giovedì 26 aprile 2018

Il crinale delle due antropologie: dominio autonomo e incontrastato sulla realtà oppure governo della realtà con apertura al Soprannaturale

Voglio ricordare le parole del Cardinal Caffarra [qui] per il piccolo Charlie (che anche oggi non dimentichiamo insieme al piccolo Isaiah. Ormai siamo alla terza esecuzione, almeno di quelle note).
"Siamo arrivati al capolinea della cultura della morte. Sono le istituzioni pubbliche, i tribunali, a decidere se un bambino ha o non ha il diritto di vivere. Anche contro la volontà dei genitori. Abbiamo toccato il fondo delle barbarie. Siamo figli delle istituzioni, e dobbiamo la vita ad esse? Povero Occidente: ha rifiutato Dio e la Sua Paternità e si ritrova affidato alla burocrazia! L' Angelo di Charlie vede sempre il Volto del Padre. Fermatevi, in Nome di Dio. Altrimenti vi dico con Gesù: -Sarebbe meglio che vi legaste al collo una macina da mulino e vi gettaste nel più profondo del mare-."
Nell'immagine a lato, invece, sono riprodotte le dichiarazioni del vescovo di Liverpool, che, invece di parlare in termini pilateschi che accarezzano i lupi e bastonano le pecore, avrebbe dovuto essere con la gente a pregare il rosario davanti all'Alder Hey.

Stendiamo un velo pietoso sugli altri vescovi inglesi e su Paglia... Lo stesso Bergoglio è rimasto sul generico ed è mancata una presa di posizione chiara, forte e decisa sulla sacralità della vita. Nelle sue parole:
Commosso per le preghiere e la vasta solidarietà in favore del piccolo Alfie Evans, rinnovo il mio appello perché venga ascoltata la sofferenza dei suoi genitori e venga esaudito il loro desiderio di tentare nuove possibilità di trattamento” 
sostanzialmente manca la presa di posizione della Chiesa cattolica sulla vita del bambino. Prendiamo quindi atto che la Chiesa cattolica che lui rappresenta, non ha preso posizione sul tema della tutela della vita nel caso del piccolo Alphie, non ha sostenuto l'espatrio del bimbo per un motivo religioso e morale, ma per fare contenti i genitori addolorati. Si lascia intendere - il vescovo locale lo ha esplicitato addirittura dopo un incontro col papa - che la decisione dei medici e del Tribunale è giusta e viene rispettata, ma si chiede un'eccezione per pietà dei genitori, salvando capra e cavoli. Il senso, nemmeno recondito, della comunicazione è: 'Non mi metto contro l'ideologia laicista dominante e appoggio anche le iniziative per tentare di mantenere in vita il bambino'. L'appello è ad esaudire il desiderio dei genitori, a farli contenti per umana pietà, per dare loro un contentino. Diplomazia senza Cristo, nemmeno nominato per ricordare che solo Lui è il Signore della vita. Quindi preghiamo tanto, tantissimo per Alphie e anche per la Chiesa.

Ma il coraggioso e indomito padre di Alfie, nella sua accorata supplica (senza esito) al suo vescovo, ha parlato da cattolico:
"....Sono consapevole che la morte di mio figlio è una possibilità reale e forse non è molto lontana. So che il Paradiso lo sta aspettando poiché non riesco a immaginare quale tipo di peccati possa aver commesso quell'anima innocente, inchiodata al suo letto come a una croce. Ma sono anche consapevole che la sua vita è preziosa davanti agli occhi di Dio e che Alfie stesso ha una missione da compiere. Forse la sua missione è mostrare al mondo intero la crudeltà che sta dietro le parole del giudice. Il giudice ha infatti dichiarato che la vita di Alfie è "futile", sostenendo così la stessa posizione dell'ospedale che vuole che mio figlio muoia per soffocamento. ...."
E poi c'è stata, ed è tuttora in corso, una imponente crociata di laici, che è riuscita persino a mobilitare le forze politiche, mentre un sacerdote si è fatto presente per i sacramenti.
Il card. Burke, nella sua benedizione alle iniziative per Alfie ha ricordato, tra l'altro: « Il Vangelo della vita sta al cuore del messaggio di Gesù. Accolto dalla Chiesa ogni giorno con amore, esso va annunciato con coraggiosa fedeltà come buona novella agli uomini di ogni epoca e cultura ». (Evangelium vitae, n.1) « si delinea e consolida una nuova situazione culturale, che dà ai delitti contro la vita un aspetto inedito e — se possibile — ancora più iniquo suscitando ulteriori gravi preoccupazioni: larghi strati dell'opinione pubblica giustificano alcuni delitti contro la vita in nome dei diritti della libertà individuale e, su tale presupposto, ne pretendono non solo l'impunità, ma persino l'autorizzazione da parte dello Stato, al fine di praticarli in assoluta libertà ed anzi con l'intervento gratuito delle strutture sanitarie ».(Evangelium vitae, n.4)

E mentre la cultura egemone tace o travisa sommariamente o attraverso griglie ideologiche la portata della titanica lotta di forze opposte e inconciliabili su un crinale nel quale si gioca l'antropologia che forgerà le generazioni future, gli altri cardinali e vescovi dove sono?

Ormai si sta affermando anche attraverso questi passaggi socio-politici l’antropologia efficientista e materialista dell’uomo padrone di se stesso e che pretende esercitare il suo dominio incontrastato sulla realtà, mentre fa fatica a far sentire la sua voce l'antropologia dell'uomo che si apre al Soprannaturale, consapevole che è l'unica via per realizzare pienamente la propria umanità e forgia la cultura della vita al posto della cultura della morte, riaffermando la dimensione ontologico metafisica e specificamente Cristica della natura umana. (Maria Guarini)

30 commenti:

Anonimo ha detto...

Generico... più che generico, ambiguo. Il vescovo di Liverpool ha detto quel che ha detto dopo l'incontro con Papa Francesco, che continua a stare con i piedi in enne staffe.

Comunque la notiziona è che Tom Evans ha chiesto direttamente a Papa Francesco di recarsi a Liverpool.

Anonimo ha detto...

