Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

venerdì 19 luglio 2024

“I vescovi parlano come se Cristo fosse il paladino della Costituzione”.

Riprendo dall'Osservatorio card. Van Thuân. Intervista di Martina Pastorelli a Stefano Fontana. Precedenti qui - qui - qui - qui

“I vescovi parlano come se Cristo 
fosse il paladino della Costituzione”. 

Non si placa il disappunto per la conduzione partigiana della Settimana Sociale dei cattolici italiani, la cui cinquantesima edizione si è svolta nei giorni scorsi a Trieste, inaugurata dal presidente della Repubblica Mattarella e chiusa da papa Francesco.
Aperta resta invece la polemica per la trasformazione dello storico evento ecclesiale nella kermesse di un partito – il Pd – i cui aderenti e simpatizzanti hanno dominato la scena, potendo paradossalmente contare sul finanziamento della Regione Friuli Venezia Giulia, a guida centro destra. Il malumore culmina ora con le analisi a posteriori sull’evento.
Più grave ancora – poiché riguarda il magistero della Chiesa – è la critica mossa dal filosofo cattolico Stefano Fontana, che ha parlato di “Dottrina Sociale scomunicata”

giovedì 18 luglio 2024

Diritti incivili

Qui l'indice degli articoli sulla realtà distopica. 

Mai dimenticare!

Teniamo sempre a mente chi sono nel nostro Occidente i difensori dei diritti civili a oltranza, quei diritti che non fanno avanzare di un centimetro la dignità oltre che le condizioni di vita dei popoli, ma che servono esclusivamente come testa d’ariete per scardinare la resistenza alle ultraliberiste politiche di stampo globalista, che si ammantano di verde e transumanesimo.

Per una serie di percorsi che non sto qui a raccontare, leggendo il giornale stamattina sono arrivato a quel Nichi Vendola (per il quale è un diritto acquistare bambini tramite la misogina pratica dell’utero in affitto) che nel 2011 rappresentava la parte più agguerrita dello schieramento contro Gheddafi, legittimo presidente della Libia e grazie al quale il popolo libico era riuscito a diventare una nazione avanzata in grado di garantire uno stato sociale da fare invidia ai nostri e offrire a milioni di africani lavoro.

Pellegrini diversi, storie diverse

Nella nostra traduzione da The Catholic Thing troviamo un ritratto dell’"America profonda” dove la “gente” da cui ha le sue origini il nuovo vicepresidente scelto da Trump è denominata con termine dispregiativo hillbillies (zotici che risiedono nelle aree rurali e montuose degli Usa), oppure redneck (colli rossi, per colpa del sole che abbronza chi lavora nei campi), insomma “spazzatura bianca”, la classe operaia e media bianca americana messa ai margini (anche) dalla globalizzazione. Il nostro Occidente Europeo, una volta faro di civiltà è troppo interconnesso con quello Atlantico di matrice protestante e vive nel suo declino la stessa crisi morale e materiale. Quel contesto USA in cui un ex marine povero, che poi è finito nelle università di élite e nell’alta finanza, può avere un ruolo decisivo nel nostro futuro. L'articolo conclude sul fare la nostra parte come credenti. Buona lettura!

Pellegrini diversi, storie diverse
Il pellegrinaggio a Canterbury di Thomas Stothard, 1833
[collezione privata]
Invecchiando si diventa saggi, o almeno così si spera. La saggezza può anche essere accompagnata da una serie di sogni strani e vividi. Un esempio: negli anni di scuola, non avevo alcun interesse per The Canterbury Tales di Geoffrey Chaucer. Scritti alla fine del XIV secolo, questi racconti sono una raccolta di ventiquattro storie semplici e audaci raccontate dai pellegrini londinesi in viaggio verso il santuario di San Tommaso Becket a Canterbury, in Inghilterra. Sono un classico della letteratura medievale. Non mi interessavano, mi sono sempre sembrati terribilmente noiosi, ma recentemente, durante un lungo viaggio, li ho ascoltati su CD. Me ne sono subito appassionato, tanto che, da allora, hanno invaso il sonno ristoratore di molte mie serate… sebbene in un modo leggermente diverso.

mercoledì 17 luglio 2024

Lettera aperta in risposta all'omelia di sua eccellenza Mons. Viganò

Pubblico la lettera che segue – inviatami da un lettore a commento della recente Omelia di Mons. Viganò – perché credo rappresenti la voce di molti fedeli disorientati e fortemente perplessi nella temperie anomala e inedita in cui siamo immersi anche sul fronte ecclesiale, causa prima dell' inversione che caratterizza la politica e tutti gli ambiti socio-antropologici ormai senza più etica, che non è moralismo e che non può esistere, se non agganciata alla fede e orientata al Soprannaturale, che per noi ha solo un Nome: Cristo Signore, purtroppo estromesso a partire da chi dovrebbe annunciarLo.
Il nostro interlocutore ne è ben consapevole. Io ho solo voluto introdurre il discorso esprimendo pensieri per noi ovvi ma che diventano il cuore del problema per chi si affacciasse solo ora su queste pagine. Ci diamo comunque il tempo di un esame più approfondito dello scritto.
Ciò premesso, accolgo la sentita riflessione con una osservazione. Non trovo che una chiosa finale al focus della presa di posizione di Mons. Viganò: il vizio di consenso – dedotto dalla serie ininterrotta di atti contrari al fine del Munus petrinum – che non è un'ipotesi di scuola ma è stato dall'Arcivescovo ben motivato qui. Trovate qui l'indice dei precedenti.
Certamente la sua contestazione dell'accusa di scisma (vedi qui capi d'imputazione) avrebbe potuto limitarsi all'aspetto teologico, religioso della questione, senza tirare in ballo la faccenda della Sede vacante per "vizio di consenso", questione spinosa e che distrae dal tema principale. 
Quella che appare palesemente assurda, con nessun cenno da parte del nostro interlocutore, è l'accusa di "scisma" per non accettare il Vaticano II, trattandosi di un Concilio che si è voluto solo pastorale e che ha posto le premesse di riforme che hanno creato il caos nella Chiesa, col quale si intendevano abolire i dogmi, ma è stato trasformato in indiscutibile superdogma. Anche noi possiamo chiederci se non sarebbe stato più appropriato e utile a tutti se Mons. Viganò avesse contestato con una serie di precisi argomenti (sistematizzandone nell'occasione la serie infinita già denunciata e a noi ben nota) quest'assurda accusa di scisma, che non riguarda solo lui, evidentemente. (M.G.)

Lettera aperta in risposta 
all'omelia di sua eccellenza Mons. Viganò

Gentile Dott.ssa Guarini e gentili curatori del blog Chiesa e post-concilio,
Dopo aver visto che avete pubblicato l'omelia di sua eccellenza mons. Viganò, ho deciso di scrivere anche a voi quanto già mandato al dott. Valli.

Nella consapevolezza della mia ignoranza in materia, così come della mia personale pochezza, scrivo perché temo per quanti seguono la strada del delitto di scisma rifiutando di riconoscere Papa Francesco quale attuale vicario di Cristo in terra (cosa che prego di non fraintendere come una irragionevole e quindi scriteriata sottomissione).

Arciv. Viganò / In Sanguine Tuo Omelia nella solennità esterna Del Preziosissimo Sangue di N.S.G.C.

Qui l'indice degli interventi precedenti e correlati.
In Sanguine Tuo 
Omelia nella solennità esterna 
Del Preziosissimo Sangue di N.S.G.C. 

