giovedì 30 maggio 2013

“Noi, i tradizionalisti non ostili a Francesco”. Perché, ci sono tradizionalisti ostili?

Cari amici, Vatican Insider di oggi, con la partecipazione dei "nostri" (in quanto tradizionisti) aderenti al cosiddetto Coetus Summorum Pontificum [vedi qui e anche qui le perplessità che poi si sono risolte nell'adesione al pellegrinaggio proposto], non rende un buon servizio alla Tradizione. Lo fa con un articolo dal titolo: “Noi, i tradizionalisti non ostili a Francesco”. Non è un fatto positivo per diversi motivi: innanzitutto per l'atteggiamento, neppur tanto nascosto, di piaggeria nei confronti del nuovo papa. Ed è meschino che lo si assuma prendendo le distanze dal resto della Tradizione e chiamando per di più anche in causa la FSSPX, senza nessun rispetto per i delicati equilibri che la situazione comporta. Inoltre, per la conclusione, nella quale evidentemente non si può fare a meno di far proprio ciò che ogni amante della Tradizione ha già espresso con lo stesso garbo e lo stesso rispetto nei confronti del pontefice.

Dunque a che pro questo "differenziarsi" e, soprattutto questo farsi avanti come "portavoce" di un'ala che si dice acritica e, poi, dovendo esprimere la realtà della situazione, evidenziata soprattutto dal tipo di domande che di fatto la rispecchiano, dice esattamente quel che diciamo noi? Come poi se formulare critiche esplicite e non velate, che sono anche e soprattutto interrogativi motivati col Magistero, fosse mancar di rispetto e persino indice di ostilità, mentre non è altro che l'esercitare il normale e in quest'ora della storia quanto mai ineludibile discernimento proprio di ogni battezzato che ama e serve il Signore nella Sua Chiesa? Potranno anche esserci frange ipercritiche e poco rispettose, ma non mi sembra il caso né di dar loro importanza né di far di ogni erba un fascio.

La prima parte, quella della 'piaggeria' che oltretutto genera divisione nella Tradizione già così disastrata, potete leggerla nel testo originale di cui al link di apertura. Ecco, invece, di seguito i punti conclusivi dell'intervista, che non fanno altro che rispecchiare la situazione e che una critica, pur velata, la contengono. Eccome! Mi limito, però ad osservare che, per "essere testimoni dell'unità della Chiesa", non è necessario, anzi è inutile inserirsi in un'unità fittizia, creata da volontà umane e non dal Signore. Inoltre dovrebbero chiarirci chi ha deciso e che significa quel "senza rivendicazioni" a anche in cosa consisterebbe la "dinamica nuova" alla quale saremmo chiamati.
[...] Cosa volete comunicare al mondo cattolico in generale con la vostra iniziativa?
 “Per anni, i fedeli e i sacerdoti legati alla tradizione liturgica della Chiesa sono stati ghettizzati e trattati con disprezzo se non con astio: sono stati confinati nelle periferie della Chiesa dalle quali occorreva tenersi alla larga. Desideriamo contribuire alla guarigione definitiva delle ferite provocate durante questi anni di persecuzione e di ingiustizia e ci sembra opportuno farlo senza rivendicazioni, ma inserendoci nella dinamica nuova alla quale ci chiama la Chiesa. Intendiamo essere testimoni, nella gioia e in spirito di servizio, dell’unità della Chiesa”.
Sarà possibile continuare il vostro percorso con papa Francesco?
“Nel contesto particolare del nuovo Pontificato, desideriamo pure illustrare quanto la forma straordinaria del rito romano sia uno strumento adattissimo alla riscoperta della povertà alla quale ci richiama Papa Francesco: inginocchiarsi, supplicare, tacere, confessare sono quattro attitudini caratteristiche sia della Messa tradizionale sia della povertà di spirito. Non solo: la riscoperta di ciò che san Francesco diceva della liturgia – non dimentichiamo che fu proprio lui a portare il Messale romano fuori dalla corte pontificia – potrebbe far comprendere ancor meglio la povertà cristiana, l’essere poveri in spirito, quasi mendicanti di Cristo che ci viene incontro nella liturgia e non ci priva del Suo splendore, aprendoci le porte del Cielo, dov’è la vera ricchezza: non è un caso se l’ultimo Santo a celebrare la Messa tradizionale per tutta la sua vita è stato proprio Padre Pio, specchio fedele di san Francesco”.

