martedì 29 ottobre 2013

Il lato apostolico della Chiesa

Riprendo l'articolo che segue dall'ottimo blog Vigiliae Alexandrinae, sia per l'oggettivo valore dell'analisi che perché essa è un completamento di questo precedente e di quanto anche noi abbiamo già detto qui, nonché di altre nostre riflessioni, anche in riferimento al deprecabile e tuttora aperto "caso" dei Francescani dell'Immacolata.
Insieme ad altre iniziative, questo richiamarci l'un l'altro fa parte delle sinergie da rendere operanti tra chi ama vive e difende la Tradizione.

La dichiarazione rilasciata dal Vescovo di Roma all'intervistatore de la Civiltà  cattolica, letta a distanza di alcune settimane, pone ulteriori questioni particolarmente gravi e urgenti. Diceva infatti Francesco:
"... Poi ci sono questioni particolari come la liturgia secondo il Vetus Ordo. Penso che la scelta di Papa Benedetto sia stata prudenziale, legata all’aiuto ad alcune persone che hanno questa particolare sensibilità. Considero invece preoccupante il rischio di ideologizzazione del Vetus Ordo, la sua strumentalizzazione"
A suo tempo si notò giustamente da più parti che Francesco mutava radicalmente la ratio stessa del Motu proprio Summorum Pontificum. Mentre infatti Benedetto XVI aveva in mente lo sviluppo organico della tradizione liturgica oggettiva e poteva affermare che il VO non fu mai abrogato, e suggerire, seppur in maniera pericolosamente astratta, che le due forme del Rito romano avrebbero potuto arricchirsi a vicenda, Francesco riduce il Motu proprio a "scelta prudenziale" per venire misericordiosamente in "aiuto ad alcune persone che hanno questa particolare sensibilità". Pastorale è la definitività del NO perché si avvinghia all'uomo moderno, al suo autonomo divenire e alle sue esigenze, ed egualmente pastorale è la eccezionalità del VO la cui sopravvivenza si lega a una minoranza di "testardi" e di "pelagiani" che resiste alle "magnifiche sorti e progressive" del popolo in cammino. Della tradizione liturgica (e teologica) oggettiva non rimane pressoché nulla.

Molti si chiesero che cosa intendesse il Vescovo di Roma con "rischio di ideologizzazione" del Motu proprio. Dalla "tenerezza" alla "coscienza autonoma" fino all'omelia di Santa Marta il pensiero di Bergoglio è tutto una autocomprensione e una ricomprensione della Chiesa attraverso successivi chiarimenti e concretizzazioni (quando si arriverà ai fatti, essi godranno finalmente di un sistema e di un disastroso consenso). Così l'omelia di Santa Marta non soltanto ci spiega che gente come Gnocchi e Palmaro è da trattare alla stregua degli evangelici ipocriti e farisei, ma chiarisce anche il senso del "rischio di ideologizzazione"  di cui nell'intervista.

Se "dire preghiere" e passare la fede per l'"alambicco" distillando dogmi e precetti che sono la stessa necessità di quel dire, è ideologia che impedisce l'autentica e inconoscibile sequela di Cristo, ben si comprende che il VO, la stessa tradizione liturgica oggettiva tutta sostanziata da dogmi e da forme, non possa che rappresentare l'incombente "rischio di ideologizzazione". Di qui la necessità di deideologizzarlo, di pastoralizzarlo, di legarlo a una delle tante possibilità della coscienza autonoma, appunto a "una particolare sensibilità" di "alcune persone". Solo riducendo le forme liturgiche tradizionali all'occasionalità di uno stato d'animo si può incontrare, anche attraverso il VO, il "Cristo" della coscienza autonoma.

È in fondo questa la posizione sostenuta illo tempore, seppur con minor carica corrosiva, dai settatori del "biritualismo teorico": "Uno o l'altro rito secondo l'occasione e quello che ci garba. Ma nulla da dire sul NO!". Questi teorici rifluiranno facilmente, come lapsi al contrario, nella negazione zelante del "rischio dell'ideologia". Diverso è il caso dei molti "biritualisti pratici" che hanno scoperto e sinceramente amato il Rito riabilitato da Papa Benedetto XVI. Diciamo "biritualisti pratici" perché intendiamo i sacerdoti che hanno accettato in questi anni di alternare "forma ordinaria" e "forma straordinaria", talora perché costretti dalla contingenza, ma  soprattutto perché hanno creduto nell'orizzonte di una graduale restaurazione delle forme liturgiche di sempre.

Per questi sacerdoti (e per i fedeli che li hanno seguiti) nel "dire preghiere" non c'è nulla di occasionale e l'improvvisa abolizione dell'orizzonte della Tradizione costituisce oggi l'inizio di un tempo tragico. La celebrazione del NO, che fino a qualche mese fa era accettata e accettabile nella prospettiva di un ritorno all'antico, diventa insopportabile proprio perché è cambiata la ratio del Motu proprio. D'altro canto celebrare la Messa antica evitando il "rischio dell'ideologizzazione" significa negarne attivamente la sostanza dogmatica e, in fondo, tradire "il Protagonista" che è la divina realtà di quella sostanza.

Assistiamo già alla tragedia continuata di sacerdoti subdolamente perseguitati, trasferiti dalle loro sedi, esiliati ingiustamente, colpiti con la violenza odiosa dei divieti e delle sanzioni; ci giungono notizie dell'esistenza penosa di coloro che sono minacciati e ostacolati, le descrizioni di ciò che proditoriamente viene fatto ogni giorno contro la celebrazione della Messa antica e la amministrazione tradizionale dei sacramenti. Più raro che mai è l'intervento dei Vescovi a difesa del senso oggettivo del Motu proprio. I fedeli subiscono così un'incessante disfatta, quando un sacerdote è allontanato o un sacramento negato, una sconfitta prima psicologica, perché sanno bene che ora il parametro per giudicare ogni appello sarà quello del "rischio dell'ideologizzazione", e poi reale, poiché o nulla otterranno da giudici  infedeli o, se qualcosa gli sarà offerto, il prezzo sarà spesso quello dell'apostasia ossia dell'esclusione del "rischio".