Redemisti nos, Domine, in sanguine tuo,
ex omni tribu, et lingua, et populo, et natione:
et fecisti nos Deo nostro regnum.
Ap 5, 9-10
Fratelli e sorelle carissimi,
Permettetemi innanzitutto di manifestarvi la mia serenità d’animo nell’affrontare questa prova. Ho sperimentato la stessa pace interiore quando, qualche anno fa, ho riscoperto la Messa tradizionale, che da allora non ho mai smesso di celebrare esclusivamente e che mi ha riportato al cuore palpitante della nostra santa Religione, a comprendere che essere unito a Cristo Sacerdote nell’offerta all’eterno Padre deve necessariamente tradursi nella mistica immolazione di sé sul modello di Cristo Vittima, nel ripristinare l’ordine divino in cui la Carità ci consuma di amore per Dio e per il prossimo, e ci mostra quanto sia incomprensibile – oltre che inaccettabile – modificare alcunché di quest’ordine perfetto che la Santa Chiesa anticipa sulla terra proprio mettendo la Croce al centro di tutto. Stat Crux dum volvitur orbis.

martedì 16 luglio 2024

Flos Carmeli, la più antica sequenza in onore della Madonna del Carmine

Il Flos Carmeli è la più antica sequenza in onore della Madonna del Carmine. Viene attribuita allo stesso S. Simone Stok, colui che, secondo la tradizione, ricevette in dono lo Scapolare nel 1251. Si trova, incompleta, già nel primo Messale Carmelitano, intorno al 1300. Lo trovate di seguito nell'originale latino e con la traduzione.
Flos Carmeli
vitis florigera,
splendor coeli,
Virgo puerpera, / singularis.

Mater mitis,
sed viri nescia,
Carmelitis
esto propitia, / Stella maris.

Radix Jesse
germinans flosculum,
nos adesse
tecum in saeculum / patiaris.

Inter spinas
quae crescis lilium,
serva puras
mentes fragilium, / tutelaris.

Armatura
fortis pugnantium
furunt bella,
tende praesidium / scapularis.

Per incerta
prudens consilium,
per adversa
iuge solatium / largiaris.

Mater dulcis
Carmeli domina,
plebem tuam
reple laetitia / qua bearis.

Paradisi
clavis et ianua,
fac nos duci
quo, Mater, gloria /coronaris.
Amen.
Fior del Carmelo,
vite fiorente,
splendor del cielo,
tu solamente sei vergin Madre.

Madre mite
e intemerata,
ai figli tuoi
sii propizia, stella del mare.

Ceppo di Jesse,
che il fior produce,
a noi concedi
di rimanere con te per sempre.

Giglio cresciuto
Tra le alte spine,
pure conserva
le menti fragili e dona aiuto.

Forte armatura
dei combattenti,
la guerra infuria:
poni a difesa lo scapolare.

Nell’incertezza
dacci consiglio,
nella sventura
dal cielo impètra consolazione.

Madre e Signora
del tuo Carmelo,
di quella gioia
che ti rapisce sazia i cuori.

O chiave e porta
del Paradiso,
fa' che giungiamo
ove di gloria sei coronata.
Amen.

16 Luglio Festeggiamo la Madonna del Carmelo

Oggi ricorre la festa della Beata Vergine del Carmelo, che abbiamo ricordato anche qui. Oltre ai segni liturgici, esistono nella Chiesa altri segni, legati ad un avvenimento, ad una tradizione, ad una persona. Uno di essi è lo Scapolare del Carmine. Di seguito una preghiera e la storia. Chiediamo la sua intercessione per noi, per la Chiesa tutta e per il mondo intero, attraversato da tanta ribellione, inversioni e inquietudini. La Madonna del Carmelo è molto venerata in Spagna ed è patrona della Marina di quel Paese.

Santa Maria del Carmelo, io credo fermamente che non ci siano limiti al tuo potere perché tu sei la Beata Madre di Dio e nulla Gesù Cristo potrebbe mai negarti.
Tanto è sfavillante la tua santità che senza nemmeno chiedere, perché sei onnipotente per grazia, attingi direttamente, con le tue mani purissime, ogni tesoro dal forziere del Cuore Trinitario.
Credo che puoi e voglio credere che vuoi. Tu vuoi certamente che io mi salvi e che usi del tempo della mia vita per imparare ad amare Iddio e i fratelli. Vuoi che io preghi con perseveranza e tramite l’esercizio della preghiera divenga umile, prudente, fervente, generoso, fiducioso e casto.
Queste e le restanti virtù necessarie per conseguire l’eterna salute io chiedo di impetrarmi.
Ma visto che sei mia Madre, e con le madri i figli son confidenti, io ti supplico di esaudire anche questa mia ulteriore richiesta a corredo della quale imploro te che essa mi giovi alla salute dell’anima (chiedere con fiducia la grazia). Con questa clausola non vorrai negarmela perché sei sommamente buona e prodiga al bene imperituro delle creature redente. Madre Mia io ti ringrazio, certo che quanto cerco mi sia stato già concesso poiché il conseguimento di quanto spero, facendo di me una persona migliore, non può che essere un beneficio gradito al Signore. Amen! RB
Settecentosettanta anni fa, la notte fra il 15 e il 16 luglio 1251, san Simone Stock, sesto Generale dei Carmelitani, pregava intensamente la Madonna affinché manifestasse un segno di protezione speciale al suo ordine, che si trovava in grandi difficoltà. La cella si illuminò improvvisamente e gli apparve la Madre di Dio, con una moltitudine di angeli, tenendo nelle sue mani un oggetto destinato a entrare nella storia della Chiesa come il santo scapolare del Carmine, e gli disse: “Ricevi, diletto figlio, questo scapolare del tuo Ordine, come segno della mia fratellanza, privilegio che ho ottenuto per te e per tutti i figli del Carmelo: chi morrà piamente rivestito di quest’abito sarà preservato dal fuoco dell’Inferno: esso è un pegno di salute, una salvaguardia nei pericoli, un segno di alleanza e di pace con voi in sempiterno”.

La Messa di sempre

Riprendiamo le riflessioni che scaturiscono dalla pubblicazione di uno scritto di mons. Lefebvre che ci fornisce elementi già noti sull'autorità da riconoscere alla Messa antica, utili per ribadire e confermarne la diffusione, oggi che lo scalpore suscitato dalle sempre più accanite restrizioni, l'ha fatta conoscere e apprezzare dalla nuova generazione e alimenta la resistenza dei fedeli che vi sono legati. Qui l'indice dei precedenti.

L’autorità del rito tradizionale

Due considerazioni mettono in luce l'autorità della Messa detta di san Pio V: la sua origine e il privilegio unico di cui è beneficiata.

Il rito tradizionale è di origine apostolica

1. Il Papa Paolo VI ha riconosciuto l'antichità della messa tradizionale
Lo stesso Papa Paolo VI, nell’introduzione al nuovo rito, dice che la Messa di sempre che noi celebriamo risale a san Gregorio Magno1. Ma si può dire che risale agli Apostoli, quindi ben prima di san Gregorio Magno. I decreti del concilio di Trento affermano in modo molto chiaro che le preghiere della Messa, in particolare del Canone, risalgono presumibilmente agli Apostoli2.

Le parole del Canone della Messa sono certamente le parole più venerabili della nostra Tradizione. Secondo don Giuseppe Pace, è molto probabile che durante i quaranta giorni prima dell'Ascensione, Nostro Signore abbia insegnato ai suoi Apostoli almeno le parole della consacrazione. E sono queste parole che sono state conservate preziosamente nella Chiesa latina. La Santissima Vergine ha ricevuto la comunione dalle mani di san Giovanni dopo che il sacrificio della Messa era stato offerto. Essa non avrebbe mai tollerato che fossero dette delle parole non conformi a quelle pronunciate da Nostro Signore. Per anni ha assistito al sacrificio della Messa e si è comunicata. Bisogna pensare a tutto questo. Gli Apostoli avevano una fede indefettibile, erano ispirati. Ecco, tutto questo è la Tradizione 3.

