giovedì 24 ottobre 2013

Se non è magistero, perché non se ne può parlare?

Molti lettori mi chiedono cosa ne penso dell'ultima esternazione di Socci su Il Foglio di oggi.
Esternazioni come questa un mio amico - e condivido - le chiama 'super-cazzole'. A partire dall'incipit, Socci sventaglia pubblicamente una serie di equilibrismi, facendo l'esegesi di Bergoglio attraverso ampie citazioni di Paolo VI e De Lubac.

Viviamo un tempo in cui chi dice la verità viene accusato di calunniare, le normali e sacrosante critiche sono diventate attacchi e c'è persino chi si permette di disseminare le proprie perle di sapienza apostrofando questo blog con gli epiteti più infamanti. Poi ci sono penne illustri, quanto meno perché si cimentano da anni, che possono fare delle disquisizioni, più esattamente definite dal mio amico, che da certe penne o tastiere non ci si sarebbero mai aspettate.

Non si capisce dunque come un cristiano, per di più un cattolico - anche se il termine comincia a diventare obsoleto -, non riesca ad andare oltre i luoghi comuni o quanto meno non ci si spiega come possa farli propri e addirittura servirsene per tuonare contro altri cristiani. E non si capisce nemmeno come questa fauna di coristi monocordi sia in aumento esponenziale.

Tornando a Socci, mi pare che quando ha affermato sue "opinioni", peraltro documentate e condivisibili, tipo il testo sul segreto di Fatima, anche Socci lo abbia fatto con vigore. Ma mi pare anche che questo vigore impegnato serio e documentato, nessuno si sia permesso di definirlo come si permette di fare lui nei confronti di due autori seri e non privi di argomenti ben lungi da essere opinioni personali, ma vere e proprie testimonianze del vero sentire cum Ecclesia. Resta da stabilire cosa qualcuno sta facendo diventare questo 'sentire', trasformato in cangiante sentimentalismo, piuttosto che conoscenza saporosa e sapiente che accende il sentimento e la volontà. E resta da capire lo strano fenomeno dei coristi monocordi in aumento esponenziale.

Quel che è certo è che stanno riuscendo a dividerci fra noi. Non dovremmo permetterlo. Preghiera, dominio di sé e purificazione delle motivazioni più profonde...

122 commenti:

Anonimo ha detto...

Ormai sembra che l'unico impegno positivo sia quello di lavorare nelle parrocchie.
Ma lo sanno quelli che ripetono questo invito cosa sono diventate molte parrocchie?

Anonimo ha detto...

Forse, Anonimo, ci dicono di andare nelle parrocchie non avendo il coraggio di mandarci da qualche altra parte ;)

Anonimo ha detto...

nessuno si sia permesso di definirlo come si permette di fare lui nei confronti di due autori seri e non privi di argomenti "

se lo è permesso Bertone, che lo ha fatto buttar fuori dalla conferenza stampa del suo libro di smentita.

Luisa ha detto...

La papolatria, in Italia, sta raggiungendo vertici da capogiro, all`inizio si parlava di sbornia, lungi dall`essere smaltita, oggi l`inebriamento è costante.
Non solo, chi ha l`ardire di non bere alla stessa e unica coppa di champagne, è criticato e lo è in modo particolarmente grottesco se l`intelligenza è ancora una parola che fa senso.
Chi ancora non si sarebbe reso conto e vorrebbe avere un`idea del livello di quella adulazione papolatrica non ha che da aprire vatican insider o il sismografo, oggi su quest`ultimo c`è l` introduzione di Inos Biffi di un libro che raccoglie le omelie mattutine di papa Bergoglio, introduzione tutta da gustare! Qualche mese fa, sul blog di Raffaella, scherzando, ebbi da dire, vedrete che prima o poi uscirà un libro con quelle omelie, non mi son sbagliata, ma la previsione, visto il clima, era facile da farsi.
Quel che era possibile ieri, per Benedetto XVI, dalla semplice critica all`insulto più ignobile, senza che una piuma mediatica si muovesse, oggi diventa un crimine, oggi tutti dobbiamo applaudire, dobbiamo partecipare al peana mediatico, se non esultiamo ad ogni parola, gesto, telefono o invenzione di papa Bergoglio, siamo subito bollati, oggi dobbiamo essere tutti bergogliani, più papisti del Papa, si instaura un pensiero unico dal quale sono esclusi dubbi, perplessità e anche critiche, quel pensiero unico stanno tentando di imporlo con arroganza, e anche violenza verbale.
Invece di restare sul piano degli argomenti si attacca subito la persona :chi sei tu per giudicare...
E qui riprendo un commento che
medievAle aveva postato da Raffella:

"...ecco un'altra conseguenza della rivoluzione mediatica-bergogliana, non si può più esprimere una perplessità, chiedere un chiarimento, che si passa subito dal piano degli argomenti a quello della persona. Come la figlia di Alessia, ora non si ribatte con i fatti, ma si dice "chi sei tu per criticare", "come ti viene in mente di...", "come ti permetti". Pensare che fino all'11 febbraio quelli che ccontestavano il Papa erano liberi pensatori, ora dei poveri squinternati, che nella migliore delle ipotesi non percepiscono bene (ma ognuno non percepiva secondo la propria coscienza?) e, nella peggiore, potrebbero persino essere bollati col marchio infamante di "tradizionalisti".
Forse percepisco le cose alla rovescia, ma tutto questo, a me, fa tanto totalitarismo."

Anonimo ha detto...

Citazione da M.B.
...
L’altra mattina ho sentito padre Livio che dalla sua radio attaccava con zelo feroce «gli arroganti», quelli che «sono loro il Papa», e ho capito che parlava di Palmaro e Gnocchi, due degni cristiani che fino al giorno prima aveva fatto collaborare a Radio Maria, e di cui conosce bene in prima persona la fede e la serietà, per non dire la santità di vita. Il fatto è che Livio, come i caudatari di Stalin, voleva mostrare eccedendo in zelo il suo accordo che Papa Francesco, che quel mattino stesso, ha attaccato i suoi critici – come al solito nell’omelia della Messa – ovviamente senza nominarli, ma elevando gravi accuse. Sono cristiani che «cadono nell’atteggiamento di chiave in tasca e porta chiusa», che cioè vogliono una chiesa per pochi, anzi solo per loro, e ne tengono lontani i lontani. Sono «rigidi moralisti eticisti ma senza bontà», hanno una fede «diventata ideologia, e l’ideologia spaventa, caccia via la gente». Ciò perché costoro «non pregano», «gente sporcata dalla superbia»... Padre Livio ha rincarato le accuse con il prevedibile zelo. C’è molto di ideologico, in questa servile spietatezza che a servizio del potente, scalcia il debole innocuo e innocente.

Antonio ha detto...

L'impressione che ho è che la gente abbia compreso che questo Papa ha un'indole molto autoritaria... Tanto mite Benedetto, quanto risoluto e "spietato", per così dire, Francesco.

Perché non possiamo criticare? Non lo dicono per noi. Lo fanno per loro. Hanno paura, lor conservatori, di essere schiacciati, di perdere il loro posto al sole e quindi, visto l'incredibile potere mediatico che ha Bergoglio, meglio esserne cortigiani.

Un pò hanno ragione. Sono sicurissimo che tutti coloro i quali, blog compresi, stanno parlando, in qualche modo verranno colpiti.

Però, scusate, che cristiano sei se riconosci la Verità e per essa non ti batti a costo della persecuzione? Il problema di chi oggi è critica è solo uno: ha il torto di essere innamorato della Chiesa e di non riuscire a restare indifferente vedendone lo sfregio che le viene fatto.

Mi spiace per Socci e compagnia... Chi non ha mai condiviso certe posizioni è coerente ed oggi con l'andazzo attuale ha il suo habitat naturale per esprimersi, ma chi certe posizioni e "consapevolezze" le aveva, con tutto questo calcolare, questo pesare, questo auto-censurarsi, non fa che rendersi tiepido.

Viviamo tempi bui, temo sinceramente che per i tiepidi non vi sarà speranza di conservar la fede.

Anonimo ha detto...

La cosa che mi colpisce è che per anni in ambito cattolico, laici, sacerdoti, vescovi e cardinali, hanno tranquillamente rilasciato dichiarazioni palesemente in contrasto con i fondamenti. C'era chi negava l'inferno, chi l'autorità del Papa, chi non credeva al Diavolo, chi era favorevole all'aborto, chi all'eutanasia, chi al divorzio, chi diceva che con la vita finisce tutto, chi sosteneva che che il Paradiso era solo un simbolo, c'è anche stato chi dal pulpito ha invitato all'assassinio del nemico politico e via di questo passo si è sentito e letto di tutto.
Mai e poi mai in nessun caso c'è stato qualcuno che dicesse che non erano cattolici o che dovevano essere buttati fuori dalla Chiesa come si fa ora con chi è perplesso.
Ora anche solo per aver manifestato dei dubbi in forma civilissima si viene minacciati e presi a randellate, per ora metaforiche ma non meno dolorose, da una schiera di onnipresenti kapo' della nuova ortodossia che invece di parlare, confrontarsi, come fanno con gli atei e con i fedeli di altre religioni, menano a più non posso.
La cosa ancor più singolare è che la maggior parte delle mazzate proviene dai normalisti.
Miles


Esistenzialmente Periferico ha detto...

Sono stato un grande ammiratore di Socci finché non sbroccò lamentandosi che CL non aveva appoggiato la sua trasmissione "Excalibur" (come se CL fosse un potentato televisivo e per di più influente nella RAI).
Ho smesso di esserlo quando ho scoperto che Socci si è innamorato delle false apparizioni di Merdjugorje.
Ad una certa età può capitare che si prendano fischi per fiaschi: pazienza, la vecchiaia fa brutti scherzi.
Capisco la prudenza di non attaccare il Papa, ma il difendere a spada tratta tutte quelle robe?
Certamente è preoccupante vedere che la folla di normalisti, tifosi del Papa e tuttovaben-madama-la-marchesa cresce a vista d'occhio... è imbarazzante avere un tale successore di Pietro, ma è importante che il successore sia lì al suo posto.

Luisa ha detto...

Leggo:

"Quanto all’ormai famosa omelia di Francesco del 17 ottobre, contro il cristiano che trasforma la fede in ideologia, penso si tratti anzitutto di una messa in guardia da una certa mentalità lefebvriana, la quale sostituisce il Vangelo con il Denzinger."

Et voilà, mentalità lefebvriana! Quello sì che è un argomento, non è che lo inventi lui, Socci non fa che riprendere quel che altri prima di lui hanno detto: i cattolici tradizionali che esprimono dubbi e dissenso sarebbero, per quei finissimi e astuti analisti,sotto la diabolica infuenza della FSSPX!
Costoro pensano che basti agitare lo spauracchio "Lefebvre"per screditare chi non si allinea.

Forse che Socci crede che non ci siamo resi conto che papa Bergoglio volgeva mente e sguardo verso i cattolici tradizionali?
Tante sue parole, e non solo in quella occasione, ci indicano la sua poca simpatia per quelle pecore e il loro odore.
Ma Socci sa, ne sono convinta, che le parole del Papa collano perfettamente agli ideologi postoconciliari che con i loro magisteri alternativi e le loro personali riletture del Vangelo hanno contribuito in modo drammatico alla crisi della Fede,
a "quella che Paolo VI chiamava “autodemolizione dall’interno” della Chiesa. E della fede cristiana".

Sine Timore ha detto...

cito l'ultima frase dell'articolo: "Quel che è certo è che stanno riuscendo a dividerci fra noi."

Purtroppo è quello che sta facendo Bergoglio da quanto è stato eletto: dividere la Chiesa in "buoni" e "cattivi" (secondo i SUOI criteri, non quelli di Nostro Signore), mettere cattolici contro cattolici, seminare odio gli uni verso gli altri...

In pratica Bergoglio, "cavallo di Troia" dei poteri mondani penetrati in seno alla Chiesa (il "fumo di Satana" denunciato da Paolo VI), sta mettendo in pratica la solita strategia del "divide et impera": dividere sempre più i cattolici in "progressisti" e "tradizionalisti", perchè si combattano tra loro, mentre là fuori il Nuovo Ordine Mondiale, incontrastato, prende piede, con le sue leggi infami ed anticristiche (vedi legge sull'omofobia).

Proprio ora, che i cattolici dovrebbero essere uniti in certe battaglie decisive per il futuro dell'umanità, ecco che Bergoglio li divide e li tiene occupati in lotte intestine, facendo così il gioco della Sinarchia giudaico-massonica.

Ma Bergoglio ha un predecessore illustre, un altro che come lui - anzi molto prima di lui - ha fatto del "dividere" la sua missione perenne: il DIAVOLO, del termine greco Διάβολος, diábolos, ("dividere", "colui che divide", "calunniatore", "accusatore").

"Dai loro frutti li riconoscerete" (Mt 7,16)...

sam ha detto...

Socci sembra esser corso ai ripari, dopo che in un precedente articolo sembrava aver difeso i due intrepidi...
Tutti bravissimi a parlare del martirio (degli altri) per causa della fede, della giustizia e della verità, ma in pratica non si è disposti a rischiare neppure i campi di concentramento mediatici...