Lettera del patriarca di Venezia su Alfie Evans


"Queste mie parole sorgono dal cuore del vescovo ma anche dell’uomo e del cittadino". Così inizia la lunga lettera aperta che il patriarca di Venezia, Francesco Moraglia, ha scritto per esplicitare il suo pensiero sulla drammatica vicenda del piccolo Alfie Evans: "Una storia che non può lasciarci solo pensosi o tristi - ha dichiarato monsignor Moraglia - Deve, piuttosto, portare ad una riflessione pacata e che aiuti a maturare una posizione per cui i diritti dei deboli, innanzitutto di un bambino e poi dei due giovani genitori, non siano 'diritti deboli'. Questo bambino, grazie ai media, è diventato davvero 'figlio nostro' e 'figlio del mondo'".
"L'Europa difende le banche e balbetta su altri temi"

Il patriarca si scaglia contro l'Europa: "Purtroppo, ancora una volta, ci lascia profondamente delusi per come non riesce a trattare una questione delicatissima e così lancinante - scrive Moraglia - L’Europa si spende per l’euro, per le banche, per i parametri economici ma sembra continuare a balbettare in altri fondamentali ambiti. Il nostro Paese, l’Italia, concedendo ad Alfie la cittadinanza e offrendo la disponibilità ad accoglierlo e curarlo in alcune nostre strutture ospedaliere d’eccellenza (il Bambino Gesù di Roma e il Gaslini di Genova), ancora una volta - come per il salvataggio di migliaia di uomini in mare - ha saputo e soprattutto voluto cantare fuori dal coro, mostrando in tale vicenda un’attenzione, una sensibilità e, in una parola, un’umanità che, in fondo, da sempre appartiene all’Italia, la quale si è evidenziata per un'incoraggiante 'originalità' rispetto ai filoni di pensiero anglosassoni ed europei. Un'originalità di cui dovremmo andare fieri".
"Risparmiate il dolore fino alla morte naturale"

La differenza secondo il patriarca è tra accanimento o abbandono terapeutico: "Non ci sarebbero trattamenti sproporzionati, ma nemmeno ci sarebbe abbandono - conclude Moraglia - nessun potere umano (politico) può arrogarsi il diritto di impedire che altri Stati e istituzioni scientifiche riconosciute come eccellenze si facciano carico del piccolo Alfie. Si tratta perlomeno di risparmiare il dolore fino al momento della morte naturale. Solo così una società progredisce".






Anonimo ha detto...

Mi chiedo come abbia però potuto aiutare, oltre tutto quel che è stato giustamente scritto,l'enfatizzazione emotiva di questo dramma da parte di noi che ci siamo interessati.
In realtà ha semplicemente peggiorato le cose rinsaldando medici e giudizi nei loro giudizi. Ciò non significa che non si debbano esternare i propri sentimenti o provar a far leva su questi, giacché siamo umani e ciò è lecito oltre che sensato, ma focalizzarsi principamente su questo non mi è sembrato molto assennato tant'è che si sono addotte a sostegno del proprio giusto sdegno principalmente tesi complottistiche ( appartenenza a logge, gruppi LBGT, sperimentazioni scientifiche che di certo possono anche essere vere e comunque sia determinerebbero l'andazzo della vicenda ma non sono vincolanti dal punto di vista etico medico e giuridico ) o tutt'alpiù non inerenti ( vedasi l'azione di Satana che ovviamente c'è ma non è mai vincolante e sul piano delle argomentazioni vale ben poco )ed in vari casi sono semplicemente assenti.
Inoltre mi sembra strano, sinceramente, lo scrivo da cattolico come voialtri, probabilmente meno fervoroso mi vien da pensare, che il Signore Dio non ascolti le preghiere innumerevoli e costanti di chi si prodiga per impedire tale scempio e crimine. E' chiaro che difatti Egli le ascolti, come è chiaro che i suoi disegni saranno sempre volti per il Bene, ma appare stringente come certe richieste vengano espresse sull'onda di qualcosa che ne distorce la realtà, non mi si chieda cosa giacché non lo sò: dovremmo avere una Fede incrollabile ed è scritto che quel che un uomo di Dio chiede in questo spirito il Signore lo realizza, che se chiediamo senza dubbio Egli ci esaudirà, potendo noi comandare alle montagne di gettarsi nel mare...Mi chiedo dunque semplicemente se sia così.
Non sta a me dirlo ma a quanto pare per altri casi recenti tali richieste non sono state accettate da parte del buon Dio, ed è più che evidente che la colpa sia da ricercare in noi stessi che abbiamo fatto poco e male.Io di sicuro.
Questo volevo dire in un qualche altro messaggio che ho scritto , in cui mi sarò sicuramente espresso male, probabilmente lo sto continuando a fare.

p.s. dire che esista un'antropologia contraria a quella che è nella naturalità delle cose può portare , ai fini della confutazione, ad un impassé. Non esistono distinte antropologie, ne esiste una sola essendo la natura dell'umanità ben definita. Appellarsi a Dio od al sovrannaturale è certo in linea di principio necessario ma il caso del povero Alfie è dirimibile e risolvibile, e Dio lo conceda, semplicemente sul piano della legge naturale.

cordiali saluti, daouda

Anonimo ha detto...

Bell'articolo , grazie .
In alternativa , si potrebbe chiedere consiglio/intervento ai Cardinali di riferimento ?
Cos'altro suggeriscono per far liberare quel bambino ?

Michele MAcIK Durighello ha detto...

https://2diversamenteabiliversosantiago.blogspot.it/2018/04/con-alfie-per-alfie.html

irina ha detto...

la risposta a questi omicidi, con la preghiera e dopo la preghiera, è la posa in essere di luoghi, case, cascine, borghi dove persone con gravi malattie possano vivere la loro vita secondo le loro infermità, migliorando in accordo al loro stato di partenza con cure specifiche per ognuno, conducendo una semplice vita di studio, di lavoro, di preghiera, di momenti sociali di festa e di cultura. Questo per essere risanatore necessita di essere CRISTIANO, non lasciato in mano ad ong-balordo-speculative-ideologico-orizzontali. Dovrebbe essere MISSIONE, se il termine ha ancora un senso verticale per i cinque sensi-goduria-aggiornati di cui oggi disponiamo.

Anonimo ha detto...

http://www.marcotosatti.com/2018/04/26/alfie-venezia-ha-un-patriarca-dalla-germania-un-pediatra-incomprensibile/

La voce del Patriarca di Venezia si è levata oggi per il caso di Alfie Evans.

Per coloro che leggono l’inglese – un’interessantissima intervista di un pediatra tedesco che ha visitato Alfie –

Anonimo ha detto...

@daouda

Il ragionamento è molto semplice: la risposta emotiva ha aiutato, perché altrimenti non si sarebbe sollevata l'attenzione sul caso. Sono il primo a diffidare delle risposte emotive, tuttavia qui siamo in piena emergenza, perché appena si fosse girata la testa dall'altra parte quelli avrebbero ammazzato il bambino. Purtroppo, siccome la nostra società si basa sull'emotività, a quel punto sarebbe seguito qualche giorno di indignazione - come per Charlie - e poi tutto si sarebbe sgonfiato.

Come si potrebbe agire senza risposte emotive? Con un magistero autorevole e chiaro. Ovviamente, quello del mondo è totalmente contrario: sulla Chiesa docente e gerarchica non possiamo contare per gli ovvi motivi. Dunque, se dobbiamo agire noi dal basso, lo possiamo fare con gli strumenti che abbiamo a disposizione, e uno di questi è il chiasso. Chiasso che si può fare solo nel momento caldo, perché in un momento di pausa praticamente nessuno seguirebbe.

