lunedì 20 maggio 2019

Il politico di sinistra Gysi dal papa: "Temo una società senza Dio". Da quale pulpito....

Continua la sfilata dal papa dei politici di sinistra, così come ogni giorno assistiamo ad un nuovo exploit di Bergoglio contro un'Italia che "s'è desta", doppiamente scorretto in quanto avviene in piena campagna elettorale. Di seguito, nella nostra traduzione dal sito tedesco domradio.de, la notizia (e le dichiarazioni) dell'ex membro del partito comunista della DDR, oggi dirigente della sinistra europea, che ha incontrato Bergoglio, per parlare di come affrontare la pericolosa destra. Ѐ l'ennesima paradossale manifestazione del fatto che questo papa privilegia l'approccio politico di sinistra, in perfetta sintonia col fronte globalista, mentre osteggia apertamente, persino con tanto pesanti quanto inopportune ingerenze, le forze della sana reazione identitaria. E nelle affermazioni che seguono vediamo reiterati i peggiori luoghi comuni su un pauperismo che ignora la Dottrina sociale della Chiesa e sul buon senso per il bene comune scambiato per razzismo.

Il politico di sinistra Gysi offre al papa la sua collaborazione: “Temo una società senza Dio”

Il presidente della Sinistra Europea Gregor Gysi ha incontrato Papa Francesco e ha parlato con lui di povertà e migrazioni. La sua conclusione: per salvare l’Europa [quale Europa? ndr] la Chiesa e la politica devono collaborare.

DOMRADIO.DE: Migrazioni e povertà – sono questi i due temi di cui Lei voleva parlare col papa. Lei si definisce non credente. Perché dunque vuole coinvolgere in queste questioni il capo della Chiesa cattolica?
Gregor Gysi: In primo luogo, è vero che non credo in Dio, ma temo una società senza Dio. So quale significato ha la religione per la tradizione, per la cultura e anche per una morale universalmente vincolante.

domenica 19 maggio 2019

La suora che Bergoglio non vuole incontrare: “Isis è l'Islam, chi lo nega è un bugiardo

Suor Hatune Dogan non vive nelle stanze dorate del Vaticano. Ha testimoniato la devastazione delle antiche comunità cristiane in Medio Oriente di persona. Ha ascoltato i sopravvissuti raccontare come le donne cristiane e yazidi vengano vendute come schiave del sesso. Ha visto. E ha qualcosa da dire a Bergoglio.
“Scelgono la più bella, anche se ha un bambino piccolo, e vendono queste donne, queste donne gli uni agli altri. Non vendono a membri di un’altra religione – solo a sunniti musulmani. Ci sono stati 12.000 donne e bambini rapiti per mano di ISIS. Che cosa sta succedendo lì, quello che ho sentito, è la peggiore barbarie della storia fino ad oggi...”.
Suor Dogan non è estranea alla persecuzione islamica. Da giovane ragazza, le minacce da parte dei musulmani locali hanno costretto la sua famiglia armena a lasciare la propria casa in Turchia trasferendosi in Germania, dove opera la sua fondazione, e lancia l’allarme circa la minaccia incombente della tempesta islamica.
“La missione di (Abu Bakr) Baghdadi, di ISIS, è quella di convertire il mondo completamente alla religione islamica e portare tutti a Dar Al Salam, come lo chiamano. E l’Islam non è la pace, per favore. Chi dice che ISIS non ha alcuna connessione con l’Islam o qualcosa di simile è un bugiardo. ISIS è l’Islam; L’Islam è ISIS “, ha spiegato Dogan. Ehi Bergoglio, hai sentito? La suora è delusa da quella che definisce la debole reazione dall’Occidente: “Sappiamo che nel mondo islamico non c’è democrazia. Islam e democrazia sono opposti, come bianco e nero. E spero che l’Occidente lo capirà”. - [Fonte]

Le sorti del bene comune nel passaggio dalla teologia del cosa a quella del come.

Il 9 maggio 2019, a Udine, nella Sala di Palazzo Belgrado, si è tenuto un convegno per la presentazione del libro “Le chiavi della questione sociale. Bene comune e sussidiarietà: storia di un equivoco”. Curato da Stefano Fontana per le Edizioni Fede & Cultura (Verona 2019), il volume contiene scritti, oltre che del Curatore, di Danilo Castellano, don Samuele Cecotti, Padre Arturo Ruiz Freites IVE, Giovanni Turco. Al convegno di Udine sono intervenuti il Presidente del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia, dott. Mauro Zanin, che ha portato il suo indirizzo di saluto, e i professori Castellano, Fontana e Turco. Pubblichiamo qui l’intervento di Stefano Fontana.

In questo intervento mi propongo di mettere in luce la necessità e l’utilità di questo libro che presentiamo questa sera. Ci stiamo accorgendo che anche nella Chiesa è ampiamente venuto meno un linguaggio comune. Termini ed espressioni di uso perfino quotidiano sono intese in modo fortemente equivoco e se un nuovo Socrate girasse per le nostre piazze ponendo la domanda su cosa fosse il bene comune o la sussidiarietà, riceverebbe risposte molto stravaganti. Questo libro nasce dalla necessità di rifare chiarezza su alcuni concetti fondamentali della vita pubblica alla luce della Dottrina sociale della Chiesa e della recta ratio. Poiché uno dei motivi principali della confusione concettuale attuale, sia nel mondo che nella Chiesa, è dovuto ad un uso scorretto dello strumento filosofico e, quindi, teologico, dato il progressivo allontanamento dalla “filosofia cristiana”, ci siamo proposti di far interloquire tra loro il realismo metafisico di San Tommaso e la Dottrina sociale della Chiesa, ritenendo che quello costituisca l’impianto filosofico e teologico consono a questa, come del resto affermato dalla Aeterni Patris all’origine della Dottrina sociale della Chiesa detta, anche se in modo da precisarsi, “moderna”. Cosa diventa la Dottrina sociale della Chiesa una volta allontanata dalla recta ratio  e posta in mano all’attuale pluralismo filosofico, che diventa pluralismo teologico e finisce per essere inevitabilmente pluralismo dottrinale? Questione complessa, ma sulla quale si può senz’altro dire che la concettualità propria della Dottrina sociale della Chiesa, che essa eredita dal deposito della fede e dalla ragione correttamente adoperata, subisce una evoluzione corrosiva di senso. Nei miei due interventi pubblicati in questo libro[1] cerco di mostrare come nei documenti del magistero sociale si sia progressivamente verificata una lenta corrosione dello spessore teoretico di concetti fondamentali della Dottrina sociale della Chiesa, a cominciare proprio da quello di bene comune e da quello di sussidiarietà. Posso anticipare che nell’analogo volume che – se Dio vuole – presenteremo qui l’anno prossimo, la stessa analisi verrà fatta per il tema della legge e del diritto.

sabato 18 maggio 2019

Appello alla preghiera per le elezioni europee

Tra il 23 ed il 26 maggio si terranno le elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo. Mons. Crepaldi, vescovo di Trieste, ha recentemente ricordato che l’Europa nasce come respublica christiana e il concetto di “bene comune” è radicato nel diritto naturale fondato sul diritto divino. Tuttavia:
[L’Unione Europea] non ha nessuna visione del bene comune perché non possiede più le categorie di ragione e di fede per fondarlo adeguatamente [;] intende il bene comune in senso operativo e funzionale, oppure come somma del soddisfacimento dei desideri individuali, oppure come l’uso comune dei beni collettivi. […] Le pressioni delle istituzioni europee sugli Stati sui “nuovi diritti” sono elementi del male comune. […] Ecco perché bisogna frenare l’Unione Europea per avere il tempo e lo spazio per costruire un’Europa che ridia a Dio quel primato nel mondo, attraverso cui è stata costituita. .... Leggi tutto

Il Cardinal Müller, ex-prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, afferma che la lettera aperta che accusa il papa di eresia merita 'una risposta'

Nella nostra traduzione da LifeSiteNews (16 maggio 2019) continua la nostra condivisione di osservazioni e pareri - e questo finora  è il più autorevole - sulla Lettera Aperta ai vescovi del 30 aprile, i cui firmatari, inizialmente 19, sono ora saliti a 87. Il cardinal Müller in sostanza aggira il problema. Tuttavia, pur evitando una risposta chiara sull'eresia, non disapprova l'iniziativa dei fedeli.

