Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

mercoledì 16 ottobre 2019

Dante fondò l’Italia

L’Identità italiana. Non è un refuso, è una tesi precisa. La fonte principale, più alta e più vera della nostra identità è Dante Alighieri. A lui dobbiamo la lingua, il racconto, la matrice, la visione. L’Italia intesa più che Nazione, come Civiltà. L’identità italiana secondo Dante, è nazionale e universale, ben delineata nei suoi confini geografici, marini e alpini, ma espansiva nelle sue linee spirituali.
L’Italia si prepara a commemorare i sette secoli della morte di Dante nel 1321 e già si riaprono polemiche sulla sua tomba, se traslarla da Ravenna a Firenze. Il Corriere della sera, con Paolo Di Stefano, ha lanciato l’idea di istituire una giornata speciale nel mondo, tramite gli istituti italiani di cultura e non solo, per ricordare ovunque Dante. L’ha chiamato vezzosamente Dantedì, il dì di Dante; un dì di festa, per citare un suo altissimo collega. Superando ogni piccineria di bottega, è un’iniziativa da sostenere, che personalmente ho portato nel comitato di Palazzo Chigi dedicato agli anniversari di valore nazionale, per farla adottare. Ma è vano chiedere queste cose a un governo di ignoranti, voltagabbana e scappati di casa, non in senso dantesco.

Come santifica la Messa? Gli effetti della Santa Messa:

De Maria (et de Sancta Missa) numquam satis.

Come santifica la Messa? Gli effetti della Santa Messa:
  1. Questo sacrifizio anzitutto glorifica Dio e lo glorifica in modo perfetto, perchè Gesù vi offre di nuovo al Padre, per mezzo del sacerdote, tutti gli atti di adorazione, di riconoscenza e d’amore che già offrì sul Calvario, atti di valore morale infinito. Offrendosi come vittima, afferma nel modo più espressivo il sovrano dominio di Dio su tutte le cose: è l’adorazione; dando se stesso a Dio in riconoscenza dei suoi benefici, gli rende una lode pari ai benefici: è il ringraziamento o culto eucaristico. Nulla quindi può impedire il conseguimento di quest’effetto, neppure l’indegnità del ministro; perché il valore del sacrifizio non dipende essenzialmente da colui che l’offre come ministro secondario, ma dal pregio della vittima che viene offerta e dalla dignità del sacerdote principale che non è altri che Gesù Cristo stesso.

martedì 15 ottobre 2019

Santa Teresa di Gesù, maestra di preghiera

Santa Teresa di Gesù, nota come Santa Teresa d’Avila, visse nel XVI secolo in Spagna e fu l’autrice della riforma “Scalza” dell’Ordine Carmelitano, dapprima del ramo femminile, e poi del ramo maschile con l’aiuto di San Giovanni della Croce. Figura eccezionale nella storia della Chiesa, fu monaca di clausura favorita di doni mistici, eppure condusse una vita attivissima, contraddistinta dall’impegno a fondare i monasteri del nuovo Ordine. Offriremo qui alcuni spunti tratti dalla sua dottrina sull’orazione che le valse nel 1970 il titolo di Dottore della Chiesa, prima donna nella storia della Chiesa a esserne insignita.
Nei suoi scritti Santa Teresa tratta in più punti dei gradi dell’orazione, a partire dalla preghiera vocale fino alle vette dell’estasi. Lasciamoci guidare da questa “madre degli spirituali”[1] alla scoperta dei primi passi nel cammino dell’orazione, quelli dell’orazione vocale e mentale, accessibili a chiunque, poiché non richiedono un intervento mistico di Dio.

La democrazia dell'intrattenimento - Pierluigi Fagan

Sono interessata dall'approfondimento di questo tema - gravido di complessità che richiedono analisi con chiavi di lettura multidisciplinari - e mi intriga l'esposizione che vi propongo di seguito

Leggendo il filosofo tedesco Gunther Anders e la sua ragionata critica del rapporto tra uomo e tecnologia, trovo una sintesi che egli chiama “deficit prometeico”, una condizione che disallinea l’uomo nella relazione con la tecnologia. Lo scriveva alla fine degli anni ’70, il problema oggi è semmai peggiorato. Ma quello del rapporto uomo-tecnologia è solo un caso di un panorama molto più ampio in cui i disallineamenti tra l’uomo (di cui restringeremo l’inquadramento all’uomo occidentale) e i problemi che gli si pongono davanti, sono sistematicamente in sfavore dell’uomo: dall’ambiente alle diseguaglianze, dalla geopolitica alla globalizzazione, dalla fine del lavoro al controllo panoptico digitale che si sta apparecchiando e via di lungo elenco. Alla fin fine quindi di questa lunga diagnostica negativa, si arriva al solito problema, uno di quei problemi tanto semplici quanto apparentemente irrisolvibili, impotenza in cui prospera l’intellettuale che a quel punto s’inventa una serie di “nuovi concetti” e decaloghi delle cose da fare. Ma chi le decide? Sia chi decide l’elenco, sia chi decide chi decide l’elenco, sia chi decide le soluzioni e soprattutto chi le implementa?

