Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

domenica 19 luglio 2026

19 Luglio. Il Sangue che apre la speranza

Qui le Litanie del Preziosissimo Sangue.
19 Luglio. Il Sangue che apre la speranza

Sangue di Cristo, speranza dei penitenti
Oggi la litanica ci fa invocare il Preziosissimo Sangue come speranza dei penitenti.

Il penitente non è semplicemente una persona che si sente in colpa. È qualcuno che ha riconosciuto il proprio peccato e ha cominciato a volgere il cuore verso Dio. La penitenza cristiana nasce da una grazia: vedere la propria miseria senza disperare. Questo è già un miracolo, perché l’uomo di solito oscilla tra due estremi poco geniali. O si giustifica fino a non vedere più nulla, o si schiaccia sotto il peso della colpa come se Dio non fosse più grande del suo peccato.

Il Sangue di Cristo è speranza dei penitenti perché il peccatore non torna a Dio contando sulla propria capacità di rimettersi in ordine. Torna perché Cristo ha versato il suo Sangue. La speranza del penitente non nasce dal dire: “d’ora in poi sarò impeccabile”. Nasce dal dire: “Signore, tu sei più fedele della mia infedeltà”. La conversione vera non è superbia travestita da buona volontà. È fiducia umile nella misericordia del Redentore.

Pensiamo a Pietro. Ha promesso fedeltà e poi ha rinnegato. Ha pianto amaramente, e quelle lacrime sono state l’inizio del suo ritorno. Non è stato salvato dalla sua forza, perché proprio la sua forza immaginata è crollata davanti a una serva. È stato salvato dallo sguardo di Cristo e dal Sangue che Cristo avrebbe versato anche per lui. Pietro diventa penitente perché smette di appoggiarsi su se stesso e accetta di essere raggiunto dalla misericordia.

La speranza dei penitenti è diversa dalla leggerezza superficiale. Il penitente non dice: “Dio perdona, quindi posso continuare come prima”. Questa non è speranza, è furbizia spirituale, una delle invenzioni più penose della coscienza addomesticata. Il penitente vero sa che il peccato ferisce. Proprio per questo desidera essere guarito. Sa di non potersi salvare da solo. Proprio per questo si affida al Sangue di Cristo.

Nel sacramento della Riconciliazione questa speranza diventa concreta. Entriamo con il peso della colpa, usciamo con la grazia del perdono. Non perché abbiamo spiegato bene il nostro caso, non perché abbiamo commosso Dio con la nostra tristezza, non perché il sacerdote ci abbia rassicurati con gentilezza. Usciamo perdonati perché il Sangue di Cristo è stato versato per la remissione dei peccati e continua a operare nella Chiesa.

Il penitente è un uomo che riprende il cammino. Non rimane seduto sulle macerie della propria caduta. Non trasforma il passato in una casa. Non fa del rimorso una forma di identità. La speranza cristiana gli dice che il peccato confessato non è l’ultima parola. L’ultima parola appartiene al Sangue dell’Agnello. Questo non cancella la memoria del male commesso, la trasforma in umiltà, vigilanza, gratitudine.

C’è una penitenza che può accompagnare questa giornata: riparare dove è possibile. Se abbiamo ferito qualcuno, possiamo chiedere perdono. Se abbiamo trascurato un dovere, possiamo riprenderlo. Se abbiamo lasciato crescere una cattiva abitudine, possiamo compiere un primo atto contrario. La penitenza non è tristezza sterile. È amore che desidera ricominciare in modo vero.

Il Sangue di Cristo, speranza dei penitenti, ci liberi dalla disperazione e dalla superficialità. Ci doni lacrime buone, quelle che non affondano l’anima ma la aprono alla grazia. Ci insegna a non avere paura della verità, perché la verità portata davanti a Cristo diventa luogo di guarigione.

Ogni penitente che torna a Dio è una vittoria del Sangue di Cristo. Ogni confessione sincera è una Pasqua dell’anima. Ogni ricominciamento umile è un segno che la misericordia non si è stancata di cercarci. E questo, considerando la nostra ostinazione, dice più sulla pazienza di Dio che sulle nostre qualità.

Alla scuola di san Gaspare
San Gaspare raccomandava la fiducia nel Divin Sangue. Il penitente vive di questa fiducia: riconosce la colpa senza minimizzarla e torna al Padre nel Sangue del Figlio, dove la misericordia diventa perdono e ricominciamento. (cfr. S. Gaspare del Bufalo, Lettera 859, Epistolario III.)

Preghiera
Gesù, speranza dei penitenti, donami lacrime buone e desiderio sincero di conversione. Liberami dalla disperazione che mi schiaccia e dalla superficialità che mi illude. Il tuo Sangue mi aiuti a riparare dove posso, a rialzarmi dove sono caduto e a tornare al Padre con cuore umile, fiducioso e grato.

Giaculatoria
Sanguis Christi, spes pæniténtium, salva nos.
Sangue di Cristo, speranza dei penitenti, salvaci.
don Mario Proietti 

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