Lettera al Santo Padre in merito al decreto del Dicastero per la Dottrina della Fede
3 Luglio 2026
Il Superiore Generale
A Sua Santità
Santo Padre Leone XIV
Ecône, 3 luglio 2026
« Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pane, gli darà una pietra? O se gli chiede un pesce, gli darà al posto del pesce una serpe? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se dunque voi, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro celeste darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono! » (Lc 11, 11-13)
Beatissimo Padre,
La notifica della decisione presa dalla Santa Sede verso la FSSPX e firmata da Sua Eminenza il Cardinale Fernández ci è pervenuta ed è già di dominio pubblico.
Ci sembra che tale decisione metta in luce, una volta di più, il contesto estremamente tragico in cui si trova la Chiesa universale. Ciò che la FSSPX ha fatto e continuerà a fare non è altro che un'iniziativa estrema di soccorso alle anime, nella confusione dottrinale e morale in cui versa la Chiesa. In nessun modo pretendiamo sostituirci alla Chiesa e non abbiamo nessun'altra pretesa, se non quella di restarle fedeli.
In coscienza, non abbiamo ritenuto possibile sottrarci all'obbligo morale che abbiamo verso le anime, come abbiamo già spiegato, privatamente e pubblicamente, a Sua Santità.
Avevamo chiesto un pane, cioè un po' di comprensione per un sincero caso di coscienza, un gesto di paternità non tanto verso la FSSPX quanto verso le anime, promettendoLe di farne dei veri figli della Chiesa Romana; purtroppo abbiamo ricevuto una pietra.
Avevamo chiesto un pesce, cioè la possibilità di ottenere temporaneamente i mezzi necessari per poter continuare a formare buoni sacerdoti affinché continuino a far conoscere Nostro Signore alle anime; purtroppo abbiamo ricevuto un serpente.
Avevamo chiesto un uovo, promettendo di restituirlo appena possibile. Infatti, la Santa Tradizione che conserviamo nelle anime appartiene alla Chiesa nostra Madre — non alla Fraternità San Pio X — e siamo certi che un giorno un Papa vorrà servirsene per il bene della Chiesa universale; purtroppo abbiamo ricevuto uno scorpione.
Avevamo chiesto di essere istruiti e confermati nella fede di sempre; invece siamo stati dichiarati scismatici una seconda volta.
Malgrado le sanzioni che ci colpiscono, la FSSPX rinnova sinceramente la promessa già formulata a Sua Santità. Mi permetta a questo proposito di riprendere liberamente quanto già espresso:
« La Fraternità Le promette […] di spendere tutte le proprie energie per preservare la Tradizione e metterla al servizio della Chiesa. Nel fare questo, la Fraternità San Pio X non conserva semplicemente degli usi antichi; favorisce e conserva vocazioni sacerdotali, vocazioni religiose, famiglie numerose e profondamente cristiane, in una parola tutto ciò che manifesta la vitalità della Chiesa, della grazia e della fede cattolica. Non è nostra intenzione offrire alla Chiesa un museo di cose antiche, bensì la Tradizione integrale, feconda, fonte di vita spirituale, incarnata e vissuta nelle anime.
[…] Sono certo del fatto che un giorno Lei o un Suo successore potrà e vorrà utilizzare questo servizio, la cui offerta, nella Chiesa e per la Chiesa, rappresenta la nostra unica ragion d'essere. » (Lettera personale indirizzata a Sua Santità il 21 novembre 2025)
Ma soprattutto la FSSPX Le promette oggi di non accogliere queste nuove sanzioni — oggettivamente ingiuste e invalide — nell'amarezza o nella ribellione.
Le condanne recenti, come quelle passate, ci toccano in ciò che abbiamo di più caro: il nostro attaccamento a nostra Madre, la Chiesa Romana; tuttavia, anche in questa circostanza, tutto deve cooperare al bene delle anime e della Chiesa stessa. Per questa ragione le condanne ci spingono ad amare ancora di più la Santa Chiesa e a provvedere ai suoi bisogni con tutte le nostre forze, oggi più che mai. Per la medesima ragione la FSSPX offre volentieri la sofferenza causata dalle nuove sanzioni per il bene della Chiesa universale e di Sua Santità.
