sabato 18 febbraio 2012

Santa Sede- FSSPX - Inopinate e opinabili dichiarazioni del Card Ricard

Riprendo da Le Forum catholique un articolo pubblicato da la Croix, che riporta dichiarazioni che toglierebbero ogni speranza ad una risposta accogliente della Santa Sede nei confronti delle ultime richieste di Mons. Fellay.
Lo faccio con grande rammarico, ma anche con costernazione e disappunto per la poca serietà di comportamento di un porporato della levatura del card Ricard. E continuo a sperare che le sue dichiarazioni siano solo un gran fuoco di paglia, ad uso dei progressisti francesi e non, in fibrillazione per la possibilità di accordo. In ogni caso esse non sono un documento ufficiale né sembra possano corrispondere esplicitamente alla mens del Papa.
Non posso non notare come la redazione dell'intero testo sia infarcita di elementi poco precisi in riferimento allo svolgersi degli eventi ed in uno stile di totale avversione per la Fraternità, purtroppo fin troppo diffusa.


Il card Ricard conferma il disaccordo di Roma con gli integristi.
Il cardinale francese Jean-Pierre Ricard, venerdì 17 febbraio, ha affermato : esiste una "presa d'atto" del disaccordo tra la Chiesa cattolica e i tradizionalisti della Fraternità di San Pio X, perché si ostinano a rifiutare le "grandi affermazioni" del concilio Vaticano II.
« Ci troviamo in una situazione in cui esiste una "presa d'atto" del disaccordo, non soltanto sull'interpetazione dei passaggi dei testi conciliari ma sul concilio stesso e sul magistero (....) dei papi su un certo numero di "grandi affermazioni" conciliari »: questo il giudizio espresso dal vescovo di Bordeaux, presente a Roma in occasione del Concistoro in cui devono esser creati 22 nuovi cardinali.

In settembre la Santa Sede aveva fatto un gesto verso la Fraternità sacerdotale, separata da Roma dal 1988. Le aveva proposto l'accettazione, nel quadro di un "preambolo dottrinale", di "alcuni principi" in vista del suo ritorno nella comunione con la Chiesa cattolica.

Ma da allora, La Fraternità fondata da mons. Marcel Lefebvre non ha accettato l'offerta, fornendo al Vaticano molti documenti l'ultimo in gennaio, mentre il suo superiore, mons. Bernard Fellay, ed altri responsabili esprimevano pubblicamente il loro grande malcontento.

Mons. Fellay, dopo febbraio, aveva preteso che una reintegrazione sarebbe potuta intervenire solo se il loro risoluto rifiuto del concilio fosse stato accettato da Roma. Il concilio Vaticano II ha riconosciuto la libertà religiosa, il rispetto per le altre confessioni cristiane e le altre religioni, evoluzioni catastrofiche all'occhio dei Lefebvriani. Questo rifiuto "non è accettabile", ha insisitito mons. Ricard, che ha partecipato alla pontificia commissione Ecclesia Dei, incaricata dell'esame del dossier integrista.

"IL PAPA E' ARRIVATO AL MASSIMO"

"Il papa è arrivato al massimo, ha fatto molto per avvicinarsi, per accettare un certo numero di condizioni preliminari. Ma è arrivato il momento in cui egli non può accettare che non soltanto si rifiuti il concilio ma che si manifesti il rifiuto dell'insegnamento dei papi successivi, da Giovanni XXIII fino a Benedetto XVI, del catechismo della Chiesa e il codice di diritto canonico."

Poiché questo codice e questo catechismo "sono l'attuazione per il diritto e per la catechesi dell'insegnamento del concilio", egli ha osservato, "Roma dirà loro: la porta resta sempre aperta, ma questa volta bisogna che siate voi a fare un passo avanti e che riprendiate i contatti", ha dichiarato il cardinale francese.

62 commenti:

Anonimo ha detto...

si nota tutta l'acredine, che poi è verso la Tradizione, non quella tradimodernista

Caterina63 ha detto...

Non ci dobbiamo rammaricare anche se, è naturale sentire dolore, avvertire la sofferenza della "tunica stracciata".... non è un problemmo del rammarico o meno, ma di tempi non maturi, per alcuni, e di troppo maturi per altri...

Io non credo che la FSSPX accetterà, ma non credo neppure che la Santa Sede possa definire "il massimo" ciò che ha fatto o potrebbe ancora fare, sarebbe come chiudere le porte o come perdere ogni speranza...
Senza dubbio attualmente è la FSSPX ad essere in difficoltà e non la Santa Sede ;-)

Nella Chiesa attualmente ci sono molti sacerdoti ricattati, messi da parte, obbligati a tacere... per non parlare dei laici, confinati come "anticonciliaristi" solo perchè meticolosi nella Riforma di Benedetto XVI... e il tutto dai propri vescovi solo perchè favorevoli al Summorum Pontificum, se la FSSPX si sacrificasse un pò e venisse a dare un aiuto, molti di questi vescovi perderebbo la loro baldanza... io sono convinta che il Papa ha pensato anche a questo aspetto..."unire le forze del mondo tradizionale" mentre attualmente siamo divisi anche in questo interno....

Mi auguro che la FSSPX lo comprenda, ma sono anche fiduciosa che "non si muove foglia che non Dio non voglia" ^__^ il mondo Tradizionale è quello che dovrà lavorare di più, ma al tempo stesso è quello che dovrà TESTIMONIARE che l'obbedienza PAGA!!
L'obbedienza è una virtù... san Padre Pio ce lo ha insegnato, pagando di persona, anche se fu COSTRETTO a non poter confessare, a non celebrare Messa in pubblico... Tutti i Santi hanno insegnato che nell'obbedienza si risolvono i problemi ecclesiali...
Non sta a me insegnare a mons. Fellay questa virtù, ma lo sollecito ad essere MARTIRE di questa virtù perchè è proprio di questa che il mondo oggi ha bisogno, specialmente IL CLERO...
;-)

Francesco B. ha detto...

Io invece sono convinto che la Fraternità accetterà l'accordo, anche perchè non ha alternativa. Certo, non accetterà un accordo qualsiasi, non accetterà l'accordo di settembre ma accetterà un accordo favorevoe che senz'altro Roma proporrà loro, tale che li metta al sicuro dalla costrizione di dover accettare il concilio nelle affermazioni che palesemente contraddicono la dottrina tradizionale. Si è capito che Benedetto XVI li vuole a tutti i costi dentro la Chiesa e sono straconvinto che, alla fine, il Papa accetterà le condizioni della Fraternità pur di riportarli a casa. La Fraternità in ogni caso non ha alternative: senza riconoscimento canonico, niente nuovi vescovi e senza nuovi vescovi non c'è possibilità di continuare il sacerdozio.

don Camillo ha detto...

Bah! insomma che ha detto? ha proposto i suoi desiderata? molto bene, molto serio, anzi per niente!

"Rifiutano gli insegnamenti da G23 a B16"... a quali si riferisce? se si parla degli insegnamene detti irriformabili, ebbene questo losco Cardinale farebbe bene ad informarsi prima di sparare stupidaggini.

Già l'istituto del Cardinalato cattolico è grazie alle loro guerre tra Logge, completamente screditato, non c'è bisogno di altro fango.

C'è L'Humanae Vitae, postConciliare di P6 che la sottoscrivono, così come l'impedimento al Sacerdozio per le donne di GP2.... del diritto Canonico Vigente contestano quei punti che si discostano dalla corretta ermeneutica di continuità, non mi pare che vogliano ritornare tout court al Codice del 1917 e poi... non mi sembra che i Papi abbiano imposto ALTRE cose Cattoliche che la Fraternità non abbia accolto...
se vuole essere più preciso... se no stia zitto, che fa più bella figura!

