mercoledì 18 settembre 2019

L’umanesimo cristiano e l'umanesimo di “Giuseppi” & Bergoglio

Ringrazio il lettore che mi ha inviato il testo che segue.

Nuovo umanesimo”: “Giuseppi” Conte e Bergoglio hanno usato questa stessa espressione a distanza di pochi giorni l’uno dall’altro. Il primo mentre interpretava la parte dell’europeo-globalista nella stessa circostanza in cui, quattordici mesi prima, aveva finto di essere un sovranista di destra; e il secondo mentre presentava – lo potete ascoltare nel suo vaniloquio (qui) – un non meglio identificato “patto educativo per la cura del creato”.
“Nuovo umanesimo”. L’espressione è grottesca. Un avvocaticchio pugliese che tra un anno sarà tornato nel suo studio e alle sue aule universitarie, e un prelato la cui ignoranza è pari solo alla soddisfatta consapevolezza con cui sta demolendo quella Chiesa che - come vedremo - è stata l’autrice dell’UNICO umanesimo che l’Europa abbia conosciuto, si fanno profeti di una svolta epocale. Addirittura di un “nuovo umanesimo”.

La gloria pesante di Dio, medicina di quest’epoca leggera

"Gloriosa" recensione di Silvio Brachetta. Uno dei tanti concetti cancellati dal pauperismo dilagante è quello di «gloria». La gloria è il «kabōd» ebraico – il «peso». Ebbene sì: nonostante si cerchi ad ogni costo di alleggerire Dio, rimane il fatto che Egli è «pesante», assai pesante.

Uno dei tanti concetti cancellati dal pauperismo dilagante è quello di «gloria», che è stata spesso trascurata «a favore di un’umiltà che sembra più adatta al pusillanime». Così Michel Janva segnala (qui) l’ultima fatica editoriale del filosofo francese Fabrice Hadjadj, dal titolo A Me la gloria (A Moi la gloire, Salvator, 2019). Ma cos’è questa gloria di Dio? La gloria è il «kabōd» ebraico – il «peso». Ebbene sì: nonostante si cerchi ad ogni costo di alleggerire Dio, rimane il fatto che Egli è «pesante», assai pesante.
Ciò nasce da un equivoco, in cui cascano i pauperisti e i relativisti d’ogni epoca: l’umiltà non è sinonimo di leggerezza, ma di abbassamento. La leggerezza è descritta in tutt’altro modo nella Bibbia. La leggerezza è la «vanità» del Qoelet, che traduce l’ebraico «ebel» – «cioè vapore, ombra, fumo». La leggerezza è inconsistenza, mentre l’umiltà è gloriosa.
Hadjadj scrive della gloria di Dio, che si può rintracciare anche nelle creature. C’è una gloria «del ciottolo, del pavone o della civetta», ovvero una loro pesantezza, tanto fisica, quanto ontologica. Le cose pesano, hanno un’estensione, sono belle, sono significative, brillano di mistero, hanno una traccia d’eternità. In ogni cosa c’è un’impronta di «unum, bonum et verum» (San Tommaso d’Aquino), nel senso che vi è, nelle creature, un’immagine del Creatore – come un riflesso di sapienza, che trascende le cose e porta la mente umana alla contemplazione speculativa di Dio.
E Dante Alighieri riprende l’Aquinate, con il medesimo concetto: «La gloria di colui che tutto move per l’universo penetra, e risplende in una parte più e meno altrove» (Paradiso 1, 1).

martedì 17 settembre 2019

Phil Pawler ai vescovi: Noi siamo la truppa ma voi i generali e dovete agire

Nella nostra traduzione da Catholic culture un breve ma significativo messaggio di Phil Lawler che, più recentemente, abbiamo incontrato qui [precedenti qui - qui era più rassegnato]. Ci strappa un sorriso; ma direi che è una riprova di quanto tra i fedeli stia crescendo l'inquietudine e anche lo sconcerto per la totale impotenza di fronte alle gravissime minacce all'unità, all'universalità e soprattutto all'identità de La Catholica e alla sua ragion d'essere nel mondo ma non del mondo.

Anche se sono rimasto sconcertato dalla dichiarazione del Papa sulla prospettiva di uno scisma americano, un passaggio di quella dichiarazione merita un po’ più di riflessione:
Gli scismatici sempre hanno una cosa in comune: si staccano dal popolo, dalla fede del popolo di Dio. E quando nel Concilio di Efeso c’era la discussione sulla maternità divina di Maria, il popolo – questo è storico – era all’entrata della cattedrale quando i vescovi entravano per fare il concilio. Erano lì con dei bastoni. Li facevano vedere ai vescovi e gridavano “Madre di Dio! Madre di Dio!”, come per dire: se non fate questo vi aspettano… [vedi]
Leggendo quel brano, mi è venuto in mente qualcosa che molti anni fa il mio amico Bud ha detto per esprimere la sua insoddisfazione sulla mancanza di guida episcopale in America. Bud voleva che i nostri vescovi fossero più schietti nell’affrontare l’errore dottrinale. Egli suggerì che i fedeli cattolici dovessero dirlo ai loro vescovi in questi termini:
Noi siamo solo i soldati porta-lance1. Voi siete i generali. Se prendete il comando, noi saremo proprio dietro di voi. Ma se non prendete il comando….. Ricordatevi che siamo proprio dietro di voi, e abbiamo le lance.
Quindi, secondo la logica di Bud, se un vescovo non volesse sentire un colpo improvviso nella schiena, dovrebbe agire. È un’immagine semplice, ma nitida e significativa.
Abbiamo bisogno che i nostri vescovi agiscano per salvaguardare l’unità della Chiesa e l’integrità della sua dottrina. Dobbiamo mandare questo messaggio. Noi siamo solo i porta-lance, ma portiamo le lance.
____________________
1. Dal gergo militare (in greco e latino: dorifori) N.d.T.
[Traduzione a cura di Chiesa e post-concilio]

I Gattopardi

Analisi lucida e realistica. Speriamo di poter dire anche per questo: "Ma Dio aveva altri progetti" (per l'Italia, per l'Europa e per le influenze che verranno). Un po' dipende anche dal nostro Ora et labora.

Renzi si unirà con Berlusconi, come stabilito ormai da anni, per ricostruire il "Grande Centro" e questa volta senza nemmeno la patina ipocrita di cattolicesimo (ma sempre con il sostegno del clero della neochiesa). I Cinquestelle crolleranno, e quel che rimane si unirà con il PD, per rifare la "grande Sinistra" (sempre con il sostegno dell'altra parte del clero della neochiesa). Tutto il resto convergerà verso il "centro-destra" (sostenuto di nascosto da qualche prelato tremebondo qua e là).
E così, come sempre in Italia... Che tutto cambi perché nulla cambi!
Del resto, il sistema ha funzionato perfettamente nel suo fine della distruzione dell'Italia e degli italiani, della loro ricchezza, della loro identità, della loro fede, della loro umanità. Meglio ripristinarlo in pieno: ora vengono infatti  i giorni della totale e definitiva trasmutazione e scomparsa degli italiani. E questo non può che essere attuato tramite la Sinistra con l'appoggio "responsabile" dei "moderati" e del clero della neochiesa, di sinistra e di centro.
Come infallibilmente accade ormai da sessant'anni. (Massimo Viglione)

José Antonio Ureta. Comunione con Dio o con gli “spiriti” (maligni)?

Nell'approssimarsi del sinodo pan-amazzonico aumentano le avvisaglie inquietanti evidenziate da molti eminenti studiosi. Dal testo che segue, ripreso da Duc in altum, il professor José Antonio Ureta dimostra, con ampia documentazione, come il processo di sovvertimento della dottrina sotto il pretesto dell'inculturazione sia molto avanzato e come la Chiesa, anziché opporsi alla deriva magica, spiritistica e panteistica, la appoggi e la favorisca. Per approfondire, indice dei precedenti articoli

La Rete Panamazzonica (Repam), principale coordinatrice della prossima assemblea speciale del sinodo dei vescovi, ha organizzato dal 16 al 18 luglio scorsi un seminario nel Centro culturale missionario, a Brasilia. Fra le attività dell’evento, a destare più interesse e reazioni è stata la celebrazione di una “mistica indigena”, durante  la quale sono state invocate “protezione e benedizione sul cammino sinodale”. Il noto blogger brasiliano Bruno Braga l’ha qualificata come “rituale macabro”, proprio del “paganesimo indigenista”[1].