Siamo certi che un giorno Lei o un Suo successore vorrà fare proprio il programma di San Pio X: « Restaurare ogni cosa in Cristo », Instaurare omnia in Christo. In quel giorno il Santo Padre scoprirà nella FSSPX non un coacervo di serpenti e di scorpioni, ma un piccolo esercito di figli leali, pronti a
tutto per sostenerLo nella restaurazione di ogni cosa in Nostro Signore e per rivendicare davanti all'umanità intera i diritti intangibili di Cristo Re su tutte le anime e su tutte le nazioni.
In quel giorno il Santo Padre scoprirà con grande gioia e profonda consolazione delle anime autenticamente cattoliche, il cui vincolo con la Chiesa non si è mai fondato sulle sabbie mobili di un dialogo ambiguo, ma sulla roccia della fede di Pietro.
Chiediamo alla Santissima Vergine Maria di accelerare la venuta di quel giorno e soprattutto auguriamo a Sua Santità di sperimentare al più presto tale gioia e tale consolazione.
Nel frattempo, se può farlo, malgrado la Sua recente decisione, ci benedica come figli Suoi. Per noi nulla è cambiato e mai nulla cambierà.
Fiducioso nella Divina Provvidenza, a cui nulla sfugge e che legge nel profondo del cuore di ogni uomo,
mi confermo Suo devotissimo nel Signore.
Don Davide Pagliarani
2026-07-03_lettera_al_santo_padre_it.pdf
(Fonte: Casa Generalizia – FSSPX.Attualita)
Ci sembra che tale decisione metta in luce, una volta di più, il contesto estremamente tragico in cui si trova la Chiesa universale. Ciò che la FSSPX ha fatto e continuerà a fare non è altro che un'iniziativa estrema di soccorso alle anime, nella confusione dottrinale e morale in cui versa la Chiesa. In nessun modo pretendiamo sostituirci alla Chiesa e non abbiamo nessun'altra pretesa, se non quella di restarle fedeli.
In coscienza, non abbiamo ritenuto possibile sottrarci all'obbligo morale che abbiamo verso le anime, come abbiamo già spiegato, privatamente e pubblicamente, a Sua Santità.
Avevamo chiesto un pane, cioè un po' di comprensione per un sincero caso di coscienza, un gesto di paternità non tanto verso la FSSPX quanto verso le anime, promettendoLe di farne dei veri figli della Chiesa Romana; purtroppo abbiamo ricevuto una pietra.
Avevamo chiesto un pesce, cioè la possibilità di ottenere temporaneamente i mezzi necessari per poter continuare a formare buoni sacerdoti affinché continuino a far conoscere Nostro Signore alle anime; purtroppo abbiamo ricevuto un serpente.
Avevamo chiesto un uovo, promettendo di restituirlo appena possibile. Infatti, la Santa Tradizione che conserviamo nelle anime appartiene alla Chiesa nostra Madre — non alla Fraternità San Pio X — e siamo certi che un giorno un Papa vorrà servirsene per il bene della Chiesa universale; purtroppo abbiamo ricevuto uno scorpione.
Avevamo chiesto di essere istruiti e confermati nella fede di sempre; invece siamo stati dichiarati scismatici una seconda volta.
Malgrado le sanzioni che ci colpiscono, la FSSPX rinnova sinceramente la promessa già formulata a Sua Santità. Mi permetta a questo proposito di riprendere liberamente quanto già espresso:
« La Fraternità Le promette […] di spendere tutte le proprie energie per preservare la Tradizione e metterla al servizio della Chiesa. Nel fare questo, la Fraternità San Pio X non conserva semplicemente degli usi antichi; favorisce e conserva vocazioni sacerdotali, vocazioni religiose, famiglie numerose e profondamente cristiane, in una parola tutto ciò che manifesta la vitalità della Chiesa, della grazia e della fede cattolica. Non è nostra intenzione offrire alla Chiesa un museo di cose antiche, bensì la Tradizione integrale, feconda, fonte di vita spirituale, incarnata e vissuta nelle anime.