Icabod ha detto...

Che intende Ricard per "grandi affermazioni" ?
Qual è l'esatto posto nella Chiesa di queste "grandi affermazioni" che sono diventate i NUOVI dogmi?

mic ha detto...

se vuole essere più preciso... se no stia zitto, che fa più bella figura!

Non solo impreciso, ma anche di parte (nettamente contraria).
Non è scorretto non aver lasciato l'ultima parola al Papa, il quale l'aveva espressamente avocata a sé?

Luisa ha detto...

Trovo effettivamente riprovevole e poco serio che il card. Ricard abbia dato quella anticipazione senza lasciare la parola all' istanza che avrebbe dovuto pronunciarsi e mi sembra che quella istanza sia il Papa.
Il card. Ricard (con Müller, Koch, Kasper e Schönborn…) faceva parte della Commissione che ha studiato la risposta della FSSPX, l`impeto e la precipitazione con cui risponde al primo microfono che gli viene teso e che forse lui stesso ha sollecitato, senza aspettare il comunicato ufficiale, ci fa intuire quali sentimenti e pensieri hanno guidato la sua analisi… la sua è forse fretta di rassicurare i suoi confratelli francesi angosciati all`idea di un rientro della FSSPX.

Stefano Gavazzi ha detto...

Mi scusi Mic se mi intrometto ma quando leggo C63 sento l'obbligo morale di intervenire come quando intierviene sdc, so anche che non è simpatica a tutti la FSSPX ed io non sono un loro portavoce ma cerco di giudicare oggettivamente i fatti alla luce della retta ragione. sarò breve:
1) l'obbedienza.la virtù dell'obbedienza non è la più grande delle virtù ed essa non sempre obbliga come espresso in atti 5, 29 in due casi.
a) Per un'autorità superiore
b) nei moti interiori dell'animo
l'unica obbedienza si deve sempre e solo a Dio.(ST pII-II q 104 a5 r)
Altresì si pecca gravemente per eccesso di o. in cose contrarie alla legge o ad un precetto superiore appunto, così facendo si scade nel servilismo (Roberto -palazzini -Diz. teol. Morale)
Ora la FSSPX, io, lei, tutti in questi casi, in questa spaventosa apostasia, all'insegnamento sulla libertà religiosa, sulla nuova liturgia (vedete Trento), sull'ecumenismo, la collegialità a chi dovremmo obbedire?
Se 1000 persone dicono Gesù è un uomo ed 1 sola dice no, Gesù è Dio, forse che gli altri hanno ragione perchè sono di più?
Sarebbe forse superbia dire al Santo Padre che sbaglia ad insegnare con i dovuti modi (non formalmente) cose contrarie a quanto insegnato infallibilmente dalla Chiesa per 2000 anni?
Allo stesso modo far notare a tutti che i frutti del concilio non sono buoni?
Che il Concilio a formalizzato gli errori del modernismo in alcuni documenti?
E' davvero una maggioranza oggi la nostra Chiesa, invece che una monarchia fondata sul diritto divino?
Basta la ragione di uno per essere nel giusto, basta sia nella Verità.
Il punto è: in cosa non è cattolica la FSSPX?
Secondo voi quei sacerdoti "ricattati" riceveranno il plauso di nostro Signore per aver "taciuto" in questa offesa della fede (cfr Cirillo di aless. contro Nestorio 1)?
Saluti in Cristo
CVCRCI
Ps:mi sono dilungato

Rafminimi ha detto...

La buonanima di don Francesco Putti (+1984), il fondatore di" Sì, sì, no,no", ha sempre detto a Mons. Lefebvre, che era una perfetta perdita di tempo, aspettarsi nulla dai Vaticano/secondisti. Chi scrive, nel 1988, era diffidente, riguardo le consacrazioni episcopali. Anzi, non risparmiai qualche critica a Mons. Lefebvre. Io, dicevo all'epoca, avrei atteso ancora un po'. Se mi fossi accorto che la salute stava declinando in modo da far temere per un ragionevole pericolo di vita, all'ora avrei fatto le consacrazioni. Mi sono ricreduto. Oggi, più che mai, mi convinco che Mons. Lefebvre, ha fatto l'errore opposto. I vescovi doveva farli al tempo di Montini. A noi resta di pregare, affinchè si compia in tutto, in particolare sulla Chiesa, la volontà di DIO.

Si_si_No_no ha detto...

Volevo chiedere al Cardinale se per caso hanno cambiato il Credo ed aggiunto..."credo alla Chiesa una Santa Cattolica ed Apostolica ed a tutte le altre religioni".....non mi risulta sia necessario imporre la condizione della liberta' religiosa!Non e' un dogma!ne regola del Catechismo...

bernardino ha detto...

Caro Card. Ricard, non ti sembra di aver insieme agli altri cardinali e vescovi di aver arrecato gia' un danno enorme alla Chiesa Cattolica? Dove volete arrivare, a distruggerla? Ci state riuscendo - visto quello che avviene con le messe rocchettare nella diocesi di Trento. Dio, forse vi ha gia' dato un posto nella storia, e Dante Alighieri quelli come voi li ha messi nel 33 canto dell'inferno insieme al conte Ugolino e l'arcivescovo Ruggieri. Se devo andare avanti per dire cio' che penso di voi e che fine dovete fare, dovete solo farmi un cenno. Sono un Cattolico apostolico romano e non ho niente da spartire con quelli come voi che vogliono con tutti i mezzi distruggere la dottrina cattolica per altri fini. Il mio Pastore e' il Papa, e spero che non mi tradisca anche Pietro.

Luisa ha detto...

Nella Chiesa chiunque può ignorare, rigettare, dileggiare, dissacrare, la Tradizione, il Magistero, la Liturgia che sono stati quelli della Chiesa fino al Vaticano Ii, ma che non sia mai che venga criticato il Concilio Vaticano II, è nei fatti proibito criticarlo, avere reticenze, riserve, su alcuni suoi documenti, è oramai chiaro che si vuole erigere quel Concilio a superdogma, è palese che con quell`evento, che ci viene detto e martellato ha segnato una svolta epocale nella e della Chiesa, è nata una nuova Chiesa.
Che quella svolta epocale abbia fatto prendere alla Chiesa una direzione che l`ha portata in acque torpide e tumultuose, che la Barca continui a prendere acqua da tutte le parti, non sembra preoccupare i nostri pastori, anzi, molti si applicano a dare un mano ai vari distruttori, a chi sta "riparando" la Barca con legna nuova, talmente nuova da farla diventare diventare un`altra Barca.
Solo così si può spiegare che vengono approvati, lodati e dati in esempio coloro che hanno fatto della rottura un marchio di fabbrica, mentre sono messi all`angolo, stigmatizzati, criticati, contestati e ostacolati, in mille modi, anche con i più subdoli e perfidi, coloro che sono fedeli alla Tradizione immutabile della Chiesa, che difendono e professano la retta Dottrina, che si impegnano nella difesa della sacra Liturgia.

Stefano Gavazzi ha detto...