Un mese dopo, il 14 agosto, durante il terzo incontro ufficiale preparatorio per il sinodo, tenutosi a Bogotà (dopo quelli di Washington e Roma) con la partecipazione del cardinale Pedro Barreto Jimeno, vicepresidente della Repam e uno dei presidenti dell’imminente sinodo, lo sciamano Isidoro Jajoy, della tribù colombiana Inga, ha dato la “benedizione” a un gruppo di partecipanti all’evento [qui], fra i quali una suora in atteggiamento reverenziale[2].

lunedì 16 settembre 2019

Bergoglio e l'ergastolo. Il commento di un avvocato

Riprendiamo da Stilum Curiae. Un insopprimibile e insopportabile nodo socio-politico dopo l'altro. Di quello spirituale abbiamo parlato ad nauseam.

L’avvocato Giovanni Formicola ha inviato a un gruppo di amici una sua riflessione su una delle ultime esternazioni populiste e demagogiche del Pontefice regnante, quella relativa all’ergastolo, pronunciata nei giorni scorsi. Pensiamo di farvi cosa gradita condividendo le riflessione di una persona che conosce bene quel mondo, a causa della sua professione, e che di conseguenza può parlarne a ragion veduta, e con cognizione di causa, a differenza di altri. Buona lettura.
* * *
L’ergastolo non è la soluzione dei problemi – lo ripeto: l’ergastolo non è la soluzione dei problemi -, ma un problema da risolvere” (Francesco, Discorso alla polizia penitenziaria etc., 14 settembre 2019).  
Purtroppo, quando indossa questi pensieri che provengono dal sovversivismo (genere “disarmo della polizia”) e radicalismo anni 1960-1970, si fa davvero difficile.
Di quale “problema” l’ergastolo NON sarebbe la soluzione? L’ergastolo è una sanzione. Punto. E in che senso sarebbe un “problema”? Se lo è, lo è solo perché quasi sempre è – come vorrebbe LUI – tale solo a parole.
Solo due esempi, giusto per dare l’idea. 

Costruire la Chiesa del futuro? - don Elia

«Come Gesù con gli apostoli»: questo inciso, buttato lì nel discorso in modo quasi inavvertito, è una conferma dell’intento dissimulato (ma non troppo) della gerarchia romana nominata da “Francesco”: «costruire la Chiesa del futuro» – come enunciato poche righe più su – ovvero rifondarla secondo il «sogno di Chiesa espress[o] in Evangelii gaudium». Già il numero di appassionati dello squilibrio di cui ogni parroco della capitale ha ricevuto il consiglio di circondarsi perché lo coadiuvino nel ministero è fortemente allusivo: dodici, come «il piccolo gruppo da cui tutto è partito» (corsivo originale), sebbene tale cifra non vada presa «alla lettera, ma serve per farmi capire» (corsivo mio). In perfetto stile massonico, un discorso in apparenza banale, immotivato, inconsistente contiene in realtà indizi sufficienti per essere compreso dagli iniziati, mentre gli altri si limiteranno ad alzare le braccia sconfortati e ad eseguire obtorto collo gli ordini loro comunicati con leziosa delicatezza dal rivoluzionario gentile che Bergoglio ha scelto come vicario della diocesi capitolina [qui; ne abbiamo parlato qui].

domenica 15 settembre 2019

Il Cuore all'Addolorata ci aiuta a condividere e offrire ciò che appartiene al Signore

Un dono di Maria Santissima Addolorata: una meditazione da estrarre dai commenti ringraziando il Signore e la Sua e nostra Madre che spesso ci fanno arrivare il conforto, non come lo prefiguriamo o come lo vorremmo; ma ci mettono accanto persone, anime, con le quali condividiamo il peso del tempo che consuma e il fardello di questi nostri tempi duri ma ricchi di grazia.

Mentre il sole dell'ultima domenica di estate declina, penso al sole che si spense quando Gesù Nostro Signore fu innalzato sulla croce e vi morì.
Ne fu deposto tra le braccia della Madre Addolorata, che oggi ricordiamo. Gesù/domenica, Gesù/sole, Gesù redentore e la Madre corredentrice...

Sono pensieri che si aggiungono a quelli di un'ispiratissima omelia di un buon curatore di anime, sul vangelo odierno. Dio non ragiona secondo "emergenze umanitarie" e per "categorie": per Dio, che è il Tutto, importa l'uno, il singolo. Perciò gli interessa la singola pecora e non "le pecore". Come è interessato a quell'una, perdutasi, altrettanto è attento e solerte con le altre novantanove, che ama una ad una, ognuna amata a sé. La carità inizia dai vicini, proprio perché mi sono vicini.
Dio è così. Non ragiona "per ideali" o per slogan da spendere per ottenere visibilità o accreditare qualcuno a danno di qualcun altro sulla scena.
Infatti nell'inno alla carità (1 Corinti 13) San Paolo afferma che: "se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova".

Un sacerdote americano al Papa: “sono stanco di essere disprezzato e demonizzato da Lei”

Riprendo lo stralcio di un articolo di LifeSiteNews sul fatto che un sacerdote americano molto conosciuto e rispettato ha risposto alle recenti osservazioni di Papa Francesco sui “sacerdoti giovani e rigidi”, scrivendo in un post su Facebook [qui] di dover “onestamente e dolorosamente dire: sono stanco di essere da Lei disprezzato e demonizzato”. Fa scalpore, semplicemente perché è uno dei pochi che ci mette la faccia.
Bergoglio aveva recentemente ripetuto queste espressioni nell'intervista sul volo di ritorno; ma lo aveva detto anche in un discorso ai vescovi del Mozambico nei seguenti termini:
Inoltre, vorrei sottolineare un atteggiamento che a me non piace, perché non viene da Dio: la rigidità. Oggi è di moda, non so qui, ma in altre parti è di moda, trovare persone rigide. Sacerdoti giovani, rigidi, che vogliono salvare con la rigidità, forse, non so, ma prendono un atteggiamento di rigidità e alle volte – scusatemi – da museo. Hanno paura di tutto, sono rigidi. State attenti, e sappiate che sotto ogni rigidità ci sono dei gravi problemi.
Ed è a queste affermazioni che replica mons. Charles Pope, laurea in informatica, molto conosciuto nella diocesi di Washington, dalla sua pagina Facebook:
Santo Padre, non sento l’amore qui, non mi sento accompagnato da Lei. Faccia spazio nel suo cuore per me e per gli altri come me. Non sono un giovane sacerdote, ma so che il mio tipo di sacerdozio non Le piace. Inoltre sono americano e anche questo semplice fatto sembra rendermi fastidioso ai suoi occhi. Non temo tutto quello che Lei dice, ma l’ambiguità di alcuni dei suoi insegnamenti e la severità di alcune delle Sue azioni mi preoccupano. E tuttavia, quando noi, i Suoi figli meno preferiti, Le facciamo domande, Lei non risponde o non chiarisce. Ciò nonostante sono ancora Suo figlio e ho in comune con Lei il sacerdozio di Gesù. Attendo da Lei la sollecitudine e la gentilezza di cui Lei dice che io, e gli altri come me, siamo privi. Nel frattempo devo dire onestamente e dolorosamente che sono stanco di essere da Lei disprezzato e demonizzato. Con rispetto, Charles

Julio Loredo, editorialista del Pan-Amazon Synod Watch rivela il “piano” dietro al Sinodo sull’Amazzonia

Julio Loredo, autore di “Teologia della liberazione, un salvagente di piombo per i poveri” (Cantagalli, 2014), ha affermato che il retroscena “non detto” del Sinodo sull’Amazzonia è qualcosa che è stato preparato da decenni e che mira a “cambiare l’intera Chiesa” d’accordo con “la cosiddetta teologia indigenista e ecologica”.  “Si tratta di un rinnovamento totale della Chiesa da un punto di vista ‘amazzonico’, che altro non  è che il culmine della Teologia della liberazione”, ha detto Loredo a LifeSiteNews il 21 giugno scorso. Di seguito l'intervista. Qui indice articoli sul tema

