mercoledì 23 giugno 2021

Icona: sguardo di Dio sull'uomo, sguardo dell'uomo su Dio

Icona, dal greco εἰκών - eicòn = immagine, è il termine tecnico usato per indicare le immagini sacre nell'arte bizantina, in special modo quella russa, designando specificamente la pittura su tavola, a differenza di quella su muro.
Meditazione sull'icona
della Trinità di Rublëv
La funzione essenziale dell'icona, in continuità con il significato e il valore dei "segni" del mistero cristiano, è quella di portare agli occhi quello che la parola porta all'orecchio.

L'immagine è come una presenza che si propone al nostro sguardo, sia attraverso gli occhi materiali che attraverso "gli occhi del cuore", come una finestra aperta sul mistero per poter entrare in comunione con Cristo, con la Madre di Dio, con i Santi: una presenza che si fa accessibile per invitarci a realizzare nella nostra vita ciò che vediamo, dopo averlo rivissuto interiormente.

L'icona nasce e si diffonde a partire dal IV secolo, quando la Chiesa orientale era ancora unita alla Chiesa occidentale: le icone sono dunque patrimonio di tutta la cristianità.

La pittura delle icone non rappresenta solo una stupenda forma d'arte, ma è anche un modo di vivere con maggior intensità la propria fede e un aiuto per avvicinarsi alla Santità, entrando in contatto col soggetto dipinto (Cristo, la Vergine, i Santi). Le figure sono ritratte secondo i canoni di un antinaturalismo che nella teologia delle icone doveva servire a sottolineare la dimensione spirituale dei misteri, degli eventi e dei personaggi sacri. L'arte nell'icona è secondaria, marginale: ciò che è importante è Dio, il Mistero di Dio, che tramite quest'arte viene espresso.

martedì 22 giugno 2021

Parziale marcia indietro sull’ordinamento delle Celebrazioni Eucaristiche in San Pietro

Mesi dopo l'emanazione di una direttiva della Segreteria di Stato Vaticana [qui], la Santa Sede ha rilasciato una dichiarazione del nuovo cardinale Arciprete della Basilica. Da notare un accenno alla possibilità che sia rispettato il Moto Proprio Summorum Pontificum, visto che le celebrazioni del Rito antico (relegate nello spazio esiguo della Cappella Paolina e in un'orario improbabile) tornano nella Basilica, sia pure in maniera limitata: solo tra le 7 e le 9 del mattino e solo per "gruppi speciali". In ogni caso devono aver avuto effetto le dimostrazioni di sconcerto e di opposizione che hanno attraversato tutto l'orbe cattolico [tra cui qui - qui - qui ]

Nota della Basilica di San Pietro circa
l’ordinamento delle Celebrazioni Eucaristiche
22.06.2021

Avendo ricevuto dal Santo Padre il mandato di curare e animare la vita liturgica della Basilica di San Pietro, a partire dal comunicato della Segreteria di Stato del 12 marzo 2021 vorrei proporre alcune considerazioni che spero possano essere utili alla comprensione delle linee orientative tracciate e per scegliere come e quando vivere la celebrazione eucaristica nella prima fascia oraria del mattino. 
Il comunicato della Segreteria di Stato ha dato alcune disposizioni in merito alle celebrazioni delle Sante Messe nella Basilica di San Pietro, con l’intento di assicurare che esse “si svolgano in un clima di raccoglimento e decoro liturgico”. Le indicazioni fanno riferimento ad un preciso contesto, cioè all’organizzazione delle azioni liturgiche nella fascia oraria compresa tra le 7 e le 9 del mattino. In buona sostanza, sono ispirate da due principi:
  1. ordinare le celebrazioni sotto il profilo della scansione temporale e della loro qualità;
  2. accogliere e integrare particolari e legittimi desideri dei fedeli, nel limite del possibile.
Infatti, il contenuto degli enunciati proposti dalla Segreteria di Stato si può riassumere così:
  1. tra le 7 e le 9 i sacerdoti possono concelebrare ad una delle Messe d’orario nei luoghi stabiliti; l’animazione liturgica preveda l’ausilio di ministranti;
  2. sono ammesse eccezioni riguardo ai luoghi della celebrazione – in occasione della memoria di un Santo i cui resti sono custoditi in Basilica – e alla contemporaneità di alcune celebrazioni per gruppi di pellegrini o nella forma straordinaria del Rito Romano.
[...] salto tutta la chiacchierata abbastanza indigesta [qui