Il Cardinal Gerhard Müller, ex-prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, ha affermato di ritenere che Papa Francesco non sia eretico, ma che la Lettera Aperta del 30 aprile firmata da eminenti prelati e studiosi che accusano il papa di essere caduto in eresia merita comunque una “risposta” da Roma.
Il prelato tedesco ha dichiarato in un'intervista a Regina Einig, giornalista di Die Tagespost, che gli autori della lettera sono “teologi di spicco”, e che pertanto “è importante che il Santo Padre faccia emettere una risposta dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, e non dal Segretario di Stato o dai giornalisti o teologi a lui prossimi”.
Per il Cardinal Müller l'accusa di eresia mossa contro Papa Francesco nella lettera aperta ai vescovi è “l'evento peggiore” che “possa verificarsi” all'interno della Chiesa cattolica, poiché “il Papa, in qualità di Vescovo di Roma, è il successore di San Pietro, su cui Nostro Signore ha costruito la Sua Chiesa”.

venerdì 17 maggio 2019

IX Marcia per la Vita. Preceduta dalla celebrazione della Santa Messa a San Vitale

IX Marcia per la Vita. Il CNSP promuove la celebrazione della S. Messa.
Sabato 18 maggio, a partire dalle h. 14,30, si terrà a Roma la IX edizione della Marcia per la Vita. Il ritrovo è fissato in Piazza della repubblica (piazza Esedra). 
Anche quest’anno il CNSP promuove l’ormai consueta celebrazione di una Santa Messa in Rito Romano Antico, che sarà offerta da Mons. Marco Agostini, in suffragio di Mario Palmaro, alle h. 12 dello stesso 18 maggio presso la Basilica di S. Vitale, in via Nazionale, n. 194/b; il servizio liturgico sarà a cura dell’ICRSS. 
Le offerte raccolte durante la S. Messa saranno devolute all’Associazione S. Giuseppe, che assiste la Famiglia Palmaro dopo la scomparsa del grande e indimenticato scrittore. 
Dalla Basilica di S. Vitale si raggiunge poi in pochi minuti il punto di partenza della Marcia.

Il Professor John Rist spiega perché ha firmato la lettera aperta che denuncia l'eresia del papa

Nella nostra traduzione dal National Catholic Register pubblichiamo l'intervista di  Edward Pentin al famoso studioso cattolico John Rist sulle ragioni che lo hanno spinto a firmare la controversa Lettera Aperta ai vescovi e ribatte ad alcune delle critiche contro di essa.

Al 10 maggio, la lettera aperta che accusa Papa Francesco di eresia ed esorta i vescovi di tutto il mondo ad indagare in merito è stata firmata da 86 persone, tra le quali si annoverano eminenti teologi ed altri studiosi.
Uno dei personaggi più illustri tra i primi 19 firmatari della missiva è il Professor John Rist, uno stimato studioso di patristica britannico noto per i suoi contributi alla storia della metafisica e dell'etica.
Autore di studi specialistici su Platone, Aristotele e Sant'Agostino di Ippona, Rist ha detenuto la cattedra di filosofia del Padre Kurt Pritzl presso la Catholic University of America ed è un membro a vita della Clare Hall presso l'Università di Cambridge, in Inghilterra.
È stato anche uno dei collaboratori alla stesura di Remaining in the Truth of Christ (qui - qui - qui) [Permanere nella verità di Cristo, edito in Italia da Cantagalli. – N.d.T.], un libro che difende l'insegnamento della Chiesa sul divorzio e le seconde nozze pubblicato alla vigilia del Sinodo sulla famiglia del 2014. Il Cardinale Gerhard Müller, all'epoca prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede in Vaticano, è stato un altro dei collaboratori alla stesura di questa antologia di saggi.
In questa intervista via email al corrispondente romano del National Catholic Register Edward Pentin, il Professor Rist ribatte a una serie di critiche sollevate dalla lettera aperta, compresa quella secondo cui essa sarebbe “estremista” e “intemperante” ed esagererebbe la portata del problema.
Come tutta risposta, afferma di aver associato il suo nome all'iniziativa principalmente perché ritiene che le dichiarazioni – da lui considerate ambigue – di Papa Francesco hanno l'obiettivo di cercare di cambiare la dottrina della Chiesa “in modo surrettizio”.
Egli afferma che l'intento della lettera è quello di prevenire “l'ulteriore diffusione massiccia di confusione tra i cattolici” e di “denunciare il doppio gioco del papa”: egli ritiene che il Papa stia tentando deliberatamente di “sottrarsi alle accuse di eresia”.

Venerdì 17 maggio. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla Preghiera di Riparazione secondo le modalità, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che trovate qui.
Rimaniamo fedeli al nostro impegno nella preghiera di riparazione e continuiamo a pregare perché sia sventata l'introduzione della cosiddetta Messa ecumenica, che vanifica il Santo Sacrificio. Per non parlare dei cambiamenti di paradigma che usano il funambolismo linguistico per condurre verso rivoluzionari orizzonti inesplorati fuori dalla Via maestra.
Preghiamo anche per come viene contristato il Signore nel nostro Paese e nel degrado ingravescente che lo attanaglia e per tutti i problemi in attesa di soluzione in un agone politico esasperato e attraversato da molte dinamiche contrapposte.
Invochiamo Cristo Signore che ci ha ammonito che “senza di Lui non possiamo far nulla” (Gv 15, 5) e chiediamo l'intercessione della Vergine, Madre Sua e nostra, perché voglia stornare tutti i pericoli, i mali e le insidie in tutti gli ambiti del vivere civile e religioso dove Lui possa tornare a regnare. Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga coloro che si espongono con parresìa.

Riflessione settimanale:
Dal trattato «Sulla Trinità»
di Sant'Ilario, vescovo
(Lib. 8, 13-16; PL 10, 246-249)

giovedì 16 maggio 2019

Mysterium iniquitatis: dal Nuovo ordine mondiale al caos globale

Pubblichiamo il testo della relazione svolta dal prof. Roberto de Mattei  il 16 maggio 2019 al Rome Life Forum, che precede la Marcia per la Vita del 18 maggio, tenutosi presso la pontificia Università San Tommaso d’Aquino (Angelicum), sul tema “City of man vs City of God – Global One World Order vs Christendom”. Il convegno è stato organizzato dalla coalizione internazionale Voice of the Family [vedi].

Mysterium iniquitatis: dal Nuovo ordine mondiale al caos globale

Il Mysterium iniquitatis secondo Leone XIII

Per cercare di fare un poco di luce sul mysterium iniquitatis, bisogna risalire ai primi momenti della storia universale.
Nella sua enciclica Humanum genus del 20 aprile 1884 contro la massoneria Leone XIII  afferma:
“Il genere umano, dopo che “per l’invidia di Lucifero” si ribellò sventuratamente a Dio creatore e largitore de’ doni soprannaturali, si divise come in due campi diversi e nemici tra loro; l’uno dei quali combatte senza posa per il trionfo della verità e del bene, l’altro per il trionfo del male e dell’errore. Il primo è il regno di Dio sulla terra, cioè la vera Chiesa di Gesù Cristo; e chi vuole appartenervi con sincero affetto e come conviene a salute, deve servire con tutta la mente e con tutto il cuore a Dio e all’Unigenito Figlio di Lui. Il secondo è il regno di Satana, e sudditi ne sono quanti, seguendo i funesti esempi del loro capo e dei comuni progenitori, ricusano di obbedire all’eterna e divina legge, e molte cose imprendono senza curarsi di Dio, molte contro Dio.”

Cosa c'è di giusto e di meno giusto nella lettera che accusa Papa Francesco di eresia secondo Edward Feser

Nella nostra traduzione da LifeSiteNews continua la condivisione degli interventi in ordine alla Lettera Aperta ai vescovi. Edward Feser, professore di filosofia al Pasadena City College, se da un lato evidenzia alcuni che considera lati deboli della lettera, mette ben a fuoco anche le problematiche alla base di alcune affermazioni di papa Francesco che hanno mosso i sottoscrittori alla formulazione della stessa.