lunedì 14 ottobre 2019

Presentazione «Il Chiostro e il Focolare - La Regola di San Benedetto: una traccia di vita familiare».

Sabato 19 ottobre, alle ore 10.30 presso l’Agriturismo “Il Bove” (Reggio Emilia), avrà luogo la presentazione del libro «Il Chiostro e il Focolare - La Regola di San Benedetto: una traccia di vita familiare».
Le Radici dell’Europa che stanno scandalosamente stuprando non possono prescindere, storicamente e trascendentalmente, da ciò che fu il passaggio dal monachesimo orientale al monachesimo occidentale, iscritto, in maniera sublime, nella Regola di San Benedetto da Norcia, Patrono d’Europa.
Il terremoto che ha distrutto la Basilica di Norcia, paese Natale di Benedetto e Scolastica, non può non rappresentare qualcosa di estremamente e simbolicamente attuale: la distruzione dell’Europa così come era stata voluta dai nostri avi. Le radici storiche, culturali e religiose svendute al signoraggio, alla finanza, alle ideologie anti-famiglia, all’omologazione dell’essere umano sono il nuovo sacrificio offerto al moloch europeista, che di radici e di tradizioni nulla vuole sapere in nome del globalismo necrocultore.
Ripartire dalla Famiglia vuol dire ripartire dall’unica e vera cellula capace e naturalmente predisposta a costituire e ricostruire la Civiltà, così come ci era stata lasciata.
Riconoscere, in una Regola che ha fatto la storia e ha guidato i secoli e il silenzio dei chiostri, uno strumento guida contro la perversione dei fini dell’essere umano, ridotto a puro e mero strumento di consumo, riconosciuto unicamente come soggetto obbligato ad abitare una società ultra-materialista che non ha più nulla di trascendente e nulla di umano.
Ritrovare il silenzio, ripartire dalla Famiglia e dalla sovranità di essa all’interno della Civiltà: solo così potremo uscire da un clima alienato e alienante.
Ecco perché vi consigliamo di prendere parte a questo interessantissimo incontro, che speriamo possa essere partecipato proprio dalle famiglie e dai bambini, sale della terra da cui rinascere. (Cristiano Lugli)

Chiarita finalmente la missione della nuova pastorale: «cambiare la realtà»

Il gesuita Antonio Spadaro, direttore de La Civiltà Cattolica, è sempre più preciso circa le vere intenzioni della rivoluzione in corso nella Chiesa. Nell’ultima intervista a Vatican News, Spadaro ha dichiarato: «C’è la necessità di capire come la Chiesa e come il Vangelo, che la Chiesa testimonia, possano cambiare la realtà, possano avere la capacità di incidere anche sulla vita sociale, politica, ecologica dei territori».

La missione del nuovo cristianesimo è, dunque, «cambiare la realtà», come del resto era già del tutto evidente da molti decenni. Cambiare la realtà è il vecchio programma dei rivoluzionari, a cominciare dall’undicesima Tesi su Feuerbach di Karl Marx: «I filosofi hanno soltanto diversamente interpretato il mondo, ora si tratta di trasformarlo».

Al rivoluzionario il mondo, così com’è stato creato, non piace. Non piace il Creatore, che contestano; non piace il creato, che sopportano controvoglia. Da quando poi lo spirito della rivoluzione è penetrato nella Chiesa (e si è sostituito allo Spirito Santo), i chierici rivoltosi cercano di dissimulare la sovversione in corso, cercando di coinvolgere il Vangelo, come sostegno sacro dell’ideologia.

