigma all’interno di Amoris laetitia.

La 'sinodalità mascherata' - George Weigel

Nella nostra traduzione da First Thing il pensiero di George Weigel, biografo e amico di Giovanni Paolo II, sulla 'sinodalità mascherata'. Rimando a questi precedenti [qui - qui]; considerazioni sulla sinodalità recidiva [qui];  Conciliarità sinodalità:: come cambia la Chiesa? [qui].

Durante il Sinodo dei vescovi del 2001, il cardinale Francis George di Chicago, che nel corso degli anni aveva sofferto a causa di molti discorsi sinodali e discussioni in piccoli gruppi, fece un’osservazione incisiva: “Gesù Cristo non voleva che la sua Chiesa fosse governata da una commissione”.
Infatti. 
I meccanismi di consultazione presenti nella Chiesa – dai consigli parrocchiali ai consigli diocesani al Sinodo dei Vescovi – servono a rafforzare il governo della Chiesa da parte dei suoi pastori: i sacerdoti nelle loro parrocchie, i vescovi nelle loro diocesi, il vescovo di Roma per la Chiesa universale. Tuttavia, i Sinodi del 2014, 2015 [qui], 2018 [qui] e 2019 [qui], fanno intuire che il modello di commissione deplorato dal cardinale George si sia trasformato in qualcosa di probabilmente ancora peggiore: il modello della messinscena, in cui un “processo sinodale” del “camminare insieme” fornisce la copertura per realizzare seri cambiamenti nella auto-comprensione e nella prassi cattolica, per i quali non esiste un mandato dottrinale, teologico o pastorale.
Nel Rapporto finale del recente Sinodo amazzonico, questo modello di finzione è descritto con un linguaggio pieno di cliché: 

martedì 19 novembre 2019

Il vescovo Cordileone si commuove celebrando nel Rito Antico la 'Messa delle Americhe'

Estrapolo da gloria.tv. L'arcivescovo di San Francisco (USA), Salvatore Cordileone, ha celebrato il 16 novembre l'annuale Messa Solenne Pontificale in Rito Antico nella Basilica dell'Immacolata Concezione a Washington D.C.
Merita cliccare per ingrandire
L'enorme chiesa era gremita. Tra i fedeli c'era l'inviato di Gloria.tv Jungerheld.
Cordileone ha predicato che la bellezza nutre l'anima e ha suggerito che l'odierna mancanza di bellezza "spiega il turbamento spirituale in cui ci troviamo".
Verso la fine della Messa, quando è stato cantato il Salve Regina, Cordileone era così commosso che ha cominciato a piangere (foto a lato; nell'originale c'è il video -ndr).
Il coro ha cantato la "Messa delle Americhe" composta da Frank LaRocca. Ecco alcuni momenti musicali della Messa:
- Kyrie
- Salve sancta parens
- Ave verum corpus
Altarworthy.com, che ha fatto i paramenti, ha detto a don Zuhlsdorf che sono stati incorporati alcuni elementi appena visibili, come scudi circondati da rose dorate su ambo i lati della dalmatica e titoli di Nostra Signora presi dalle Litanie Lauretane. 
Inoltre, da altra fonte [vedi], commuove vedere, attraverso la locandina (cliccare per leggerla ingrandita), l'immagine della Madonna di Guadalupe che ormai, dopo le recenti nefande profanazioni durante il Sinodo amazzonico,  è sempre più vista e sentita come la vera Regina delle Americhe. Mentre vengono riportate alcune dichiarazioni significative del vescovo e di altri presenti alla celebrazione.
Ero in estasi. Si ha la sensazione che qualcosa di veramente santo accada lì” (Arcivescovo Salvatore Cordileone)
"Ecco come appare una fiorente cultura religiosa: la pietà viene sollevata e sublimata nell'attuale liturgia della Chiesa". (Professore e poeta James Matthew Wilson)
"La grande tradizione cattolica è viva e vegeta, e sta solo aspettando una coraggiosa leadership pastorale e un patrocinio dalla visione lungimirante per continuare la sua grande storia nel punto di maggiore appartenenza: nel seno della Chiesa". (Professore e compositore Mark Nowakowski) 

Lo ‘Instrumentum Laboris’ dà corpo alle profezie anticristiane dei letterati decadenti e neopagani degli anni Trenta del Novecento affascinati dalle tenebrose religioni amerindie.

Approfittiamo di un commento per nulla marginale per un utile approfondimento di una della tante tematiche poste dal Sinodo per l'Amazzonia, su cui fervono i dibattiti. Qui indice articoli precedenti.

