martedì 7 dicembre 2021

Il card. Müller: “stanno sfruttando spietatamente la pandemia per diffondere il pensiero totalitario”

Qui l'indice degli articoli sulla Chiesa in tempo di pandemia.
Il Cardinale tedesco: “I vescovi non possono offrirsi come cortigiani e propagandisti dei governanti”
I politici, i media e le aziende tecnologiche hanno “sfruttato spietatamente” la pandemia di Covid 19 per diffondere un pensiero totalitario che divide anche le famiglie.

Lo ha affermato il cardinale Gerhard Ludwig Müller in un’intervista a Edward Pentin per il National Catholic Register, intervista in cui critica anche le azioni di molti vescovi che hanno chiuso i templi e l’accesso ai sacramenti.

Per il cardinale tedesco, infatti, la reazione di alcuni vescovi e sacerdoti alla pandemia, chiudendo le chiese e negando alle persone l’accesso ai sacramenti, è stata un “peccato grave” che ha violato l’autorità che Dio aveva dato loro.

Arcivescovo Viganò: “Se l’attacco è globale, globale dev’essere anche la controffensiva”

Di seguito la trascrizione del messaggio dell'Arcivescovo Carlo Maria Viganò ai partecipanti dell’evento Truth for Health. Qui il Video. Qui l'indice degli interventi precedenti e correlati.

Messaggio per Truth for Health
2 Dicembre 2021 

Cari Amici, Permettetemi di rivolgermi a voi, mentre con grande e lodevole impegno denunciate gli aspetti più controversi e inquietanti del siero genico sperimentale. La vostra battaglia per la verità scientifica, assieme ad un’azione sempre più coordinata da parte di moltissimi scienziati e medici in tutto il mondo, sta aprendo gli occhi a molte persone, che si sono lasciate trarre in inganno dalle false promesse delle autorità sanitarie, dai discordanti pareri degli esperti e dalla propaganda mediatica.

Non entrerò nel merito della questione prettamente sanitaria, essendo voi ben più preparati di me: ne sutor supra crepidam. Consentitemi di sottoporre alla vostra attenzione alcune riflessioni, osservando nel suo complesso quanto avviene senza fermarci ai singoli dettagli.

lunedì 6 dicembre 2021

Le apparenze di pace ecclesiatica sono state appena spazzate via dalla Traditionis custodes. Per i decenni a venire «i priorati saranno le vostre parrocchie»

Il Superiore del Distretto di Francia della FSSPX] lancia un messaggio particolarmente significativo, con una frase profetica di mons. Lefebvre, in un momento di grande incertezza per gli Istituti ex Ecclesia Dei [qui - qui - indice articoli qui]. Fa il paio con recenti considerazioni di LifeSiteNews [qui]. Non possiamo sapere quali saranno gli effettivi sviluppi; ma l'orizzonte attuale è questo.

Le apparenze di una tregua nella crisi della Chiesa sono state appena spazzate via con la Traditionis custodes. Per i decenni a venire, «i priorati saranno le vostre parrocchie».
Cari amici e benefattori,
I priorati della Fraternità San Pio X sono le vostre parrocchie”. Così monsignor Marcel Lefebvre si rivolgeva ai fedeli negli anni 80. Questa affermazione sembrava un po' insolita all'epoca. I fortunati avevano frequentato questi famosi priorati per meno di cinque o sei anni. Ricordiamo che in Francia, terra benedetta del "tradizionalismo", il Fondatore della Fraternità non ha aperto i primi tre priorati fino al 1976.

Ma anche per i pionieri che potevano accedere a uno dei rari priorati allora esistenti, la parrocchia era ancora vicina, faceva parte della vita, questa parrocchia di elezione dove un sacerdote aveva custodito la tonaca, il catechismo e, soprattutto, la messa tradizionale. Andare in un priorato non poteva che essere un evento occasionale, per un ritiro, una cerimonia, una confessione. Forse qualcuno ha mai detto: "I conventi (benedettini, domenicani, francescani, gesuiti, ecc.) sono le vostre parrocchie"? Questo non ha senso, tranne che per chi vive vicino a una casa religiosa e trova conveniente frequentarvi le funzioni. Ma questa pratica marginale non è mai diventata un principio generale. Questa affermazione di monsignor Lefebvre, "I priorati sono le vostre parrocchie", è rimasta dunque enigmatica.