Ma chi Kasper, il card. Kasper quello che ha detto:, «questa confessione di Gesù Cristo Figlio di Dio... anche oggi viene accolta con notevole diffidenza da parecchi fedeli (sic!). Secondo l’obiezione più corrente, che è poi anche la più importante, qui ci troveremmo di fronte a un residuo di mentalità mitica passivamente accettata»(Gesù il Cristo p. 223)
Eh beh davvero un gran cattolico.
Ci sono buone speranze.....
CVCRCI

Dante Pastorelli ha detto...

I nomi che forman la commissione non son certo tali da permetter niente di più di quanto detto da Ricard.
Salvo un gesto eroico del papa che da solo prenda una posizione di enorme apertura, o salvo un gesto eroico della Fraternità che s'impegni a discuter in futuro i temi equivoci o erronei una volta entrata nella perfetta comunione giuridica, con la conseguenza di una grave spaccatura al suo interno ed un suo ridimensionamento, la conciliazione non ci sarà. E più passa il tempo più i problemi s'incancreniscono e la Fraternità finirà per assumere il carattere d'una setta, magari con la buona intenzione di formare il piccolo gregge.

Luisa ha detto...

"Il papa è arrivato al massimo, ha fatto molto per avvicinarsi, per accettare un certo numero di condizioni preliminari. Ma è arrivato il momento che egli non può accettare che non soltanto si rifiuti il concilio ma che si manifesti il rifiuto dell'insegnamento dei papi successivi, da Giovanni XXIII fino a Benedetto XVI, del catechismo della Chiesa e il codice di diritto canonico."


Considero anche molto scorretto e riprovevole che il card. Ricard presti al Papa dei pensieri e delle decisioni che, fino a prova contraria, sono per il momento solo i suoi, vorrebbe far pressione sul Papa che non agirebbe altrimenti.
È arrivato il momento in cui il Papa non può accettare.... ma è a lei eminenza di dirlo?
O è al Papa, quando lo vorrà, se lo vorrà e nei termini che vorrà?

Anonimo ha detto...

Certo che basta guardare i nomi dei componenti della commissione curiale, c'è poco da stare allegri...

mic ha detto...

Condivido quanto scritto da Orione su MiL:
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L'assoluta apertura la S. Sede la riserva a tutti i veri eretici e scismatici: pseudo-cattolici austriaci, tedeschi, olandesi, belgi, francesi, italiani, americani ecc. ed a movimenti che non camminano o a cammini che non si muovono.
In realtà mi sembra che la politica della resa incondizionata da una parte e dall'altra sia un gravissimo errore. Un punto di incontro nella Carità non disgiunta dalla Verità si può trovare e avrebbe dovuto già essere stata trovata.
Non vorrei che su papa Ratzinger restasse quella macchia indelebile che deturpa Paolo VI. Ricordiamoci che tutta la triste questione è nata dal suo rifiuto di lasciar fare a mons. Lefebvre e ad altri l'esperienza della tradizione. E iniquamente (cioè contro legge) quel funereo Papa impedì, come in parte il suo successore - Papa Luciani fu una meteora - di celebrare il rito antico che mai era stato abrogato. Iniquo il punto di partenza - violazione della legge e mancanza d'amore - difficile per mancanza di fiducia la riconciliazione se non su basi di assoluta chiarezza.

mic ha detto...

.... e ancora:

L'eventuale fallimento dei colloqui resterà una macchia su ambo le parti in causa. Ha fatto il Papa davvero tutto quello che poteva fare? Lo stesso chiedo alla Fraternità.

Condivido toto corde.

Dante Pastorelli ha detto...

Effettivamente la domanda è da porsi. Molti noi se l'eran posta nel passato. Molti se la riproporann'in futuro se la conciliazione non verrà. La storia è maestra di verità.
Da una parte non si accetta il concilio con la condizionale: i punti controversi si discuteran più approfonditamente dopo la sistemazione canonica.
Dall'altra non sintender fornir la dimostrazione richiest: i punti controversi sono in linea con la Tradizione per questo e quest'altro motivo. E invece lo si ripete stancamente. Non si dimostra, si afferma ma senza il vigore di una definizione: definitive tenendum.
Francamente non si tratta di punti che, se non accettati, possano minar la fede, visto che siamo stati tanti anni cattolici senza professar tali dottrine che, dunque, sono nuove.
E così mentre intere nazioni sono in uno stato di scisma veramente grave ed eclatante e di conclamata apostasia, si fa come a Roma: si chiacchierava mentre Sagunto veniva espugnata.
Non so quale delle due parti dovrà render un conto più salato a Nostro Signore.
Proprio oggi sono stato pranzo nel convento domenicano di S. Marco, a Firenze: di laici eravamo in due, oltre me un ragazzo che ha quasi 40 anni meno di me a cui mi lega un affetto più paterno che amicale.
Si è anche parlato di Savonarola: un dotto frate mi ha confermato nella mia convinzione della santità del "ribelle" che fu martire della Chiesa, della vera Chiesa, pur ertosi contro un Papa iniquo. Che rimaneva sempre Papa e che in dottrina mai sgarrò.

Gederson Falcometa ha detto...

Non so, se si può dire che la Fraternità San Pio X non ha offerto nulla. Per quanto ne so, lei aveva il diritto al giudizio sullo stato di necessità. Al momento del ritiro delle scomuniche alcuni qui in Brasile e in Portogallo molti hanno trovato molto strano che la FSSPX ha rassegnato il diritto a questo giudizio. Se Roma era disposta ad andare al massimo, farebbe il giudizio. Perchè se non ci fosse uno stato di necessità, non avrebbe alcun problema a fare questo giudizio, sarebbe molto facile. Questo per me è un'ulteriore prova di quello pensiero che porta a un assoluto magistero (espresso nel testo di mons. Ocariz). Come ha affermato la continuità tra la tradizione e il Concilio e l'ortodossia assoluta dei suoi scritti anche dire a priori che non ce nessuno tale stato di necessità. Dove è tutto nelle dichiarazioni, niente di dimostrazioni.

Qualcuno oggi potrebbe negare lo stato di necessità?

Potrebbe parlare di molte cose e citano diversi esempi di questo stato di necessità, ma ridotto al livello dei principi, la sfida di mons. Gherardini è sufficiente. Se non c'è uno stato di necessità nella Chiesa, che si mostra la continuità tra il Concilio e la tradizione, ma se non è in grado di dimostrare tale continuità non può "dare le ragioni della loro fede" (e quindi a svolgere il mandato petrino). Questa è la fede del concilio, una fede senza ragione, ma con molto sentimento, in modo che ci sia un accordo tra Roma e il Cammino Neocatecumenale e non ce tra Roma e la FSSPX. Só un miraculo...

Stefano Gavazzi ha detto...

Mi perdoni Mic ma il post che lei ha citato è contraddittorio se la santa sede come dice "Orione" riserva apertura a tutti lo facesse anche con la FSSPX ma ciò non è vero perchè la Santa sede apre a tutto ma non ai cattolici non disposti a mercanteggiare con la fede, ripeterò all'infinito dov'è l'errore della FSSPX.
Ditemi ad esempio su cosa dovrebbe cedere?
Dovrebbe cedere sulla liturgia? (che poi l'ha già fatto), dovrebbe accettare l'ecumenismo?
Dovrebbe cedere alla collegialità o sulla liberta religiosa?
Sul Sacerdozio? (occhio a Vienna ed a Schonborn)
Non è cedere alla Fede questo?
Non l'hanno già fatto tutti quelli che per celebrare un VO e per un riconoscimento, in silenzio accettano gli errori che sta spargendo questa gerarchia?
Chi si deve convertire chi ha la fede o chi l'ha persa?
Se cede la FSSPX perde la fede, se cede roma vince la fede.
Se si ammette che tutte e due perdono si pongono gli opposti sullo stesso soggetto significa che entrambe sono nella Verità, ma non è così.
Dov'è la Fede oggi se non nella Chiesa di sempre?
Ed è forse quella di trento la Chiesa di sempre?
O quella dei NC?
Non è una contrattazione sindacale, mettiamoci d'accordo, la Verità si predica interamente è o non è, come vede torniamo al punto di partenza:Principio di non contraddizione.
L'osservazione di si si no no è giusta!
Per essere cattolici si deve accettare il concilio non basta più la professione di fede se è così la professione di fede non è più il simbolo ma il concilio, ma esso non è il simbolo della Chiesa cattolica.Evidentemente lo è di una nuova chiesa.
Saluti in Cristo
CVCRCI

Stefano Gavazzi ha detto...

