mercoledì 2 novembre 2011

Qualche nube all'orizzonte, mentre attendiamo ancora con speranza.

Una voce autorevole all'interno della Fraternità mi conferma che non c'è alcuna preclusione di nessun tipo alla prosecuzione dei contatti con Roma intesi al reinserimento canonico della FSSPX. Del resto, con Mons. Fellay non ancora rientrato dall'Asia (o forse appena rientrato) e nessuna prevedibile azione interlocutoria nei confronti della Curia ancora esperita, non si poteva arrivare a conclusioni negative, se non per propria convinzione personale. [ore 12:30]
Qui, il comunicato ufficiale della Fraternità.



Il superiore del distretto inglese della Fraternità San Pio X, Fr. Morgan, nella sua lettera pastorale di Novembre 2011, ha scritto che alla riunione di Albano del mese scorso, convocata per valutare il Preambolo dottrinale posto da Roma come condizione per l'accordo con la Fraternità, i presenti hanno ritenuto lo stesso inaccoglibile. Ora il documento non è più presente sul sito del Distretto inglese, ma era stato catturato da Forum Catholique che, pure, l'ha ora rimosso evidentemente giudicandolo non opportuno e intempestivo.


Il focus vien posto sul dato che il Preambolo richiede l'accettazione della nuova Messa e del Vaticano II, come interpretato dal Catechismo della Chiesa cattolica. Si afferma che i teologi romani non ammettono una rottura tra il concilio e il Magistero anteriore; ma cosa ci si poteva aspettare di diverso? In ogni caso il documento ritirato recava la seguente conclusione: «non è certamente venuto il tempo per perseguire alcun accordo pratico fino a che le questioni dottrinali rimangono aperte» - «visto il palesamento della persistenza di Roma negli errori moderni, e la conseguente necessità di continuare la battaglia contro il modernismo mediante la fedeltà alla Tradizione cattolica».

Riporto un commento dal thread precedente, che è evidentemente sulla stessa falsariga e rivela una delle anime della Fraternità.
La FSSPX non puo' accettare un preambolo dottrinale il cui contenuto parla di "ermeneutica della continuità", tesi strombazzata ai quattro venti per riproporre il Concilio in versione "riveduta e corretta", mentre ben sappiamo quali erano i veri intenti dei Padri Conciliari progressisti, non siamo ingenui!
Non conosciamo cosa dice esattamente il preambolo dottrinale e tuttavia sappiamo che Fellay ha la facoltà di cambiare termini sui quali non dovesse essere d'accordo.

Tuttavia, se la sostanza del discorso dovesse essere prendere atto del concilio (non di aderirvi in blocco, il che sembra resti escluso dalla dichiarata facoltà di discuterne) letto 'in continuità', forse prudenza richiederebbe di non irrigidirsi. E d'altronde se la storia ci ha portati fin qui è da qui che dobbiamo ripartire: ora è tempo di ricostruire sulle rovine non di tornare a quello che era o pretendere che ci torni chi non vuole sentire: sarebbe irrealistico e neutralizzerebbe ogni possibilità positiva.

L'affermazione di per sé non è condannabile (pur se permangono, cocenti, gli interrogativi sulla sua attuazione pratica) e lascia margini all'intesa, perché quel che è certo è che la Fraternità la lettura in continuità la farà sul serio e non solo proclamandola. Basta espungere e predicare e vivere secondo il Magistero perenne i famosi 'nodi' di cui ai punti controversi che tutti noi conosciamo e condividiamo. Del resto è quello che la Fraternità fa da sempre e sarebbe quanto mai salutare che potesse continuare a farlo canonicamente inserita nella Chiesa garantendo al suo interno una pastorale 'sana' e una sacramentalità intatta.

Mi rendo conto che questa affermazione può apparire semplicistica, in mancanza di un pronunciamento formale del Papa secondo le modalità richieste da molte voci. Penso in primis a Mons Gheradini. Ora appare chiaro che questo pronunciamento sotto questo pontificato non ci sarà. Ma poiché oggi è la 'pastorale' la chiave di tutto, perché intanto non mettere in campo la propria pastorale dall'interno, continuando così la propria opera di difesa e diffusione della Tradizione? Mi chiedo se sia semplicistico anche pensare che possa funzionare il famoso metodo Buonaiuti applicato all'inverso!

Io sono convinta, penso che siamo in molti ad esserlo e spero siano in molti anche nella Fraternità, che si può rimanere fedeli a Cristo anche canonicamente inseriti nella "Roma che ha la febbre", perché gli anticorpi sono le Grazie di nostro Signore, capaci di agire come il famoso "lievito nella pasta", perché è di Lui che stiamo parlando ed è a Lui che TUTTI NOI, ci affidiamo e affidiamo anche questo momento drammatico della nostra Chiesa, insieme alla nostra Madre Santa e Benedetta!

51 commenti:

Anonimo ha detto...

perché non riscoprire l'insegnamento di Lefebvre nel 1988?
Siete così sicuri di quello che Roma è "pronta a concedere", canonicamente e dottrinalmente? se la situazione non fosse sostanzialmente diversa dall'88, sarebbe onesto fare un papocchio in cui ognuno parla una lingua diversa e si fa finta di essere d'accordo?

Stefano78 ha detto...

Anonimo, hai letto l'articolo a cui stai rispondendo?

La SPX ha il dovere di trasmettere la Fede e la Tradizione non solo a se stessa.

Continuo a chiedere: come consideri il Vaticano II? E' un dogma? E' un vincolo ?

Anonimo ha detto...

Anonimo,
non pensi che dal 1988 molta acqua è passata sotto i ponti e che il clima è cambiato?
Non lo dimostra il fatto concreto che le ragioni della Fraternità sono state prese sul serio e che non si ritiene preclusa la possibilità di discutere? Questo significa possibilità di approfondire e far evolvere idee e situazioni.
Anche perché all'interno della Chiesa è andata sviluppandosi una consapevolezza che allora non c'era.
Certo nella Curia ci sono luci ed ombre e qualche inganno può sempre nascondervisi; ma non credo che ai responsabili della Fraternità manchi il discernimento per condurre in porto una soluzione positiva per il bene di tante anime assetate e - non penso sia da escludere - per il bene della stessa Fraternità.

Non riesco neppure a pensare alle conseguenze, per tutti, di possibili irrigidimenti che rischierebbero di rendere la frattura più difficilmente ricomponibile.

Stettino ha detto...

Io non riesco a capire.
Quale irrigidimento?
Quale rottura e con chi?
Non è possibile nessun accordo se Roma non si converte!
Oppure non è possibile nessun accordo sel FSSPX si converte alla Roma conciliare.
Se mettiamo una goccia di acqua in un otre di vino essa perde la sua natura (ST p.III q2 a1).
Questo cancro si cura con dosi massicce dall'esterno che entrano nel corpo, in questo momento il cancro distruggerebbe questa lieve medicina.
Il Signore farà in modo che la Verità prevalga, la FSSPX sta tentando di portarla a Roma, essa deve convertirsi, non alla FSSPX, ma a Cristo.
Se non è così allora va tutto bene!
Il compromesso è arte del demonio, quale accordo tra Cristo e Beliar?
L'accordo non si farà, non so con chi hai parlato, l'articolo sarà stato intempestivo, ma è ciò che accadrà!
L'accordo poi è indipendente dal riconoscimento della FSSPX, questo è un aspetto secondario, infatti il Papa potrebbe dire:ve bene fate come volete ecco la posizione canonica può essere questa ecc. ecc.!
Questo è diverso da essere d'accordo.
CVCRCI

Stefano78 ha detto...

