lunedì 17 aprile 2017

don Elia. Il nuovo Verbo

Gli antichi ordini religiosi si basavano su forme concrete di vita che incarnavano il Vangelo sotto un determinato aspetto; le congregazioni più recenti, nell’Età moderna, si caratterizzavano invece per una sequela Christi orientata ad uno specifico servizio caritativo. I fondatori, in ogni caso, non facevano altro che rispondere ad una chiamata speciale da parte di Dio, scoperta mediante un’esperienza di conversione o di vita interiore particolarmente intensa. Tutto nasceva dai fatti – di origine soprannaturale, sì, ma fatti. Gli attuali movimenti ecclesiali, invece, sono stati per lo più generati da un’idea o da un progetto: non c’è anzitutto l’esperienza di qualcuno che, lasciandosi afferrare dall’iniziativa divina, ha cercato di vivere il Vangelo in modo radicale, ma un’intuizione personale con cui lo si interpreta in una certa chiave e si elabora poi un sistema di pensiero o, più semplicemente, una visione della Chiesa e del mondo.

In questo contesto non è più il Vangelo ad avere il primato, ma il nuovo Verbo del fondatore, come una lente attraverso la quale si legge il primo e un criterio che imposta la vita. Nella coscienza di un adepto, inoltre, non è più l’autorità ecclesiastica ad avere il compito di valutare le nuove proposte, ma le idee del guru-fondatore a giudicare quella, mentre il movimento assurge a modello unico per la Chiesa intera, che per essere autentica e sana dovrebbe conformarvisi: «Se tutti la pensassero come noi e facessero la nostra stessa esperienza, la Chiesa sarebbe finalmente ciò che deve essere». Dato che, molto spesso, nella stessa diocesi e nella stessa parrocchia sono presenti più movimenti, si pone il problema di “fare unità”: ecco allora che si organizzano incontri a scopo di conoscenza reciproca ed eventi che diano l’opportunità di mettere in contatto “carismi” diversi – oppure, molto più pragmaticamente, si appaltano le diverse attività e celebrazioni ripartendole equamente fra tutti, a seconda delle “specialità”.

È così possibile, fra l’altro, assistere in certe occasioni a Messe “ecumeniche” in cui i rappresentanti di ogni organizzazione propongono qualcosa di caratteristico: un canto, un gesto, un’animazione… Il novus ordo, in fin dei conti, è un contenitore in cui si può infilare di tutto, vista pure la sua scarna secchezza e il categorico appiattimento rituale; ci sono anzi buone ragioni per credere che proprio i fantasiosi contributi dei movimenti abbiano permesso di durare così a lungo a un prodotto artificiale talmente legato all’epoca del suo confezionamento da essere invecchiato nel giro di pochissimi decenni. Anche molti membri di ordini e congregazioni religiose che, grazie al “rinnovamento conciliare”, sono sprofondati in una crisi spaventosa hanno “salvato” la propria vocazione grazie ai nuovi cammini suscitati dallo “Spirito”, reinterpretando il carisma del fondatore e la missione del loro istituto alla luce delle nuove esperienze… che corrispondono ovviamente a quelle delle origini, poi messe al bando dal legalismo farisaico.

Questa disposizione a rileggere e giudicare tutto a partire dalle idee di qualcuno risale, in definitiva, a quell’evento a causa del quale – per dirla con le sofferte parole di un eremita – la Chiesa Cattolica è entrata in un buco nero dal quale non riesce più ad uscire. Questo non era certo nelle intenzioni di chi convocò la grande assise, ma di fatto coloro che ne presero il controllo vollero ridefinire e rifare tutto, nella Chiesa, in base ai princìpi della nouvelle théologie. Forse ci sarebbe voluto un pizzico di prudenza in più unita a salutare fermezza, piuttosto che l’incauto ottimismo che faceva presagire una “primavera” religiosa. In ogni caso, è successo – e da allora il cattolico medio ha una nuova forma mentis, mediamente non cattolica… Il laico impegnato nei movimenti, invece, vede di solito la realtà attraverso la feritoia dei “valori” che gli hanno inculcato: tutto ciò che cade fuori della sua ristretta visuale semplicemente non esiste o, se per accidente lo vede, è semplicemente irrilevante. Cristo è l’idea che se ne è fatta il fondatore o eventualmente, per i più istruiti, questo o quel teologo à la page. Vogliamo curare la Chiesa con lo stesso virus che l’ha fatta ammalare? L’omeopatia spirituale, che io sappia, non l’hanno ancora inventata.

Se parlo con tanta sicurezza è semplicemente perché, da quando ho lasciato la mia famiglia per mettermi al servizio del buon Dio, più di trent’anni fa, ne ho viste e sentite letteralmente di tutti i colori nella Chiesa Cattolica: dall’estrema sinistra rivoluzionaria all’estrema destra tradizionalista, passando per le varie sfumature intermedie, ho mio malgrado conosciuto praticamente di tutto, non sempre per esperienza diretta – cosa che non è comunque possibile – ma almeno per contatti o informazioni sufficienti a farsi un’idea adeguata delle diverse posizioni. In tutto questo ventaglio di esperienze estremamente variegate, non ho ancora trovato un posto in cui poter dire: «Qui va bene, non ci sono problemi (troppo) gravi». Non farò per questo l’errore di idealizzare il monachesimo russo, ma non posso negare che esso eserciti su di me, da parecchi anni, un fascino magnetico che solo il fatto della millenaria divisione vale a frenare.

Confesso di avere ormai la nausea per la squallida farsa che da mezzo secolo si recita in casa nostra e di non avere più la minima stima per i commedianti che si ostinano a trascinarla stancamente, quasi tutti lamentandosi monotonamente per l’attuale stato di cose, ma senza voler ammettere di aver sbagliato strada e di dover radicalmente cambiare. La maggior parte, anzi, continua a lasciarsi stolidamente incantare dalle sirene spirituali del momento: che sia il cappuccino carismatico, lo pseudomonaco mediatico o il defunto cardinale eretico, si tratta solo di ignobili mistificatori che hanno condotto il popolo cristiano e le sue guide dritto nelle sabbie mobili di una falsa spiritualità, tendenzialmente gnostica, in cui il Sacrificio redentore non ha più alcuna rilevanza (anzi non viene più nemmeno nominato) e la vita morale non deve assolutamente entrare (anzi è bandita come fariseismo tout court). Il successo strepitoso del falso profeta è stato preparato da questi e altri personaggi, assurti a maestri indiscutibili di un nuovo e gelatinoso Verbo.

Se la Provvidenza ha permesso lo scisma del 1054, lo ha fatto forse in previsione dei tempi odierni, perché una parte della Chiesa si mantenesse indenne dall’apostasia modernista. Se anche il Patriarca di Costantinopoli, purtroppo, sembra essersi accodato al corteo dell’imperante ecologismo chiesastico, in fondo ateo e naturalista, la parte più numerosa dell’Ortodossia, uscita da una spaventosa persecuzione dai tratti apocalittici, mantiene salda la fede dei Padri, almeno nella sostanza. La rinascita del monachesimo, in seno al Patriarcato di Mosca, ha semplicemente del prodigioso. Nonostante i ripetuti e feroci tentativi di estinguerlo, ha mantenuto vive le tradizioni degli antichi asceti, dei venerati padri spirituali, dei folli in Cristo, dei taumaturghi che leggono nei cuori e toccano la coscienza anche dei più convinti nemici di Dio…

Per far conoscere questo mondo diverso, fantasticamente reale, in cui il Cielo è di casa e le sue meraviglie all’ordine del giorno, non posso fare a meno di consigliare la salutare lettura di un libro straordinario che lo descrive in presa diretta, in modo franco e realistico, senza dissimularne le asperità e le durezze, ma facendo comunque risplendere la luce soprannaturale che da esso emana. È un’umanità a tutto tondo, autentica, di carne e sangue, che emerge dalle storie vissute che vi sono raccontate, ma al tempo stesso un’umanità trasfigurata dalla preghiera e dalla grazia. Niente a che vedere con gli spettri nutriti di concetti astratti che girano da noi, che hanno perso ogni contatto con sé stessi e con la realtà oggettiva, smarriti come sono nel loro mondo virtuale di idee bislacche. Come dono pasquale, eccovi una bella recensione del libro, che vi farà certamente decidere di acquistarlo su due piedi e di divorarlo avidamente – ma non senza meditare seriamente le vivide lezioni che ci danno questi testimoni dell’unico Verbo, sempre uguale e sempre nuovo. Christòs voskrése! Vo ìstinu voskrése! Cristo è risorto! È veramente risorto!

