sabato 7 novembre 2015

Mons. Luigi Negri. Intervista a Panorama

Riprendo da Cooperatores Veritatis.

Un'intervista ad un mons. Negri quasi inedito, inedito non per le cose che dice, ma per il modo in cui le dice. Non ci si fermi a qualche titolo che parla di attributi, ma si legga domanda per domanda le risposte di un Vescovo che ha premura del proprio gregge, che ha a cuore la propria diocesi, che ama la Chiesa e che non sente imbarazzo a dire, per esempio che la Chiesa più che "ordo" è proprio un casino! e parla di riforma sì, ma nella disciplina nella Chiesa per una autentica unità.

Da Panorama 5 novembre 2015
Monsignor Luigi Negri: contro l’Isis facciamo come Putin
L'arcivescovo di Ferrara e Comacchio, il più ortodosso dei vescovi italiani, racconta a Panorama il suo punto di vista sulla guerra contro l'islamismo.
di Stefano Lorenzetto

Intervistare monsignor Luigi Negri, arcivescovo di Ferrara e Comacchio e abate di Pomposa, «implacabile propugnatore dell’ortodossia», è un esercizio spericolato per cervello, mano e orecchie. Impossibile trascrivere il suo pensiero se non si dispone di un registratore: né il polso né il bloc-notes riescono a contenere l’alluvione di concetti che il presule esprime con limpida concatenazione.
E qualsiasi schema dialogico viene scompaginato soprattutto se, come accade nel colloquio con Panorama, salgono dalla strada i cori incessanti dei giovani radunati per le feste di laurea in Volto del Cavallo, tra la piazza della cattedrale e quella del municipio: «Dottooore, dottooore, dottooore del b...», con quel che segue. «È sempre così, giorno e notte. Una volta, l’estate scorsa, fino alle 5.20 del mattino. Ci ho fatto il callo». Ma non è vero che Sua Eccellenza abbia chiesto al Comune di spendere 30 mila euro per recintare l’area con le catene: «Ho solo posto un problema educativo: non potete lasciare che un’intera generazione passi la vita a bere e a drogarsi, perché la perderete anche fisicamente».
Nei 100 metri scarsi che da qui portano al Castello Estense, succede qualcosa di ben più strano da alcune settimane. Capannelli di passanti si fermano a commentare l’enorme stendardo che monsignor Negri ha fatto esporre sull’ingresso del palazzo arcivescovile. Vi sono tracciate sopra una «nun» verde, la venticinquesima lettera dell’alfabeto arabo, corrispondente alla «n» dell’alfabeto latino, e la scritta «“N” come Nazareno il marchio della vergogna sulle case dei cristiani. Vergogna per chi lo ha posto». Il riferimento è all’infame cernila compiuta a Mosul, in Iraq, dai tagliagole dello Stato islamico. «Per molti cristiani segno di martirio, cioè di vittoria», si legge sotto lo stemma del prelato, che ha per molto «Tu fortitudo mea». Ecco, la cifra dell’arcivescovo Negri, 74 anni il 26 novembre, milanese di Porta Romana, una vita spesa tra Comunione e liberazione e l’insegnamento all’università Cattolica, i 35 volumi della Somma Teologica di san Tommaso d’Aquino allineali nella libreria, I promessi sposi e l’iPad sulla scrivania, è tutta qui: un combattente nato. «Se non avessi scelto il sacerdozio, mi sarebbe piaciuto diventare generale dei carabinieri», confessa.

- Un prete a quattro stelle.
Lo sono dal 1972. Anche per reazione al Sessantotto. Mi ha aiutato l’attacco alla fede venuto dal professore di storia e filosofia che ho avuto al liceo Berchet, Luigi Marzano, un agguerrito marxista-leninista. E più ancora l’incontro con il mio primo insegnante di religione nel 1957, sempre al Berchet, don Luigi Giussani, il fondatore di Cl, cui sono rimasto legato fino all’ultimo.

- Perché quel gonfalone anti Isis?
Lo devo a monsignor Pierre Laurent Cabantous, arciprete di Cervia, uno dei sacerdoti più cattolici che conosca. M’è parso un grande strumento d’informazione, quasi una catechesi, per una società in cui l’ignoranza è diventata una virtù civile.
E come mai allora i suoi confratelli vescovi prestano gli spazi ecclesiali ai musulmani affinché possano pregarci?
Non lo so. Ci sono precise disposizioni al riguardo e io le osservo. Noto però una certa tendenza a trasformare silenzio e inerzia in valori ecclesiali, come se il non dire favorisse il dialogo. Al contrario: il non dire ci fa scomparire dal dialogo sociale, perché chi non parla non c’è.

- Lei ha parlato chiaro: «E il momento di riprendere l’idea di san Tommaso d’Aquino per cui è tollerabile che esista una forte azione di legittima difesa». Per scendere nel pratico: che si fa con lo Stato islamico?
Bisognerebbe lentare di disarticolarne il vertice, folle e barbaro. Ci vorrebbe il ricorso a quell’«ingerenza umanitaria» predicala da Papa Wojtyla alla faccia di tutti i novatori teologici, un’azione vigorosa e mirata, come quella che impedì alla guerra nei Balcani di trasformarsi in tragedia totale. Ma per promuoverla servono testa e palle.

- Merce rara oggidì.
Non sono un politico e neanche un politologo. Ma lo spettacolo offerto dagli statisti nazionali e internazionali è desolante. Da chi dovrei aspettarmi una valutazione critica della sfida che il Medio Oriente pone al mondo civile? Da Barack Obama? Da David Cameran? Da Matteo Renzi? Da François Hollande, che all’alba va a portare i croissant all’amante mascherandosi con un casco? Qual è la loro progettualità? Non l’ho capito. Nel panorama di silenzio connivente e di iniziative inconcludenti, l’unico che ha gli attributi, devo ammetterlo con profonda vergogna, è Vladimir Putin.