29 commenti:

Marco ha detto...

Io sono un tradizionalista ostile a Francesco. Meglio ostili che servili e ipocriti.

don Camillo ha detto...

Il PACCHETTO "Tradizione" [che tutti noi riconosciamo sia se semplici fedeli ordinari o appartenenti alla SPX o ad altre con il bollino] è legato con un bel nastro di color porpora chiamato "intransigenza". Quel cattolicesimo cioè sicuro della Verità che non ci siamo inventati ma che ci è stata trasmessa con la fedeltà e sopratutto con il sangue dei martiri.
E' giusto quindi: siamo OSTILI! Perchè ostile fu Cristo nei confronti del Mondo, della Carne E del Diavolo nelle loro multiformi sembianze. Ma il punto è il seguente: possiamo essere ostili al Papa? Mah, se il Papa per esempio si mondanizza perchè gli dovremmo battere le mani? ma per questo motivo o a lui o alla Chiesa potremmo mai serbargli del rancore o peggio dell'odio?

Mia madre mi ha cresciuto con tanto amore, ha fatto tanti sacrifici per me... non ultimo aiutandomi con l'università e in Seminario, ora incomincia a perdere qualche colpo: si dimentica le cose, fa cose bizzarre, senza senso e delle volte si dimentica anche come mi chiamo. Non è come quella di una volta! mi posso arrabbiare con lei? O peggio negare che ci sia per lei (e conseguentemente per i suoi figli) attraverso questa prova, questa malattia in PROGGETTO DI SALVEZZA? delle volte mi scappa la pazienza specie quando lascia il gas acceso, ma mia mamma è sempre MIA MAMMA.

Anonimo ha detto...

Caro don Camillo,
sei stato efficace come non mai.
Coraggio avanti con tutto!

Luciana Cuppo ha detto...

Secondo il portavoce il Coetus Internationalis Summorum Pontificum "spera di accogliere 3000 persone per il sabato ed oltre 500 per i tre giorni del pellegrinaggio." Mi sbaglio o le aspettative si sono alquanto ridimensionate da quelle per il pellegrinaggio dell'anno scorso? e chissa' perche'?

Luisa ha detto...

La Chiesa visibile come istituzione ci ha spesso mostrato, e mostra ancora, un volto sfigurato con tante ferite e piaghe, i suoi responsabili sembrano aver dimenticato le loro promesse, il perchè e per Chi son diventati sacerdoti, ma quella è la Chiesa di Cristo, con tutte le sue ferite è sempre la nostra Chiesa.
Al Papa si deve il massimo rispetto, è il solo successore di Pietro, ma non sono obbligata a mettere in stand bay la mia ragione, il mio discernimeno, non posso far sembianza di non vedere e ascoltare quel che vedo e ascolto, e se quel che vedo e ascolto non lo capisco, mi pare inconciliabile con ciò che la Chiesa mi ha insegnato, lo dico.
A livello della Chiesa posso dirmi, e me lo dico, che le menzogne, l`inganno, l`ipocrisia, l`anarchia, gli errori non corretti, gli scempi tollerati se non predicati, le lobby padrone nella Chiesa, partecipano di un disegno divino che evidentemente non può che sfuggirmi.
Magra consolazione, ma è la sola che trovo e che mi trattiene di andarmene.

Louis Martin ha detto...

Mai ostili al Papa e ai legittimi pastori. Sempre ostili alle eresie, da chiunque provengano.

