Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

lunedì 4 maggio 2026

A chi appartiene la liturgia

Nella nostra traduzione da Poetic Knowledge
A chi appartiene la liturgia
Cosa rivelano le liturgie carine di chi le crea?

C'è ancora molto da dire sulla dolcezza [vedi]. Qual è l'essenza di questa esperienza estetica? Possiamo ridurla a una singola caratteristica che sembra essere alla base o influenzare tutte le altre? Credo di sì. Credo che l'essenza della dolcezza sia il potere, o più precisamente, il nostro potere sull'oggetto così come lo percepiamo.
Non voglio che questo suoni intrinsecamente sinistro. Le relazioni basate su forze, conoscenze o autorità diverse sono aspetti normali dell'esistenza umana. La nostra psicologia, la nostra spiritualità e la nostra educazione dipendono da esse; le società civilizzate non possono esistere senza di esse; la stessa struttura del cosmo ne è testimonianza: "Dio fece i due grandi luminari: il luminare maggiore per governare il giorno e il luminare minore per governare la notte". Il problema del potere è che gli esseri umani hanno una tendenza inveterata ad abusarne, e questo abuso – che viene genericamente definito tirannia – è spesso così ingiusto, crudele o folle da distinguere il potere da altri elementi della categoria "cose buone che si sono trasformate in qualcosa di cattivo".

domenica 3 maggio 2026

Invenzione della Santa Croce

Si celebrava oggi prima del 1955. Vedi qui. Ti adoro, o Croce Santa, che fosti ornata del Corpo Sacratissimo del mio Signore, coperta e tinta del suo Preziosissimo Sangue. Ti adoro, mio Dio, posto in croce per me. Ti adoro, o Croce Santa, per amore di Colui che è il mio Signore. Così sia.

Invenzione della Santa Croce

II trionfo della Croce
Era conveniente che il nostro Re divino si mostrasse ai nostri sguardi appoggiato allo scettro della sua potenza, affinché nulla mancasse alla maestà del suo impero. Questo scettro è la Croce, e apparteneva al Tempo pasquale presentargliene l’omaggio. Una volta la Croce veniva presentata a noi quale oggetto di umiliazione per l’Emmanuele, come il letto di dolore sul quale spirò; ma poi egli non vinse la morte? E cosa è divenuta questa Croce, se non il trofeo della sua vittoria? Che essa, dunque, venga mostrata e si pieghi ogni ginocchio davanti all’augusto legno per mezzo del quale Gesù conquistò l’onore che noi oggi gli rendiamo. Il giorno di Natale cantavamo con Isaia: «Ci è nato un bambino e ci è stato dato un figlio: il suo impero poggia sugli omeri suoi» . Poi l’abbiamo visto che portava sulle spalle questa Croce, come Isacco portò la legna per il suo sacrificio; ma oggi, per lui, non è più un peso. Essa brilla di uno splendore che rapisce lo sguardo degli angeli; e dopo che sarà stata adorata dagli uomini finché durerà questo mondo, apparirà d’un tratto sulle nubi del cielo per assistere, presso il giudice dei vivi e dei morti, alla sentenza favorevole di coloro che l’avranno amata, alla condanna di quelli che l’avranno resa inutile per essi, a causa del loro stesso disprezzo e del loro oblio. Durante i quaranta giorni che passò ancora sulla terra, Gesù non giudicò conveniente glorificare lo strumento della sua vittoria. La Croce non dovrà apparire che nel giorno in cui, pur essendo rimasta invisibile, avrà conquistato il mondo a colui del quale ripete le meraviglie. Egli riposò tre giorni nella tomba: quella rimarrà seppellita durante tre secoli nella polvere. Ma risusciterà anch’essa; ed è questa ammirabile risurrezione che oggi celebra la Chiesa. Una volta compiutosi il tempo, Gesù ha voluto accrescere le gioie pasquali, rivelando questo monumento del suo amore per noi. Lo lascerà tra le nostre mani, per nostra consolazione, fino all’ultimo giorno; non è dunque giusto che noi gliene rendiamo omaggio?

