giovedì 9 maggio 2019

Esclusivo: Claudio Pierantoni spiega i punti essenziali della Lettera Aperta ai Vescovi

Pubblichiamo il testo originale, ricevuto direttamente dall'autore, dell'intervista di Claudio Pierantoni - professore di Filosofia Medievale nell’Università del Cile; già professore di Storia della Chiesa e Patrologia nell’Università Cattolica Pontificia del Cile - uno dei firmatari ed anzi dei protagonisti della stesura della Lettera Aperta. L'intervista è lunga e formidabile. Con assoluta calma e precisione spiega tutti i punti essenziali della Lettera e chiarisce molti distinguo formulati dai commentatori critici.

Claudio Pierantoni sulla Lettera Aperta ai Vescovi
Diane Montagna, LifeSiteNews (7 maggio 2019)

Professor Pierantoni, cosa la ha spinta a firmare la lettera aperta che accusa papa Francesco del delitto di eresia e chiama i vescovi della Chiesa cattolica a indagare sulle accuse?

In primo luogo, un dovere di coscienza come cattolico. Come dice la Lettera, questo atto segue alla pubblicazione di un documento su Amoris Laetitia, firmato da 45 studiosi nel 2016, in cui si metteva in rilievo la grave ambiguità di molti passi, che nel loro senso più ovvio e naturale sembravano eretici. Poi, l’anno seguente, 2017, con un gruppo più ampio, arrivato a 250 studiosi, abbiamo pubblicato la Correctio filialis de haeresibus propagatis (“Correzione filiale sulla propagazione di eresie”) [qui] quando è stato chiaro da vari atti e affermazioni del Papa che i passi ambigui di AL andavano senz’altro intesi in senso eretico. Finalmente, durante l’ultimo periodo, si è ampiamente confermata la volontà del papa di imporre una certa linea di cambiamento rivoluzionario della morale sessuale e matrimoniale, soprattutto mediante le nomine di prelati favorevoli a tale rivoluzione in posti di rilievo del governo della Chiesa. Quindi, ormai siamo arrivati a quello stadio di affermazione dell’eresia che è appropriato chiamare “ostinata” o “pertinace”. Di qui la necessità di ricorrere ai vescovi per rimediare a questa situazione tragica per la fede: la situazione di un papa che cade nell’eresia.  

Anche Lei ha partecipato alla stesura del documento?

Sì, ho fatto parte del gruppo di discussione da cui è (faticosamente) emersa la versione definitiva. La lettera è stata scritta inizialmente da un unico autore, ma è stata poi ampiamente discussa per posta elettronica in un piccolo gruppo per circa quattro mesi, e sono stati realizzati numerosi emendamenti.

Il riassunto della lettera aperta afferma: “La presente lettera aperta ai vescovi della Chiesa cattolica fa un passo avanti [rispetto alla Correzione filiale] nel sostenere che papa Francesco è colpevole del delitto di eresia.” Molti cattolici potrebbero trovare questo linguaggio nuovo o strano. In che senso l'eresia è un “delitto”? E come può il Papa essere colpevole di eresia, data la promessa del Signore di essere sempre con la sua Chiesa?

Un delitto è un’azione che lede un diritto altrui. I fedeli cattolici hanno diritto a che i vescovi custodiscano e insegnino pubblicamente la retta dottrina della Chiesa, senza ambiguità né cambiamenti o novità. Il concetto di Tradizione, o depositum fidei, è molto preciso nella Chiesa cattolica: non è un generico amore del passato o rispetto della saggezza degli antenati, ma un impegno molto più specifico. Così come, nel contratto di deposito, il depositario è tenuto a restituire al depositante esattamente quello che ha ricevuto, né più, né meno, così il vescovo nella Chiesa deve consegnare intatto ai fedeli quanto ha ricevuto in consegna dagli Apostoli, i quali lo hanno ricevuto direttamente da Cristo. E ha il dovere di vigilare che nessun’altro lo alteri o contamini con dottrine estranee. Questo dovere vale in modo specialissimo per il vescovo di Roma, a cui Cristo stesso ha dato il primato in questa azione di pascere e custodire il suo gregge. La frase di Gesù Cristo a Pietro, riportata dal discepolo amato: “Pasci le mie pecorelle”, ripetuta tre volte (Giovanni 21,15-19), si può leggere scritta a lettere d’oro, di enormi dimensioni, su tutta la cornice interna della base della cupola di San Pietro. Venir meno a questo dovere per tanto è per il papa non solo “un” delitto, ma il più grave dei delitti, perché mette in pericolo la salvezza delle anime. Esso fa venir meno la sua stessa essenza come Pastore e per questo, di fatto, egli rinuncia al suo ruolo come tale. I vescovi che riconoscono questo fatto non “depongono” il Papa, perché il Papa non può essere deposto: essi prendono solamente atto del fatto che il Papa è spontaneamente decaduto dal suo ufficio. In linguaggio giuridico, diciamo che l’atto dei vescovi avrebbe natura puramente dichiarativa.  

Di quali eresie è accusato papa Francesco nella lettera? Qual’è a suo parere la più rilevante?

Si tratta di sette proposizioni: le prime sei sono in relazione con AL e la famosa disputa sulla Comunione ai divorziati che convivono in una nuova unione more uxorio. Per poter affermare che è lecito dare la Comunione a questa categoria di persone sarebbero percorribili due strade. La prima sarebbe quella di negare l’indissolubilità del matrimonio. Questa strada fu tentata in alcuni studi che precedettero e accompagnarono i due sinodi sulla Famiglia (2014-2015), ma fu confutata efficacemente, e quindi tale strategia fu di fatto abbandonata. L’altra strada è quella di affermare che, pur rimanendo il matrimonio indissolubile, vi sono casi in cui sarebbero ugualmente lecite le relazioni sessuali fuori del matrimonio legittimo. Quindi, dovendo riassumere, direi che l’eresia principale risiede proprio in questa dottrina, che viene oggi chiamata “morale di situazione”, che nega che vi siano atti che per loro natura sono intrinsecamente cattivi, e quindi in nessun caso possono essere considerati leciti. Una volta accettata questa dottrina, non solo è a rischio il dogma del matrimonio indissolubile, ma l’intera etica cristiana, e non solo essa, ma l’intera etica naturale. Infatti, in base a questa dottrina potremmo affermare, per esempio, che l’aborto è sì un delitto, ma in certi casi è lecito; che l’assassinio di un innocente è sbagliato, ma non in certi casi; che la tortura è immorale, ma in particolari circostanze potrebbe essere lecita; che le relazioni omosessuali attive sono peccaminose, ma non in certi casi, e così via. Si tratta quindi di una vera “bomba atomica”, che distrugge interamente l’etica, come la ha appropriatamente definita il Prof. Josef Seifert in un articolo breve ma – è il caso di dirlo – esplosivo. (“Does pure Logic threaten to destroy the entire moral Doctrine of the Catholic Church?” - qui)
È importante sottolineare che la lotta a questo errore, appunto l’“etica di situazione”, è stata una delle priorità assolute del pontificato di Giovanni Paolo II, a cui egli ha dedicato uno dei suoi documenti più importanti, la Veritatis splendor. È per questo che molte migliaia fra i cattolici più seri e impegnati – e non solo qualche sparuta frangia di estremisti o ultraconservatori, come si vorrebbe far credere (qui) - si sono sentiti traditi da questo nuovo indirizzo inaugurato da Bergoglio, che minaccia appunto di vanificare uno  dei legati più importanti del santo Papa polacco. È per questo che anche Benedetto XVI, nei sui Appunti pubblicati proprio qualche settimana fa, ha sottolineato con forza proprio questo come l’errore principale della teologia morale degli ultimi sessant’anni. È certo una coincidenza provvidenziale che questi Appunti siano usciti quasi simultaneamente con la nostra lettera.    

Molte persone potrebbero chiedersi quale autorità abbia un gruppo di sacerdoti e studiosi laici per accusare il Papa - il Vicario di Cristo - di eresia. Come risponde?

Noi non rivendichiamo alcuna autorità particolare, salvo la competenza teologica necessaria a svolgere questo studio per mettere in luce una situazione di fatto, che lede un diritto fondamentale di tutti i fedeli cattolici. Il Codice di Diritto Canonico attribuisce a tutti i fedeli, in proporzione alla loro competenza, il diritto di prendere la parola in quanto ritengono necessario farlo per segnalare una difficoltà o un problema nella Chiesa. (Can. 212 §3. In modo proporzionato alla scienza, alla competenza e al prestigio di cui godono, essi hanno il diritto, e anzi talvolta anche il dovere, di manifestare ai sacri Pastori il loro pensiero su ciò che riguarda il bene della Chiesa; e di renderlo noto agli altri fedeli, salva restando l'integrità della fede e dei costumi e il rispetto verso i Pastori, tenendo inoltre presente l'utilità comune e la dignità della persona).
Non incorriamo neppure, come qualcuno ha affermato (per esempio il P. Thomas Petri OP), nella proibizione di ricorrere al Concilio Ecumenico o al Collegio dei Vescovi contro un atto del Romano Pontefice, pure registrata dal Codice di diritto Canonico (can. 1372). Infatti, qui non si tratta di ricorrere ai vescovi per sovvertire un atto del Pontefice nel governo della Chiesa, come se questi fossero un’autorità superiore, che è quello che è vietato dal canone, ma della situazione gravissima, in cui si deve prendere atto del fatto che il Pontefice stesso è caduto in eresia, cosa che è segnalata espressamente dalla tradizione canonica come una delle tre causali di perdita dell’ufficio papale. Come spieghiamo nell’appendice sulla perdita dell’ufficio papale, non si tratta di deporre il papa, ma solo di dichiarare che egli spontaneamente ha rinunciato al papato mediante la sua adesione all’eresia. Ancora meno contravveniamo al Canone 1373, che punisce coloro che “suscitano pubblicamente rivalità e odi da parte dei sudditi contro la Sede Apostolica [...] per un atto di potestà o di ministero ecclesiastico, o eccitano i sudditi alla disobbedienza nei suoi confronti [...]”. Al contrario, noi sosteniamo la dignità della Sede Apostolica desiderando che il suo occupante sia libero dall’eresia.

Questo gruppo di chierici e studiosi accusa papa Francesco di essere un eretico formale? Se è così, perché non gli avete prima presentato le accuse in privato, dandogli la possibilità di rispondere (anche se una risposta è improbabile). Questo non fa parte del dovuto procedimento? Mi risulta che la Congregazione per la Dottrina della Fede lo fa con qualsiasi teologo sospettato di eresia, quindi, perché non dovrebbe essere data al Papa la possibilità di spiegarsi?

