domenica 26 maggio 2013

Un tragico show nella Chiesa del Carmine di Genova

Un tragico show nella Chiesa del Carmine di Genova
Paolo Deotto, su Riscossa cristiana

35 commenti:

Marco ha detto...

Molto peggio Bagnasco di Don Gallo.

Luisa ha detto...

Vergogna, vergogna, vergogna.

Che le autorità della Chiesa ci dicano in modo ufficiale che il Magistero sull`Eucaristia è stato annullato.

E qui quando i nemici del SP vanno da Papa Bergoglio e discutono con lui di Liturgia.

http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2013/05/25/tra-confidenze-ed-esorcismi-un-papa-tutto-da-decifrare/

Anonimo ha detto...

Molto peggio Ovadia di Luxuria :


http://www.youtube.com/watch?v=NOVa7yNkzEI

Anonimo ha detto...

disastro nella Chiesa bene fischi per Bagnasco

Sandro Pasquino ha detto...

Ricordiamo che coloro che osano chiedere il Rito Tridentino nella parrocchie vengono presi a pesci in faccia e trattati come ladri!!!!Purtroppo questo e' stato previsto come obbiettivo principale della massoneria ! Ridurre la Chiesa Cattolica in un pollaio e cacciare le pecore vere dall'ovile .

Luisa ha detto...


Quando sono vescovi, acerrimi nemici del Summorum Pontificum, a riportare le parole di Papa Bergoglio sulla Liturgia, che credibilità possono avere?

"“vivere il rapporto con la liturgia con semplicità e senza sovrastrutture”.

E vlan uno schiaffo a Papa Benedetto.

Povere vittime che vanno a lamentarsi dal Papa della divisione che portano i fedeli legati alla Messa nella forma straordinaria!
E un altro graffio a Benedetto XVI che l`ha liberalizzata.
La divisione non sono forse questi vescovi ribelli che hanno fatto di tutto per impedire l`applicazione del SP, che hanno sbattuto in faccia le porte ai cattolici che avevano l`ardire di domandare quel che era un loro diritto?
E non illudetevi, non crediate che quando Molfetta scrive:

"Papa Francesco, alla luce di certi fenomeni del recente passato in cui sono state registrate sul piano liturgico non poche derive, ha esortato noi vescovi, riferendoci anche alcuni esempi concreti, a vivere il rapporto con l’azione liturgica, in quanto opera di Dio, da veri credenti al di là di ogni tronfio cerimonialismo, pienamente consapevole che la ‘nobile semplicità’ di cui parla il Concilio, non è sciatteria ma Bellezza, bellezza con la ‘B’ maiuscola"

si riferisca agli abusi liturgici commessi nelle parrocchie con la Messa nella forma ordinaria, non pensa allo scempio liturgico tollerato e incoraggiato, noooooo, pensa a chi si lascia andare al "tronfio cerimonialismo"!
Patetici, caricaturali, ma sono questi i Custodi della Liturgia che non solo sono stati incapaci di proteggerla dalle manipolazioni arbitrarie ma le hanno legittimate, anche con la loro presenza.

E quel che è successo a Genova, legittimato dal card. Bagnasco, è lo specchio dello stato comatoso della Chiesa, e l`Italia non sembra far eccezione.

Anonimo ha detto...

Quando si rinuncia a governare, nascondendosi dietro la foglia di fico della collegialita', si producono gli effetti di cui sopra. Il vescovo di Molfetta esercitava il suo ministero con il consenso del Papa. In altri tempi una tale palese violazione a un provvedimento pontificio non sarebbe rimasta senza conseguenze. Felice

Anonimo ha detto...

Trascrivo il commento di Blondet:

Non è il momento di criticare ma, più che mai, di pregare. C’è una preghiera suggerita dall’alto per questo: Giacinta, Francesco e Lucia, i tre bambini di Fatima, la ricevettero dall’Angelo che li preparò alla visione della Vergine. Lucia l’ha raccontata così:

«Abbiamo visto l’Angelo che teneva nella mano sinistra un calice, al disopra del quale era sospesa un’Ostia, ed alcune gocce di Sangue cadevano dall’Ostia nel calice. L’Angelo lasciò il calice sospeso nell’aria, si inginocchiò vicino a noi e ci fece ripetere tre volte:

Santissima Trinità, Padre Figlio e Spirito Santo, Vi adoro profondamente e Vi offro il Preziosissimo Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Gesù Cristo presente in tutti i tabernacoli del mondo, in riparazione delle offese, sacrilegi ed indifferenze con cui Egli stesso è offeso. E per i meriti infiniti del Suo Santissimo Cuore e del Cuore immacolato di Maria, vi domando la conversione dei poveri peccatori”».

