Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

giovedì 29 febbraio 2024

I processi accelerano, serve una nuova saggezza. Intervista al Vescovo Giampaolo Crepaldi su alcune dinamiche odierne

Ricevo dall'Osservatorio Card. Van Thuận e volentieri condivido. Qui l'indice degli articoli sulla realtà distopica.

I processi accelerano, serve una nuova saggezza. 
Intervista al Vescovo Giampaolo Crepaldi su alcune dinamiche odierne
Mons. Giampaolo Crepaldi and Stefano Fontana

La sensazione è che alcuni processi stiano oggi avendo una accelerazione particolare. Si sente che molti nodi potrebbero arrivare a breve al pettine e questo suscita timore ma nello stesso tempo speranza di qualche svolta positiva. Il nostro Osservatorio è impegnato ad approfondire queste problematiche emergenti, soprattutto tramite i suoi Rapporti annuali, ma anche con interventi nel proprio sito, come quello recente del Prof. Gianfranco Battisti sul cosiddetto Trattato pandemico dell’OMS. In questa intervista lo facciamo con monsignor Giampaolo Crepaldi, vescovo emerito di Trieste e attento osservatore dei processi in atto sia nella società sia nella Chiesa, processi che egli valuta alla luce della Dottrina sociale della Chiesa, principale oggetto del suo interesse e impegno. A lui rivolgiamo alcune domande sulla velocizzazione delle tensioni, ringraziandolo per la disponibilità. Questa intervista è la prima di una serie periodica che proseguirà regolarmente in futuro.

La diocesi di Westminster annulla la venticinquennale tradizione di celebrare il Triduo Pasquale secondo l'antico rito

Nella nostra traduzione dal Catholic Herald apprendiamo che, in Inghilterra, il Card. Nichols ha cancellato il Triduo tradizionale che ha trovato posto nell'arcidiocesi di Westminster fin dai primi anni novanta. Questi pastori credono che con le loro imposizioni manterranno fedeltà e buona volontà oppure si alieneranno ulteriormente i più impegnati del loro gregge spingendoli ai margini? La risposta è ovvia. L'unico “Triduo Tradizionale” nella diocesi, che comprende Londra, si sarebbe svolto a St. Mary Moorfields, al quale hanno partecipato fino a 200 persone negli ultimi anni, attirando parrocchiani da altre parti dell'arcidiocesi che assistono alla liturgia tradizionale in altre chiese. Sulle antiche resistenze e petizioni vedi nota (1) di Chiesa e post-concilio. Qui l'indice degli articoli sulla Traditionis custodes e successive restrizioni.

La diocesi di Westminster annulla la venticinquennale tradizione 
di celebrare il Triduo Pasquale secondo l'antico rito

Quest'anno nella diocesi di Westminster non avranno luogo le celebrazioni liturgiche del Triduo Pasquale – dal Giovedì Santo alla Domenica di Pasqua – secondo il rito antico (tradizionale latino).

I cambiamenti fanno seguito alla decisione del cardinale Vincent Nichols, arcivescovo della diocesi e capo dei cattolici in Inghilterra e Galles, di interrompere l'usanza di celebrare la liturgia nella forma tradizionale durante il fine settimana di Pasqua che avveniva ogni anno dagli anni '90.

mercoledì 28 febbraio 2024

Il cardinale Burke lancia una preghiera di nove mesi alla Madonna

Il cardinale Burke lancia una preghiera di nove mesi alla Madonna. Il via il 12 marzo.
Preghiera di nove mesi alla Madonna. 
Dal 12 marzo 2024
Raymond Leo cardinale Burke

Amico mio,
nostro Signore non ci ha detto di aver paura. A prescindere dalle tenebre della nostra epoca, gli uomini e le donne di fede non sono mai privi della verità e dell’amore di Cristo, né della cura fedele di sua Madre.
Quando la Madonna apparve per la prima volta a San Juan Diego, circa cinquecento anni fa, l’epoca era molto simile alla nostra. Anche allora il mondo lottava contro la carestia e le malattie, e la guerra in Terra Santa minacciava di ridurre al caos quella regione bella e tormentata. Anche allora la confusione velenosa all’interno della Chiesa corrodeva la fede dei cristiani di tutto il mondo.