Il Signore farà in modo che la Verità prevalga, la FSSPX sta tentando di portarla a Roma, essa deve convertirsi, non alla FSSPX, ma a Cristo.



Se questo è condiviso dalla SPX, siamo rovinati...

Stefano78 ha detto...

L'accordo non si farà, non so con chi hai parlato, l'articolo sarà stato intempestivo, ma è ciò che accadrà!


Se è così, la Chiesa tutta ne sarà danneggiata. E la SPX in testa. Dio non voglia.

Stefano78 ha detto...

L'accordo poi è indipendente dal riconoscimento della FSSPX, questo è un aspetto secondario, infatti il Papa potrebbe dire:ve bene fate come volete ecco la posizione canonica può essere questa ecc. ecc.!


Io non so cosa proporrà il Papa, ma so per certo che se la SPX si chiude e si radicalizza con le concezioni che ho letto sopra (!), sarà UN DISASTRO

Stefano78 ha detto...

...e ALLORA i nemici della Chiesa e della SPX avranno ragione nel definirla scismatica

Anonimo ha detto...

Il Signore farà in modo che la Verità prevalga, la FSSPX sta tentando di portarla a Roma, essa deve convertirsi, non alla FSSPX, ma a Cristo.
Se non è così allora va tutto bene!
Il compromesso è arte del demonio, quale accordo tra Cristo e Beliar?


Caro Stettino,
come ho detto nella riflessione, per come stanno le cose mi sembra irrealistico pensare ad una 'conversione' di Roma, nel senso di un ritorno allo status quo ante Concilio come se questo non fosse mai avvenuto.

Accettare la "lettura in continuità" del Concilio che, se fosse fatta realmente, non mi pare tradirebbe la Verità, secondo me non è scendere a compromessi.

Quando io parlo di "irrigidimento", mi riferisco proprio a questa posizione di non accettare una soluzione canonica che permetta di operare liberamente per il bene delle anime la "propria" pastorale sana, mettendo la condizione di azzerare la storia che, purtroppo, è andata avanti nel senso che dolosamente constatiamo.

E, allora, non temerei la 'contaminazione', che ci sarebbe solo se la Fraternità dovesse perdere qualcosa della propria identità; cosa che non potrà succedere se essa può continuare a mantenere la sua pastorale (sacramentalità, scuole, seminari, predicazione). L'indipendenza dai vescovi modernisti dovrebbe proprio servire a questo, mi pare. Il resto potrebbe farlo il frutto di quest'attività sorretto dalla Grazia del Signore che di certo non verrà a mancare.

Sinceramente non riconosco il darsi di una intesa tra Cristo e Belial in un auspicabile accordo con Roma.

Roma è sempre la Sede di Pietro e, se anche ha la febbre, non mi pare che ci si sia già insediato l'Anticristo!

In ogni caso la comunione di ogni credente è con Pietro, non con Simone... e la funzione nessuno la può abolire perché è il Signore che l'ha istituita. Tuttavia, se aspettiamo che sia Lui a risolvere la situazione, potrebbe farlo solo con la sua seconda venuta, che nessuno di noi sa quando avverrà e in attesa della quale deve fare la sua parte, che non è necessariamente quella di chiudersi in un recinto. L'unico recinto che ci preserva e ci salva è il Signore ed il Suo Spirito che circola nella sua Chiesa anche quando ci appare sfigurata e sofferente.

Anonimo ha detto...

Il modo di insegnarla sì.

purtroppo la 'forma' implica anche la 'sostanza'. Qualcosa di 'discontinuo' c'è e non possiamo negarlo.

Tuttavia criticare è lecito, disconoscere Roma (che non è solo la Chiesa visibile) no.

Speriamo che la Fraternità possa davvero operare dall'interno dotata com'è degli strumenti di una vera rievangelizzazione.

Stefano Gavazzi ha detto...

Per Stefano continuo a dire che ha le idee poco chiare, sebbene credo che le abbia sulla sua antipatia verso la FSSPX, perchè come ho detto sel FSSPX non si accorda non è nè scismatica nè fuori dalla Chiesa.
Se Roma non deve convertirsi allora vuol dire che il CVII va bene e che non c'è nessuna rottura con il magistero precedente e quindi la FSSPX è nel torto ma se non è così allora e Roma che deve convertirsi.
La Chiesa non sarà danneggiata dalla FSSPX che non avrà un riconoscimento la Chiesa è danneggiata dalle dottrine perverse della gerarchia modernista e del CVII.
Caro Stefano vuole le dottrine del CVII? già le ha!
Vuole la messa massonico protestante? la trova ovunque!
Vuole la dottrina dalla Chiesa cattolica? basta che la cerchi!
Vuole assistere al Santo sacrficio della Santa messa Tridentina? basta che la cerhi!
Ancora la Verità è Verità e non si baratta è radicalizzata e non soggetta a compromessi lei deve chiedersi o magari chiedermi:
La FSSPX insegna la Verità o la Falsità?
Questo deve fare!
Infine, lei sarà uno di quelli?
lo confessi!
Sarà come quell'eretico NC che ha pregato PVI affinchè non si faccia l'accordo per dichiarare fuori la F.?, che ha scritto godo per questo?
Se davvero è cattolico deve interessarle la verità!
Continuate a non distinguere l'accordo dalla posizione canonica, la posizione canonica può essere consentita anche senza l'accordo, se così decidesse il Papa bene, ma se la "concessione" di una regolarizzazione fosse subordinata all'accettazione del preambolo o a qualsivoglia compromesso dottrinale:
1)ciò non avverrà mai
2)La FSSPX per questo non sarebbe più cattolica?
La sua appartenenza al corpo di Cristo sarebbe tutta in una nicchia di spazio accoradata da Roma?

Accettare la "lettura in continuità" del Concilio che, se fosse fatta realmente, non mi pare tradirebbe la Verità, secondo me non è scendere a compromessi.

Cosa?
Stai scherzando!
La lettura in continuità?
Quindi tu sei convinta che i documenti del VII siano in continuità?
Quindi niente più deicidio!
Niente più diritti solo alla Verità!
Diritto all'errore!
Presidenti non più sacerdoti!
Spettacoli non più sacrificio!
Il vero pericolo è proprio l'ermeneutica!
CVCRCI

DANTE PASTORELLI ha detto...

Ma tutti gli amici che qui scrivono ciò che farà o non farà la S. Pio X hanno letto il preambolo?
Il giudizio sul comportamento della Fraternità - sia che risponda positivamente sia che risponda negativamente alle richieste di Roma - presuppone la conoscenza del preambolo ed il risultato del confronto che sembra debba esserci su alcuni punti discutibili.
Quanto al concilio, se si riconosce che anche i cosiddetti documenti dogmatici - perché trattano del dogma o comunque ad esso si riferiscono - rientrano nel magistero meramente autentico perché pastorale, l'accordo è possibile. Non tutti i documenti e non tutto nei singoli documenti è infallibile, questo si sa bene.
E' qui che si deve puntare per riportare il concilio alla sua vera natura. La conciliazione su queste basi è possibile. Come ho sempre detto, io m'attendo amore paterno da una parte e docilità filiale dall'altra, nella carità e nella verità. Se si parte dalla visione che Roma è il demonio e che la Fraternità è una setta eretica il cammino è già terminato.

Stefano Gavazzi ha detto...