69 commenti:

tralcio ha detto...

Caro don Elia,
innanzitutto ancora gli auguri per questa Santa Pasqua!
Vorrei condividere alcuni spunti e, se possibile, chiedere un suo commento.

Penso, nella prospettiva indicata nell'articolo, che il vero dramma del cattolicesimo deludente di questa temperie possa risiedere nello smarrimento del "cuore", ridotto a sentimentalismo e varia psicologia e privato del ruolo di centro della persona e luogo dell'apporto nel nous-intelletto divino, tuttora tipico della cristianità orientale.

I vari bla-bla sulla Parola, hanno però eluso di fare i conti con le espressioni che fanno del cuore e non della mente il centro della persona aperta al mistero e perciò allo Spirito che sia quello santo e non quello del tempo (in cui "il tempo è superiore allo spazio", "l'importante è avviare processi" e altre simili espressioni della "cultura religiosa").

Recentemente ho assistito al film su Veronica Giuliani. Consiglio a tutti di vederlo: la santa arrivò a fare scambio di cuori (fisicamente!) con Gesù. Alla sua morte, l'autopsia rilevò la presenza, disegnata sul muscolo cardiaco, degli strumenti della passione di Gesù.

Da questa strabiliante comunione mistica fatta di adorazione al Signore, in una diuturna liturgia che è la nostra vita, purificando opportunamente l'altare del nostro cuore perchè lì si possa effettivamente vedere Dio (e non qualche proiezione dei TG mondani con i loro protagonismi tutti orientati al principe di questo mondo), ci siamo ridotti a pensare Dio, a fare di Dio un'idea o ideale utile a questa o quella iniziativa, centrata sull'uomo.

E' recentemente uscito un articolo di Benedetto XVI scritto nel 2015. Vi trovo scritto:

Nulla si anteponga al Culto divino. Con queste parole San Benedetto, nella sua Regola (43,3), ha stabilito la priorità assoluta del Culto divino rispetto a ogni altro compito della vita monastica. Questo, anche nella vita monastica, non risultava immediatamente scontato perché per i monaci era compito essenziale anche il lavoro nell’agricoltura e nella scienza... Nella coscienza degli uomini di oggi le cose di Dio e con ciò la liturgia non appaiono affatto urgenti. C’è urgenza per ogni cosa possibile. La cosa di Dio non sembra mai essere urgente... la priorità di Dio che abbiamo dimenticato vale per tutti. Se Dio non è più importante, si spostano i criteri per stabilire quel che è importante. L’uomo, nell’accantonare Dio, sottomette se stesso a delle costrizioni che lo rendono schiavo di forze materiali e che così sono opposte alla sua dignità.
Negli anni successivi al Concilio Vaticano II sono nuovamente divenuto consapevole della priorità di Dio e della liturgia divina. Il malinteso della riforma liturgica che si è ampiamente diffuso nella Chiesa cattolica portò al mettere sempre più in primo piano l’aspetto dell’istruzione e della propria attività e creatività. Il fare degli uomini fece quasi dimenticare la presenza di Dio...

... concludo sotto con la parte più forte delle parole del Santo Padre, direi "purificato".

tralcio ha detto...

...

In una tale situazione divenne sempre più chiaro che l’esistenza della Chiesa vive della giusta celebrazione della liturgia e che la Chiesa è in pericolo quando il primato di Dio non appare più nella liturgia e così nella vita.

La causa più profonda della crisi che ha sconvolto la Chiesa risiede nell’oscuramento della priorità di Dio nella liturgia.

XXXX Tutto questo mi portò a dedicarmi al tema della liturgia più ampiamente che in passato perché sapevo che il vero rinnovamento della liturgia è una condizione fondamentale per il rinnovamento della Chiesa. XXXX

Ma al fondo, pur con tutte le differenze, l’essenza della liturgia in Oriente e Occidente è unica e la medesima.

E così spero che questo libro possa aiutare anche i cristiani di Russia a comprendere in modo nuovo e meglio il grande regalo che ci è donato nella Santa Liturgia.

Avevamo ridotto il Papa a fare la pop-star. E lui, che che conosce il terzo segreto di Fatima (forse non gli prestò credito trent'anni fa, ma ultimamente sì) si è tolto dallo "star system", dalle lobbies e "dall'organizzazione" e si è fatto monaco! Un Papa monaco, mentre attorno impazza il saeculum, secolarizzando ogni spazio sacro. Ha mantenuto gli abiti e il titolo di Papa e nell'insignificanza per il mondo ha aperto il cuore al Signore.

Di fatto ha smascherato che cosa sia oggi la Chiesa cattolica, nei suoi orientamenti maggioritari e di vertice. Sappiamo che esiste un partito lacustre svizzero molto forte.
Ha fatto emergere il relativismo che aveva indicato come nemico principale per la fede.
Ha fatto emergere un ecumenismo riformato(re) che poco o nulla ha di ortodosso.

Certi nemici, dice Gesù, si vincono solo con il digiuno e la preghiera, non li correggi con il potere. Gesù accettò la via crucis pur potendola evitare con uno schiocco delle dita.
Il cristianesimo non è un'imposta e non lo si vive rispettando farisaicamente le regole, specialmente quelle del politically correct che ci rendono graditi ai padroni del vapore...
Dire la verità è necessario, ma se nessuno ascolta, scuoti la polvere dai calzari e ciao.

La conversione dalla teologia dei salotti alla mistica dei monaci ci permette di contemplare l'intervento di Dio, cioè il trionfo del cuore immacolato di Maria.

Anonimo ha detto...

http://www.ilpopulista.it/news/15-Aprile-2017/12730/l-invasione-islamica-e-in-atto-parroco-sfida-il-politicamente-corretto.html

Anonimo ha detto...

"Viriliter agite et confortetur cor vestrum"

irina ha detto...

" Tutto nasceva dai fatti – di origine soprannaturale, sì, ma fatti. Gli attuali movimenti ecclesiali, invece, sono stati per lo più generati da un’idea..."

La FSSPX è nata dai fatti, l'Opus Dei è nato dai fatti, vissuti ed interpretati alla luce della milizia di Cristo. I loro fondatori sono stati forgiati uno dall'Africa, dove la responsabilità religiosa è responsabilità anche fisica delle proprie pecore; l'altro dalla guerra civile spagnola ove il sopravvivere quotidiano, proprio e degli amici, è stato miracolo mai dimenticato. Questi due esempi, diversi tra loro, hanno in comune la tempra del soldato, comandante in capo dell'esercito, propria dei loro fondatori. Queste guide non ci sono più. I loro figli e nipoti spirituali rischiano di perdere questo "carisma" del loro fondatore, soldato e stratega militare ad un tempo.
La mollezza odierna deriva, a mio parere, dal sopravvento di un malinteso spirito femminile cedente, accomodante, ninnante. Genericamente puttanesco. I consacrati ormai sono femminelle con la veste, anche se in maglione e jeans, non più maschi con la tonaca. Non fanno più neanche il militare. Parlano di ospedale da campo senza mai essere stati al fronte. Ricciotti che fu cappellano militare, ferito vide nelle sue membra la morte in faccia, scrisse anche la Vita di Gesù, che ci passiamo da clandestini, in una Chiesa col master ma, senza Maestro.

