sabato 4 maggio 2019

I firmatari della Lettera aperta salgono per ora a 61. Brevi osservazioni di Paolo Pasqualucci

Due brevi (per ora) interventi di Paolo Pasqualucci: il primo sulle osservazioni di Padre Giovanni Cavalcoli [qui] sulla Lettera Aperta ai vescovi, il secondo su come liberare la Chiesa da un Papa che cade in eresia e la mantiene. Intanto è notizia di ieri (vedi comunicazione di Maike Hickson a lato): i firmatari, per ora, sono saliti a 61.

Premessa

Spero di sbagliarmi, ma temo che dal fronte amico verranno delle delusioni, per quanto riguarda l'appoggio a questa Lettera Aperta. Per ora si percepisce un silenzio imbarazzato. E lo si può anche capire. Speriamo non venga frainteso lo spirito di questa Lettera Aperta.
Essa vuole risvegliare i vescovi, un colpo di frusta per metterli di fronte alle loro responsabilità (e indirettamente, anche il Papa, mettendolo di fronte ai propri errori, sperando che gli cada il velo che evidentemente ha davanti agli occhi). 
La Lettera si muove rigorosamente dentro le categorie canonistiche e teologiche tradizionali. Elencate in modo rigoroso le molteplici deviazioni dottrinali del presente pontefice, invita i vescovi ad ammonirlo affinché cambi rotta, il più presto possibile. Accenna anche alle conseguenze di un rifiuto di Bergoglio a cambiar rotta. Conseguenze di carattere giuridico che non è possibile determinare ora ma che eventualmente spetterà ai vescovi stabilire. Con ciò la competenza dei vescovi è rispettata in pieno. 
La Lettera non si arroga il diritto di processare il Papa, non si avventura sul terreno minato di un processo al Papa, esponendosi all'accusa di favorire il sedevacantismo o il conciliarismo.
Esercita il diritto, riconosciuto dal CIC (citato nella Lettera), di far rispettosamente presente la propria opinione alle autorità, in un momento di gravissima e perdurante crisi della Chiesa, crisi della quale non si vede un minimo sbocco, stante la passività quasi generale del clero di fronte ad essa.
Ѐ un'opinione costruttiva non una condanna a prescindere, che non spetta comunque a noi fedeli. Si condannano gli errori del Papa, non il Papa in quanto persona né il Papato in quanto istituzione. Si condannano gli errori, impossibili a negarsi, affinché l'errante si emendi e ritorni alla vera fede.
La Lettera rigetta anche in modo esplicito ogni tentazione sedevacantista.

La critica di Padre Cavalcoli alla Lettera Aperta appare viziata in radice

Limitandosi al punto 1 del suo "Comunicato" concernente la Lettera, notiamo che egli dice che è "impossibile" che un papa cada nell'eresia, non solo quando insegna ex cathedra, dando definizioni dogmatiche o condannando solennemente errori, ma anche nel suo magistero ordinario ossia "al livello minimo ordinario e quotidiano della sua predicazione evangelica, quando insegna verità tradizionali o già definite, che devono esser ascoltate da tutti etc.".
La tesi di P. Cavalcoli è smentita dai fatti, storicamente accertati.
Onorio e Giovani XXII caddero nell'eresia. Il primo si lasciò sedurre dall'errore monotelita. Fu duramente riprovato dopo morto anche se il successore disse che aveva peccato più per negligenza che per malizia. Giovanni XXII sostenne come dottore privato ma pubblicamente e convinto un'idea errata sul destino delle anime dei Giusti, che ritrattò in punto di morte dopo una sorta di sollevazione di un gran numero di teologi, fedeli, cardinali. Quando non si affidano all'assistenza soprannaturale diretta dello Spirito Santo, come avviene nelle dichiarazioni dogmatiche, i papi possono errare, dunque. Qualche volta è successo. 
Nel caso di Bergoglio, non si vede come si possa dire, come fa P. Cavalcoli, che egli, a parte l'uso a volte di "un linguaggio improprio ed equivoco [?]", insegni sempre e comunque, per il solo fatto di esser Papa, "verità tradizionali o già definite". 
Le insegna sempre queste verità, P. Cavalcoli, quando fa l'elogio pubblico della dottrina eretica di Lutero sulla Giustificazione, contraddicendo con ciò 500 anni di magistero della Chiesa? Facendo capire che quella dottrina pluricondannata dai papi era giusta, dal momento che con essa Lutero "non si era sbagliato"? Se non si era sbagliato lui, si erano allora "sbagliati" i papi per 5 secoli nel condannarla, P. Cavalcoli? 
E quale "verità tradizionale" ribadisce papa Francesco quando autorizza i divorziati risposati, conviventi e praticanti l'unione carnale, ossia adulteri e concubini per la dottrina tradizionale della Chiesa, a ricevere (solo in certi casi, in teoria) la S. Comunione ossia a commettere un sacrilegio? 
Rilevare le eresie di PF significa mettere implicitamente sotto accusa
il Concilio, del quale PF, al pari dei suoi immediati predecessori, si considera l'erede ed esecutore. Anche per questo, in tanti continuano a tacere, anche fra i c.d. "tradizionalisti". 

