domenica 23 gennaio 2022

Annibale Bugnini, il principale artefice del Novus Ordo, avrebbe voluto distruggere anche il Rosario

Ho pescato in rete un articolo di un blog statunitense di qualche anno fa dal quale apprendo che Annibale Bugnini, il principale artefice del Novus Ordo, avrebbe voluto distruggere anche il Rosario. Ma questo Paolo VI non glielo ha permesso.

L'autore racconta che sua moglie aveva acquistato il ridondante libro di Bugnini La Riforma Liturgica e, dopo averne letto qualche frammento, lo ha messo da parte, totalmente disgustata dall'evidente autocompiacimento, dall'ego monumentale e dal costante disprezzo dell'autore per il rito romano antico di oltre 1500 anni, da lui riformato su incarico di Paolo VI. Ripescato il libro, egli gli ha dato una scorsa, e ha scoperto che colui che aveva posto tanta enfasi sulla “nobile semplicità", eliminando “ripetizioni inutili” e “accrescimenti (per aggiunte) storici”, intendeva distruggere completamente anche il Rosario.

sabato 22 gennaio 2022

La Messa antica in Nigeria

Buone notizie dalla Nigeria
"Dio è stato gentile con noi in Nigeria per aver ripristinato e diffuso la liturgia e le devozioni cattoliche tradizionali. 
Pregate per i vostri Sacerdoti. Pregate per il Papa e per la gerarchia."

Nonostante le restrizioni la Messa dei secoli sembra non conoscere tramonto...

Effetti del mondo nuovo creato dalla tecnocrazia biosecuritaria

Riporto di seguito un articolo di Elisabetta Frezza, tanto più efficace in quanto frutto dell'esperienza personale. Qui l'indice degli articoli su covid, vaccini e dittatura sanitaria.

Il virus, alla fine, è passato anche di qua. Lo hanno accolto in casa i miei figli minori che, vedendo cosa sta succedendo in giro, aspettavano prima o poi la sua venuta. Il che suona vagamente blasfemo, ma così ci hanno ridotti nel fantastico mondo nuovo della tecnocrazia biosecuritaria e della psicopatologia generalizzata. Non fosse stato intercettato con l’epifania della seconda tacca rosa nello stick del tampone – riedizione pandemica dei mitici test di gravidanza che ci hanno tenuto tutti, qualche volta nella vita, col fiato sospeso – nessuno di loro teenagers si sarebbe accorto del suo transito, tanto fugace quanto indolore. In tempi normali – concetto sepolto – avrebbero continuato ad andare a scuola, come nulla fosse e come sempre si è sempre fatto in compagnia di un raffreddore. Invece, test, dad e quarantena di famiglia, fino a futuro decreto di scarcerazione da parte dell’autorità competente: quella che elargisce a discrezione brandelli di libertà vigilata.

venerdì 21 gennaio 2022

La “character assassination” di Benedetto XVI. In vista del conclave?

Al di là delle considerazioni su munusministerium e papato emerito, di cui si accenna nell'articolo, e sulle quali abbiamo riflettuto ad nauseam [vedi in questo indice], di seguito la notizia rimbalzata con grande eco su tutte le agorà mediatiche in ordine al Rapporto della Chiesa tedesca, secondo cui Joseph Ratzinger non avrebbe agito su 4 casi di pedofilia quando era Arcivescovo di Monaco. Tra l'altro un caso vecchio del quale ridultano già 82 pagine di suoi chiarimenti. Di Benedetto XVI abbiamo ben presente l'impegno e vogliamo ricordare questo nostro articolo: Vaticano e omoeresia. Che fine hanno fatto i risultati dell'inchiesta che Benedetto XVI ha consegnato al suo successore? [qui]. Altrettanto significativo è il suo intervento dal 'recinto di Pietro' quando ha reso pubblici i suoi Appunti su La Chiesa e lo scandalo degli abusi sessuali [qui]. Intanto oggi, nel comunicato Ansa leggiamo questa neutra anodina comunicazione del Vaticano: "Nel reiterare il senso di vergogna e il rimorso per gli abusi sui minori commessi da chierici, la Santa Sede assicura vicinanza a tutte le vittime e conferma la strada intrapresa per tutelare i più piccoli garantendo loro ambienti sicuri"...

La “character assassination” di Benedetto XVI.
In vista del conclave?

E ieri, tra le notizie delle follie governative e della situazione ucraina, ecco un fulmine a ciel sereno: un rapporto dalla diocesi di Monaco e Frisinga accusa il papa emerito Benedetto XVI di “negligenza” in quattro casi di pedofilia. Inutile è stata la memoria di 82 pagine inviata da Ratzinger: ignorata dalla polizia.

Cosa c’é di vero e cosa no. Come nei casi di Donald Trump, di Bettino Craxi o di Vladimir Putin assistiamo ad una “character assassination”. In realtà Ratzinger è sotto il fuoco dei fucili sin dall’epoca in cui era cardinale: era il “cardinal Rottweiler”. E’ stato accusato di essere un nazista, cosa peraltro falsa: il più grande storico di Hitler, Joachim Fest, rimandò al mittente queste accuse rispondendo a Franca Rame. Era una bufala la foto di un giovane Ratzinger in atto di fare il saluto nazista: era stata tagliata: Ratzinger stava dando una benedizione (tra l’altro nella si notava come fosse vestito da prete, e venne ordinato nel 1951). Venne estrapolato un inciso dalla lectio magistralis di Ratisbona [qui] che, decontestualizzata, travisava il senso del discorso per provocare un incidente col mondo musulmano [e gli costò anche una mancata prolusione prevista a La Sapienza -ndr]

Mons. Stefan Heid: "Ecco come celebravano i primi cristiani"

Riprendo da MiL alcuni stralci di un'interessantissima intervista a mons. Stefan Heid per sfatare molti luoghi comuni sorti dai falsi archeologismi liturgici post-conciliari.
C’è chi prova a negarlo, ma l’Eucaristia è stata da subito un rito sacro, svolto in uno spazio sacro e su una tavola sacra, ovvero un altare. E il sacerdote era rivolto a Oriente. A colloquio con monsignor Stefan Heid, rettore del Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana
di Luisella Scrosati (pubblicato sul Timone n. 213, gennaio 2022, in edicola a Roma e Milano, in spedizione ovunque cartaceo o digitale www.iltimone.org)

Ecco come celebravano i primi cristiani

La Messa una cena e l’altare una tavola? L’abbiamo sentito molte volte, ma le cose stanno un po‘ diversamente. Ne abbiamo parlato con monsignor Stefan Heid, tedesco dell’arcidiocesi di Colonia, classe 1961, rettore del Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana, a Roma, dove è anche titolare delle cattedre di Storia del culto cristiano e Agiografia.

[...] Una sua pubblicazione mette in discussione alcuni aspetti del periodo paleocristiano, considerati punti fermi. Il più noto: l’Eucaristia veniva celebrata in un contesto conviviale; pertanto come altare si utilizzava la tavola da pranzo. A conferma di ciò ci sarebbe anche l‘utilizzo del termine “mensa” e non “altare”.

«In effetti cent‘anni fa la scienza dell‘archeologia cristiana ha messo in giro alcune idee che, a mio parere, sono sbagliate, idee che però, soprattutto in teologia, vanno avanti imperterrite. Tra queste si trova la convinzione che l’Eucaristia fosse un pasto comune e che anche oggi dovrebbe essere celebrata in questo modo. Bisogna stare attenti. Certamente Gesù ha istituito il rito del Pane e del Calice durante una cena nella quale si mangiava in posizione reclinata. I pasti in questa posizione erano pasti privilegiati, solenni, per i quali occorreva personale di servizio, quindi non certo pasti per i poveri. Ma il vero nucleo del rito eucaristico si è sempre tramandato come un rito specifico, distinto, come già mostra Paolo nella prima lettera ai Corinzi. Il pasto in posizione reclinata è del tutto secondario. Anche se a Corinto i partecipanti fossero stati sdraiati su lettini - cosa che non ritengo probabile a causa del numero dei partecipanti - per il nucleo del rito eucaristico veniva introdotta una tavola sacra distinta - Paolo la chiama la “mensa del Signore” - unica per tutta la comunità. Questo è importante: c’è solo una “tavola sacra”, non importa quanto sia grande la comunità».