Prima di tutto, vorrei distinguere tra l’accusa di eresia e la dichiarazione formale che qualcuno è un eretico da parte dell’autorità competente: l’accusa di essere un eretico è una cosa, la sentenza che lo dichiara formalmente tale è un’altra, e che non spetta a noi emettere, ma proprio ai vescovi a cui abbiamo rivolto la lettera aperta. Ora, se usiamo l’espressione “eresia formale”, distinta da “eresia materiale”, nel senso che la persona che la sostiene è consapevole che si tratta di una proposizione contraria a un insegnamento della fede cattolica, e non la difende per pura ignoranza della fede stessa, allora diciamo che stiamo parlando di eresia “formale” in questo senso. Tuttavia, questa deve ancora essere distinta dalla situazione di una persona che è già stata ammonita dall'autorità competente in merito all’incompatibilità della sua dottrina con la fede cattolica: questo, naturalmente, non è ancora avvenuto per il Papa, poiché nessuna autorità lo ha ancora formalmente ammonito: quindi, in questo senso, la sua posizione non è quella di “eresia formale”, e tale ammonimento è proprio l’oggetto della nostra richiesta ai vescovi.
Ora noi presentiamo  queste accuse, dopo che un ampio numero di avvertenze sono già state presentate privatamente al Papa, molte più di quanto sarebbe stato sufficiente ed equo. Infatti, questo è già stato fatto nelle censure teologiche presentategli da vari di noi nel 2016 (prima privatamente); poi con i dubia (anch'essi previamente presentati in privato), poi con la Correctio filialis (2017), anch’essa presentata direttamente nelle sue mani un mese intero prima della pubblicazione. Ma questa è solo una parte della storia. Papa Francesco è stato avvertito di questi errori da molti vescovi e cardinali  e anche studiosi laici, già durante i Sinodi sulla famiglia; poi, dopo la stesura di AL, dalle molte correzioni venute dalla CDF, tutte rifiutate. Poi da una serie di articoli, libri e lettere aperte di importanti autori. Di fronte a tutte queste avvertenze, domande, libri, articoli, lettere e correzioni, il Papa ha avuto tutto il tempo e il materiale per riflettere ed eventualmente rispondere. Ma invece, ha scelto chiaramente e coscientemente la strada di ignorarle del tutto. In una risposta data in un incontro con i gesuiti l’anno scorso qui in Cile, ha affermato testualmente che questi critici lui “non li legge”, perché non trova in essi “bontà spirituale”, e si limita a “pregare per loro” (citato ora qui.) 
Resta da spiegare come sia informato che i critici non abbiano bontà spirituale, dato che non li legge. Comunque, da parte nostra lo ringraziamo per le sue preghiere, che ricambiamo. Ma siamo purtroppo costretti a registrare che, dunque, si tratta proprio di una chiusura volontaria ed ostinata ad ascoltare queste critiche, che giustifica ampiamente la nostra accusa di eresia “pienamente cosciente e pertinace”, benché nel senso limitato, che può essere applicato a una persona che non è stata ancora ammonita formalmente, come ho spiegato prima. Tuttavia questo non significa affatto che noi rivendichiamo l’autorità necessaria per emanare una sentenza e quindi dichiarare formalmente l’eresia di una qualsiasi persona, quindi nemmeno del Papa; anzi, benché sia già di per sé ovvio, ci siamo preoccupati di dichiarare espressamente il contrario (cf. pag. 15). Quindi non è affatto vero, come per esempio ha affermato il P. Brian Harrison nel suo ultimo articolo (tra altre inesattezze), che noi “saltiamo direttamente alla conclusione che il Papa è formalmente un eretico, e sollecitiamo i vescovi del mondo a trattarlo come tale” (“to jump straight to the conclusion that he’s a formal heretic, and urge the world’s bishops to treat him as such”: qui)
Questo non è esatto. Ciò che noi facciamo è semplicemente presentare un’accusa, accompagnata dalle prove che riteniamo necessarie e sufficienti: spetterà poi all’autorità competente, in questo caso appunto i vescovi, vagliare le prove, ammonire convenientemente il Papa, dargli la possibilità di una ritrattazione, e solo dopo di ciò, emanare la sentenza. E queste accuse non le presentiamo affatto alla leggera, bensì, come ho già detto, dopo aver aspettato vari anni, in cui è già stata presentata una lunga serie di avvisi, lettere e correzioni previe.
In ogni caso, sia che il giudizio abbia effettivamente luogo durante la vita del Papa, oppure no, un’accusa che si presenta fondata su una serie cospicua di prove e testimonianze è comunque degna di essere presa in considerazione da qualsiasi persona seria che si preoccupi del bene della Chiesa, a cominciare dal principale interessato. 

Che effetto pensa che avrà ora che la parola “eresia” è stata apertamente usata in riferimento a Papa Francesco? Quale effetto avevate previsto prima di decidere di firmare la lettera aperta?

Bene, avevamo previsto che parecchie persone, anche tra quelle che sono in sintonia con le nostre opinioni e che sono, per così dire, dalla nostra parte in questa vasta controversia, avrebbero trovato tale accusa esagerata. In effetti, vari autori hanno sostenuto che ciò è stato controproducente, perché rende la nostra causa più vulnerabile. Molti buoni teologi infatti continuano a sostenere che i testi di Francesco, anche se molto problematici, non possono essere condannati per eresia perché sono troppo ambigui. Ma io smentisco questa affermazione: in effetti, sostengo che i testi di Francesco, in particolare quelli del capitolo VIII di AL, sono sí ondivaghi e tortuosi, ma il loro obiettivo è chiaro: il Papa voleva permettere a coppie non regolarmente sposate di ricevere la Comunione in certi casi: questo è più che sicuro. E ha ufficialmente confermato la sua intenzione con la sua risposta ai vescovi argentini, di cui ha ordinato l’inclusione negli Atti della Sede Apostolica (AAS). Questo è un fatto storico e, inoltre, è in perfetta consonanza con troppi elementi della storia di questo pontificato, per essere ragionevolmente messo in dubbio. Ora, per trovare una giustificazione a questo, il Papa era destinato ad entrare in contraddizione con la dottrina cattolica: o con la dottrina dell’indissolubilità del matrimonio, oppure con la dottrina secondo cui alcune azioni sono sempre e in ogni caso proibite, perché sono intrinsecamente cattive (intrinsece mala). Avendo evitato il primo percorso, era destinato a cadere nell’altro. Era una necessità logica, e così si è trovato fatalmente in una contraddizione frontale con la dottrina solennemente confermata da Veritatis Splendor. Questa è una posizione espressa con chiarezza più che sufficiente in AL, come hanno già dimostrato molti teologi nelle loro analisi. E a questo errore, tutte le prime sei delle nostre proposizioni sono necessariamente correlate. (Sul settimo aggiungeremo un commento fra poco). Quindi, è del tutto scorretto affermare che la nostra accusa è esagerata. Non siamo di fronte a una confutazione razionale della nostra posizione (che non è stata data) ma solo al timore psicologico delle terribili conseguenze che verrebbero dall’ammettere l'eresia del Papa, che impedisce a molti buoni teologi di affrontare la dura verità.

I firmatari sostengono un legame tra il rifiuto di dottrine cattoliche da parte di Papa Francesco, con il favore che ha mostrato a vescovi e ad altri sacerdoti che si sono resi colpevoli di peccati e delitti sessuali o che li hanno coperti. Può dare l'esempio più eclatante?

Probabilmente, il caso più impressionante è quello del Card. Rodríguez Maradiaga, di cui fra l’altro si segnala che: “Si è rifiutato di indagare le accuse di molestie sessuali di indole omosessuale presentate da 48 dei 180 seminaristi del seminario dell’Honduras, e si è anzi scagliato contro gli accusatori. Papa Francesco ha nominato Maradiaga membro e coordinatore del consiglio di nove cardinali da lui formato nel 2013 per assisterlo nel governo della Chiesa universale.” In questa sola vicenda, è chiara l’inclinazione decisamente criminale di un personaggio che il Papa insiste nel mantenere fra i suoi più stretti collaboratori.
Ma, più ancora che  un singolo personaggio, quello che impressiona è il numero dei prelati che avendo occultato, o perfino perpetrato personalmente gravi delitti, sono stati promossi dal Papa ad incarichi della più alta responsabilità nella Chiesa. Come bene ha affermato l’arcivescovo Viganò [qui], basterebbe una sola di queste scandalose promozioni a giustificare le dimissioni da parte del papa. Comunque, nel caso della nostra lettera, noi le usiamo principalmente come prove del fatto che il papa non sembra ritenere particolarmente gravi queste mancanze, e procede alle necessarie censure solo quando è obbligato dalle circostanze, in particolare dalla pressione delle autorità civili.

La Chiesa sta attraversando la sua peggiore crisi dai tempi della Riforma protestante? 