Come liberare la Chiesa da un Papa che cade in eresia e la mantiene?

L'esempio storico da seguire, a mio avviso, è quello della rettifica o abiura in pratica imposta a Giovanni XXII. E si trattava di una eresia molto meno grave di quelle professate da Bergoglio. Propose una dottrina errata sul destino immediato delle anime dei Giusti e  la difese accanitamente dopo le prime critiche, ispirate però, pare, anche dalle lotte politiche allora in corso, tra impero e papato. A parte ciò, si formò spontaneamente una grossa opposizione di teologi, chierici e laici alla dottrina del Papa, il quale la ritrattò ufficialmente in punto di morte. 
Bisognerebbe ristudiarsi questo precedente. Invitare i vescovi a riconoscere le eresie professate da PF per invitarlo a ritrattarle, significa solo muoversi secondo la tradizione della Chiesa, anche se raramente applicata perché solo raramente papi hanno professato eresie. Il precedente scritturale è l'Incidente di Antiochia (Gal 2, 11 ss : "io mi opposi a lui apertamente.."). La speranza è che PF si ravveda e ritratti, cambiando politica, una volta trovatosi di fronte ad una contestazione documentata e vasta. Per ora siamo solo all'inizio, un sassolino che ha cominciato a rotolare, si spera. 
Se non si ravvedesse, allora comincerebbero i problemi relativi a come giudicare formalmente il Papa e da parte di chi. Le figure concettuali qui non sono state messe ancora a punto, data la difficoltà del tema e nella speranza che una situazione del genere non si sarebbe mai verificata. Però quello che è successo nella Chiesa col Concilio e dal Concilio in poi dimostra che tale situazione si è purtroppo verificata. 
Provvisoriamente si può dire che, in caso di rifiuto del Papa ad emendarsi, il passo successivo, posto in essere dai vescovi e cardinali, dovrebbe essere quello di richiedergli di abdicare ossia di dimettersi. Le dimissioni impedirebbero il sorgere di tanti problemi, non facili da risolvere. E non credo che la richiesta di dimissioni, per le ragioni indicate, violi alcuna norma del CIC. 
Quello che bisogna evitare, a mio avviso, è l'atteggiamento passivo, quietistico, il triste far niente, rifugiandosi nella preghiera privata, mentre un Papa manifestamente eretico e nemico della fede sta alacremente distruggendo la Chiesa, in tutti i suoi aspetti, la morale cristiana e anche le nazioni un tempo cattoliche, a cominciare dall'Italia. 
La preghiera privata quotidiana la facciamo tutti, credo, è anche un nostro dovere, se vogliamo santificarci. Ma oggi, purtroppo, questo non basta: come diceva Mario Palmaro, questa è l'epoca tragica nella quale la verità, anche la più scomoda, deve esser gridata dai tetti, innanzitutto per la Gloria del Signore. La stanno già gridando gli agenti dell'Anticristo, ma alla loro maniera, deformandola, in odio alla Chiesa e alla vera religione. 

59 commenti:

Anonimo ha detto...

Io mi chiedo: come fa un luminare quale padre Cavalcoli a non capire la differenza tra quel che dice il Magistero precedente(e perenne)e quel che ci propina Bergoglio da anni? Fin'ora di chi ci siamo fidati? Chissà quanti come lui ci hanno abbindolati senza che noi ce ne siamo resi conto. Mi pare che a questo punto ci sia tutto da rifare o ridire. Ripartire da dove?

Anonimo ha detto...

Presupponendo sempre la buona fede, penso che p. Cavalcoli non sia mai stato un "luminare", ma un filosofo ed un teologo mediocre, e non lontano, talvolta, da posizioni moderniste, come la sua accettazione del CVII.

Johannes Capreolus

Anonimo ha detto...

"Contra facta non valent argumenta".
Che un illustre tomista oggi sembri averlo dimenticato, restituisce l'istantanea sullo stato in cui versa la Chiesa militante.

mic ha detto...

Riporto da altra discussione meno in tema.

Anonimo 14:39
Secondo Danilo Quinto l"iniziativa è inutile e dannosa. Rischio scisma.

mic 4 maggio 2019 15:03

Dovrei leggere per intero lo scritto di Danilo Quinto. In ogni caso ritengo dannoso piuttosto il tacere. Quanto al rischio di scisma, nello spirito e nella forma del documento non c'è alcun elemento scismatico. Lo scisma, semmai, è rintracciabile altrove.

Alfonso ha detto...