Città del Vaticano, 22 giugno 2021
Mauro Card. Gambetti
Arciprete della Basilica Papale di San Pietro

La Chiesa rivendica l'osservanza del Concordato

Sacrosanto rivendicare la libertà dai rischi di natura giudiziaria. Ma la funzione della Chiesa non è piuttosto quella di richiamare i principi spirituali dai quali discendono quelli morali sociali e antropologici? E la violazione del concordato andava denunciata anche nel momento in cui le autorità civili hanno sancito le restrizioni in tema di culto pubblico.

Il Vaticano ha chiesto formalmente al governo italiano di modificare il ddl Zan, ora in commissione Giustizia del Senato, poiché "viola il Concordato". A presentare la nota verbale all'ambasciata italiana è stato il monsignor Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati della Santa Sede. È la prima volta che la Chiesa interviene durante l'iter di approvazione di una legge, esercitando le facoltà previste nei Patti Lateranensi.

Mons. Viganò. NOTA a proposito di alcune dichiarazioni del Prof. Roberto De Mattei recentemente apparse su “Corrispondenza Romana”

Indice degli interventi precedenti e correlati.

NOTA

A proposito di alcune dichiarazioni
del Prof. Roberto De Mattei recentemente
apparse su “Corrispondenza Romana”


Se ho parlato male, dimostrami dov'è il male;
ma se ho parlato bene, perché mi percuoti
?
(Gv 18, 23)

Mi è stato segnalato l’articolo Caso Viganò: l’arcivescovo e il suo doppio, apparso ieri su Corrispondenza Romana [qui], anche in inglese, a firma del prof. Roberto de Mattei.

Non posso non esprimere il mio stupore per le affermazioni che un illustre intellettuale cattolico, salutato come paladino della Tradizione e che non ha risparmiato alla Gerarchia critiche anche severe ma sempre ponderate e giuste, ha ritenuto di dover formulare nei miei riguardi. In realtà sarebbe stato sufficiente consultarmi a voce o per lettera, per dissipare i suoi sospetti e sentirsi rassicurare sul fatto che tutti i miei scritti, le mie dichiarazioni e le interviste rilasciate sono frutto di una maturazione di convinzioni delle quali rivendico con fierezza la piena paternità.

Le eresie della «teologia india» e della «teologia femminista»

Nota previa con la quale Paolo Pasqualucci apre il saggio Instrumentum diaboli. Le eresie della “teologia india” nello “Instrumentum laboris” per l’Amazzonia, gradito da Papa Francesco, Solfanelli, 2021, pp. 5-7 – volume di 170 pagine, € 12,00, edizionisolfanelli@yahoo.it)

Lo scopo del presente contributo è soprattutto quello di fornire ai fedeli ampi materiali per poter rendersi conto dell’abisso nel quale stiamo precipitando noi cattolici, vergognosamente traditi dai propri Pastori. L’Assemblea speciale del Sinodo dei Vescovi riunitasi nell’autunno del 2019 per discutere di una nuova evangelizzazione per l’Amazzonia, sulla base di un elaborato Instrumentum laboris, o “strumento di lavoro”, di poi informalmente approvato, anche se sempre come “strumento di lavoro” da approfondire, dal Papa nel febbraio 2020 nell’Esortazione Apostolica Querida Amazonia, ci viene a dire che dobbiamo ora venire istruiti nella “teologia india” e dare ampio spazio alle donne nella struttura gerarchica e di insegnamento della Chiesa ossia alla “teologia femminista” professata dalla gran maggioranza di loro. Queste pseudo-teologie sono e restano per ovvie ragioni un oggetto misterioso per la stragrande maggioranza di tutti noi. Quest’ignoranza favorisce l’azione eversiva di Pastori che da troppo tempo sono cattolici solo di nome, ci lascia senza difesa contro l’assalto dei nemici esterni e dei lupi travestiti da agnelli oggi pullulanti nella Gerarchia, a cominciare dai vertici. L’esposizione analitica della “teologia india” da me qui fatta, ha necessariamente implicato un’esposizione realistica delle antiche religioni amerindie, culti satanici se mai ve ne furono, sulle quali i “teologi indi” glissano alla grande, limitandosi ad elogiarle sobriamente in quanto culti della supposta “sapienza” degli antenati, da venerare per questa ragione.
Ho anche richiamato l’attenzione sulla dottrina dei c.d. “semi del Verbo” da reperirsi nelle culture e nelle religioni non cristiane [vedi anche]. Questa dottrina è stata male intesa e applicata, dal Concilio Vaticano II in poi, per giustificare le aperture indiscriminate alle altre religioni, che hanno portato alla fine, come dimostrano anche le scandalose celebrazioni del culto idolatrico della Pachamama addirittura in S. Pietro nel 2019, ad una “inculturazione” del cattolicesimo ad esse, capovolgendo il senso originario della suddetta dottrina, abbozzata da alcuni Padri Greci per favorire le conversioni a Cristo.

