domenica 22 febbraio 2015

Cos'hai fatto, Benedetto?

La misura non sembra mai colma. Oggi registriamo, e offriamo, anche questo. Il direttore dell'ufficio liturgico del vicariato di Roma [qui] che parla in modo rozzo del mistero da tradurre agli uomini del nostro tempo con un linguaggio comprensibile, come se il mistero potesse essere subito comprensibile a tutti e non si lasciasse, invece, penetrare dal silenzio adorante e non irrompesse nel mondo attraverso la Chiesa dal Sacrificio Redentore di Cristo nel Rito che la tradizione Apostolica stessa proveniente direttamente dal Signore, da Lui consegnato e attraverso cui Egli ci si consegna ogni giorno, perpetua fino alla fine dei tempi. Il Rito che ha forgiato generazioni di credenti e di Santi, insieme all'arte e alla cultura dell'Europa e del mondo cattolico d'Oriente e d'Occidente. Non abbiamo più colui che diceva ai vescovi: «Ciò che per le generazioni anteriori era sacro, anche per noi resta sacro e grande, e non può essere improvvisamente del tutto proibito o, addirittura, giudicato dannoso. Ci fa bene a tutti conservare le ricchezze che sono cresciute nella fede e nella preghiera della Chiesa, e di dar loro il giusto posto».
A un sacerdote che chiede: “-C’è il rischio che la nostalgia del latino sia strumento di opposizione all’apertura della Chiesa al mondo contemporaneo?
Risposta: “Questo è un rischio che la Chiesa non corre, perché è per sua natura missionaria, geneticamente aperta e in dialogo con il mondo. L’annuncio del Vangelo rivolto a tutti, secondo il comando di Cristo, trova nella liturgia la sua forma privilegiata: «la Chiesa evangelizza e si evangelizza con la bellezza della Liturgia» (Evangelii Gaudium, 24). Perché ciò si realizzi il Concilio ha indicato nei principi della riforma liturgica la via maestra per il nostro tempo. Non si possono sottrarre all’evangelizzazione energie preziose, lasciandosi condizionare da impulsi nostalgici. É urgente evangelizzare gli uomini di oggi con un linguaggio comprensibile, mentre i sentimentalismi orienterebbero l’attenzione verso aspetti marginali”.
A lui e ai molti come lui - soprattutto ai sacerdoti e vescovi pusillanimi o accecati che tradiscono il loro ministero, Cristo Signore nostro e tante anime assetate - qualcuno dovrebbe far conoscere cosa ne pensa una fedele. E ciò che, come lei, testimoniano tanti e tanti altri fedeli feriti e squassati e traditi in ciò che hanno di più caro e a cui appartengono. E qualcuno dovrebbe anche ricordargli che quel nostalgico e sentimentalista di Benedetto XVI, col motu proprio Latina lingua, ha istituito la Pontificia Academia Latinitatis, ad latinam linguam fovendam. [n.2. «Anche ai nostri tempi, la conoscenza della lingua e della cultura latina risulta quanto mai necessaria per lo studio delle fonti a cui attingono, tra le altre, numerose discipline ecclesiastiche quali, ad esempio, la Teologia, la Liturgia, la Patristica ed il Diritto Canonico, come insegna il Concilio Ecumenico Vaticano II (cfr Decr. Optatam totius, 13). Inoltre, in tale lingua sono redatti, nella loro forma tipica, proprio per evidenziare l’indole universale della Chiesa, i libri liturgici del Rito romano, i più importanti Documenti del Magistero pontificio e gli Atti ufficiali più solenni dei Romani Pontefici»]. Ma del Pontificato di Benedetto XVI si tenta di cancellare le tracce più luminose.
Ci sarebbe inoltre da ricordare che la Chiesa, attraverso la Liturgia e i sacramenti non evangelizza ma santifica: esercita il munus sanctificandi. L'aspetto pedagogico nella Liturgia c'è ma è secondario; è quello mistagogico dell'Actio di Cristo che prevale.
Dice Anna: “…lasciandosi condizionare da impulsi nostalgici. ….i sentimentalismi orienterebbero l’attenzione verso aspetti marginali”.
Ancora una volta si confuta sulla base di inventate “connotazioni /problematiche psicologiche” di quei cattolici (e basta) che invece motivano, alla luce del magistero secolare della Chiesa, e non solo, la loro tesi sugli innumerevoli danni alla fede causati dalla banalizzazione, volgarizzazione, protestantizzazione della santa messa, dall’oscuramento del Santo Sacrificio; dall'abbandono dell’uso della lingua latina, sacralizzata dalla “romanità” della Chiesa e dal tempo, lingua universale [qui]; dal faccione del sacerdote posizionato al posto o davanti a Gesù custodito nel tabernacolo, ecc. (lex orandi / lex credendi).
Io non ho mai avuto il privilegio di assistere alla messa di sempre, quando era la messa, l’unica e sola santa messa, celebrata dalla Chiesa. Non posso avere nostalgia di quello che non ho mai vissuto. E come me tantissimi. Ci sono tantissimi giovani che devono, come me, la loro fede alla messa di sempre ed alla dottrina della Chiesa di sempre, quella dottrina che era (ed è) chiara, coerente perfettamente coerente con la ragione, rettamente usata. Io vengo da quel mondo “gioioso, aperto al nuovo, intellettualmente libero, tollerante, umanitarista, illuminista, ecc” con cui negli ultimi decenni la Chiesa è stata mascherata. Ed è stata proprio questa maschera, questo simil-mondismo, quest’aria fritta, questa ambiguità, queste contraddizioni continue di questa maschera deformante che mi hanno sempre chiuso le porte alla fede. E soltanto quando la mia mente si è liberata dalle menzogne di questo mondo, quando ho avuto accesso alle verità, della fede e della storia, quando ho avuto accesso al sacro della liturgia, quando ho avuto accesso alla vera Chiesa, le porte si sono aperte.
Non mi riconosco in una categoria, non mi riconosco in quelle connotazioni. Sono peccatrice ma psicologicamente sana, come tantissimi dei cattolici fustigati dalla mattina alla sera per il loro rosario in mano (di cui sono fiera). Sono cattolica e basta. Per grazia di Dio.

44 commenti:

Franco ha detto...