Sono medico, ma non psichiatra, eppure mi sa tanto che qui abbiamo un altro soggetto affetto da sindrome di Stoccolma!
Bergoglio è eretico? E' apostata? Prima di rispondere ricordiamoci del significato di:
1) eresia: dottrina che si oppone a una verità rivelata e proposta come tale dalla Chiesa cattolica e 2) apostasia: ripudio, rinnegamento della propria religione per seguirne un’altra.
La mia risposta è: Bergoglio non è nè eretico nè tanto meno apostata, costui è semplicemente un nemico del cattolicesimo che è riuscito ad usurpare la Cattedra di Pietro!
Comunque, per pura discettazione, avendola sulla mia scrivania, dall'opera di Giacomo Balmes: "Il Protestantismo paragonato col Cattolicismo", tradotta in italiano dal Cardinale A. Orioli, edita a Napoli nel 1859, riporto le seguenti considerazioni a riguardo delle: "Questioni sulla resistenza alla potestà legittima. Dottrine di s. Tommaso di Aquino, del card. Bellarmino, di Suarez ed altri teologi. Dottrina di alcuni teologi intorno al caso in cui il sommo Pontefice, come persona particolare, cadesse in eresia."
- "Nelle materie gravi e delicate, siccome la confusione conduce all'errore, i nemici della verità hanno tutto l'interesse a diffonder tenebre, a piantare proposizioni generali, vaghe, che possono prendersi in mille sensi."
- La verità è che la teologia cattolica predica sì la rassegnazione, la pazienza, la lungaminità, ma precisa anche che vi è un punto in cui bisogna dire basta! Non c'è nessuna verità dogmatica che impone ai cattolici l'obbligo della non resistenza! Nessun teologo cattolico si è mai azzardato ad ammettere la legittimità della resistenza per un qualunque abuso dell'autorità, ma nessuno ha mai altresì creduto "di contraddire al sacro Testo coll'ammettere che in casi estremi sia lecito opporre un argine agli eccessi di un tiranno."
- "Gli stessi teologi i più attaccati al sommo Pontefice insegnano una dottrina che convien mentovare, per analogia che ha col punto che stiamo esaminando. Si sa che il Papa, riconosciuto come infallibile quando parla ex cathedra, non lo è per altro come persona particolare, e come tale, potrebbe cadere in eresia. In questo caso,dicono i teologi che il Papa perderebbe la sua dignità; sostenendo alcuni che si dovrebbe privarlo, e affermando altri che la privazione rimarrebbe effettuata pel solo fatto di essersi egli dipartito dalla fede. Qualunque si scelga di queste due opinioni, vi sarà sempre il caso in cui sarà lecita la resistenza; e questo perchè? Perchè il Papa si sarebbe scandalosamente sviato dallo scopo della sua istituzione, avrebbe conculcata la base delle leggi della Chiesa, che è il dogma, ed in conseguenza verrebbero a cessare le promesse e i giuramenti di ubbidienza che gli erano stati prestati."
http://chiesaepostconcilio.blogspot.com/2019/05/i-firmatari-della-lettera-aperta.html

Gederson Falcometa ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Da Fb ha detto...

Può servire ad altri, anche perché l’argomentazione è chiara e serrata. Inoltre la presenza di un teologo come Nichols è la vera notizia. Non possono non essersi accorti di quanto si sia allargato il perimetro dell’opposizione cattolica.

irina ha detto...

Mediamente le persone preferiscono schivare i problemi. Si mormora, laici e consacrati, tra amici, prendere di petto il problema religioso apertamente è oltre ogni audacia. Questo dipende anche dal fatto che noi cattolici non siamo proprio abituati a criticare il Papa. Noi siamo abituati a metterci al suo seguito, non a criticarlo, sia mai! Questo è stato un bene, ed è un bene fintanto che il Pastore, nella selva oscura non perde l'orientamento. Criticare il Papa è impensabile per un cattolico. Il grande paradosso è che mentre lui fa entrare Lutero in Vaticano, i fedeli cominciano ad esaminare liberamente il suo operato, scagliandosi con virulenza contro il Papa. Se non fosse da piangere sarebbe da ridere! Ripeto questa Lettera Aperta è stata una mano santa storica, non credo però che sveglierà le anime dal torpore. P. Cavalcoli non è l'eccezione è il rappresentante del consacrato tipo. Ora mettiamo da parte tutta questa maretta che si sta alzando. Personalmente mi sento più incline a scandagliare la Mafia di San Gallo ed i motivi della rinuncia di Ratzinger, con l'aiuto di chi vuole. Trovo molto difficile che si possa trovare un gran seguito sul filo del Diritto Canonico, invece su questi due temi tutti potrebbero contribuire con quello che hanno letto, ascoltato, pensato. L'eresia diffusa e l'apostasia latente di J.M.B. che sono oggettive sono però giuridicamente sguscianti, proprio per l'uso della tecnica del modernista che dissimula e condisce tutto con il sentimentalismo.Il Signore ci guiderà.

Anonimo ha detto...


Lascerei perdere le 'Mafie' e la ricerca di scenari nascosti, tutte cose che possono portare su sentieri sdrucciolevoli e fanno perdere inutilmente tempo (e tempo non ce ne è rimasto molto, sembra).
Lo stesso dicasi per il dibattito infinito e perennemente inconcludente sulle dimissioni di Ratzinger, sul vero motivo delle stesse etc etc
Alla fine ci si perde in speculazioni senza costrutto, che non portano da nessuna parte.
La "pistola fumante" in ordine alle dimissioni dello Emerito o alla supposta invalidità della elezione di Bergoglio, non è stata ancora trovata, dopo sei anni.
Passiamo oltre e occupiamoci delle cose più importanti.
Z.

fabrizio giudici ha detto...