Assieme alla FSSPX e agli altri istituti tradizionali, questa diffusa compagnia di sacerdoti, di religiosi e di fedeli, di pochi vescovi, rappresenta il lato apostolico della Chiesa, il sostanziale presidio della Tradizione cattolica e dell'ortodossia come lo fu l'Alessandria di Sant'Alessandro e di Sant'Atanasio durante la crisi ariana. Nell'accettazione del "rischio dell'ideologizzazione" si celebra oggi la libertà della Chiesa dalla dittatura della coscienza autonoma e del nichilismo.

51 commenti:

Francesco Bernardini ha detto...

Si stanno avvicinando, oppure sono anni che ci sono, i tempi richiamati da Paolo VI quando parlò della necessità dell'esistenza del "pusillus grex" ? Non è assolutamente facile per noi che viviamo nella foresta capire quanto essa è grande, dove comincia e dove finisce.

Anonimo ha detto...

A lungo termine la Chiesa romana deve avere di nuovo un solo rito romano

Lettera del 2003, dell'allora Card. Joseph Ratzinger, in cui sostiene, come teologo privato, che in futuro preferirebbe un solo Rito romano, più o meno come l'attuale Rito Extraordinario.
Le decisioni del recente Motu proprio, intese a liberalizzare l'uso del Messale antico, potrebbero pertanto implicare che tale rito non deve essere solo eccezione.

Al dott. Heinz-Lothar Barth, 23 giugno 2003

Caro dottor Barth,
la ringrazio cordialmente per la sua lettera del 6 aprile cui trovo il tempo di rispondere solo ora. Lei mi chiede di attivarmi per una più ampia disponibilità del rito romano antico. In effetti, lei sa da sé che non sono sordo a tale richiesta. Nel contempo, il mio lavoro a favore di questa causa è ben noto.

Al quesito se la Santa Sede «riammetterà l’antico rito ovunque e senza restrizioni», come lei desidera e ha udito mormorare, non si può rispondere semplicemente o fornire conferma senza qualche fatica. È ancora troppo grande l’avversione di molti cattolici, insinuata in essi per molti anni, contro la liturgia tradizionale che con sdegno chiamano «preconciliare». E si dovrebbe fare i conti con la considerevole resistenza da parte di molti vescovi contro una riammissione generale.
Diverso è tuttavia pensare a una riammissione limitata. La stessa domanda verso l’antica liturgia è limitata.

So che il suo valore, naturalmente, non dipende dalla domanda nei suoi confronti, ma la questione del numero di sacerdoti e laici interessati, ciononostante, gioca un certo ruolo. Oltre a ciò, una tale misura, a soli 30 anni dalla riforma liturgica di Paolo VI, può essere attuata solo per gradi. Qualunque ulteriore fretta non sarebbe di sicuro buona cosa.
Credo tuttavia, che a lungo termine la Chiesa romana deve avere di nuovo un solo rito romano. L’esistenza di due riti ufficiali per I vescovi e per i preti è difficile da «gestire» in pratica. Il rito romano del futuro dovrebbe essere uno solo, celebrato in latino o in vernacolo, ma completamente nella tradizione del rito che è stato tramandato. Esso potrebbe assumere qualche elemento nuovo che si è sperimentato valido, come le nuove feste, alcuni nuovi prefazi della Messa, un lezionario esteso – più scelta di prima, ma non troppa –, una «oratio fidelium», cioè una litania fissa di intercessioni che segue gli Oremus prima dell’offertorio dove aveva prima la sua collocazione.
Caro dott. Barth, se lei si impegnerà a lavorare per la causa della liturgia in questa maniera», sicuramente non si troverà solo, e preparerà «l’opinione pubblica ecclesiale» a eventuali misure in favore di un uso esteso dei libri liturgici di prima. Tuttavia bisogna essere attenti a non risvegliare aspettative troppo alte o massimali tra i fedeli tradizionali.

Colgo l’occasione per ringraziarla del suo apprezzabile impegno per la liturgia della Chiesa romana nei suoi libri e nelle sue lezioni, anche se qua e là desidererei ancora più carità e comprensione verso il magistero del papa e dei vescovi. Possa il seme da lei seminato germinare e portare molto frutto per la rinnovata vita della Chiesa la cui «sorgente e culmine», davvero il suo vero cuore, è e deve rimanere la liturgia.
Con piacere le impartisco la benedizione che lei ha domandato. Saluti sinceri.
+ Joseph Cardinal Ratzinger

http://ratzinger.us/modules.php?name=News&file=print&sid=238

Anonimo ha detto...

Il 12 sttembre 2008 Benedetto XVI ha detto:

Questo Motu proprio è semplicemente un atto di tolleranza, ai fini pastorali, per persone che sono state formate in quella liturgia, la amano, la conoscono, e vogliono vivere con quella liturgia. È un gruppo ridotto poiché presuppone una formazione in latino, una formazione in una cultura certa. Ma per queste persone avere l'amore e la tolleranza di permettere di vivere con questa liturgia, sembra un'esigenza normale della fede e della pastorale di un vescovo della nostra Chiesa. Non c'è alcuna opposizione tra la liturgia rinnovata del Concilio Vaticano II e questa liturgia.

Non mi sembrano parole molto diverse da quelle di Francesco.

Anonimo ha detto...

un atto di tolleranza, ai fini pastorali, per persone che sono state formate in quella liturgia, la amano, la conoscono, e vogliono vivere con quella liturgia. È un gruppo ridotto poiché presuppone una formazione in latino, una formazione in una cultura certa.

Ricordo perfettamente queste parole. Anch'esse sono state una doccia fredda e non si può nascondere che, confrontate con altre affermazioni, rappresentino un'ambiguità.

Nel primo Convegno Summorum, furono oggetto di una mia domanda che provocò imbarazzo. I cardinali Hoyos e Perl e lo stesso mons. Bux glissarono. Poi per il resto dell'incontro, oltre ad altri approfondimenti, non fecero altro che parlare di "pazienza"...

una sola fede ha detto...

Visto che si sta parlando di Benedetto XVI e della tradizione (e di diverse sue ambiguità espresse durante il suo pontificato anche in questo senso) ecco cosa scriveva don Curzio Nitoglia pochi mesi fa nell'articolo "Benedetto XVi ai parroci romani: 14 febbraio 2013 il Modernismo Impenitente"

"Dopo aver annunciato le sue dimissioni, l’11 febbraio, per mancanza di forze fisiche e morali che non gli avrebbe consentito di agire per il bene della Chiesa[1], Benedetto XVI ha incontrato il Clero di Roma, al quale – il 14 febbraio – ha proluso una “Lectio magistralis” sul Concilio Vaticano II, la sua retta interpretazione ed è tornato con la memoria ai ricordi storico/teologici della sua partecipazione da giovane teologo al Concilio, prima come teologo privato del cardinal Frings e poi come “Perito ufficiale” del Concilio.