Luisa ha detto...

Una piccola perla tornelliana questa volta versione indignata:

http://www.andreatornielli.it/?p=8611

Posso condividere che la Messa e il pulpito non siano i luoghi più adatti per criticare un papa ( anche in questo caso vorrei avere il testo dell`omelia del sacerdote) , ma in questa chiesa della tenerezza, della misericordia, del amooooore, anche l`indignazione, che va sempre di pari passo con l`enfasi idolatrica per Jorge Bergoglio, sembra essere a geometria variabile.
Son passati i tempi in cui si poteva non solo criticare ma offendere e deridere dai pulpiti Benedetto XVI senza che nessuno (o pochissimi) alzasse il dito o facesse sentire la sua voce indignata.
E poi perchè Tornielli non riflette sul malessere di quel sacerdote che, anche se esagerando, non ha trovato un altro luogo e momento per esprimersi e forse anche far riflettere i fedeli sulla situazione attuale della Chiesa che, piaccia o non piaccia ai turiferari, è caotica?

Luisa ha detto...

Oggi dai pulpiti un sacerdote può dire e fare di tutto, di preferenza per essere apprezzato, con i dovuti riferimenti al Vescovo di Roma Jorge Bergoglio, deve trasformare le sue omelie in diatribe contro i ricchi, contro i duri di cuore che hanno paura dell`invasione islamica, che non aprono le porte e i cuori ai migranti che son tutti gentili e vittime innocenti senza pretese, richieste e secondi fini, contro chi ha bisogno di certezze per vivere la sua fede, contro la Chiesa del passato per loro ammuffita, chiusa, dura, rigida, senza misericordia e che teneva lontani i fedeli...
I sacerdoti possono servirsi delle loro omelie per addestrare i fedeli, e convertire quelli che oserebbero ancora resistere, all`accettazione della neo-chiesa in cui la Parola del Signore è contestualizzata e interpretata alla luce della cultura del mondo.
Da un pulpito puoi dire e fare di tutto ma che non sia mai detto che un sacerdote vada contro il pensiero unico che sta dominando la scena-teatro ecclesiale, chi va contro questa direttiva è pregato di prendere qualche giorno di riposo o è allontanato.
È la chiesa della misericordia a senso unico.

Elia ha detto...

Per Tralcio

Grazie per la citazione del testo di Benedetto XVI, che non conoscevo.
Nella Chiesa, effettivamente, si è perso il senso del primato di Dio a favore di un culto idolatrico dell'uomo, per cui la liturgia è diventata un pretesto per mettere in mostra sé stessi con le proprie "performance". La crisi nella Chiesa è strettamente legata a questo. C'è stato anche uno spostamento di baricentro nell'esperienza di Dio: dal "cuore" (inteso appunto non in senso sentimentalistico, ma come centro della persona e spazio interiore dell'incontro con Dio) si è passati alla mente e alle idee (per giunta di stampo immanentistico e relativistico). Anche quando si ricorda il primato di Dio, di conseguenza, si continua a parlare di un concetto astratto, senza neanche azzardarsi, di solito, a suggerire un cambio di marcia e di abitudini; sono parole al vento, che al massimo possono rafforzare una falsa sicurezza: il sentirsi a posto perché si è pensato e parlato di qualcosa...
L'essenza della liturgia è veramente la stessa in Oriente e in Occidente, se per liturgia occidentale intendiamo quella che ci è stata trasmessa dalla Tradizione, non quella fabbricata a tavolino per compiacere i protestanti. L'Oriente cristiano può aiutarci a ricuperare il primato di Dio e la necessità di "scendere nel cuore" per incontrarlo. Anche la tradizione del "monachesimo interiore" può essere una via da scoprire per vivere lo spirito monastico nel mondo, contribuendo così alla sua salvezza con la preghiera e la penitenza.

Anonimo ha detto...


Don Elia o Pope Elia?

Felice ha detto...

La FSSPX non è un movimento

Anonimo ha detto...

Bergoglio è il più grande sponsor dell'immigrazione clandestina, dell'importazione di clandestini di ogni risma e specie, del peggiore pattume quale materiale di risulta della specie umana. Sostenendo alacremente questa folle aberrazione, di fatto, sostiene i disegni criminosi di coloro che lucrano gestendo questo mercato delle vacche grasse. Inoltre è completamente sordo e incurante delle gravissime ripercussioni cui espone l 'Italia, sotto il profilo dell'Ordine e della Sicurezza Pubblica, nel presente e nel futuro molto prossimo. Da una figura di così alto spessore non possono essere proferite espressioni di incitamento all'illegalità e, soprattutto, alla dissoluzione dell'identità culturale, sociale, tradizionale della nostra Italia e dell'intero continente europeo che nulla hanno da spartire o condividere con queste orde di soggetti. Il tutto, ovviamente in buona pace del governo italiano e determinati ambienti pseudo cattolici, complici del criminale disegno.

marius ha detto...

L'erba del vicino è sempre più verde

Anonimo ha detto...

http://lascuredielia.blogspot.fr/p/columbanus-peregrinus.html
da leggere assolutamente !

Luigi Rmv ha detto...

Condivido con tutti.
A conferma di quanto scritto da Don Elia, un ulteriore esempio concreto: il Dio-Amore della Bergoglio & Scalfari Spa, una converte di falsità e fesserie, che il papa, evidentemente, tacendo acconsente:
http://www.repubblica.it/politica/2017/04/16/news/questa_pasqua_anche_per_gli_atei_si_chiama_francesco-163117335/

Questa Pasqua, dunque, non e' Gesù Cristo risorto dai morti, ma "si chiama Francesco"... YEA...!

Tra le tante c...orbellerie, riporto questa:
"...Gesù e i suoi apostoli dopo la crocifissione e il Resurrexit si sono identificati con il sostegno dei poveri, degli esclusi, dei deboli. Interi popoli sono condizionati da queste situazioni. A Lui non importa chi abbia una fede religiosa oppure nessuna. Meritano comunque il sostegno fisico e spirituale della Chiesa Missionaria, la sola in cui ha riposto tutta la sua energia, il suo appoggio e la sua identificazione.
"...

jn ha detto...

ieri 16 aprile

Buon compleanno a Papa Benedetto, che compie 90 anni nel giorno di Pasqua

rivedere quel giorno 19 aprile del 2005

https://www.facebook.com/473362412844155/videos/vb.473362412844155/723192677861126/?type=2&theater

che nostalgia ! sembrava di poter intravedere un rinascimento sacro della Chiesa, e invece i lupi erano dietro l'angolo.....come lui già sapeva

marius ha detto...

Dalla padella nella brace

Luigi Rmv ha detto...

Mi devo autocorreggere: in realtà l'affermazione di Scalfari sul papa è vera, a Bergolgio non importa più nulla della fede religiosa, l'ha dissolta nella politica.

La riflessione di Benedetto XVI riportata da Tralcio, invece, a mio avviso, conferma che, nonostante le responsabilità per alcuni punti del post concilio in linea con Bergoglio, c'è comunque una bella differenza tra i due.

Oltre all'abisso a livello teologico e culturale, BXVI è in buona fede, si rende conto degli errori e dei danni che essi hanno causato alla Fede.
Bergoglio no, non li considera errori e rafforza eresie e confusione.