67 firmatari.

Sviluppi interessanti dal Canada:

http://presence-info.ca/article/culture/des-eveques-canadiens-s-afficheront-avec-des-anti-francois

In sintesi, uno dei primi firmatari della lettera è Georges Buscemi, presidente di Campagne Québec-Vie, che è sostanzialmente la Marcia per la Vita canadese. Buscemi così ha spiegato la propria decisione:

Le vendredi 3 mai, Campagne Québec-Vie (CQV) a expliqué pourquoi son président, Georges Buscemi a accepté de signer cette lettre qui accuse le pape François d'hérésie. Les hérésies auxquelles «le pape adhérerait affectent notre travail pour la défense de la vie et de la famille».

«Nous aurons du mal à continuer un combat déjà difficile, si les catholiques sont confus au sujet de l’enseignement sur les absolus moraux, par exemple que l’avortement est toujours intrinsèquement mauvais», a indiqué CQV.


L'appuntamento annuale con la marcia è stato appoggiato anche quest'anno dalla CECC, la Conferenza Episcopale Canadese (proprio come in Italia, eh?). Ora il giornale citato nota - direi maliziosamente - che dunque i vescovi sostengono un'iniziativa il cui presidente ha firmato un documento "contro" Francesco.

Vediamo un po' cosa succede. L'appoggio della CECC è arrivato il 3 maggio, dunque tre giorni dopo che la Lettera Aperta è stata pubblicata.

fabrizio giudici ha detto...

Ah, dimenticavo: non solo la CECC appoggia la marcia, ma un paio di vescovi prenderanno la parola in piazza. Proprio come in Italia, eh?

fabrizio giudici ha detto...

Il Giornale riprende alcuni commenti di C&PC:

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/lettera-sulleresia-firmatario-missiva-sul-papa-rilancia-1688996.html

fabrizio giudici ha detto...

OT Se i giornalisti de Il Giornale ci leggono, ecco... venendo alle questioni italiane potrebbero anche scrivere due righe sulla nostra iniziativa di preghiera per le elezioni:

https://santorosarioperlitalia.net/2019/04/30/appello-alla-preghiera-per-le-elezioni-europee/

mic ha detto...

L'eresia diffusa e l'apostasia latente di J.M.B. che sono oggettive sono però giuridicamente sguscianti, proprio per l'uso della tecnica del modernista che dissimula e condisce tutto con il sentimentalismo.Il Signore ci guiderà.

Il problema, cara Irina sta tutto qui. Perché è diffhcile parlare di "eresia formale" da quando il papa non usa più (e non intende usarlo) il linguaggio chiaro e definitorio e siamo impastoiati nel magistero liquido indotto dal concilio con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti. Ma è da qui che dobbiamo partire...

Sulla situazione attuale ho approfondito qui
https://chiesaepostconcilio.blogspot.com/2015/09/permanere-nella-verita-di-cristo.html

mic ha detto...

Ho letto l'articolo del Giornale e purtroppo dobbiamo constatare come la loro analisi sommaria sia andata a pescare gli elementi più contundenti senza la dovuta contestualizzazione, invece di cogliere lo spirito autentico della Lettera.

fabrizio giudici ha detto...

Difficile attendersi un'analisi seria da un giornale generalista. Almeno hanno messo un link al sito, offrendo ai lettori la possibilità di approfondire di persona (sperabilmente non i tipici lettori che commentano da quelle parti...).

Silente ha detto...

Quello che bisogna evitare, a mio avviso, è l'atteggiamento passivo, quietistico, il triste far niente, rifugiandosi nella preghiera privata, mentre un Papa manifestamente eretico e nemico della fede sta alacremente distruggendo la Chiesa, in tutti i suoi aspetti, la morale cristiana e anche le nazioni un tempo cattoliche, a cominciare dall'Italia.
Queste parole del professor Pasqualucci sono esemplari e da meditare. Soprattutto quando ci esorta a non essere passivi, a reagire anche pubblicamente di fronte a un Papa manifestamente eretico e nemico della fede. Grazie per averlo detto, caro professore.
Silente

fabrizio giudici ha detto...

https://www.catholicculture.org/commentary/otn.cfm?ID=1344

Il Ciellino Partigiano ha detto...

Anonimo ha scritto:
"La "pistola fumante" in ordine alle dimissioni dello Emerito o alla supposta invalidità della elezione di Bergoglio, non è stata ancora trovata, dopo sei anni."

La pistola fumante c'è, il conclave è nullo.
http://ciellinopartigiano.blogspot.com/2015/09/non-e-francesco.html?m=0

mic ha detto...

Di fronte ad una situazione sempre più ingravescente e ad una crisi senza precedenti resta da stabilire se si può rimanere ancorati a ipotesi di scuola che considerano la teoria del papa eretico solo un’ipotesi puramente speculativa oppure esplorare le diverse posizioni teologiche e canoniche emerse nel corso dei secoli per cercare una posizione condivisa.

