Ringrazio Guido Ferro Canale che ci ha fatto pervenire le sue osservazioni su Responsa ad Dubia della Congregazione del culto divino — da riguardare essenzialmente come un'istruzione sull'attuazione del Traditionis custodes — pubblicata il 18 dicembre. La trattazione ripresa di seguito è tecnica ma chiara e limpida e consente un'analisi articolata e rigorosa a tutto campo.
Aggiungo una notazione già espressa, che svilupperò ulteriormente altrove e che purtroppo resta valida, riferita al prevalere ormai consolidato della prassi, perfino su basi arbitrarie, sulla dottrina. L'analogia con quanto ormai accade a livello civile è evidente. Ne conosciamo le cause; ma il difficile è coordinare le soluzioni. Il vero problema è che, mentre chi ama la tradizione è collocato in un ordine costituito e reagisce in punta di diritto, gli interlocutori che hanno in pugno la chiesa sono immersi nel fluido cangiante orizzonte conciliar-storicista che va oltre ogni norma e fa dell'arbitrio la sua regola aurea. Ed è per questo che, dal concilio in poi, le gerarchie ecclesiastiche non rispondono mai nel merito agli argomenti fondati sul magistero perenne, cambiando nome alla fedeltà che per loro è fissismo, rigidità, pelagianesimo... E così l'incomunicabilità è totale e, mentre le loro determinazioni incidono sulla realtà, noi non riusciamo più nemmeno ad arginarle se non con le nostre denunce per chi ha orecchi per intendere. E siamo sempre più all'angolo con la prospettiva di dover custodire il nostro tesoro in clandestinità. Tuttavia oggi, rispetto all'immediato post-concilio, il fronte di resistenza dell'intero orbe cattolico è più allargato da un lato anche grazie ai provvidenziali effetti del Summorum e, dall'altro, grazie alle comunicazioni più immediate e dirette che riusciamo ad intrecciare con impegno inesauribile. Vedremo... (M.G.)
“Responsa ad dubia” sull'applicazione del m.p. “Traditionis custodes”.
Un'analisi
Sul Bollettino della Sala Stampa della S. Sede, in data 18 dicembre 2021, sono stati pubblicati undici dubia relativi all'applicazione del m.p. “Traditionis custodes” (di cui è stato ora diffuso anche il testo latino), insieme con le relative risposte, tutte corredate di note esplicative che illustrano la mens del Dicastero, e una lettera di accompagnamento del Prefetto, Ecc.mo Mons. Arthur Roche, datata al 4 dicembre in quanto anniversario della promulgazione della “Sacrosanctum Concilium”.
Non mette conto soffermarsi sulle affermazioni di carattere generale relative al senso dell'intervento normativo pontificio, che riecheggiano quelle già formulate dal legislatore stesso (e come potrebbero fare altrimenti?). Invece, è bene esaminare le singole risposte, perché – se tutte appaiono peggiorative della condizione dei fedeli anche rispetto ad un'onesta lettura del m.p. di riferimento, quindi di legittimità almeno problematica - più di una è senz'altro contra legem.