Anonimo ha detto...

Ho sempre apprezzato molto Socci. Ricordo articoli estremamente critici nei confronti delle posizioni della Chiesa del Card. Martini. Ora non capisco come non possa essere altrettanto perplesso sulla nuova Chiesa di Bergoglio che è sulla stessa identica linea.
Miles

Marco Marchesini ha detto...

Ho letto il testo di Socci. Semplicemente penoso. Sempre il solito richiamo all'obbedienza cieca e cadaverica al Papa anche se dicesse che Dio non esiste e che per millenni la civiltà si è sbagliata! Il Papa viene visto non come un insegnante, ma come un oracolo infallibile che va sempre seguito senza battere ciglio e senza porre domande come il guru di una setta. Peccato che non si ricordano che il cristianesimo è ossequio RAZIONALE alla verità rivelata da Dio.
Cita dei teologi come De Lubac e von Balthasar in odore di neomodernismo e le citazioni di Papa Paolo VI ormai non sevono a niente.
Curiosi il riferimento alla "mentalità lefebvriania". Questo mi convince sempre di più come ormai le mezze misure non servono più a niente.

Luisa ha detto...


""Se non è magistero, perché non se ne può parlare?"

Perchè bisogna essere positivi!
Perchè non dobbiamo focalizzarci sulle storture, dirlo è ammettere che ci sono, ma avere solo pensieri positivi.
Perchè se ne parliamo diventiamo "tradizionalisti tristi".
Dobbiamo unicamente vedere ed esaltare quel che c`è di buono e positivo, sul resto dobbiamo tacere.
Perchè dobbiamo diventare dei "tradizionalisti bergogliani" , umili, cordiali e gioviali.
Perché se ne parliamo, e non solo in modo enfaticamente positivo, ma dicendo anche quel che è problematico alla luce della Dottrina, diventiamo superbi, gelidi e insensibili alle sofferenze altrui.
Questi sono gli identikit che taluni stanno agitandosi per imporre, ancora un altra divisione di cui non sentivamo il bisogno.
Ma in fondo chi, anche fra i cattolici tradizionali diventati più papisti del Papa, collabora attivamente a queste divisioni non fa che seguire l`esempio di papa Bergoglio che, dall`inizio del suo Pontificato, nelle sue omelie mattutine, divide i cattolici in buoni e cattivi secondo i suoi criteri e la sua personale lettura del Vangelo.
Non vogliono essere dalla parte dei cattivi, temono di essere catalogati come tali, si adattano e adottano perfino il vocabolario-linguaggio del Papa.



Turiferario ha detto...

E' inutile nasconderselo, molta gente si è avvicinata alla Tradizione quando, dopo il Motu proprio, è sembrato per un po' che il vento soffiasse da quella parte. Ora che il vento soffia da un'altra, guarda caso stanno iniziando a saltar fuori i ripensamenti. Guarda caso si scopre sulla via di Damasco che il mondo della Tradizione è asfittico, pieno di fanatici, che alla fine la Tradizione non è nemmeno poi tutto 'sto granché. Mica solo Socci o qualche personaggio pubblico che deve pensare al suo cadreghino: anche persone normali che non ne hanno nessun beneficio pratico. Ma vogliamo meravigliarci? Avere carattere e ragionare in proprio non è cosa da tutti. Tanti, perfino gente di grande intelligenza, preferiscono seguire l'onda e conformarsi alle idee correnti. Se poi dopo Francesco, per la legge dell'alternanza che spesso governa i conclavi, dovesse arrivare un Papa benevolo verso la Tradizione, scommetto che si moltiplicherebbero i ri-ripensamenti e tanti "tradizionalisti" pentiti tornerebbero all'ovile.

RIC ha detto...

Secondo me le difficoltà che stiamo attraversando nascono, soprattutto, dal passaggio da una concezione “verticale” ad una concezione sempre più “orizzontale” della Chiesa Cattolica. Coloro che esaltano le radici ed i trascorsi “latinoamericani” di Bergoglio sembrano attribuire maggior importanza alla persona ed al suo vissuto rispetto al Munus al quale è stato chiamato. In altri termini si accetta implicitamente una visione democratica della Chiesa per cui è normale che Bergoglio parli, decida e si muova nei modi che conosciamo, in quanto esprime (ergo rappresenta) una realtà socio-culturale ben specifica. Che poi ciò vada oltre la Tradizione e mette in ombra il Dogma e del tutto secondario rispetto al fatto che il nuovo Vescovo di Roma intercetterebbe la volontà della maggioranza dei cattolici. E poco importa che questa maggioranza sia tutta da verificare, naturalmente dopo aver a sua volta verificato chi è veramente cattolico e chi non lo è. L’importante è accreditare questa visione democratica del papato che supera la vecchia concezione “monarchica”. Un cammino pericoloso che mette al primo posto la volontà dell’uomo rispetto a quella di Colui che quella Monarchia ha istituito

Anonimo ha detto...

Cari amici credo proprio che lo spavento ,anche il mio ,sia ben superiore al pericolo reale che in fondo e' molto modesto.Bergoglio anche da cardinale era una figura controversa che divideva piu' che unire.Non dimenticate pero' che e' in eta' avanzata e che la Chiesa ha resistito e per piu' tempo a ben altre personalita'.....Vedrete a breve che non sapra'neanche da che parte girarsi.Saluti paul

Anonimo ha detto...

Rispondo, intanto, a RIC e all'ultimo anonimo.
Quanto alla formazione e conseguente visione 'periferica' di Bergoglio, è normale che ci sia. Ognuno parte da lì. Ma chi assume la sua responsabilità e l'Alta funzione di Pontefice, deve "uscire" da se stesso, tanto per usare una espressione bergogliana, e acquisire la dimensione universale che il Papato richiede.

Finora non sembra sia avvenuto. Speravamo nella grazia di stato. Chissà?

Quanto al fatto che la Chiesa abbia resistito a molte bufere, sono d'accordo. E certamente resisterà anche a questa. Mi sembra tuttavia normale resistere, in itinere, vedendo le cose che non vanno e fare del proprio meglio (che non è tanto un fare quanto un essere, con la massima semplicità), se non altro per non seguire la rotta deviata. Senza star lì a chiedersi per quanto tempo. Poco o tanto che sia non può cambiare il nostro orientamento.

Il fatto che non saprà da che parte girarsi non lo vedo tanto probabile. Finora ha mostrato chiaramente da che parte si sta girando, trascinandovi la chiesa...

Sine Timore ha detto...

A mio parere, è proprio tutto studiato. Il tanto sbandierato pauperismo (finto), l'ipocrita demagogia delle telefonate a privati cittadini su problematiche spicciole e immediatamente rese pubbliche, il continuo bombardamento mediatico, le interviste "dialoganti", i bagni di folla quotidiani, ecc. , sono volti proprio all’apertura del "recinto" della Chiesa per fare entrare i cosiddetti "cani e porci" (i poteri e le istanze mondane) nella "cittadella" della Chiesa, come un vero "cavallo di Troia", per annientare definitivamente gli ultimi valori della Chiesa rimasti (es. indissolubilità del matrimonio, rifiuto delle unioni omosessuali, etc. etc.). In pratica Bergoglio ha il compito di portare a termine la "rivoluzione in cappa e tiara", il piano massonico di distruzione della Chiesa, messo in atto a partire dal Concilio Vaticano II.

E per fare questo deve dividere e mettere gli uni contro gli altri ("divide et impera"): dividere sempre più i cattolici "progressisti" da quelli "tradizionali", e dividere gli stessi cattolici "tradizionali" tra loro, in "allineati" e "non allineati", per indebolirli e stremarli in lotte intestine.

Di quanto Bergoglio stia avendo successo nel dividere al loro interno i cattolici "tradizionali", Antonio Socci è un esempio lampante... Senza dimenticare Padre Livio, e tanti altri...

Anonimo ha detto...

http://vigiliaealexandrinae.blogspot.it/2013/10/la-linea-rossa-del-professor-borghesi.html

Turiferario ha detto...

Penso che l'anonimo delle 9.13 (paul) non abbia tutti i torti. Notiamo intanto che quanto rende oggi Bergoglio così popolare con il tempo è destinato a stemperarsi. La gente dice che "è il Papa dei poveri" (come se i Papi fossero stati sempre dei ricchi...), e magari si aspetta chissà quali interventi, magari la messa all'asta di San Pietro: sarà delusa, non credo che Bergoglio possa fare più di tanto di concreto per i poveri, e non per cattiva volontà. Oppure dice che "farà piazza pulita della corruzione in Vaticano", ma anche lì Bergoglio - posto che la sua intenzione sia veramente di fare piazza pulita - troverà una Curia pronta a mettergli come ai suoi predecessori i bastoni fra le ruote se cercherà di diminuire il suo potere. Mi sa che farà la fine dei ministri italiani che da decenni promettono di sconfiggere la burocrazia ma poi non succede niente perché la burocrazia è brava a difendere i propri privilegi. Conto anche sul fatto che non avrebbe molto tempo per occuparsi di estirpare la Tradizione - posto che anche qui voglia veramente farlo -, visto che lui è il Papa e il Papa deve occuparsi di milioni di cose. Se c'è un vescovo in Germania che amministra male i fondi della diocesi tutti per esempio si aspettano che lui faccia qualcosa ed è effettivamente suo dovere farlo ed è controproducente non farlo. E di affari del genere ne capiteranno a centinaia ogni giorno sulla sua scrivania. Alla fine è un uomo di quasi ottant'anni che non ha energie infinite a disposizione. Con questo non intendo dire che possiamo starcene tranquilli e tutto si metterà a posto da solo. Stiamo attenti, facciamo il nostro dovere, ma non preoccupiamoci oltre il limite. A ciascun giorno basta la sua pena. Anche i "pentiti" di oggi al primo mutar di brezza cominceranno a essere meno pentiti, sono sicuro.

Anonimo ha detto...

Premetto che socci non mi è mai piaciuto fin dai tempi di excalibur, non esprimo giudizi che sarebbero viziati da questo presupposto, ho letto tutto l'articolo 'the eye witness' gentilmente segnalato, che non fa che confermare le mie supposizioni e che aumenta il mio affetto per il predecessore del vdr, quanto alla radio, io non la ascolto più, è umanamente impossibile, last but not least, dobbiamo smetterla di dilaniarci , restiamo uniti, pur nelle diversità di pensiero, se litighiamo tra di noi, facciamo il loro gioco, è una partita persa a tavolino 3 a 0 per loro.....intelligenti pauca.Lupus et agnus

Marco P. ha detto...

Condivido gli interventi di Luisa e Marco Marchesini, in merito all'articolo "penoso" di Socci, che fingendo di prendersela con Avvenire, attacca senza una argomentazione, ma con frasi apodittiche ("..Ma ciò non significa affatto che il Papa insegni una fede che fa a meno dell’ortodossia. Lo dimostra il suo magistero..." ) chi critica il Papa ("con un articoletto", sembra, leggendo Socci, che lo scritto di Gnocchi e Palmaro sia roba da bollettino parrocchiale... ma il suo, di Socci, cos'è invece: un trattato, una summa? ha l'imprimatur di qualche Vescovo?, e poi non si può criticare una intervistucola e una letterina con un articoletto ?).
Poi qualcuno dovrebbe spiegare che cavolo è la mentalità lefebvriana: se questa è quella della fedeltà alla Tradizione e con ciò alla Rivelazione, non vedo cosa ci sia di sbagliato, e tutta la vita, tutte le opere di Mons. Lefebvre dimostrano il suo amore totale e incondizionato per la Chiesa e per Roma.

Tra l'altro noto che Socci minaccia scomuniche, dopo che un altro "normalista" aveva etichettato i critici come scismatici ancorché inconsapevoli (il che mi sembra assurdo), quando scrive:
"....Ma trasformando la propria “Opinione” nel magistero supremo si rischia di mettersi da soli fuori dalla Chiesa (non solo fuori da Radio Maria)....".
Tiè! Beccatevi questa pelagiani ideologici.

Infine, egli si contraddice, infatti scrive:
"E la rinascita cristiana che è iniziata dagli anni Settanta mostra che la fedeltà all’ortodossia è tutt’altro che chiusura."
e poco dopo
"Ecco. Con la polemica di “Avvenire” contro il Logos si rischia di sprofondare in queste paludi. Sarebbe l’ultimo atto di quella che Paolo VI chiamava “autodemolizione dall’interno” della Chiesa. E della fede cristiana."

Ma allora c'è la rinascita (ma dove? ma quando?) oppure siamo in fase di autodemolizione della Chiesa ?
Credo che la risposta sia abbastanza scontata.
Tralasciando per un momento la verifica se siamo all'ultimo atto (ma comunque se siamo anche solo al penultimo significa che il processo è molto avanzato), però AUTO-demolizione significa che la Chiesa si demolisce da sé. Ora poiché ciò non è possibile, nella sua componente soprannaturale, significa che i suoi membri , umanamente stanno lavorando in questa direzione, ma allora chi sono questi membri: i Gnocchi e Palmaro e simili che gridano il loro sconcerto sperando di essere ascoltati, oppure chi ha più alti uffici di quelli dei semplici laici?