Quando frequentavo la quinta elementare ( 1959 ) padre Paolino, il carmelitano dalla barba bianca che ci insegnava religione a scuola raccontò di un grande rito collettivo a Roma. Diceva che era stato bellissimo vedere e sentire gente di tante diverse nazioni cantare insieme inni nella stessa lingua, il Latino. Il discorso dovrebbe valere ancor più oggi...
Ho letto recentemente in un libro su Pio XII e la Germania che a quel tempo tutti i fedeli tedeschi andavano in chiesa con lo Schott, manuale liturgico tedesco-latino. Dunque non c'erano difficoltà insormontabili...
Se il Vangelo di Giovanni e le lettere di san Paolo contano ancora qualcosa, il Cristianesimo è non solo la religione del buon samaritano, ma anche una religione misterica... e chi ha detto che alla gente, che vive tutti i giorni nella profanità, il mistero inteso come cammino verso una dimensione "altra" non appaia coinvolgente ? Se Halloween sta prendendo piede come sappiamo è perché la gente, non disponendo del sacro-celeste si va a cercare il sacro al negativo; non gli si danno le cime che si slanciano verso il cielo, e allora percorre il sentiero che va verso la valle oscura della morte.

Gederson Falcometa ha detto...

"...mistero da tradurre agli uomini del nostro tempo con un linguaggio comprensibile..."

È curioso notare che, Gesù insegnava per parabola e faceva misteri per qualcuno, ma per altri quello che lui diceva non era mistero. Questo desidero di tradurre mistero e parlare migliore agli uomini, suona come se avesse mancato tradutore delle parabole di Gesù per quelli che non capivano quello che lui insegnava.

"É urgente evangelizzare gli uomini di oggi con un linguaggio comprensibile, mentre i sentimentalismi orienterebbero l’attenzione verso aspetti marginali”."

La partecipazione dei fedeli nella liturgia è un aspetto marginali, ma che occupa un aspetto centrale nella liturgia conciliare. Inoltre a questo, non vediamo bellezza nella liturgia conciliare, quello che vediamo in più ê esatamente sentimentalismi. Esempio di questo è stata la liturgia della GMG 2013. Aspetti marginali come quello balleto sentimentalista dei vescovi è il primo ricordo che me viene di quella brutta liturgia. Mondo a fuori ci sono ancora cose peggiore.

Luisa ha detto...

Ho letto quell`intervista che avevo segnalato ieri e ieri, come tutte le altre volte in cui vedo osannati i sedicenti frutti della riforma-rivoluzione liturgica, ho la stessa reazione: ma siete ciechi o solo talmente ideologizzati e impegnati nella vostra opera distruttrice e trasformatrice della nostra fede, attraverso la Liturgia ( LEX ORANDI, LEX CREDENDI) da mentire sapendo di mentire, da esaltare come un mantra frutti che esistono solo nella vostra fantasia deviata?
Con la sola e unica riserva che tutto non è ancora stato concretizzato, che ci sono ancora sforzi da fare?

Dunque il latino sarebbe un ostacolo all`evangelizzazione, ci domandiamo come la fede cattolica abbia potuto attraversare i secoli e le frontiere, non mi sembra che la Chiesa e l`evangelizzazione siano nate con il CVII.
Decisamente il padre interrogato sembra ignorare cha la sacra Liturgia è stata ed è oggetto di manipolazioni creatrici e devastatrici in applicazione dello spirito del CVII, che le chiese e i seminari si sono svuotati, che l`Ostia consacrata, vista la poca attenzione e il poco rispetto con cui è trattata, è considerata ormai come un simbolo , e che un numero impressionante di sacerdoti è nello stesso caso, che non è più il Signore ad essere il Protagonista ma l`"assemblea"portata dalle sue emozioni, ecc. ecc.

Eppure tutte quelle persone "finalmente" capivano, non c`era più il "latinorum" ad "isolarle", "finalmente" partecipavano, erano attive e non più passive(!), liberate del latino, del silenzio, del canto gregoriano, protagoniste e non più spettatrici passive, con il loro entusiasmo e la loro fede rinnovata grazie all`abbandono di quelle anticaglie nostalgiche, avrebbero dovuto riempire chiese e seminari.

Sappiamo che non è esattamente quel che è avvenuto, eppure
certuni ancora oggi osano parlare dei frutti della riforma liturgica.
LEX ORANDI,LEX CREDENDI, che cosa ha portato la riforma liturgica?
Quali frutti?
La fede ne è uscita rinforzata?
No, l`apostasia non è più strisciante, gli scismi non avranno più bisogno di essere proclamati visto che da Roma arrivano segnali sempre più chiari e "incoraggianti" di un futuro prossimo e vicino in cui sarà Roma ad allinearsi su quelle posizioni a-cattoliche.
Eppure festeggiano.

Andrea Carradori ha detto...

Anche per un iper-moderato-normalista, come dicono che sia io, inizia la chiara sintomatizzazione di vomito e di rigetto nei confronti di certi demagogi che tradiscono l'ordinazione "in sacris" che hanno ricevuto.
E' ora che soprattutto i Sacerdoti moderati si facciano sentire !
Sia lodato Gesù Cristo.

Luisa ha detto...

Non conoscevo questo blog... prima di aprire Benoît et moi, ve lo segnalo, in particolare questa riflessione che, con grande rispetto, descrive lo sconforto di sempre più cattolici, non tutti scelgono il silenzio:

http://eliopaoloni.jimdo.com/2015/02/04/il-tanguero/

Anonimo ha detto...

Esistono ancora sacerdoti degni:
Don Nicola Bux
http://www.lanuovabq.it/it/articoli-se-a-dominaree-un-pensiero-non-cattolico-11875.htm

Se solo i sacerdoti degni si facessero sentire di piu' !

cristero ha detto...

Quando si insegna e si pratica che la messa è la festa dell'assemblea e che senza assemblea non c'è eucaristia, quale può essere il risultato?

Anonimo ha detto...