Non so quale delle due parti dovrà render un conto più salato a Nostro Signore.

Assurdo veramente assurdo!
Se la FSSPX ha torto pagherà, se ha ragione pagherà roma.
Il torto della FSSPX sarebbe di non accettare il concilio?
Quale sarebbe il torto della FSSPX non l'ho ancora capito, scusatemi.
Sembrerebbe che gli argomenti dottrinali siano di pura lana caprina.
Ricordiamocci che stiamo parlando di una collocazione canonica, solo quelli in mala fede parleranno di scisma.
Con o senza collocazione canonica la FSSPX è cattolica?
Mi piacerebbe avere un vostro parere.
Che leggerò domani.
Buona notte.
CVCRCI

don Camillo ha detto...

La FSSPX non ha nulla più da perdere! Dopo il pacchetto Neocat (teologia, ecclesiologia, liturgia, pastorale) non approvare la Tradizione sarebbe la riprova che la Chiesa & il Papa si sono fermati ancora a "La Salette" (Roma perderà la Fede e sarà la sede dell'AntiCristo) ma ricordo che si dovrà arrivare prima o poi a "Fatima" (un Papa che darà il suo sangue con quello di alcuni preti, religiosi e laici per la "Resurrezione" della Chiesa...

Per cui.... se non è oggi sarà domani.

Se poi entrassero ben spero che abbiano quella giusta compassione per quei preti-parroci che non nascono nella Fraternità ma che desiderano entrare in quel solco Tradizionale custodito dalla FSSPX, così come prevede l'altra Prelatura esistente dell'OD.

Anonimo ha detto...

I problemi ci sono e ci vuole parecchio tempo per risolverli.
La dichiarazione del cardinale non mi stupisce affatto: completa la linea delle notizie uscite recentemente:
1- la messa alla berlina di Castrillo hoyos sulla faccenda del complotto contro il Papa.
2- la dichiarazione di un vescovo (di cui non ricordo il nome) secondo cui Benedetto XVI era stanco e poteva pensare di dimettersi e rimettere l'incarico petrino.

Insomma stanno scalzando il Papa, gli stanno mettendo in bocca parole che lui non pronuncia. Lo stanno pressando, forse psicologicamente, di sicuro mediaticamente. D'altro canto lui non si sbilancia mai.

La nostra speranza, paradossalmente, è l'introduzione dell'ici sugli immobili della Chiesa che non sono ad esclusivo uso di culto. Sicuramente un bel dispetto per i preti metalmeccanici.
Poi spero che la "selezione naturale" cioé l'intelligenza dei fedeli alla fine faccia la differenza: quando si svuoteranno definitivamente le chiese moderniste aivoglia a decantare l'impossibile.

Anonimo ha detto...

Don Camillo, la FSSPX non si insudicerà mai con i preti bi ritualisti. Anche se ci sono preti costretti a celebrare una Messa che non desiderano celebrate (per certi aspetti invalidala) la nostra fedeltà alla purezza liturgica espressa nel Messale di Papa Giovanni (1962) ci impone di non scendere a compromessi.

Dante Pastorelli ha detto...

Gederson, non ho detto che la S. Pio X non ha "offerto" nulla. Ho chiesto se essa e la S. Sede han fatto tutto il possibile per pervenire alla riconciliazione. Il discorso è diverso.

mic ha detto...

Questa è la fede del concilio, una fede senza ragione, ma con molto sentimento, in modo che ci sia un accordo tra Roma e il Cammino Neocatecumenale e non ce tra Roma e la FSSPX. Só un miraculo...

Questa è la "fotografia" esatta della situazione.
Io credo nei miracoli.
Il primo è la liberalizzazione della S. Messa, che stenta a progredire, ma che sarà il cuore della Salvezza che non mancherà.

Anonimo ha detto...

le parole del card. Ricard sembrano prese da un manuale del perfetto modernista degli anni sessanta e settanta. Dite a Ricard che quegli anni li, e quelle ideologie, son roba vecchia, lontane anni luce. Dite a Ricard di aggiornarsi la mentalità, se gli riesce..... Di conseguenza da queste parole di Ricard io traggo ottimi motivi per sperare nella sistemazione canonica della FSSPX. A gloria di Dio, ad omnore della Santa Vergine Maria e per il bene della Chiesa. Per il resto il cancro neomodernista non lo si potrà estirpare in un solo momento. Ma l'aver dentro il corpo l'antidoto FSSPX non potrà che giovare............

Stefano78 ha detto...

Concordo con Caterina.

"L'accettazione del Concilio" è un ossimoro. Dice tutto e il suo contrario. E' strumentalizzabile.

Dal punto di vista magisteriale, da parte della SPX ci sarebbe bisogno di cambiare modo di parlare. Perchè? Perchè chiunque potrebbe non fare una piega nell' "accettare" il Concilio. Diverso è dire "credere per fede nel magistero (autentico e dotato di una certa provvisorietà)" del Concilio!

Può essere chiesto questo alla SPX? NO! Allora, la SPX accetti il concilio (ma poi che caspita vuol dire?)...E POI LO CRITICHI E MAGARI SI DISSOCI ANCHE dalle dottrine non definite e non infallibili proclamate nel Concilio stesso! CHE PROBLEMA CI SAREBBE? Il Concilio non ha cambiato la fede della Chiesa! Allora, perchè metterlo a fondamento di una integrazione canonica (nel senso di accettarlo come fondamento)? A prescindere dagli Ocarez di turno, vi sono dei punti fondamentali riguardo il Concilio che sono stati esposti ufficialmente anche dai Papi post-conciliari. A cominciare da chi lo ha indetto! Ultimo il Papa regnante. Perchè non acquisirli, una volta per tutte, senza dare il destro a chi, come Ocarez, e come Ricard, rimesta nel torbido per ritornare indietro?

Accettare il Concilio, significa CREDERE per fede alle dottrine che il Concilio NON HA DEFINITO?

Io mi domando: ma si ha o no la volontà di fare la propria parte per la Chiesa in crisi? Ce l'ha o no questa volontà, la SPX?

E ce l'abbiamo anche noi? Io, per esempio, nei media tradizionali avrei coperto di SILENZIO questa provocazione di RICARD! E magari l'avrei solo confutata quando ripresa dai media "diversamente cattolici"!

In questa storia, sembra che invece di andare avanti, molti siano contenti di rimanere dove sono! E qui c'entra benissimo la Virtù dell'Obbedienza così come ricordata da Caterina! Perchè in questa situazione, in una situazione di anarchia e autonomismo, di solitudine del Papa e di apostasia, NON SI DOVREBBE lasciare tempo in mezzo!

