martedì 9 agosto 2022

'Io sono con voi': il card. Burke incoraggia i cattolici ad affrontare le restrizioni sulla messa antica

Qui l'indice agli articoli precedenti sulla vexata questio posta da Traditionis custodes, Responsa ad Dubia e Desiderio desideravi.

Apprendiamo da LifeSiteNews che il cardinale Raymond Burke ha inviato un messaggio di ringraziamento e sostegno ai lettori del blog tradizionale cattolico di p. John Zuhlsdorf, sacerdote diocesano che celebra la Messa in latino e fornisce commenti e approfondimenti sulle attuali vicende cattoliche. Lo ha fatto il 3 agosto, dal Santuario di Nostra Signora di Guadalupe nel Wisconsin [qui video], ringraziando per le preghiere dell'anno scorso per la sua guarigione e per gli incoraggiamenti profusi a seguito alle crescenti restrizioni alla Messa antica.
Rivolgendosi ai lettori del tradizionale blog cattolico ha dichiarato: «Io sono con voi. Sento la sofferenza del tempo tumultuoso in cui viviamo nella Chiesa. E voglio semplicemente incoraggiarvi affinché ognuno di noi a suo modo possa continuare a servire fedelmente il Signore con fiducia nelle Sue parole per noi, cosicché Egli rimanga sempre con noi nella Chiesa e la Sua grazia non ci venga mai meno. Anche se a volte non è facile comprendere la volontà permissiva di Dio, la nostra fede ci insegna a confidare in Lui e che la Sua provvidenza prevarrà».

C’è la milizia di Dio che combatte con la parola; e c’è la milizia di Dio che combatte con la preghiera e con il sacrificio

Lo sappiamo bene e ce lo siamo ripetuto più volte. Ma è bene farne memoria sull'esempio dei santi per chi, in questi tempi difficili, si sentisse sopraffatto e inadeguato. Cogliamo anche l'occasione per ricordare la triplice ramificazione della Chiesa universale nella Comunione dei Santi: la Chiesa militante, quella dei viventi, impegnati nel combattimento spirituale in terra; la Chiesa purgante, quella delle anime del purgatorio che aspettano di entrare in cielo; la Chiesa trionfante, quella delle anime di tutte le persone che si trovano in cielo.

C’è la milizia di Dio che combatte con la parola; e c’è la milizia di Dio che combatte con la preghiera e con il sacrificio

Vi è la milizia di Dio che combatte con la parola e l’azione prorompente... Noi siamo di quell’altra milizia di Dio, umile e nascosta, ma ugualmente apostolica, che combatte con la preghiera e il sacrificio, e che versa goccia a goccia il sangue del cuore...
Amare, cantare, acclamare, sì, la folla lo sa fare davanti a questo Cuore che brucia d’amore per gli uomini.
Pregare, compatire, offrire, riparare e soffrire per Lui che ha conosciuto tutte le agonie e tutti i dolori è la missione degli amici privilegiati. Buttiamoci ardenti in quest’opera di riparazione, nonostante la nostra piccolezza. (Beata Maria di Gesù Deluil-Martiny 1841-1844)

Santa Resistenza: un piano per difendere e promuovere la Messa latina della Tradizione

Nella nostra traduzione da The Catholic Esquire una ulteriore riflessione a difesa del Rito Romano dei secoli. Qui l'indice degli articoli su Traditionis Custodes, Responsa e Desiderio desideravi.

Santa Resistenza: un piano per difendere e promuovere la Messa latina della Tradizione
di M. Veritas
“Ecco, io vi mando come pecore in mezzo ai lupi. Siate dunque saggi come serpenti e semplici come colombe». Matteo 10:16.
Ora che il motu proprio Traditionis Custodes è calato come un maglio sulle comunità legate alla Messa latina della Tradizione, per i cattolici tradizionali non è il momento di cadere nella disperazione, di incolpare gli altri o mendicare avanzi al tavolo del Modernismo. Il dado è tratto e tutti i cattolici, per amore della Santa Madre Chiesa, devono resistere a qualsiasi tentativo di distruggere IL Rito Romano della Messa, come confermato e conservato in “perpetuo” da Papa San Pio V.

Per i laici esistono fondamentalmente due strade per affrontare questa situazione. Chiedere pietà a Jorge Bergoglio, implorando in ginocchio e a mani giunte, cercando di spiegare quanto sia importante la Messa in latino. Che ironia! Oppure pregare per la sua conversione alla fede cattolica e lottare per il proprio legittimo patrimonio con un piano d'azione battagliero (ma caritatevole). È la seconda opzione che discuterò in questo articolo.

lunedì 8 agosto 2022

Nicaragua. Mons. Álvarez, sotto assedio della polizia, esce in strada con il Santissimo

Il cristianesimo rimane oggi la religione più perseguitata nel mondo, anche in paesi tradizionalmente cattolici come quelli centroamericani. L'immagine viene dal Nicaragua, dove il regime locale, di matrice comunista, tiene sotto assedio le istituzioni ecclesiastiche da anni, con maggiore forza però negli ultimi mesi. Dopo l’ennesimo episodio di sopruso, con l’espulsione delle suore di Madre Teresa di Calcutta, il Vescovo Rolando José Alvarez è sceso in strada con il Santissimo, accolto dalla polizia armata. Preghiamo per i fratelli cattolici del Nicaragua, perché siano forti nella fede e perché possano godere presto di una situazione migliore.