8 maggio 2019 (Edward Feser) — Che opinione dovremmo nutrire nei confronti della recente lettera aperta – firmata da Padre Aidan Nichols, dal Professor John Rist e da altri sacerdoti e accademici (a cui il Professor Josef Seifert ha manifestato il suo sostegno) – che accusa Papa Francesco?  Come altre persone che hanno espresso i loro commenti su di essa, penso che la lettera esageri la portata di certi elementi nella sua accusa principale e presenti alcuni argomenti deboli, ma che nel complesso colga nel segno su molti punti importanti che non possono essere ignorati per il mero fatto che la lettera non è impeccabile su altri aspetti.
Per quanto riguarda l'accusa principale, è vero che un papa può cadere nell'errore dottrinale, e persino nell'eresia quando non parla ex cathedra. Tuttavia, la possibilità e il modo di accusare un papa di eresia formale e le conseguenze che deriverebbero dal sancire la sua colpevolezza sono elementi trattati in modo molto meno definito dalla tradizione canonica e teologica rispetto a quanto la lettera sostenga. Alcuni dei più grandi teologi della Chiesa hanno speculato sulla questione, e se da una parte sono molti gli argomenti a favore di ogni diversa opinione, non vi è dall'altra un consenso teologico o un insegnamento magisteriale che risolva il caso. Inoltre, un papa che cada nell'eresia formale rappresenterebbe la crisi più drammatica che si possa immaginare per la Chiesa. Quindi, si richiede la massima precauzione prima di avanzare una tale accusa, e a mio modo di vedere accusare il papa in modo chiaro e tondo del “delitto canonico di eresia”, come fa la lettera, è un atto avventato.

mercoledì 15 maggio 2019

Indice degli articoli sul controverso documento di Abu Dhabi

Il 4 febbraio 2019 il papa ha firmato col Grande Imam Ahmad el-Tayeb ad Abu Dhabi il controverso “Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune” che contraddice la fede della Chiesa.
Indice degli articoli

La misericordia a targa unica: 'di sinistra'

Estratto da alcuni scritti dei lettori
Qui l'articolo e la nutrita discussione)
"Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di provincie, ma bordello!"
Non pagano le bollette, ma incassano il pizzo dagli immigrati e, nei locali abusivi, fanno affari esentasse [qui - qui] elencati di seguito.
E c'è anche una presenza, quella della Santa Sede, che nello stabile occupato dicono si sia sempre sentita: “La Curia è parte integrante del nostro progetto, qui gestisce dieci laboratori”. Da verificare, ma qui un protagonista afferma che la Curia gestisce laboratori abusivi nel palazzo occupato. E ora il responsabile del centro sociale alza il tiro, vuole la regolarizzazione degli irregolari che hanno già scritto alla Raggi per il riconoscimento della residenza. [qui]
Ormai Bergoglio ha più fans nelle moschee e nei centri sociali che nelle chiese.
Alla faccia della irriconoscibile mater et magistra universale nonché dell'Italia e degli italiani - che di questa illegalità, difesa con arroganza giacobina, subiscono gli oneri materiali e morali - e di Salvini, che cerca di arginare un fenomeno ingovernato e mettere ordine.  Mentre le componenti statali di sinistra e persino i suoi alleati di governo (la cui anima sinistrorsa ora è più aggressiva che mai) prendono parte per l'illegalità...
Una piccola notazione. Le prospettive cambiano il senso delle cose: quando si parla di occupazione nei dibattiti televisivi e sulla stampa, come in questo caso, non viene stigmatizzata l'illegalità di fenomeni di vera e propria criminalità che esercitano con le occupazioni il proprio controllo del territorio e propri interessi, ma immediatamente si invocano interventi nei confronti di occupazioni da parte di nuclei familiari, che sembrano non avere altra alternativa per darsi un tetto. Situazioni illegali da risolvere anche queste. Ma senza fare di ogni erba un fascio.

Notizie sui "poveri" inquilini:

Riforma della curia, la vittima sarà la Dottrina della fede

I due interessanti articoli sotto riportati ci aiutano a comprendere i progetti di riforma della Curia romana, la cui bozza, che porta il nome di “Praedicate Evangelium”, è stata inviata oltre che a cardinali ai vertici delle conferenze episcopali, ai sinodi delle chiese orientali, ai Superiori e alle Superiore maggiori e ad alcune università romane. Nonostante la tanto sbandierata e controversa sinodalità, la bozza non è stata mandata a tutti i cardinali, che sono i primi consiglieri del Papa. 

Riforma della curia, la vittima sarà la Dottrina della fede

Non risparmia né le parole né i concetti il cardinale Gerhard Müller nel valutare i progetti di riforma della Curia romana emersi dal Consiglio dei C9 (ora ridotto a C6) e fatti conoscere da alcune interviste e dichiarazioni di porporati vicini al Pontefice regnante. In un caso specifico l’ex prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede (“la Suprema”, come era definita una volta) ha parlato di “scioccante stupidità teologica”. La bozza di documento, che è stata distribuita nelle settimane scorse ai cardinali (ma, secondo alcune fonti, non a tutti) nelle intenzioni vorrebbe far assumere all’evangelizzazione un ruolo preminente, rispetto alla dottrina e al Magistero; e questo anche fisicamente, accorpando Propaganda Fide e il dicastero per la Nuova Evangelizzazione. Ma secondo Müller il documento, che costituirebbe il punto di arrivo di decine e decine di riunioni del C9-C6 non presenta “un’idea convincente dell’origine, dell’essenza e della missione della Chiesa”.

martedì 14 maggio 2019

Annientamento fisico e spirituale del cristianesimo. Cristianofobia ingravescente anche in occidente

In certi posti del mondo i cristiani sono letteralmente annientati con la violenza fisica, qui da noi invece sono annientati col pensiero dominante.
In Europa, e nel cuore della vecchia cristianità, l’ateismo teorico e pratico ha preso il sopravvento, non c’è neppure bisogno di perseguitare fisicamente i cristiani basta inglobarli nella melassa indifferenziata del pensiero politicamente corretto ecumenico convincerli che l’identità cattolica è una cosa cattiva e dirsi seguaci di Gesù è discriminante, mentre Dio è unico per tutti cristiani, musulmani, ebrei, ecc., Dio non è cattolico ecc.
La Santa Sede ci mette del suo in questa opera di de-costruzione dell’identità cattolica, spostando tutto l’interesse dall’amore e adorazione della Santissima Trinità, di Gesù, della Madonna e dei Santi e dall’importanza dei Sacramenti, in speciale modo dell’Eucarestia, e della preghiera, a un modo di essere socio-politico indifferenziato, che pone la Chiesa cattolica quale altre istituzioni sovranazionaliste, ONU ecc., il cui scopo sarebbe quello di promuovere il benessere materiale del mondo.

L'annientamento dei cristiani e della vita cristiana: dov'è l'indignazione in Occidente?

Aggiornamento: Purtroppo il giorno dopo la strage di Dablo, una comunità a Zimtenga è stata attaccata durante una processione mariana: quattro sono stati uccisi, la statua della Madonna fatta a pezzi. La strage è avvenuta mentre a Dablo monsignor Théophile Nare, vescovo della diocesi di Kaya, stava officiando le esequie dei sei cristiani uccisi nell’attacco alla chiesa parrocchiale.
* * *
Chiesa protestante assaltata in aprile
In Burkina Faso si registrano due massacri in due settimane [qui]: «Dov’è il vostro prete? Non può scappare, è necessario che lo uccidiamo». È quello che una ventina di jihadisti hanno domandato agli abitanti di Dablo, nel nord del Burkina Faso, appena arrivati nella cittadina. Appena scoperto che il sacerdote stava celebrando la messa nella chiesa cattolica parrocchiale, l’hanno accerchiata, hanno fatto irruzione e hanno ucciso il prete insieme ad altri cinque fedeli. Poi, prima di andarsene, hanno dato fuoco alla chiesa, a un ristorante e altri negozi. Ricorda Giulio Meotti: "Hanno cercato di costringerli a convertirsi all’Islam per avere salva la vita. I 6 cristiani nel villaggio di Sirgadji, nel Burkina Faso, si sono rifiutati e i terroristi islamici li hanno condotti sotto a un albero vicino alla chiesa, hanno sequestrato le loro bibbie e li hanno giustiziati, uno a uno. Tra le vittime un pastore e due membri della sua famiglia. Ovunque le stesse storie, dai cristiani uccisi nelle spiagge libiche a quelli massacrati nel deserto egiziano. E sempre lo stesso silenzio di media e pastori occidentali. Ormai si è perso il conto dei cristiani che finiscono ogni giorno in questa mega fossa comune." 