Mai ostili al prossimo. Sempre ostili al peccato, da chiunque provenga.

Mai ostili ai noi stessi. Sempre ostili ai nostri peccati.

Mai perdere la carità. Semplicemente mai.

In necessariis unitas, in dubiis libertas, in omnibus caritas.

Fede e speranza sono per questa vita. Nell'altra non conosceremo Dio per fede e non lo avremo per speranza: ma in Lui stesso.
Ma la carità rimane in eterno.

Anonimo ha detto...

Mai perdere la carità. Semplicemente mai.

Non sempre ci si riesce perché prevale la nostra "umanità"; ma preghiamo e sforziamoci di riuscirci.

Louis Martin ha detto...


Cara Mic,
ti comprendo bene.
La vita cristiana è tutta una salita!

Cinghiale ha detto...

Che fine ha fatto l'articolo su Mons. De Gregorio?

annarita ha detto...

Figuriamoci siamo intimati ad amare anche i nostri nemici, perchè mai dovremmo odiare il Papa? Però mentre la Chiesa rimane immacolata e santa, gli uomini di Chiesa possono cadere in errore, il Papa compreso, specialmente in questi decenni dove il Papa si ostina a non voler usare la propria autorità ed infallibilità, per combattere gli errori che mettono in pericolo le anime. Non siamo ostili al Papa, ma ostili a ciò che offende Dio, che lo degrada e non l'onora. Siamo ostili alle prediche che non si trasformano in fatti, ostili all'ignoranza, alla cattiva volontà, al buonismo, alla deviazione della verità, che fanno si che i fedeli, i sacerdoti, i prelati non si scandalizzino più quando Gesù viene offeso pubblicamente. Non siamo schizzofrenici, cioè non vogliamo far intendere che ciò che oggi fanno ed insegnano molti ministri di Dio sia uguale a ciò che si faceva ed insegnava prima del Concilio.Non si può essere cattolici e nello stesso tempo non cattolici, non possiamo dire che il Sillabo sia uguale alla libertà religiosa, non possiamo dire che bisogna obbedire sia alla verità che all'errore, che una cosa eronea sia rispettabile come una cosa vera. Perchè certi si sentono in dovere di applaudire sia la verità che l'errore solo perchè vengono dai ministri di Dio? Non ci si deve foderare gli occhi e l'intelletto di falsa umiltà, di falsa obbedienza, per pavoneggiarsi, le cose le vediamo e ancora ci scandaliziamo e ringraziamo Dio di scandalizzarci ancora, perchè significa che non abbiamo messo il buon senso e la fede nel dimenticatoio.
Siamo in piena crisi della fede, le cose non sono migliorate, forse peggiorate, visto gli ultimi atti scandalosi fatti a Genova ai funerali di don Gallo, sotto il silenzio di chi dovrebbe vigilare, ammonire, difendere Gesù.
Non siamo ostili al Papa, ma mi sorge una domanda, forse il Papa è ostile a noi? No, perchè abbiamo solo un'anima da salvare e non mi pare che si stia facendo tutto il possibile per renderci la vita di fede un cammino sicuro, limpido, facile, sepur faticoso. Mi pare invece che chi dovrebbe curarsi di noi e preoccuparsi di noi, prenda le cose un po' alla leggera e non si affretti a condannare gli errori a ridarci finalmete la sana dottrina, i buoni sacramenti, il giusto culto a Dio.
Si può essere ostili anche sorridendo e dando carezze e si può amare anche dicendo come stanno le cose, senza rispetto umano.

Anonimo ha detto...

l'articolo su mons. De Gregorio è programmato per il 2 giugno.

Anonimo ha detto...

Si può essere ostili anche sorridendo e dando carezze e si può amare anche dicendo come stanno le cose, senza rispetto umano.

E' così Annarita.

E concordo con tutto il resto.

Anonimo ha detto...

