giovedì 22 aprile 2021

Dante universale non globalista

Intervista a Marcello Veneziani su Dante per la rivista Il Timone.
Veneziani, lei sostiene che l’Italia non fu fondata da un condottiero ma da un poeta, perché?

Prima di diventare uno stato o un regno unito l’Italia fu unificata dalla lingua e dalla cultura. L’unità letteraria precede di secoli la più recente, e controversa, unificazione politica, militare, dinastica. L’Italia, sostengo nel libro, è una nazione culturale, nata dall’arte, dalla letteratura. E prima che una nazione, l’Italia fu una civiltà, una koinè, derivata dall’Impero romano e dalla cristianità, dal diritto romano e dal cattolicesimo romano. Dante è il primo ad avere questa visione e pone le basi della lingua attraverso l’apologia e l’adozione del volgare illustre come lo definiva. Per questo davvero Dante può definirsi “nostro padre”, fondatore d’Italia oltreché della lingua italiana, precursore di quel fremito spirituale e civile che poi si ritrovò nei secoli e nell’espressione stessa di Risorgimento.

Hong Kong. Chi lotta per la libertà paga il prezzo del coraggio.

Nella nostra traduzione da UcaNews un articolo di P. Gianni Criveller, del Pontificio Istituto Missioni Estere, nonché decano degli studi e docente alla Scuola Internazionale Missionaria di Teologia del PIME a Milano, sulla vicenda dei testimoni per la libertà - alcuni cattolici - condannati ad Hong Kong per aver manifestato pacificamente. Qui indice articoli sulla questione Sino/Vaticana

Hong Kong, come l’abbiamo conosciuta, non esiste più. L'ho scritto da tempo, ma il 16 aprile è stato uno dei giorni più tristi, anche a livello emotivo personale, da quando la libertà è morta nell’ex colonia britannica il 1° luglio 2020.

Nove leader dell’opposizione democratica sono stati condannati dopo essere stati incriminati per assemblea illegale. Le rispettive sentenze variano, ma alcuni hanno avuto la sospensione della pena, compreso l’82enne Martin Lee, forse a causa della sua età avanzata. Alcuni cari amici sono stati imprigionati, tra cui Lee Cheuk-yan, Cyd Ho e Leung Kwok-hung. Anche il magnate cattolico dei media Jimmy Lai è stato imprigionato. Sono già in carcere i giovani Joshua Wong e Agnes Chow.

mercoledì 21 aprile 2021

21 aprile 2774 ab Urbe condita. Urbs Æterna.

La città delle chiese, delle rovine grandiose, della stratificazione di vestigia artistiche incomparabili; ma anche dei ristoranti, dei parchi, della cultura plurimillenaria. Nonostante la patina di inefficienza e corruzione rimane, nei secoli, Urbs Æterna.

Nessuna città vince o vincerà il destino di Roma. Gerusalemme e il suo popolo non sono più la città e il popolo di Dio: Roma è la nuova Sion, e romano è ogni popolo che vive di fede romana. Città più popolose e ampie ha il mondo e ne vanno superbe le genti; città sapienti ebbe la storia delle Nazioni; ma città di Dio, città della Sapienza incarnata, città di un magistero di verità e di santità, che tanto sublima l’uomo da elevarlo sull’ara fino al cielo, non è che Roma, eletta da Cristo «per lo loco santo, u’ siede il successor del maggior Piero» (Inf., II, 23-24).
Cardinale Eugenio Pacelli, Il sacro destino di Roma - Discorsi e Panegirici (1931-1938), XXXV, pp. 509-514)
* * *
Che n'è della romanitas?
Sulle meraviglie del Pantheon vedi qui - qui - qui.
Oggi, 21 Aprile, ricorre il Natale di Roma, fondata da Romolo, secondo la tradizione, nell'anno 753 a.C. Gli inglesi festeggiano il compleanno della regina Elisabetta II. Quando nacque c'era ancora l'impero britannico, occupante un quinto del globo terracqueo. Noi festeggiamo qualcosa di più importante, trattandosi della Città Eterna, come viene ancora chiamata. Esiste da 28 secoli circa.
Ma cosa è rimasto della "romanità" oggi? Niente, apparentemente. Né della Roma pagana né di quella cristiana. Abolendo il latino come lingua liturgica [qui] la Gerarchia cattolica attuale ha inflitto un vulnus micidiale agli studi classici, interrompendo in pratica il nesso tra pensiero classico e cristianesimo. Il cattolicesimo è diventato un coacervo di riti e chiese nazionali, in innumerevoli lingue e dialetti; un coacervo di "conferenze episcopali nazionali", caricature del parlamentarismo che ben conosciamo, con tutti i suoi difetti.
La "romanità" significava unità di comando e disciplina, senso del diritto e della "res publica", nell'unità del dogma (per la Chiesa) ma nel giusto rispetto delle autonomie locali. Unità in funzione di un'idea universale, prima di potenza terrena, aggressiva ma anche civilizzatrice, poi di potenza spirituale, di conversione delle anime a Cristo, per il Regno dei Cieli. 