La SPX deve rispondere a questa domanda per fare chiarezza IN SE STESSA: La Chiesa di Roma, con Capo Visibile Benedetto XVI, E' L'UNICA CHIESA DI CRISTO? Se risponde di SI', come sono certo, ALLORA DEVE ROMPERE CON GLI INDUGI! Perchè E' QUESTA CHIESA che ha bisogno anche della SPX e del suo servizio, per combattere contro SATANA!

E il fatto che sia ridotta un colabrodo, NON PERMETTE di abbandonarla, o di guardarla da uno scoglio mentre imbarca acqua!

Se la SPX AMA questa Chiesa, e se crede che sia l'unica Chiesa di Cristo, SICCOME LA CHIESA NON HA UFFICIALMENTE CAMBIATO FEDE (ma lo ha fatto ufficiosamente), allora BASTA CON GLI INDUGI! Basta con l'offerta di fianchi scoperti! Basta con la caduta in trappole! Basta con il radicalismo! Basta con l'avocazione a SE' della salvezza della Chiesa!

E' ora di guardare alla GRAZIA di questo tempo! E' ora di mettersi a servizio DI TUTTI, senza velleità di "conversione esterna di Roma"!

Roma ha bisogno della Verità! Del "ripareggiamento" della VERITA'!

Cosa si potrà fare in una situazione di rottura continua con la SPX, ma più ancora con la Tradizione che essa rappresenta?

E cosa si potrà fare continuando a far finta che la Grazia di Dio "non sia sufficiente" per i nostri "desiderata" ?

Stefano78 ha detto...

Oggi non è ieri!

Oggi non sono gli anni 80!

Oggi la Grazia di Dio ha dato altri doni! IN PIU'! Dio è Signore del TEMPO e della Storia, NON NOI! E nemmeno la SPX!

Se c'è la VOLONTA' di "andare avanti" sulla strada della Verità, anche dei piccoli granellini di senape, sono fondamento del futuro e della Pace!

I granellini di Senape seminati in questi tempi, granelli di Grazia, che accoglienza e che fruttificaizone hanno avuto?

Secondo me, NON QUELLA CHE SARREBBE STATA DOVEROSA.

La Chiesa è in piena apostasia. Cosa si pretenderebbe? Accettare un accordo con i Gerarchi di Roma tornati pienamente (e tutti) TRADIZIONALI? Pensando come se questi 50 anni non fossero mai esistiti? Pensando che il Papa potrebbe ordinare a tutti di obbedirgli, ottenendo obbedienza?
E' questo che vuole la SPX per rientrare canonicamente?

Dante Pastorelli ha detto...

Per curiosità son andato a legger il commento di Orione. Costui ha affrontato l'argomento più volte ed ha difeso anche con forza le ragioni della Fraternità.
Non vi trovo contraddizioni, solo la passione per l'unità della Chiesa. Ma forse si parte da punti di vista diversi: per Stefano la vera Fede vive solo nella Fraternità. Roma, invece, ha perso la Fede. Se per 50 anni i papi non fanno che spargere eresie si addivenga ad un'esplicita dichiarazione di sedevacantismo. Si dica che la vera Chiesa è ad Econe e chi questo crede, prete o laico, si allinei, senza tener il piede in due staffe.
Se io spesso denuncio quelli che, a mio motivato avviso, son comportamenti ed anche affermazioni erronei della S. Sede, se critico certi documenti del concilio pastorale, io chiedo che sian chiariti nel loro autentico significato. Dev'esser poi la S. Sede a dar la definitiva risposta, non Econe.
Non approvo il rinchiudersi a riccio della Fraternità né il suo arrogarsi diritti che competono solo alla S. Sede: le è stata offerta la regolarizzazione canonica pur mantenendo le riserve su certi pronunciamenti conciliari e postconciliari che saranno oggetto di discussione più approfondita.
Non accettan questa proposta Fellay e i suoi? Mi sarei aspettato una maggior apertura da ambedue le parti. Se l'auspicato incontro fallisce a ciascuno le sue responsabilità Il giudizio spetta poi a Dio. Non a Stefano a o me.

PS E' la quarta volta che provo a inviar un commento che via via s'è ridotto. M'appare la scritta: non si può proseguire per errore del blogger che non capisco qual sia.

Dante Pastorelli ha detto...

L'errore di Stefano è gravissimo: la Chiesa è in piena apostasia. Eh no, Stefano. Apostati sono gli uomini di Chiesa. La Chiesa resta nella sua integra santità.

mic ha detto...

La Chiesa è e resta Una Santa Cattolica, Apostolica.
L'errore non le appartiene, anche se molti uomini di Chiesa, come dice Dante, ne offuscano il volto visibile e le fanno vivere una passio terribile, che sembrerebbe capace di soffocare la Fede autentica.
Ma non potrà mai accadere, per quanto grave lunga e dura possa essere la prova.
Preghiamo perché sia accorciata!

Dante Pastorelli ha detto...

"Don Camillo, la FSSPX non si insudicerà mai con i preti bi ritualisti"
La frase di un anonimo delle 01,23.
Ecco, è questa la Fraternità con cui mai avrò a che fare.

Gederson Falcometa ha detto...

Caro Dante,

Il mio commento era circa la parola del cardinale Ricard:

"Roma dirà loro: la porta resta sempre aperta, ma questa volta bisogna che siate voi a fare un passo avanti e che riprendiate i contatti"

Ma il problema tra Roma e FSSPX, è che ci sono solo due concetti di tradizione, che in linea di principio hanno due concetti di verità, la concepzione tradizionale "Adaequatio Rei Et Intellectus" e la moderna "Adaequatio Mentis Et Vitae", che è il principio di verità della Nouvelle Theologie (filosofia della azione di Maurice Blondel) condannato da Pio XII nella Humani Generis. Padre Garrigou Lagrange nell'articolo che fa la denuncia della nuova teologia dice quanto segue:

"Dove ci porterà la nuova teologia? Ritorna al modernismo. Perché accetta la propozione che se lo avesse fatto: sostituire la definizione tradizionale di verità: adaequatio rei et intellectus realis mentis et vitae. Questo è più esplicitamente nella proposizione sopra citato, tratto dalla filosofia dell'azione, e condannato dal Sant'Uffizio il 1 ° dicembre 1924:

"Veritas in non invenitur Ullo particolarità intellectus in actu quo haberetur Conformitas ricoperta di sperma, ut aiunt scholastici, sed est veritas sempre in fieri, in consistitque progressiva adaequatione intellectus et vitae, SCIL. In perpetua motu quodam, quo et intellectus Evolvere explicare nititur quid id parit experientia bile Exigit actio: tamen ut lege e in toto nihil progressu unquam ratum fixumque bateatur ".