Ministro finlandese sotto processo per aver citato la Bibbia: «Ho diritto a professare la mia fede»

Leggo su CNA la vicenda paradossale dell'ex ministro degli interni finlandese dal 2011 al 2015, Päivi Räsänen, sottoposta a processo penale che inizierà il 24 gennaio per "incitamento all'odio" verso gli omosessuali per aver citato san Paolo, dopo aver subito un'indagine e diversi interrogatori.
Päivi Räsänen, medico e madre di cinque figli, rischia il carcere poiché accusata di istigazione nei confronti di un gruppo minoritario, sostenendo che le sue affermazioni «probabilmente causano intolleranza, disprezzo e odio nei confronti degli omosessuali».
La deputata 62enne, già presidente del Partito della Democrazia Cristiana dal 2004 al 2015, è un membro attivo della Chiesa luterana finlandese. Ma ha messo in dubbio la sponsorizzazione da parte della sua chiesa di un evento di LGBT-pride.

giovedì 20 gennaio 2022

Tachipirina e vigile attesa. Incredibile decreto del Consiglio di Stato

Ben detto, senza remore né inutili giravolte. Qui l'indice degli articoli su covid, vaccini e dittatura sanitaria.
Se a Roma c’è un giudice, dev’essercene anche un altro che annulla il lavoro del precedente.

Ha quasi dell’incredibile, la storia della sentenza del Tar Lazio, che alcuni giorni fa aveva sospeso il famoso protocollo Speranza, quello basato su “paracetamolo e vigile attesa” e che, si leggeva nel dispositivo, “anziché dare indicazioni valide sulle terapie da adottare a domicilio”, riporta “un lungo elenco delle terapie da non adottare”. Ponendosi così “in contrasto con l’attività professionale così come demandata al medico nei termini indicati dalla scienza e dalla deontologia”: compito del dottore, infatti, non è mettere in standby il paziente, bensì “agire secondo scienza e coscienza, assumendosi la responsabilità circa l’esito della terapia prescritta quale conseguenza della professionalità e del titolo specialistico acquisito”. Insomma, per i giudici amministrativi di primo grado, il protocollo Speranza impediva ai medici di fare i medici e ai pazienti di curarsi.

20 gennaio - Supplica alla Madonna del miracolo

Oggi, 20 gennaio, ricorre l'anniversario della conversione di Alfonso Ratisbonne a Roma, in Sant'Andrea delle Fratte, luogo della devozione alla Santa Vergine del miracolo [vedi]. La Madre del Signore e nostra, tra i tanti interventi con i quali nel corso dei secoli si è prodigata verso i suoi figli quale Madre di misericordia e Mediatrice di tutte le grazie, nel 1830 ha affidato a S. Caterina Labouré la medaglia miracolosa come strumento di grazia.
Tra i tanti santi devoti della Medaglia miracolosa, fu il giovane Massimiliano Kolbe, che il 20 gennaio 1917, settantacinquesimo anniversario dell’apparizione, proprio in sant’Andrea delle Fratte, nell’ascoltare la rievocazione della conversione del Ratisbonne, concepì l’istituzione della sua Milizia dell’Immacolata, col fine di «cercare la conversione dei peccatori, eretici, scismatici, giudei ecc., e specialmente dei massoni; e la santificazione di tutti sotto il patrocinio e mediante la B.V.M. Immacolata». Chiediamo l'intercessione sua e della B.V.M. perchè Iddio continui a guidare la Sua Chiesa.
Pio XI, il 19 luglio 1931, in occasione del processo di beatificazione di Caterina Labouré, accennando ai mali che affliggevano la Chiesa, disse: «In questi giorni risplende la Medaglia miracolosa, come per richiamarci in modo visibile e tangibile che alla preghiera tutto è permesso, anche i miracoli, e soprattutto i miracoli. In ciò sta la specialità magnifica della Medaglia miracolosa, e noi abbiamo bisogno di miracoli. è già un gran miracolo che i ciechi vedano… ma vi è un altro miracolo che dobbiamo domandare a Maria Regina della Medaglia, ed è che vedano quelli che non vogliono vedere…».
Qui potete trovare il testo della Supplica che si rivolge alla Vergine ogni 27 novembre e in ogni urgente necessità. Di seguito riprendo il testo di quella che in Sant'Andrea delle Fratte si recita a mezzogiorno del 20 Gennaio e che mi sono permessa di integrare in alcuni punti.

SUPPLICA ALLA MADONNA DEL MIRACOLO recitata il 20 gennaio

In preparazione: un nuovo testo sulla liturgia, nuovi decreti sugli Istituti Ecclesia Dei

Leggo su Riposte catholique che circolano nuove voci su ulteriori sviluppi delle direttive vaticane sulla Liturgia. Da letture di commenti in gruppi tradizionalisti U.S.A. apprendo che nella redazione di La Croix, da cui provengono le notizie sotto riportate, ci sono allievi di Grillo, uno dei maggiori avversari della Messa antica e che tanta parte ha avuto anche nell'ultima stretta (vedi). Il che ci darebbe anche un'idea sulle fonti vaticane... Qui l'indice degli articoli sulla Traditionis Custodes e sui Responsa.

La Croix dedica due articoli al tema della liturgia postconciliare. Cito dal primo:
Il Vaticano starebbe lavorando ad altri testi sulla liturgia : sarebbe in corso di elaborazione un documento più ampio sulla liturgia post-conciliare, in sostituzione dell’istruzione Liturgiam authenticam del 2001. E un nuovo decreto sugli Istituti Ecclesia Dei sarebbe in preparazione per marzo.
Il primo documento potrebbe generare nuove basi al consolidarsi della Chiesa rivoluzionaria di conio vaticansecondista, le cui variazioni - ormai vere e proprie rotture - si fanno sempre più audaci ad ogni tappa successiva, in continuità esclusivamente all'interno del loro nuovo impianto paradigmatico, ma senz'alcun legame, e quindi in discontinuità, col magistero perenne ritenuto obsoleto per definizione. Proprio sulla Liturgia, il recente motu proprio Traditionis custodes attribuisce alla Messa riformata dai Paolo VI l’unica espressione della lex orandi del Rito Romano. Inquietante cosa ancora potrebbe attenderci posto quanto segue.

L'erosione della coesione sociale ha raggiunto livelli di ingovernabilità che rivelano la crisi ontologica del sistema

L'erosione della coesione sociale preoccupa le stesse élite che ne sono responsabili e comincia a rivelare tutte le problematiche generate dalle dinamiche non tutte gestibili della complessità insieme ai rischi connessi con l'eterogeneità dei fini. L'analisi ripresa di seguito è essenziale, ma apre molti usci di comprensione e approfondimento. Siamo consapevoli che la crisi epocale che ne risulta è originata dalla scristianizzazione dell'intero Occidente e dunque anche che ogni soluzione non è efficace se continua ad espungere il Soprannaturale, che gli analisti laici che vanno per la maggiore continuano a non mettere in campo. 