Il mondo distopico dell’Ue e quello reale. Dove la fede, nonostante tutto, non è scomparsa

Una osservazione: i segni citati nel testo che segue, che potrebbero far pensare che la fede non sia scomparsa, non sono altro che tracce ancora residuali, ma senz'anima, di una realtà in fase agonica. Qui l'indice degli articoli dedicati alla realtà distopica.

Il mondo distopico dell’Ue e quello reale. 
Dove la fede, nonostante tutto, non è scomparsa

Lavorare e vivere a Bruxelles può sembrare, sotto certi aspetti, come ritrovarsi abbandonati in territorio nemico. Un amico che un tempo lavorava lì (si occupava di legislazione sui diritti umani) mi avvertì: la città è piena di reti che ti possono intrappolare, e di satanisti. Difficile capire se lo dicesse in senso figurato o letterale. L’attuale Commissione europea sta promuovendo la legislazione più progressista nella storia dell’Unione, come ho sentito dire da un eurodeputato dei democratici nazionalisti svedesi. Non molto tempo dopo il mio arrivo, nell’aprile dell’anno scorso, il Parlamento europeo ospitò una mostra fotografica che includeva immagini di un Cristo omosessuale circondato da accoliti in abiti di pelle tipicamente associati alla schiavitù e al feticismo. Ovvia obiezione: provate a farlo con il profeta Maometto aspettandovi che i musulmani acconsentano tranquillamente a tale licenza artistica.

Pax Christi in Regno Christi / Mons. Viganò al Congresso Internazionale dei Russofili. di Mosca

Qui l'indice degli interventi precedenti e correlati. Qui il video. Precedente qui. Qui l'indice degli articoli sulla guerra un Ucraina.

Pax Christi in Regno Christi 
 Mons. Carlo Maria Viganò

Intervento al Secondo Congresso del Movimento Russofilo Internazionale e del Forum sulla Multipolarità - Mosca, 26-27 Febbraio 2024 

Eccellenze, Illustri Signore e Signori, Cari Amici,
questa è la seconda occasione [precedente qui] nella quale ho l’onore di intervenire al Congresso Internazionale dei Russofili. Ringrazio voi tutti e gli organizzatori di questo evento, per avermi invitato a tenere questa riflessione, che segue di poche settimane la storica intervista che il Presidente Vladimir Vladimirovič Putin ha concesso al giornalista statunitense Tucker Carlson [qui]. La reazione dei media mainstream occidentali dimostra quanto la verità faccia paura, in un mondo che vive di menzogna e si regge sulla falsità.

martedì 27 febbraio 2024

L’eutanasia di coppia in Olanda e il «cambiamento culturale dell’Occidente»

Un fenomeno allarmante nella misura in cui incide sulla realtà socio-antropologica attuale. L'ex premier cattolico Dries van Agt e la moglie Eugenie si sono suicidati insieme a 93 anni. I media, italiani e stranieri, esultano e sottolineano come la vita degli anziani non sia «poi così degna di essere vissuta». Così crolla l'intera società.  Precedenti: L’Olanda sdogana l’eutanasia dei bambini. «Non credevo saremmo arrivati a tanto»; Dolce morte legale, molta morte banale; Olanda, la Corte Suprema sdogana l’eutanasia per i malati di demenza. Qui l'indice degli articoli sulla realtà distopica.

