mercoledì 16 dicembre 2020

Oggi inizia la Novena di Natale

Il 16 dicembre inizia la Novena di Natale per preparare il cuore alla venuta di Gesù, tempo per fermarsi ad adorare il Signore che è il nostro Tutto. È re onnipotente che si fa umile e s’incarna in un Bambino. 
Tutte le Parrocchie la celebrano comunitariamente. Chi non può farlo, può unirsi spiritualmente aiutato dai testi che seguono.

Parti da dirsi ogni giorno
+ Deus, in adiutòrium meum intende. Domine, ad adiuvandum me festina.
Dio, volgiti in mio aiuto. Signore, affrettati a soccorrermi. (Salmo 69,2)
In nomine Patris +, et Filii +, et Spiritus Sancti +. Amen.

Canto delle «Profezie»
Responso: Regem venturum Dominum, venite, adoremus.
(Il responsorio va recitato o cantato anche alla fine di ogni strofa)
1. Jucundare, filia Sion, et exulta satis, filia Jerusalem.
Ecce Dominus veniet, et erit in die illa lux magna, et stillabunt montes dulcedinem, et colles fluent lac et mel; quia veniet Propheta magnus, et ipse renovabit Jerusalem.

2. Ecce veniet Deus et homo de domo David sedere in throno, et videbitis et gaudebit cor vestrum.
3. Ecce veniet Dominus protector noster, Sanctus Israel, coronam regni habens in capite suo: et dominabitur a mari usque ad mare, et a flumine usque ad terminos orbis terrarum.
4. Ecce apparebit Dominus, et non mentietur: si mora fecerit, expecta eum, quia veniet, et non tardabit.
5. Descendet Dominus sicut plùvia in vellus, orietur in diebus eius iustitia et abundantia pacis: et adorabunt eum omnes reges terrae, omnes gentes servient ei.
6. Nascetur nobis parvulus et vocabitur Deus fortis; ipse sedebit super thronum David patris sui, et imperabit; cuius potestas super humerum eius.
7. Bethlehem, civitas Dei summi, ex te exiet Dominator Israel, et egressus eius sicut a principio dierum aetemitatis, et magnificebitur in medio universae terrae; et pax erit in terra nostra dum venerit.

Alla vigilia di Natale si aggiunge
8. Crastina die delebitur iniquitas terrae, et regnabit super nos Salvator mundi.

Regem venturum Dominum, venite, adoremus.
Prope est iam Dominus: venite, adorémus.

Responso: Ecco il Signore viene, venite adoriamo.
(Il responsorio va recitato o cantato alla fine di ogni strofa)
1. Rallégrati, popolo di Dio, ed esulta di gioia, città di Sion: ecco verrà il Signore e ci sarà grande luce in quel giorno e i monti stilleranno dolcezza, scorrerà latte e miele tra i colli perché verrà il grande profeta ed egli rinnoverà Gerusalemme.
2. Ecco, verrà il Signore Dio, un uomo della casa di Davide salirà sul trono; voi lo vedrete ed esulterà il vostro cuore.
3. Ecco, verrà il Signore, nostra difesa, il Santo d’Israele con la corona regale sul capo; il suo dominio sarà da mare a mare e dal fiume fino agli ultimi confini della terra.
4. Ecco apparire il Signore: non mancherà alla parola data; se ancor non giunge, ravviva l’attesa, poiché certo verrà e non potrà tardare.
5. Scenderà il Signore dal cielo come rugiada sul vello: nei suoi giorni fiorirà la giustizia e abbonderà la pace; lo adoreranno i potenti del mondo e lo serviranno tutte le nazioni della terra.
6. Nascerà per noi un bambino e sarà chiamato « Dio forte »; siederà sul trono di Davide suo padre e sarà nostro sovrano: ed avrà sulle spalle la potestà regale.
7. Betlemme, città dell’Altissimo, da te uscirà il dominatore d’Israele; nascerà nel tempo, egli, l’Eterno e nell’universo sarà glorificato: quando egli verrà fra noi, ci farà dono della pace.