Aggiornamenti sulla battaglia politica e simbolica di Rosario Del Vecchio

Aggiornamenti sulla testimonianza di Rosario Del Vecchio annunciata qui. Nella convinzione che ogni crisi o problema politico abbia sempre la sua causa d'origine in un problema teologico. Oggi è il 12° giorno del digiuno di Rosario. Di seguito, alcune precisazioni e una variazione.

In risposta a chi mi dà praticamente dell'ipocrita, perché secondo lui non sono così umile da nascondere tutto il mio digiuno come suggerirebbe Gesù quando parla del digiuno evangelico, ho risposto:
... la mia è una battaglia politica e simbolica, non è un gesto eminentemente religioso (ma l'uno non esclude l'altro secondo un ordine spirituale e teologico)   
... il digiuno religioso secondo il Vangelo - la penitenza interiore e la conversione del cuore - lo faccio in Quaresima e in determinati momenti della vita
... il mio è uno "sciopero della fame"  a carattere simbolico e politico (solo nel mio intimo anche religioso) 
 ...  la Parola del Signore che dice di Dare a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio ... mi ha guidato (è la vocazione del laico) 
... i Padri della Chiesa dicono: la Politica è la più alta forma di Carità ... e ci sono momenti in cui il Signore spinge ad un'azione politica cristiana (come con Giovanna d'Arco, Tommaso Moro, Gabriel Garcia Moreno, Luigi IX, il Re Davide)
... la lotta politica ha un valore simbolico e spirituale anche per il cristiano, ma non è una diretta espressione evangelica

Benedetto XVI, da cardinale, definì Marcel Lefebvre ‘il vescovo più importante del XX secolo’

Nella nostra traduzione da LifeSteNews un interessante articolo ci informa che, secondo alcune fonti, Papa Benedetto, quando era ancora cardinale, definì Marcel Lefebvre ‘il vescovo più importante del XX secolo’. Delle parole del card. Ratzinger LifeSite ha il ricordo scritto di uno dei due sacerdoti presenti a quell'incontro nel Palazzo del San Uffizio. E, oltre a riferimenti agli intrecci con la Traditionis custodes, cita commenti di mons. Lefebvre che potrebbero essere utili per i cattolici di oggi membri delle comunità Ecclesia Dei, le quali affronteranno molto presto un destino simile. Quanto  a Ratzinger negli anni 80 era l'interlocutore di Lefebvre e per questo  principale responsabile dell'accaduto. Ma ne era consapevole  e dal 2007 in poi ha fatto esplicitamente quanto poteva per ricucire lo strappo. Se non ci è riuscito è per lo strapotere della Curia modernista e la sua incapacità di imporsi: quella desistenza dall'esercizio del potere che, secondo Romano Amerio, provoca la "breviatio  manus Domini": Accorciamento della mano di Dio. Insieme a tutte le altre ambiguità che costituiscono, insieme alle luci, anche le ombre di Ratzinger/Benedetto.

Città del Vaticano, 3 dicembre 2021 — Secondo alcune fonti, nell’estate del 2003 l’allora Cardinal Joseph Ratzinger, il futuro Papa Benedetto, rivelò a due sacerdoti, in udienza privata, di considerare l’Arcivescovo Marcel Lefebvre, fondatore della Società Sacerdotale di San Pio X, “il vescovo più importante del XX secolo per quanto riguarda la Chiesa universale”.

LifeSiteNews è riuscito ad entrare in possesso di una trascrizione delle parole del cardinale tedesco fatta da uno dei due sacerdoti che hanno partecipato a quell’incontro di mezz’ora nel Palazzo del Sant’Uffizio.

A quanto pare, in quella conversazione l’allora Cardinal Ratzinger elogiò l’Arcivescovo Lefebvre per il lavoro da lui svolto nella Chiesa e ammise: “dal mio punto di vista attuale, se mi guardo indietro devo dichiararmi d’accordo con l’iniziativa dell’Arcivescovo Lefebvre di nominare i propri vescovi”.

domenica 5 dicembre 2021

Dominica Secunda Adventus e La pratica dell'Avvento - dom Prosper Guéranger

Continuiamo a proporre i testi che appartengono alla vena aurea dei tesori che La Catholica ci ha tramandato e che noi disseppelliamo per rimeditarli e perché non siano consegnati all'oblìo e possano nutrire anche questa generazione e quelle che verranno. Di seguito trovate La Pratica dell'Avvento. Vi ricordo: Prima Adventus con La Storia dell'avvento (link ai precedenti); La Mistica dell'Avvento qui