Nicaragua. Mons. Álvarez, sotto assedio della polizia, 
esce in strada con il Santissimo

Nicaragua, 5 agosto 2022: mons. Álvarez (Matagalpa), sotto assedio della polizia, esce in strada con il Santissimo. Ma gli viene impedito di celebrare la messa in cattedrale.

Un vescovo sotto assedio, impossibilitato a dire messa nella sua cattedrale, assedio solo parzialmente interrotto quando al mattino è sceso in strada con il Santissimo, per quaranta minuti, e si è posto in ginocchio di fronte alla polizia del regime di Ortega. L’ennesima tappa della persecuzione del Governo del Nicaragua alla Chiesa cattolica è andata in scena ieri a Matagalpa e ha visto come protagonista il vescovo più esposto e coraggioso nelle denunce contro chi attenta alla libertà religiosa: mons. Rolando José Álvarez, vescovo di Matagalpa e amministratore apostolico di Estelí.

Dalla scuola potrà mai essere assente il Maestro? In margine al Manifesto del Osservatorio Card. Van Thuân sulla vera scuola cattolica

Capita così che Dio sia escluso dalla scuola. La si chiama, di solito, “laicità epistemologica”. Ma escludendo Dio dalla scuola si esclude Dio dal sapere e il sapere perde la propria organicità e universalità. Da “quadro del sapere” si trasforma in una serie di rigagnoli senza contatti reciproci, di specializzazioni e percorsi senza un disegno comune. Editoriale del vescovo Giampaolo Crepaldi al fascicolo della rivista dell'Osservatorio Card. Van Thuân dedicato all’argomento scuola.

Dalla scuola può mai essere assente il Maestro?
+ Mons. Giampaolo Crepaldi
(vescovo di Trieste)

Quando si parla di scuola e di educazione non bisognerebbe mai generalizzare. L’evento educativo è un rapporto di libertà che si configura in modo molto diverso nelle singole scuole, nelle singole classi, con i singoli insegnanti. I discorsi “in generale” rischiano quindi di non rendere ragione della realtà. Dire che la scuola non educa più, oppure che un certo tipo di scuola è finito rischia di suscitare il giusto rammarico di tanti docenti che nella loro azione educativa ci mettono l’anima, oppure di seminare sfiducia in tante famiglie che vivono un buon rapporto con la scuola dei loro figli.

Eppure, un qualche discorso generale sulla scuola bisogna pur farlo. Ci sono delle tendenze in atto molto evidenti che riguardato più o meno tutte le scuole, i governi sfornano leggi sulla scuola (da ultimo la legge cosiddetta della “Buona scuola” del governo italiano, licenziata dal Parlamento in via definitiva nel luglio di quest’anno), nella scuola continuano ad agire ideologie che seminano spesso visioni distorte. Di scuola in generale si può e si deve quindi parlare, pur tenendo conto che dentro questo quadro di ampio respiro ci sono tante situazioni diverse che non sono nemmeno inventariabili.

domenica 7 agosto 2022

Una bellezza della Verità Cattolica: la possibilità di guadagnare meriti per sé e grazie per gli altri

Spigolature. Le ricchezze della nostra fede.
La possibilità di guadagnare meriti per sé e grazie per gli altri

Il merito è il diritto ad una ricompensa.
Il merito soprannaturale ha diritto ad una ricompensa soprannaturale: la partecipazione alla vita di Dio, alla grazia e alla gloria.
Il merito può essere di due specie: de condigno e de congruo.
De condigno, ovvero la proporzione tra l’opera e la retribuzione. De congruo, l’opera è in piccola parte proporzionata alla ricompensa che può essere infinitamente di più.
Va inoltre ricordato che ogni opera buona, fatta liberamente da un’anima in stato di grazia per un fine soprannaturale, possiede un triplice valore: meritorio, soddisfattorio ed impetratorio.
Valore meritorio: aumento della grazia e ottenimento della gloria celeste. Valore soddisfattorio: ci si rende propizi affinché Dio perdoni le colpe (propiziazione), cancelli le colpe (espiazione) ed annulli parzialmente o totalmente le pene (soddisfazione). Valore impetratorio: ottenimento di nuove grazie.
Dunque, che cosa consolante potersi giovare di tutte le avversità per purificarsi l’anima e unirle ad una ricompensa!
Il mondo crede che le avversità siano avversità e basta. La Verità Cattolica ci dice invece che le avversità, oltre ad essere prove che ci fanno crescere, sono grazie a cui corrispondere. - Fonte

Domenica IX dopo Pentecoste Messa “Ecce, Deus”