lunedì 21 giugno 2021

Ma di quale oppressione ci parlano?

Ma di quale oppressione ci parlano?
Che la “causa” Lgbt sia stata ormai adottata dai grandi marchi e che ogni occasione per questi diventi quella giusta per sostenerla è un dato di fatto difficilmente contestabile. E se qualche azienda non ci sta è sufficiente la minaccia di boicottaggio che questa poi si accuccia obbediente come il miglior cane fedele.
Come accadde alla Barilla nel 2013 quando Guido Barilla alla domanda di Rai24 sul perché l’azienda non avesse ancora dato spazio agli omosessuali nei propri spot “osò” rispondere che il target di riferimento dell’azienda era la famiglia. «Non faremo pubblicità con omosessuali perché a noi piace la famiglia tradizionale. Se i gay non sono d’accordo, possono sempre mangiare la pasta di un’altra marca» fu la candida e sincera risposta di Guido. Non l’avesse mai detto, si scatenò l’ira arcobalenata #boicottabarilla accompagnata dal fior fiore del mondo progressista della politica e dello spettacolo, finché il “pentito” Guido non fece atto di sottomissione dall’allora presidente della Camera Laura Boldrini, dalla quale tutto partì. E così la Barilla iniziò un percorso di “redenzione”, che portò in poco tempo lo storico marchio a diventare modello da seguire, tanto da ottenere dalla “Human Right Campaign” (potente associazione Lgbt che ogni anno stila una graduatoria basata sulle politiche interne ed esterne aziendali in questo campo) un punteggio perfetto. Barilla promossa.

Rapporto Matić al Parlamento europeo. L’aborto un diritto umano, divieto ai pro life di dare informazioni e istruzioni, educazione sessuale compulsiva in salsa gender nelle scuole

La sessione plenaria del Parlamento europeo il 23 giugno prossimo discuterà il Rapporto Matic - dal nome del deputato croato Predrag Fred Matić che l'ha proposto - che rappresenta un perfetto e micidiale capovolgimento di tutto ciò che il diritto naturale e il buon senso dicono in materia di vita, famiglia e libertà educativa. L’aborto viene surrealmente presentato come un «diritto umano» mentre la difesa della vita del nascituro diviene «violenza di genere». Di fatto se contraccezione e aborto vengono proposti al posto della maternità siamo di fronte alla realtà ribaltata di segno apertamente infero... Tra l'altro il rapporto attacca gravemente i diritti fondamentali sanciti dalla Carta dell'UE e viola la sovranità dei singoli paesi. In sostanza:
  • Il Matic Report vorrebbe qualificare l'aborto come un "diritto umano", anche se non esiste un tale diritto, e promuovere l'aborto senza alcuna restrizione.
  • Chiede anche l'abolizione (quanto meno pratica) del diritto all'obiezione di coscienza del personale sanitario. L'obiettivo del rapporto Matic è di rendere in concreto impossibile per i sanitari pro-vita di opporsi all'uccisione di un essere umano con l'aborto. Un medico o una ostetrica che vi si rifiutasse, sarebbero i primi ad essere ingiustamente discriminati, dal momento che, secondo il rapporto, il rifiuto dell'aborto sarebbe equiparato al "rifiuto di cure mediche".
  • Promuove l'aborto e la contraccezione per le ragazze "indipendentemente dall'età" senza il consenso dei genitori. In pratica gli aspetti peggiori della nostra 194, riportati, applicati e moltiplicati a livello globale.
  • Esorta i paesi dell'UE a garantire l'indottrinamento LGTB e Gender dalla scuola primaria senza informare o richiedere il consenso dei genitori.
  • Raccomanda i cosiddetti interventi irreversibili di "cambio di sesso" anche per i minori, e predispone che siano pagati dai sistemi sanitari pubblici.
  • Interferisce con la giurisdizione esclusiva degli Stati membri sulla definizione e la gestione dei loro sistemi sanitari nazionali o delle loro scelte di politica sanitaria nazionale.

