Richiamo l'attenzione sul fatto che nella prima parte del testo che segue è messo in risalto il Sacrificio — da cui scaturisce la redenzione — e nella seconda, oltre a ulteriori dettagli sul Sacrificio, vengono evidenziati la lode e il ringraziamento nonché il banchetto escatologico che riguarda la risurrezione e dunque la rigenerazione e la vita di fede. La riflessione, così minuziosa nei suoi dettagli, mette in luce come davvero i due riti, l'antico e il riformato, esprimano teologia ed ecclesiologia diverse: lo stesso Roche dixit (qui - qui). Il problema è che i sacerdoti di oggi, formati nel post-concilio (compreso il papa regnante), non hanno conosciuto questi tesori della nostra fede e non ne vedono la pedagogica e mistagogica sostanza che i novatori hanno rinnegato, ma li rifiutano in blocco in chiave ideologica. Fanno provvidenzialmente eccezione quei sacerdoti che, invece li hanno provvidenzialmente conosciuti e assimilati e oggi garantiscono la vitalità del Rito nel quale il sacerdote parla con Dio e non con l'Assemblea.
Spiegata la Messa antiquior: Il canone romano et alia
Per chi non lo sapesse, quando il sacerdote inizia il Prefazio [vedi] nella Messa Tradizionale, non inizia solo un'altra preghiera, ma si entra in un momento molto preciso e antico della liturgia che esiste fin dai primi secoli della Chiesa. Il Prefazio è la parte della Messa dove il sacerdote rende grazie a Dio Padre e si unisce esplicitamente al culto della Chiesa in terra e a quello del cielo. Questo non è un linguaggio poetico inventato più tardi. Il testo effettivo del Prefazio afferma che siamo uniti ad Angeli, Arcangeli, Troni, Dominazioni e l'intera schiera celeste mentre cantiamo il Sanctus. Secondo l'insegnamento cattolico, la Messa è una reale partecipazione alla liturgia celeste descritta nella Scrittura, specialmente nel Libro dell'Apocalisse, dove angeli e santi sono continuamente in adorazione davanti al trono di Dio. La Chiesa insegna che questo culto celeste è veramente presente ad ogni Messa valida, anche anche se è invisibile ai nostri sensi. Ecco perché il Sanctus segue immediatamente il Prefazio [vedi]. Le parole "Sanctus, Sanctus, Sanctus" provengono direttamente da Isaia 6 e Apocalisse 4, dove gli angeli acclamano davanti a Dio. Nella Messa tradizionale, durante il Sanctus vengono suonati campanelli per avvertire i fedeli che la parte più sacra della Messa sta per iniziare, preparando tutti al Canone e alla Consacrazione.









