martedì 15 gennaio 2019

Romano Amerio (Lugano, 17 gennaio 1905 – Lugano, 16 gennaio 1997)

Un Requiem per il grande Romano Amerio
l'indimenticabile autore di 


La sua tomba si trova nel cimitero di Lugano (Svizzera) 

La Chiesa e la sessualità: un'intervista al cardinale Brandmüller

Il card. Walter Brandmüller  è un ex presidente del Pontificio Comitato per le scienze storiche, nonché uno dei quattro cardinali che hanno firmato i cinque dubia con i quali hanno chiesto al Papa chiarimenti sugli insegnamenti morali contenuti nell’esortazione apostolica Amoris Laetitia. Nella nostra traduzione da Catholic News Agency l'approfondimento del pensiero del cardinale, che replica alle critiche rivoltegli in seguito ad una precedente intervista da lui rilasciata all’agenzia di stampa tedesca DPA.

Il card. Walter Brandmüller la scorsa settimana ha suscitato scalpore concedendo una intervista all’agenzia di stampa tedesca DPA nella quale  si è espresso dei pensieri sulla crisi della Chiesa e della piaga degli abusi sessuali affermando che il dibattito sugli abusi sessuali del clero “dimentica o mette a tacere il fatto che l’80% dei casi di violenza sessuale nella Chiesa ha colpito giovani maschi non bambini” e che un collegamento tra omosessualità e abuso sessuale è stato “statisticamente dimostrato”. Inoltre ha dichiarato che "solo un esiguo numero" di preti ha commesso abusi sessuali e che è "ipocrita" concentrarsi solo sulla crisi degli abusi sessuali nella Chiesa poiché "ciò che è accaduto nella Chiesa non è nient'altro che ciò che sta accadendo nella società nel suo complesso".
L’intervista ha suscitato alcune critiche, come quella di Ulf Poschardt, redattore del quotidiano Die Welt, che lo ha accusato di “diffamare gli omosessuali”.

Lettera dell’arcivescovo Carlo Maria Viganò al cardinale Theodore McCarrick

Riprendiamo da Corrispondenza romana.

Pubblichiamo oggi un quarto documento [precedenti qui - quiqui] di S. E. Mons. Carlo Maria Viganò che porta la data di Domenica 13 gennaio, festa del Battesimo del Signore e di sant’Ilario di Poitiers, l’indomito vescovo francese che, insieme a sant’Atanasio, mantenne viva la fede durante l’eresia ariana del IV secolo. Il documento è una lettera aperta al card. McCarrick per esortarlo al pentimento.

Caro Arcivescovo McCarrick,
Come è stato riferito da notizie dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, le accuse contro di lei per crimini contro minori e per abusi contro seminaristi saranno esaminate e giudicate molto presto con procedura amministrativa.
Qualsiasi sia la decisione presa dall’autorità suprema della Chiesa, quello che davvero importa e che ha addolorato quelli che le vogliono bene e pregano per lei, è il fatto che durante questi mesi lei non abbia mai dato alcun segno di pentimento.  Io sono tra quelli che pregano per la sua conversione, perché lei si penta e chieda perdono alle vittime e alla Chiesa.

lunedì 14 gennaio 2019

Papa Francesco, la doppia mossa per cancellare Benedetto XVI: retroscena inquietante, caos in Vaticano

La tesi è di quelle pesantissime, così come lo sono gli indizi: Papa Francesco avrebbe un piano per cancellare l'eredità e i discepoli di Benedetto XVI. Operazione che agita il Vaticano, che non a caso in gran parte è schierato contro il Pontefice. La tesi viene avanzata da Riccardo Cascioli su Il Giornale. "Questione di giorni e altri due importanti fili che tengono legato Papa Francesco al suo predecessore saranno tagliati - si legge nell'articolo -: voci sempre più insistenti danno infatti per certa la soppressione della Prefettura della Casa Pontificia, il cui titolare è monsignor Georg Gänswein, che è anche segretario personale di Benedetto XVI: e la fine della Commissione Ecclesia Dei [qui - quiqui], istituita nel 1988 per il dialogo con la Fraternità sacerdotale San Pio X (i lefebvriani), ma oggi punto di riferimento soprattutto per l' applicazione del Summorum Pontificum, il Motu proprio di Benedetto XVI che liberalizzava la messa in latino secondo il rito antico".
Si tratta di due decisioni dal pesantissimo valore simbolico, dopo anche la cacciata di Raymond Burke, il cardinale che Joseph Ratzinger aveva chiamato a Roma nel 2008 come prefetto della Segnatura apostolica. Nel novembre 2014 fu rimosso da Papa Francesco, che già un anno prima lo aveva sostituito alla Congregazione dei Vescovi. Stesso destino per il cardinale Gerhard Muller. Ora si arriva all'ultimo tassello, monsignor Gänswein, un personaggio scomodo per Francesco. Dunque, la soppressione della Prefettura della Casa Pontificia - con lo spostamento del compito degli appuntamenti e delle udienze del Papa a una sezione della Segreteria di Stato - permetterebbe al Pontefice di liberarsi di Gänswein, giustificando l'operazione con la necessità di riformare la curia.
Per quel che riguarda la chiusura della Commissione Ecclesia Dei, di cui si parla da tempo, gli effetti sarebbero dirompenti: di fatto si darebbe molta più forza a chi vorrebbe cancellare il Summorum Pontificum, la messa in "forma straordinaria" sulla quale si espresse nel 2007 Benedetto XVI, chiarendo che si trattava della "forma straordinaria" dell'unico rito romano, la cui "forma ordinaria" è quella prevista dal messale promulgato nel 1969. Un'altra picconata all'eredità di Ratzinger, che Francesco sembra davvero voler cancellare. [Fonte]