Io ritengo che la Chiesa stia attraversando la più grave crisi non solo dalla Riforma protestante, ma in tutta la sua storia. Basterà osservare che è la prima volta nella storia che un papa viene accusato di eresia in maniera così massiccia, su un’intera serie di dottrine così importanti. Come ho già osservavo in precedenti interviste e articoli, i paragoni con gli esempi del passato, come quello del papa Liberio, di Onorio, o di Giovanni XXII, non reggono minimamente il confronto. Nel caso di Liberio si trattava di una formula di fede trinitaria, che il papa fu obbligato con la forza a firmare dal partito imperiale filoariano, in un’epoca in cui la formula trinitaria stessa non era ancora definitivamente stabilita, e quindi vi erano ancora molte incertezze terminologiche. Nel caso di Onorio si trattava di un’unica formula dottrinale sul problema delle due volontà di Cristo, problema che era dibattuto proprio al suo tempo e quindi soffriva anch’esso di un margine di incertezza terminologica; nel caso di Giovanni XXII, si trattava della negazione della dottrina della immediata visione beatifica dopo la morte: una dottrina importante, certo, ma non così vitale e centrale come le dottrine che qui discutiamo. 
Nel caso di Francesco, si ha la netta impressione che egli voglia relativizzare l’intera dottrina cattolica, soprattutto nei temi dell’etica familiare e matrimoniale, come abbiamo detto, ma anche nel tema importantissimo della relazione del Cattolicesimo con le altre religioni, come affermiamo nella nostra settima proposizione. Questo è venuto in luce nel recente documento di Abu Dhabi [qui],  ma forse ancora più drammaticamente, nella continua affermazione che i cattolici non devono “fare proselitismo”, nel senso che non devono preoccuparsi assolutamente di convincere o convertire in nessun modo i non cattolici alla vera fede. Si tratta di una posizione che, in pratica, si avvicina molto all’indifferentismo religioso. 
Molti cattolici impegnati, e anche osservatori esterni, hanno l’impressione che il papa – pur affermando certamente alcune dottrine cattoliche - in fondo non sia veramente cattolico. È interessante che l’agenzia Reuters, nella conclusione della sua nota sulla nostra lettera, parlando di questo tema, affermi: “I conservatori dicono che la Chiesa cattolica Romana è l’unica vera e che i suoi membri sono chiamati a convertire gli altri ad essa” (“Conservatives say the Roman Catholic Church is the only true one and that members are called to convert others to it.” - qui).
Evidentemente, l’agenzia Reuters non cataloga Francesco fra i “conservatori”, quindi è d’accordo con noi nell’affermare che il Papa rigetta tale dottrina.
Anche su questo tema, il P. Harrison ci accusa, ingiustamente, di ignorare il chiarimento verbale che il Papa ha dato di questa sua affermazione in una conversazione con il vescovo Schneider, e poi in un’udienza papale. Infatti, in un’apposita nota della nostra lettera (nota 4), che lo preghiamo di leggere, facciamo riferimento a tali chiarimenti, e spieghiamo perché li riteniamo del tutto insufficienti. Alle ragioni lì presentate, aggiungo che dovrebb’essere già di per sé evidente che  un semplice chiarimento verbale non può in nessun caso bastare per eliminare il senso chiaramente incompatibile con la  fede cattolica di un’affermazione presente in un documento ufficiale firmato dal Papa.

Voi firmatari vi considerate “in comunione con il Papa” o assumete una posizione sedevacantista?

La risposta si può dedurre da quanto spiegato anteriormente. Dato che non abbiamo autorità per dichiarare formalmente l’eresia del Papa, naturalmente non possiamo dichiarare che è decaduto dall’ufficio. Inoltre, abbiamo esplicitamente escluso la posizione sedevacantista nell’Appendice sulla perdita dell’ufficio papale.

La lettera aperta è stata pubblicata sulla tradizionale festa di Santa Caterina da Siena e la festa di San Pio V nel nuovo calendario? Quale valore simbolico vede in questo?

C’è stata una scelta intenzionale della festa di Santa Caterina da Siena. In effetti la lettera doveva essere pubblicata il 29 aprile, poi c’è stato un piccolo ritardo: ma è caduta lo stesso nella data tradizionale della santa, che visse in un’epoca di profonda crisi per la Chiesa, e anche di scisma. Umile vergine, non ebbe paura di prendere la parola per dire la verità sulle urgenti riforme di cui la Chiesa aveva bisogno. Confidiamo nella sua intercessione per uscire da questa crisi odierna, che a mio avviso è ancora più grave e profonda. Abbiamo anche fiducia nell'intercessione del Papa San Pio V, che seppe difendere la Chiesa cattolica e l’intera civiltà cristiana, contro il terribile attacco dei turchi.

Avete pubblicato la lettera aperta ai Vescovi della Chiesa cattolica. Cosa succederà ora? 

È difficile dire che cosa accadrà. Io personalmente credo che l’episcopato cattolico, in generale, sia ancora lontano dal prendere vera coscienza della gravità della situazione. Del resto, prenderne coscienza è molto scomodo e anche pericoloso: molto più conveniente prendere un sonnifero, e continuare a dormire, sognando che tutto va bene. Per questo, ritengo che questa sia una tappa di un cammino ancora lungo, in cui bisognerà continuare un’opera di sensibilizzazione della gerarchia, perché possa contrastarsi la deriva eretica, che, sia pure già in atto da parecchio tempo nella Chiesa, si è accentuata in proporzioni allarmanti negli ultimi sei anni. Credo sia indispensabile che i pochi cardinali e vescovi che si sono svegliati alla gravità della situazione, come Burke, Brandmüller, Eijk, Müller, Sarah, Woelki, Schneider, Chaput, Laun, Viganò, e altri ancora, potrebbero e dovrebbero cominciare a formare una rete di relazioni e comunicazioni nei diversi paesi e continenti, per cominciare a sensibilizzare quella parte ancora sana dell’episcopato, che sarebbe ben disposta a lavorare per favorire una resistenza a questa deriva eretica che sta dilagando. Questa parte sana, ortodossa, dell’episcopato certamente esiste, e non è così minoritaria come si vorrebbe far credere approfittando del fatto che è meno chiassosa e meno intrigante, diciamo pure meno astuta della frazione eretica. I figli delle tenebre sono più astuti dei figli della luce. Questa parte ortodossa dell’episcopato, insomma, ha  bisogno di riunirsi, di creare conoscenza e comunicazione reciproca, di essere animata e organizzata per poter lavorare efficacemente a una vera riforma della Chiesa.  

C’è ancora qualcosa che desidera aggiungere? 

Per finire, vorrei rispondere a quei critici che anche ora, come nel caso dei precedenti documenti che abbiamo pubblicato, hanno puntualmente ripetuto il solito copione secondo cui saremmo degli “ultra-conservatori”, una “sparuta frangia di estremisti”, come si è espresso per esempio il Prof. Faggioli.  (qui). 
Lascerò da parte, perché troppo evidente ad ogni lettore, il fatto che è molto comodo metterci addosso una bella etichetta preconfezionata, invece di prendersi il disturbo di confutarci, cosa un po’ più difficile.
Vorrei invece sottolineare due cose, che forse sfuggono ai nostri critici. 
La prima è che essi si lasciano troppo ingenuamente ingannare da un banale errore di prospettiva: loro sono convinti che siamo pochi, perché pochi siamo quelli che osiamo uscire allo scoperto con una firma (anche se non proprio pochissimi, visto che il numero delle firme si è già quadruplicato in pochi giorni, giungendo a 81). Ma un’occhiata alla storia basta per ricordare che è sempre stato così: nell’anno 360, quanto era politicamente corretto essere filoariani, quanti furono i vescovi che osarono rifiutare la loro firma in calce alla formula filoariana? Forse una decina. Chi non firmava, perdeva il posto. Proprio come oggi. 
Il secondo errore poi,  ancora più  grave e fatale, è confondere la quantità con la qualità. Ammettiamo pure che siamo una minoranza (anche se molto meno sparuta di quel che si vorrebbe far credere): io dico che siamo in buona compagnia. Per esempio, siamo in compagnia di Josef Seifert, uno dei filosofi più vicini a Giovanni Paolo II nella lotta contro l’etica di situazione, che in più interventi recenti si è espresso in modi molto simili al nostro documento, e per questo è stato duramente punito; ora ha firmato la petizione di supporto alla nostra lettera, e ha dichiarato pubblicamente che “è d'accordo con noi sulla gran parte della nostra lettera” (qui);  di Robert Spaemann, che definì AL “il caos elevato a sistema”[qui]; dei Cardinali Burke, Caffarra, Brandmüller e Meisner, autori dei dubia; del Card. Müller, l’uomo scelto da Benedetto XVI per dirigere la Congregazione per la dottrina della Fede, che ha recentemente affermato che il vescovo che cambia la disciplina della Chiesa per concedere l’Eucarestia a persone non in piena comunione con la Chiesa “è un eretico e uno scismatico” (qui); con il Card. Sarah, il quale ha detto, già nel 2014, che dividere la dottrina dalla disciplina dell’Eucaristia “è una pericolosa patologia schizofrenica”; infine, con lo stesso Papa emerito, che negli appunti recentemente pubblicati, come ho già detto, ha spiegato come l’etica di situazione sia il più grave errore della teologia morale degli ultimi 60 anni. E la lista potrebbe continuare. 
Insomma: con una “piccola minoranza” di questo calibro, noi ci sentiamo in buona compagnia.

Concludendo, vorrei ricordare che, al di là dell’impatto sull’episcopato, che noi ci auguriamo, ma che certamente esigerà ancora un’attesa, noi siamo convinti che la chiara denuncia degli errori oggi divulgati sia un forte motivo speranza per molte migliaia di fedeli cattolici profondamente preoccupati per una situazione che molti definiscono non solo di eresia e scisma, ma perfino di apostasia, che sperano e pregano in silenzio perché Cristo venga presto a riscattare la sua Chiesa. Questo documento, in fondo, cerca di dare voce ai molti che non hanno voce, di lanciare il messaggio che, anche quando l’eresia e la corruzione sembrano prevalere, lo Spirito Santo suscita sempre una reazione immunitaria, degli anticorpi, spesso anche in persone umili, che non occupano i posti di potere, ma che, anche contro le previsioni umane, conservano la fede e si impegnano a combattere la buona battaglia a cui tutti siamo chiamati.   
Claudio Pierantoni   

69 commenti:

Da Fb ha detto...

Introvigne definisce "quattro gatti in calore" coloro che hanno scritto la lettera aperta a Bergoglio, accusandolo di eresia. Si giustifica dicendo che sono troppo pochi per rappresentare un dissenso che conseguentemente, lui dice, non esiste. Dovrebbe trovare una macchina del tempo per tornare indietro e spiegarlo a Nostro Signore, che disponeva di sole 12 persone in un mondo senza cristiani. Dispiace molto vedere una persona di grande cultura non essere in grado di argomentare. Alcuni, pur di compiacere la "parrocchia" di appartenenza, perdono il senso del ridicolo.

mic ha detto...

L'intervista di Pierantoni risponde anche a questo.

mic ha detto...

Il 9 maggio di 98 anni fa nasceva Sophie Scholl, che insieme ad altri giovani della Rosa Bianca fu decapitata il 22 febbraio 1943 per essersi opposta in modo non violento al nazismo al potere invitando a boicottare il suo sforzo bellico.

«Come possiamo aspettarci che la giustizia prevalga quando non c'è quasi nessuno disposto a dare se stesso individualmente per una giusta causa? È una giornata di sole così bella, e devo andare, ma che importa la mia morte, se attraverso di noi migliaia di persone sono risvegliate e suscitate all'azione?».
(ultime parole di Sophie Scholl)

Anonimo ha detto...

