giovedì 12 novembre 2015

Il “Patto delle catacombe” e i “soliti noti” del concilio

Riprendiamo da Corrispondenza Romana

Con la Bolla Misericordiae Vultus, con cui ha indetto l’imminente Giubileo straordinario, papa Francesco già aveva detto di voler collegare tale evento ai 50 anni dalla conclusione del Concilio Vaticano II.

Ma di quale volto del Concilio si trattasse appare oggi, in qualche modo, più chiaro col riemergere del “Patto delle catacombe”, per ricordare il quale il prossimo 14 novembre è stato promosso presso l’aula magna della Pontificia Università Urbaniana un seminario, al quale è prevista la partecipazione, tra gli altri, del card. João Braz de Aviz, Prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e Società di Vita Apostolica, dello storico Alberto Melloni, leader della cosiddetta “Scuola di Bologna”, ed anche di quel Jon Sobrino, teologo gesuita, le cui opere nel 2007 furono giudicate «errate» su punti essenziali dalla Congregazione per la Dottrina della Fede. Il che non gli impedirà, però, il giorno prima, di incontrarsi in Santa Marta per la S. Messa delle 7 col Sommo Pontefice, come annunciato dal Sir, l’ agenzia di stampa ufficiale della Cei, da Radio Vaticana e dal quotidiano Avvenire.

Ma in cosa consiste esattamente il “Patto delle catacombe”? Il nome lo deve al luogo ove fu siglato, proprio 50 anni fa, il 16 novembre 1965, pochi giorni prima della chiusura del Concilio, ovvero nelle catacombe di Santa Domitilla a Roma, tra le tombe di ben 100 mila cristiani dei primi secoli. Al “Patto” aderirono 42 Vescovi conciliari di 15 Paesi, tra cui i nomi di spicco dell’iperprogressismo ecclesiale, come il brasiliano mons. Hélder Câmara, Arcivescovo di Olinda e Recife, e mons. Luigi Bettazzi, allora Vescovo ausiliare di Bologna, oggi Vescovo emerito di Ivrea: anche lui, il prossimo 14 novembre, prenderà peraltro parte al citato seminario di Roma.

Alle 42 adesioni iniziali al “Patto delle catacombe”, ben presto si aggiunsero altri nomi, tra i quali quello dell’Arcivescovo di San Salvador, mons. Oscar Romero, beatificato dal regnante Pontefice. Il brodo di coltura, cui più o meno tutti facevan riferimento, era comunque quello orbitante attorno al gruppo Église des pauvres fondato dal prete-operaio Paul Gauthier e dalla monaca carmelitana, Madre Marie-Thérèse Lescase, nonché quello della “Teologia della Liberazione”, condannata nel 1984 dalla Congregazione per la Dottrina della Fede con l’Istruzione Libertatis Nuntius, approvata da Giovanni Paolo II.

Ma i firmatari del “Patto”, decisi a proseguire per la propria strada, si impegnarono ad essere una «Chiesa serva e povera», dichiarando di voler rinunciare a lussi, proprietà e conti in banca, potere e privilegi, persino ai titoli: non più Eminenze, Eccellenze e Monsignori, solo generici «Padri». Pronti a chiedere alle Nazioni del mondo di adottare «strutture economiche e culturali» sempre più attente alle esigenze delle «masse povere», per farle «uscire dalla loro miseria».

A far tornare allo scoperto questo “Patto” ed i suoi fautori, è ora la convinzione di una nuova, particolare sintonia con l’attuale Pontificato, convinzione che poggia peraltro su fatti oggettivi: l’udienza privata concessa dal Papa l’11 settembre 2013 al fondatore della Teologia della Liberazione, il peruviano Gustavo Gutiérrez, dei Domenicani; la citata beatificazione di mons. Romero; il preannunciato incontro con Jon Sobrino; e l’elenco potrebbe continuare. Son tutti segnali molto chiari, sintomi indiscutibili quanto meno di un’inedita attenzione, giunta in modo tutt’altro che improvvisato, anzi accuratamente preparata.