L’eutanasia di coppia in Olanda e 
il «cambiamento culturale dell’Occidente»

Dries van Agt e la moglie Eugenie Krekelberg si sono uccisi con l’eutanasia a 93 anni (Radbound University) Quale modo migliore di un doppio suicidio coordinato per coronare un amore e un matrimonio durati ben 66 anni? Per i quotidiani di tutto il mondo, sempre eccitati quando la morte è l’esito di un presunto libero processo di autodeterminazione, l’eutanasia di coppia è l’ideale. Per questo guardano con ammirazione all’Olanda e descrivono con toni entusiasti la morte dell’ex premier Dries van Agt e della moglie Eugenie Krekelberg, che si sono tolti la vita con l’eutanasia il 5 febbraio a 93 anni.

La Lotta del Papa contro la “Messa antica”: una Lotta contro la Chiesa. Joachim Heimerl.

Qui l'indice degli articoli sulle recenti restrizioni alla Messa antica a partire dalla Traditionis Custodes.
La lotta del Papa contro la “Messa antica”: una lotta contro la Chiesa.
Joachim Heimerl

Chi si è chiesto perché Francesco non solo rifiuta la Messa tradizionale, ma la perseguita, ha recentemente ricevuto una risposta dalla sua bocca: Il Papa non si preoccupa dei bei riti o del latino; Francesco ritiene invece che il Concilio Vaticano II abbia fatto dipendere la riforma della Chiesa dalla riforma della Messa. – Chiunque sia anche solo un po’ informato sa che questo è sbagliato. Inoltre, la riforma liturgica di Paolo VI è andata ben oltre le proposte del Concilio e ha portato a un leggendario declino della Chiesa.
Ma cosa dice di Francesco la persecuzione della vecchia Messa?
Una risposta semplice sarebbe che lui – come la maggior parte dei gesuiti – non ha il senso della liturgia. Ancora peggio: per lui la Messa è solo un veicolo per la riforma della Chiesa, il che significa che è in definitiva uno strumento politico. Le liturgie papali prive di amore, persino mutilate, che stiamo vivendo attualmente ne sono una testimonianza eloquente.

lunedì 26 febbraio 2024

Messa tradizionale a Vicenza

Ne avevamo dato notizia qui. Ora pubblichiamo questo aggiornamento da un messaggio di Davide Lovat su Facebook.
* * *
"Sine Dominico non possumus"
(cit. Martiri di Abitene)
Come ogni domenica in cui non sono impegnato in trasferta, vado a santificare la festa partecipando alla Santa Messa in rito tradizionale presso la bellissima chiesa di San Rocco a Vicenza, celebrata come di consueto a partire dalle ore 10.
La lingua sacra e la liturgia accompagnata dal canto gregoriano consentono di ritrovare la pace interiore, necessaria per affrontare gli impegni della settimana con fede, speranza e carità.

Vexilla Regis / Per l'Esaltazione della Santa Croce, e per tutta la Quaresima

Vexilla Regis è stato inserito tra diversi altri Preghiere, Inni e Litanie – tesori della nostra Fede da custodire – di cui trovate l'indice nella colonna di destra del blog (nella visualizzazione web).

Vexilla Regis / Per l'Esaltazione della Santa Croce, e per tutta la Quaresima.
(A I Vesperis Dominicae in Palmis in Passione Domini usque ad nonam feriae V Hebdomadae Sanctae inclusive)

Il Vexilla Regis è un inno (Carm. II, 6), le cui parole sono tratte dal poemetto in dimetri giambici composto da Venanzio Fortunato in occasione dell'arrivo della reliquia della Vera Croce a Poitiers (nel 568). Per ascoltarlo qui.
Esso prende titolo dalle parole iniziali della prima stanza. Viene principalmente cantato il Venerdì santo in onore della Santa Croce, nella ricorrenza della festa, ormai soppressa, della Invenzione della Croce (3 maggio), e nella celebrazione della Esaltazione della Santa Croce (14 settembre).

Testo originale (antico)
Vexilla regis prodeunt,
fulget crucis mysterium,
quo carne carnis conditor
suspensus est patibulo.