Ed ecco il 'cammino sinodale italiano'. La sinodalità è ormai irreversibile?

Scrive Andrea Sandri + commento di Riccardo Zenobi: "La CEI inaugura [su sollecitazione di Bergoglio1] il "cammino sinodale" italiano come cammino dal basso verso l'alto. È la vecchia superstizione del positivismo che crede che la verità sia prodotto di un metodo (e siccome esistono molti metodi la verità è relativa e transeunte), e l'oblivione dell'idea evangelica che la Chiesa viene dall'Alto: il Padre manda il Figlio, e Gesù Cristo manda Pietro e gli Apostoli. Il risultato disastroso del cammino sinodale tedesco evidentemente non è bastato. L'alto del metodo non è l'Alto della Chiesa e di Dio". "Che poi il loro "basso" è sempre il pubblico acattolico verso il quale bisogna fare bella figura a tutti i costi. I cattolici non hanno voce in capitolo nel clericalismo postconciliare".

Richiamo alcuni miei articoli che puntualizzano il tema e i problemi che vi sono connessi (sono anni che ne scrivo mentre mi interpellano in diretta):
  • Collegialità episcopale o episcopato subordinato? Le implicazioni nell'Amoris Laetitia [qui]
  • Le insidie della collegialità. Le due ecclesiologie [qui]
  • Consolidamento della sinodalità e del conciliarismo? Il C9 e la "decentralizzazione" della Chiesa [qui]
  • Conciliarità, Sinodalità. Come cambia la Chiesa? [qui]
Da questi scritti opportunamente aggiornati potrebbe scaturire un piccolo saggio. Avrei bisogno di un tempo sabbatico dal blog per poter elaborare questo e un paio d'altri...
______________________ 
1. La Chiesa italiana «deve incominciare un processo di Sinodo nazionale, comunità per comunità, diocesi per diocesi». L’indicazione era arrivata da papa Francesco a fine gennaio ricevendo i partecipanti all’incontro promosso dall’Ufficio catechistico della Cei. [qui]

Svezia: timido risveglio di fronte alla deriva transgender

Piccole crepe nella diga arcobalenosa. Precedenti quiqui - quiquiqui 
La Svezia sta cominciando a valutare il peso della deriva che rappresenta il transgender? Difficile dirlo senza sfumature. Eppure, l'ospedale più prestigioso del Paese, che è stato il primo a riconoscere il "diritto" del transgender, comincia a dubitare.
In un eccellente articolo intitolato "Transgender: all'origine di un delirio sociale", la rivista Valeurs Actuelles descrive la nascita e la progressione di questa ideologia, un cavallo di Troia della causa LGBT.

