sabato 11 maggio 2013

Unità dei cristiani: il cardinal Barbarin fa un passo verso l'intercomunione

Riprendo da Le Forum Catholique, che così commenta la notizia, riportata da La Vie:
«I vescovi sembrano rinunciare ad ogni prudenza, certamente incoraggiati dagli atti che vengono dall'alto (dalla loro gerarchia, non certo dal cielo!). Del resto la loro teologia della Messa di Paolo VI è forse cattolica? E dunque nulla si opporrebbe ad una intercomunione tra ciò che presto sarà necessario qualificare chiesa-conciliare e le sette protestanti».
Siamo ormai arrivati al 2+2=5, spacciato per verità... Discorsi tutti centrati sull'uomo (bisogni, desiderio, legami di comunione: in chi e in che cosa? ) e non su Dio.
Mi colpisce e mi commuove che un lettore, per ricordare chi siamo e da dove veniamo, ha postato il Pange lingua...
Per estrema correttezza esprimo una sola perplessità: la notizia è confezionata da una fonte notoriamente progressista; per cui occorrerà disporre del testo del cardinale, tenendo conto che sia l'interpretazione dell'articolista che le reazioni del pastore potrebbero essere faziose. Tuttavia sono note le 'commistioni' del cardinale anche con gli islamici, quando si è recato a pregare nella Moschea di Lione per la sorte di cittadini francesi rapiti in Algeria e già il documento della conferenza episcopale francese non brilla per acribia...

Unità dei cristiani:
il cardinal Barbarin fa un passo verso l'intercomunione
Marie-Lucile Kubacki

Il cardinal Barbarin ha destato sorpresa evocando le condizioni dell'intercomunione in un discorso in occasione della cerimonia d'inaugurazione del primo sinodo della Chiesa protestante unita di Francia sabato 11 maggio nel grande tempio di Lione alla presenza di diverse personalità religiose. La sua riflessione sulle condizioni dell'ospitalità eucaristica ha suscitato una certa emozione  « Quali condizioni mettere insieme in una Chiesa per accogliere alla comunione eucaristica tutti coloro che rispettano la sua fede e che agiscono in comunione spirituale con la loro Chiesa di appartenenza? Talvolta, il mio spirito è trasportato nell'immaginare uno scenario totalmente inatteso che venga da Dio, bruciando le tappe, per ristabilire l'unità tanto desiderata ».

Poco prima, l’arcivescovo di Lione si era interrogato sulla prossima tappa più importante verso l'unità dei cristiani e aveva dichiarato : « Potrei rispondere sul modo « I have a dream, evocando alcune iniziative che mi si affacciano allo spirito, come in sogno. Penso ad un fratello e amico, prete ortodosso, che recentemente mi chiedeva di celebrare il battesimo del suo ultimo figlio. Sarebbe difficile stabilire le condizioni di una simile celebrazione rispettando la differenza delle nostre tradizioni ? »

Questo richiamo all’intercomunione ha particolarmente interpellato il pastore Laurent Schlumberger, primo presidente della Chiesa protestante unita di Francia  che, nel corso della conferenza stampa che ha seguito la cerimonia ha dichiarato : « Ciò che egli ha proposto è l'ospitalità eucaristica. E che sia il  cardinal Barbarin che è una figura eminente del cattolicesimo a proporre ciò è un maggior passo avanti  »

Il cardinal Barbarin non ha esplicitamente fatto riferimento all'ospitalità eucaristica ma ciò non di meno ha invitato a riflettere sui due criteri d'intercomunione : conosco e rispetto i criteri della fede che mi accoglie ? Accetto le condizioni che mi chiede la mia Chiesa ?

L’ospitalità eucaristica è un soggetto tabù. In effetti, benché ci siano casi di non cattolici che si comunicano durante le messe cattoliche, questi casi restano eccezionali e la Chiesa cattolica non pratica abitualmente l'accoglienza eucaristica dei non cattolici. 