[…] Sono certo del fatto che un giorno Lei o un Suo successore potrà e vorrà utilizzare questo servizio, la cui offerta, nella Chiesa e per la Chiesa, rappresenta la nostra unica ragion d'essere. » (Lettera personale indirizzata a Sua Santità il 21 novembre 2025)
Ma soprattutto la FSSPX Le promette oggi di non accogliere queste nuove sanzioni — oggettivamente ingiuste e invalide — nell'amarezza o nella ribellione.
Le condanne recenti, come quelle passate, ci toccano in ciò che abbiamo di più caro: il nostro attaccamento a nostra Madre, la Chiesa Romana; tuttavia, anche in questa circostanza, tutto deve cooperare al bene delle anime e della Chiesa stessa. Per questa ragione le condanne ci spingono ad amare ancora di più la Santa Chiesa e a provvedere ai suoi bisogni con tutte le nostre forze, oggi più che mai. Per la medesima ragione la FSSPX offre volentieri la sofferenza causata dalle nuove sanzioni per il bene della Chiesa universale e di Sua Santità.
Siamo certi che un giorno Lei o un Suo successore vorrà fare proprio il programma di San Pio X: « Restaurare ogni cosa in Cristo », Instaurare omnia in Christo. In quel giorno il Santo Padre scoprirà nella FSSPX non un coacervo di serpenti e di scorpioni, ma un piccolo esercito di figli leali, pronti a
tutto per sostenerLo nella restaurazione di ogni cosa in Nostro Signore e per rivendicare davanti all'umanità intera i diritti intangibili di Cristo Re su tutte le anime e su tutte le nazioni.
In quel giorno il Santo Padre scoprirà con grande gioia e profonda consolazione delle anime autenticamente cattoliche, il cui vincolo con la Chiesa non si è mai fondato sulle sabbie mobili di un dialogo ambiguo, ma sulla roccia della fede di Pietro.
Chiediamo alla Santissima Vergine Maria di accelerare la venuta di quel giorno e soprattutto auguriamo a Sua Santità di sperimentare al più presto tale gioia e tale consolazione.
Nel frattempo, se può farlo, malgrado la Sua recente decisione, ci benedica come figli Suoi. Per noi nulla è cambiato e mai nulla cambierà.
Fiducioso nella Divina Provvidenza, a cui nulla sfugge e che legge nel profondo del cuore di ogni uomo,
mi confermo Suo devotissimo nel Signore.
Don Davide Pagliarani
2026-07-03_lettera_al_santo_padre_it.pdf
(Fonte: Casa Generalizia – FSSPX.Attualita)

25 commenti:
"...cui vincolo con la Chiesa non si è mai fondato sulle sabbie mobili di un dialogo ambiguo, ma sulla roccia della fede di Pietro..."
Da un lato un dialogo ambiguo, dall'altro lato la roccia della Fede di Pietro.
Cioè la tenzone è tra il 'bla bla' e la 'Fede'.
Ai contemporanei ed ai posteri l'ardua sentenza!
L’appello al Papa di un sacerdote toscano della Fraternità San Pio X dopo lo scisma
Don Daniele Di Sorco, sacerdote livornese della Fraternità San Pio X, torna sul confronto con il Vaticano dopo la consacrazione dei nuovi vescovi annunciata dal movimento. Rivolgendosi a Papa Leone XIV, invita il Pontefice a “guardare la realtà”, sostenendo che la crisi della Chiesa sia il frutto di decenni successivi al Concilio Vaticano II e ribadendo che la Fraternità non si considera in scisma.