Confixa clavis viscera
tendens manus, vestigia
redemptionis gratia
hic inmolata est hostia.

Quo vulneratus insuper
mucrone diro lanceae,
ut nos lavaret crimine,
manavit unda et sanguine.

Inpleta sunt quae concinit
David fideli carmine,
dicendo nationibus:
regnavit a ligno deus.

Arbor decora et fulgida,
ornata regis purpura,
electa, digno stipite
tam sancta membra tangere!

Beata cuius brachiis
pretium pependit sæculi!
statera facta est corporis
praedam tulitque Tartari.

Fundis aroma cortice,
vincis sapore nectare,
iucunda fructu fertili
plaudis triumpho nobili.

Salve ara, salve victima
de passionis gloria,
qua vita mortem pertulit
et morte vitam reddidit.
Traduzione italiana
I vessilli del Re avanzano;
risplende il mistero della Croce,
al cui patibolo il creatore della carne
con la propria carne fu appeso.
Confitti con i chiodi le membra,
tendendo le mani, e i piedi,
per la [nostra] redenzione
qui è stata immolata la vittima.
Oltre a ciò, trafitto
da crudele punta di lancia,
per lavarci dalla colpa,
effuse acqua e sangue.
Si compì quel che cantò
Davide con veridica profezia,
quando disse ai popoli:
"Dio regnò dal legno".
Albero appropriato e splendente,
ornato di porpora regale,
scelto a toccare con il degno tronco
così sante membra!
[Albero] beato, ai cui bracci
fu appeso il prezzo del riscatto del mondo:
sei divenuto stadèra del corpo
e strappò via la preda dell'inferno.
Effondi un aroma dalla corteccia,
superi per profumo il nettare,
lieta per il ricco frutto,
lodi l'illustre trionfo.
Salute a te, o altare! Salute a te, o vittima,
a seguito della gloria della Passione,
per la quale la Vita sopportò la morte
e attraverso la morte restituì la vita.
Salve, o Croce, unica speranza!
In questo tempo di Passione
ai fedeli accresci la grazia
e ai peccatori cancella le colpe.
Te, Trinità, fonte di salvezza,
esalti ogni essere vivente:
coloro che salvi attraverso il mistero della croce,
proteggi per l'eternità.

 Protagonista dell’inno è la Croce, albero nobile e fulgido, e la celebrazione del suo Mistero. Tuttavia, esso riprende diversi contenuti già evidenziati da Venanzio in un altro celebre inno sacro, il Pange Lingua [qui testo in calce all'articolo]. Nella scena della Passione sono riproposti alcuni particolari presenti nel Pange lingua: i chiodi (v. 5) e la lancia (v. 10), nonché il sangue e l’acqua (v. 12). Diverse sono però le modalità con cui viene veicolato il contenuto: come evidenzia, infatti, Stefania Filosini “nel Pange lingua la serie asindetica di sostantivi fa leva sul potere evocativo della parola e i singoli termini sono funzionali a richiamare agli occhi del lettore una serie di episodi evangelici; nel Vexilla Regis Venanzio presenta in successione i momenti della crocifissione, zoomando su particolari rilevanti per le loro implicazioni teologiche”.
Nell'immagine a lato (da ingrandire) uno spartito musicale.

