Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

giovedì 3 marzo 2016

Roma 7 marzo. Santa Messa in Rito Domenicano Antico

S. Messa solenne in rito domenicano antico
Nella Festa di san Tommaso d’Aquino


Lunedì 7 marzo – ore 18.30
Chiesa della SS. Trinità dei pellegrini
Celebrante: P. Réginald Marie Rivoire, FSVF

La Fraternità San Vincenzo Ferreri, di cui la sede è a Chémeré-le-Roi in Francia, è un istituto religioso di diritto pontificio eretto nel 1988 dalla Pontificia Commissione Ecclesia Dei
D’ispirazione domenicana, attinge le sue forze nell'osservanza regolare e nella liturgia tradizionale. Discepoli di san Tommaso d’Aquino, i frati sono prima di tutto apostoli, di cui la predicazione è orientata alla “salvezza delle anime mediante la luce” (santa Caterina di Siena).
www.despierresquiprechent.org
* * *


Colgo l'occasione per ricordare a tutti gli amici romani e a chi, interessato, si trovasse di passaggio per Roma che, in Via di San Giovanni in Laterano, nel priorato affidato alla cura dei frati della Provincia Irlandese, viene celebrata pubblicamente la Messa bassa in Rito Domenicano Antico

ogni Sabato alle ore 9:30 a.m.
San Clemente al Laterano 

Una defezione mai vista

Che fine ha fatto la folla che gremiva la Piazza?
Udienza generale 2 marzo 2016

mercoledì 2 marzo 2016

4-5 Marzo. Sante Messe in Rito Antiquior a Rivarolo Canavese

Associazione Cardinal G. Saldarini
per la liturgia latino-gregoriana “Summorum Pontificum”
(Coetus fidelium stabiliter existens ex art. 5 M.P. Summorum Pontificum
et art. 15. Instr. Universae Ecclesiae)

Si segnala la seguente iniziativa del Rev don Raffaele Roffino, Parroco di Rivarolo Canavese:
In occasione dell'iniziativa "24ore per il Signore",
saranno celebrate le seguenti SS.Messe in rito antico


Venerdì 4 e Sabato 5 Marzo 
Chiesa Parrocchiale di San Giacomo in Rivarolo
Venerdì 4: ore 19; 21; 22.30 (dalle ore 21 adorazione eucaristica e confessioni)
Sabato 5: ore 6.15; 8.15; 10; 16. (dopo la Messa delle 6.15 e sino alle 12, confessioni).
(foto: S. Messa in rito antico a Rivarolo canavese, chiesa di S. Michele, celebrante don Nicola Bux, assistenza dell'ordinario diocesano S. E.R. mons. Edoardo Cerrato)

Perché a volte le nostre preghiere non sono esaudite?

Presentazione e due notiziari precedenti [qui - qui - qui] di: FdS ==> Fede di Sempre.

NEWSLETTER 2016 - 28
Perché a volte le nostre preghiere non sono esaudite?

Beato Claudio de la Colombière
Con la preghiera noi comunichiamo con Dio, stiamo di fronte a lui in un colloquio intimo. Lui parla al nostro cuore e noi ci rivolgiamo a lui in atteggiamento di adorazione ringraziandolo, lodandolo, ma anche sottoponendo a lui tutte le nostre sofferenze e preoccupazioni, fisiche e morali.
Gesù stesso ci raccomandò di rivolgerci al Padre, in suo nome, dicendoci: “Tutto quello che chiederete con fede nella preghiera lo otterrete “ (Mt. 21, 22).
Da che cosa deriva dunque che tante preghiere non vengono accolte? Una ragione per cui otteniamo così poco da Dio è che noi domandiamo troppo poco e con poca insistenza.
Egli ci ha però anche detto: “Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia e tutto il resto vi sarà dato per giunta” (Mt. 6.33)
Senza questo ordine e priorità, senza chiedere prima il regno di Dio e la sua giustizia, tutto il resto potrebbe essere nocivo, e normalmente lo è, e per questo Dio ce lo rifiuta!
La nostra santificazione è infatti il fine che Dio si propone in tutta la condotta che tiene a nostro riguardo.
Per questo chiedere di essere liberati da certi mali, anche fisici, prima di chiedere di essere liberati da mali spirituali ben più gravi può non essere opportuno. Difatti anche le prove e i castighi sono benefici di Dio, segni della sua misericordia, coi quali desidera correggerci, umiliarci o spogliarci dei nostri beni, per liberarci dal vizio e portarci alla virtù.