Noi, siamo infinitamente al disotto della purezza ed innocenza dei tre bambini di Fatima. Nulla però ci impedisce di unirci a loro e ripetere, in ginocchio la stessa invocazione.

dal web ha detto...

Un peccatore, consapevole di esserlo, ha bisogno di un Dio misericordioso non di un Dio complice: abbiamo bisogno di un Dio che è più grande di ogni peccato possiamo commettere, e ci dice “Và, sei perdonato, non peccare più, un’altra vita è possibile”. A cosa ci può servire un Dio che ci dice “Ma sì, non fa niente, continua così che ti voglio bene lo stesso”?

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-la-chiesadel-silenzio-6544.htm

Louis Martin ha detto...


http://www.sanpiox.it/public/index.php?option=com_content&view=article&id=948:comunicato-stampa&catid=35&Itemid=123


Grazie don Pierpaolo!

Marco ha detto...

http://www.comedonchisciotte.org/site//modules.php?name=News&file=article&sid=11888

Qualche mezza verità

Louis Martin ha detto...


"Qualche mezza verità"

???

bernardino ha detto...

Cara Luisa delle ore 20,31 del 26/5
Le Autorita della chiesa ufficiale di Roma - vedi il card Muller - hanno detto chiaramente alcune cose sull'Eucarestia: per esempio ha detto che nell'Eucarestia non c'e'il Corpo e Sangue di Cristo, che e' solo un simbolo - che la Madonna non e' SS.ma Vergine in quanto ha partorito Cristo, il nostro Cristo a livello materiale e umano.
Se le altre Autorita' non smentiscono, essendo Muller il prefetto per la C.d.Fede, sono in pieno accordo.
Di queste Autorita' ne abbiamo commentato e parlato a lungo; a questo punto penso, come pensava l'On.Aldo Moro in politica, quando parlava di convergenze parallele, tra noi ed i contemporanei modernisti non ci capiremo mai, in quanto noi capiamo che due cose parallele non convergeranno mai.
Forse e' meglio ognuno per la sua strada, oppure infetteranno piano piano anche noi. Cerchiamo di essere forti e non farci infettare.
Piu' stiamo lontani dai Bagnasco e C. piu' siamo sicuri che la nostra Fede sara' integra.
Preghiamo, e' l'unica cosa che ci avvicina a Gesu' e chiediamo l'intercessione della Sua Madre, affinche' avvicini i tempi della fine della sofferenza e che ci ridia una Chiesa pura e Santa e allontani tutti questi demoni.
I nostri sacerdoti ci aiutino sempre piu' con la S.Messa ed i Sacramenti per il rafforzamento della Fede in Dio Trinitario.
Ringraziamo il Signore dei Sacerdoti Santi che fino ad oggi ci ha donati, e preghiamo per loro.

Louis Martin ha detto...

I vari don Gallo & co. hanno fatto della poesia sul peccato.

Ma nessun accordo, NESSUNO, è possibile tra Dio e il peccato.
Solo al momento dei Novissimi, quando Cristo Giudice ci mostrerà i nostri peccati, capiremo l'abisso, l'orrore del peccato, la sua assoluta contrarietà all'amore di Dio.

AMBULATE, DUM LUCEM HABETIS, UT NON TENEBRAE VOS COMPREHENDANT (GV. 12, 35)

Marco ha detto...

Louis Martin ha detto...


"Qualche mezza verità"

???

Intendo dire: Don Gallo, prete che io non ho mai considerato degno di nessuna stima, ha comunque fatto, tra le varie innominabili cose, del bene. Diciamo la verità: tra i tradizionalisti, quando uno chiede di voler aiutare i poveri, si sente rispondere di non andare alla Caritas perchè sono tutti modernisti. Lo dico per esperienza: ed è molto triste.

Anonimo ha detto...

Io non ho avuto questa esperienza, Louis, e nella Caritas ci ho lavorato, derisa dai neocat della mia parrocchia, che sono caritatevoli solo nel loro blindato ambito e dicono che chiunque si occupa dei poveri ( al di fuori) lo fa per sentirsi bello.
Spero che nessuno si lasci condizionare nel poter fare del proprio meglio nel contesto in cui si trova, né da tradizionalisti né da modernisti.