- Se fosse capo di un governo europeo, come regolerebbe l’ondata migratoria che preme alle nostre frontiere?
Lo scafismo è una forma terribile di schiavitù. Non posso credere che non esista un modo per sconfiggerlo in maniera radicale. Assistere queste moltitudini nei luoghi d’origine è impensabile, giacché si tratta di disperati che fuggono da una gestione disumana del potere.

- E allora?
Piaccia o no agli ignoranti, laici e anche credenti, per sei secoli le crociale hanno avuto perlomeno il merito di fermare il traffico di essere umani. Poi a ricominciare questo commercio immondo sono stati i borghesi illuministi, con l’aiuto dei Paesi arabi che schiavizzavano i neri d’Africa da portare in America. Grazie a un’inter-locuzione forte, avevamo guadagnato il rispetto dogli islamici. Adesso siamo qui in ginocchio. Che cosa vuole che facciano di noi? Ci schiacceranno sotto ì piedi.
Cesare Mazzolali, eroico vescovo di Ruinbek, in Sudan, mi disse piangendo nel 2004: «Si sta avvicinando il momento del martirio. Molti cristiani saranno uccisi per la loro fede».
Siamo a una prova gravissima. Ricordo un’espressione di Giovanni Paolo li, che allora non capii: «Ho sempre creduto che la lotta escatologica, quella finale fra Cristo e Satana, sarebbe stata fra la Chiesa e il mondo. Mi sto invece accorgendo che si svolge dentro la Chiesa».

- Per questo ha sentito il bisogno di scrivere subito una lettera ai suoi fedeli, chiarendo che dopo il sinodo non cambia nulla?
A differenza di qualche prete e di qualche diocesi, che hanno annunciato la distribuzione dell’eucaristia ai divorziati-risposali, ho tenuto a specificare che il sinodo è un organo esclusiva niente consultivo. Solo il Papa può decidere se alcune delle posizioni emerse debbano essere seguite da indicazioni normative. Anche se in Germania e in Belgio danno la comunione ai divorziati già da anni, a Ferrara resta tutto come prima. Non compete certo al confessore stabilire se un divorziato possa o no accostarsi all’eucaristia.

- «I tempi cambiano e noi cristiani dobbiamo cambiare continuamente», raccomanda Papa Francesco.
In più di 60 anni di vita cattolica cosciente, ho sempre percepito una profonda continuità fra verità e carità. La verità non giudica le persone, ma il mondo. Se la Chiesa non giudica il mondo, non esiste. E che il mondo contenga strutture di peccato non l’ho inventato io, lo ha sancito il Concilio Vaticano II.

- Il New Yorker ha scritto: «Se si tenesse oggi un conclave, Francesco sarebbe fortunato a trovare dieci voti».
Diffido dei laicisti che si ergono a difensori della dottrina.

- Il Papa ha scelto due preti di strada come pastori delle diocesi di Palermo e Bologna. Sulla cattedra di san Petronio, al posto del conservatore Carlo Caffarra arriva il vescovo Matteo Zuppi, che passa per progressista. Bologna dista da Ferrara 53 chilometri. Le fischiano le orecchie?
A me no. Spero che non fischino a monsignor Zuppi. Circa i preti di strada, vorrei dire una cosa che mi addolora molto: io non riconosco a nessuno, laico o ecclesiastico che sia, e men che meno ai quei pennivendoli che passano per vaticanisti, il diritto di stabilire gerarchie e contrapposizioni nel clero e nell’episcopato. È offensivo e vergognoso affermare che alcuni preti sono «di strada» mentre altri vivono comodamente nelle parrocchie o che alcuni vescovi hanno «l'odore delle pecore» mentre altri stanno rinchiusi nei loro palazzi. Quand’ero pastore a San Marino, ho visto decine di sacerdoti spendersi con zelo in comunità sperdute. Carpegna o Novafeltria non sono meno periferia del mondo di Buenos Aires, di Berlino o di Milano. Anzi, le considero trincee.

- Il sinodo ha riconosciuto che nelle persone unite civilmente, anche dello stesso sesso, possano esservi «quei segni di amore che propriamente corrispondono al riflesso dell’amore di Dio».
Non capisco il motivo per cui un consesso chiamato a discutere della famiglia avrebbe dovuto occuparsi dei gay. Lei si riferisce al paragrafo 71 della relazione finale, ma lì non si nominano le coppie omosessuali. Si dice che nel percorso di accompagnamento dei conviventi o delle coppie civili si possono valorizzare alcuni specifici segni d’amore, quelli che ha appena citato.

- Che cos'ha provato leggendo sul Corriere della sera il coming out di monsignor Krzysztof Charamsa, officiale della Congregazione per la dottrina della fede?
Profonda pena per lui. M’è sembrata una perdita della dignità umana, prim’ancora che sacerdotale. E mi sono chiesto se non vi fosse dietro qualcuno che Io ha ispirato a comportarsi così.

- Papa Francesco dice: «Se una persona è gay e cerca il Signore e ha Buona volontà, chi sono io per giudicarla?».
Totalmente d’accordo. Però ho potuto assistere alla lunga, quotidiana amicizia fra don Giussani e Giovanni Testori, che era un omosessuale non solo dichiarato ma anche praticante. Il mio maestro non attenuò la gravità morale della condizione in cui viveva lo scrittore, ma lo accolse nella chiarezza della dottrina e gli dischiuse la possibilità di un cammino esemplare.

- Qual è la sua posizione circa la legge sulle unioni civili che il governo intende varare in fretta?
Quella dell’ex sottosegretario Alfredo Mantovano, che è stato giudice di tribunale e magistrato di Cassazione, il quale assicura che tutte le istanze contenute nel disegno di legge Cirinnà sono già pienamente recepite dalle leggi vigenti, salvo alcune da introdurre ex novo, e fra queste non includerei il diritto all’adozione da parte degli omosessuali. Dunque perché si esaspera questa tematica? Basta sistemare pochi aspetti tecnici.

