Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

giovedì 26 febbraio 2026

Hannah Arendt e le origini del totalitarismo

Di grande attualità. Qui l'indice degli articoli sulla realtà distopica.

Hannah Arendt e le origini del totalitarismo

Ci aveva avvertiti già settant’anni fa: il vero pericolo non è far credere alle persone delle menzogne. È farle rinunciare del tutto alla verità.

Hannah Arendt era una filosofa politica, nata in Germania. Sopravvisse all’ascesa del nazismo, fuggì dall’Europa e dedicò il resto della sua vita a una domanda spaventosa: come può una società “civile” precipitare in un incubo totalitario? Nel 1951 pubblicò Le origini del totalitarismo, un’opera che oggi suona ancora inquietantemente attuale.

Il papa andrà in Spagna. Ma qual è la sua preoccupazione?

In Spagna la fede sta morendo, ma qual è la preoccupazione del papa? L’avanzata della “destra” (che difende la vita, la fede e i confini).

Il papa andrà in Spagna. Ma qual è la sua preoccupazione?

In Spagna la pratica religiosa è in costante diminuzione e il secolarismo avanza a grandi passi, ma incontrando i vescovi spagnoli Leone XIV ha espresso un’altra preoccupazione: l’avanzata dell’ideologia “di estrema destra” e il tentativo dei “movimenti estremisti” di “conquistare il voto cattolico”.

C’è una particolare retorica clericale che si riconosce a un miglio di distanza. È quella di chi osserva una casa in fiamme ma decide che l’emergenza riguarda le abitudini di voto dei vicini.

don Jaime Mercant Simó: «Nulla la scomunica a Mons. Lefebvre. Consacrazioni 2026? Né scisma, né peccato»

Don Jaime Mercant Simó non è “lefebvriano”, ma un sacerdote diocesano con diversi dottorati, docente del Centro di Studi Teologici e direttore della biblioteca della sua diocesi (Maiorca). La sua posizione è interessante in questo momento di dibattiti e controversie, le più disparate. Può anche essere utile consultare qui  una riflessione del Prof. Paolo Pasqualucci. 

Don Jaime Mercant Simó, sacerdote diocesano e docente del CETEM:
«Nulla la scomunica a Mons. Lefebvre.
Consacrazioni 2026? Né scisma, né peccato»

(domande e risposte in 23 punti)

QUESTIONI LEFEBVRIANE

Diversi miei lettori mi hanno chiesto informazioni sulle prossime consacrazioni episcopali della Fraternità Sacerdotale San Pio X. Ecco la mia posizione, espressa in forma pedagogica mediante domande e risposte:

I lefebvriani peccheranno mortalmente con queste consacrazioni episcopali?
— No, assolutamente no.

Non si tratta di un atto scismatico?
— No, formalmente non lo è.

Perché formalmente non lo è?
— Perché, affinché si produca uno «scisma perfetto», è necessario che esista una chiara intenzione di compiere un atto scismatico e di costituire, con i nuovi vescovi, una giurisdizione gerarchica parallela a quella esistente nella Chiesa cattolica romana. Ora, in questo caso, non si verificherà né l’una né l’altra cosa.

mercoledì 25 febbraio 2026

Il mito delle "Semplici" origini della Messa

Inserisco questo testo ed altri analoghi tra quelli della recente raccolta sulla "Liturgia ai tempi di Leone" qui. In fondo sono tutte queste ricchezze della Tradizione — oggi così disprezzata perché misconosciuta o vista in chiave ideologica — che forse la formazione post-conciliare impedisce di conoscere ad un papa moderno a sessant'anni dal Concilio. Ci vorrebbe l'autorevolezza di un pastore secondo il Cuore di Cristo che gliele facesse conoscere: la verità con carità...

Il mito delle "Semplici" origini della Messa

La narrazione moderna prevalente, condivisa sia dai riformatori protestanti che dagli "esperti" liturgici moderni suggerisce che la Chiesa antica celebrasse un semplice pasto domestico caratterizzato da preghiera "spontanea" e da mancanza di formalità rituale. Questa teoria ipotizza che la "pompa", la "struttura gerarchica" e il "linguaggio sacrificale" del rito romano furono in seguito corruzioni che soffocarono la semplicità originale del Vangelo. Tuttavia, le Costituzioni Apostoliche (Constitutiones Apostolorum), un resoconto monumentale del IV secolo che codificava tradizioni orali e rituali molto più antiche, forniscono un devastante smascheramento di questa narrazione. Ciò rivela che più indietro ci si spinge nella storia cristiana, più si trova una liturgia inequivocabilmente sacrificale, gerarchica e orientata verso Dio.