Louis Martin ha detto...

Caro Marco,

i doveri di carità verso il prossimo sono importantissimi (materia del Giudizio!), e tra questi è importantissima l'elemosina.

Pagine memorabile sul precetto dell'elemosina si trovano nell'Ars bene moriendi di san Bellarmino (Libri I, cap. 9).

Leggendole, non vengono proprio in mente don Gallo e la Caritas!

Concordo tuttavia che talvolta ci si imbatte in un certo tradizionalismo borghese-aristocratico che trascura la radicalità evangelica: ma, che vuoi fare, nessuno è esente dalle cattive inclinazioni del peccato originale!

Ps: Mic, nella tua risposta credo ti riferissi a marco ...

Anonimo ha detto...

Sì è vero mi sono confusa.
A proposito della carità mi viene in mente (dovrebbe essere scontato ma forse c'è il rischio di scordarsene ) che la fede senza le opere è morta.
Ci può essere la eventualità di fare cose solo per senso del dovere o per velleitarismo, ma la 'connaturalità' al vangelo resa possibile dalla grazia può talvolta partire anche da lì.

Louis Martin ha detto...


Concordo, l'importante è che la carità non diventi mai ideologia, come ha bene evidenziato B XVI nella Deus caritas est.

Marco ha detto...

Resta il fatto che non ci si salverà se si sapranno a memoria tutti gli articoli del Credo e le encicliche di S. Pio X, ma se si saranno aiutati i poveri. Questo Don Gallo l'ha fatto, insieme ad un mare di scemenze e brutte cose. Ad es., De Mattei aiuta i poveri? Tra i modernisti di destra e quelli di sinistra, meglio i secondi, che spesso, nel loro semplicismo, sono persone buone.

Anonimo ha detto...

Marco, evitiamo discorsi semplicistici. Non hai colto nulla di quel che abbiamo detto su fede e opere.
Ti invito a leggere l'articolo che ho appena pubblicato, lasciando stare il parlare in termini di "destra" e di sinistra".
Eviterei anche di giudicare le singole persone, pubbliche o meno che siano, delle quali non puoi conoscere e dunque giudicare l'impegno caritativo, che in genere non deve nemmeno essere strombazzato.

Marco ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Louis Martin ha detto...

"... non deve nemmeno essere strombazzato" ... evangelica Mic!


"1 Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini per essere da loro ammirati, altrimenti non avrete ricompensa presso il Padre vostro che è nei cieli. 2 Quando dunque fai l'elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade per essere lodati dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. 3 Quando invece tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, 4 perché la tua elemosina resti segreta; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà." (Matteo 6)

Louis Martin ha detto...

"Resta il fatto che non ci si salverà se si sapranno a memoria tutti gli articoli del Credo e le encicliche di S. Pio X, ma se si saranno aiutati i poveri"

Qui si sottovaluta gravemente il ruolo della Fede per la salvezza.

Lascio rispondere san Paolo: "senza la fede è impossibile piacere a Dio" (Ebr 11, 6).

Marco.2 ha detto...

Eviterei anche di giudicare le singole persone, pubbliche o meno che siano, delle quali non puoi conoscere e dunque giudicare l'impegno caritativo, che in genere non deve nemmeno essere strombazzato

A parte il fatto che ho usato i termini politici per intenderci, non vedo perchè se è De Mattei non lo si possa giudicare, se è Don Gallo sì. Gli aborti favoriti da quest'ultimo sono certamente abominevoli; ma la vicepresidenza ottenuta facendo [...]
Finiamola con le ipocrisie e le accuse di semplicismo (se vuoi, la prossima volta ti mando un trattato): molto spesso sono i giornali a strombazzare l'impegno caritativo, e poi conosco troppo bene certi ambienti, fissati più con le genealogie nobiliari che con il Vangelo, per non esprimere un'opinione su di loro. Lo stesso Don Curzio ripete che fra i modernisti c'è spesso carità ma manca la dottrina, viceversa è presso i tradizionalisti. Se proprio dovessi scegliere --a parte la liturgia: non vado mai al novus ordo-- mi pare che sia più cristiano l'aiutare i poveri essendo hegeliani che il fregarsene citando a memoria S. Tommaso.

Anonimo ha detto...