Alla vigilia di Natale si aggiunge
8. Domani sarà sconfitto il male della terra e regnerà su noi il Salvatore del mondo.

Ecco il Signore viene, venite adoriamo.
Il Signore è vicino, venite adoriamo.
(Nota: Tutte le strofe dal n.1 al n.7 devono essere recitate o cantate ogni giorno dal 16 fino al 23 dicembre; la Vigilia di Natale, il 24 dicembre, si aggiunge la strofa n. 8) 

Cantico della Beata Vergine (Magnificat) Lc 1, 46-55
Magníficat * ánima mea Dóminum, et exsultávit spíritus meus * in Deo salutári meo;
quia respéxit humilitátem ancíllæ suæ, * ecce enim ex hoc beátam me dicent omnes generatiónes.
Quia fecit mihi magna, qui potens est, * et sanctum nomen eius,
et misericórdia eius a progénie in progénies * timéntibus eum.
Fecit poténtiam in brácchio suo, * dispérsit supérbos mente cordis sui
depósuit poténtes de sede, * et exaltávit húmiles,
esuriéntes implévit bonis, * et dívites dimísit inánes.
Suscépit Israel, púerum suum, * recordátus misericórdiæ suæ
sicut locútus est ad patres nostros, * Abraham et sémini eius in sæcula.
L’anima mia magnifica il Signore * e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva. * D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.

 Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente * e Santo è il suo nome:
di generazione in generazione la sua misericordia * si stende su quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio, * ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, * ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati, * ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo, * ricordandosi della sua misericordia,
come aveva promesso ai nostri padri, * ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.

(Nota: Tutte le strofe dal n.1 al n.7 devono essere recitate o cantate ogni giorno dal 16° fino al 23 dicembre; la Vigilia di Natale, il 24 dicembre, si aggiunge la strofa n. 8)

* * *
Le antifone "O"
Trovate dopo il testo tutte e sette le Antifone nell'originale latino e nella traduzione italiana 

Durante la preghiera serale degli ultimi giorni d'Avvento, la Chiesa canta una solenne antifona prima del Magnificat. In ciascuno dei sette giorni, la Chiesa si rivolge al Messia, Cristo, con uno dei titoli a Lui dati nelle Sacre Scritture. Queste sette antifone sono conosciute popolarmente nella Chiesa come antifone "O", perché ognuna inizia con l'esclamazione "O" prima di nominare il titolo di Cristo tratto dalle Sacre Scritture. Dopo l'invocazione del titolo del Nostro Signore, segue una preghiera, perché venga a noi, a visitarci e riempirci della grazia dello Spirito Santo.

Le antifone  "O" vengono cantate durante la preghiera della sera perché "come la Chiesa canta in uno dei suoi inni, è stato nella sera del mondo (vergente mundi vespere) che il Messia è venuto tra noi" (Prosper Guéranger, OSB, L'Anno liturgico). Sono cantate al Magnificat "per mostrarci che il Salvatore che ci aspettiamo verrà a noi da Maria" ( * ).

Il canto gregoriano delle antifone "O" è particolarmente bello ed esprime il desiderio della Chiesa di celebrare ancora una volta il grande giorno della nascita di Nostro Signore e il desiderio di ogni anima di conoscere Cristo e di offrirgli la dimora di un cuore puro e disinteressato. Il canto degli antifone è pieno di speranza, perché sappiamo che il Signore è venuto e che il suo grande desiderio è trovare in noi la risposta dell'amore al suo incommensurabile e incessante amore per tutta l'umanità.

Offro l'esempio di due delle antifone "O". La prima, si rivolge a Cristo con titolo biblico di Sapienza: « O Sapienza, che esci dalla bocca dell'Altissimo, ed arrivi ai confini della terra, e tutto disponi con dolcezza: vieni ad insegnarci la via della prudenza ». La preghiera esprime la verità che, in tutte le cose, Dio compie la sua santa e salvifica volontà, lo fa senza violenza alla nostra libertà e chiede che possiamo avere la prudenza che ci permette in tutto di scegliere ciò che conduce alla salvezza eterna.