- Don Vitaliano Della Sala, il prete campano che «predicò» al Gay pride durante il Giubileo del 2000, ha reso noto: «Ho cominciato a benedire coppie di gay odi divorziati».
Il beato cardinale John Henry Newman da presbitero anglicano si convertì al cattolicesimo, dopo aver studiato l’eresia ariana, perché sosteneva che la Chiesa è un ordo, un ordine: intellettuale, morale, esistenziale, sociale. Lo ricordai a Benedetto XVI quando visitò la diocesi di San Marino, che non aveva mai visto un papa. «È vero», annuì. E io aggiunsi: ma oggi la Chiesa non è un ordo, è un casino. Testuale. Serve una riforma vera, che faccia nascere un’unità plurima. Però nella disciplina. Un cardinale tedesco è arrivato a dichiarare che i suoi confratelli africani non sono in grado di capire le sottigliezze dei teologi teutonici, dando l’impressione che ciò dipenda dal fatto che i primi sono neri. È incredibile.

- Intanto è stato riformato In Ior.
Della riforma della banca vaticana non m’importa un accidenti. Io devo spiegare tutti i giorni alla mia gente perché vale ancora la pena di essere cristiani.

- Sarà almeno contento che nella relazione finale del sinodo si stigmatizzi «quell’ideologia del “gender” che nega la differenza e la reciprocità naturale di uomo e donna».

Ho lanciato da tempo un grido d'allarme per il silenzio omertoso di tutte le realtà civili. Non è che venga messa nell’angolo la famiglia. È che questo governo, guidato da un premier che sbandiera la propria militanza cattolica negli scout, appoggia un'ideologia che disgrega dalle fondamenta la struttura stessa della civiltà occidentale. Lo Stato ha già agito più volte in spregio dette leggi vigenti per costringere insegnanti e scolari a seguire corsi sul gender. Sono dovuto intervenire due volte, qui a Ferrara, per segnalare questa situazione. La società ormai è contraria alla Chiesa, c’è poco da fare.

- Ma chi sarebbe il regista occulto di questo attacco alla civiltà?
Sono almeno tre: la massoneria mondiale, l’economia anglo-cinese-nipponica e il fondamentalismo islamico.

- La massoneria c’entra sempre...
Le pare normale che in questa città, appena 130 mila abitanti, vi siano ben quattro logge massoniche, di cui una femminile?

Il caso Charamsa, lo scandalo sessuale fra i carmelitani, la lettera dei cardinali conservatori al Papa trapelata dal sinodo, la falsa notizia del tumore al cervello, l’arresto in Vaticano di due collaboratori infedeli che avrebbero fornito il materiale per dei libri esplosivi di imminente uscita. A Francesco tocca una grana al giorno. La Chiesa è una spina nel fianco, un’anomalia, una contraddizione agli stili di vita correnti. Si legga II padrone del mondo scritto da Robert Hugh Benson nel 1907, nel quale era prefigurata la società del terzo millennio. Lì dentro c’è tutto: la confederazione mondiale retta dall’Anticristo, il consenso entusiasta dei sudditi, l’edonismo sfrenato, il pacifismo, il relativismo, l’eutanasia, persino i cibi artificiali che in questi giorni hanno ottenuto il via libera dalla Ue. Fino al bombardamento del Vaticano per annientare l’ultimo bastione in grado di fermare il nuovo padrone.

- Scenario apocalittico.
Diciamocelo in faccia: questa centrale anticattolica planetaria teme la Chiesa più dell’lsis, così come ieri aveva più paura del pontefice che di Hitler, Mussolini e Stalin. Nel totalitarismo gli affari si fanno meglio che in democrazia.

- Ha avuto modo di confrontarsi con il Papa in proposito?
Ho potuto parlarci insieme per pochi secondi due volte, a margine di assemblee generali della Cei.

- Pochi secondi?
Senz’altro meno di un minuto.

- Eppure Bergoglio ha trovato il tempo per telefonare a Marco Pannella e a Emma Bonino, che praticava aborti con una pompa per bicicletta, e di ricevere in udienza un trans spagnolo accompagnato dalla fidanzata.
Chi sono io per giudicare il Papa?

- Che cosa sta spegnendo la fede?
Il consumismo, la vera malattia dell’uomo moderno, come spiegò Hannah Arendt. Abbiamo smarrito il senso della vita, perciò ce la godiamo. «Chi vuol esser lieto, sia: di doman non c’è certezza». Quanti darmi ha combinato chi ci ha fatto studiare Lorenzo de’ Medici! Il sesso è stato ridotto a fattore economico e meccanico. Trionfa la tecno-scienza. Le camicie rosse e nere, al confronto, erano apprendisti stregoni.

- Ferrara è «sazia e disperata» come la Bologna che descrisse l’arcivescovo Giacomo Biffi?
È solo disperata, perché ha finito i soldi. Ma sotto l’urto della povertà è rinato il dialogo con tante famiglie.

- Possibile? Matteo Renzi dice che l’Italia sta tornando ricca.
Gli riconosco un merito: ha abolito il politichese. Parla come il popolo. Ma non ho la competenza necessaria per dire se sia vero tulio ciò che racconta. Da vescovo constato che il suo governo ci porta dritto verso l’utero in affitto.

- Come farà il premier ad andare a messa e nel contempo ad accordarsi con Ivan Scalfarotto, primo sottosegretario espressione della comunità Lgbt?
È il potere da spartirsi che li unifica.

- Certo che ne ha per tutti, eccellenza. Ha scomunicato anche Gianroberto Casaleggio del Movimento 5 stelle.
Mi sono limitato a leggere i suoi libri, là dove afferma che l’uomo è Dio e che la Rete è tutto. E io non dovrei commentare che questo c’entra con il cattolicesimo? Ma mi faccio ammazzare, piuttosto! Ciò non significa che io condanni Casaleggio o che non voglia parlarci insieme. Infatti mi ha telefonalo.