domenica 13 ottobre 2019

13 ottobre 1917 | 6ª Apparizione alla Cova da Iria

«Non offendano più Dio Nostro Signore, che è già molto offeso. Sono la Madonna del Rosario»
L’ultima Apparizione della Vergine Maria avvenne in una Cova da Iria gremita da decine di migliaia di persone, radunatesi nell’attesa del miracolo promesso. Era una giornata di pioggia torrenziale, e a mezzogiorno in punto comparve sopra il leccio sacro Colei che rivelò infine la sua identità: «Sono la Madonna del Rosario». Poco dopo, ecco che il sole cominciò a roteare nel cielo, mentre i tre piccoli veggenti avevano la visione della Sacra Famiglia, che benediceva il mondo. Significativo questo “segno” celeste, tanto attuale in questi tempi calamitosi, nei quali la famiglia naturale, unita dal vincolo sacramentale, è così sotto attacco e per nulla difesa dagli stessi vertici nominali della gerarchia cattolica. Sul 'miracolo del sole' vi rimando anche qui: Pio XII e Fatima, l’appunto segreto sul “miracolo del sole”

Per richiamare il significato delle apparizioni stralcio da un precedente articolo riguardante, in particolare, il mistero della parte non svelata: qui. Vi ricordo che usando il motore di ricerca interno potete trovarne diversi, tutti molto interessanti.

Ti chiedo un miracolo John Henry Newman, santo del primato della coscienza

Che tu oggi sia proclamato santo della Chiesa Cattolica, mio dilettissimo John Henry Newman, è come un raggio di luce. Inatteso e bellissimo, come la mattinata romana che oggi fa da cornice a una canonizzazione che non avevi affatto messo in conto. Perché dicevi - a chi così già ti chiamava – di essere tutto fuorché un santo, ribadendo che “Ai santi io posso solo lucidare le scarpe.” E ti riferivi a quelle di Filippo Neri. Di “Pippo buono”. Il tuo, mio “Pippo buono”.
Quante cose, eminenza, amiamo assieme. Tu santo – ora non puoi più schermirti – e io fenomeno di piccolezza. Amavi la musica, il teatro, i tuoi ragazzi, per i quali adattavi Plauto e Terenzio; sognavi una scuola e un’università senza esami ma fatte – com’era alle origini – solo di lezioni e discussioni.
Amavi Agostino e proprio mentre la Chiesa ritornava a Tommaso. E non a caso. Non obbedivi all’autorità, come oggi fanno tanti tuoi colleghi cardinali, per paura o interesse. Le obbedivi solo se in essa – “in interiore homine” - vedevi riflessa quella verità che è innanzitutto nella coscienza. Non soggettiva, certo, ma illuminata da Dio. Ma coscienza comunque.
Godevi per questo della vera libertà del cristiano: del cattolico, anzi: non obbedire per vigliaccheria ma solo per intima convinzione. Sì, eri un uomo libero, eminenza. Ti facesti cattolico per via intellettuale. Per libero assentimento della tua coscienza.
Perché della Chiesa del tuo tempo pensavi molto, molto male. «Nessuno può avere un’opinione più sfavorevole della mia sul presente stato dei romano-cattolici», scrivevi poco prima della tua conversione.
Bene: aiutami, aiutaci – con la tua discreta, anglosassone intercessione – ad amare la Chiesa anche mentre il suo volto è nascosto da un velo oscuro. Fallo. Sarebbe il tuo miracolo più grande. (Biagio Buonomo)

Il sacrificio senza Amore di Dio è solo sofferenza; la sofferenza con l'Amore di Dio diventa Sacrificio"

Chiunque sia privo di Fede vive nel dolore; dove non ci sono corpi sofferenti, ci sono spiriti tormentati, irrequieti, impauriti, ansiosi.
La nostra generazione può ben dirsi la più infelice della storia della cristianità.
La sofferenza è universale; ed il soffrire non è mai lontano dal sacrificio. Il mal di denti di un santo non è diverso da quello di un uomo malvagio: la differenza tra sofferenza e sacrificio è l'amore di Dio.
Il sacrificio senza amore di Dio è solo sofferenza; la sofferenza con l'Amore di Dio diventa Sacrificio.
Può ben darsi che le anime moderne soffrano già abbastanza, forse troppo, ma è tutto dolore sprecato. O non se ne fanno un merito non offrendolo a Dio, oppure se ne lamentano, ribelli e minacciose dicendo: "Perché Dio mi fa questo?". Tra il loro effettivo dolore ed il loro sacrificio potenziale deve venir aperta una breccia per la quale possa penetrare la comprensione di un Amore (Gesù) che soffrì tutto; perché noi non dobbiamo mai poter dire: "Egli non sa che cosa vuol dire soffrire".
La sottomissione di un dolore in sacrificio richiede, anzitutto, la sottomissione a Dio della volontà e dell'intelletto. L'intelletto deve mostrarsi docile alla Verità Divina. La volontà deve considerare tutto ciò che la concerne come proveniente dalle mani di un Padre amorevole che desidera soltanto l'eterna felicità dei Suoi figli. (Beato Fulton J. Sheen, da "La Felicità del Cuore".)

sabato 12 ottobre 2019

Le fessure sono diventate voragini. l'argine crolla. Tutti zitti?