Questo non è esatto. Ciò che noi facciamo è semplicemente presentare un’accusa, accompagnata dalle prove che riteniamo necessarie e sufficienti: spetterà poi all’autorità competente, in questo caso appunto i vescovi, vagliare le prove, ammonire convenientemente il Papa, dargli la possibilità di una ritrattazione, e solo dopo di ciò, emanare la sentenza.

-vagliare le prove: OK
-ammonire convenientemente il Papa: OK
-dargli la possibilità di una ritrattazione: OK
-emanare la sentenza: ???

Non mi pare che la "prima sede" possa essere giudicata, e che quindi possa essere emanata una sentenza su di essa.
Secondo me nessuno può sentenziare che il Papa decade dal suo ufficio.
Fosse pure anche, come si sostiene qui, che si tratterebbe soltanto di dichiarare apertamente una cosa già avvenuta, cioè l’abbandono volontario della Dottrina Cattolica da parte del Papa.
Di fatto che differenza passa tra “destituire” e “dichiarare decaduto”? Nessuna. È solo uno stratagemma metodologico.

L’unica cosa sensata che i vescovi possono fare, quella che avrebbe già voluto e dovuto fare ma poi inspiegabilmente non fece il card. Burke coi 5 Dubia, è di correggere formalmente l’eresia che il Papa (con volontà positiva o permissiva che sia) lascia propagare nella Chiesa, invitando pubblicamente tutto il popolo dei fedeli a non seguire detta eresia, ma ad attenersi scrupolosamente al Depositum Fidei di sempre;
evitando di inquinare il discorso con citazioni conciliari e postconciliari che fanno comunque il paio con altre altrettanto problematiche che sono parimenti pure da condannare al pari di quelle attuali di questo Papa.

alessandro Mirabelli ha detto...

Standing ovation per il prof. Pierantoni del quale già apprezzai lo studio comparato fra eresia ariana ed eresia kasperiana pubblicato su questo sito nel novembre 2016.

Anonimo ha detto...

anonimo 14,20 lei è in errore, lo stabiliscono tanti teologi di valore ma quel che conta lo stabilisce il Magistero, in particolare "con valore eterno" Papa Paolo IV "Cum ex apostolatus officio" ove dichiara apertamente nullo un papa eretico, da rimuovere immediatamente. Direi che la risposta è arrivata da almeno un Vescovo, al momento, mons.Schneider, il suo è ammonizione ufficiale con invito perentorio a rinnegare quanto firmato. Concordo con le argomentazioni di Pierantoni (peraltro trova risposta l'anonimo anche nelle cause di rimozione del papato descritte dallo stesso, morte, dimissioni ed eresia, a cui aggiungo pazzia per quanto ne so), salvo l'appoggio al silenzioso emerito inventore di 2 Pietri, nonché difensore (l'anno scorso x scritto) degli ebrei che non necessitano di Cristo e quindi non devono essere convertiti, nonché del concilio. Non concordo sull'opera di diffusione a livello di vescovi, non la ritengo necessaria dato che sono adulti e vaccinati pure loro e sanno ciò che succede: penso sia supersufficiente avere i 10 Vescovi citati che si mettono d'accordo nel dirlo al mondo. Escluderei sia il detentore del munus che l'esercitante dello stesso, per la sciocchezza stessa di ciò, uno perché da richiamare, l'altro anche fosse solo per la sua assurda invenzione. Ricordo anche la frase "Dio non è cattolico" che è altra conferma alla non cattolicità del Francesco attuale, perché oltre al significato che ha voluto dare, esiste anche il significato intrinseco alla parola, universale, come dire "Dio non è universale". Dio è uno e trino, e non ve n'è altri, è pure universale, la esatta definizione di Dio è solo cattolica. Trovo confusa la definizione di eresia formale, data con precisione ma poi trascritta, anziché con sentenza formale: infatti è provato dalla lettera e dai fatti ed altri scritti e dichiarazioni che l'eresia del giudicato è formale (lui ne è cosciente ed è pertinace) ma la sentenza deve essere data formalmente. Ovvero ci vuole una dichiarazione ufficiale di eresia formale,delitto capitale massimo nel vertice. E direi anche che mons. Scnheider ormai ha provveduto ad ufficializzare, o rinnega la dichiarazione urbi et orbi o...amen.

Anonimo ha detto...

Questa manica larga, a proposito e a sproposito, verso gli altri il più delle volte è indice di lassismo verso se stessi, pregresso, presente e da attuare nel futuro appena la situazione lo consentirà.

Anonimo ha detto...

https://www.ilfoglio.it/chiesa/2019/05/09/news/discutere-sull-eresia-papale-253633/

Stephen Neville ha detto...

La differenza tra “dichiarare decaduto” e “destituire” è lampante. Metto i panni di Chesterton (“arriverà il giorno in cui si dovrà mettere tutto a ferro e fuoco per dimostrare che due più due fa quattro”): come ripetutamente affermato dagli studiosi che hanno redatto la lettera di accusa, è Dio che assegna il pontificato e solo Dio – o il rifiuto del pontefice, che in questo caso si manifesta tramite l’eresia – può revocarlo. Pertanto, le gerarchie della Chiesa non revocano nulla, bensì attestano ai fedeli che tale revoca è avvenuta per il fatto che il papa è un eretico pertinace, perché ovviamente non spetta ai fedeli decidere se e quando un papa è caduto nell’eresia, e tuttavia è ad essi dovuto di sapere se chi occupa il Soglio di Pietro è anatema: ne va della salvezza delle loro anime.

Anonimo ha detto...

En realidad, según la Doctrina Canónica, el Papa que cae en Herejía pierde toda la jurisdicción sobre la Iglesia. Faltan sólo dos cosas : o que el Papa reconozca su error o que sea declarado hereje de forma canónica. Terrible dilema para una persona como Jorge Mario Bergoglio.
Agradezco en particular al Profesor Pierantoni la claridad con la que ha hablado de la "Cuestión del Papa Honorio" que ya fué discutida y clarificada en el Concilio Vaticano Primero.
Estamos, por tanto, en la peor crisis de la Historia de la Iglesia. Crisis de Apostasía de la Fe.

Anonimo ha detto...

Come spiega chiaramente Pierantoni il cristiano che ama Cristo DEVE portare la Sua parola agli altri ed evangelizzare. Quindi ritengo mio dovere difendere il Padre e la Madonna da qualsiasi tentativo di irriderLi o di banalizzarLi.

Yeti ha detto...

Mi unisco al coro dei fedeli che gridano con voi: "Bergoglio, finiscila di dire eresie e di demolire la Chiesa di Cristo come ci è stata tramandata."

Anonimo ha detto...

https://www.lifesitenews.com/blogs/german-bishops-vice-president-expects-amazon-synod-to-propose-married-priests-with-civil-job

"Il vicepresidente dei vescovi tedeschi si aspetta che il sinodo amazzonico proponga sacerdoti sposati “con lavoro civile”"

Ne parlano come se fosse una scelta politica...

Anonimo ha detto...

La teologia bergogliana 'Grand Hotel', è rivelatrice del teologo.

Anonimo ha detto...

https://catholicismpure.wordpress.com/2019/05/02/pope-benedicts-secretary-he-who-works-to-invent-new-churchabuses-his-spiritual-authority/

Anonimo ha detto...

Oggi ho ascoltato su youtube lo stralcio di un suo discorso; a parte che ho avuto l'impressione che parlasse a nuora, perchè suocera intendesse ma, anche le manifestazioni dei suoi sentimenti intorno alla famosa 'accoglienza' erano di maniera, recitazione.

Possibile che non capisca che se ne parlasse di meno avrebbe la possibilità di trovare parole più vive, più sincere invece di queste ripetizioni in automatico a cui lui stesso non crede neanche più? E si vede.

Spero e prego che capisca e che capiscano, che si ravveda e si ravvedano. Per noi è straziante ed imbarazzante doverli sollecitare in maniera così stringente.

Catholicus.2 ha detto...

Bergoglio ha definito il "riconoscimento della diversità culturale, religiosa e sociale una ricchezza umana e non una minaccia." Secondo lui, farlo rappresenta "l'atteggiamento giusto".
Francesco ha fatto questa sua dichiarazione eretica a margine di un discorso il 4 maggio, durante un'udienza per la guardia svizzera, secondo Vatican.va.
L'affermazione è una variante della sua eretica Dichiarazione di Abu Dhabi, in cui si pretende che il pluralismo di religioni sia "volontà di Dio".
Ma la "diversità religiosa" non è una "ricchezza umana", bensì una fonte di confusione. Dio non parla attraverso religioni che si contraddicono tra loro. Parla solo ed esclusivamente tramite Suo Figlio, che è il capo della Chiesa.

Valeria Fusetti ha detto...

Domani la rileggero', con più calma. Prenderò del tempo e meditero' su ogni frase. È una lettera di grande importanza, anche se mancano le eresie e le blasfemie che riguardano Maria Santissima. E data l' importanza della Mariologia per il dogma stesso dell' Incarnazione mi sembra strana la sua assenza. Ma considerato il livello degli estensori penso che non sia una "svista", bensì una scelta meditata. In ogni caso le risposte del prof Pierantoni mi fanno sentire come se mi avessero levato un macigno dal cuore.Grazie a mic per la celerità della traduzione. In cordibus Jesus et Mariae.

Cesare Baronio ha detto...

In risposta ad anonimo delle 14:20 "Evitando di inquinare il discorso con citazioni conciliari e postconciliari": ottima osservazione. Non dimentichiamo che lo stesso "san" Giovanni Paolo II fu oggetto di un'analoga ipotesi di accusa d'eresia dopo l'incontro di Assisi: in quella circostanza il card. Palazzini ed il card. Stickler - che mi onoro di aver conosciuto personalmente - ritennero quel gesto gravissimo e presero in considerazione un'ammonizione formale.

Mi permetto sommessamente di notare che l'aspetto della semplice presa d'atto della decadenza di Bergoglio dal Papato è stata analizzata nell'Aprile 2017 da chi scrive nel commento Prima Sedes a nemine judicatur (https://opportuneimportune.blogspot.com/2017/04/prima-sedes-nemine-judicatur.html):

L'eventuale presa d'atto della decadenza del Papa non costituisce un atto di giudizio nei suoi confronti, esattamente come non è un giudizio il dichiararne l'avvenuta elezione o il constatarne la morte.

Mi pare che questo argomento rappresenti la più ragionevole posizione da assumere dinanzi alla crisi presente.