Non si fermano le demolizioni in Libano

Anche il Libano, terra martoriata. Qui l'indice degli articoli sulla questione mediorientale. 
Non si fermano le demolizioni in Libano

Non bastano le oltre 2.509 persone uccise dal 2 marzo in Libano, ora, in pieno “cessate il fuoco”, l’esercito israeliano distrugge case civili, siti patrimonio Unesco e santuari religiosi.
Dopo aver fatto esplodere lo storico castello di Shamaa e il santuario di Shamoun al-Safa, quest’ultimo ritenuto il luogo di sepoltura di San Pietro, venerato sia dai cristiani che dai musulmani, l’IDF ha demolito un monastero e una scuola gestiti dalle Suore del Santo Salvatore nella città di Yaroun.
La scuola era considerata una delle istituzioni educative più importanti della regione, avendo formato nel corso degli anni migliaia di studenti provenienti da diverse città del distretto di Bint Jbeil.
Sono almeno 9 i siti patrimonio UNESCO tra chiese, moschee e strutture romane distrutte dalle operazioni militari israeliane. (Da InsideOver)

Quarta Domenica dopo Pasqua

Meditiamo i tesori della nostra fede seguendo l'anno liturgico. Sovrano padrone della grazia, il Signore è libero di determinare le sorgenti dalle quali la farà discendere in noi; a noi spetta di conformarci alla sua volontà. In calce trovate l'inno Salve festa Dies (qui per approfondire anche con l'ascolto). Qui il proprio e qui l'Ordinario della Santa Messa di oggi.

Quarta Domenica dopo Pasqua 

L'istituzione dei Sacramenti.
Salve festa dies (1)
Abbiamo veduto Gesù costituire la sua Chiesa, affidare nelle mani degli Apostoli il deposito delle verità che formeranno l'oggetto della nostra fede. Ma vi è un'altra opera, non meno importante per il mondo, alla quale egli dedicherà le sue cure durante quest'ultimo periodo di soggiorno sulla terra. È l'istituzione dei Sacramenti. Non è sufficiente il credere: bisogna anche che noi diveniamo giusti, ossia conformi alla santità di Dio: bisogna che la grazia, frutto della redenzione, discenda in noi, si incorpori a noi, onde, divenuti membra viventi del nostro divin Capo, possiamo anche essere coeredi del suo Regno. Ora, è per mezzo dei Sacramenti che Gesù deve operare in noi questa meraviglia della giustificazione, applicandoci i meriti della sua Incarnazione e del suo Sacrificio, mediante i mezzi decretati dalla sua potenza e dalla sua sapienza.

Sorgenti e canali della grazia.
Sovrano padrone della grazia, egli è libero di determinare le sorgenti dalle quali la farà discendere in noi; a noi spetta di conformarci alla sua volontà.

sabato 2 maggio 2026

Programma ufficiale della 15ª Peregrinatio ad Petri Sedem 2026 (23-24-25 ottobre)

Precedenti più recenti qui - qui. Gli altri, in fondo, nella colonna destra del blog (Visione web). Vedi in calce aggiornamento sul programma di Pax Liturgica il 27 ottobre.

Deo gratias!
Il prossimo ottobre, nella Basilica di San Pietro, in occasione del 15° Pellegrinaggio a Roma Summorum Pontificum, sarà nuovamente celebrata - come lo scorso anno (1) - la Messa tradizionale proibita sotto il precedente pontificato [vedi].
Gli organizzatori della Peregrinatio ad Petri Sedem – già Pellegrinaggio internazionale Populus Summorum Pontificum – hanno reso noto il programma ufficiale, riportato di seguito.
A breve sarà reso noto anche il programma ufficiale dell’11º Incontro Pax Liturgica che, al solito, precede l’inizio del Pellegrinaggio nella giornata di venerdì [aggiornamento: vedi in calce]. 

clicca per ingrandire
Programma ufficiale della 15ª
Peregrinatio ad Petri Sedem 2026
(23-24-25 ottobre)