Domenica IX dopo Pentecoste

Messa “Ecce, Deus
 
Ho un vecchio Messalino del 1958, intitolato "Sacrificium nostrum".  Prima di ogni Messa - e di ogni momento topico della celebrazione - reca scritte che aiutano a viverla con maggiore partecipazione. Riprendo qui, prima di completare con i testi successivi, la scritta che precede la Santa Messa di oggi, Domenica IX dopo Pentecoste. Giudicatene voi la pertinenza con la temperie che stiamo vivendo e sulla condizione umana di ogni tempo. Meditiamo e preghiamo,

Il castigo della colpa
I castighi e le calamità pubbliche sono causati dalla inosservanza della legge divina: questo l'insegnamento della liturgia odierna. Quando gli Ebrei rinnegarono il loro Dio, preoccupati solo di «mangiare bere e... divertirsi», furono colpiti dal castigo; pestilenza, fame, guerra, distruzione (Epistola - Vangelo). Raccogliamo la lezione. Anche in fondo al male dei nostri tempi c'è il peccato come ultima causa, sebbene non ci si pensi. Purifichiamoci, e viviamo secondo i precetti del Signore (Offertorio): allora ci sarà amico e protettore (Introito, Graduale) ed avremo portato il miglior contributo alla pace sociale. Guardate con particolare attenzione il Vangelo e il commento: Le lacrime di Gesù sulla città che s'era scelta... Ma è la fine che attende tutti i nemici della Chiesa di tutti i tempi.

sabato 6 agosto 2022

Diaconato sacramentale per le donne? Osservazioni critiche su una proposta del “Movimento sinodale” di Manfred Hauke.

Nella nostra traduzione da Die Tagenpost un recente articolo di mons. Hauke sul diaconato femminile. Precedenti quiqui - qui - qui

Diaconato sacramentale per le donne?
Osservazioni critiche su una proposta del “Movimento sinodale” di Manfred Hauke.

Lipsia, Katholikentag 2016
Nel febbraio 2022, il terzo forum sinodale “Donne al servizio e negli uffici sacramentali della Chiesa” ha pubblicato tre proposte che sono state accolte dalla grande maggioranza dei membri presenti. Un esteso “testo fondamentale” (I, 30 pagine) è integrato da due cosiddetti “testi di azione” sulle “donne nell’ufficio sacramentale” (II, 4 pagine) e sul “diaconato delle donne” (III, 6 pagine). I testi non sono definitivi, ma mostrano una chiara tendenza.

Quanto al diaconato femminile, il forum chiede “un indulto rispetto al canone 1024 del Diritto Canonico (‘Riceve validamente la sacra ordinazione esclusivamente il battezzato di sesso maschile’) per aprire il ministero diaconale alle donne” (III, 5). Ci si riferisce chiaramente al diaconato come parte del sacramento dell’Ordine. La proposta del cardinale Kasper di creare l’ufficio non sacramentale della “diaconessa parrocchiale” è stata respinta perché si ritiene che tale ufficio darebbe alle donne “solo l’accesso a un diaconato di ‘seconda classe’” (III, 3).

venerdì 5 agosto 2022

Con che spirito andremo al voto

Con che spirito affrontare questi due mesi di campagna elettorale e poi il voto? Gli entusiasti non hanno dubbi e per loro sarà facile schierarsi. Beati loro. Ma per i disincantati, quelli che ne hanno viste troppe, quelli che hanno uso di mondo, esperienza di uomini e situazioni, e sanno come va a finire, si tratta di mettere a freno il proprio scetticismo e provare a ragionare, cercando di trovare motivi in positivo.

Sul piano generale, il tema preliminare che si propone è triplice. Riportare la politica alla guida dei governi. Riportare i governi alla guida di stati sovrani. Riportare il popolo sovrano alla guida della politica. Queste premesse generali già dicono quali sono i pericoli da sventare col voto: i commissari straordinari che diventano ordinari e restano a tempo indeterminato; la sottomissione degli stati sovrani alle oligarchie transnazionali e ai loro interessi; la nascita di governi su mandato delle oligarchie (la cupola) e non dalla volontà liberamente espressa dai cittadini sovrani e degli interessi popolari.

Tira brutta aria sull’enciclica Humanae vitae

Precedente sul blog qui - qui - qui - qui.
Il 25 luglio scorso la Humanae vitae di Paolo VI ha compiuto 54 anni.

Siamo tutti ben consapevoli che la teologia morale cattolica è (purtroppo) in grande trasformazione e che il terreno delle innovazioni più problematiche è la morale sessuale. Già l’esortazione apostolica Amoris laetitia [vedi] ha eliminato gran parte delle indicazioni della Familiaris consortio e della Veritatis splendor di Giovanni Paolo II. La posizione dei vertici ecclesiastici sull’esercizio della sessualità fuori del matrimonio, sulle convivenze pre-matrimoniali, sull’omosessualità, sulla contraccezione, sulla pianificazione familiare e perfino sull’aborto è incerta quando va bene e completamente dissonante dalla tradizione quando va meno bene. Da molte parti arrivano inviti a riformulare la dottrina su questi temi, compresa la revisione del testo del Catechismo.