Catholicus ha detto...

@ Catholicus 2 : "Dio non parla attraverso religioni che si contraddicono tra loro. ": che bugiardo, che falso, che ipocrita! caro omonimo, bisognerebbe gridarle dai tetti queste verità, sbugiardare Bergoglio e tutti i suoi leccapiedi, pennivendoli, nani e ballerine... Purtroppo i media sono tutti in mano alla massoneria (come dice Lamendola) di cui Bergoglio è espressione inconfutabile; e c'è chi ha ancora il coraggio di chiamarlo papa, ma per favore! ma vogliamo essere autolesionisti? non c'è nessun pericolo per la nostra salvezza eterna a dire che Bergolio è un impostore, un servo della massoneria, messo lì per terminare il lavoro iniziato col CV II, cioè distruggere la Chiesa bimillenaria di Cristo, per sostituirla con una copia, falsa come una moneta da 3 euro, una setta conciliare, gnostica massonica, dove i valori cattolici sono rovesciati, il male diventa bene e viceversa, e i pochi veri cattolici rimasti in circolazione sono additati al pubblico ludibrio e perseguitati in tutti i modi possibili (dalla chiesa di Satana!). Eh già, a Lucifero piace rovesciare l'opera di NSGC, farsi una chiesa a rovescio, per carpire le anime, ingannandole come fatto con Eva nel giardino dell'Eden, ma non finirà così, non avrà l'ultima parola, né lui ne tutti i suoi alleati terrestri. Christus Vincit !

Anonimo ha detto...


La tirata su "Bergoglio massone" resta fatalmente nel generico e senza volerlo
fa deviare il discorso nella palude delle ipotesi "complottiste".
Meglio restare sul concreto, che è già abbondante di per sé; restare cioè
sul piano strettamente teologico, canonistico, religioso.

mic ha detto...

Anonimo 9:51
mi ha anticipata....

irina ha detto...

Adesso noi dobbiamo cercare di restare nei nostri panni; noi vediamo una grande varietà di pietre, alcune preziose, altre povere che si sgretolano tra le mani, così tra le piante alcune bellissime e commestibili e medicinali ed altre non belle e altre ancora velenose, così tra gli animali, così tra gli uomini, tante facce, tante storie, tanta bontà, tanta cattiveria. Credo che tutte queste varietà il Signore nostro le abbia poste in essere per due motivi: per addestrare le nostre capacità conoscitive e la nostra libertà al fine d poter distinguere il bene ed il male non solo qui dove i nostri sensi e la nostra sensibilità ci aiutano ma, come palestra preparatoria per discernere nel mondo spirituale dove sono esseri spirituali buoni, gli angel, ed esseri spirituali cattivi, i demoni. Così è con le lingue, con le tradizioni, con i costumi, con le filosofie. Non so dove lessi che tanti nostri progressi in campo intellettuale e materiale, pur dipendendo dalla cultura greco latina e dall'ebraismo della LXX, sono dovuti al fatto che nostro Signore è Signore di tutta la natura intorno a noi, questo significa che ha liberato l'essere umano da tutte le paure, timori e riverenze verso le forze naturali che potevano soggiogare l'uomo, affidando contemporaneamente all'uomo la custodia del Creato. Il passaggio dalle altre usanze e filosofie e tecniche fisico-sottili, al Cattolicesimo consiste nel credere in Gesù Cristo. La fede in Lui consente di guardare a tutto il resto con occhi nuovi come nuova diventa la nostra vita seguendo i suoi insegnamenti. Questo vuol dire che seguendo Lui, piano piano siamo liberati da quei timori verso le forze della natura e verso le forze sociali, riconoscendo contemporaneamente il loro bene ed il loro male ed imparando ad agire con prudenza, giustizia, fortezza e temperanza.

Anonimo ha detto...

Ogni volta che si pensa che si sia raggiunto il fondo, si scopre che si può continuare a scavare. 
E lui ride... Ed è il soggetto più attivo nella campagna elettorale: riceve i rom e continua a ingerirsi nella politica italiana bombardando a tappeto Salvini e i sovranisti.

Anonimo ha detto...

Non sembra un papa ma un politico r per di più fazioso.

Anonimo ha detto...

- Quando la coscienza busserà alla porta di Bergoglio - la Coscienza! - sarà troppo tardi. Per il momento a ispirarlo è il sovversivo verbo mondialista. Dov'è finita la Dottrina sociale della Chiesa che denunciava, seppur cautamente, le ingiustizie economico-sociali del mondo? Dove la condanna della povertà e l'additamento dei veri responsabili contenuti nella Populorum progressio di Giovanni XXIII? Oggi ciò che la Chiesa snaturata di questo ascaro del mondialismo riesce a produrre è immondezza arcobalenata e ciarpame immigrazionista. Come si fa ad essere così ciechi di fronte allo snaturamento del Vangelo da parte di questa congrega gerarchica serva del mondialismo? I cattolici, perché non reagiscono? Per convenienza? Per piaggeria? Per paura? Dove caspita siete quando c'è da diffendere Cristo, ridotto a icona pagliaccesca dell'immigrazionismo e delle minoranze etniche? Forse che Cristo si è dimenticato dei poteri di questo mondo, che inquinano tutto, anche ciò che idealmente è cosa giusta, come il terzomondismo e la lotta alle ingiustizie? Si può eliminare un'ingiustizia, la lotta contro la povertà nel Terzo Mondo, con un'altra ingiustizia, l'invasione di massa pianificata a tavolino? No! Questo è diabolico, nel senso etimologico del termine, è divisorio della coscienza. Non è riversando sull'Italia milioni di esseri umani che li si auterà, giacché tale invasione ha come unico effetto quello di alienarli e di alienare la popolazione autctona.
Perché la Chiesa ha rinunciato al proprio orizzonte metafisico, che parla di Risurrezione e di aldilà, accartocciandosi sul moralismo da quattro soldi propagato ai quattro angoli del mondo grazie a una gerarchia connivente e alla vigliaccheria di una base priva della benché minima capacità di recepire criticamente gli insegnamenti sovversivi di un papa che ha orrore persino a nominare Gesù Cristo.
La destinazione ultima dell'uomo non è qui sulla Terra. Il suo scopo nella vita è l'esercizio dell'amore, non del sentimentalismo tarocco ad uso e consumo dei poteri forti. E l'amore implica anche una denuncia puntuale delle strumentalizzazioni da parte del potere di cause giuste. Il caso della cyborg-ecologista Greta Thunberg lo dimostra. Ma oggi i cattolici all' "avanguardia" si commuovono per i rom, perseguitati dal razzismo bestiale degli italiani - questa la narrazione tendenziosa di Beroglio - e per i migranti che sbarcano nel Bel Paese con i cellulari da 1000 Euro, mentre restano indifferenti alla notizia che 700 neonati greci sono morti a causa della crisi greca. Indifferenza glaciale che svela la loro imperdonabile anticristianità.
Per questo è morto Cristo, perché il suo messaggio fosse ridotto a un insieme di idiozie utile al potere? Lui che parlava di Eone in mano al Maligno? Aveva ben presente la corruzione a cui sarebbe andato incontro il mondo dopo la sua morte. Ci aveva messo in guardia. Ma noi, come dei polli, abbiamo creduto alla favola del progresso infinito.
(F.Francesconi)

Guido Misainen ha detto...

Molti cattolici non reagiscono perché è stato lavato loro il cervello. Se parli con molti impegnati a vari titolo in parrocchie e movimenti, sono convinti che accogliere senza prudenza tutti gli immigrati sia da buoni cristiani.

marius ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Anonimo ha detto...

@ Baronio 10 maggio 2019 08:32

In effetti qui ci troviamo di fronte ad un problema molto semplice dal punto di vista prettamente logico, ma nel contempo particolarmente difficile per il fatto che è inedito dal punto di vista storico.
In forza del principio Prima Sedes a nemine judicatur non si è mai deposto un Papa, e sembrerebbe che non vi sia mai stata la necessità impellente di giungere a questa drastica conseguenza. Eppure di casi problematici ce ne sono stati eccome, non da ultimo quello da Lei citato di GPII, dove, come Lei ben ricorda, si arrivò al limite dell’ammonizione formale. Notasi, si arrivò al limite, non la si fece concretamente, anche se la gravità del caso lo avrebbe di certo esigito. Esattamente come nel passato recente è avvenuto coi Dubia: il card. Burke proclamò ai quattro venti che se il Papa non avesse risposto ci sarebbe stata la correzione formale. Sarebbe stata la seconda fase. Chi l’ha vista?
Riprendendo appunto le 4 fasi enunciate dal prof. Pierantoni,

-vagliare le prove
-ammonire convenientemente il Papa
-dargli la possibilità di una ritrattazione
-emanare la sentenza

sarebbe già gran cosa se dei vescovi arrivassero al compimento delle prime tre, cioè quelle che sono già corroborate dai ben noti precedenti storici.
La quarta è appunto quella problematica su cui non ci sarà mai un’unanimità.
Se la si attuasse, il mondo cattolico sarebbe diviso tra:

-essere "una cum” con un Papa visibilmente eretico ma (fino a prova del contrario) legittimo… e...
-essere “una cum” con un neoPapa "condannante l’eresia del primo" ma verosimilmente dubbio riguardo alla sua legittimità.

Dico appositamente “condannante l’eresia del primo” piuttosto che dire “ortodosso” (nel senso etimologico del termine), perché un Papa alternativo a Bergoglio tratto dalla compagine conciliare sarebbe nel migliore dei casi (riprendendo la terminologia del IV secolo) per così dire un “semiariano”, cioè un conciliarista, un modernista probabilmente camuffato, il ché è ancora peggio in ordine alla salus animarum. Nessun problema per i cultori dell’ermeneutica della continuità, ma un grosso dilemma per i cattolici tradizionali.
Tutt’altra cosa se si comprendesse nel giudizio tutta la storia recente dal nefasto Concilio in avanti: un Papa emergente da una tale visione avrebbe allora tutte le prerogative per essere considerato “ortodosso”. Ma questa sembra ancora “fantascienza”.

Consideriamo bene dunque non solo i precedenti storici lontani, ma anche quelli recenti, che sono molto illuminanti:
quell’ardimentoso vescovo missionario che quasi solitario resistette in faccia al Papa e alle sue eresie sostenute in comunione con un Concilio Ecumenico, ci suggerisce mutatis mutandis una traccia:
conseguire con determinazione e forte risonanza mediatica le prime tre fasi sopraenunciate, e conseguentemente organizzare una rete di resistenza basata su un manifesto della Fede di sempre, un po’ come procedettero i preti refrattari nella rivoluzione francese.