Inno a Roma
Roma divina, a te sul Campidoglio
dove eterno verdeggia il sacro alloro,
a te, nostra fortezza e nostro orgoglio,
ascende il coro.

Salve, Dea Roma! Ti sfavilla in fronte
il sol che nasce sulla nuova Storia.
Fulgida in arme, all'ultimo orizzonte,
sta la Vittoria.

Sole che sorgi libero e giocondo,
sul Colle nostro i tuoi cavalli doma:
tu non vedrai nessuna cosa al mondo
maggior di Roma.
Per tutto il cielo è un volo di bandiere
e la pace del mondo oggi è latina.
Il tricolore canta sul cantiere,
su l'officina.

Madre di messi e di lanosi armenti;
d'opere schiette e di pensose scuole,
tornano alle tue case i reggimenti
e sorge il sole.

Sole che sorgi libero e giocondo...

(Fausto Salvatori - messo in musica
da Giacomo Puccini)

Bergoglio. Le parole e i fatti...

Senza commenti. C'è tutto nell'immagine. Qui il riferimento a p. Reese

Il Vescovo Athanasius Schneider risponde al Nuovo Movimento Pro-life

Il Vescovo Athanasius Schneider risponde alla lettera aperta del Nuovo Movimento Pro-life [qui].
Athanasius Schneider
Episcopus titularis Celerinensis et
Auxiliaris Sanctae Mariae in Astana

P.O.Box 622, 010010 Nur-Sultan, Kazakhstan
athanasius.schneider@gmx.net; Tel. 007-777-7016863

Nur-Sultan, 21 aprile 2021
Ai Presidenti Mirco Agerde, Gianfranco Amato, Antonio Brandi, Giorgio Celsi, Francesco Fontana, Giovanni Formicola, Massimo Viglione
Sia lodato Gesù Cristo! Stimati signori,
Al caos morale che sembra imporsi ormai nel mondo, alle derive transumaniste che vanno facendosi sempre più esplicite, alla cultura di morte che domina le legislazioni degli Stati contemporanei è necessario opporsi con forza, risolutamente, con l’integralità della verità e l’intransigenza della volontà nel bene.
Ecco la necessità d’un nuovo movimento pro-life, senza compromessi, senza complessi d’inferiorità innanzi al mondo, mai subalterno alle ideologie della modernità. Un movimento pro-life che affermi con coraggio e fermezza l’assoluta illiceità di qualunque attentato alla vita umana innocente dal concepimento alla morte naturale. Questo nuovo movimento pro-life non può tacere su quella mostruosa e globale struttura di peccato che grida vendetta al cospetto di Dio: l’utilizzo abituale da parte dell’industria farmaceutica, cosmetica e alimentare di cellule umane ricavate da embrioni e feti abortiti.
Lo sfruttamento, come riserva di materiale biologico, di embrioni e feti umani è un abominio cui ogni uomo ragionevole e di buona volontà dovrebbe opporsi denunciandone la natura perversa e diabolica.
Ringrazio di cuore Voi, stimati signori Mirco Agerde, Gianfranco Amato, Antonio Brandi, Giorgio Celsi, Francesco Fontana, Giovanni Formicola, Massimo Viglione per la Lettera aperta che avete voluto indirizzarmi. Ringrazio le realtà associative di cui siete guida: il Movimento Mariano Regina dell’Amore, l’Associazione Giuristi per la Vita, l’Associazione Pro Vita & Famiglia, l’Associazione Ora et labora in difesa della vita, l’Associazione Iustitia in Veritate, la Comunità Opzione Benedetto, la Confederazione dei Triarii. Vi ringrazio per l’impegno a costituire in Italia quel nuovo movimento pro-life di cui c’è assoluto bisogno. Ringrazio anche gli sottoscrittori della Lettera, medici, giuristi, uomini di cultura e di scienza.
Spero che questa vostra nobile e coraggiosa iniziativa in Italia possa ispirare iniziative simili in altri Paesi. Invoco la benedizione Divina su tutti coloro che appoggiano questa iniziativa.

Dichiarazione dell’Arcivescovo Carlo Maria Viganò a proposito della “Fifth International Vatican Conference”

Interventi precedenti e correlati qui.

Dichiarazione
dell’Arcivescovo Carlo Maria Viganò
A proposito della
“Fifth International Vatican Conference”

Dal 6 all’8 Maggio 2021 si terrà la quinta International Vatican Conference, dal titolo Exploring the Mind, Body & Soul. Unite to Prevent & Unite to Cure. A Global Health Care Initiative: How Innovation and Novel Delivery Systems Improve Human Health In che modo innovazione e nuovi sistemi di distribuzione migliorano la salute umana. L’evento è ospitato dal Pontificio Consiglio della cultura, dalla Cura Foundation, dalla Science and Faith Foundation e dalla Stem For Life [qui].