Peraltro, non sarei neanche così netto nella critica a quello che sta succedendo: ragionamenti e risposte non emotive, ma ben fondate, si possono trovare con grande facilità nei posti giusti. La stessa difesa degli Evans è basata su questioni logiche e di diritto naturale e sta fallendo solo perché l'arbitro gioca con l'altra squadra - in queste circostanze è noto che non c'è molto da fare.

Quanto alle preghiere e alla mancanza di risultati: non mi sembra una gran novità, a guardare la storia umana. Lei stesso dà parte della risposta: non stiamo pregando abbastanza. Ovviamente non ho nessuna intenzione di mettere in collegamento diretto la vicenda di Alfie e quanto si sta pregando per lui; tuttavia la vicenda di Alfie arriva come ennesimo sprofondamento di una società totalmente scristianizzata, che è tale certamente per la mancanza di preghiera da parte dei "buoni". Così come la Chiesa sprofonda perché non abbimo pregato abbastanza per lei e non abbiamo invocato abbastanza lo Spirito Santo per mandare la sua Grazia che combattesse eretici e pervertiti. A questo proposito si potrebbe banalmente ricordare la promessa del Padreterno ad Abramo di non distruggere Sodoma e Gomorra se ci fossero stati un numero sufficiente di uomini giusti: questo dimostra da un lato che pochi giusti possono ottenere tanto... ma c'è un minimo necessario. Ovviamente non è un minimo quantificabile, non possiamo metterci a fare i conti: ma se non ci sono abbastanza persone che aprono la porta allo Spirito Santo, Quello resta fuori a bussare.

D'altronde sono centocinquant'anni che la Madonna ci sprona a pregare e far penitenza, pena il castigo, con la più intensa sequenza di mariofanie che la storia della Chiesa abbia mai registrato: cosa c'è di più chiaro nel dirci che non preghiamo abbastanza?

Ave Maria ! ha detto...

Roma 27 Aprile 2018 ore 16:30 presso Ambasciata Inglese

Il Comitato San Filippo Neri prendendo atto delle derive dello stato laico inglese, organizza un Rosario pubblico presso l'Ambasciata del Regno Unito in favore di Alfie Evans e per la conversione di coloro che stanno cercando di sopprimerlo.Invitiamo tutti i cattolici di buona volontà ad accorrere armati della corona del Rosario per testimoniare pubblicamente la Fede Cattolica.Ad Maiorem Dei Gloriam #Alfie #Rosario #AuxiliumCristianorum #KyrieEleison

https://www.facebook.com/129894081090137/photos/a.133459674066911.1073741829.129894081090137/136294307116781/?type=3&theater&ifg=1

Anonimo ha detto...

Contro una visione titanica e totalitaria pseudo scientifica la Vera scienza è alleata della retta ragione dell’etica ed è consapevole dei propri limiti.

Non possiamo dimenticare la asettica, fredda, razionalistica e meccanica applicazione della metodica sperimentale e manipolatoria, perpetrata per fini militari e non, nel potente e satanico reich totalitario, promotore di una umanità, eletta, titanica, prodotta scientificamente ed eugeneticamente: “l’uomo ridotto a prodotto” e se prodotto può anche essere distrutto. Una umanità “pura” che si autofonda, autarchicamente, sotto la guida di “illuminati” demiurghi-tecnologici, ispirati da un totalitario delirio di onnipotenza, dalla sete di fama e notorietà e dal dio efficienza e lucro, per realizzare pienamente ed esplicare compiutamente il progetto ed il brevetto, su scala mondiale, dell’uomo perfetto e perenne, manipolabile ed integrabile geneticamente e tecnologicamente, con animali e macchine, “per vincere la morte”. Ci sovviene il ricordo del film interpretato da G. Peck e L. Olivier, I ragazzi venuti dal Brasile, dove Mengele continuava, in America Latina, le ricerche di clonazione, fatte nei campi di concentramento, ma l’obiettivo questa volta era davvero superlativo: clonare Hitler. Quante atroci sperimentazioni sono state effettuate ad Auschwitz, in nome del progresso dell’umanità. E quante sono state fatte successivamente per scopi bellici e di potere contro l’umanità, come la bomba atomica.
A proposito quanti “scienziati” hanno aderito al Manifesto della razza: quanti non si sono
sottratti al fascino tirannico e luciferino di una umanità “pura”, autarchica, titanica, eugenicamente perfetta. Essi hanno espresso, il sogno positivista e scientista, in maniera totale: il progetto di una autodivinizzazione dell’uomo, non più immagine di Dio, ma prodotto di cieche forze materiali, del “superuomo”, ormai consapevole di essere il solo “creatore” di storia, padrone e forgiatore del bene e del male visto che “Dio è morto”, “scacciato dal mondo”, rimosso, anche se solo pubblicamente, dalla coscienza (è difficile combattere l’Invisibile e l’Eterno,“infatti in Lui viviamo esistiamo e siamo”), come mito, patologia, proiezione, inibizione, oppio. False divinità e falsi messianismi, questi sì davvero oppio, che dichiarandosi “solari”, luce di una “ragione delle universali sorti e progressive” finita e contingente, dimentica di essere divorata dall’onnipervasività della morte, si pone follemente come assoluta, misura senza misura. Un fiume in piena che vuole travolgere, ogni limite imponendosi con la forza di una retorica fascinosa e di una eristica capziosa, per creare un Regnum hominis assoluto.
Questi integralisti laicisti e dommatici, talebani scientisti, utilitaristi, pragmatisti ed idolatri. Pseudo libertà che finisce, per distruggere la libertà, in nome dell’anarchica e tirannica affermazione di una libertà assoluta senza Verità (qualcuno, nel Novecento, ma anche nel V secolo a.C., diceva che “la menzogna è la potenza”!!!).

Anonimo ha detto...

... segue/1

“Crisi intorno alla verità. Persa l'idea di una verità universale sul bene, conoscibile dalla ragione umana, è inevitabilmente cambiata anche la concezione della coscienza: questa non è più considerata nella sua realtà originaria, ossia un atto dell'intelligenza della persona, cui spetta di applicare la conoscenza universale del bene in una determinata situazione e di esprimere così un giudizio sulla condotta giusta da scegliere qui e ora; ci si è orientati a concedere alla coscienza dell'individuo il privilegio di fissare, in modo autonomo, i criteri del bene e del male e agire di conseguenza. Tale visione fa tutt'uno con un'etica individualistica, per la quale ciascuno si trova confrontato con la sua verità, differente dalla verità degli altri” (Giovanni Paolo II, Fides et Ratio, n. 98). Una visione scientistica assoluta e dommatica, norma normas del bene e del male, ove questi valori assiologici sono ridotti a mera prassi empirica-meccanica-materiale, fatto valore, che si pone come dinamica promotrice di un dubbio e ambiguo sentimento filantropico e di una idolatrica divinizzazione e assolutizzazione dell’io, nella sua pura dimensione istintuale, individualistica, atomizzata, prevaricatrice. Che distrugge l’uomo, mortificandone la trascendenza e quindi la libertà, la dignità e l’indisponibilità ad ogni manipolazione, riducendolo a cosa, prodotto, ammasso cellulare.