Luigi Rmv ha detto...

Scusatemi, prometto che non rompo più, ma non conoscevo l'ultima bestemmia del papa, l'ho letta ora sul Corriere delle Regioni in un articolo dell'eccellente Francesco Lamendola:

http://www.ilcorrieredelleregioni.it/index.php?option=com_content&view=article&id=11785:la-bestemmia-di-pasqua&catid=70:chiesa-cattolica&Itemid=96

Non dice cose a noi nuove, ma l'articolo è da incorniciare.

Anonimo ha detto...

"Bergoglio è il più grande sponsor dell'immigrazione clandestina, dell'importazione di clandestini di ogni risma e specie."

Ormai si sono accorti tutti che la sua è una idea fissa, diventa persino imbarazzante, in ogni omelia , in ogni occasione, in ogni festività, da Natale a Pasqua sembra che per Bergoglio l'unico messaggio evangelico, l'unica cosa che conta sia quello di accogliere i cosiddetti "migranti". A lui non importa un fico secco che la stragrande maggioranza dei Vescovi africani preghi ed implori i giovani dei loro paesi di non emigrare ma di rimanere nei loro paesi per edificarne un futuro migliore e cristiano!
I casi sono due o hanno ragione quelli che ritengono che voglia portare a compimento il "piano Kalergi" ( *)oppure è proprio una fissazione demenziale. In entrambi i casi..che Dio ci aiuti!

(*)Piano Kalergi”. Secondo questa teoria, esisterebbe un piano ben architettato e sistematicamente perseguito da diversi soggetti (Stati Uniti, Unione Europea, ecc.), che avrebbe come scopo prioritario la distruzione dei popoli europei attraverso un “miscuglio razziale” con le ingenti masse allogene che ogni giorno affluiscono sul nostro continente. L’iniziatore di questo disegno diabolico sarebbe il conte “Kalergi”, che negli anni Venti fondò il movimento Paneuropa.

Anonimo ha detto...

Ho acquistato il libro "Santi di tutti i Giorni" qualche tempo fa ma purtroppo fino ad ora mi è mancato il tempo per leggerlo. Sono cattolico (o lo ero, ora non saprei secondo i canoni di purezza politicamente corretta richiesti da Bergoglio e dai suoi) ma tra una Chiesa Cattolica ideologica che è uno dei kapo' del Potere Globale di cui propaga ogni slogan e campagna e una Chiesa Ortodossa Russa legata alle radici e ai valori di una volta nonchè appartenente a un Paese aggredito e posto sotto assedio da parte del suddetto Potere Globale non ho alcun dubbio su chi scegliere.
Miles

Alessandro Mirabelli ha detto...

In alcuni casi i cosiddetti movimenti servono a lobotomizzare i cervelli e ad anestetizzare le coscienze. Ricordo di una responsabile diocesana di un cosiddetto movimento che leggeva tranquillamente i libri di Vito Mancuso senza neppure accorgersi che egli non solo non è cattolico ma neppure e' cristiano. E sempre la stessa responsabile diocesana criticava Formigoni poiché costui ai tempi del caso Englaro aveva impedito che la povera Eluana potesse essere eseguita con la pena capitale della morte tramite fame e sete in una struttura sanitaria della Lombardia. Cioè costei, ancorché fosse stata amica di una ragazza beatificata da Benedetto XVI, non riusciva a distinguere o forse non voleva quale era il discrimine fra eutanasia ed accanimento terapeutico pur essendo un coordinatore infermieristico. In un altro caso una appartenente ad un altro movimento non si fece nessun problema a votare per rifondazione comunista nelle elezioni regionali del 2005.
In un terzo caso un'altra appartenente ad un ulteriore movimento mi definì un tradizionalista quando le dissi, nell'ottobre del 2013, che Bergoglio non mi piaceva. Loro sono abituati a bere tutto ciò che il capo del movimento o il suo successore afferma. Non hanno il minimo spirito critico. Nella maggior parte dei casi i movimenti sono chiese - sette nella Chiesa.

Da Fb ha detto...

17 4 2017
CHI LAVA I PIEDI AI LONTANI SI SALVA! Al contrario: Chi si inginocchia dinanzi al Santissimo Sacramento manifesta una mentalità Antiquata, barbara e Sacrificale nemica dei Diritti dell'Uomo! Questo dirà il Nuovo Arianesimo in corso. E’ lo stesso ragionamento che faccio da quando ... La Lavanda dei Piedi è diventato il Centro del Cristianesimo e il Centro del mondo. La Solidarietà umana ha sostituito il Mistero del Sacrificio di Cristo. E' il Nuovo Volto dell'Arianesimo! La Nuova Religione recita: Chi lava i Piedi ai Lontani si Salva! Non chi segue la Legge Morale e si impegna a fare il bene oggettivo, come invece diceva Ario. Ma chi si inginocchia a lavare i Piedi ai più lontani e periferici, questo si salva! Per meglio capire l'incestuosa centralità della Lavanda dei Piedi al posto dell'Istituzione del Santissimo Sacramento bisogna aggiungere: 1) la Lavanda dei Piedi non è un gesto di solidarietà umana verso gli esclusi e i bisognosi ma un Gesto di valore Sacramentale - unito alla Confessione e alla Eucarestia - che parla di Redenzione e Assoluzione dei Peccati, cosa che può fare solo Dio in Persona. 2) La Lavanda dei Piedi nel Vangelo di Giovanni è il modo con cui Giovanni presenta l'Istituzione del Sacrificio Eucaristico così come viene presentato dagli altri tre Evangelisti. Quindi: ridurre il Santo Sacramento - nella forma dell'Ultima Cena o della Lavanda dei Piedi - a un Gesto di Solidarietà umana è il Nuovo Arianesimo. Quando sarà detto Solennemente e Pubblicamente - che "bisogna inginocchiarsi di fronte a degli uomini come noi per lavare i Piedi ai Lontani e che non bisogna più inginocchiarsi di fronte al Signore nel Pane e nel Vino della Santa Messa" - quando verrà detto pubblicamente ciò - sapremo che siamo di fronte all'Abominio della Desolazione annunciato dal Nuovo Testamento come Segno dei Tempi Apocalittici e come Segno dell'Anticristo tra noi. rdv

irina ha detto...

@ Felice
La FSSPX non è un movimento

Sì. Era mia intenzione copiare solo la prima frase. Ho lasciato anche parte del seguito perchè non contraddiceva il succo del mio pensiero che poi ho espresso solo per metà. Era mia intenzione sottolineare le caratteristiche biografiche di due fondatori che, nei fatti, li hanno portati ad affrontare la loro missione con uno spirito di milizia di cui oggi si tace e a cui loro stessi,forse, neanche pensarono. Ma che infusero nella loro opera, perchè quelle circostanze esistenziali sostanziarono la loro fede e il loro stesso modo di essere.Quindi nello spirito del fondatore, a mio avviso non c'è solo la sua missione e le regole che dispone per i suoi ma anche chi lui è, in quali circostanze si è formato, quali le responsabilità che si è assunto nello svolgere la sua vocazione. Il mio pensiero non finiva qui.Ho accennato brevemente al fatto che non è facile portare, attraverso il tempo, tutti i motivi, le intenzioni,l'eredità ricevuta. Anzi è difficile. Molto. La storia ce ne parla. Lungo i secoli quanti ordini hanno avuto i loro periodi lassi. Noi siamo in una epoca di grande decadenza. E' evidente in ogni ambito. Ma se è vero, come è vero, che la Chiesa Cattolica è stata oggetto, scientemente, di assalti, volti alla sua distruzione, per centinaia e centinaia di anni, la sua condizione odierna non stupisce. Le infiltrazione che la Chiesa ha subito negli anni l'hanno snaturata. I movimenti, gran parte almeno di essi,sono specchio di una situazione che constatiamo ad ogni livello, anche altissimo, della gerarchia. Venendo meno l'insegnamento capillare, che faceva del più semplice dei semplici, un essere umano pieno di dignità che poteva stare al pari con chiunque, ora ci troviamo spesso davanti non solo ad una ignoranza grossolana diffusa in basso, ma anche, molto spesso, ad una superbia, ignorante, arrogante, ideologica diffusa ai livelli più alti. Come più volte è stato scritto in qualche commento, non resta che ciascuno di noi cerchi di restaurare i suoi buchi e quelli dell'ambiente in cui vive, senza aspettarsi altro che di essere irriso ed isolato. Questo solo possiamo fare per il Regno. Noi qui abbiamo il compito di dire la Verità, con le nostre parole.