L'erosione della coesione sociale ora
preoccupa le stesse élite che ne sono responsabili

Il dodicesimo rapporto del World Economic Forum di Davos pone come problema principale, secondo il sentimento degli intervistati nella ricerca, lo smembramento delle società messe sotto la trazione di forze disaggreganti. È la prima volta da quando viene fatto, che le principali problematiche lette come più rischiose, sono relative al campo sociale che assieme ad “ambiente”, “geopolitica”, “economia” e “tecnologia” formano il pentagono di argomenti di solito monitorati. Il rapporto consiste di interviste fatte a circa mille tra CEO, studiosi, politici, ONG ed organizzazioni internazionali e di tutti questi, i più sensibili al problema posto in primo piano, sono proprio coloro che provengono dal mondo del business. Tale problema si declina principalmente in tre elementi: 
  1. erosione della coesione sociale; 
  2. deterioramento della salute mentale; 
  3. vere e proprie crisi di sussistenza, dovuti ad un insieme di trazioni date dalla pandemia, da come viene affrontata, dagli effetti che produce su un corpo sociale già debilitato da anni di dominio ideologico e pratico estremista. 
Al trittico iniziale segue la disillusione giovanile, il fallimento delle infrastrutture pubbliche, il collasso della sicurezza sociale e così via. 

mercoledì 19 gennaio 2022

Minneapolis e Providence: una lezione di accoglienza verso i fedeli tradizionalisti

Un edificante resoconto delle Cresime a Minneapolis, dove l'arcivescovo ha accolto con premura i fedeli legati alla liturgia tradizionale, manifestando una pastorale accogliente non solo a parole che vorremmo vedere anche a Roma e in tutte le diocesi dell'orbe cattolico. 
Oggi possiamo registrare anche la posizione analoga del vescovo di Providence, mons. Thomas Tobin, ripresa da un suo tweet (immagine a lato). Anche lui promuove l'"unità cattolica"; ma si dà il caso sia  tra i vescovi inclusivi: non disdegna neppure gli islamici [qui]... Qui l'indice dei precedenti articoli su Traditionis custodes e sui Responsa.

Un approccio pastorale alla Messa tradizionale
"Se venerdì farà 45 cm di neve ci saranno ancora le Cresime sabato?", mi ha chiesto mia madre al telefono, mentre considerava di riprogrammare il suo volo da St. Louis a Minneapolis-St. Paul per arrivare prima della tempesta invernale.
"Sì", le ho detto, "avranno tutto il tempo per liberare le strade prima di allora e il tempo non li fermerà adesso". La Cresima di mia figlia era in forse dal 16 luglio 2021, quando Papa Francesco ha promulgato Traditiones Custodes, limitando la liturgia secondo il Messale del 1962. E non sapevamo ancora che, se le Cresime in Forma Straordinaria fossero state programmate anche solo una settimana dopo, sarebbero state proibite in base ai responsa ad dubia appena pubblicati, che esplicitano Traditiones Custodes.

don Philippe Laguérie. La Messa: una battaglia vinta

Nella nostra traduzione da Présent una interessante intervista di Anne Le Pape a don Philippe Laguérie. Risposte puntute e convinte e l'affermazione del fatto che la "battaglia" della Messa cattolica è stata vinta definitivamente e irreversibilmente da Mons. Lefebvre negli anni 80. Qui l'indice degli articoli su Traditionis custodes e Responsa.

Chi non conosce padre Philippe Laguérie? Ordinato sacerdote dall'arcivescovo Lefebvre, è stato nominato parroco di Saint-Nicolas-du-Chardonnet nel 1984 ed è rimasto a capo della parrocchia parigina fino al 1998. Nel 2004 ha lasciato la Fraternità San Pio X e nel 2006 è stato uno dei co-fondatori dell'Istituto del Buon Pastore (IBP), di cui rimane superiore fino al 2019, con due mandati. 
— Monsignore, avrebbe mai immaginato di rivivere un giorno un periodo di caccia alle streghe (se mi è lecito dirlo) nei confronti del rito tradizionale?
- Sì e no ! Se consideriamo le cause profonde della rivoluzione liturgica degli anni Sessanta, l'infestazione modernista del brigantaggio del Vaticano II (ben più minaccioso di quello di Efeso!), le stesse cause producono gli stessi effetti: sì! Nonostante il tentativo, oggi possiamo dire fallito, sotto Benedetto XVI, di restituire alla liturgia bimillenaria della Chiesa le sue credenziali di nobiltà, i funzionari ecclesiastici sono rimasti e permangono fondamentalmente rivoluzionari. "Un albero cattivo non può dare frutti buoni..." Ma vista la violenza degli ultimi due documenti romani (Traditionis custodes e le risposte ai dubia). Sappiamo anche dai suoi viaggi che la sua ortodossia è inversamente proporzionale al quadrato della sua altitudine! Sì: costernazione. Eccoci tornati agli anni '70, alle sospensioni a divinis, al “seminario selvaggio”, alle “scomuniche”. Odore di polvere.

Presa di posizione sulla Traditionis custodes: La pena capitale spirituale dei fedeli cattolici

Nella nostra traduzione da Catholic World Report ulteriori ottime puntualizzazioni sulla sorte della Messa dei secoli in ragione delle nuove direttive vaticane. Sull'uso della definizione Forma Straordinaria, coniata da Benedetto XVI per il Rito antiquior, vedi qui approfondimenti. Qui l'indice dei precedenti sulla Traditionis Custodes e sui Responsa.

L'analisi morale del rigetto delle direttive vaticane che annullano la celebrazione dilagante della Forma Straordinaria della Messa è degna di un acceso dibattito, giudizio e ripetuti appelli di chiarimento.
La direttiva vaticana volta ad eliminare efficacemente la celebrazione dilagante della Forma Straordinaria della Messa in latino richiede la collaborazione di vescovi e sacerdoti (Motu Proprio Traditionis Custodes di Papa Francesco e “Risposte ai dubbi” della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina della sacramenti). L'azione vaticana è l'equivalente della pena capitale spirituale. Non solo emargina volontariamente i fedeli cattolici devoti alla Forma Straordinaria (FS), ma pone anche un cuneo tra la celebrazione della Messa e segmenti della Sacra Tradizione, eliminando la complementarità della Forma Ordinaria e della Forma Straordinaria.

martedì 18 gennaio 2022

Italia prega - Preghiera pubblica del Rosario per l'Italia

La preghiera, specialmente quella del Santo Rosario, è l’arma prediletta dalla Beata Vergine Maria per combattere contro i mali temporali e spirituali di ogni epoca della Chiesa: non perdiamo coraggio ed affidiamoci alla sua materna protezione per uscire dalla crisi presente.
Rammentiamo l'invito assolutamente attuale di Pio XII [qui]: «non con la forza, non con le armi, non con la umana potenza, ma con l’aiuto divino ottenuto per mezzo di questa preghiera, forte come Davide con la sua fionda, la Chiesa potrà affrontare impavida il nemico», mai così scatenato su tutti i fronti come oggi.
Segnaliamo dunque questa iniziativa di preghiera da diffondere in tutta Italia, sorta su impulso di alcuni laici desiderosi di invocare il Signore per ottenere aiuto e protezione soprannaturale in questa spaventosa crisi sociale e politica che devasta il nostro Paese da ormai due anni:
Gli amministratori dell’iniziativa “Italia prega” non organizzano per voi il Rosario pubblico nel vostro paese.
Aggregatevi ad un focolaio di preghiera vicino a voi, oppure siate voi la scintilla che accende il focolaio di preghiera nel vostro paese.
Informazioni e aggiornamenti sul canale Telegram: https://t.me/italiaprega
Perché:
Per affidare l’Italia alla Beata Vergine affinché assista tutti gli Italiani in difficoltà a causa di questa crisi che sta attraversando il nostro Paese, tra le più gravi della sua storia
Quando:
Ogni mercoledì alle ore 19:00
Dove:
In un luogo pubblico. Vogliamo pregare in ogni città, paesino e quartiere d‘Italia
Chi:
Chiunque abbia a cuore il futuro del nostro paese e le sofferenze dei connazionali in difficoltà. Diffondete l’iniziativa ed invitate parenti, amici, conoscenti … 
Come:
In piedi, in ginocchio o camminando. Anche cantando (canti religiosi). Assai benvenuti sacerdoti ed i religiosi anche con un fervorino, purché rispettosi dei discernimenti di tutti. Senza microfoni, per favore
Durata:
Finché l‘attuale crisi nella Società non si sia risolta in modo pacifico, e torni a regnare pace e libertà
Info:
Invitiamo CHIUNQUE ad accendere un focolaio di preghiera in un luogo pubblico.
Fatelo senza attendere altri, perché troveremo sempre delle scuse per rimandare, se non facciamo noi il primo passo... 
 https://fsspx.it/it/news-events/news/italia-prega-71060