Intervista rilasciata da Julio Loredo a Diane Montagne 

Sig. Loredo, chi è il responsabile del lancio del sito “Pan-Amazon Synod Watch” e che assicurazione può dare ai lettori che in esso troveranno una fonte credibile di informazioni riguardo alle questioni relative al Sinodo di ottobre?
Il sito è stato creato da una rete internazionale di associazioni conservatrici. Appartiene ufficialmente all’Istituto Plinio Corrêa de Oliveira, che ha sede a San Paolo, in Brasile. Il prof. Corrêa de Oliveira (1908-1995) ha studiato le cosiddette correnti indigeniste all’interno della Chiesa già dall’inizio degli anni ’70. Ma è un sito internazionale che implica non solo le TFP (le Associazioni per la difesa dei valori della Tradizione, Famiglia e Proprietà), ma anche altre realtà conservatrici a livello internazionale.

sabato 14 settembre 2019

14 settembre 2007-2019. Ricordando l'entrata in vigore del Summorum Pontificum

14 settembre 2007 / 2019
Nel giorno dell'Esaltazione della Santa Croce di dodici anni fa, in Santa Maria Maggiore, alle ore 15, dopo una cattività di 39 anni, è stata celebrata la Messa Vetus Ordo. Era il giorno in cui è entrato in vigore il Motu proprio Summorum Pontificum. E nell'arco della giornata lo stesso è accaduto in tutte le diocesi (o quasi) del mondo. Tante attese, infinita speranza. E ora, cosa resta? Inserisco il link ad una memoria di alcuni anni fa. Una successiva qui. E un mio recente intervento: Il Rito Romano Antico e l'applicazione del Summorum Pontificum [qui].
Colgo l'occasione per ricordarvi anche il mio libro «La questione liturgica. Il rito Romano usus antiquior e il Novus Ordo Missae dal Vaticano II all'epoca deidue papi’», 2a Edizione, Solfanelli 2017.
Chi si arma di pazienza, inserendo le parole chiave dal motore di ricerca interna consultabile dalla colonna destra del blog, può trovare una marea di articoli sull'argomento.
Infine, un cimelio storico: il filmato che sono riuscita ad avere da Repubblica, nel quale, insieme ad altre, ci sono alcune mie precise risposte a precise domande. Perché io c'ero. Interessanti le interviste: laici con le idee chiare, che non si sono lasciati confondere dalle domande con i pregiudizi che conosciamo bene e che non accennano a sparire.

Un papa che non teme lo scisma può causarne uno

Nel corso della conferenza stampa di Bergoglio sul volo di ritorno dall’Africa, è stata toccata la questione della possibilità di uno scisma ed è emersa la sua mancanza di timore al riguardo. Nella nostra traduzione da Catholic Culture l'articolo di Phil Lawler.

“Non ho paura degli scismi”, ha detto Papa Francesco ai giornalisti durante la sua ultima conferenza stampa sull’aereo.
Beh, io ce l’ho. E ho paura di ogni Romano Pontefice che non ha paura di scisma nella Chiesa universale.  Il che significa che, sì, ho paura di papa Francesco.
Nell'imminenza del Sinodo amazzonico, si evidenziano numerose indicazioni che il Papa e i suoi alleati utilizzeranno l'assise per promuovere un’altra serie di drammatici cambiamenti nell’insegnamento e nella prassi della Chiesa. È disposto a rompere con i nostri padri nella fede; è disposto a rompere con i suoi fratelli. Temo che il Papa sia determinato a procedere per la sua strada, a prescindere dal costo per l’unità della Chiesa.
Come ho notato di recente, nelle ultime settimane abbiamo visto segni inquietanti di un nuovo atteggiamento ai vertici del Vaticano: la volontà di eliminare e licenziare i critici del Papa senza nemmeno la minima simulazione di cortesia. Questo approccio aggressivo – forse un tentativo di assicurare un “cambiamento irreversibile“ nel poco tempo a disposizione – si è evidenziato quando il Papa ha risposto a una domanda di Jason Horowitz del New York Times, circa le critiche che gli sono state rivolte dai cattolici americani.

venerdì 13 settembre 2019

L’obiettivo ultimo dell’ideologia LGBT è quello di distruggere il cristianesimo

Così va il mondo... Nella nostra traduzione da LifeSiteNews. Nota del Traduttore: "Ho introdotto un apparato di note per rendere più familiare la questione legale in America. L'American Thinker, da cui è stato originariamente pubblicato l'articolo, è un blog di destra molto serio".

10 settembre 2019 (American Thinker) — Recentemente, il quarterback [1] Drew Brees è stato brutalmente criticato per aver ‘osato’ apparire in un video esortando gli studenti cristiani a portare con sé le loro bibbie a scuola.
Il pretesto per l’attacco è stato il fatto che Brees ha supportato un progetto dell’associazione cristiana Focus on the Family, organizzazione che crede nella bibbia, e quindi anche nella visione biblica del matrimonio e della sessualità.
Si noti che Brees non ha detto assolutamente nulla che possa essere anche lontanamente interpretato come anti-LGBT. Al contrario, in passato ha persino partecipato a campagne pubblicitarie contro il bullismo proprio in favore delle comunità LGBT.
Ma la sua ‘colpa’ era duplice: quella di appartenere a un’associazione che i progressisti odiano e amano prendere di mira e quella ancor più grave di esortare i ragazzi a leggere la bibbia, libro che molti all’interno della comunità LGBT disprezzano. Secondo il punto di vista dei suoi critici, è bene fare campagna contro il bullismo nei confronti dei membri della comunità LGBT, ma il bullismo contro i cristiani non costituisce nessun problema.

Venerdì 13 settembre. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla Preghiera di Riparazione secondo le modalità [qui], complete delle Litanie del Sacro Cuore, che trovate qui.
Rimaniamo fedeli al nostro impegno nella preghiera di riparazione e continuiamo a pregare perché sia sventata l'introduzione della cosiddetta Messa ecumenica, che vanifica il Santo Sacrificio. Per non parlare dei cambiamenti di paradigma che usano il funambolismo linguistico per condurre verso rivoluzionari orizzonti inesplorati fuori dalla Via maestra. Si profila all'orizzonte anche un problematico Instrumentum laboris [qui] per il Sinodo dell'Amazzonia del prossimo ottobre...
Preghiamo anche per come viene contristato il Signore nel nostro Paese e nell'Occidente già cristiano e nel degrado ingravescente che lo attanaglia e per tutti i problemi in attesa di soluzione in un agone politico esasperato e attraversato da molte dinamiche contrapposte, specialmente in questi giorni, in cui vediamo prevalere le forze che promuovono un “nuovo umanesimo” senza Cristo, che dovrebbe rimpiazzare il “vecchio”, fondato sulle nostre radici cristiane.
Invochiamo Cristo Signore che ci ha ammonito che “senza di Lui non possiamo far nulla” (Gv 15, 5) e chiediamo l'intercessione della Vergine, Madre Sua e nostra, perché voglia stornare tutti i pericoli, i mali e le insidie in tutti gli ambiti del vivere civile e religioso dove Lui possa tornare a regnare. Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga coloro che si espongono con parresìa.

Offerta della giornata al Sacro Cuore di Gesù
Cuore Divino di Gesù, io ti offro per mezzo del Cuore Immacolato di Maria, in unione al Sacrificio Eucaristico, le preghiere, le azioni, le gioie e le sofferenze di questo giorno in riparazione dei peccati e per la salvezza di tutti gli uomini, nella grazia dello Spirito Santo, a gloria del Divin Padre. Amen.
* * *
Riflessione settimanale
San Giovanni Maria Vianney

giovedì 12 settembre 2019

Nella drammatica vigilia di un Sinodo di grande impatto sulla Chiesa, si organizza la resistenza dei fedeli