Scrive Andrea Sandri:
""Dopo le dichiarazioni etno-nazionaliste di Obrador sul passato pagano del Messico, l’arrivo dello Stregone boliviano potrebbe accendere l’incendio anche in una terra in cui, finora, non c’è mai stato sincretismo, nemmeno nei più reconditi villaggi del Sud.
D’altronde il crollo della Spagna ha a che fare con tutto ciò. Bisognerebbe rileggere il “Serpente piumato” di D. H. Lawrence che era buon amico di Aldous Huxley, un altro profeta degli sviluppi postcristiani del moderno. Queste élites esoteriche giocavano perfettamente tra il progetto e il loro stesso sgomento per i risultati evocati.""
La rilettura auspicata da Sandri è stata di recente fatta da Paolo Pasqualucci nel par. 4 del suo lungo saggio pubblicato qui sulle aberrazioni della cosiddetta "teologia india", grazie alla quale ci si vogliono ora imporre i culti idolatrici del paganesimo amerindio. Nel par. 4 dal titolo "Lo Instrumentum Laboris dà corpo alle profezie anticristiane dei letterati decadenti e neopagani degli anni trenta del Novecento affascinati dalle tenebrose religioni amerindie".  Il paragrafo contiene una stroncatura di Lawrence, autore sopravvalutato, icona della Rivoluzione Sessuale incombente. Per questo lo stralcio dal ponderoso testo integrale di cui al link sopra e lo riprendo di seguito.
4. Lo ‘Instrumentum Laboris’ dà corpo alle profezie anticristiane dei letterati decadenti e neopagani degli anni Trenta del Novecento affascinati dalle tenebrose religioni amerindie.

lunedì 18 novembre 2019

Don Roberto Spataro: “Il latino è patrimonio immateriale dell’umanità”

"Il latino è una lingua precisa, essenziale. Verrà abbandonata non perché inadeguata alle nuove esigenze del progresso, ma perché gli uomini nuovi non saranno più adeguati ad essa. Quando inizierà l’era dei demagoghi, dei ciarlatani, una lingua come quella latina non potrà più servire e qualsiasi cafone potrà impunemente tenere un discorso pubblico e parlare in modo tale da non essere cacciato a calci giù dalla tribuna. E il segreto consisterà nel fatto che egli, sfruttando un frasario approssimativo, elusivo e di gradevole effetto “sonoro” potrà parlare per un’ora senza dire niente. Cosa impossibile col latino". (Giovannino Guareschi) - Indice articoli dedicati al Latino.

Illustri professori e studenti, cari amici,
nella relazione che sto per presentare, attenendomi al titolo che mi è stato affidato, svilupperò tre punti. Anzitutto, definirò il concetto di patrimonio immateriale e lo applicherò alla lingua latina; in secondo luogo, mostrerò alcune caratteristiche del latino liturgico; infine, presenterò la cosiddetta “Messa tridentina”, comunemente designata anche come “Messa in latino”, che valorizza moltissimo il latino liturgico.

1) Per definire il concetto di “patrimonio immateriale”, vorrei rifarmi ad un’iniziativa promossa circa due anni e mezzo fa da una benemerita istituzione culturale italiana, l’Accademia “Vivarium Novum”, che, con il sostegno di altri prestigiosi partner europei, ha raccolto moltissime adesioni perché l’Organizzazione delle Nazioni Unite dichiari la lingua latina e la lingua greca antica “patrimonio culturale immateriale dell’umanità “. Nella petizione che è stata diffusa, era descritto, pur se con altre parole, come “patrimonio immateriale dell’umanità” un qualche bene spirituale intangibile capace di creare una sorta di comunione diacronica tra gli uomini che ne usufruiscono. Come tutti le ricchezze culturali, esprime sempre un’esperienza significativa dell’avventura umana sulla terra che possa toccare l’anima dell’uomo in quanto tale, senza esclusioni e senza barriere nel tempo e nello spazio.

Lahore, si dimette una giornalista cristiana, perseguitata sul lavoro

Gonila Gill è sposata con Husnain Jamil, musulmano laico. Né l’uomo né la sua famiglia le hanno mai imposto la conversione all’islam. Per questo tutti sono perseguitati. “Chiedo al governo di proteggere le famiglie miste come la nostra”.
Lahore (AsiaNews) – Perseguitata per la propria fede dai colleghi e insultata per non essersi convertita all’islam dopo il matrimonio con il fidanzato musulmano. È la storia di Gonila Gill, 38 anni, l’unica giornalista cristiana iscritta al Club della stampa di Lahore. Ad AsiaNews racconta la sua storia fatta di continui tormenti sul posto di lavoro da parte dei colleghi che volevano che si convertisse all’islam. Alla fine era diventata così infelice al punto di decidere di licenziarsi. “Le persone sono vili – afferma – quando dicono idiozie sulla mia fede. Tuttavia non perdo la speranza e rimango salda nella mia religione”.
Gonila dice di aver “ricevuto da Dio il dono di un marito onesto, rispettoso di me e di nostro figlio che abbiamo scelto di battezzare come cristiano. Gli sono molto grata perché mi aiuta e si prende cura di me, nonostante anch’egli sia costretto a sopportare la crudeltà delle persone. Sostiene me e mio figlio nella nostra vita cristiana. Spesso viene a messa con noi e partecipa alle preghiere. Sono fortunata ad essere circondata da persone che mi vogliono bene, da amici che mi sostengono”. Al tempo stesso, aggiunge, “avverto un senso d’insicurezza nel vivere in questa società, e sono molto preoccupata per il futuro di mio figlio”.

domenica 17 novembre 2019

Mercanti nel tempio

La desacralizzazione che avanza. Segnali sempre più frequenti.