Le Costituzioni Apostoliche (in particolare il Libro VIII) descrivono la "Liturgia Clementina", che la Chiesa antica accettava come una trasmissione fedele del culto tramandato dagli stessi Apostoli. Piuttosto che un pasto occasionale, la liturgia presentata è un rituale di culto altamente tecnico. Si inizia non con un saluto, ma con un rituale rigido di esclusione. I "Catecumeni", gli "ascoltatori" e i "miscredenti" hanno l'ordine di andarsene e le porte sono chiuse. Questo crea un "confine sacro" che rispecchia la Corte dei Gentili nel Secondo Tempio. Per i primi cristiani, l'Eucaristia non era un evento pubblico della comunità, ma un "Sacrificio tremendo e immortale" eseguito all'interno del "Santo dei Santi". " Questa "separazione" strutturale è il fondamento stesso dell'architettura apostolica che il protestantesimo tentò di smontare a favore di un raduno "trasparente" e "comune".

Santo Battesimo: la Porta del Regno dei Cieli

Santo Battesimo: la Porta del Regno dei Cieli
Il sacramento della rinascita e la ricreazione dell'uomo
Robert Lazu Kmita, 24 febbraio

Nell'immagine: Pietro Perugino (1448–1523), Il Battesimo di Cristo

Fin dai primi tempi del mondo prima di Cristo, Dio cominciò a disseminare nella storia del popolo ebraico segni profetici di ciò che sarebbe accaduto. Senza eccezioni, i Santi Padri e Dottori della Chiesa hanno rivelato le prefigurazioni del battesimo nell'Antico Testamento, che hanno tutte trovato il loro compimento dopo l'Incarnazione di Gesù Cristo: la creazione del mondo, quando lo Spirito di Dio aleggiava sulle acque; l'arca di Noè che attraversa le acque del diluvio; il passaggio del popolo d'Israele attraverso il Mar Rosso.

martedì 24 febbraio 2026

Il vescovo Schneider si appella a Papa Leone XIV affinché costruisca un ponte tra Roma e la FSSPX

Nella nostra traduzione, l'articolo di oggi di Diane Montagna su Substack. Vescovo Schneider: “Sarebbe una tragedia se la FSSPX venisse completamente tagliata fuori e la responsabilità ricadrebbe principalmente sulla Santa Sede”.

Il vescovo Schneider si appella a Papa Leone XIV
affinché costruisca un ponte tra Roma e la FSSPX


Il vescovo Athanasius Schneider ha rivolto oggi un appello a Papa Leone XIV in seguito all'annuncio della Fraternità San Pio X (FSSPX) che procederà con le consacrazioni episcopali, nonostante gli avvertimenti del Vaticano secondo cui ciò "costituirebbe una rottura decisiva della comunione ecclesiale (scisma)".

Intitolato Appello fraterno a Papa Leone XIV affinché costruisca un ponte con la Fraternità sacerdotale di San Pio X e pubblicato in esclusiva qui di seguito, il vescovo ausiliare di Astana invita alla generosità pastorale e all'unità ecclesiale in un momento che definisce decisivo per il futuro rapporto tra la Santa Sede e la Fraternità San Pio X.

In Illo Tempore: I Domenica di Quaresima

Nella nostra traduzione da OnePeterFive la consueta meditazione di P. John Zuhlsdorf che ogni settimana ci consente di approfondire i tesori di grazia ricevuti nella domenica precedente qui.

In Illo Tempore: I Domenica di Quaresima

I sacri Quaranta Giorni si aprono nella Cattedrale di Roma, l’Arcibasilica Papale del Santissimo Salvatore e dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista in Laterano, “Madre e Capo di tutte le chiese della Città e del mondo”. La Stazione romana àncora la nostra Quaresima a un luogo concreto, come fa da più di un millennio. Un tempo, nei giorni feriali di questa stagione i fedeli si radunavano in una vicina ecclesia collecta e procedevano in processione, con le litanie, verso la statio dove veniva offerto il Sacrificio. La domenica a Roma non vi era collecta, poiché non era giorno di digiuno. Il Laterano, cattedrale del Vescovo di Roma, si erge quale soglia e misura del nostro ingresso. Passiamo dal narthex del Mercoledì delle Ceneri attraverso il sabato fino al corpo della Chiesa in questa prima domenica. La parola narthex, tratta dal greco che indica il flagello, evoca quello spazio dove un tempo sostavano i catecumeni e i penitenti. Entriamo nella solenne anabasi della Quaresima con il ricordo che la Chiesa ci purifica mediante un’osservanza annuale.