Viktor Orbán ha discusso delle possibilità di pace con Donald Trump

Nella nostra traduzione da Medias Presse Info una notizia di qualche giorno fa che acquista un peso diverso dopo i recenti eventi già ricordati qui - qui. Staremo a vedere gli effetti sull'Europa in via di ridefinizione  proprio in questi giorni e sul super-atlantismo della nostra Presidente del Consiglio...

Viktor Orbán ha discusso delle possibilità di pace con Donald Trump

Giovedì sera (11 luglio scorso -ndT), come passo successivo nella sua missione di pace durante la sua presidenza dell'Unione Europea , il primo ministro ungherese Viktor Orbán ha incontrato l'ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che potrebbe presto tornare alla Casa Bianca.
Nell'incontro a Mar-a-Lago, in Florida, le parti hanno discusso questioni relative alle prospettive di pace, si legge nella dichiarazione successiva all'incontro. 
I guerrafondai si stanno irritando.
Questa missione di pace sembra infastidire particolarmente i guerrafondai dell’Unione Europea (è significativo notare che Ursula von der Leyen e molte altre personalità dell’UE dimostrano così di volere la continuazione della guerra tra Ucraina e Russia): ma Viktor Orbán non si lascia scoraggiare e continua i suoi incontri in questa direzione. (Pierre-Alain Depauw)

lunedì 15 luglio 2024

Considerazioni sulle reazioni dem nostrane all'attentato a Trump

Indice degli articoli sulla realtà distopica.
Considerazioni sulle reazioni dem nostrane all'attentato a Trump

È interessante constatare come la stampa e la politica di orientamento dem nostrani abbiano accolto la notizia dell’attentato a Trump. Tranne le reazioni istituzionali, tipo quelle di Mattarella e Schlein, nei più traspare il mal celato (a volte neanche) compiacimento per l’accaduto.
Anche qui, come per il caso del premier slovacco Fico, prevale quel “te la sei cercata”. Ma questi ambienti lasciano pure trapelare l’idea che il fatto sia stato costruito ad arte per lanciare nella campagna elettorale un Trump martire, come chiaramente scrive l’ineffabile Roberto Saviano, secondo il quale «la storia politica insegna che il proiettile che manca il bersaglio lo rafforza. Il proiettile che ha sibilato all’orecchio di Trump ferendola lo ha trasformato in vittima».
Saviano odia Trump non certo perché questi sia filo israeliano, ma perché sa che la sua fortuna editoriale ed economica dipende dalla filiera dem progressista di cui è una voce narrante. Come la fortuna di tutti quegli altri che in un modo o nell’altro ieri in tv o sui social si affannavano a dare una versione complottista dell’attentato.
Interessante di striscio notare come questo mondo, che si scaglia sempre con irritazione contro coloro che osano mettere in dubbio le “narrazioni” ufficiali (che siano sulle torri gemelle o sulla pandemia poco importa), ora invece si lascino andare a una lettura “complottista” dell’attentato a Trump. Fatto che dimostra la strumentalità della loro guerra al complottismo.
Bene fa Marco Rizzo, in qualità di coordinatore nazionale di Democrazia Sovrana Popolare, a scrivere che l’odio «progressista non si ferma neanche di fronte agli attentati. Saviano cerca di giocare con le parole ma altro non fa che esprimere la dottrina del totalitarismo globalista e liberista: se ti opponi devi sparire. Questo è l’insegnamento degli amici delle multinazionali e della grande finanza, di quelli che vogliono la democrazia solo se vincono loro. Saviano si vergogni».
Siccome i fessi sono sempre all’erta, e proprio perché fessi suonano come una campana stonata, ecco che diranno: ma allora tu sei trumpiano? Non devo giustificarmi dinanzi ai suddetti fessi, a loro la risposta comunque non interessa, sono la scimmietta del potere che servono, mi limito qui a dire che non credo affatto che Trump interpreti un’America migliore, ma ciò non toglie che egli rappresenti una contraddizione che una potenza imperialista (decadente, e furente) non può e non vuole tollerare. E questa contraddizione che mi interessa, e credo che vada seguita con attenzione e serietà d’analisi.
Non perché Trump metta in discussione il ruolo di potenza mondiale degli Usa, ma perché i settori decisivi (non certo Biden, di cui è un malmesso burattino) del capitale finanziario – pappa e ciccia con la potente lobby degli armamenti – che comandano la politica estera americana non vedono nell’ex presidente (e probabile futuro presidente) il rappresentante più organico ai propri interessi.
Un po’ come succedeva, mutatis mutandis, con Silvio Berlusconi, il quale non era certo un antisistema ma indubbiamente non garantiva l’organicità ottimale al potere atlantista dell’epoca, fatto che spiega, al netto di tutto, le sue disavventure giudiziarie. Ma chi è abituato a parlare di questioni sociali e politiche ad mentula canis all’epoca mi dava del berlusconiano così come ora del trumpiano, con ciò dimostrando di meritarsi appieno l’attribuzione di fesso.
Antonio Catalano, 15 luglio 2024

Le quattro fazioni in lizza per il controllo dell’America

Una fonte Americana da non disattendere... Indice degli articoli sulla realtà distopica
Le quattro fazioni in lizza per il controllo dell’America

Il partito democratico è diviso in tre fazioni principali che si contendono il controllo.
Una di queste è la famiglia Biden.

Un’altra categoria è composta dai cosiddetti titolari di cariche democratiche con voto di basso livello.
Diamo un’occhiata a ciascuno di essi.

La famiglia Biden è un’enorme azienda di ‘influenza politica corrotta.
È esemplificato dalla risata di Joe Biden che si vanta di aver costretto con successo il governo ucraino a licenziare il suo procuratore, che stava esponendo i crimini di Hunter Biden. Hunter era un membro del consiglio di amministrazione ben pagato della società energetica ucraina Burisma. Hunter Biden non ha alcuna competenza nel settore energetico e non ha apportato nulla di valore a Burisma. Joe Biden ha minacciato l’Ucraina promettendo di trattenere un miliardo di dollari in aiuti statunitensi a meno che il suo procuratore non fosse stato prontamente licenziato dal suo incarico. Lo è stato. Joe Biden ha riso pubblicamente, dicendo: “Beh, figlio di p—-.” È  in video.

I titolari di cariche elettorali di basso livello nel partito democratico sono coloro che probabilmente perderanno le loro campagne elettorali o di rielezione se una vittoria di Trump avesse il cosiddetto effetto “coattail” [appoggi -ndr] prodotto quando gli elettori non dividono i loro voti tra i due partiti principali.

Temono che il presidente Trump vinca un secondo mandato nello Studio Ovale e che gli elettori che voteranno per lui voteranno anche per i repubblicani che promettono lealtà alle sue politiche. La strategia per i democratici che votano in basso è quella di far rimuovere Biden dalla lista e sostituirlo con un democratico che sperano vinca e la cui scia li porterà alla vittoria.

Entrambe queste fazioni sono profondamente opposte tra loro e combatteranno strenuamente per i propri interessi.

La terza fazione è rappresentata dai cinquantuno dirigenti delle agenzie di intelligence che hanno firmato una lettera in cui si insinua falsamente che Trump è il candidato favorito della dittatura russa.  

Sono riusciti a ingannare gran parte degli elettori durante le elezioni del 2020 e hanno il merito di aver consegnato la Casa Bianca a Biden.

Poiché operano in segreto, le agenzie di intelligence (tra cui l’FBI e la CIA) hanno poteri enormi, sia costituzionali che di altro tipo. Come ha ammonito il democratico Chuck Schumer, se ti fai beffe delle agenzie, hanno “sei modi per prenderti da domenica”. Non è una minaccia vana. Le agenzie di intelligence hanno armi letali a loro disposizione e operano impunemente quando il loro interesse personale è minacciato in modo credibile. Non è una mera teoria del complotto caratterizzarle come burattinai del governo.