Da tempo ferveva nel sottobosco ecclesiastico, infatti, una silenziosa, ma intensa attività di “avvicinamento”. Una copia del “Patto delle catacombe” fu, ad esempio, fatta recapitare a papa Francesco nel giugno 2013 dal Nobel per la Pace, Adolfo Pérez Esquivel, accompagnato dal Vicario episcopale per le popolazioni originarie della Diocesi di Formosa, mons. Francisco Nazar. Ad indirizzargliela fu il Vescovo Pedro Casaldáliga, sempre orbitante nell’ambito della “Teologia della Liberazione”, a sua volta ammonito peraltro dalla Santa Sede per l’aperto sostegno da lui dato al movimento sandinista nicaraguense.

Ora si ritiene, dunque, che tutto sia pronto per tornare sotto i riflettori con un fiorire di celebrazioni speciali, promosse da Ordini religiosi, gruppi e prelati, tra i quali figura l’ormai immancabile card. Walter Kasper: ad esempio, con la kermesse commemorativa del “Patto delle catacombe”, voluta a Roma dall’11 al 17 novembre dall’Istituto tedesco di Teologia e Politica di Monaco, in collaborazione col gruppo Pro Konzil (un nome che non richiede traduzione: rappresenta, in realtà, un cartello di sigle, tra le quali figurano università, movimenti, Congregazioni, ma anche ultras ecclesiali come Wir sind Kirche e poi Ag Feminismus und Kirchen e.V. (“Femminismo e Chiesa”-NdR), Pax Christi tedesca ed austriaca, la Karl Rahner Akademie di Colonia e molte altre ancora, tutte di evidente impronta conciliarista ed iperprogressista).

Ancora: dal 20 al 22 novembre è previsto un altro convegno del Movimento per la riforma della Chiesa, altro nome che è tutto un programma, mentre il 16 novembre si terrà una celebrazione liturgica nelle catacombe ove tutto ebbe origine. Intanto, a Napoli, nello stesso giorno, questa volta presso altre catacombe, quelle di San Gennaro dei Poveri, nel Rione Sanità, verrà sottoscritto un altro “Patto” definito nuovo, benché nella forma e nella sostanza ricalchi il precedente, solo mutuando dal lessico di papa Francesco l’impegno a far propria «l’opzione degli “scarti” della società», ad «aprire le case, le chiese, i conventi» agli immigrati, a riscrivere una gerarchia dei valori a dir poco bizzarra: spazzati via i principi non negoziabili di Benedetto XVI, eccoli rimpiazzati da «lavoro, casa e terra», dalla lotta al «feticismo del denaro», dalla «non-violenza contro le enormi spese militari», dalla «conversione ecologica», dalla «mondialità, dall’inclusione, dal dialogo ecumenico ed interreligioso». Alla firma di questo “Patto” è prevista la partecipazione, tra gli altri, di Padre Alex Zanotelli, del Vescovo Raffaele Nogaro, di don Luigi Ciotti, di don Virginio Colmegna e di altri ancora.

È evidente come tutte queste iniziative, presentate come la nuova “avanguardia” ecclesiastica, in realtà, di nuovo, non abbiano assolutamente alcunché: quelli che vengono presentati sono i temi triti e ritriti del pauperismo, del pacifismo, dell’ecologismo, dell’ecumenismo spinto, già sentiti prima, durante e dopo il Concilio Vaticano II, ma a lungo eclissatisi, solo per il fatto di non aver trovato terreno fertile ove attecchire, come han dimostrato le numerose condanne, ammonizioni e correzioni disciplinari collezionate nel tempo dalle loro idee (senza che ciò, peraltro, li abbia indotti a mutarle neppure di una virgola). L’arrivo del Papa «venuto dalla fine del mondo» e lo «spirito del Sinodo» [vedi] hanno convinto i portatori di queste idee ad uscire dall’ombra ed a cercar di riciclarsi, nella convinzione di poter trovare, questa volta, appoggio nella Chiesa di papa Francesco. Pregando che non sia così. 
Mauro Faverzani

27 commenti:

T. ha detto...

Ho solo una domanda : " Tutti i sopraindicati pattuitori di patti vivono cio ' che predicano "? Vivono la servitu' e la poverta' ? Hanno solo dichiarato o ANCHE RINUNCIATO a lussi, proprietà e conti in banca, potere e privilegi, persino ai titoli: non più Eminenze, Eccellenze e Monsignori, solo generici «Padri» ?
Chi li conosce e li frequenta o li ha frequentati puo' rispondere in merito ? Vivono in capanne , si abbigliano con abiti donati dalla caritas , vanno ad attingere l'acqua alle fontanelle ?