Pietro C. ha detto...

" I consacrati ormai sono femminelle con la veste, anche se in maglione e jeans, non più maschi con la tonaca." (Irina)

È vero, è così. La maggioranza oramai ha una base umana inconsistente. Se poi su questa base umana traballante si da una identità di prete evanescente, il gioco è fatto e abbiamo il clero odierno!

Come ho scritto nel mio ultimo post (di "Traditio Liturgica") la morale di fatto è qualcosa di poco importante. È come se, per fare un esempio, un idraulico (metafora per indicare un vescovo) pensasse che un tubo (metafora per indicare un prete) arrugginito e bucato valesse come uno nuovo e che basta che quello bucato sia ben nascosto nel muro e nessuno lo veda.
I cristiani, poi, mi preoccupano ancora di più perché la maggioranza non si fa alcun problema se questi "tubi rotti e arrugginiti" sputano acqua sporca e allagano i muri.
Sembra che alla maggioranza dei cristiani, tutto sommato, questo vada bene.
Poi arriva il capo degli idraulici (metafora per indicare il papa) e dice che chi stabilisce delle norme per una corretta idraulica è un fariseo, un pelagiano, degno di ridicolo e di derisione. La realtà, dice, non è la teoria e bisogna stare nella realtà e accontentarsi di acqua sporca e di muri allagati.
L'esempio dell'idraulica da perfettamente l'idea che in questo contesto è come essere in un veroautentico manicomio. E con i matti, mi hanno insegnato, non è possibile parlare. Meglio cambiare ambiente.

irina ha detto...

Detto questo, bisogna aggiungere che non è tutto così.Abbiamo tanto parlato di coordinazione che non c'è, e di tante sfumature che dividono quelli che più o meno la pensano in modo simile. La mancanza di una guida si fa sentire. Di tanto in tanto mi ritorna fatto di pensare che solo un'opera insieme può essere l'alternativa edificante una società minata dalle fondamenta. Sarà la terza o quarta volta che ne parlo a vuoto, ma non dispero. La scuola mi sembra l'alternativa giusta. Ci sono in essere iniziative di scuola parentale. Rimane però un'esperienza frammentata nello spazio. Più passa il tempo più la vedo come una comunità entro una comunità più grande. Senza arrivare all'isolamento in zone disabitate. Ne riparleremo al momento opportuno.

Che vuoi che sia per Ser Pantalone , spiccioli ! ha detto...

Previsti 4,6 miliardi di spesa per il soccorso dei migranti nel 2017
Ondata di sbarchi nel lungo ponte di Pasqua: soccorse oltre 8.300 persone, sette i morti
http://www.interris.it/2017/04/17/117941/posizione-in-primo-piano/primopiano/previsti-46-miliardi-di-spesa-per-il-soccorso-dei-migranti-nel-2017.html

Anonimo ha detto...


"@ Attenzione a non entrare in un vicolo cieco

Capisco che Don Elia possa trovare conforto spirituale nel misticismo del monachesimo russo di fronte allo squallore nel quale è ridotta la Chiesa cattolica oggi, portata allo sbando proprio dai suoi pastori. Tra vari altri aspetti, colpisce in particolare l'impoverimento spaventoso della liturgia e la caduta di ogni afflato veramente mistico.
Ma andare ad abbeverarsi alle sorgenti di una spiritualità che resta sempre viziata in radice dal rifiuto del Filioque, oltre che da una mentalità scismatica ed ostile al cattolicesimo (a quello di sempre, non solo a quello decaduto del momento presente) non presenta il rischio di andare a finire in un vicolo cieco? La liturgia buona e bella ce l'abbiamo anche noi, è il rito romano antico, ci è stato conservato grazie soprattutto alla battaglia combattuta dalla FSSPX. E non abbiamo noi cattolici una grande tradizione di autori mistici, di vario livello e intensità? Non credo ci sia bisogno di far nomi.
Allora mi chiedo: che bisogno c'è di ricorrere ai russo-bizantini? La cui spiritualità, tra l'altro, ha sempre avuto, se non erro, aspetti anche torbidi: basta vedere, per fare un esempio storico, che cos'erano i "pazzi di Dio" che popolavano la corte dell'ultimo sfortunato zar, Nicola II.
Don Elia è certamente mosso dalle migliori intenzioni ma non mi sembra che questo suo insistere sui supposti vantaggi derivanti dalla frequentazione della spiritualità "ortodossa" sia una buona cosa, per noi cattolici.
PP

marius ha detto...

Se parlo con tanta sicurezza è semplicemente perché, da quando ho lasciato la mia famiglia per mettermi al servizio del buon Dio, più di trent’anni fa, ne ho viste e sentite letteralmente di tutti i colori nella Chiesa Cattolica: dall’estrema sinistra rivoluzionaria all’estrema destra tradizionalista, passando per le varie sfumature intermedie, ho mio malgrado conosciuto praticamente di tutto, non sempre per esperienza diretta – cosa che non è comunque possibile – ma almeno per contatti o informazioni sufficienti a farsi un’idea adeguata delle diverse posizioni. In tutto questo ventaglio di esperienze estremamente variegate, non ho ancora trovato un posto in cui poter dire: «Qui va bene, non ci sono problemi (troppo) gravi». Non farò per questo l’errore di idealizzare il monachesimo russo, ma non posso negare che esso eserciti su di me, da parecchi anni, un fascino magnetico che solo il fatto della millenaria divisione vale a frenare.

Caro don Elia,
qualche ora fa ero in giro pedibus calcantibus e il massimo che sono riuscito a scrivere sono due brevi proverbi:

l'erba del vicino è sempre la più verde
e
dalla padella nella brace.

Perché?
Non nego che ad oriente esista una forte spiritualità che può infondere un grande fascino. Non è certo una novità.
Però ora io Le parlo da semplice fedele laico.
Le parlo da marito e padre di famiglia.
Come marito cattolico, dal giorno del matrimonio mi sono impegnato ad essere fedele al matrimonio sacramentale indissolubile ricevuto, cosciente del fatto che la famiglia, oltre ad essere la cellula fondante della società, è anche la Chiesa Domestica.
Questa fedeltà portata avanti con determinazione e anche sofferenza (in mezzo a tante imperfezioni e a tanti atteggiamenti criticabili ed errori di gioventù) è diventata nel contempo materia di testimonianza verso i figli, i quali, immersi nel relativismo della società moderna, faticano a concepire un impegno stabile e duraturo verso un partner.

Bene o male questo dono io l'ho ricevuto tramite il sacramento del matrimonio della Chiesa Cattolica, che nella sua formula liturgica recita:
"io prendo te come mia sposa e prometto di esserti fedele sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, e di amarti e rispettarti ogni giorno della mia vita".