2 marzo 1939. Veniva eletto papa Pio XII

Il 2 marzo 1939 veniva eletto Papa Eugenio Pacelli, Pio XII.
[vedi, nel blog, su Pio XII: qui - qui - qui]


Nella foto a lato, appena eletto, si avvia alla Loggia delle benedizioni.
Riprendo parole ancor oggi attualissime dalla sua prima enciclica Summi Pontificatus:
Venerabili fratelli! vi può essere dovere più grande e più urgente di «annunziare ... le inscrutabili ricchezze di Cristo» (Ef 3,8) agli uomini del nostro tempo? E vi può essere cosa più nobile che sventolare il vessillo del Re davanti ad essi, che hanno seguìto e seguono bandiere fallaci, e riguadagnare al vittorioso vessillo della croce coloro che l'hanno abbandonato? Quale cuore non dovrebbe bruciare ed essere spinto al soccorso, alla vista di tanti fratelli e sorelle, che in seguito a errori, passioni, incitamenti e pregiudizi si sono allontanati dalla fede nel vero Dio, e si sono distaccati dal lieto e salvifico messaggio di Gesù Cristo? Chi appartiene alla milizia di Cristo - sia ecclesiastico, sia laico - non dovrebbe forse sentirsi spronato e incitato a maggior vigilanza, a più decisa difesa, quando vede aumentar sempre più le schiere dei nemici di Cristo, quando s'accorge che i portaparola di queste tendenze, rinnegando o non curando in pratica le vivificatrici verità e i valori contenuti nella fede in Dio e in Cristo, spezzano sacrilegamente le tavole dei comandamenti di Dio per sostituirle con tavole e norme dalle quali è bandita la sostanza etica della rivelazione del Sinai, lo spirito del Sermone della montagna e della croce? Chi potrebbe senza profondo accoramento osservare come questi deviamenti maturino un tragico raccolto tra coloro che, nei giorni della quiete e della sicurezza, si annoveravano tra i seguaci di Cristo, ma che - purtroppo, cristiani più di nome che di fatto - nell'ora in cui bisogna resistere, lottare, soffrire, affrontare le persecuzioni occulte o palesi, divengono vittime della pusillanimità, della debolezza, dell'incertezza e, presi da terrore di fronte ai sacrifici imposti dalla loro professione cristiana, non trovano la forza di bere il calice amaro dei fedeli di Cristo?
Senza ostentazione 
«Giulio Pacelli, nipote di Pio XII, raccontando dello zio, ebbe a dire:
“durante la guerra sapeva che molti soffrivano la fame, ed egli si privava del cibo che avrebbe potuto avere in abbondanza. Quando cominciarono i bombardamenti, molta gente restò senza casa e fu costretta a affrontare il freddo senza riscaldamento, con pochi vestiti in condizioni di grave indigenza; pensando a quelle famiglie non volle che il suo appartamento fosse riscaldato. In pubblico voleva apparire impeccabile: rappresentava la Chiesa. Il suo comportamento e i suoi abiti, esteriormente, erano impeccabili. Ma in realtà egli era poverissimo. Dopo la sua morte, scoprimmo che il suo corredo di biancheria era misero: aveva soltanto tre camicie, logore e rattoppate, alle quali cambiava spesso i polsini inamidati perché, quelli, si vedevano. Aveva due o tre paia di scarpe che faceva continuamente aggiustare e risuolare. Durante gli anni della guerra diede ai poveri tutto quello che aveva, tutto il denaro che riceveva. Quando morì, non lasciò niente a nessuno, perché non aveva niente. Come tutti hanno potuto constatare osservando le fotografie pubblicate dopo la sua morte, dormiva in una camera disadorna, su una branda di ferro.”»

