Col pensiero addolorato all'obbrobrio che deturpa la bellezza e la sacralità di San Pietro, di cui mi guardo bene dal riprodurre l'immagine, semplicemente orrenda, ho estrapolato segnalazioni di lettori sul Presepe, segno antico ma sempre nuovo, che allude da lontano a ciò che intende significare. Semplice senza fronzoli. Da contemplare nella misura breve del nostro sguardo e del nostro cuore. Perché quel Bimbo resta Dio. E c'è speranza, per tutti, solo se non lo si riduca a un rituale stanco, o poetico, o militante. Non c'è altro di davvero interessante. Perché tutto torni ad esserlo. Quanto ignoranza o malafede in chi lo rifiuta o lo rinnega, in questi tempi bui ma non di meno pieni di Grazia!
Basti pensare alla sconcertante notizia che a Fiumicino, sarà un Natale senza Gesù Bambino per l’iniziativa promossa dall’amministrazione comunale (il sindaco è il marito della Cirinnà) e indirizzata alle scuole dell’infanzia comunali. La protesta del senatore De Vecchis: “Quello che ho letto – afferma De Vecchis – è oltraggioso verso tutti coloro che credono in un Dio. Il Natale è la ricorrenza della nascita di Nostro Signore Gesù Cristo. Noi non ci vergogniamo di essere cristiani. Viva Gesù”. “Questa è l’idea degli uomini di sinistra che nascondono il loro astio nei confronti della nostra religione come se fosse intollerante, come se fosse di qualcosa di negativo: chiedo a tutti di protestare verso questa iniziativa. Di cosa dobbiamo parlare a Natale se non di Gesù Bambino? La Lega sarà dura contro questa iniziativa: Gesù non si rinnega!”. Così il Faro.
Il Presepe nella Chiesa Cattolica
Intanto, a proposito del Presepe, è bene sottolineare che esso non è una mera invenzione scenica a fini didattici, bensì ha una sua base, diciamo così, teologica nel Vangelo, quello di Luca, in particolare, quando Egli scrive: "[
Maria]
diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché non c'era posto nell'albergo". Luca 2,7.
Ciò precisato, è, altresì, importante ricordare che "comunemente il 'padre del presepio' viene considerato San Francesco d'Assisi, poiché a Natale del 1223 fece il primo presepio in un bosco. Allora, Papa Onorio III, gli permise di uscire dal convento di Greggio, così egli eresse una mangiatoia all'interno di una caverna in un bosco, vi portò un asino ed un bue viventi, ma senza la Sacra Famiglia. Poi tenne la sua famosa predica di Natale davanti ad una grande folla di persone, rendendo così accessibile e comprensibile la storia di Natale a tutti coloro che non sapevano leggere."
In foto il presepe della Cappella Sistina nella Chiesa di Santa Maria Maggiore a Roma. Lo si deve al primo Papa francescano della storia, Niccolò IV, che con lo stesso intento di San Francesco, incaricò lo scultore toscano Arnolfo di Cambio di realizzare un presepe scolpito nella pietra nella Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma, dove si custodiscono le sacre reliquie della Culla di Betlemme. Fu realizzato in alabastro nel 1289 da Arnolfo da Cambio e donato a questa chiesa. Il presepio ha la forma di una casetta, in cui è rappresentata l'adorazione dei Re Magi.
Inoltre, in quegli stessi anni, Niccolò IV incaricò Jacopo Torriti, frate francescano e mosaicista, di decorare l’abside di Santa Maria Maggiore con gli episodi più importanti della vita di Maria e dell’infanzia di Gesù.
Sotto il catino absidale, ai lati delle finestre, il secondo partendo da sinistra, possiamo ammirare il bellissimo mosaico della Natività (immagine a lato), ispirato al presepe di Arnolfo di Cambio.
Durante il Concilio di Trento (1545÷1563) il papa invitò a realizzare il Presepe nelle case, con piccole statuine o cappelle in miniatura, come strumento di trasmissione della fede in modo semplice e genuino.
Ora, la Provvidenza vuole che la Bellezza profanata sulla piazza dall'orrido manufatto lì installato, che inesorabilmente cadrà sotto gli occhi di turisti e pellegrini da tutto il mondo, sia
ripareggiata dal Presepe fatto con amorevole cura dal Card. Comastri all'interno della Basilica.
E noi lo crediamo che La Bellezza salverà il mondo, mentre l'orrido e l'informe in tutti gli ambiti lo sta deformando a ritmi sempre più accelerati!