Conosciamo più a fondo le sublimi formule della Messa dei secoli e gli elementi che ne fanno un unicum irreformabile. Ogni semplice sfumatura è densa di significati per nulla scontati a prima vista. Non minuzie, ma patrimonio del passato, da custodire nel presente e per il futuro. Conoscerle non è ininfluente per una fede sempre più profonda e radicata. Nella nostra traduzione da New Liturgical Movement oggi ci soffermiamo sulla Preghiera per la pace e la pace. Qui l'indice degli altri articoli sulle formule del Latino liturgico.
La preghiera per la pace e la pace
Dopo la Fractio e la mescolanza [qui] e l'Agnus Dei [qui], il sacerdote prega in silenzio quanto segue:
Domine Jesu Christe, qui dixisti Apostolis tuis: Pacem relinquo vobis, pacem meam do vobis: ne respicias peccata mea, sed fidem Ecclesiæ tuæ; eamque secundum voluntatem tuam pacificare et coadunare digneris: Qui vivis et regnas Deus per omnia saecula saeculorum. Amen.Che traduco:
O Signore Gesù Cristo, che hai detto ai tuoi Apostoli: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace», non guardare ai miei peccati ma alla fede della tua Chiesa; e, secondo la tua volontà, degnati di pacificarla e di riunirla in uno, tu che vivi e regni, Dio, nei secoli dei secoli. Amen.La mia traduzione non è altrettanto eloquente di quella dell'ICEL del 2011:



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