(Maria Guarini) Chiesa e post-Concilio — L'imminente Sinodo Amazzonico appare il culmine di un 'cambiamento di paradigma' innescato dal Concilio Vaticano II che vede il suo motus in fine velocior, apparentemente inarrestabile, nell'attuale pontificato. Mai come in questa tormentata vigilia dell'annunciato Sinodo per l'Amazzonia si intrecciano analisi e grida di allarme, da e per tutto l'Orbe cattolico, che dall'inizio seguiamo e documentiamo condividendo (vedi).
In ordine al discutibile e discusso Istrumentum laboris non mancano accuse di eresia e di apostasia da parte di alcuni tra i più eminenti esponenti della Chiesa e interventi di studiosi e fedeli qualificati. Su tutto resta ancora aperta una drammatica domanda: i protagonisti dell'evento porteranno avanti le linee del documento preparatorio o saranno costretti a recedere, tanti sono gli elementi, contestati, che li renderebbero artefici di uno scisma, con il loro Superiore in testa?
Anche in questa occasione Roma si distingue per radunare molti fedeli di buona volontà da ogni parte del mondo, che non restano inerti di fronte ad uno scempio così grande e fanno sentire le loro voci, manifestando una rispettosa ma ferma e ben motivata resistenza ad autorità sorde ad ogni appello. E dunque si annunciano preghiere ed espressioni pubbliche della resistenza; ma anche convegni e conferenze di approfondimento e condivisione, che rafforzano l'azione comune, ormai ineludibile. Di seguito trovate l'elenco delle iniziative romane.
Ma innanzitutto dobbiamo registrare la «crociata di preghiera e digiuno» lanciata dal card.Raymond L. Burke e da mons. Athanasius Schneider vescovo ausiliare di Astana (Kazakhistan) perché il Sinodo sull’Amazzonia non approvi errori ed eresie contenute nell’Instrumentum Laboris. Per quaranta giorni a partire dal 17 settembre e fino al 26 ottobre, vigilia della chiusura del Sinodo: ogni giorno una decina del Rosario dedicata a questa intenzione e digiuno una volta alla settimana secondo la tradizione della Chiesa, per accompagnare con il cuore e con la mente questo evento che potrebbe avere gravi ripercussioni per la vita della Chiesa. Pubblico a parte il testo integrale del relativo Documento [qui].

Sintesi delle iniziative in itinere a Roma

«Una crociata di preghiera e digiuno per il Sinodo sull'Amazzonia»

Testo integrale del documento che lancia la «crociata di preghiera e digiuno» promossa dal card.Raymond L. Burke e da mons. Athanasius Schneider vescovo ausiliare di Astana (Kazakhistan) perché il Sinodo sull’Amazzonia non approvi errori ed eresie contenute nell’Instrumentum Laboris. Per quaranta giorni a partire dal 17 settembre e fino al 26 ottobre, vigilia della chiusura del Sinodo: ogni giorno una decina del Rosario dedicata a questa intenzione e digiuno una volta alla settimana secondo la tradizione della Chiesa, per accompagnare con il cuore e con la mente questo evento che potrebbe avere gravi ripercussioni per la vita della Chiesa. Il documento evidenzia sei gravi errori ed eresie contenute nell'Instrumentum Laboris. Richiamo qui l'indice dei precedenti documenti pubblicati.

Una crociata di preghiera e digiuno
Per implorare Dio che l'errore e l'eresia non pervertano l'imminente sinodo dei vescovi della regione Amazzonica

Vari prelati e commentatori laici, nonché istituti laicali, hanno messo in guardia sul fatto che gli autori dell'Instrumentum Laboris - pubblicato dalla Segreteria del Sinodo dei Vescovi e che servirà da base per la discussione nella prossima Assemblea Speciale per la Regione Panamazzonica - hanno inserito gravi errori teologici ed eresie nel documento.
Invitiamo pertanto il clero cattolico e i laici a partecipare a una crociata di preghiera e digiuno per implorare il Nostro Signore e Salvatore, attraverso l'intercessione della sua Vergine Madre, per le seguenti intenzioni:
che durante l'assemblea sinodale non vengano approvati gli errori teologici e le eresie inserite nell'Instrumentum Laboris;
che in particolare Papa Francesco, nell'esercizio del ministero petrino, possa confermare i suoi fratelli nella fede con un netto rifiuto degli errori dell'Instrumentum laboris e non acconsenta all'abolizione del celibato sacerdotale nella Chiesa latina con l’introduzione della prassi dell'ordinazione di uomini sposati, i cosiddetti "viri probati", al Sacro Sacerdozio.

12 settembre 1683 - Silvana De Mari

Ottanta anni fa esatti i panzer di Hitler traversavano la Polonia, una pianura sterminata senza ostacoli naturali, fatta apposta perché  i carri armati possano invaderla, il sogno perfetto del conquistatore carogna. Qualche giorno più tardi saranno i carri armati di Stalin a entrare dal lato orientale. La Polonia era stata spartita in due dallo sciagurato patto Ribbentrop Molotof, quindi tutti quelli che sostengono che il governo PD/5Stelle sia la porcata più grossa mai vista nella storia di questo provato pianeta, stanno onestamente mentendo: il patto Ribbentrop Molotof è stato una porcata talmente enorme da superare per ignominia persino il Conte bis.
Hitler considerava i polacchi esseri inferiori, da cancellare dalla faccia della terra, prima la minoranza ebraica, ovviamente, e poi la maggioranza cattolica. I sovietici invece, dei polacchi, volevano solo cancellare la storia, la lingua, la religione e la cultura e intendevano procedere con poche decine di migliaia di uccisioni e pochi milioni di deportati. I sovietici cioè erano più buoni, per questo adesso abbiamo piccoli geni come Fico, che salutano tutti i contenti col pugno chiuso. Io che come cattolica so che Satana non è una metafora e che l’Inferno esiste, un cono che scende, come esiste il Purgatorio, una montagna che sale, mi auguro sempre che nella montagna un girone per gli zuzzerelloni sia previsto e che tutti coloro che hanno salutato col pugno chiuso passino qualche tempo della loro eternità alla Kolima di Stalin o nei Tostadores di Che Guevara, tanto per chiarirsi le idee. Come penso che probabilmente Stalin e Che Guevara stiano passando  l’eternità nei rispettivi gironi Kolima e Tostadores, nell’imbuto che scende. Tostadores vuol dire tostapane, è una vezzosa allusione alla temperatura delle celle esposte a sud, senza nessun tipo di servizio igienico, dove fino a cinquanta uomini erano ammucchiati in pochi metri quadrati, per la colpa di essere oppositori, sacerdoti, oppure  omosessuali.

Spadaro e la fede come propaganda... ma senti chi parla!

Il direttore della Civiltà Cattolica si fa bello leggendo a messa la colletta per i profughi. Ma non sa che nel Missale Romanum per loro è auspicato il ritorno in patria, solo che il traduttore italiano si è "dimenticato" la parola reditus e così il gesuita ha avuto gioco facile a usare la messa secondo il credo anti Salviniano. Chi usa la fede - e la liturgia! - in chiave ideologica e propagandistica? Al Messale Novus Ordo, monco della traduzione, viene opposto quello tridentino della Missa contra Turcas et Haereticos (v. immagine)
Messa Spadaro 17 agosto
Messa Antica contra Turcas
Si tratta di un fatterello senza troppa importanza e che, visto il personaggio particolarmente malato di protagonismo, meriterebbe di essere taciuto. Eppure il fatterello rivela una mentalità malata di molti uomini di Chiesa, che ormai si riferiscono alle Scritture, alla liturgia, alla Tradizione solo per saccheggiarle e ricavare un po’ di bottino utile per la propria folle propaganda.
Il 17 agosto scorso, padre Antonio Spadaro ha emesso il suo cinguettio per informare i lettori sul formulario da lui utilizzato per la Messa di quel giorno (vedi qui), ossia quello per i profughi e gli esuli. L’incauto gesuita, dopo aver scritto, tutto trionfante, “lex orandi lex credendi”, posta la foto della Colletta in italiano, che recita così: “O, Padre di tutti gli uomini, per te nessuno è straniero, nessuno è escluso dalla tua paternità; guarda con amore i profughi, gli esuli, le vittime della segregazione e i bambini abbandonati e indifesi, perché sia dato a tutti il calore di una casa e di una patria, e a noi un cuore sensibile e generoso verso i poveri e gli oppressi”.
Posto che è tempo perso spiegare a padre Spadaro la differenza tra un profugo, un esule ed un immigrato clandestino, bisogna però notare che oltre che incauto, il direttore de La Civiltà Cattolica è stato anche avventato nell’usare l’orazione del messale come se fosse il lasciapassare per l’invasione dell’Italia o lo spot di una società senza confini. Perché il testo latino, quello cioè normativo da cui le traduzioni dipendono, o meglio, dovrebbero dipendere, data la “libertà” che certi traduttori si sono presa, prega perché ai profughi e agli esuli sia concesso di ritornare nella propria patria: ut illis reditus in patriam [...] tribuatur. Il traduttore-traditore italiano si è dimenticato la parola chiave, reditus, ritorno, e così Spadaro ha avuto gioco facile a piegare la Colletta in senso anti-salviniano. E invece la Chiesa prega perché questi fratelli che hanno dovuto lasciare la patria contro la propria volontà – e non per gli immigrati economici e clandestini - possano al più presto ritornarvi; perché l’uomo ha bisogno della propria patria, di vivere radicato nella propria cultura, nelle proprie tradizioni.

mercoledì 11 settembre 2019

In Amazzonia i diaconi sposati già dicono messa. E il papa lo sa

Riprendo da Settimo cielo. Ѐ dura tenere la barra dritta su tanti fronti, ma non siamo senza bussola... L'importante è sapere dalla parte di Chi stare e che non siamo soli; non facciamo come gli Apostoli durante la tempesta! Sul Sinodo per l'Amazzonia vedi indice qui.

