Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

giovedì 12 marzo 2026

Madonna di San Luca alla Bolognina: polemiche sulla visita alla scuola

Vietato mostrare la Madonna ai bambini dell’asilo: a Bologna scoppia un caso assurdo di cristianofobia... Però nelle scuole si può festeggiare il Ramadan...
Nell'immagine dell'articolo un primo piano della icona della antica Madonna di San Luca, dipinta dall' evangelista San Luca e portata a Bologna alla fine del XIII secolo: custodita nel Santuario sulle colline bolognesi, da sempre è simbolo della città e molto amata dai bolognesi che ogni anno la accompagnano con grande partecipazione in processione dal colle fino alla cattedrale in centro.

Madonna di San Luca alla Bolognina:
polemiche sulla visita alla scuola

Il caso shock

La diocesi aveva stabilito di portare la sacra icona dal 19 al 22 marzo 2026 in visita alla parrocchia di San Girolamo dell’Arcoveggio nel quartiere Bolognina. La visita della sacra immagine, molto attesa dalla comunità parrocchiale, è stata bloccata da una scia di polemiche, legate alla tappa - prevista ma adesso in forse - alla scuola dell’infanzia comunale Grosso.

La Madonnina, nelle intenzioni di don Milko Ghelli, parroco della chiesa di San Girolamo dell’Arcoveggio, avrebbe dovuto fare tappa alla materna comunale Grosso per salutare i piccoli alunni con un passaggio in cortile. Ma alcuni genitori, ossessionati dal politicamente corretto, hanno opposto una fermissima obiezione. Appresa la notizia della visita, alcuni genitori (non è dato sapere se atei o appartenenti ad altre religioni) hanno invocato a gran voce la ‘laicità’ della scuola pubblica, opponendosi alla visita della Madonnina....

L'etichettatura di 'antioccidentale'

Il problema è che è andata spegnendosi la nostra identità di Occidente Europeo (quello delle radici greco-romane fecondate dal cristianesimo rinnegate dall'UE) confluita e degenerata in quella dell'Occidente atlantico di conio calvinista coniugata con quella dell'ateismo marxista che ha permeato tutti gli ambiti della cultura e della politica. Qui l'indice degli articoli sulla realtà distopica. Quanto all'Occidente: qui - qui - qui.

L'etichettatura di 'antioccidentale'

Chi difende oggi le ragioni dei paesi aggrediti a vario titolo dagli USA (la lista è infinita) viene frequentemente tacciato di essere “antioccidentale”. Etichettature del genere come altre simili (es.: “rossobruno”, “no-vax”, ecc.) hanno il grosso vantaggio di essere sufficientemente vaghe e confuse da pensare che chi le formula abbia in mente qualcosa, mentre di norma ha solo una marmellata di “sentito dire”.

Tecnicamente io credo che oggi un abitante del continente europeo che abbia rispetto di sé stesso DEBBA avere una disposizione “antioccidentale”, purché ci si intenda chiaramente sul termine.

mercoledì 11 marzo 2026

Cardinale cattolico in Iran rifugiato a Roma

L'unico Cardinale cattolico presente in Iran, arcivescovo di Theran-Isfahan, rifugiato a Roma in seguito alla guerra mossa da Stati Uniti-Israele.

Cardinale cattolico in Iran rifugiato a Roma  

Il cardinale cattolico  si è rifugiato a Roma, mentre aumentano le distruzioni causate dai continui attacchi militari israelo-americani contro l'Iran.

Leggo sul quotidiano belga CathoBel che il cardinale Dominique Mathieu è arrivato a Roma dopo essere stato evacuato per motivi di sicurezza dalla sede arcidiocesana di Teheran "non senza rammarico e dolore per i nostri fratelli e sorelle in Iran".

Mathieu, 62 anni, originario del Belgio, è stato nominato alla guida della sede di Teheran-Isfahan nel gennaio 2021 e creato cardinale da Papa Francesco nel dicembre 2024 [vedi in che contesto qui]. In precedenza ha ricoperto l'incarico di definitore generale e assistente generale della Federazione dell'Europa Centrale dei Frati Minori Conventuali. Secondo CathoBel, Mathieu era l'unico religioso cattolico a servire le cinque chiese di Teheran all'epoca, senza alcun sacerdote o diacono ad assisterlo. Nel Paese, che ospita meno di 30.000 cattolici e diverse centinaia di migliaia di cristiani (qui), su una popolazione di oltre 90 milioni di abitanti, prevalgono numerose eparchie caldee e armene.

Ordine e giurisdizione: l’inefficacia dell’accusa di scisma

La Fraternità San Pio X si difende da qualsiasi accusa di scisma e, facendo affidamento su tutta la teologia tradizionale e sull’insegnamento costante della Chiesa, sostiene che una consacrazione episcopale non autorizzata dalla Santa Sede non costituisce una rottura della comunione — a condizione che non sia accompagnata da un’intenzione scismatica né dal conferimento della giurisdizione.

Ordine e giurisdizione: l’inefficacia dell’accusa di scisma

La costituzione Lumen gentium sulla Chiesa enuncia al capitolo III, n° 21, che il potere di giurisdizione è conferito dalla consacrazione episcopale contemporaneamente al potere d’ordine. Il decreto Christus Dominus, sull’ufficio pastorale dei vescovi nella Chiesa, enuncia il medesimo principio nel suo Preambolo al n° 3. Tale affermazione è ripresa dal Codice di Diritto Canonico del 1983, al canone 375 § 2. Ora, nella Chiesa, la ricezione del potere episcopale di giurisdizione dipende per diritto divino dalla volontà del Papa, e lo scisma si definisce precisamente come l’atto di colui che si arroga una giurisdizione in modo autonomo e senza tenere conto della volontà del Papa. È per questo motivo che, secondo tali documenti, una consacrazione episcopale compiuta contro la volontà del Papa sarebbe necessariamente un atto scismatico.