Il sacerdote afferma che negli ultimi anni la Fraternità avrebbe chiesto più volte un incontro con il Vaticano senza ottenere risposta e rivendica la volontà di proseguire il dialogo con Roma, pur continuando a contestare alcuni orientamenti della Chiesa cattolica attuale.
https://www.tgregione.it/don-di-sorco-chiesa-allo-sbando-lappello-a-papa-leone-xiv/
Segue:
Le sabbie mobili di un dialogo ambiguo o bla bla mi par che sia caratteristica squisitamente modernista di quelli che si parlano addosso verbosamente innalzandosi sul loro fiato.
Don Pagliarani: "Ma soprattutto la FSSPX Le promette oggi di non accogliere queste nuove sanzioni — oggettivamente ingiuste e invalide — nell'amarezza o nella ribellione."
Niente amarezza... Allora dolcezza, tipo:
"Avevamo chiesto un pane... purtroppo abbiamo ricevuto una pietra.
Avevamo chiesto un pesce... purtroppo abbiamo ricevuto un serpente.
Avevamo chiesto un uovo... purtroppo abbiamo ricevuto uno scorpione.
Avevamo chiesto di essere istruiti e confermati nella fede di sempre; invece siamo stati dichiarati scismatici una seconda volta."
Niente ribellione:
Le nuove sanzioni sono "oggettivamente ingiuste e invalide". Continueremo come sempre abbiamo fatto, senza Roma, disobbedendo ad autorità con cui, quando ci gira, instauriamo dei prolificissimi dialoghi.
Riporto una domanda che mi è stata fatta ieri sera dal mio amico meccanico e preparatore di auto sportive (preciso, lui ha rischiato l'irregolarità perchè riformato per "pazzia", solo perchè capisce meglio i motori che il mondo militare, avevo trovato qualche contatto che ha portato il caso all'attenzione della S. Sede, ad essere stato rimosso fu il parroco troppo zelante o militarista).
Ieri sera l'amico mi ha chiesto: Non è che si siano mossi proprio adesso* perchè ora pensano o sanno di avere una sponda oltre Atlantico?
Giro agli altri frequentatori del blog la domanda e vediamo che risposta si può dare.
*con la consacrazione di nuovi vescovi, intendeva
PS: penso la domanda all'amico sia venuta perchè sua moglie è americana.
È ls tesi che ho sentito ripresa dai talk show televisivi che, stranamente hanno enfatizzato il caso.... peraltro senza nessun interlocutore veramente cattolico che potesse illustrare la situazione dsl punto di vista canonico.
Insomma l'hanno buttata in politica e purtroppo hanno persino mostrato come esempio i pentecostali che pregavano su Trump senza precisare che si tratta di protestanti esaltati che non c'entrano nulla né con ls spiritualità né con le possibili scelte politiche di chi segue la Fraternità.
"... Se non ci convinciamo della nostra estrema miseria, non andremo a Gesù per mondarci, e non vedremo mai..."
-Vediamo lontano con la televisione, coi telescopi, coi cannocchiali... e siamo ciechi perché senza Dio!- (1a parte)
Che tristezza è il pensare alla nostra cecità in un'epoca che presume di essere epoca di lumi! Chi lo direbbe? Vediamo lontano, a distanza di migliaia di chilometri con la televisione, vediamo nelle profondità del firmamento coi telescopi giganti, vediamo negli abissi coi cannocchiali marini, vediamo nel mondo infinitesimale coi microscopi perfezionati, e siamo ciechi, perché non vediamo la luce di Dio!
E perché? Perché l'orgoglio ci acceca! Il cieco nato di fronte agli scribi e farisei era un veggente acutissimo; i ciechi veri erano proprio quegl'infelici, perché non si umiliavano! Andiamo a Gesù perché con la sua Misericordia ci faccia percepire il fango che siamo, e il fango che sono i poveri idoli che si sono levati nel mondo per funestarlo, ciechi e guide di ciechi. Se non ci convinciamo della nostra estrema miseria, non andremo a Gesù per mondarci, e non vedremo mai.
