martedì 16 luglio 2019

16 luglio. Festa e Devozione alla Beata Vergine del Carmelo

Oggi, nella ricorrenza della festa della Beata Vergine del Carmelo, riprendo un precedente sempre attuale. Chiediamo la sua intercessione per noi, per la Chiesa tutta e per il mondo intero, attraversato da tanta confusione e inquietudini. Anche chi non ha ricevuto lo scapolare può consacrarsi alla Vergine e prenderla definitivamente in sua (Gv 19, 27).

Che cosa significa - che cosa comporta;
La devozione a Maria nel Carmelo - legata alla storia e ai valori spirituale dell'Ordine dei "frati della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo" (Carmelitani) - è espressa mediante lo "Scapolare del Carmine" - o "abitino" (indicato anche con altri nomi secondo i diversi luoghi) - ed è una delle devozioni più amate tra il popolo di Dio. 

La grande diffusione sembra doversi ricondurre alla tradizione di una visione della Madonna, documentata almeno alla fine del secolo XIV. È una devozione antica, che, tuttavia, conserva tutta la sua validità, se compresa e vissuta nei suoi valori autentici. 

Lo Scapolare del Carmine
La decisione di consacrarsi a Maria deriva da una scelta della volontà, mossa dalla fede e dall'amore. È quindi un atto intimo, personale, che impegna le facoltà dell'anima. Può tuttavia manifestarsi esternamente per mezzo di un rito o di segni, che cadono sotto l'esperienza dei sensi e possono essere percepiti dagli altri.

Ma oltre i migranti ci sono i restanti

Ero l’altro giorno a Otranto nella piazza dedicata “all’umanità migrante”, dove campeggia un monumento in forma di barca dedicato ai migranti. E mi sono detto: ma all’umanità restante nessuno dedica niente, piazze, monumenti, prediche, premure? Non c’è settimana che Papa Bergoglio non si preoccupi dei migranti che ritiene un’umanità speciale; a loro dà priorità e dedica l’evangelico “Prima gli ultimi”. E non c’è dem, progressista, radicale, cattosinistro, ogni santo giorno, che non consideri bestie, razzisti, subumani e disumani coloro che non ritengono assoluto e illimitato il diritto di migrare e il dovere di essere accolti. Al Papa e ai promigranti vorrei dire: i veri ultimi non sono i migranti. Sono i restanti. Sono cioè i miliardi di “dannati della terra”, come li chiamava Franz Fanon, che vivono nella miseria più nera e non hanno la forza, la possibilità, la voglia e le risorse per partire. Perché, come sapete, gran parte dei migranti pagano e anche tanto, tremila euro per imbarcarsi e venire da noi. Più di un volo aereo di prima classe. Spendono i risparmi di una vita e di una famiglia o il frutto di attività, a volte illecite se non criminali. Ma hanno l’energia, le conoscenze, le possibilità per espatriare. La stragrande maggioranza resta lì per sempre, vecchi, bambini denutriti, malati, e quanti non hanno la minima possibilità o cognizione di andarsene. O che pensano sia giusto, naturale, un destino necessario, morire dove si è nati e dove sono i loro avi. Sono loro i veri ultimi della terra. Sono loro quelli che stanno peggio. E noi, invece, a vostro giudizio, dovremmo preoccuparci solo di coloro che partono ed elogiarli perché si sradicano,

Emilia: il PD forza per la legge filo LGBT. Nonostante i legami politici con gli orrori di Bibbiano

È un argomento da non lasciar cadere. Ne abbiamo già discusso qui. Ed ora leggo e volentieri condivido da Stilum Curiae. Il nostro impegno sta nel non abbassare la guardia su tutti i fronti e anche nel fare da ripetitore a chi tempestivamente mette a disposizione le sue informazioni e osservazioni (in questo caso Stilum Curiae e Radio Spada). Completa, a seguire, un precedente articolo di Raffaella Frullone

In Emilia Romagna quella che è stata a buona ragione definita una legge liberticida “Contro le Discriminazioni” è passata in commissione Parità. Stilum Curiae se ne è occupato nei giorni scorsi: qui.
Ma questo progetto di legge oltre a presentare problemi in sé, come si evidenzia dal fatto che sia accompagnato da oltre trecento emendamenti, e dal fatto che Lega e Fratelli d’Italia siano usciti e non abbiano voluto partecipare alla votazione degli emendamenti , “per lasciare traccia della nostra completa contrarietà a questa legge”, come ha chiarito un esponente di minoranza, avviene in un quadro fortemente inquinato dallo scandalo di Bibbiano, della Val d’Enza, e con pesanti ombre politiche e sociali che toccano il Partito Democratico e la prima relatrice di questa legge, Roberta Mori.
È straordinario – o forse non lo è affatto, vista la funzione fiancheggiatrice del Partito Democratico in particolare e della sinistra in generale svolta dai maggiori giornali, Corriere, Stampa e Repubblica, e dai canali televisivi – che le implicazioni politiche dello scandalo affidi non vengano evidenziate. E in questo senso bisogna fare tanto di cappello al lavoro giornalistico svolto da “Radio Spada”, che invece continua a scavare in quella miniera degli orrori.

lunedì 15 luglio 2019

Sinodi manipolati per costruire la "nuova Chiesa" - Stefano Fontana

Tutti i precedenti citati da Fontana - e altri - li trovate qui, mentre qui potete consultare l'indice degli articoli sul Sinodo per l'Amazzonia.