Anonimo ha detto...

per me il problema è che siamo, appunto, "all'esegesi di Bergoglio".. esegesi su esegesi, esegesi contro esegesi, il ché significa che tutto è interpretabile. Chi, come Socci (che ritengo in buona fede) ci vede continuità e chi invece discontinuità col (coi) precedenti pontificati. Magister ad esempio osservava: "..Entrambi gli ultimi due papi dialogano volentieri con atei professi e leader laici d'opinione, ma lo fanno in forma molto diversa. Se Francesco schiva le pietre di scandalo, invece Ratzinger le evidenzia"
http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1350615
Bisogna vedere se questo è voluto o no.m
ps Il caso di Gnocchi e Palmaro. Il parere di Paolo Granzotto
http://www.riscossacristiana.it/il-caso-di-gnocchi-palmaro-il-parere-di-paolo-granzotto/

luigi ha detto...

parole che, mutatis mutandis, possono applicarsi al caso...alle omelie che non sono magistero ma restano intoccabili perché finalmente avallano i pensieri segreti di tutti...e finisce il "periodo di oscurantismo":

"...avendone bisogno i dotti si possono sempre trovare; ma giovan poco ai principianti se insieme non hanno spirito di orazione. Non dico con questo che non si debba trattare con essi: anzi, piuttosto che un'anima non cammini nella Verità, preferisco che sia senza orazione. La scienza è sempre una gran cosa, perché istruisce e illumina chi poco sa, fa conoscere le verità della Sacra Scrittura, onde si faccio ciò che si deve fare. - Che Dio ci guardi da devozioni alla balorda!
Il demonio ha gran paura della scienza umile e virtuosa, perché sa che verrebbe scoperto e ne avrebbe la peggio"
(dalla Vita di S. Teresa d'Avila

qualcuno ha per caso detto che c'è chi chiude la porta perché non prega...?
cosa significa chiudere la porta...? Avere dottrina?
Ebbene, s. Teresa ha risposto!
Devozioni alla balorda....stile sette pentecostali: tutto "cuore" il peggior cuore sempre ghiotto di consolazioni.... Mah!
Iddio ci liberi!

viandante ha detto...

Eh sì, dopo i modernisti e progressisti, dopo i tradizionalisti ed i lefevriani, una nuova categoria di cattolici si presenta sulla scena: i normalisti.
Che dirne? Non saprei come iniziare, ma mi sembra una categoria ancora un po' in divenire. Fondamentalmente però, nella sostanza, mi sembra stia traghettando gli ultimi modernisti rimasti e che ancora non si sono resi conto di essere tali.
Dal punto di vista logico invece mi sembra che di tutte le categorie sopra citate sia la più debole, quella per intenderci che non aspetta i sillogismi ma cade già al principio di non contraddizione.
Tra l'altro se é vero che il maligno porta discordia tra i fedeli, é anche vero che Gesù stesso é venuto a dividere le famiglie stesse: alcuni crederanno, altri no. Grande mistero anche questo.
Per il resto invece, facciamo attenzione a non giudicare le persone, papa compreso. Le vere intenzioni, quelle che non sono verificabili da nessuno (anche se magari lo stesso soggetto sembra confessarle), solo Dio le conosce.

bernardino ha detto...

"sull'ultima esternazione di A.Socci" -
Sono una persona che ha, in altri tempi, considerato Socci qualcosa di grande - quando faceva l'appello agli uomini di cultura per il ripristino della S. Messa di rito Tridentino, per il latino e per il canto gregoriano - molti uomini di cultura hanno firmato quel manifesto, persino uomini che non avevano nulla in comune con il cattolicesimo, perche' sapevano che era un pezzo di cultura e di storia dell'umanita.
Oggi non capisco piu' Socci, restero' sempre solidale con lui per gli altri motivi familiari (e forse certe cose ti toccano l'anima) ma non si puo' fare cambiamenti a 360 gradi, perche' o hai sbagliato prima o stai sbagliando ora.
La Chiesa cattolica e' una, il Magistero con la M maiuscola e' uno, e se 260 Papi hanno professato e insegnato in un certo modo non possono essere sconfessati. Quindi se avevi capito, - chiedendo con l'appello alla cultura - quello che avevano fatto venti concilii ecumenici e 260 Papi, di colpo (o in poco tempo) non puoi sconfessarti.
Caro Socci mi hai deluso. Chi e' vero Cattolico rimane tale non cambia quando cambia vento.
Se non e' magistero se ne puo' parlare, altrimenti e' dittatura.
Cristo chiese agli Apostoli" Cosa dice la gente che Io sia?" e tutti sappiamo cosa rispose Pietro; e sai anche cosa rispose Gesu' a Pietro.
Ma e' vero oggi tutto e' cambiato.
Solo la Chiesa Cattolica di Cristo vivra' fino all'ultimo giorno del mondo.

Anonimo ha detto...

http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV645_FB_Fine_Chiesa_militante.html

Fedele ha detto...

Opporsi ad errori non è una mancanza di lealtà verso il Santo Padre, né una "cristianità triste", ma è il vigore della nostra fede...
La critica di tali mancanze si fa più evidente quando c'è una catechesi opposta sulle verità cattoliche... perchè il male avanza sempre nel silenzio e nell'gnoranza dei buoni

Japhet ha detto...

Commento di Granzotto (Il Giornale 21 ottobre) riportato da Riscossa cristiana:

... Certo brutta storia quella di Alessandro Gnocchi e di Mario Palmaro, ma non inconsueta: nei giornali, il direttore che detta la linea deve poi risponderne all'editore. E se l'editore si chiama Bergoglio, lei capisce... Quanto a me mi trovo pienamente consenziente con Gnocchi e Palmaro, trovando ineccepibili le loro riserve, esposte poi con quel rigore e quel garbo che nell'esporre le ragioni a me sarebbero senz'altro mancati. Un po' perché mi riesce difficile tener a freno la penna, molto perché non ho la loro padronanza della materia.
Resto poi persuaso che se un cattolico deve al papa obbedienza, ciò non compromette la facoltà di sollevare perplessità sul suo santo operato. Me ne dà certezza la storia della Chiesa che non è cominciata con Porta Pia, ovvero con la perdita del potere temporale. Di Papi aspramente criticati dalla comunità dei fedeli - e senza per questo sbattere la porta come fece Martin Lutero - se ne contano a decine. E decine. Fu oggetto di riprovazione - che finì in accapigliamento, perfino il primo dei Pontefici: San Pietro. Ad opera di San Paolo che si oppose a lui "a viso aperto perché aveva torto" (Lettera ai Galati) Precedenti che rassicurano, specie quanti obiettano con la devozione del fedele.

http://www.riscossacristiana.it/newwebsite/wp-content/uploads/2013/10/llpg.jpg

Josh ha detto...

Fedele, in 4 righe hai detto una verità sacrosanta che dovrebbe "girare" anche sul web.

Josh ha detto...

Japhet, poco prima in Galati, c'è la sacra indignazione di S.Paolo...

"...se anche noi stessi
o un angelo dal cielo
vi predicasse un Vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato..."
e non concludo.

Giusto per ribadire quale che sia la posta in gioco, la salvezza di milioni, miliardi di anime, la Verità,
e il mettere in dubbio la necessità di Gesù Cristo

Josh ha detto...

...salvezza, pagata col Sacrificio e Sangue del Dio incarnato.
Quello è l'unico spartiacque della storia, la Fondazione....non altri.

Non sono bazzecole quel su cui alcuni amano fare i "riccioli".

Amicus ha detto...

"Se non è magistero, perché non se ne può parlare?
-Perchè bisogna essere positivi!
Perchè non dobbiamo focalizzarci sulle storture, dirlo è ammettere che ci sono, ma avere solo pensieri positivi.
Perchè se ne parliamo diventiamo 'tradizionalisti tristi'."

Sì, infatti: la 'filosofia' dei normalisti alla Socci & neoconvertiti bergogliani è quella da discoteca alla Jovanotti:

"Io penso positivo\perchè son vivo perchè son vivo...".

Notevole anche il seguente passaggio jovanottiano, davvero profetico:

"Io credo che a questo mondo esista solo una grande chiesa\
che passa da Che Guevara e arriva fino a madre Teresa\
passando da Malcom X attraverso Gandhi e San Patrignano\
arriva da un prete in periferia che va avanti nonostante il Vaticano."

Altro che quel tradizionalista triste di San Tommaso d'Aquino.

Gederson Falcometa ha detto...

L'articolo di Socci non è buono, sia per quello che lui ha detto o per l'autori citati da lui. Il testo rivela un'altro Socci che nessuno conosceva e che non capisce bene il problema della Chiesa.

È difficile capire come un'autore che conosce il messagio di Fatima possa parlare in "rinascita cristiana iniziata dagli anni Settanta" quando la realtà è altra. Alla FSSPX di "mentalità lefebvriana" non è stato imposto una persona, ma un Concilio Ecumenico senza interpretazione. Se questa non è la imposizione di una ideologia che cosa è? Non è contro la ragione accetare qualcosa che non se sà che cosa significa? Nessuno lefebvriano ha voluto o vuole ridurre il Vangelo al Denzinger, ma non se può fare l'intero depositum fidei passare per un allambico e farlo diventare solo un incontro personale con Gesù. Questo è cosa di protestanti, non di cattolici.

Chiama l'attenzione nel testo i brani di Paolo VI. Tutti sanno che Paolo VI ha parlato a destra ma ha agito alla sinistra, così tante cose dette da lui sono solo parole e non fatti. Nel primo branno evidenzio questo che ha detto Paolo VI:

"...il magistero pastorale la sua funzione primaria e provvidenziale".

Prima del Concilio me sembra che non se può leggere più l'espressione "magistero pastorale", perchè quando se parla di magistero se presuppone che sia pastorale. Ma con il Concilio nessuno sa che cosa sia pastorale, non vi è nessuna definizione per questa parola. Qui me sembra che se possa dire: non sarà perchè la verità non é una formula, ma una persona?

La funzione primaria e provvidenziale del magistero è essere infalibile, non pastorale nel senso che dice il Vaticano II. Curioso che Paolo VI dice ancora che la Chiesa ha "una coscienza così severa del suo fondamentale dovere di difendere e di trasmettere in termini inequivocabili la dottrina della fede; l’ortodossia è la sua prima preoccupazione". Veramente i testi del CVII sono inequivocabili e l'ortodossia é la sua prima preoccupazione.

Interessante il fatto che prima del Concilio aveva una disputa tra i nuovi teologi e neotomisti in ciò che riguarda l'aspetto vivente della rivelazione. I nuovi teologi hanno accusato i neotomisti di difendere una filosofia e una teologia fossilizzati, soprannominando il neotomismo di manualistica in modo peggiorativo. Sembra che questo problema ritorna con Francesco done nel fondo di questo problema tra depositum fidei e di incontro personale con Gesù sta anche la questione tra "Nouvelle Theologie" e Neotomismo.

Gederson Falcometa ha detto...

Per fine evidenzio che Socci ha detto:

"Perché la salvezza è una persona: Gesù Cristo. Non una formula."

Secondo questa espressione la verità sarebbe solo formule, questo è modernismo. Se veda quello che S. Pio X ha detto sul questo nella Pascendi:

"Ma, oltre al detto, questa dottrina dell'esperienza è per un altro verso contrarissima alla cattolica verità. Imperocché viene essa estesa ed applicata alla tradizione quale finora fu intesa dalla Chiesa, e la distrugge. Ed infatti dai modernisti è la tradizione così concepita che sia una comunicazione dell'esperienza originale fatta agli altri, mercè la predicazione, per mezzo della formola intellettuale. A questa formola perciò, oltre al valore rappresentativo, attribuiscono una tal quale efficacia di suggestione, che si esplica tanto in colui che crede, per risvegliare il sentimento religioso a caso intorpidito e rinnovar l'esperienza già avuta una volta, quanto in coloro che ancor non credono, per suscitare in essi la prima volta il sentimento religioso e produrvi l'esperienza. Di questa guisa l'esperienza religiosa si viene a propagare fra i popoli; né solo nei presenti per via della predicazione, ma anche fra i venturi sì per mezzo dei libri e sì per la trasmissione orale dagli uni agli altri. Avviene poi che una simile comunicazione dell'esperienza si abbarbichi talora e viva, talora isterilisca subito e muoia. Il vivere è pei modernisti prova di verità; giacché verità e vita sono per essi una medesima cosa. Dal che è dato inferir di nuovo, che tutte le religioni, quante mai ne esistono, sono egualmente vere, poiché se nol fossero non vivrebbero. E tutto questo si spaccia per dare un concetto più elevato e più ampio della religione!" Pascendi Domini Gregis

S. Pio X ha detto più cose sulle formole vale la pena leggere. Questa predicazione dell'incontro personale con Gesù è pericolosa. Sembra una separazione tra Dio che rivela e salva e ciò che Egli ha rivelato. Secondo me questo non esiste, quello che ha detto Gesù ieri ce ancora validità per oggi...

Anonimo ha detto...

