Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

domenica 17 giugno 2018

Roma 18 giugno. Chi non rispetta le regole?

Prosegue la collaborazione con l'Intellettuale dissidente e con Byoblu. 
Lunedì prossimo a Roma organizziamo la presentazione del libro di Sergio Cesaratto "Chi non rispetta le regole?"
La risposta la sapete. Non sapete chi partecipa: moderati da Mario Sechi, Stefano Feltri e Alessandro Somma presenteranno il libro, dopo una mia brevissima introduzione. L'autore replicherà e Sebastiano Caputo, un altro giornalista libero, tirerà le conclusioni. Conto di vedervi numerosi.
Alberto Bagnai
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Se è un banchiere a riscoprire il crocifisso

Ci salveranno i nuovi banchieri? Come le vecchie zie di Leo Longanesi, alle cui borghesi virtù il piccolo grande romagnolo affidava l'Italia post-bellica, saranno i family banker a salvare la presenza pubblica del cattolicesimo ambrosiano? Le vie del Signore sono notoriamente infinite.

Lo dimostra la notizia dell'inaugurazione di una nuova sede Mediolanum in centro a Milano (e dove, se no): c'era anche l'arciprete del Duomo, fatto non scontato, che ha benedetto un crocifisso da appendere al muro, fatto meno scontato ancora. Terza singolarità, la recita collettiva del Padre Nostro da parte dei presenti. Fra l'altro il religioso oggetto era tenuto in mano da una bella ragazza, ulteriore dimostrazione che il sacro non cancella il profano ma anzi lo valorizza (San Tommaso ricorda che la bellezza fisica discende da Dio così come quella spirituale...). Può darsi che ai banchieri sia affidato il compito di colmare il vuoto religioso lasciato da certi cardinali. Poche settimane fa in Baviera, la regione più cattolica della Germania, terra natale di Papa Ratzinger, è entrata in vigore una legge che impone la presenza del crocifisso negli uffici pubblici. Come regolarmente accade in questi casi, qualcuno ha protestato. Un imam? Un induista? Un ateista? Magari: è stato il cardinale Marx, locale arcivescovo, oltre che capo della Conferenza episcopale tedesca. Tralasciando troppo facili ironie sul cognome del personaggio mi limito a ricavarne che ormai è proprio il clero a mostrarsi meno attento a quei simboli cristiani a cui invece si aggrappano tanti semplici devoti, tante persone che vanno a messa oppure non ci vanno ma che tuttavia hanno bisogno di conforto e sete di assoluto. 

sabato 16 giugno 2018

Alcune raccomandazioni per recitare con devozione sempre maggiore il Santo Rosario.

San Luigi Maria Grignion de Monfort è uno dei grandi apostoli della devozione mariana, ovvero dell’amore per Nostra Signora, la Santissima Vergine Maria, come Madre di Gesù, e per volontà di Questi madre nostra. Essendo il Rosario una delle manifestazioni più popolari di questa devozione e una delle forme più profonde di contemplazione dei misteri della nostra Redenzione, lo raccomanda con grande fervore e gli dedica un posto centrale nella sua opera.
In questo passo tratto dal suo libro Il Segreto Meraviglioso del Santo Rosario ci parla dei due errori più comuni che commettiamo quando recitiamo il Rosario:
“Dopo aver invocato lo Spirito Santo, se vuoi recitare bene il Rosario, raccogliti un istante alla presenza di Dio (…).
Prima di iniziare la decina fermati qualche attimo, più o meno a seconda del tempo disponibile, a configurare il mistero che stai per considerare e chiedi sempre, per tale mistero e per l’intercessione della Vergine Santa, una delle virtù che più risaltano nel mistero e della quale hai maggior bisogno.
Vigila soprattutto su due difetti, comuni a quasi tutti coloro che recitano il Rosario.
- Il primo è di non formulare nessuna intenzione prima di iniziarlo; se tu Chiedi loro perché lo recitano, non sanno che rispondere. Perciò abbi sempre di mira qualche grazia da chiedere, una virtù da imitare o una colpa da evitare.
. Il secondo difetto, ancor più frequente, è di pensare, all’inizio della preghiera, solo a terminarla al più presto. Ciò avviene perché si considera il Rosario come una pratica onerosa che grava enormemente finché non si è recitato, soprattutto se ce ne siamo fatti un obbligo di coscienza o ci è stato imposto come penitenza, nostro malgrado”.
Riassumendo, nel vostro prossimo Rosario non dimenticate di:
  1. pregare per un’intenzione stabilita; 
  2. recitarlo senza fretta, con calma, raccoglimento e pace!