L'annientamento dei cristiani e della vita cristiana: Dov'è l'indignazione in Occidente?

lunedì 13 maggio 2019

Il cardinale 'Robin Hood' che 'ruba' ai poveri

Cosa ne dicono altri blog amici qui.

Inizio con lo sfogo di un lettore: "Siamo proprio alla frutta... Questo sarebbe un cardinale? Quando si pensa che si sia toccato il fondo ne commentiamo una nuova. Fino a quando? La regia è chiara ed anche lo scopo! Signore, Salus populi romani, venite presto in nostro aiuto!"
Così scrive Il Sole24Ore:
Chi è «Don Corrado», l’elemosiniere del Papa che ha dato la luce ai migranti.
Il cardinale elettricista K. Krajewski, elemosiniere del papa,
che qui lo saluta mentre se ne va in Vespa
(per uno dei suoi blitz provocatori?)
Sembra che si sia calato lui in persona sotto il tombino davanti allo stabile occupato da 400 persone, in maggioranza migranti, nel quartiere Esquilino di Roma per staccare i sigilli ai contatori e riaccendere la luce staccata dallo scorso 6 maggio. E lo ha fatto, a nome del Vaticano, prendendosi la piena responsabilità dell'azione con Prefettura e Acea. Si chiama Konrad Krajewski, «Don Corrado» come piace farsi chiamare, ed è l’elemosiniere di Papa Francesco che lo ha creato cardinale nel 2018 della Diaconia di Santa Maria Immacolata all'Esquilino....
E ora vediamo bene chi è stato scelto dal cardinale per il deprecabile gesto di uno che se lo può permettere perché non soggetto alla legge italiana ed è potente, e notiamo anche una sfumatura di un nuovo insospettato concetto : l'illegalità legale umanitaria.

Le tappe (5, per ora) della correzione di Mons. Schneider a Bergoglio

Schema sulle varie tappe della correzione di Mons. Athanasius Schneider (vescovo ausiliare di Astana) a Bergoglio [qui; ma aveva già preso posizione qui]]. Quanto segue è utile a ricapitolare i punti salienti dell’ammonizione inerente i gravi errori diffusi con la Dichiarazione di Abu Dhabi (che è stata firmata il 4 febbraio 2019). In essa si sostiene che: ” Il pluralismo e le diversità di religione, di colore, di sesso, di razza e di lingua sono una sapiente volontà divina, con la quale Dio ha creato gli esseri umani. Questa Sapienza divina è l’origine da cui deriva il diritto alla libertà di credo e alla libertà di essere diversi“. Va precisato ancora una volta: si tratta di errori non nuovi e perfettamente collocabili sulla scia del Concilio Vaticano II.

domenica 12 maggio 2019

Festa della mamma

FESTA DELLA MAMMA
Io le tenevo la mano, quella controra di maggio di tanti anni fa, mentre lei andava via. Era domenica pomeriggio, proprio come ora, ero seduto sul suo letto e sentivo i suoi ultimi respiri. L'accompagnavo fin dove potevo, al cancello estremo della vita sua. La sentivo ancora pulsare, si attenuava il soffrire. Io la sentivo madre e bambina, sangue del mio sangue, anima dell'anima mia, che se ne andava. La sentivo venir meno alla vita, farsi sacra e lontana.
Avevo pensato a quel momento tutta la vita mia. E quel momento ora veniva, vestito di maggio, nel bianco sole di un ospedale, in mezzo ai suoi figli. Fu mio fratello a chiuderle gli occhi. Le baciai le mani o le guance o la fronte, io non ricordo, non ero presente per stare nell'assenza con lei.
Ci sentimmo d'un tratto svuotati di carne, smarriti nel cuore; soli, fraterni e randagi, senza la prima casa. Restammo a guardarla nel vuoto, in cerca di lei, muti ed inerti, trafitti da quella ferita. Restituimmo i dolori del parto, placenta di lacrime, cordone spezzato. Smettemmo poi di guardarla, mentre lei ci guardava.
Mi darà lei la mano quando verrà a riprendermi all'uscita.
Marcello Veneziani

sabato 11 maggio 2019

Crux riporta che Papa Francesco avrebbe letto un libro sull'omosessualità in Vaticano... e che gli sarebbe piaciuto

Ricordiamo quiqui (vedi anche) alcuni precedenti sul libro ma soprattutto sul vertice vaticano di febbraio su cui intendeva influire. Se i gay "sono o non sono buone persone solo a causa del potere", ecco ribadito il principio che praticare l'omosessualità non appartiene all'ordine del peccato.....

10 maggio 2019 (LifeSiteNews) – Crux riporta oggi la notizia secondo cui un avvocato che sta combattendo contro gli abusi sessuali avrebbe recentemente incontrato Papa Francesco in udienza privata e che questi gli avrebbe detto di aver letto il libro di Frédéric Martel Inside the Closet of the Vatican: Power, Homosexuality, Hypocrisy(1) [Letteralmente: Nell'armadio del Vaticano: Potere, omosessualità, ipocrisia. Pubblicato in italiano col titolo Sodoma vedi – N.d.T.]. “Mi ha detto di averlo letto, che gli è sembrato un buon libro e che conosce molti dei gay menzionati al suo interno. Abbiamo parlato dei gay che sono buone persone e di quelli che non lo sono, ma a causa del potere”, ha affermato l'avvocato in un messaggio di testo ottenuto da Crux.
Papa Francesco avrebbe anche detto di conoscere alcuni degli omosessuali che lavorano in Vaticano.
La fonte di questa informazione è un messaggio di testo inviato allo stesso Martel, che Crux ha potuto leggere. L'autore di questo messaggio è stato contattato ma preferisce rimanere anonimo.
Questo il testo del messaggio:
“Dopo averti incontrato [Frédéric Martel] a Roma, ho incontrato anche il papa e gli ho chiesto che ne pensava del tuo libro[.] Mi ha detto che l’ha letto, che lo considera un buon libro e che conosce molti di loro. Mi ha detto che non c’è nessun problema nell’essere gay. Siamo arrivati alla conclusione che i gay siano buone persone e che quando non lo sono dipende dal potere”.
La tesi principale di Martel è che tra i sacerdoti in Vaticano vi sia un gran numero di omosessuali; egli propone alla Chiesa di far cadere la condanna dell'omosessualità. Secondo lui, la crisi degli abusi sessuali sarebbe vincolata a questi omosessuali “in incognito” che non sono liberi di ammettere la propria omosessualità.
Parlando con Crux, Martel ha affermato che nella Chiesa “si registra una singolarità se l'80-85% delle vittime di abusi di sacerdoti sono ragazzi o uomini”.
“Nella Chiesa questo vincolo è chiaro”, ha aggiunto. La sessualità della maggior parte dei sacerdoti omosessuali che ha intervistato “è sublimata e repressa”, il che secondo lui li indurrebbe non solo a condurre una doppia vita e a cadere nel crimine, ma creerebbe anche problemi a livello di affidabilità.
“Tutte le storie di casi coperti sono strettamente vincolate all'omosessualità”, Martel ha affermato. “Nel 90% dei casi gli stessi vescovi che li coprono sono omosessuali. Quando succede qualcosa si ha paura dello scandalo, della 'mediatizzazione', di essere messi sotto accusa se la propria omosessualità viene rivelata”.
Martel è convinto che questa cultura del segreto che vige in Vaticano apra le porte al ricatto. “Il ricatto è frequentissimo”, ha detto.
[Traduzione a cura di Chiesa e post-concilio]
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1. Nota di Chiesa e post-concilio
Il libro dell'attivista gay Frédéric Martel, Sodoma, afferma che ogni uomo di chiesa che condanna l’omosessualità è un omofobo e ogni omofobo è un omosessuale represso. Si dice che il vero peccato sia l’ipocrisia di coloro che non si dichiarano pubblicamente omosessuali. 
Il libro ha rappresentato anche un tentativo di esercitare pressioni minacciose attraverso i media sui vescovi nell'imminenza del raduno a Roma (21-24 febbraio) per ridurli al silenzio. Un silenzio che si è cercato di rompere sia con l'azione simbolica del 19 febbraio di P.za San Silvestro [qui - qui] - che ci è sembrato potesse esprimere un messaggio più forte del linguaggio verbale -che con la successiva Conferenza con i rappresentanti anche della stampa estera.
Che il libro rapppresentasse una minaccia è dimostrato dal fatto che esso è il frutto di 4 anni di lavoro e ha comportato viaggi in trenta paesi e l'intervista di 1500 persone; il che ha richiesto un considerevole dispendio di fondi che non sono evidentemente mancati neppure alla spettacolare operazione mediatica dell'uscita contemporanea in 7 lingue e venti paesi, alla vigilia del citato vertice vaticano dei vescovi di tutto il mondo. 