La commissione episcopale francese nel 1983 aveva definito le condizioni che rendono possibile l'accoglienza dei protestanti : « Nel caso in cui sacerdoti e fedeli cattolici accolgano fratelli protestanti alla mensa eucaristica, un'autentica ospitalità presuppone da parte di questi ultimi un reale bisogno o un comprovato desiderio spirituale, profondi legami di comunione fraterna con i cattolici  (così come sono vissuti in nuclei misti e in alcuni gruppi ecumenici durevoli), una fede senza ambiguità, quanto alla dimensione sacrificale del memoriale, quanto alla presenza reale e alla relazione tra comunione eucaristica e comunione ecclesiale, infine impegno attivo al servizio dell'unità che Dio vuole ».

La proposta di riflessione auspicata dal cardinal Barbarin permetterebbe dunque di andare più in là perché secondo questi criteri ad un protestante che assistesse ad una messa cattolica, non si chiederebbe di credere nella presenza reale nelle specie [nemmeno più sacre?] ma di rispettare il fatto che i cattolici ci credono.
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[Traduzione a cura di Chiesa e post concilio]

26 commenti:

rosa ha detto...

Non vorrei sembrare cinica, ma ho l'impressione che stiano facendo tra se' e se' questo ragionamento:le chiese si svuotano, i templi luteran-riformati si svuotano, le casse sono vuote...mettiamoci insieme, cosi' voi venite da noi, noi da voi, mettiamo insieme i fondi, e chiese e templi sembreranno piene, perche' riempite con gli uni e gli altri. Questa e' almeno l' impressione che ho ricavato dalla lettura sul Le Figaro dell' intervista al capo di quest' unione luteran-riformata ( che per altro non comprende quella alsaziana, non ho capito perche', ne' tantomeno gli evangelici).
Rosa

hpoirot ha detto...

"...nulla si opporrebbe ad una intercomunione tra ciò che presto sarà necessario qualificare chiesa-conciliare"

per la verità sono 50 anni che é giusto (e doveroso) parlare di chiesa-conciliare.

Louis Martin ha detto...

Un episodio della vita di san Benedetto raccontato da san Gregorio Magno: altro che “intercomunione” !!!


“Gregorio: Non lontano dal suo monastero, due religiose, appartenenti a famiglie nobili, vivevano l'osservanza religiosa nella loro casa; per le cose necessarie all'esterno prestava loro servizio un buon uomo, molto religioso e zelante.
Purtroppo capita spesso che la nobiltà dei natali provochi in alcuni una specie di volgarità d'animo, forse perché ripensando che sono stati un po' più degli altri, più difficilmente disprezzano se stessi in questo mondo.
Queste due religiose insomma non ancora avevano stretto bene i freni alla propria lingua, anche portando l'abito monastico, e spesso con le loro sgarbate parole provocavano ad ira quel pio uomo che le serviva. Questi per un bel pezzo riuscì a tollerarle, ma alla fine si presentò all'uomo di Dio e gli raccontò le molte insolenze che doveva subire. L'uomo di Dio porse bene l'orecchio a quanto gli veniva narrato e immediatamente mandò a dire a quelle così: "Tenete un po' più a freno la vostra lingua, perché, se non vi emenderete vi tolgo la comunione". Certo non intendeva con queste parole di lanciare la scomunica, ma soltanto di minacciarla.
Quelle però continuarono, senza mutare affatto le vecchie abitudini. Di li a pochi giorni morirono e furono sepolte in chiesa.
Successe allora questo: tutte le volte che in quella chiesa si celebrava la Messa solenne, quando il diacono ordinava: "Chi è scomunicata esca!", la loro vecchia nutrice, che soleva offrire oblate in loro suffragio, le vedeva venir fuori dal loro sepolcro e uscire di chiesa. Avendo osservato più volte che proprio alla voce del diacono non potevano restare in chiesa, si ricordò del comando che l'uomo di Dio aveva loro mandato, mentre vivevano, e cioè che le avrebbe private della comunione se non si fossero emendate nei modi e nelle parole.
Informò allora addolorata il servo di Dio, il quale, proprio di sua mano le diede un'offerta dicendo: "Andate e fate offrire per loro al Signore questa oblazione e saranno sciolte dalla scomunica". Difatti, dopo che fu sacrificata per loro l'offerta, quando il diacono intimava agli scomunicati di uscir fuori, quelle non furon viste uscirsene mai più.
Da ciò apparve evidente che il Signore le aveva riammesse alla sua comunione per intercessione del servo di Dio, perché non lasciavano più il loro posto in chiesa, come persone scomunicate.
Pietro: a me pare proprio inverosimile che un uomo, per venerabile e santissimo che sia, ma ancora vivente in questa carne mortale, abbia potuto assolvere anime che si erano già presentate all'invisibile giudizio.
Gregorio: Pietro caro, e non era in questa vita colui che si sentì dire: "Tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato in cielo, e quel che scioglierai sopra la terra, sarà sciolto anche nel cielo"? In questo ufficio di legare e sciogliere gli succedono ora coloro che degnamente e con fede sono costituiti nel sacro governo. Ma perché l'uomo terrestre potesse avere tanta potestà, il Creatore del cielo e della terra è disceso dal cielo in terra e fattosi uomo per gli uomini - egli che era Dio - si è degnato concedere all'uomo composto di carne la facoltà di giudicare anche sulle cose dello spirito. Nel momento stesso in cui la potenza di Dio scendeva fino a farsi debolezza, proprio in quel momento la nostra debolezza veniva elevata al di sopra di sé.
Pietro: i tuoi ragionamenti armonizzano perfettamente con i prodigi che mi hai raccontato.”