Non facciamoci illusioni: lo stato oscuro non tollererà alcuna seria imposizione al suo potere. Nessuna.
Cosa farà?

Semplicemente, qualsiasi cosa ritenga necessaria. Se non può influenzare l’esito di un’elezione per servire i propri interessi, può impedire che l’elezione abbia luogo. Per raggiungere questo obiettivo, può essere escogitata un’emergenza nazionale, che si tratti di una pestilenza, una guerra, una serie di attacchi terroristici o qualsiasi altro metodo subdolo.

Le tre fazioni sono pronte ad attaccare le altre. 
Se uno di loro vincesse, l’esito non potrebbe essere favorevole alla repubblica.
La quarta fazione siete voi

BlackRock rimuove la pubblicità del 2022 che includeva immagini di Thomas Crooks, lo sparatore di Trump

Il colosso degli investimenti americano BlackRock ha rimosso una pubblicità del 2022 che includeva immagini di Thomas Matthew Crooks, il potenziale assassino di  Donald Trump.
L’aspirante assassino di Trump era comparso l’anno scorso nello spot di BlackRock (Rothschild, Rockefeller, etc). Inoltre risultava essere anche un ebreo praticamente studente del Talmud.
 
Ma circolano  già le immaginette di Trump: 

Sancte Mikael Arcangele 


Maurizio Blondet  15 Luglio 2024  Fonte 

(Scritto da Robert Arvay tramite AmericanThinker.com)

Smascheriamo i sofismi clericali dell’inclusivismo fake

Nell'articolo che segue troviamo cose gia dette e ripetute in ordine sparso, ma vi risultano utilmente esposte in maniera sistematica. Buona lettura!

Smascheriamo i sofismi clericali dell’inclusivismo fake 
di Roberto Allieri

I sofismi sono uno strumento retorico, affinato in passato dai filosofi della scuola presocratica. Costoro, per convincere l’interlocutore, utilizzavano l’affabulazione, cioè metodi ingannevoli di persuasione fondati non sulla verità bensì insistendo su aspetti ambigui, presentati con astuta manipolazione di significato. I sofismi erano (e sono) ragionamenti capziosi, in apparenza logici ma sostanzialmente erronei.

Diebus Saltem Dominicis – 8a domenica dopo Pentecoste: una questione di vita o di morte

Nella nostra traduzione da OnePeterFive, oggi particolarmente puntuale, la consueta meditazione settimanale di p. John Zuhlsdorf, sempre nutriente e illuminante, che ci consente di approfondire, durante l'ottava, i doni spirituali della domenica precedente qui. Riconosciamo, impetriamo e viviamo l'esigenza ineludibile della Grazia.

Diebus Saltem Dominicis – 
8a domenica dopo Pentecoste: una questione di vita o di morte

Questa settimana permettetemi di provare a collegare la Colletta della Messa della domenica, l'ottava domenica dopo Pentecoste, con la pericope dell'Epistola tratta da Romani 8:12-17. Pregate per me.

Un'osservazione iniziale sul testo di questa domenica è che, come la settimana scorsa, abbiamo un netto contrasto tra i due regni o spiriti, cioè lo Spirito di Dio e lo spirito della carne, i figli della luce o del mondo. Questo è chiaramente un tema nella lettura del Vangelo di Luca 16:1-9, la parabola dell'amministratore infedele.

domenica 14 luglio 2024

Domenica VIII dopo la Pentecoste

Come ogni settimana percorriamo l'Anno liturgico soffermandoci sulla Liturgia domenicale e i misteri divini che ci trasmette per mantenere e aumentare il nostro fervore spirituale.
Domenica ottava dopo la Pentecoste

Intróitus
Ps.47,10-11 - Suscépimus, Deus, misericórdiam tuam in médio templi tui: secúndum nomen tuum, Deus, ita et laus tua in fines terrae: iustítia plena est déxtera tua.
Ps. 47, 2 - Magnus Dóminus, et laudábilis nimis: in civitáte Dei nostri, in monte sancto eius. Glória Patri... Ps.47,10-11 - Suscépimus, Deus,...
Introito
Sal. 47, 10-11 - Abbiamo ricevuto, o Dio, la tua misericordia nel tuo tempio; la tua lode, come si conviene al tuo nome, si stende fino alle estremità della terra: la tua destra è piena di giustizia. Sal. 47, 2 - Grande è il Signore, e degnissimo di lode nella sua città e nel suo santo monte. Gloria al Padre… Sal. 47, 10-11 - Abbiamo ricevuto, o Dio...

All'ufficio.
Questa Domenica veniva chiamata, nel medioevo, sesta e ultima Domenica dopo la Natività degli Apostoli o festa di san Pietro, negli anni in cui la Pasqua toccava il suo punto estremo in aprile. Essa non era invece che la prima della serie domenicale cosi denominata quando la Pasqua seguiva immediatamente all'equinozio di primavera.
Abbiamo visto che a motivo dello stesso moto così variabile impresso a tutta l'ultima parte del ciclo liturgico dalla data di Pasqua, questa settimana poteva essere già la seconda della lettura dei libri Sapienziali, benché il più delle volte vi si debba continuare ancora quella dei libri dei Re. In quest'ultimo caso, è l'antico tempio innalzato da Salomone alla gloria di Dio che attira oggi l'attenzione della santa Chiesa; e i canti della Messa sono allora in perfetta armonia con le lezioni dell'Ufficio della notte.

sabato 13 luglio 2024

Retorica vs. realtà nel documento di lavoro 2024 del Sinodo

Nella nostra traduzione da Catholic culture un'interessante riflessione sull'Instrumentum laboris per la seconda sessione del Sinodo [vedi]. Sinodo: Instrumentum laboris, “istituire un ministero dell’ascolto qui. Vedi qui l'indice dei precedenti. Precedente specifico sulla sinodalità, prodromi e conseguenze qui.

Retorica vs. realtà nel documento di lavoro 2024 del Sinodo

Alcuni cattolici potrebbero sentirsi rassicurati nell'apprendere che il documento di lavoro per la riunione del Sinodo sulla sinodalità del 2024 non tocca le questioni più controverse dibattute durante i mesi di preparazione alla sessione di ottobre. Ma una lettura più attenta dell'instrumentum laboris rivela un divario spaventoso tra le aspirazioni degli organizzatori del Sinodo e le realtà del governo del Vaticano sotto la guida di Papa Francesco.

Inoltre, l'instrumentum non fornisce una risposta chiara alla domanda che innumerevoli cattolici si sono posti: cosa significa esattamente "sinodalità"? La risposta più ovvia si trova nell'affermazione che la sinodalità "comporta ascolto reciproco, dialogo, discernimento comunitario e creazione di consenso". Se una Chiesa sinodale è prima di tutto una Chiesa in ascolto, possiamo aspettarci che a ottobre le gerarchie ecclesiastiche saranno nuovamente invitate ad ascoltare le proposte di cambiamento radicale nell'insegnamento e nella prassi cattolica. Quindi il fatto che le questioni controverse non siano affrontate direttamente nell'instrumentum non è una garanzia che le stesse non saranno affrontate durante la sessione di ottobre.

Sulla tesi di mons. Viganò

Estraggo il commento di Tripudio dalla discussione dalla pagina sui capi di imputazione a carico di mons. Viganò qui, perché merita attenzione e visibilità. Qui l'indice dei 'precedenti.
Sulla tesi di mons. Viganò

La variopinta plebe degli anti-Bergoglio parte troppo spesso da presupposti complessi da decifrare per i semplici fedeli. Se una cosa importante non è comprensibile anche a questi ultimi, chi la porta avanti entra volontariamente in un campo minato irto di responsabilità (e di sensazioni "voce di uno che grida nel deserto: la Chiesa non mi capisce!").