- Il 10 ottobre ha ordinato due soli preti novelli. Pensa con angoscia a quando le capiterà di non consacrarne più neppure uno?
No, perché l’anno prossimo ne ordinerò il triplo, sei.

- Com’è possibile in una città disperata?
È possibile perché ogni mattina, appena sveglio, prego così: Signore, non farmi combinare troppe cavolate. In quel momento mi compare nella testa don Giussani, che mi ha insegnato la baldanza della fede. E che mi fa dire ai miei preti: vi attende una vita sacrificata e lieta.
da Panorama 5 novembre 2015

29 commenti:

T. ha detto...

Grazie Mons.Negri .

http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2015/11/06/dolce-come-zucchero-filato-unanalisi-del-nuovo-linguaggio-della-chiesa/

marius ha detto...

DOMANDA: Papa Francesco dice: «Se una persona è gay e cerca il Signore e ha Buona volontà, chi sono io per giudicarla?».
RISPOSTA: Totalmente d’accordo. Però ho potuto assistere alla lunga, quotidiana amicizia fra don Giussani e Giovanni Testori, che era un omosessuale non solo dichiarato ma anche praticante. Il mio maestro non attenuò la gravità morale della condizione in cui viveva lo scrittore, ma lo accolse nella chiarezza della dottrina e gli dischiuse la possibilità di un cammino esemplare.


Attention: Testori non era un gay, era un omosessuale "praticante".
I gay non esistevano ancora a quel tempo. Il movimento gay è caratterizzato dall'orgoglio di essere omosessuale.
Testori viveva la sua condizione omosessuale senza l'influenza nefasta di questa assurdità che caratterizza il tempo attuale.
Avendo trovato un pastore d'anime (don Giussani) che lo indirizzava senza tentennamenti verso l'autentica morale cattolica (ai tempi d'allora era certamente meno difficile, non ti mettevano in croce per omofobia come si fa oggi) si è lasciato guidare docilmente nel cammino di conversione. Bella testimonianza.
Ma non mi risulta che Bergoglio abbia la medesima chiarezza.

Colgo l'occasione per sottolineare che una certa chiarezza di linguaggio e di concetti sia da curare maggiormente riguardo a questa tematica. La differenza tra "omosessuale" e "gay" va sempre tenuta in attenta considerazione. Uno può essere omosessuale senza essere necessariamente gay. Di conseguenza, un omosessuale, cioè, meglio detto, un individuo con tendenze omosessuali, può certamente cercare il Signore, e lo fa sforzandosi a seguire la Sua legge e vivendo la virtù della purezza in pensieri parole ed opere.
Un orgoglioso di essere omosessuale, mi spiace, ma è impossibile che possa fare la stessa cosa.
Anzitutto deve abbandonare l'orgoglio, che gli impedisce irrimediabilmente il rapporto con Dio, per di più l'orgoglio di essere su una strada peccaminosa mortale per l'anima che lo tiene lontano da Dio in modo grave.
Quindi non si può cercare attivamente Dio volendo restare nella palude del peccato.

Mons. Negri risponde "totalmente d'accordo". Da un vescovo che ama parlare fuori dai denti anche di queste cose mi aspetto maggiore proprietà di linguaggio.

Scusatemi, verso Mons. Negri ho una vena critica che non è in sintonia con la presentazione dell'intervista. Vi sono anche altri aspetti che mi urtano o mi disturbano. In lui vedo tanti buoni spunti, ma non mi bastano...

Rr ha detto...

Marius,
nessuno è perfetto, intendo nessuna creatura è perfetta, neanche un Vescovo di S.Madre Chiesa. Monsignor Negri, rispetto alla media, è uno dei meno imperfetti.

Sono d'accordo con quanto tu dici su omosessuale e gay. Il gay è paragonabile nella sua ostentazione ed arroganza adun eterosessuale che si vanta da mane a sera, con dovizia di particolari, delle sue conquiste amorose, e che cera imporre atutti il suo libertinismo, che sec.lui e una virtù e non un vizio.
Infatti nelle forme più esteme di libertinaggio, si arriva anche ai rapporti omosessuali.
E' comunque accertato, anche se non si può dire se no ti chiamano omofobo, che gli omo sono molto più promiscui, meno fedeli e più estremi nei loro rapporti che gli eterosessuali. Anche una recente notizia dall' Inghilterra, di un uso smodato presso gli omo di una particolare droga, lo conferma.
Quindi per loro e molto più difficile seguire gli insegnamenti di Nostro Signore e non violare ripetutamente il VI comandamento..
Rr

irina ha detto...

L'intervista è anche un trabocchetto.Il costume odierno di parlare a braccio non chiarisce confonde chi parla e chi ascolta, non lascia tempo, non lascia spazio.
Tempo e spazio che oggi tendiamo a dominare divorandoli. Inconsapevolmente.Ci vien fatto credere che la velocità ci farà padroni di entrambi.In realtà così facendo pensiamo meno e meno,diventando sempre meno umani.
Gli interventi scritti di monsignor Negri hanno altra sostanza. Bisogna tenersi alla larga, in particolare, da questo modo di parlare a tutto il mondo con una telefonata tipico del magistero corrente. Che sia capitato ad uno dei nostri eroi non stupisce anzi ci conferma sulla vera identità delle forze in campo.

Cesare Baronio ha detto...

Che il mondo contenga strutture di peccato non l’ho inventato io, lo ha sancito il Concilio Vaticano II.

Sinceramente mi pare che il Concilio Vaticano II abbia viceversa rappresentato un taglio netto con la dottrina cattolica secondo cui il mondo, assieme alla carne e al diavolo, è una delle cause della dannazione degli uomini. Il Concilio si è invece speso per far credere che la Chiesa potesse dialogare con il mondo, senza condannarne la mentalità, anzi adeguandovisi, come dimostrano tutte le cosiddette riforme che ad esso fanno riferimento e da esso sono state originate.

Un altro Prelato, mons. Negri, che non capisce o finge di non capire.