Amici miei, sappuamo tutti che il Signore non può essere ridotto ad una formula.
L'errore, o anche la subdola affermazione, sta nell'identificare jl depositum fidei con una formula.
I fondamenti della fede non sono idee astratte contenute nel Denzinger, ma insegnamenri vitali e perenni che fanno conoscere il Signore e ciò che ha fatto e fa per noi.

Gederson Falcometa ha detto...

"L'errore, o anche la subdola affermazione, sta nell'identificare jl depositum fidei con una formula."

Mic, sono d'accordo con te. La salvezza è Gesù, ma Lui ha detto parole di vita eterna, Lui ha insegnato delle verità, questo non se può ridurre solo alle formole. Sono verità e insegnamenti che noi dobbiamo credere per essere salvi, non sono solo formole.

Allora se applichiamo questo nel passato della Chiesa lei non poteva fare nessuno Concilio, perchè tutte le questione teologici avrebbero la risposta "la verità è una persona" non una formula. Quindi, la questione da un lato è la riduzione delle verità alle formole e dall'altro la Chiesa come produttora di formole. È assurdo...

Questo si chiude Gesù, perchè se dice che Lui è la verità, ma sarebbe una verità che non ce voce, come se non parlasse più. L'Imitazione di Cristo di Tommaso Kempis dice che "non dobbiamo vedere chi dice, ma ciò che è stato detto" con Gesù vediamo che dice e ciò che è stato detto, ma in questa nuova predicazione se vede solo chi dice e ciò che Lui ha detto scompare. Questo suona come una forma di idolatria.

viandante ha detto...

Certo che Gesù Cristo é la nostra salvezza, ma é necessario che qualcuno ci annunci chi é, cosa ha fatto e cosa ci ha insegnato e cosa eventualmente pretende da noi. Tutte cose che é la dottrina a insegnarle.
Più facile rimanere a livello di una superficiale conoscenza, anche se alla fine possiamo confonderlo con molti altri idoli.

Gederson Falcometa ha detto...

Per completare:

Prendiamo come esempio la questione ariana. Se la fede è solo un incontro personale con Gesù, poi, secondo la testimonianza dei soggetti coinvolti nel Concilio di Nicea, gli ariani e Trinitariani potevano parlare come fratelli delle risposta antagostiste che entrambi hanno ricevuto del proprio Gesù. Questo è assurdo, ma per loro non importa la verità, quindi, come possono parlare di incontro personale con Gesù?

Se vede nella storia del Cristianesimo che diverse persone non hanno incontrato lo stesso Gesù. Ma se tutto se riduce a un incontro personale, chi potrà dire che hanno sbagliato? Come se vede nel esempio del Concilio di Niceia, mancarebbe una autorità nella quale i cristiani dovevano credere e che parla in nome di Gesù. Questa autorità è la Chiesa, il Papa e la sua gerarchia, tra loro esiste unità dove incontrare Gesù può accadere quando se incontra la Chiesa (Gesù ha detto: “Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me. E chi disprezza me disprezza colui che mi ha mandato”. Lc 10, 16). Questo che se diffende oggi è complicato.



Antonio ha detto...

Personalmente non mi stupiscono gli errori dottrinali di Socci evidenziati da Gederson.

Il nostro è un discepolo di don Luigi Giussani e Comunione e Liberazione; movimento da cui si è allontanato per dissidi personali ma di cui non ha mai rivisto in chiave critica le cose apprese.

CL predica il modernismo duro e puro, ve lo dice uno che CL l'ha frequentata e conosciuta bene...

Vi dico solo che don Giussani in uno dei suoi libri (vado a memoria, mi sembra sia "si può vivere così?") dice espressamente che la Pascendi di San Pio X condannava un certo modo di intendere la religione. L'enciclica in questione espresse una condanna adeguata per il suo tempo, oggi però studi più approfonditi hanno dimostrato che le preoccupazioni di Pio X erano eccessive e quindi l'enciclica in questione è superata (in sostanza, ora è lettera morta, un fossile...).

Non siamo forse di fronte ad una confessione espressa di modernismo?

In merito all'Autorità, Giussani - da buon modernista - insegna che il ruolo della stessa è interpretare la coscienza viva dei fedeli ed esplicitarla, ad essa si deve obbedienza perchè il singolo da solo non ha questa capacità di connessione pneumatica con la subcoscienza della comunità.

Regnante Benedetto XVI è andata di moda una certa sensibilità tradizionalista e Socci l'ha intercettata, ora il vento è cambiato e il nostro lo segue del tutto coerentemente.

PS. Chiunque manchi di sana dottrina e conoscenza del Magistero perenne, chiunque non sia davvero convinto che la Verità è Eterna, oggettivamente definibile e come tale non soggetta a mutazione stante il principio di non contraddizione, non ha altro destino che farsi normalista.

rosa ha detto...

segnalo ancora un interessante post sulla liturgia da parte di ex orbe, che cita un articolo sull' osservatore romano del card.kasper
rosa

Luisa ha detto...

Un sorriso... conseguenze del linguaggio colorito di papa Bergoglio : complica il lavoro dei suoi interpreti a Radio Vaticana che si stanno organizzando(!)per trovere la traduzione più vicina, leggo che :
"Il linguaggio di un Papa che usa le parole come pietre lascia ogni tanto basiti i comunicatori."
Non siamo noi a dirlo, sì, certe parole di papa Bergoglio sono come delle pietre, pietre che feriscono, pietre che dividono, pietre che delimitano una frontiera fra i buoni e i cattivi cattolici, secondo il suo metro di misura.

http://www.huffingtonpost.it/2013/10/25/papa-francesco-radio-vaticana_n_4162926.html?utm_hp_ref=italy

Andrea ha detto...

Gederson,

cosa pensi di comunione e liberazione? Degli insegnamenti di don Giussani? Il loro pensiero si basa tutto su: incontro, esperienza, l'umano e senso religioso. Socci è di CL e dice le stesse cose che sentivo quando facevo parte di CL, non mi meraviglia per niente.

Cara mic, aspetto ancora un approfondimento sulla questione. Lo so che sei molto impegnata...pazienterò.

Luisa ha detto...

Qui, invece, non rido affatto, leggo sulla su vatican insider un articolo dal titolo:

"Francesco: un Papa che ascolta, sprona e non "discrimina"

Oggetto:

"Bergoglio e il rapporto con istituti, congregazioni, movimenti e associazioni "

Leggo che :
"Francesco ha ricevuto senza fare differenze i principali leader dei movimenti, delle congregazioni, associazioni e degli istituti in udienze private. Ha saputo anche rispettare quelle famiglie religiose con le quali aveva avuto delle divergenze in passato."

Ah sì? Ah davvero?
Ha ricevuto Padre Manelli dei FFI?
Lo ha ascoltato e spronato?
No.
Papa Bergoglio ascolta chi?
Sprona chi?
Per certo, finora, non i cattolici tradizionali.
Leggendo quell`articolo, e tanti altri, risulta PALESE che i cattolici tradizionali NON sono considerati nella Chiesa, che contano come il due di picche, al massimo dei massimi sono tollerati.

Gederson Falcometa ha detto...


In ciò che riguarda a Gnocchi e Palmaro, nel testo Socci dice:

"mi spiace per Gnocchi e Palmaro, ma un cattolico non può irridere il Papa o accusarlo di eresia con la leggerezza di un articoletto di giornale".

Ma quando il Papa dice che "Non crede in uno Dio cattolico" e altre tante cose assurde e volgare, la prova dell'errore è così lampante che non abbiamo bisogno di un trattato teologico vedere che il Papa sbaglia. Ma se Gnocchi e Palmaro hanno sbagliato, perchè invece di fare uso dell'argomento ad hominem, Socci non ha datto risposta a quello che loro hanno detto?

Gnocchi e Palmaro non possono scrivere su quello che fa e dice il Papa Francesco, questo è un crimine, ma quanto è stato fatto e detto per Papa Francesco no e non ha nessuno problema, lui può fare ciò che vuole. Che cattolicesimo è questo?

Sembra che i testi di Gnocchi e Palmaro sono preoccupanti per molti e sono stati molti utili per conoscere alcuni persone ...

Anonimo ha detto...

Sembra che i testi di Gnocchi e Palmaro sono preoccupanti per molti e sono stati molti utili per conoscere alcuni persone ...

E' proprio sulla Verità che cadono molte maschere, alla fine.

Arduino ha detto...

++ URGENTE ++
Accion Liturgica rilancia una notizia del blog di padre John Zuhlsdorf, secondo cui oltre 200 Francescani dell'Immacolata hanno fatto richiesta all'Ecclesia Dei di creare un proprio ordine che farebbe uso esclusivo dei libri liturgici del 1962. Solo che la notizia, sul blog di padre Zuhlsdorf, è di quelle protette da password (cosa che trovo alquanto folle, ma vabbè...). Cmq il padre in questione si dice sia ben informato di cose vaticane. Potete verificare la notizia e rilanciarla in italiano? Grazie

Anonimo ha detto...

Accion Liturgica rilancia la notizia presa dal blog di padre John Zuhlsdorf, secondo cui oltre 200 Francescani dell'Immacolata avrebbero già chiesto all'Ecclesia Dei di creare un loro ordine indipendente, che farebbe uso esclusivo dei libri liturgici del 1962. Potete verificare la veridicità della notizia e rilanciarla su Chiesa e Postconcilio? Grazie. Arduino

Luisa ha detto...

È in effetti molto interessante osservare che chi, fra i cattolici tradizionali o presunti tali, sta criticando quei cattolici che non restano indifferenti a certe parole del Papa e lo dicono, non potendo contestare la serietà e il fondamento delle loro critche o del loro dissenso, passa direttamente all`attaccco ad personam, alle caricature grottesche, sa che non può dire che quelle critiche sono infondate, ma avendo fatto la scelta di tacere, tenta di screditare chi fa un`altra scelta.
Potrebbero stare zitti e basta, e invece no, per mostrare quanto sono buoni, gioviali e non lagnoni, quanto non corrispondano, loro, alle categorie bergogliane ma sono dei buoni allievi, attaccano,spesso in modo pesante, chi non si lascia ingabbiare, suggestionare, colpevolizzare dalle pressioni esterne e non amiche.

Fabiola ha detto...

Antonio e Andrea sono un po' fissati...con CL. Socci è di CL ma non ne è il portavoce né l'interprete autorizzato.
Complesso da ex?

Lo trovo curioso: in genere i ciellini sono considerati "modernisti" qui, da alcuni almeno, e "reazionari e integralisti" dai cosiddetti "progressisti". Vedete voi

Anonimo ha detto...

Accion Liturgica rilancia una notizia del blog di padre John Zuhlsdorf, secondo cui oltre 200 Francescani dell'Immacolata hanno fatto richiesta all'Ecclesia Dei

La notizia è scarna, non ci sono dettagli, il file sul blog di padre Zuhlsdorf non è leggibile. E' protetto da una password...

Gederson Falcometa ha detto...

"E' proprio sulla Verità che cadono molte maschere, alla fine".


Mic, sono d'accordo con te e aggiungo che la risposta comune che sarebbe datta a Gnocchi e Palmaro sarebbe:

"Viene qui e andiamo a dialogare, quello che unisce a noi è maggiore che ciè che ci separa".

Questa è giustamente l'anima del "CL" o sia l'unione voluta per se stessa. Quando leggiamo qualcosa che viene della nova teologia, è importante notare l'accento sul belo. Infatti l'unione di tutti cristiani sarebbe bellíssima, ma Gesù non ha promesso questa unità. S. Atanasio nella "Vita di Antonio" ci avverte che "il diavolo presenta il male con l'aspetto di bene". Impressiona, ma la nuova teologia ha fatto questo diventare un principio nel suo sistema caotico...

Un saluto dal Brasile

RIC ha detto...

Per Arduino: la notizia circola da un paio di giorni. Ieri era stata ripresa anche dal blog argentino Pagina Catolica. Ma non ho trovato ulteriori conferme

vighi ha detto...

Sento tanto dolore nei commenti quando si dice che Papa Francesco riceve, ascolta sprona tutti meno i tradizionalisti, mi si stringe il cuore leggendo questo perché capisco che è detto da persone che si sentono escluse da una parte della Chiesa pur essendone parte integrante e questo è sbagliato di principio. come è possibile si sia arrivati a questo punto tra cattolici che dovrebbero avere nell'accoglienza il loro credo ? Spero che l’incontro a Roma di questi gg sia l’occasione per dimostrare, soprattutto da parte del Papa, che la misericordia di cui parla tanto è anche reale e che le sue braccia di Padre sono aperte per tutti i cattolici senza se e senza ma. Abbiamo bisogno di rifugiarci tra queste braccia ( che sono le braccia di Cristo ) sapere che ci sono, che ci accolgono come figli nei momenti di scoraggiamento, sono ancore di salvataggio quando la fede cede. Sarebbe un bel gesto se facesse arrivare la sua voce ( se non proprio la sua presenza ) a questo popolo di Dio che si raccoglie a Roma ed è talmente vicino al loro pastore e Vicario di Cristo che non aspetta altro che egli allunghi la mano e li accolga con amore. Me lo auguro e sinceramente lo auspico proprio. Un saluto Vighi

Anonimo ha detto...