Dei partecipanti e dei temi trattati alla Conferenza ha dato notizia Michael Haynes su LifeSiteNews (qui), riportando tra gli altri i nomi del famigerato Anthony Fauci, i cui scandalosi conflitti di interesse non hanno impedito che si impadronisse della gestione della pandemia negli Stati Uniti; di Chelsea Clinton, seguace della Chiesa di Satana e convinta abortista; del guru New Age Deepak Chopra; di Dame Jane Goodall, ambientalista ed esperta di scimpanzè, dei CEO di Pfizer e Moderna, degli esponenti di Big Tech e tutto un repertorio di abortisti, malthusiani e globalisti noti al grande pubblico. La conferenza ha reclutato come moderatori cinque celebri giornalisti esclusivamente da organi di stampa di sinistra come CNN, MSNBC, CBS e Forbes.

martedì 20 aprile 2021

Saggio di Paolo Pasqualucci «Instrumentum diaboli» - Le eresie della “teologia india”

Ѐ uscito il saggio di Paolo Pasqualucci «Instrumentum diaboli» - Le eresie della “teologia india” nello “Instrumentum laboris” per l’Amazzonia gradito da papa Francesco, Ed. Solfanelli, pag.176, Euro 12. Potete trovarne una sintesi significativa da noi pubblicata qui successivamente sviluppata nel saggio. Richiamo anche l'indice dei numerosi articoli del funesto evento, apice di tutte le profanazioni.

Per procedere all'acquisto [qui]
Il Libro:
Il fine del presente lavoro è soprattutto quello di fornire ai fedeli ampi materiali per poter rendersi conto dell’abisso nel quale stiamo precipitando noi cattolici, vergognosamente traditi dai propri Pastori.
Il Sinodo dei Vescovi riunitosi nell’autunno 2019 per discutere di una nuova evangelizzazione per l’Amazzonia, sulla base di un elaborato Instrumentum laboris o “strumento di lavoro”, approvato praticamente in blocco dal Papa alcuni mesi dopo, ci viene a dire che dobbiamo ora venire istruiti nella “teologia india” e dare ampio spazio alle donne nella struttura gerarchica e di insegnamento della Chiesa ossia alla “teologia femminista” professata dalla gran maggioranza di loro.
Queste pseudo-teologie sono e restano per ovvie ragioni un oggetto misterioso per la stragrande maggioranza di tutti noi. Quest’ignoranza favorisce l’azione eversiva di Pastori che da troppo tempo ormai sono cattolici solo di nome, ci lascia senza difesa contro l’assalto dei nemici esterni e dei lupi travestiti da agnelli oggi pullulanti nella Gerarchia, a cominciare dai vertici.
L’esposizione analitica della “teologia india” da me fatta qui, ha necessariamente implicato un’esposizione realistica delle antiche religioni amerindie, culti satanici se mai ve ne furono, sulle quali i ‘teologi indi’ glissano alla grande, limitandosi ad elogiarle sobriamente in quanto culti della supposta “sapienza” degli antenati, da venerare per questa ragione.

Dodici anni di rito antico a Lecce. Il cammino della Messa Tridentina

Buone notizie da Mil. Laus Deo!
Sono passati dodici anni da quella Domenica in albis del 2009 quando, ad iniziativa di un piccolo gruppo di fedeli, ritornava a Lecce in forma pubblica la messa secondo il messale antico.
L’anno precedente era stata presentata all’arcivescovo Ruppi una richiesta e grazie alla disponibilità di mons. Giancarlo Polito, la prima messa fu celebrata in San Matteo da don Joseph Luzuy che negli anni successivi, con cadenza quasi mensile, veniva a Lecce per la celebrazione e per la direzione spirituale del gruppo. Cresceva così un legame forte tra i fedeli salentini e l’Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote (Icrss), di cui don Joseph è ora superiore per l’Italia, pur mantenendo il gruppo un costante e fecondo rapporto con il clero diocesano: dapprima mons. Giancarlo Polito, poi Padre Domenico Pulimeno ofm e infine, per tanti anni, mons. Angelo Renna hanno assicurato in San Matteo, in Santa Chiara e in San Francesco di Paola, la celebrazione della messa domenicale tridentina.