[...] In esso (cioè nel testo del discorso) si constata che l’85nne Benedetto XVI nel 2013 è sostanzialmente identico al 38nne don Ratzinger del 1960-65. Egli, infatti, resta un convinto assertore delle novità introdotte dalla “nouvelle théologie” nella Pastorale del Vaticano II, come allora ne fu un attivo pensatore. Questa è la vera “tragedia” e non l’aver dato le dimissioni per motivi di incapacità di governare la Chiesa (ammesso che la motivazione sia realmente questa). Aver riunito ad Assisi nell’ottobre del 2102 tutte le false “religioni” assieme all’unica vera è un atto in sé inaccettabile ed in rottura con la Tradizione apostolica: basta leggere l’Enciclica “Mortalium animos” di Pio XI del 1928. È questo che occorre far risaltare oggi come nel 49 san Paolo ad Antiochia resistette apertamente in faccia a Pietro “quia reprensibilis erat” (Galati, II, 11). Aver elogiato la Collegialità, la rivolta contro gli Schemi preparatori del S. Uffizio, l’Ecumenismo, la Riforma della Messa anche nel momento che precede le sue dimissioni ed il redde rationem finale è qualcosa di molto grave, che deve aprirci gli occhi sulla mentalità di Benedetto XVI, anche quanto alla liberalizzazione della Messa tradizionale del 7 luglio 2007, per non cadere nel trabocchetto della “Continuità” tra Concilio Vaticano II e Tradizione apostolica, la quale è smentita implicitamente da ciò che dice lo stesso papa Ratzinger, il quale proclama – ma non dimostra – la ‘non-rottura’ del Vaticano II con la Tradizione, il che è proprio del modernista, che, avendo sposato la filosofia, tanto elogiata dal Vaticano II e da Benedetto XVI, della Modernità (il kantismo e l’hegelismo), si contraddice senza alcun problema per lui e pensa di poter conciliare gli opposti (Cattolicesimo e Modernità, Vaticano II e Tradizione apostolica) [...]"

fonte:
http://doncurzionitoglia.net/2013/03/14/268/

Anonimo ha detto...

Secondo me questo Papa e' personalmente contrario alla messa in latino perche' non ne vede proprio la necessita'.Inoltre per Lui e per tanti preti della sua eta' la liturgia e' un fattore molto secondario ,quasi un fastidio.Anzi ho notato che per molti preti anziani veder celebrare la S.Messa in modo accurato e' quasi una specie di affronto personale. Capisco quindi le riserve del grande BENEDETTO che conosceva bene i suoi polli .Col tempo si potra' cercare di far coesistere le due messe inserendo preghiere in latino nel nuovo rito ma piu' di questo non si potra' fare.E ovviamente non con questo Papa. Saluti Paul

Luisa ha detto...

Sorrido (e che fare d`altro?) leggendo che alcuni si sono stupiti, ancora, che papa Bergoglio nei suoi tre interventi durante il pellegrinaggio delle famiglie non abbia ritenuto importante e necessario parlare di matrimonio come unione fra un uomo e una donna, non lo ha fatto.
Eppure era la situazione ideale per farlo, chi, come in Francia, è sceso sulle Piazze e si è anche fatto mettere in prigione per difendere il matrimonio avrà apprezzato, avrà avuto la conferma del silenzio del Papa su questo tema, eppure il matrimonio è sotto attacco, eppure così viene definito un matrimonio fra persone dello stesso sesso.

Ma lo presuppone...così taluni giustificano quel silenzio, il Papa stesso si è già espresso in quel senso, la Dottrina della Chiesa è (il condizionale sarebbe preferibile) conosciuta, non c`è bisogno di ricordarla!
E chi "difende" quel silenzio papale parte in una cavillica dimostrazione, come il redattore del Sismografo ( Badilla) che dà la colpa alla stampa e dimentica quanto e come i predecessori di papa Bergoglio hanno sottolineato e insistito sul matrimonio come unione fra un uomo e una donna, scrive:

"Chi pensa, come afferma da sempre la Chiesa, che il matrimonio è uno solo (le altre unioni si possono chiamare in modo diverso) non deve sentire il bisogno di aggiungere che si sta parlando di un maschio e di una femmina. Questa trappola linguistica è stata costruita da un certo modo di fare informazione e dunque ognuno risponda dei suoi limiti e dei suoi fantasmi. Nulla da criticare o rimproverare alle unioni tra persone del medesimo sesso tranne che possano essere chiamate o definite "matrimonio".

Dunque Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, in particolare quest`ultimo che tanto ha difeso il matrimonio, non pensavano come la Chiesa?
Dunque avrebebro dovuto rendere conto dei loro limiti e fantasmi?
Capito fino dove si arriva per difendere le scelte di papa Bergoglio?

http://ilsismografo.blogspot.ch/2013/10/papa-parola-matrimonio-significato-famiglia.html

una sola fede ha detto...

..e sempre nello stesso articolo (Benedetto XVI ai parroci romani: 14 febbraio 2013, il Modernismo Impenitente)don Curzio Nitoglia conclude così:

"«La Chiesa ha sempre voluto conservare integro, intero ed intatto il divino Deposito della Rivelazione o della Fede», ossia il Dogma, la Morale, la Liturgia, la Struttura della Chiesa gerarchica ecc. (P. Parente, voce “Articoli Fondamentali”, in “Enciclopedia Cattolica”, Città del Vaticano, 1949, vol. II, col. 59). Quindi «sia la S. Scrittura quanto la Tradizione non permettono che un fedele accetti alcune Verità rivelate e ne tralasci altre» (P. Parente, Dizionario di teologia dommatica, Roma, Studium, IV ed., 1957, p. 33)[26]. Perciò la “Lectio magistralis” di Benedetto XVI non può essere recepita dal cattolico che voglia mantenere l’integrità della Fede, senza la quale nessuno può salvarsi (Simbolo “Quicumque” di Sant’Atanasio) perché il Concilio Vaticano II presenta dei punti assai controversi che sono perlomeno teologicamente erronei, temerari, contrari alla dottrina comune, offensivi del senso religioso dei fedeli, male sonanti, ambigui, scandalosi, se non addirittura favorenti l’eresia e prossimi all’eresia.