Papa Francesco ha ricevuto, ascoltato e spronato l`iniziatore del Cnc che alla convivenza di poche settimane si è espresso in questi termini:

http://neocatecumenali.blogspot.it/2013/10/esilaranti-perle-di-kiko-alla-convivenza-inizio-corso.html

Antonio ha detto...

@Fabiola

Nessun complesso. Ho precisato l'origine ciellina di Socci al fine di motivare le possibili ragioni del suo pensiero.

Il modernismo si divide tra conservatori fedeli all'Autorità e alla Tradizione - secondo il concetto che essi hanno delle due - e progressisti più vicini al sentire del popolo e che premono per le fughe in avanti. Dal battagliare dei due fronti seguono poi le continue riforme ed i passi dell'Autorità.
La Pascendi di San Pio X ce lo insegna splendidamente.

CL si colloca nell'area conservatrice ed ha stima della Tradizione "vivente", con sincera simpatia per il passato della Chiesa. Per questo l'area progressista la bolla come reazionaria.
Un mero gioco delle parti.

Luisa ha detto...

Per il momento non vedo nessun articolo sui media così prolissi nel raccontare l`attualità della Chiesa anche quella ai confini del mondo ( come vatican insider e il sismografo) del Pellegrinaggio Summorum Pontificum.
Vedremo domani.

Silente ha detto...

La crisi della Chiesa è un dato di fatto, innegabile e concreto. Non la lamentosa invenzione di "tradizionalisti tristi". Molte sono le cause, spesso ben evidenziate qui, ma riconducibili a tre "eclissi" principali:
1) la perdita della metafisica, intesa quale contemplazione e comprensione, per quanto ci è umanamente possibile, del Sacro, dell'ontologia divina, dell'Essere immutabile ed eterno. E' il ripudio della metafisica greca, di Parmenide, di Platone, di Aristotile, di Plotino. E' il ripudio della Patristica che, da Giustino a Boezio ad Agostino, su quella metafisica costruì l'edificio della filosofia cristiana. E, ovviamente, il ripudio di San Tommaso e della Scolastica;
2) la perdita della Dottrina, intesa anche come deontologia, "dover essere", ortodossia e ortoprassi. La poco informata e greve ironia di Socci, che contrappone il Denzinger al Vangelo, ne è un significativo esempio. Si rifiuta la Dottrina, ordinata, organica e gerarchica, in nome di una prassi ateoretica, confusa e non ordinata perché non fondata sulla Tradizione e sulla Rivelazione. E' il rifiuto dello "jus", romano e cattolico, giusto e ordinatore, in nome di soggettivistico "sentire" meramente esperienziale che però "ci fa stare bene";
3) la perdita della Bellezza, cioè la negazione dell'intima, metafisica, consustanziale identità di Bello, di Vero e di Buono. E' il trionfo della sciatteria, della volgarità, della scompostezza. L'affiorare, quasi per inconsapevole operazione sciamanica, di pulsioni e substrati inferi. E' la "perdita del centro" denunciata da Hans Sedlmayr.

Ciò che rimane è quello che vediamo: carità senza Verità, amore senza Dottrina, compassione senza Giustizia. Una Chiesa che, rifiutata l'eredità greco-romana, la Tradizione e la Missione, si perde nel deserto di un confuso, sterile e nichilistico profetismo. Una Chiesa orizzontale, Croce privata del braccio verticale della Trascendenza, intrisa della retorica vacua dell' "esperienza", dell' "incontro", obbediente a un buonismo che la riduce a ente assistenziale, che confonde la Carità con la Caritas, afflitta da convulsioni democratiche, egualitaristiche ed ecologiste, che rischia di operare, sul piano politico e sociale, un incomprensibile tradimento delle nostre radici storiche, culturali, comunitarie; che nega il valore delle nostre identità e della nostra memoria.
Non è una Chiesa "buona" questa. Non confondiamo certi sghignazzi, giocondi e beoti, con il dolce e al contempo severo sorriso di Cristo.

Anonimo ha detto...

Mentre qua tutti ci stracciamo le già consunte vesti per l'argentino in carica, intanto, come forse molti sanno già, il papa emerito Ratzinger trova il tempo di ricevere Lino Banfi anche in "clausura". L'ho trovato serenissimo - ha aggiunto l'attore - e gli ho chiesto: "Che fa qui?". Mi ha risposto: "Suono il piano, leggo, studio, prego. Sto benissimo"...Una domanda mi sorge spontanea: non era meglio se continuava a stare sulla barca assegnatagli?

http://vaticaninsider.lastampa.it/news/dettaglio-articolo/articolo/ratzinger-ratzinger-ratzinger-28299/


direttamente da domenica in:

http://www.youtube.com/watch?v=nqwYE3LMBmo&feature=share

Anonimo ha detto...

pardon..ho inserito un erroneo link al video in cui Lino Banfi parla a domenica in di domenica scorsa a proposito del suo incontro con Ratzinger "claustrale" post-abbandono. Ecco il link giusto, mi auguro:

http://www.youtube.com/watch?v=mXUm1FSidyU&feature=youtu.be

Zag ha detto...

Socci mi ha profondamente deluso e adesso valuterò attentamente se comprare ancora i suoi libri in futuro. Voglio rileggere il suo libro su Fatima per vedere, come dice Mic, cosa diceva di qualche papa a proposito dei segreti affidati dalla Madonna ai pastorelli. Tornando all'imbarazzante contenuto delle interviste, specie quella a Scalfari, si dimentica che il problema non attiene all'ideologia, ma è questione di vitale importanza. Facciamo un esempio concreto, che è meglio. Un tizio notoriamente comunista e anticlericale ammettiamo - per pura ipotesi - che vada da un credente con in mano la Repubblica e gli fa notare i due passi sulla coscienza:

Santità, esiste una visione del Bene unica? E chi la stabilisce?
«Ciascuno di noi ha una sua visione del Bene e anche del Male. Noi dobbiamo incitarlo a procedere verso quello che lui pensa sia il Bene».

Lei, Santità, l’aveva già scritto nella lettera che mi indirizzò. La coscienza è autonoma, aveva detto, e ciascuno deve obbedire alla propria coscienza.
Penso che quello sia uno dei passaggi più coraggiosi detti da un Papa.
«E qui lo ripeto. Ciascuno ha una sua idea del Bene e del Male e deve scegliere di seguire il Bene e combattere il Male come lui li concepisce. Basterebbe questo per migliorare il mondo».

Il tizio gli potrebbe far notare che non c'è bisogno di aderire a Cristo per salvarsi. A quel punto il malcapitato credente, sgomento nel dover leggere quelle cose, inizia a disquisire con tizio spiegandogli che in realtà la coscienza dev'essere formata, che è diverso il tizio della foresta che non ha mai sentito parlare di Cristo, dal tizio che invece ne ha sentito parlare ma lo rifiuta a priori. Insomma si ritrova, suo malgrado, a dover fare l'esegesi di quello che in realtà voleva dire il Papa. Ma lo fa arrampicandosi sugli specchi, al punto che Tizio ad un certo punto gli fa notare non solo che il papa queste cose non le ha dette, ma che lui è in palese arretratezza culturale e religiosa rispetto al papa, che parla in un altro linguaggio. Dunque il malcapitato credente si ritrova ad avere un'etichetta di "cattolico tradizionale" non perché è nato o è stato educato così, ma solo a seguito delle imprudenti affermazioni nell'intervista.

Sorgono le perplessità e chi critica viene accusato di non essere in comunione con il Papa e cacciato da Radio Maria. Leggevo poco fa nell'editoriale di Giampaolo Barra sul Timone di novembre:

"Certe parole di papa Francesco, riportate da organi di stampa, hanno destato sorpresa e perplessità in alcuni cattolici della cui fedeltà alla Chiesa e al Papa non vi è motivo di dubitare. L’empasse si potrà superare innanzitutto chiedendo a Dio di illuminare i suoi figli affinché meglio comprendano le indicazioni di questo Papa, come di ogni Pontefice, quindi mettendo in conto un supplemento di sforzo personale per bene interpretare ciò che ha detto, perché il “difetto” potrebbe stare, oltre che nello strumento – un’intervista non è certo luogo idoneo per approfondire temi importanti – anche in noi che leggiamo. Da ultimo, non escludendo a priori, anzi auspicando, che i temi suddetti siano approfonditi, precisati e chiariti in altre sedi dallo stesso Sommo Pontefice, onde fugare tutte le perplessità e aiutarci a comprendere e fare nostro il suo magistero"

Se altrove, cioè nei discorsi ufficiali, ad esempio il tema della coscienza è trattato in modo diverso, cioè conforme alla tradizione, perché c'è stato bisogno di generare questo disorientamento che poi alla fine causa delle divisioni tra i credenti?

Luisa ha detto...

Il problema è che se l`intervista a Scalfari ha fatto molto rumore, e non solo in Italia, perchè ripresa dai media laici quelli che fanno e disfano le opinioni con i loro titoli ad effetto, quanti leggeranno il documento di Müller che rimette un pò d`ordine nella confusione generata dalle parole di papa Bergoglio?
Non è tanto e solo nell`avere scelto Scalfari e Repubblica per dire la sua parola che il Papa ha contribuito alla confusione che già non è indifferente, è nel dire quel che ha detto su temi che influenzano la vita dei cattolici e le loro scelte.

PS: l`ARTICOLO di Müller pubblicato dall`OR è molto ANTERIORE all`intervista del Papa a Scalfari, in effetti è stato pubblicato sul Tagespost, in tedesco, il 15 GIUGNO, è stato tradotto in diverse lingue solo dopo quell`intervista, strana coincidenza...

Luisa ha detto...

Sul PELLEGRINAGGIO SUMMORUM PONTIFICUM, segnalo due articli del sito CampariedeMaistre, con molte foto delle due prime giornate , un`intervista a Mons. Fisichella e qualche parola di Mons. Pozzo:

stre.com/2013/10/pellegrinaggio-summorum-pontificum.html

http://www.campariedemaistre.com/2013/10/pellegrinaggio-summorum-pontificum_25.html

Anonimo ha detto...

Socci , ultimamente, ha elogiato i neocatecumenali e allora non meravigliamoci più di quello che afferma.
Carlo Maria perugia

Anonimo ha detto...

Socci non conosce i neocatecumenali dall'interno e quindi li giudica positivamente per default in quanto "movimento" e basandosi sulla "facciata", senza voler riconoscere approfondendo documentatamente (come gli è stato chiesto di fare ma inutilmente) che sono un "unicum" settario che costituisce un serio 'vulnus' per la Chiesa.
Non si può dialogare con chi accusa gli altri di intransigenza, ma poi si comporta con le peggiori chiusure.

Anonimo ha detto...

Qualche ciellino sa spiegare questo?
A me sembrano dei liberali, forse più conservatori, ma la sostanza non cambia.
Stanno benissimo nella chiesa conciliare.
Salvo che prima o poi risolvano le loro contraddizioni in senso cattolico e non definitivamente liberale.

http://vigiliaealexandrinae.blogspot.it/2013/10/la-linea-rossa-del-professor-borghesi.html



Giano ha detto...

Ben detto Mic!!

Resta il fatto che i danni che hanno portato tutti i movimenti cosiddetti ecclesiali, non è ancora stato misurato, ma so che è incalcolabile.

Fabiola ha detto...

"Non fa storia l'esperienza senza dottrina e non fa storia la dottrina senza esperienza. La dottrina senza esperienza stabilisce soltanto una linea di gente che litiga (per i posti o per il trionfo dialettico).
[...] MA SENZA DOTTRINA NON DIVENTA STORIA NEANCHE L'ESPERIENZA PIU' IMPETUOSA E PIU' SENTITA."
Don Giussani 1989 da "Vita di don Giussani" pag. 790

Questo è il Gius. Altro sono i vari Socci Borghesi.


Andrea ha detto...

Senti Fabiola basta leggere i testi dei santi, padri e dottori della Chiesa per capire che c'è qualcosa che non quadra in Comunione e Liberazione... Il pensiero di Don Giussani è ambiguo, basta leggere i suoi libri..non parla mai di penitenza, mortificazione, salvezza dell'anima, inferno, timore di Dio, della mistica.. I santi ne parlano sempre di queste cose. Voi di CL mai... Anzi dite che sono moralisti quelli che predicano queste cose!

Anonimo ha detto...

Anch'io sono un ex-ciellino.
Ricordo benissimo come fosse ieri ciò che ci veniva insegnato nelle scuole di comunità:
"la moralità è una conseguenza dell'incontro con Cristo. Non dobbiamo ricercare la moralità, altrimenti diventiamo moralisti, ma cercare il volto di Cristo. Solo in seguito la nostra vita si trasformerà".

Non mi sembra sbagliato come concetto, ma ciò che non va è la separazione temporale tra l'incontro, quindi la conversione del cuore, e la conversione della vita pratica.
È ciò che, se non sbaglio, si desume anche dai discorsi di papa Bergoglio.
Mario

Anonimo ha detto...

Resta il fatto che i danni che hanno portato tutti i movimenti cosiddetti ecclesiali, non è ancora stato misurato, ma so che è incalcolabile.