Il titolo lo scelgono i redattori, come sempre. Le risposte all'intervista invece mi sembrano decisamente corrette, e penso possano effettivamente rispecchiare un main stream del Tradizionalismo, che è necessario saper praticare a chi si propone di coordinare un evento destinato a coinvolgere tutti i tradizionalisti non sedevacantisti (non ostili...), e non solo qualche frangia. Buona intervista, buone risposte. Mi stupisce invece la redazione del Vostro Blog, che partendo dall'antipatia verso il titolo estende il sospetto al testo intero: un atteggiamento destinato a produrre frutti negativi, o al meglio nessun frutto.
Andrea dM

Anonimo ha detto...

Andrea, mi pare che tu non abbia colto il senso dell'articolo nella sua interezza, le sottolineature e le perplessità chiaramente espresse e ti basi su una visuale di pedissequo "allineamento".

hpoirot ha detto...

Mi sembra che la prima preoccupazione non dovrebbe essere tanto di sapere se ci sono o no tradizionalisti ostili al papa, quanto il constatare che dal Concilo tutti i papi son stati (chi tanto chi molto) OSTILI alla Tradizione...

Anonimo ha detto...

in effetti mic hai criticato molto di più Benedetto che Papa francesco.

Bello l'intervento di don camillo. Bella questa santa madre chiesa che lui, illuminato paragona ad una mamma rincoglionita. bello veramente, complimenti.

P.S. Per me se c'è qualcuno rincoglionito non è sicuramente Santa madre Chiesa.

Juan DE SAN MATTIA ha detto...

Bravissimo hpoirot!

Un vero cattolico direbbe:Io non sono ostile al Papa ma a tutto quello che fanno in contraddizione con la tradizione.

Anonimo ha detto...

Gentile Mic,
La ringrazio della sua risposta solerte. Voglio anticipare a questa mia replica che apprezzo moltissimo questo Blog, che non manco di leggere ogni giorno e che ritengo un'opera meritoria ed utile. Mi sento abitualmente in piena sintonia con quanto vi si scrive e se qualche volta dissento evito di intervenire per amor di quiete. Questa volta però me la sono un po' presa, perché se c'è qualcosa che mi inquieta è il fuoco amico. Nulla di più brutto di quando si cerca di fare qualcosa di buono e proprio chi potrebbe giovarne lo rifiuta ed anzi lo diffama. Mi pare che questo sia un po' ciò che si è fatto nel presente articolo. Specifico anche che milito da molti anni nella Tradizione, con lunghe e significative esperienze in tal senso in almeno tre distanti regioni della penisola, e che tacciarmi di "pedissequo allineamento" è un'imprudenza, scusabile però a chi non mi conosce.
Passo quindi alle "sottolineature" e alle "perplessità chiaramente espresse" da Lei, Mic, nel suo articolo:
l'intervistato viene accusato di "atteggiamento, neppur tanto nascosto, di piaggeria nei confronti del nuovo papa". Più avanti si scrive che le risposte dello stesso intervistato "una critica, pur velata, la contengono. Eccome!". Se da lettore qualsiasi sommo le due affermazioni ne devo concludere che l'intervistato ha dimostrato compiacenza con gli atteggiamenti del nuovo papa, salvo poi avanzare delle critiche. A me, molto modestamente, sembra che questo atteggiamento corrisponda semplicemente a quello di chi dimostra rispetto per un'autorità (ammesso che Lei, Mic, riconosca comunque al papa una qualche autorità), e che, da uomo libero, anzi "come ogni battezzato", avanzi delle osservazioni critiche sulla vita dell'istituzione cui quell'autorità è preposta. Mi dispiace, ma non vedo in questo alcuna piaggeria: piaggeria sarebbe dire che ciò che è male è bene, o esaltare il bene al di sopra del merito, mentre questo non è stato fatto, almeno non al punto da definire così duramente l'atteggiamento dell'intervistato. In altri tempi a noi più cari, le espressioni rivolte da un cattolico al pontefice sarebbero state ben più ossequiose di quelle che gli riserva l'intervistato in questione.
Si dice poi: "è meschino che lo si assuma prendendo le distanze dal resto della Tradizione". Potrebbe spiegare ai suoi lettori in quale parte dell'intervista (non del testo della redazione), l'intervistato abbia posto la sua opera in contraddizione con quella "del resto della Tradizione"? Forse dove ha parlato di "alcuni settori del mondo tradizionale"? Mi dispiace che Lei, Mic, si sia sentito subito tirato in causa, ma le rivelo che non è detto che l'intervistato pensasse proprio a Lei. Alcuni settori non sono "il resto della Tradizione" e negare che alcuni settori dei tradizionalisti abbiano tirato le somme su questo papa già all'indomani della sua elezione, e che alcune delle informazioni sulle quali si basavano fossero infondate (vedi questione Mons. Marini), sarebbe negare l'evidenza. -CONTINUA-