Intróitus
Is. 30, 30 - Pópulus Sion, ecce Dóminus véniet ad salvándas géntes: et audítam fáciet Dóminus glóriam vocis suæ in lætítia cordis vestri. Ps. 79, 2 - Qui regis Israël, inténde:qui dedúcis, velut ovem, Ioseph. Glória Patri…Is. 30, 30 - Pópulus Sion, ecce Dóminus… Popolo di Sion, ecco il Signore verrà a salvare tutte le genti: il Signore farà udire la gloria della sua voce inondando di letizia i vostri cuori. Ascolta, tu che reggi Israele, tu che guidi Giuseppe come un gregge. Gloria al Padre… Popolo di Sion, ecco il Signore…

L'Ufficio di questa Domenica è tutto pieno dei sentimenti di speranza e di gaudio che dà all'anima fedele il lieto annunzio del prossimo arrivo di colui che è il Salvatore e lo Sposo. La Venuta interiore, quella che si opera nelle anime, è l'oggetto quasi esclusivo delle preghiere della Chiesa in questo giorno: apriamo dunque i nostri cuori, prepariamo le nostre lampade, aspettiamo nella letizia quel grido che si farà sentire nel mezzo della notte: Gloria a Dio! Pace agli uomini!

La Chiesa Romana fa in questo giorno Stazione alla Basilica di S. Croce in Gerusalemme. In questa venerabile Chiesa, Costantino depose una parte considerevole della vera Croce, e il titolo che vi fu affisso per ordine di Pilato, e che proclamava la regalità del Salvatore degli uomini. Vi si conservano ancora quelle preziose reliquie; e, arricchita di sì glorioso deposito, la Basilica di S. Croce in Gerusalemme è considerata dalla Liturgia Romana, come Gerusalemme stessa, come si può vedere dalle allusioni che presentano le diverse Messe delle Stazioni che vi si celebrano. Nel linguaggio delle sacre Scritture e della Chiesa, Gerusalemme è il tipo dell'anima fedele; questo è anche il pensiero fondamentale che ha presieduto alla composizione dell'Ufficio e della Messa di questa Domenica. Ci dispiace di non poter svolgere qui tutto il magnifico argomento, e ci affrettiamo ad aprire il Profeta Isaia,e a leggervi, con la Chiesa, il passo da cui essa attinge oggi il motivo delle proprie speranze nel regno dolce e pacifico del Messia.

Fonte vaticana: il Papa attaccherà le comunità Ecclesia Dei a febbraio. Stretta correlazione con la distruzione degli ordini contemplativi tradizionali

Ricordiamo che i tempi di persecuzione sono sempre tempi di tante grazie.. Qui l'indice degli articoli sulla Traditionis custodes.

Non spira una buona aria per gli istituti e le congregazioni legate alla tradizione. 
Abbiamo constatato come la Traditionis Custodes ha, tra l'altro, sancito il passaggio delle realtà un tempo sotto l'Ecclesia Dei - già nell’ambito della Congregazione per la Dottrina della Fede - alla Congregazione per la vita religiosa. Purtroppo abbiamo visto di che panni si vestono i gestori di questo centro di potere così amato da Bergoglio. Il loro dicastero può ora decidere della vita di centinaia di migliaia di persone consacrate in tutto il mondo, la cui sorte è così strettamente legata a quella del Rito Romano antiquior

Leggo ora, su LifeSiteNews, un articolo di Maike Hickson che, insieme alla conferma delle restrizioni per gli istituti ex Ecclesia Dei già preannunciate qui, mette in relazione questi sviluppi con i tentativi di Roma di allontanare dai loro carismi originari e più rigorosi gli ordini contemplativi tradizionali, come le monache carmelitane di Fairfield, in Pennsylvania e Valparaiso, in Nebraska. 

sabato 4 dicembre 2021

Il piano d'azione del prefetto del culto divino Arthur Roche per una Liturgia tradizionale liquida

Nella nostra traduzione da Paix Liturgique (Lettera 837/29 novembre), una panoramica realistica (che ho integrato con tutti i link di riferimento) dei prodromi e di molte implicazioni della Traditionis custodes. Qui l'indice degli articoli preecedenti.
Il futuro cardinale Arthur Roche è una figura chiave nel progetto di distruzione della liturgia tradizionale. Quest'uomo, che ama le sue comodità e la sua tranquillità, non ha la statura di un personaggio storico, né cerca di esserlo: Auream quisquis mediocritatem diligit, diceva Orazio, di chi ama l'aurea mediocrità ...