Cara Mic perdonami per la lungaggine se vuoi censurami pure ma credo di aver frainteso l'orientamento del blog.
In comunione con Pietro e non con Simone? Ma perchè erano due persone diverse?
Ripeto: se la posizione canonica ha il prezzo di un compromesso dottrinale non deve esserci nessun accordo!
Ho l'impressione che vi prepariate al dare all'untore per difendere l'operato del Papa.
Si deve sapere che il Papa vuole la FSSPX non più di quanto voglia i luterani nella Chiesa mondialista (chi tace acconsente) leggete P. Paul Durand in La Croix, 14sett. 2011.
Se non erro conosci bene il francese e scaricabile sul sito.
CVCRCI

Stefano Gavazzi ha detto...

No caro Dante, non è permesso leggere il prembolo ma parlare con i sacerdoti della Fraternità sì.
Non si tratta certo di dire che Roma è il demonio o la F. è eretica, solo che nel primo caso le infiltrazioni ci sono e sono innegabili nel secondo caso mi si dimostri che è eretica!
Non mi dite che l'incontro d'assisi viene dallo Spirito Santo!
Come gran parte dei testi del CVII, perchè proprio i testi dogmatici che riprendono la dottrina precedente sono i più ambigui, per portarli alla continuità dovrebbero essere rivisti alla luce di un linguaggio scolastico.
Vorrei però avere delle risposte alle mie domande.
Riconoscere il CVII come magistero autentico ma continuare a spargere gli errori che esso ha all'interno sarebbe una cosa assurda è come dire: va bene il concilio è sbagliato ma ormai è lì lasciamolo stare.
Il CVII è la causa formale della crisi non quella efficiente.
Vorrei finire con una frase di P. T Calmel o.p.: "la nostra lotta contro il modernismo, anche se avanza nella preghiera, come essa deve fare, anche se usa delle armi appropriate, resta senza proporzioni contro il male.
Questa volta l'apostasia ha troppo perfezionato i suoi metodi perchè possa essere vinta senza un miracolo.Non cessiamo di implorare questo miracolo dal Cuore Immacolato di Maria."
CVCRCI

DANTE PASTORELLI ha detto...

Sull'ambiguità di quei testi mi son espresso più volte e non mi ripeto. Del resto in questo senso il mio Maestro è stato mons. Gherardini.
Io non mi fido di quel che qualcuno dice d'aver saputo da questo o da quell'altro prete della Fraternità. Se io parlo con don Emanuele, a cui mi uniscono vecchi legami di stima e amicizia, non lo vado a riferire a chicchessia. Ma, preciso, non ho voluto neppur sentir cosa pensi della situazione di cui si tratta qui. Per discrezione. Io attendo dichiarazioni ufficiali.
Quanto alla distinzione tra Simone e Pietro mi sembra chiaro quel che sia Mic che io abbiamo spesso sostenuto. Se il Papa resiste allo Spirito Santo e non opera secondo quella che è la sua funzione di Vicario di Cristo ch deve difendere e custodire la Verità, è chiaro che in quel momento non è Pietro, ma Simone, la persona del Papa. Cristo si rivolse a Pietro chiamandolo addirittura Satana quando Pietro si sforzava di convincerlo a sottrarsi alla Passione e Morte.
Se non facciamo questa distinzione le opzioni sono due: 1) il Papa ha sempre ragione e quindi mai sbaglia; 2) il Papa sbaglia e quindi la sede è vacante.
La tesi che con Mic definiamo Pietro-Simone per indicare la funzione del Papa e la persona del Papa è quella del Gaetano e di altri teologi compreso il card. Journet, ed un tempo era propria anche di mons. Spadafora e della Fraternità.
Vedi. Stefano, con me in tante cose sfondi un uscio aperto. Io combatto sin dai tempi del concilio.

Stefano Gavazzi ha detto...

Beh a me non sembra di aver mai detto: don Emanuale mi ha detto che..., ho saputo da don Davide che... o altro del genere e non ho mai chiesto nulla proprio per discrezione anche perchè la F. informerà tutti della decisione e ne darà motivazione.
A me non importa se qualcuno si fida di me o meno, anzi io non ho mai detto che dovete fidarvi perchè non ho dato nessuna notizia, non mi appartiene, anche sul mio blog non ho riportato nulla che sia ufficiale di chicchessia semmai leggo:"Una voce autorevole all'interno della Fraternità mi conferma che non c'è alcuna preclusione di nessun tipo alla prosecuzione dei contatti con Roma intesi al reinserimento canonico della FSSPX"
Anzi un sacerdote mi ha chiesto cosa ne pensavo, io ho espresso il mio punto di vista e ci siamo trovati d'accordo su alcune cose.
Ad esempio sulla questione del Papa io sono d'accordo io non ho mai detto chei tu la pensi in maniera sbagliata ho espresso il mio pensiero sulla questione preambolo di fatto non c'è alternativa:
1) riconoscimento senza condizioni sì
2) riconoscimento con condizioni
No
Ogni soluzione diversa da questa sarebbe disastrosa, poi se sarà sbagliato chiederò scusa se ho ragione niente cambia.
Poi ho fatto delle domande a cui non si è data risposta.
Mic ha affermato delle cose che non sembrano propriamente in linea con ciò che tu hai appena sostenuto.
Tu accetteresti la "lettura in continuità"?
CVCRCI

DANTE PASTORELLI ha detto...

"non è permesso leggere il preambolo ma parlare con i sacerdoti della Fraternità sì."
Tu ci parli ed in qualche modo, a ome scrivi, riferisci o interpreti ciò che quei preti ti dicono, anche senza farne il nome. Io no. Tutto qui.
Mic ed io (io ormai da decenni, Mic non so perhché ci siamo incontrati abbastanza di recente, diciamo un paio d'anni, credo)facciamo la distinzione tra Pietro (Papa nella sua funzione di Vicario di Cristo) e Simone (Papa che si rifiuta di svolger tale funzione resistendo allo Spirito Santo); tu hai scritto: "In comunione con Pietro e non con Simone? Ma perchè erano due persone diverse?". Non mi sembravi d'accordo, ora sembra che tu lo sia.
Accettazione del preambolo con condizioni e senza condizioni: se si parla di accordo su un documento discutibile è chiaro che si possono esporre obbiezioni e giungere alla conciliazione. Se il preambolo non è discutibile: prendere o lasciare. La Fraternità di cui io non sono interprete e di cui non conosco le intenzioni farà quel che crederà opportuno.
A quel che ho capito da certi comunicati un margine di discussioene c'è. Si discuta. Poi ognuno si assumerà le sue responsabilità. Mi sembra tuttavia che si stia, qui, facendo accademia data la segretezza mantenuta sul preambolo.
Per questo in questi due giorni sono stato in silenzio o quasi.

Stefano Gavazzi ha detto...

Io non faccio accademia è un dato di fatto sulla dottrina non c'è possibilità di accordo e non l'ho detto io lo hanno ribadito loro dicendo che sarebbero stati fedeli alla line di Mons Lefebvre.
Per quanto riguarda il Papa chiarisco:
Io volevo dire che il papa e ratzinger sono la stessa persona, la mia poszione è che sia papa materiliter ma non formaliter non so se è la stessa che voi sostenete a me sembrerebbe di si, soprattutto per il fatto che citate il Gaetano e mons Spadafora.
Come ho già detto anche Mic. riporta voci, interpella, interpreta ciò che vale per me vale anche per lei.
Non mi sembra che però tu l'abbia rimbrottata!
CVCRCI

Anonimo ha detto...