Un occidentale non esperto non avrebbe potuto accorgersene. Ma Antonios Aziz Mina, vescovo copto di Giza, cittadina egiziana, nel guardare il video della esecuzione dei ventuno lavoratori cristiani copti uccisi dall’Is ha osservato le labbra dei condannati negli ultimi istanti, e dal labiale ha letto che invocavano il nome di Gesù Cristo. Il vescovo lo ha dichiarato ieri alla Agenzia Fides, ma forse, nell’incendio che si va allargando sulla Libia, e nell’angoscia che da quel Paese riverbera sul Mediterraneo e l’Europa, a qualcuno potrà apparire una notizia minore.
Le “vere” notizie non sono forse i bombardamenti, le città conquistate e perdute, le cupe minacce lanciate dall’Is? E quel labiale invece, solo poche parole afone, subito travolte nel torrente di sangue che sale dal povero corpo di un uomo trucidato.
...
Eppure se guardiamo le facce di quegli stessi prigionieri nel giorno della cattura, in fila, i tratti mediterranei che li fanno non così diversi da molti ragazzi nel nostro Sud, ci paiono uomini come noi, con gli occhi sbarrati di paura. E allora che cosa determina, nell’ultima ora, quella irriducibile fedeltà a Cristo?

Una grazia, forse, e insieme il riconoscere, con assoluta evidenza, nell’ultimo istante, il nome in cui, perfino nella morte, nulla è perduto: famiglia, figli, madri e padri e amori, non annientati ma ritrovati e salvati. Pronunciano davanti alla morte quel nome come un irriducibile «no» al nulla, in cui i boia credono di averli cancellati.

http://www.avvenire.it/Commenti/Pagine/corradi-copti-morire-pregando-gesu.aspx

Anonimo ha detto...

Ma questa non è una Anna qualsiasi Anna, è una s. Anna ! è ora di cominciare a parlare chiaro e forte, con questi lupi travestiti da agnelli, con queste serpi che vorrebbero iniettarci il veleno luciferino del "non serviam"; che ci vadano loro a far comapagNia a satana! VADE RETRO,

lister ha detto...

"La possibilità di celebrare nella lingua del luogo ha reso comprensibili la preghiera liturgica ed i testi biblici (?!)"

Vorrei rendere noto a padre Midili, se non ne è a conoscenza, che nelle funzioni religiose musulmane nel mondo, 1/4 della popolazione mondiale, si parla solo ed unicamente in Arabo. Chissà come mai?!
Per ciò che riguarda il Latino, mi si consenta una digressione fuori dall'alveo religioso perché vorrei rendere noto al direttore dell'ufficio liturgico del vicariato di Roma che in Germania si studia il Latino ed il Latino è la terza Lingua in graduatoria degli idiomi insegnati: dopo l'Inglese ed il Francese, c'è il Latino, ancor prima dello Spagnolo. Ma guarda un po'!

Per inciso, ricordo che, anni fa, (quanti anni fa!) ero in vacanza con mio fratello. Bene, lui "rimorchiò" una ragazza tedesca e si parlavano in Latino. :)

Franco ha detto...

Ma siamo sicuri che le cose sarebbero andate per il verso giusto se Benedetto XVI non si fosse dimesso?
Ancora pochi, pochissimi anni e il conclave.. chi può dire che ne sarebbe uscito un papa non filomodernista? Il trend generale comunque è quello...
Personalmente trovo che la crisi sia epocale, nel senso che cova da due secoli ( i due secoli di "ritardo" di Martini ) e che ha attaccato il clero e la "dirigenza" della Chiesa prima lentamente ( il "Cattolicesimo liberale dell'800 ) poi con velocità crescente ( il "motus in fine velocior" del prof. De Mattei ). Per lo più la gente non cambia idea attraverso una
riflessione chiara e nitida, ma perchè ha sbattuto la testa contro il muro. Oppure una società cambia perchè l'élite al potere con una certa idea è eliminata dalla morte. E'forse il caso di dire che per poter risalire prima dovremo
toccare il fondo. Per cui il discorso più ragionevole è quello dei piccoli gruppi che conservano la fiammella, non senza resistere prima di rifugiarsi nelle ridotte.

mic ha detto...

La possibilità di celebrare nella lingua del luogo ha reso comprensibili la preghiera liturgica ed i testi biblici (?!)

Cosa dobbiamo pensare di questo sacerdote, con ruolo di responsabilità in ambito liturgico, che mostra ignoranza sul fatto che scopo della liturgia è riattualizzare il Sacrificio di Cristo?
Esso va reso comprensibile nell'essenza - il resto è tutto da scoprire sempre più nella fede celebrata e vissuta - dalla formazione previa da dare ad ogni fedele.
Dunque quel che conta non è che siano "comprensibili la preghiera liturgica ed i testi biblici" (la cui comprensione avviene anche con la lectio, meditazione e preghiera), ma ciò che accade sull'Altare, oggi trasformato in tavola da pranzo...

Dobbiamo pensare che questo sia uno di quei sacerdoti sfornato dai seminari in cui non c'è posto per seminaristi ritenuti addirittura "squilibrati" solo perché mostrano sensibilità spirituale (non estetica né rubricista, ma sapienziale) per la tradizione e il suo Rito bimillenario...

RAOUL DE GERRX ha detto...

Il faut dire de la liturgie ce qu'Egon Schiele disait de l'art (dont la liturgie traditionnelle, et tout ce qui l'entoure, est la forme suprême) :

"Kunst kann nicht modern sein, Kunst ist urewig."

L'art ne peut pas être moderne, l'art est éternel (par-delà le temps).

C'est pourquoi toutes les considérations sur l'adaptation de la liturgie au temps présent sont absolument oiseuses et vaines.
Ne pas comprendre cela c'est ne rien comprendre, ni à l'art, ni à la liturgie, et c'est malheureusement le cas de beaucoup de clercs aujourd'hui.

Franco ha detto...

@ Cristero. "Senza assemblea non c'è eucarestia..." . Ad a
Alba, Piemonte, capitale delle Edizioni Paoline, ho sentito un parroco ( criniera leonina di cinquanta centimetri ) affermare, prima di un battesimo che "il battesimo non è un atto magico: è l'assemblea dei fedeli che battezza". era la festa dell'Immacolata Concezione e ha parlato del generare in senso lato; della Vergine come concepita senza peccato originale... nisba.