Gli Scritti su Etica, Famiglia e Vita del cardinale Caffarra


Gli ultimi tempi si sono caratterizzati per una serie impressionante di attacchi alla famiglia e alla vita umana a livello legislativo e prima ancora culturale. All’interno del mondo cattolico si sono levate voci che hanno denunciato questa situazione, e una delle più autorevoli è stata sicuramente quella del card. Carlo Caffarra (1938-2017), che ha difeso in modo appassionato la verità sull’uomo alla luce della fede e della retta ragione. Egli è stato, infatti, nel 1981 fondatore e primo preside del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per gli studi su Matrimonio e Famiglia, che doveva aiutare i cristiani a riscoprire la centralità della famiglia nella Chiesa e nella società.
Bene ha fatto l’editore Cantagalli a pubblicare gli scritti più recenti del cardinale, dal 2009 al 2017, che sono stati raccolti in volume da mons. Livio Melina, suo collaboratore e successore alla carica di preside dell’Istituto, e da don Alberto Frigerio. Nonostante siano testi composti in circostanze diverse (alcuni mai pronunciati a causa della morte), sono accomunati dal fatto di riguardare l’etica, la famiglia e la vita, temi che la Dottrina sociale della Chiesa annovera fra i principi non negoziabili, a causa della loro straordinaria rilevanza. Infatti la questione oggi più che mai decisiva e urgente è quella dell’humanum, ossia di cosa caratterizzi la persona umana. Quello che preoccupava il cardinale, e che si avverte con forza scorrendo le pagine del volume, è la crisi della verità circa l’uomo, dal momento che le visioni distorte della famiglia derivano da un’antropologia inadeguata e quindi falsa. Come scrive Melina nell’introduzione: “Il destino dell’uomo si gioca per lui soprattutto sulla questione della verità” (p. 12).

venerdì 10 maggio 2019

Mons. Gänswein: “Chi cerca di inventare una nuova Chiesa abusa della sua autorità spirituale”

Nella nostra traduzione da LifeSiteNews, un'altra risposta, di non trascurabile autorevolezza, alle minacce di smantellamento della vera Chiesa. Mons. Georg Gänswein, nel corso di una ordinazione sacerdotale in Germania.

Il segretario di Papa Benedetto: “Chi cerca di inventare una nuova Chiesa abusa della sua autorità spirituale”

Lo scorso 27 aprile, l’Arcivescovo Georg Gänswein, segretario personale del Papa Emerito Benedetto XVI e Prefetto della Casa Pontificia, ha ordinato quattro nuovi sacerdoti del seminario del monastero di Heiligenkreuz in Austria. Nella sua omelia ha parlato del dovere dei sacerdoti di rimanere fedeli alla “verità dei Vangeli” e ha rimproverato quanti – all’interno della Chiesa stessa – vogliono “inventare una nuova Chiesa”.
All’inizio dell’omelia il prelato tedesco ha formulato la metafora del capitano di una nave da guerra che ordina a quella che crede essere un’altra nave – ma che in realtà è un “faro presidiato da un ufficiale di rango inferiore” – di cambiare rotta per evitare una collisione. Il guardiano del faro replica più volte con calma che è il capitano a dover cambiare rotta. Quest’ultimo, gonfio di orgoglio, si vanta quindi della potenza della sua nave e minaccia di prendere misure drastiche per salvaguardare la sicurezza della sua nave e del suo equipaggio. Ma il guardiano risponde di nuovo che gli è impossibile cambiare rotta.

giovedì 9 maggio 2019

Esclusivo: Claudio Pierantoni spiega i punti essenziali della Lettera Aperta ai Vescovi

Pubblichiamo il testo originale, ricevuto direttamente dall'autore, dell'intervista di Claudio Pierantoni - professore di Filosofia Medievale nell’Università del Cile; già professore di Storia della Chiesa e Patrologia nell’Università Cattolica Pontificia del Cile - uno dei firmatari ed anzi dei protagonisti della stesura della Lettera Aperta. L'intervista è lunga e formidabile. Con assoluta calma e precisione spiega tutti i punti essenziali della Lettera e chiarisce molti distinguo formulati dai commentatori critici.

Claudio Pierantoni sulla Lettera Aperta ai Vescovi
Diane Montagna, LifeSiteNews (7 maggio 2019)

Professor Pierantoni, cosa la ha spinta a firmare la lettera aperta che accusa papa Francesco del delitto di eresia e chiama i vescovi della Chiesa cattolica a indagare sulle accuse?

In primo luogo, un dovere di coscienza come cattolico. Come dice la Lettera, questo atto segue alla pubblicazione di un documento su Amoris Laetitia, firmato da 45 studiosi nel 2016, in cui si metteva in rilievo la grave ambiguità di molti passi, che nel loro senso più ovvio e naturale sembravano eretici. Poi, l’anno seguente, 2017, con un gruppo più ampio, arrivato a 250 studiosi, abbiamo pubblicato la Correctio filialis de haeresibus propagatis (“Correzione filiale sulla propagazione di eresie”) [qui] quando è stato chiaro da vari atti e affermazioni del Papa che i passi ambigui di AL andavano senz’altro intesi in senso eretico. Finalmente, durante l’ultimo periodo, si è ampiamente confermata la volontà del papa di imporre una certa linea di cambiamento rivoluzionario della morale sessuale e matrimoniale, soprattutto mediante le nomine di prelati favorevoli a tale rivoluzione in posti di rilievo del governo della Chiesa. Quindi, ormai siamo arrivati a quello stadio di affermazione dell’eresia che è appropriato chiamare “ostinata” o “pertinace”. Di qui la necessità di ricorrere ai vescovi per rimediare a questa situazione tragica per la fede: la situazione di un papa che cade nell’eresia.  

Il Vescovo Schneider dichiara che il papa deve emettere una correzione formale alla sua dichiarazione secondo cui Dio vuole le false religioni

Mons. Schneider ci mette il carico da undici. Nella nostra traduzione da LifeSiteNews le dichiarazioni a GloriaTV di mons. Athanasius Schneider, che con la consueta calma ma con grande lucidità e fermezza chiede a Bergoglio di correggere ufficialmente la Dichiarazione di Abu Dhabi [qui]. La dichiarazione di Abu Dhabi va "rescissa" per la parte che contraddice la dottrina cattolica: con quella dichiarazione si professa un'altra religione e cita S. Paolo ove dice che una dottrina difforme da quella da lui insegnata va rifiutata anche se a proporla fosse un angelo. Mons. Schneider ha imboccato una strada, quella della verità cattolica, che, di fronte ad un recidivo rifiuto del Papa ad emendarsi, lo porterebbe a doverlo accusare pubblicamente di eresia. La ormai famosa Lettera Aperta, al punto VII delle 7 eresie imputate a Bergoglio, concerne proprio la infausta dichiarazione da lui sottoscritta ad Abu Dhabi.