Essendo io una persona pressochè incolta, ho tutto da imparare da questo blog e dalla lettura di tanti altri, con annessi dibattiti, che possono oggi illustrare la convulsa situazione della Chiesa attuale, invasa e afflitta da mille contraddizioni, che paiono irrimediabili, come dice bene Stefano, citando quel p. Calmel, (di cui mi son andata a leggere qualcosa) senza un autentico miracolo del Cielo, ben al di sopra delle affannose manovre umane, per quanto sagaci.
Vorrei sottoporre all'attenzione dei presenti bloggers, che ritengo preparatissimi su tante materie attinenti alla storia e attualità ecclesiale, cento e più quesiti che mi tormentano da anni, specie dal 2007, anno del MP, e per esporre i quali ci vorrebbero molte ore; e una persona, se ha famiglia e impegni vari, non può stare sempre al pc, è ovvio.
Da alcuni anni cerco sul web quelle informazioni che in parrocchia sono inattingibili, ed ecco così la prima domanda: mi sapete spiegare il perchè ?
Se accade oraun fatto di questa portata, il rientro o regolarizzazione della FSSPX, che interessa l'intera Chiesa Cattolica, mi dite perchè nelle chiese non se ne parla affatto ? perchè non si accenna mai all'esistenza di questo gruppo e all'opera di mons. Lefebvre, che per quasi tutti i miei parenti e conoscenti è solo un "carneade" ? nella mia diocesi la questione FSSPX , qui sul web così sentita e seguita, è un argomento del tutto ignoto, oppure chi lo conosce, lo considera, per il suo contenuto e il suo dispiegarsi, un evento di natura simil politica (e forse non avrà molti torti....)
Ester

Anonimo ha detto...

Ora, per quanto io ponga certe domande, aspettandomi risposte semplici, adatte alla mia mente, incapace di seguire le incredibili complessità del linguaggio usato dalla Chiesa usa dal concilio in poi, non ottengo quasi mai le sperate chiarificazioni.
Nessuno ancora sa dirmi quale significato possa avere per il cattolico l'evento Assisi, che io considero aberrante, se visto come atto di docenza: che cosa ci insegna quel convegno ?
Fate conto che io abbia fatto solo la 3. media e debba spiegare a persone incolte pari a me il significato di questo evento, che per quanto abbia avuto scarsa eco, è pur sempre un evento voluto dal Papa, il successore di Pietro !
nella mente delle persone semplici, di formazione dottrinale carente o DECADENTE, quali siamo ormai per il 99,9% nelle parrocchie italiane, il Papa è sempre e solo il Pontefice, che fa o dice cose sempre importanti, ben dette, ben fatte, benefiche per la Fede cattolica, per la sua RICONFERMA, e per illuminare anche tutti coloro che nel mondo non conoscono ancora il Signore Gesù Cristo venuto a salvare tutti, che ha fondato la Chiesa perchè tutti lo conoscessero e diventassero cristiani.
Dunque, io qui leggo: distinguiamo tra Simone e Pietro....e la testa comincia a girarmi: mi dite per favore, come posso spiegare ad altri incolti e piccini questa strana separazione, se già la mia mente non riesce a capirla ? è una valutazione di papa a 2 facce che possono divergere tra loro, e io, con le poche certezze che mi riaffiorano dall'infanzia, non riesco a ricordare altro se non che il Papa in quel che fa, ha sempre più ragione di tutti, sacerdoti e fedeli, che egli deve guidare tutti alla Verità, alla vera Dottrina cattolica, seguendo Gesù Cristo e i papi di tutti secoli precedenti, senza mai deviare, anche se non parla dalla cattedra con infallibilità.
Vedo il giorno 27 tutti quei convocati riuniti ad Assisi, intorno a lui, e vi chiedo: è un avvenimento che riguarda la Fede cattolica ? o non lo è ? e se lo è, COME riguarda la Fede?
dico a Mic e Pastorelli: il Papa è andato come Pietro o come Simone ?
già vi chiesi, giorni fa, riguardo ad Erfurt, come ci è andato ? il sig. Pastorelli mi ha risposto: da Papa. Bene, e come papa disse lì che siamo in profonda comunione di Fede con i luterani, o correggetemi, per favore.
allora: Quale valenza didattica ha avuto il viaggio in Germania, di fronte al grande pubblico di cattolici ignoranti come me e i miei familiari ? quale valenza didattica ha questo raduno di Assisi, che ha suscitato ammirazione e plauso in tanti fedeli, compresa la mia parente di oltre 90 anni, che ha detto estasiata: "Che meraviglia !...che commovente!...è bellissimo che tutti quei capi religiosi siano riuniti, ognuno seguendo la propria intima convinzione!...è un gran segno di unione umana universale di pace!" e a me che protestavo per cercare di aprirle gli occhi sul gravissimo errore che l'evento mostra nel contraddire il Magistero perenne, e oscurare il 1° comandamento, e il dovere della Chiesa Apostolica, mi rispondeva, sdegnata:
"Stai zitta ! tu non capisci niente, ne vuoi sapere più del Papa? lui è il vicario di Cristo, è un grande teologo e sa bene quel che fa: ci sta dando un gran segnale di apertura della Chiesa a tutti i credenti del mondo! taci, che sei superba e ribelle...." e io silenzio...che non capisco davvero più nulla.
allora mi dica Pastorelli: quale insegnamento viene dal papa ad Assisi e Germania ? insegna Pietro o insegna Simone ? io non che dire agli ignoranti come me, per spiegare queste strane novità.....
Ester

Stefano Gavazzi ha detto...

Cara Ester, da quel che ho letto di lei non mi sembra per nulla impreparata, anzi.
Sulla sua domanda io espongo la mia idea che vien dalla mia esperienza.
Non si parla di questo perchè semplicemente non interessa a nessuno, 1 anno fa per me esisteva solo un nome "lefebvre" oltretutto presentato come scismatico.
Dice bene il duo gnocchi palmaro, il CVII tutti lo indicano ci fosse uno che abbia mai letto i testi!
Il Web amplifica la portata degli argomenti e gli interlocutori alla fine sono pochi rispetto a tutta l'Italia.
Faccio un esempio, quando frequentavo Mil, sentivo parlare di messa in latino che stava sempre più emergendo dopo il MP, leggevo che nascevano centri messa e la Tradizione stava tornando.
Poi sono andato a Vigne c'erano si e no 15 persone, a Osimo una quarantina (forse esagero), a Bressanone una quarantina, a Rimini, forse perchè era estate, il numero non era maggiore.
Buoni numeri ma realisticamente più piccoli a ciò che i blogs lasciavano pensare, non necessariamente per colpa.
Non gliene importa niente a nessuno, va tutto bene così, la messa è facile, corta, puoi fare caciara come ti pare, te ne freghi di quello che si dice, ti metti in evidenza con qualche schitarrata se ti piace, evviva il Papa evviva il concilio e tutto è a posto.
Almeno dove vivo io!
CVCRCI

Anonimo ha detto...

correggo sopra: io non so che dire....
PS ringrazio Mic per lo spazio, chiedendole scusa, ma capirete che più si va avanti, più le mille domande sollevate restano senza risposta, i nodi irrisolti si aggrovigliano, quelli del concilio nessuno li vuole chiarire, a fronte di cento suppliche elevate da tutto l'orbe.....e noi confusi, a chi ci rivolgiamo per spiegare tutto ciò che è oscuro ? cerchiamo di far luce trra di noi, chi più sa aiuta gli altri.
Grazie per le vostre informazioni preziose, in part. a Stefano Gavazzi, che mi aiuta ad allargare la mia esplorazione su quel mondo sconosciuto che è per me la FSSPX e la benemerita opera di mons. Lefebvre, ritenuto di più il grande "bandito" della Chiesa post-concilio. Ho tantissimo da imparare, man mano che mi cadono i veli dagli occhi, assopiti in questi ultimi decenni di ignoranza voluta e diffusa da chi ci governava (da chi, se no?)....e appena potrò imparare la tecnica, forse un giorno farò un blog dove vi inviterò nel mio spazio di dialogo, con gran piacere, a spiegarmi le mille cose non dette o non ancora lette e raccontate ai piccoli, della Chiesa dei sec. 20.mo e 21.mo.
Ester

grazie mille, caro Stefano, la rileggerò più tardi con calma, a Dio piacendo !