Circola da alcuni giorni sul web un video nel quale un sacerdote italiano di primissimo piano, tra i più vicini a Jorge Mario Bergoglio, dice che in Amazzonia la celebrazione della messa da parte di diaconi sposati è già una realtà di fatto, autorizzata dai vescovi del luogo. E papa Francesco, informato della cosa, avrebbe detto: “Andate avanti!”.

L’autore di questa esplosiva rivelazione non è uno qualsiasi. È Giovanni Nicolini, 79 anni, stimato sacerdote dell’arcidiocesi di Bologna, che ha come arcivescovo quel Matteo Zuppi che pochi giorni fa Francesco ha promosso cardinale.

martedì 10 settembre 2019

I Vescovi portoghesi si mobilitano contro il gender nelle scuole.

Non tutto è scontato. Resistere si può. E si deve. Basta volerlo; ma occorrono anche le guide adeguate.

Contro la circolare che “ufficializza la implementazione dell’ideologia gender nelle scuole”: raccolte di firme, lettere a ministri, diffusione di documenti del Magistero e della CEP.
I vescovi portoghesi si uniscono alle preoccupazioni di alcuni settori della società civile sull’introduzione nelle scuole dell’insegnamento dell’ideologia di genere. Un provvedimento in questo senso è stato approvato il 16 agosto dal Consiglio dei Ministri.
Si tratta del decreto n. 7247/2019 dei Ministeri dell’Istruzione e per l’uguaglianza e la cittadinanza, che “stabilisce le misure amministrative” per l’attuazione delle disposizioni di una legge varata nel 2018. Contro la misura è stata lanciata una petizione che ha sinora raccolto più di 32 mila firme.

lunedì 9 settembre 2019

L'Italia che s'è desta... il resto tutto da scrivere

Roma 9 settembre 2019 - Un Parlamento blindato, mentre la Piazza - l'Agorà, il luogo dell'incontro, ma soprattutto dei fatti, di ciò che accade - traboccante di persone di ogni estrazione e da ogni dove nello sventolio di mille tricolori al vento.
È l'inizio, tra l'assurdo e il paradossale, di un governo frutto di un ribaltone all'insegna del trasformismo  (targato Colle/UE/USA e scusate se è poco) di Giuseppe Conte e dal poltronismo dei 5 stelle, insieme all'opportunismo del PD che si è rimangiato quanto lo opponeva anche violentemente agli attuali compagni di consorteria.
È un governo tenuto insieme, oltre da alcuni comuni afflati ideologici, dall'intento di bloccare Matteo Salvini impedendo il voto agli italiani. Certo la piazza di oggi (anzi le 5 piazze per via delle sacche di folla che la polizia ha vergognosamente immobilizzato: ci sono le immagini), insieme a Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Giovanni Toti, è il primo segnale della risposta che in tanti ci aspettiamo a alla quale cerchiamo di contribuire. Ed è anche la prima affollatissima adunata apartitica che io ricordi... E che abissale differenza con le manifestazioni violente dei centri sociali! Una piazza civile: a chi, fremente, anche perché venuto da lontano, cercava di forzare i blocchi, persone equilibrate e calme esortavano: "siate pazienti, stanno facendo il loro lavoro". Posso dirlo perché li ho ascoltati e non mancheranno i filmati sui social. Ovvio che nessun telegiornale lo riporterà.
Ora provo a inserire un Video.
scorcio manifestanti bloccati
un angolo della piazza
Uno dei blocchi delle forze dell'ordine

Religione e politica non saranno mai separate

Una riflessione sul rapporto politica-religione, a partire dalle recenti polemiche sull'ostentazione dei simboli religiosi in contesti politici da parte di Matteo Salvini. Rodolfo Casadei riprende temi cruciali della sua intervista a padre Sosa Abascal. Che in quell'occasione non ha parlato solo del diavolo... Spunti da allargare e approfondire.

Religione e politica non saranno mai separate

Quando, nel 1988, la Chiesa cattolica ungherese decise di portare in pellegrinaggio in tutte le diocesi del paese la più importante reliquia nazionale, la mano destra del re santo Stefano, tutte le autorità comuniste locali e nazionali parteciparono assiduamente alle celebrazioni per sottolineare che il santo re era all’origine della nazione ungherese. Così Regis Debray si riferisce a ciò che accadde: «Janos Kadar, ultimo capo comunista d’Ungheria, solido pezzo d’uomo che non aveva nulla del taumaturgo, un giorno non ha forse portato a spasso la mano destra di santo Stefano I, reliquia del re fondatore, lungo le frontiere del suo Paese per renderle inviolabili?». In realtà a quel tempo Kadar era soltanto presidente onorario del partito. Per quel che riguarda i simboli religiosi e nazionali dell’Ungheria, la sua fama resta legata al negoziato con cui nel 1978 convinse il presidente americano Jimmy Carter a restituire la corona di santo Stefano, che i militari ungheresi avevano consegnato agli americani nel 1945 per il timore che i sovietici se ne impossessassero, e che era stata conservata a Fort Knox.

domenica 8 settembre 2019

Dio gli ha dato il Nome che è al di sopra di ogni altro nome...

Nella ricorrenza della Natività di Maria, Madre del Signore e nostra, ringrazio di cuore "Tralcio" perché possiamo condividere questa lettura autenticamente cattolica dell'imminente Sinodo per l'Amazzonia nonché annessi e connessi.

Per questo Dio l'ha esaltato e gli ha dato 
il Nome che è al di sopra di ogni altro nome; 
perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi 
nei cieli, sulla terra e sotto terra; e ogni lingua proclami che 
Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre. (Fil 2,91-12)

C'è un episodio descritto dei vangeli sinottici, accaduto nei primi tempi della vita pubblica di Gesù, a Cafarnao.
Poco prima, in sinagoga a Nazaret, Gesù attribuendolo a sé aveva citato Isaia in un passo adatto a un anno giubilare, di liberazione da ogni tipo di prigionia.
Ѐ quello del paralitico calato dal tetto a causa della folla che si accalcava attorno a Gesù in cerca di miracoli.
Il nome Gesù significa: "Dio salva". Ѐ il nome che l'angelo ha suggerito a San Giuseppe per il bambino nel grembo di Maria. Un nome che è un compito.
Dio salva l'uomo e l'uomo è interessato e cerca chi lo salvi dai propri guai.
Ѐ pur vero che l'uomo (non Dio) è molto abile nel cacciarti in un guaio e poi presentarsi come salvatore del malcapitato che non sa di essere in quel male grazie a chi "ti aiuta".

I Cardinali Burke e Brandmüller dichiarano che il Sinodo per l’Amazzonia minaccia il Depositum Fidei

Nella nostra traduzione da Catholic News Agency, riportiamo una ulteriore iniziativa dei due Cardinali superstiti dei Dubia [qui il nutrito dibattito su AL] i quali, attraverso lettere fatte pervenire al Collegio dei Cardinali, hanno formulato la loro preoccupazione, già espressa [qui - qui], in ordine ai contenuti dell'Instrumentum laboris per il sinodo amazzonico di ottobre prossimo. Di nuovo, e rilevante, c'è che sostanzialmente tutti i cardinali vengono ufficialmente indotti a meditare su come reagiranno a “tutte le dichiarazioni o decisioni eretiche del sinodo”. Qui l'indice degli interventi finora pubblicati. 