La fama dell’inno è testimoniata anche dal fatto che Dante Alighieri lo introdurrà nella Divina Commedia, in Inf. XXXIV [ «Vexilla regis prodeunt inferni / verso di noi; però dinanzi mira» / disse 'l maestro mio «se tu 'l discerni» (Inf. XXXIV, 1-3)], rovesciandone il senso, introducendo un significato parodico: se nell’inno latino i vexilla Regis indicano la Croce, qui rappresentano le sei ali di Lucifero (descritte successivamente ai vv. 46-52). Natalino Sapegno, invece, ci offre una chiave di lettura diversa: “il tono non ha nulla in sé, come si suol ripetere, di ironico o parodistico: la rappresentazione di Lucifero vuole essere paurosa, con quegli aspetti mostruosi e grotteschi che il poeta attinge alla leggenda popolare e alle invenzioni figurative dell’arte romanica e gotica […]; in essa si raccoglie il concetto e il simbolo di tutto il male del mondo.” 
L'inno è citato anche da James Joyce in A Portrait of the Artist as a Young Man, capitolo V, nell'omonima novella di Luigi Pirandello e da Reinhold Messner in Vite al Limite, la sua biografia. 
L'inno ha sempre avuto una grande importanza nella storia della musica. Veniva tradizionalmente cantato nelle processioni precedute dalla croce. Celebre l'esecuzione con coro a cappella, che accompagna la processione del Santo Legno e del Cristo Morto il venerdì santo a Mola di Bari, e del Cristo Morto e della Pietà a Molfetta, e a Barcellona Pozzo di Gotto (ME), dietro la processione delle "varette". 
Successivamente è stato musicato da Anton Bruckner. Anche Giacomo Puccini ha composto un suo adattamento per coro di voci maschili ed organo. "Vexilla Regis" è stato anche l'inno dell'Esercito Reale e Cattolico che nel 1793 combatté i rivoluzionari in Vandea. 
Come la grande maggioranza degli inni, anche Vexilla Regis non scampò alla riforma di Urbano VIII che volle raddrizzare le gambe a tutti i testi che a lui parevano non abbastanza "classici" o elevati. Il gusto seicentesco purista del Papa che si reputava un poeta latinista portò, effettivamente, a migliorie formali di certi inni, ma certo a scapito del contenuto teologico di scritti redatti spesso da grandi santi del passato. Per questo motivo il latino medievale degli inni venne sottoposto ad una profonda revisione, con massicci interventi testuali per rendere più scorrevole o solamente più aulico il testo degli inni. Comunque già dai tempi di Pio X la tendenza è di tornare alla versione "antiqua" degli inni (che spesso appaiono in appendice ad alcune edizioni del breviario).
Il "Liber Hymnarius" di Solesmes, frutto della riforma liturgica post-conciliare, riabilita tutti i testi in forma antica che erano stati cambiati nel Breviarium Romanum.

Alla ricerca del culto perduto / 2 - /3

Precedente qui. Qui l'indice agli articoli dedicati alle recenti restrizioni a partire dalla Traditionis custodes.

Alla ricerca del culto perduto / 2

O uomo, se vuoi godere della libertà, infila il tuo collo nella sua catena e i tuoi piedi nei suoi ceppi
(cf. Sir 6, 25 Vulg.). Non c’è gioia più grande della libertà, ma non potrai goderla se non piegherai il collo della superbia alla catena dell’umiltà e non chiuderai i piedi degli affetti carnali nei ceppi della mortificazione (sant’Antonio di Padova, Sermone per la XV Domenica dopo Pentecoste, I, 4).

Citando a memoria un testo sapienziale dell’Antico Testamento, il grande Dottore fattosi piccolo al seguito del Poverello d’Assisi enuncia un principio fondamentale: il segreto della libertà è radicato nel vivere secondo ragione. L’uomo, essere dotato di intelletto e volontà libera, non può esercitare adeguatamente la seconda se non sotto la guida del primo: la luce del vero, infatti, lo orienta verso il bene, al quale la volontà tende per sua stessa natura, così come per sua stessa natura l’intelletto tende alla verità. Dato che la verità è l’essere in quanto è conoscibile e il bene lo stesso essere in quanto è fruibile, un uso del libero arbitrio contrario alla verità non produce alcun bene e, di conseguenza, non dilata l’ambito della libertà umana ma, al contrario, lo restringe; esso non può arrecare la gioia e soddisfazione che il soggetto ne sperava, bensì tristezza e frustrazione.