Rinneghiamo il dio Stato - Don Elia

Vedi indice articoli sulla Chiesa in tempo di pandemia. Qui indice articoli sulla realtà distopica.
Il pensiero liberale, con il pretesto di restituire ai popoli una presunta sovranità, li ha resi schiavi di Stati che, in nome di una pretesa assoluta, sciolta da qualsiasi fondamento o legittimazione superiore, funzionano come moderni Moloch che non solo ne divorano i figli, ma son pure giunti a sterminare i propri stessi cittadini con armi biologiche dagli effetti devastanti. Le democrazie rappresentative si giustificano come espressione di una fantomatica volontà popolare che esiste soltanto come concetto astratto. Dal punto di vista speculativo, in realtà, ogni popolo è un insieme di individui dotati ognuno di una volontà libera, che di fatto è quasi sempre in conflitto con quella di altri; dal punto di vista pratico, data l’impossibilità di ottenere un consenso generalizzato su qualcosa, ci si deve per forza di cose accontentare del parere espresso da una maggioranza relativa, che non è necessariamente buono né giovevole a tutti. Esso, oltretutto, può esser facilmente orientato, mediante le tecniche di manipolazione collettiva e di persuasione occulta, verso obiettivi prestabiliti.

Il silenzio dei "buoni"

Nella nostra traduzione da Infovaticana, una panoramica delle gravi derive che rappresentano l'attuale crisi nella Chiesa culminate in questo pontificato con la sconcertata constatazione del generale silenzio di chi dovrebbe denunciarle. Falsa obbedienza, errore dell'infallibilismo, errato modo di intendere la natura del Vaticano II, concilio che ha voluto essere solo pastorale senza proclamare dogmi né infliggere o ribadire condanne solenni. Qui l'indice ad alcuni precedenti.

Parte della responsabilità della crisi che devasta la Chiesa e, soprattutto, la gerarchia - chi non vuole vederla, vive in un altro mondo - può essere imputata al silenzio dei 'buoni'; di coloro che, essendo ortodossi, fedeli aderenti al Magistero e alla Tradizione della Chiesa, tacciono e non agiscono per una falsa, a mio avviso, comprensione dell'obbedienza e della fedeltà.

"Ogni epoca viene salvata da una esigua manciata di uomini che hanno il coraggio di essere fuori moda", ha scritto il brillante Chesterton. Il pugno di uomini esiste, su questo non c'è dubbio, ma il problema è che sembrano riluttanti ad agire con coraggio: questo è il dramma.

lunedì 17 gennaio 2022

Jihad sessuale: a Milano non è stato "solo" uno stupro

Per giorni e giorni articoli e trasmissioni TV per dare addosso a un toscano che ha palpeggiato una giornalista in diretta tv, che ha ricevuto vagonate di solidarietà da politici e opinionisti di regime. Qui invece si tratta di qualcosa di ancora più grave, qualcosa che ha a che fare con la “religione di pace” dei nostri nuovi colonizzatori. E da parte di media e politici renitenza e minimizzazioni a non finire.
A Milano, in piazza Duomo, nella notte di San Silvestro, nove ragazze hanno subito violenze sessuali di gruppo ad opera di branchi di ragazzi immigrati, prevalentemente nordafricani. Sono le stesse scene viste anche a Colonia. Come i femminicidi o i tanti stupri italiani? No, secondo Souad Sbai, sono violenze diverse, organizzate e con una precisa regia.
A Milano, in piazza Duomo, nella notte di San Silvestro, nove ragazze hanno subito violenze sessuali di gruppo ad opera di branchi di ragazzi immigrati, prevalentemente nordafricani. Sono le stesse scene viste anche a Colonia, nel capodanno del 2015 e prima ancora in piazza Tahrir, al Cairo, durante la rivoluzione contro Moubarak, dove vittima è stata una giornalista della Cbs. Esattamente come a Colonia, la realtà è emersa molto lentamente, un pezzo alla volta. Prima di tutto perché le vittime hanno dovuto trovare il coraggio di denunciare. Poi perché, come sempre quando la vicenda riguarda immigrati (anche di seconda generazione) la stampa reagisce con una certa reticenza, sempre nel timore dell’accusa di razzismo.

Esattamente come a Colonia, nessuno nega l’esistenza dei fatti, ma l’atteggiamento prevalente è quello di relativizzarli. Un “tutto il mondo è Paese” in cui si sottolinea che anche gli italiani stuprano, anzi sono peggiori. Che i fatti di Piazza Duomo sono gravissimi, ma i femminicidi sono molto più frequenti. Le femministe sono convinte che la colpa, a prescindere dalla cultura, sia il “maschio” e la sua tendenza alla prevaricazione sul corpo della donna. In alcuni casi viene addirittura equiparata la violenza di gruppo a Milano con la pacca incassata in diretta da una cronista sportiva ad opera di un tifoso della Fiorentina. Ma sono paragonabili le due tipologie di crimine?

“Bergoglio si è incontrato due volte, sotto silenzio, con il CEO di Pfizer”

Edward Pentin, sul National Register ha rivelato, da fonti vaticane, che l’anno scorso papa Francesco ha tenuto incontri privati riservati con l’amministratore delegato di Pfizer, mentre sorgono domande sull’efficacia dei vaccini nel prevenire la trasmissione, obbligatori anche per tutto il personale e i visitatori del Vaticano. Qui l'indice degli articoli sul clericalismo politicante di Bergoglio

Abbiamo appreso che l’anno scorso papa Francesco ha tenuto incontri privati segreti con l’amministratore delegato di Pfizer, mentre sorgono domande sull’efficacia dei vaccini, che ora sono obbligatori per tutto il personale e i visitatori del Vaticano.

Secondo fonti vaticane, sono stati due gli incontri privati del papa, in Vaticano, con Albert Bourla, ma non se ne conoscono i dettagli.

A differenza della maggior parte delle udienze private pontificie, questi incontri non sono stati annunciati dalla Sala Stampa della Santa Sede, che non ha nemmeno risposto alle ripetute richieste di conferma. Un portavoce della Pfizer ha dichiarato: “Non possiamo né confermare né smentire poiché, secondo la nostra politica, i movimenti dei nostri dirigenti sono considerati riservati”.

Cardinale Joseph Zen. Il modello cinese nelle relazioni tra Stato e religioni

In occasione del 90mo compleanno del Cardinale Joseph Zen, arcivescovo emerito di Hong Kong, in suo onore e come atto di riconoscenza nei suoi confronti, d'intesa con l'Osservatorio Cardinale Van Thuân, pubblichiamo per intero il suo intervento scritto per il 12mo Rapporto sulla Dottrina sociale della Chiesa nel mondo dal titolo “Il Modello cinese: capital-socialismo del controllo sociale” (Cantagalli, Siena 2021). 
Per acquistare il Rapporto (16 euro) scrivere a abbonamenti_acquisti@vanthuanobservatory.org.
Qui l'indice ai precedenti sulla questione sino/vaticana.