Come accolsero gli scribi, i farisei ed in particolare il sinedrio il miracolo di Gesù? Era luce vivissima, ed essi invece di vedere si accecarono di più. Mentre per il cieco il fango divenne luce, per essi la luce divenne fango, e li accecò. Fecero un processo, è vero, un'inchiesta accurata, un giudizio, ma lo fecero per rimanere in tenebre più fitte. Così spesso il mondo guarda le luci di Dio, e così dolorosamente, le guardano anche le anime buone, quando si lasciano influenzare dallo spirito del mondo.
(Dal commento al Vangelo di San Giovanni del Sacerdote Dolindo Ruotolo)
Di sicuro la gente è caduta nel presupposto che TUTTI I collegati in qualche modo con la SSPX siano ora SCOMUNICATI e IN SCiSMA. Si potrebbe pensare che internet brulichi di aspiranti inquisitori che non vedono l'ora di far uscire il loro Torquemada interiore!
In ogni caso, sembra che il Card. Fernandez abbia incasinato il suo sforzo (di nuovo). Se si adotta un punto di vista giuridico, né i sacerdoti della SSPX né i laici che frequentano le loro cappelle sono soggetti a scomunica. Tanto per essere moralmente certi, ho condiviso i due articoli che (finora) sono apparsi su questa questione con diversi avvocati canonici di alto profilo, uno dei quali il vicario giudiziario di una grande arcidiocesi! —e tutti hanno detto che le analisi erano essenzialmente corrette.
Uno di loro mi ha scritto:
«Che altro casino canonico hanno fatto. Speravo che, con Leone laureato in giurisprudenza, avremmo almeno avuto un po' di sanità mentale e coerenza, ma no. Come avete visto, le scomuniche, almeno dei preti e soprattutto dei fedeli laici, non sono vincolanti. Nella fretta di affrontare la situazione, l'hanno peggiorata più di prima.
Certamente, i fedeli laici che partecipano alla Messa in una cappella SSPX, anche normalmente, non sono sotto alcuna censura semplicemente per questo fatto. Non sono scismatici, non hanno bisogno di "rito" o processo per tornare alla piena comunione, non avendola mai lasciata. L'analisi di Kennedy Hall mi sembra abbastanza solida e affidabile.
Forse è meglio che il Vaticano sia gestito da nani pazzi, altrimenti avrebbero ricucito le cose in modo più disastroso. Invece ci hanno dato una rete con più buchi delle reti da pesca di Pietro sulle coste della Galilea. »
Emergono altri commenti sull'inefficacia canonica della Nota Tucho.
« Quindi, questo particolare atto, così come redatto, ha effettivamente fatto ciò che molti pensano abbia fatto? La risposta, canone per canone, è no.... Se il mio ragionamento è valido, è così, indipendentemente da quello che pensi di me o della Fraternità. Alcuni potrebbero affermare che non sono un avvocato canonico - questo è vero - ma il Codice di Diritto Canonico (Codice) non è un documento gnostico che richiede poteri speciali per interpretare. È logico, esprime formule precise, e c'è una ricchezza di informazioni canoniche disponibili per chiunque. Inoltre, ho consultato esperti competenti per scrivere questo, che rimarranno anonimi per la loro credibilità professionale nel loro lavoro di avvocayi canonici.»
Insistere nel dialogare con il Demonio e con gli impostori non conviene: sono astuti e, alla fine, vincono sempre.
Questa verità è anche un grande classico della letteratura e della filosofia popolare! L'idea che il diavolo vinca sempre grazie alla sua infinita astuzia e retorica è il fulcro di molte storie — come il Faust di Goethe o Il Maestro e Margherita di Bulgakov.
Si tratta di una metafora sul pericolo della manipolazione e dei compromessi? Non credo. In ogni caso, nella vita reale, il modo migliore per non soccombere a questa "astuzia" è proprio non scendere a patti e non avviare alcun negoziato.