Anonimo ha detto...

Caro Stefano, purtroppo non è così solo dove dici tu e il silenzio denunciato da Ester è generale o, se si parla della Fraternità, lo si fa in termini denigratori, considerandola del tutto arbitrariamente (vedi vulgata oscena di Simone de Cyrène) addirittura eretica e scismatica, mentre non ha diffuso alcuna diversa dottrina, ma ha semplicemente custodito e custodisce il 'Depositum fidei' integro...

Questi sono i fatti. Le cause non è difficile farle risalire allo "spirito del concilio" (sua applicazione in chiave modernista) che ha pervaso la pastorale degli ultimi 50 anni.

La Chiesa da docente e dogmatica si è trasformata in dialogante anche col mondo nella presunzione (errata) di 'trasfigurarlo'... ma il Signore non è entrato in dialogo col mondo, ha vinto il mondo e ci ha insegnato a riconoscere l'errore e a vincerlo con sua la Morte in Croce i Risurrezione. L'errore non può essere vinto entrandoci in dialogo, può essere vinto solo rifiutandolo e assumendo su di noi, in Cristo, il male che genera.
La Chiesa docente, una volta, chiamava l'errore col suo nome e lo espelleva. Oggi, invece, lo accoglie nel suo seno ed è il suo volto visibile e anche il Corpo Mistico a rimanerne sfigurato.
Questo è il nostro dramma odierno.
Tranne sporadiche oasi, ormai le parrocchie se non sono in mano ai neocatecumenali, sono in mano ai modernisti (nei seminari purtroppo non esiste altra formazione e tante chiacchiere non servono a nulla se non si riparte da lì).

E' da qui che dobbiamo partire per ricostruire sulle rovine, perché tornare indietro non è possibile.

Anonimo ha detto...

e noi confusi, a chi ci rivolgiamo per spiegare tutto ciò che è oscuro ? cerchiamo di far luce trra di noi, chi più sa aiuta gli altri.

E' proprio quello che stiamo cercando di fare, carissima Ester, man mano che i veli cadono dagli occhi anche a noi.

Per tanto anni mi sono occupata di ecumenismo e di dialogo ebraico cristiano e ho molto approfondito le nostre radici. Ho sempre mantenuto una formazione retta, anche se in alcuni punti avevo seguito la corrente, ma non del tutto e a volte con disagio che attribuivo a mie mancanze; ma dal 2007, dal miracoloso (!) avvento del Summorum Pontificum molti altri veli son caduti uno dopo l'altro.

Il problema è che il Summorum come pure la Universae permette, ma non promuove e il non promuovere con una pastorale ad hoc qualcosa, all'atto pratico è quasi come non averla permessa. Di certo però qualcosa sta cambiando perché i gruppi aumentano e tuttavia non con la efficacia di cui ci sarebbe bisogno, che viene annichilita dalle volontà avverse di troppi sacerdoti e vescovi decisamente modernisti: il che significa pregiudizialmente sordi ciechi ma soprattutto ignoranti o male informati sull'Antico Rito!

Sta a noi, per quanto possiamo nel nostro piccolo e possibilmente non solo sulla Rete, che già è una frontiera di libertà e miniera di informazioni preziose per chi la usa, ma anche nel territorio. Qui sta il difficile. Ed è proprio qui che si rivelerebbe quanto mai provvidenziale la presenza della Fraternità.

Stefano78 ha detto...

Io averei antipatia per la Fraternità? Ma scherziamo (Mic diglielo te!)? I miei interventi saranno pure lunghi (forse sarà perchè l'argomento è delicato?), ma se non li si legge meglio tacere.

Io ho fatto domande precise ed argomentate a cui non è stato risposto, se non per frasi apodittiche. Dal mio punto di vista NULLA OSTA alla regolarizzazione della SPX, proprio dal punto di vista della SPX.

annarita ha detto...

Mah! Io la vedo così: tenuto conto che Mons. Fellay, non è uno sprovveduto, né un orgoglioso capo tribù, ma un pio vescovo cattolico, se anche non firmasse questo benedetto preambolo, che oltretutto continuo a chiedermi perchè non sia stato proposto anche a tutti i vescovi di Germania e Francia, penso che egli spiegherà, al Santo Padre Benedetto XVI, le sue motivazioni con garbo e rispetto per l'autorità, come ha sempre fatto. Visto che si continua a dire che il preambolo non vuole obbligare a nulla, lascia pienamente liberi etc..etc.. dunque il firmarlo o no è cosa arbitraria, indifferente, tanto non contiene nulla di definitivo ed importante (secondo i vari commentatori). Non è dunque un attentato all'autorità del Papa, ma una libera scelta lasciata come opzione evventuale, visto che il preambolo può essere anche cambiato nelle sue parti (sempre secondo chi dice di saper cosa dice il preambolo). Dunque rimaniamo sereni, pendenti dalle mani della Divina Provvidenza, consci che non ci saranno atti di ripicca o di ostinazione orgogliosa, ma atti ponderati nella preghiera e sempre nel desiderio di continuare ad operare per la Chiesa e per le anime. Non so cosa succederà, ma sono certa che succederà ciò che Dio vuole, perchè Dio non abbandona coloro che pregano con tanta fiducia e speranza.

DANTE PASTORELLI ha detto...

Quando parlo di accademia intendo riferirmi a discussioni su di un testo di cui non conosciamo il contenuto. Se ti, Stefano G., lo conosci esponilo ibntergralmente.
Quanto ai rimbrotti io no rimbrottonessuno: se dovessi farlo userei un tono ben diverso. Ho detto semplicemente che il "relata refero" non fan per me. E quel che dice un prete della Fraternità non m'interessa. Io rispondevo a te, ma se vuoi che dica lo stesso per MIC posso anche farlo, non ho mica timori reverenziali! Semplicemente Mic scriveva un post, e comunque la conosco e conosco la serietà delle dur fonti, te non ti conosco e non so con chi parli e e non conosco la serietà delle persone con cui parli.
Purtroppo anche tu sei fluviale ed è impossibile nei ritagli di tempo rispondere a tutto lo scibile che metti in campo.
Quanto a Spadafora e al Gaetano non c'entran niente col materialiter ed il formaliter di marca sedevacantista. I sacerdoti della Fraternità te lo potranno spiegar meglio di me.

Anonimo ha detto...

Ma poiché oggi è la 'pastorale' la chiave di tutto, perché intanto non mettere in campo la propria pastorale dall'interno, continuando così la propria opera di difesa e diffusione della Tradizione? Mi chiedo se sia semplicistico anche pensare che possa funzionare il famoso metodo Buonaiuti applicato all'inverso!
MA VI RENDETE CONTO DI COSA AVETE SCRITTO?!? Non credo. Avete scritto che bisogna accettare, non solo come presa d'atto che le cose stanno così, ma anche concettualmente, che la Chiesa di oggi è un super market, in cui ci sono tante "merci" spirituali. Pertanto, una più, una meno, andare ad aggiungerci anche la liturgia e la spiritualità tridentine. Con questo presupposto, come si potrà dire che il Cammino NeoCat è MALE? E' approvato l'uno, ed è approvato l'altro. Bonaiuti, che lavorava in una prospettiva umana, si poteva permettere di usare certi metodi, ma ora preghiamo per lui, poichè ne sta rendendo conto. Chi ha una visione soprannaturale, PER QUEL MENO DI ZERO CHE VALE IL MIO PARERE, NON PUò ricorrere a tale metodo. Già solo pensare ad un preambolo che ci dica che l'ermeneutica della continuità è sensata e che il N.O. è gradito a Dio, è un'offesa alla storia personale di tanti di noi. ME COMPRESO, ma io meno di altri. Poi, Enrico di messainlatino, se ne esce con "nessuno chiederà mai di celebrare o di assistere al N.O.". Come fa ad essserne così certo.E, comunque, se anche fosse, una dichiarazione nei termini anticipati (se davvero sono quelli) è, ripeto, una sconfessione delle nostre vite.