Tra le critiche certamente già in cantiere mi aspetto che saranno in diversi a sostenere che sarebbe inutile tirare in ballo l'eresia per ovviare alla situazione catastrofica ecclesiale attuale, perché non siamo in presenza di alcuna eresia formale e anche quelle materiali perdono consistenza a causa dell'ambigua fluidità del magistero attuale. Inoltre si correrebbe il rischio di aggravare la confusione già esistente.

Il fatto paradossale è che ciò che de iure si riconosce impossibile, di fatto si presenta reale e dunque, pur consapevoli dei cavilli e contro-cavilli che i diversi pensatori in campo possono tirar fuori in una controversia del genere, occorre se non altro lanciare un grido d'allarme concreto quanto concreto è ciò che sta succedendo al di là di ogni teoria.
Ed ecco, in soldoni, la prima e non unica ragione della lettera.
Vedremo presto cosa potrà venirne fuori...

mic ha detto...

Di fatto umanamente appare un'impresa quasi disperata, soprattutto pensando a quanto l'ambiente ecclesiale sia andato di fatto protestantizzandosi nel corso degli ultimi decenni (affermazione che i modernisti rigetterebbero senza neppure discuterla).
L'iniziativa non è fatta per sfociare in uno scisma, ma per riportare chiarezza ai fini della salus animarum. Non basta, infatti, non accogliere le pseudo-verità misericordiose, non anatemizzabili perché in fuga dal dogma, con l'aggiornamento divenuto accompagnamento. Occorre ripristinare il rapporto tra libertà e verità.
Il tutto nell'ineludibile considerazione che la situazione attuale, sia nella genesi prossima e remota che negli sviluppi, è così inedita ed anomala da suscitare quanto meno perplessità in ordine alle ipotesi di scuola nelle quali possa essere inquadrata, con l'aggravante della totale assenza di dibattito e delle enormi difficoltà per sostenerlo quando si parlano linguaggi diversi...

mic ha detto...

In ogni caso, essendo di tutta evidenza che il papa promuove e diffonde concezioni eretiche relative alle proposizioni ampiamente illustrate nella lettera, questa rappresenta un atto di conoscenza dovuto, i cui risvolti giuridici - e dunque i rimedi alla situazione che si è creata - sono rimessi nelle mani di chi ne ha l'autorità che noi laici non possiamo arrogarci, e cioè ai vescovi...

Anonimo ha detto...

Penso che soltanto Dio potrà fermare quest'uomo e la deriva eretica a cui ormai ci ha abituati...nessuna lettera o iniziativa di intellettuali laici o chierici che siano, riuscirà a smuovere il delirio dei traditori del Figlio di Dio, che vogliono proporci il loro vangelo laico, multireligioso, antisovranista e gay friendly.. 
Agnès Peduto

Anonimo ha detto...

Anche se una parte dei vescovi è moralmente e teologicamente corrotta e la parte restante non corrotta è terrorizzata dal professare pubblicamente il Dogma per paura delle ritorsioni, vale comunque la pena firmare questa petizione, anche se essa difficilmente sortirà l'effetto che si prefigge per i motivi summenzionati...!!!

https://www.change.org/p/the-college-of-bishops-of-the-catholic-church-appeal-to-the-bishops-to-investigate-pope-francis-for-heresy-bcce228e-da31-42d5-96cb-d10d398cc6bc
Daniele Badalamenti

Anonimo ha detto...

Per il valore che possono avere le petizioni, è importante e ho firmato anch'io
Isabella Spanò

Anonimo ha detto...

Proprio ieri leggevo la biografia di S.Atanasio dove si diceva che il Papa di allora cadde nella eresia ariana, come tutti gli altri vescovi. Solo Atanasio rimase ancorato alla verità

La differenza è che allora il sensus fidei dei popoli non era imbastardito

Anonimo ha detto...

In una chiesa senza dogmi, non esistono eresie

E dunque sguscia come un'anguilla un papa che inferisce e non pronuncia, lasci intendere e non chiarisce. Salvo poi a innestare 'processi' rivoluzionari attraverso prassi distorcenti.

Nel passato ci sono stati Giovanni XXII e Onorio. Uno ha ritrattato l'altro no. Anche i papi sono fallibili quando mettono la doxa personale al posto di quella di Cefa.

Anonimo ha detto...

In Bulgaria e Nord Macedonia i cattolici sono talmente tanti che una visita di Francesco era doverosa.

Anonimo ha detto...

"Ricordiamo anche la dichiarazione di Sua Eminenza il Cardinale Ejik dello scorso maggio, secondo la quale l’attuale incapacità dei vescovi in unione col successore di Pietro di trasmettere la dottrina della Chiesa fedelmente fa pensare al grande inganno degli ultimi tempi profetizzato dall'Apocalisse".

Anonimo ha detto...

