Una rapida essenziale riflessione disseminata di numerosi link, che spero avrete la pazienza di consultare, per ogni argomento accennato.
Brevi osservazioni sul caso Viganò
implicazioni e risvolti
Prendendo lo spunto dal caso Viganò un lettore scrive:
Vorrei brevemente e alla buona dare il mio contributo sul passato prossimo e sul presente:
- Benedetto xvi è stato costretto, dalla situazione internazionale (leggi USA) ed altro forse, alle dimissioni da lui 'frenate' come ha potuto.
- JMB sapeva di avere un compito affidatogli 'dagli uomini'. Ricordiamo il Buonasera iniziale, il nome Francesco, essere sempre rimasto in albergo.
In qualche modo entrambi hanno detto la verità come hanno potuto e saputo dirla. Un allarme l'hanno dato, ma non si è voluto coglierlo.
Per quanto detto sub a) possiamo ricordare i 20 motivi (almeno quelli noti, ma chissà quanti altri) che hanno "frenato" e in qualche modo sabotato il papato di Benedetto XVI e direttamente o indirettamente provocato la sua resa. Leggeteli
qui
Sub b) possiamo ricordare come la preparazione di questo pontificato e la fronda contro Benedetto non siano illazioni ma fatti ben noti: la famigerata "mafia di San Gallo"
qui -
qui -
qui
Ciò nonostante restano dubbi conoscendo l'ambiguità di Benedetto, che ha motivato l'abdicazione, battezzata "dimissioni" - come da una funzione qualunque - tirando fuori l'"
ingravescente aetate" prevista per il pensionamento dei vescovi; nonché la figura del
papa emerito, tanto inedita quanto non normata né sotto l'aspetto teologico né sotto quello canonistico, nel più puro stile conciliarista
qui e molto altro
qui -
qui. A cui si aggiungono le perplessità indotte dal famoso discorso del "
papato allargato" di mons. Georg
qui.
Personalmente, fin da allora, non traggo conclusioni, resto nel dubbio [
vedi quando dicevo a caldo] e affido tutto al Signore e a quanto forse si apprenderà dalla storia futura. In sostanza non mi sono lasciata trascinare né dalle ipotesi di invalidità dell'elezione
qui, né dalle elucubrazioni di Cionci
qui, né dalla logica stringente e minuziosa dei ragionamenti di Radaelli, focalizzata peraltro su sull'ipotesi di fondo della invalidità e conseguente nullità della rinuncia di Benedetto XVI, su cui ho glissato; ma la trovate
qui.
Finora l'ipotesi più attendibile, che penso andrebbe sviluppata, è il "
vizio di consenso" di Mons. Viganò
qui; ipotesi comprovata da fatti di per sé eloquenti... Tra l'altro Mons. Viganò ha avuto il pregio di fare la sintesi tra teologia e politica che sono inscindibili, anche se la crudezza del linguaggio offre pretesti a coloro che gridano allo scandalo [qui
l'indice degli interventi].
Un altro scoglio è il politicamente corretto dominante sia in ambito ecclesiale che mondano, ormai sovrapponibili: è un altro elemento che riduce l'incisività dell'actio dell'Arcivescovo, anche se le sue denunce, che ora hanno fatto un inusitato scalpore extra moenia, corrispondono a detti e fatti noti e stanno aumentando le persone che iniziano ad aprire gli occhi.
Ieri sera al TG1 è stato intervistato perfino il card. Müller che in una recente intervista a FWTN ha dichiarato: “Non ero sorpreso dalle sue accuse, ma vorrei proporre al Santo Padre di parlare con lui, di cercare una riconciliazione con lui, e di dare risposte a quelle accuse o questioni per il Popolo di Dio che ha il diritto di sapere. Sempre è possibile che ci sia stato qualche errore, o qualche sbaglio di gestione, possiamo imparare dai nostri errori e dobbiamo diventare migliori nella gestione degli abusi. Non dividere la Chiesa in gruppi. Il Santo Padre ha il compito dell’unità, deve essere il simbolo dell’unità dobbiamo superare con l’aiuto del Santo Padre la divisione fra conservatori e liberal (dov'è la salvezza delle anime, la teologia, la Rivelazione? -ndr). Vogliamo una Chiesa unita”.
In ogni caso il punto più controverso sembrerebbe il rifiuto del Concilio, da pastorale e non dogmatico, ora trasformato in superdogma sul quale (non da ora) è vietato ogni sorta di dibattito.
Per quanto mi riguarda il Concilio è da respingere solo in quelle parti disseminate nei suoi documenti – ormai ampiamente identificate – in
discontinuità con la tradizione, spesso ben mascherate da quelli che Romano Amerio (nel suo
Iota Unum) chiama
circiterismi nel senso di espressioni di un eloquio debordante e ambiguo, di fatto concretamente veicolate nella prassi attraverso la pastorale non più definitoria (
qui). Ricordo anche i quattro livelli del Vaticano II di mons. Gherardini (solo il IV è quello delle innovazioni da identificare e disattendere
qui) e la soluzione proposta da mons. Schneider (
qui).
Del resto sarebbe irrealistico ignorarlo come se non ci fosse mai stato, posto che le variazioni introdotte nella prassi (di cui vediamo il culmine nell'attuale pontificato), hanno prodotto cambiamenti anche nella dottrina, che definire epocali è dir poco, a tutto scapito delle nuove generazioni. Quel che è sempre mancata ed ora sembra acquistare addirittura la connotazione di comportamento scismatico è ogni possibilità di discussione e approfondimento sulle applicazioni spurie, negata a tutti i livelli, a partire da tutti i papi conciliari.
Io c'ero a quel famoso Convegno (
qui), ottimamente frequentato – organizzato dai Francescani dell'Immacolata – dal quale scaturirono molte interessanti relazioni oltre alle due di cui ai link
supra. Esso avrebbe dovuto essere, dichiaratamente, l'inizio di un discorso molto serio da proseguire in ambito ecclesiale; il che, a ragion veduta, possiamo considerare una delle cause determinanti della soppressione dei Francescani dell'Immacolata (
qui), il cui carisma peraltro è tuttora vivo, sia pure sotto traccia!
Siamo arrivati fin qui. Preghiamo e vedremo... (Maria Guarini)