Cardinale Joseph Zen
Il modello cinese nelle relazioni tra Stato e religioni

Ci sono due documenti dalle Autorità Centrali del Partito Comunista Cinese che possono aiutare a capire la presente politica religiosa del governo cinese: Il Documento 19 del 1982 ed il Documento 9 del 2013. Per gli amici della Cina che non hanno la possibilità di esaminare questi documenti cerco di prendervi spunto e indicare sommariamente il costante ed il presente della politica religiosa in Cina.

Il Documento 19 del 1982
Il Documento 19 del 1982 si presenta come “La visione basilare della questione religiosa durante il periodo socialista del nostro Paese”. La religione ha la sua origine dal senso di paura e di impotenza della gente primitiva davanti a terrificanti fenomeni della natura. Quando poi la società si evolve e la classe dominante opprime l’impotente proletariato, la religione è l’oppio di cui quella si serve per tenerlo soggetto. Con l’avvento della società socialista la religione dovrebbe sparire, essendo eliminata la causa della sua esistenza. Ma la costruzione di una civiltà socialista non si realizza in un giorno, incontra tanti ostacoli: persistente superstizione popolare, disastri naturali, errori umani e situazione internazionale. La religione sparirà naturalmente con il progresso del socialismo e del comunismo. Però, pensare di eliminarla con decreti amministrativi o altri mezzi coercitivi non è la visione basilare del marxismo. Ci sono stati lunghi anni di controllo della società da parte dei signori feudali, della classe capitalista, delle forze coloniali ed imperialistiche a loro volta controllate dalla Chiesa cattolica e da quelle protestanti. Dopo il ‘49 c’è stato un grande cambiamento e una grande riforma, le contraddizioni della questione religiosa sono ormai primariamente contraddizioni tra il popolo. Ma la questione religiosa continuerà ad essere un fatto di massa, sovente collegata con la questione etnica e con fattori internazionali. Non possiamo ignorare la complessità del problema. Dobbiamo tenere presenti tutti gli obiettivi da raggiungere: stabilità e unità etnica della nazione; allacciare buone relazioni internazionali e, nello stesso tempo, resistere ad infiltrazioni di forze ostili estere, costruire la civiltà socialista con i suoi valori materiali e spirituali. Lenin ci esorta a “stare pronti”, pensare le cose seriamente; spaventarsi davanti alla complessità della questione oppure ignorare la complessità ed andare avanti alla buona sarebbe egualmente sbagliato.

domenica 16 gennaio 2022

La barbarie anti-cattolica. Diplomazia di un imperativo morale morente

La barbarie anti-cattolica. Diplomazia di un imperativo morale morente
Dalle segnalazioni dei lettori. L'uomo che sussurra a Bergoglio - Antonio Spadaro - tifa per la legge horror del suicidio facile scegliendo il male minore.
Il contributo di padre Carlo Casalone, ex provinciale d’Italia della Compagnia di Gesù, oggi membro della Pontificia Accademia per la Vita e docente di Teologia morale alla Pontificia Università Gregoriana, non sorprende. La Civiltà Cattolica e un certo insegnamento morale della Gregoriana han da tempo falsificato la dottrina del bene possibile e del minore dei mali inevitabili (quest'ultimo che non ha applicazioni politiche nelle democrazie rappresentative), si traduce nell'adesione al male più conveniente. Dove la convenienza si misura ovviamente nel sangue dei fragili indotti ad abbandonare la vita, una volta fatti sentire opportunamente un peso insostenibile per la società. La confusione nei criteri qui richiamati è evidente perché ad esempio non ci si dovrebbe impegnare per far arenare la PdL perché sarebbe «un ulteriore colpo alla credibilità delle istituzioni» e «Nell’attuale situazione culturale e sociale, sembra a chi scrive da non escludersi che il sostegno a questa PdL non contrasti con un responsabile perseguimento del bene comune possibile». Il che mostra una tale predilezione per le sintonie mondane, anziché per le leggi naturali e divine, che non si può che rimanere agghiacciati dalla dissonanza cognitiva a fronte della precisione con cui il tema legislativo e procedurale dell'introduzione normativa delle «morti medicalmente assistite» viene dispiegato. La lucidità del discorso è così affilata che, arrivati alla conclusione, si intuisce come tutto l'impianto sia asservito alla logica della soppressione on demand. Ma, sia chiaro, con la moderazione di chi ti avvelena con un ingrediente incolore a piccoli sorsi, che si rivela solo nel lieve retrogusto dopo aver inghiottito. È questa un'impronta sempre più spiccata nella “nuova” PAV, ahinoi.
Di seguito la nota diffusa da 60 associazioni in risposta all'articolo de La civiltà cattolica ripresa dal Il Timone

Il ritorno a Dio e alla tradizione italiana: unica soluzione per la Rinascita d’Italia

Il tempo stringe. Aggiornamenti sulla testimonianza di Rosario Del Vecchio ripresa qui - qui - qui. Nella convinzione che ogni crisi o problema politico abbia sempre la sua causa d'origine in un problema teologico. Da oltre 50 giorni Rosario digiuna. Di seguito, una nuova  dichiarazione d'intenti, che ci coinvolge tutti, ognuno nella sua situazione. 

Il ritorno a Dio e alla tradizione italiana:
unica soluzione per la Rinascita d’Italia

Una Italia che ritorni al suo fondamento cristiano, non solo non esclude il giusto principio di laicità, ma lo implica. Laicità significa usare il mondo secondo l’ordine naturale voluto da Dio. Laicità e fede cristiana, infatti, sono due facce della stessa medaglia. 

Proprio la presenza della verità implica la libertà. La libertà, unita alla grazia, non è altri che quel bene personale che compie il Bene increato nella creatura. Proprio la rivelazione divina apre e realizza l'autentica libertà e dignità umana. Da sempre i veri cristiani e gli uomini di buona volontà - guidati misteriosamente dal vero Dio - hanno camminato assieme nella città, nelle famiglie, nelle accademie, per costruire una comunità secondo la volontà di Dio. 

L'attuale crisi apocalittica, che abbraccia il mondo moderno nato alcuni secoli fa, ci dice che solo uniti alla Spirito di Dio, e fedeli alla Tradizione classica dei padri, potremo salvarci in eterno e vivere una vita dignitosa sulla terra. Mettere Gesù Cristo a fondamento della Costituzione civile dello Stato, - soprattutto nella Patria nata dalla Roma eterna, e in sintonia con la tradizione greco-romano-cristiana italiana, nella convergenza tra Atene Gerusalemme e Roma, - è l'unica soluzione per raddrizzare e salvare una società profondamente malata e a un passo dal suo suicido storico.

sabato 15 gennaio 2022

Messaggio di Mons. Viganò per il 15 Gennaio 2022

Qui l'indice dei precedenti interventi dell'Arcivescovo Viganò.

I paradossi di regime

I paradossi della stampa di regime (Il Corriere). 
A cittadini trasformati in sudditi viene vietato l'accesso a bar e ristoranti e finiscono per essere colpevoli per il fatto che questi esercizi perdono un milione di euro al giorno?
In realtà se bar e ristoranti sono deserti, i conti non tornano, non solo perché i numeri dei non inoculati sono molti di più delle cifre ufficiali, ma anche per il fatto che  tantissimi inoculati stanno facendo disobbedienza civile rifiutandosi di mostrare l'infame tessera verde.

Mentre vietano le Messe tradizionali in latino, donano le chiese ai luterani

Mentre vietano le Messe tradizionali in latino, donano le chiese ai luterani. Sulla communicatio in sacris con i luterani vedi precedenti qui - qui.