Se la Chiesa è diventata un casino, come credo sia ormai evidente a chiunque, lo si deve al Vaticano II e ai suoi adoratori. Il Vaticano II ha istituzionalizzato la tolleranza per la quale, in tempi cattolici, vi erano delle apposite case. E i tenutari di questo bordello, assieme ai loro numerosi clienti e prosseneti, potranno al massimo trasformarlo in casa di appuntamenti di alto bordo, ma si guardano bene dal chiudere bottega. Prostituirsi al secolo e al Principe di questo mondo è una vocazione innata nei novatori.

tralcio ha detto...

Mons. Negri è stato a San Marino e ben conosce "l'ambiente"...

http://www.grandeoriente.it/san-marino-20-agosto-2010-san-marino-notizie-il-vescovo-di-san-marino-montefeltro-sulla-massoneria/

Nella lettera sopra riportata mostra di avere le idee chiare.

Tragga la conclusione: chi parla del "faraone" conosce la piramide.
Può anche abitarla mostrandosi in umili vesti, o girarle intorno su automobili "normali".
Resta il fatto che quello è il suo ambiente.

E chi conosce "l'ambiente" dovrebbe riconoscerne i frequentatori.
In posizione di vescovo non c'è nulla su cui essere d'accordo. MAI.

berni-exodus ha detto...

Ecc.za Rev.ma,
Vogliamo mettere in dubio lo scenario apocalittico? è sotto i nostri occhi, e ci è stato avvertito centinaia di anni fà sia dalla Madonna di Fatima, e dalla Beata Emmerich; ci siamo dentro in pieno, e guarda caso se siamo arrivati a questo, le grandi linee guida sono state esposte e disposte dal conc. vat.II e messe in atto in sessant'anni dal postconcilio con abusi e controabusi di tutti i tipi e generi a partire dalla eliminazione della S.Messa Latino/Gregoriana /dicevano i protestanti che per eliminare il Papato e cambiare la Chiesa di Roma, bisognava prima di tutto eliminare il Grande Sacrificio (oppure lo nega?), Ecumenismo, Collegialità (ma cosa Vuol dire se il Papa nella Dottrina è infallibile, è un monarca voluto da Cristo), libertà religiosa (tutte le religioni portano alla salvezza eterna) - e Dio Trinitario dove stà? ecc. ecc. non mi faccia andare avanti, Lei sà, conosce bene tutto il concilio. Oggi siamo arrivati alla situazione Bergoglio TDL - E' vero i tempi cambiano ma la Dottrina di Cristo è immutabile, non può seguire i tempi e l'uomo e i suoi voleri.
2) - il mondo Cristiano ha duemila anni, è cambiato mille volte, ma NSGC ci ha detto, ordinato che il Vangelo è uno e non è intercambiabile, è solo immutabile, e chi non l'accetta non fà parte della Chiesa, non è membra vive della Chiesa, ciè il Vangelo non và deitro al mondo, ma deve essere il mondo a seguire il Vangelo e nessuno, neanche un Papa lo può cambiare, il mondo e l'uomo devono adeguarsi al Vangelo, a Cristo che si è fatto crocifiggere per la salvezza dell'uomo; e Cristo giudica, veramente è il massimo dei giudici ed è un giudice severo in base ai comportamenti dell'uomo.
3) ""il 10 ottobre ha ordinato due sacerdoti(formati secondo le norme del vat.II, e questi sacerdoti che dottrina potranno insegnare -visto tutti quelli esistenti nell'ultimo 50 anni) fino al 1960 i preti erano veri ministri del culto di Dio, ora fanno quello che possono fare tutti gli uomi a livello sociale ed hanno abbandonato il vero ministero Sacerdotale che è quello di celebrare la S.Messa, di confessare, di predicare la sana Dottrina ecc.ecc. - anche se dovesse ordinarne altri cento, ma non si cambia lo loro formazione adeguandola al Catechismo di Pio X e Pio XII avremo solo assistenti sociali e non ministri del Culto Cattolico.
4) Che il mondo contenga strutture di peccato, non l'ha inventato il concilio di G.XXIII, l'ha detto il Signore e per questo ci ha consegnato i Comandamenti e le Sue Leggi Divine - E' Dio che conosce l'uomo ed il peccato insito in lui - per questo Cristo ci ha dato la Chiesa, i Sacerdoti, i Pastori, in altri tempi circa duemila anni fà ben prima del concilio.
Se la Chiesa è ridotta così dice Baronio è evidente che lo si deve al vat.II ed ai suoi adoratori, che piano piano ha cambiato la Dottrina per adeguarsi all'uomo e mettersi al suo servizio, e l'uomo ne ha fatto un dogma una vera nuova dottrina.

Ora riflettiamo tutti Ecc.za ed anche molto, perchè la Chiesa di Cristo è in piena apostasia, e non si sà dove stà il baratro - forse siamo già a red rationem.

Anonimo ha detto...

Premesso che Panorama appartiene a quei mezzi di informazione, praticamente tutti, che hanno come linea "Bergoglio e i suoi sono i buoni, che non è d'accordo è corrotto e cattivo", temo che la situazione della Chiesa (e del Mondo) non sia così "normale" come sembra in fondo ritenere Mons. Negri a cui comunque va dato atto di non essere del tutto appiattito sul conformismo del Pensiero Unico Globale. Temo inoltre che per fronteggiare lo spaventoso Abisso che abbiamo di fronte non bastino i fioretti, in qualsiasi modo li si voglia intendere, ma ci voglia la spada di Giovanna d'Arco.
Miles

PS: tra il chiaro e limpido "va e non peccare più" che la Chiesa ha detto da Gesù fino a Bergoglio e il nuovo bergogliano "va che va bene così" condito di fumosità e biascicamenti contorti anche senza essere un teologo mi sembra ci sia una "lieve" ma sostanziale e sovvertitrice differenza.

Anonimo ha detto...