Anonimo ha detto...

MA VI RENDETE CONTO DI COSA AVETE SCRITTO?!? Non credo. Avete scritto che bisogna accettare, non solo come presa d'atto che le cose stanno così, ma anche concettualmente, che la Chiesa di oggi è un super market, in cui ci sono tante "merci" spirituali. Pertanto, una più, una meno, andare ad aggiungerci anche la liturgia e la spiritualità tridentine. Con questo presupposto, come si potrà dire che il Cammino NeoCat è MALE?

No, caro Amico, non conosci il nostro 'sentire' e non puoi interpretarlo correttamente da questa battuta.
Intanto parlavo di un "metodo Buonaiuti" all'inverso che consiste nel portare il risanamento della Chiesa dall'interno (così come purtroppo dall'interno ne è stata attuata la mutazione genetica), attraverso la 'pastorale' sana (senza scendere a compromessi, cosa che dovrebbe essere garantita).
Realisticamente, oggi in questa Chiesa non più docente, sono le 'prassi' quelle che ne hanno cambiato il volto e allora portiamo avanti le 'prassi' sane, come Cristo comanda... è l'unico modo per venirne fuori, perché finora è da escludere un autoritativo ripareggiamento della Verità da parte del Papa.

E' vero, purtroppo, che la Chiesa è diventata un patchwork, ma prenderne atto - e dolorosamente - non significa approvarlo. Agire dall'interno per portare la Grazia e la retta dottrina dove c'è confusione e neo-protestantesimo, mi pare che sia l'unico modo per fare la nostra parte secondo la volontà del Signore. E, questo, ovviamente, senza scendere a compromessi; il che significherebbe tradirLo!

Il combattimento apologetico ha il suo valore, e la battaglia non sarà conclusa con la regolarizzazione canonica della Fraternità e dovrà continuare anche in questo senso; ma oggi come oggi non basta, perché la pastorale 'spuria' sta continuando a produrre i suoi effetti deleteri.

Non ricordo in che occasione proprio Mons. Fellay pronunciò una frase accorata : "Quanto bene potremo fare a Roma da Roma!"

E' in questo senso che ho citato Buonaiuti. Continuo a considerare il Cnc nel "misterium iniquitatis", come tanti altri aspetti di questa landa modernista in cui stiamo ancora vagando, pur con i nostri punti di riferimento che non verranno mai meno! Ed è solo la pastorale sana che può influire su quella malata. Occorre prendere atto che, se cambiando la pastorale, hanno cambiato la Chiesa, forse non resta altro mezzo per drizzare ciò ch'è sviato!

Anonimo ha detto...

Cara Mic,
io temo proprio che per i sacerdoti della FSSPX, in qualunque modalità di rientro, non sarà possibile alcuna indipendenza dai vescovi modernisti.
Seguo questo pensiero pessimista ad intuito, e lo esprimo da profana delle "manovre" diplomatiche in atto, ma semplicemente osservando i fatti che incalzano (nella situazione che tu dici bene "magmatica", in cui TUTTO è permesso e NULLA è garantito) e che purtroppo danno ampi motivi di credere che, sia pure in modo sommerso, e così più efficace, il regime modernista schiaccerà la FSSPX e la sua azione risanatrice, una volta che volesse esplicarsi "da dentro", all'interno della Chiesa-fritto misto in cui si troverà costretta ad agire e parlare. Appena possibile ti spiegherò il mio pensiero, da persona semplice e ignorante, che però non ignora la realtà in progressivo peggioramento, e se tu potrai, mi darai qualche umana speranza che non sia la totale aderenza a Nostro Signore, in mezzo alle persecuzioni e contraddizioni c che vengono dalle autorità a vari livelli, proprio da coloro che dovrebbero sempre confermarci nella retta unica Fede e Dottrina bimillenaria.
In sintesi si tratta di questo:
non mi faccio illusioni sulla "libertà" d'azione e docenza della FSSPX, perchè vige tuttora la ingannevole par condicio tra catechesi ortodosse ed eretiche, presunta uguaglianza tra vero e falso cattolicesimo, in una vera e propria giungla, in cui le intricate vegetazioni e variopipnta fauna -spesso irriconoscibili se buone o cattive- si alimentano e moltiplicano, e dove, fatalmente, vincerà sempre il più forte.
Ester

Anonimo ha detto...

Intanto parlavo di un "metodo Buonaiuti" all'inverso che consiste nel portare il risanamento della Chiesa dall'interno (così come purtroppo dall'interno ne è stata attuata la mutazione genetica), attraverso la 'pastorale' sana (senza scendere a compromessi, cosa che dovrebbe essere garantita).
Spiegaemi come si fa a fare la quadratura del cerchio. Ovvero pastorale sana, in un ambito che non è quello che vuole Gesù Cristo. La Chiesa di oggi, almeno nella percezione comune, non è più monarchica e gerarchica. Come si può fare ad insegnare che la collegiatialità non è un dogma, quando si opera in un ambiente che la applica ben più che se lo fosse?

Anonimo ha detto...

La Chiesa di oggi, almeno nella percezione comune, non è più monarchica e gerarchica. Come si può fare ad insegnare che la collegiatialità non è un dogma, quando si opera in un ambiente che la applica ben più che se lo fosse?

Questa è una delle difficoltà. Ma, se la sistemazione canonica consente di dipendere direttamente dal Papa, è a lui che si risponde e non ai vescovi. E suppongo che chi ha la responsabilità stia già valutando come aggirare con discernimento ogni possibile ostacolo e dirimere ogni possibile inconveniente e fraintendimento.
Il resto affidiamolo al Signore. Non ho la piena conoscenza né l'autorità per aggiungere altro.

Anonimo ha detto...

Come si può fare ad insegnare che la collegialità non è un dogma

Tra l'altro è una delle tante cose di cui si è discusso e si discuterà.
Poiché le conseguenze dei guasti sono sotto gli occhi di tutti e, nella Chiesa, tra studiosi e teologi anche autorevoli - ed anche tra i fedeli - sta maturando la stessa consapevolezza che anima la Fraternità, le giuste sinergie potranno venir fuori e diventare operanti strada facendo.

Non credo sia banale ottimismo. Spero sia Speranza cristiana.

DANTE PASTORELLI ha detto...