Questa argomentazione, che vorrebbe concludere che le future consacrazioni episcopali in seno alla Fraternità sarebbero scismatiche, riposa interamente sul postulato del Concilio Vaticano II, secondo cui la consacrazione episcopale conferirebbe contemporaneamente il potere d’ordine e quello di giurisdizione.

Un santo veneziano: Gerardo Sagredo

Nella nostra traduzione da Italia perennis, oltre alla figura di un Santo poco noto, conosciamo un altro tratto della nostra storia e della nostra cultura, di ritorno dal mondo anglofono. Precedenti quiqui - qui

Un santo veneziano: Gerardo Sagredo
Pellegrini attraverso l'Italia Perennis

Madonna_dell'Orto (Venezia), Cappella San Mauro, San Gerardo_di Csanád

È impossibile avvicinarsi all'Italia senza conoscere i suoi santi. Proprio come i grandi artisti della penisola, essi costituiscono uno dei suoi tesori più grandi. Ogni città, ogni angolo d'Italia ha i suoi santi. Cercheremo di non dimenticarne nessuno. Ma, prima di tutto, scriveremo ampiamente sui santi del Lago Maggiore, proprio come scriverò sui santi di Venezia: Gerardo Sagredo (980-1046), Lorenzo Giustiniano (1381-1456) e Girolamo Emiliani (1486-1537). Oggi vi presenterò il primo di loro, che non fu solo vescovo e martire della Chiesa cattolica, ma anche uno straordinario studioso medievale.

martedì 10 marzo 2026

10 marzo – inizia la Breve Novena efficace a san Giuseppe

10 marzo – inizia la Breve Novena efficace a san Giuseppe
(da un Breviario del 1889)

La Novena inizia il 10 marzo per concludersi nei Vespri del giorno 18, per la Festa di San Giuseppe e può essere fatta in ogni tempo dell'anno. La seguente orazione ha l’imprimatur e la concessione delle sante Indulgenze, sempre con le solite condizioni e, necessariamente, a fine Novena, è doveroso partecipare ai Sacramenti della Confessione e dell’Eucaristia, pregando per il santo Padre e per la santa Chiesa della quale, San Giuseppe è l'universale Patrono.

Preghiera antica a San Giuseppe,
da dirsi per 9 giorni consecutivi

In Illo Tempore: III Domenica di Quaresima

Nella nostra traduzione da OnePeterFive la consueta meditazione di P. John Zuhlsdorf che ogni settimana ci consente di approfondire i tesori di grazia ricevuti nella domenica precedente [qui] e questa settimana gli spunti di sana e nutriente riflessione mi sembrano particolarmente forti.

In Illo Tempore:
III Domenica di Quaresima


La stazione romana per la Terza Domenica di Quaresima è la Basilica Papale Minore di San Lorenzo fuori le Mura. La stazione è spesso il grimaldello con cui apriamo il formulario della Messa. Se prestiamo attenzione al luogo, alla struttura, alla memoria e al rito, il Vangelo piuttosto complesso di Luca 11 comincia a rivelare le sue ricchezze. La Chiesa, nella sua sapienza, non ha assemblato questi testi a caso. Li ha collocati in un luogo che parla.

La basilica di San Lorenzo appartiene a quel venerabile insieme un tempo descritto come Basiliche Patriarcali, oggi chiamate Basiliche Papali. A Roma ce ne sono cinque: quattro maggiori e una minore, corrispondenti agli antichi patriarcati: San Giovanni in Laterano per Roma e il Papa, San Pietro per Costantinopoli, San Paolo fuori le Mura per Alessandria, Santa Maria Maggiore per Antiochia e San Lorenzo fuori le Mura per Gerusalemme, l’ultimo dei patriarcati in ordine cronologico. Questa disposizione era una lezione romana di ecclesiologia. Le sedi più illustri della cristianità erano rappresentate nella stessa Roma. La loro dignità veniva riconosciuta, la loro memoria conservata e il primato universale della Sede romana discretamente sottolineato. Così, ancor prima di entrare spiritualmente nella chiesa, la stazione ci colloca nell’orbita della cattolicità, del martirio, dell’autorità e della memoria.

Le ragioni del Sì per cambiare la giustizia.

Un articolo della Redazione è il nostro contributo sull'imminente Referendum giustizia. posto che molti catto-comunisti sembrano optare per il No. Giorgia Meloni spinge sul Sì: «Riforma decisiva, se salta ora non avremo un’altra occasione». Di seguito una panoramica esaustiva in merito.

Le ragioni del Sì per cambiare la giustizia.

Referendum giustizia
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni torna a mettere il referendum sulla giustizia al centro dell’agenda politica e lo fa rivendicando una necessità che definisce storica: cambiare un sistema che, a suo dire, l’Italia non è mai riuscita a riformare davvero dagli anni ’80. Intervenendo a Rtl 102.5, la premier lega la riforma a un tema di funzionamento complessivo dello Stato: «Io penso che ci sia bisogno di un cambiamento perché la giustizia è uno dei tre poteri fondamentali che servono a far camminare l’Italia, ma anche quello che negli ’80 noi non siamo mai riusciti a riformare in modo sostanziale».

Meloni descrive la giustizia come un ingranaggio che incide direttamente sulla vita quotidiana dei cittadini e avverte che, se quell’ingranaggio non funziona, «si inceppa» l’intero Paese. Da qui la conclusione politica, netta: «Se non ci riusciamo stavolta non avremo un’altra occasione».

lunedì 9 marzo 2026

I cattolici USA vogliono donare a Papa Leone XIV una tiara papale

Un’associazione non profit statunitense ha avviato una raccolta fondi per realizzare una nuova tiara papale ispirata alla tradizione del triregno. Il progetto, ricco di simboli cattolici e americani, vuole essere un dono corale dei fedeli degli Stati Uniti a Papa Leone XIV. Sulla deposizione del Triregno da parte di Paolo VI vedi qui

I cattolici USA vogliono donare a Papa Leone XIV una tiara papale
Tyler Arnold

Il progetto di tiara papale di Amici Vaticani da donare a Papa Leone XIV.
La nuova organizzazione no-profit ha lanciato una raccolta fondi per realizzare una tiara che unisca simboli cattolici e americani, da offrire al Papa come dono dei cattolici statunitensi al primo Pontefice proveniente dagli Stati Uniti.