Per quanto riguarda l'ambiente, venite a farvi un giro da 'ste parti, RSM e Montefeltro e vi farete un'idea di che razza di gregge, per modo di dire, vi si trova, altro che periferie, terra di nessuno; non amo particolarmente CL, ma da noi è come avere la lettera scarlatta appiccicata addosso, non so se mi spiego, la residenza è a Pennabilli, che nonostante i sassi colorati di Tonino Guerra è di un triste, non so se avete in mente quel paesino montano in cui venne inviato don Camillo per punizione, faccio presente che il vescovo attuale non ci abita, nonostante sia la sede vescovile, qua altro che gettare parole al vento a predicare il Vangelo........Ferrara è anche peggio, quindi siamo un po' più indulgenti con mons.Negri, io l'ho conosciuto, è onesto, non se la tira, essere uno degli ultimi ciellini soprattutto con questo vdr, non lo aiuta granché, anche Scola perde colpi. Una pietruzza dalle scarpe però me la voglio togliere, quando Papa Benedetto venne in visita a S.Marino, i biglietti per assistere alla messa allo stadio di Serravalle, che dovevano essere gratis, vennero accapparrati da 'certuni' e venduti a 5 - 10 euro che comprendeva il parcheggio, risultato tanti come me ed amici restarono all'asciutto e alla fine, mezz'ora prima della celebrazione furono costretti a fare entrare chiunque per riempire i posti vuoti, ma ormai era troppo tardi.....ancora mi ci in.....cavolo, a Roma non ho mai pagato nulla, attenzione, Negri non c'entrava, ma l'entourage sì. Buona domenica. Lupus et Agnus.

hr ha detto...

Chapeau a Mons. Negri, per la chiarezza espositiva e la fermezza dottrinale, come dovrebbe fare ogni vescovo, agire in coerenza con la propria coscienza, secondo l'impegnativo mandato, pregando umilmente ogni mattina: anche oggi, Signore, non farmi combinare troppe cavolate.

Poi, è normale, ognuno di noi ha una propria opinione, tanto o poco diversa da quella da Negri espressa, è normale che ciò dia origine ad un confronto tra il suo pensiero, il nostro e quello della schiera dei lettori del blog. Spiace però che qualcuno,secondo me esagerando, subito prenda la bilancia del farmacista e cominci a analizzare al microscopio e ad eccepire sulla singola frase, sulla singola parola e con "indecorosa saccenza" provveda a marcare e correggere l'inevitabile "errore" e a redarguire il "reprobo"!
Siamo molto severi, noi irreprensibili depositari della fede, sempre insoddisfatti, continuamente alla vana ricerca di eroi senza macchia, cioè di campioni introvabili, perchè essenzialmente li vorremmo come noi stessi.

Anonimo ha detto...

Totalmente d'accordo con Lupus
John

Anonimo ha detto...


Un'intervista cosi' e cosi'

Alcune cose buone, anticonformiste le ha dette. Su certe scandalose "frequentazioni" piu' o meno "telefoniche" del VdR ha subito glissato. Mai criticare il Papa, si capisce, anche quando si comporta come il presente. E mai dir nulla contro il Concilio, per nessuna ragione. Questo e' un tabu' che sembra infrangibile: del Concilio si deve tacere o dir solo bene. In questo modo, pero', non usciremo mai dalla crisi. Sul vero significato di questa emigrazione-invasione che ci affligge (una vera e propria "egira") non sembra aver le idee del tutto chiare. parvus

marius ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
marius ha detto...

"Spiace però che qualcuno,secondo me esagerando, subito prenda la bilancia del farmacista e cominci a analizzare al microscopio e ad eccepire sulla singola frase, sulla singola parola e con "indecorosa saccenza" provveda a marcare e correggere l'inevitabile "errore" e a redarguire il "reprobo"! "

Evidentemente io sono uno di quei "saccenti" farmacisti, il primo della lista. Mi sta bene, anzi benissimo.
Mons Negri l'ho anche sentito molto recentemente di persona in una lunghissima conferenza con domande a gogò: diceva moltissime delle cose espresse qui sopra, ricalcandobqua e là i medesimi limiti attribuiti alla forma dell'intervista orale.

Se vado in farmacia mi aspetto precisione per la salute del mio corpo. Da un vescovo (VESCOVO!!!) me ne aspetto almeno altrettanta per la salute della mia anima, quella dei miei parenti e conoscenti e per il trionfo del Regno di Dio sulla terra. O no?

Anonimo ha detto...

Grazie, mons. Negri. Abbiamo bisogno di uomini di fede che parlino chiaro e se il vescovo ha glissato su qualche domanda, mi sembra si capisca bene cosa pensa e di che stoffa è fatto.

Luisa ha detto...

A parte come al solito, partendo dal Vangelo, bastonare i dottori della legge, i ricchi, egoisti, duri e senza cuore a prescindere, oggi Bergoglio ha detto.

«triste fatto non mi distoglie certamente dal lavoro di riforma che stiamo portando avanti con i miei collaboratori e con il sostegno di tutti voi»

" Con il "sostegno di tutti voi" è solo una delle frasi di cui Bergoglio usa, se non abusa, per raccogliere lo scontato applauso della folla, in realtà egli sa che al contrario quel sostegno è sempre meno unanime e incondizionato, se mai lo è stato.
Detto questo ben venga quel lavoro di riforma se concerne l`amministrazione della Curia, la trasaparenza delle finanze, la lotta contro privilegi e privilegiati che tanto male hanno fatto alla Chiesa e in particolare a Benedetto XVI, ma temo che Bergoglio nella sua onnipotenza sia convinto di poter riformare anche la Dottrina della Chiesa.
Quel che pensano lui e i suoi collaboratori più fidati che parlano e scrivono molto (vedi Spadaro, Tucho Fernandez ecc.) lo abbiamo capito ma per poter attuare i loro piani dovranno raggirare se non calpestare la Dottrina, la Parola del Signore, hanno il potere e l`astuzia per riuscirci, hanno già comucniato a farlo, ma a poco servono e serviranno le frasette demagogiche strappa-applauso, non siamo tutti fessi senza cervello e coscienza.

marius ha detto...