Così, con particolare attenzione appunto alla suprema lex della salus animarum, non si andrebbe nel campo a separare il grano dalla zizzania e ad estirparla, compito del Padre Eterno, ma ci si limiterebbe a distinguere opportunamente tra il bene ed il male, arrogandosi soltanto il legittimo diritto di coltivare e diffondere unicamente il buon grano.
Insomma bisogna fare né più né meno il nostro dovere secondo verità... non strafare.

Unknown ha detto...

Deserto fecerunt et concilium vaticanum II appellaverunt.

Marisa ha detto...

"La greppia vaticana" di Belvecchio

https://apostatisidiventa.blogspot.com/2019/05/la-greppia-vaticana.html?m=1

Anonimo ha detto...

Anonimo 13,04. Se legge quanto ha scritto Baronio, e pure nella lettera è scritto vedrà che lei ha torto, perché nessuno vuole deporre il papa, anzi nessuno vuole deporne 2, come attualmente è, chè entrambi si dicono papi pur non litigando fra loro, anzi! In passato invece litigavano fra loro quando erano oltre il numero di uno stabilito da Ns Signore. Quanto a "nessuno ha mai dimesso un papa" direi che è falso, furono "dimessi" parecchi papi ma è impossibile dimettere un Papa, sempre per quell'uno stabilito da Ns Signore come Vicario: Vicario di Gesù Cristo ovvero del Vangelo e non dell'antivangelo di nuovo conio. San Paolo, citato da mons.Schneider, precisa che chi predica un antivangelo è anatema, ovvero separato dalla Chiesa. San Paolo ha parlato di togliere la zizzania, ne ha parlato anche san Giovanni e Cristo stesso ha chiamato serpenti e demoni i suoi crocifissori (avete x padre il demonio).Il buonismo non è mai stato cristiano, Gesù per non essere buonista è andato in croce, idem i seguaci, oggi come ieri. Se l'avesse pensata da buonista lo avrebbero messo sul trono di Israele, ieri come oggi.Il potere delle chiavi è quello di legare e SLEGARE, non lo dimentichi. E la zizzania va slegata velocemente, lo è già slegata ma va formalmente dichiarato urbi et orbi. Solo nel caso ci sia pericolo per il grano, come forse era al tempo di Giovanni Paolo II quando vinse la prudenza,si attende...ma quando è lampante che si "predica un antivangelo" va tutelato il buon grano che sta divenendo zizzania per ciò. Ci sarà chi seguirà l'antivangelo col suo pontefice? Benissimo, fosse anche la maggioranza, farà la sua scelta nel libero arbitrio dono di Dio. Almeno non si potrà illudere anche di salvarsi l'anima ma salverà la sedia. Ci sarà chi seguirà il Vangelo col suo Pontefice ? Sarà una minoranza, ma nel tempo si aggiungeranno i salvati come scrive il NT. Bene, Dio lo vuole, Egli volutamente sta con le mani legate attendendo che le nostre LO sleghino: CRISTO VINCE. Le anime vanno salvate indicando la strada retta anche se è in salita.

Marisa ha detto...

Sull'udienza bergogliana ai Rom in Vaticano:

L'uomo che avrebbe il potere economico - solo muovendo l'unghia del mignolo della mano sinistra - di risolvere ogni problema di sopravvivenza, e oltre, di questo vasto popolo che gli sta taaanto a cuore, cosa si limita a fare?

Un discorsetto che, sotto il miele dello 'svelare col cuore in mano quel che mi suggerisce il mio cuoricino affranto dinanzi al dramma di voi povero popolo vittima di chi vi discrimina', sgocciola odio puro istigando gli uditori a schifare sempre più chi li sta tollerando e mantenendo a sbafo da decenni.
Il tutto col grimaldello politico nascosto dietro la schiena, e l'espressione in faccia del bravo bambino che parla con vocetta flautata per accattivarsi la benevolenza dei grandi.
Consiglio spassionato: prima di riguardare e riascoltare nei TG queste monnezze, assumere un ANTINAUSEA.

Anonimo ha detto...

Mi permetto di aggiungere che, se Palazzini, Stickler e tanti altri avessero fatto, fino in fondo, il loro dovere, ponendo un argine alla deriva, forse non saremmo arrivati a questo punto.

Anonimo ha detto...

http://lnx.tuttipapi.it/gli-anti-papi-2/
Direi che al tempo del grande scisma d'occidente non c'era da stare allegri, ma almeno ognuno dei 3 si diceva unico papa, che poi ancora oggi non si sa chi era Papa. La linea del papa francese fu dichiarata falsa al concilio di Costanza (a meno che fosse stato fatto un pasticcio in conclave come dice qualcuno, che fu detto il nome di uno che doveva esercitare e il vero Papa, nel caso francese, e non voluto dal popolo romano, fu quello francese, ma mi rimetterei al concilio). La linea italiana sembrerebbe quella valida ma fu fatto dimettere Gregorio XII, che accettò di dimettersi, quindi forse non lo era? O forse lo fece per il bene della Chiesa. Il concilio fu convocato dall'antipapa di Pisa, dichiarato tale. Il vero nuovo Papa fu un quarto quindi. Comunque nessuno dei 3 era eretico. Inoltre i fedeli sapevano che la dottrina era non eretica, il primo Papa c'era e bastava accettarlo, eppure si cercò di risolvere la questione e si convocò un concilio. Oggi il pericolo per le anime esiste e grave, non c'è tempo da perdere.
Qua sta divenendo tutto invalido,dottrina e sacramenti e clero.
https://it.wikipedia.org/wiki/Scisma_d%27Occidente
https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1985/10/23/quando-la-chiesa-ebbe-tre-papi.html
I motivi che sostengono la necessità sono varie:
1) mancato rispetto delle norme di elezione canonica
https://www.antoniosocci.com/sullinvalidita-dellelezione-di-bergoglio/
2) mancato rispetto del segreto pre e post, mafie varie
3) doppio papato IMPOSSIBILE
4) eresia previa (cum ex apostolatus officio)

5) eresia attuale
Il punto 2 si applica anche ad altri conclavi, il punto 4 e 5 anche ad altri predecessori.

irina ha detto...

Personalmente vorrei essere sicura della liceità della presenza di W.Kasper ottantenne nel Conclave 2013. Quello che più mi interessa è sapere se questa sua presenza 'normale', fondandosi su un articolo della UDG, di cui ora non ricordo il numero, avrebbe dovuto essere ratificata, notificata, conosciuta da qualcun altro che non fosse W. Kasper medesimo.

Wikipedia ha una scheda sul conclave 2013 e una scheda su Walter Kasper ma, canonisti ed altri conoscono meglio di quanto io non conosca le regole, le eccezioni e tutto lo svicolame possibile e non. Qualcuno può approfondire seriamente? Grazie.

marius ha detto...
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Anonimo ha detto...

Anonimo10 maggio 2019 13:48

https://www.google.com/amp/s/www.corrispondenzaromana.it/sulla-questione-di-un-papa-eretico/amp/

Anonimo ha detto...

Introvigne definisce "quattro gatti in calore" coloro che hanno scritto la lettera aperta a Bergoglio, accusandolo di eresia. Si giustifica dicendo che sono troppo pochi per rappresentare un dissenso che conseguentemente, lui dice, non esiste. Dovrebbe trovare una macchina del tempo per tornare indietro e spiegarlo a Nostro Signore, che disponeva di sole 12 persone in un mondo senza cristiani. Dispiace molto vedere una persona di grande cultura non essere in grado di argomentare. Alcuni, pur di compiacere la "parrocchia" di appartenenza, perdono il senso del ridicolo.

Anonimo ha detto...

Prima di parlare dei gatti in calore, lo studioso dovrebbe farsi una doccia fredda.

Anonimo ha detto...


Se parli con impiegati e operatori delle parrocchie e dei movimenti sono convinti che l'accoglienza indiscriminata sia da buoni cristiani...

Non solo. Se ci parli, specialmente al personale femminile, se ne vengono fuori con il Caritas-pensiero : dobbiamo accogliere tutta l'Africa perché dobbiamo scontare le colpe del fascismo, del colonialismo,che ha brutalmente conquistato quei popoli e li ha sfruttati indegnamente.
Sono molti di loro ideologicamente caricati in un senso ben preciso, assolutamente antiitaliano, negatore di qualsiasi idea di patria, di Italia da difendere, di rapporti razionali tra mezzi e fini etc. Ciò è possibile anche grazie all'ignoranza abissale che hanno dei fatti storici più elementari.
Se gli dici, come è capitato a me, che in Libia la schiavitù l'abbiamo abolita noi; che abbiamo sì effettuato dure repressioni ma contro una guerriglia spietata, tipicamente beduina nelle sue crudeltà (prigionieri italiani torturati, castrati, uccisi bestialmente, come poi accadde in Etiopia, dove la repressione fu ugualmente dura); che applicammo in Libia i metodi dei campi di concentramento attuati dai francesi in Algeria; che Algeri era un covo secolare di pirati e mercato degli europei catturati e venduti come schiavi, eliminato dalla conquista francese, che impiegò 17 anni ad affermarsi; che i Libici poi Mussolini li fece cittadini di serie B, cominciando a costruire villaggi agricoli modello anche per loro, distrutti e depredati durante la II gm; nella quale diversi reparti di libici combatterono valorosamente con noi; che un esponente libico attuale all'on. La Russa il quale in visita a Tripoli stava snocciolando le colpe del colonialismo italiano ribattè interrompendolo che i conquistatori italiani avevano fatto anche cose buone in Libia, promuovendo lo sviluppo civile del paese...INsomma, se solo accenni alla storia com'è andata, con i suoi drammatici chiaroscuri, e gli fai capire che le cose non stanno affatto come gli hanno insegnato i preti di oggi...Ti guardano a bocca aperta, con lo sguardo smarrito e persino impaurito, come se fossi un pericoloso delinquente
o, con un gesto di stizza, troncano la discussione...
O.

Anonimo ha detto...

Capisco quattro gatti ,anche se non sono quattro ed il numero conta relativamente,ma perché in calore?Da cosa si deduce che si tratta di gatti in calore? Anche l'insulto ,se proprio bisogna insultare qualcuno, deve essere fatto con stile altrimenti perde d'efficacia.