La Rivoluzione e la Dottrina sociale della Chiesa - Silvio Brachetta

Il concetto di «rivoluzione», com’è noto, è moderno e nasce in ambito astronomico. Con il sostantivo latino «revolutio», Copernico intendeva indicare l’orbita, cioè il giro completo di un pianeta attorno alla propria stella[1]. Per via del fatto, inoltre, che il ciclo orbitale prevede due punti opposti di transito del pianeta attorno al centro e il ritorno finale del corpo celeste nella medesima posizione d’origine, il vocabolo «rivoluzione» è un sinonimo tanto di «ritorno», quanto di «rivolgimento» (o «rovesciamento»). Nei secoli successivi la «rivoluzione» scivola, dall’astronomico, nell’ambito politico-sociale e indica il processo violento della sollevazione popolare, che distrugge il vecchio ordine e ne instaura uno nuovo. In questo senso si parla anche di «sommossa», «sovversione» o «rivolta».
In generale – e proprio a motivo della Dottrina sociale – la Chiesa ha sempre osteggiato la prassi sovversiva e le suggestioni rivoluzionarie. I motivi sono molteplici ed evidenti: la Rivelazione non sconvolge l’ordine delle cose; Gesù non viene per abolire la Legge, ma per darle compimento[2]; il paradiso sociale in terra è irrealizzabile.

domenica 13 gennaio 2019

Diletto dell'anima mia - don Elia

Surge, illuminare, Ierusalem, quia venit lumen tuum, et gloria Domini super te orta est (Is 60, 1).

«Àlzati, illùminati, Gerusalemme, poiché è venuta la tua luce e la gloria del Signore è sorta sopra di te». La tragedia del popolo ebraico – ma anche la sua soluzione – è tutta in questo versetto: la sua luce è venuta duemila anni fa e la gloria del Signore si è manifestata su di esso, ma, eccetto quella parte di Israele che la riconobbe e accolse quindi la chiamata divina a risorgere mediante la fede in Cristo, ottenendo così ciò che Dio gli aveva promesso, la maggioranza seguì i suoi capi nel rifiuto del Messia e nel rinnegamento della fede, designato in latino con il termine perfidia (che non ha, evidentemente, lo stesso significato che in italiano). Da allora il popolo eletto, depositario della prima alleanza e rivelazione, pazientemente educato da Adonai nel corso di due millenni, dotato di una religiosità viscerale che intride ogni aspetto e momento della vita, si è privato dell’unione con il suo Dio, della quale conserva tuttavia un’inestinguibile nostalgia, alternantesi – come spesso accade nell’animo di chi per sua colpa ha perso l’oggetto del suo amore – a un’irriducibile antagonismo che lo spinge continuamente a sfidare Lui e a detestare quanti invece Lo possiedono.

sabato 12 gennaio 2019

Crisi della Chiesa - P. Pasqualucci: Pieno e incondizionato sostegno a mons. Carlo Maria Viganò - Adesione totale all'Appello 'Osi, Monsignore!' del prof. Roberto De Mattei.

Crisi della Chiesa – P. Pasqualucci: Pieno  e incondizionato sostegno alla denuncia e alla battaglia di mons. Carlo Maria Viganò --- Adesione totale all’AppelloOsi, Monsignore!’ del prof. Roberto De Mattei.

Non sono state molte, finora, le prese di posizione a favore della drammatica e perfettamente documentata denuncia, provocata dall’esplodere dello scandalo McCarrick, dell’arcivescovo Carlo Maria Viganò, il 22 agosto 2018:  un vero e proprio atto d’accusa contro Papa Francesco e alcuni cardinali. Egli si fece coraggiosamente interprete del grido di dolore delle anime per l’inettitudine e latitanza dimostrata finora da Papa Francesco di fronte alle “reti omosessuali” da tempo penetrate nella Gerarchia, “ormai diffuse in molte diocesi, seminari, ordini religiosi, ecc.”; le quali “agiscono coperte dal segreto e dalla menzogna con la potenza dei tentacoli di una piovra e stritolano vittime innocenti, vocazioni sacerdotali e stanno strangolando l’intera Chiesa”[1]. Queste “reti”, aggiungo, sono, a quanto mostrano le cronache, in particolare negli Stati Uniti, diffuse anche nella componente femminile della Gerarchia ecclesiastica.