D'altronde il semplice fedele al giorno d'oggi è aiutato a capire che cosa sia l'effusione della Grazia? E che cosa gli vien detto del Peccato Originale? Io personalmente non do torto a papa Francesco quando dice che bisogna usare un linguaggio comprensibile. Direi che occorre mettere a punto un corpus di metafore e similitudini afferrabili dall'uomo d'oggi, che è "tecnologicus" anche se è un semplice perito, ragioniere o geometra e non un teologo ( senza offesa per quelle benemerite categorie ). Nel mio libro di
religione delle medie la comunione
dei santi era proposta con la metafora della circolazione monetaria e del "tesoro dei meriti", con tanto
di illustrazione; oggi io mi immagino il "carattere impresso" della Grazia ( chiedo scusa se scandalizzerò ) con
l'imprinting del codice elettronico sul tesserino Bancomat, che al
momento non si vede ma ha una sua
efficienza nel luogo e nel momento
giusto. Quanto alla comunione dei santi... la similitudine è quella della Rete informatica.

L'uomo contemporanea, incolto nel campo religioso, è portato a pensare
che le categorie mentali della religione corrispondano a una società agricolo - pastorale: occorre
proporgli metafore corrispondenti al suo vissuto, senza demordere
dall'ortodossia, ma secondo il principio di Pio XII: "NON NOVA, SED
NOVITER".

Urgentissimo! ha detto...

Mi risulta che Paolo VI scelse la chiesa degli orionini (alquanto fuori mano, e molto meno importante delle tante grandi belle chiese romane) perché temeva che qualcuno gli tirasse pomodori.

RAOUL DE GERRX ha detto...

Y a-t-il une seule forme d'art que la liturgie traditionnelle n'ait pas porté à sa perfection : depuis l'architecture jusqu’à la musique, en passant par la poésie, la peinture, la sculpture et même la haute couture ? Et tout cela pour quoi, pour qui ? Pour Dieu.

Car la liturgie, faut-il le rappeler ? s'adresse d'abord à Dieu, avant de s’adresser aux hommes. Dieu qui, soit dit en passant, comprend très bien le latin… Elle est louange, elle est adoration, elle est glorification ou elle n'est rien. En tout cas, elle n'est pas propagande. De là l'absurdité de ces slogans "pastoraux" déployés sur de grandes banderoles ou sur de grandes affiches dans les églises par des clercs qui, encore une fois, ne comprennent rien à rien et qui se servent de la liturgie pour "mobiliser" les fidèles en faveur de telle ou telle cause, comme font les politiciens et autres batteurs d’estrades…

… Allant jusqu’à leur faire danser le tango, ou proposant aux enfants des figures de Disneyland, comme faisait certain archevêque de Buenos Aires…

Anonimo ha detto...

leggo i scritti di Beata Anna Caterina Emmerich, dove parla di Santa Maria Maggiore e il scomparso della liturgia autentica dalla città di Roma...

Padre Giuseppe Midili fa la profezia attuale...mostra l'ignoranza deliberata totale del Misterium

Romano

Luisa ha detto...

Che cosa hai fatto, Benedetto?
Quante volte, dal 13 marzo (ma già dall`11 febbraio come intuendo il rischio che la sua rinuncia implicava), mi sono posta questa domanda che più che una domanda è un grido del cuore.
Un grido che chi mi conosce sa viene da un cuore pieno di affetto per Benedetto XVI.
La consapevolezza che egli ha dato la sua vita alla Chiesa mi fa dire che, con l`ausilio della preghiera ( come lui stesso ci ha detto), è arrivato alla certezza che restare a capo della Chiesa nelle sue condizioni di salute comportava il grave rischio di non poterla più guidare (che cosa sappiamo esattamente di quel che soffriva?) lasciandola in una situazione di instabilità e insicurezza, in mano a rapaci avidi di potere.
Lo abbiamo visto magrissimo, stremato, senza soffio e spostandosi a stento, svuotato fisicamente e moralmente, Benedetto XVI stava male, di che cosa soffriva, mi ripeto, non lo sappiamo, ma lui ha sentito come un dovere per amore della Chiesa di andarsene, per non esporla ad un rischio che lui stesso ha vissuto negli ultimi anni di Giovanni Paolo II.
Tanti, troppi elementi ci sfuggono, forse un giorno si saprà tutta la verità, se ne è andato ma non completamente, resta nel recinto di Pietro consapevole che un mandato ricevuto dal Signore non lo si può revocare, è per sempre.
E così non solo ci troviamo in questa situazione anomala di una Chiesa con due papi, ma con un papa come Jorge Bergoglio che da subito si è presentato in rottura con chi e con ciò che lo ha preceduto.
La certezza che Benedetto non si è ritirato se non perchè era in una situazione personale a rischio per lui e dunque per la Chiesa, non mi consola, anzi, tutte le maschere che da subito son cadute l`una dopo l`altra, non fanno che confermare il clima avvelenato che lo circondava, l`aria putrida e soffocante che respirava, la ferocia di chi lo ostacolava.
E intanto si naviga a vista, con il malessere crescente di chi lo realizza sempre più chiaramente.

Anonimo ha detto...

http://www.riscossacristiana.it/lobby-lgbt-allattacco-posti-donore-alludienza-pontificia-contatti-in-alto-pre-sinodali-di-mauro-faverzani/

“..gruppo di attivisti Lgbt, il Catholics Westminster Pastoral Council, facenti riferimento alla chiesa di Farm Street, a Londra, ha organizzato un viaggio di preghiera a Roma, in concomitanza con l’inizio della Quaresima. Ma il vero scopo della trasferta è un altro e ben più grave: incontrare personalità del Vaticano in vista del prossimo Sinodo di ottobre sulla Famiglia. Ad incoraggiarli, è stato l’Arcivescovo di Westminster, Card. Nichols, che ha rivolto loro il seguente messaggio: «Questo è un momento eccellente per fare un pellegrinaggio», ha detto. E si è sbilanciato, assicurando loro come da Cristo possa provenire «la grazia di essere suoi discepoli missionari. Possiate guidare anche altre persone alla famiglia della Chiesa, fondata dagli Apostoli, insegnando come seguire fedelmente Gesù in tutti gli aspetti delle nostre esistenze», assicurando le «mie preghiere per ciascuno di noi. Dio vi benedica!».

