sabato 25 febbraio 2012

Soprattutto non evangelizzare né testimoniare!

Pubblico senza commenti. Li lascio a voi. La notizia è tratta da Riposte Catholique, by Perepiscopus


Una mostra sulla Bibbia - « La Bibbia, patrimonio dell'umanità »- è organizzata nella diocesi del Mans, dal 3 al 23 marzo, nella cappella dell'oratorio del liceo Montesquieu (entrata libera e gratuita).

Su 350 mq, attraverso testi ed immagini, suoni e video, i visitatori potranno conoscere le risposte a domande usuali come « tutti i cristiani hanno la stessa Bibbia? » « e gli ebrei ? » « si dispone di originali ? ». Predisposta dall'Alleanza Biblica Francese (ABF), l'esposizione fa il giro della Francia da molti anni, col patrocinio del Ministero della Cultura.

Ma ciò che non vuole la diocesi, diretta da Mons. Le Saux, è che la si possa accusare di proselitismo... Gilles Berthomé, presidente della locale associazione che ha promosso la mostra nel Mans, è formale :
« L'idea è nata dalla riflessione del gruppo ecumenico del Mans che comprende cattolici, protestanti riformati, evangelici e ortodossi. Vi è coinvolta anche la comunità ebraica. L'obiettivo è quello di far scoprire un testo del patrimonio dell'umanità che alla fine resta sconosciuto »
Gérard Chesnais, delegato (laico) ecumenico per la Chiesa cattolica, anche lui molto coinvolto nell'evento, precisa :
« Assolutamente non si tratta di recuperare fedeli! » « Ci situiamo sul terreno della conoscenza, non su quello della fede [...] è giocoforza che una mostra sulla Bibbia affronti la questione della fede e di Dio. Ma in maniera distaccata. »
Questo responsabile da tempo della formazione dei laici nel Mans, poi « cappellano » nella prigione di Coulaines, senza dubbio non ha mai letto quel libro della Bibbia che è il Vangelo secondo Matteo:
Andate, fatte discepoli in tutte le nazioni, battezzateli nel nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo, e insegnate loro ad osservare tutto ciò che vi ho prescritto.

3 commenti:

Gederson Falcometa ha detto...

Guardare questo:

"Un proyecto que tiene una visión radical de la evangelización que se expresa de forma única: «No bautizamos a ningún yanomami –declara Sabatini– porque estábamos convencidos de que no tenía sentido bautizar a la persona fuera de la comunidad y que es la cultura la que debe ser evangelizada: el hombre tiene derecho de tener su cultura y debe encontrar en ella la forma para expresarse cristianamente. Bautizar fuera de la comunidad habría significado crear en el bautismo una doble personalidad». Motivo por el que, cuenta Zaccaria, «Sabatini respondía a aquel monseñor ansioso por saber cuántos yanomami había bautizado: por gracia del Buen Dios, ninguno»". En la Amazonia al servicio del hombre - http://vaticaninsider.lastampa.it/es/homepage/reportajes-y-entrevistas/dettagliospain/articolo/amazzonia-missionari-consolata-cristianesimo-indios-12885/

mic ha detto...

Fa il paio con Madre Teresa.
Qualcosa che non ho mai capito!

mic ha detto...

Si è sempre parlato di "inculturazione" del Cristianesimo. Non è accaduto così anche agli inizi?

Cristo Signore non è estraneo a nessuna cultura!

Chi non lo Annuncia è perché non lo conosce com'è davvero, ma solo per stereotipi...

Che pena quel missionario figlio del nostro tempo!