La Chiesa è sparita - Marcello Veneziani

Ma in questo frangente, la Chiesa dove si è finita, perché tace? No, non mi sto riferendo alla questione dei migranti e degli sbarchi, del governo gialloverde e del plenipotenziario Salvini. E non sto certo dicendo dopo cinque anni di protagonismo mediatico di Papa Bergoglio, che la Chiesa sia troppo taciturna. Altro che. Mi sto riferendo a una questione più importante, cruciale per il mondo, per l’occidente, per l’Europa e soprattutto per l’Italia.

La Chiesa è praticamente assente da tempo su alcuni temi vitali e cristiani a cui è stata sempre sensibile, in particolare nei 35 anni di pontificato di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI: la famiglia, la vita, la nascita, l’educazione, la civiltà cristiana e il loro opposto, la scristianizzazione, il radicalismo ateo, l’edonismo e il materialismo bioetico, l’invasione islamica e la persecuzione dei cristiani. Ogni volta che accade un fatto, che emerge un dato statistico, che un movimento, un anniversario, una manifestazione di piazza pongono l’accento su uno di questi temi, è puntuale il silenzio del Papa, della sua Chiesa e degli organismi più qualificati.

venerdì 15 giugno 2018

16 giugno. Messa solenne a Venezia

Ricordiamo che sabato 16 giugno alle ore 10.00 mons. Marco Agostini del clero di Verona, officiale dei rapporti con gli stati presso la segreteria di Stato e cerimoniere pontificio, nonché ottimo esempio di Sacerdozio Cattolico, officerà una Messa Solenne o "in terzo", presso la Basilica della Salute in Venezia. 

Da programma s'inizierà con il canto delle litanie alla Vergine nel tono patriarchino, la Messa e infine il bacio della reliquia di Sant'Antonio di Padova. Vi aspettiamo numerosi!

Ai cattolici Irlandesi è mancato il supporto di Roma nella battaglia per l'aborto

VARSAVIA, 13 giugno 2018 (LifeSiteNews) - Il recente cedimento dell'Irlanda all'agenda globalista dell'aborto e del "matrimonio" omosessuale è in parte dovuta al silenzio di Roma, ha affermato la scorsa settimana il cardinale americano Raymond Burke in un'intervista al settimanale polacco " Sieci ". 

"In Irlanda, durante la campagna per il referendum sulla protezione della vita in gestazione, proprio come prima del precedente referendum sul cosiddetto "matrimonio omosessuale", chi combatteva in queste battaglie non ha ricevuto il sostegno di Roma", ha detto il cardinale "e gli stessi vescovi hanno difeso troppo debolmente i principi morali".

giovedì 14 giugno 2018

E adesso BASTA!!!

Sulla TV e sui media di regime impazzano, sotto forma di vero e proprio sciacallaggio mediatico, narrazioni falsate e pretestuose della vicenda dell'Aquarius, ignorando quanto vi è connesso in termini di caos indotto e di precarietà e insicurezza sempre più diffuse.
Al nostro Ministro degli interni, all'attuale governo e agli italiani che ancora conservano un briciolo di comune buon senso insieme alla dignità e all'identità nazionale e culturale che li contraddistingue, vengono lanciati epiteti come razzista, xenofobo, fascista, di essere 'contro la civiltà' (quale?)...

Oggi Il Giornale riporta l'ennesima ossessiva non più tollerabile dichiarazione del vescovo di Roma: "Non considerare i migranti numeri ma persone, i cui diritti e dignità devono essere sempre tutelati e difesi, abbattendo il muro di una "complicità comoda e muta".".  Lo ribadisce in un messaggio inviato ai partecipanti al "Colloquio Santa Sede-Messico sulla migrazione internazionale" [qui], promosso dalla Segreteria per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato e dall'Ambasciata del Messico presso la Santa Sede, con la collaborazione della Pontificia Accademia delle Scienze e della Sezione migranti e rifugiati del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale.  In apertura riprende quanto già affermato nel gennaio scorso, che corrisponde ad una irragionevole e irresponsabile accoglienza senza limiti: "A tal fine, occorre un cambiamento di mentalità: passare dal considerare l’altro come una minaccia alla nostra comodità allo stimarlo come qualcuno che con la sua esperienza di vita e i suoi valori può apportare molto e contribuire alla ricchezza della nostra società. Perciò, l’atteggiamento fondamentale è quello di «andare incontro all’altro, per accoglierlo, conoscerlo e riconoscerlo." (Omelia nella Messa per la Giornata mondiale del rifugiato). In altre sedi e a lungo si è dibattuto e si dibatte di come sia illusoria ogni possibile integrazione a certi livelli di invasione e con determinati soggetti. Ed ora ritorna il mantra:
"Nella questione della migrazione non sono in gioco solo numeri, bensì persone, con la loro storia, la loro cultura, i loro sentimenti e le loro aspirazioni - dice Francesco - Queste persone, che sono nostri fratelli e sorelle, hanno bisogno di una protezione continua, indipendentemente dal loro status migratorio. I loro diritti fondamentali e la loro dignità devono essere protetti e difesi". E ancora: "Un'attenzione speciale va riservata ai migranti bambini, alle loro famiglie, a quanti sono vittime delle reti del traffico di esseri umani e a quelli che sono sfollati a causa di conflitti, disastri naturali e persecuzioni. Tutti costoro sperano che abbiamo il coraggio di abbattere il muro di quella complicità comoda e muta che aggrava la loro situazione di abbandono e che poniamo su di loro la nostra attenzione, la nostra compassione e la nostra dedizione".
Abbiamo già espresso qui alcune essenziali considerazioni raffrontando le sue ossessive dichiarazioni con gli insegnamenti dei suoi predecessori. E ora