La tiara, commissionata dall’organizzazione non profit Amici Vaticani, sarà in puro argento con tre corone dorate, nel solco della tradizione del triregno sviluppatasi dal XIV secolo. I tre ordini della corona richiamano l’antico significato della triplice dignità pontificia e le diverse interpretazioni spirituali legate al ministero del papa.

Per sottolineare le radici americane del Pontefice, il progetto prevede l’uso di pietre rosse, bianche e blu, richiamo ai colori della bandiera degli Stati Uniti, insieme a motivi di foglie di quercia (albero nazionale) e spighe di mais (coltura simbolo del Paese). Altri elementi avranno un doppio rimando, ecclesiale e “civile”: le rose, emblema mariano e fiore nazionale; i rami di olivo, segno dell’impegno del papa per la pace e immagine presente anche nel Great Seal degli Stati Uniti.

Quando una civiltà rifiuta il suo re

Nella nostra traduzione da Pillars of Faith la trascrizione dell'ennesima esortazione di un pastore che non cessa di parlar schietto secondo verità. Qui l'indice dei precedenti.

Quando una civiltà rifiuta il suo re

Ci sono momenti nella storia in cui il male si nasconde nell'ombra. E poi ci sono momenti in cui le ombre stesse iniziano a squarciarsi e le persone vedono cose che rivelano quanto in basso possa cadere un'anima umana quando si allontana da Dio.

Stiamo vivendo un momento simile.

In tutto il mondo vengono rivelate cose che un tempo molti avrebbero ritenuto impossibili: corruzione intrecciata al potere, crimini che nascondono l'influenza, istituzioni che lottano per spiegare il loro silenzio, mentre verità a lungo sepolte iniziano a emergere.

La "selva oscura" della filosofia?

Nella nostra traduzione da The Catholic Thing una riflessione interessante. Sono sempre ammirata per l'amore a Dante e alla nostra cultura in genere riscontrato tra gli Autori anglofoni.
La "selva oscura" della filosofia?

Immagine: Dante e Beatrice in Paradiso di Poul Simon Christiansen, 1895 [Galleria Nazionale di Danimarca, Copenaghen]

È Quaresima, il periodo in cui le nostre mortificazioni e le letture della Chiesa ci offrono un'opportunità più acuta di riflettere su ciò che amiamo e se stiamo amando le cose giuste.

James Patrick era un uomo saggio e un buon amico. Lo conobbi dopo che aveva fondato un piccolo istituto di istruzione post-secondaria, il St. Thomas More College a Fort Worth. Dico "istituto" perché, a parte le sue dimensioni e la sua ubicazione in poche case residenziali vicino alla Texas Christian University, aveva ben poco a che vedere con qualsiasi cosa oggi potremmo definire un'università.

In precedenza aveva insegnato all'Università di Dallas, all'Università del Sud di Sewanee e all'Università del Tennessee. Aveva studiato architettura, teologia, filosofia e praticamente tutto il resto. Era stato sacerdote episcopale prima di entrare nella Chiesa cattolica.

domenica 8 marzo 2026

8 marzo: La "follia" di San Giovanni di Dio, il malato più importante della cura

8 marzo: La "follia" di San Giovanni di Dio, il malato più importante della cura

L'8 marzo è il giorno in cui la Chiesa ricorda la figura di San Giovanni di Dio, fondatore dei Fatebenefratelli. La sua storia singolare - fu creduto "pazzo" e gettato in un manicomio - gli consentì di rivoluzionare il modo di curare i malati, aprendo la sanità al futuro.

Oggi, dice un religioso dell'Istituto, servirebbe un 'folle' come lui per difendere la dignità dei malati, spesso in secondo piano rispetto ai costi di gestione

A gennaio del 1537 arrivò a Granada il B. Giovanni d’Avila (10 mag.) per predicare nel giorno della festa di S. Sebastiano (20 gen.).

Giovanni andò ad ascoltarlo e quando il predicatore cominciò a parlare della gioia che provano coloro che soffrono per Cristo e delle ricompense che spettano loro, cominciò a gridare e a battersi il petto chiedendo pietà. Poi, come se fosse completamente uscito di senno, cominciò a correre per le strade strappandosi i capelli e comportandosi in modo così selvaggio che la folla iniziò a colpirlo con bastoni e pietre. Quando rincasò era ridotto in uno stato pietoso.

Terza Domenica di Quaresima

Facciamo tesoro degli insegnamenti che ci aiutano a interiorizzare sempre più, seguendo il calendario liturgico, le ricchezze inesauribili della nostra fede oggi così neglette: per questo ripercorriamo l'Anno Liturgico e le sue gemme spirituali. Qui trovate l'Ordinario e qui il proprio della Messa di oggi.
Vedi: Meditazione sulla Quaresima [qui]; Prima Domenica di Quaresima quiSeconda Domenica di Quaresima qui.
Terza Domenica di Quaresima
Intróitus
Ps. 24, 15-16 - Óculi mei semper ad Dóminum, quia ipse evéllet de láqueo pedes meos: réspice in me, et miserére mei, quóniam únicus et páuper sum ego.
Ps. 24, 1-2 - Ad te, Dómine, levávi ánimam meam, Deus meus, in te confído, non erubéscam. Glória Patri…
Ps. 24, 15-16 - Óculi mei semper ad Dóminum
Introito
Sal. 24, 15-16 - I miei occhi sono rivolti sempre al Signore, poiché Egli libererà i miei piedi dal laccio: guardami e abbi pietà di me, poiché sono solo e povero. Sal. 24, 1-2 - A Te, o Signore, ho levato l’anima mia, in Te confido, o mio Dio, ch’io non resti confuso. Gloria al Padre…
Sal. 24, 15-16 - I miei occhi sono rivolti sempre al Signore …