La verità già non è la conformità con il reale extra-mentale e le sue leggi immutabili, ma la conformità deu giudizo con i requisiti dell'azione e della vita umana che si evolui sempre. La filosofia dell'essere o ontologia è sostituita dalla filosofia dell'azione, che definisce la verità non è più una funzione di essere, ma di azione.
Tornase, così, alla posizione mordenista: “Veritas non est immutabilis plus quam ipse homo, quippe quae cum ipso, in ipso et per ipsum evolvitur” . Anche Pio X diceva ai modernisti: “aeternam veritatis notionem pervertunt”"

Questo è implicito in tutti atti del magistero posconciliare e nell'analise recente di Don Gleize, (pubblicato nel Unavox), dove dice:

Il magistero non si definisce più in funzione della verità eterna e atemporale della Rivelazione (che rimane la stessa, che sia passata, presente o futura). Questo nuovo magistero si ridefinisce in funzione del soggetto presente dell’autorità, egli stesso organo di un altro soggetto più fondamentale che è l’unico Popolo di Dio in cammino attraverso il tempo . Il magistero vivente è sempre quello di questo tempo presente, poiché si pone in relazione col Popolo di Dio così com’esso vive in questo tempo presente. Il ruolo del magistero è di assicurare la continuità di un’esperienza, esso è lo strumento dello Spirito che alimenta la comunione assicurando «il collegamento tra l’esperienza della fede apostolica, vissuta nella comunità originale dei discepoli, e l’esperienza attuale di Cristo nella sua Chiesa» (Benedetto XVI, La comunione nel tempo: la tradizione, udienza del 26 aprile 2006, in L’Osservatore Romano n° 18 dell’ed. francese del 2 maggio 2006, p. 12) Magistero o tradizione vivente? http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV251_Don-Gleize_Magistero_o_tradizione_vivente%3F.html

Se non hanno rispettato l'autorità di San Pio X e Pio XII, perché avrebbe di sentire la FSSPX?

La speranza è il terzo segreto di Fatima: il vescovo vestito di bianco, significa un vescovo senza macchia dottrinale e non può essere un vescovo legato al Vaticano II, ma legato alla tradizione. Un vescovo del Vaticano II, non farebbe la consacrazione della Russia, sapendo che lei è in pericolo di diventare uno Stato cattolico.

Un Saluto dal Brasile

Marco ha detto...

Effettivamente non capisco la reticenza di Roma a permettere alla FSSPX la discussione su alcuni punti del Concilio Vaticano II. Se anche allo stesso mons. Gherardini è permessa tale discussione, perché non deve essere permessa anche alla FSSPX?
Il problema però è che anche la FSSPX deve modificare alcuni suoi giudizi verso Roma stessa.

Sto leggendo ora il libro di mons. Gherardini "Concilio Ecumenico Vaticano II, un discorso da fare". Davvero ottimo e molto ben fatto. Un campitolo interessante e, almeno per me, più complesso è il V: La Tradizione nel Vaticano II.
Ho sempre pensato a torto che la Tradizione fosse la trasmissione integrale della Rivelazione divina in forma non scritta ispirata.

Il Gherardini afferma invece a pag. 122 che:

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Quanto alla Tradizione, sia come l'atto che trasmette la rivelazione, sia come il fatto di tale trasmissione, è sì, raccolta nella Scrittura stessa, nei Simboli della Fede, nella patristica e nella funzione magisteriale della Chiesa, ma il suo contenuto non necessariamente e non tutto vi è incluso e resta per questo motivo un certo margine o vuoto, che rende alquanto azzardata l'affermazione di DV9: "Trasmette integralmente la Parola di Dio".

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Alla domanda di pag. 119 "se nella Tradizione troverà tutta o soltanto una parte della verità rivelata", bisogna quindi rispondere con "una parte". L'altra parte si trova nella Sacra Scrittura.
D'altronde la Sacra Scrittura e la Tradizione sono due fonti distinte e complementari della Rivelazione.

Saluti.
Marco Marchesini

Stefano78 ha detto...

Dante.
È ovvio che intendo la parte umana della Chiesa come in apostasia. E non intendo certo dire che la Chiesa possa soccombere. Non mi pare negabile la crisi attuale, che è degli uomini di Chiesa. NELLA Chiesa

Amicus ha detto...

1) Per l'Anonimo delle ore 01:23 che ha scritto: "Don Camillo, la FSSPX non si insudicerà mai con i preti bi ritualisti."
Per favore, informati meglio prima di scrivere sciocchezze. La FSSPX non è mica il Club dei Farisei, ed ospita periodicamente nei suoi Priorati un buon numero di sacerdoti 'bi-ritualisti', mettendo a loro disposizione cappelle ed altari per la celebrazione della S. Messa tradizionale.

2) D'ora in poi, nella recita del Credo, i neomodernisti intendono obbligarci ad aggiungere: "E credo nelle 'grandi affermazioni del Concilio' "?

3)L'unico vero problema sta in quello che il venerato Mons. Marcel Lefebvre chiamava "il colpo da maestro di Satana": l'ascesa di Papi neomodernisti sul soglio di San Pietro, con la conseguente presa di potere dei neomodernisti nella Chiesa e la loro caparbia volontà di obbligarci ad 'obbedire' ai loro errori, nascondendosi dietro il paravento della loro autorità gerarchica esercitata in modo del tutto arbitrario. E continuano ovviamente a cooptarsi tra di loro, moltiplicandosi come cellule cancerogene: gli esempi più recenti sono il neo-cardinale Dolan, con la sua ditirambica esaltazione del Vaticano II fatta appena ieri ed applauditissima dal Papa, come anche la nomina del nuovo Vescovo di Lourdes, che celebrerà pure la Messa tradizionale, ma è un seguace del 'nuovo teologo' Hans Urs von Balthasar...
Ora, non si tratta di essere pessimisti, ma di coltivare un sano realismo cattolico: come dice un vecchio proverbio, "non si può cavar sangue dalle rape"... per cui non mi meraviglio delle uscite del neomodernista card. Ricard e dei suoi 'amici'. Ma accadrà come con l'arianesimo: il suo apparente trionfo durò solo pochi decenni, poi fu spazzato via dalla mano del Signore.

don Camillo ha detto...

@ per l'Anonimio.

1. "la FSSPX non si insudicerà mai con i preti bi ritualisti"
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FALSO!
Ho avuto contatti con la FSSPX il giorno dopo dell'uscita del Motu Proprio, nel luglio 2007 con don Pagliarani. Sono stati da subito contatti cordiali e sinceri. Abbiamo lavorato insieme d'amore e d'accordo per editare prima possibile la prima guida per celebrare la Messa Tridentina su maranatha.it, lodata da ED.

http://www.maranatha.it/MobileEdition/T15-MR1962Cover/00-ENTRA.htm

Nel 2008 si è costituito il primo gruppo di parroci e religiosi (siamo circa 40) con incontri periodici, esercizi spirituali, e tra i relatori di questi incontri ci sono non solo appartenenti alla SPX, ma preti diocesani, scrittori, e frati dell'immacolata.
Io personalmente ho imparato a celebrare la Messa Tridentina grazie a don Davide Pagliarani avendo una totale intesa di vedute sulle questioni teologiche ed ecclesiologiche.

2. "Messa (di P6) per certi aspetti invalidala".
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VERO & FALSO
Nessuno dei preti SPX ha mai detto che la Messa secondo le rubriche di P6 sia invalida, si concorda che ci possono essere sacerdoti che utilizzando male le rubriche e senza credere che la Messa sia un'azione SACRIFICALE (come le liturgie NC) possano (sottolineo possano) rendere invalido il loro Sacrifico.

3. "la nostra fedeltà alla purezza liturgica espressa nel Messale di Papa Giovanni (1962) ci impone di non scendere a compromessi".
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FALSISSIMO!!!!
La FSSPX nella sua storia E' SCESA A COMPROMESSI quando potevano certamente essere tollerati è il compromesso è il Messale Tridentino con le rubriche del 1962 Giovannone23. La scelta del Messale del 1962 provocò una frattura profonda nella Fraternità tale da causare una scisma e la costituzione della Fraternità (seppur piccola) San Pio V che poi adottò le tesi sedevacantiste. Questa Fraternità infatti adottò l'ultimo Messale Tredentino accettando solo quelle riforme che mantenessero intatto il Messale stesso, rigettando cioè quelle riforme non omogenee rispetto all'integrità della Riforma di San Pio X mi pare del 1920.
Insomma sulla teologia ed ecclesiologia la prassi pastorale l'Arcivescovo Marcel François Lefebvre fu inflessibile, sulla Liturgia accettò il compromesso, che gli costò molto, perchè ritenne che il punto più urgente fosse proprio quello teologico-ecclesiologico e pastorale.