Il Vescovo Schneider dichiara che il papa deve emettere una correzione formale alla sua dichiarazione secondo cui Dio vuole le false religioni
di Maike Hickson

In una nuova intervista, il Vescovo Athanasius Schneider rende chiaro che la correzione privata [qui], da parte del papa, della sua dichiarazione ufficiale di Abu Dhabi secondo la quale la “diversità delle religioni” è “voluta da Dio” – correzione privata che lui stesso ha ricevuto da Papa Francesco il 1° marzo – non è sufficiente. La dichiarazione di Abu Dhabi “è ancora valida” e pertanto, afferma Schneider, “si sta proclamando un nuovo Vangelo, un Vangelo che non è quello insegnato dal Verbo Incarnato di Dio e che è stato fedelmente predicato dagli Apostoli e tramandato alla Chiesa”. “Non c’è alcun dubbio”, spiega Schneider, “che San Paolo si esprimerebbe oggi così a proposito della formula controversa contenuta dalla dichiarazione di Abu Dhabi: ‘Orbene, se anche noi stessi o un angelo dal cielo vi predicasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia anàtema!’ (Ga 1, 8)”.

mercoledì 8 maggio 2019

Asia Bibi è in Canada. Deo gratias!

Temevamo fosse l'ennesima notizia non verificata; ma la seguente comunicazione ci conforta.
"Tanti di voi mi avete chiesto se la notizia del trasferimento di Asia Bibi è vero. Ho fatto le chiamate in Pakistan e vi posso dire che la notizia è vera. Asia Bibi è in Canada unita con la sua famiglia. Preghiamo ora per i cristiani in Pakistan che la situazione non diventi difficile per loro". (Zarish Neno)

“Il più terribile scisma che il mondo abbia mai visto” - Roberto De Mattei

Efficace analisi del Prof. Roberto De Mattei sul documento di Abu Dhabi, in quanto gravissima contraddizione della fede cattolica, stigmatizzata senza mezzi termini nel titolo. Precedenti, nel blog:

Il 4 febbraio 2019, ad Abu Dhabi, papa Francesco e il Grande Imam di Al Azhar Ahmad Al-Tayyeb hanno firmato un documento sulla Fraternità umana per la pace mondiale e la convivenza comune. La dichiarazione si apre nel nome di un Dio che, se deve essere comune, non può essere altro che l’Allah dei musulmani.
Il Dio dei cristiani, infatti, è uno nella sua natura, ma trino nelle sue persone, uguali e distinte, Padre, Figlio e Spirito Santo. Dai tempi di Ario in poi, la Chiesa ha combattuto gli antitrinitari e i deisti che negavano, o mettevano da parte questo mistero, il più alto del Cristianesimo. L’Islam lo respinge invece con orrore, come proclama la sura detta “del culto sincero”: «Egli, Dio, è uno! Dio, l’Eterno! Non generò né fu generato, e nessuno gli è pari!» (Corano 112, 2, 4).

martedì 7 maggio 2019

Josef Seifert spiega la firma delle Petizione che affianca la Lettera aperta ai vescovi

Josef Seifert, presidente della John Paul II Academy for Human Life and the Family, la nuova Accademia per la vita guidata da laici [qui - qui] e amico intimo del compianto Papa Giovanni Paolo II, spiega la firma della petizione di cui alla Lettera Aperta ai vescovi. Ad oggi, 6 maggio, i firmatari sono saliti a circa 80.
Infatti il prof. Seifert non ha firmato la Lettera Aperta ma la Petizione che la affianca, con 4000 firme. Dice di aver firmato la Petizione perché è d'accordo con la sostanza della Lettera o con la parte essenziale di essa (the bulk, scrive). Vi sono delle parti sulle quali non è evidentemente d'accordo, anche se non parti principali. E va bene. Sempre "lento pede", con mille distinguo. Comunque, va bene anche così, perché importante è il suo supporto, ovvero la richiesta che i vescovi prendano in considerazione la lettera, e il suo sostegno alla tesi principale, ovvero che sia necessaria l'indagine.
Nel frattempo apprendiamo che un anonimo sacerdote americano, che voleva firmare la Lettera Aperta è stato "minacciato di sospensione dai suoi superiori".
Lo ha scritto su Twitter Maike Hickson che organizza gli aggiornamenti della lettera originale su LiSiteNews.
Al 6 maggio i firmatari erano 77.

<-----clicca sull'immagine per ingrandire

Dichiarazione di Josef Seifert sul perché della firma

LifeSiteNews, 6 maggio - Firmo questa petizione perché sono in linea di massima d'accordo con la lettera firmata da 20 illustri cattolici e perché credo, come loro, che è un sacro dovere di tutti i Cardinali e Vescovi della Chiesa Cattolica, come successori degli Apostoli, di esaminare attentamente ogni serio addebito di eresia commessa dal Papa. Se essi trovano queste accuse corrette, hanno l'ulteriore dovere, come fratelli nell'Ufficio apostolico, di rivolgersi al Papa senza timori falsi e vigliacchi, in tutta franchezza e pieni dello stesso Spirito Santo con cui san Paolo ha criticato pubblicamente e rimproverato il primo Papa Pietro, che Cristo stesso aveva scelto, che si era allontanato dalla verità e dalla volontà di Dio.

Papa Francesco è diventato il vicario della sinistra immigrazionista e del conquistatore islamico?

Alexandre Del Valle, politologo e saggista francese, è autore del libro [qui] ora disponibile anche nella traduzione italiana: ‘Il complesso occidentale – Piccolo trattato di de-colpevolizzazione’, per la Paesi Edizioni (prefazione di Marcello Veneziani), che contrasta il “terrorismo intellettuale” nato intorno ad un malsano senso di colpa dell’Occidente. L'articolo che segue nella nostra traduzione da Valeurs actuelles di ieri, denuncia "le posizioni islamofile ed immigrazioniste di questo strano papa: “tollerante” nei confronti dei nemici della civiltà europea e cristiana ma intransigente coi “populisti”... ".  È forse normale un  papa in campagna elettorale che parla di politica anziché di Cristo? Anche Oltralpe (e non solo) certi comportamenti ormai fanno scalpore. E dunque, quando si denunciano questi aspetti, gli ideologi del pensiero unico continueranno tirare in ballo il complottismo o finalmente sarà riconosciuta la drammatica realtà?

Papa Francesco è diventato il vicario della sinistra immigrazionista e del conquistatore islamico?
Alexandre Del Valle, 6 maggio 2019
Domenica 2 maggio Papa Francesco era in viaggio ufficiale in Bulgaria, paese ex-comunista dell'Europa dell'Est a maggioranza cristiana ortodossa e noto per la sua politica molto rigida sulla questione dei “migranti” o, più esattamente, dei migranti illegali. Come d'abitudine, il Santo Padre – la cui accoglienza da parte della Chiesa ortodossa nazionale (filo-russa e anti-ecumenica) è stata piuttosto fredda, per non dire glaciale – non è riuscito a evitare di dare una lezioncina morale ai suoi ospiti. Lezioncina morale (di quelle che prodiga alle nazioni cristiane occidentali ma mai ai paesi musulmani) che non ha nulla a che vedere con la saggezza dei Padri della Chiesa, condivisa dai cattolici e dagli ortodossi, e che è al contrario eminentemente politica: più precisamente, umanitario-immigrazionista e anti-nazionalista. Alexandre Del Valle analizza le posizioni islamofile e immigrazioniste di questo strano papa: “tollerante” nei confronti dei nemici della civiltà europea e cristiana ma intransigente coi “populisti”... Un papa che piace alle lobby e alle ONG che difendono i migranti illegali, ai media bempensanti e alla sinistra terzomondista ma che svuota le chiese cattoliche e che si è attratto le ire di una parte dei fedeli, che rifiutano che la propria fede venga strumentalizzata da un'ideologia cosmopoliticamente corretta.
In un discorso pronunciato di fronte ai membri dell'Accademia Pontificia delle Scienze Sociali che metteva in guardia contro “l'ascesa dei nazionalismi e dei populismi”, Francesco ha affermato che “lo Stato nazionale non può più essere considerato un' 'isola' separata dal contesto che la circonda, come un'entità assoluta”, preoccupandosi come sempre degli “atteggiamenti aggressivi contro gli stranieri”. In piena pre-campagna elettorale europea, il pontefice argentino – che non finisce mai di denunciare i “populisti” anti-islamisti e anti-immigrazionisti (ma non denuncia mai gli estremisti islamisti e quelli marxisti di estrema sinistra) – ha invitato l'Europa “a non perdere la coscienza dei benefici apportati” dall'Unione Europea, un'“Europa dei ponti”, che accoglie gli stranieri, contrapposta all'Europa dei “muri”. Di qui l'imprescindibile visita del papa a un campo di migranti in Bulgaria.