Non sta al papa cambiare

Il concilio vaticano III invocato da Carlo Maria Martini è in pieno svolgimento ma i più non se ne avvedono. L'autodemolizione della Chiesa entra nell'ultima fase e i più non hanno neppure capito che è iniziata. "Avviare processi" significa questo: ti fanno la rivoluzione e tu neppure te ne rendi conto. Diabolico. Come tutta l'ideologia modernista. A simile trasformazione genetica del cattolicesimo chi segue la Tradizione si oppone con tutte le forze e convinzione granitica. Perché quel che è in gioco non è certo un po' di latinorum. Ma la fede. 

Non sta al papa cambiare
di Robert B. Greaving*

Nel classico della spiritualità Il combattimento spirituale si afferma che la prima arma necessaria per raggiungere la santità è la diffidenza di noi stessi [[1]] o, come disse Chesterton, «essere assolutamente sicuri di sé non è solamente un peccato; essere assolutamente sicuri di sé è una debolezza» [[2]]. Qualcuno a Roma dovrebbe riflettere un po’ su questo punto prima di far sì che un numero ancora maggiore di cattolici metta in questione la fede (o, quantomeno, la Chiesa). Quei qualcuno a Roma – e noi con loro – dovrebbero anche prendere in considerazione, apprezzandola, la diffidenza di sé di papa san Paolo VI. Lasciatemi spiegare.

Il problema è questo: papa Francesco ha cambiato la dottrina morale ininterrotta della Chiesa in almeno due occasioni. Prima con Amoris laetitia, consentendo a cattolici in relazioni adulterine di ricevere la santa Eucaristia, poi quando ha dichiarato la pena di morte «inammissibile».

giovedì 4 agosto 2022

Declinazioni provinciali dello Stato Etico

Segnalazioni dei lettori. Inquietante! Rieducare i cittadini a suon di limiti e divieti. Ciò che più deprime, oltre allo scaricabarile sul singolo e all'uso strumentale e insensatamente vessatorio che se ne fa qui denunciato, è il non veder mai affrontato il problema delle perdite di acqua, di quanta dispersione abbiamo, delle tubature da rifare: o anche dei bacini idrici da moltiplicare (Roma antica docebat)... Richiama alla mente quanto è emerso dal libro di Speranza Perché guariremo. Dai giorni più duri a una nuova idea di salute, ritirato dalle librerie ma non abbastanza presto perché alcuni lo acquisissero: emergenza Covid e lockdown visti come «possibilità» per la sinistra di «ricostruire un’egemonia culturale su basi nuove». Qui l'indice dei precedenti sulla realtà distopica.

Declinazioni provinciali dello Stato Etico.

A Firenze un'ordinanza dispone il "divieto assoluto" di usare l'acqua del rubinetto per scopi diversi da quelli igienico e alimentare, compreso annaffiare orti e giardini. Questo, fino al 30 settembre.

Un mese fa i media locali ci informavano che l’invaso di Bilancino – riserva idrica per tutta l'area Fiorentina – era "pieno fino all'orlo", per il 95% della capienza, con una disponibilità di 65 milioni di metri cubi di acqua. Oggi, secondo l'ultimo livello idrometrico registrato il 26 luglio, ce ne sono 60 milioni di metri cubi. Insomma, Firenze non è in piena emergenza idrica.

Del resto, lo dice la stessa nota del Comune che accompagna l'ordinanza:
"Anche se il Comune di Firenze non è in emergenza idrica la Regione ha dichiarato lo stato di emergenza regionale ed è fondamentale non abbassare la guardia."

Proposte di lettura. Fabrice Hadjadj, “La terra strada del cielo”.

Qui l'indice degli articoli su realtà distopica e transumanesimo.

Il nominalismo contemporaneo consuma la definitiva rottura tra lo spirito e il corpo terreno. Ciò che le nostre idee e i nostri nomi ci presentano come universale non corrisponde a nulla nella realtà, che è costituita soltanto da individui ineffabili: per esempio il «cane» non esiste, non ci sono che cani, irriducibili gli uni agli altri, percepiti dai nostri sensi. L’intelligenza non permetterebbe di cogliere la struttura intima e comune a taluni esseri, ma produrrebbe mere entità della ragione: «l’uomo», «il cavallo», «l’imbecille», che non rinviano a nulla al di fuori del nostro spirito.

La scienza si riduce a una fantasia, e la sua validità si misura in base alla coerenza interna del suo discorso o alla sua efficacia tecnica. Non c’è più alcuna verità, poiché è impossibile riferirsi a una realtà esterna, ma una moltitudine di prospettive, di soliloqui carcerari, dove le parole non svelano, e anzi avvolgono le cose come un sudario nei carri funebri che sono i nostri crani. La filosofia si riduce a una storia letteraria della idee e delle opinioni passate. Il filosofo non è più innamorato della sapienza, ma l’esperto di qualche illustre sconosciuto – il che gli conferisce un rango sociale e un posto riservato nei convegni internazionali – oppure l’eclettico dispensatore di aforismi, il che gli vale i consensi degli esegeti e dei pasticcioni.