Inoltre la prolusione di Benedetto XVI ci conferma che mai egli ha cessato di essere modernista, anche quando pareva tendere una mano ai “tradizionalisti” per portarli verso se stesso e la sua “nuova teologia, che viene dall’eresia e porta all’apostasia” (R. Garrigou-Lagrange).

Purtroppo molti “tradizionalisti” si son lasciati ingannare dalle apparenze conservatrici di Ratzinger e hanno corso il rischio di essere risucchiati nella “cloaca di tutte le eresie: il Modernismo” (San Pio X). Preghiamo la ‘Madonna del Buon Consiglio’ che li illumini e non permetta che si lascino fuorviare nella Fede dai futuri Sommi Sacerdoti del modernismo redivivo.

Ricordiamoci che il giorno del nostro Battesimo il sacerdote ci ha domandato: “cosa chiedi alla Chiesa di Dio?” e noi abbiamo risposto: “la Fede!”; allora ha continuato il Sacro Ministro: “Cosa ti dà la Fede?” e noi abbiamo replicato: “La Vita Eterna!”. Ebbene non scambiamo l’Eternità per “un posto al sole”, Gesù ci ha insegnato “ama nesciri et pro nihilo reputari” (Imitazione di Cristo): è nato in una stalla, ha fatto il garzone del falegname, è stato accusato di eresia e stregoneria, è stato scomunicato dalla Sinagoga dell’Antico Testamento ed infine confitto in Croce, ma ci ha avvertito: “quel che faranno a Me lo faranno anche a voi!”. Perciò non facciamoci illusioni e non corriamo dietro a chimere, utopie e conciliazioni dell’inconciliabile: “il vostro parlare sia: ‘sì sì no no’, quel che è di più viene dal Maligno” (Mt., V, 37). "

Magistrale.

Luisa ha detto...

Al momento delle testimonianze nessuno spazio è stato dato a quelle famiglie francesi che hanno lottato per difendere il matrimonio, c`è chi se ne stupisce, non è stupito, invece, chi sa chi ha organizzato quelle giornate, chi ha avuto in mano le redini della macchina organizzatrice.

Anonimo ha detto...

Il documento Summorum pontificum porta la data del 7 luglio 2007, quindi un anno esatto dal brano qui su riportato, nel frattempo Ratzinger si era dovuto sciroppare contrapposizioni, rifiuti (anche da parte dell'attuale vdr, che fu particolarmente caustico nel commento),articoli infuocati, disobbedienze e sbeffeggi da ogni ordine dal più piccolo al più grande, il caso Williamson ha fatto il resto; en passant, tra gli atti ufficiali del Magistero pubblicati sul sito vaticano, il MPSP esisteva in 2 lingue,latino ed ungherese, solo pochi mesi fa è comparsa la traduzione plurilingue, quindi.....basta leggere i blog tradi sudamericani per farsi un'idea di quanto supporto godeva e gode questa direttiva, non vorrei gufare, ma visti i mala tempora, temo che si troverà un escamotage per cancellarla, magari evitando di dare ufficialità alla cassazione di un atto magisteriale di un altro sommo pontefice, tecnicamente non si potrebbe, ma il vdr può tutto e senza contraddittorio....Anonymous.

Anonimo ha detto...

http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1350632

Magister pare addolcirsi... Mi puzza...

Anonimo ha detto...

L'impegno civile per questioni così fondamentali, che Luisa sottolinea, ha svegliato molte coscienze, soprattutto a livello individuale, anche trasversalmente in molti strati della società.
Quanto a noi credenti in Cristo Signore è normale vederlo strettamente conseguente ad una retta fede.
Se uomini di chiesa nicchiano o addirittura si allineano al mondo su questi temi, dobbiamo chiederci qual è la loro fede. Non mettiamo in dubbio la loro fede ma ci chiediamo in Chi o cosa la fondano.

Anonimo ha detto...

http://www.tvimmacolata.net/index.php?option=com_hwdvideoshare&task=viewvideo&Itemid=1&video_id=259

rosa ha detto...

su Mil riportano una dichiarazione degli evangelici italiani, anch' essi perplessi per alcune affermazioni bergogliane Sic !
Rosa

Turiferario ha detto...

Chissà cosa aveva realmente in mente Benedetto XVI per la liturgia. Il Motu proprio parve l'ora della rinascita, il segnale dell'uscita dalle trincee. Dopo un anno quella dichiarazione ambigua che avete ricordato, il Motu proprio come semplice "atto di tolleranza". Tutto qui? Per anni si è attesa nonostante tutto una parola risolutiva, l'inizio di una lotta seria contro le resistenze accanite che il MP incontrava. Nulla, fino alle dimissioni così strane, così problematiche. C'è stato un momento in cui Benedetto mi è sembrato un Grande Papa, uno di quei quattro o cinque o poco più che hanno fatto grande la Chiesa, ma oggi ho molti dubbi in proposito. Tanta gente - checché si legga da qualche parte - dopo il MP si è spesa per chiedere la Messa Antica, si è presa gli insulti, ha perseverato e spesso è riuscita nell'impresa, perché pensava di avere un "mandato del Papa", di portare il suo piccolo contributo ad un grande progetto. Invece il Papa dopo aver lanciato il segnale si è tirato indietro. E' stato minacciato, ha subito pressioni? Non ho problemai a crederlo, ma se anche il Papa si spaventa e lascia stare per quieto vivere che dobbiamo aspettarci?

Anonimo ha detto...

2 segnalazioni: Dimissioni in massa dello staff del college cattolico Maryval by D. Thompson poi www.mondayvatican.com 'Waiting for Parolin' by A.Gagliarducci per chi conosce l'inglese....riflettere a lungo dopo la lettura.Passante per caso 2.

Antonio ha detto...

@Anonimo 14.21

Non mi stupisce che Magister si addolcisca... Siamo in piena dittatura, o cali un pò il capo o te lo puoi sognare di continuare ad avere ancora la stessa visibilità di prima...

Amici, non vorrei scandalizzare qualcuno scrivendolo, considerate che dietro molte delle cose che stiamo vedendo vi è la massoneria.
Non dico che Papa Francesco sia massone, mi limito a far notare un fatto: ciò che il Papa ha detto pubblicamente nelle sue interviste, in particolare al gota dell'ateismo materialista dott. Eugenio Scalfari, obiettivamente coincide col pensiero massonico.