Beh, questo -piaccia o no- la "chiesa ortodossa" non ce l'ha, o ce l'ha solo di facciata, in quanto prevede, in forza del suo concetto di oikonomia (tanto caro al tandem Bergoglio-Kasper), la possibilità DA PARTE DELLA CHIESA STESSA di dichiarare morto un matrimonio in cui è venuto meno l'amore.
Si può concludere che lì manca di fatto uno dei 7 sacramenti.
Almeno nel mondo occidentale il divorzio è decretato dallo Stato, non dalla Chiesa!

continua...

marius ha detto...

...continuazione

Insomma, LÌ SÌ CHE CI SONO PROBLEMI GRAVI !!!
D'accordo che il monaco russo avrà un spiritualità sopraffina, ma dovrà pur dirigere le anime dei laici che si rivolgono a loro! Cosa potrà insegnare loro se non ciò che la loro chiesa professa da un migliaio di anni?
Guardiamo in faccia alla realtà: là si insegna l'eresia (di cui la questione del matrimonio non è l'unico esempio).
Quindi non è solo questione di millenario scisma.

Lei dice appunto "non posso negare che esso eserciti su di me, da parecchi anni, un fascino magnetico che solo il fatto della millenaria divisione vale a frenare." ma io spero che il mio punto di vista di laico marito e padre, quindi basato su una realtà molto concreta come quella della famiglia come detto sopra, possa mitigare questo fascino che forse un po' romanticamente l'attrae (così sembra), e possa farLe focalizzare quella realtà molto concreta che silenziosamente e umilmente contribuisce alla diffusione del Regno Sociale di Cristo tramite l'osservanza della retta dottrina del suo insegnamento evangelico.
Retta dottrina, dottrina integra!
Nella cosiddetta ortodossia non lo è, anche se la sua autodenominazione ha la pretesa di lasciarlo intendere.

Dove è integra?
Beh, io non ho dubbi, ma per ora mi fermo qui.

Anonimo ha detto...

Chiedo perdono fin d'ora .
Pieta' di me Signore , secondo la Tua misericordia .
Il Curato d'Ars non aveva fedeli , si e' messo a fare ore e ore di Adorazione da solo , alla fine abbiamo visto come e' finita : otto ore e piu' nel confessionale tutti i giorni , a filtrare le anime . Tutti volevano andare ad Ars .
Ho potuto vedere gli effetti personali del Santo Curato d'Ars , le camicie lise , le scarpe irriconoscibili sformate dagli edemi agli arti inferiori . Che bella fine ! Consumarsi per Dio !
Mi piacerebbe finire i miei giorni piangendo tutti i giorni per averLo Coronato di spine , per averLo Crocifisso , per non averLo Amato .

http://www.globalist.it/news/articolo/214640/alle-vignole-mancano-fedeli-il-parroco-messa-solo-su-prenotazione.html

marius ha detto...

Caro don Elia.
si capisce benissimo chi siano

- il cappuccino carismatico,
- lo pseudomonaco mediatico,
- il defunto cardinale eretico,
- il falso profeta.

Ma chi è l'eremita dalle parole sofferte?
Se Lei ci informa che queste parole sofferte sono di un eremita, ci faccia sapere chi è (certamente sarà un personaggio degno di essere conosciuto).
Altrimenti a che pro suscitare la nostra curiosità dandoci solo mezza informazione? :-)

marius ha detto...

vedo solo ora l'intervento di PP che precede il mio.
Mi trova in perfetta sintonia. Grazie, PP

Pietro C. ha detto...

Ricordo una cosa, che dovrebbe essere elementare ma purtroppo non lo è affatto:

se la dottrina (di una Chiesa) non è integra, allora necessariamente pure la spiritualità non lo è perché la seconda discende necessariamente dalla prima, che lo si veda e lo si ammetta o meno.

Se una spiritualità è integra, allora anche la dottrina lo è.

Dissociare la spiritualità (ritenendola integra) dalla dottrina (non ritenendola integra o ritenendola indifferente) è una operazione puramente intellettuale che non può avere riscontro nella realtà.

Lottare per la pietà (la pratica cristiana) anticamente significava lottare pure per la dottrina!

Rr ha detto...

Alessandro Mirabelli:
Le coordinatrici infermieristiche sono, abbastanza spesso, uomini travestite da donne, quasi sempre molto ideologizzate, e MAI ideologizzate a destra. Spesso sono anche mancate suore.
Odiano i medici, soprattutto le donne medico, ed il loro compito principale è far lavorare poco le infermiere e gli imfermieri per le quali/i quali hanno un debole. E mettere i bastoni tra le ruote ai primari.
Per loro un malato come Eluana è sec.loro uno spreco di risorse umane ed economiche, perche' non guarisce e costa una fortuna.

Tra luce e tenebra ha detto...

Tra luce e tenebra
Voi mi chiamate luce e non mi vedete!
Voi mi chiamate via e non mi seguite!
Voi mi chiamate verità e non mi credete!
Voi mi chiamate amabile e non mi amate!
Voi mi chiamate signore e nulla mi chiedete!
Voi mi chiamate clemente e non mi invocate!
Voi mi chiamate sovrano e non mi onorate!
Voi mi chiamate potente e non mi servite!
Voi mi chiamate giusto e non mi temete!
Se un giorno vi condannerò, non m’incolpate!

Iscrizione sulla cattedrale di Lubecca

Anonimo ha detto...

Il prete che non celebra per mancanza di fedeli potrebbe celebrare la Messa lo stesso, unendo i propri sacrifici al Sacrificio di Cristo sulla Croce, il cui sacrificio si rinnova appunto a ogni Santa Messa, per fare in modo che i fedeli tornino all'ovile.
Tuttavia, lo ammetto, è un po' difficile aspettarsi questi ragionamenti dai preti moderni e modernisti... celebrare con tre fedeli, quindi, non ha senso. Non ci sono "clienti"? Si chiude il "negozio"...

mic ha detto...

A quel prete nessuno ha insegnato che non è l'assemblea che celebra, ma Cristo che riattualizza in Suo Sacrificio al quale l'assemblea si unisce. Ed è il prete e non l'assemblea che agisce "in persona Christi". L'offerta dei fedeli (in assemblea ma anche personalmente), si realizza solo a Sacrificio compiuto, in Cristo, dopo la Consacrazione...

Anonimo ha detto...

Ma cosa insegnano nei seminari?

Anonimo ha detto...

Anche io ho letto Santi di tutti giorni ma il libro che mi ha riempito di stupore e di ammirazione per la Chiesa ortodossa e'" La colonna e il fondamento dela verita'"di padre Pavel Florenskji figura straordinaria di genio matematico ed enciclopedico, c onvertitosi dall'agnosticismo in cui era stato educato e diventato prete ortodosso e morto martire in un lager comunista negli anni '30.
Padre Florenskji definisce la Chiesa sulle parole di San Paolo "Colonna e fondamento della verita', unico baluardo contro le menzogne e la disperazione del nihilismo.Chi della Chiesa cattolica oggi osa rivendicare alla Chiesa il ruolo di colonna e fondamento?
VI invito tutti a leggere questo libro profondissimo per intelligenza e spiritualita', non per diventare ortodossi ma per amore dela Verita'.Nonc'e'in. esso una sola frase che un cattolico non possa condividere ed e'al'altezza secondo me di Sant'Agostino e di Pascal.

Discepolo

Anonimo ha detto...

Sul prete di Sant'Erasmo nel Deserto, potete chiarirmi una cosa? È un prete "residente" in quella chiesa, oppure vi si reca solo in occasione delle messe?

--
Fabrizio Giudici

Anonimo ha detto...