L’americanismo come religione civile e la cultura Woke

Qui l'indice dei precedenti sulla realtà distopica.
Fabio Trevisan ha scritto una recensione molto intelligente del libro di Federico Rampini, Suicidio
occidentale
[qui] molto concentrato sulla origine americana della Cultura della cancellazione (Cancel culture) da vedersi appunto come suicidio occidentale. Nell’ultimo numero del “Bollettino di Dottrina sociale della Chiesa” il prof. John Rao, di New York, ha pubblicato un ampio saggio sul tema da cui traiamo l’estratto che pubblichiamo qui sotto. Invitiamo all’acquisto del fascicolo dal titolo “L’evangelizzazione delle Americhe, contro la Cancel culture” [qui]

La religione civile americanista
Che cosa esattamente proclamava l’americanismo? Ancora una volta, proclamava la tesi lockeana, nominalista, materialista, individualista stabilita in Inghilterra e in America come la sola protezione giusta ed efficace della tradizione occidentale; e anche come la sola veramente cristiana. Ma insisteva sulla necessità di accettare questa tesi non come tesi ma solo come ipotesi, avendo pragmaticamente dimostrato che proteggeva l’ordine sociale e la libertà religiosa e civile. Chiamarla apertamente una religione civile avrebbe allontanato i protestanti ancora credenti, che invece potevano accettarla come ipotesi pragmatica benedetta da Dio perché riuscita. Gli americanisti cercavano di convincere i nuovi arrivati che l’americanismo garantiva anche a loro una vita pacifica e la speranza di difendere le loro religioni e culture diverse in una maniera libera mai conosciuta prima.

mercoledì 3 agosto 2022

Lettera aperta a Monsignor Roche • “12 Considerazioni”

Nella nostra traduzione da Corpus Christi Whatershed la Lettera aperta a Monsignor Roche • “12 Considerazioni” di Jeff Ostrowski • 26 luglio 2022. Vi invito a leggere la mia nota. Qui - qui - quiqui i precedenti specifici su mons. Roche. Qui l'indice dei precedenti sulla controversa vicenda della Traditionis custodes, dei Responsa ad Dubia e di Desiderio desideravi

La seguente “lettera aperta” di Jeff Ostrowski non riflette necessariamente le opinioni di Corpus Christi Watershed (ma fa citazioni e considerazioni molto centrate -ndr)
Lettera aperta a Monsignor Roche
Con 12 punti da prendere in considerazione


Eccellenza,
Ho letto la Sua recente intervista rilasciata a Deborah Lubov (16 giugno), in cui Lei attacca il Papa Emerito Benedetto XVI. Le ingiungo di ritrattare quanto ha affermato in essa, e prego perché accetti di farlo. Il 6 luglio 2022, Papa Francesco ha detto: “Fai sentire la tua voce! Se non ti ascoltano, grida ancora più forte, fai rumore; hai tutto il diritto di dire la tua su ciò che riguarda il tuo futuro”. Papa Francesco si rivolgeva ai giovani. Dato che sono nato negli anni Ottanta, suppongo di rientrare nella categoria!
Nel Suo attacco Lei afferma che al Cardinal Joseph Ratzinger (divenuto poi BENEDETTO XVI) sono state riconosciute le qualità di brillante teologo e che egli ha preso parte al Concilio Vaticano II quando non aveva ancora vent’anni. In seguito, ha diretto il Sant’Uffizio. Nell’intervista alla Lubov, Lei condanna il papa emerito: 
“Opporsi alla [riforma liturgica degli anni '70] è un fatto abbastanza grave… Era chiaro che il Concilio, che i Vescovi del Concilio, sotto l’ispirazione dello Spirito Santo, stavano proponendo una nuova liturgia… e anche opporsi a cioè è [sic] qualcosa di molto serio”. (Fonte - vedi anche immagine)
In particolare, Monsignor Roche, Lei ha attaccato le seguenti dichiarazioni di Ratzinger:
| (1) Quando Ratzinger ha esaltato “il patrimonio più santo e più alto” della Chiesa;
| (2) Quando Ratzinger ci ha ricordato che “è impossibile trovare qualcosa di dannoso o di inaccettabile” nel dare il permesso a coloro che amano il Missale Vetustum di celebrare utilizzandolo;
| (3) Quando Papa Benedetto XVI ha affermato (7/7/2007) “è dovere di tutti noi preservare le ricchezze che si sono sviluppate nella fede e nella preghiera della Chiesa.”

P. Serafino Lanzetta. Desiderio desideravi proelium facere. La battaglia continua

Qui l'indice degli articoli sull'argomento.