Segnalazioni dei lettori. Similes cum similibus congregantur
Un pastore luterano si aggira nella chiesa di san Francesco d'Assisi a Torino, dove ogni 15 giorni si celebra il culto luterano [qui]. Non c'è bisogno di portare il tavolo protestante, c'è già dal 1969.
Nel sito della comunità luterana di cui al link sopra, leggendo la Lettera Comunitaria si apprende che  il 20 gennaio 2022 si terrà, all'interno della stessa chiesa, una "preghiera cattolica-luterana".
Tra gli eventi in programma presso la chiesa cattolica di San Francesco d'Assisi di Torino, vi sono: Culto, Culto con Santa Cena, Culto con presentazione del primo / della prima candidata per la sede pastorale.
La Diocesi di Torino dovrebbe esserne informata. Tra l'altro, qualche anno fa, commemorarono insieme i 500 anni della riforma protestante [qui]. Citazione: "La CELI, con la Chiesa Cattolica, ha un dialogo attivo e relativo, soprattutto, ad aspetti pratici pastorali, in quanto sono molte le famiglie di confessione mista luterano-cattolica."

venerdì 14 gennaio 2022

Dilecta Mea — Sulla Santa Messa Apostolica

Qui il video dell'intervento sotto riportato che, chi vuole, può trovare in calce. Qui l'indice dei precedenti interventi dell'arcivescovo C.M.Viganò e correlati.

DILECTA MEA 

 VOI CHE VI PERMETTETE di proibire la Santa Messa apostolica, l’avete mai celebrata? Voi che dall’alto delle vostre cattedre di liturgia sentenziate piccati sulla “vecchia Messa”, avete mai meditato le sue preghiere, i suoi riti, i suoi gesti antichi e sacri? Me lo sono chiesto più volte, in questi ultimi anni: perché io stesso, che pure questa Messa ho conosciuto sin da piccolo; che quando ancora portavo i calzoni corti avevo imparato a servirla e a rispondere al celebrante, l’avevo quasi dimenticata e perduta. Introibo ad altare Dei. In ginocchio sui gelidi gradini dell’altare, prima di andare a scuola, in inverno. A sudare sotto la veste di chierichetto, nella canicola di certe giornate estive. L’avevo dimenticata, quella Messa, che pure fu quella della mia Ordinazione, il 24 Marzo 1968: un’epoca in cui si percepivano già le avvisaglie di quella rivoluzione che di lì a breve avrebbe privato la Chiesa del suo tesoro più prezioso per imporre un rito contraffatto.

Ebbene, quella Messa che la riforma conciliare ha cancellato e proibito nei miei primi anni di Sacerdozio, rimaneva come un remoto ricordo, come il sorriso di una persona cara lontana, lo sguardo di un parente scomparso, il suono di una domenica con le sue campane, le sue voci amiche. Ma era qualcosa che riguardava la nostalgia, la giovinezza, l’entusiasmo di un’epoca in cui gli impegni ecclesiastici erano ancora di là da venire, in cui tutti volevamo credere che il mondo potesse risollevarsi dal dopoguerra e dalla minaccia del Comunismo con un rinnovato slancio spirituale. Volevamo pensare che il benessere economico potesse in qualche modo accompagnarsi ad una rinascita morale e religiosa del Paese. Nonostante il Sessantotto, le occupazioni, il terrorismo, le Brigate Rosse, la crisi del Medioriente. Così, tra i mille impegni ecclesiastici e diplomatici, si era cristallizzato nella mia memoria il ricordo di qualcosa che in realtà rimaneva irrisolto, messo “momentaneamente” da parte per decenni. Qualcosa che pazientemente attendeva, con l’indulgenza che solo Dio usa nei nostri riguardi.

Card. Müller: Resistere contro gli obblighi vaccinali è un dovere cattolico

Un’altra voce autorevole nella chiesa si leva contro lo “stupro” fisico e morale propagandato da Bergoglio Mentre Bergoglio impone lo “stupro” dei corpi e delle coscienze obbligando il Vaticano all’ “atto d’amore” forzato, il prefetto emerito della Congregazione per la Dottrina della Fede, cardinale ed arcivescovo cattolico nonché teologo tedesco, Gerhard Ludwig Müller rilascia un’intervista all’istituto San Bonifacio di Vienna in cui sottolinea che la coscienza individuale sta sempre sopra al potere politico, il quale non può mai produrre obblighi morali [Ne aveva già parlato qui]. A beneficio del pubblico italiano, segue un riassunto dell’intervista, mentre in fondo alla pagina trovate il video originale tedesco con sottotitoli in inglese.

Sulla sospensione dell’attività delle chiese durante la pandemia [qui - qui]: La chiusura delle chiese durante la pandemia è stato ovviamente un grosso problema, che denota mancanza di fede. Chi nega i sacramenti ai fedeli agisce contro lo spirito Santo, contro la sua coscienza e contro la sua missione. Non esiste la ”telemessa” a distanza, per chi non lo sapesse o chi se lo fosse scordato.

Ripetete con me: gli algoritmi non sono umani

Qui l'indice degli articoli su Transumanesimo e realtà distopica.
Tutti dicono che l'intelligenza artificiale (IA) rappresenti la porta per il futuro. Essa consente la simulazione del comportamento umano intelligente nei computer. Utilizza una programmazione guidata da algoritmi che permette al computer di esplorare e adattarsi a tutte le scelte possibili e selezionare il risultato ideale. Gli appassionati di tecnologia sostengono che i computer possono approssimare o addirittura superare l'azione umana.

Da nessuna parte la spinta a ridurre tutto ad algoritmi è più forte che nelle aziende online high-tech. Una potente elaborazione dei dati sulle preferenze personali dovrebbe suggerire gli acquisti più probabili. Tutti abbiamo sperimentato le pubblicità sparate sui nostri schermi che ci raccomandano i beni necessari sulla base delle ricerche passate. Ad ogni clic, l'IA ci sta promettendo di lavorare con più sofisticazione. Alcuni servizi offrono persino un processo decisionale e di acquisto automatizzato senza alcuna forma di supervisione.  

Il Vescovo Schneider parla ancora dei vaccini contaminati dall'aborto e della dittatura sanitaria

Nella nostra traduzione da LifeSiteNews un interessante resoconto di una intervista concessa dal vescovo Athanasius Schneider a The Remnant. Egli senza mezzi termini parla di dittatura riferendosi ai metodi usati da qualche governo per imporre l’inoculazione del siero genico a cittadini trasformati in sudditi. Qui l'indice degli articoli precedenti su covid, vaccini e dittatura sanitaria.

In un’intervista pubblicata giovedì, il vescovo Athanasius Schneider ha denunciato l’accettazione di “vaccini” contaminati dall’aborto come un modo per “normalizzare l’orrore di un genocidio”, quello dell’aborto.
Questa normalizzazione dell’omicidio dell’aborto da parte della Chiesa e del mondo, ha detto Schneider a Michael Matt, editore di The Remnant, avviene attraverso il “grave peccato di omissione” di chi non riesce a “protestare senza ambiguità contro l’industria fetale e i suoi prodotti”.
Schneider ha sottolineato che “gli uomini di chiesa e i buoni cattolici dimenticano o semplicemente ignorano” che le iniezioni di COVID-19 disponibili sono un prodotto dell’industria fetale, che egli descrive come essenzialmente “cannibalismo”, cioè “usare, sfruttare, commercializzare i tessuti dei corpi dei bambini innocenti che vengono assassinati”.

giovedì 13 gennaio 2022

Gli Europei autoctoni rischiano di essere non più cittadini ma 'umani' senza volto e senza storia, in una diaspora assurda e forse già non più governabile

