sabato 18 maggio 2013

Un sacerdote che ha scoperto il Rito Romano Antiquior

Liturgia di San Clemente. Affresco XI secolo
Stralcio dal Blog Traditio Liturgica la lettera di un Sacerdote che ha scoperto il Rito Romano Antiquior, ripresa senza i commenti del blogger, per evidenziare l'opera della grazia che ne scaturisce copiosa in chi lo accosta senza pregiudizi e col cuore aperto e docile alla riscoperta che la Liturgia è Dogma pregato, come dice Mons. Gherardini.
Dall'esperienza del Sacerdote emerge, evidente, la necessità di recuperare, insieme al Rito, anche la dottrina e la ricchissima inestimabile Tradizione che lo ha reso vivo e sacro nei millenni.
Gioisce il cuore nel vedere che ci sono sacerdoti come questo e che si può tornare a recuperare le cose sante desiderandolo fortemente nella costanza e nella fedeltà. Continuiamo a pregare perché il Signore susciti sacerdoti secondo il Suo cuore, che ci aiutino e ci guidino a riportare e rivivere la sacralità della sua divina Presenza che sembra scomparsa dalle nostre Chiese.


Innanzitutto vorrei ringraziarvi per questo blog, da quando l'ho scoperto, vengo spesso a consultarlo, in quanto trovo espressa con le vostre parole la grazia che il Signore mi dona di vivere ogni volta che celebro la Santa Messa.

È un periodo in cui nelle mie letture personali, sto incontrando testi come gli Ordines Romani, gli antichi Sacramentari, le omelie di San Leone Magno e di San Gregorio Magno. È un periodo iniziato già da qualche anno, in cui ho riscoperto un modo nuovo di gustare la Liturgia, un gusto diverso delle cose di Dio, nonostante le mie fragilità e contraddizioni.

All'inizio mi sono avvicinato alla forma Extraordinaria del Rito Romano, ma non mi basta, più mi addentro nello studio e nella meditazione degli antichi testi liturgici romani, più sento l'esigenza di vivere con più profondità, con più spiritualità la liturgia che celebro ogni giorno... cerco di trasmettere alla mia comunità tutto questo, ma è difficile, molto difficile, su questo piano c'è come una incomunicabilità... ho anche pensato, per far gustare un modo diverso di celebrare e di vivere la Liturgia di preparare una Liturgia di rito Ortodosso in Parrocchia, perché dalle mie parti, sono calabrese, ci sono molte comunità di quel rito.

Ora, è un po' di giorni a questa parte che è nato in me un pensiero, perché non creare un gruppo, un "movimento di idee" intorno alla riscoperta della Liturgia "secondo la norma dei Padri"? Guardando i post da voi pubblicati sulla Chiesa di Santa Maria Assunta di Muggia, mi sono detto, perché non ritornare a vivere la Liturgia in un determinato modo, perché non reimmettere nella vita della Chiesa questa linfa? non tanto cambiando testi o messali, ma sopratutto cambiando il modo di vivere la liturgia, il modo di entrare nel Mistero? Senza inventarsi nulla ma abbeverandosi alla Grande Tradizione Spirituale d'Occidente (Romana in primis, in quanto la nostra propria) e d'Oriente!!!

7 commenti:

Juan DE SAN MATTIA ha detto...

ho anche pensato, per far gustare un modo diverso di celebrare e di vivere la Liturgia di preparare una Liturgia di rito Ortodosso in Parrocchia, perché dalle mie parti, sono calabrese, ci sono molte comunità di quel rito.

Una liturgia di rito Ortodosso?

Anonimo ha detto...


Ogni volta che sento parlare di ortodossi, sento puzza di CL ...

Juan DE SAN MATTIA ha detto...

Si in fatti le comunità ortodosse sono diffuse in Calabria:

http://www.ortodossiaincalabria.org/

ma non vedo cosa abbiamo a che spartire noi cattolici con gli eretici ortodossi...mah

Forse si riferisce alla Chiesa cattolica greca di rito bizantino, ma credo che sia presente solo in Turchia ed in Grecia.

Mic, delucidami!

Non è che nel tradizionalismo-self service dell'era postconciliare questo sacerdote non ha chiaro che la la liturgia è Dogma pregato (tanto per citare Gherardini)e che quindi esprime meticolosamente il credo della Santa Chiesa Cattolica e non degli eretici ortodossi?

il vandeano ha detto...

Bravissimo sacerdote, spero che lo Spirito Santo la sostenga in questo cammino di salvezza e verita'. Pero', anziche ricorrere al rito ortodosso, ha mai pensato a introdurre la celebrazione in rito antico, facendola passare ai parrocchiani come un'operazione culturale di recupero di tradizioni antiche, celebrata 'una tantum', e ,successivamente, se sotto effetto dello Spirito Santo, vi fosse un' accoglienza positiva da parte di alcuni, introdurla con maggiore frequenza (una volta al mese,e in seguito,davanti ad un maggiore apprezzamento, una volta a settimana)? Comunque il Signore la benedica e premi i suoi sforzi.

Anonimo ha detto...

Non è che nel tradizionalismo-self service dell'era postconciliare questo sacerdote non ha chiaro che la la liturgia è Dogma pregato (tanto per citare Gherardini)e che quindi esprime meticolosamente il credo della Santa Chiesa Cattolica e non degli eretici ortodossi?

Hai perfettamente ragione. Credo che il sacerdote abbia esperienza delle comunità ortodosse della sua regione. E, apprezzandone la sacralità e correttezza liturgiche, faccia confusione, come tu dici.
E' tuttavia da chiarire.


Amicus ha detto...

"ho anche pensato, per far gustare un modo diverso di celebrare e di vivere la Liturgia di preparare una Liturgia di rito Ortodosso in Parrocchia, perché dalle mie parti, sono calabrese, ci sono molte comunità di quel rito."

1) I cosiddetti 'ortodossi' non sono affatto tali, non avendo la retta Fede ed essendo scismatici.
2) Non esiste una 'Liturgia Ortodossa': bensì la liturgia Bizantina, che è cattolica ma che gli pseudo-ortodossi celebrano abusivamente.
3) Spero che il suddetto sacerdote si riferisca all'Eparchia Bizantina di Lungro in Calabria, composta da cattolici di rito bizantino (ve ne è anche un'altra a Piana degli Albanesi, in Sicilia).

Marco ha detto...

No, credo si riferisca ai greco-cattolici (albanesi, arbesh, in Calabria), il cui rito è identico a quello ortodosso. Sostenere poi che gli ortodossi sono eretici quando il nostro papa e praticamente tutta la gerarchia lo è è involontariamente ridicolo.