Anonimo ha detto...

Pochi giorni or sono Introvigne in uno scambio Facebook parlava del satanismo come religione fra le tante, e dell'ottimo insegnamento bergogliano, sarebbe da lasciar perdere.

Anonimo ha detto...


Sulle critiche di Introvigne, improntate al disprezzo a prescindere, come è tipico di chi non sa e non vuole sapere, non vale la pena di soffermarsi; così come non vale la pena di soffermarsi su quelle analoghe apparse su Alleanza cattolica, che riprende un articolo di un altro blog, non particolarmente noto per la sua competenza in materia. Sono cose scribacchiate in fretta per deridere, dileggiare, che dimostrano una modestia intellettuale assoluta ed infrangibile..."Non ragioniam di loro ma guarda e passa..."
Z.

Anonimo ha detto...

Irina per quanto ricordo c'erano norme per il conclave che sono state cambiate, il pensionamento con gli emeriti è una grande invenzione conciliare mai esistita prima, onde, direi col senno di poi, arrivare al doppio papato, invenzione blasfema, nonché mettere in pensione i vecchi cattolici (ovvero come demolire rapidamente)refrattari, tant'è che si cita Bertone 85enne in carica. Comunque in base alle norme attuali Kasper, non cattolico, ottantenne in questo articolo è citato come avente diritto,è citato anche Bergoglio presente per i gesuiti, la UDG vieta però qualunque incarico e promesse di incarichi, si dice. Il problema certo è che Kasper era eretico. Doveva non aver compiuto 8o anni il 27 febbraio, dice wikipedia. Comunque non ci furono i 20 giorni dal 28 febbraio x iniziare il conclave in assenza di cardinali.

Anonimo ha detto...

Sul tema: è lecito o no deporre o dichiarare deposto un papa eretico...

https://apostatisidiventa.blogspot.com/2019/05/un-flagello-cosi-nocivo-per-la-salvezza.html?m=1

irina ha detto...

8https://www.corriere.it/esteri/speciali/2013/conclave/notizie/15-marzo-accordo-che-ha-portato-oltre-90-voti-calabro_13d454b0-d38-11e2-b59a-581964267a93.shtml

Bergoglio, l'accordo che ha portato oltre 90 voti
Intesa tra Sodano, Bertone e Dolan. Contro Scola i lombardi. Il ruolo di Martino, per 15 anni rappresentante Vaticano all'Onu

Nella messa «pro ecclesia» celebrata nella Cappella Sistina alla presenza dei 114 cardinali elettori, al momento dello scambio della pace, papa Francesco abbraccia affettuoso il cardinale Giovanni Battista Re, che in Conclave ha fatto le veci di decano, e il segretario di Stato Tarcisio Bertone. È il fermo-immagine di come sono andate le cose durante le votazioni ventiquattrore prima, sempre sotto la volta del Giudizio Universale, dipinta da Michelangelo...

...Ma con quali accordi e schieramenti e pacchetti di voti di Grandi Elettori si è raggiunta la scelta del cardinal Bergoglio? Sinteticamente e, necessariamente, un po' brutalmente, il nuovo Papa è il frutto di un accordo tra il Decano del Sacro Collegio, anche se non elettore, cardinal Angelo Sodano, il cardinale Giovan Battista Re, la Curia dell'attuale segretario di Stato, Tarcisio Bertone (che aveva puntato su Odilo Scherer ma che dopo le critiche di Scherer al cardinale Re nelle Congregazioni generali ha dovuto «ritirare» il suo candidato), e cardinali statunitensi. Il timbro degli americani sull'elezione, che ottengono un Papa delle Americhe, l'ha messo subito, due ore dopo l'apparizione del nuovo Papa dalla Loggia delle Benedizioni, il cardinale di New York Timothy Dolan. «Siamo stati molto felici del risultato. Sono emozioni molto grandi», ha detto, e in un comunicato ufficiale ha parlato di «pietra miliare per la nostra chiesa»...

...Ma per la teologia cattolica non è lo Spirito Santo che sceglie il Papa? Una volta, molti anni fa, lo chiesero all'allora cardinale Ratzinger, che di mestiere faceva il Prefetto per la dottrina della fede ed era il Guardiano dell'ortodossia. Non rinunciando nel finale a una certa ironia, rispose così: «Non direi così, nel senso che sia lo Spirito Santo a sceglierlo (...), il suo ruolo dovrebbe essere inteso in un senso molto più elastico (...), probabilmente l'unica sicurezza che egli offre è che la cosa non possa essere totalmente rovinata». È la stessa ironia di papa Francesco. Ai cardinali, dopo l'accettazione, ha detto: «Cari fratelli, che Dio vi perdoni».

Quindi W.Kasper+ Re+ Bertone+ Dolan+ Martino+ Sodano questi certamente hanno remato per JMB, bisogna vedere quanti voti ciascuno ha portato. Da quello che so la Chiesa tedesca è molto generosa con l'America latina, se WK è stato il suo unico grande elettore, probabilmente da lì ha portato voti.Se qualcuno può aiutare, per favore.

Valeria Fusetti ha detto...

Stephen Neville
"ne va delle loro anime". Vero, ma prima di tutto molti, almeno dalle cose che fanno e che dicono, sembrano non credere né nell' esistenza dell' anima, né in quella di Dio. Ed invece credono fermamente nel loro ruolo e posto da dirigenti. E non hanno nessun desiderio di metterlo in pericolo. Solo il tempo ci saprà dire come l' intervento dello Spirito Santo sarà efficace in anime e menti di tanti timorosi, ma tali non per interesse, ma per la bella virtù dell' obbedienza che, comunque può essere - sino ad un certo punto - strumentalizzata. Il Signore è all' opera, noi la riconosciamo dopo che Egli ha operato ma, ricordando le sue potenti azioni già avvenute, sappiamo che porterà avanti la Sua battaglia. Per cui fortificati nel Signore rivestiamo la completa armatura di Dio, per compiere il nostro dovere sino in fondo sapendo, come dice San Paolo, che il combattimento non è contro carne e sangue. Che in questo lungo percorso anche chi sembra più pertinace nell' errore possa volgere il cuore e la mente verso di Lui, alla Sua obbedienza. In cordibus Jesus et Mariae.

irina ha detto...

https://www.lastampa.it/2014/03/12/blogs/san-pietro-e-dintorni/operazione-bergoglio-retroscena-ujyJdugRstqpmiL7gUIl2N/pagina.html
Marco Tosatti

Operazione Bergoglio, retroscena
Un anno fa di questi tempi la maggior parte dei giornalisti – fra cui il sottoscritto – vagolava nella nebbia, per quanto riguardava l’identità del successore di Benedetto XVI. E ancora oggi si legge nelle dichiarazioni di qualche cardinale che l’elezione di Jorge Mario Bergoglio è stata in buona sostanza una sorpresa.
Ma forse non è stato proprio così. Diverse fonti ci raccontano una storia un po’ diversa; e di come lo Spirito sia stato assistito anche in questo caso da mani umane per compiere la sua opera.
In questa ricostruzione il ruolo centrale è ricoperto dal cardinale brasiliano Claudio Hummes, che ha cominciato a muoversi subito dopo le dimissioni di Benedetto, aiutato dal cardinale Santos Abril y Castello, proveniente dalla carriere diplomatica, e attuale presidente della commissione sullo IOR, e aiutato anche dal cardinale Giovanni Battista Re, ex prefetto peri vescovi e anch’egli proveniente dalle fila della diplomazia. Per coprire il reale candidato, è stato fatto circolare inizialmente il nome del cardinale brasiliano Scherer. Un’operazione molto latino-americana, ma che si è avvalsa anche dell’opera di non pochi italiani di Curia, molto contrari alla possibilità che il cardinale di Milano, Angelo Scola, potesse diventare papa. La candidatura Bergoglio ha goduto oltre che dell’attiva opera del cardinale Maradiaga, della simpatia immediata dei cosiddetti “progressisti” anche europei, come Kasper, Danneels, Sistach, Carlos Amigo Vallejo, Policarpo. Il “tamburo” aveva già cominciato a rullare prima delle Congregazioni generali, i giorni di riflessione e incontri precedenti il Conclave in Sistina. Anche Bertone e il suo gruppo si sono uniti, in quella fase, all’onda sudamericana; e infine anche alcuni cardinali del Nord America.
In realtà il quadro era già molto ben definito prima dell’extra omnes; ma evidentemente i cardinali quando vogliono sanno tenere la bocca ben chiusa, per poi gioire meglio della sorpresa dell’elezione.

irina ha detto...

I voti ipotizzati per Bergoglio furono 85. I cardinali votanti 115. Dunque a fronte di 85 progressisti, vi erano trenta cattolici.. di cui alcuni così così.
E' chiaro dunque perché regna il grande silenzio.

mic ha detto...

E chi li aveva nominati quei
progressisti? Non tutti Benedetto, ma sappiamo come la curia fosse già occupata specie nell'ultima fase del pontificato di Giovanni Paolo II...

irina ha detto...

Allora vuol dire che, durante gli ultimi tempi di GPII, i topi si son dati all'arrembaggio, che non è certo il massimo né dell'onestà, né della vigilanza da parte di quelli che, in questa tragedia, ambirebbero a recitare la parte dei puri.

Anonimo ha detto...

https://rep.repubblica.it/pwa/commento/2019/05/10/news/chi_chiama_eretico_il_papa-225963573/

Anonimo ha detto...