L'osanna dei media da questo è determinato, non certo dal fatto che editori e giornalisti si son convertiti in massa....
Ora, si può ben comprendere come scrivere sui giornali criticando il Papa ha dei rischi enormi, non tanto per presunte epurazioni o opposizioni ecclesiastiche, quanto perché l'interruzione del coro di osanna è prima di tutto alla "bestia" che procura fastidi.

Gnocchi e Palmaro hanno avuto ospitalità sul Foglio, potendo rompere il fronte degli Osanna, in quanto politicamente la presa di posizione di Papa Francesco contro la guerra in Siria, con tanto di appello diretto a Putin, ha indisposto la corrente teo-con di matrice americana, di cui l'ateo devoto Ferrara è massimo rappresentante in Italia (la "bestia" ha più teste e anime, più correnti diciamo, non sempre procede unanime).

In merito poi al fatto che davvero Muller corregga il tiro di Francesco, ripropongo quanto da me dimostrato qui

http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2013/10/divorziati-risposati-muller-scrive.html

in cui si evince che di fatto si sta introducendo un vero e proprio divorzio cattolico.

rosa ha detto...

Turiferario,
non credo si sia tirato indietro per quieto vivere. Affermare certe cose da giovane sacerdote e' una cosa, da anziano cardinale Prefetto della Congregazione della Fede un' altra, ma quando si e' Papi si devono valutare circostanze e situazioni che noi non conosciamo, ne' potremo conoscere. per altro ritengo che BXVI sia stato piu' volte, se non minacciato apertamente, sottoposto a pressioni di genere "mafioso". Ed alla fine ha detto "basta !"
Solo il passar degli anni ci far' capire meglio che cos' e' stato il suo Papato, e se egli sia stato grande o no.
rosa

una sola fede ha detto...

Sì, Turiferario, la tua perplessità con domanda finale è la stessa, in pratica, che ho io e che ho espresso in un paio di commenti nell'altro thread "Se non è magistero allora perchè non se ne può parlare?". E le mie perplessità aumentano ogni volta che vado a rileggermi, a rianalizzare gli atti, i discorsi, le visite ecc compiute durante il papato precedente. Anche qui, poco sopra, ho provato a riportare alcune considerazioni di don Curzio Nitoglia, a proposito. Non credo che sbagli quando scrive:

"Inoltre la prolusione di Benedetto XVI ci conferma che mai egli ha cessato di essere modernista, anche quando pareva tendere una mano ai “tradizionalisti” per portarli verso se stesso e la sua “nuova teologia, che viene dall’eresia e porta all’apostasia” (R. Garrigou-Lagrange).

Purtroppo molti “tradizionalisti” si son lasciati ingannare dalle apparenze conservatrici di Ratzinger e hanno corso il rischio di essere risucchiati nella “cloaca di tutte le eresie: il Modernismo” (San Pio X)."

Luisa ha detto...

A proposito di biritualisti,
su Forum catholique l`abbé BARTHE, uno degli iniziatori del pellegrinaggio Summorum Pontificum afferma, visibilmente soddisfatto, che la "riforma della riforma non è finita" e dà il link ad un articolo dove leggo che già con Benedetto XVI diceva che "non bisogna aspettare leggi e regolamenti dall`alto per operare la RIFORMA DELLA RIFORMA" ma che "è l`affare dei preti di terreno", che, sempre secondo lui, "la riforma consiste essenzialemnte nelle scelte fra le diverse possibilità lasciate dal nuovo messale, che molto concretamente è l`aspetto sistematico delle buone scelte che farà la riforma della riforma".

C`è qualcuno qui che conosce l`abbé Barthe?
Dove è incardinato?
Apparentemente è "biritualista", personalmente non mi scandalizzo se un sacerdote celebra il Rito nelle sue due forme, anche se non mi è facile capire come si possa facilmente passare da una forma all`altra e sono basita quando vedo Pastori, supposti esser favorevoli al Vetus Ordo, come mons. Aillet, passare dal Vetus ordo alla...."""liturgia""" neocatecumenale.
Ma come si può?

Del resto nell`articolo dato in link dall` abbé Barthe leggo che :
"la nuova forma ordinaria è ampiamente una liturgia alla carta nella quale niente proibisce , al contrario, di optare per il migliore"

Dunque liturgia riformata= menu alla carta in cui ognuno può scegliere quel che vuole, comporre il menu a suo piacimento, e non è proibito scegliere quel che c`è di meglio!
Santo Cielo, c`è da stupirsi se la Liturgia riformata è diventata, da 50 anni in qua, un laboratorio sperimentale permanente, in cui degli apprendisti stregoni fanno le loro esperienze?
E c`è da stupirsi se sempre più anime a rischio di collasso spirituale trovino nella Santa Messa Antica un balsamo?

http://www.hommenouveau.fr/771/religion/la-reforme-de-la-reforme-est-bien-vivante.htm

Anonimo ha detto...

E' inutile stare ad arrovellarsi sul perché, non lo sapremo mai con precisione, l'unica cosa che era scappata a qualcuno (anonimo,chiaro) era che dopo tante pressioni, la goccia che ha fatto traboccare il vaso sia stato il rifiuto di Ratzinger di firmare il decreto di santificazione di GP2, lì allora ci fu un drammatico confronto con AS, che poi fece non ben precisate minacce o quale genere di ricatti, risultato BXVI se ne andò, bastava guardare la faccia di AS il giorno del fatidico annuncio, era tutto un programma, come la frase' un fulmine a ciel sereno'sì e chi ci crede.....se mi è permesso un piccolo pensiero sui tradi e la loro storia, credo che Ratzinger avesse in animo, con prudente lentezza, di riammettere la liturgia prevat2 gradualmente, non glielo hanno permesso, il vdr attuale se ne frega altamente di tutti gli apparati che lui ritiene orpelli obsoleti ed inutili, basta assistere alle sue messe ed omelie, cronometro alla mano, pare Bolt, a quasi 80 anni non si cambiano né opinioni né stili di vita, lui fa come a baires, chi non è d'accordo si accomoda fuori e vale per tutti, tradi e non, basta pensare con la propria testa, gli altri sono già tutti a cuccia....anche Magister si adeguerà, purtroppo....Lupus et agnus.

Maria Guarini ha detto...