La gestione dei due ultimi sinodi dei vescovi e, almeno fino a questo momento, del prossimo sull’Amazzonia sembra destinata a far morire il sinodo in quanto tale, svuotandolo di autorevolezza e riducendolo ad un insieme di mosse di politica ecclesiastica concordate in anticipo. Quando, con il sinodo sull’Amazzonia, i fedeli si accorgeranno per la terza volta consecutiva che “tutto era stato pianificato prima”, dei sinodi si disinteresseranno, nonostante la retorica degli organizzatori circa il vento dello Spirito Santo nei lavori sinodali. A quel punto i sinodi saranno diventati una astuta prassi ecclesiastica pienamente secolarizzata e saranno giunti alla loro fine: morti per asfissia.

Signore, dacci un Papa! - don Elia

L’attualità profana dimostra che occorre rivedere la nostra Costituzione per fornirle il fondamento metafisico di cui è priva, così da restituire alle istituzioni dello Stato la necessaria solidità, una corretta connotazione morale e l’intrinseco fine ultraterreno. Una repubblica non può fondarsi su un’attività umana come il lavoro: è un non-senso filosofico, di chiara impronta marxista, che è stato imposto da quella regia massonica che si lascia scorgere nel suo emblema: una stella a cinque punte (pentacolo o pentalfa, quello che pure “papa Francesco” aveva inizialmente inserito nel suo stemma : vedi immagine a lato. Sul blog ne avevamo parlato in diretta) inscritta in una ruota dentata, idea dettata dall’alto ed eseguita da un artista valdese… Lo Stato può fondarsi soltanto su Dio e sulla legge naturale; per un popolo cristiano, sulla signoria di Cristo. Nel 1948 gli Italiani erano ancora cattolici praticanti in stragrande maggioranza, ma i massoni travestiti da democristiani, a quanto pare, non ne tennero conto. Oltretutto la nostra finta repubblica era nata con uno sfacciato broglio elettorale, che quel demonio incarnato di Togliatti aveva imposto al re ricattandolo per certe sue inconfessabili debolezze.

domenica 14 luglio 2019

Tre generazioni di terroristi - don Elia

I loro nonni si macchiarono di crimini orrendi di inaudita ferocia rimasti in gran parte impuniti. Fra gli innocenti massacrati a migliaia, intorno alla metà degli anni Quaranta del secolo scorso, anche un ragazzino di quattordici anni, il beato martire Rolando Rivi, barbaramente seviziato e ucciso per non aver voluto dismettere la sua talarina dopo la chiusura del seminario, requisito dall’occupante germanico. I loro padri hanno lanciato la rivoluzione culturale che ha liquidato il diritto, l’educazione, la morale, il matrimonio, la famiglia e la pubblica decenza, proclamando il libero amore e votandosi al brigatismo. I rappresentanti della terza generazione, oggi, non mangiano più i bambini (a meno che non siano iniziati al rito egizio), ma in compenso li rapiscono per poi venderli ai pervertiti. Essi sono giunti ad occupare la magistratura, la scuola, l’università, il mondo dell’informazione e dello spettacolo nonché i gangli vitali dello Stato e dell’economia, instaurando un vero e proprio sistema totalitario che, per quanto dissimulato dalla maschera della democrazia, non ha nulla da invidiare a quello cinese o a quello sovietico.

Per un po' non riunitevi più

Editoriale di "Radicati nella fede" - Anno XII n° 7 - Luglio 2019

La crisi è lunga, lunghissima, sembra non aver fine.
Ogni giorno è un bollettino di guerra: chiese chiuse, diocesi accorpate, istituti religiosi commissariati o estinti, cardinali contro cardinali, monsignori che rilasciano interviste accusatorie al Papa e al Vaticano, denunce processi incarcerazioni di ecclesiastici, riduzioni allo stato laicale. E poi, cosa peggiore in questi bollettini di guerra, le novità bisbigliate, smentite e riconfermate: abolizione del celibato sacerdotale per l’Amazzonia, diaconato femminile, donne cardinali, laici per para-messe, comunione ai divorziati e ai concubini... e l’elenco potrebbe continuare, ma ci si stanca la mano, e il cuore soprattutto, a scriverne. È il bollettino di guerra, di una guerra precisa per l’eliminazione della Chiesa cattolica stessa.

sabato 13 luglio 2019

Siria, attentato dell’Isis contro una chiesa a Qamishli: 12 cristiani feriti

Continuano gli attentanti in Siria, mentre in Nigeria non si contano più le stragi di cristiani, nel costante silenzio del (già) sacro soglio e dei media di regime.