Anonimo ha detto...


Anch'io ho una domanda:

ma perchè nessuno spiega a don Ciotti che esiste lo shampoo?

La Laudato sì non lo ha vietato!

Luisa ha detto...

Ringrazio il blog di proporre questo articolo di Faverzani, ho scoperto quel patto leggendo un articolo dell`agenzia SIR e l`ho riportato qui il 6 nov. chiedendo spiegazioni perchè non mi sembrava banale l`uscita allo scoperto di quel "patto", ci sono sincronicità molto significative.
Rimetto il link all`articolo:

http://agensir.it/chiesa/2015/11/05/con-papa-francesco-rivive-50-anni-dopo-il-patto-delle-catacombe/

mic ha detto...

Cara Luisa, non siamo riusciti ad approfondire prima perché la cronaca davvero ci sommerge.
Questi "patteggiatori" più o meno occulti (viene in mente anche il famigerato "Gruppo di San Gallo" e poi O'Connor & C.) non solo hanno tramato da sempre, ma hanno avuto in mano molte leve che hanno prodotto gli effetti ormai esorbitanti.
La resistenza non manca, ma è dura e difficoltosa. E, però, salda e serena perché è l'unica cosa da farsi.

T. ha detto...

Seconda domanda : " Con quali mezzi finanziano queste riunioni ( che io definirei congiure , visto che fin'ora sembra che siano state fatte di nascosto . Perche' ? Perche' non si potevano fare alla luce del sole ?) , con quali mezzi si spostano e propagano le loro idee ? Con quali mezzi sostengono il loro progetto ? La loro idea di chiesa coincide con l'originale , l' Unica Chiesa di Gesu' Cristo ?

RR ha detto...

Non solo non hanno nulla di nuovo ed originale da dire, ma sono loro stessi VECCHI.Chi di noi ha figli, chi frequenta Facebook, Twitter o s'interessa, oltre che del proprio lavoro, di politica, di sport, di spettacolo e cultura, sa che i giovani di oggi (i "millennials" li chiamano gli Americani) sono adeologici e areligiosi, a parte quelli che hanno ereditato un DNA sinistrorso, gli altri se ne infischiano pure dell'ecologia. Tutt'al più allungano un orecchio quando sentono parlare di sesso, ma anche qui, sono già oltre (purtroppo), gender, omo,etero, tutto fa brodo.
Questi ora si riciclano tirando dentro l'immigrazione (l'Italiano medio, l'Europeo medio non ne può più, sta zitto per non perdere il posto, ma prima o pi esploderà. alla facciaccia loro), la "Chiesa povera per i poveri" con tutti 'sti scandali, non ci crede nessuno, e l'uomo della strada fa di tutta un erba un fascio, non distingue tra quello che gira come un operaio sporco e quello paludato in rosso,e su altre questioni hanno sì la sponda dei radicali, progressisti, ONU, ecc., ma anche di questo l'uomo della strada è stufo. Uomo della strada che in realtà loro NON frequentano.
Sono STANTII, e per quanto i mass media incensino un giorno sì ed uno sì il VdR,anche lui comincia a stancare.
RR

Rr ha detto...

Come scrisse e cantò Venditti, almeno 20 annni fa. "la musica andina, che noia mortale": Venditti, PCI romano, più di 20 anni fa.
Meno male che i "nostalgici" erano i fascisti ed i missini...
RR

Anonimo ha detto...

Patto delle catacombe rimanda ad un'altro patto, al patto delle tenebre, proprio perché occulto, nascosto e settario. Insomma, niente a che vedere con l'arca del' alleanza, dono divino, che viene direttamente dal cielo. Questi fanno solo patti tra loro, appartenenti ai loro circoli esclusivi, logge, non aspettano certo niente che venga dal cielo.

Josh ha detto...

@anonimo 12 novembre 2015 12:09

"Questi fanno solo patti tra loro, appartenenti ai loro circoli esclusivi, logge, non aspettano certo niente che venga dal cielo."

lo ha dichiarato anche il vdr a FI: le formulazioni cristiane-secondo-lui-e-loro sono frutto di incontri della cultura, di luoghi, etc....questione solo sociologica, insomma, non divina nè rivelata.