Tutto sostengo per gli eletti - don Elia

Omnia sustineo propter electos, ut et ipsi salutem consequantur, quae est in Christo Iesu, cum gloria caelesti (2 Tm 2, 10).

Notare il manipolo al braccio sinistro
«Tutto sostengo per gli eletti, perché anch’essi ottengano la salvezza che è in Cristo Gesù con la gloria celeste»: ecco il programma di vita per questo tempo di prova, specialmente per i sacerdoti. Abbiamo ormai delucidato a fondo – ci sembra – l’attuale situazione della Chiesa, cercando altresì di inquadrarla nel contesto mondiale. Pur senza aderire al tradimento, abbiamo accolto il richiamo dall’alto a perseverare nell’obbedienza legittima e a rimanere inseriti nella comunione gerarchica, che malgrado tutto, poiché perpetua la successione apostolica, assicura l’unità visibile della porzione terrena del Corpo Mistico. Ci siamo consacrati al Cuore Immacolato di Maria e Gli abbiamo chiesto di prendere possesso della Santa Sede perché la liberi dagli occupanti abusivi. Ci siamo appellati a chi è costituito in autorità perché adempia il proprio dovere di ammonimento e correzione. Stiamo perseverando nella sofferenza, nella preghiera e nell’offerta per affrettare l’intervento del Signore. Consapevoli di non essere in grado di fare di più, prendiamo dunque come motto le ispirate parole di san Paolo con un’incondizionata fiducia nella Provvidenza.

lunedì 6 maggio 2019

Phil Lawler sulla “Lettera di Pasqua” che accusa il Papa di eresia.

Nella nostra traduzione da Catholic Culture pubblichiamo il commento dello scrittore e giornalista Phil Lawler sulla “Lettera di Pasqua” che accusa il Papa di eresia. Ecco un esempio del cosiddetto "fuoco amico" che in qualche modo ci aspettavamo. Non manca un certo realismo, ma sottende acquiescenza e rassegnazione, non senza qualche sofisma. Per questo ho inserito di volta in volta alcune chiose. Ovviamente mi limito a quanto suscitatomi a caldo. Consapevole, tuttavia, che ogni punto e spunto richiede discorsi più complessi e articolati. Ed è ovvio che l'auspicabile evolversi del dibattito li susciterà (M.G.)

È stata la pura frustrazione che ha spinto un gruppo di studiosi cattolici a pubblicare la Lettera aperta di accusa di eresia per Papa Francesco? Se è così, lo posso capire. Condivido la frustrazione. Il silenzio della gerarchia cattolica, di fronte alla confusione che sta lacerando la Chiesa, è esasperante.
Se il silenzio aggrava la crisi – e lo fa – ammiro coloro che si pronunciano con fermezza, ben conoscendo il rischio di dover pagare un prezzo alto. La “Lettera di Pasqua” fa domande che richiedono risposte. Inoltre ho molto rispetto per alcuni dei firmatari della lettera, alcuni dei quali considero come amici personali. Quindi sono riluttante a respingere i loro sforzi. Temo tuttavia che questa lettera faccia più male che bene, aggravando il problema che i fedeli cattolici si trovano ora ad affrontare.

Popolo e nazioni, realtà naturali e perciò osteggiate

Pubblichiamo l'intervento integrale di don Samuele Cecotti pronunciato a Milano il 6 aprile scorso nel corso della II Giornata della Dottrina Sociale organizzata e promossa da Nuova BQ e Osservatorio Van Thuan. 

Da qualche tempo il dibattito politico europeo (e non solo) è animato dalla contrapposizione tra sovranismo e globalismo, populismo e liberal-radicalismo con sovranismo e populismo spesso associati, così come globalismo e liberal-radicalismo. Categorie che sembrano aver sostituito quelle di destra e sinistra che datavano all’Assemblea nazionale della Francia rivoluzionaria ed erano poi state rinverdite nel quadro dell’hegelismo otto-novecentesco e dei suoi figli più o meno legittimi.
A dire il vero destra e sinistra più che scomparse paiono ridefinirsi con la sinistra sempre più coincidente con il fronte globalista (in UE declinato anche come europeismo) liberal-radicale e la destra (almeno quella in ascesa, spesso altra e alternativa alle forze storiche europee di centro-destra) sempre più coincidente con ciò che si dice populismo/sovranismo. Se tale dinamica si confermerà nel tempo sarà forse naturale la ridefinizione del quadro politico e lo “slittamento a sinistra” di quelle forze del vecchio centro-destra “ortodosse” rispetto all’ideologia liberal-radicale globalista.

domenica 5 maggio 2019

L’«usus antiquior» ci salverà – Intervista al dott. Peter Kwasniewski

Sul mensile Radici Cristiane (n.142) è stata pubblicata un’intervista al professor Peter Kwasniewski (uno dei firmatari della Lettera Aperta ai vescovi, che qui dice perché ha firmato). Quando l’intervistatrice Chiara Chiessi gli domanda se il demonio odia la Messa in rito antico, Kwasniewski risponde:

Il demonio odia la disciplina, l’ordine, la bellezza, l’umiltà, il sacrificio, la lode liturgica, la tradizione ed il sacerdozio. L’antica liturgia romana - e sto parlando qui non solo della Messa, ma anche dell’Ufficio divino e di tutti i sacramentali - è permeata di ordine e bellezza.

Richiede immensa umiltà e disciplina da parte dei ministri, che devono celebrare in maniera giusta ed adeguata. Sopprime deliberatamente l’individualità ed il desiderio di “apparire” o di “essere se stessi”. Tende all’adorazione ed alla glorificazione di Dio, con Cristo stesso come Sommo Sacerdote e tutti gli altri come servi. Paradossalmente, edifica ed avvantaggia gli stessi fedeli, proprio perché è teocentrica e cristocentrica, non antropocentrica come la moderna filosofia e cultura.

sabato 4 maggio 2019

I firmatari della Lettera aperta salgono per ora a 61. Brevi osservazioni di Paolo Pasqualucci

Due brevi (per ora) interventi di Paolo Pasqualucci: il primo sulle osservazioni di Padre Giovanni Cavalcoli [qui] sulla Lettera Aperta ai vescovi, il secondo su come liberare la Chiesa da un Papa che cade in eresia e la mantiene. Intanto è notizia di ieri (vedi comunicazione di Maike Hickson a lato): i firmatari, per ora, sono saliti a 61.

Premessa

Spero di sbagliarmi, ma temo che dal fronte amico verranno delle delusioni, per quanto riguarda l'appoggio a questa Lettera Aperta. Per ora si percepisce un silenzio imbarazzato. E lo si può anche capire. Speriamo non venga frainteso lo spirito di questa Lettera Aperta.
Essa vuole risvegliare i vescovi, un colpo di frusta per metterli di fronte alle loro responsabilità (e indirettamente, anche il Papa, mettendolo di fronte ai propri errori, sperando che gli cada il velo che evidentemente ha davanti agli occhi). 
La Lettera si muove rigorosamente dentro le categorie canonistiche e teologiche tradizionali. Elencate in modo rigoroso le molteplici deviazioni dottrinali del presente pontefice, invita i vescovi ad ammonirlo affinché cambi rotta, il più presto possibile. Accenna anche alle conseguenze di un rifiuto di Bergoglio a cambiar rotta. Conseguenze di carattere giuridico che non è possibile determinare ora ma che eventualmente spetterà ai vescovi stabilire. Con ciò la competenza dei vescovi è rispettata in pieno. 
La Lettera non si arroga il diritto di processare il Papa, non si avventura sul terreno minato di un processo al Papa, esponendosi all'accusa di favorire il sedevacantismo o il conciliarismo.
Esercita il diritto, riconosciuto dal CIC (citato nella Lettera), di far rispettosamente presente la propria opinione alle autorità, in un momento di gravissima e perdurante crisi della Chiesa, crisi della quale non si vede un minimo sbocco, stante la passività quasi generale del clero di fronte ad essa.
Ѐ un'opinione costruttiva non una condanna a prescindere, che non spetta comunque a noi fedeli. Si condannano gli errori del Papa, non il Papa in quanto persona né il Papato in quanto istituzione. Si condannano gli errori, impossibili a negarsi, affinché l'errante si emendi e ritorni alla vera fede.
La Lettera rigetta anche in modo esplicito ogni tentazione sedevacantista.