Anonimo ha detto...

-CONTINUA-
Infine, quasi a sottolineare l'inconsistenza della Sua critica all'intervistato, Lei arriva a rivolgergli quasi come un'accusa il fatto di dire "esattamente quel che diciamo noi", " ciò che ogni amante della Tradizione ha già espresso con lo stesso garbo e lo stesso rispetto nei confronti del pontefice". Ma allora, si può sapere cosa c'è che non va nei contenuti espressi dall'intervistato?
Una seconda domanda: Lei scrive: "dovrebbero chiarirci chi ha deciso e che significa quel "senza rivendicazioni", poi "in cosa consisterebbe la "dinamica nuova" alla quale saremmo chiamati". A parte che la risposta a questi quesiti è già contenuta, sebbene parzialmente, nelle risposte dell'intervistato all'ultima domanda, ma poi, usando il suo stesso tono, Lei Mic dovrebbe chiarirci questo plurale maiestatis che Lei usa (o che Voi usate), a chi si riferisce, a Lei solo? Questa domanda sembra retorica, ma non vorrebbe esserlo, mi spinge a farla l'impressione che l'autore dell'articolo del Blog (o gli autori?) si comporti tal volta più da uomo di partito o da sindacalista della Tradizione, timoroso di perdere iscritti a favore di un'altro sindacato, che non da semplice cristiano, che offre la sua libera opinione in spirito di Verità. Sia detto senza polemica.
I miei rispetti, e ancora complimenti al Blog.
Andrea dM

Anonimo ha detto...

Anche il primo corpus domini è stata l'occasione per cambiamenti liturgici....nell'altare, nella processione....e chissà cos'altro vedremo.
Mi vengono in mente le parole del card. Hummes, amico di Bergoglio, l'indomani dell'elezione...sul blog Rorate: ...."ci saranno cambiamenti nella liturgia della messa"....e tremai pensando al peggio. Il Corpus Domini ci sostenga!

Anonimo ha detto...

Romano dice:

comunque, la lealtà cristiana non è in respetto del Papa, ma in respetto del Cristo...altrimento il Papa non deve essere leale al Cristo ma a se stesso...

ma rimango perplesso che il Papa non ancorca denunciava il governo di Francia e sembra in favor della azione del suo Vicario contra Corrispondenza Romana, e ha fatto niente con l'opera della Commissione contra corruzione nel Vaticano, tramandata a Lui da Benedetto XVI...

Il significato sembre essere che Francesco è bravo attore, ma manca una coscienza cattolica e apostolica in riguardo ai suoi doveri pastorali e petrini...

Le probleme di disobbedienza nel clero e nella gierarchia provengono del stesso pratico di calpestare il messagero e proteggere e nascondere nel seno della Chiesa gli imorali e la « porneia » del nostro tempo..

Anonimo ha detto...

L'espressione che hanno coniato sugli amanti della Tradizione "confinati nelle periferie della Chiesa" andrebbe ripresa e sottolineata al nuovo papa così amante e attratto dalle "periferie". :)

C'è poco da riderne, ma alleggeriamoci un po'.