Città del Vaticano, 4 settembre 2019 (CNA) – Due cardinali hanno spedito ai colleghi membri del Collegio dei Cardinali lettere in cui manifestano la loro preoccupazione suscitata dal documento di lavoro per il prossimo sinodo dei vescovi sulla regione amazzonica.

“Alcuni punti dell’Instrumentum laboris del sinodo sembrano non solo in dissonanza con l’autentico insegnamento della Chiesa, ma addirittura contraddirlo”, ha scritto il Cardinal Walter Brandmüller ai colleghi cardinali in una lettera del 28 agosto che Catholic News Agency ha potuto leggere.

sabato 7 settembre 2019

Crisi della Chiesa - La questione dominante, circa l’apostatico ed eretico ‘Instrumentum laboris per l’Amazzonia

Torniamo ai nostri temi più sviscerati e, segnatamente, al famigerato Sinodo per l'Amazzonia, che ormai incombe, con una puntuta affermazione di Paolo Pasqualucci. Noterete che entra in ballo anche la questione dello scisma, ma in modo da chiarire subito che gli scismatici, virtualmente già in atto, non siamo noi che critichiamo il Papa dal punto di vista della sana dottrina, ma il Papa e con lui tutti quelli che, con lui, sottoscrivono eresie e apostasie. Gli interventi degli autori citati sono consultabili da questo indice. Faccio notare due elementi che appartengono alla Chiesa perenne: 1) il linguaggio, sobrio essenziale definitorio, senza fronzoli e arzigogoli: parole pesate, scolpite; 2) la forma, lo schema tipico del decreto nell'ordinamento giuridico: preambolo - considerazioni - conclusione. 

Crisi della Chiesa -  La questione dominante, circa l’apostatico
ed eretico ‘Instrumentum laboris per l’Amazzonia

La questione dominante è la seguente:
“Se, vescovi, cardinali, il Papa, tutti legittimi sacerdoti di Gesù Cristo Nostro Signore, sottoscrivono formalmente un Documento magisteriale intitolato Instrumentum laboris per l’Amazzonia, contenente evidenti e r e s i e e una chiara  a p o s t a s i a dalla religione cattolica, perché si propone, violando senza remore il Primo Comandamento, di     m e s c o l a r e    la fede nella Santissima Monotriade con la fede nella divinità androgina padre-madre del paganesimo amerindio, culto panteistico e idolatrico delle forze della natura, immorale in tanti suoi aspetti; la cui f o n t e  è vista ovviamente non nel Dio Uno e Trino ma nel popolo indio non convertito, con i suoi usi e costumi e il suo territorio, innalzati l’uno e l’ altro a “luoghi teologici” ossia a realtà “sacre” perché immaginati esser testimonianza vivente della presenza del Dio padre-madre nella natura; mostrando, in tal modo, il suddetto perverso Documento, di voler  s o s t i t u i r e   il cristianesimo con un’ a l t r a  religione, un   i b r i d o  pagano-cristiano, nel quale del cristianesimo resterebbe solo un involucro, tant’è vero che il medesimo Documento propone ulteriori eresie o errori prossimi all’eresia, con l’augurarsi l’ordinazione al sacerdozio di uomini sposati, intaccando così l’obbligo del celibato ecclesiastico, e addirittura l’ordinazione di donne, sempre dichiarata dai Papi impossibile perché al di fuori del potere della Chiesa; nonché, rifiutando anche qui l’insegnamento bimillenario della Chiesa, l’introduzione di laici di ambo i sessi nel governo della Chiesa, intaccandone il carattere sacramentale-gerarchico; il cambiamento della materia dell’Eucaristia, che autorizzerebbe un cambiamento della sostanza del Sacramento, rispetto a all’azione di Cristo nostro Signore come determinata nell’Ultima Cena, invalidandolo;
tutto ciò considerato;
e tenendo nel doveroso conto le condanne inappellabili, pur nella diversità dei toni, di siffatto Documento apparse nei media ad opera delle Eminenze  cardinali Brandmüller, Müller, Burke, Pell; dei vescovi Mons. Schneider, Eleganti, Azcona, Viganò; di mons. Bux; [vedi]
si impone a tutti i fedeli la seguente questione, di capitale importanza : se tutti i sacerdoti di Cristo (vescovi, cardinali e il Papa) firmatari di un Documento del genere, non diventino per il fatto stesso di averlo approvato   e r e t i c i , separandosi  quindi  d i   f a t t o  dall’unica e vera Chiesa di Cristo che è la Chiesa Cattolica, e dando vita in tal modo ad  uno  s c i s m a   i n   s e n s o   v i r t u a l e.   
Paolo  Pasqualucci, Filosofo  cattolico, 6 settembre 2019

Opposizione del card Voelki (Colonia) e del Vescovo Voderholzer (Ratisbona) ai processi rivoluzionari innescati dal 'cammino sinodale' tedesco

Nella nostra traduzione da LifeSiteNews, un articolo di Maike Hickson che riporta la posizione del card. Woelki, vescovo di Colonia, sul cammino sinodale tedesco, che prelude all'imminente controverso Sinodo per l'Amazzonia: i fedeli hanno “paura che si possa arrivare a uno scisma all’interno della Chiesa universale”. E quella del vescovo Voderholzer, vescovo di Ratisbona, espressa l'11 maggio presso il monastero austriaco di Heiligenkreuz: questo “processo sinodale... divide i cristiani, fa a pezzi la Chiesa; infine danneggia la nostra società ed è un fardello anche per le comunità protestanti”.

Il cardinale Rainer Woelki, arcivescovo di Colonia, descrive in una nuova intervista in occasione della sua recente visita negli Stati Uniti, le sue impressioni e il suo nutrito dialogo con i cattolici durante il viaggio.
Parlando al giornale diocesano locale, Kirchenzeitung Köln, Woelki dice che si sente “incoraggiato” dalla sua visita negli Stati Uniti, ma anche che molte persone hanno espresso la loro preoccupazione per gli sviluppi in Germania. E spiega: “Ovunque mi sono trovato di fronte alla preoccupazione per gli attuali sviluppi in Germania”. “In molti incontri, la preoccupazione era palpabile [per il timore] che il ‘cammino sinodale’ ci conduca su un percorso separato [“Sonderweg”] tedesco, che, nel peggiore dei casi, metta a rischio persino la comunione con la Chiesa universale, per diventare una chiesa nazionale tedesca”. “Nessuno può volerlo – aggiunge Woelki – e quindi dovrebbe prendere sul serio questo avvertimento”.

venerdì 6 settembre 2019

Il 5 Ottobre, vicino a San Pietro, una preghiera pubblica per la Chiesa che vive la Passione

Ricevo e pubblico.

Il 5 ottobre, alle ore 14.30, in largo Giovanni XXIII si svolgerà una preghiera pubblica per la Chiesa. Ѐ un gesto forte che risponde ad un sentire ormai comune: la chiesa sta vivendo la sua Passione.
Una Passione protratta, che non data dal 2013, ma da ben prima, come dichiarato più volte dallo stesso Benedetto XVI. Anche gli ultimi suoi due anni di pontificato sono stati, per i credenti, di intensa sofferenza, essendo a tutti evidenti gli ostacoli posti sul suo cammino da nemici dichiarati o nascosti.
Eppure Benedetto fungeva in qualche modo da diga (forse lo fa, in qualche maniera, ancora oggi): dopo le sue dimissioni, però, è arrivato il diluvio.
Oggi questo è sotto gli occhi di tutti, ma c’è voluto tempo per prenderne coscienza. L’anno scorso, ad aprile, decisi di recarmi al convegno “Chiesa cattolica, dove vai?” [qui; qui il testo della Declaratio  di fede finale; vedi anche link agli interventi dalla colonna destra del blog] in onore del cardinal Carlo Caffarra, a Roma: del mio gruppo di preghiera mi seguirono in pochi. Eppure, il successo di quell’evento mi convinse che qualcosa stava mettendosi in moto.

Emmanuel Macron, l'umanista anticristiano

Per capir meglio cosa bolle in pentola, cui purtroppo non è estraneo il Vaticano. "Tutti hanno fretta. Conte ha fretta d’imporre il suo governo di non eletti. Macron ha fretta di aggiornare la propria agenda di governo. Questa nuova e strana Chiesa ha fretta d’indire sinodi e di sostituire le persone al comando". Silvio Brachetta - traduzione dal francese a cura di Massimo Zamarion.
Vedi precedente qui.