In ultima analisi caro Dante e cari amici questo anonimo non è della SPX nè parla per bocca della stessa, perchè non sa nulla! fosse che fosse SdC????

mic ha detto...

In ultima analisi caro Dante e cari amici questo anonimo non è della SPX nè parla per bocca della stessa, perchè non sa nulla! fosse che fosse SdC????

Comunque sia, sono felicissima che ci sia chi ha potuto ben chiarire...

Gederson Falcometa ha detto...

Caro Dante,

Per completare il mio commento per parlare di riconciliazione, deve sapere a che se riconcilia. Mons. Williamson in uno dei suoi commenti, ha scritto che la preoccupazione di Roma, non deve essere la Fraternità San Pio X riconciliarsi con lei, ma riconciliarso con la dottrina cattolica dal quale non si separò. Quindi il problema è l'opposto, non è la Fraternità San Pio X che deve riconciliasi con Roma, è Roma che deve reconciliarsi con la dottrina cattolica (e con suo passato).

Per quanto riguarda la questione della regolarizzazione canonica, che è stata offerta la Fraternità San Pio X, il problema del Concilio si verifica a livello di principi, non si verifica su alcuni pronunciamenti conciliari e post-conciliare (che sono solo l'applicazione di principi della nuova teologia). E come se accetta in linea di principio, quello che si dovrebbe combattere, senza rifiutare il principio di non-contraddizione? Oltre a questo, dopo più di 40 anni di scritti tradizionalisti contro il Concilio e gli scritti di mons. Gherardini, non c'è ancora niente da approfondire: il re è nudo, la loro posizione ha già superato i limiti della sostenibilità. Cicerone scrisse in Catilinarie la congiura di Catilina contra Roma, dopo più di 40 anni che combattono al Concilio, ogni teologo tradizionalista, poteva scrivere le "Concilinarie", descrivendo la congiura della nuova teologia e del Concilio, contro la tradizione. Non si può pretendere discussioni "approfundatta" con coloro che non hanno nemmeno risposto allo "Breve esame critico" dei Cardinali Ottaviani e Bacci, e vogliono una lettura del magistero pre-conciliare, alla luce dello "fallibile-infallibile" magistero conciliare (Mons. Ocariz). Poi, la posizione della Fraternità San Pio X in rinchiudersi, è giusta e non è quello di arrogarsi il diritto che compete alla Santa Sede, ma di affermare l'ovvio: a Roma ha perso la fede. E questo non vuol dire esattamente una dichiarazione di sedevacantismo (Nostra Signora di La Salette, non ha parlato di sedevacantismo), ma la constatazione di un problema, per il quale il sedevacantismo si presenta come una tra molti risposta (per me la peggio risposta). Ma quello che hai detto riguardo al commento di Stefano, sembra che tu accetta che gli uomini della Chiesa sono in apostasia, quindi chiedo nello caso della Fraternità San Pio X:

Deve mantenere la sua posizione o accettare l'offerta di apostati?

Un Saluto dal Brasile

don Camillo ha detto...

Sulla questione liturgica preferisco seguire la linea di Unavoce-Italia che preferisce, per mantenere una conformità alla Tradizione Gregoriana, adottare la tesi dell'omogeneità liturgica sostenendo la Riforma di Pio XII fino alla VI edizione post tipica del Missale Romanum (1952), cioè prima della Nuova Settimana Santa (conforme a quella di P6) inventata da Bugnini proposta ad esperimento MA MAI UTILIZZATA da G23 ma però da lui resa obbligatoria a tutta la Chiesa con il famigerato Messale del 1962.

Dante Pastorelli ha detto...

Non ho detto che la Fraternità è quella descritta dall'anonimo. Ho detto che con "quella" fraternità, quella da lui presentata non avrò mai a che fare. La fraternità la conosco direi abbastanza bene, non da oggi, ma da prima delle consacrazioni episcopali, ed affermazioni così stupide sono di alcuni dei più fanatici seguaci che, ahimé, ho conosciuto. E purtroppo non sono solo due o tre.

Dante Pastorelli ha detto...

Quanto alla posizione di Una Voce Italia sul Messale, non credo che sia univoca. Quale decisione del vertice ha stabilito quanto affermato da don Camillo?
Le Messe organizzate da Una Voce, ch'io sappia, anche se ne sono sempre di più ai margini, seguono il Messale del '62. Qualcuno forse riesce a far celebrar col messale del 52. Non lo so e non m'interessa nemmeno. E' un abuso. E ciò non significa che il messale del 62 sia migliore del precedente, semplicemente che fl'indulti ormai superati e il motu proprio impone il Messale di Giovanni XXIII. E credo che tornare al 52 sia solo un'utopia.

Dante Pastorelli ha detto...

Per l'amor di Dio, lasciamo perder le interpretazioni pro domo propria delle apparizioni mariane.
Su quel vescovo vestito di bianco se ne son già dette troppe. Fra poco si dirà ch'è una papessa.

Dante Pastorelli ha detto...

Non ho detto che la Fraternità è quella descritta dall'anonimo. Ho detto che con "quella" fraternità, quella da lui presentata non avrò mai a che fare. La fraternità la conosco direi abbastanza bene, non da oggi, ma da prima delle consacrazioni episcopali, ed affermazioni così stupide sono di alcuni dei più fanatici seguaci che, ahimé, ho conosciuto. E purtroppo non sono solo due o tre.

don Camillo ha detto...

Ignoro le questioni interne alla pia Associazione Unavoce, consulto il sito: www.unavoce-ve.it tutti i giorni perché vi trovo il calendario secondo la 6 edizione tipica del Messale Romano. Il messale del 1962 è un Messale di compromesso la sua Settimana Santa è più vicina a quella che sarà presente nel messale del 1970, rispetto a quella che per secoli si è sempre fatta. Semplicemente, siccome devo già celebrare a collo torto il Messale Frankenstein di P6 (un pezzo del 3 secolo, un pezzo del 4 secolo, un pezzettino del 5 secolo, mezzo pezzo della liturgia giudaica prima di Cristo, e così via) con il Messale Tridentino vorrei adottare la stessa regola dell'omogeneità adottata per individuare il Magistero conforme alla Tradizione, ben evidenziata da unavoceItalia che è ben lontana da ogni possibile accusa di sedevacantismo.

don Camillo ha detto...

Anche la liberalizzazione del Messale Tridentino e la revoca delle scomuniche erano 5 anni fa pura fantasia.
Vorrei solo mettermi sulla scia con coloro che umilmente o no credono che anche la Liturgia debba riacquistare una proprio purezza.
Per chi vuole c'è una pagina facebook dedicata.

http://www.facebook.com/pages/Missale-Romanum-1952-editio-VI-iuxta-typicam/353757121315226

Dante Pastorelli ha detto...