Sul serio, come spiego a mia nonna la faccenda degli "errori di latino" previa a una "sede impedita" seguita da un "conclave invalidato da una votazione incerta", con sullo sfondo il "munus" in esercizio non più "attivo" ma col "vestirsi ancora da Papa"...?

venerdì 12 luglio 2024

La celebrazione 'una cum': alcune considerazioni essenziali

Se si perde il senso dei due pilastri costituiti dal Signore nel governo della Chiesa: Tradizione e giurisdizione, si rischia di perdere l'orientamento. Riprendo gli insegnamenti ricevuti e dico con semplicità la mia. Al resto non potrà che provvedere il Signore servendosi dell'autorità di pastori fedeli, autorità e responsabilità che a noi laici non compete e quindi non possiamo né dobbiamo assumercela. Per tutti gli altri principi messi in discussione da questo pontificato, con radici — ben individuate nelle variazioni disseminate in alcuni punti dei documenti del Vaticano II veicolate dalla 'pastorale' apparentemente senza dottrina — resta valido l'insegnamento perenne della Chiesa bimillenaria e non solo conciliare né tantomeno conciliarista... Mons. Viganò ha enumerato quelli più eclatanti per di più inseriti nel contesto globale.

La celebrazione 'una cum':
alcune considerazioni essenziali

Chiede un lettore nell'ultima discussione innescata dalla pubblicazione dei capi di imputazione  a mons. Viganò qui
Ma non sarebbe il caso di declinare i “principi” in suggerimenti pratici che possano aiutare i fedeli cattolici a districarsi nella situazione concreta in cui essi si trovano? Faccio una sola domanda esemplificativa: andare a Messa laddove si celebra in comunione con “Francesco” significa sempre e comunque far parte della “setta bergogliana”? [aborro l'uso termini del genere: un linguaggio che toglie efficacia anche alla parresia di mons. Viganò per tutto il resto -ndr]. In altre parole, ciò di cui i fedeli necessitano è sapere come concretamente muoversi per rimanere cattolici.
L'ho già detto, ma conviene ribadirlo.  Il problema è stato a suo tempo creato da Don Minutella e dal suo seguito col continuare a giustificare con argomenti speciosi la sua falsa tesi della invalidità della Messa una cum il papa regnante. Poi si aggiungono altri in ordine sparso. Ma ciò contraddice il dogma della Presenza Reale di Cristo - che deriva "ex opere operato"  e a prescindere dall'una cum - dalle parole della Consacrazione anche se pronunciate da un sacerdote eretico o scomunicato. Avrei preferito tenermi estranea ad un dibattito che corre il rischio di sfociare in dispute interminabili senz'alcun costrutto. Ma esiste anche una responsabilità nei confronti di quelle anime semplici che sono nel dubbio in questa temperie di grande confusione e si lasciano convincere e trascinare da alcuni argomenti veritieri mentre non sono in grado di discernere su altri che, invece, sviano dalla Verità tutta intera. Inoltre la chiarezza serve anche a non dare agli avversari della Tradizione la possibilità di fare di ogni erba un fascio a causa di una predicazione che offre contenuti tradizionali, ma poi diventa  arbitraria e foriera di ulteriore confusione.

I capi di imputazione a carico di mons. Viganò

I capi di imputazione a carico di mons. Viganò

OnePeterFive ha pubblicato il file PDF vaticano della condanna di mons. Viganò, datato 4 luglio 2024.

Mi permetto di ricopiare dai paragrafi 13 e 14 le "prove" a suo carico.

Nota: il testo del PDF contiene degli errori di copia/incolla (come quell'ACCEPTATION lasciato lì in maiuscolo in mezzo al testo, o quel sottolineato opposto al mandato petrino) che non sono presenti nelle fonti originali che cita e che quindi non riporto qui sotto (limitandomi a dedurre che gli incaricati di copiaincollare erano talmente poco sereni da aver avuto la vista piuttosto annebbiata; molto comico anche il fatto che pur di non citare anche solo una pagina di Chiesa e Postconcilio (che peraltro ha sempre pubblicato in anteprima tutti gli interventi ricevuti direttamente dall'Arcivescovo qui) son ricorsi alla copia che ne aveva fatto il sito Unavox).


13. Alcune dichiarazioni dell'accusato confermano il suo rifiuto della sottomissione al Sommo Pontefice e il rifiuto della comunione con i membri della Chiesa a lui soggetti:

a) “Dobbiamo confrontarci con una realtà dolorosa e terribile: Bergoglio si pone come ostile ai Cattolici fedeli al Magistero — che deride, condanna ed emargina — e complice di chi contraddice apertamente ciò che la Chiesa insegna immutabilmente da duemila anni. Non solo: egli vuole condurre i buoni Cattolici — e con essi i pochi Vescovi e sacerdoti che ancora professano la Fede nella sua integrità — a separarsi dalla setta che ha infiltrato e invaso la Chiesa, provocandoli con sfrontata arroganza perché si sentano scandalizzati ed offesi. L'inclusivita a cui si ispira Bergoglio nella sua opera demolitrice è l’esatto opposto di quanto ci ha insegnato Nostro Signore” (9 novembre 2023, https://exsurgedomine.it/231109-dichiarazione/ );

b) “In questi dieci anni di «pontificato» abbiamo visto Bergoglio fare tutto quello che non ci si sarebbe mai aspettati da un Papa, e viceversa tutto quello che farebbe un eresiarca o un apostata. (...) Il silenzio dell'Episcopato dinanzi alle enormità bergogliane conferma che l’autoritarismo autoreferenziale del gesuita Bergoglio ha trovato servile obbedienza nella quasi totalità dei Vescovi, terrorizzati dall'idea di essere fatti oggetto delle ritorsioni del vendicativo e dispotico satrapo di Santa Marta. (...) Bergoglio è eretico e palesemente ostile alla Chiesa di Cristo. (...) Preso dunque atto che Bergoglio è eretico (...) dobbiamo chiederci se l'elezione del 2013 sia stata in qualche modo inficiata da un vizio di consenso. (...) Io credo invece che l’accettazione del Papato sia viziata perché egli considera il Papato altra cosa rispetto a cio che è, come il coniuge che si sposa in chiesa escludendo i fini specifici del Matrimonio e rendendo quindi nulle le nozze per vizio di consenso, appunto” (1 ottobre 2023, https://exsurgedomine.it/230930-CIC-ita/ ; il video è stato pubblicato con il titolo “Resist The Bergoglian Fury” con la data del 17 novembre 2023);

giovedì 11 luglio 2024

Francia, incendio alla guglia della cattedrale di Rouen, la più alta di Francia

Simboli perenni oltre i miti della modernità. Purtroppo anche nella cattedrale di Rouen è in corso un incendio, divampato oggi. Il pensiero corre a Notre Dame [qui - qui - qui - qui] e malauguratamente a troppe altre Chiese in Francia [vedi a partire da qui]. Non ci sono più parole, solo dolore e indignazione per quanto sta avvenendo, nell'indifferenza dell'Europa ormai scristianizzata, tranne diverse oasi tradizionali, soprattutto proprio in Francia!