I movimenti di per sé non sono qualcosa di negativo da fuggire come la peste.
Ognuno potrebbe offrire - attraverso l'intuizione di fondo opportunamente sviluppata con la guida dei pastori veramente docenti reggenti e santificanti - validi supporti e possibilità di aggregazione nella maturazione personale e di fede.

Il problema del nostro tempo è che è mancata e manca, nell'avventuroso e anche disordinato clima postconciliare, una verifica e le conseguenti necessarie 'purificazioni'.

Antonio ha detto...

Il problema è proprio l'accento continuo sull'esperienza... Non negherai che per Giussani Cristo non lo si conosce sino in fondo se non attraverso una compagnia in cui ne si faccia l'esperienza.

Eppure la Chiesa insegna che la fede nasce ex auditu, ossia dall'adesione dell'intelletto e della volontà ad una verità rivelata - ossia "ascoltata" - dall'esterno, cui si crede per l'autorità di Dio che la Rivela.
Non dà nessuna importanza al sentimento, all'esperienza che ne si faccia, tanto meno in una comunità... Del resto tra i primi cristiani non abbiamo forse gli anacoreti e i santi padri del deserto? Eran tutti eremiti, come potevan conoscere e vivere il Cristo?....

L'errore di Giussani è far sorgere questa fede non da un'adesione razionale dell'intelletto ma dall'esperienza religiosa del soggetto che la sperimenta, acquisisce, dalla e nella comunità.
La dottrina ha solo il valore di una sorta di carta dei valori su cui viene fissato l'approdo temporale dell'esperienza, compiuto in quel dato momento della storia dal soggetto Chiesa.

La Chiesa, dice sempre Giussani, è un soggetto vivo nella storia che disegna in essa la traiettoria della sua coscienza, evolvendosi e cambiando come un uomo, che da bambino si fa adulto.
La persona è sempre la stessa, ma nella storia cambierà la consapevolezza che ha di se, come un adulto che ha di se una consapevolezza e pensa cose ben diverse da quelle che credeva da bambino.
In tutto questo cammino lo Spirito Santo l'assiste perchè l'approdo del momento nella storia della sua coscienza, che è dato da quanto insegna l'Autorità, non sia mai erroneo.
Per questo Giussani dice che senza dottrina la storia non diventa esperienza, perchè sarebbe come se un uomo ignorasse i passaggi che volta per volta lo hanno condotto a pensare in un certo modo; egli invece deve prendere quella dottrina e incarnarla in se, viverla nella storia e sviluppare la sua coscienza.

La Chiesa insegna altro. Le formule dogmatiche non sono approdi della sua coscienza e consapevolezza, ma formule che consentono in modo logico e razionale di comunicare all'intelletto dell'uomo la verità di cui Essa è depostitaria.
Verità insegnata una volta per sempre da Nostro Signore, non soggetta come tale ad alcun mutamento, evoluzione.
La conoscenza dei dogmi può si approfondirsi nel tempo, ma deve restare sempre nello stesso senso, sempre nel medesimo modo in cui lo intese la Chiesa. Di quanto definito nulla deve essere riformato, cambiato, modificato.

Mi rendo conto che non sia semplice cogliere l'errore modernista di Giussani.
Non scrivo queste cose per complesso, astio o altro, bensì per amore di Verità.
Si vede infatti che far proprio il sentire di Giussani porta poi a ragionare come Socci, che ne è un ottimo allievo.

Invece, se fai tua per un attimo l'idea buona di quanto sia preziosa la dottrina e la studi in maniera razionale, senza ascoltare ed in autonomia da CL (che non è la Chiesa universale) basandoti sul principio di non contraddizione, leggendo e documentandoti da sola sulle encicliche dei Papi, specie quelle precedenti al Concilio, poco a poco potrai intuire che CL viaggia su un altro binario.

Anonimo ha detto...

Il nocciolo della questione, caro Antonio è che la fede vera è quella che ha in sé - e non nel metodo o nel mezzo - la forza e la libertà della sua maturazione. Perché questa forza dipende dall'autenticità e dalla fedeltà nel rapporto con il Signore.

La fede non nasce né da un incontro né da un'esperienza - anche se poi sempre lì porta - ma da una "narrazione", quindi come giustamente tu dici: "ex auditu".

E' dalla "narrazione" e da ciò che "annuncia" (il Vangelo = la Buona Notizia) che nasce l'incontro con Chi e ciò che viene annunciato, l'esperienza vivificante e la risposta conseguente.

Quindi la fede, se è vero che si dispiega nella relazione, non è LA relazione, ma ciò che rende la relazione possibile: porta di accesso per innescarla e contemporaneamente via per mantenerla viva e farla crescere...

Andrea ha detto...

Per Antonio,

Sono d'accordo con te. Diciamo queste cose per amore alla Verità.

In CL la compagnia-comunità viene idolatrata alla grande. Per loro la compagnia è Cristo presente, è la sua presenza.

Un mio amico ciellino mi ha detto che sarebbe pronto a morire per il movimento.. Un memores (consacrato laico di CL) mi diceva che il momento fondamentale e più importante per la sua vita era la "scuola di comunità"...

In una vacanza di CL un capo dell'università che teneva le assemblee e le scuole di comunità (un ragazzo di 23 anni) diceva che Cristo lo si incontrava prima nell'esperienza della realtà e poi dopo nel sacramento dell'eucaristia... non a caso Giussani parlava poco dei Sacramenti.. Dopo l'eucaristia faceva leggere Leopardi.. Non i santi e padri della Chiesa o la Bibbia. In 10 anni di CL non ho mai fatto l'adorazione eucaristica...

Frequentate una scuola di comunità per capire l'alienazione che nasce stando in comunione e liberazione.

Luisa ha detto...

Continua la cronaca in diretta del PELLEGRINAGGIO SUMMORUM PONTIFICUM fatta da CampariedeMaistre:

http://www.campariedemaistre.com/2013/10/pellegrinaggio-summorum-pontificum_26.html

Anonimo ha detto...

Anch'io sono ciellino, la stranezza di certe posizioni del movimento ma anche di quello di tanto mondo ecclesiale l'ho avvertita profondamente nel 2007, la prima volta che ho partecipato alla S.Messa antica. Ora non ho tempo per approfondire. Basemarom.

Andrea ha detto...

Socci ha appena pubblicato su facebook questo articolo:

"Capisco il disagio, ma nella Chiesa o si cammina con il Papa o si va verso lo scisma"

Massimo Introvigne

http://www.cesnur.org/2013/mi20131011.htm

Anonimo ha detto...

Ratzinger è stato osteggiato in mille modi per tutti gli 8 anni di pontificato, inascoltato, sbeffeggiato, disatteso e disobbedito, ogni viaggio internazionale era preceduto da polemiche di ogni tipo, c'eranp 4 gay che protestavano fra centinaia di migliaia di persone? Titoloni e filmati su tutte le tv, all'Angelus, femen a gogo, paolini che si infilava sempre gridando 'il papa è gay', adesso tutto liscio, milioni di persone (anche se i numeri sono gonfiati) card. con sorrisi a 64 denti, tutti sembrano usciti dalle prigioni della torre di Londra a respirare aria pura, contestazioni al vdr? E quando mai....se n'è andato o meglio ce l'hanno costretto, sta benissimo, sono felice per lui, in vaticano stava morendo di crepacuore, è giusto che si goda le giornate di sole che Dio gli vorrà concedere in pace con sé stesso e la sua coscienza, che Dio lo benedica e lo conservi a lungo;(io personalmente avrei mollato subito dopo quello che gli hanno fatto passare).Lupus et agnus

Miserere ha detto...

Ma Introvigne si rende conto della gravità delle parole, dette "in libertà", di Bergoglio? Per caso, dovrebbero far parte del Magistero ordinario di un Sommo Pontefice? Siamo veramente all'assurdo!

Anonimo ha detto...

Papa Francesco: «Confessatevi con umiltà e concretezza. Provare vergogna davanti a Dio è una grazia»
http://www.libertaepersona.org/wordpress/2013/10/papa-francesco-%c2%abconfessatevi-con-umilta-e-concretezza-provare-vergogna-davanti-a-dio-e-una-grazia%c2%bb/

altre valutazioni:
"i valori non negoziabili"
http://www.uccronline.it/2013/09/29/papa-francesco-ha-ragione-sui-valori-non-negoziabili/
..e i cattolici "adulti"
http://www.uccronline.it/2013/06/10/lipocrisia-dei-cattolici-adulti-e-delle-comunita-di-base/
m

una sola fede ha detto...

Riprovo a postare il mio commento a ciò che ha scritto poche ore fa Lupus et agnus (visto che il mio primo non ha avuto pubblicazione, ma senza che io avessi usato toni tremendi, mi pare). Dunque dicevo solo che non si può pensare che un papa (se segue veramente il suo e nostro Signore) abbia un destino tanto diverso da Gesù, il quale disse CHIARAMENTE che chi lo seguiva e lo avrebbe seguito avrebbe dovuto subire odio e persecuzioni, sulla linea di ciò che pativa e avrebbe patito Lui stesso. Partendo da questo incontestabile fatto non è pensabile perciò che un Pietro possa dare le dimissioni e poi starsene tranquillo a ricevere ospiti (l'ultimo è stato appunto Lino Banfi che l'ha trovato serenissimo e occupato a suonare pianoforte, leggere e pregare), a scrivere lettere anche pubbliche, ecc. La prospettiva della croce non riguarda solo noi poveri comuni cristiani, ma in primo luogo proprio il Pietro di turno che, all'occorrenza, come fece il primo può e deve anche farsi martirizzare, senza scegliere né la modalità, né l'aguzzino. Tutto questo perchè lui è Pietro, e su quella pietra Gesù ha voluto edificare la Sua Chiesa. Poi non lamentiamoci che i lupi entrano e passano da ogni porta lasciata libera e senza guardiano.

Anonimo ha detto...

Cmq le 'omelie' del vdr usciranno presto in un libro, al posto della ventilata enciclica sulla povertà, da cui si evince che si vogliono far passare simili 'discorsi privati' per Magistero, che piaccia o no, a me personalmente no, ma dovevate sentire ieri il direttore di radio come si affannava, altro che introvigne....GR2

Gederson Falcometa ha detto...

Caro Andrea,

Conosco il "CL" e Don Giussani solo attraverso del lavoro di un maestro brasiliano (lavoro che afferma il modernismo di entrambi). Tutto quello che io poteva dire sul questo, Antonio ha detto bene migliore, perchè se può vedere che lui conosce bene la questione (ringrazio a Antonio).

Un saluto dal Brasile

Gederson Falcometa ha detto...

"Santità, esiste una visione del Bene unica? E chi la stabilisce?
«Ciascuno di noi ha una sua visione del Bene e anche del Male. Noi dobbiamo incitarlo a procedere verso quello che lui pensa sia il Bene»."

Per me esiste un collegamento tra queste parole (il discorso della coscienza a Scalfari) e la predica dell'incontro personale con Gesù che è ancora nascosto.

Zag ha detto...

@una sola fede

Mettersi a sindacare cosa può fare o no Papa Benedetto mi pare davvero fuori luogo. La decisione di dimettersi credo gli sia costata davvero molto, ma se l'ha fatto devono esserci stati motivi molto gravi. Per il resto, pensiamo alla nostra di testimonianza cristiana.

Anonimo ha detto...

@una sola fede: purtroppo, i lupi sono entrati da moltissimo tempo nella chiesa, quindi non è cosa recente, poi non tutti hanno la vocazione al martirio sic et simpliciter, poi, detto inter nos, se doveva fare la figura del beato che veniva trasportato in cadrega e non era nemmeno in grado di parlare, beh, francamente, è stato meglio così; cosa abbia spinto Ratzinger a quel gesto, lo sanno solo lui e Dio, cui tutti dovremo rispondere delle nostre azioni, dall'esterno è facile criticare, in fondo noi non sappiamo, né penso sapremo mai, le vere ragioni, non penso sia stata una decisione presa a cuor leggero.Lupus et agnus.

una sola fede ha detto...

Cari fratelli in Cristo Zag e Lupus et agnus, certo che lo sanno solo lui e Dio il perchè Ratzinger ha lasciato, ma vorrete almeno pure ammettere che se in duemila anni di storia della Chiesa questo gesto si può del tutto ritenere isolato (e non ritiriamo fuori il caso di Celestino V, e se proprio lo si vuole ritirar fuori, allora saranno in due al massimo), allora una ragione ci deve essere per cui Pietro non si può e non si deve ritirare. Questo a prescindere (legalmente) dal codice di diritto canonico. E poi, diciamocelo francamente, una buona volta e senza troppi paraocchi: dagli incontri che fa (ultimo, quello col nonno d'Italia), da quanto di lucidamente e pubblicamente scrive (ad Odifreddi), dagli hobbies che continua a coltivare ("suono il pianoforte"), non mi pare proprio che si possa parlare di uno che stava per essere portato su una lettiga (e di papi in duemila anni ce ne sono stati che son rimasti lì al timone, magari pur in condizioni non di certo ottimali, sia fisiche, che morali, ecc). Tu sei Pietro. Questa frase sola del nostro Signore dovrebbe bastare, credo. O almeno, io la vedo così. Quel fulmine sul cupolone immortalato da un fotografo il giorno delle dimissioni potrebbe volere dire tutto (se ho ragione io e tanti altri che la vedono come me), o magari niente (se invece avete ragione voi)...Comunque i lupi ci sono sempre stati, certo, ma a Pietro è richiesto SEMPRE di confermare la fede dei fratelli

rosa ha detto...

lupus et agnus: gliele hanno fatte prendere e, a quel punto, se avesse denunciato la verita', altro che scisma ci sarebbe stato ! tra 30-40 anni, chi di noi sara' vivo, sapra' la verita', come la conosciamo sulle aperture di GXXIII ai comunisti ed agli ebrei.
rosa

Zag ha detto...