La critica di Padre Cavalcoli alla Lettera Aperta appare viziata in radice

Limitandosi al punto 1 del suo "Comunicato" concernente la Lettera, notiamo che egli dice che è "impossibile" che un papa cada nell'eresia, non solo quando insegna ex cathedra, dando definizioni dogmatiche o condannando solennemente errori, ma anche nel suo magistero ordinario ossia "al livello minimo ordinario e quotidiano della sua predicazione evangelica, quando insegna verità tradizionali o già definite, che devono esser ascoltate da tutti etc.".
La tesi di P. Cavalcoli è smentita dai fatti, storicamente accertati.

Peter Kwasniewski, un filosofo cattolico che ha firmato la lettera aperta ai vescovi spiega perché l'ha fatto

Nella nostra traduzione da LifeSiteNews, Il filosofo cattolico Peter Kwasniewski PhD, uno dei firmatari della Lettera aperta che accusa Papa Francesco di eresia, spiega perché ha firmato.

Qualsiasi cattolico che negli ultimi sei anni abbia prestato attenzione alle parole e alle opere di Papa Francesco è a conoscenza dei problemi sempre più gravi in cui si trova il suo pontificato. Non è nemmeno necessario entrare in dettaglio a tal proposito; coloro che vogliono saperne di più già sanno abbastanza o possono comunque informarsi facilmente. La Lettera aperta ai vescovi della Chiesa cattolica firmata da studiosi e prelati, me compreso, fornisce prove evidenti di dichiarazioni eretiche (non semplicemente erronee) di Papa Francesco e del fatto che egli è totalmente cosciente – come consta dalle sue numerose azioni e dai suoi ripetuti atti di omissione di governo – di cosa sta promuovendo.
Molti hanno chiesto: a che serve un passo del genere? Non polarizzerà ulteriormente la situazione? Non offrirà al partito di Bergoglio la scusa per intensificare il confinamento e la persecuzione dei cattolici? Non è forse altamente probabile che verrà ignorato? Chi può fermare un papa ribelle, capriccioso e imprevedibile? Non è forse meglio aspettare l'intervento di Dio? E inoltre, non sarà che i firmatari non hanno la necessaria preparazione teologica?
Questo documento è ottimo e di gran valore, per tre ragioni.

venerdì 3 maggio 2019

I primi strali sulla Lettera Aperta ai vescovi, ma di corta gittata...

Metto il link al brillante articolo de La Stampa di ieri che fa una lettura sommariamente complottista della Lettera Aperta ai vescovi della Chiesa cattolica senza peraltro trovare un solo contro-argomento nel merito e ne denigra i firmatari con informazioni strumentali e pretestuose. Il che, insieme all'uso di frasi-slogan e citazioni estrapolate dal contesto, caratterizza anche i numerosi altri commentatori di testate di regime italiane e straniere. Tra l'altro l'articolista liquida riduttivamente questo blog, del quale conoscete il mare di contenuti di ben più ampio respiro, come "propagatore delle dichiarazioni del cardinale Raymond Leo Burke, di riflessioni di Marcello Veneziani o di lunghi editoriali sulle minacce straniere all’Occidente".
Per quanto mi riguarda, come richiesto dai miei interlocutori ai fini di inserire il mio nome, ho semplicemente indicato il titolo accademico con l'indicazione dell'Università Pontificia presso la quale è stato conseguito, (anche se poi ho avuto altri maestri, penso con particolare gratitudine a mons. Gherardini). Ovvio poi che questa, oggi come oggi, si dissoci dalla lettera, confermando peraltro la mia affermazione sul titolo...  Ma se, come asserisce l'articolista, "ad un occhio distratto si potrebbe intendere un [diverso] legame con la Facoltà Teologica “San Bonaventura”, un occhio altrettanto distratto potrebbe prendere per geni sia lui che gli altri divulgatori di analoghe letture minimaliste del documento - al cui testo integrale si guardano bene di inserire i link - e che comunque sta facendo scalpore. 
Così come nel corso degli anni hanno fatto scalpore le mie puntualizzazioni in diretta sulle distorsioni (ne cito due a campione: Permanere nella Verità di Cristo; Il Rito Romano Antico e l'applicazione del Summorum Pontificum) di questo pontificato (e non solo), al quale all'inizio avevo dato credito, non conoscendo l'eletto. Ma mi è bastata l'omelia di quel primo terribile Giovedì Santo e il resto è stato un crescendo, a seguire. In parte documentato qui. Io e neppure gli altri firmatari siamo 'contro' il Papa né contro nessun altro, compreso Paolo Pasqualucci al quale sono stati riservati strali analoghi e del quale sono note le opere e gli interventi;  è semplicemente questione di martyria o testimonianza che dir si voglia, non altro... E per gli approfondimenti avremo tempo. (Maria Guarini)

Venerdì 3 maggio. La preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla Preghiera di Riparazione secondo le modalità, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che trovate qui.
Rimaniamo fedeli al nostro impegno nella preghiera di riparazione e continuiamo a pregare perché sia sventata l'introduzione della cosiddetta Messa ecumenica, che vanifica il Santo Sacrificio. Per non parlare dei cambiamenti di paradigma che usano il funambolismo linguistico per condurre verso rivoluzionari orizzonti inesplorati fuori dalla Via maestra.
Preghiamo anche per come viene contristato il Signore nel nostro Paese e nel degrado ingravescente che lo attanaglia e per tutti i problemi in attesa di soluzione in un agone politico esasperato e attraversato da molte dinamiche contrapposte.
Invochiamo Cristo Signore che ci ha ammonito che “senza di Lui non possiamo far nulla” (Gv 15, 5) e chiediamo l'intercessione della Vergine, Madre Sua e nostra, perché voglia stornare tutti i pericoli, i mali e le insidie in tutti gli ambiti del vivere civile e religioso dove Lui possa tornare a regnare. Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga coloro che si espongono con parresìa.

Riflessione settimanale:
«Preghiera nelle persecuzioni»
di Cipriano di Cartagine
Lettera VII, 8

Abbiamo due Ratzinger: uno da seguire, l'altro da respingere. Lui quale sceglie? E, specialmente: lui, quale è?

Il testo integrale delle Riflessioni di Enrico Maria Radaelli a margine degli Appunti del cardinale Ratzinger pubblicati sulla rivista Klerusblatt è leggibile e/o scaricabile qui.
Di Enrico Maria Radaelli ricordiamo Al cuore di Ratzinger. Al cuore del mondo, Aurea Domus, Milano 2017, pp. 370, è disponibile nelle librerie Àncora (Milano e Roma), Coletti (Roma), Hoepli (Milano), Leoniana (Roma).
Oppure : http://enricomriaradaelli.it/emr/aureadomus/aureadomus.html.

[...] ...uno dei risultati più negativi che raggiunse il Vaticano II col suo equivoco, pomposo e del tutto sconveniente Sacrosanctum Concilium, e più ancora con la successiva simil-protestante istituzione del Novus Ordo Missæ, dispoticamente imposta da Paolo VI malgrado fosse del tutto disallineata persino con le già fuorvianti indicazioni conciliari, fu proprio la più potente caduta di adorazione di Dio mai avvenuta nella storia.
Questa disadorazione fu condotta con metodi subdoli, per i quali le Messe celebrate col nuovo Rito non possono non essere riconosciute sia valide sul piano liturgico che legittime su quello giuridico, come dovettero convenire anche i cardinali Bacci e Ottaviani nel loro rigoroso e molto sfavorevole Breve esame critico del Novus Ordo Missæ [qui], pur mostrando in se stesse però « un impressionante allontanamento dalla teologia cattolica della Santa Messa ».