L'ultima delle antifone si rivolge a Cristo con il titolo biblico che più esplicitamente dichiara la realtà della sua venuta. Lui è l'Emmanuele; Egli è Dio-con-noi: « O Emmanuel, nostro re e legislatore, speranza delle genti, e loro Salvatore: vieni e salvaci, Signore, nostro Dio ». La preghiera proclama la verità che solo Cristo risponde al desiderio di ogni persona di ogni tempo e di ogni luogo di conoscere la verità e l'amore di Dio. Cristo regna diventando il servitore di tutti, offrendo la sua vita totalmente per la salvezza eterna di tutti gli uomini, senza confini. Cristo è il Legislatore la cui disciplina non piega o distrugge la libertà umana, ma conduce la libertà umana alla sua più piena fioritura nell'amore disinteressato e altruista a Dio e al prossimo, fino alla morte e per tutta l'eternità.

Vigilia di Natale 

Al termine della nostra preparazione alla celebrazione della nascita del Signore giungiamo alla vigilia di Natale. Le ultime ore che precedono il Natale siano osservate con grande raccoglimento, concentrando la nostra attenzione sul grande mistero dell'Incarnazione e sul significato sostanziale e immutabile che essa  dà alle nostre vite.

Qualunque cosa possa mancare nella nostra preparazione alla celebrazione del Natale, nella disposizione dei nostri cuori per ricevervi pienamente Cristo, la preghiera della Chiesa ci annuncia: "Oggi saprai che il Signore verrà, e al mattino vedrai la Sua gloria". La preghiera della Chiesa indica la realtà dell'incessante effusione dell'Amore Divino su di noi in Gesù, il Cristo nato per noi a Betlemme per morire per noi a Gerusalemme.

La vigilia di Natale, non può esserci posto nei nostri cuori per lo scoraggiamento, per non parlare della disperazione; piuttosto il nostro cuore deve essere pieno di fiducia nell'amore di Dio, con la chiara speranza che ci ha redenti da tutti i nostri peccati, e per questo ha mandato il suo Figlio unigenito. Come possiamo dubitare della misericordia di Dio che viene a noi in tutta umiltà e povertà per noi tutti! Non permetterà che il suo piano di infinita misericordia e amore verso di noi fallisca! Che la celebrazione della nascita di Nostro Signore, quest'anno, porti a tutti noi una conoscenza più profonda di quanto Dio ci ha amato e continua ad amarci nel nostro Signore Gesù Cristo! Possa tale conoscenza, che davvero ci raggiunge pienamente nella Santa Eucaristia, renderci portatori luminosi e instancabili dell'amore di Dio per coloro che si trovano nell'oscurità del peccato!
__________________
*  (Prosper Guéranger, OSB, The Liturgical Year, tr. Dom Laurence Shepherd, OSB, Fitzwilliam, NH: Loreto Publications, 2000, vol.1, pag 484)
* * *
Le Antifone maggiori dell'Avvento

O Sapientia,
quae ex ore Altissimi prodisti,
attingens a fine usque ad finem,
fortiter suaviter disponensque omnia:
veni ad docendum nos viam prudentiae.

O Adonai,
et dux domus Israël,
qui Moysi in igne flammae rubi apparuisti,
et ei in Sina legem dedisti:
veni ad redimendum nos in brachio extento.

O Radix Jesse,
qui stas in signum populorum,
super quem continebunt reges os suum,
quem gentes deprecabuntur:
veni ad liberandum nos, jam noli tardare.

O Clavis David,
et sceptrum domus Israël,
qui aperis, et nemo claudit,
claudis, et nemo aperit:
veni, et educ vinctum de domo carceris,
sedentem in tenebris, et umbra mortis.