@una sola fede

"La prospettiva della croce non riguarda solo noi poveri comuni cristiani, ma in primo luogo proprio il Pietro di turno che, all'occorrenza, come fece il primo può e deve anche farsi martirizzare, senza scegliere né la modalità, né l'aguzzino"

Appunto, io credo che con la sua decisione, dovuta a motivi che non sappiamo fino in fondo, sia finito proprio sulla croce, a partire dai giudizi (come i tuoi) che però fanno in tanti. Io personalmente penso che il Santo Padre non si stia godendo la vita, ma stia soffrendo veramente tanto e offrendo le sue sofferenze per la Chiesa, e quindi anche per me e per te.

rosa ha detto...

scusate, ma un comico, anxhe se famoso, riesce, chissa' con quali brighe, ad essere ricevuto dal PAPA, e poi se ne va magari a dire in giro: si, e' un po' acciaccato, ogni tanto non gli viene la parola, ci sono sempre intorno le memores che lo aiutano in tutto..., ma dai! e' chiaro che "publice" chiunque dira' che sta bene, e verran pubblicate foto a sostegno ! non sto asserendo che BXVI stia male, ma che se ci vogliam bsare sull' ufficialita'...per molto tempo anche GPII sembrava star meglio di quanto fosse, e solo negli ultimi gg ci siam tutti resi conto del suo stato. ed ora, dopo 9-10 anni veniamo a sapere che gia' da tempo non era piu' cosi' brillante come ce lo facevano apparire.
Queste visite sono organizzate, quindi magari quando il pontefice si sente fisicamente meglio e ha voglia di ricevere, e magari duran 10 minuti, ed il fedele ammesso e' talmente tanto felice che non nota, o finge di non notare, certe" mancanze". e' quello che spesso avviene co in malati: son cosi felici di vecere i parenti che si fan forza per sembrae di star meglio, ed i parenti a loro volta non notano lo sforzo, e guardano male il medico che li avvisa di star pronti, che la situazione clinica e' in realta' ormai compromessa, ecc.
Rosa

Antonio ha detto...

@Mic

Ti ringrazio per la precisazione sul rapporto tra fede e relazione.

@Andrea

Comprendo bene ciò che scrivi. Il disagio e le storture che notavi tu sono le stesse cose che notai e dalle quali cominciai a farmi delle domande...

In effetti a valle dell'insegnamento di Giussani si può cogliere una vera e propria obliterazione di quanto vi è di ascetico e spirituale nella religione cattolica.
Prevale una visione ed una prassi orizzontale, molto umana e, per così dire, materiale del Vangelo.

Alla fine è la compagnia, l'essere ed il vivere la compagnia che salva; la morale è un accidente dell'amare Cristo, non la parola ultima su di lui.
Ora, è vero che non si può ridurre Nostro Signore ad un mero elenco di precetti da osservare, ma il grande equivoco è dimenticare che senza le opere buone - quindi senza seguire la morale (che se ci tieni troppo per loro sei moralista...) - non vi è speranza di salvarsi.

Solo fuori da CL ho appreso, dalla diretta fonte della Tradizione, che Nostro Signore maledice l'uomo che pecca nella speranza del perdono, mentre fa misericordia a chi lo teme.
Prima di peccare temi la giustizia, dopo il peccato spera nella misericordia (Sant'Agostino)

La prassi ciellina - nei più inconsapevolmente ma pur sempre realmente - porta di fatto a peccare sperando il perdono, perché alla fine ciò che conta è porre il volto su Cristo (in ultima istanza nel vivere la compagnia...).

Anonimo ha detto...

Questo blog è veramente meraviglioso! Già da un po' avevo cambiato le mie abitudini mettendolo al primo posto delle mie consultazioni. Ma particolarmente me ne sono accorto in questo capitolo intitolato "Se non è magistero, perché non se ne può parlare?", che ho messo tra i preferiti con la menzione "commenti interessantissimi su Chiesaepostconcilio", perché gli interventi sono così protesi alla verità che possono davvero servire come approfondimento per darsi delle solide ragioni sul bailamme imperante, per me e mia moglie che non siamo teologi ma solo assetati di verità.
Quindi qui voglio ringraziare anzitutto Mic per la sua moderazione che trovo semplicemente azzeccatissima e tutti voi bravissimi collaboratori di questo blog. Verrebbe voglia di conoscervi, ma ormai si sa, purtroppo internet avvicina solo idealmente e le distanze fisiche permangono...
Mario

Anonimo ha detto...

Quindi qui voglio ringraziare anzitutto Mic per la sua moderazione che trovo semplicemente azzeccatissima e tutti voi bravissimi collaboratori di questo blog. Verrebbe voglia di conoscervi, ma ormai si sa, purtroppo internet avvicina solo idealmente e le distanze fisiche permangono...
Mario


Grazie Mario per la condivisione, è una verifica sempre necessaria e corroborante.
Quanto alle distanze non sempre sono incolmabili.
Basta scrivere, magari via mail, poi è da vedere.
Se si è nella stessa città potrebbe essere agevole, se non lo si è, potrebbe sempre darsi l'occasione, basta coglierla o crearla (convegno, o altro) e, nei limiti del possibile, chissà?

Andrea ha detto...

Per Antonio,

Grazie, hai spiegato benissimo il problema di CL.

Tu di dove sei Antonio?

Qualcuno di voi sa se nelle zone tra Varese e Milano c'è qualche gruppo tradizionista con preti che celebrano la messa in rito antico? Mi piacerebbe frequentarla.

Grazie a tutti

Anonimo ha detto...

A Seregno c'è la Fsspx

Anonimo ha detto...

@anonimo 12.09
Penso che Andrea chiedesse di parrocchie che celebrano in rito antico, non gruppi non riconosciuti dalla Chiesa.

Agnese ha detto...

Penso che Andrea chiedesse di parrocchie che celebrano in rito antico, non gruppi non riconosciuti dalla Chiesa.

@

Ma che bravo questo anonimo delle 12.37...

Sicchè la FSSPX non sarebbe riconosciuta dalla chiesa....

In che senso non sarebbe riconosciuta dalla Chiesa? Forse perchè non ha accettato ricatti e imposizioni?

E' questo oggi il riconoscimento per essere accettati e riconosciuti' dalla Chiesa?

Quindi lo sarebbe uno come il guru capo dei neocatecumenali, di dimostrata eresia?

Mi faccia il piacere, offenda se stesso e non l'altrui intelligenza.

Grazie.

una sola fede ha detto...

Mi associo totalmente alle considerazioni di Mario, e in più mi sento di sottolineare l'onestà intellettuale dell'autrice del blog, che al sottoscritto, anche se ultimo (o penultimo arrivato), ha dato modo di potersi esprimere liberamente, tanto più su un terreno (quello ratzingeriano) che in certi contesti può non essere del tutto accolto. Per ciò che concerne eventuali possibilità di incontro, io e mia moglie da tempo preghiamo il Signore di farci venire a vivere a Roma, e anche se per adesso la strada pare preclusa, ci sembra però che ultimamente il buon Dio ci stia dando qualche segnale positivo in tal senso, pur in mezzo a tante difficoltà. Questo preambolo giusto per dire che sarebbe bello magari poter allacciare una nuova e vitalizzante rete di amicizie in Cristo proprio nel centro della cattolicità, e proprio in questi tempi in cui i fratelli (e in quanto tali anche figli di Maria) sarebbe bene che stessero il più possibile vicini in unità di intenti.

Anonimo ha detto...

@anonimo delle 12.37

Se Andrea preferisce può andare a Dolzago da don Giorgio de Capitani, riconosciuto dalla Chiesa.

Anonimo ha detto...

Scusate l'ignoranza, ma esistono parrocchie dove si celebra regolarmente in rito Giovanni XXIII?
Lo domando perché essendo del canton Ticino (Svizzera) per forza di cose sono un po' estraneo a quello che capita dalle vostre parti.
Nella nostra diocesi non esiste nulla di ciò, tranne un'unica Messa mensile in una chiesa di Lugano, che ci lascia esterrefatti (negativamente) per la velocità supersonica con cui i presenti gareggiano nel rispondere al celebrante, mostrando così di palleggiare il latino come fosse la loro lingua madre a discapito dei poveri novellini appena entrati.
L'atmosfera ne risulta alquanto scomposta e disordinata, un esempio di sciatteria denunciata dai modernisti per giustificare l'asserita opportunità del NO.
È dappertutto così?
Mi piacerebbe tanto trovare un esempio confortante non troppo lontano.
Mario

rosa ha detto...

per Andrea e l' amico luganese:
c'e' Seregno della FSSPX, ci sarebbe a Mlano S. Rocco al gentilino ed a Monza, queste due realta' c' erano fino all' estate, una " dell' indulto", l' altra SP, ma non so se han ripreso dopo l' estate. A Milano c'e' anche l' istituto Mater Bobi consilii, cosidetti sedeprivazionisti, non so se scomunicati o no, infine una volta al mese alla Cattolica, Messa FSSP.
Altro in Lombaria, a parte, credo, dalle parti di Legano e forse pavia, credo, purtroppo, non ci sia.
Rosa

Antonio ha detto...

@Andrea

Vivo e lavoro a Roma.

Su www.unavox.it vi è l'elenco, quanto più possibile aggiornato, di tutti i luoghi in cui in Italia si celebrano messe in rito tridentino. Potresti vedere là per Milano e dintorni.

Non ascoltare chi scoraggia l'eventuale partecipazione ad una messa della FSSPX, che in quella zona dovrebbe essere a Seregno.

Sono sacerdoti autenticamente cattolici, un balsamo di questi tempi...

Viviamo un momento grave della storia della Chiesa. Regolarità canonica.... Cosa significa più ormai? La legge suprema della Chiesa, ciò da cui tutto ha principio e fine, è la salvezza delle anime.
Ebbene, i sacerdoti della FSSPX non professano alcuna eresia, sono fermi nella dottrina e miti, caritatevoli, nella pastorale, preparati in teologia morale e capaci di formare le coscienze. Ma non hanno regolarità canonica... sigh!
Altrove, le parrocchie pullulano di parroci spesso e volentieri di orientamento modernista, non capaci di guidare le anime secondo sani principi di teologia morale (in vita mia ne ho sentite di cotte e di crude, dal "ma non stare a seguire il Magistero, conta la tua coscienza, sta roba qua non è peccato " al "ma che devi farti santo? Fai così nel caso - proponendo in quel momento il compimento di un'azione cattiva per facilitare un compromesso).
Costoro però hanno la patente di regolarità canonica! Fa un pò tu....

Anonimo ha detto...

Qualcuno di voi per favore potrebbe spiegare in cosa consiste questa "regolarità canonica" di cui si è parlato qua sopra?
Io pensavo che il fatto di non essere scomunicati fosse sufficiente per la FSSPX.
Grazie di cuore
Mario

Zag ha detto...

Mic,
vorrei un chiarimento in merito agli ultimi commenti apparsi sul blog, ossia che la regolarità canonica non conta niente e che è indifferente recarsi presso una parrocchia qualsiasi o la FSPX. Vorrei cioè conoscere la posizione ufficiale del moderatore, non tanto per una sorta di imprimatur, ma per capire se continuare a scrivere qui o meno. Circa poi alcuni commenti che ho letto sui sacerdoti, evito di rispondere. Non si sceglie la parrocchia in base alla santità dei suoi ministri, perché non è detto che i membri della FSPX siano santi perché non accettano il CV II mentre gli altri sarebbero corrotti.

Anonimo ha detto...

Credevo fosse noto che la mancata regolarizzazione canonica della FSSPX discende dalla potestà di giurisdizione che viene assegnata dal Papa ai vescovi e che Mons. Lefebvre non ha conferito ai vescovi da lui regolarmente ordinati, per sopperire ad un permesso promessogli più volte e reiteratamente rinviatogli sempre sul filo di lana. Era molto anziano e si è sentito in stato di necessità, per salvaguardare non tanto la sua Fraternità Sacerdotale, quanto la Tradizione con la quale nella stessa formava i seminaristi e seguiva i sacerdoti che gli si erano affidati e ai quali era affidato il Rito perenne, insieme alla dottrina che esso veicola.

