
Aggiornamento 11 giugno: Gesù non parla di accoglienza, ma di ospitalità. Ravasi, biblista, dovrebbe insegnarci la differenza tra accoglienza e ospitalità. Comprendo che l'accoglienza è uno slogan molto caro, ma essa è molto generica. L'ospitalità è, al contrario, un termine che rimanda ad una condizione provvisoria, quindi temporale. Gli immigrati non cercano ospitalità, ma permanenza. Forse Gesù intendeva riferirsi ad altro. Non si è forse, come si è sempre detto, riferito all'accoglienza dei pellegrini che, da stranieri, si trovavano a percorrere strade e città a loro ignote? Ma un pellegrinaggio richiede un tempo, breve o lungo che sia, di passaggio. Poi il detto popolare conclude: l'ospite è come il pesce, dopo tre giorni puzza. Forse sarebbe meglio non utilizzare la Sacra Scrittura per fini privati e ideologici. Non potrebbe configurarsi, per una persona di cultura biblica come Ravasi, il severo e triste peccato di Impugnare la Verità conosciuta? E' una semplice domanda, ovvio... senza alcun giudizio o pregiudizio (Mario Proietti).
Apprendiamo dal sito francese
medias-prese info, da un articolo di Francesca de Villasmundo del quale ho tradotto ampi stralci aggiungendo alcune chiose, la più recente espressione dell'ossessiva inquietante insistenza del papa sull'immigrazione che comincia ad essere intollerabile oltre che priva di ogni fondamento cristiano.

Mentre il nuovo governo italiano giallo-verde, dalla coalizione M5S-Lega, si insedia e annuncia misure contro l'invasione migratoria illegale, Papa Francesco decide di parlare nuovamente dei migranti, enfatizzando i rischi nel Mediterraneo : un mare che diventa "una tomba".
Papa Bergoglio ha affrontato questo tema prediletto del suo pontificato in un messaggio del 7 giugno scorso [
qui] inviato al Patriarca Bartolomeo presente ad Atene per un simposio sull'ambiente e la sua tutela; ma il pontefice, riferendosi al Mediterraneo, focalizza l'immigrazione. "Questo bellissimo mare", ha detto, "è diventato una tomba per coloro che cercano solo di fuggire dalle condizioni disumane della loro terra".
Ricordiamo la diversa equilibrata posizione di Benedetto XVI, che focalizza piuttosto il diritto di restare nella propria terra di appartenenza, minato da fattori strutturali da non disattendere in ordine al fenomeno dell'immigrazione :