Anonimo ha detto...

... segue/2

Sull'assolutezza e l'intangibilità dell'uomo in quanto persona ha scritto pagine limpide e penetranti R. Guardini. Una merita d'essere trascritta: “Un uomo è inviolabile non già perché vive e ha quindi ‘diritto alla vita’. Un simile diritto l'avrebbe anche l'animale, perché anch'esso vive... Ma la vita dell'uomo non può essere violata perché l'uomo è persona. Persona significa capacità all'autodominio e alla responsabilità personale, a vivere nella verità e nell'ordine morale. La persona non è un che di natura psicologica, ma esistenziale. Non dipende fondamentalmente da età, o condizioni fisico-psichiche o doti naturali, ma dall'anima spirituale che è in ogni uomo. La personalità può essere inconscia come nel dormiente; tuttavia esige già una tutela morale. In generale è pure possibile che non si attui perché mancano i presupposti fisio-psichici, come nei pazzi o negli idioti; ma l'uomo civile si distingue appunto dal barbaro perché la rispetta anche in un simile involucro. Può essere anche nascosta come nell'embrione, ma già vi è e col proprio diritto. La personalità da all'uomo la sua dignità; lo distingue dalle cose e ne fa un soggetto. Una cosa ha consistenza, ma non in proprio; effetto, non responsabilità; valore, non dignità. Si tratta alcunché come cosa, in quanto lo si possiede, lo si usa, e per finire lo si distrugge, vale a dire - per gli esseri viventi - lo si uccide. La proibizione di uccidere l'uomo rappresenta il coronamento della proibizione di trattarlo come cosa... Il rispetto per l'uomo in quanto persona è una delle esigenze che non ammettono discussione: ne dipendono la dignità, ma anche il benessere e alla fine la durata dell'umanità. Se questa esigenza viene messa in forse, si cade nella barbarie. Ma è impossibile farsi un'idea di quali minacce possano sorgere per la vita e l'anima dell'uomo, se, privo del baluardo di questo rispetto, viene consegnato allo Stato moderno e alla sua tecnica” (R. Guardini, Il diritto alla vita prima della nascita, Vicenza 1985, pp. 19-21).
Una “ragione autofondativa” che staccata da Dio è diventata mostruosa, patologica, distruttiva, ha così, prodotto solo luoghi spettrali, lugubri ed infernali (Gulag, Lager, pulizie etniche, manipolazioni umane): della razza, della classe, della statolatria, della scientismo idolatrico, della ragione strumentale ed ideologica, eletta a dea, falsi dèi e falsi assoluti che chiedono sacrifici cruenti, cui non segue alcuna speranza alcuna risurrezione. Polverizzazioni dell’io, mera oudenologia. Prof. D. Pennino

mic ha detto...

Da Stilum Curciae:
http://cathcon.blogspot.it/2018/04/top-german-paediatrician-finds-outcome.html

Qui in inglese un’interessantissima intervista di un pediatra tedesco che ha visitato Alfie – come amico di famiglia, perché i medici dell’Alder si sono rifiutati di confrontarsi con lui – che giudica il comportamento dell’ospedale e dei giudici, e il divieto di lasciare l’ospedale e la Gran Bretagna totalmente incomprensibili. Il pediatra dice anche che quello che sta succedendo a Alfie ora, a causa di come il nazismo ha trattato i disabili, sarebbe impossibile. Qui sotto trovate una vignetta del 1940, che dice : “Anche tu porti il fardello”, accennando ai costi legati alle persone disabili.

mic ha detto...

Sempre più strano... Il vescovo nega l'assistenza spirituale ad Alfie e anche ai suoi genitori

L’arcivescovo di Liverpool va a Roma a rassicurare il Papa sulla bravura dei medici dell’Alder Hey Hospital e sulla correttezza dei giudici britannici che hanno condannato a morte Alfie Evans; e nel frattempo fa scacciare padre Gabriele Brusco dall’ospedale, lasciando Tom e Kate senza alcuna assistenza spirituale e testimonianza concreta di una vicinanza umana.
[...]
Comunque, dopo il colloquio padre Gabriele è restato al suo posto, al fianco di Tom, Kate e Alfie, sapendo anche di contare sul tacito sostegno della Segreteria di Stato (dopo l’intervento del Papa). Ma dopo la visita di ieri a Roma di McMahon deve aver cominciato a vacillare anche l’appoggio vaticano, e nello stesso tempo il cardinale Nichols – che, attraverso il suo ausiliare mons. Sherrington, aveva già inviato una mail a padre Gabriele – lo ha fatto richiamare a Londra, dal parroco dove da qualche tempo presta servizio. Visto il livello morale e spirituale dei personaggi coinvolti, non ci stupiremmo se a breve scoprissimo un padre Gabriele costretto ad abbandonare l’Inghilterra e trovarsi un’altra terra di missione. Ovviamente l'arcivescovo di Liverpool ha detto che l'assistenza spirituale verrà garantita dal cappellano, ma qualcuno è davvero disposto a credere a chi non fa altro che dire menzogne?
Alla fine comunque resta il fatto vergognoso di un arcivescovo cattolico che, in combutta con il cardinale primate d’Inghilterra, toglie anche il conforto spirituale e umano ai genitori di Alfie, dopo che medici e giudici hanno già tolto al piccolo bambino il diritto alla vita e ai suoi genitori la libertà di movimento. Una vergogna per tutta la Chiesa cattolica inglese, la cui tradizione ricca di martiri non merita successori tanto indegni.
E comunque ce ne è abbastanza per chiedersi che strani intrecci e interessi ci siano tra vescovi inglesi e l’establishment rappresentato dalla casta dei medici e dei giudici.
http://www.lanuovabq.it/it/il-vescovo-nega-lassistenza-spirituale-ad-alfie

mic ha detto...

Guardate e ascoltate con attenzione questo
https://www.facebook.com/Aleteiait/videos/1921467264530641/

Facciamo il passo indietro richiesto e continuiamo a supportare il piccolo Alfie e i suoi con i mezzi invisibili e potenti della preghiera e dell'offerta... nell'abbraccio grande mistico e misterioso che ci fa unico corpo in Cristo Signore.
Consapevoli anche di cosa c'è in ballo al di là della storia di Alfie, che è un grande dono per tutti.

Anonimo ha detto...