La Quaresima: tempo di riflessione.
La santa Chiesa che nella prima Domenica di Quaresima, ci propose la tentazione di Gesù a soggetto delle nostre meditazioni, per illuminarci sulla natura delle nostre tentazioni ed insegnarci la maniera per trionfarne, oggi ci fa leggere un passo del Vangelo di san Luca, la cui dottrina viene a completare la nostra istruzione circa la potenza e le manovre dei nostri invisibili nemici. Durante la Quaresima il cristiano deve riparare il passato e garantirsi l'avvenire, poiché non potrebbe fare assegnamento sul primo né difendere efficacemente il secondo, senza avere delle sane idee sull'entità dei pericoli che lo fecero soccombere e su quelli che ancora lo minacciano. Ben a ragione quindi gli antichi liturgisti riconobbero un tratto di materna saggezza nel discernimento con cui oggi la Chiesa presenta ai suoi figli questa nuova lettura, la quale costituisce il fulcro degli odierni insegnamenti.

sabato 7 marzo 2026

7 marzo 2026: San Tommaso D'Aquino, Confessore e Dottore della Chiesa

7 marzo 2026: San Tommaso D'Aquino, Confessore e Dottore della Chiesa

Gloria di san Tommaso.
Salutiamo oggi uno dei più luminosi interpreti della divina verità. La Chiesa l'ha generato molti secoli dopo l'età apostolica, molto tempo dopo che la parola d'Ambrogio, di Agostino, di Girolamo e di Gregorio aveva cessato di risuonare; ma san Tommaso ha dimostrato che il seno della Madre comune è sempre fecondo, e questa, nella gioia di averlo dato alla luce, lo ha chiamato il Dottore Angelico. È dunque in mezzo al coro degli Angeli che devono cercarlo i nostri occhi, perché la sua nobile e pura intelligenza lo associò ai Cherubini del ciclo; come la tenerezza di Bonaventura, suo emulo ed amico, annoverò il discepolo di san Francesco nella schiera dei Serafini.

Iran: questa guerra è giusta? Le domande sono chiare: il futuro non altrettanto

Nella nostra traduzione da Substack Phil Lawler riflette sulla guerra in corso. Molte domande, altrettanta incertezza, fonte di apprensione. Qui l'indice degli articoli sul fronte mediorientale

Iran: questa guerra è giusta?
Le domande sono chiare: il futuro non altrettanto

L'azione militare statunitense/israeliana contro l'Iran può essere sostenuta come conforme ai principi della guerra giusta? Non senza gravi difficoltà.

Non possiamo emettere un verdetto definitivo con sicurezza finché non avremo una solida conoscenza dei fatti, se mai li avremo. Per ora, ci sono troppe variabili per consentire una soluzione semplice all'equazione. Non conosciamo i dettagli dei negoziati tra Stati Uniti e Iran prima degli attacchi aerei, né abbiamo accesso alle informazioni di intelligence su cui si è basata la Casa Bianca. A ragione, il Catechismo della Chiesa Cattolica insegna che i leader politici sono in ultima analisi responsabili delle decisioni sulla giustizia di un'azione militare, poiché solo loro dovrebbero avere a disposizione tali informazioni.

“Dialogo” e “Movimento ecumenico” come sintomi di psicosi istituzionale

Nella nostra traduzione da Pelican+. Un importante richiamo ad una delle derive conciliari: l'esaltazione del dialogo oltre misura e del falso ecumenismo. Precedenti ancor più completi qui - qui - qui.

“Dialogo” e “Movimento ecumenico”
come sintomi di psicosi istituzionale


Il vero dialogo e la sua  Sorgente
Ciò che distingue l'attuale crisi ecclesiale da tutte le precedenti, inclusa quella dell'arianesimo, è un massiccio indebolimento della Chiesa militante provocato non da esplicite eresie come quella ariana, ma da novità programmatiche in ambito pastorale prive di un contenuto dottrinale definibile. A parte il fallimentare tentativo di reinventare il Rito Romano su commissione, "dialogo" ed "ecumenismo" – neologismi del tutto estranei alla Chiesa prima del Vaticano II – hanno portato al vero e proprio recesso dalla sua missione. Nessuno ha valutato la sorprendente ramificazione del "dialogo" con maggiore acutezza di Romano Amerio nel suo capolavoro Iota Unum:
Il termine era completamente sconosciuto e inutilizzato nell'insegnamento della Chiesa prima del Concilio. Non ricorre una sola volta in nessun Concilio precedente, né nelle encicliche papali, né nei sermoni, né nella pratica pastorale. Nei documenti del Vaticano II ricorre 28 volte, dodici delle quali nel decreto Unitatis Redintegratio. Ciononostante, attraverso la sua rapida diffusione e un enorme ampliamento di significato, questo termine, nuovissimo nella Chiesa cattolica, è diventato la parola maestra che ha determinato il pensiero postconciliare e una categoria onnicomprensiva nella nuova mentalità.
Non si parla solo di dialogo ecumenico, di dialogo tra la Chiesa e il mondo, di dialogo ecclesiale, ma, con un'enorme catacresi [abuso di sovraestensione di significato], si attribuisce una struttura dialogica alla teologia, alla pedagogia, alla catechesi, alla Trinità, alla storia della salvezza, alle scuole, alle famiglie, al sacerdozio, ai sacramenti, alla redenzione e a tutto ciò che è esistito nella Chiesa per secoli senza che il concetto fosse nella mente di nessuno o la parola ricorresse nel linguaggio. (Iota Unum, p. 347)

venerdì 6 marzo 2026

Il card. Zen sulla vicenda Vaticano/FSSPX

Il card. Zen su X e la sua posizione sulla FSSPX. 
Peccato, uno dei pastori più illuminati; ma la sua ottica ─ al pari degli altri conservatori [vedi] ─ non riesce a mettere in discussione il concilio. E si aspetta molto dal papa. Qui l'indice de precedenti.
@CardJosephZen
Il Caso SSPX Venerdi 2 settimana di Quaresima 
Davanti al caso dei SSPX sembra che anche i tradizionalisti siano divisi. Il che è molto comprensibile, ci sono due cose da considerare. 
A) Uno scisma bisogna evitarlo con ogni sforzo, perché causerà un serio e duraturo danno alla Chiesa; ma d’altra parte 
B) bisogna anche rispettare un grosso problema di coscienza, “come si può obbligare qualcuno a seguire degli insegnamenti che evidentemente negano la Santa Tradizione della Chiesa?”
Allora come si può risolvere il caso? La SSPX è stata mandata a dialogare con il capo del Dicastero della dottrina di Fede, ma c’è un minimo di speranza da questo dialogo? 