Trasmesso in live streaming il giorno 11 lug 2022  e ripreso qui
La lettera apostolica di Papa Francesco sulla formazione liturgica del popolo di Dio, “Desiderio desideravi”, offre tanti bei spunti di riflessione. Soprattutto il discorso sulle insidie di oggi nella partecipazione al sacrificio eucaristico. Tuttavia, c’è qualcosa che scricchiola. Puntando tutto sull’autorità del Concilio Vaticano II, Francesco ha ribadito l’abolizione della Messa tridentina perché non favorirebbe l’unità della Chiesa e ha ridetto che solo la Messa di Paolo VI è espressione della lex orandi. In realtà è dall’unità della fede che dipende l’unità della Chiesa, non dall’unità liturgica. La liturgia è espressione della fede. Una fede equivoca, zoppicante, messa in discussione nei suoi assunti dottrinali e morali, è la vera ragione della divisione. Se partissimo dalla fede, potremmo anche vedere il Vaticano II come l’ultimo e non l’unico concilio.

martedì 2 agosto 2022

Spigolature. Benedizione di Pio XII ad un giornalista anticattolico

Qui l'indice degli articoli su Pio XII.
Si narra che un giornalista anticattolico dopo aver partecipato a un'udienza papale di Papa Pio XII abbia chiesto provocatoriamente al Santo Padre la sua benedizione. 
Senza esitare, il Papa ha usato questa benedizione: “Ab illo benedicaris + in cuius honore cremaberis. Amen”. La benedizione è tradizionalmente riservata all'incenso, e significa: "Sii benedetto da Lui + nel cui onore sarai bruciato. Amen” 
Certamente è un buon esempio di umorismo cattolico e carità!

Origine della formula
Il sacerdote, all’inizio della Liturgia Eucaristica nel rito antico, messo l’incenso nel turibolo, lo benedice e poi incensa tutto l’altare, in onore del Signore. L’incenso viene benedetto con la seguente formula: Per intercessionem beati Michaelis Archangeli, stantis a dextris altaris incensi, et omnium electorum suorum, incensum istud dignetur Dominus benedicere, et in odorem suavitatis accipere – Per intercessione di san Michele arcangelo, che sta alla destra dell’altare dell’incenso, e di tutti i suoi santi, il Signore voglia benedire questo incenso e accoglierlo come profumo a Lui gradito.
Questa benedizione è più solenne della prima, nella quale si dice: Ab illo benedicaris, in cuius honore cremaberis – Ti benedica Colui in onore del quale sarai bruciato.
Qui sono invocati gli angeli perché il mistero dell’incenso non rappresenta altro che la preghiera dei santi presentata a Dio dagli angeli, come dice san Giovanni nell’Apocalisse (8,4): Et ascendit fumus incensorum de orationibus sanctorum de manu angeli coram Deo – E dalla mano dell’Angelo il fumo degli aromi ascende con la preghiera dei santi davanti a Dio.
Ancor prima però, come spiega Prosper Guéranger, «siccome il pane e il vino che ha offerti hanno cessato d’appartenere all’ordine delle cose comuni e usuali, [il sacerdote] li profuma con l’incenso, come fa per Cristo stesso, rappresentato dall’altare». Belle le parole che accompagnano l’incensazione prima in forma di triplice croce e poi di triplice cerchio sul pane e del calice: Incensum istud a Te benedictum ascendat ad Te Domine et descendat super nos misericordia tua – Ascenda a te, Signore, questo incenso da Te benedetto e discenda su di noi la tua misericordia. È tutto il senso della liturgia, che ascende a gloria della presenza divina e discende per la nostra salvezza – in latino, salvare vuol dire conservare – affinché siamo completamente noi stessi e possiamo vivere in eterno con Dio. Il sacerdote si inchina «in spirito di umiltà e con animo contrito» affinché il sacrificio si compia alla presenza di Dio in modo da essere gradito; poi invoca lo Spirito sulle offerte. Il sacerdote, rendendo il turibolo al diacono, gli rivolge un augurio che fa ugualmente a sé medesimo, dicendo: Accendat in nobis Dominus ignem sui amoris, et flammam aeternae caritatis – Il Signore accenda in noi il fuoco del suo amore e la fiamma dell’eterna carità. Il diacono, ricevendo il turibolo, bacia la mano del sacerdote e poi la parte superiore delle catene, invertendo l’ordine delle azioni che aveva compiuto presentandoglielo. Tutti questi usi sono orientali e la liturgia li conserva perché sono dimostrazioni di rispetto e riverenza. - Fonte

L’avanzata del terrorismo islamico fa chiudere delle parrocchie cattoliche

Qui l'indice dei precedenti sul dilo-islamismo
Il terrore islamista affligge il Burkina Faso dal 2015 e si sta diffondendo sempre di più

Una diocesi del Burkina Faso è stata costretta a chiudere le parrocchie a causa dell’avanzata del terrorismo jihadista islamico.

Dopo l’assassinio di oltre venti burkinabé in un attentato a Bourasso, nel nord-ovest del Paese, la Fondazione di diritto pontificio “Aiuto alla Chiesa che Soffre” ha denunciato il drastico deterioramento della situazione nella diocesi di Fada N’Gourma, nell’est del Burkina Faso in ultimi sei mesi. Delle sedici parrocchie che formano la diocesi cinque sono state completamente chiuse a causa del pericolo di attacchi terroristici. I sacerdoti possono servire solo il 5% dei villaggi delle altre parrocchie. Il seminario minore di San Kisito è stato trasferito a Fada N’Gourma, capoluogo della regione. Nella diocesi di Fada N’Gourma rapine, sequestri e omicidi si sono fortemente intensificati nella diocesi nel 2022.