Anonimo ha detto...

Noiosi come gli Inti Illimani.....Vecchioni, il prof. che prima dell' ictus ne aveva....RR, sei troppo intelligente per far finta di non capire, fatti un giretto su Eponymous flower e guarda gli articoleti piccoli in basso sui FFII, ti rispondo qui ad altro thread, niente TIA solo una T.AS gli fece firmare......don't make me hit the roof, this is the dark side of the Earth, BTW ieri sera ore 19 ca. una bella scriccata di ondulatorio 3.5 qui in rep. in Romagna e Marche, un boato spaventoso, molta paura, niente danni, ma i segnali ci sono tutti.Anonymous.

mic ha detto...

Noiosi come gli Inti Illimani

Quando ero ragazzina degli Inti Illimani mi affascinavano i suoni andini di Alturas, di El Condor pasa ed altri canti (non ne conoscevo le ideologie)

Anonimo ha detto...

@ Mic

Non c'erano solo gli LP di musiche antiUSA e commies, incidevano anche charanguitos, quebradas, ed altre canzoni in quechua, la lingua dell'impero incaico, ancora in uso in gran parte del sudamerica, solo musica di quena, una specie di flauto di Pan ed altro ancora, musiche eteree, rarefatte come l'aria andina, il brano più bello di tutti, per me, suonato con la tipica chitarra-mandolino ricavata dal guscio dell'armadillo, era La derrota de Don Quixote......Mozart sulle ali del condor, anche a me da ragazzino piacevano, non quelle politiche, ovvio, ora sono vecchi e non hanno più nulla da dire in nessun senso. Mi scuso del lungo excursus, ogni tanto fa bene avere dei ricordi in comune.Anonymous.

Luisa ha detto...

Segnalo:

"Dogma e pastorale, per capire il Sinodo e il Magistero"

"Pensato come contributo alla retta comprensione delle diverse tesi che si sono contrapposte nel corso dei lavori del Sinodo ordinario sulla famiglia, il volume curato da monsignor Antonio Livi, già decano della Facoltà di Filosofia della Pontificia Università Lateranense e attualmente presidente dell’Unione Apostolica “Fides et ratio”, raccoglie i contributi di don Stefano Carusi, già docente al Seminario internazionale Saint Vincent de Paul di Courtalain (Francia) e ora direttore della rivista on-line Disputationes theologicae, e del professor Enrico Maria Radaelli, filosofo allievo e curatore unico dell’Opera omnia del defunto Romano Amerio. L’opera si compone di un saggio di ciascuno dei autori, preceduti da una Prefazione e seguiti dalle Conclusioni dello stesso Livi. "

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-dogma-e-pastorale-per-capire-il-sinodo-e-il-magistero-14367.htm

Luisa ha detto...

Angela Ambrogetti sul patto delle catacombe:

http://www.acistampa.com/story/il-patto-delle-catacombe-alla-prova-della-storia-1971#.VkRZCm1wRp4.linkedin

Anonimo ha detto...

Vorrei poter capire come sia potuto succedere che i teme triti e ritriti del pauperismo, del pacifismo, dell'ecologismo, dell'ecumenismo spinto (spinto?!!) già sentiti prima,durante e dopo il CV2 abbiano potuto mantenere la loro vitalità nonostante non abbiano trovato il terreno fertile prima di Bergoglio.

Si dice, infatti : "a lungo eclissatisi" e, si dice : "nonostante le numerose condanne,ammonizioni e correzioni disciplinari collezionate".

Il Sig.Faverzani non se lo chiede. E' plausibile.

Evidentemente lo scopo del suo scritto è stato quello di farci capire come soltanto " con l'arrivo del Papa(maiuscolo) <> e lo <> i portatori di questi temi triti e ritriti prima,durante e dopo il CV2 "si siano convinti ad uscire dall'ombra e a tentare di riciclarsi".
Se fosse stato vivo un San Pio X chissà se sarebbe successo.....

Trizz

Josh ha detto...

primi frutti a Firenze:

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/firenze-scuola-annulla-mostra-i-crocifissi-urtano-i-non-catt-1193644.html

Anonimo ha detto...