Questo 71enne inglese dello Yorkshire, ex vescovo di Leeds deve la sua nomina a Segretario del Culto Divino nel 2021 a Benedetto XVI - una di quelle disastrose nomine di papa Ratzinger - non per il fatto che avesse delle "doti liturgiche", ma perché aveva presieduto la Commissione Internazionale sull'inglese nella liturgia, ICEL, l'organismo di coordinamento molto liberale tra le conferenze episcopali di lingua inglese, e conosceva meglio di chiunque altro il fascicolo delle traduzioni della nuova liturgia inglese. [vedi]

venerdì 3 dicembre 2021

Papa Francesco incalzato dagli ortodossi a Cipro: «Imiti Ratzinger, lui ci aiutò con la Turchia»

Non faccio commenti. Basta la cronaca.
La Chiesa ortodossa di Cipro - «una Chiesa martirizzata dai turchi» - mette subito alla prova Papa Francesco chiedendogli di imitare il suo predecessore Ratzinger che fece da mediatore con Ankara, attraverso la Cancelliera tedesca Angela Merkel, riuscendo ad ottenere la restituzione di 500 frammenti archeologici, di proprietà dei ciprioti, rinvenuti nella parte occupata dal 1974 dai turchi. I reperti, ha denunciato con inusitata forza l'arcivescovo ortodosso Chrysostomos II, erano stati trasportati dagli archeologi di Ankara a Monaco di Baviera.Il messaggio che il leader ortodosso ha rivolto a Papa Francesco stamattina è stato franco e granitico: «In questa nostra santa e giusta lotta, santità, che il nostro popolo sofferente conduce sotto la guida dei suoi dirigenti politici ed ecclesiastici, vogliamo avere anche il suo sostegno attivo. In passato abbiamo avuto modo di esprimere la stessa richiesta a Papa Benedetto, che, di fatto, ha mediato presso il governo tedesco e siamo riusciti a riportare 500 frammenti della nostra cultura bizantina. Attendiamo con impazienza anche il Suo aiuto, santità, per la protezione e il rispetto del nostro patrimonio culturale e per la supremazia dei valori incalcolabili della nostra cultura cristiana, che oggi vengono brutalmente violati dalla Turchia».

Viganò: ”l’Italia è una nazione benedetta da Dio e ha un ruolo chiave contro il Nuovo Ordine Mondiale”

Riprendo l'intervista rilasciata da Mons. Viganò a La cruna dell'ago, che aiuta a comprendere ancora una volta che cosa c’è in gioco in questa battaglia che mira alla riduzione in schiavitù dell’umanità per trascinarla verso il totalitarismo del Nuovo Ordine Mondiale. 
Completo questo incipit con l'ultimo messaggio di Rosario Del Vecchio, molto in tema: "Oggi 3 dicembre, al 9° giorno di digiuno a pane e acqua ... sto bene, tuttavia comincia ad essere dura ... ma poi vedo una intera classe dirigente - di laici e di chierici - inginocchiarsi di fronte al Drago mandato  dalle forze tecnocratiche del Nord Europa per schiacciare l'Italia ... e allora mi tornano le forze per dire NO. Gesù Cristo dall'alto del Carroccio vuole un'Italia libera sovrana rispettosa della dignità umana e pietosa verso i piccoli, Gesù Cristo vuole essere il fondamento morale d'Italia e vuole che il popolo italiano si risvegli e ridiventi degno del suo destino spirituale e storico.  rdv da Legnano". Qui l'indice degli articoli precedenti e correlati.

Viganò: ”l’Italia è una nazione benedetta da Dio
e ha un ruolo chiave contro il Nuovo Ordine Mondiale”

C’è un uomo che in questo momento terrorizza letteralmente la gerarchia della chiesa anti-Cattolica di Bergoglio e le alte sfere del potere globalista. Quest’uomo è stato l’oggetto di feroci attacchi mediatici che lo hanno prima screditato e diffamato fino a descriverlo poi come una sorta di vero e proprio “pericolo” per la società. Quest’uomo è l’arcivescovo Carlo Maria Viganò. Da più di un anno a questa parte, Viganò è ormai divenuto una guida spirituale per tutti i Cattolici, i Cristiani e anche i non credenti che si sentono completamente smarriti e abbandonati in questa epoca di grande afflizione morale e di deserto dei valori.
Viganò riesce a raggiungere tutti coloro che hanno sete di ragione e di giustizia in questo mondo alla rovescia nel quale l’umanità sta vivendo. Sin dall’inizio dell’operazione terroristica del coronavirus, monsignore ha parlato con voce pacata e ferma. Ha subito denunciato il piano del Grande Reset di Davos e la matrice mondialista che ha concepito la farsa pandemica.