Mons. R. Williamson, ad esempio - che io sappia - , non ha avviato alcun negoziato con gli occupanti del seggio apostolico, a differenza della Fraternità Sacerdotale San Pio X, la quale continua a chiedere udienze e a scrivere lettere. Anche Mons. C. M. Viganò ha chiesto un'udienza e ha inviato lettere con la sia biografia agli impostori. Ciascuno fa quello che crede opportuno. Alla fine, che cosa hanno ottenuto con le loro richieste di udienze e con le loro lettere? Gli unici a raccogliere buoni risultati sono i modernisti moderati (o conservatori), I quali si apprestano a festeggiare il buon successo con lasagne e Lambrusco.
È la solita tecnica bergogliona del dire nell'ambiguità, in modo che poi i vescovi pretendano dai malcapitati "lapsi" (in senso vaticansecondista) tutte le confessioni di colpevolezza che la Nota richiede (autodafé).
Francamente, comunicare con questa gerarchia mi sembra privo di senso.
Cioè, vuoi riconoscere questi papi? (E ci sarebbe discutere anche su questo...) Fai pure.
Ma perché sprecare il fiato con loro?
Hitler era lecitamente e realmente capodello Stato tedesco. Ma aveva senso discutere di pace con lui?
MA veramente vogliamo parlare di dottrina cattolica con Prevost ,Tucho e Zuppi?
Il tuo amico ha posto la domanda perché ha letto il Fatto Quotidiano
Giacomo Leopardi PENSIERI, Laterza, 1932
XLIX.
Naturalmente l’animale odia il suo simile, e qualora ciò è richiesto all’interesse proprio, l’offende. Perciò l’odio né le ingiurie degli uomini non si possono fuggire: il disprezzo si può in gran parte. Onde sono il piú delle volte poco a proposito gli ossequi che i giovani e le persone nuove nel mondo prestano a chi viene loro alle mani, non per viltá, né per altro interesse, ma per un desiderio benevolo di non incorrere inimicizie e di guadagnare gli animi. Del qual desiderio non vengono a capo, e in qualche modo nocciono alla loro estimazione; perché nell’ossequiato cresce il concetto di sé medesimo, e quello dell’ossequioso scema. Chi non cerca dagli uomini utilitá o grido, né anche cerchi amore, che non si ottiene; e, se vuole udire il mio consiglio, mantenga la propria dignitá intera, rendendo non piú che il debito a ciascheduno. Alquanto piú odiato e perseguitato sará cosí che altrimenti, ma non molte volte disprezzato.
Il risultato positivo è stato che di questa Fraternità si sta parlando, si riprende la storia e si è anche accennato al CVII, al modernismo ed anche a San Pio X. Risentir parlare del Cattolicesimo com'era, è stato molto importante ed in alcuni interventi, ricordando i racconti della nonna di come era prima la Fede, la voce in fine si faceva commossa. Ed i servizi su questo tema continuano. Dio sia lodato! Benedetto il Suo Santo Nome! Benedetto Dio tra i Suoi Santi ed i suoi Angeli!
Francamente, come possono essere ritenute ingiuste le sanzioni conseguenti allo scisma causato dalle illegittime nomine dei vescovi FSSPX? Non si possono criticare tali sanzioni rilevando che la Santa Chiesa Romana tollera le eresie della chiesa tedesca; il fatto che la maggior parte dell'episcopato tedesco sia eretico, non può far cambiare il giudizio sulle ordinazioni episcopali della FSSPX, che restano e sono illegittime e quindi scismatiche a prescindere dal giudizio sulla Chiesa tedesca. Spero pubblicate questo mio intetvento.
È logico che mons. Williamson non abbia avviato alcun negoziato con Roma: era già scomunicato di suo.
Mentre mons. Viganò era scomunicato perché aveva dichiarato illegittimo il papa regnante.
Il fatto è che non sono scismatici per le ragioni più volte e idenziate...