Anonimo ha detto...

Quel che fa più male del "sogno" di Barbarin è che non tiene in alcun conto la cosa più necessaria: il rispetto dovuto al Signore, ma soprattutto, il giusto rapporto con Lui e con la sua Presenza.

don Camillo ha detto...

Ricordatevi sempre che tanto più è peggio tanto più è meglio!

Anonimo ha detto...

Vuoi dire nel senso che stanno cadendo in maniera eclatante le maschere e dunque sappiamo meglio da cosa prendere le distanze?

don Camillo ha detto...

Sono finiti i tempi dell"ottimismo" Woitiliano... e il pontificato di Francesco di sta conformando sempre più ad una sorta di quiete prima della tempesta! Non so voi ma quando sento 'ste amenità cardinalizie dopo la prima indignazione si riconferma in me uno quello spirito ottimista che da due mesi ho ritrovato!

intanto godetevi questo articolo!

http://www.ilgiornale.it/news/interni/quel-patto-massoneria-nuovo-mistero-vaticano-916403.html

Anonimo ha detto...

intanto godetevi questo articolo!

L'articolo non dice niente di nuovo. C'è chi sostiene che il problema sia la causa della morte di Papa Luciani oltre che delle dimissioni di Papa Ratzinger.
Sodano è arrivato a parlare apertamente di Nuovo Ordine Mondiale nel discorso pro eligendo.
Ma ancora non si riesce a capire da che parte sta il papa attuale.

don Camillo ha detto...

L'articolo non dice niente di nuovo.

Ovvio, ma queste cose le leggevamo solo con don Villa e in qualche libro "anonimo"... che ora un allineato (ora ex) come Galeazzi entri così a gamba tessa, la dice lunga... sul prossimo futuro!

Scrutator ha detto...

Quel che fa più male del "sogno" di Barbarin è che non tiene in alcun conto la cosa più necessaria: il rispetto dovuto al Signore, ma soprattutto, il giusto rapporto con Lui e con la sua Presenza.

Chiariamo bene: se i cattolici credono davvero nella presenza reale del Corpo e del Sangue di Cristo nelle specie Eucaristiche, non è solo per il bisogno o per il desiderio di crederlo né perché lo chiede o lo impone la Chiesa e dunque lo credono per convinzione o per dovere.

Se i cattolici ci credono, è perché aderiscono alla verità oggettiva, certo misteriosamente presente ma anche oggettivamente presente, cioè al cuore della presenza reale del Corpo e Sangue di Cristo nelle specie Eucaristiche.

Anonimo ha detto...

Ovvio, ma queste cose le leggevamo solo con don Villa e in qualche libro "anonimo"... che ora un allineato (ora ex) come Galeazzi entri così a gamba tessa, la dice lunga... sul prossimo futuro!

Mi chiedo chi sia il "cardinale coraggioso" che, secondo l'articolo, ne avrebbe parlato in conclave, contro il coriaceo establishment tuttora al suo posto...

Japhet ha detto...