Bergoglio ha aperto una quinta porta santa.
La soglia dell'ostello della caritas in via Marsala,alla Stazione Termini,avra` lo stesso valore nel cammino giubilare delle altre quattro basiliche.
Che scempiaggine!
Non puo` fare tutto da solo,
penso che abbia un ufficio preposto a cio`:
i curatori della sua immagine non sanno piu` cosa inventare per fare notizia,si arriva al puro delirio.
Riallacciandomi all'argomento della discussione , e` proprio vero stanno creando una chiesa nuova,una chiesa che idolatra il povero,l'uomo, e che con l'uomo muore.
Una chiesa della morte.
Mentre essi vivono senza andare a lavorare tutti i santi giorni per guadagnare un misero stipendio con cui dare da mangiare a una moglie e figli.
E` percio` hanno tempo e risorse per dedicarsi al delirio.
Togliamogli i soldi.
Non permettiamo a quel vecchio hippy sgasato di Zanotelli di distruggere il patrimonio artistico-religioso e in primis la fede, che tanto faticosamente i nostri avi, lavorando giorno e notte, ci hanno lasciato in eredita`.
Questi qua non vogliono lavorare e vorrebbero sposarsi.
Smaniano...

Rr ha detto...

Infatti, se tutti quei cattivi maestri fossero stati non solo condannati a parole, ma, nell'ordine, spretati, licenziati dalle università cattoliche, i loro libri messi all' indice e meglio ancora bruciati, ai laici fosse stato intimato di non fregiarsi di alcun titolo richiamante la Chiesa e/o il Cattolicesimo, e non fosse stato concesso loro di insegnare in una qualsiasi istituzione ecclesiastica,in breve se fossero stati trattati come da Tradizione, "bruciati al rogo in effigie", cioe' fosse stata applicata loro la "damnatio memoriae", ora non saremmo a questi punti.
Ma la Chiesa era divemtata "la medicina della misericordia" ed ora la piaga si e' fatta gangrenosa ed il corpo e' pressocche' irrecuperabile.
Se solo Roncalli avvesse studiato un po' di Medicina !
Rr

Alessandro Mirabelli ha detto...

Gustavo Gutierrez e' un domenicano? Ne siamo proprio sicuri? Non l'avevo mai sentito dire. E poi: Romero ha aderito? Ne siamo certi? Fu ordinato vescovo solo nel 1970 e divenne arcivescovo di S. Salvador solo nel febbraio 1977

Anonimo ha detto...

"Chi ha studiato dai Gesuiti resta «in tensione tra il cielo, la terra e se stesso»: lo ha detto il Papa in un videomessaggio al XVI Congresso latinoamericano delle associazioni degli ex alunni di scuole gestite dalla Compagnia di Gesù, organizzato a Guayaquil, in Ecuador, nel quale il Papa gesuita sottolinea che il «virus gesuitico» porta ad agire e cambiare, contemplando Dio, quando si incontrano le diseguaglianze, lo sfruttamento delle persone o della terra." (Vatican insider). Non era lo Spirito Santo a portare la pace nel cuore (la tensione lasciamola a chi promuove le rivoluzioni sociali) oltre a saggezza, discernimento, fortezza, altro che "virus gesuitico". Tutto parte dal virus, poi contempli Dio, ma solo se incontri le disuguaglianze. Ma che parlare confuso, contorto e distorto. Non si riesce a vedere un briciolo di saggezza cristiana, solo filantropismo, oltre a tanta, troppa tensione. La pace che dona Cristo, l'ha mai conosciuta?

Anonimo ha detto...

...Oggi bisogna avere la schiettezza di dire che lo scenario drammatico, e al tempo stesso di una banalità fantozziana, che sta emergendo tra le sacre mura del Vaticano ha una forza d’urto cento volte superiore a quello emerso nel tempo di Tangentopoli. Con un’aggravante: questa volta è in gioco una realtà, e di riflesso un’autorità, enormemente più grande della Casta dei partiti italiani.
Il Vaticano, e la Chiesa cattolica, sono l’unica speranza rimasta a milioni di credenti. Vederli affondare nel marciume che sta venendo a galla procura angoscia a un’infinità di fedeli che assistono inorriditi a un disastro che nessuno si attendeva. E siamo soltanto all’inizio. Ieri è comparsa sulla prima pagina del Corriere della sera un vignetta sul pontefice, disegnata da Emilio Giannelli, un fuoriclasse della satira. Intitolata “Via Crucis”, ci presenta Bergoglio che porta sulle spalle una grande croce: il cardinale Tarcisio Bertone.
Un vecchio detto sostiene che il diavolo si nasconde dei dettagli. È quello che sta accadendo anche nella catastrofe vaticana. Bergoglio deve vedersela pure con due comparse, come il prelato spagnolo e la signora marocchina. Il primo sta nel carcere papale, la seconda non è stata arrestata perché è incinta. Ma i media sono implacabili. E non risultano tutti succubi di Francesco. ...

