Un racconto che può apparire paradossale, ma purtroppo rispecchia la realtà. Mi fa venire in mente un episodio emblematico di oltre 10 anni fa. Avevo fatto stampare a spese mie un opuscolo sulla Questione liturgica, che inviavo gratuitamente ai lettori che ne facessero richiesta. Ebbene, mi arriva una richiesta singolare di un seminarista (non dirò di dove): inviare 30 copie all'indirizzo di sua madre, per poterle condividere (all'insaputa dei superiori) con i suoi compagni di seminario... Così come ricordo il seminarista del Laterano che veniva di nascosto alla nostra Messa di Via Merulana, al quale regalai il mio Messale. (M.G.)
Un giovane tenta la vocazione postconciliare e scopre la tradizione
La libreria del professore n. 4: La storia di un aspirante seminarista a Roma nel 1993
Nota preliminare di Peter Kwasniewski: Oggi sono lieto di condividere con voi il capitolo 8 del libro di Joseph Bevan, "
Traddy Daddy: Memorie e pensieri del padre di una famiglia cattolica", un'opera estremamente divertente e al tempo stesso fonte di grande ispirazione. Il capitolo si intitola "
Una storia molto comune" e racconta di Jack, un amico di Joseph, il quale, venuto a sapere che il libro era in fase di scrittura, chiese se la sua storia, risalente al 1993, potesse essere inclusa come esempio di molti dei punti trattati da Joseph. Sono contento che la storia sia presente, perché rivela molto sulla situazione della Chiesa e sulle ragioni per cui molti fedeli hanno cercato rifugio nelle cappelle della Fraternità Sacerdotale San Pio X. Leggete e vedrete. (PK)
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Provengo da una famiglia cattolica che frequentava con gioia la Messa del Novus Ordo nella nostra parrocchia, a circa otto chilometri da casa nostra, a Chipping Sodbury. Mio padre suonava regolarmente l'organo alla Messa domenicale e mia madre puliva la chiesa. Io e le mie due sorelle davamo una mano con il canto, che di solito consisteva in inni, Messe congregazionali in inglese e, occasionalmente, canti gregoriani. Il nostro parroco, Padre Ignatius, mi aveva notato fin da subito, perché aveva percepito in me una serietà e una devozione che, a suo parere, indicavano una vocazione al sacerdozio. Raramente andavamo a confessarci o a fare cose simili, ma mi accorsi di aver iniziato a prendere sul serio la mia vita di preghiera e a leggere libri spirituali man mano che mi coinvolgevo di più nella vita parrocchiale.