Grazie a questa giovanissima famiglia abbiamo sperimentato il "risveglio" del corpo Mistico .
Continuiamo insieme per la gloria di Dio .

Anonimo ha detto...

Se potete ringraziate per me Padre Gabriele che prendendosi cura di quella famigliola ha asciugato le lacrime della Madre di Dio .
Grazie Padre Gabriele .
Dio La benedica !

mic ha detto...

....Venendo al caso del piccolo Alfie, si osserva invece un’ulteriore passaggio in ambito bioetico, seppur afferente ad un ordinamento straniero. Prima di procedere nel merito occorre premettere che la Gran Bretagna segue il modello giuridico del common law: si tratta cioè di un sistema nel quale non esistono vere e proprie leggi vincolanti come negli stati continentali, ma il diritto viene letteralmente “creato” dal singolo giudice. Vuol dire, quindi, che i precedenti giurisprudenziali sono in grado di influenzare in maniera tendenzialmente permanente le decisioni dei successivi giudici chiamati a decidere su casi analoghi. Questa ultima considerazione appare nel nostro caso fondamentale, poiché significa che il caso del piccolo Alfie diventerà (presumibilmente) la regola in Gran Bretagna.

Ciò premesso, la vicenda Evans si presenta con caratteristiche del tutto innovative, giacché si è reputato che la vita umana non solo è un bene disponibile (come peraltro già avviene in Italia), ma addirittura sopprimibile per atto di imperio del potere pubblico, anche qualora vi sia l’opposizione del titolare del diritto (o dei genitori-tutori, come nel caso di specie). Si tratta invero di una decisione che paradossalmente annienta lo stesso principio di autodeterminazione, pur elevato negli ultimi anni a principio irrinunciabile dei moderni ordinamenti giuridici. Tale principio, utilizzato come grimaldello per consentire la cessazione della propria esistenza, viene oggi del tutto obliterato laddove la volontà dell’individuo sia nel senso di voler continuare a vivere. Ed infatti le conseguenze che discendono da tale prospettiva sono evidenti: significa invero che la conservazione della vita umana è demandata alla selezione da parte della pubblica autorità di standard qualitativi e quantitativi....
https://www.radiospada.org/2018/04/alfie-evans-case-presupposti-ideologici-e-conseguenze-giuridiche/

irina ha detto...

"... Vuol dire, quindi, che i precedenti giurisprudenziali sono in grado di influenzare in maniera tendenzialmente permanente le decisioni dei successivi giudici chiamati a decidere su casi analoghi. Questa ultima considerazione appare nel nostro caso fondamentale, poiché significa che il caso del piccolo Alfie diventerà (presumibilmente) la regola in Gran Bretagna..."

Come ho già accennato l'Inghilterra si occupa dei grandi invalidi da tempo:

WELCOME TO CAMPHILL
CAMPHILL COMMUNITIES provide opportunities for children, young people and adults with learning disabilities, mental health problems and other special needs to live, learn and work together with others in an atmosphere of mutual respect and equality.
There are more than 100 Camphill communities in over 20 countries in Europe, North America, southern Africa and India where those with special needs are offered the support they need to develop their potential.
Camphill community life is based on Christian ideals and the teaching of the philosopher Rudolf Steiner (1861-1925). We welcome those of all beliefs who respect our ethos.
In addition to caring for each other, those who make their lives at our Camphill centres care for the land and the environment around them by following organic and biodynamic principles in their gardens and on their farms, recycling and using environmentally-friendly products and services whenever possible.
This site is maintained on behalf of the worldwide Camphill Movement by Camphill England & Wales.

Where we are

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Republic of Ireland
Scotland
Wales
/segue

irina ha detto...

Spesso questi luoghi hanno tra i loro benefattori persone di ampie possibilità economiche che hanno o hanno avuto figli disabili e/o gravemente disabili nelle forme più varie.
Credo una legislazione in merito sedimentata l'Inghilterra l'abbia. Sono quasi certa che molti di quelli implicati in questa vicenda conoscano almeno uno dei luoghi di cui ho copiato l'elenco su internet.Alcuni di questi li ho visitati.Sicuramente sono istituzioni che vivono nella penombra, con i vantaggi e gli svantaggi che comporta ed i conseguenti pregiudizi di chi poco ne sa. Come tutte le istituzioni attraversano periodi d'oro quando al loro interno vivono persone di grande valore e periodi di piombo quando si creano conflitti al loro interno per questioni spesso personali. La vita all'interno è ben organizzata, di solito ogni comunità educativo-terapeutica tende a specializzarsi al suo interno per età e tipo di disagio e/o infermità. Essendo Alfie così piccolo sarebbe necessario che i genitori entrassero insieme al loro bambino. E' una vita molto faticosa, anche dal punto di vista fisico,per un adulto ma, ne ho sempre conservato un ottimo ricordo. Ne ho visitati anche in Germania, in Svizzera ed in Scozia. Non sono mai stata per lunghi periodi ma quello che ho visto l'ho sempre apprezzato molto.
Il motivo, per cui l'ospedale di Liverpool abbia percorso il sentiero che ha percorso, mi è ignoto; ho fatto e scritto qui le ipotesi più nere. Sicuramente vi è qualcosa di grosso di cui fino infondo non capisco la natura. Tranne l'espianto di organi non so cosa altro pensare.

Aloisius ha detto...

Non illudiamoci, l'Europa e il mondo occidentale vanno nella direzione segnata dai giudici inglesi.
E secondo me non è un caso che sia stato un Paese uscito dalla CE a fare da apripista.
A prescindere dai singoli ordinamenti giuridici, ora c'è un precedente di riferimento in linea con il pensiero unico del nuovo ordine mondiale

Intanto, sul Giornale, si legge di un probabile accordo con i genitori di Alfie:
http://m.ilgiornale.it/news/2018/04/26/alfie-ostaggio-dellospedale-ma-ora-i-genitori-chiedono-silenzio/1519761/
"......Una mossa a sorpresa che lascia intendere che tra la famiglia e i medici dell’Alder Hey sia stato raggiunto un compromesso. In mattinata Tom Evans aveva anticipato che avrebbe chiesto ai vertici della struttura di poter portare a casa il piccolo. "Non si è svegliato, è ancora un pò debole, ma quello che chiediamo è di andare a casa a sostenere la sua vita", aveva detto Tom Evans stamattina, dopo che, da tre giorni, il bimbo respira senza la ventilazione artificiale".

In pratica, tu fai spegnere i riflettori e smettere le manifestazioni esterne e noi diamo da mangiare e bere ad Alfie.
Quindi dobbiamo dobbiamo continuare l'"assalto al Cielo", come dice il card. Burke; da casa possiamo e dobbiamo fare solo questo.


Anonimo ha detto...