“Nichols e’ un altro caso di ‘misteriosa’ carriera lampo di un noto alto prelato pubblicamente dissenziente con la Dottrina Cattolica : nel 2009 e’ fatto Arcivescovo di Westminster, e quindi sicuro Cardinale in futuro, ed infatti nel Gennaio 2014 Bergoglio lo fa cardinale” (scrive Alessio)

Che cosa hai fatto, Benedetto?

Anna

Cattolico ha detto...

Caro Raoul, ma gli schifosi edifici sacri in stile "modernista" non sono stati commissionati dalla gerarchia ecclesiastica? e non hanno cercato anche architetti di grido, gettando via soldi a camionate, per avere edifici che sono blasfemi che offendono Cristo ed i veri cristiani ? qualcuno ha detto che sono una vendetta (satanica) contro la belezza vhe la fede in Cristo ha prodotto in due millenni di architettura sacra. Veda i nuovi santuari di Fatima, di Guadalupe, di S,. Giovanni Rotondo (Padre Pio), basilica sotterranea del Rosario a Lourdes (dedicata a S. Pio X, un vero dispetto al santo antimodernita), la chiesa "cubica" di Foligno, quella "circolare" di Cristo Re a La Spezia, la nuova chiesa della Madonna delle Grazie a Conegliano Veneto (Treviso), ecc.. Brutii edifici per una religione postata, per dei prelati apostati e senza più fede, senso del sacro, rispetto del sacro. Questo padre Midili è pienamente allineato a questo nuovo modo di pensare, che non è il mio, non lo sarà mai.

Luís Luiz ha detto...

Y a-t-il une seule forme d'art que la liturgie traditionnelle n'ait pas porté à sa perfection : depuis l'architecture jusqu’à la musique, en passant par la poésie, la peinture, la sculpture et même la haute couture ?

Le cinéma? Le roman? Le théâtre?
J'aime l'art, mais je n'aime pas l'assimilation, trop moderne, de l'art à la liturgie, qui le dépasse infiniment. L'état actuel des arts m'a désenchanté, il a rendu évident jusqu'à quel point ils sont sujets à la manipulation.

Angelo ha detto...


Volge con inclito distacco
Questo reo tempo,
Al crepuscolo appena
Mosso e terso;
E i flutti del mare di Ostia
Come d’incanto s’acquietano,
Forse per un sacrificio ancestrale:
E l’antica pineta si specchia
Nel cobalto appena velato
Di ombre, immemoriale.
Nel vento odoroso di muschi,
Il custode scruta lontane
Le stelle preclare;
E col volto rigato di stille
che guadano i solchi
del sembiante
Accoglie gli ultimi raggi,
E il cuore ricorda
I figli dispersi per l’orbe:
Di lì sale al cielo
Una fragile prece,
Quasi un incenso fugace.
Una grazia riluce
Che ne discende
Quale manna fragrante,
Elargita a noi perenni mendichi
Come povera cosa:
A noi, che muoriamo e viviamo
Senza posa.

bernardino ha detto...

Vorrei dire al direttore dell'ufficio liturgico del vicariato di Roma che per parlare con i fedeli e spiegare loro il catechismo oppure il Vangelo o quello che vuole lui, non c'è bisogno che i Sacramenti e la S.Messa bimillenaria vengano parlate in lingua volgare (altrimenti dovremmo arrivare alle lingue dialettali, il che sarebbe dire migliaia di lingue/dialetto), basta fare catechismo nella lingua volgare, e si può spiegare tutto quello che volete.
Se poi ti andassi a rileggere qualche cosa che preparava il Sacrosantum Concilium (vat.II), Roncalli diceva che il latino non sarebbe stato toccato, così come il canto gregoriano (che anche per lui erano segni immutabili della Chiesa). Ma voi non vi siete inventati solo l'abolizione del latino del gregoriano, vi siete inventati cose che neanche Roncalli avrebbe mai immaginato - l'altare girato - la comunione sulla mano - l'abolizione di inginocchiarsi e tutto ciò che vi siete inventati e avete messo in atto, oltre al fatto di ciò che state facendo con i sinodi attuali, i due Papi, ecc. ecc., l'avete fatto non perchè previsto, ma solo come vostri voleri, avete messo in atto la fantasia ed il fai da te - che poi il popolo fedele a Cristo, li voglia o non li voglia a voi non importa, quello che conta che avete trasformato le Chiese Cattoliche consacrate in discoteche per fare balletti vari con chitarre e bongo ed oggettistica varia, mettendo in tutte le liturgie (se così si possono ancora chiamare) la vostra fantasia.
Non vi siete resi conto che non siamo ne in in cinema, ne in un teatro, o se vi siete resi conto, non parlo, altrimenti dovrei dirvi di farvi curare tutti dal capo al fondo da un neuropsichiatra.
Comunque avete disastrato, solo in Italia, dal 1970 in poi milioni di persone, e di questo un giorno dovrete rendere conto al Padrone di casa - attenzione che che i padroni di quella casa non siete voi, ma il vero Padrone. Qui sulla terra fanno giustizia i tribunali, ma in quel posto che avete rinnegato per i vostri desideri, il tribunale è supremo ed il Giudice è il Padrone di questa casa.
"""Guai a coloro che rendono.... a questi innocenti, meglio per loro legarsi una macina al collo e gettarsi nel mare""""
Ma a te cosa importa caro direttore dell'ufficio liturgico, tu esegui solo ordini, è vero, ma Pietro dopo aver rinnegato ha pianto amaramente.
Dunque la lingua non conta, visto che si è usata per millenni, e chi deve capirla è solo il Ministro consacrato, in quanto per il popolo dei fedeli La S.Messa deve rimanere un mistero.
Oppure quando un paziente si opera di un tumore, oppure ha qualche altra malattia importante, deve capire tutto quello che fà il professore e l'equipe, altrimenti deve conoscere tutta la medicina? sia in italiano, che in greco che in latino, nonchè il giuramento di Ippocrate?
I rinnegati e traditori rimarranno per sempre rinnegati e traditori, e non sò se Dio perdona.

RAOUL DE GERRX ha detto...

Je parlais de la liturgie traditionnelle et des formes de de l'art du passé — je crois que tout le monde a compris…

Quant à l'assimilation de l'art à la liturgie, soit, si cela amuse certains…

Anonimo ha detto...

Che ha fatto Benedetto:


1) ha pubblicato un documento per scacciare i sodomiti activisti dal seminario

2) ha pubblicato 2 documenti per far ritornare la Messa antica romana alla vita e alla communione della Chiesa e delle chiese locali...