Sulla scia di una delle 'pillole' del nuovo Papa: "Paolo è consapevole che lui deve evangelizzare, non fare proseliti", su L'Osservatore Romano di oggi, il card. Amato dichiara, a proposito della canonizzazione dei Martiri di Otranto: "Proclamandoli santi in piazza San Pietro, Papa Francesco, dunque, "metterà in evidenza che ogni persona umana è libera di professare la propria religione, ma non di imporla".

Sul blog di Raffaella una puntualissima osservazione:

La religione, anche la nostra, unica vera, non si può imporre con la forza. Ma la libertà di professare la propria religione non costituisce un diritto, se le false religioni non conducono a Cristo e, quindi, non sono altro che il male. Il male non è mai un diritto. La girino come gli pare gli Amato ed anche più in sù. Ma la vera libertà religiosa consiste nella libertà della Chiesa ad espandere la sua predicazione e nel far discepole (proseliti) tutte le genti. Evangelizzazione e proselitismo non sono in contrasto, ma sono un tutt'uno. (Dante Pastorelli)

Anonimo ha detto...

Ma la vera libertà religiosa consiste nella libertà della Chiesa ad espandere la sua predicazione e nel far discepole (proseliti) tutte le genti. Evangelizzazione e proselitismo non sono in contrasto, ma sono un tutt'uno.

Come la mettiamo con Barbarin & C. ?

Anonimo ha detto...

e il papa attuale che ne pensa? Crede di cacciarli senza colpo ferire?

Anonimo ha detto...

Martiri di Otranto: 174 parole, 908 caratteri.

"Oggi la Chiesa propone alla nostra venerazione una schiera di martiri, che furono chiamati insieme alla suprema testimonianza del Vangelo, nel 1480. Circa ottocento persone, sopravvissute all’assedio e all’invasione di Otranto, furono decapitate nei pressi di quella città. Si rifiutarono di rinnegare la propria fede e morirono confessando Cristo risorto. Dove trovarono la forza per rimanere fedeli? Proprio nella fede, che fa vedere oltre i limiti del nostro sguardo umano, oltre il confine della vita terrena, fa contemplare «i cieli aperti» - come dice santo Stefano – e il Cristo vivo alla destra del Padre. Cari amici, conserviamo la fede che abbiamo ricevuto e che è il nostro vero tesoro, rinnoviamo la nostra fedeltà al Signore, anche in mezzo agli ostacoli e alle incomprensioni; Dio non ci farà mai mancare forza e serenità.
Mentre veneriamo i Martiri di Otranto, chiediamo a Dio di sostenere tanti cristiani che, proprio in questi tempi e in tante parti del mondo, adesso, ancora soffrono violenze, e dia loro il coraggio della fedeltà e di rispondere al male col bene."

Sono stati massacrati dall'uomo invisibile? Nessun accenno all'Islam: è comodo fare il papa senza dire cose scomode.

Anonimo ha detto...

Anonimo leggo dall'Agenzia AGI parole che il Papa non ha pronunciato? Ho controllato il testo che hai postato e coincide con quello del sito Vaticano...
Le ha aggiunte il giornalista o le hanno cancellate?

"Circa ottocento persone - ha ricordato il Pontefice - sopravvissute all'assedio e all'invasione di Otranto da parte degli Ottomani, furono decapitate nei pressi di quella città".

Anonimo ha detto...

bisognerebbe trovare il video e controllare...
così fu anche della missa pro eligendo sulle parole del Sodano sull'ordine mondiale scomparse nel testo ufficiale ma realmente pronunciate

Anonimo ha detto...

http://it.radiovaticana.va/news/2013/05/12/santi_i_martiri_di_otranto_e_due_suore_latinoamericane._il_papa:_/it1-691334

qui ci sono gli ottomani...il testo ufficiale è stato purificato

mistero!
come mistero è lo stesso pontefice...
mistero è la crisi della chiesa con le sue ambiguità!

Japhet ha detto...