DOMANDA: Il sinodo ha riconosciuto che nelle persone unite civilmente, anche dello stesso sesso, possano esservi «quei segni di amore che propriamente corrispondono al riflesso dell’amore di Dio».
RISPOSTA: Non capisco il motivo per cui un consesso chiamato a discutere della famiglia avrebbe dovuto occuparsi dei gay. Lei si riferisce al paragrafo 71 della relazione finale, ma lì non si nominano le coppie omosessuali. Si dice che nel percorso di accompagnamento dei conviventi o delle coppie civili si possono valorizzare alcuni specifici segni d’amore, quelli che ha appena citato.


Sicché secondo Mons. Negri «quei segni di amore che propriamente corrispondono al riflesso dell’amore di Dio» non ci sono tra i gay (meno male!), tuttavia "nel percorso di accompagnamento dei conviventi o delle coppie civili si possono valorizzare alcuni specifici segni d’amore!", quelli "che propriamente corrispondono al riflesso dell’amore di Dio"!

Wow! ci sentiamo particolarmente consolati ed edificati da questa coraggiosa presa di posizione!
Vorrà dire che se i nostri figli eventualmente vorranno tentare di convincerci della presunta bontà della convivenza che vorranno intraprendere potranno portare a sostegno cattolico della loro non-scelta e del loro non-impegno la relazione finale del sinodo 2015 nonché del vescovo di Ferrara-Comacchio, il quale non spende una mezza parola per distanziarsi da questa sibillina e nefasta concezione sinodale (avallata tacitamente e neanche tanto dal vdr).
Ma tant'è, queste sono solo inezie, robe da pesare col bilancino milligrammetico da farmacista.

Perfetta invece la frase dove dice:
"Non capisco il motivo per cui un consesso chiamato a discutere della famiglia avrebbe dovuto occuparsi dei gay."
Mons. Negri, sia conseguente e si domandi allora come mai è andata così.
Chi ha voluto ciò nell'Instrumentum laboris del 2014 e del 2015?
Forse anche qui risponderà "Chi sono io per giudicare il papa"?
Ok, non giudichi il papa, ma il suo operato sì, e ne tragga le debite conseguenze.

Rr ha detto...

Marius,
alla fin fine, ciò che importa non è ciò che Monsignor Negri dice, ma ciò che fa nella sua Diocesi: se non amministra i S.Sacramenti ai concubini adulteri, se non approva e fa gli occhi dolci ai pederasti, se è personalmente onesto e retto, non spreca soldi in opere murarie faraoniche o in paramenti costosissimi, se non va a donne o a uomini, se non spreca il suo tempo in comparsate televisive, convegni, conferenze, presenze ad Expo vari e Biennali di pseudoarte, se celebra spesso e volentieri la S.Messa, anche NO, come si deve, se incrementa pratiche di sacra devozione come l' Adorazione del Santissimo, processioni a santuari, se sorveglia che i bambini ricevano una corretta istruzione dottrinale, e via discorrendo.
Se i vescovi, più o meno tutti, della chiesa conciliare non piacciono, ce ne sono altri, almeno tre, da poter seguire, almeno i loro scritti, se non le loro celebrazioni ed omelie. Loro, di sicuro, Panorama non li intervista, e quindi nessuno li legge. Almeno Negri qualcuno, tramite Panorama, lo legge e cosi semte un'altra campana rispetto al bergoglismo e bergoglite imperante.. Sempre meglio di niente.
Rr

Cesare Baronio ha detto...

A me non pare che attribuire al Concilio il merito di aver indicato che il mondo è in opposizione alla Chiesa (cosa su cui peraltro avrei da eccepire) sia una questione da bilancino di farmacista.

Sono stanco di veder tutti questi Prelati, peraltro brave persone e certamente migliori di molti altri loro mitrati confratelli, che si sentono in obbligo di pagare il tributo al Concilio. E' così difficile semplicemente non nominarlo, non citarlo, non parlarne?

"Vi mando come pecore tra i lupi" non l'ha detto il Concilio. Anzi: il Concilio ha aperto le porte dell'ovile per farne uscire il gregge, disperderne i pastori ed entrare i lupi. Lupi che il Concilio si guarda bene dall'identificare, mendicando con piaggeria l'approvazione di tutti quelli che fino a ieri erano considerati nemici di Cristo.

E il monarca argentino, figlio del Concilio e suo fiero erede, pare apprezzare non poco i lupi, mentre non perde occasione per denigrare, irridere e disperdere le poche pecore che si ostinano a rimanere fedeli all'unico Pastore.

mic ha detto...

Cari amici,
Penso che non sia 'usare il bilancino' esprimere il proprio sentire, motivandolo, come ha fatto Marius.
Son d'accordo col richiamo alla concretezza dell'agire, rispetto a tanti altri vescovi che purtroppo appaiono diversamente-credenti, ricordata da Rosa.
Ma penso sempre utile sottolineare alcune carenze; il che non è per partito preso. E, in questo momento di grande confusione, serve per chi non è abituato a leggere anche oltre il detto e il non detto o non ha il 'fiuto cattolico' ancora ben funzionante.

viandante ha detto...

alla fin fine, ciò che importa non è ciò che Monsignor Negri dice, ma ciò che fa nella sua Diocesi

Ho sempre creduto che quanto dice un sacerdote, un vescovo o il papa, indipendentemente dal fatto se parli in modo infallibile o meno, sia una cosa da prendere seriamente.
La predicazione è sempre stata importante nello svolgere uno dei compiti fondamentali di un cristiano: l'annuncio dell'Evangelo di Cristo in tutto il mondo.

E qui mi si viene a dire che quanto un vescovo dice non è importante? Concordo sul fatto che vi siano altre cose importanti, ma la predicazione per un vescovo è sommamente importante.