Una Voce Venetia è il sito del CUVVE, coordinamento di Una Voce Veneta, una delle componenti di Una Voce Italia.
Ripeto che non mi risultano disposizioni in tal senso di Una Voce Italia.
E ripeto anche che, non è questione di sedevacantismo, il messale autorizzato è quello del 62. Ogni sostanziale deviazione è un abuso, da chiunque sia compiuta.
Io parlo per oggi: è un'utopia il ritorno al 52. Questo non significa che non si possa lavorare senza clamori, discretamente, con la prudenza necessaria, per un ritorno a quel Messale, magari con un ulteriore indulto in un prinmo tempo.

don gianluigi ha detto...

condivido con D. Camillo il giudizio negativo sul rito della settimana santa riformato da Pio XII, ma non mi trovo d'accordo con lui quando decide conseguentemente di celebrare secondo il messale del 1952, poiché non è in nostro potere determinare le regole liturgiche e nemmeno è cattolico desumere da un comportamento arbitrario generalizzato un'implicita autorizzazione ad agire nella stessa maniera. Come a dire: "Siccome fan tutti quello che vogliono, lo faccio anch'io"
Anche se a malincuore siamo tenuti a rispettare le decisioni della prima sede in campo liturgico.

don Camillo ha detto...

Assolutamente sì, non è una priorità, lo dico solo per tenere desta l'attenzione, anche perchè a tutt'oggi nessun prete o frate adotta pedissequamente il Messale del 1962, ma un adattamento a casaccio del 1952. Perchè entrando nei dettagli nessuno all'Oremus si inchina al Messale ma tutti al Crocefisso come prevede il Rito Tridentino fino al 1962, e tutti alla fine recitano il Confiteor prima di distribuire la Santissima Comunione. Senza parlare della Settimana Santa: ho visto tra i tradizionalisti "approvati" e non, cose spaziali.

don Camillo ha detto...

Don Gianluigi, c'è una maturità nel Rito Tridentino e una sapienza spirituale che vanno comprese, accolte e difese! Non è semplicemente ritornare al "più" vecchio perchè piùbbono, (questo semmai fu l'intento di Bugnini con il Messale Frankenstein), o andare semplicemente "contro" quelle che furono le scelte dei liturgisti novatori perchè modernisti e quindi BRUTTI e quindi SEMPRE da contestare!.
L'Orazione "A cunctis", per esempio, sradicata dal Messale del 1962 di Bugnini è spiritualmente ed ecclesiologicamente una casa cattiva, il sacerdote recitando questa orazione dopo quella prevista dal calendario, pregava (mente cuore bocca nelle sue funzioni di Ministro di Dio) perchè la Santa Chiesa fosse preservata e liberata dal Male. E' una abuso che il sacerdote preghi questa Orazione, che non è di devozione ma di intercessione Ecclesiale?

don Camillo ha detto...

Oratio

A cunctis nos, quaésumus, Dómine, mentis et córporis defénde perículis : et, intercedénte beáta et gloriósa semper Vírgine Dei Genitríce María, cum beáto Joseph, beátis Apóstolis tuis Petro et Paulo, atque beáto N. et ómnibus Sanctis, salútem nobis tríbue benígnus et pacem; ut, destrúctis adversitátibus et erróribus univérsis, Ecclésia tua secúra tibi sérviat libertáte. Per eúndem Dóminum.

Secreta

Exáudi nos, Deus, salutáris noster : ut, per hujus sacraménti virtútem, a cunctis nos mentis et córporis hóstibus tueáris; grátiam tríbuens in præsénti, et glóriam in futúro. Per Dóminum.

Postcommunio

Mundet et múniat nos, quaésumus, Dómine, divíni sacraménti munus oblátum : et, intercedénte beáta Vírgine Dei Genitríce María, cum beáto Joseph, beátis Apóstolis tuis Petro et Paulo, atque beáto N. et ómnibus Sanctis; a cunctis nos reddat et perversitátibus expiátos, et adversitátibus expedítos. Per eúndem Dóminum.

http://www.unavoce-ve.it/mr-orationes=lat.htm#def

Dante Pastorelli ha detto...

Caro don Gianluigi,
ieri sono venuti alla Messa di S. Francesco Poverino due Suoi fedeli.
Torneranno con un pensierino per Lei che spero gradirà.

Stefano Gavazzi ha detto...

Mi scusi Dante essendoci due Stefano volevo sapere a chi si riferiva?
Grazie
CVCRCI

don gianluigi ha detto...

Caro Don Camillo, non voglio apparire un rubricista e sono con te quando rilevi le carenze del Messale del 62, ma da qui a rifiutare in blocco una riforma approvata e imposta a tutta la chiesa ci passa una grande differenza. Spero sinceramente che in un domani non lontano si metta mano alla Settimana Santa, abolendo i non sensi come la croce non velata nella processione delle palme e l'orazione spalle al tabernacolo susseguente o come la comunione dei fedeli il venerdì santo e l'accensione del cero anticipata rispetto al preconio del sabato. Alcune enormità sono già state levate nel Messale di Paolo VI, come l'interruzione delle litanie dei santi, ma tanto rimane da fare. Penso poi allo straordinario ufficio delle tenebre che occupava le sere del mercoledì, giovedì e venerdì. Tuttavia, se ti concedo come ammissibile un inchino fatto alla croce piuttosto che al messale o un doppio confiteor, mi pare realmete troppo saltare a pie' pari quello che Pio XII (meglio Bugnini e il mio omonimo Braga) ha stabilito.

don gianluigi ha detto...

Dante, sì due miei parrocchiani in visita a Firenze mi chiesero dove avrebbero potuto trovare una celebrazione VO. Li ho indirizzati a S. Francesco Poverino. Pensi che appena dopo la Messa mi hanno inviato un sms per comunicarmi la loro gioia per aver trovato una Messa tanto sentita e partecipata.
E io riverso a Lei il ringraziamento.
don Gianluigi Braga

Dante Pastorelli ha detto...

A Stefano78 che mi ha risposto.

Dante Pastorelli ha detto...

Caro don Gianluigi, sono delle persone squisite. i coniugi Sono arrivati appena dopo le 9 quando io stavo aprendo la chiesa - la Messa è alle 10 ma tutto era già pronto dal sabato pomeriggio - e così ho potuto parlar loro della storia delle tre confraternite e mostrare le nostre opere d'arte.
Effettivamente li ho visti molto soddisfatti a fine messa: l'ambiente è raccolto, senza dispersioni e familiare.

Luisa ha detto...

Per fare il punto:
abbiamo un cardinale, membro della Commissione che ha studiato la risposta della FSSPX, che da per scontata una decisione che non spetta a lui prendere, ma al PAPA.
Facilmente comprensibile, ma assolutamente non giustificabile, che sia un cardinale francese che rompa il silenzio al quale è tenuto, dando la sua versione e implicandovi il Papa, in un modo che assomiglia fortemente ad una pressione.
Non ho visto altri cardinali o membri della Commissione pronunciarsi in quel modo, prendendo la parola al posto del Papa, NON SAPPIAMO quel che dirà il Papa e quando lo dirà, quel che sappiamo invece è che ha avocato a sé la decisione finale.
Con pazienza e umiltà tutti dovrebbero aspettare le parole del Papa, le SOLE ad avere autorità.
Pazienza, umiltà e, aggiungo, speranza e preghiera per chi continua a sperare in un esito positivo delle discussioni.

Dante Pastorelli ha detto...

Cara Luisa, ma questi cardinali chiacchieroni hanno una loro strategia: creare un'opinione pubblica sfavorevole a cui il papa non vorrà dare dispiaceri.pweriamo che trovi il coraggio necessario.

Dante Pastorelli ha detto...
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