Le consiglio questo video: riesce a comprenderlo anche lei, credo.
https://youtu.be/9ApmFLaEYyQ?is=WtIaYkKkEgYeEwAO
Non pubblico commenti-fiume con argomenti falsificanti sullo stato di necessità, di cui si è parlato a iosa. Anche perché è inutile discutere con chi non vede che lo stato di necessità esiste a prescindere dalla FSSPX...
Nel nostro piccolo osserviamo che il Summorum Pontificum era una briciola di pane, e il Traditionis Custodes una pietra (che, ricordiamolo, di fatto impedisce la Messa tridentina a tutti i sacerdoti ordinati dopo la sua promulgazione: i loro rispettivi vescovi, prima di concedere l'autorizzazione, devono prima consultare la Sede Apostolica...).
Intanto Leone XIV si lascia sfuggire un accenno al "diritto di culto" che fa gongolare i radiospadisti.
Concordo con Laurentius e con l'anonimo delle 13:59: i lefebvriani sono dei maestri delle pubbliche relazioni ed hanno orchestrato una campagna mediatica da manuale. Bravissimi! È quella pero che definirei una "strada modernista", da cui dissento profondamente.
Gli argomenti contrari ad una tesi non sono sempre falsificanti; il confronto per definizione è tra posizioni contrarie e può essere molto costruttivo, se c'è l'intenzione di ascoltare le ragioni dell'altra parte, in questo consiste il dialogo. Se discuto solamente con coloro che hanno idee uguali alle mie, penserò di avere sempre ragione e non potrò mai arricchire il mio pensiero, perchè a priori rifiuterò di considerare punti di vista diversi dal mio che, forse, potrebbero avere una loro fondatezza.
Concordo con lei, Mic, e dissento da quanto afferma Anonimo 20:27, dissento non nella sostanza, ma nel ritenerla valida nel momento attuale; siamo in una condizione di eccezionalità, come giustamente sostengono alla FSSPX; siamo in tempo di guerra, spiritualmente parlando, e ciò che vale in tempo di pace può non essere adattabile al tempo di guerra. I depistatori, le quinte colonne, i collaborazionisti mascherati abbondano, con le loro argomentazioni subdole e sibilline, aventi lunico scopo di confondere e depistare lettori e ascoltatori; giusto quindi, anzi giustissimo, individuarli e bloccarli, anzi l'ottimo sarebbe estrometterli dalla discussione, consci che portano solo cattive intenzioni e non un confronto costruttivo. Grazie, Maria, stavolta approvo la sua azione censoria, cordialità.
Il dialogo diventa inutile quando il confronto si trasforma in ostruzionismo, quando viene a mancare la volontà reciproca di ascoltare. Arriva un punto in cui insistere suona come una forzatura; accettare i limiti della comunicazione diventa allora un atto di consapevolezza e di protezione.
Quando le parole perdono di valore?
Quando vi sono muri invalicabili e la discussione diventa una competizione in cui si vuole solo "vincere" e affermare ie proprie posizioni, piuttosto che comprendere l'altro.
Quando si tratta di dinamiche logoranti e parlare significa esporsi per sentirsi sistematicamente sminuiti, accusati o non considerati.
Allora, l'effetto è del tutto controproducente: Il mito che "l'amore è dialogo" a tutti i costi è uno slogan vuoto, specialmente quando un eccesso di parole o di lettere non cambia la sostanza dei fatti o delle relazioni.
Occore dunque trovare delle strategie e delle alternative al dialogo sterile.
È utile prendere le distanze. Smettere di alimentare una polemica sterile protegge il proprio equilibrio interiore; è meglio allontanarsi da chi si chiude in un ostinato ostruzionismo, agitando continuamente - nel nostro caso - il feticcio del Concilio Vaticano II.
Il perseguimento del silenzio, la scelta di non discutere non è una sconfitta, ma è una scelta di maturità quando l'interlocutore si trova in una "bolla" di chiusura mentale e non ti concede nemmeno uno straccio di udienza.
Insistere ad oltranza è inefficace.
Sangue di Cristo, fiume di misericordia, salvaci.
San Gaspare del Bufalo, intercedi e prega per noi.
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