Nessuno dei preti e dei vescovi della Fraternità sarà obbligato a celebrare il NO perché questo sarà parte del "concordato". Se si stabilisce che i libri liturgici della Fraternità son quelli del 1962 e la forma canonica sarà, come sembra, l'Ordinariato o la Prelatura personale, il problema dei vescovi modernisti non si porrà. Certo, qualcuno tenterà di metter il bastone tra le ruote, ma a quel punto starà a preti della Fraternmità ed ai fedeli scegliere la via da seguire, ch'è la resistenza aperta.
Il problema, che si porrà a mio avviso, è il numero dei fedeli che non sono poi un'enormità. Un'indagine convincente sulla consistenza di questo gregge non mi risulta sia mai stata fatta.
Mi auguro che, in caso di riconciliazione, i preti della Fraternità sappiano agire senza arroccamenti o atteggiamenti da primi della classe e si sforzino di far sentire a proprio agio i fedeli new entry smettendola con gli anatemi ancor oggi lanciati contro coloro che per un motivo o l'altro frequentano le parrocchie o addirittura partecipano alle Messe anctiche celebrate da altri istituti tradizionali.

Anonimo ha detto...

Certo, qualcuno tenterà di metter il bastone tra le ruote, ma a quel punto starà a preti della Fraternmità ed ai fedeli scegliere la via da seguire, *ch'è la resistenza aperta*.
Egregio,
Lei sta teorizzando la "guerra civile" permanente, all'interno della Chiesa.

Anonimo ha detto...

Anonimo,
nella Chiesa di Cristo non esiste la guerra civile. La battaglia, come in tutte le generazione di credenti che si affacciano a questo mondo, è tra Cristo Re, il Principe della Pace e il principe di questo mondo, col quale (mondo) la Chiesa è inopinatamente entrata in dialogo.

La "buona battaglia" non è tra persone ma, come dice San Paolo, si tratta di una lotta spirituale: “La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti”.

Nel concreto, questa battaglia ci appartiene nel senso di rifiutare l'errore e accogliere difendere e diffondere la Verità, che è il nostro Signore e che la Chiesa ci trasmette immutata da due millenni.

Ci appartiene anche nel continuare a pregare, a sperare ad essere veri Adoratori perché venga continuamente il Suo Regno...

Anonimo ha detto...

Mi auguro che, in caso di riconciliazione, i preti della Fraternità sappiano agire senza arroccamenti o atteggiamenti da primi della classe e si sforzino di far sentire a proprio agio i fedeli new entry smettendola con gli anatemi ancor oggi lanciati contro coloro che per un motivo o l'altro frequentano le parrocchie o addirittura partecipano alle Messe anctiche celebrate da altri istituti tradizionali.
Coloro che, invece, hanno profondamente segnato la propria vita, seguendo la tradizione in modo ESCLUSIVO e, così facendo, hanno fatto la forza contrattuale della FSSPX, come si debbono sentire? Se hanno orientato così la propria vita, era perchè erano convinto che in altri modi era MALE. Adesso si debbono mettere davanti allo specchio e farsi una bella risata di compiatimento. Anzi, debbono dire a se stesso:"Guarda, hai di fronte uno non diverso da quei soldati giapponesi che, ancora negli anni '70, credevano che fosse ancora in corso la II Guerra mondiale".

Anonimo ha detto...

Che brutto termine, Anonimo, "forza contrattuale"!

Quello che lei chiama forza contrattuale io ho sempre pensato fosse Grazia incommensurabile e Fedeltà ammirevole.

Vede, anche chi ama la Tradizione senza aver aderito alla Fraternità ha 'assaggiato' l'aspro sapore e la dura e dolorosa esperienza del disprezzo e della incomprensione in quella che ha sempre considerato ed è la propria Casa, oggi purtroppo soggetta all'occupazione da parte di 'estranei' (parlo di contesti bene precisi e non mi riferisco ovviamente al Santo Padre, anche se certe situazioni, tipo Assisi, le abbiamo vissuti anche noi con sconcerto e sofferenza)... ma se la Chiesa è in parte sfigurata, è sempre la nostra Chiesa, il Corpo Mistico del Signore, Sua Sposa.

Il fatto di rientrare - peraltro solo canonicamente - nella Chiesa, non credo debba avvenire cambiando un'acca di ciò in cui si è sempre creduto e praticato, altrimenti saremmo al discorso del "compromesso", inaccettabile.
L'unica cosa è conservare la l'autorevole dolcezza e la dolce fermezza che sono proprie di nostro Signore e di cui i sacerdoti della Fraternità che conosco sono ben dotati.
Questi anni di dolorosa e grande prova hanno prodotto, a volte, reazioni piuttosto dure, proprie di una forte apologetica e di una situazione di resistenza ed anche di reazione del tutto comprensibili se riferite all'eccezionalità della situazione.

Quel che intende dire Dante, non è niente altro che lo smussare alcuni angoli aguzzi che derivano proprio dall'entità della missione da portare avanti.

Coraggio, non fermiamoci a calcoli di natura umana e confidiamo nel Signore e nella Sua Grazia, senza rinnegare nulla del vostro patrimonio di fedeltà e di resistenza, ma incanalandolo per il seguito della battaglia, che non finisce certo qui!

Il buon lievito deve confondersi nella pasta, dice il Signore... e non pensiamo che la pasta sia tutta avvelenata e di riceverne il contagio. Il Signore e la nostra Madre Santa e Benedetta provvederanno e ci preserveranno, oltre a sostenere, purificare e alimentare sempre più la nostra fede: è a un 'noi' che va al di là della Fraternità che è necessario guardare e sentire...

DANTE PASTORELLI ha detto...

Non so chi sia questo anonimo e siamo sempre alle solite: mi dà un grande fastidio parlare con le ombre. Chi ha coraggio delle proprie posizioni ci metta la faccia. Io ce l'ho sempre messa, da quasi 50 ann. E questo anonimo non egregio non può permettersi di far la morale a nessuno.
Io non teorizzo proprio niente: guardo alla realtà e dico solo che ove certi vescovi dovessero disobbedir al Papa e combatter la Fraternità riconciliata perfettamente con Roma, i fedeli, insieme ai sacerdoti ed ai vescovi di tale per tanti versi meritoria Congregazione non potrebbero certo restar indifferenti ed immobili. La battaglia non può non continuare, certo non con i mitra: ma ho premesso l' "ove" che significa una condizione indipendente dalla volontà del Papa e della Fraternità.
Non si può sempre esser capponi, insomma, tanto per esser chiari.
Molto naturalmente, per ritrovar una fraternità perduta nel clero romano, sta anche nella capacità della S. Pio X di gestire i suoi preti e i suoi fedeli in modo che dalla ragione non passino al torto.
E se qualcuno di loro, lo so per certo, continua a dir in confessione che andar alla Messa NO è peccato e che ci si pone in condizione di peccare andando alla Messa VO celebrata da preti che celebrano pure il NO, non parton neppur dalla ragione, ma dal torto. E questo vale anche per l'inotollerabile atteggiamento di disprezzo verso i fratelli cattolici di parecchi "lefebvriani" che si sentono gli unici deposuitari della Verità, ed in modo aspro e dispotico.
Poi, se son convinti, vescovi, sacerdoti e fedeli, che hanno scelto il bene e che non voglion aver a che fare col male rappresentato dalla Chiesa Romana, restino dove sono, non sono obbligati a rientrare in piena comunione con la S. Sede: saran sicuri così di salvarsi l'anima.

P.S. Spesso ho dovuto sperimentare che il vero e più grave problema della Fraternità son certi fedeli tanto più fanatici quanto più ignoranti.

Stefano Gavazzi ha detto...

Se qualcosa di antipatico trovo, è il linguaggio e il tono di certi tuoi commenti: apodittici, definitivi come un dogma.

Come vedi avevo ragione, il linguaggio ed il tono appartengono alla persona che li proferiscono, quindi ti sono antipatico.