"Il nostro Ashya è guarito": la favola del bimbo in fuga per curare il cancro ora divide gli scienziati

Prima il rifiuto della chemio in un ospedale inglese. Poi l'arresto dei genitori in Spagna, il rilascio e l'approdo a Praga dove il piccolo di cinque anni è stato curato con la protonterapia. L'annuncio: "Spariti i segni del tumore"

http://www.repubblica.it/cronaca/2015/03/24/news/_il_nostro_ashya_e_guarito_la_favola_del_bimbo_in_fuga_per_curare_il_cancro_ora_divide_gli_scienziati-110321450/

Anonimo ha detto...


Camphill Communities e Rudolf Steiner

Saranno comunità che fanno certamente del bene però va ricordato che Rudolf Steiner, ai cui insegnamenti dicono di ispirarsi queste comunità, era un propagatore della teosofia e di una concezione in sostanza esoterica della realtà. Si basava ampiamente sulla spiritualità indù.

Anonimo ha detto...

26-04-2018: SILENZIO E PREGHIERA. 🙏🙏🙏

Si profila un accordo fra Thomas e Kate Evans e l'Alder Hey Hospital, anche se al momento non è possibile sapere quale potrebbe essere la soluzione. Lo si ricava dalla dichiarazione scritta rilasciata questa sera da Tom e Kate che chiede per tutti "il ritorno alla vita normale" per consentire ai genitori di Alfie e ai medici dell'ospedale di stabilire un rapporto costruttivo. Probabilmente si tratta di facilitare un accordo per le dimisisoni di Alfie dall'ospedale come indicato nel corso dell'ultima udienza con il giudice dell'Alta Corte Anthony Hayden lo scorso 24 aprile.

Ecco il testo integrale della dichiarazione:

DICHIARAZIONE DI KATE JAMES E TOM EVANS

Desidero fare una dichiarazione a nome mio e di Kate.

Le nostre vite sono state stravolte dalla fortissima attenzione su Alfie e la sua situazione. La nostra piccola famiglia e l'Alder Hey sono diventate il centro dell'attenzione per moltissima gente di tutto il mondo e questo ha significato che non ci è stato possibile vivere come avremmo voluto.

Siamo molto grati e apprezziamo molto tutto il sostegno che abbiamo ricevuto da ogni parte del mondo, inclusi i nostri sostenitori italiani e polacchi, che hanno dedicato il loro tempo e sostegno alla nostra incredibile battaglia. Adesso vi chiediamo di tornare alla vostra vita di tutti i giorni e di permettere a me, Kate e l'Alder Hey di stabilire un rapporto, di costruire un ponte e di attraversarlo.

Desideriamo anche ringraziare lo staff dell'Alder Hey ad ogni livello per la loro dignità e professionalità dimostrata in questo periodo incredibilmente difficoltoso anche per loro. Con loro riconosciamo la grande tensione per tutti noi che i fatti recenti hanno provocato, e ora desideriamo privacy per tutti coloro che sono coinvolti.

Nell'interesse di Alfie lavoreremo con i medici che lo stanno seguendo per un programma che garantisca al nostro ragazzo la dignità e il conforto di cui ha bisogno.

Da questo momento in poi non saranno più pubblicate dichiarazioni né saranno concesse interviste. Speriamo che vogliate rispettare questo.

Grazie

irina ha detto...

Sì, ho portato questo esempio perchè ho visto con i miei occhi, non tutte ma, alcune comunità ed ho osservato il loro modo di vivere e di curare chi ne ha bisogno, per lo più i residenti sono incurabili, cioè, per la mentalità corrente, da eutanasia;ho portato questo esempio perchè in UK esistono tante di queste comunità ed è impossibile che almeno qualcuno non ne sappia qualcosa e non possa fare un passa parola o verificare se in questi posti la persona come tale sia trattata; ho portato questo esempio perchè è l'unica alternativa concreta, esistente oggi in Inghilterra della quale con tranquillità mi sento di dire: andate e vedete.
Il resto non mi è ignoto e, per quello che conosco gli uomini, so che possono riuscire a fare scempio di tutto. Non essendo inglese, non vivendo in Inghilterra, questo so e questo scrivo, se chi è in grado di aiutare è anche Samaritano lo allontaniamo?
Pur essendomi formata sul catechismo di San Pio X e non avendo mai fatto vita di parrocchia e avendo sempre guardato altrove, non ultimo alla teosofia e a Rudolf Steiner, sono poi tornata sui miei passi perchè, come ho scritto più volte ho capito che qui, nel Cattolicesimo, erano le radici di quello che ho trovato di buono qua e là. Non sono stata fulminata sula strada di Damasco, no. E' stata un lungo vagare, che in maniera a me ignota ha saldato il prima ed il poi senza che neanche io vi abbia concorso. Se qui rimango, come tanti altri 'ritornati', non è perchè mi trovi bene, anzi, ma perchè vedo vegliardi che si comportano come adolescenti inconsistenti e hanno dimenticato chi sono e quale è il loro lavoro, cioè che qui o si sta al servizio di NSGC o non è consentito a NESSUNO di servirsi di NSGC per i fini, suoi o di altri, comunque demoniaci.
Questo è quello che ho potuto far per Alfie.
Perchè non l'ho fatto per Charlie? Perchè implicitamente ho creduto che avessero tutti escluso questa alternativa e/o che non fosse percorribile la strada per motivi a me ignoti. Vista la ripetizione a ruota ne ho scritto, male non fa a nessuno, e loro in Inghilterra non possono ignorare più l'alternativa. Sono quasi certa comunque che molti si stanno muovendo, discretamente, per impedire in tutti i modi questa esecuzione.

irina ha detto...