O Oriens,
splendor lucis aeternae,
et sol justitiae:
veni, et illumina
sedentes in tenebris, et umbra mortis.

O Rex Gentium,
et desideratus earum,
lapisque angularis,
qui facis utraque unum:
veni, et salva hominem,
quem de limo formasti.

O Emmanuel,
Rex et legifer noster,
expectatio gentium, et Salvator earum:
veni ad salvandum nos,
Domine, Deus noster. 
O Sapienza,
che esci dalla bocca dell'Altissimo,
ed arrivi ai confini della terra,
e tutto disponi con dolcezza:
vieni ad insegnarci la via della prudenza.

O Adonai,
e condottiero di Israele,
che sei apparso a Mosè tra le fiamme,
e sul Sinai gli donasti la legge:
redimici col tuo braccio potente.

O Radice di Jesse,
che sei un segno per i popoli,
innanzi a te i re della terra non parlano,
e le nazioni ti acclamano:
vieni e liberaci, non tardare.

O Chiave di David,
e scettro della casa di Israele,
che apri e nessuno chiude,
chiudi e nessuno apre:
vieni e libera lo schiavo dal carcere,
che è nelle tenebre, e nell'ombra della morte.

O (Astro) Sorgente,
splendore di luce eterna,
e sole di giustizia:
vieni ed illumina
chi è nelle tenebre, e nell'ombra della morte.

O Re delle Genti,
da loro bramato,
e pietra angolare,
che riunisci tutti in uno:
vieni, e salva l'uomo,
che hai plasmato dal fango.

O Emmanuel,
nostro re e legislatore,
speranza delle genti, e loro Salvatore:
vieni e salvaci,
Signore, nostro Dio. 

8 commenti:

Valeria Fusetti ha detto...

Grazie mic

Anonimo ha detto...

https://youtu.be/oR5e38ULgrw
Questo il link per la novena cantata in latino
Don Gabriele Galleri

mic ha detto...

Un abbraccio, Valeria!

Anonimo ha detto...

“Non è forse strutturalmente impossibile all’uomo vivere all’altezza della propria natura?
E non è forse una condanna questo anelito verso l’infinito che egli avverte senza mai poterlo soddisfare totalmente?
L’Infinito stesso, per farsi risposta che l’uomo possa sperimentare, ha assunto una forma finita. Dall’Incarnazione, dal momento in cui il Verbo si è fatto carne, è cancellata l’incolmabile distanza tra finito e infinito: il Dio eterno e infinito ha lasciato il suo cielo ed è entrato nel tempo, si è immerso nella finitezza umana. L’uomo è fatto per un Dio infinito che è diventato carne, che ha assunto la nostra umanità per portarla alle altezze del suo essere divino”.
(Benedetto XVI, dal “Messaggio autografo per la XXXIII edizione del Meeting per l’Amicizia tra i Popoli, Castel Gandolfo, 10 agosto 2012)

Lo scandalo che ha percorso i millenni.
Che non avvertiamo più.
Perduta la nozione di Dio.
Questa “diceria immorale”.
E smarrita, insieme, la misura dell’umano.
Per erigersi a dismisura,
o avvilirsi a poco più che nulla.
Quando il grido si fa piagnisteo,
il desiderio illusione impotente,
la speranza, quieta o agitata disperazione.
Tentati di accomodarci, e di accomodare la vita.
Finché si può.
Poi, sempre di nuovo, accade un tempo in cui non si può.
Vivere a mezzo servizio.
O distogliere lo sguardo.
E fingere che tutto funzioni.
Mentre niente ha senso.
Il tempo del ritorno.
Qui, in fondo all’anno,
un’antica promessa si compie.
In un inizio antico.
In un finire nuovo.
Per sapere infine
che cosa farcene di un altro Natale.

Anonimo ha detto...