Monreale tra fede, arte e liturgia

Monreale tra fede, arte e liturgia
Sara Magister | 11 Febbraio 2026

Fondato attorno al 1172 dal re normanno di Sicilia Guglielmo II, con la dedica Sancta Maria Nova in Monte Regali, nel 1189 non solo il duomo di Monreale, ma anche i mosaici dovevano essere già compiuti. La grandiosità dell’edificio rese subito chiaro che la struttura era destinata ad assumere un ruolo centrale nella politica amministrativa e delle immagini del Re normanno: essa doveva essere una chiesa abbaziale, ma anche una Cattedrale regia, una sede arcivescovile ed un mausoleo dinastico.

La sua costruzione e decorazione fu un’impresa titanica, realizzata in tempi molto stretti ma sempre con un altissimo grado di qualità, sia nella struttura che, soprattutto, nella tecnica e nel programma iconografico sotteso ai mosaici, davvero sorprendente per organicità, spessore dottrinale e raffinatezza.

Ecco tua Madre: Meditazione con lo Stabat Mater

Un sussidio per la nostra meditazione quresimale.
Ecco tua Madre: Meditazione con lo Stabat Mater

Nel suo Trattato dell'amore di Dio, San Francesco di Sales meditò sulla perfetta unione del santo amore e del dolore ai piedi della Croce. Rapito dalla grandezza del Cuore Immacolato della Madonna, scrisse:
La dolce Madre, che amava più di tutti, era più di tutti trafitta dalla spada del dolore… Ora questo seno materno, essendo così ferito d'amore, non solo non cercò una cura per la sua ferita, ma amò la sua ferita più di ogni cura, serbando teneramente i dardi del dolore che aveva ricevuto, a causa dell'amore che li aveva conficcati nel suo cuore, e desiderando continuamente di morire per essi, poiché suo Figlio muore per essi, il quale, come dicono tutte le Sacre Scritture e tutti i Dottori, morì tra le fiamme della sua carità, un olocausto perfetto per tutti i peccati del mondo.
Nella lode dell'Addolorata, san Francesco di Sales fa eco al grande coro di santi e artisti che hanno riempito la Chiesa di affettuosi omaggi alla sua ora più dolorosa, ricordata dal testimone oculare san Giovanni : Stabant autem juxta crucem Jesu mater ejus, et soror matris ejus, Maria Cleophae, et Maria Magdalene.

giovedì 5 marzo 2026

Avviso da Pavia

Comunichiamo che la Santa Messa di venerdì 6 marzo, alle ore 18,15, presso la chiesa di San Luca (corso Garibaldi 59, Pavia) è confermata.
Qui il calendario delle altre Sante Messe.
Cordialmente,
don Fabio e don Marino

Comunione sulla mano?

Piccolo ripasso per chi ci leggesse solo ora. Precedenti qui - qui. Altri possono essere trovati usando il motore di ricerca interno.

Comunione sulla mano?

Negli ultimi anni si è diffusa spesso l'affermazione che la comunione in mano costituirebbe una pratica propria della Chiesa primitiva, basandosi sull'argomento che, durante l'Ultima Cena, Nostro Signore ha consegnato il suo Corpo e il suo Sangue ai discepoli, passando il Pane consacrato e il Calice di mano in mano.

Tale ragionamento, tuttavia, è teologicamente insufficiente e liturgicamente impreciso, in quanto omette un dato essenziale della fede cattolica: la condizione singolare degli apostoli al momento dell'istituzione della Santa Eucaristia.

Lanciata la campagna "Salviamo i cristiani della Cisgiordania" per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla persecuzione in Terra Santa

Nella nostra traduzione da Lifesitenews. I recenti sviluppi verso l'annessione della Cisgiordania mettono in pericolo l'antica comunità cristiana in Palestina. Qui i precedenti nell'indice degli articoli riguardanti le guerre sul fronte mediorientale

Lanciata la campagna "Salviamo i cristiani della Cisgiordania" per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla persecuzione in Terra Santa

Il Mercoledì delle Ceneri del 2026 segna il lancio ufficiale di Save West Bank Christians, una nuova piattaforma e campagna cattolica di informazione e supporto dedicata alla protezione delle storiche comunità cristiane in Cisgiordania. Lanciata dal Vulnerable People Project, l'organizzazione per i diritti umani mira a sensibilizzare l'opinione pubblica internazionale sulle crescenti minacce all'antica comunità cristiana, al suo territorio, alla sua sicurezza e alla continuazione della sua presenza.