E allora ricordiamo pure che la Lettera Aperta si pone anche nell'ambito della Dichiarazione fedeltà firmata dai cardinali Burke e Caffarra.

http://chiesaepostconcilio.blogspot.com/2016/09/dichiarazione-di-fedelta.html

fabrizio giudici ha detto...

Varie domande in relazione a cose dette negli ultimi commenti e anche ieri sera.

Premessa: visto che i commenti vengono ripresi dai giornali, e non sempre in modo opportuno, se queste mie domande portano fuori strada vi chiedo di dirlo e lasciar perdere, in modo che non si aumentino le probabilità di confusione.

Vengo al dunque.

Il Magistero ha definizioni di cosa sia l'eresia (formale, materiale, eccetera). Uno dei punti che sono stati sollevati (da Maria e altri, mi pare che Radaelli l'ha detto da molto tempo) è che diventa più difficile ragionarci, rispetto al passato, per via del linguaggio ambiguo che la Chiesa ha iniziato ad adottare da qualche tempo, per non parlare poi di questo pontificato. Ora mi chiedo: le definizioni di eresia e il Codice di Diritto Canonico al riguardo sono da considerarsi definitive o possono essere aggiornate in caso si ritenga necessario farlo?

Ciò ha a che fare con la questione delle "ipotesi di scuola" e "crisi senza precedenti". Anche nel mio campo esistono ipotesi di scuola che hanno a che fare con problemi che in linea teorica possono presentarsi, non contraddicendo le leggi della fisica e della logica; ma le probabilità che essi si verifichino sono ritenute così basse che non è il caso di preoccuparsene, essendoci cose più prioritarie. Poi, se invece uno ci va a sbattere il naso, evidentemente ci si rende conto che quelle probabilità erano state sottovalutate e che improvvisamente l'ipotesi di scuola _non è più tale_, ma un problema cogente. E bisogna affrontarlo in modo definitivo.

Domanda: non è evidente che la Chiesa sia esattamente in questa situazione? E dunque la Lettera Aperta non ha il merito di portare questa cosa all'attenzione del Collegio Episcopale? In un modo o nell'altro la questione del "papa eretico" non va affrontata con approccio definitivo e ufficiale?

Non è detto che si riesca a fare entro il termine di questo pontificato, ma questo è un altro punto: la Lettera Aperta potrebbe avere conseguenze a lungo termine, per esempio "avviando un processo".

irina ha detto...

Ringrazio:

http://ciellinopartigiano.blogspot.com/2015/09/non-e-francesco.html?m=0

che ho letto focalizzando l'attenzione sui giorni di anticipo con cui è iniziato il Conclave 2013.

Sono poi andata alla voce di Wikipedia per cercare di capire a chi avrebbe potuto tornar comodo quel piccolo anticipo sì ma, comunque 'fuori-legge'. Infatti la legge prescrive che debbano passare 15 giorni pieni tra la convocazione e l'inizio del Conclave, non però più di 20 giorni.

Ricopio da Wikipedia:
"Il conclave del 2013 venne convocato a seguito della rinuncia all'ufficio di romano pontefice di papa Benedetto XVI, avvenuta il 28 febbraio dello stesso anno. Si svolse nella Cappella Sistina dal 12 al 13 marzo,[2]...
...Dei 117 cardinali elettori parteciparono effettivamente al conclave solo in 115, poiché erano assenti l'arcivescovo emerito di Giacarta Julius Riyadi Darmaatmadja e l'arcivescovo emerito di Saint Andrews ed Edimburgo Keith Michael Patrick O'Brien:[13] il primo non partecipò per motivi di salute, mentre il secondo «per evitare di attirare l'attenzione dei media», in quanto accusato di comportamenti inappropriati verso alcuni religiosi.[14]...
...L'ormai papa emerito Benedetto XVI non prese parte al conclave.[9]
Hanno diritto di voto in conclave i cardinali che non abbiano compiuto l'ottantesimo anno di età il giorno precedente l'inizio della sede vacante.[10] Pertanto il cardinale ucraino Ljubomyr Huzar non partecipò al conclave; INVECE VI PARTECIPO'IL CARDINALE TEDESCO WALTER KASPER, CHE COMPI'OTTANTA ANNI IL 5 MARZO..."

Ricordo che il cardinale Walter Kasper è quello della teologia in ginocchio.

irina ha detto...

Da Wikipedia:

"Walter Kasper (Heidenheim an der Brenz, 5 marzo 1933) è un cardinale, vescovo cattolico e teologo tedesco....

...Sebbene alla data di inizio del Conclave, 12 marzo 2013, avesse già compiuto ottant'anni (il giorno 5 marzo), non è diventato un cardinale non elettore; come attestano le liste ufficiali divulgate dal Vaticano, il suo diritto di voto venne prorogato per tutta la durata del conclave. Questo è potuto accadere poiché il pontificato di Benedetto XVI è effettivamente terminato il 28 febbraio, giorno in cui in Vaticano si è istituita la Apostolica Sedes Vacans, e a quel giorno il cardinale Kasper era ancora un cardinale elettore.[1] Dal 13 marzo 2013, giorno in cui si è chiuso il conclave in cui è stato eletto papa Francesco, è diventato ufficialmente un cardinale non elettore..."

irina ha detto...