Come già evidenziato nell'articolo l'elemento più caratteristico della settimana che va dal 17 al 23 dicembre, da non confondersi con la novena, è la presenza delle cosiddette antifone "O", sia nella Liturgia delle Ore come antifone al Magnificat, sia nella celebrazione dell'Eucarestia come versetti del canto al Vangelo.
Così chiamate perché iniziano sempre con il vocativo formato dall'interazione "O", seguito da uno dei titoli attribuiti a Gesù, sono sette preghiere molto antiche entrate nella liturgia intorno al IX secolo. Esse sono composte da passi biblici, tratti quasi letteralmente dalla versione latina di S. Girolamo, e sviluppano un tema biblico particolare ricavato dal titolo con cui iniziano: O Sapientia, O Adonai, O Radix Iesse, O Clavis David, O Oriens, O Rex gentium, O Emmanuel . Le lettere iniziali di titoli latini, messe in ordine dall'ultima alla prima, formano l'acrostico "ERO CRAS" ( "Sarò domani"): è la promessa di Cristo nell'imminenza della sua venuta:

Sapientia ->Sapienza
Adonai->Signore
Radix->Germoglio
Clavis->Chiave
Oriens->Astro
Rex->Re
Emmanuel->Emmanuele

Una delle più belle composizioni ispirate alle antifone “0”, ‘Veni veni Emmanuel’, un antico inno latino, qui musicato da Zoltan Kodaly (1882-1967):

https://youtu.be/xRi1GDoaQu4

Anonimo ha detto...

O Sapientia/ Magnificat
https://m.youtube.com/watch?v=9u24KlSmSow&feature=share

Anonimo ha detto...

O Sapienza, che sei uscita dalla bocca dell'Altissimo, che attingi l'uno e l'altro estremo, e disponi di tutte le cose con forza e dolcezza: vieni ad insegnarci le vie della prudenza.

O Sapienza increata che presto ti renderai visibile al mondo, come si vede bene in questo momento che tu disponi tutte le cose! Ecco che, con il tuo divino permesso, è stato emanato un editto dell'imperatore Augusto per fare il censimento dell'universo. Ognuno dei cittadini dell'Impero deve farsi registrare nella sua città d'origine. Il principe crede nel suo orgoglio di aver mosso a suo vantaggio tutto il genere umano. Gli uomini si agitano a milioni sul globo, e attraversano in ogni senso l'immenso mondo romano; pensano di obbedire a un uomo, e obbediscono invece a Dio. Tutto quel grande movimento non ha che uno scopo: di condurre cioè a Betlemme un uomo e una donna che hanno la loro umile dimora in Nazareth di Galilea, perché quella donna sconosciuta dagli uomini e amata dal cielo, giunta al termine del nono mese dalla concezione del suo figliuolo, dia alla luce a Betlemme il figlio di cui il Profeta ha detto: "La sua origine è fin dai giorni dell'eternità; o Betlemme, tu non sei affatto la più piccola fra le mille città di Giuda, poiché da te appunto egli uscirà". O sapienza divina, quanto sei forte, per giungere così ai tuoi fini in un modo insuperabile per quanto nascosto agli uomini! Quanto sei dolce, per non fare tuttavia alcuna violenza alla loro libertà! Ma quanto sei anche paterna nella tua premura per i nostri bisogni! Tu scegli Betlemme per nascervi, perché Betlemme significa la Casa del Pane. Ci mostri con ciò che tu vuoi essere il nostro Pane, il nostro nutrimento, il nostro alimento di vita. Nutriti d'un Dio, d'ora in poi non morremo più. O Sapienza del Padre, Pane vivo disceso dal cielo vieni presto in noi, affinché ci accostiamo a te, e siamo illuminati dal tuo splendore; e dacci quella prudenza che conduce alla salvezza.


da: P. GUÉRANGER, L'anno liturgico. - I. Avvento - Natale - Quaresima - Passione, trad. it. P. GRAZIANI, Alba, Edizioni Paoline, 1959

Anonimo ha detto...

https://m.youtube.com/watch?v=BcQBa6z1O4Y&feature=share
O Radix Jesse