Il sito web, disponibile qui , fornisce documentazione, aggiornamenti e un invito all'azione in merito ai recenti sviluppi che hanno avuto un impatto sulle città e sui villaggi cristiani vicino a Betlemme e in tutta la Cisgiordania.

mercoledì 4 marzo 2026

Arciv. Viganò “L’opposizione di Sua Maestà” Il conservatorismo cattolico dinanzi alle consacrazioni episcopali della FSSPX

Qui l'indice degli interventi precedenti e correlati.
Arciv. Viganò “L’opposizione di Sua Maestà”
Il conservatorismo cattolico
dinanzi alle consacrazioni episcopali della FSSPX


L’INTERVENTO DI MÜLLER
Lo scorso 21 Febbraio, su Kath.Net, il Cardinale Gerhard Ludwig Müller ha commentato la decisione della Fraternità Sacerdotale San Pio X di procedere alle Consacrazioni episcopali senza Mandato pontificio, dopo che il Prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede ha ribadito al Superiore Generale, don Davide Pagliarani, il veto della Santa Sede alla concessione del Mandato e l’indisponibilità ad una revisione dei testi del Concilio Vaticano II che la Fraternità considera giustamente eterodossi. Nel suo intervento, Die Piusbruderschaft und ihre Einheit mit der Kirche, il Porporato tedesco ritiene che procedere senza Mandato pontificio costituisca una «ferita oggettiva all’unità visibile della Chiesa»: non una mera disobbedienza amministrativa, ma un atto che mina l’autorità papale alle sue fondamenta. Egli sottolinea che «nessun Vescovo può consacrare contro il successore di Pietro». Müller insiste sul riconoscimento dell’autorità papale non solo in teoria, ma anche in pratica, senza condizioni, affermando che la FSSPX deve sottomettersi al magistero della Chiesa per esercitare un’influenza positiva sulla storia ecclesiale.

Ave Regina Coelorum, il saluto a Maria nel tempo di Quaresima

Il saluto a Maria nel tempo di Quaresima

Ave Regina Cælórum (Antifona)
Ave, Regina Cælórum
Ave, Domina Angelorum:
Salve, radix, salve, porta
Ex qua mundo lux est orta.
Gaude, Virgo gloriosa,
Super omnes speciosa,
Vale, o valde decora,
Et pro nobis Christum exora.
Ave, Regina dei cieli,
ave, Signora degli Angeli;
salve, o radice, salve, o porta
da cui sorse la luce per il mondo.
Gioisci, vergine gloriosa,
splendida sopra tutti;
salve, o sommamente degna,
e supplica Cristo per noi.

Così recita l'Ave Regina Cælórum, cantata alla fine della Messa e alla Compieta dalla festa della Purificazione (2 febbraio) fino alla Settimana Santa. Sebbene il riferimento principale di Cristo che "risorge" sia all'incarnazione, potrebbe anche essere inteso come la Sua resurrezione dalla morte, e questa è l'antifona cantata per tutta la Quaresima!
Ci piacciono queste due metafore molto diverse: Maria come radice e come porta. È paragonata a qualcosa del mondo naturale e a qualcosa del mondo "tecnologico" creato dall'uomo. Conoscete le piante? Lei e la venuta di suo Figlio sono così: un sorgere dalle profondità nascoste. Conoscete solo le città e le cose create dall'uomo? Abbiamo ancora un paragone molto pertinente. Alcuni la fanno risalire al IV secolo, forse perché si trovano concetti che possono essere ricondotti a quel tempo; altri al XII secolo,
Il tono semplice di questa antifona è infantile e orecchiabile:

Ave Regina Caelorum (Ascolto semplice)
Il bellissimo tono monastico solenne dei monaci di Norcia

Il conto della teocrazia

Riprendiamo da Vigiliae.
Il conto della teocrazia

Le notizie da Teheran giungono con la nitida definitività di un'alba invernale. Hanno il sapore di un epitaffio. Il 28 febbraio 2026, l'Ayatollah Ali Khamenei, Guida Suprema della Repubblica Islamica dell'Iran per oltre tre decenni e mezzo, è stato ucciso in un attacco congiunto israelo-americano. I media statali hanno parlato di "martirio". Le strade si sono riempite di persone in lutto e, negli angoli più silenziosi, di festeggiamenti in sordina. Il velayat-e faqih – quell'audace affermazione secondo cui un giurista può sostituire l'Imam Nascosto fino alla fine dei giorni – ha perso la sua incarnazione vivente. Ciò che rimane sono macerie, recriminazioni e una domanda urgente per teologi e statisti: cos'è esattamente la teocrazia e perché finisce così spesso nel sangue?

"Introibo ad altare Dei"

La riflessione che segue, bella e vera, tuttavia è nell'ottica della "riforma della riforma": un ibrido non sostenibile [vedi]. Inoltre non tiene conto di tutti gli altri tagli e modifiche arbitrari più volte denunciati nel NO. Basti per questo consultare l'Esame critico di Ottaviani e Bacci. E poi ci ho scritto un libro qui.

"Introibo ad altare Dei"

Parliamo di qualcosa che la maggior parte dei cattolici oggi non ha mai provato ma che, una volta visto, non si può non vedere, le Preghiere ai piedi dell'altare nella Messa antiquior. Parlo di quell'inizio tonante, antico, raddrizzatore della colonna vertebrale: "Introibo ad altare Dei". Entrerò sull'altare di Dio. Proprio lì, prima ancora che il sacerdote salga sull'altare, prima che il canone sussurri l'eternità nel tempo, tutto il dramma della salvezza si sta già svolgendo.

Nella Messa Tradizionale latina, il prete non inizia casualmente. Lui non saluta prima il popolo. Lui non inizia voltandosi verso l'esterno. Inizia dal gradino più basso. Fisicamente più basso. Spiritualmente consapevole. E dice: "Introibo ad altare Dei". Non "noi", ma "Io”. Perché in quel momento sta agendo in persona Christi. Sta per salire sulla montagna del Calvario. E il ministrante risponde: "Ad Deum qui laetificat juventutem meam”. A Dio che dà gioia alla mia giovinezza. Già vedi qualcosa: questa è lingua del pellegrinaggio. Questa è la lingua del tempio. Questa è l'ascesa salmica.

martedì 3 marzo 2026

Marcello Veneziani: Sciacca e i nuovi barbari d’occidente

Marcello Veneziani:
Sciacca e i nuovi barbari d’occidente


Altro che nuovo illuminismo, viviamo nel tempo dell’oscuramento dell’intelligenza. Una nuova barbarie avanza in Occidente, intreccio tra primato della tecnica, benessere e nichilismo, e oscura la mente, la fede e la filosofia. La storia è di oggi ma la denuncia risale a un’opera uscita nel 1970 proprio con quel titolo. L’autore di quel libro era un filosofo cristiano, seguace prima di Giovanni Gentile e poi di Antonio Rosmini. Il suo nome è Michele Federico Sciacca, siciliano, autore di tante opere e a lungo importante cattedratico a Genova. Quando Norberto Bobbio chiedeva quali fossero gli autori significativi che la cultura della tradizione aveva espresso in Italia nella seconda metà del novecento, dimenticava i quattro cavalieri della tradizione, assai diversi tra loro: Sciacca, Del Noce, Evola e Zolla. E poi c’era ancora il grande conservatore Prezzolini.