L'origine del fenomeno transgender
L'autore giustamente fa notare che la causa di tale negazione del reale "è da ricercarsi nell'ideologia. In questo caso il transessualismo è la forma più avanzata di dominio della mente sul corpo e in questo è attivamente promosso da chi ha una visione dell'uomo liberata dai vincoli biologici". In altre parole, il transumanesimo.

domenica 20 giugno 2021

Messe in tutta l'Irlanda sugli altari del tempo della persecuzione, per “il rinnovamento della fede”

Negli ultimi giorni è ripresa la tradizione di celebrare in 26 altari in pietra che punteggiano le campagne irlandesi, testimoni dei tempi della persecuzione nel XVII secolo quando i cattolici si trovavano in luoghi isolati per assistere segretamente alla messa all'aperto.
Su iniziativa di Aiuto alla Chiesa che Soffre, in tutte le diocesi d'Irlanda sono state organizzate messe sulle famose “Mass Rocks” diocesane - le “rocce per la messa” - per chiedere una grazia ben precisa: "il rinnovamento della fede" nel Paese, che si è visto invadere a velocità vertiginosa dalla cultura della morte attraverso l'approvazione tramite referendum dell'aborto legale, la legalizzazione del "matrimonio" delle coppie omosessuali e il crescente rifiuto della Chiesa cattolica da parte della popolazione un tempo profondamente religiosa. Un misto di laicità e disgusto per i molteplici casi di abusi sessuali su minori o maltrattamenti da parte di istituti religiosi venuti alla luce (e regolarmente strumentalizzati dalla stampa).
Aiuto alla Chiesa che Soffre ha quindi deciso di far celebrare una Messa in ciascuna delle diocesi d'Irlanda nei giorni che precedono il 20 giugno, festa dei martiri d'Irlanda, per ottenere, per loro intercessione, un ritorno e un rinnovamento della fede. Si tratta di cattolici uccisi in odio alla fede tra il 1537 e il 1714, come Olivier Plunkett, arcivescovo di Armargh, beatificato nel 1920, canonizzato nel 1975, e una ventina di altri irlandesi, per lo più sacerdoti o religiosi.
Per padre Gerard Quirke, dell'arcidiocesi di Tuam, non era la prima volta, poiché lo scorso aprile aveva preso l'iniziativa di celebrare la sua messa pasquale davanti al sol levante a causa delle restrizioni COVID che gli impedivano di celebrare le funzioni pubbliche nella sua chiesa [lo abbiamo documentato qui]. Un'immagine struggente, che testimonia un tipo di persecuzione diverso da quello a cui è stata sottoposta l'Irlanda cattolica più di tre secoli fa.
Nei giorni scorsi si è unito agli altri 25 sacerdoti e monaci che sono tornati alla tradizione della messa celebrata su un altare di pietra naturale, a volte difficile da riconoscere come tale - si trattava di nascondersi all'autorità - e situato molto spesso su un'altura per consentire al celebrante e ai partecipanti di sorvegliare i dintorni per poter scorgere il nemico a distanza.
Per il vescovo Tommy Johston, uno dei sacerdoti partecipanti - che ha officiato a Mass Hill, nella contea di Sligo - “è stato un privilegio unico stare in un luogo reso sacro dai nostri antenati che vi si trovavano tanti anni fa. esprimendo la loro fede nella presenza e nella preghiera, consapevoli del pericolo permanente che minacciava la loro vita e la loro sussistenza”.
Se i laici rischiavano la multa o la prigione, le “leggi penali” in vigore dal 1535 al 1691 facevano incorrere i sacerdoti che assicuravano ai laici il loro ministero nientemeno che nella pena di morte.
Con il COVID, ha preso piede una nuova forma di persecuzione con il divieto di messe pubbliche per un periodo molto lungo, anche se fino ad oggi l'Irlanda ancora non supera 5.000 morti attribuiti al coronavirus.
Questo aspetto delle cose non è stato messo in evidenza da parte di Aiuto alla Chiesa che Soffre nell'annuncio delle celebrazioni delle Messe sulla roccia.
L'Irlanda ha ripreso le messe pubbliche soltanto a metà maggio, e ancora in condizioni draconiane di regole e "distanziamenti", mantenendo ancora la sospensione dell'obbligo domenicale. Il 13 maggio l'arcivescovo di Dublino, durante la timidissima “riapertura”, ha precisato che tutti hanno pregato affinché gli sforzi del Paese contro un “virus mortale” non venissero compromessi, e ha aggiunto: “Soprattutto vogliamo che tutti siano il più sicuri possibile fino al completamento del programma di immunizzazione."
Pregare per un rinnovamento della fede in Irlanda non è sicuramente un lusso.
[Fonte - Traduzione a cura di Chiesa e post-concilio]