Francia, incendio alla guglia della cattedrale
di Rouen, la più alta di Francia


Un incendio è scoppiato sulla guglia della cattedrale di Rouen, in Normandia, dall'origine sconosciuta, mentre dei lavori erano in corso. Lo ha dichiarato il sindaco di Rouen Nicolas Mayer-Rossignol, con un post su X, pubblicando la foto di un pennacchio di fumo che fuoriesce dalle impalcature che circondano la guglia.
I vigili del fuoco e i servizi di soccorso hanno riferito che l'allarme è stato lanciato alle ore 12 e che "sono stati coinvolti 33 motori e 63 vigili del fuoco". Secondo la prefettura di Seine-Maritime, "l'incendio è scoppiato in cima alla guglia, che non è di legno ma di metallo ed è attualmente in fase di restauro". Secondo le prime informazioni ricevute dal ministero della Cultura, l'incendio è stato causato da una "cattiva gestione" del cantiere di restauro della guglia della cattedrale. Il governo francese non sa ancora se la struttura in legno sia stata colpita.

Il cardinale Müller rivela l'atteggiamento ostile della Curia nei confronti della messa tridentina

Si tratta di una notizia che circola da giorni. La riportiamo nella nostra traduzione da FSSPXnews : il Cardinale Müller scopre il fianco all’emozione e rivela una dolorosa verità sull'atteggiamento di molti membri della Curia sulla Messa antica. Qui l'indice dei precedenti.

Il cardinale Müller rivela l'atteggiamento ostile
 della Curia nei confronti della messa tridentina

Anche se appare molto improbabile [l'ho appreso personalmente da una fonte Vaticana attendibile -ndT] che a breve esca un testo che vieti “totalmente” la messa tradizionale [annunciato qui -ndT], resta il fatto che si moltiplicano le testimonianze dell’opposizione radicale – sarebbe piuttosto viscerale – dei membri del Dicastero per il culto divino e la disciplina dei sacramenti contro la Messa tridentina.

Dopo il divieto di celebrare la messa per il pellegrinaggio di Nostra Signora del Cristianesimo – Spagna nella basilica di Nostra Signora di Covadonga (vedi), e dopo l'informazione fornita dal quotidiano The Pillar sull'atteggiamento di alcuni membri della Curia, ecco una nuova testimonianza resa dal cardinale Gerhard Müller in occasione delle ordinazioni [Courtelain, per l'Istituto del Buon Pastore, nell'immagine -ndT].

mercoledì 10 luglio 2024

Mons. Athanasius Schneider / Il giusto significato dell'obbedienza al Papa

Uno strumento snello ed efficace come il blog ha, però, l'inconveniente di fagocitare i contenuti. E dunque – in relazione alla situazione attuale, conseguente anche alla scomunica di mons. Viganò – dopo la presentazione del Compendio scritto e diffuso da mons. Athanasius Schneider [vedi], ripropongo un testo molto in tema, già pubblicato nella nostra traduzione da LifeSiteNews, nel quale il vescovo Schneider discute la natura e i limiti dell'obbedienza al Papa. Citando san Tommaso d'Aquino e altre fonti, spiega che ogni autorità e ogni obbedienza hanno dei limiti. “L'obbedienza”, dice, “non è cieca o incondizionata, ma ha dei limiti. Dove c'è peccato, mortale o meno, non abbiamo semplicemente il diritto, ma il dovere di disobbedire». Qui l'indice dei precedenti. Sul tema delle "due forme" del rito vedi.

«L'autorità è definita dai suoi limiti, e anche l'obbedienza è definita dai suoi limiti. La consapevolezza di questi limiti porta alla perfezione nell'esercizio dell'autorità e alla perfezione nell'esercizio dell'obbedienza».
Il giusto significato dell'obbedienza al Papa

La santa Chiesa è innanzitutto e più radicalmente un'istituzione divina e, nel suo significato soprannaturale,  è un mistero. In secondo luogo, ha anche la realtà umana e visibile, i membri visibili e la gerarchia (papa, vescovo, sacerdote).

Quando la Madre Chiesa sta attraversando una delle crisi più profonde della sua storia, come è nel nostro tempo, in cui la crisi tocca in misura spaventosa tutti i livelli della vita ecclesiale, la Divina Provvidenza ci chiama ad amare la nostra Madre Chiesa, umiliata e derisa non in primo luogo dai suoi nemici, ma dall'interno dai suoi pastori. Siamo chiamati ad aiutare la nostra Madre Chiesa, ciascuno al suo posto, ad aiutarla per un vero rinnovamento attraverso la nostra stessa fedeltà all'immutabile integrità della fede cattolica, attraverso la nostra fedeltà alla costante bellezza e sacralità della sua liturgia, la liturgia di tutti i tempi, attraverso la nostra intensa vita spirituale in unione con Cristo, e attraverso atti di amore e di carità.

Mons. Athanasius Schneider / Credo. Compendio della Fede cattolica

Interessante notizia per chi ama la Tradizione: la pubblicazione diffusa in varie lingue dell'opera di mons. Schneider che, oltre ad essere un Compendio esaustivo degli insegnamenti della chiesa, fornisce anche risposte agli errori contemporanei.

Credo. Compendio della Fede cattolica.
di Mons. Athanasius Schneider

L’anno scorso [2023], è stato pubblicato negli Stati Uniti il libro Credo – Compendium of Catholic Faith [Credo – Compendio della Fede Cattolica] (Sophia Institute Press), di Mons. Athanasius Schneider, vescovo ausiliare di Astana nel Kazakistan.
Dopo le edizioni in inglese e francese, l’opera sarà pubblicata entro il 2024 in spagnolo, portoghese e italiano. Nel frattempo si stanno approntando le traduzioni in tedesco, polacco, ungherese e russo. L’edizione in francese è andata esaurita tre mesi dopo la pubblicazione, ma sarà nuovamente disponibile entro la metà di maggio 2024.
All’inizio del libro vi sono diverse raccomandazioni, come quella del cardinale Robert Sarah, ex Prefetto della Congregazione per il Culto Divino, che si è fatto notare per una coraggiosa allocuzione ai vescovi del Camerun. Vi è anche quella di Mons. Joseph Strickland, vescovo destituito, l’11 novembre 2023, dalla sua sede di Tyler (Texas, USA) da Papa Francesco, per le sue critiche del Sinodo sulla sinodalità.

martedì 9 luglio 2024

Mons. Strickland: “Il Vaticano è più interessato a mettere a tacere l’arcivescovo Viganò che a rispondere alle sue accuse”

Nella nostra traduzione da Medias presse info la posizione di Mons. Strikland sul caso Viganò. Qui l'indice degli articoli sul caso Stricland e suoi interventi.

Mons. Strickland: “Il Vaticano è più interessato a mettere a tacere 
l’arcivescovo Viganò che a rispondere alle sue accuse”

Ecco il testo pubblicato da mons. Joseph Strickland sul suo account X/Twitter qui :
"Ci troviamo in un momento strano nella storia della Chiesa, poiché l'arcivescovo Viganò viene rapidamente scomunicato mentre Theodore McCarrick rimane non scomunicato nonostante le rivelazioni dei crimini da lui commessi contro la Chiesa per anni.
Dobbiamo prestare attenzione ravvicinata ad un Vaticano che agisce in questo modo. Invece di rispondere alle serie domande e accuse sollevate dall'arcivescovo Viganò, lo espelle sommariamente dalla Chiesa con l'apparente intenzione di metterlo a tacere. Nel frattempo, McCarrick e una lunga lista di altri hanno promosso una cultura che ignora o vuole cambiare gli insegnamenti della Chiesa e le loro voci sono autorizzate e persino sostenute apertamente.
Sembra che ci siano rimaste solo pietre per rivendicare giustizia, poiché le voci dei discepoli fedeli sono mute, ignorate, persino messe a tacere."
Citazione (De Mattei) su San Pio V: «Il nuovo papa appare come un uomo mosso unicamente dal desiderio di restaurare l'antico splendore della Santa Sede mediante il miglioramento dei costumi e la lotta contro gli errori. »
Possa questa citazione ricordarci che lo “splendore della Santa Sede” è sempre legato alla gloria di Gesù Cristo. Non c'è splendore senza fedeltà a Cristo e l'unico valore dello splendore mondano è che ci orienta verso Dio.