Qualcuno finalmente gli dica di cambiare disco, perché l'invasione di orde afroislamiche - che tale è - che stiamo subendo non è una sfida alla nostra comodità, è una sfida alla nostra civiltà che lui non conosce e non ama!

Un leader vero per un’Italia che vuole essere libera, sovrana e cattolica - Danilo Quinto

Lo straordinario risultato della Lega alla elezioni amministrative del 10 giugno – che fa seguito alle affermazioni in Friuli, Molise e Valle d’Aosta e soprattutto alla formazione del Governo presieduto da Giuseppe Conte – dimostra che Matteo Salvini e la Lega sono in empatia con i sentimenti più profondi e i bisogni del popolo italiano. Salvini è in sintonia con il popolo e si muove nella cornice dettata dalla Costituzione, che definisce l’Italia una Nazione sovrana e obbliga lo Stato, come esigenza primaria, a tutelare i diritti della collettività nel suo insieme e del singolo cittadino.

mercoledì 13 giugno 2018

Imparate l'Ave Maria in latino!

Sono nata negli anni 50 e quindi ricordo cosa fosse il latino per noi: era la lingua sacra che tutti conoscevano, anche gli analfabeti. Non era, come è stato descritto dalla follia di alcuni, un sistema di snob per discriminare il povero e quindi l’incolto, era il sistema per alzare il povero e l’incolto. 

Tutti sapevano l’Avemaria in latino. L’analfabeta e l’incolto nell’imparare l’Avemaria in latino vestiva a sua volta panni reali e curiali, per usare la bellissima espressione di Machiavelli, offriva a Dio quella maggiore fatica, quel suo maggiore sforzo e ne ricavava fierezza. Inoltre essere confrontati tutte le domeniche alla messa in latino ci rendeva sostanzialmente bilingui. Questo favoriva, anche in epoche di gravi analfabetismi, una capacità linguistica che adesso, incredibilmente, in epoca di scuola dell’obbligo, si è persa. 

L'Italia, reagendo, ha squarciato il velo sul sistema di traffico di 'migranti' mascherato da soccorso umanitario.

Invitiamo i lettori a seguire la discussione che anche su questa pagina si fa interessante sia per le riflessioni che per la proposizione degli sviluppi più recenti.

I flussi migratori vanno controllati secondo le esigenze del bene comune
 
La sinistra pro-invasione e gli intellettuali del pensiero Unico non perdonano al ministro Salvini di voler fermare il traffico dei migranti nel Mediterraneo; sarebbe un colpo grave e irrimediabile per il business degli scafisti e delle mafie ma sarebbe ancora più grave per il fronte mondialista costituito dai sostenitori delle migrazioni di massa e della sostituzione etnica delle popolazioni europee.
La situazione è ancora appesa ad un filo, ma mentre l’Italia è sostanzialmente a favore della mossa di Salvini, lasciando qualche “riserva” a intellò e radical chic che gridano al fascismo, ciò che emerge è che siamo di fronte ad una svolta clamorosa nella complessa partita dell’immigrazione clandestina mascherata da emergenza umanitaria. Una svolta che Salvini ha soltanto portato a compimento e che parte da lontano. Così come parte da lontano, precisamente dalla nascita di Mare Nostrum, la sudditanza dell’Italia nei confronti dell’Unione Europea, incapace di fare la voce grossa contro quello che ad oggi è ancora un reato, quello di immigrazione clandestina e un progetto di ripopolamento dell’Europa con migranti africani, dato che solo in pochissimi sono i richiedenti asilo che hanno ottenuto in questi anni l’effettivo status.