Dispiace che purtroppo, diocesi o parrocchia che vai, dottrina che trovi.
Dispiace che il singolo fedele non si trovi più di fronte a dei sacerdoti con unità di dottrina, confermata da una coerente pastorale.
No, ci si trova di fronte ad un variegato ventaglio di "opzioni". Ebbene in questa cacofonia si deve ristabilire la verità della dottrina cattolica integralmente e non solo dopo attenta valutazione dei rischi e delle opportunità, tacendo eventuali verità scomode. Tra l'altro è proprio questo uno degli aspetti per i quali è stata riformata la Santa Messa con potature moderniste in molti ambiti, per non dispiacere ai credenti luterani, ebrei e altri.
Ma chi siamo noi per operare delle censure sul dogma?

Per il resto è evidente, come dice Baronio, che il passe-partout che ha permesso a tante eresie di ripresentarsi proclamate da uomini di Chiesa sia stato proprio il Concilio Vaticano II.

Rr ha detto...

Quando ho scritto che non è importante ciò che dice, avrei dovuto specificare (scrivere sull'iPad non è facilissimo) : quello che dice in un'intervista a Panorama, in cui deve usare un certo tipo di linguaggio. Certo è invece molto importante leggere quello che scrive sul suo sito, o quello che dice in un'omelia.
Se i religiosi di ogni ordine e grado smettessero di parlare ai giornali ed in TV, e si limitassero a dire: - Vuol sapere come la penso ? come NS Signore dice nel Vangelo. Non lo conosce ? Beh gliene regalerò una copia. E comunque questo è il mio sito, queste sono le mie omelie dove troverà ciò che chiede", quanto sarebbe meglio!
E questo vale per tutti gli esperti, gli scienziati, i medici, ecc.ecc. In TV dovrebbero starci solo soubrettes, attori e ballerini, e sui giornali scrivere solo i giornalisti. Volete informarvi, acculturarvi ? LEGGETE LIBRI!!
RR

hr ha detto...

Mi scuso per la "provocazione". Certamente il mio bilancino è più approssimativo di quello di altri amici che qui scrivono e quanto prima provvederò alla necessaria "taratura".

Invito tutti a visitare il sito di Mons. Negri: http://www.luiginegri.it/

Provate a leggere le sue recenti omelie. Per esempio quella del 5/11 in cui parla del "possumus e del non possumus".
Leggete anche il suo editoriale:
http://www.lacrocequotidiano.it/articolo/2015/11/04/chiesa/i-vescovi-alla-guida-del-popolo-nelle-scelte-fondamentali

Poi ditemi quanti altri vescovi italiani parlano così.
Se quello che dice e fa non ci soddisfa completamente e magari qualche volta ci delude, la responsabilità non è certo di Mons. Negri, che usa con estrema dignità e autoironia i talenti ricevuti. Semmai imploriamo il Signore con preghiere, azioni, opere... affinché ci faccia trovare vescovi e guide ancora migliori.

Riccardo Abbà ha detto...

Non è da molto che leggo i suoi interventi, ma vorrei complimentarmi. Più la leggo, più vedo che ha le idee chiare sino in fondo.

Italo ha detto...

D'accordo su "chi sono io per giudicare il papa?". Credo però che invece proprio i vescovi abbiano il dovere di far presente a Papa Bergoglio che con lui la Chiesa è precipitata in una spaventosa confusione. E la dottrina sembra da lui considerata un ferro vecchio.Certe affermazioni che ha fatto a Scalfari sono eretiche, come quella sul principio di bene e male. Eppure tutto ormai è stato di fatto accettato.Tutto ormai gli è permesso e dissentire, o semplicemente esprime perplessità come fece a suo tempo l'onesto e bravissimo Messori, si rischia il linciaggio mediatico.La difesa della fede e della dottrina bimillenaria è un dovere dei pastori non solo all'esterno ma anche dentro la Chiesa. Ho quasi ottanta anni, il Papa (ne ho conosciuti sei prima di Bergoglio), è sempre stato per me un riferimento certo che mi dava sicurezza. Ora mi destabilizza. Non credo sia un buon servizio che si rende al Papa quello di adularlo fino al punto di scrivere e proclamare via radio "Effetto Bergoglio - Le dieci parole di Papa Francesco che stanno cambiando il mondo". Il mondo di certo non mi sembra cambiato in meglio, in compenso è cambiata la Chiesa dove regna la confusione più spaventosa.Credo che amare veramente il Papa sia anche dirgli francamente "Santità si fermi, forse siamo ancora in tempo, lei ha il compito di confermarci nella fede, questo lo ha detto Gesù a Pietro del quale lei è successore ... rifletta sulla grave resposabilità che si è assunto ...

Gederson ha detto...

Questione di politica in generale hanno relazione con questione di teologia. Quindi, domando:

Sarà che Putin avrebbe gli attributi, se credesse che cristiani e islamici hanno lo stesso Dio?

Sarà che se Putin fosse cattolico, dopo vedere l'incontri d'Assisi, il bacio nel corano, la invocazione a S. Giovanni Battista per la protezione dell'Islam... farebbe qualcosa contro l'ISIS?

Urgentissimo! ha detto...

Scusate,
come mai il numero di protocollo reca l'anno 2012, mentre la firma reca la data 12 ottobre 2015 ?

Paolo Pari Rimini ha detto...

https://youtu.be/_IdC0Sl4Q_g

Mons. Luigi Negri presenta il suo ultimo libro, video integrale, agosto 2015, san Marino

Tommaso Pellegrino ha detto...

Grande monsignor Negri! Il problema è che per lui sono suonati i 74 anni. Ecco un altro presule le cui ormai purtroppo vicinissime dimissioni per raggiunti limiti d'età verranno presumibilemente "prontamente accettate" da chi di dovere, che lo rimpiazzerà con l' ennesimo vescovo progressistoide, e sarà un altro caposaldo della difesa della buona Dottrina che se ne andrà...
Tommaso pellegrino - Torino
www.tommasopellegrino.blogspot.com