Di seguito, non disponendo dell'originale, pubblico nella mia traduzione da una fonte anglofona scoperta in rete, il testo che segue: un Secondo saggio tratto dal libro Giorgio Agamben, I mezzi senza fine: Note sulla politica, edito da Bollati Boringhieri, 1996
Lo pubblico senza indugio per quanto ci consente di decifrare. Se è questo il senso ormai nemmeno più recondito della realtà  distopica in cui siamo immersi, lo trovo terrificante. In fondo non è altro che l'immagine icastica degli Stati-nazione d'Europa trasformati in un enorme campo profughi, dove non più cittadini ma 'umani' senza volto e senza storia sono in una diaspora assurda e forse già non più governabile. Ne stiamo prendendo atto troppo tardi (almeno io), e se non altro qualche polverone sollevato per tempo e recepito per l'azione nelle sedi adeguate avrebbe potuto forse cambiare le carte in tavola. Mancanza di cultura o connivenza delle opposizioni che anche oggi blaterano con proclami inani, neppure più specchietti per le allodole?  Dalla lettura di quanto riporto di seguito, se non ho le traveggole, mi si è svelato il senso di quanto sta accadendo da troppo tempo e che ben spiega il  perché ciò che per noi è inaccettabile sia rimasto inascoltato dalla politica degli ultimi decenni di egemonia sinistrorsa. La mia conclusione trasecolata (per il fatto di conoscere solo ora questi filoni di pensiero che da tempo stanno forgiando la realtà e che avrebbero dovuto esser ben noti ai nostri politici di opposizione, per mettere in campo interventi adeguati piuttosto che proclami utili solo ad una propaganda illusoria) è che, in soldoni, stanno facendo di noi quello che erano gli ebrei della diaspora: un popolo, a differenza loro nemmeno più popolo, in esilio. 
Di fatto non è altro che quanto successo agli ebrei quando con la diaspora si sono trovati fuori da quella che era la loro situazione-strutturale: l'Alleanza. per loro etnica (basata sul trinomio Dio-Popolo-Terra), non teologale, come invece per noi cristiani è l'appartenenza a Cristo. Anche noi cristiani, ci consideriamo in esilio in quanto nel mondo ma non del mondo; ma questo sul piano spirituale mentre, in virtù dell'incarnazione, siamo anche cittadini (non profughi) e abbiamo il senso dell'appartenenza a radici culturali e identitarie concrete che tra l'altro abbiamo contribuito a forgiare nei secoli. 
Potrà esserci di grande aiuto Paolo Pasqualucci sul sano concetto di Stato da ripristinare, se non siamo già troppo oltre... Ci sono troppi indizi sui quali chiudono la bocca a chi li denuncia, affibbiando etichette di ogni genere per delegittimare il dissenso che ora ha una chiave di lettura meno generica e basata sui loro paradigmi. Il problema è che finora continuavamo a contestare con le nostre categorie e paradigmi, che negli attuali centri del potere sono saltati da tempo! 
Così come nella Chiesa la pastorale fluida non più definitoria ci relega fuori dall'ermeneutica storicista, in politica restiamo inascoltati perché i nostri principi sono basati su un'ordine costituito e non prevedono l'arbitrio - mi si consenta l'ossimoro - delle nuove norme anomiche anticostituzionali del mondialismo tecnocratico in fieri. E quando non esiste dialogo e confronto non resta che porre in essere un realtà altra. Il come e con chi non è nelle mie possibilità e lo affido a Colui che è il vero Signore della storia.
Precedenti articoli e relativi commenti dello stesso Autore, dei quali e sul quale farò a breve una sintesi, sono disseminati in due indici: qui - qui. (Maria Guarini)

Mezzi senza fine. Note sulla politica
Giorgio Agamben, Bollati Boringhieri, 1996
L'eclissi della politica è cominciata da quando essa ha omesso di confrontarsi con le trasformazioni che ne hanno svuotato categorie e concetti. Accade così che paradigmi genuinamente politici vadano ora cercati in esperienze e fenomeni che di solito non sono considerati politici: la vita naturale degli uomini restituita al centro della polis; il campo di concentramento; il rifugiato; il linguaggio come luogo politico per eccellenza, oggetto di una contesa e di una manipolazione senza precedenti; la sfera dei mezzi puri o dei gesti, ossia dei mezzi che, pur restando tali, si emancipano dalla loro relazione a un fine. Il libro cerca di ripensare le categorie della politica in una nuova realtà. (vedi anche qui)

Secondo saggio tratto dal libro Giorgio Agamben, I mezzi senza fine: Note sulla politica
edito da Bollati Boringhieri, 1996

1. Nel 1943 Hannah Arendt, in una piccola rivista ebraica in lingua inglese, “The Menorah Journal”, ha pubblicato un articolo intitolato We Refugees. Al termine di questo breve, ma significativo scritto, dopo aver abbozzato polemicamente il ritratto del signor Cohn, l'ebreo assimilato che, dopo essere stato 150% tedesco, 150% viennese, 150% francese, deve amaramente rendersi conto alla fine che il passato non può mai tornare1, ri-concettualizza la condizione di rifugiato e di senzatetto che stava vivendo, per proporla come paradigma di una nuova coscienza storica. Il rifugiato che ha perso ogni diritto e cessa di volersi assimilare a tutti i costi a una nuova identità nazionale, di contemplare con chiarezza la sua condizione, riceve, in cambio di una certa impopolarità, un vantaggio inestimabile: «La storia non è più, per lui, un libro chiuso e la politica cessa di essere privilegio dei Gentili.
Vale la pena riesaminare il senso di questa analisi, che oggi, esattamente cinquant'anni dopo, non ha perso nulla della sua attualità.

La Traditionis Custodes potrebbe superare un esame di Storia della Liturgia?

Nella nostra traduzione da Catholic Word Report un fondamentale articolo di Dom Alcuin Reid recentemente citato da Peter Kwasniewski qui, a dimostrazione che è falso, e altamente fuorviante, parlare di “riforma [liturgica] del Concilio Vaticano II”.
Di fatto, mentre la Sacrosanctum Concilium annunciò una revisione dei riti e articolò alcuni principi e linee guida per essa, di fatto il Concilio non intraprese quella riforma né pubblicò alcun libro liturgico proprio. Piuttosto il testo che segue, partendo dal fatto che Paolo VI affidò il lavoro a uno speciale super-comitato ad hoc, il Consilium, i cui progetti raggiunsero il completamento e furono da lui approvati diversi anni dopo la conclusione del Concilio, oltre ad essere illuminante sull’importante distinzione tra il Concilium e il Consilium, ci offre ulteriori chiavi di lettura del controverso documento curiale e dei successivi Responsa. Qui l'indice del nutrito Dossier su Traditionis custodes e i Responsa.

La Traditionis Custodes potrebbe superare
un esame di Storia della Liturgia?

18 Dicembre 2021, Dom Alcuin Reid
La legislazione non può cambiare i fatti storici e nessun atto di positivismo giuridico può determinare cos’è parte della lex orandi della Chiesa e cosa non lo è.
Nota dell’editore: questo saggio è stato originariamente pubblicato il 6 agosto 2021; lo ripubblichiamo alla luce della notizia che il Vaticano ha emanato “ulteriori, rigorose linee guida sulla celebrazione della Messa tradizionale in latino, in risposta alle domande sul motu proprio Traditionis custodes.”
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Nel turbinio di opinioni che ha seguito la promulgazione del Motu Proprio Traditionis custodes del 16 luglio abbiamo assistito a un torrente di commenti dei vincitori che spesso tradisce una distorsione della storia liturgica, tale da essere paragonabile a quella dei giornalisti laici più spregiudicati che cantano i loro commenti revisionisti la mattina dopo che il “loro” candidato prende il potere dopo un’elezione. Ora, per quanto ciò possa essere inquietante, non facciamo finta che non si tratti di una guerra politico-ecclesiale — tanto più che fino a tre settimane fa aveva messo radici, se non la pace, una tolleranza liturgica, crescendo e fruttificando in molte se non nella maggior parte delle diocesi.

mercoledì 12 gennaio 2022

Quando la realtà prende il sopravvento sulla narrazione strumentale

Qui l'indice degli articoli su covid, vaccini e dittatura sanitaria. Come al solito, alcune notizie che completo ed estrapolo  con segnalazioni dei lettori.