Per la Squadra di Bergoglio 2 peccati che non si possano perdonare...


Osservatore

Anonimo ha detto...

Cos'ha fatto Benedetto? Dopo anni passati a parlare al vento, inascoltato, snobbato, disobbedito e sconfessato nonché tradito dai collaboratori più stretti, ha fatto l'unica cosa che gli restava da fare, andarsene squarciando però il velo che nascondeva tutto e così sono allo scoperto e sappiamo chi sono e cosa vogliono, poi ognuno prenda posizione, almeno adesso non possiamo dire non sapevamo.

Anonimo ha detto...

“Qual è il bilancio cinquant’anni dopo (la “svolta” conciliare)?” Padre Giuseppe Midili “Il bilancio è certamente positivo…”.

Ecco i frutti della “nuova pentecoste”, i frutti della nuova messa:
“Mancano preti, i laici sul pulpito”
Lo ha annunciato Franco Giulio Brambilla alle 22 comunità di tutto il Vergante. Da domenica i riti cambiano o diminuiscono lievemente: ne restano 6 nei giorni prefestivi e 20 nei festivi. Alcune celebrazioni a rotazione saranno senza prete quindi senza eucarestia. «La riduzione delle celebrazioni – rassicura Brambilla - dovrà andare a vantaggio della qualità». “liturgia festiva della parola in assenza di celebrazione eucaristica” e di preti. Per chi può però, raccomanda il vescovo, «è un dovere morale» muoversi e partecipare all’eucarestia.
Chiese chiuse o trasformate in ristoranti. Quelle rimaste aperte senza preti. Messe false rifilate ai fedeli, come se il Santo Sacrificio fosse un optional. Il primo comandamento ridotto a un dovere morale (Per chi può però, raccomanda il vescovo, «è un dovere morale» muoversi e partecipare all’eucarestia). Santa messa considerata come una merce, un prodotto («La riduzione delle celebrazioni dovrà andare a vantaggio della qualità») oggetto di slogan pubblicitari («Più messa, meno messe»).

Cosa ha rappresentato per la liturgia l’introduzione dell’italiano?

“L’introduzione della lingua parlata ha reso possibile la partecipazione piena, attiva” (con tanti applausi, danze del ventre, tango, rapper che battono cinque al vescovo, circensi persino cavalli) e consapevole alla liturgia” (ha mai provato a chiedere a qualche fedele se capisce il senso delle parole che pronuncia ? o anche solo cosa è la santa messa ?)

“Per il bene dei fedeli era necessario individuare forme celebrative che permettessero di «non assistere come estranei o muti spettatori a questo mistero di fede»”. Infatti, il VO era davvero poco divertente. Tutto quel silenzio… Che noia … E poi, chi si credeva, quel prete che doveva fare tutto Lui, un alter Christus ? E dov’è la uguaglianza ? Caspita, anche noi fedeli siamo sacerdoti e dobbiamo celebrare. Muto silenzio ?? Via … gioia, allegria … mica siamo sotto la croce di uno che che si offre in sacrificio per noi !

“I fedeli, assistendo a una liturgia celebrata in una lingua non compresa, hanno cercato forme più accessibili di preghiera, devozioni private da recitare durante la Messa” (rosari …. in latino) !!

.. “Grazie alla riforma liturgica e con l’introduzione della lingua parlata sono lentamente scomparse le forme individualistiche dal contesto celebrativo” (..’sti preti con la mania di protagonismo..), per restituire centralità alla celebrazione comunitaria, alla quale tutti prendono parte” (…. Viva noi !!!).
ecc.

Anna

cattolico ha detto...

Bernardino, sono parole che mi commuovono, come vorrei che le dicesse anche qualche sacerdote o vescovo, magari; ma temo che non sentiremo mai, dai preti, questi accenti, loro non sanno più cos'è la vera fede, basta vedere gli obbrobri di chiese che vanno costruendo. Penso anch'io che il Paron Grando, come dicono qua da me, presenterà loro il conto, e sarà salato. Restiamo saldi nella fede, caro Bernardino, magari pregando gli uni per gli altri, perché si può sempre scatenare l'inferno della persecuzione,, con questi tipi qua. Un caro saluto

RAOUL DE GERRX ha detto...

Une histoire édifiante et consolante, malgré tout :

http://sspx.org/en/news-events/news/sspx-gets-new-church-pittsburgh-4640

Anonimo ha detto...

Se il rimpianto Benedetto avesse avuto dei validi collaboratori tutto questo non sarebbe successo. Inoltre se fosse stato meno buon padre di famiglia molti cattivi sarebbero stati posti nell'impossibilità di nuocere.Un buon capo non deve essere lui a difendere i suoi sottoposti (Bertone) ma deve essere difeso da questi.Comunque ,umanamente, fra Benedetto e Francesco c'è un abisso.Bobo

Anonimo ha detto...

Il terzo, comandamento, ...

Anna

Luisa ha detto...

Anche se capisco il senso della domanda che apre il post, non si può, se si è in buona
fede, non menzionare quel che ha fatto Joseph Razinger diventato Benedetto XVI per la Chiesa.

-Benedetto XVI ha lottato strenuamente, con i fatti e non a parole, contro la pedofilia nella Chiesa, una lotta per la quale ha subito gli attacchi della lobby gay, e penso a quella attiva nella Chiesa, durante questa battaglia è stato lasciato vigliaccamente solo.

-Ha affrontato gli scandali, messi sotto il tappeto prima della sue elezione, e venuti a galla come per magia sotto il suo Pontificato, facendolo è stato aggredito con violenza dai media che non lasciavano passare una settimana, un giorno, senza scrivere contro di lui e la Chiesa.
Di quegli scandali più nessuno ne parla, con l`avvento del suo successore sono svaniti nel nulla.
Ricca e il suo passato a luce rosse nominato ad una importante responsabilità da papa Bergoglio?
Normale, tutti zitti.
Potrei citare altri esempi, ma non vorrei tediarvi.