Prima di Giuseppe Conte, e del plauso da parte dei vescovi italiani (qui), il presidente francese Emmanuel Macron ha invocato la necessità dell’«umanesimo», durante il discorso agli ambasciatori del 17 agosto scorso (qui). Anzi, di più. Qua non si tratta di un qualche commento sporadico da parte del mainstream laicista. È in atto – o si vorrebbe porre in atto – un cambiamento epocale, imposto dall’alto, che intronizzi l’uomo autosufficiente al centro della realtà e spodesti Dio per sempre dalla signoria sul mondo e dai cuori dei fedeli.
Tre le parole chiave – la Triade al posto della Trinità – che Macron ha posto a fondamento del programma, suo e dei poteri forti che lo sostengono: «Umanesimo», «Rinascimento», «Illuminismo». Una specie di Cerbero a tre teste di cui, in verità, si sa tutto. Si sa che la modernità è umanista illuminista, e rinascimentale. Si sa che, per questo motivo, la modernità disintegra l’unità tra fede e ragione. Si sa, inoltre, che la modernità è fondata sulla “svolta antropologica”, tipica dell’uomo che si fa Dio.

Venerdì 6 settembre. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla Preghiera di Riparazione secondo le modalità [qui], complete delle Litanie del Sacro Cuore, che trovate qui.
Rimaniamo fedeli al nostro impegno nella preghiera di riparazione e continuiamo a pregare perché sia sventata l'introduzione della cosiddetta Messa ecumenica, che vanifica il Santo Sacrificio. Per non parlare dei cambiamenti di paradigma che usano il funambolismo linguistico per condurre verso rivoluzionari orizzonti inesplorati fuori dalla Via maestra. Si profila all'orizzonte anche un problematico Instrumentum laboris [qui] per il Sinodo dell'Amazzonia del prossimo ottobre...
Preghiamo anche per come viene contristato il Signore nel nostro Paese e nell'Occidente già cristiano e nel degrado ingravescente che lo attanaglia e per tutti i problemi in attesa di soluzione in un agone politico esasperato e attraversato da molte dinamiche contrapposte, specialmente in questi giorni, in cui vediamo prevalere le forze che promuovono un “nuovo umanesimo” senza Cristo, che dovrebbe rimpiazzare il “vecchio”, fondato sulle nostre radici cristiane.
Invochiamo Cristo Signore che ci ha ammonito che “senza di Lui non possiamo far nulla” (Gv 15, 5) e chiediamo l'intercessione della Vergine, Madre Sua e nostra, perché voglia stornare tutti i pericoli, i mali e le insidie in tutti gli ambiti del vivere civile e religioso dove Lui possa tornare a regnare. Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga coloro che si espongono con parresìa.

Offerta della giornata al Sacro Cuore di Gesù
Cuore Divino di Gesù, io ti offro per mezzo del Cuore Immacolato di Maria, in unione al Sacrificio Eucaristico, le preghiere, le azioni, le gioie e le sofferenze di questo giorno in riparazione dei peccati e per la salvezza di tutti gli uomini, nella grazia dello Spirito Santo, a gloria del Divin Padre. Amen.
* * *
Riflessione settimanale
Tutta la santità consiste nell'amare Dio, e l'amore a Dio consiste nel fare la sua volontà. Bisogna dunque rassegnarsi senza riserva a tutto quello che Dio dispone per noi e abbracciare in pace gli eventi prosperi e avversi che Dio vuole, lo stato di vita che Dio vuole, la salute che Dio vuole. Tutte le nostre preghiere siano dirette a ciò: che Dio ci faccia adempiere la sua santa volontà.

Asia Bibi parla per la prima volta: Giustizia per le vittime innocenti di blasfemia

La donna cristiana assolta dall’accusa di oltraggio al profeta Maometto è fuggita in Canada. Ricorda il dolore nel vedere le figlie crescere senza di lei e rivela di aver spesso pensato di non uscire viva dal carcere. Nelle galere pakistane sono rinchiuse 77 persone incolpate di blasfemia, in maggioranza musulmani.
Islamabad (AsiaNews/Agenzie) – Giustizia per le vittime di blasfemia rinchiuse in carcere senza prove o senza processo: lo chiede Asia Bibi nella prima intervista rilasciata al Sunday Telegraph da quando è in esilio in Canada. Asia è una donna cristiana pakistana, divenuta famosa per la falsa accusa di oltraggio al profeta Maometto, per la quale è stata prima condannata a morte, poi assolta dalla Corte suprema del Pakistan. Nel frattempo, tra mille rinvii processuali e minacce di morte a lei e alla sua famiglia, ha trascorso nove anni in prigione. Ora, libera ma costretta a fuggire dal suo Paese, lancia un appello: “Ci sono tanti altri casi in cui gli imputati languono in carcere da anni e dovrebbe essere presa una decisione. Il mondo deve ascoltarli”.
Secondo il Dipartimento di Stato americano, nelle galere pakistane sono rinchiuse 77 persone accusate di blasfemia, di cui la maggior parte musulmana. I loro avvocati e gli attivisti che difendono i diritti umani sostengono che gli imputati sono incolpati con false accuse, spesso costruite per dirimere controversie private e mettere a tacere i rivali.

giovedì 5 settembre 2019

Nuovo umanesimo? No, grazie

Governo politico Quirinale-Bruxelles per blindare l’Italia. Pd: urne vuote, Palazzi pieni. Una distonia che sottoporrà ad un forte stress il nostro sistema politico. Questa in sintesi la situazione. Per portare avanti la nostra discussione sulla temperie socio-politica, ma soprattutto spirituale, attraversata dal nostro Paese e dall'Europa intera, inserisco una nuova pagina, poiché le precedenti sono tutte affollate di contenuti interessanti e significativi e quindi risulterebbero di difficoltosa consultazione. Lo faccio scegliendo l'analisi di Stefano Fontana che sviluppa uno dei temi già emersi nel nostro percorso. Buona lettura e buon confronto, saldi nel riprendere il nostro impegno!

Nuovo umanesimo? No, grazie
Con gli interventi del vescovo Forte sul Corriere e di Lorizio su Avvenire, il nuovo governo ha avuto il varo anche da parte della Chiesa cattolica. Nella storia abbiamo avuto la proposta di vari nuovi umanesimi, molti dei quali hanno rappresentato un disastro per l’uomo. Ma teologia e filosofia insegnano che non c'è nessuna salvezza in essi.
Il presidente incaricato Giuseppe Conte ha dedicato tre righe del suo discorso per chiedere la fiducia al Parlamento alla necessità di un “nuovo umanesimo”. Si è trattato di un breve accenno, su cui però nei giorni successivi sono stati ricamati molti commenti. Una cosa stupisce prima di tutto: grandi nomi del mondo cattolico ufficiale si sono buttati subito a lodare l’accenno di Conte e a tentare di svilupparlo in vario modo.
Dopo la benedizione politica nei confronti del nuovo governo giallo-rosso, sembra essere giunta dalla Chiesa anche quella teologica. Sia Bruno Forte sul Corriere di ieri che Giuseppe Lorizio su Avvenire dell’altro ieri hanno addirittura collegato il breve intervento di Conte al discorso del papa alla Chiesa italiana convenuta in congresso a Firenze nel 2015. In questo modo il nuovo governo ha avuto il varo da parte della Chiesa cattolica.

mercoledì 4 settembre 2019

La High Court ha dichiarato l'ammissibilità di spostare al Gaslini la piccola Tafida