“Nuove bussole o piante appassite?”: la FSSPX interviene sui nuovi attacchi de La Bussola

Leggiamo su Radio Spada 8 Luglio 2024 | Attualità
“Nuove bussole o piante appassite?”: 
la FSSPX interviene sui nuovi attacchi de La Bussola

Oltre alle vicende connesse allo sgangherato assalto dello scorso agosto (vedere: Dossier sul caso “La Bussola”: i fatti, le risposte, le confutazioni), in relazione al “ritorno di fiamma” operato dalla testata Quasivaticana nelle ultime settimane, abbiamo pubblicato già due articoli:

La Bussola torna all’assalto di “Viganò e lefebvriani”. Ma sembra Avvenire (o peggio). E fa il solito pastrocchio. Bella Ciao, Amoris Laetitia e la paura che fa 90. La Bussola torna alla carica contro i lefebvriani. Ma rifrigge (male) un pasticcio già rimandato in cucina. Vediamo allora chi sono i cuochi.
Ora, a intervenire per ribadire l’ovvio, è nuovamente la FSSPX con il pezzo Nuove bussole o piante appassite?, che riportiamo di seguito.

lunedì 8 luglio 2024

Elezioni francesi / Il banco vince (quasi) sempre. Tre immagini eloquenti

Sulle elezioni francesi non servono tante parole. Potevo cavarmela con tre immagini e l'ovvia didascalia, riportata fuori dalla tabella in cui le ho inserite (cliccate specialmente sulla terza per ingrandirla), altrimenti se ne sconvolgeva l'allineamento. Tuttavia, di seguito, trovate un centrato commento di Antonio Catalano.

 
Rispettivamente:
Notre Dame in fiamme: che sia stato un presagio?
L'alleanza del disonore 
I veri vincitori in Francia. Auguri!
* * *
Il banco vince (quasi) sempre
Viene da pensare che Macron, dopo la batosta subita alle ultime europee, abbia così frettolosamente messo in piedi queste elezioni anticipate perché potesse recuperare forza e credibilità, grazie all’union sacrée con una sinistra cosiddetta radicale che resuscita il guerrafondaio presidente servo dei banchieri, nemico delle classi popolari e delle classi medie.
Come giustamente dice Francesco Toscano, il banco vince (quasi) sempre. Adesso Melenchon alza la voce, il Nuovo Fronte Popolare è pronto a governare, come se avesse i numeri per farlo senza Macron. Ma questo è il teatrino che serve a fomentare coloro che si sono mobilitati per sconfiggere il nemico comune rappresentato dalla fascista Le Pen, ancora una volta dimostrando che questa sinistra allattata a democrazia e antifascismo, così come configurati dagli assetti post seconda guerra mondiale, abbia come faro non la difesa degli interessi delle classi popolari ma quelli di un assetto geopolitico che contempla pieno asservimento ai suoi disegni strategici.
Non per niente Melenchon&co. hanno dovuto sottoscrivere come NFP la dichiarazione a sostegno dell’Ucraina contro la Russia, così come voleva Raphael Glucksmann.
Glucksmann è un feroce atlantista e, naturalmente, un feroce sostenitore di Israele. Ecco cosa diceva ad accordo siglato con Melenchon. «Un impegno estremamente chiaro sulle forniture di armi all’Ucraina, sulle frontiere dell’Ucraina, sul sostegno irriducibile alla resistenza ucraina, sul sostegno alla costruzione europea. E che gli attacchi del 7 ottobre siano definiti massacri terroristici e chiaramente ‘terroristici’, un impegno chiaro nella lotta contro l’antisemitismo, nella lotta contro lo svilimento del dibattito pubblico». Mai come in questo caso vale la preziosa (e sconfortata) affermazione di Amadeo Bordiga: «Il peggior prodotto del fascismo è l’antifascismo».
Il cammino da fare in Francia, così come in Italia e in Europa, è l’affrancamento da questa ideologia antifascista (atlantista) disposta a tutto, pure allearsi col diavolo, fuorché lavorare politicamente per avviare un processo, sicuramento molto impegnativo, ma l’unico che garantisce una prospettiva di riscatto degli interessi popolari, che, oggi, non può che passare per una lotta indefessa contro il monopolio del grande capitale finanziario, quindi contro l’unipolarismo americano.
Antonio Catalano, 8 luglio 2024 

Tagli e annacquamenti del nuovo Rito rispetto all'antico

Alcuni dei precedenti interessanti sui tagli e gli annacquamenti del nuovo Rito rispetto all'antico: 
  • Crisi nella Chiesa: R. Kaschewsky, "Tendenze nelle orazioni del Nuovo Messale" con Presentazione di Paolo Pasqualucci. qui 
  • Miti da sfatare: quanto del messale del 1962 viene effettivamente utilizzato nel messale post-Vaticano II? qui 
  • “Tutti gli elementi del Rito Romano?” Un mito sfatato, Parte II qui 
  • La strategia del 'depistaggio' dei traduttori CEI: cambiare il nome ai peccati qui
  • Del problema generale costituito anche dalle traduzioni, soprattutto in base alle nuove norme, abbiamo parlato qui. 
  • Sulle traduzioni CEI quiqui.  
  • Sui nuovi Messali qui - qui.

Un commento di Peter Kwasniewski 
riferito alla liturgia della scorsa Domenica [qui]:
Una cosa che apprezzo e ammiro molto del rito romano è la stretta connessione tra Vecchio e Nuovo Testamento. In molti modi ovvi ma anche sottili, esso sottolinea la continuità, anche se indica il sovrabbondante compimento del Vecchio nel Nuovo. Questo aspetto è abbastanza muto nel rito moderno di Paolo VI; fatto che ha enormi implicazioni teologiche. Ma in questo momento non ci entrerò. 
Oggi per la 7 domenica dopo la Pentecoste vediamo una bella giustapposizione. L'antifona dell'Offertorio allude ai giganteschi sacrifici di re Salomone, che hanno accompagnato sia l'inaugurazione del suo regno che la dedicazione del Tempio. Il Segreto mostra quindi il significato allegorico puntando esplicitamente i vecchi sacrifici al sacrificio supremo una volta per tutte della Croce, legando elegantemente anche una menzione di Abele, che presto sarà menzionato nel Canone Romano:
 
Antifona Offertorio (Dan 3:40)
Sicut in holocáustis aríetum et taurórum, et sicut in míllibus agnórum pínguium: sic fiat sacrifícium nostrum in conspéctu tuo hódie, ut pláceat tibi: quia non est confúsio confidéntibus in te, Dómine.
Come negli olocausti di arieti di tori, e di migliaia di pingui agnelli; il nostro sacrificio si compia oggi davanti ai tuoi occhi, affinché ti sia gradito: perché non c'è confusione per coloro che confidano in Te, o Signore.