Più grave di così non si potrebbe. Cos'altro dovremo vedere ancora? Compendio di seguito segnalazioni dei lettori:

L'abominio avanza senza freni, diffondendosi dalle chiese di Roma, pronte alla dissacrazione estrema, sull'esempio dei giorni 4 [qui] e 7 ottobre [qui], con la complicità dei parroci e vari religiosi, consacrati ecc. tutti proni all'apostasia imposta dal biancovertice..... e chi lo fermerà ?
Come scrive AciPrensa, la chiesa romana di Santa Maria in Traspontina, situata in Via della Conciliazione, a pochi metri dal Vaticano, ha ospitato un evento di marcato carattere sincretico che mescola le tradizioni indigene dell’Amazzonia.
L’evento, chiamato “Moments of Amazonian Spirituality”, è stato organizzato da “Amazon Common House”, uno spazio della Rete Ecclesiale Panamazzonica (REPAM), istituito temporaneamente in questa parrocchia, affidata ai Carmelitani, nel contesto di Sinodo per l’Amazzonia. L’ACI Prensa ha assistito al rituale l’8 e il 9 ottobre. La prima è iniziata alle 9:45. All’interno della chiesa e di fronte al luogo in cui si trova il Santissimo Sacramento e accanto all’altare maggiore, alcuni tessuti e una rete di colori sono stati diffusi con vari oggetti, come piccole canoe, immagini di uccelli, strumenti, figurine, scodelle con cibo, tra gli altri e al centro un cestino di vimini all’interno del quale era l’ immagine di una donna incinta nuda. La stessa immagine utilizzata nel rituale eseguito dal REPAM e dall’Ordine dei Francescani minori nei Giardini Vaticani il 4 ottobre davanti al Papa e nella preghiera con cui è iniziata l’attività del Sinodo nella Basilica di San Pietro il 7.
Citazione dalla Laudato sì 216
(Conversione ecologica integrale!?)
Gesù e la Madonna escono di scena. Al loro posto una statua di un’indigena nuda e incinta adorata abusivamente come Nostra Signora delle Amazzoni, una para-liturgia di avemarie e girotondi tribali, un martirologio con attivisti marxisti come Chico Mendes: il peggio del sincretismo paganeggiante va in scena a pochi metri da San Pietro nella chiesa di Santa Maria in Transpontina con l'imprimatur del Sinodo. Il parroco si chiama fuori: "Ho solo prestato la chiesa". E oggi si tocca l'apice con una messa sacrilega, già proibita dalla Santa Sede, che bestemmia il Battesimo.
Tra i partecipanti all’evento nella chiesa di Santa Maria in Transpontina c'erano diverse suore cattoliche, una “sacerdotessa” anglicana, diversi frati francescani, laici e indiani amazzonici.
Invece di partecipare alla processione blasfema - che nefandamente sta facendo scuola - sarebbe stato bene che in Vaticano si impegnassero per una cerimonia di una valenza profetica per onorare la Vergine Santissima di Guadalupe che Dio ha inviato fra gli indios americani per elevarli ad una religiosità di vette spirituali immense rispetto a quelle primitive e sanguinarie dove i loro dei esigevano che venisse strappato il cuore dai bambini, per propiziare il sorgere del sole di un nuovo giorno... Vergine di Guadalupe prega per noi peccatori e salva la tua Chiesa. Te lo chiediamo anche per l'intercessione dell'Indio San Juan Diego Cuauhtlatoatzin, che Tu onorasti con le tue apparizioni, canonizzato da Giovanni Paolo II il 31 luglio 2002.
Intanto, nell'immagine sopra, sempre da Santa Maria in Transpontina, potete vedere una scena bestiale e abominevole. Con la citazione del capitolo della Laudato sì (il n.216) da cui viene tratta la 'conversione ecologica integrale': è la prima volta che un Papa parla di “conversione” senza riferirsi allo spirito, all’anima; vi rendete conto che dovrebbe rappresentare la nuova chiesa? Se la tenessero! Ma chi riconsacrerà i templi di Dio profanati: La Basilica di San Pietro, Santa Maria in Traspontina, il 'recinto di Pietro' dei giardini Vaticani? Chi difende la Santa Chiesa, il Corpo mistico di Cristo Signore?