Venerdì 23 ottobre:
  • ore 9:00 – 17:00: Incontro Pax Liturgica presso il Pontificio Istituto Patristico Augustinianum;
  • ore 18:30: Vespri pontificali nella Basilica di Santa Maria ad Martyres (Pantheon).
Sabato 24 ottobre:
  • ore 9:00: Rosario davanti alla Basilica dei Santi Celso e Giuliano in Banchi;
  • ore 10:00: processione verso la Basilica di San Pietro in Vaticano;
  • ore 12:00: Cerimonia pontificale all’Altare della Cattedra di San Pietro.
Domenica 25 ottobre:
  • ore 8:30: Messa di ringraziamento nella Basilica di San Giovanni Battista dei Fiorentini;
  • ore 11:00: Messa solenne di chiusura nella Chiesa della Santissima Trinità dei Pellegrini;
  • ore 16:30: Messa di ringraziamento nella Chiesa di Sant’Anna al Laterano
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Aggiornamento. Venerdì 27 ottobre:
Ore 9 all’Istituto Patristico Augustinianum (Via Paolo VI, 25) VIII Incontro Pax Liturgica.
  • Rubén Peretó Rivas, direttore del Centro Internazionale di Studi Liturgici (CIEL) terrà la presentazione dell’incontro, seguiranno gli interventi:
  • don Claude Barthe, Cappellano del Coetus Internationalis Summorum Pontificum Benvenuto ai partecipanti
  • mons. Athanasius Schneider, «Il principio della tradizione nella vita liturgica della Chiesa»,
  • Michela Di Mieri, «Storia di un ritorno a casa, Jean-Pierre Maugendre, «I nuovi media (radio, televisione e social network) al servizio della Tradizione»,
  • Joseph Shaw presenterà il suo libro sulla storia delle richieste presentate alla Santa Sede dal 1966 in poi per la difesa della Messa antica,
  • padre João Silveira, «Africa, terra benedetta per la Tradizione: relazione della missione»,
  • Christian Marquant, «Oggi, a 50 anni dal Concilio: è più che mai necessario che i figli della luce siano intelligenti quanto i figli delle tenebre».
I lavori termineranno alle ore 16. Registrazione
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(1) Tuttavia, il presidente di Foederatio Internationalis Una Voce, Joseph Shaw, ha smentito la notizia su X il 2 maggio, scrivendo: "Gli organizzatori mi hanno detto che non è vero. Vi prego di pregare affinché diventi vero". Dunque la Messa antiquior all'altare della Cattedra è ancora in forse.

Contro la concelebrazione: il notevole intervento dell'arcivescovo Paul-Pierre Philippe OP al Concilio Vaticano II

Nella nostra traduzione da New Liturgical Movement. Uno dei Padri del Concilio Vaticano II, Paul-Pierre Philippe, OP, non era una figura minore; in seguito fu creato cardinale e nominato prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali. Durante il Concilio ha tenuto un intervento stimolante contro la concelebrazione, che il vescovo Schneider ha riscoperto, e che condivido oggi su NLM. Non si può dire che l'arcivescovo Philippe si sia sbagliato in alcun modo, né nella sua sinossi teologica né nella sua previsione degli effetti spirituali e liturgici della concelebrazione di routine. Leggete e vedete.

Contro la concelebrazione: il notevole intervento
dell'arcivescovo Paul-Pierre Philippe OP al Concilio Vaticano II


Immagine a lato. I vescovi Yves Ramousse e Paul Tep Im concelebrano nel monastero benedettino di Kep negli anni '70. 

Bisogna ringraziare il vescovo Athanasius Schneider per aver recuperato e reso pubblico, nel suo pregevole libro La Messa Cattolica: Passi per Ristabilire la Centralità di Dio nella Liturgia, un discorso particolarmente ben argomentato contro la concelebrazione, pronunciato dall'arcivescovo domenicano durante il dibattito sulla liturgia del Concilio Vaticano II.

È bene precisare che Paolo-Pierre Filippo non era certo una figura di secondo piano; in seguito fu creato cardinale e nominato prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali.

Esiste davvero una Liturgia senza problemi di dottrina e di ecclesiologia

Lettera 1363 del 27 Aprile 2026 di Paix Liturgique. Affronta le discussioni attuali. Precedente qui. Il vero problema è permettere ai fedeli di conoscere la Liturgia dei secoli. Qui l'indice degli articoli sulla liturgia ai tempi di Leone.

Esiste davvero una Liturgia senza problemi di dottrina e di ecclesiologia...

La Liturgia tradizionale
Nella nostra lettera n. 1358 del 15 aprile 2026, avevamo sottolineato quanto riportato da *La Croix* in merito alle discussioni dei vescovi durante la loro ultima assemblea plenaria a Lourdes, tenutasi dal 24 al 27 marzo. Secondo il quotidiano ufficiale dell’episcopato francese, tutti concordavano nell’affermare che: «Dietro la liturgia, ci sono problemi di dottrina ed ecclesiologia».