venerdì 11 gennaio 2019

Il muro dell'idiozia - Marcello Veneziani

La parola d’ordine del Cretino Planetario per farsi riconoscere e ammirare è: vogliamo ponti, non muri. Appena pronuncia la frase, il Cretino Planetario s’illumina d’incenso, crede di aver detto la Verità Suprema dell’Umanità, e un sorriso da ebete trionfale si affaccia sul suo volto. Non c’è predica, non c’è discorso istituzionale, non c’è articolo, pistolotto o messaggio pubblico, non c’è concerto musicale, film o spettacolo teatrale che non sia preceduto, seguito o farcito da questa frase obbligata. L’imbecille globale si sente con la coscienza a posto, e con un senso di superiorità morale solo pronunciando quella frase. Il cretino planetario diverge solo nella pronuncia, a seconda se è un fesso napoletano, un bobo sudamericano o un lumpa siculo. In Lombardia c’è un’espressione precisa per indicare chi si disponeva ai confini per mettersi al servizio dei nuovi arrivati, dietro ricompensa: bauscia.
Il cretino planetario ripete sempre la stessa frase, sia che parli di migranti che di ogni altra categoria protetta. Lui è accogliente, come gli prescrivono ogni giorno i testimonial del No-Muro, il Papa, Mattarella e Fico che ogni giorno guadagna posizioni nel Minchiometro nazionale, l’hit parete dedicata a chi sbatte la testa contro il muro.

Venerdì 11 gennaio - La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla Preghiera di Riparazione secondo le modalità, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che trovate qui.

Rimaniamo fedeli al nostro impegno nella preghiera di riparazione e continuiamo a pregare perché sia sventata l'introduzione della cosiddetta Messa ecumenica, che vanifica il Santo Sacrificio. Per non parlare dei cambiamenti di paradigma che usano il funambolismo linguistico per condurre verso rivoluzionari orizzonti inesplorati fuori dalla Via maestra.
Preghiamo anche per come viene contristato il Signore nel nostro Paese e nel degrado ingravescente che lo attanaglia e per tutti i problemi in attesa di soluzione in un agone politico esasperato e attraversato da molte dinamiche contrapposte.
Invochiamo Cristo Signore che ci ha ammonito che “ senza di Lui non possiamo fare nulla ” (cfr. Gv 15, 5) e chiediamo l'intercessione della Vergine, Madre Sua e nostra, perché voglia stornare tutti i pericoli, i mali e le insidie in tutti gli ambiti del vivere civile e religioso dove Lui possa tornare a regnare. Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga quelli che si espongono con parresìa.

Riflessione settimanale:
Dai «500 Capitoli»
di san Massimo il Confessore, abate
(Centuria 1,8-13; PG 90,1182-1186)

giovedì 10 gennaio 2019

Non ci sono più parole...

Nell'immagine a lato il logo per la prossima visita di Bergoglio in Marocco, dal 30 al 31 marzo prossimi.
Vi è rappresentata una croce stilizzata formata da due grosse sciabole islamiche all'interno di una mezza luna rossa: evidenti simboli di sottomissione all'Islam e delle malsane aperture di cui Bergoglio si fa portatore, portando dritti al blasfemo progetto di sottomissione per abituarci all'unica Religione Mondiale, che lui e altre forze oscure stanno pericolosamente mettendo in atto...
L’immagine riprende i colori dei due Paesi: verde e rosso per il Marocco, giallo e bianco (lo sfondo) per il Vaticano. Sotto il nome del vescovo vestito di bianco è riportato il motto della visita: “Servitore di Speranza” e il nome del Marocco scritti in arabo per onorare il Paese che lo accoglie.
Dal Vaticano sottolineano che "sarà un’importante opportunità per sviluppare il dialogo interreligioso e la reciproca conoscenza fra cristiani e musulmani".
Il sito Vatican News, poi, riporta una frase infelicissima, in cui si fa un parallelo - del tutto falso - tra il "dialogo" attuale e il "dialogo col sultano", in cui San Francesco non "dialogò" affatto, bensì cercò di convertire gli arabi lanciando anche una sfida (non accettata... vedi nel blog):
"[...] Insieme al viaggio che poi avrà anche dal 3 al 5 febbraio negli Emirati Arabi Uniti [qui], parlando al Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede oggi Papa Francesco ha detto che “si tratterà di due importanti opportunità per sviluppare ulteriormente il dialogo interreligioso e la reciproca conoscenza fra i fedeli di entrambe le religioni, nell’ottavo centenario dello storico incontro tra san Francesco d’Assisi e il sultano al-Malik al-Kāmil”.[...]"