Marco Rubio a Monaco parla all'Europa

Rubio e Vance. I due delfini di Trump. Probabilmente uno dei due si candiderà per le prossime elezioni presidenziali. Il primo, cattolico e più prudente nei confronti dell'Iran. Qui trovate accenni al suo di discorso.
Nella nostra traduzione da The Catholic Thing. Qui l'indice degli articoli sulla realtà distopica.

Marco Rubio a Monaco parla all'Europa
Michael Pakaluk, giovedì 26 febbraio 2026

Il discorso del Segretario di Stato Marco Rubio, tenuto due settimane fa alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, è stato lodato per il suo tono conciliatorio e persino per la presunta rinascita della grande oratoria politica che esso rappresenterebbe. Osservate dal punto di vista dei recenti interventi papali sull’Europa, della loro origine e del loro destino, le parole di Rubio sono state benvenute, ma incomplete. E tuttavia non gli si può muovere alcun rimprovero per questo; l’Europa gli ha lasciato ben poca scelta al riguardo.

Gabriel Marcel soleva dire che la vita, in generale, ha un carattere esistenziale. Bisogna cogliere l’attimo, altrimenti si rischia di essere come una persona triste con un biglietto in mano che ha appena perso il suo treno.

Vescovo Strickland. Nel deserto

"Il deserto riforma la mente. Il deserto rafforza la volontà. Il deserto chiarisce la visione. Quando tutto il resto viene strappato, scopri se Cristo è veramente abbastanza." Qui l'indice dei precedenti.

Nel deserto

Cari fratelli e sorelle in Cristo,
Siamo entrati in Quaresima. E se siamo onesti - il mondo intorno a noi sembra già un deserto.

C'è una strana sterilità nell'aria. La confusione si diffonde come sabbia nel vento. La verità sembra oscurata. I cuori sono stanchi. Le famiglie si sentono tese. Anche la Chiesa si sente come se stesse camminando in una terra arida e assetata.

Il profeta Isaia una volta gridò: "Il giusto muore, e nessuno se la prende a cuore; gli uomini buoni sono tolti di mezzo, e nessuno considera che il giusto è tolto di mezzo per sottrarlo ai mali che sopraggiungono." (Isaia 57:1).

lunedì 2 marzo 2026

Mons. Schneider: “Ci sono vescovi che non si sottomettono con la mente e la volontà al magistero di Francesco

Leggiamo su LifeSiteNews l'ennesima dichiarazione del Vescovo Schneider sull'impossibilità, estensibile a molti vescovi in incognito, di accettare de fide alcune affermazioni controverse del Vaticano II.

Mons. Schneider: “Ci sono vescovi che non si sottomettono
con la mente e la volontà al magistero di Francesco”

John-Henry Westen

In un’intervista in diretta con il giornalista Robert Moynihan, il vescovo Athanasius Schneider ha rivelato di aver parlato con diversi vescovi che gli hanno riferito di non sottomettersi «con la mente e la volontà» al magistero di papa Francesco. Il vescovo Schneider ha aggiunto che i vescovi con cui ha parlato «non osano dirlo» pubblicamente, ma solo in privato.

«Quando chiedo loro personalmente, in via ufficiosa, se potrebbero accettare di cambiare idea su “Amoris laetitia”, sulla Comunione per i divorziati e così via, rispondono di no, ma pubblicamente non osano dirlo», ha dichiarato Schneider a Moynihan.

Chiesa Cattolica: quando l’errore è tollerato e la Tradizione è punita

Padre Maggi può negare il peccato originale e continuare a amministrare il battesimo senza conseguenze, mentre la Fraternità Sacerdotale San Pio X, che difende la Tradizione, rischia la scomunica se consacrerà nuovi vescovi senza mandato papale: non un’equiparazione tra errori di natura diversa, ma la constatazione di una asimmetria che interroga la credibilità dell’autorità ecclesiale e non favorisce il dialogo.

Chiesa Cattolica: quando l’errore è tollerato e la Tradizione è punita

Nell'immagine: Giovanni di Paolo, Creazione del mondo e cacciata dal Paradiso terrestre, 1445

L’inizio del pontificato di Papa Leone XIV ha suscitato in molti fedeli un sentimento di sincera gratitudine. Il suo stile sobrio, la sua attenzione alla liturgia, la sua volontà di ricomporre fratture interne e di restituire centralità alla Tradizione hanno riacceso speranze che sembravano sopite. In un tempo di grande confusione dottrinale, il suo desiderio di riportare la Chiesa a un linguaggio più chiaro e a una pastorale più radicata nella fede di sempre è stato accolto come un segno di provvidenza.

Proprio per questo, però, desta non poca perplessità la gestione affidata al cardinale Víctor Manuel Fernández, soprattutto quando si tratta di questioni dottrinali delicate o di rapporti con realtà ecclesiali complesse. La sua azione appare spesso ambigua, oscillante tra aperture improvvise e irrigidimenti selettivi, con un’applicazione della disciplina che sembra variare a seconda dell’interlocutore. È un’ambiguità che rischia di indebolire proprio quella chiarezza che papa Leone sembra voler ristabilire.