Forse noi non lo sapremo mai con precisione, Lupus et Agnus, ma la storia farà chiarezza di questa e di altre questioni, alcune molto serie e ben note, che non sto a ripetere: penso, ad esempio, alla Feria IV ed all'altra lobby potente, ma non ci serve a nulla se non davanti a Dio solo....

Anonimo ha detto...

AS è figlio della sua storia. Storia e storie che hanno fatto la rovina della Chiesa. E questa ne è l'ennesima prova.
Quando mostrano il vero volto, solo allora si capisce.
Fingono di commuoversi, e intento affilano le armi.


Anonimo ha detto...

Ci serve Mic.
A chi arriva da certe realtà ecclesiali, non si può fare credito di fiducia.
E anche dopo decenni che le hanno abbandonate, continuano a ragionare con schemi movimentistici.
Salvo che ci metta il dito il Signore, come in alcune belle testimonianze che si leggono anche qui, Deo gratias.

Turiferario ha detto...

Che poteri forti e lobby e traditori interni lo abbiano ricattato e costretto alla ritirata non sarebbe comunque una scusante, ma un'aggravante. Siamo esseri umani fragili, d'accordo, ma il Papa quando accetta liberamente il suo ministero sa bene che comporta sforzi sovrumani...

Luisa ha detto...

Non ci posso credere!
Tornielli non ce la fa più, il suo amico e Papa proprio non bisogna toccarglielo, leggo adesso una sua reazione (sul suo blog) veramente esagitata ad alcuni articoli che hanno semplicemente detto la verità e cioè che papa Bergoglio, nei suoi tre interventi al pellegrinaggio delle famiglie, non ha parlato in modo esplicito di matrimonio come un`unione fra un uomo e una donna, Tornielli è talmente arrabbiato che finisce il suo articolo riprendendo le parole di Badilla che ho già messo nel mio commento delle 13:37, non realizza nemmeno l`enorme leggerezza(chiamiamola così) di queste parole:

"Chi pensa, come afferma da sempre la Chiesa, che il matrimonio è uno solo (le altre unioni si possono chiamare in modo diverso) non deve sentire il bisogno di aggiungere che si sta parlando di un maschio e di una femmina."

Badilla aggiunge, ma Tornielli evita di riportare:

Questa trappola linguistica è stata costruita da un certo modo di fare informazione e dunque ognuno risponda dei suoi limiti e dei suoi fantasmi. Nulla da criticare o rimproverare alle unioni tra persone del medesimo sesso tranne che possano essere chiamate o definite "matrimonio".

Dunque Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, in particolare quest`ultimo che tanto ha difeso il matrimonio, non pensavano come la Chiesa?
Dunque siccome Benedetto XVI ha scelto di aggiungere che parlando di matrimonio si sta parlando di un maschio e di una femmina non pensa coma la Chiesa?
Dunque avrebbero dovuto rendere conto dei loro limiti e fantasmi?

Ma si son bevuti il cervello questi zelanti difensori di Papa Bergoglio?
Capito fino dove si arriva per difendere le sue scelte?

Anonimo ha detto...

@ Maria Guarini. Me lo auguro di tutto cuore che faccia chiarezza, forse quando io non ci sarò più, (io vado per i 50), ma chi ci sarà saprà.....io personalmente ho sofferto molto ed ancora soffro per il vulnus della rinuncia,vivo solo nella certezza che Dio farà ciò che deve e renderà Giustizia a tutti.Grazie per lo spazio che mi concede.Lupus et agnus.

rosa ha detto...

lupus et agnus,
non sei solo. Se non avessi una famiglia ed un lavoro che mi impegnano molto, ci penserei, alla rinuncia, ogni minuto secondo. E' anche quella una conseguenza del nefasto CVII, e nessuno mi levera' dalla testa che non sia stato nefasto.
ho appena finito di leggere un libro, scritto da uno che si prsenta come un amante della storia delal Chiesa. Beh, per lui prima del Vat II, la Chiesa non sapeva, ne' voleva esercitare l missione affidatagli da Gesu'!!!
rosa

Raoul de Gerrx ha detto...

Entièrement d'accord avec les propos de D. Curzio Nitoglia sur Benoît XVI, que rapporte l'intervenant Una sola fede 13:29 et 13:37.
Magistral, en effet.

una sola fede ha detto...

Esattamente, Turiferario.

" Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vorrà salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per me, la salverà" (Mc 8, 34-35)

e

"Voi siete quelli che avete perseverato con me nelle mie prove; e io preparo per voi un regno, come il Padre l'ha preparato per me, perché possiate mangiare e bere alla mia mensa nel mio regno e siederete in trono a giudicare le dodici tribù di Israele.
Simone, Simone, ecco satana vi ha cercato per vagliarvi come il grano; ma io ho pregato per te, che non venga meno la tua fede; e tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli» (Lc 22, 28-32)

e

"Quand'ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone di Giovanni, mi ami tu più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti amo». Gli disse: «Pasci i miei agnelli». Gli disse di nuovo: «Simone di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti amo». Gli disse: «Pasci le mie pecorelle». Gli disse per la terza volta: «Simone di Giovanni, mi ami?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli dicesse: Mi ami?, e gli disse: «Signore, tu sai tutto; tu sai che ti amo». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecorelle. In verità, in verità ti dico: quando eri più giovane ti cingevi la veste da solo, e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti cingerà la veste e ti porterà dove tu non vuoi» (Gv 21, 15-18)

vighi ha detto...

Mic grazie infinite per aver postato il video di padre Manelli, non avrei mai immaginato di provare queste sensazioni, tutto si mette in discussione ora. Nel sentire e vedere padre Manelli parlare così dei consacrati e della liturgia ho sentito tremare il cuore, ho trovato risposte su tante domande che mi ponevo e mi ha fatto dire “ quanto rispetto ed amore avrei per dei sacerdoti o consacrati se fossero così” !! Non conosco questo padre, se non per aver sentito parlare di lui da voi, posso solo dire che quello che mi ha passato è amore, passione, emozione, devozione per questa nostra fede e se lo ha fatto tramite un freddo video posso solo immaginare cosa sia poter avere la grazia di sentirlo dal vivo anche solo celebrare una messa. Io non so sinceramente se questo afflato viene dal seguire il VO e la dottrina di sempre, è ancora difficile per me credere che una liturgia possa cambiare così il sentire la fede ( o la nuova l’abbia cambiata fino a tal punto ), so solo che non mi voglio perdere questa possibilità. Il fascino di questo vivere la fede, antico o no che sia non mi importa, mi coinvolge; non sono un’ingenua so che i problemi ci sono sempre stati e non tutti erano santi anche in passato, ma mi piace sperare che esista ancora spazio nel nostro tempo per un mondo in cui adorare Cristo e farlo in modo totale ha ancora senso. Ci devo riflettere a mente fredda in questo momento l’emozione è ancora tanta. Mi ha colpito quando dice riportando le parole del Santo Padre Benedetto che la rinascita del VO avverrà dalla base e non per una imposizione dall’alto, credo che questa sia una verità fondamentale, come ogni cosa imposta la reazione naturale è il rifiuto se invece si comincia a lavorare dal basso cominciando ad avvicinare le persone ( con le tante proposte che ho letto negli ultimi gg ) allora le porte si aprono e insieme a loro le prospettive. Un saluto Vighi

edoardo malgarida ha detto...