Εἰς τὰ ἴδια. Nella Riparazione del discepolo amato, il compimento della Corredenzione di Maria

Torniamo su una meditazione mariana di cui fare tesoro in questa temperie oscura. Precedenti qui
Richiamo l'attenzione sulla stupenda corrispondenza di amorosi sensi tra Maria e Giovanni in questa immagine tratta dalla Crocifissione di un anonimo del XII secolo presente nella Basilica di Santa Chiara in Assisi. 
Lo sguardo sereno di Maria e la posa composta di Giovanni posti sotto il costato grondante del Crocifisso dicono il reciproco affidamento e la costituzione della prima comunità. La donna con una mano sotto il mento ad indicare la sua operosa pensosità e con l’altra rivolta al Figlio, unico riferimento per tutti. Giovanni poi sembra ricevere direttamente dalla ferita di Gesù il colore del suo mantello che cinge in segno di servizio con la mano sinistra. Anche la sua destra indica Gesù, di cui era discepolo prediletto. Essere insieme prossimi e sereni ai piedi della croce è un invito. Guardarsi sorridenti pur nella tragicità dell’evento è una proclamazione di un principio e l’indicazione di uno stile. Anche di coloro che pur “non avendo visto crederanno”. [Fonte del bellissimo commento a corredo del particolare dell'immagine del Crocifisso che parlò a San Francesco della quale nel testo che segue è riportata la parte superiore] 

Εἰς τὰ ἴδια. Nella Riparazione del discepolo amato,
il compimento della Corredenzione di Maria

In questo tempo di gioia pasquale, seppur resa meno fervida dall’amarezza che i cattolici provano per l’ora presente che la Santa Chiesa sta vivendo, risalire il Golgotha e tornare ad immedesimarci nella Passione e Morte del nostro Salvatore ci potrebbe apparire fin troppo penoso. Ma è opportuno tornarvi, anche a cagione di questa nostra perdurante mestizia, così come facciamo ogni volta che uniamo il nostro personale sacrificio a quello dell’unica Vittima necessaria durante la celebrazione del Sacro Rito della Messa. Dovendo trattare, per quanto sinteticamente, della Riparazione operata in modo singolarissimo dal discepolo che Gesù amava, è impreteribile riandare a quel che avvenne ai piedi della Croce così come ce lo riporta l’unico evangelista che ne fu testimone oculare:
Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé (Gv 19,25-27).
Va innanzitutto segnalata la non perfetta aderenza di questa traduzione presentata nell’ultima edizione della Bibbia della Conferenza Episcopale Italiana, là dove omette di specificare l’articolo determinativo: γύναι, ἴδε ὁ υἱός σου (gýnai, ide ho hyós su), “donna, ecco il tuo figlio”[1]; ἴδε ἡ μήτηρ σου (ide hē mḕtēr su), “ecco la tua madre”. Così commenta questo passo evangelico un acuto esegeta quale fu Origene (†254): Gesù dice a sua madre: «Ecco il tuo figlio» (e non già: «Ecco, anche questo è tuo figlio») . Sant’Agostino (†430) è in verità più prudente: il maestro dei santi … provvide lasciando il discepolo quasi come un altro figlio che prendesse il suo posto[2]. Vedremo, tuttavia, che in questo caso l’audace esegesi dello scrittore cristiano avrà tracciato un solco più profondo, e perciò più fertile, di quello del grande Padre della Chiesa.

lunedì 19 aprile 2021

Per un nuovo Movimento per la Vita. Lettera aperta al Vescovo Athanasius Schneider in adesione al suo Appello

Testo della lettera aperta inviata a monsignor Athanasius Schneider in adesione al suo intervento del 19 febbraio scorso a difesa della vita, sempre e comunque, anche contro le medicine contaminate dall’aborto e l’abuso di parti del corpo del nascituro.

Ecc.za Ill.ma e Rev.ma
Mons. Athanasius Schneider
Vescovo titolare di Celerina
Vescovo Ausiliare di Maria Santissima in Astana

Eccellenza Rev.ma,
molti in tutto il mondo hanno letto l’intervento di V.E. del 19 febbraio 2021 – Unmasking COVID-19: Vaccines, Mandates, and Global Salute – con grande consolazione, riconoscendovi una voce di verità, rara e preziosa.
Anche in Italia, associazioni e gruppi impegnati in favore del diritto alla vita non sono rimasti indifferenti. Molti hanno trovato nell’appello di V.E. ad un «nuovo movimento per la vita», che combatta «in modo chiaro e inequivocabile, contro le medicine contaminate dall’aborto, contro l’abuso di parti del corpo del nascituro», un potente stimolo a ripensare l’azione, non abbandonando certo la meritoria battaglia sin qui condotta nei decenni, ma anzi portandola a coerente completezza nella nuova prospettiva d’una critica integrale relativa alla legittimità etica e giuridica dell’uso di cellule embrionali e fetali nell’ambito della sperimentazione e dell’industria farmaceutica, cosmetica (e affini).
Questa nostra vuole essere appunto una risposta di adesione al suo appello del 19 febbraio.