Se la Sede dal 28 febbraio 2013 al 12 marzo 2012 era vacante chi gli prorogò il diritto di voto in conclave?

irina ha detto...

Wikipedia: Walter Kasper

"...Primo e Grande Elettore di Beroglio in conclave[2], il libro "Misericordia" fu citato dal neoeletto pontefice nel suo primo Angelus, trasmesso in mondovisione[3]”[4].
Quale presidente emerito del Pontificio Consiglio per l'Unità dei Cristiani, è stato scelto da papa Bergoglio per aprire i lavori del Concistoro straordinario del 20 e 21 Febbraio 2014 sul tema dei divorziati risposati e dell'Eucarestia[5], proponendo un fondamento teologico per il dibattito con la relazione introduttiva sul “Vangelo della Famiglia”[4][6]..."

Anonimo ha detto...

Un papa che fa politica nelle fila di Soros: anche in Bulgaria invece di parlare di fede parla dei migranti...

Anonimo ha detto...

https://www.youtube.com/watch?v=IOlmgByAQj8&fbclid=IwAR29qZntz0LdpnRdaPhczbGShqzq9-BQAeQ1HnM7uuvYc6fZA5iQE6VCNL4
Il patriarcato cattolico bizantino si è chiarito le idee già dal 2011 -2012 quando si è staccato da Benedetto XVI per l'eresia di Assisi. Ha dichiarato anatema Bergoglio da anni. Sono i più cattolici che conosco tra i cattolici.

fabrizio giudici ha detto...

Se si sono staccati dal Papa regnante non sono più cattolici, ma scismatici. Indipendentemente dal fatto che alcune critiche possano essere giuste. Essere cattolici non vuol dire solo essere fedeli al Magistero, ma anche essere in comunione con la Chiesa Cattolica.

mic ha detto...

Questo dimostra l'ignoranza in circolazione.

mic ha detto...

Al 4 maggio i firmatari sono 67

mic ha detto...

Fabrizio 12:03
Considerazioni logiche che mi pare coincidano con le mie riflessioni. Ora dipende da chi riprende il discorso e come. Appena possibile sentiamoci.

Anonimo ha detto...

Irina
Secondo le norme vigenti Kasper aveva pieno diritto di partecipare al Conclave e votare:
Con il n. 33 della UDG, si stabilisce la conservazione del diritto di voto per coloro che compiranno l'ottantesimo anno di vita durante la Sede vacante: a partire dal giorno dopo la morte del Romano Pontefice o dal primo giorno quo Sedes Apostolica vacaverit. Ciò significa che, chiunque raggiunga l'ottantesimo anno di vita prima che la Sede si renda vacante perde il diritto di voto attivo; chi, al contrario, compie ottant'anni il giorno stesso o i giorni successivi a quello della vacanza della Sede Apostolica, in forza di questa norma, mantiene il diritto di eleggere il Romano Pontefice.

Teresa

Anonimo ha detto...

Ecco il clima in Vaticano nel febbraio 2012, un anno prima della rinuncia di Benedetto XVI. https://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/10/complotto-di-morte-benedetto-xvi/190221/

irina ha detto...

Grazie, Teresa
su Wikipedia avevo letto che sia nel 2007 che nel 2013 erano state apportate delle piccole modifiche da parte di BXVI e mi chiedevo se qualche piccola modifica riguardasse questo specifico problema. Dunque, in forza del n. 33 della UDG, nessuno doveva prorogare il diritto di voto, era automatico, è così no?

irina ha detto...

Anonimo
5 maggio 2019 15:47
grazie per il riferimento, anche se non ho potuto leggere tutto, causa mio pc;
ricordo che in una intervista il fratello di Ratzinger, Georg disse che suo fratello non brillava in coraggio ma, alla bisogna, era in grado di farsi coraggio. Non credo che J.R. sia persona che si intimidisca davanti ad una minaccia di morte, credo piuttosto che abbia scelto la rinuncia per non ritirarsi per sempre, perchè era bene restare defilato ma, di guardia.

fabrizio giudici ha detto...

Sono d'accordo con Irina. Ad oggi, penso che la spiegazione più plausibile sia che il complotto ci fosse (indipendentemente dalla minaccia di morte, che comunque non reputo improbabile) e che Benedetto abbia pensato di mandare all'aria i piani dei complottisti dimettendosi e facendo prontamente eleggere Scola, prendendo tutti di sorpresa. Ma ha fatto male i conti. Questo concilia le enormi pressioni esterne con la mancanza di costrizione, il che mantiene valide le dimissioni.

Perplesso ha detto...

Lascia perplessi il fatto che la lettera di Pasqua, a tutt’oggi, non sia stata ripresa da altri siti che condividono lo stesso impegno e la stessa visuale.

Papa recidivo ha detto...