E' stato chiarito (vedi Blog di Raffaella" che nel testo originale dell'omelia, anticipata alla stampa dal Vaticano, la frase sull'assedio recitava: "sopravvissute all'assedio e all'invasione di Otranto da parte degli ottomani, furono decapitate nei pressi di quella città".
Nel testo pronunciato da Bergoglio il riferimento diretto agli ottomani è scomparso, forse per sottolineare l'aspetto della testimonianza della fede tralasciando il contrasto con l'altra fede, quella islamica.

Evidentemente per il papa ha prevalso il politically correct, come accade in tutte le ONG di questo mondo, ma non dovrebbe accadere nella Chiesa: rispetto, certamente, ma la storia è storia...

Anonimo ha detto...

eppure il papa stesso l'indomani della sua elezione ha invitato a confessare Cristo apertamente affinché la Chiesa non diventi una ong pietosa...

Anonimo ha detto...

http://it.gloria.tv/?media=443821

così è risolto l'enigma!

Latinista ha detto...

Il riferimento agli Ottomani in effetti non era strettamente necessario, ma è significativo che sia stato tolto. È chiaro che non si voleva semplicemente snellire il testo:

"Evidentemente per il papa ha prevalso il politically correct, come accade in tutte le ONG di questo mondo, ma non dovrebbe accadere nella Chiesa: rispetto, certamente, ma la storia è storia..."

Ma poi dove sarebbe qui la mancanza di rispetto? La conquista di Otranto è un fatto storico persino glorioso per gli Ottomani (è una conquista militare), e gli Ottomani come tali non esistono più. Manca sia l'offesa sia l'eventuale offeso... Ma quando ci sono di mezzo i maomettani in Occidente si reagisce in questo modo: più papisti del papa.

A proposito: questo Papa confessore, o chi per lui ha scritto e corretto l'omelia (ma lui se le farà scrivere da altri?), dopo aver taciuto sui più recenti attacchi alla famiglia anche da parte di "suoi" uomini,
dopo aver epurato il riferimento agli Ottomani per evidente rispetto umano, non ha trovato niente di strano nel dire: "Rinnoviamo la nostra fedeltà al Signore anche in mezzo agli ostacoli e alle incomprensioni. (...) Sono capace di far vedere la mia fede con rispetto, ma anche con coraggio?"

A quanto pare lui non ci vede contraddizione: come accennavo qualche giorno fa, secondo me quando dice certe cose lui ha in mente tutt'altro rispetto a quello che si sarebbe portati a pensare.

Louis Martin ha detto...

"secondo me quando dice certe cose lui ha in mente tutt'altro rispetto a quello che si sarebbe portati a pensare."

Concordo con Latinista. E' questo il motivo per cui tanti, credo in buona fede, cadono nella rete.

Anonimo ha detto...

A quanto pare lui non ci vede contraddizione: come accennavo qualche giorno fa, secondo me quando dice certe cose lui ha in mente tutt'altro rispetto a quello che si sarebbe portati a pensare.

E' la confusione portata dalla neo-lingua conciliare...

rocco ha detto...

ultimamente ho la netta sensazione che ci vogliano far passare da isterici rimastoni , nostalgici di una Chiesa che fu e che mai piu' sara', e che a causa delle sua ormai superata fissita' ha generato piu' danni che altro, e ai quali, a fatica, gli illuminati conciliari stanno rimediando. vogliono a tutti costi infilarci dentro certi loro slogan...vere prigioni del pensiero.

Louis Martin ha detto...

"... ci vogliano far passare da isterici ..."

... quando loro invece sono diventati ormai una banda di depressi, incapaci di reagire anche davanti ai peggiori insulti lanciati dal mondo contro tutto ciò che un cattolico dovrebbe avere di più caro!

Quanto a chi si conserva fedele alla Tradizione, vi dico come talvolta mi sento attraverso le parole del Catechismo di san Pio X:

"821. Il Sacerdozio cattolico è necessario nella Chiesa?

Il Sacerdozio cattolico è necessario nella Chiesa; perché senza di esso i fedeli sarebbero privi del santo sacrificio della Messa e della maggior parte dei sacramenti, non avrebbero chi li ammaestrasse nella fede, e resterebbero come pecore senza pastore in balia dei lupi, a dir breve non esisterebbe più la Chiesa come Gesù Cristo l'ha istituita."

Pecore senza pastore in balia dei lupi: altro che avere facce da peperoncini all'aceto!!!