Un altro argomento che mi sta a cuore e di cui voglio scrivere è: Archibald Joseph Cronin, noto come A. J. Cronin (Cardross, 19 luglio 1896 – Montreux, 6 gennaio 1981), è stato uno scrittore, drammaturgo e medico scozzese.
Sto facendo un copia ed incolla da Wikipedia, a cui rinvio.
"...A. J. Cronin nacque nel Rosebank Cottage, a Cardross nel Dunbartonshire (ora Argyll e Bute), in Scozia, da Jessie Montgomerie Cronin e Patrick Cronin[1]. La situazione familiare del giovane Cronin influenzò alcuni suoi scritti, come ad esempio La canzone da sei soldi, storia di carattere autobiografico che narra le vicende di Laurence, figlio unico di madre protestante e padre cattolico[2].
...La scelta di studiare Medicina non era tra i suoi progetti, ma come spiegò lui stesso molti anni dopo, la famiglia lo pose dinanzi ad una scelta:
« Puoi scegliere tra la medicina o la religione. Io ho scelto il male minore. »
(Davies Alan, A.J. Cronin: The Man Who Created Dr Finlay, 2011, p. 66.)
...Nel 1930 gli venne diagnosticata un'ulcera duodenale cronica con precisa prescrizione medica di rimanere a riposo sei mesi in un luogo tranquillo[14]. Da qui la decisione di trasferirsi insieme alla moglie e i due figli alla Dalchenna Farm vicino Loch Fyne, dove tra l'agosto e l'ottobre del 1930 scrisse il suo primo romanzo, Il castello del cappellaio (Hatter's Castle)[15]. Il manoscritto venne immediatamente accettato da Gollancz, l'unica casa editrice alla quale si sia apparentemente sottomesso (scelta probabilmente dalla moglie in maniera casuale, ovvero inserendo uno spillino in una lista di vari editori)[16]. Il castello del cappellaio fu pubblicato nel 1931 e fu un immediato e sensazionale successo, tanto che Cronin abbandonò la professione del medico e si dedicò completamente ad una carriera di prolifico autore.
Come lui stesso scrisse in una copia personale del romanzo:
« Questa, la mia prima novella, un grande successo, ha rimosso lo stetoscopio dalla mia mano e l'ha sostituito con una penna. »..."
Porto questo esempio di scrittore scozzese-inglese, da qualche suo libro furono tratti o teleromanzi o film, per una tematica che è legata alla professione di medico, cioè la scelta tra la professione di medico condotto e quella di medico che, attraverso conoscenze adeguate o matrimonio entra nella grande casa farmaceutica dove la sua condizione economica sarà per sempre ribaltata in meglio.
Tentazioni eterne che traspaiono anche nel Giuramento di Ippocrate. Quindi, come in ogni professione, anche il medico passa attraverso il fuoco di fila delle tentazioni.
Mi chiedo, come accade che nessuno tenga a mente le tentazioni in cui sono caduti gli avi? Gira e rigira le tentazioni per tutti sono quelle racchiuse nelle dieci parole. Perchè non proviamo ad ipotizzare che, forse, un substrato consistente l'abbiano, substrato che può venir in aiuto alla tanto oggi citata 'relazione' tra esseri umani? Perchè non proviamo a dar credito a tutte le testimonianze lasciateci da chi ci ha preceduto? Perchè? Perchè andiamo in aereo? Perchè ci facciamo il selfie? Perchè ora abbiamo raggiunto un grado di corruzione che ha reso più intelligenti? Perchè non vediamo la connessione tra corruzione ed idiotismo? perchè?
Non lo so. Torno alle tentazione del medico, che al tempo di Cronin, erano legate alla casa farmaceutica, a base chimica, ora invece, che siamo avanti, sono legate al ricambio di organi, sani o spezzettati o in polvere. Siamo avanti, avanguardia, no problem. La medicina come collezionista di organi da offrire all'asta. Per peggiorare, con profitto, su questa strada, si consiglia di far crescere i giovani medici e personale paramedico, insieme a piccole Barbie da smontare e tagliuzzare quotidianamente per poi ricomporle su altra Barbie, alla quale il giorno prima sia stata fatta la stessa operazione, così da acquisire mano ferma e una abitudine allo smontaggio e rimontaggio. Ecco questa sia credo la grande tentazioni della medicina oggi: l'assemblaggio dell'homunculus perfetto.

Catacumbulus ha detto...

1) Maria Guarini ha detto: "occorre premettere che la Gran Bretagna segue il modello giuridico del common law".

Quanto lei spiega è corretto, ma ormai la nostra società è talmente disfatta, ossia dimentica della razionalità come criterio morale (per San Tommaso il male si spiega come azione contraria all'ordine di ragione: richiamo alla ragione da non confondersi dunque con il "razionalismo", che è una perversione della razionalità), che il dato di fatto è stato già assunto, anche nell'ambito dei paesi di tradizione giuridica romana, come ciò che costituisce di per sé il fondamento del giuridico e del legislativo. L'unica differenza è una maggiore resistenza, residua, al nichilismo relativistico, ma nella pratica tale residualità vale poco.

2) Maria Guarini ha detto: "Si tratta invero di una decisione che paradossalmente annienta lo stesso principio di autodeterminazione, pur elevato negli ultimi anni a principio irrinunciabile dei moderni ordinamenti giuridici".

Lei evidenzia una contraddizione, che, però, è già implicita nel principio moderno stesso di autodeterminazione, il quale corrisponde non solo ad una dichiarazione di soggettivismo individualistico, ma anche, ed è qui che nasce la contraddizione, alla pretesa, proprio in ragione dell'assolutizzazione del soggettivismo, di avere il diritto di mettere in pratica, ossia di tradurre in azione, la propria visione soggesttivistica. Eppure, se fosse vero che ogni visione etica deriva la propria legittimità dall'essere espressione di un'insindacabile giudizio soggettivo, si arriverebbe ipso facto alla più completa paralisi. Chi potrebbe mai, infatti, stabilire che una certa visione soggettiva delle cose sarebbe da preferirsi ad una che le fosse opposta? Se l'unico criterio è la soggettività pura, due visioni contraddittorie risultano esattamente equivalenti e dunque non potrebbe mai darsi un piano super partes, sul quale sia possibile decidere se giustizia e bene stanno dalla parte dell'uno e dell'altro dei soggetti che esprimono visioni contraddittorie. Come l'asino di Buridano muore di fame (perché incapace di scegliere tra due mucchi di fieno esattamente identici), così il relativismo morale ha come coerente conseguenza la più totale impossibilità di scegliere tra due visioni etiche contrapposte. In termini tecnici si dice che le due opposte visioni sono razionalmente "indecidibili".

3) La conseguenza è che dove vige il relativismo etico, ciò che in realtà alla fine viene fatto valere è la pura legge del più forte, cosa evidentissima nel caso di Alfie, dove la legge ha dalla propria solo l'arbitrio (rivestito di democraticità unicamente formale) e la polizia, ossia la possibilità pratica di prevalere per vie di fatto.

Anonimo ha detto...

Copio e incollo!

Grazie ad Alfie abbiamo capito come funziona la sanità, l'eugenetica e l'eutanasia in UK.

I genitori portano il bambino malato in ospedale (NHS), al quale servono organi freschi per le sperimentazioni e tessuti da vendere alle case farmaceutiche. L'ospedale stranamente non trova una cura, il bambino viene profondamente sedato e va in coma. L’ospedale dice di uccidere il bambino per il suo best interest ma i genitori dicono no. L’ospedale si rivolge al giudice, che viene scelto tra i sostenitori dell’eutanasia e del primato dello Stato sui suoi schiavi,
pardon sudditi. Il giudice dà ragione sempre ai medici, dei quali magnifica le competenze anche se hanno già subito infinite inchieste per errori e abusi, irridendo l’impreparazione scientifica dei genitori. I genitori sono pieni di rabbia e appellano e si ribellano, ma il giudice li redarguisce perché non tengono un contegno rispettoso dei medici e della Corte e allora nomina un Guardian, che dovrà difendere gli interessi del bambino perché i genitori poveretti, nel loro dolore, che comunque ci causa grande pena, non sono obiettivi. Il Guardian casualmente è un iscritto ad associazioni pro-eutanasia e suicidio assistito e sempre casualmente si schiera dalla
parte dei medici, sempre per il best interest del piccolo. A questo punto il gioco è fatto: il
bambino è, letteralmente, proprietà privata dell’ospedale, non ne uscirà mai vivo e i genitori non saranno nemmeno informati se gli verranno prelevati organi o tessuti da vendere. Poi li mettono in celle comuni, gli organi in varie scatole e …. avanti il prossimo.