Chi è AS?

un aiutino... per favore!

Luisa ha detto...

“Più di 3mila religiosi e suore lasciano ogni anno la vita consacrata”

http://vaticaninsider.lastampa.it/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/religiosi-religious-religiosos-29122/

E quando le vocazioni ci sono, come per i FFI, si colpisce l`Istituto religioso al cuore e alla testa.

Anonimo ha detto...

I Santi nella Chiesa sono stati sempre pochi ,quelli che una volta erano molto piu' numerosi ,secondo me ,erano i buonissimi preti . Poi anche allora c'erano quelli pessimi che venivano tenuti a freno con le cattive e spesso venivano mandati a cercarsi un lavoro per campare .Adesso invece ci sono ancora i Santi ma il numero degli ottimi preti si e' assottigliato moltissimo. I pessimi sono i preti mondani anti questo o quello ma cattivie sono anche quelli che non fanno niente.Messe celebrate in qualche modo e via.Gestire questa massa di gente disamorata e riottosa non e' facile per nessuno.Con gli ultimi 2 Papi le cose erano migliorate di molto ,adesso siamo tornati allo stesso punto .....Paul

mic ha detto...

la rinascita del VO avverrà dalla base e non per una imposizione dall’alto, credo che questa sia una verità fondamentale, come ogni cosa imposta la reazione naturale è il rifiuto se invece si comincia a lavorare dal basso cominciando ad avvicinare le persone ( con le tante proposte che ho letto negli ultimi gg ) allora le porte si aprono e insieme a loro le prospettive

Cara Vighi, è tanto più vero questo, in quanto una VERA rinascita non può mai venire per "imposizione dall'alto", ma dev'essere voluta e perseguita, con l'indispensabile assistenza di sacerdoti.

Penso che, realisticamente, al punto in cui siamo - con un potere egemone così radicato e capillarmente diffuso - niente può più avvenire su larga scala.
Tutto dovrà ripartire come agli inizi, da piccole "comunità creative", come le ha definite se non sbaglio proprio Ratzinger, che sono creative non per sé stesse, ma lo diventano in quanto si fanno portatrici, resistendo, della Verità che hanno ricevuto nella Chiesa.

Anonimo ha detto...

su rorate coeli hanno appena pubblicato un resoconto del 1958, in cui si danno le cifre su cio' che rappresento' per gli USA il pontificato di Pio XII. Le cifre, assolutamente sconvolgenti, sono ufficiali.
Forse e' per quelle cifre che decisero di fare il CVII
Rosa

rosa ha detto...

Rosa: rorate-coeli.blogspot.com
ho postato io prima senza firmrmi per errore
R.

Anonimo ha detto...

Dimenticavo.....Sarei curioso di vedere il nostro Papa Francesco in visita in Austria o in Belgio ma anche in Germania o Francia.Ho paura che questa mia curiosita' restera' inappagata.Paul

mic ha detto...

Cara Rosa,
i problemi e le cause della crisi vengono da lontano. Sono addirittura antecedenti allo stesso novecento, con un ingravescente effetto inquinante.
Nel concilio sono solo precipitate e si sono tutte polarizzate nella corrente modernista, che si è rivelata una di quelle minoranze determinate che, si dice, fanno la storia.

Si dice anche che Pio XII abbia rifiutato l'idea di indire un concilio, che già era venuta fuori allora, proprio perché avvertiva i seri rischi a causa di quanto già bolliva in pentola...

una sola fede ha detto...

Certo mic, è vero. Ha ragione da vendere. E' anche vero d'altronde però, come sottolinea, che nel concilio e soprattutto nel post-concilio però tutto è precipitato perchè MAI si erano visti due papi di fila (polacco prima e tedesco poi) entrare in sinagoghe, in moschee scalzi, in templi luterani a fare omelie e benedire, accogliere in Vaticano (e non certo per convertire) tutti gli esponenti delle (false) religioni, il giorno dopo aver radunato ad Assisi gli stessi esponenti in una adunata che dire imbarazzante (se non dall'olezzo marcatamente apostatico) è dire poco...e mi fermo qui perchè a voler condensare tali fatti dei due pontificati 1978-2013 non basterebbero 100 blogs. Senz'altro Bergoglio sta allungando e allungherà ancora la lista. Nulla di nuovo sotto il sole, se non le diverse modalità.

mic ha detto...

Beh, diciamo che se nei due papati precedenti ci sono state alcune picconate, con qualche ripensamento peraltro forse formale da parte di Ratzinger, oggi siamo al bulldozer...

una sola fede ha detto...

Sì, indubbiamente: il bulldozer è entrato dopo che i picconatori (anzi, di più, i veri e propri "ruspisti") hanno fatto il loro lavoro (magari in buona fede, ma sempre di lavoro di ruspisti si è trattato). Quello che mi preme, modestamente, è continuare a segnalare che non sempre si vuole (o si riesce a) riconoscere senza pregiudizi, bensì oggettivamente, i ruoli in questa triste fase della Chiesa.

una sola fede ha detto...

Luisa,

a proposito di ciò che hai detto un paio d'ore fa "E quando le vocazioni ci sono, come per i FFI, si colpisce l`Istituto religioso al cuore e alla testa", ebbene proprio oggi in un famoso santuario mariano ho incontrato delle suore francescane dell'Immacolata alle quali ho rivolto i miei ringraziamenti per ciò che fanno per tutti noi e la mia solidarietà per il momento pesante che stanno vivendo. Esse mi hanno risposto in tutta umiltà che la prova è davvero molto grande, ma che ocnfidano nella Madre di Dio e si affidano anche alle nostre preghiere. Erano un po' tristi, ma sempre con una dignità, compostezza e umiltà che lasciano esterrefatti.

rosa ha detto...