La remissione della scomunica non ha sanato questa irregolarità che doveva essere contestuale. Il card. Castrillon Hoyos aveva già pronta l'Istituzione dell'Ordinariato. Senonché - guarda caso come una bomba a tempo - è scoppiato il caso Willianson. Nota bene che la Segreteria di Stato ben conosceva l'intervista peraltro rilasciata mesi prima ma resa nota clamorosamente e con accenti negazionisti, anziché semplicemente riduzionisti come in realtà era. Imprudente e sconveniente quanto vuoi; ma riguarda un fatto storico e non una negazione di verità di fede.
Il Papa non ne era stato informato; ma forse anche se lo fosse stato non l'avrebbe considerata così scandalosa: ai fini della scomunica era di certo ininfluente, ai fini della regolarizzazione canonica forse era politicamente problematica, e più ancora l'hanno fatta apparire, nello sdegno mediatico sollevato innescato anche dalle grida all'untore dei "fratelli maggiori", che hanno subito contestato il supposto antisemitismo della FSSPX.

Sai bene che antisemitismo è un conto, mentre altro conto è la semplice e realistica contrapposizione tra due fedi che si divaricano sulla Divinità Messianica di nostro Signore, che la Fraternità come chiunque ama la Tradizione ha ben presente e non fa confusione di duplice contestuale Alleanza, visto che il Signore è venuto a compiere la "Nuova ed Eterna Alleanza" nel Suo Sangue prezioso...
Tutto qui.

La conseguenza è che le ordinazioni e le celebrazioni della Fraternità sono valide (perché ovviamente valide sono le ordinazioni), ma illecite perché manca la "regolarizzazione canonica".

Forse, a livello Soprannaturale, i conti si pareggiano diversamente...

rosa ha detto...

zag,
sulla santita' o no di un prete giudica ovviamente solo il Signore. pero' se un prete non e' disponibile ad dare l' estrema unzione a tuo suocero morto in ospedale perche' e' a mensa, non viene a benedire la casa, perche' nel tuo stabile sei l' unica che la vuoi, non celebra una messa di suffragio per tuo padre, perche' per i morti degli anni prcedenti si fa una messa unica, celebra la messa delle palme per i bambini in modo tale che definire un c...o e' poco, sara' forse un santo personalmente, ma fa scappare i fedeli. Che se hanno vicino una FSSPX, va li, infischiandosene della regolarita' canonica. don Gallo era regolare canonicamente, anche quando accompagnava le prostitute ad abortire e cantava bella ciao ?
rosa
ps: se coninueremo con la puzza sotto il naso, non ci lamentiamo quando ci ritroveremo protestanti. perche' e'molto piu' facile per tutti, preti per primi, essere protestanti, specie i protestanti di ora.

Antonio ha detto...

Chiedo venia se ho sollevato turbamento dando l'impressione di irridere la "regolarità canonica".

Ciò che intendevo dire è che la situazione in cui si trova la Chiesa è tale per cui non mi sembra saggio arrestarsi dinnanzi ad impedimenti formali il cui fine ontologico, proprio dal punto di vista del bene supremo delle anime, è difficile ravvisare, a confronto degli altri sacerdoti che tale regolarità avrebbero...

Non intendo giudicare sulla santità dei preti, nè dico che si debbano scegliere le messe di sacerdoti santi, ci mancherebbe! Tuttavia, che in generale la situazione sia drammatica è reale... Dico solo che un noto teologo di area ratzingeriana, mons. Bux, in suoi scritti sulla liturgia ha dimostrato come proprio in ragione della fede teologale di molto clero oggi operante c'è da dubitare sulla validità delle loro consacrazioni, in quanto ad essi manca proprio la fede nella presenza reale!

Quindi, siccome lo stato di fatto è tale che oggi vi sono sacerdoti con regolarità canonica di cui è addirittura dubbio, a leggere Mons. Bux, che consacrino, sconsigliare qualcuno di assistere ad una messa della FSSPX perché la stessa non sarebbe in stato di regolarità canonica, a me sembra quasi assurdo.

Poi, ovviamente, ognuno, su un tema così delicato, agirà in base alla propria coscienza.

rosa ha detto...

concordo con antonio.
rosa

Anonimo ha detto...

"Tuttavia, che in generale la situazione sia drammatica è reale... Dico solo che un noto teologo di area ratzingeriana, mons. Bux, in suoi scritti sulla liturgia ha dimostrato come proprio in ragione della fede teologale di molto clero oggi operante c'è da dubitare sulla validità delle loro consacrazioni, in quanto ad essi manca proprio la fede nella presenza reale!"

Aiuto, Mic, se le cose stanno veramente così come ha scritto don Bux, allora chissà quante Comunioni abbiamo ricevuto che vere non erano.
Io ho sempre ritenuto che bastasse che la formula della Consacrazione fosse conforme all'originale.
Se per "conditio sine qua non" dovesse esservi anche la fede nella Presenza Reale, come mai allora sono accaduti certi famosi miracoli eucaristici?
Si direbbe che essi dimostrano che malgrado la mancanza di fede del sacerdote, la Presenza Reale era pienamente realizzata.
Per favore possiamo avere una Sua delucidazione al proposito?

Mario

P.S.: scusate, non sono capace di mettere in corsivo le citazioni del testo cui mi riferisco

Anonimo ha detto...

Se per "conditio sine qua non" dovesse esservi anche la fede nella Presenza Reale, come mai allora sono accaduti certi famosi miracoli eucaristici?
Si direbbe che essi dimostrano che malgrado la mancanza di fede del sacerdote, la Presenza Reale era pienamente realizzata.


Se un sacerdote fosse in crisi di fede, ciò che conta è la sua intenzione di fare ciò che fa la Chiesa.

Tranquillo.
Con i fedeli con cuore sincero agisce il "supplet Ecclesia".

Zag ha detto...

@rosa
non metto in dubbio che molte situazioni come quelle che hai descritto causino sconcerto, ma questo non significa che in quei casi si debba andare alla FSSPX. Chi ti dice che ad una santità formale ne corrisponda una reale? Se Dio ti ha dato la possibilità di discernere ciò che è bene da ciò che è male, allora ti scegli una parrocchia migliore, ma se mi dici che non se ne trovano e la santità sta solo nella FSSPX, allora vuol dire che hai fatto una scelta precisa, ed io ho dei seri dubbi sul fatto che è indifferente.

@Antonio
Mi sembri preparato e spesso mi sono trovato in sintonia con te, ma su questo non ti seguo. Don Gallo per me non era un esempio in niente, ma anzi scandaloso in tutto, ma se io avessi avuto a disposizione solo la sua parrocchia per andare a Messa ed accanto un priorato della FSSPX sarei andato sicuramente alla sua celebrazione, anche se probabilmente mi sarei tappato le orecchie. Non so cosa ha scritto Bux in merito, magari cita la fonte, però aderire alla FSSPX implica anche la negazione dei testi del Concilio Vaticano II e questo non mi sembra significhi essere in comunione con la Chiesa Cattolica.

@Mic
la domanda che faccio è: una persona che partecipa regolarmente alle celebrazioni della FSSPX e ne condivide la dottrina (negazione del CVII con tutti i suoi testi e fedeltà alla Chiesa preconciliare) fa peccato o no?

Anonimo ha detto...

Visto che non avuto riscontri, se possibile, vorrei tornare sull'argomento della sciatteria che sperimento nella Messa VO nelle mie vicinanze a causa della gara sfrenata dei fedeli nel rispondere il più velocemente possibile.
Mi piacerebbe se qualcuno potesse portarmi le sue osservazioni al proposito in base alla sua esperienza.
Nei casi a voi vicini è pure così?
In caso affermativo, è stato intrapreso qualche provvedimento correttivo per migliorare la situazione?
Grazie
Mario

Anonimo ha detto...

Io frequento abitualmente la Messa celebrata da Don Giuseppe Vallauri, che non è veloce, scandisce bene il testo ad alta voce nelle parti in cui non è sussurrato e il Rito ha un ritmo e un'atmosfera che favorisce l'adorazione e l'interiorizzazione.
In tutte le altre celebrazioni: Gesù e Maria, San Giuseppe a Capo le case, san Nicola in Carcere, non ho mai trovato minore dignità e sacralità. Idem presso la FSSPX.

Anonimo ha detto...

A Trinità dei Pellegrini la Messa letta si fa fatica a seguirla - almeno a quel che ricordo, ora non so - e, se celebra padre Kramer è un po' più veloce.

Anonimo ha detto...

Si fa fatica a seguirla per l'acustica e il tono basso di voce, non per altro.
Comunque col messale e conoscendo il rito ci si orienta con i gesti...

Anonimo ha detto...

@ Mic
grazie per gli esempi di celebrazioni VO che favoriscono il senso di adorazione.

Vorrei tornare sul "supplet Ecclesia" da Lei accennato nel caso in cui ci siano dei deficit di fede nel celebrante, chiedendoLe un approfondimento.

Vorrei sottoporre un fatto appena accadutoci sabato scorso.
Siamo andati ad un matrimonio ed il prete, al momento della Consacrazione, dopo quella del pane effettuata senza problemi, iniziando quella del vino si vede che si è sentito particolarmente ispirato e così invece di leggere il testo del messale ha cominciato a narrarla con parole sue come una bella storia.
In tal caso quali sono le conseguenze A) per lui B) per i fedeli?

Cito solamente e sorvolo sugli abusi liturgici tipo fare recitare la dossologia agli sposi facendo loro tenere alzati il calice e la patena, e fare effettuare a loro lo spezzare del Pane Consacrato.
Grazie di cuore
Mario

Antonio ha detto...

@Zag

Ti ringrazio per la stima, che ricambio di cuore.
Spero che da quanto scritto tu abbia compreso che non invito a partecipare alle messe in ragione della santità del celebrante, sarebbe una sorta di donatismo!

Per quanto riguarda l'assistenza alle messe della FSSPX, atteso che in coscienza senti di attenerti scrupolosamente alla forma e al diritto canonico, ti segnalo, con il link sottostante,la lettera della Pontificia Commissione dell'Ecclesia Dei, del 18 gennaio 2003

http://www.unavoce-ve.it/03-03-14.htm


Nota bene che l'Ecclesia Dei fornisce la sua risposta al tempo in cui era in vigore la scomunica!
Ebbene, nonostante la stessa, l'Ecclesia Dei rassicura sul fatto che si può assistere ad una messa della FSSPX per adempiere al precetto domenicale, nella misura in cui lo si faccia per partecipare ad una messa detta col messale del 1962 e formalmente, in coscienza, il singolo fedele non condivida le posizioni teologiche di avversità al Concilio della FSSPX.

A maggior ragione dopo la remissione della scomunica, penso che tale indicazione sia sempre valida.

Coloro che poi in coscienza non accettano certi testi del Vaticano II, hanno già fatto, come dici tu, la loro scelta di campo.
Personalmente, per quanto possa valere il mio pensiero, a me interessa credere come si è sempre creduto dall'inizio al 1965... Siccome dopo, oggettivamente, sono iniziate a circolare dottrine nuove in contraddizione con quanto precedentemente insegnato, io, che la causa sia o meno nei testi, non aderisco a prescindere a queste nuove dottrine.
Se non dovessi salvarmi, credo certamente avverrà per ben altri peccati che l'aver rigettato un novus che in coscienza e secondo ragione vedevo lapalissianamente contrario alla Fede da sempre professata da Santa Romana Chiesa.

rosa ha detto...

riconcordo con antonio. La testimonianza di Mario sostiene il mio punto di vista, du cui al post precedente.
ROSA

Anonimo ha detto...

Rispondo a Mario 28 ottobre 2013

Siamo andati ad un matrimonio ed il prete, al momento della Consacrazione, dopo quella del pane effettuata senza problemi, iniziando quella del vino si vede che si è sentito particolarmente ispirato e così invece di leggere il testo del messale ha cominciato a narrarla con parole sue come una bella storia.
In tal caso quali sono le conseguenze A) per lui B) per i fedeli? ...


E' evidente che si tratta di un vero e proprio grave "abuso liturgico" che con la formula sacra e solenne del rito antiquior non sarebbe mai stato possibile.

E l'abuso è evidente, perché la formula consacratoria fa parte del Canone, Actio del Signore, che non può essere trasformata in narrazione. Idem il coinvolgimento in sacris degli sposi...

Ma nessuno interviene, anche se si denuncia... Non c'è rispetto e fedeltà per le cose sacre, e dunque per il Signore.

Marco P. ha detto...

Rispondo a Mario e Rosa e a chi interessa:
che io sappia in Lombardia, oltre al quelle citate ci sono S. Messe
della Tradizione:
- ogni domenica h. 20.00 ("bassa") e solennità (cantata quasi sempre) a Chiuro (diocesi di Como, provincia di SO, io vado lì).
- ogni giovedì (non so l'ora) nella parrocchia di S. Giorgio Lucino (diocesi di Como, provincia di CO).
- mi pare ce ne sia una anche a Bergamo, ma non sono sicuro, e neppure conosco l'ora.
"vicino" al canton Ticino, c'è la preziosissima parrocchia di Vocogno (VB), vale veramente la pena di andarci, anche una sola volta (poi magari si prende il "vizio"!).

Su unavox c'è anche un elenco delle S. Messe, non so quanto aggiornato, penso però abbastanza attendibile.

rosa ha detto...

grazie, Marco
Rosa