Irina.Ho dimenticato di postare gli articoli, direi che la puntualizzazione preventiva sia su Kasper che sul nome Bergoglio è stata fatta arrivare dall'alto non a caso. Le notizie passano solo se si vogliono dall'alto oggi. Non l'ho trovato ora comunque basta aver voglia di sfogliare le notizie sui giornali della vigilia del conclave. Ho trovato questo, qui si parla di Scola papabile di Ratzinger, ora Scola ricevette un telegramma di auguri da CEI, il che è tutto detto (guerra fra logge, vincitrice la peggiore)
https://www.lastampa.it/2013/02/17/vaticaninsider/il-papa-scola-e-la-corsa-dei-italiani-H9nHzhZABuNLw1mASuBBvM/pagina.html
https://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/13/papa-francesco-cei-nel-primo-comunicato-auguri-al-nuovo-pontefice-scola/529609/

Anonimo ha detto...

http://www.marcotosatti.com/2019/01/21/un-papa-dalle-amicizie-e-protezioni-imbarazzanti-vangelo-o-dossier/
Si parla di elezione preparata, gli incontri ci sono stati e la UDG lo vieta se ben ricordo
https://cronicasdepapafrancisco.com/2019/04/14/al-conclave-del-2013-lo-spirito-santo-trovo-il-papa-gia-eletto/
La dichiarazione di Ratzinger che il papa non è eletto sempre dallo Spirito Santo è eretica, se è Papa è eletto canonicamente è sempre dallo Spirito Santo che permette agli uomini una peggiore elezione per loro castigo, anzi si autocastigano. Ma è sempre Divina la Chiesa vera ed il Papa vero riceve Autorità e Giurisdizione Divina.Quindi Ratzinger affermando che non sempre Dio interviene considera una chiesa umana solamente. Bergoglio
diciamo che è stato permesso dallo Spirito Santo, per aprirci gli occhi, ma che non fu eletto dallo Spirito Santo, quindi la sua è elezione umana, quindi non vale per la Chiesa Divina.
Su Kasper 80 enne, al 28 febbraio
http://www.settimananews.it/profili/85-anni-del-cardinal-kasper/
https://www.lastampa.it/2013/02/27/vaticaninsider/tutte-le-regole-del-conclave-TrhMELu7TtC7UDuXojQmzO/pagina.html
sono 15 i giorni di attesa degli assenti, non rispettati
http://www.telefree.it/news.php?op=view&id=122425
http://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/apost_constitutions/documents/hf_jp-ii_apc_22021996_universi-dominici-gregis.html#CIO_CHE_SI_DEVE_OSSERVARE_O_EVITARE_NELLELEZIONE_DEL_SOMMO_PONTEFICE_
Ecco il testo della UDG

Anonimo ha detto...

irina ore 14.29
la norma che consentiva a Kasper ( e a chiunque altro fosse stato nella sua stessa situazione) di votare al conclave è chiarissima: UDG 33. Il diritto di eleggere il Romano Pontefice spetta unicamente ai Cardinali di Santa Romana Chiesa, ad eccezione di quelli che, prima del giorno della morte del Sommo Pontefice o del giorno in cui la Sede Apostolica resti vacante, abbiano già compiuto l'80o anno di età.
Se un cardinale compie gli anni DOPO il giorno della morte del papa o DOPO il giorno della sede vacante ( come nel caso di Kasper) può partecipare al conclave. La norma è nota a tutti,l'UDG è pubblicata negli Atti della Santa Sede, non è necessaria, nessuna notifica o ratifica fatta a Kasper o a chiunque altro.
Faccio presente che il card. Burke è un esperto sia di diritto canononico sia di legislazione Vaticana e , ovviamente, su questo punto non ha mai trovato nulla da eccepire.
Teresa

Anonimo ha detto...


La documentazione ineccepibile fornita da Teresa dovrebbe esser sufficiente
per tagliar la testa al toro ossia per smettere di perder tempo ad
occuparsi di questioni di lana caprina, come si diceva una volta.

Anonimo ha detto...


L'articolo di Repubblica contro i firmatari della Lettera Aperta ai Vescovi è accessibile solo agli abbonati.
Si possono leggere solo le righe iniziali, per chi non è abbonato.
L'autore esordisce affermando che la Lettera gli ha dato una senso penoso di fastidio, prendersale così con un vecchio papa, dal volto dolce...Su ciò che non si è letto non si
può giudicare, ma se questo è l'incipit dell'articolo, si può facilmente immaginare il resto, con quale inchiostro sarà stato scritto.
Dal titolo, si ricava che l'articolo se la prende con i firmatari (Chi sono quelli che hanno attaccato il Papa etc). Ma nel merito delle accuse di eresia (7) questi giornalisti dicono mai qualcosa, anche a livello generale; qualcosa che non sia la ripetizione di luoghi comuni teologicamente corretti?
Certo, al giornalista di Repubblica avrà dato fastidio, sarà apparsa "penosa", penso, anche la solenne richiesta di mons. Schneider, che vuole dal papa una correzione pubblica dell'eresia da lui sottoscritta ad Abu Dhabi, settima nel numero di quelle elencate nella Lettera Aperta (e non sono neanche tutte quelle professate o insinuate da Bergoglio).
Z.
Il Corriere della Sera ha commentato la Lettera Aperta?

irina ha detto...

Ringrazio Teresa per l'approfondimento.

@ Anonimo
11 maggio 2019 11:06
Le questioni di lana caprina, di solito non le frequento. In questo caso mi sono soffermata sul particolare perché, forse, sarebbe stato possibile prendere due piccioni con una fava.

mic ha detto...

https://cronicasdepapafrancisco.com/2019/05/11/un-dovere-di-coscienza-come-cattolico/

Il testo originale lo avevo ricevuto anch'io, credevo in esclusiva, e pubblicato tempestivamente.
Non dubitavo che i blog amici lo avrebbero ripreso. Ora noto che viene da altra fonte... ma va bene così. Magari si moltiplicassero i ripetitori!

mic ha detto...

Forse sarò meschina, ma ora nell'incipit mi sono presa il vezzo di indicarlo anch'io di averlo ricevuto dall'Autore ;-)

mic ha detto...

Piuttosto ho scoperto l'importanza di questo. E lo riprenderò.

https://cronicasdepapafrancisco.com/2019/05/08/card-muller-denuncia-una-secolarizzazione-del-concetto-di-chiesa/

mic ha detto...

Qui le obiezioni di fon Curzio Nitoglia. Le davo per scontate.

https://www.radiospada.org/2019/05/deporre-il-papa-le-obiezioni-di-don-curzio-nitoglia/

mic ha detto...

Ma ne riparleremo.

Anonimo ha detto...


L'articolo di don Curzio sembra riprendere cose da lui già dette.
E' una lunga compilazione di fonti, interpretate in un certo modo.
Attribuisce in via preliminare ai firmatari della Lettera Aperta
una impostazione conciliarista, il che è del tutto sbagliato. Nella
Lettera non si fa alcuna concessione al Conciliarismo. Non si
proclama la superiorità del Concilio ecum. sul Papa, quale organo
di governo permaanente della Chiesa universale al posto del Papa.
Rivolgersi ai vescovi perché "correggano" pubblicamente le eresie
propalata dall'attuale Papa rientra del tutto nella prassi della
Chiesa. Il precedente scritturale è L'incidente di Antiochia.
La "correzione" dovrebbe svolgersi con le
ammonizioni di rito al Papa, affinché emendi il suo sbagliato
insegnamento, dove è sbagliato.
Sull'eventuale prosieguo di un'azione del genere, indurando il Papa nell'eresia.
la lettera non entra in particolari.
Per ciò che riguarda l'inciso del Decreto di Graziano sul papa
che può esser giudicato quando devii dalla fede, il concetto
espresso da tale inciso, sia esso di Graziano o di altri,
ricompreso nel Corpus Iuris Canonici per secoli,
risulta anche da due testi di S. Gregorio Magno papa e di
Innocenzo III, riportati, se non erro, nella Lettera Aperta,
ma non presi in considerazione dal don Curzio.
Che il papa possa essere sottoposto a giudizio se devia dalla
fede non risulta dunque esser stato concetto espresso solo da
canonisti o teologi. Il punto è caso mai un altro: cosa deve
intendersi con "sottoporre il papa a giudizio" e chi è competente
ad effettuare tale giudizio. Un giudizio solo morale o anche
strettamente giuridico?

Diego B. ha detto...

Sarebbe bastato che i preti avessero continuato a evangelizzare come ordinato da Cristo. Non si nega il pane all affamato o da bere all assetato, ma non di solo pane vive l'uomo...
Rinunciare a parte del Vangelo e applicarlo a saltare è come salire su un aereo e dopo il decollo sganciare il carrello. Ottime possibilità di non arrivare vivi a cena...

irina ha detto...

Teresa, Anonimo 11 maggio 2019 09:58, Anonimo 11 maggio 2019 10:35,

Ho letto quasi tutto quello che avete gentilmente segnalato. Teresa avevo pensato anche io al card. Burke, quello che avevo ed ho in mente è qualcosa più vicino ad un passo falso dei congiurati che ad una denuncia delle molteplici eresie, qualcosa di semplice e indiscutibile.
Se si trovasse quel qualcosa che inchiodi sulla invalidità del conclave, oltre ai due piccioni, si prenderebbe tutta la piccionaia. Articoli sono stati scritti, libri anche, ipotesi sono state avanzate, però manca, meglio io non conosco, quel qualcosa indiscutibile, tipo la denuncia per evasione fiscale rivolta ad Al Capone, per intenderci. Ecco, forse bisognerebbe cambiare piano.

irina ha detto...

Uno scisma riversato su tutta la Cattolicità, quando gran parte dei Cattolici è perseguitata dall'esterno, mi sembra una follia. Noi qui nelle nostre case, nella nostra città, con una chiesa a due passi, possiamo anche smargiassare, come la sottoscritta, che siamo sedevacantisti, ma per i cattolici martiri nel loro paese sarebbe aggiungere martirio a martirio. Mi diventa sempre più chiaro che bisogna agire con fermezza senza mai arrivare a nessuna defenestrazione vaticana. Bisogna che pochi nuovi cardinali eleggano un nuovo papa, sinceramente cattolico, giovane se Dio vuole, ché abbia il tempo di rimettere in ordine il disordine creato almeno dal modernismo in qua. La prossima lettera aperta potrebbe essere un invito ad andarsene tutti quanti sono, in santa pace.

Anonimo ha detto...

IRINA. Con una chiesa a 2 passi dove si insegna ad adorare un sig. eretico a che serve? Al pensionato un ospite mi diceva: non ne voglio sapere di preti, abitavo vicino a 5 chiese, ne ho viste troppe.Per i cattolici martiri sarebbe sollievo! Per i cinesi che avrebbero un Papa che li difende dalla linea politica, per i siriani e nigeriani ed altri nel mondo che avrebbero parole di difesa e sostegno e cordoglio e parole del tipo "voi avete per padre il demonio" ai nemici, per i cattolici del mondo intero sarebbe sollievo e pace. A me diventa sempre più chiaro che si deve defenestrare chi non è cattolico onde salvare anime e corpi. L'invito ad andarsene lo ha scritto Viganò, ma non risulta essere stato messo in atto. Sono concorde invece sull'elezione di un nuovo Papa che sistemi le cose e salvi la giurisdizione, i sacramenti e pure la Chiesa.Dio lo vuole.