Chi non parla o ha paura o non crede. Il discussionismo del cattolico indeciso

Silvio Brachetta sul Settimanale cattolico Vita Nuova di Trieste.
Vedi, nel blog: Il dialogo ad ogni costo. Chiesa dialogante e non più docente.

Il cattolico – si dice – deve sempre «ascoltare», mai «asserire». Ma Gesù insegnava, asseriva, concludeva, esortava, ammoniva e, non di rado, sgridava. Il discussionismo petulante dei cattolici e gli ammonimenti di Paolo VI.
Si sente spesso dire, da un certo tipo di cattolico indeciso, timido, che non bisogna prendere mai una posizione troppo netta sulle questioni politiche o sociali. Se, per esempio, a un cattolico venisse in mente di contestare pubblicamente l’insegnamento delle pratiche omosessuali nelle scuole, ne sorgerebbe immediatamente un altro a rimproverarlo, tra l’ironico e il severo, per i seguenti motivi: a) non bisogna arrivare mai a concludere qualcosa, poiché «i problemi sono ben più complessi»; b) il cattolico deve sempre «ascoltare», mai «asserire»; c) la schiettezza «contrae gli spazi di ascolto reciproco» e interrompe il «dialogo tra diversi»; d) il dialogo medesimo consiste in una «discussione» infinita sui problemi.

La verità, Dobbiamo amarla per difenderla

Lo scritto è di Eleonora Barberio, una giovane sedicenne che molto ha da dire e da dare: interpella e scuote dall'indifferenza. Dal blog di Costanza Miriano [qui]

Dostoevskij diceva: “Chiunque voglia sinceramente la verità è sempre spaventosamente forte.” Come adolescente posso certamente affermare che noi ragazzi pretendiamo la verità, la desideriamo e la bramiamo.

Ci vengono presentate però verità a basso costo, difettose, di cattiva qualità.  Così ci inganniamo e ci procuriamo profonde ferite, rassegnandoci alle falsità che ci vengono propinate in ogni modo possibile.

Ho capito che per essere trasmessa, la veritá deve essere innanzitutto conosciuta. Per essere conosciuta deve essere voluta, ma per volerla bisogna essere forti, spaventosamente ed incredibilmente forti.
E qui i nodi tornano al pettine. C’è troppa debolezza, troppa insignificanza e troppa mollezza.

Nel migliore dei casi un disinteresse dilagante distrugge la sete di verità che tutti abbiamo. Per noi ragazzi è ulteriormente doloroso.  È un po’ come se stessimo morendo di sete e, in fin di vita, avessimo bisogno di acqua per poter sopravvivere ma ci venisse dato da mangiare per farci venire ancora più sete.

martedì 1 marzo 2016

4-5 marzo. Adorazione notturna a Rimini

« Fra tutte le devozioni, quella di adorare Gesù Sacramentato è la prima dopo i sacramenti, la più cara a Dio e la più utile a noi » (Sant'Alfonso Maria dè Liguori)
clicca sull'immagine per ingrandire

Papa Francesco risponde alle domande dei bambini in nuovi libri

Ci chiediamo quale altro pontefice ha avuto un'attenzione così enfatica dai media, editoria compresa. E ci chiediamo anche l'effetto di questa pletora di informazioni dai contenuti superficiali e frammentari, quando non destabilizzanti, visto che è un papa che dice di non essere in grado di capire le ragioni della sofferenza dei bambini. Non è forse un marketing con un ritorno di immagine più che un vero insegnamento? 

Apprendiamo da Radio Vaticana, che delle centinaia di lettere, disegni, messaggi di bambini di tutto il mondo che arrivano ogni giorno al papa è pubblicata un'antologia nel libro “Letterine a Papa Francesco” - in uscita il 19 novembre - a cura di Alessandra Buzzetti, vaticanista del Tg5, per la casa editrice Gallucci. Francesco ha dato il suo consenso alla realizzazione di questo libro, il cui ricavato andrà a sostegno dei bambini curati dal Dispensario pediatrico Santa Marta in Vaticano.
L’idea è nata da una richiesta dell’editore Gallucci, un editore per bambini, che voleva raccontare ai bambini il Pontificato di Papa Francesco. Ed è così che è venuta fuori la possibilità di vagliare le letterine che i bambini scrivono a Papa Francesco.