È un caso simile a quelli di Charlie Gard e Alfie Evans. Un altro caso in cui un Ospedale vuole togliere a due genitori il diritto di curare e assistere i figli malati in strutture altamente specializzate per non lasciarli morire con pratiche palesemente eutanasiche (Tafida morirebbe soffocata).
In Gran Bretagna, per la ragazzina figlia di una coppia musulmana si era prospettata l’interruzione dell’alimentazione artificiale. Svolta nella vicenda della piccola Tafida Raqeeb. Colpita da un aneurisma celebrale, era stata data per spacciata in Gran Bretagna, una condizione tanto grave da spingere i medici a comunicare l’intenzione di interrompere cure e alimentazione artificiale, contro la volontà dei genitori (una coppia di religione islamica). Ma l’appello disperato della famiglia ha trovato risposta in Italia: per curare la bimba si è reso subito disponibile l’ospedale “Gaslini” di Genova. Ora, il Tribunale ha difatti accolto l’istanza della famiglia, finalizzata a verificare la possibilità per Tafida di spostarsi all’interno della Comunità Europea, al fine di curarsi in altri ospedali diversi da quello in cui si trova ricoverata. E’ la prima volta che un’istanza simile viene proposta ed accolta [speriamo non sia solo per prendere tempo e non esacerbare gli animi]. Si tratta di un’ammissione comunque preliminare, mentre l’udienza definitiva è stata rinviata a settembre. I genitori si dicono comunque soddisfatti. La coppia ha deciso di affidarsi all’associazione italiana “Giuristi per la vita”, delegandola di gestire i rapporti con enti, singoli e associazioni che si interessino alla bambina, o che vogliano prestare aiuto e soccorso a lei e ai suoi familiari.
* * *
Ora rivela Lucia Bellaspiga:
Blitz della mamma di Tafida al Gaslini di Genova: "Nessuno ucciderà la mia bambina, riuscirò a portarla in Italia. In Inghilterra i medici non conoscono la compassione, i malati sono solo un costo". L'ho incontrata. Ѐ una coraggiosa e determinata donna avvocato. Mentre eravamo insieme, approfittando della sua breve assenza l'équipe pro-morte a Londra ha tentato un colpo di mano... La tensione sale, il 9 settembre l'Alta Corte deciderà se la famiglia potrà partire per Genova (a spese sue!) o dovrà sottostare al diktat di un giudice che ritiene la morte "il miglior interesse" della bambina. Tafida, 5 anni, ha avuto un aneurisma, ma stringe la mano della mamma e i giocattoli. PER FAVORE, CONDIVIDETE, il 9 settembre è vicino. Il Gaslini è pronto per riceverla!

Polonia: e adesso tutti i vescovi si sollevano contro il gender

Le gerarchie cattoliche tornano a tuonare contro l’ideologia gender. Sono i vescovi dell’Europa orientale ad alzare la voce per ribadire la posizione tradizionale della Chiesa: il rifiuto di “ogni marchio di ingiusta discriminazione” non va confuso con un avallo al tentativo di stravolgere la morale sociale e delle relazioni. Questo è il ‘succo’ delle dichiarazioni rese nei giorni scorsi da alcuni tra i più autorevoli prelati dell’ex blocco sovietico schieratisi a supporto dell’arcivescovo di Cracovia.

Monsignor Marek Jędraszewski era finito al centro delle polemiche nelle scorse settimane, bersagliato sui social da attivisti e simpatizzanti della causa arcobaleno per aver sostenuto che la cultura Lgbt sarebbe “una minaccia per i valori e per la solidità sociale e familiare della nazione” (qui).

martedì 3 settembre 2019

Il governo in fieri: una pagina nera nella storia d'Italia

la capitolazione dell'Italia, sotto gli occhi di Tsipras...
In attesa degli sviluppi che tutto lascia prevedere conclusivi degli eventi che stanno portando alla formazione del nuovo governo Conte/2 o della discontinuità, riprendo ed estrapolo le comunicazioni di diversi lettori.
Una pagina nera della storia d'Italia, riporto nel titolo. L'attenzione va focalizzata sul "nera" perché nera è la sintesi sulle cause, metodi, e fini di questo governo, che non è nuovo ma, vecchissimo in quanto portatore di tutti i mali storici dell'umanità; con la sola differenza che si presenta elegante, forbito, con un pacchetto infiocchettato di diritti individuali e sociali che altro non sono, che i vecchi mali di sempre distruttori sia dell'essere umano sia delle società storiche, in  particolare di quelle che, nel loro apogeo, furono costruttrici e civilizzatrici. L'aggettivo, nera, sia nostra guida nello smascherare l'artificio che, per il momento, possiamo limitarci a definire doppio, per le due facce che presenta ma, ha caratteristiche per essere ben altro.
Riscontriamo una sostanziale mancanza di coerenza di logica nella regola politica come della vita quotidiana. Se il governo precedente era comunque il governo ibrido di due forze dissimili, esso aveva come collante il rifiuto dell'establishment, e cioè della ideologia che sta dietro la tecnocrazia europeista mondialista in nome di una visione nazional-populista della politica: un governo di cambiamento nato in opposizione al sistema politico e finanziario imperante per caldeggiare le famiglie, le imprese.
Ora invece lo stesso uomo si accinge paradossalmente a guidare il partito dell'establishment, e cioè del potere e del privilegio: un altro governo ibrido, ma che rinuncia alla libertà e agli interessi nazionali a vantaggio dell'Europa di Merkel e Makron. Nuovo collante è la piattaforma dell'avanzata dei cosiddetti diritti e in particolare leggi contro omostransfobia, eutanasia, legalizzazione droghe, adozioni omosessuali, diritti LGTB, l'invasione afro-islamica. Un percorso completamente nuovo sponsorizzato dai circoli mondialisti e purtroppo, contro ogni logica cristiana, sponsorizzato persino dal Vaticano. 
La sfida è lanciata. Sappiamo con chi dobbiamo combattere e su quale terreno. Nell'attesa, imbracciamo l'arma del Santo Rosario e prepariamoci a continuare la buona battaglia, che inizia sempre da noi stessi prima di condurci sull'agone pubblico nelle forme adeguate alla situazione di ognuno.

lunedì 2 settembre 2019

Una svolta epocale. Troppi elementi sommersi sono ora noti. Basterà?

Non faccio commenti. Vi invito ad ascoltare. Comunque vada, la consapevolezza dei cittadini meno massificati aumenta; mentre nel 2011 tutto è passato sulle nostre teste. Chissà che non possa fare la differenza.... se non ora quando? 

"La Matrix Europea" - Francesco Amodeo

La verità sull'Amazzonia. Importante convegno a Roma

Indice degli articoli pubblicati sull'argomento.

La verità sull'Amazzonia. Importante convegno a Roma

Qual è la verità sull'Amazzonia? Perché la propaganda internazionale si è scatenata contro Bolsonaro a questo proposito? Cosa pretende, esattamente, il Sinodo Panamazzonico promosso da Papa Francesco? Per rispondere a queste e altre domande, abbiamo organizzato un importante convegno internazionale a Roma, il 5 ottobre. Esperti di prima linea spiegheranno al pubblico italiano la vera posta in gioco. Cliccando sul link di sotto troverà il programma del Convegno.
L’Istituto Plinio Corrêa de Oliveira
la invita al Convegno Internazionale:

AMAZZONIA: LA POSTA IN GIOCO
Che si terrà

Sabato 5 ottobre dalle 9:30 del mattino
Hotel Quirinale
Via Nazionale 7 – 00184 Roma
(zona Metro Repubblica – Stazione Termini)

sabato 31 agosto 2019

I 'Guerrieri del Rosario' Continua l'Operazione Assalto al Cielo del 1° di ogni mese col Cardinale Burke

Domani 1 settembre, come il primo giorno di ogni mese, Sua Eminenza il Cardinale Raymond Leo Burke celebrerà la Santa Messa alle ore 7:00am (ora locale) a Roma e, dopo, pregherà il Santo Rosario per 'prendere d'assalto il Cielo' con la Preghiera.
Per ricevere il link per collegarsi in streaming qui. In differita qui
Rimaniamo fedeli a questa esperienza forte di preghiera che ci vede uniti già da oltre due anni. E intensifichiamola, soprattutto in relazione alle vicende che vedono il nostro Cardinale impegnato a riaffermare con parresìa l'insegnamento costante della Chiesa. Ricordando Padre Pio: « Il Santo Rosario è l'arma per questi tempi ». Senza dimenticare le forze oscure che, oltre alla Chiesa, minacciano il nostro Paese e l'Europa intera.
Anche in questo mese rinnoviamo il nostro fervore e preghiamo più che mai. Ricordiamo a tutti voi, compagni Guerrieri del Rosario che ci uniremo dai quattro angoli della terra per elevare insieme la nostra voce al Cielo. Gli oltre 150.000 Guerrieri del rosario reciteranno il Santo Rosario e prenderanno d'assalto il Cielo con la Preghiera, in unione alla Santa Messa celebrata dal Cardinale Burke.