Luisa ha detto...

mic, non ti sei resa conto ma hai passato un commento di un anonimo che riprende il mio commento, tale e quale, ma cominciando col dire di essere un ...."cristiano che definireste progressista".
Di perditempo imb****li ce ne sono tanti in giro, fai come vuoi, ma penso sarebbe corretto sopprimere quel commento inutile.
Grazie!

Luisa ha detto...

Mi diverto sempre nel leggere commenti che finiscono con espressioni che sono in netto costrasto con il contenuto che precede, quanti "la pace" ho letto alla fine di commenti avvelenati, oggi leggo :" Sia detto senza polemica.
I miei rispetti, e ancora complimenti al Blog."

E questo viene detto dopo aver detto nemmeno velatamente a mic che forse non riconosce nessuna autorità al Papa, che diffama l`opera di chi secondo l`autore deve essere solo apprezzato e l`opera condivisa con entusiasmo.
Critica mic, en passant trattandola di superbia credendo che è a lei che l`intervistato si riferisce, mentre è evidente che chi è alla fonte di quel`inziativa prende, oggi come l`anno scorso, le sue distanze da altri tradizionalisti e del resto se ne era già molto discusso l`anno scorso, è una realtà perchè negarla?

Il comportamnto di Papa Bergoglio verso la Tradizione e verso la Liturgia , lo abbiamo visto ancora ieri sera, non ci rassicura per niente, la Liturgia diventa aempre più "semplice" , vedremo fino a dove si spingerà in questa sua volontà semplificatrice, fino a dove Mons. Marini dovrà adattarsi e se potrà e vorrà farlo.

Infine, dopo un`ulteriore picca a mic che dovrebbe chiarire...
" questo plurale maiestatis che Lei usa (o che Voi usate) a chi si riferisce, a Lei solo?"(!) , Andrea non si rede conto che scrivendo:
"si comporti tal volta più da uomo di partito o da sindacalista della Tradizione, timoroso di perdere iscritti a favore di un'altro sindacato.." descrive quel che l`anno scorso era stato rimproverato ai promotori del pellegrinaggio.
Dico tutto questo, evidentemente, senza polemica!

Luisa ha detto...

I promotori del pellegrinaggio l`anno scorso si sono presentati con l`assurda e arrogante pretesa di essere i soli validi e qualificati rappresentanti del cosidetto "mondo tradizionalista".
La divisione c`è, inutile negarlo, ed è triste, ma non contribuisce alla pacificazione e all`unione chi agisce come se ci fossero dei professionisti della Tradizione che soli hanno diritto alla parola, che soli fanno tutto giusto, chi pretende (anche senza dirlo) che solo chi si unisce al "movimento" è un buon cattolico tradizionale, mentre gli altri sono tutti dei dilettanti divisori, incompetenti e ribelli, così non è.
Questo è ciò che è passato come messaggio l`anno scorso, non posso che sperare che certi errori saranno corretti dopo aver tirato tutti gli insegnamenti di quell`esperienza.

Anonimo ha detto...

Ho risposto ad Andrea dM con il nuovo articolo appena pubblicato.

Anonimo ha detto...

mic...ti ho già segnalato che un anonimo ha ripreso un mio commento, nel suo spirito acuto e intelligente senza dubbio un modo di presa in giro, quel genere di idiozia qualifica il suo autore, non penso che sia un valore aggiunto alla serietà e correttezza della discussione, potresti toglierlo?
Grazie.

Luisa

Anonimo ha detto...

Tra criticare e odiare c'è una bella differenza.
Si può trovare da ridire anche sul comportamento dei nostri familiari e degli amici più cari, ma non per questo si smette di amarli.
Anzi, si criticano soprattutto perché si amano, perchè vorremmo correggerli.

Anonimo ha detto...

Chi attribuisce valore di odio alle critiche, persino a quelle rispettose, lo fa per intolleranza o per mancanza di argomenti per controbbatterle.