Immagine: © Cambridgeshire Live
Questo fine settimana torna nella cattedrale di Ely, una delle cattedrali più belle e storiche della Gran Bretagna, il mercatino di Natale (cibi e articoli da regalo).
Le oltre cento bancarelle, che offriranno di tutto, dai formaggi ai gioielli, saranno allestite nella splendida navata centrale, nella Lady's Chapel dedicata alla Madonna, e in un tendone nel recinto della cattedrale.
Torneranno iniziative tradizionalmente apprezzate, come la Food Hall natalizia (gin, vodka, ottimi formaggi, cioccolato, salumi, marmellate e sottaceti) e una bellissima giostra vittoriana restaurata. Alle quali si aggiungeranno nuovi espositori (oggettistica d'interni, regali insoliti, gioielli funky). Vi saranno inoltre dei laboratori gratuiti con dimostrazioni su come confezionare regali, realizzare ghirlande natalizie, ed altro. 

I cinque inganni di Pachamama, idolo anticristiano nemico dell'uomo. - Gianfranco Amato

Nonostante le gerarchie Vaticane e i loro portavoce minimizzino l'accaduto, ignorandone anche le gravi ripercussioni pastorali da noi registrate [qui], continua nel mondo cattolico la riflessione e la consapevolezza. Ricevo e volentieri pubblico anche il seguente articolo di Gianfranco Amato, che va ad arricchire il nostro indice di testi sulla vexata quaestio

Le cronache degli ultimi tempi hanno reso il termine “Pachamama” particolarmente conosciuto anche tra il pubblico non addetto alle questioni teologico-religiose. Se ne parla persino al bar. La Chiesa cattolica, attraverso il Sinodo dell’Amazzonia, ha sdoganato questa parola che in lingua quechua significa “Madre Terra”. Qualcosa però non quadra dentro e fuori la Chiesa. Il concetto di Pachamama nasconde un inganno. Anzi, per l’esattezza ne nasconde cinque. E meritano di essere visti uno per uno.
  1. La Pachamama è un inganno religioso. Si tratta, in realtà, di una divinità pagana che appartiene alla cultura e alla religione inca del Perù. Secondo la mitologia pagana inca Pachacamac, dio del cielo, si unì a Pachamama e da questa unione nacquero due gemelli, un maschio e una femmina. In Amazzonia ci sono circa quattrocento popolazioni indigene distinte, la maggior parte delle quali non ha la stessa cultura né la medesima religione di quelle tribù peruviane che conservano elementi inca tra cui, appunto, la Pachamama. Presentare quest’ultima come l’icona della cultura indigena amazzonica significa non solo falsificare la realtà ma anche disconoscere e svilire la diversità delle vere culture amazzoniche nel tentativo di imporre una visione teologica indigena, per finalità esclusivamente ideologiche e politiche. Questo tentativo, tuttavia, è più ampio e non riguardando soltanto l’Amazzonia ma coinvolge tutto il continente latino-americano fino al Messico. Però, che cosa hanno in comune un indigeno tzotzil, maya o purépeche, con gli incas e la Pachamama? Assolutamente nulla. L’inganno, quindi, è tanto grave in quanto pretende di imporre una teologia indigena latino-americana unificata che vanifica la ricchezza della diversità degli stessi popoli indigeni originari di tutta l’America Latina.

sabato 16 novembre 2019

Montefiascone 23 novembre. IV convegno su “San Tommaso e la Dottrina sociale della Chiesa”

cliccare sull'immagine per ingrandire
Osservatorio cardinale Van Thuân
Istituto del Verbo Incarnato (IVE)
Società Internazionale Tommaso d’Aquino - FVG
Gustav-Siewerth-Akademie
Con il patrocinio del Comune di Montefiascone

IV convegno su
“San Tommaso e la Dottrina sociale della Chiesa”
Montefiascone – Sabato 23 Novembre 2019
DIFENDERE LA PERSONA DAI PERSONALISMI:
compito della Dottrina sociale della Chiesa

Ore 09,30
INDIRIZZI DI SALUTO
Padre Andres Bonello – Provinciale IVE Italia
Massimo Paolini - Sindaco di Montefiascone
INTRODUZIONE AI LAVORI
LA PRESENZA DEL PERSONALISMO NELLA  DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA
Dott. Stefano Fontana