Lettera di Quaresima alla diocesi di Gerusalemme

Lettera di Quaresima alla diocesi di Gerusalemme
S.B. Cardinale Pierbattista Pizzaballa,
Patriarca latino di Gerusalemme:


Carissimi fratelli e sorelle in Cristo,
Con l’inizio della santa Quaresima, la Chiesa ci invita a intraprendere un cammino comune di preghiera, penitenza e conversione, un cammino che ci condurrà al cuore pulsante della nostra fede: la solennità della Pasqua.
Questo tempo di grazia che ci è donato è un’opportunità preziosa per purificare il nostro cuore, rinnovare la nostra fede e riorientare la nostra vita verso Dio. Non è solo un tempo di privazioni, ma una chiamata a ritrovare il vero senso della nostra esistenza, a tornare a quel primo amore che ci ha abbracciato nel battesimo.

Nella nostra diocesi, e in particolare a Gerusalemme, città che custodisce la memoria vivente della Passione, Morte e Risurrezione di nostro Signore Gesù Cristo, questo itinerario spirituale acquista un significato unico e profondamente commovente. In Terra Santa, dove il Verbo si è fatto carne e ha dimorato tra noi, siamo chiamati a ripercorrere con particolare intensità le orme del Salvatore, per entrare più pienamente nel mistero del suo amore redentore e per rispondere al suo invito di camminare dietro di Lui.

lunedì 23 febbraio 2026

Spiegata la Messa antiquior: Il canone romano et alia

Richiamo l'attenzione sul fatto che nella prima parte del testo che segue è messo in risalto il Sacrificio — da cui scaturisce la redenzione — e nella seconda, oltre a ulteriori dettagli sul Sacrificio, vengono evidenziati la lode e il ringraziamento nonché il banchetto escatologico che riguarda la risurrezione e dunque la rigenerazione e la vita di fede. La riflessione, così minuziosa nei suoi dettagli, mette in luce come davvero i due riti, l'antico e il riformato, esprimano teologia ed ecclesiologia diverse: lo stesso Roche dixit (qui - qui). Il problema è che i sacerdoti di oggi, formati nel post-concilio (compreso il papa regnante), non hanno conosciuto questi tesori della nostra fede e non ne vedono la pedagogica e mistagogica sostanza che i novatori hanno rinnegato, ma li rifiutano in blocco in chiave ideologica. Fanno provvidenzialmente eccezione quei sacerdoti che, invece li hanno provvidenzialmente conosciuti e assimilati e oggi garantiscono la vitalità del Rito nel quale il sacerdote parla con Dio e non con l'Assemblea.

Spiegata la Messa antiquior: Il canone romano et alia

Per chi non lo sapesse, quando il sacerdote inizia il Prefazio [vedi] nella Messa Tradizionale, non inizia solo un'altra preghiera, ma si entra in un momento molto preciso e antico della liturgia che esiste fin dai primi secoli della Chiesa. Il Prefazio è la parte della Messa dove il sacerdote rende grazie a Dio Padre e si unisce esplicitamente al culto della Chiesa in terra e a quello del cielo. Questo non è un linguaggio poetico inventato più tardi. Il testo effettivo del Prefazio afferma che siamo uniti ad Angeli, Arcangeli, Troni, Dominazioni e l'intera schiera celeste mentre cantiamo il Sanctus. Secondo l'insegnamento cattolico, la Messa è una reale partecipazione alla liturgia celeste descritta nella Scrittura, specialmente nel Libro dell'Apocalisse, dove angeli e santi sono continuamente in adorazione davanti al trono di Dio. La Chiesa insegna che questo culto celeste è veramente presente ad ogni Messa valida, anche anche se è invisibile ai nostri sensi. Ecco perché il Sanctus segue immediatamente il Prefazio [vedi]. Le parole "Sanctus, Sanctus, Sanctus" provengono direttamente da Isaia 6 e Apocalisse 4, dove gli angeli acclamano davanti a Dio. Nella Messa tradizionale, durante il Sanctus vengono suonati campanelli per avvertire i fedeli che la parte più sacra della Messa sta per iniziare, preparando tutti al Canone e alla Consacrazione.

Vescovo Schneider: i testi del Vaticano II possono essere modificati.

Nella nostra traduzione da LifeSiteNews. La recente affermazione del capo della dottrina vaticana, secondo cui i testi del Vaticano II non possono essere corretti, è stata fondamentale nella decisione della FSSPX di procedere con le consacrazioni episcopali senza l'approvazione della Santa Sede. Fanno testo le non nuove affermazioni di mons. Schneider [vedi]. 

Vescovo Schneider: i testi del Vaticano II possono essere modificati.

Il vescovo Athanasius Schneider ha dichiarato che l'affermazione del cardinale Víctor Manuel Fernández secondo cui i testi del Vaticano II non possono essere modificati(1) è "completamente sbagliata".

Schneider, vescovo ausiliare di Astana, Kazakistan, ha affrontato la recente affermazione di Fernández, che si è rivelata fondamentale nella decisione della Fraternità San Pio X ( FSSPX) di procedere con le consacrazioni episcopali, in un'intervista con il dott. Robert Moynihan, fondatore e direttore della rivista Inside the Vatican.