C'è una notizia in simultanea che corre anche oltre oceano. Dal Sito Cruxnow abbiamo scoperto una iniziativa parallela: è uscito 1 marzo dalla Loyola Press di Chicago il libro di cui riproduciamo a lato la copertina. Un progetto che si è materializzato con l'aiuto del Direttore de La Civiltà Cattolica Antonio Spadaro. Sono state raccolte le lettere di 30 bambini delle fascia d'età da 6 a 13 anni.
Dall'articolo di cui al link qui su traduciamo con non poco sconcerto:
[....] Mentre un bambino voleva sapere perché i genitori combattono e un altro il motivo per cui il papa indossa un cappello così alto, William degli Stati Uniti ha chiesto: "Se si potesse fare un miracolo, quale potrebbe essere?"
"Caro William," ha detto il Papa. "Vorrei guarire i bambini. Non sono mai stato in grado di capire il motivo per cui i bambini soffrono. È un mistero per me. Non ho una spiegazione. "

P. Pasqualucci. Il perdurante equivoco sulla “religiosità” di Einstein

È bene aggiustare il tiro su affermazioni pressappochistiche che raggiungono molti e difficilmente vengono confutate. Paolo Pasqualucci replica ad Antonio Socci che sul suo blog Lo Straniero, il 14 febbraio scorso, ha pubblicato un articolo intitolato: “Einstein e la prova razionale dell’esistenza di Dio (onde gravitazionali e dintorni)” [qui]. Ottima occasione anche per noi per approfondire un tema affascinante e di grande attualità.

Il perdurante equivoco sulla “religiosità” di Einstein
scienziato cui si vuol attribuire una grande fede in Dio
mentre credeva solo nella razionalità di una Natura increata

di Paolo Pasqualucci
SOMMARIO:  1. Per Einstein il “miracolo” è in realtà il “mistero” dell’armonia di una Natura increata.  2.  Il deismo filosofico non rientra nei riconoscimenti del Concilio Vaticano Primo alla ragione umana.  3.  Il panteismo di Einstein misconosciuto da Socci.  4.  L’esplicito e sprezzante rifiuto einsteiniano della religione rivelata, del “Dio personale”.  5.  Le due pubbliche professioni di fede nel “Dio di Spinoza” da parte di Einstein.  6. La singolare “religione cosmica” di Einstein, che divinizza la scienza.  7. La penetrante critica di Lydia Jaeger al panteismo di Einstein.  8. La “religione cosmica” di Einstein forma di naturalismo che attenta sia alla religione che alla scienza – Una domanda di chiarimento a proposito della nuova scoperta, sullo “spazio curvo”.
Sull’onda dell’emozione suscitata dal recente annunzio della scoperta delle “onde gravitazionali”, che dimostrerebbero la validità della teoria generale della relatività del grande scienziato, cioè della sua teoria della gravitazione escludente la newtoniana nozione di “forza attrattiva istantanea a distanza”, sostituita da quella di “curvatura dello spazio pieno di materia-energia” ove la gravità sarebbe una semplice modificazione della curvatura o variazione nella densità dell’universo, rappresentata appunto da fenomeni fisici quali le c.d. “onde gravitazionali”, onde di energia emananti per esempio (come ci hanno  detto) dalla collisione apocalittica di due “buchi neri”; sull’onda della giusta emozione per la grande scoperta (per ora non ancora contestata da scienziato alcuno), la quale grande scoperta ci fa apparire ancora una volta l’armonia dell’universo e delle leggi della natura, Antonio Socci ha pubblicato sul suo blog, Lo Straniero, il 14 febbraio scorso un articolo di tre pagine intitolato: “Einstein e la prova razionale dell’esistenza di Dio (onde gravitazionali e dintorni)”.