http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/11847207/Giampaolo-Pansa--caos-in-Vaticano.html

Anonimo ha detto...

Gutierrez, che piaccia o meno, è un padre predicatore dell'ordine dei domenicani, poi se è passato dall'altra parte, vedi marx and. co. è un altro paio di maniche......un piccolo omaggio al vdr (si fa per dire) da parte di un ex confratello che lui cacciò a pedate, e che ora è laico per causa sua: Eso es precisamente lo que esta buscando, desensibilizar, destruir el papado degradandolo poco a poco cada dìa y que nos acostumbremos a ello. Que lo que es un principio nos chocaba o nos escandalizaba, lo veamos ahora como normal y lo aceptemos a fuerza de estar espuestos a ello dìa tras dìa. no comment

Anonimo ha detto...

Gustavo guttierez era sacerdote diocesano, successivamente è entrato nei domenicani.
Laura

Alessandro Mirabelli ha detto...

Rettifico: Gutierrez e' un domenicano. Non l'avevo mai visto scritto da alcuna parte.

Alessandro Mirabelli ha detto...

Francesco farà la fine diClemente XIV: non ci sarà un Francesco II. Se questa e' la misericordia ...

Luisa ha detto...

Io non so se eventuali problemi psico-fisici impediscono a Bergoglio di rendersi conto che in una stessa frase dice una cosa e il suo contrario o se piuttosto, ed io penso sia così, pienamente consapevole usa una banale e grossolana tecnica oratoria manipolatoria per raggiungere il suo obiettivo e far passare il suo messaggio:
comincio col dare uno zuccherino, una carezza, un segno di riconoscenza "Sebbene non tocchi a me dire come realizzare oggi questo sogno" e poi, una volta abbassate la guardia e le resistenza, dico il fondo del mio messaggio, faccio passare quel che voglio veramente:
"permettetemi solo di lasciarvi un’indicazione per i prossimi anni: in ogni comunità, in ogni parrocchia e istituzione, in ogni Diocesi e circoscrizione, in ogni regione, cercate di avviare, in modo sinodale, un approfondimento della Evangelii gaudium, per trarre da essa criteri pratici e per attuare le sue disposizioni."
Insomma, non tocca a me dirvi quel che dovete fare ma fate quel che io voglio, leggete il mio testo e attuate le sue disposizioni.

Non lo, so ma quel che vedo sono vescovi che si lasciano trattare come dei bambini dell`asilo che devono imparare ancora tutto, che non sanno quel che devono fare e come devono farlo, resto basita nel vedere Bagnasco parlare di "sfida umanistica o antropologica" e ringraziare Bergoglio per il suo messaggio dicendo :" dobbiamo intensificare l’annuncio del Vangelo uscendo dalle nostre chiese ed avere il coraggio, la semplicità e l’umiltà di annunciare la gioia del Vangelo "...e prima che cosa facevano?
Non dovrebbe ma resta deprimente vedere certi vescovi diventare dei cloni di Bergoglio, riprendendo a memoria le sue parole, mettendo in soffitto oggetti pericolosamente assimilabili a simboli di ricchezza, stare zitti anche quando la loro responsabilità di Pastori dovrebbe incitarli ad intervenire dovessero anche, facendolo, non condividere le parole e decisioni del papa.
Ma forse quella piaggeria dolciastra è solo una facciata, un passaggio che taluni devono giudicare obbligatorio.

RR ha detto...

A proposito di media, non avete idea di come sui "social networks" stiano trattando Bertone. Forse neanche se lo vedessero entrare in clausura coperto di cenere, starebbero zitti. E' comunque vergognoso ! E nessuno dal Vaticano sembra stia facendo qualcosa per far cessare l'infamità.
RR