Nel frattempo il presidente italiano e gli altri numerosi membri della Corte Europea dei diritti
dell’Uomo non trovano nulla da eccepire, a loro basta che a fine mese arrivi lo stipendio.

Questa è l’UK, ma scavando è pure l’Olanda, il Belgio….. Questo è un pezzo della civilissima e
politically correct Europa.

E noi cosa ci facciamo ancora al tavolo con gli assassini?

Soprattutto: quanto manca perché accada in Italia?

Anonimo ha detto...

Ha scritto Giuliano Guzzo a proposito del caso Alfie che «non era mai successo che un innocente, il diritto, la medicina e la logica fossero eliminati tutti insieme», ed è vero. È stata compromessa l’integrità della medicina, perché i suoi scopi sono guarire qualche volta, curare spesso, prendersi cura del malato sempre. Nel contesto delle cure palliative si usa l’espressione “trattamenti futili” e ci si riferisce al concetto di “futilità”. Ma la futilità dei trattamenti è sempre riferita alle terapie in atto, non certo alla vita umana. La medicina attraverso l’esame obiettivo, le indagini strumentali e avvalendosi della competenza e collaborazione della comunità scientifica (i congressi scientifici servono a questo) mira a trattare, combattere e possibilmente eliminare la malattia: non il malato! Gli ospedali sono nati per difendere la vita, non per erogare la morte.
Credevamo che nessun medico potesse togliere la vita a un bambino solo perché non è possibile guarirlo. Soprattutto in presenza di una malattia che, come nel caso di Alfie, non è stata ancora diagnosticata. Accelerare il suo decesso significa anche rinunciare ad arrivare alla diagnosi, e con ciò ci si assumono gravi responsabilità con riferimento a possibili future gravidanze della coppia. E tutto questo avviene mentre colleghi di ospedali europei di alto livello assicurano che è possibile fare approfondimenti e curare fino alla fine il piccolo senza accanimento terapeutico. E mentre lo stesso giudice a ritenere assai «improbabile» che Alfie soffra. A differenza del caso di Charlie Gard, qui non si possono chiamare in causa la sofferenza o l’accanimento terapeutico; a far decidere di interrompere le cure è la semplice convinzione della futilità della vita di Alfie nelle attuali condizioni.

È stato compromesso il diritto, nel momento in cui i giudici, anziché difendere il diritto alla vita di un essere umano, si sono arrogati il potere di negare a lui la possibilità di sopravvivere e ai suoi genitori la capacità di decidere in merito, stabilendo che essi sono responsabili del “benessere” dei figli, non della loro vita come tale. E il benessere del figlio, il suo “best interest”, coincide con la morte.

È stata fatta a pezzi la logica, perché si è affermato che è pericoloso trasportare un bambino per il rischio di convulsioni e nello stesso tempo che doveva essere staccato definitivamente il respiratore, con conseguente soffocamento e morte. Perché è stata esclusa a priori la categoria della possibilità, che è alla base di ogni scoperta scientifica e di tutti i progressi della medicina. Ed è stata fatta a pezzi anche l’umanità, quando il padre è costretto a fare la respirazione bocca a bocca al bambino che non è deceduto dopo la sospensione della ventilazione, a ricorrere a ogni astuzia per nutrirlo e idratarlo. Ha ragione Matilde Leonardi, neurologa e pediatra dell’Istituto Carlo Besta, che dice: «Alfie è il primo caso di accanimento non terapeutico della storia della medicina». Si può aggiungere che è un caso di accanimento ideologico sulla pelle di un innocente e della sua famiglia.
./.

Anonimo ha detto...

Quello che sta accadendo costringe tutti a porsi ancora una volte le grandi domande, quelle sul senso della vita, accompagnate dallo sbigottimento per le conseguenze a cui porta il mancato riconoscimento della sacralità della vita, Viene infatti da chiedersi: «Come è possibile, nell’era dei diritti e delle infinite possibilità, che una morte al prezzo della vita sia più accettabile e sostenibile della vita stessa?». Sotto a questa sta la domanda delle domande: «La nostra vita è eterna, oppure finisce nel nulla?». La risposta del credente suona così: «Questo uomo-Dio – Gesù di Nazareth morto e risorto e presente nella Chiesa, Suo Corpo misterioso – definisce l’istante come inizio di una storia da cui sì genera il volto eterno della persona umana e della compagnia umana. L’Eterno abbraccia e trascina con sé ogni virgola della nostra vita presente». (Luigi Giussani, Giubileo del 2000). È nel rapporto con l’Eterno che si genera il valore della singola persona. Non riconoscere questo rappresenta una resa dell’umano. Se invece lo si riconosce, allora la medicina diventa “arte”, ha a che fare con con il valore eterno e sacro di ogni essere umano, ha a che fare con la santità, di cui noi medici abbiamo segni splendenti a noi vicini e cari come san Riccardo Pampuri e san Giuseppe Moscati.

Se eliminiamo il Trascendente, l’Eterno, se eliminiamo l’Infinitamente grande che tutto sottende, se eliminiamo la libertà come dipendenza, non possiamo che arrivare alle stesse conclusioni di Friedrich Nietzsche, che sono poi quelle che stanno dietro alla posizione dello stato etico inglese così come si è manifestato nelle recenti sentenze sul caso Alfie: «L’individuo è stato ritenuto dal cristianesimo così importante, posto in modo così assoluto, che non lo si poté più sacrificare. Ma la specie sussiste solo grazie a sacrifici umani. La vera filantropia vuole il sacrificio per il bene della specie – è dura, è piena di autosuperamento, perché ha bisogno del sacrificio dell’uomo. E questo pseudoumanesimo che si chiama cristianesimo si vuole giungere appunto a far sì che nessuno venga sacrificato».

«Vivere come se Dio fosse» (Joseph Ratzinger, discorso a Subiaco 1 aprile 2005) è l’unica scommessa che ci conviene fare per non assistere a tragedie di distruzione dell’umano, come quella del piccolo Alfie. Questo è ciò che insegna a tutti l’umanità crocifissa di quel bimbo.

Giuliana Ruggieri
(chirurgo e docente dell’Università di Siena)