“Mi sa che per te il veder non approvata una tua opinione - in questo caso anche abbastanza offensiva - sia una bacchettata frutto di antipatia”

Posso dire che la stessa cosa vale anche per te! (salvo che per l'antipatia) Però è vero, perchè nell'altro thread io ho riportato la mia opinione e tu hai detto che riportavo delle cose mentre per Mic sono “voci” autorevoli, anche se ti fidi di lei proprio perché è un opinione, se qui si parla di opinioni, la tua “precisazione” è fuori luogo, se sono un riportino io vale anche per Mic, nonostante le tue spiegazioni.Può bastare un semplice: “non sono d’accordo”.

“Ma forse sei abituato a sentirti risponder sempre di sì in ambienti a te cari.”

Questa è un illazione!Tu non sai chi frequento hai detto:"non ti conosco", mentre io mi riferisco a ciò che leggo e che è scritto sul blog ed anche questo potrebbe valere per te.(vedi la questione Pietro- Simone, material iter Formaliter)De ore tuo te iudico (Lc 19,22)

“Questo non saper ascoltar e rifletter insieme agli altri, purtroppo, lo conosco asai bene e so d'onde proviene.”

Anche questa è un illazione, solo che io non mi offendo!

“Ma altrettanto francamente, l'ho già detto, confesso che m'è insopportabile la spocchia di tanti fedeli che pensano d'esser gli eletti e spesso non san neppur di cosa parlano.”

Ora se ti riferisci a me potresti usare:" mi riferisco alla tua spocchia..." se ti riferisci ad altri che tu consoci non dovresti esprimerti così perchè usi come termini di paragone persone che non c'entrano nulla con questa discussione.


“I documenti ci sono: leggili.”

Ecclesia Dei 18/01/2003!
Comunque se ciò ti infastidisce lungi da me, abbi pazienza, ma il tuo comportamento nei miei confronti però è evidente e se per intervenire su questo blog bisogna essere laureati e dottoroni o conoscere tutto il magistero allora non interverrò più.
Non preoccuparti hai vinto tu!
Saluti in Cristo.
"Un seguace di Lefebvre"
CVCRCI

berni ha detto...

Se la FSSPX deve accettare cio' che e' contrario alla salvezza delle anime, come sembra dedursi dal documento dottrinale, e cioe', cio' chevuole il VII, tanto vale restare come siamo stati fino ad ora "fedeli a Cristo e non a chi va' contro Cristo". Dobbiamo oppure no trasmettere cio' che abbiamo ricevuto? Noi non possiamo ne tradire ne rinnegare. Ma vi rendete conto che ci e' stato detto per 40 anni che il messale romano era stato abrogato, poi B.XVI ci ha detto con il M.P. S.P. che non era vero? e quante altre cose ci hanno detto e fatto con il VII? quindi chi crede fermamente nella vera chiesa cattolica apostolica, cosa dovrebbe fare se non disubbidire e rimanere legato alla sola tradizione?

Anonimo ha detto...

Chi crede nel Signore e crede la Chiesa Una Cattolica Apostolica e Romana, continua a rimanere nella Chiesa soffrendo sperando e pregando, continuando a custodire diffondere e difendere la propria fede.
Pregando e sperando anche che non si frappongano ostacoli alla regolarizzazione canonica della Fraternità

berni ha detto...

E quale sarebbe l'Autorita' ecclesiastica derivante dal VII, che ha il pieno diritto di scomunicare, solo perche' non si vuole tradire Cristo? E perche' non si vuole ammettere finalmente che la chiesa di Roma forse e' quella scismatica e non rappresenta piu' la religione cattolica di Cristo? Non e' forse il caso di dire pane al pane e vino al vino? forse ci si capisce meglio. Poi in seguito ci pensa il Buon Dio.

berni ha detto...

Mic, non possiamo lasciare distruggere la Chiesa Cattolica da acattolici e da cattolici mascherati, dobbiamo combattere la nostra battaglia per la chiesa di cristo come hanno hatto i primi cristiani. Non dobbiamo aver paura di mettere alla luce del sole la nostra fede ed il nostro credo. Rileggiamo cio' che diceva Paolo VI e Giovanni Paolo II quando si sono accorti che il VII stava distruggendo la Chiesa e loro non potevano fare piu' nulla "il fumo di Satana e' entrato nel tempio di Dio" oppure si prevedeva una giornata di sole e invece era arrivato un ciclone che stava spazzando via tutto cio' che era stato costruito in 2000 anni.

berni ha detto...

Mic, nel caso si dovesse arrivare alla regolarizzazione canonica della Fraternita', e la S.Sede per giungere a questo ci chiede di accettare cio' che e' contrario alla nostra fede ed alla Tradizione come vuole il VII, cosa suggerisci? cosa dovremmo fare, rinnegare Cristo e la Sua vera Chiesa Cattolica ed Apostolica Romana?

Anonimo ha detto...

Se fosse richiesto di rinengare Cristo Signore, la Chiesa non sarebbe più la Chiesa e, nonostante tanti guasti, non siamo a questo punto.
Preghiamo e confidiamo sulla promessa del Signore: non praevalebunt!

berni ha detto...

Si Mic, il demonio non prevarra' mai; purtroppo sono un pessimista, ma oggi come oggi la chiesa e' in mano a Cristo Signore, e la gerarchia (il demonio) ci sta' tormentando fino all'esaurimento. comunque noi crediamo e preghiamo ed alla fine Christus vincit et imperat.

Anonimo ha detto...

Berni, la gerarchia (termine astratto che dice tutti e nessuno) non è il "demonio". Questo è fare di ogni erba un fascio e condannare anche chi non lo merita. Siamo realisti, non disfattisti!

berni ha detto...

Mic non sono un disfattista, ma se la gerarchia non e' quello che dici tu, come mai Mons. Gherardini fa' al Papa quell'appello per rivedere il VII? E Iota unum di Amerio e quelle frasi del Papa che parlano di quel Grand'uomo di Mons. Lebfevre, (visto che era dichiarato scismatico per cio' che aveva previsto nel VII) e De Mattei etc. oppure non ti rendi conto a che punto si trova il popolo di Dio dopo il VII e la gerarchia lo difende senza limiti?

berni ha detto...

Mic, voglio ritornare alla gerarchia, ove dici che e' tutti e nessuno, e non si puo' fare di tutt'erba un fascio, e qui ti do' ragione. Pero' tu dovresti vivere nella diocesi nella quale vivo io e Stefano G. per vedere cosa sono ridotte le chiese (tempio di Dio), dovresti stare a contatto con quelli una volta chiamavamo i parroci, le risposte date a me e Stefano dall'Episcopus su temi come l'eucarestia in mano dopo profanazioni ad un tabernacolo. e piu' diocesi giri e piu' ne trovi, puoi tranquillamente fare addirittura delle scelte. La fede e' calpestata, la tradizione e' finita nel cestino della carta, e potrei continuare molto a lungo. Se sei in contatto con Stefano, fatti spiegare ancora. Spero di poterti conoscere per parlare piu' chiaramente. Se conosci Stefano ti puo' dire dove andiamo a Messa la domenica perche' li abbiamo ritrovato la Chiesa.

berni ha detto...

Caro Stefano, sono pienamente d'accordo con te per cio' che dici a Mic ed a Dante nella tua del 2 novembre. Rileggendo il M.P.S.P. il Papa ci dice che la Messa del Novus ordo e la Gregoriana sono due usi di un unico rito; questo ci chiarisce che forse qualcosa non quadra ed a noi sembra che siano agli antipodi. La S.Messa gregoriana e' Cattolica ed e' il Sacrificio di Cristo, quella del novus ordo e tipicamente protestante, basta vedere la liturgia protestante e paragonarle. A Dante, direi di avvicinare un poco la FSSPX e capirebbe molte cose.