CITTA’ DEL VATICANO, 4 MAG – Occorre riconoscere “la diversità culturale, religiosa e sociale come ricchezza umana e non come una minaccia”. Lo ha detto il Papa nell’udienza alle Guardie Svizzere, sottolineando che “questo è particolarmente importante in un mondo che sta vivendo, come mai prima d’ora, ingenti movimenti di popoli e di persone alla ricerca di sicurezza e di una vita dignitosa”. (ANSA)

irina ha detto...

Se Kasper non fosse stato presente forse sarebbe toccato a Scola, che da anni parlava di meticciato per esempio ma, aveva nel contempo aperte le braccia alla Fraternità San Pietro quando era a Venezia, la quale l'aveva considerato il suo Pastore. Da queste poche notizie mi vien da concludere che entro il 'complotto' vi erano almeno due partiti uno più radicale Kasper-Bergoglio, l'altro moderato Ratzinger-Scola.

Papa recidivo ha detto...

E lo ha ripetutoo oggi in Bulgaria...

Anonimo ha detto...

Sentir parlare di complotti quando siamo davanti ad un'eresia grande come una casa inventata proprio dal detentore del munus fino alla morte che lascia demolire la dottrina cattolica scambiandosi gli auguri di Natale lo trovo deprimente. Io ritengo che si tratti di guerra fra logge nella migliore ipotesi.

Anonimo ha detto...

Un disco rotto.

fabrizio giudici ha detto...

Lascia perplessi il fatto che la lettera di Pasqua, a tutt’oggi, non sia stata ripresa da altri siti che condividono lo stesso impegno e la stessa visuale.

Davvero. Anche perché non si richiede di essere d'accordo: potrebbero semplicemente riferire la notizia in modo neutrale. È una notizia, dopotutto (e i firmatari aumentano).

Anonimo ha detto...

Vi rendete conto chi è Scola?
Solo Ratzinger poteva pensare a lui come argine al modernismo. Sic! Follia pura. Questo,se fosse vero,confermerebbe ancora una volta il fondo modernistico del"papa emerito".

Altro che lettere... ha detto...

Altro che lettera qua ci vorrebbe ormai... Mentre si scrivono lettere pensando di essere incisivi e determinanti, i gerarchi chi più chi meno hanno cambiato e stanno cambiando da anni e anni la Dottrina snaturando di fatto la Parola di Nostro Signore e devastando un po' tutto. Qualcuno ad esempio ricorda che fine fece la lettera (seppure assolutamente condivisibile) tutta fuoco e fiamme di Mons. Lefebvre ai cardinali al tempo in cui GPII stava preparando il primo sciaguratissimo ritrovo "multireligioso" assisano nel 1986? Nel cestino, presumo, visto il seguito della storia con Ratzinger prima e con Bergoglio (ancora peggio) dopo...Che Dio ci aiuti.

Aloisius ha detto...

"Lascia perplessi il fatto che la lettera di Pasqua, a tutt’oggi, non sia stata ripresa da altri siti che condividono lo stesso impegno e la stessa visuale"

Non e' del tutto vero, i prof Lamendola ha scritto un bellissimo articolo di apprezzamento, riportando anche un lungo stralcio della lettera:

http://www.accademianuovaitalia.it/index.php/cultura-e-filosofia/chiesa-cattolica/7525-la-breccia-e-aperta

Aloisius ha detto...

Mi correggo, il prof. Lamendola ne ha scritti due sulla lettera, c'è anche questo:

http://www.accademianuovaitalia.it/index.php/cultura-e-filosofia/la-contro-chiesa/7516-il-demonio-dice-di-tacere

fabrizio giudici ha detto...

@Aloisius
Penso che la critica si rivolga prevalentemente a La Verità e LNBQ.

Andrea Sandri da Fb ha detto...

Il problema è quello di un Papa, di alcuni Cardinali, di molti vescovi con clero e fedeli a seguito che non professano più la fede cattolica. All’inizio ho ritenuto che, almeno fino alla definizione formale di un anti-dogma, si sarebbe dovuto aspettare e sopportare con atarassia e distacco. Oggi penso che, accanto all’eresia formale e formalizzata con lo pseudo-esercizio dell’infallibilità, possa affacciarsi la fattispecie di una continua defezione dalla fede e della totale mancanza della grazia di stato e quindi dell’incapacità radicale di confermare nella fede i cattolici. Prima che si affacci l’ipotesi sedevacantista con tutte le sue insopportabili conseguenze (impossibilità di eleggere un nuovo Papa, invalidità di ordinazioni e sacramenti), la soluzione (poco realistica, forse, ma certamente orientativa) è quella di un Conclave (non un Concilio!) dei Cardinali rimasti cattolici: eleggerebbero un nuovo Papa che avrebbe sufficiente giurisdizione per dichiarare eretica e decaduta la larva. Certamente bisognerebbe accettare il RISCHIO di sbagliarsi, ma che Francesco (o, puta a caso, Gregorio XVII) sia Papa, non è dogma di fede. Più importante è conservare la dottrina e i sacramenti intatti. Un Conclave post mortem vedrebbe la resistenza allo SS di una parte consistente degli elettori (ormai non più cattolici) con il pericolo di una serie di Franceschi già adombrata magistralmente da F.M. Valli.