Hanno firmato un appello repubblicano perché non sia votata Marine Le Pen.... Non c'è più bisogno di noi complottisti.
L’appello repubblicano è firmato da: Grand Orient de France (GODF), la Fédération française du Droit humain (FFDH), la Grande Loge féminine de France (GLFF), la Grande Loge féminine de Memphis Misraïm (GLFMM), la Grande Loge mixte universelle (GLMU), la Grande Loge mixte de France (GLMF) et la Grande Loge des cultures et de la spiritualité (GLCS).
(Maurizio Blondet)

Anonimo ha detto...

Tutte le Legioni della giudeo massoneria giacobina si stanno scatenando contro il Front National della Le Pen

http://www.antimassoneria.org/tutte-le-legioni-della-giudeo-massoneria-giacobina-la-le-pen/

Anonimo ha detto...

Il prete che non celebra per mancanza di fedeli potrebbe celebrare la Messa lo stesso, unendo i propri sacrifici al Sacrificio di Cristo sulla Croce, il cui sacrificio si rinnova appunto a ogni Santa Messa, per fare in modo che i fedeli tornino all'ovile.
Tuttavia, lo ammetto, è un po' difficile aspettarsi questi ragionamenti dai preti moderni e modernisti... celebrare con tre fedeli, quindi, non ha senso. Non ci sono "clienti"? Si chiude il "negozio"...

Vittorio ha detto...

Sul prete di Sant'Erasmo nel Deserto, potete chiarirmi una cosa? È un prete "residente" in quella chiesa, oppure vi si reca solo in occasione delle messe?

Vi si reca solo in occasione della messe. Risiede a Lugano, che io sappia.

marius ha detto...

"Chi della Chiesa cattolica oggi osa rivendicare alla Chiesa il ruolo di colonna e fondamento?"

NOI

marius ha detto...

"Non c'e' in esso una sola frase che un cattolico non possa condividere ed e'al'altezza secondo me di Sant'Agostino e di Pascal."

Fantastico.
Avranno meno difficoltà a tornare (reditus) quando Dio lo renderà possibile

Jean ha detto...

Vi si reca solo in occasione della messe. Risiede a Lugano, che io sappia.


No. Prima stava a Lugano, da tempo si è installato a Chamonix.

tralcio ha detto...

Gesù non ha parlato alla mente ma al cuore degli uomini, perché Dio ama proprio come pensa.

Siamo noi, ammalati dal peccato, ad aver separato il pensiero (la ragione) dal bene e dal disinteresse, essendoci appiattiti sull’utile e il tornaconto, o la paura, secondo i criteri del mondo.

Perciò bisogna comprendere bene anche il significato profondo della preghiera che ci ha insegnato.

PREGARE IL PADRE NOSTRO CON IL CUORE

Padre Nostro
che sei presente e incontrabile nella parte più spirituale di noi,
il mio cuore timorato di Te viva la povertà di spirito, così che sia diminuito il mio io;
abbi pietà del mio cuore che accampa diritti e regna Tu quando mi sarò fatto più mite;
concedimi la scienza per consolare il cuore con il senso e il valore delle afflizioni patite;
e così come avviene nella mia vita spirituale, altrettanto lo sia in quella materiale.
Dammi la fortezza perseverante nel pane sopra-sostanziale perchè la fame non torni più forte;
donami il consiglio di un cuore misericordioso con chi mi offende, così come tu lo fai con me;
fammi la grazia di un cuore puro perché il dono dell’intelletto mi permetta di vedere Te
e così il mio cuore, guarito dalla malattia, goda la pace della sapienza di Te presente.

Orientale od occidentale?
Universale!

marius ha detto...

"Vi si reca solo in occasione della messe. Risiede a Lugano, che io sappia."

Mi è sfuggito da dove salta fuori il riferimento a S.Erasmo. Ha a che vedere con il thread di don Elia?

Si tratta di un prete che celebra VO?

Potrei sapere per favore come si chiama?
Oppure qualche riferimento per poterlo rintracciare?

Ev. scrivetemi su contattaci sul sito
https://scholacantorumsummorumpontificum.wordpress.com/contattaci/

Vittorio ha detto...

Rispondo a Marius.

Ha a che vedere con il thread di don Elia?

Sì.

Si tratta di un prete che celebra VO?

Sì, ma solo il mercoledì e il venerdì 2 volte al mese, solo se ci sono fedeli a sufficienza (il vescovo ha fissato, se la mia fonte è veridica, in 10 fedeli il numero minimo perché una messa sia celebrata). Il primo venerdì del mese celebra 2 messe, una alle 7 e l'altra alle 19.

Potrei sapere per favore come si chiama?

Questo non lo so.

Oppure qualche riferimento per poterlo rintracciare?

Scriva alla diocesi di Lugano, molto cattolica. Il vescovo Lazzeri è una persona squisita, grande studioso di lingue antiche, nominato vescovo da Papa Francesco. Il vescovo Lazzeri ama molto la liturgia in latino.

mic ha detto...

No. Prima stava a Lugano, da tempo si è installato a Chamonix.

Insomma è un sacerdote non residente. Il che spiega meglio l'accaduto.
Tuttavia il problema dei partecipanti alla messa, purtroppo, esiste.
Se è vera l'affermazione che il vescovo stabilisce un minimo di 10, sarebbe il "minian" dellòa sinagoga! Ma dove siamo?
Ci crediamo o no (ci crede quel vescovo) che la celebrazione di una messa anche da parte del solo sacerdote (che rappresenta e coinvolge la Chiesa tutta e non solo di oggi) ha un valore immenso?

In ogni caso se il celebrante risiede lontano, il discorso rientra piuttosto nella carenza di sacerdoti che è causa della carenza di fedeli...

Anonimo ha detto...


# Gesù ha parlato solo al cuore e non alla mente?

Il Discorso della Montagna parla solo al cuore e non alla mente?
Così lo concluse Nostro Signore:
"Pertanto chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà paragonato ad un uomo prudente, che ha fondato la sua casa sulla roccia ...Ma chi ascolta queste mie parole e non le mette in pratica sarà simile ad un uomo stolto, che edificò la sua casa sopra l'arena"(Mt 7, 24-26). La "prudenza" non viene dall'uso appropriato della recta ratio, tant'è vero che il suo contrario è la stultitia?
Oltre che al "cuore" Nostro Signore ci parla dunque anche alla "mente".
Al Pater Nostro "del cuore", preferisco in ogni caso quello insegnatoci da Nostro Signore, nei Vangeli.
PP

Anonimo ha detto...

Scusate, ho un minimo di confusione...

Il prete che non celebra, se non su "prenotazione", a cui mi riferivo era questo (fatto citato anche da Socci), riportato da uno dei commenti sopra:

http://www.globalist.it/news/articolo/214640/alle-vignole-mancano-fedeli-il-parroco-messa-solo-su-prenotazione.html

Ma è in laguna a Venezia... non ho capito Lugano e Chamonix... :-)

--
Fabrizio Giudici

Anonimo ha detto...

Scusate, ma che c'entra quel prete di Lugano o Chamonix o non so dove, con quello dell'isole delle Vignole nella laguna di Venezia che ora celebra solo su richiesta?!

Elia ha detto...

A proposito dell'eremita, chi sa dove risiedo può indovinare facilmente chi è.

marius ha detto...

Bisognerebbe che Vittorio si spieghi meglio

tralcio ha detto...