Amore, promessa, Dio. Tre parole che oggi suonano rivoluzionarie solo perché sono vere

Non ho sentito la canzone; ma ho letto molte impressioni positive sul suo significato e condivido con voi quella che segue.
Amore, promessa, Dio. Tre parole che oggi
suonano rivoluzionarie solo perché sono vere

Cari amici, il tempo quaresimale non mi ha permesso di sostare davanti al Festival della canzone. Una distrazione evitabile. Eppure, nel tempo minimo concesso ai social, mi sono accorto di un fatto: più silenzio, meno clamore. Segno interessante, perché il Festival, spesso letto come un laboratorio di linguaggio e di costume, sembra aver avuto un tono più normale.

Anche questa mattina, scorrendo il risultato finale, ho ritrovato la stessa impressione. Ha vinto una canzone più melodica, più “classica”, con un colore napoletano dichiarato, e soprattutto con un immaginario affettivo semplice: un amore tra uomo e donna, una promessa che guarda in alto, la parola “Dio” che non entra in scena come provocazione, entra come orizzonte. La canzone non predica, promette: una parola data, “davanti a Dio”, e un futuro costruito insieme.

domenica 1 marzo 2026

Mons. Viganò denuncia la ventilata nomina a nunzio in Italia di Mons. Peña Parra

Arcivescovo Carlo Maria Viganò su X. Qui l'indice degli interventi precedenti e correlati.

Mons. Viganò denuncia la ventilata nomina a nunzio in Italia di Mons. Peña Parra

La ventilata nomina di Mons. Edgar Peña Parra, attuale Sostituto per gli Affari Generali alla Segreteria di Stato, come nuovo Nunzio Apostolico in Italia lascia sconcertati e scandalizzati. In un momento in cui la rete di crimini e corruzione svelata dai dossier di Jeffrey Epstein mostra la presenza costante di abusatori ricattabili per i loro esecrandi delitti, il Vaticano di Prevost non ha intenzione di discostarsi dalla linea di Bergoglio, basata proprio sulla copertura e sulla ricattabilità dei suoi corrotti collaboratori.

I segni della vera conoscenza

Nella nostra traduzione da Vigiliae
I segni della vera conoscenza
Predica per la seconda domenica di Quaresima – 1 marzo 2026

1 Giovanni 2:3–6
Da questo sappiamo che lo abbiamo conosciuto: se osserviamo i suoi comandamenti. Chi dice: «L'ho conosciuto» e non osserva i suoi comandamenti, è un bugiardo e la verità non è in lui; ma chi osserva la sua parola, in lui l'amore di Dio è veramente perfetto. Da questo conosciamo che siamo in lui: colui che dice di rimanere in lui come lui si è comportato, cammina anche lui.
Amici miei, mentre continuiamo il nostro viaggio passo dopo passo attraverso la Prima Lettera di Giovanni, il brano di oggi ci incontra nel cuore della Quaresima. Questo periodo ci invita a esaminare il nostro cammino con Cristo – non con spirito di paura, ma di rinnovamento e ritorno. Giovanni scrive con cuore di pastore: desidera che i credenti abbiano fiducia, non confusione. Ecco perché inizia: "E in questo noi conosciamo" γινώσκομεν (ghinóskomen). Questa non è conoscenza astratta, ma γινώσκω (ghinōskō) – la conoscenza che nasce dalla relazione, dalla fiducia e dall'esperienza vissuta.

Seconda Domenica di Quaresima 'Reminiscere'

Facciamo tesoro degli insegnamenti che ci aiutano a interiorizzare sempre più, seguendo il calendario liturgico, le ricchezze inesauribili della nostra fede oggi così neglette. Vedi precedenti con cui integrare la meditazione che segue qui - qui.

Seconda Domenica di Quaresima

Intróitus
Ps. 24, 6-3 et 22 - Reminíscere miseratiónum tuárum, Dómine, et misericórdiae tuae, quae a século sunt: ne unquam dominéntur nobis inimíci nostri: líbera nos, Deus Israël, ex ómnibus angústiis nostris. Ps. 24, 1-2 - Ad te, Dómine, levávi ánimam meam, Deus meus, in te confído, non erubéscam. Glória Patri… Ps. 24, 6-3 et 22 - Reminíscere miseratiónum tuárum...
Introito
Sal. 24, 6-3 e 22 - Ricòrdati, o Signore, della tua compassione e della tua misericordia, che è eterna: mai triònfino su di noi i nostri nemici: líberaci, o Dio di Israele, da tutte le nostre tribolazioni. Sal. 24, 1-2 - A te, o Signore, ho levato l’ànima mia, in Te confido, o mio Dio, ch’io non resti confuso. Gloria al Padre… Sal. 24, 6-3 e 22 - Ricòrdati, o Signore, della tua compassione...

La Trasfigurazione
La santa Chiesa ci propone oggi a meditare un soggetto di alta portata per il tempo in cui siamo. In questa seconda Domenica della santa Quaresima applica a noi la lezione che un giorno il Signore diede ai suoi tre Apostoli. Ma dobbiamo sforzarci d'essere più attenti dei tre discepoli del Vangelo, che il Maestro si degnò preferire agli altri per onorarli d'un simile favore.

Accondiscendenza di Gesù.
Gesù stava per passare della Galilea nella Giudea per recarsi a Gerusalemme, dove si doveva trovare alla festa di Pasqua. Era l'ultima Pasqua, che doveva incominciare con l'immolazione dell'agnello figurativo e terminare col Sacrificio dell'Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo. Gesù non doveva più essere sconosciuto ai suoi discepoli: le sue opere avevano reso testimonianza di lui, anche davanti agli occhi degli stranieri; la sua parola così fortemente dotata di autorità, la sua attraente bontà, la pazienza nel tollerare la grossolanità degli uomini che s'era scelti a suoi compagni: tutto doveva aver contribuito ad affezionarli a lui fino alla morte. Avevano sentito Pietro, uno di loro, dichiarare per ispirazione divina ch'egli era il Cristo, Figlio del Dio vivente (Mt 16,16); nondimeno, la prova che stavano per subire doveva essere così terribile alla loro debolezza, che Gesù, prima d'assoggettarveli, volle loro accordare un ultimo mezzo, per premunirli contro la tentazione.