Marco,
è evidente che ho tolto i riferimenti che non mi sembra giusto star lì a sbandierare su un blog, nei confronti di chiunque.
Per rimanere alla discussione in corso, posso essere d'accordo con te sul fissismo di certi ambienti tradizionali, che fa il paio con la pertinace cecità di certe posizioni moderniste.
Ritengo un discorso semplicistico fermarsi all'ambito politico, nel quale ogni parte ha la sua pecca.
Credo che il nostro tentativo sia quello di andare oltre e andare al 'succo del discorso.

Louis Martin ha detto...

Il movente di ogni cristiano deve essere Cristo stesso. Se il movente è un altro, qualunque esso sia, allora è questione di gusti: nessuno dei quali cristiano.

Su don Gallo, ha già detto tutto quello che andava detto il comunicato di don Pierpaolo Petrucci.

Anonimo ha detto...

Resta il fatto che non ci si salverà se si sapranno a memoria tutti gli articoli del Credo e le encicliche di S. Pio X, ma se si saranno aiutati i poveri.

Se è vero che la fede senza le opere è morta, anche le opere se non sono le "opere della fede" che il Signore incide nel cuore del credente, che diviene sempre più 'connaturale' a Lui, sono un bel NULLA!
Quindi conoscere il credo e le verità di fede, come ha già detto Louis, serve perché accogliendo ciò che esse significano e ci donano, che coincide col Signore che ce le ha consegnate attraverso gli Apostoli, donandoci perfino Sé stesso, serve, eccome! Se non altro per accendere il cuore e poi per nutrirlo...

Anonimo ha detto...

mi pare che sia più cristiano l'aiutare i poveri essendo hegeliani che il fregarsene citando a memoria S. Tommaso.

Certo, è meglio un semplice umanitarismo, piuttosto di una colta indifferenza. Ma non possiamo attribuire l'indifferenza a categorie definite. Purtroppo, può appartenere a ognuno di noi se non stiamo in guardia e non "rimaniamo" nel Suo amore!

Louis Martin ha detto...

"Quindi conoscere il credo e le verità di fede, come ha già detto Louis, serve perché accogliendo ciò che esse significano e ci donano, che coincide col Signore che ce le ha consegnate attraverso gli Apostoli, donandoci perfino Sé stesso, serve, eccome! Se non altro per accendere il cuore e poi per nutrirlo..."

Breviter: come è possibile l'ortoprassi senza l'ortodossia?

Anonimo ha detto...

Breviter: come è possibile l'ortoprassi senza l'ortodossia?

Esprimo il mio sentire:

Non è possibile. E' semplice umanitarismo o velleità volontarista.
Tutt'al più è un' "opera della legge", che magari dà sollievo materialmente (e ce ne fossero di più!), ma spiritualmente non salva e non trasforma (consentendo l'azione dello Spirito che che 'passa' attraverso essa) né chi la fa né chi la riceve.
Poi, solo il Signore giudica i cuori e quindi le azioni della singola persona.

Louis Martin ha detto...


E' quello che intendevo

Marco ha detto...

come è possibile l'ortoprassi senza l'ortodossia?
Faccio un esempio lampante. Il Signor Angelo Licheri, nel 1981, si calò in un cunicolo la cui sola idea, per la sua lunghezza, oscurità, strettezza, mi fa tremare. Tutto ciò per salvare il povero Alfredino Rampi. Purtroppo, il tentativo, come saprete, non riuscì. Licheri risalì e sembrava un Cristo morto, con tutte le piaghe che aveva (era stato sotto per 45 minuti, quando il limite consigliato era molto inferiore). Ora, io non so se Licheri sia cattolico: ma voi mi volete far credere che se non lo fosse, il Padre eterno se ne infischierebbe di quel che è riuscito a fare, per un bambino che non aveva mai visto prima?

Anonimo ha detto...

Marco,
è ovvio che l'esempio che porti è edificante.
Ma ti invito ad estrarre il 'succo' di quello che abbiamo detto fin qui. E anche su fatto che è il Signore che giudica i cuori...
E' inutile poi mettersi a fare casistiche.
L'ortodossia serve perché il Signore ce lo incontri di sicuro. Quando non c'è, incontri il suo volto sfigurato. Che poi il Signore se ne possa servire è un altro discorso, ma non è scontato.
Viceversa, abbiamo le sue promesse...


Louis Martin ha detto...


"30 Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me, disperde." (Matteo 12)