Mi scusi PP,
lei pensa forse che il cuore biblico (e cristiano) coincida con il volemose bene modernista tutto cioccolatini e smancerie?
Lei crede al potere della mente che vorrebbe razionalizzare persino Dio in una logica tipo 2+2=4?
Le sono forse sfuggiti nei vari passaggi i sette doni dello Spirito santo e -guarda caso- le relative beatitudini provenienti dal discorso della montagna, granitico come non mai?
Anch'io preferisco il Padre Nostro originale, ma attenzione alle traduzioni.
Un po' a causa di esse (chi santifica il nome di Dio? pane quotidiano o soprasostanziale? Dio ci induce in tentazione? liberi dal male o dal Maligno?) e un po' nella perdita di significato di certe espressioni (il cielo per molti è dove c'è la luna, rimettere i debiti fa pensare a Draghi e alla BCE), rischiamo sempre di perdere il filo...

Vittorio ha detto...

Io so da fonte sicura che il sacerdote in questione opera a Lugano. Ogni tanto va a Venezia. E' lì che celebra "su prenotazione". A Lugano, invece, celebra regolarmente, secondo le scadenze da me segnalate, con l'avallo del vescovo: minimo 10 pp per messa. So di una messa cui erano presenti 9 pp --una si era ammalata all'ultimo momento--, ed è stata sospesa. Quest'ultima notizia è paradossale, ma sembrerebbe vera.

Anonimo ha detto...


Caro Tralcio,
Quello che mi preoccupa è un ricorso al "cuore" visto in contrapposizione
alla "mente", cioè al ruolo della recta ratio.
Non dico in lei, ma ci vedo il pericolo di una sorta di "pietismo" cattolico se così posso
dire (o di una nuova forma di "quietismo"?). Grazie anche al rivolgersi, che mi sembra diffuso, come modello ad una spiritualità di tipo "bizantino" od "ortodosso" che dir si voglia, che a me sembra avvolgersi spesso nelle spire dell'irrazionale.
Sul piano umano, capisco le motivazioni che spingono in questa direzione. Ma non mi sembra questa la risposta adeguata alla crisi apocalittica che stiamo vivendo, nella quale la Provvidenza ci ha chiamato a combattere la buona battaglia nello spirito della nostra tradizione latina.
PP

tralcio ha detto...

Caro PP,
infatti la soluzione non è quella di contrapporre, bensì di unificare, stando attenti a stare al nostro posto, di servi inutili.

La mente (intesa come facoltà di ragionare, riconoscere e capire) è certamente utile alla fede (di fronte alla Sindone la scienza dà ragione al credente, mentre lo scettico può solo taroccare i campionamenti per trovare scuse). La mente umana tuttavia non può pretendere di "possedere" Dio "spiegandoLo" come un teorema. Tanto è vero che la liturgia ci porta davanti al mistero di Dio, non a una dimostrazione (e tanto meno alla "festa de noantri").

E' solo la contemplazione a vedere il resto. E, grazie a Dio, si può essere contemplativi anche senza diplomi e lauree. La Madonna in genere si affida a bambini o a persone semplici (da Lourdes a Fatima) che apprendono misteri nascosti alle menti più brillanti. Santa Veronica Giuliani, che poi fu stigmatizzata, giocava con Gesù Bambino fin da piccolo.
Natuzza Evolo, che a malapena parlava l'italiano, ripeteva parole in inglese o francese sentite dal proprio angelo custode etc etc. Cose successe, con testimoni.

Il mistico non è affatto un irrazionale, ma la visione di Dio che contempla esula dalla mera razionalità del nostro cervello! Troppi teologi oggi non sono nemmeno credenti, discettando di Dio come lo potrebbero fare di un atomo o di un variopinto lepidottero...
Eppure che "teste"! Ma che rischio di diventare protagonisti fino a "pensare Dio"...
Guarda un po' oggi che pletora di religiosi relegano Dio nell'ambito delle idee.
Gesù è spiazzante: il Verbo incarnato è molto fastidioso... Non sta nelle astrazioni.
A volte ti lascia il "miracolo eucaristico" giusto perchè non si astragga troppo.

E' così fin dalla creazione: i termini biblici per "immagine" e "somiglianza", che caratterizzano la creatura umana, non sono da pensare (come è portata a fare la razionalità concettualoide) in termini di "poster" o di "visione" la prima e di "sembianza" (come una nuvola che assomigli a un elefante) per la seconda. No: testualmente la prima è una scultura (cioè materia prima, creta, modellata da un artista che ne fa il suo capolavoro) e la seconda un calco, un'impronta, una capacità di accogliere lo spirito dell'artista.
Cioè cose molto concrete, che la teologia mentale tende a ridurre ad astrazioni incomprensibili a un bambino che invece capisce subito sculture e calchi. Non per nulla un mistico del calibro di San Luigi Grignion de Montfort parlava di Maria come di uno stampo!

Non direi perciò irrazionale una spiritualità che nutre la fede stando meno protesa nell'io: non nel senso di inventarsela o di fantasticare, bensì di stare umilmente con Dio perché sia Lui a colmare il nostro desiderio di essere Suoi.

marius ha detto...

@ Vittorio

c'è ancora nebbia fitta.
Alla fine non si capisce più se Lei Vittorio stia parlando di Venezia o di Lugano?

Per quanto ne so, le uniche Messe tridentine a Lugano sono quelle segnalate saltuariamente sul GdP (quotidiano Cattolico della Diocesi) nonché contenute sul sito della Diocesi, cioè nella prima domenica del mese a S.Carlo in via Nassa, celebrate da don Manfred Hauke, professore alla facoltà di Teologia di Lugano. Ma non c'è un numero minimo di persone quale conditio sine qua non.

Se non conosce il nome di quest'altro sacerdote, potrebbe dare qualche indicazione più precisa sul luogo?
Grazie

mic ha detto...

PP e tralcio,
è evidente che la vostra preoccupazione, come la mia e quella di ogni credente che si lascia trasformare dalla grazia non senza la sua collaborazione, mira a equilibrare Fides et ratio, Logos e Spirito, intelletto e volontà... e Qui ex Padre Filioque procedit opera sempre nella perfetta pericoresi Trinitaria.

marius ha detto...
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marius ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Vittorio ha detto...

c'è ancora nebbia fitta.
Alla fine non si capisce più se Lei Vittorio stia parlando di Venezia o di Lugano?

Venezia, Lugano e Chamonix sono le tre basi da cui opera , con visite anche a Milano, il Nostro buon padre.

Per quanto ne so, le uniche Messe tridentine a Lugano sono quelle segnalate saltuariamente sul GdP (quotidiano Cattolico della Diocesi) nonché contenute sul sito della Diocesi, cioè nella prima domenica del mese a S.Carlo in via Nassa, celebrate da don Manfred Hauke, professore alla facoltà di Teologia di Lugano. Ma non c'è un numero minimo di persone quale conditio sine qua non.

Questa aggiunta è stata fatta ultimamente.

Se non conosce il nome di quest'altro sacerdote, potrebbe dare qualche indicazione più precisa sul luogo?

Lugano è in Svizzera italiana, Chamonix in quella francese, Milano e Venezia in Italia (Piemonte e Veneto).

Grazie.

Anonimo ha detto...

Qui forse una descrizione più chiara:

http://www.famigliacristiana.it/articolo/mancano-i-fedeli-la-messa-sara-solo-su-prenotazione.aspx

--
Fabrizio Giudici

Luisa ha detto...

"Chamonix in quella francese..."

Chamonix non è nella Svizzera freancese ma in Francia...capisco poco o niente a questa specie di caccia al tesoro con relativi indovinelli sulla persona, se ho ben capito, di un sacerdote e sul luogo dove si troverebbe, ma non sarebbe più semplice dire il nome e il luogo o tacere?

marius ha detto...

... e Milano non è in Piemonte ma in Lombardia

Anonimo ha detto...

Basta adesso con questa confusione!
Il PARROCO là di quella isola ora celebra solo su prenotazione, non c'entra un prete ambulante che ogni tanto vien, dixit Vittorio, anche a Venezia (qualcuno lo conosce?)