L’attacco è stato rivendicato dallo Stato islamico, che voleva colpire i «cristiani belligeranti». Nonostante il Califfato sia stato sconfitto a marzo, alcune sacche di jihadisti operano ancora nella parte orientale del paese
12 luglio 2019 - Un’autobomba è esplosa ieri davanti a una chiesa di Qamishli (Hasaka), nel nordest della Siria, città sotto il controllo del governo di Bashar al-Assad. Dodici cristiani del quartiere di Al Wasta sono rimasti feriti e l’attentato è stato rivendicato dallo Stato islamico. Lo stesso giorno si è verificato un altro attentato ad Hasaka, anche questo senza vittime.
La società americana Site, che monitora le attività jihadiste, ha scritto di aver intercettato le comunicazioni dei terroristi, durante le quali rivendicavano l’attacco contro «i cristiani belligeranti», riporta l’Afp. La sconfitta del Califfato è stata dichiarata a marzo dalle Forze democratiche siriane, composte soprattutto da milizie curde, che con l’appoggio degli Stati Uniti hanno strappato gli ultimi territori nella parte orientale della Siria all’Isis. Alcune sacche di terroristi però rimangono ancora attiva nel vaso deserto di Badia e in altre aree controllate dai curdi.
Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, tre delle persone ferite sono «in condizioni critiche». La chiesa colpita dall’attentato è rimasta perlopiù intatta, anche se il cancello di ingresso è rimasto sventrato dall’esplosione. [Fonte]

Card. Müller: «Sinodo Amazzonia, un pretesto per cambiare la Chiesa»


Il cardinale Gerhard Müller, già prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, boccia senza appello l’Instrumentum Laboris del Sinodo per l’Amazzonia: «Nasce da una visione ideologica che nulla ha a che fare con il cattolicesimo». «Trattano il nostro Credo come se fosse una nostra opinione europea, ma il Credo è la Rivelazione di Dio in Gesù Cristo, che vive nella Chiesa. Non ci sono altri credo». «Dobbiamo rifiutare in modo assoluto espressioni come conversione ecologica”. «C’è solo la conversione al Signore, e come conseguenza c’è anche il bene della natura». «I sacramenti non sono riti che ci piacciono e il sacerdozio non è una categoria sociologica». «La Rivelazione di Dio in Cristo si fa presente nei sacramenti, e la Chiesa non ha alcuna autorità per cambiare la sostanza dei sacramenti». In calce una nota importante.
Potete consultare l'indice dei precedenti.

«Sinodo Amazzonia, un pretesto per cambiare la Chiesa»

«Il Sinodo dell’Amazzonia è un pretesto per cambiare la Chiesa, e il fatto che si faccia a Roma vuole sottolineare l’inizio di una nuova Chiesa». Il cardinale Gerhard Müller, già prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, non usa mezze parole nel giudicare quanto sta avvenendo in preparazione del Sinodo dell’Amazzonia che si svolgerà il prossimo ottobre in Vaticano. Dalla sua abitazione, a due passi da piazza San Pietro, scruta preoccupato quanto sta avvenendo e accetta di esaminare con noi l’Instrumentum Laboris, ovvero il documento che servirà da base alla discussione durante il Sinodo, fonte di molte polemiche e per il quale anche il nostro quotidiano ha chiesto che venga rigettato dai padri sinodali (clicca qui): «È soltanto un documento di lavoro che non ha alcun valore magisteriale – premette il cardinale Müller – quindi solo degli ignoranti possono dire che chi lo critica è un nemico del Papa. Purtroppo questo è il loro trucco per evitare qualsiasi dialogo critico, se provi a porre un’obiezione sei subito etichettato come nemico del Papa». Precisazione più che opportuna perché il testo dell’Instrumentum Laboris è sconcertante nel descrivere l’Amazzonia e i popoli che la abitano come un modello per tutta l’umanità, un esempio di armonia con la natura, una perfetta sintesi di cosa si intende per ecologia integrale. È un documento che presenta un quadro idilliaco dell’Amazzonia, comprese le religioni indigene, tanto da rendere inutile il cristianesimo, se non per l’appoggio “politico” che può dare per mantenere incontaminati questi popoli e difenderli dai predatori che vogliono portare sviluppo e “rubare” risorse.

venerdì 12 luglio 2019

Purtroppo non è uno scherzo!

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Per chi crede (commento all'articolo precedente) che non meriti soffermarsi sulla trasformazione orwelliana del nostro mondo, mostriamo a che livelli di distorsione persino della Scrittura arriva La Civiltà Cattolica (vedi immagine a lato), che esalta la Bibbia come libro di «storie di migranti», i cui i pionieri sarebbero stati Adamo ed Eva....
Ridicoli, per eccesso di servilismo, quando non blasfemi di fronte a Dio e di fronte a chiunque abbia un minimo non tanto di fede, quanto di buon senso... Siamo veramente all'assurdo!