-Ha voluto ridare sacralità e bellezza alla Liturgia riformata, consapevole degl abusi liturgici, ha tentato di attuare la, da lui definita, "riforma della riforma", anche creando una Commissione ad hoc.
Pure in questo è stato ostacolato con una feroce determinazione, e tradito anche da chi gli stava vicino e in chi aveva fiducia.
Penso in particolare a Canizarès che ha aiutato i responsabili e gli amici del cnc nella loro battaglia per far passare in forza l`autorizzazione della "liturgia" neocat, per festeggiare la quale i cartoncini di invito erano già sulle scrivanie dei prelati di Curia....avvertito a tempo, all`ultimo momento, Benedetto XVI lo ha impedito e ha creato una Commissione per analizzare quella prassi liturgica anomala.
Che fine ha fatto quella Commissione?
Sepolta, più nessuno ne parla.

-Ha dato alla Chiesa tutta il dono del SUMMORUM PONTIFICUM, dandogli la dignità e la forza di una Legge universale.
Il Motu Proprio è ostacolato, combattuto, oggetto di livore e anch e disprezzo, MA ESISTE.
E questo lo dobbaimo a Benedetto XVI.

E non dimentico il bene che Benedetto XVI ha fatto ai semplici fedeli, e sono molti, che, come me, sono ritornati nel gregge con e grazie a lui.

Anonimo ha detto...

Vorrei dare il mio modesto parere, condivido in toto Luisa e Bobo, ma purtroppo di se sono pieni i fossi e ormai è andata come è andata, personalmente, per il sottoscritto, anche se l'azione di Benedetto come papa si fosse risolta soltanto col mio ritorno alla preghiera ed alla pratica religiosa, sarebbe per me una cosa da santificare, fuori dalle battute, resta un grande papa e non solo per vedovelle ed altri inguaribili nostalgici, anche solo a pelle il divario fra lui ed il vdr è a dir poco imbarazzante e mi fermo qui. Tornando al discorso sulla messa, non è solo questione di celebrazione vernacolare o non, qua da noi mancano preti di ogni genere, ergo si chiudono le chiese, stop, non ci sono zelanti laici zeloti che fanno una specie di rito, non ci sono e basta, in certe zone dell'entroterra messa in una chiesa sempre diversa 1 volta al mese, e i preti tradi sono talmente pochi che non è ipotizzabile che possano celebrare dappertutto, se poi sia colpa o no del vat2 non sto qui a disquisire, mancano preti e manca soprattutto la FEDE. C'è nient' altro da dire se non pregare che passi, 12 erano all'inizio quando la Storia cominciò, abbiamo la Speranza, altrimenti meglio passare armi e bagagli al nulla che pervade tutto l'occidente. Lupus et Agnus.

Angelo ha detto...

Quante cose fatte,
E quante ne rimangon
da fare.
Quel che resta
È una parabola
Da scrutare,
Al crepuscolo di prima estate,
Quando la freccia del tempo
Quasi appare,
Per un attimo,
volgere al cerchio.

edoardo malgarida ha detto...

Purtroppo la messa senza messa non è una novità, almeno per me. Infatti da più di un anno tale "celebrazione" è presente nel calendario liturgico del paese natale di mio papà in Lombardia: nel 2013 il Vescovo ha operato degli spostamenti di parroci, lasciando il paese (capoluogo e 6 frazioni, ciascuna con chiesa e relativa messa domenicale) con un solo sacerdote. Il poveraccio ha così deciso, credo obtorto collo ma non posso esserne certo, di fare due messe nel capoluogo e una messa a rotazione nelle frazioni. In queste ultime, se non c'è la messa, vengono lette le letture del giorno, letta una spiegazione e (credo, non ha mai assistito) data la comunione. So che per chi può, c'è l'obbligo di andare ad una vera messa nel capoluogo, tuttavia per tanti anziani la messa non messa è l'unica possibilità.

Che dire? Inutile che i signori vescovi si lamentino della mancanza di vocazioni se poi non hanno il coraggio di vedere le vere cause e prendere le contromisure. Tanto più se si è completamente rincitrulliti e al posto del disastro si afferma che "Il bilancio è certamente positivo" e che "“L’introduzione della lingua parlata ha reso possibile la partecipazione piena, attiva e consapevole alla liturgia. Per il bene dei fedeli era necessario individuare forme celebrative che permettessero di «non assistere come estranei o muti spettatori a questo mistero di fede".
D'altra parte affermando che "Grazie alla riforma liturgica e con l’introduzione della lingua parlata sono lentamente scomparse le forme individualistiche dal contesto celebrativo, per restituire centralità alla celebrazione comunitaria, alla quale tutti prendono parte" si rende manifesta l'idea di fondo che si ha sulla Messa. Ovvero non più sacrificio di Nostro Signore, ma festa della comunità. E dunque, almeno per me, è chiaro che se devo andare ad una festa meglio andare dove la sanno organizzare bene, e non in chiesa, dove pure ti chiedono sempre soldi.

Credo che la più grande grazia per la Chiesa sarà la fine dell'8 per mille, e forse allora questi pagliacci, con finalmente la pancia vuota e la caldaia spenta, torneranno a fare i sacerdoti.

Anonimo ha detto...

OT segnalo non senza sconcerto articolo di Magister su Settimo cielo 'Divorziato,risposato, comunicante. Una testimonianza'. Senza parole.

lister ha detto...

Non ci sono più preti?
Soluzione:
1-Abolizione del celibato con conseguente abolizione del voto di castità.
2-Ordinazione anche alle donne
3- Superamento dell'avversione all'omosessualità: LGTB a dir Messa

In una parola: Prostentantesimo, prima tappa verso il sincretismo, per arrivare al NWO.

@ Cattolico, commento del 22.2/13,57

A Pristina, in Kosovo, è in costruzione la Cattedrale dedicata a Madre Teresa. Una grandiosa Chiesa, la più grande dei Balcani, in stile neoromanico con schema a croce latina, tre navate e transetto.
(v. la Cattedrale della Beata Madre Teresa)

RAOUL DE GERRX ha detto...

Chère Louise, Joseph Ratzinger, quand il était pape, n'a pas célébré une seule fois selon l'ancien rite, dont il avait d'ailleurs dit, quand il était jeune, tout le mal qu'il pouvait…
Dans ses "eucharisties" en plein air, il ne s'est pas tourné une seule fois vers l'Orient, comme il le recommendait pourtant, avec tant de conviction apparente, dans ses préfaces aux travaux de Klaus Gamber…
Pourquoi ? Parce qu'il n'a pas eu le temps ? Parce qu'ON ne le lui a pas permis ? Ou, tout simplement, parce qu'il avait, lui aussi, deux langages ?

mic ha detto...