Gli «utili idioti del capitalismo verde» e l’Europa che ha fatto il suo tempo secondo Onfray

Vale la pena recuperare l'intervista del filosofo francese alla Stampa in cui, nel suo cinismo, fotografa la crisi dell'occidente e la follia dell'isteria ambientalista. Qui l'indice dei precedenti sulla realtà distopica.
«Questa generazione è sempre più incolta e più imbrigliata fin dalla sua più giovane età, quella della scolarizzazione, in lotte riguardanti fenomeni sociali. Non conosce l’ortografia ma fa la raccolta differenziata; non sa chi sono Johann Sebastian Bach o Èmile Zola ma vuole cambiare sesso a sei anni. I ragazzi ignorano il fatto di essere gli idioti utili del capitalismo verde, che li ha trasformati in consumatori connessi. Il loro cervello è diventato facoltativo».

Onfray: «Siamo alla fine della civilizzazione»
Vale la pena recuperare l’intervista che Danilo Ceccarelli ha fatto sulla Stampa al filosofo francese Michel Onfray, in questi giorni di isteria climatica per le ondate di calore che colpiscono l’Europa. La scusa del dialogo con l’autore di Decadenza è il clima, ma la chiacchierata con il pensatore francese tocca una questione più profonda di cui l’ecologismo non è altro che la punta (idiota) dell’iceberg. «Siamo alla fine della civilizzazione», dice con pessimismo Onfray, che rimette al suo posto la presunzione dell’uomo che pensa di cambiare il clima con il proprio comportamento dicendo che bisognerebbe «inserire l’attuale riscaldamento climatico nella vasta successione dei riscaldamenti e dei raffreddamenti che costituiscono la storia del nostro pianeta, una storia inscritta nella sua geologia. Non c’era nessun uomo sulla terra, quindi nessun motore, nessun fattore di inquinamento che aveva già dei cicli di riscaldamento e di raffreddamento».

lunedì 1 agosto 2022

Mons. Viganò sul recente viaggio di Bergoglio in Canada

Mons. Viganò sul recente viaggio di Bergoglio in Canada. Qui l'indice dei precedenti e correlati.
REDDE RATIONEM VILLICATIONIS TUÆ,
JAM ENIM NON POTERIS VILLICARE.


«My wife,
when asked who converted her to Catholicism,
always answers, “the devil”».
G.K. Chesterton

NON È UN CASO se Satana è chiamato διάβολος, nel duplice significato di mentitore e accusatore. Satana mente perché odia la Verità, ossia Dio nel Suo essere. Mente perché se affermasse il vero scoprirebbe i propri inganni. Mente perché solo con la menzogna egli può essere anche accusatore dei nostri fratelli, «colui che giorno e notte li accusava davanti al nostro Dio» (Ap 12. 10). E come la Vergine Santissima, tabernacolo della Verità incarnata, è advocata nostra, così Satana è nostro accusatore e ispiratore dei falsi testimoni contro i giusti.

La Rivoluzione – che è capovolgimento del kosmos divino per instaurare il chaos infernale – non avendo argomenti per screditare la Chiesa di Cristo e la società cristiana che da essa è ispirata e guidata attraverso i secoli, ricorre alla calunnia e alla manipolazione della realtà. La Cancel Culture non è altro che il tentativo di mettere sotto processo la Civitas Dei per condannarla senza prove, imponendo la civitas diaboli come suo contraltare di presunta libertà, di uguaglianza, di fraternità. Per far ciò, come è evidente, essa impedisce alle masse la conoscenza e il sapere, perché il suo inganno è fondato sull’ignoranza e sulla malafede.

Bergoglio andrà in Kazakhstan dal 13 al 15 settembre "in occasione del VII Congress of Leaders of World and Traditional Religions"

Dalle segnalazioni dei lettori. L'anno scorso se n'è parlato qui; ma quel viaggio è saltato per via del Covid.

Bergoglio andrà in Kazakhstan dal 13 al 15 settembre "in occasione del VII Congress of Leaders of World and Traditional Religions"