È tuttavia necessario mettere in discussione questa constatazione degna del Maresciallo de La Palice. Se infatti i vescovi di Francia ritengono che dietro la liturgia emergano «problemi di dottrina ed ecclesiologia» (il che di per sé è già un’enormità, dato che la liturgia dovrebbe essere normalmente quel linguaggio chiaro e distinto che offre un culto a Dio senza difetti e avvicina i fedeli al Cielo con sicurezza e precisione), di quale liturgia parlano allora? Della liturgia riformata, composta in condizioni brutali e in un’ermeneutica di discontinuità? O della liturgia tradizionale, celebrata per secoli e che partecipa attivamente in tutta la Chiesa alla sua unità dottrinale, disciplinare e di preghiera?

venerdì 1 maggio 2026

Una nota su 'Roma Aeterna'

Nella nostra traduzione da The Catholic Thing 

Una nota su 'Roma Aeterna'

Roma, se non proprio la "Città Eterna", ha quasi 2800 anni e continua a crescere. L'ho conosciuta per la prima volta negli anni '70, in visita allo zio di mia moglie, un sacerdote che prestava servizio nella Congregazione per la Dottrina della Fede (ora Dicastero). Ciò che ricordo più vividamente di quei giorni è una rappresentazione serale felliniana dell'opera Aida con elefanti veri alle Terme di Caracalla, seguita da un viaggio di ritorno a casa da brividi nel traffico romano. La città allora era un mix elettrizzante di sacro e profano: un cocktail di devozione religiosa, bellezza sbalorditiva, energia sgargiante e nostalgia oppioide; strana e inebriante allo stesso tempo. La adoravo.
Nel corso degli anni vi sono tornato molte volte, sempre con lo stesso misto di sentimenti. In tutte quelle visite, l'anima cattolica viva della città ha riscattato la sua volgarità e la pornografia dei graffiti – una venerabile tradizione romana – e ha offerto una gioia pura e fresca per lo spirito, in contrasto con l'odore narcotico del passato e delle sue rovine.

Il vescovo Strickland risponde alle dichiarazioni di Leone XIV sulle «benedizioni» omosessuali

Dichiarazione del vescovo Joseph Strickland pubblicata sul suo account X. Qui l'indice dei precedenti.
Il vescovo Strickland risponde alle dichiarazioni di Leone XIV
sulle «benedizioni» omosessuali

Chiedo ancora una volta: stiamo ragionando con la mente di Cristo… o con la mente del mondo?
In risposta alle recenti osservazioni riguardanti le priorità morali e la benedizione di coloro che vivono in unioni irregolari, offro questo chiarimento per il bene dei fedeli.
La Chiesa, alla quale è stata affidata la verità del Vangelo, non può benedire il peccato. È chiamata sempre a benedire le persone – a chiamare ogni anima al pentimento, alla guarigione e alla santità – ma non deve mai agire in modo tale da suggerire l’approvazione di azioni o relazioni contrarie alla legge di Dio.
La recente enfasi sulla distinzione tra benedizioni “formali” e “informali”, come menzionata nella “Fiducia Supplicans” [qui], ha portato a una diffusa confusione tra i fedeli.

Non mi piacciono le liturgie 'attraenti'

Nella nostra traduzione da Substack.com
Non mi piacciono le liturgie 'attraenti'
La filosofia della dolcezza, con l'aiuto della Dott.ssa Sianne Ngai
Robert Keim, 26 aprile

Ultimamente abbiamo esplorato argomenti legati direttamente o indirettamente al culto religioso pubblico: la vera natura di una festa, la storia delle festività cristiane qui i banchetti nella liturgia medievale qui e le campane come strumenti liturgici qui nell'Antica e nella Nuova Alleanza. Tutte queste discussioni indicano, in un modo o nell'altro, una qualità fondamentale della liturgia, così come è stata intesa e praticata per secoli nella Chiesa occidentale e orientale. Questa qualità si rifà a concetti come bellezza, solennità, formalità, trascendenza, sublimità, ma non è equivalente a nessuno di questi. Esiste una singola parola con cui possiamo esprimere la qualità che ho in mente? Credo di sì, anche se dobbiamo accettare che sia imperfetta per il suo scopo e dobbiamo anche tenere vivi nella nostra mente i suoi vari significati. La parola è "grande". Gli atti liturgici della Chiesa erano, nel senso migliore del termine, grandi.