Cara MIc,
so bene che il male era entrato nelal Chiesa gia' prima, basta leggere la pascendi per capirlo .ma appunto Pio XII non organizzo' il concilio. Questo funziono' da catalizzatore nefasto( catalizzare= accelerare, in chimica) diventando poi un feedback positivo.
S e leggi i. umeri della crescita cattolica in America postati da Rorate e' ancor piu' impressionnate considerare l' outcome del concilio. e. erto alle confessioni protestanti d' America quei numeri non saran piaciuti. Ricordo che in quegli anni non emigravano in America ne' italiani, ne' iralndesi, e sicuramente non messicani, in numero tale da giustificare al crescita della chiesa cattolica.
Io resto della mia personale idea sul concilio, tra l' altro NON dogmatico. credo sia ora di studiarlo come si fa con documenti e reperti storici, ma di andare avanti verso il futuro tenendoci stretti alle certezze di sempre, enunciate ed affermate e ribadite chiaramente da tutto il magistero fino a 50 anni fa.
rosa
ps:, sembra che 'sto Novecento con tutti i suoi malanni non voglia proprio passare...

Raoul de Gerrx ha detto...

Une photo éloquente de Bergoglio prise en 2006 :

http://www.catapulta.com.ar/?p=11608

Luisa ha detto...


La foto messa in link da Raoul molti di noi la conoscono, come conosciamo quella dove, in ginocchio, si fa benedire da un pastore protestante, o altre, ancora, di liturgie molto "pressapochiste" da lui celebrate, sapendo che quell`uomo è diventato Papa certo qualche apprensione può affiorare, può essere che quella sia la forma della sensibilità religiosa in Sud America, è palesamente quella di Jorge Bergoglio.
Ma questo è, a meno di essere sedevacantisti, il Papa che i suoi confratelli hanno scelto il 13 marzo, è questo il Papa che abbiamo alla guida della Chiesa e con questo Papa dobbiamo "fare i conti", se oso esprimermi così.
Ricordare da dove viene, visitare la sua biografia, permette di conoscerlo meglio, aiuta, se non ad approvare e condividere tutto quel che dice e fa, almeno ad avere una chiave di lettura, cosiccome è interessante conoscere anche certi passaggi della sua vita taciuti, o imbelliti, dai suoi biografi, è ancor più importante che i segni già presenti e annunciati di rottura sono evidenti.
Io stessa non posso ignorare certe foto e certe testimonianze di chi lo ha conosciuto da vicino, ho letto alcuni libri, ma oggi Jorge Bergoglio è diventato Papa e quel che dice e fa come Papa nell`oggi della Chiesa ci fornisce abbastanza "materia" a discutere, iscriverlo nel suo percorso, già lungo ormai, ci aiuta, e può anche inquietarci, è vero che sembra che stia facendo in scala universale quel che faceva da vescovo a Buenos Aires, che stia disegnando una Chiesa a sua immagine e somiglianza ma voglio, devo, anche se difficile, continuare a sperare che il suo nuovo mandato lo ispiri e lo conduca a far passare la sua volontà al setaccio della volontà divina, che non confonda la sua sua visione, la sua volontà, con quella del Signore.

Raoul de Gerrx ha detto...

Chère Luisa, on peut toujours espérer…
Même après le grave scandale de l'interview à Scalfari et le mépris constamment affiché pour toutes les normes de la liturgie, de la doctrine et même du droit (dans le cas des Franciscains de l'Immaculée).
Que vous faut-il de plus ?
Entre tant, "nos actes nous suivent".
Nos photographies aussi.

Sine Timore ha detto...

Avete letto l'ultima?

LA STRANA ALLEANZA TRA VATICANO E BANCA MONDIALE:

BANCA MONDIALE E PAPA FRANCESCO ALLEATI: SFIDA COMUNE CONTRO LA POVERTA'

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-10-30/banca-mondiale-e-papa-alleati-sfida-comune-contro-poverta-064543.shtml?uuid=ABlVKGa

http://vaticaninsider.lastampa.it/nel-mondo/dettaglio-articolo/articolo/papa-pope-el-papa-banca-mondiale-world-bak-29079/

«Il messaggio di Papa Francesco sulla necessità di includere i poveri nella crescita è lo stesso della Banca Mondiale». Così Jim Yong Kim, presidente della World Bank, commenta l'incontro avuto questa mattina in Vaticano con Papa Bergoglio.

A quando il "microchip per tutti" sponsorizzato dal balcone di San Pietro, magari spacciandolo per "opera di misericordia" ?!

Anonimo ha detto...

Welcome on board,dear sine timore, this is the Enterprise starship, fasten your seatbelts, this is captain Francis at the command, have a nice travel with us....

Anonimo ha detto...

Luisa: "Ma questo è, a meno di essere sedevacantisti, il Papa che i suoi confratelli hanno scelto il 13 marzo, è questo il Papa che abbiamo alla guida della Chiesa e con questo Papa dobbiamo "fare i conti", se oso esprimermi così".


Codice di Diritto Canonico-Can. 332 § 2: "Nel caso che il Romano Pontefice rinunci al suo ufficio, si richiede per la validità che la rinuncia sia fatta liberamente e che venga DEBITAMENTE MANIFESTATA, non si richiede invece che qualcuno la accetti".

Benedetto XVI, Udienza generale, 27 febbraio 2013:

"Il “sempre” è anche un “per sempre” - non c’è più un ritornare nel privato. La mia decisione di RINUNCIARE ALL'ESERCIZIO ATTIVO DEL MINISTERO, non revoca questo. Non ritorno alla vita privata, a una vita di viaggi, incontri, ricevimenti, conferenze eccetera. Non abbandono la croce, ma resto in modo nuovo presso il Signore Crocifisso".

Se non si risolve, una volta per tutte, questo punto, la Barca di Pietro rimarrà ancora a lungo senza capitano. Saluti.

Anonimo ha detto...

circa la "strana alleanza" segnalata da Sine Timore, faccio notare che non sarà certo l'ultima di quelle che vedremo con i poteri del mondo, cosicchè ci ricorderemo di quella parole del profeta Daniele:

...stringerà una forte alleanza con molti....

...e tutto il resto a seguire, secondo beneplacito divino !

lz