Secreta
Deus, qui legálium differéntiam hostiárum uníus sacrifícii perfectióne sanxísti: áccipe sacrifícium a devótis tibi fámulis et pari benedictióne, sicut múnera Abel, sanctífica: ut, quod sínguli obtulérunt ad maiestátis tuae honórem, cunctis profíciat ad salútem. Per Dóminum nostrum Iesum Christum, Fílium tuum, qui tecum vívit et regnat in unitáte Spíritus Sancti, Deus, per ómnia saécula saeculórum. Amen
O Dio, che hai perfezionato i molti sacrifici dell’antica legge con l’istituzione del solo sacrificio, gradisci l’offerta dei tuoi servi devoti e benedicila non meno che i doni di Abele; affinché, ciò che i singoli offrono in tuo onore, a tutti giovi a salvezza. Per il nostro Signore Gesú Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive regna con Te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Diebus Saltem Dominicis – Settima domenica dopo Pentecoste: Operatio medicinalis

Nella nostra traduzione da OnePeterFive la meditazione settimanale di p. John Zuhlsdorf, sempre nutriente e illuminante, che ci consente di approfondire, durante l'ottava, i doni spirituali della domenica precedente [qui].
Diebus Saltem Dominicis –
Settima domenica dopo Pentecoste: Operatio medicinalis

Padre John Zuhlsdorf

Questa settima domenica dopo Pentecoste è il 17° anniversario del giorno in cui Papa Benedetto XVI ha pubblicato il testo del Summorum Pontificum, il 7-7-7, l’“editto di emancipazione” liturgica per coloro che desiderano godere dei benefici del Vetus Ordo. Preghiamo sinceramente affinché le persone che sono ora incaricate di gestire tali questioni evitino le crudeltà del passato e abbraccino la vera carità e generosità pastorale.

Nella nostra lettura dell’epistola dalla Lettera di San Paolo ai Romani 6, 19-23, l’Apostolo dei Gentili solleva la questione dei peccati passati degli ex pagani. Un tempo gli uomini credevano di essere liberi di fare ciò che volevano ed erano schiavi del peccato nella falsa gioia. Ora sono schiavi di Dio, il che è la vera libertà che porta autentica gioia. Paolo si rivolge a una comunità ancora in formazione in un luogo difficile, Roma. È una situazione delicata. Pertanto, solleva la questione dei peccati passati dei nuovi fedeli, dando loro una dose di umiliazione e contrizione, una vergogna medicinale che può aiutarli a rimanere forti e a non riscivolare in pericoli spiritualmente mortali. È in questo passo che troviamo la famosa frase: “il salario del peccato è la morte” (v. 23). Subito dopo l’Epistola, il Graduale fa emergere il contrasto tra la vergogna del peccatore e la gioia secondo Dio, vero motivo di gioia per gli ex pagani:

Novena alla Madonna del Carmine

Ieri, 7 luglio, è iniziata la Novena alla Madonna del Carmine, la cui Festa ricorre il 16 luglio. 

Vi rimandiamo al link qualche anno fa, per chi vuole riprenderla da oggi

Chiese e Israele, nuovo scontro sulle tasse. Capi cristiani: violato lo status quo

Netanyahu viola lo status quo e attacca i Diritti delle Chiese Cristiane in Terrasanta. Una vecchia questione ancora non risolta. Vedi, a partire da qui interessanti precedenti (uno stralcio del mio vecchio lavoro di anni).

Chiese e Israele, nuovo scontro sulle tasse. 
Capi cristiani: violato lo status quo
In una lettera indirizzata al premier Netanyahu patriarchi e capi delle Chiese protestano per la decisione di diverse municipalità di imporre l’Arnona. La controversia riguarda Tel Aviv, Ramle, Nazareth e Gerusalemme. I leader esprimono “profonda preoccupazione”: proprio mentre il mondo segue con apprensione il conflitto in corso cresce l’intolleranza verso la presenza cristiana in Terra Santa.
Gerusalemme (AsiaNews) – All’ombra del conflitto a Gaza si consumano numerosi fronti di tensione e di scontro interni a Israele, dall’escalation di attacchi dei coloni ebraici nei Territori palestinesi sino alla “guerra” delle tasse sui beni immobili (e non) con le denominazioni cristiane di Terra Santa. Un problema annoso che, in questi giorni, registra un nuovo capitolo: i capi delle diverse Chiese di Gerusalemme hanno sottoscritto un documento in cui manifestano la ferma opposizione alla decisione della municipalità di imporre tasse comunali (Arnona) sulle proprietà delle chiese stesse. Nella dichiarazione congiunta, diffusa ieri a nome dei Patriarchi e dei Capi cristiani, i leader esprimono “profonda preoccupazione” per la decisione; essa, infatti, finisce per contraddire “secoli” di accordi storici tra le Chiese e le autorità civili e rappresenta un “attacco coordinato” alla presenza cristiana in Terra Santa avviando ”procedimenti fiscali”.

domenica 7 luglio 2024

7 luglio 2007-2024. Anniversario della promulgazione del Summorum pontificum

Commemoriamo ogni anno un anniversario, tanto gioioso a suo tempo quanto dolente oggi: la promulgazione del Summorum pontificum, purtroppo vanificata da una gerarchia matrigna nei confronti della Tradizione, anziché Mater et Magistra
Lo ricordo anche quest'anno visto che il motu proprio di Benedetto XVI è stato davvero un dono della Provvidenza, perché di fatto ha permesso alla nuova generazione di conoscere un Rito che si voleva (e si vorrebbe) eliminato. E c'è da aggiungere che il recente accanimento [vedi] si è rivelato un boomerang perché lo scalpore suscitato lo ha fatto conoscere e apprezzare da molti più fedeli, soprattutto giovani e anche sacerdoti, che hanno riscoperto una sacralità ed una mistagogia impareggiabili nonché l'unico culto autentico dovuto a Dio(1).
Nell'immagine — tratta dal filmato di Repubblica sotto riportato — la celebrazione storica del successivo 14 settembre (giorno dell'entrata in vigore), la prima a Roma dopo 39 anni, nella Cappella della Salus Populi Romani di fronte alla quale, dall'altro lato della navata, c'è quella in cui è sepolto San Pio V, il Papa che ha codificato per l'Occidente cattolico la forma del Rito Romano, rimasta sostanzialmente integra nel Messale del 1962 [qui].
Anche quest'anno non può mancare il nostro pensiero a quell'evento sicuramente provvidenziale, pur nelle sue carenze [qui].
Infine, un cimelio storico: il filmato che sono riuscita ad avere da Repubblica, nel quale, insieme ad altre, ci sono alcune mie precise risposte a precise domande. Perché io c'ero. Interessanti le interviste: laici con le idee chiare, che non si sono lasciati confondere dalle domande contenenti i pregiudizi che conosciamo bene e che non accennano a sparire.
Me lo sono riguardato dopo tanto tempo e lo riprendo, un po' quasi per lasciare il testimone e, poi, anche perché spero sia avvenuto quello che spontaneamente ho detto nell'ultima frase. Alla domanda: "Non sembra ci sia una grande adesione popolare", ho risposto: "Ebbene molti non lo conoscono; ma è un inizio. Il resto lo farà il Signore secondo me!". PreghiamoLo che ci aiuti a custodire ma soprattutto a vivere secondo il Suo Cuore il nostro tesoro prezioso.

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1. Esiste uno ius divinum al culto che è il riconoscimento del primato di Dio su ogni cosa. Si realizza facendo convergere su Lui tutte le attività – personalmente e comunitariamente – attraverso la virtù di religione, come ci ricorda la Mediator Dei. Dunque riguarda l’intera esistenza e tutti i suoi ambiti ed è funzione primaria della Chiesa come corpo mistico di Cristo e popolo sacerdotale: pensiamo al sacerdozio battesimale, sia pur distinto in grado ed essenza da quello ordinato. Ristabilisce inoltre il giusto rapporto fra Dio e la sua creazione, a Lui ordinata, a partire dall’uomo, unica creatura terrena creata a Sua immagine. Viene espresso anche in atti e riti pubblici. Esiste quindi uno ius liturgicum: la Chiesa ha sempre concepito la liturgia come il suo culto pubblico ufficiale e quindi ha regolato gli atti e i riti che lo sostanziano ed esprimono le verità di fede professate. Tutte le norme sono indirizzate a questo giusto rapporto, dal quale dipende la salvezza del mondo, e così devono essere rispettate come comando di Dio e non come invenzione dell’uomo, tipo fabbricazione a tavolino (parole di Ratzinger), come nel caso del Novus Ordo.