Bergoglio alla fine ci andrà, ad Astana - oggi Nur Sultan - a partecipare come uno sciamano qualsiasi al forum mondiale delle religioni. Qui gli obiettivi del centro proposto dai partecipanti ad una delle più recenti manifestazioni.
L'idea della "religione mondiale", fondata sul principio che tutte le religioni siano interpretazioni storiche del comune nucleo di verità del senso religioso innato dell'uomo, è un'idea coerente col sincretismo relativista di un Gran Maestro di qualche Grande Oriente, magari titolato con un alto grado in qualche Alto Rito massonico, ma non può appartenere ad un cattolico e men che meno a un vescovo.
Del resto Bergoglio firmò l'eretica "Dichiarazione di Abu Dhabi" [vedi], nero su bianco, perfettamente coerente con questo spirito gnostico e relativista, ed è il motivo per cui mi è impossibile chiamarlo con il titolo che spetta solo a un autentico Successore di Pietro.
In foto, il palazzo dove avverrà l'incontro e di cui trovate in rete ogni informazione: non necessita di spiegazioni! Qui, l'articolo di Avvenire che annuncia solo il viaggio per non parlarne troppo, ma così facendo lo conferma: Visiterà la città di Nur-Sultan "in occasione del VII Congress of Leaders of World and Traditional Religions". All'evento è stato invitato anche il patriarca di Mosca e di tutte le Russie Kirill. Ma non se ne conosce l'intento.

La fede cristiana cancellata nella Repubblica Turca di Cipro Nord senza che l’Europa dica nulla

“FarodiRoma” propone alcune riflessioni scaturite da un viaggio a Cipro, terra benedetta nel corso del tempo dalla testimonianza di innumerevoli cristiani che hanno versato il sangue per Cristo, che saranno raccolte in uno “Speciale”. Cipro, estremo baluardo di fede, di storia, di una realtà umana e sociale, che non si è completamente omologata e che ha mantenuto la propria identità e originalità attraverso i secoli, testimonia nel tempo l’intelligenza e la cultura dei popoli e delle genti che di volta in volta la conquistarono. Ma oggi la fede cristiana è cancellata nella Repubblica Turca di Cipro Nord (nata nel 1974 da un’occupazione militare illegale) senza che l’Europa dica nulla, per un timore reverenziale verso Istanbul che gode di un trattamento ben diverso da quello che i paesi UE (dei quali Cipro fa parte) riservano a Mosca. L'Europa tace su troppe cose da quando ha estromesso le sue radici cristiane.

La fede cristiana cancellata nella Repubblica Turca di Cipro Nord senza che l’Europa dica nulla

Un itinerario attraverso i monasteri e i luoghi di culto, consente la rinascita della ricerca spirituale e monastica, vivificando una religiosità antica, mai sopita, legata alle tradizioni popolari, esaltate dall’incanto di luoghi dell’arte, inimmaginabili e insospettabili per il loro splendore e grandiosità. Ho camminato sulle orme di pellegrini e viandanti che non hanno mai bussato invano alle porte di conventi, monasteri e di luoghi di preghiera, ma è anche terra ferita dalle conquiste e dalle ingiustizie che gli uomini si ostinano a perpetuare. Isola, in cui San Barnaba ha donato la sua vita per annunciare Cristo Risorto.
La Bibbia menziona per la prima volta Barnaba tra coloro che dopo la morte di Gesù, a Gerusalemme, si riunirono attorno agli apostoli. La tradizione – riportata da Eusebio di Cesarea che attinge da Clemente Alessandrino – lo annovera anche fra i 72 discepoli inviati da Gesù in missione per annunciare il Regno di Dio, quindi già nella cerchia dei seguaci di Cristo. Circa le sue origini, dalla Sacra Scrittura sappiamo che, nato nell’isola di Cipro, era ebreo e si chiamava Giuseppe. Dopo la predicazione ad Antiochia, Barnaba e Paolo partirono per una nuova missione a Cipro. Con loro c’era anche Giovanni, detto Marco (l’evangelista), cugino di Barnaba. La tappa successiva fu la Panfilia, ma qui Giovanni decise di fare ritorno a Gerusalemme.

Perché non va adottata la strategia del non-voto

Condenso ed estrapolo dalle segnalazioni dei lettori. Considerazioni squisitamente politiche. E dunque approfitto per ricordare i consigli pastorali con cui Mons.Viganò ha gettato un salvagente al popolo italiano perché non decida, già da ora, che preferisce morire. Morte nello spirito, ma anche nella carne.

Di fatto il povero popolo sovrano non sa più a chi appellarsi e neanche pensa più a ribellarsi perché in troppi e da troppo tempo sono in attesa del 'bonus' che il tecnocrate di turno gli elargirà a suo piacere quando il popolo cane si sarà comportato come il domatore richiede. Finora i bonus sono parte fondamentale, insieme ai sieri genici, alla ipnosi di stato, alle droghe chimiche e tecnologiche, dell'addestramento del restante popolo ex sovrano, che sopravviverà alla soppressione simil/naturale della parte non sufficientemente prona ad essere completamente assoggettata. In questi giorni si parla tanto di astensionismo. È bene quindi riflettere sulle sue cause e farvi fronte:
  • La conflittualità esasperata del dibattito politico spinge molti ad estraniarsi.
  • La scarsa qualità dei candidati induce alcuni a non fidarsi.
  • La scarsa credibilità della politica in generale scoraggia altri.
  • Non ultimi gli effetti dell'ipnosi da addestramento attraverso i media di regime
La strategia del non voto ha come unico risultato quello di lasciare inalterati gli equilibri politici (atlantisti e neoliberisti) nel Paese.