venerdì 24 febbraio 2012

Dignità degli antichi riti latini, odierni abusi liturgici cui si pretende dare dignità di riti

Riposte Catholique, by Summorum Pontificum, segnala oggi questa notizia, considerandola una manifestazione delle ricchezze, tuttora dispieganti la loro vitalità, dei riti latini. Sappiamo che il rito Mozarabico, insieme a tutti quelli che vantavano una tradizione di oltre 200 anni, sono stati 'salvati' dal Concilio Tridentino, in quanto ritenuti degni di coesistere accanto alla mirabile forma del Rito Romano, resa universale da San Pio V.


Nonostante la città di Bologna in Italia non sia un territorio in cui si celebra abitualmente la liturgia mozarabica, questa il 19 febbraio scorso ha svelato i suoi splendori nella bella città italiana. La ragione? Sua Eccellenza l'Arcivescovo di Toledo e nello stesso tempo primate di Spagna, mons. Braulio Rodríguez Plaza, ha celebrato la santa messa in questo venerabile rito nel Collegio Maggiore S. Clemente degli Spagnoli, che si trova a Bologna. Nella sua omelia il prelato ha affermato che il rito Mozarabico è « una liturgia vivente, mai morta ». Esso si colloca nella prospettiva del testo conciliare Sacrosanctum concilium di manifestare la vitalità di tutti i riti latini.

Riporto questo dato perché oggi, purtroppo, si ha la pretesa di conferire dignità di rito che si lascia coesistere al NO - con tanto flebili quanto inutili richiami a rispettare i libri liturgici - ad una celebrazione sincretistica inventata da un pittore spagnolo alla fine degli anni '60. (cf immagine a lato) La Chiesa dell'"inclusivismo" selvaggio e inquinante, che non chiama più l'errore col suo nome...

4 commenti:

Gederson Falcometa ha detto...

Per me il problema della liturgia, è per analogia il problema do magistero, como detto per Don Michel Gleize. La liturgia dopo il Concilio è una celebrazione dell'"unico Popolo di Dio in cammino attraverso il tempo", è la celebrazione del dialogo e esiste a causa di questo (inteso como l'aplicazione della misericordia all'errore). La liturgia del Concilio, non esiste più in funzione della "verità eterna e atemporale della rivelazione". Per questo l'autorità non dice niente sull'abusi liturgici, condannare gli abusi liturgici, è quello di condannare la teologia del Concilio.

Ricordo Pio XI nella "Quas primas":

"(...) La gente siano istruiti nelle verità della fede ... molto più efficace con la celebrazione annuale dei nostri sacri misteri che da qualsiasi pronunciamento autorizzato del Magistero della Chiesa". Quas Primas - Pio XI

Un Saluto dal Brasile

Gederson Falcometa ha detto...

Off-toppic: Qui in Brasile, hanno fatto una petizione per chiedere al Papa di celebrare la Messa Tridentina, vedere:

"I cattolici fedeli che frequentano la Messa nella forma straordinaria del Rito Romano desidera ricevere dal Papa una dimostrazione di sostegno e apprezzamento per questa forma liturgica, così hanno deciso di chiedere al Papa di celebrare una Messa pubblica in questa forma straordinaria del rito romano in l'intenzione del clero cattolico e la tutte Santa Cattolica e Apostolica Romana./The faithful Catholics who attend Mass in the Extraordinary Form of the Roman Rite wish to receive from the pope a demonstration of support and appreciation for this liturgical form, so they decided ask the Pope to celebrate a Mass publishes this Extraordinary Form of the Roman Rite in intention all Holy Catholic and Apostolic Roman and clergy". http://www.change.org/petitions/missa-tridentina-o-papa-celebra

Rafminimi13 ha detto...

Ti adoro, o Croce + Santa
Coroncina alla Santa Croce, in suffragio alle Anime Purganti. Si
tratta di una pia pratica, benedetta e raccomandata dai Pontefici
Adriano VI e Gregorio XIII. E' ritenuta sentenza pia e probabile, una
tradizione, secondo la quale, il recitarla davanti ad un Crocifisso o
ad una Croce, in giorno di venerdì, liberi cinque anime dal
Purgatorio, tranne il venerdì Santo, giorno in cui ne libererebbe 33.
Ci si serva di una normale Corona del Rosario.
DEUS in auditorium meum intende
r) Domine, ad adiuvandum me festina
Gloria Patri
Requiem
[sul grano grande]Pater Noster
sui grani delle Ave Maria, [facendoli scorrere come per le Ave
Maria], si recita 10 volte (una per grano) la seguente giaculatoria:
Ti Adoro, o Croce Santa, che fosti ornata dal Corpo Sacratissimo del
mio Signore, coperta e tinta dal suo Preziosissimo Sangue. Ti adoro,
o mio DIO, posto in Croce per me. Ti adoro, o Croce santa, per amore
di Colui che è il mio Signore. Amen.
Requiem
Gloria Patri
Si ripeta cinque volte, completando così il giro della Corona e si
concluda con cinque Ave Maria
ORAZIONE A GESU' CROCIFISSO [1]
Eccomi o mio amato e buon Gesù, che alla Santissima Vostra Presenza
prostrato, vi prego col fervore più vivo di stampare nel mio cuore
sentimenti di fede, speranza, carità, dolore dei miei peccati e proponimento
di non più offendervi; mentre io con tutto l'amore e con tutta la
compassione
vado considerando le vostre cinque piaghe, cominciando da ciò che disse di
voi, o mio Dio, il santo profeta Davide: "Fodérunt manus meas et pedes meos
dinumeravérunt omnia ossa mea", "Trapassarono le mie mani ed i miei piedi,
contarono tutte le mie ossa"(Salmo XXI, 17-18).
Pater
3 Ave
Gloria
DIO ci benedica
vostro
UomochenonfuMAI
[1]
Nel recitarla dopo la Comunione davanti ad una croce o ad un crocifisso
(anche solo rivolgendosi a quello che orna e sovrasta l'Altare Maggiore), si
acquista l'indulgenza plenaria. O, per meglio dire, si acquistava. Montini,
largo di mano con tutto e con tutti, per ciò che riguarda direttamente il
potere della Chiesa sulla Misericordia Divina ("A colui che rimetterai i
peccati saranno rimessi"), ha stretto i cordoni della borsa. Adesso
l'acquisto dell'indulgenza è limitato alle Comunioni fatte nei venerdì di
Quaresima.

bedwere ha detto...

Il primo dell'anno ho partecipato alla s. Messa in rito ambrosiano antico, celebrata a Milano, a s. Rocco al Gentilino. Molto bella. Peccato che mancasse il coro.