OT segnalo non senza sconcerto articolo di Magister su Settimo cielo 'Divorziato,risposato, comunicante. Una testimonianza'. Senza parole.

Sembra che si voglia far coesistere la legge mosaica con quella portata a compimento da Gesù.

Vi pare possibile o non ha l'aria di uno stratagemma di conio "rabbinico" per aggirare la Verità, che E' il Signore?


bernardino ha detto...

@ Anna,
il terzo Comandamento? (ricordati di santificare le Feste), siamo arrivati a redde rationem, - non ci sono più preti? soluzione: ordiniamo uomini sposati diaconi, presbiteri e se serve anche vescovi - oltre alle donne -
loro non celebreranno più il sacrificio dell'altare, ma come fanno i protestanti, la parola;
leggeranno dai pulpiti le catechesi, faranno omelie, ecc. ecc. per la comunione ci sono già i ministri straordinari - l'ordinario non serve più.
In fondo dal 1962 è partita questa carovana e mano mano si è sempre più ridotto il cattolicesimo per abbracciare il protestantesimo (Bugnini e C. han fatto scuola unitamente a Montini)
Poi è arrivato Bergoglio ed ha quasi completato l'opera - abbiamo visto tutto quello che ha combinato in questi due anni - ho detto quasi perchè un'altra batosta la molla col sinodo di ottobre.
Speriamo che ci aiuti la Madonna di Fatima; non dimentichiamo che diceva che un terzo delle stelle venivano trascinate sulla terra dalla bestia - ora le vediamo quelle stelle, stanno in mezzo a noi e sappiamo chi sono.

Rr ha detto...

Stratagemma di conio "rabbinico"...
A forza di frequentarli, si diventa come loro. Oddio, non è' che i gesuiti siamo molto diversi.
Rr

Angheran70 ha detto...

Sembra che si voglia far coesistere la legge mosaica con quella portata a compimento da Gesù.

Vi pare possibile o non ha l'aria di uno stratagemma di conio "rabbinico" per aggirare la Verità, che E' il Signore?


L'essenza della predicazione neocat. Dallo svilimento della figura sacerdotale deriva la "necessità" di maggiori incarichi ai laici.

Rr ha detto...

Non c'è bisogno di arrivare ai Neocat. Ci avevano già pensato Lutero, Calvino e soci. Che erano senz'altro un' altra cosa di Kiko.
Rr

mic ha detto...

Significativi commenti di D. Pastorelli su MiL, nel condividere la presentazione dell'intervista.

""L'articolo è l'inutile, stanca e lutulenta ripetizione di banalissimi luoghi comuni postconciliari che, fra l'altro, dimenticano la reale volontà del Concilio espressa nella Sacrosanctum Concilium, in cui si prevedeva il permanere del latino nella sacra liturgia, ed il canto gregoriano, ma che apriva, ove opportuno, alle lingue vernacole. La facoltà in casi particolari poi divenne legge.
Per convincere i perplessi - e mi limito a quest'aggettivo - circa la bontà dei frutti della riforma, credo che basti entrar in più d'una chiesa per notare immediatamente come il nuovo rito sia diverso da sacerdote a sacerdote, essendo ormai stato lasciato, per l'ignavia dei vescovi, campo libero alla fantasia dei singoli celebranti. Si dimostri inoltre, quanta reverenza si manifesti in atti e preghiere a Gesù presente sostanzialmente e realmente nel tabernacolo e sull'altare; quante anime oggi si santifichino grazie alla nuova liturgia, e quanti si siano santificati con la precedente.
Il concetto di partecipazione attiva è tutto esteriore, e non vera partecipazione ch'è quella interiore: unione al sacerdote e, per mezzo di lui, a Cristo Redentore.
Quanto alla comprensione, noi, da bimbetti, sapevamo cosa "accadeva" sull'altare, anche se non capivamo le parole pronunciate in silenzio dal sacerdote, e a sei anni sapevamo servir la messa. E la devozione degli analfabeti non era certo meno meritoria di quella dei sapienti odierni, che pensano di tutto capire. Già, capire: mi si dimostri quanto la stragrande maggioranza dei fedeli capiscano le letture bibliche, specie quelle storiche e allegoriche. Si intervistino questi fedeli all'uscita di chiesa e si appurerà come "dentro" non sia rimasto niente o molto poco.
Noi, testardi e lenti di cuore a giudizio di quello che dovrebb'esser il nostro Padre e la nostra guida, nei nostri luoghi di culto a coloro che non hanno il messalino, glielo forniamo noi in fotocopia, latino-italiano, e forniamo anche, in foglio a parte, le letture del giorno tradotte in italiano. A volte capita che gentilmente venga rifiutato: "per unirsi a Dio, basta sentire la lingua sacra della Chiesa", mi disse un'anziana signora un giorno.
Si faccia una seria indagine sulle conoscenze dei ragazzini che passano a Comunione e Cresima: l'ignoranza domina sovrana. E lo dico per esperienza di figli e nipoti, oltre che di migliaia di alunni con cui ho vissuto per decenni.
E' davvero impudente il magnificare gli esiti della riforma liturgica. I giornalisti così pronti ad esaltare il papa "uno di noi" facciano una seria indagine: domandino ai presenti in piazza S. Pietro se prima dell'Angelus siano stati a Messa e se si siano confessati, e se per caso non sian loro cadute le sacre particole tra i sampietrini.
E a proposito di evangelizzazione, si devono o no evangelizzar ebrei e islamici? La loro fede senza Cristo unico redentore, è salvifica? E perché il proselitismo è una sciocchezza? L'evangelizzazione è solo ad intra? E' questa sufficiente per "render discepole tutte le genti"?

Il problema non è solo la lingua (il latino è stato per quasi due millenni la lingua sacra della Chiesa Cattolica) ma tutto il contenuto dell'intervista che esalta la riforma liturgica. Inoltre una lingua che si evolve come la vernacola fatalmente porta all'evoluzione della Verità che nel latino è fissata in modo immutabile ed imperituro.""