Quando la realtà prende il sopravvento sulla narrazione strumentale. Dopo Bassetti ed altri, anche il turbo-mondialista promotore dei vaccini  fa marcia indietro...
C'è chi dice che il castello di menzogne del covidismo stia crollando: la rana deve bollire piano piano, ma qualcuno ha pensato invece di aumentare improvvisamente la fiamma sotto la pentola ed i cinque decreti in un solo mese ne sono la riprova. La rana ha capito e vuole uscire dall'acqua diventata bollente troppo presto.
Ma forse si tratta sempre della stessa tattica: due passi avanti (nel fango), uno indietro. Così quando fanno il passo indietro si ha la sensazione di essersi liberati dal pericolo, in cui invece si è cascati, solo perché non è il doppio di quello che era stato minacciato.
E tuttavia in altri paesi il vento, effettivamente, sta cambiando e anche da noi molte persone stanno risvegliandosi dallo stato di ipnosi di ormai due anni, compresi alcuni fedeli gerarchi che sembrano aver capito che il gioco è durato anche troppo.
Ad esempio, finalmente c'è chi ammette che, in Italia, il 34% dei pazienti positivi ricoverati non è malato covid ma di altre patologie; Sergio Abrignani, membro del CTS ed immunologo dell'Università di Milano, parla chiaramente (e finalmente) di sovrapponibilità di covid ed influenza stagionale, lo stesso Bassetti, folgorato sulla via di Damasco, ammette che i numeri sono falsati. La Gismondo definisce il Covid quello che è allo stato attuale: una semplice influenza. Staremo a vedere...

Una visione marxista del mondo dietro gli assegni governativi

La crisi socio-economica ma innanzitutto spirituale e morale di proporzioni inedite che attanaglia l'intero Occidente ha radici comuni. L'analisi che segue riguarda l'Occidente atlantico; ma vale anche per l'Occidente europeo.

Una visione marxista del mondo dietro gli assegni governativi
I programmi del governo non possono risanare famiglie spezzate e comunità distrutte. Solo una rigenerazione morale di valori non economici può farlo. Le devastazioni cagionate dalla solitudine, dalla disperazione e dal suicidio devono essere affrontate riempiendo i vuoti spirituali che incombono sulla vita delle persone e non emettendo assegni governativi.
Infuria la lotta sull'ultimo pacchetto di spesa. I democratici sono intenzionati a versare ancora altri 2 trilioni di dollari nei loro progetti speciali. Sono pronti a tassare e a ipotecare il futuro per farlo.

Molti americani che lottano per arrivare a fine mese non capiscono perché il governo stia spendendo soldi che non ha. Con l'inflazione già alta e la disoccupazione molto bassa, non riescono a vedere la logica dietro tali misure.

Ma la logica dietro la legge sulla spesa è semplice anche se difettosa. David Brooks del New York Times riassume così il ragionamento. Dice: "Eravamo diventati un paese che si divideva in due nazioni, una altamente istruita e ricca e l'altra lasciata indietro. I divari economici hanno ulteriormente infiammato i divari culturali e sociali, creando un'atmosfera di intensa polarizzazione, ostilità culturale, alienazione, amarezza e risentimento".

«C’è un profondo significato soprannaturale in tutto ciò che sta succedendo»

Qui l'indice degli articoli su realtà distopica e transumanesimo.

Juan Manuel De Prada, brillante scrittore di origine basca, è uno degli intellettuali di punta del cattolicesimo spagnolo. È noto per la vena anticonformistica che emerge con prepotenza nel suo ultimo libro: Enmienda a la totalidad, titolo che allude alla necessità di un «emendamento totale» nei confronti delle ideologie contemporanee, fallaci nelle premesse e rovinose nelle conclusioni.

In questo ultimo saggio lo scrittore spagnolo contrappone il pensiero tradizionale al pensiero unico dell’ideologia. Mentre le ideologie, spiega De Prada, propugnano un «essere umano in continua evoluzione» e infinitamente modificabile secondo i desiderata del potere, il pensiero tradizionale difende un «essere umano stabile che riconosce nella sua natura un “datum”, qualcosa di dato, di inamovibile», una «natura specificamente spirituale, che le ideologie disconoscono o fraintendono».
Questa visione della natura umana si riflette nel concetto radicalmente diverso di libertà, che per le ideologie «è una libertà prometeica, è autodeterminazione», mentre per il pensiero tradizionale (e cristiano) «è una libertà legata all’ordine dell’essere, alla verità umana».

martedì 11 gennaio 2022

Messa della Tradizione in Brasile

Qui l'indice degli articoli su TC e Responsa.

Un effetto imprevisto della Traditionis custodes, l'aumento di fedeli nelle Messe della Tradizione. È un effetto che si riscontra in po' dappertutto. Ma in questo caso si tratta dei fedeli, già affidati alla FSSP (vedi). Un esempio, la Messa tradizionale celebrata domenica scorsa nella Capela da Gloria a Curitiba, in Brasile, da un sacerdote diocesano con l'autorizzazione dell'arcivescovo. Non c'era posto nella cappella, così molti hanno partecipato dall'esterno. Si evidenzia la presenza di molti giovani indice di una comunità fiorente. 
Fonte: Coro Gregoriano di Curitiba  (cliccare sulle immagini per ingrandire)

Di fronte ad un'emergenza assurta a sistema: ci poniamo come fiaccole da non tenere sotto il moggio.

Qui l'indice dei precedenti su covid, vaccini e dittatura sanitaria. Ma come meravigliarsi della china horribilis socio-politica se la Chiesa ha smesso di dare a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio, abdicando completamente alla libertas Ecclesiae garantita dal concordato? A noi non sfugge la causalità spirituale del duplice disordine, che resta in ombra nel contesto positivista di un occidente ormai quasi completamente scristianizzato. Qui l'indice degli articoli sulla Chiesa in tempo di pandemia

Di fronte ad un'emergenza assurta a sistema:
ci poniamo come fiaccole da non tenere sotto il moggio.

Nella storia le più disastrose dittature non si sono imposte in un giorno solo, ma con leggi e decreti introducenti discriminazioni sempre crescenti e con l’uso di un linguaggio sempre più aggressivo nei confronti dei dissidenti. Oggi questo linguaggio è sempre più presente in persone con responsabilità politica e culturale delle quali vengono diffuse frasi molto pericolose:
  • il governatore della Sicilia Musumeci, ha parlato di un “diritto” del governo di sospendere le garanzie costituzionali;
  • Agostino Miozzo, ex coordinatore del Cts, rivendica la necessità di non essere democratici e auspica l’arresto per i non vaccinati;
  • il filosofo Galimberti auspica esplicitamente l’attribuzione di poteri dittatoriali a Draghi;
  • lo stesso Mario Draghi ieri pomeriggio in conferenza stampa: “Se siamo in difficoltà è colpa dei non vaccinati, per questo gli ospedali sono sotto pressione”; il che, tradotto sui media è diventato: “I problemi dipendono dai no vax”.
Significherebbe forse che questa sparuta minoranza di non vaccinati sono responsabili dei mancati acquisti di attrezzature per le terapie intensive, o delle mancate assunzioni in Sanità, o della penuria di fondi stanziati in bilancio a fronte invece dei copiosi impegni per le transizioni ecologica e digitale? O sono colpevoli dell'inefficacia del siero genico visto che sono centinaia di migliaia i vaccinati positivi?
Di fatto in ospedale sono ricoverati soprattutto vaccinati con doppia dose, ma dimenticando che anche loro adesso sono considerati no vax...